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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

Italia Canora :: MUSICA LEGGERA :: 
CANTANTI/GRUPPI ANNI' 60
 :: FRANCO CALIFANO

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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

Messaggio  VIOLONE 1950 il Ven 14 Dic 2012 - 9:28



Di seguito viene riportata la discografia completa di FRANCO CALIFANO


45 giri

1965 - Non voglio vederti triste così/Tanti anni fa...! (Ariston Records – AR/0113)
1965 - Ti raggiungerò/Amica malinconia (Ariston Records – AR/087)
1973 - Ma che piangi a fà/Beata te...te dormi (CGD – CGD 1470)
1974 - Mi vuoi sposare/Roma e settembre (CGD – CGD 2512)
1975 - Io me 'mbriaco/E' la malinconia (CGD – CGD 3409)
1977 - Me 'nnamoro de te/Tutto il resto è noia (Ricordi – SRL 10832)
1978 - Io non piango/Tac (Ricordi – SRL 10859)
1981 - La mia libertà/Non so fare di più (Ricordi – SRL 10935)
1982 - Buio e luna piena/La luna in metropolitana (Lupus – LUN 4928)
1982 - La musica è finita/E la chiamano estate (Lupus – LUN 4939)
1983 - Io per amarti/Quando comincia la notte (Lupus – LUN 4947)
1988 - Io per le strade di quartiere/Non puoi dire A (Ricordi – SRL 11071)
1990 - Via Sistina/La nevicata del '56 (Ricordi – SRL 11105, promo)
2003 - Cammino in centro/Un'estate fa (Virgin - 7243 547625 2)
2005 - Il campione/Un tempo piccolo/Pasquale l'infermiere (Universo – none, promo)
2012 - Sto a cerca' lavoro (NAR International – none, promo) - con Simone Cristicchi e Alberto Mennini
2015 - Le mie donne (Hydra Music, 8054181010459) (postumo)


LP

1972 - 'N bastardo venuto dar sud (CGD FGL 5116)
1973 - L'evidenza dell'autunno (CGD 69055)
1975 - Secondo me, l'amore... (CGD 69123)
1977 - Tutto il resto è noia (Ricordi, SMRL 6199)
1977 - Tac..! (Ricordi, SMRL 6216)
1979 - Ti perdo... (Ricordi, SMRL 6241)
1980 - ...tuo Califano (Ricordi, SRML 6261)
1981 - La mia libertà (Ricordi, SMRL 6277)
1982 - Buio e luna piena (Lupus, LULP 14909)
1983 - Io per amarti... (Lupus, LULP 14915)
1984 - Impronte digitali (Lupus, LULP 14916)
1985 - ...Ma cambierà (Ricordi, SMRL 6353)
1987 - Il bello della vita (Ricordi, SMRL 6370)
1988 - Io (Ricordi, STVL 6378)
1989 - Coppia dove vai (Ricordi, SMRL 6403)
1990 - Califano (Ricordi, SMRL 6414)
1991 - Se il teatro è pieno (Ricordi, SMRL 6443)
1994 - Ma io vivo (Nuova YEP Record, 475903 2)
1995 - Giovani uomini (NAR, 04429 5002-2)
1999 - Tu nell'intimità (NAR, 2163-2)
2001 - Stasera canto io (NAR, 3044-2)
2003 - Le luci della notte (EMI)
2005 - Non escludo il ritorno (Magika, MGK 519867 2)
2009 - C'è bisogno d'amore (Sony Music, 88697537192)


EP

2001 - Vive chi vive (NAR, 672004)


Live

1975 - 24-07-1975 dalla Bussola, dal vivo a La Bussola di Viareggio (CGD/WARNER) anche in cd
1982 - In concerto dal Blue Moon di Ogliastro Marina, dal vivo al Blue Moon di Ogliastro Marina (Lupus, ALULP 214913)
1992 - In concerto dal Blue Moon di Ogliastro Marina 2, dal vivo al Blue Moon di Ogliastro Marina (Fonit Cetra, CDL 334)


Raccolte

1977 - n'bastardo, l'autunno e l'amore (Record Bazaar, RB 145)
1981 - Ritratto di Franco Califano (Record Bazaar, RB 315)
1983 - Super Califfo (Lupus, LULM 25002)
2011 - I successi... e tutto il resto (3 cd 36 brani SONY)
2013 - 1972-1975 The complete studio collection (2 CD 37 brani, comprende i primi 3 album cgd WARNER)


Fonte: QUI
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1965 - TI RAGGIUNGERO'/AMICA MALINCONIA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio 28 Mag 2020 - 10:01

1. TITOLO:
 
1965 - TI RAGGIUNGERO'/AMICA MALINCONIA
 
# Etichetta: ARISTON # Catalogo: AR/086/AR/087 # Data pubblicazione: Anno 1965 # Matrici: AR 086/AR 087 # Genere: Pop # Supporto: Vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Note: Distribuzione: ARISTON Records - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
 
Edizione speciale servizio “JUKE BOX” vietata la vendita al pubblico
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
TI RAGGIUNGERO'

 
      Lato B:
AMICA MALINCONIA

 
 
   

Autori: Walter Baracchi, Franco Califano, Gianluigi Guarnieri
Orchestra: Enrico Simonetti
 
Testo:
Va, io ti raggiungerò (LEI:"ma dobbiamo partire")
solo il tempo di dire ciao (LEI:"è tardi!")
alle cose che forse non vedrò mai più (LEI:"ma torneremo")
se ti seguo lontano nella tua città.
Ora va, aspetta dove sai,
prendo ciò che mi resta qui (LEI:"ma è così importante?")
e i ricordi lascerò, non li rimpiangerò
io nascerò domani con te
Va, io ti raggiungerò (LEI:"va bene caro")
solo il tempo di dire ciao
agli amici che son cresciuti insieme a me
e lo sanno che tu mi porti via di qui (LEI:"ma io ti amo")
Ora va, un attimo e verrò
guardo ciò che era intorno a me,
e che non vedrò mai più
se insieme a te verrò
io nascerò domani con te.
Con te
(LEI:"dì ai tuoi amici che con me sarai felice,perché io ti amo tiamo!")
 
Fonte: QUI
     
Autori: Walter Baracchi, Franco Califano, Gianluigi Guarnieri
Orchestra: Enrico Simonetti
 
Testo:
Come ho sempre fatto prima
credevo di poter giocare anche con te
ma con te ho sbagliato tutto
e adesso cosa mi resta...
Se puoi malinconia rimani qui
puoi prendere il mio cuore insieme a te
stringetevi la mano almeno voi
malinconia e cuore mio almeno voi..
Malinconia tu mi somigli un po'
sei sempre sola e triste come me
per questo voglio stare insieme a te
fintanto che un altro amore non vivr?..
Io mi domando perch? nel mio presente non c'?
un po' di bene per me, come per gli altri
Se puoi malinconia rimani qui
puoi prendere il suo posto accanto a me
tu meriti qualcosa pi? di lei
amica mia malinconia, aiutami..
Io mi domando perch? nel mio presente non c'?
un po' di bene per me, come per gli altri
Se puoi malinconia rimani qui
puoi prendere il suo posto accanto a me
tu meriti qualcosa pi? di lei
amica mia malinconia, aiutami
amica mia malinconia aiutami..aiutami..aiutami
 
Fonte: QUI
 
FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Videos10
 


Ultima modifica di mauro piffero il Gio 28 Mag 2020 - 10:37, modificato 1 volta
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1965 - NON VOGLIO VEDERTI TRISTE COSI'/TANTI ANNI FA...! (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio 28 Mag 2020 - 10:34

1. TITOLO:
 
1965 - NON VOGLIO VEDERTI TRISTE COSI'/TANTI ANNI FA...!
 
# Etichetta: ARISTON # Catalogo: AR/0113 # Data pubblicazione: Anno 1965 # Matrici: 0113-A/0113-B # Genere: Pop # Supporto: Vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Note: Distribuzione: ARISTON Records - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
NON VOGLIO VEDERTI TRISTE COSI'

 
      Lato B:
TANTI ANNI FA...!

 
 
   

Autori: Paoli, Roberto e Erasmo Carlos
Orchestra: Franco Califano e il suo Complesso
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
     
Autori: F. Califano, S. Lama, j. Bayard
Orchestra: Piero Soffici
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1972 - 'N BASTARDO VENUTO DAR SUD (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio 28 Mag 2020 - 13:36

1. TITOLO:
 
1972 - 'N BASTARDO VENUTO DAR SUD
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: FGL 5116 # Data pubblicazione: Ottobre 1972 # Matrici: 2C 5116-1L/2C 5116-2L # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 5 Ottobre / Copertina apribile a libretto con all'interno i testi delle canzoni e fotografie dell'artista / Distribuito da Messaggerie Musicali - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
'N bastardo venuto dar sud è il primo album in studio di Franco Califano, pubblicato nel 1972 per l'etichetta discografica CGD.
 Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 

 
   
 

Franco Califano al telefono nel 1973

 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 'N ATTIMO DE VITA
  • A2 UN RICAMO NER CORE
  • A3 GRATTA GRATTA AMICO MIO
  • A4 'N CONTADINO NUN DEVE AVE' PRETESE
  • A5 ZITTA, NUN PARLA'
  • A6 MA CHE SERATA E'...


  • B1 'N BASTARDO
  • B2 QUATTRO REGINE E QUATTRO RE
  • B3 SEMO GENTE DE BORGATA
  • B4 L'URTIMO AMICO VA VIA
  • B5 BEATA TE... TE' DORMI
  • B6 'MBRIACATE DE SOLE
 
 
Lato A: 1
'N ATTIMO DE VITA

 
      Lato B: 1
'N BASTARDO

 
 
   

Autori: Franco Califano
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
M’hanno fregato ‘n attimo de vita,
ma io l’ho preso come un brutto sogno,
te devi mette in testa che è finita,
io delle colpe mie nun me vergogno.
Me stai attaccata ma te viè da piagne,
so’ ritornato, nun te preoccupà...

Piagni,
si te fa bene, piagni,
fa' quello che voi fa',
ma nun t’allontanà da me.

Strigni,
si me voi bene, strigni
e si te dico va,
tu nun me devi sta a sentì.

Nun me te fa vedè così avvilita,
me fai sentì colpevole de più,
m’accusano de avette rovinata,
ma quello che t’ho dato lo sai tu,
io vado avanti e pago pe’ sarvatte,
pe’ ditte "questo fallo e quello no"...

Piagni,
si te fa bene, piagni,
fa' quello che voi fa',
ma nun t’allontanà da me...

Piagni,
si te fa bene, piagni,
fa' quello che voi fa',
ma nun t’allontanà da me.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Franco Califano, Guido Lombardi
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
Che te posso da’
la mia eredità
è ‘sta faccia da bastardo…

‘Ndo so’ nato io
vallo a chiede a Dio
forse arrivo dall’inferno...
la vita amara, quale bandiera
rosa, gialla, blu
bianca, rossa e verde
come quella che ci hai tu
co’ la stella rossa
o co’ la croce libertà
nun m’emporterebbe
basterebbe fosse mia
la bandiera mia...

Ma che piagni a fa
che li sciupi a fa
‘st’occhi ricchi p’en bastardo…

Tu che sei nata raccomandata
fija de papà
penserai all’inferno
solo quanno morirai
ma con bell’assegno
starai fresca pure là
io ce sto vivenno nell’inferno
ma è diverso
io nun ci ho papà...
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 2
UN RICAMO NER CORE

 
      Lato B: 2
QUATTRO REGINE E QUATTRO RE

 
 
   

Autori: Franco Califano
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
Un ricamo ner core sei te
un ricordo d’amore sei te
quattro gocce de pioggia,
du’ raggi de sole sei te.

Occhi azzurri de mare sei te
‘na serata tranquilla sei te
‘na montagna de neve
un bocciolo de rosa sei te.

Un’emozione improvvisa sei te
un vestito da sposa sei te
mille stelle impazzite,
‘na notte de luna sei te.

E ’na rondine a maggio sei te
e ‘na foja d’utunno sei te
me ricordo d’avette già detto
che sei tutto te.

E la spiga su un campo de grano
che cresce più alta de tutte sei te
sei felice a sentimme cantà
ma che artro me posso inventà.

Un ricamo ner core sei te
un pensiero nell’aria sei te
quattro passi pe’ mano
ner core de Roma sei te.

Er più grande dei sogni sei te
er più dolce risveglio sei te
una mano ner vento,
‘na voce me chiama, sei te.

E ‘na rondine a maggio sei te
e ‘na foja d’autunno sei te
me ricordo d’avette già detto
che sei tutto te.

E la spiga su un campo de grano
che cresce più alta de tutte sei te
sei felice a sentimme cantà
ma che altro me posso inventà.

Un ricamo ner core sei te
un pensiero nell’aria sei te
quattro passi pe’ mano
ner core de Roma sei te.

Er più grande dei sogni sei te
er più dolce risveglio sei te
una mano nel vento,
una voce me chiama, sei te.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Franco Califano
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
Tu sai perché io vargo quarche cosa più de te
Perché un sentimento lo rispetto quanno c'è
E l'amore è un gioco che bisogna sapè fa'
Si io punto er core, nun permetto de barà.

Tu, tu nun eri nata io a l'amore già ero re
E ne ho fatte piagne de cretine come te
Mo’ tu te presenti ar tavolino e voi bleffà
E pretenderesti ch'io nun dica manco “ah!”

Si hai quattro regine a me me trovi quattro re
Quanno scopri er punto, ho sempre 'n asso più de te
Nun è ancora nata quella che me po frega’
Mo’ si l'hai capito, te ne devi solo anna’…

Nun è ancora nata quella che me po frega’
Mo’ si l'hai capito te ne devi solo anna’…

Tu sai perché io vargo quarche cosa più de te
Perché un sentimento lo rispetto quanno c'è
E l'amore è un gioco che bisogna sape' fa'
Si io punto er core, nun permetto de barà...
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 3
GRATTA GRATTA AMICO MIO

 
      Lato B: 3
SEMO GENTE DE BORGATA

 
 
   

Autori: Fred Bongusto, Franco Califano
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
Gratta
Gratta, gratta, amico mio
Si nun voi mori’ de fame
Come stavo a mori’ io
Quarche mese de “bottega”
Già l’ho fatto, che me frega?
Nun me va’ de lavora’...

Daje, fatte sotto co’ coraggio
C’è un Ferari a quer parcheggio
Radio, gomme e quarche aggeggio
Si te beccano, pazienza
Tu dimostri l’innocenza
E sarai un buciardo in più...

Fallo, se nun artro pe’ tu’ moje
Se l’ammolli co’ du’ fije
Come fanno pe’ campa?
Datte da fa’...

Gratta
Gratta, gratta, amico mio
Pure i ladri c’hanno un core
Proprio come ce l’ho io
Che nun parlo si nun vojo
Perché in fonno c’ho l’orgoglio
Che in quell’ attimo me dà
Un po’ de gioia pe’ campa’...
Datte da fa’

Gratta
Gratta, gratta, amico mio
Nun c’hai firma, nun c’hai orario
Fai er professionista serio
Devi vive sempre ar meglio
Si te beccano, pazienza
Tanto fori, che poi fa’...
Te magni pane e dignità?
Tenemo duro, che voi fa’...
Noi semo nati pe’ rubba’
 
Fonte: QUI
     
Autori: Franco Califano, Marco Piacente
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
'Na stanzetta in affitto è trovata, pe er momento va be'
semo gente de borgata, nun potemo pagà...
Da domani comincia er carvario, nun c'è altro da fa'
finirà 'sto calendario e quarcosa cambierà
semo ricchi de volontà...

Core mio, core mio, la speranza nun costa niente
quanta gente c'ha tanti soldi e l'amore no
e stamo mejo noi che nun magnamo mai...

Core mio, core mio, la speranza nun costa niente
se potrebbe sta' pure mejo, ma che voi fa'
per ora ce stai te, er resto ariverà...

Un lavoro magari a giornata, pe er momento va be'
semo gente de borgata che alla vita ce tie'.
Semo nati da povera gente, è la nostra realtà
ma de vie ce ne so' tante, tanti modi pe' sfonnà
ora annamoseli a cercà...

Core mio, core mio, la speranza nun costa niente
quanta gente c'ha tanti soldi e l'amore no
e stamo mejo noi che nun magnamo mai...

Core mio, core mio...

Se potrebbe sta' pure mejo, ma che voi fa'
per ora ce stai te, er resto ariverà...
per ora ce stai te, er resto ariverà...
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 4
'N CONTADINO NUN DEVE AVE' PRETESE

 
      Lato B: 4
L'URTIMO AMICO VA VIA

 
 
   

Autori: Franco Califano, Guido Lombardi
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
Sta pe’ veni’ la sera
er Tevere se scura
e io cammino ancora
appresso a ‘na chimera

Sta strada che me porta
ar posto de ‘na vorta
e sta città deserta
pare ‘na cosa morta.

Ma Roma che ne sa
che te sto a cercà
che ne sa
sto lungo tevere
ma chi me lo po di’
si sto giranno a voto
nessuno me conosce

Io c’ho l’occhi
che me fanno male
e poi è come
avessi in bocca il fiele
non so più la fine che farò

Tu perché m’hai trascinato a Roma
perché...
potevi dimmelo da prima
che co’ me giocavi.

È notte già da ‘n pezzo
nun vedo più un palazzo
er Tevere s’è dato
lui pure s’è stufato
sta strada la conosco
sto a ritornà ar paese
ma è giusto
‘n contadino nun deve ave’ pretese

Ma Roma che ne sa
che ne sa
sto lungo Tevere
tu perché m’hai trascinato a Roma
perché...
potevi dimmelo da prima
che co’ me giocavi.

È notte già da ‘n pezzo
nun vedo più un palazzo
er Tevere s’è dato
lui pure s’è stufato
sta strada la conosco
sto a ritorna’ ar paese
è giusto..
‘n contadino nun deve ave’ pretese
 
Fonte: QUI
     
Autori: Franco Califano, Totò Savio
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
L'urtimo amico va via
Domani se va a sposa’
Se gioca la libertà pure lui
Pure lui.

Er vecchio gruppo 'ndò stà?
Me li so' persi così
Se so’ scordati de me
Tanto amici e poi... tiè!

Ogni cosa se ne và
Finisce er ciclo de 'n'età
Domani chiude er bar in fondo a 'na via.

Quanta nostalgia me viè
Si penso a quanno tutti noi
Se giocavamo a carte quarche bottija.

Te saluto gioventù
Te ne sei annata pure tu
Adesso a me che me rimane più?

L'urtimo amico va via
E 'nzieme a lui l'allegria
Ce resto sortanto io
A penza’ che ho da fa'.
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 5
ZITTA, NUN PARLA'

 
      Lato B: 5
BEATA TE... TE' DORMI

 
 
   

Autori: Franco Califano, Ettore Lombardi
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
Zitta nun parlà
nun me rovinà ‘st’ attimo de malinconia
Che silenzio c’è, solo er pianto tuo
fa rumore sull’occhi mia.

Nun te ne annà più
nun te move più da qui
bentornata, vita mia
nun lo vedi quanta polvere che c’è
‘n artra donna dopo te
nun è entrata a casa mia, ce credi o no?

C’è ‘n amico giù che me sta aspettà
corro a dije che sei tornata
passo in trattoria, prendo da mangià
e cenamo qui come ‘n anno fa.

Che silenzio c’è, solo er pianto tuo
fa rumore sull’occhi mia.

Nun te ne annà più
nun te move più da qui
bentornata, vita mia
nun lo vedi quanta polvere che c’è?
‘N artra donna dopo te
nun è entrata a casa mia, ce credi o no?

C’è ‘n amico giù che me sta a aspettà
corro a dije che sei tornata
passo in trattoria, prendo da mangià
e cenamo qui come ‘n anno fa.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Franco Califano, Roberto Conrado
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
Beata te... te dormi, come fai?
Ar monno nun c'e' donna più 'ncosciente...
li buffi c'hanno invaso tutta casa
e tu stai lì che dormi, come gnente!

So' già le tre, nun c'è 'n filo de luce
e io nun pijo sonno, nun c'ho pace
e sto a discute sempre cor cuscino, come 'n cretino,
mentre te dormi, dormi e te ne freghi.

Nun ce voi ave' problemi, c'hai artro pe la testa:
tu te voi vestì bene pe anna' giranno co' l'amiche sceme.
E l'a ffitto, er telefono, er cane?
La rata dell'armadio a cento ante pe’li vestiti tua?
E la cambiale della millecento?
Nun ne parlamo proprio, va... va... va...

Nun hai allattato manco er ragazzino,
"Me cala er seno - dicevi - ce so' le balie”
… 'e già, io penso a tutte quante le rotture e tu?
Tu a le smajature!

Ah, t'ho svejata, t'ho rovinato proprio er primo sonno,
me perdoni signora se ho tossito,
me scusi tanto se l'ho disturbata,
ma va' a morì ammazzata!
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 6
MA CHE SERATA È...

 
      Lato B: 6
'MBRIACATE DE SOLE

 
 
   

Autori: Franco Califano
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
Ma che serata è
sì, manchi proprio te
che musica se dà
pe’ chi se canterà

Questa che festa è
me pare de vede’ nell’occhi de chi c’è
la gioia de chi sta magnanno
a festeggià’ l’urtima notte mia

La festa sta a fini’
ormai non vieni più
io me ne vado via de qui

L’amici intorno a me
me chiedono de te
tanto pe’ fa ‘na cosa

Saluto e scappo via
stasera l’allegria
po da’ fastidio solo a me...

C’è ‘n gatto ne la via
lo prendo in braccio a me
e m’encammino piano con lui...

Ma che serata è
ma che nottata è
sì, manchi proprio te
è l’alba e nun me va
nemmeno de pensa’.

La festa sta a fini’
ormai nun vieni più
io me ne vado via de qui

L’amici intorno a me
me chiedono de te
tanto pe’ fa ‘na cosa

Saluto e scappo via
stasera l’allegria
po da’ fastidio solo a me

C’è ‘n gatto ne la via
lo prendo in braccio a me
e m’encammino piano con lui

Ma che serata è...
che nottata è
sì, manchi proprio te
è l’alba e nun me va
nemmeno de pensa’.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Feanco Califano, Totò Savio
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
Te stai sveglianno,
sei stanca ancora un po’
hai pianto sempre invece de dormi’.

Ora è passata
e nun ce pensa’ più.
nun vedi che io so’ rimasto qui?

Guarda che tempo c’è
e ‘mbriacate de sole ‘nsieme a me,
fori c’è un cielo blu,
è azzuro come l’occhi che c’hai tu.

Ricominciamo stamattina, vie’,
te giuro, nun te faccio arabbia’ più,
ma adesso nun te move,
te preparo io er caffè,
chissà che nun lo fo mejo de te.

Guarda che tempo c’è
e ‘mbriacate de sole ‘nsieme a me,
che litigamo a fa’?
L’amore è bello preso come vie’.

Ricominciamo stamattina, vie’,
te giuro nun te faccio arabbia’ più,
ma adesso nun te move,
te preparo io er caffè,
chissà che nun lo fo mejo de te...

E ‘mbriacate de sole ‘nsieme a me...
 
Fonte: QUI
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1973 - MA CHE PIAGNI A FFA'/BEATA TE... TE' DORMI (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio 28 Mag 2020 - 16:06

1. TITOLO:
 
1973 - MA CHE PIAGNI A FFA'/BEATA TE... TE' DORMI
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: CGD 1470 # Data pubblicazione: Anno 1973 # Matrici: 0113-A/0113-B # Genere: Pop # Supporto: Vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Note: Lato a: Canzone partecipante al concorso radiofonico "Un Disco per L'Estate" / Sulla copertina il titolo del lato B risulta "Beata te... te dormi", mentre sul disco si trova "L'urtimo amico va via" / Distribuzione: CGD Messaggerie Musicali - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Anche il 1973, come già avvenuto nel 1972, ad Un Disco per l'Estate è presente il nome di Franco Califano. Solo che questa volta il bravo artista non si limita solo al ruolo di autore, ma figura anche come interprete del suo brano. Ma che piagni a ffà è un buon brano che però non riesce a fare breccia in chi dovrebbe consentire l'accesso della canzone alle fasi finali della gara ed infatti la corsa del disco si arenerà a quelle eliminatorie. Anche le vendite non saranno eccellenti.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
MA CHE PIAGNI A FFA'

 
      Lato B:
L'URTIMO AMICO VA VIA

 
     

Autori: F. Califano

 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
     
 
Testo:
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1973 - L'EVIDENZA DELL'AUTUNNO (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio 28 Mag 2020 - 17:19

1. TITOLO:
 
1973 - L'EVIDENZA DELL'AUTUNNO
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: CGD 69055 # Data pubblicazione: 1973 # Matrici: 2 C 69055-A/2 C 69055-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Messaggerie Musicali - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
L'evidenza dell'autunno è il secondo album in studio di Franco Califano, pubblicato nel 1973 per l'etichetta discografica CGD.
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
   
 
   
 
 
Versione Musicassetta
 
   
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



  • B1 FESSO PROPRIO NO
  • B2 L'EVIDENZA DELL'AUTUNNO
  • B3 CHE IMMENSA DONNA
  • B4 SI NUN CE FOSSI TU
  • B5 TUA MADRE
  • B6 QUANDO SARAI VECCHIA
 
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Lato A: 1
TENERAMENTE (Poesia)

 
      Lato B: 1
FESSO PROPRIO NO

 
 
   

Autori: Franco Califano
Orchestra: Bruno Canfora
 
Testo:
(Poesia)

     
Autori: Califano, Pes
Orchestra: Bruno Canfora
 
Testo:
Si nun te va de ritorna’
sai che dolore
secondo te che dovrei fa’
buttamme a mare?

Aoh! fesso proprio no
co’ voi io vado a nozze, ragazze...
Perciò cerca de taglia’
tu che hai sbagliato a cresce
o addirittura a nasce...

Bionde così co’ l’occhi blu
ce n’ho ‘n vagone
mo arivi tu
dovrei mori’ dall’emozione...

Aoh! fesso proprio no
sei stata un po’ viziata, ‘a fata!
Lo sai er difetto mio
trovà ‘na matta bella
e poi giocacce a palla...

“Eh sì, è arivata la sirena dell’isola
la maga Circe del golfo...
ma che te s’è inquinato er cervello
te saluto a bionda...
se vedemo!!”
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 2
OLTRE AD AMARE TE

 
      Lato B: 2
L'EVIDENZA DELL'AUTUNNO

 
 
   

Autori: Califano, Pes
Orchestra: Bruno Canfora
 
Testo:
Ho una vita mia
oltre ad amare te
e se vado via
non chiedermi perché.

Cambierò... forse no
non devi odiare mai
la mia solitudine
perché soltanto lei
ci potrebbe dividere.

Io bevo la pioggia
e vado a piedi nudi
nei prati a correre
questo faccio io
oltre ad amare te
vivo a modo mio
per ritrovare me.

Cambierò... forse sì
ma quando avrò scoperto
chi sbaglia di noi due
e chi di noi cammina
e non sa come vivere
se sbaglio so perdere
e allora son felice
perché posso piangere

Ho una vita mia
oltre ad amare te
devi prendermi
con la pazzia che è in me

Ho una vita mia
oltre ad amare te
e se vado via
non chiedermi perché.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Pes
Orchestra: Bruno Canfora
 
Testo:
Quattro barche stanche che hanno preso sonno
Sono l'evidenza dell'autunno
Sembra tutta pioggia l'acqua dentro il porto
Cade il sole in un tramonto morto

Sulla pelle mia di pescatore
Sento ancora il tuo profumo andare
Strano odore la gente di città

Tu sei ritornata alla tua vita
Con un'avventura in più vissuta
Una storia che presto scorderai

Nella grotta chiara, dove m' hai voluto
È caduto un sogno ed è annegato
Lenti pescatori scendono in piazzetta
Per un 'altra estate non c'è fretta
 
Fonte: QUI
 
Lato B: 3
CHE IMMENSA DONNA

 
      Lato B: 4
SI NUN CE FOSSI TU

 
 
   

Autori: Califano, Pes
Orchestra: Bruno Canfora
 
Testo:
Me ne andai
senza dire “a”
grazie a te
alla tua dignità.

Mi dicesti "vai
torna quando vuoi
io non so che darti più di me".

Che immensa donna ho amato
e che dolcezza gli occhi tuoi
un attimo e hai capito
la mia voglia di andare via.

Leggevo nel tuo sguardo
i nostri giochi, i sogni tuoi
già ti scoppiava in petto
la futura malinconia.

Io fra un po’
se non morirò
non saprò cos’altro fare più.

Tornerei come me
ne andai
ma anche in me
c’è un po’ di dignità.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Pes
Orchestra: Bruno Canfora
 
Testo:
A volte vorei lascia’ casa e spari’
butta’ tutto un passato ner mare
e parti’ lontano
La vita è la cosa più scema che c’è
ma quarcuno ha bisogno de me.

Si nun ce fossi tu, piccolina mia
io già da un po’ sarei scappato via
Cammino avanti a te, piccolina mia
almeno tu nun sbaglierai la via.

A vorte de notte me metto a pensa’
a quer tanto che ho dato
e quer poco che c’ho ner core
la vita vissuta è fin troppa pe’ me
vorei fa la valigia, ma te...

Si nun ce fossi tu, piccolina mia
io già da un po’ sarei scappato via.
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 4
DOVE IL CANE MIO VORRA'

 
      Lato B: 5
UN LIBRO D'AUTORE

 
 
   

Autori: Califano, Pes
Orchestra: Bruno Canfora
 
Testo:
Peccato che non vieni via con noi
guarda il mio cane com’è triste pure lui
Sei stata il meglio dell’estate mia
ed ora ognuno per la sua via

Sul letto che la spiaggia ci prestò
vedemmo aurore che io qui lascerò...
Mi chiedi dove finiremmo noi
se lo sapessi te lo direi.

Io vado dove il cane mio vorrà
inseguo il sole dietro a lui
prendiamo i frutti che la terra dà
e far programmi non è da noi...

Girando il mondo penseremo a te
se il cane si allontana c’è un perché
non vuol vedere il bacio che gli dai
e né sentire il “ciao” che gli dirai.

Peccato che non vieni via con noi
Peccato che non vieni via con noi
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Pes
Orchestra: Bruno Canfora
 
Testo:
Prendo un libro d’autore
ne divoro qualche pagina
e poi mi addormento, liberandomi di te
vado via.

Penso che un libro
sia l’ultimo pretesto per nascondermi
e in fondo a ogni pagina
io cerchi la realtà
andar via.

Vorrei morir di te ma è inutile
da un po’ non sai tentarmi più
L’amore se ne va
e l’ultima a crederci rimani tu.

Stringo un libro d’autore
non lo leggo ma so fingere
Ti sei fatta bella
mi desideri, lo so
ma io no.
 
Fonte: QUI
 
Lato B: 5
TUA MADRE

 
      Lato B: 6
QUANDO SARAI VECCHIA (Peosia)

 
 
   

Autori: Califano, Pes
Orchestra: Bruno Canfora
 
Testo:
Tua madre sa che prima o poi ti perderà
cosa importa a lei di una gioventù
che non la riguarda più.

Non sono un re
ma un frutto di periferia
e se parlo io dico verità
non conosco ipocrisia.

Tua madre da un orecchio non ci sente
e tu non sai che fine fai
però al tuo posto lei sicuramente
vorrebbe un uomo proprio come me.

Tua madre sa che tu
con la maggiore età
puoi venire via
stare in casa mia e dormire
insieme a me.

Tua madre la detesto cordialmente
io vado via
tu pensaci.

Lei certo ti dirà
ch’io valgo niente
e se le crederai
sei come lei.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Franco Califano
Orchestra: Bruno Canfora
 
Testo:
Quando sarai vecchia come tua madre
Io ti amerò lo stesso
Anche se adesso tua madre
Io non l'amo per niente.
 
Fonte: QUI
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1974 - MI VUOI SPOSARE/ROMA E SETTEMBRE (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio 28 Mag 2020 - 18:32

1. TITOLO:
 
1974 - MI VUOI SPOSARE/ROMA E SETTEMBRE
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: 2512 # Data pubblicazione: Anno 1974 # Matrici: S2C 2512 1N/S2C 2512 2N # Genere: Pop # Supporto: Vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Note: Data matrici: 19 giugno / Foto: Chiara Samugheo Reparto Tipolitografico CBS-Sugar / Distribuzione: Messaggerie Musicali - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
MI VUOI SPOSARE

 
      Lato B:
ROMA E SETTEMBRE

 
 
   

Autori: Paoli, Roberto e Erasmo Carlos
Orchestra: Franco Califano e il suo Complesso
 
Testo:
Rubo conchiglie per te
in una spiaggia non mia
rischio qualcosa di me
ma nella vita tua
ci voglio stare io…

L’ultimo sole va via
spinto dal vento del nord
è tempo d’alta marea
l’estate non c’è più
rimani solo tu…

Settembre impazzirà
il giorno in cui ti chiederò
"mi vuoi sposare?"
e col silenzio
tu di fronte a me
disegnerai pause d’amore
io presto arriverò in casa tua
ti chiederò
"mi vuoi sposare?"
e tu dirai di sì
oppure sì
o invece sì
come ti pare...

L’auto è già pronta per te
fa freddo, copriti e va'
non ti scordare di me
e avverti pure i tuoi
che io ti ruberò

Settembre impazzirà
il giorno in cui ti chiederò
"mi vuoi sposare?"
e col silenzio tu
di fronte a me
disegnerai pause d’amore
io presto arriverò in casa tua
ti chiederò
"mi vuoi sposare?"
e tu dirai di sì
o invece sì
oppure sì
come ti pare...
 
Fonte: QUI
     
Autori: F. Califano, S. Lama, j. Bayard
Orchestra: Piero Soffici
 
Testo:
Chi se li scorda più quei lacrimoni
che hai pianto ieri quanno sei partita
ar core mio te c’eri avvicinata

Er tempo ha rovinato proprio tutto
s’è messo a piove sopra 'sta partenza
la stessa eredità d’ogni vacanza...

Roma e settembre so’ la stessa cosa
diventano le mie malinconie
Settembre vor di’ autunno e Roma casa
e in mano nun c’ho più le trecce tue...

Devo resta’ ‘n artr’anno nell’attesa
speranno intanto de scordamme tutto,
cercanno nell’autunno la sorpresa
pe’ nun morì così cor core asciutto
pe’ nun mori’ così cor core asciutto

Chi se li scorda quei capelli d’oro
quell’occhi che hai rubato dentro ar mare,
nemmeno fossi ‘n vecchio pescatore...

In fondo un po’ de bene te lo vojo
o a di’ la verità so’ innamorato
e nun t’ho detto niente per orgoglio
perché a ‘st’ amore nun c’ho mai creduto
darei ‘na capocciata su uno scoglio
si nun te scorderò so’ rovinato
 
Fonte: QUI
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1975 - IO ME 'MBRIACO/E' LA MALINCONIA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio 28 Mag 2020 - 19:57

1. TITOLO:
 
1975 - IO ME 'MBRIACO/E' LA MALINCONIA
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: 3409 # Data pubblicazione: Giugno 1975 # Matrici: S2C 3409 1N/S2C 3409 2N # Genere: Pop # Supporto: Vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Note: Data matrici: 11 Giugno / Distribuito da Messaggerie Musicali - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
IO ME 'MBRIACO

 
      Lato B:
E' LA MALINCONIA

 
 
   

Autori: Franco Califano, Totò Savio
Orchestra: Danilo Vaona
 
Testo:
Vedi come so caduto ‘n piedi
pe’ sarvamme de rimedi ce n’ho più de te
tanto sta passanno lo spavento
che me dà l’isolamento de nun sta co’ te.

Bene, nun te do soddisfazione
de vedemme in condizione de chi fa pietà
Moro, ma si pure m’addoloro
prima o poi me r’innammoro prima o poi se sa….

E intanto io m’embriaco...
perché nun me te vojo ricorda’
m’accenno dentro er foco
finché la testa mia nun se ne va...

Core, sopravvivi a ‘sto dolore
nun me da più er dispiacere de crolla’ pe’ lei
tanto io me sto rendendo conto
che nun c’ha più er sopravvento
che me sto a sarva’...

E intanto io me’mbriaco...
perché nun me te vojo ricorda’
m’accenno dentro er foco
finché la testa mia nun se ne va...

E intanto io me’mbriaco...
perché nun me te vojo ricorda’
m’accenno dentro er foco
finché la testa mia nun se ne va...

Core, soppravvivi a ‘sto dolore
nun me da più er dispiacere de crolla’ pe’ lei..
tanto io me sto rendendo conto
che nun c’ha più er sopravvento
che me sto a sarva’.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Franco Califano
Orchestra: Danilo Vaona
 
Testo:
Dei libri imporverati sur comò,
appena aperti, che mai finirò,
le mie chitare che ho dimenticate
per tera, co’ le corde arugginite

Er caminetto nun l’ho acceso più
da quanno a casa nun ce sei più tu,
le lettere so’ ormai ‘na rarità,
de tutto er resto che ne parlo a fa’?

È la malinconia…
è la malinconia…
è la malinconia…

Un vecchio pescatore nun po’ più
portà la barca a remi fin laggiù,
se guarda er mare suo co’ nostalgia,
poi spegne la lampara e così sia.

Cammina ma nun c’ha ‘na meta sua
un’ombra che je tiene compagnia,
‘na vita dedicata tutta ar mare,
ch’è stato er primo e l’urtimo suo amore.

È la malinconia…
è la malinconia…
è la malinconia…

‘N amico, che nun ricordavi più,
lo incontri ‘n giorno co’ diec’anni ‘n più,
c’ha tante rughe che te fa’ pietà
e odi le parole “tempo fa”!

Perché nun poi fa’ a meno de pensà,
che pure tu sei nato pe’ ‘nvecchià
e te fai ‘n pianto sulla vita tua,
perché la trovi inutile follia.

È la malinconia…
è la malinconia…
è la malinconia…

Se tu, pentita, ritornassi qui,
cor nodo ‘n gola te verei ad aprì,
convinto de volette ancora bene,
ma nun te potrei dì “tornamo ‘nzieme”

perché non troverei nell’occhi tua
l’antico amore della vita mia
e te direi co’ tutta l’onestà
“perché stai qui?… Che sei tornata a fa?…”

È la malinconia…
è la malinconia…
è la malinconia…
è la malinconia…
è la malinconia…
è la malinconia…
 
Fonte: QUI
 
FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Videos10
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1975 - SECONDO ME L'AMORE... (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio 28 Mag 2020 - 21:24

1. TITOLO:
 
1975 - SECONDO ME L'AMORE...
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: CGD 69123 # Data pubblicazione: 1975 # Matrici: 2 C 69123-A/2 C 69123-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Messaggerie Musicali - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Secondo me l'amore... è un album di Franco Califano.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 

 
 
Versione Musicassetta
 

 
   
 

Franco Califano tra le Mercedes

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 OK PAPA'
  • A2 IO ME 'MBRIACO
  • A3 POETA SALTIMBANCO
  • A4 DEVO DORMIRE
  • A5 MALINCONICO TANGO
  • A6 PRIMO DI SETTEMBRE


  • B1 SECONDO ME L'AMORE... (So' Distrutto)
  • B2 FELICI NOI
  • B3 DOMANI CHE NE SO
  • B4 NOTTI D'AGOSTO
  • B5 ERI MIA
  • B6 E' LA MALINCONIA
 
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Lato A: 1
OK PAPA'

 
      Lato B: 1
SECONDO ME L'AMORE... (So' Distrutto)

 
 
   

Autori: Califano, Vaona, Cavallaro
Orchestra: Danilo Vaona
 
Testo:
Ok papà, continuo io
non ho lo stesso passo tuo
ma saprò essere il tuo poi
proprio perché da te imparai

Inseguirò quello che tu purtroppo
non puoi avere più
non lasci un bimbo andando via
ma un uomo, per fortuna mia...

Ok papà, sei proprio un Dio
muori sfidando il pianto mio
con la certezza di chi sa
che il figlio suo resisterà

Lacrime mie non ne vedrai
lo so che ti deluderei
da grandi non si piange più
me l’hai insegnato proprio tu...

La mia vela andrà spinta dal tuo vento
io, tuo marinaio, conquisterò il tramonto...

Buon riposo, capitano
va il timone avanti tutta
non vorrei trovare una serata brutta...

Ok papà, continuo io
la vita adesso è un fatto mio
applicherò le tue teorie
fidando sulle forze mie

E quando io camminerò
alle mie spalle sentirò
la voce di chi mi vedrà
dicendo è uguale al suo papà...

La mia vela andrà spinta dal tuo vento
io, tuo marinaio, conquisterò il tramonto...

Buon riposo, capitano
va il timone avanti tutta
non vorrei trovare una serata brutta...

Buon riposo, capitano
va il timone avanti tutta
non vorrei trovare una serata brutta...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Vaona, Cavallaro
Orchestra: Danilo Vaona
 
Testo:
N’ho conosciute tante de mignotte,
ma te lo giuro, tu le freghi tutte.
So’ anni che te rotoli ‘n quer letto
e nun t’addormi mai senza ave' fatto.

Lavoro e butto er sangue tutto er giorno
e tu nun vedi l’ora che ritorno,
mica pe’ dimme “caro, com’è annata?”
ma pe’ collezionà ‘n’artra scopata.

Er sesso è diventato ‘n ossessione!
Pe’ corpa tua, c’ho trenta de pressione.
Famme cornuto, t’autorizzo io...
ma a te te piace fà solo cor mio.

Eppure prima d’esse’ tu’ marito,
nun me facevi manco move ‘n dito,
m’accontentavi co’ due, tre bacetti...
parevo l’omo de Maria Goretti.

Dopo che hai detto “sì”, te sei concessa
senza aspettà la fine della messa,
te venne ‘na libbidine ‘mprovvisa
e te facesti fa' fori la chiesa.

La prima vorta, ‘n piedi, sotto a’r vento...
te feci male e tu? Manco ‘n lamento...
dicesti “m’han parlato de dolore”,
“ma che sarà quanno verà er piacere?”.

D’allora armeno tre, sera e matina,
nun sei seconda manco a Messalina,
come me sdrajo, zac, me zompi addosso
e a vorte pe’ sarvamme, dormo ar cesso.

Ma adesso basta, basta, so’ distrutto,
chiudi la gabbia tua, metteje er lutto,
l’uccello è morto e m’ha raccomannato,
de risparmià le palle che ha lasciato!
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 3
POETA SALTIMBANCO

 
      Lato B: 2
FELICI NOI

 
 
   

Autori: Franco Califano
Orchestra: Danilo Vaona
 
Testo:
Poeta, non insistere a cantare
canzoni piene di malinconia
il pubblico si vuole divertire
e se ne frega della tua poesia

Metti del borotalco sul tuo viso
e sulle labbra un poco di rossetto
diventa saltimbanco all’improvviso
per quelli che han pagato già il biglietto.

Poeta, canta un paio di canzoni
poi seguita con due-tre barzellette
perché butti così le tue emozioni
tra il fumo di duemila sigarette

Di’ una volgarità e ti cade addosso
l’applauso che la tua poesia ti nega
ti sentirai tradito da te stesso
ma chi ti ascolta non farà una piega.

E piangi, piangi il pianto del fallito
per vivere hai sposato il compromesso
ma se le mete artistiche hai mancato
diventa almeno un uomo di successo...

Si accenderanno luci sul poeta
ma calerà il sipario sul buffone
stasera scriverai per la tua vita
la tua più triste ed ultima canzone.

Stasera scriverai per la tua vita
la tua più triste ed ultima canzone.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Savio
Orchestra: Danilo Vaona
 
Testo:
Tu di fronte a me,
eppure c’è una diga fra di noi.
Tu vivi per te,
io mi trascino e penso ai fatti miei.

Felici noi,
forse non lo saremo più,
anche se poi io non ti lascio e neanche tu...
quale ironia, desideriamo di fuggire
ma restiamo per morire in compagnia...

Piccola mia,
questo silenzio quanto chiasso fa,
ma cosa vuoi,
c’è tanta gente, ovunque vai,
peggio di noi...

Io, di fronte a te,
ma un po’ di tenerezza ancora c’è.
Felici noi,
forse non lo saremo più,
sappiamo ormai che l’illusione butta giù...

Felici mai,
purtroppo noi ci amiamo male
e d’entusiasmo non ce n’è rimasto più
o sono io che voglio averti
e insieme dirti addio?

Felici noi,
lo siamo stati solo un po’,
tanti anni fa.
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 4
DEVO DORMIRE

 
      Lato B: 3
DOMANI CHE NE SO

 
 
   

Autori: Califano, Vaona
Orchestra: Danilo Vaona
 
Testo:
Quando vuoi sfogarti
per qualcosa che non va
pronto a sopportarti
finché non ti passerà
ma mi sembra ingiusto
che ti scarichi ogni notte su di me
non puoi

Io devo dormire
tre, quattr’ore
minimo tre
minimo tre

E tu che ne sai
che in fabbrica si muore
io ti ucciderei...
ma pensaci un po’
che quest’affare muore...

Io devo dormire
tre, quattr’ore
minimo tre

Se le gonne dell’altr’anno
non ti stanno più
se i calzoni estivi
non li allacci fino a su
se ti sei ingrassata
appesantita nelle notti
cosa vuoi da me?

Io devo dormire
tre, quattr’ore
minimo tre
minimo tre

È meglio per noi
se tu mi lasci in pace...
io devo dormire,
ma pensaci un po’
che quest’affare muore

Io devo dormire
tre, quattr’ore
minimo tre

Io devo dormire
tre, quattr’ore
minimo tre

...tre quatt’ore
minimo tre...

Io devo dormire
tre, quattr’ore
minimo tre

...tre quatt’ore
minimo tre...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Savio
Orchestra: Danilo Vaona
 
Testo:
Domani che ne so
se ancora t’amerò
nun me lo devi chiede più
Pe’ ora stamo qui
cor monno in mano a noi
ma io nun sogno mai

Domani che ne so,
e a di’ la verità
nemmeno ne vorei parlà
l’amore sta co’ noi
se poi se ne vo anna’
lo sa sortanto lui

E speranza si ne poi pija’
...quanta ne voi
resterà così o cambierà
pure per noi.

Domani che ne so,
se ancora starò qui
o si me scorderò de te
E tu nun poi giurà
che resterai co’ me
tutta la vita tua

Domani che ne sai
potrebbe capita’
che te ne annassi
proprio te
e oggi io lo so
che nun te lascio ma
domani che ne so...
domani che ne so

Domani che ne sai
potrebbe capita’
che te ne annassi
proprio te...
e oggi io lo so
che nun te lascio ma
domani che ne so...
domani che ne so
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 5
MALINCONICO TANGO

 
      Lato B: 4
NOTTI D'AGOSTO

 
 
   

Autori: Califano, Savio
Orchestra: Danilo Vaona
 
Testo:
Una balera, du’ biglietti e via
quanno me viene un po’ de nostalgia
il primo ballo insieme a te
chissà perchè nun me lo scordo più.

Sembravi triste, nun ballavi mai
seduta in mezzo ai genitori tuoi
"ora la invito", dissi a me
e m’accostai timidamente a te...

Tango... vuol ballar questo tango...?
Stia tranquilla, non stringo
cerco solo compagnia...

Tango... manca poco che svengo
quanno seppi che te
cercavi quer momento più de me...

Una balera de periferia
la gioventù che se n’è annata via
ma indietro nun ce tornerei
senza de te che giovane sarei...

Tango... malinconico tango
quante volte rimpiango
passi doppi col caschè...

Tango... questo è l’ultimo tango
che dovemo senti’
è triste vede’ ‘n’ epoca spari’...

Una balera de periferia
la gioventù che se n’è annata via
ma indietro nun ce tornerei
senza de te che giovane sarei...

Tango... malinconico tango
quante volte rimpiango
passi doppi col caschè...

Tango... questo è l’ultimo tango
che dovemo senti’
è triste vede’ ‘n’epoca spari’...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Savio
Orchestra: Danilo Vaona
 
Testo:
Le notti d’Agosto hanno sempre un sapore di festa
E noi come scemi se semo montati la testa
L’Estate fa sogna’ e ce se po’ casca’
Ma alla fine che resta?

Una discoteca, un ballo, un’illusione in più
Ma alla cosa seria c’hai creduto pure tu

La Luna muoveva coi fili le due marionette
Io e te sulla spiaggia di notte

Chi più di noi ha creduto in un amore?
Chi ha passato tante notti sveglio in riva al mare?
Chi più di me t’ha ‘mbriacato de parole?
Poi me ne andai così, dimenticandomi di te

Una Discoteca un ballo un’illusione in più
E nell’illusione sei caduta pure tu
Chi più di noi ha creduto in un amore?
Chi c’è rimasto male più di noi?

Le notti d’Agosto so’ sempre nemiche d’er core
Le solite notti de mare

Una discoteca, un ballo, un’illusione in più
Alla cosa seria c’hai creduto pure tu
Chi più di noi ha creduto in un amore?
Chi c’è rimasto male più di noi?
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 6
PRIMO DI SETTEMBRE

 
      Lato B: 5
ERI MIA

 
 
   

Autori: Califano, Vaona, Cavallaro
Orchestra: Danilo Vaona
 
Testo:
Stasera, se posso indovinare
la tua bellezza sarà la bellezza di tutti
e a me non manderai neanche un pensiero...

Almeno fa che nessuno ti stringa
in memoria del nostro primo ballo
in quella notte d’estate
ma ormai, ormai non è più estate
e stasera, se posso indovinare
tu farai come vorrai...

Primo di settembre, tu sei già lontana
forse avverti appena il pensiero mio
Io vorrei parlarti, chiamerò stasera
spero di trovarti, tanto so a che ora...

Ciao, non ricordi più...
sì, dimmi che fai tu
e la tua città senza di me
ti diverti già, beata te...
se mi dici che ti manco anch’io
ti raggiungo e addio passato mio...

Primo di settembre, nascono rimpianti
vanno via per sempre dolci sentimenti...

Ciao, non ti sento più
no, non ti sento più
pronto dove sei, mi senti tu?
Non potresti mai, hai messo giù...

Ciao, ti è passata già
e un’illusione va
ora se vorrai chiamerai tu
ma che dico mai, che penso mai...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Vaona, Cavallaro
Orchestra: Danilo Vaona
 
Testo:
Eri mia, eri mia
prima ancora di sapere che m’amavi
Eri mia, eri mia,
anche quando ai sentimenti non pensavi

La tua via, la mia via
nella stessa piazza dove m’incontravi
mamma mia, mamma mia
“chi sei”, cominciai
“cosa fai, come stai... sei bella...”

Eri mia, eri mia
anche quando un altro uomo raccontavi
la bugia, la bugia
di emozioni che con lui tu non provavi...

Eri mia, eri mia
anche quando t’invitavo e non ci stavi
ironia, ironia
tentai e ritentai
colpito un po’ il tuo cuore

Io e te due posti a tavola
ma un piatto e ci mangiamo in due...
se hai sete sei libera di bere
anche il vino che ho io

Eri mia, eri mia
quando t’amo era una frase che leggevi
Eri mia, eri mia
mi cercavi in ogni uomo che vedevi

Eri mia, eri mia
inseguivi voci che non conoscevi
Mano mia, mano tua
chi sei? Che vuoi?
non puoi... sì, che puoi...
voglio anch’io...

Io e te due posti a tavola
ma un piatto e ci mangiamo in due...
 
Fonte: QUI
 
FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Videos10
 


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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1975 - 24-07-1975 DALLA BUSSOLA (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven 29 Mag 2020 - 9:24

1. TITOLO:
 
1975 - 24-07-1975 DALLA BUSSOLA
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: CGD 69215 # Data pubblicazione: 1975 # Matrici: 2 C 69215-A/2 C 69215-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Registrato dal vivo il 24 Luglio 1975 dalla "Bussola" di Viareggio / Distribuito da Messaggerie Musicali - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
24-07-1975 dalla Bussola è un album live di Franco Califano del 1975, ristampato in seguito anche col titolo Franco Califano dalla Bussola
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Versione Musicassetta
 
   
 
 
Versione Stereo 8
 
   
 

Franco Califano nel 198o

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



 
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Lato A: 1
AMORE, AMORE, AMORE

 
      Lato B: 2
ER GIGANTE DE CASA

 
 
   

Autori: Califano, Vianello, Conrado
Orchestra: Danilo Vaona
 
Testo:
Quanno volevo io tu nun ce stavi,
Si te 'nvitavo fori, me snobbavi.
Solo de fiori ho speso 'na fortuna
Ma tu chissà si l'hai guardati mai.
Quanno telefonavo te seccavi
O me facevi di che nun ce stavi,
Si te beccavo me cambiavi voce
E io me 'nnammoravo sempre più.
Amore amore, amore amore,
O fai 'n soriso, oppure 'n omo more.
E tu m'accontentasti e da quer giorno,
Nun me te so' levato più de torno.
Amore amore, amore amore,
Un pò pe' vorta t'ho fregato er core.
Però ce n'è voluta de pazienza,
Quanno tu nun me davi mai 'mportanza.
Ora, si vengo tardi a 'na puntata,
Me tieni er muso tutta la giornata.
A vorte penzi che io t'ho tradita,
Anche si sai che nun lo farei mai.
Amore amore, amore amore,
O fai 'n soriso oppure 'n omo more.
E tu m'accontentasti e da quer giorno,
Nun me te so levato più de torno.
Amore amore, amore amore,....
Però ce n'è voluta de pazienza.
Amore amore, amore amore,
Amore amore, amore amore
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Conrado
Orchestra: Danilo Vaona
 
Testo:
Vabbè, vabbè, ho capito,
voi annà a ballà.
Sò pronto, annamo,
anche si nun me và, e chi fiata!

Me ‘nfilo ‘n ber soriso
e faccio finta d’esse contento,
basta che fai bella figura te.

Io te starò vicino bono, bono,
te guarderò ballà co’ quarcun’antro,
senza di’ gnente,
anche si poi c’avrò la rabbia ‘n corpo,
er core è mio
e chi se fa male sò sortanto io.

Er tempo de fà er nodo a la cravatta,
la barba nun se vede,
sta' tranquilla,
pe’ ‘na serata
te poi accontentà.

Er gigante! Te lo ricordi?
Ero er gigante de casa
e tu pennevi dalle labbra mie,
ma che ce penzo a fà a ‘ste fesserie?

Ora nun so’ nemmeno er cane tuo,
nun sò nemmeno l’ombra de ‘na scarpa.
Ero er gigante de casa e dell’amore,
ora me specchio
e me faccio pietà!

"L’amore è vita",
te dicevo io;
e tu bevevi dar bicchiere mio
e me guardavi come fossi ‘n Dio.

Che tempi...
Che notti...
parlassero le stelle
che c’hanno visti a letto...

Er gigante...
Ero er gigante de casa,
ora te faccio solo compagnia,
anzi, de meno ancora.

Er core mio l’hai preso
e che amarezza vedello dentro a ‘n secchio
de monnezza!
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 4
FIJO MIO

 
      Lato B: 4
LA PORTA APERTA

 
 
   

Autori: F. Califano, A. Minghi
Orchestra: Danilo Vaona
 
Testo:
Fijo mio, viè qua
Sta a senti' a papa'
Consideranno che t'ho messo ar monno io
Io te devo di' qualunque verità
Tu vivrai, senza sbaja'

Noi parlamo a te
Come a 'n omo ormai
Nun sarà giusto, ma le cose che saprai
Nun so favole co' le fatine blu
Fijo mio, io la vita te la insegno a modo mio
Perché tu nun te devi perde

Credi a Dio, se voi
Prega si te va
Ma si te dice male, allora lascia sta'
Le preghiere nun t' aiutano a campà
Credi a te, sortanto a te

Tante fesserie ne nun te servono
E nun ce chiede de Pinocchio perché mai
Te diremo che è vissuto tempo fa
Sai perché? Perché questa nun sarebbe verità
Come po' un pupazzo piagne?

Tu nelle vene c'hai lo stesso sangue mio
Sei mi' fijo, ma si te mancassi io
Da chi vai? Da Pinocchio 'n po' d'aiuto nun l'avrai
Solo te, te poi dà 'na mano...
 
Fonte: QUI
     
Interprete: Franco Califano
Orchestra: Danilo Vaona
 
Testo:
Chi è? Fernando?
Entra, è aperto... e come va’?!?!?!
Io vivo tanto pe’ fa’ quarche cosa...

La porta? Ah sì, l’ha lasciata aperta Maria,
dovrebbe torna’ da ‘n momento a n’artro,
armeno così ha detto quanno e uscita...
da ‘n mese ormai, ma tornerà senz’artro.

Nun ha preso le chiavi,
nun ha chiuso la porta,
m’ha detto: "vado e torno, lascia aperto";
e se n’è annata.

Ma io ce credo,
io lo so che torna...
e lascio aperta la porta!

Ma tu perché me guardi senza dimme gnente?
A Ferna’, tu che dici, nun torna?
Io dico che torna,
se no nun lascerei la porta aperta.

Si m‘ariva de notte Maria mia,
lei così dorce e piena d’attenzioni,
pe nun svejamme se ‘n’andrebbe via,
magari a dormi' dentro li portoni...

Ma tu che stai a guarda’ da che sei entrato?
Ah, li tappeti, er muro rovinato...
Ma te ricordi quanno ha diluviato?
Li lampi, i toni e poi quell ‘acquazzone...

La porta è aperta e l’acqua ha approfittato
pe famme ‘sto casino ner salone,
che voi se viè Maria e me resta fori,
ce faccio la figura der cafone!

Ma tu, perché quell’occhi così seri?
A Ferna’, tu che dici, nun torna?
Io dico che torna,
se no nun lascerei la porta aperta.

Lo fo pe’ nun svejamme si m’addormo.
Vedi, Maria l’ho sempre dominata,
j’ho lavato er cervello ‘n pò per giorno,
decido e lei nun s’è mai ribbellata,
nun m’ha mai chiesto stelle a mezzogiorno.

E allora me so detto: pe’ ‘na vorta,
la vojo fa’ contenta santo Dio,
m’ha chiesto de lascia’ la porta aperta?
E aperta sia, povero amore mio.

Che ho fatto? Solo ‘n pò de torcicollo,
gnente de grave ‘no spiffero d’aria,
sai co’ la porta aperta io come un pollo me so’ fregato...

Ma Ferna’, tu che dici, nun torna?
Io dico che torna,
se non nun lascerei la porta aperta.
Ripeto: E’ senza chiavi Maria mia
e si m’a riva a notte già avanzata,
me resta fori e senza compagnia;
je mancherà la tera sotto i piedi
senza de me, povera Ciccia mia...

Che guardi a fa’, nun c’è l’argenteria...
Se so’ fregati tutto l’altra notte:
vasi, gioielli, i quadri de Maria...
quanno hanno scioperato i metronotte...
sai, co’ la porta aperta, so’ ‘mboccati.

D’accordo er furto me lo so’ cercato,
ma pure er cane m’hanno avvelenato!
Eh... Che hai detto?... E stata Maria?!?!?!?...
Ma che sei diventato tutto scemo???

Ferna’ nun insultà la donna mia...
porta rispetto c’ho ‘n cortello ‘n mano!
La porta è aperta ‘mbe’, sto a casa mia!
Si dici ‘na parola ‘n più, te meno!
Se ‘n bell ‘amico, li mortacci tua...

Va’ via...
Va’ via...
Va’ via...

Aoh... Ferna’.. ‘ndo’ vai? Nun m’hai capito...
Su ‘n mese avro’ dormito sett’ott’ore,
me ‘mbriaco, fumo, ‘n più me so’ ammalato,
ho perso dieci chili in poche sere,
nun me ricordo più quanno ho magnato.

Se chiudo ‘n occhio, rassomijo a ‘n ago,
tanto so’ secco e tanto so’ sciupato...
Ferna’, so come ‘n chiodo arugginito!

C’hai freddo pure te, eh? Te chiedo scusa...
famme in favore grosso quanno esci,
pure se Maria mia ritorna a casa,
chiudeme dentro, inzomma, me capisci...
vojo morì...
ma co’ la porta... chiusa...
 
Fonte: QUI
 
Lato B: 5
COLLAGE (Medley)

 

Autori: Franco Califano
Orchestra:
 
Testo:
Medley di canzoni
 
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1977 - ME 'NNAMORO DE TE/TUTTO IL RESTO E' NOIA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven 29 Mag 2020 - 10:44

1. TITOLO:
 
1977 - ME 'NNAMORO DE TE/TUTTO IL RESTO E' NOIA
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10832 # Data pubblicazione: Febbraio 1977 # Matrici: SLNU 6641/SLNU 6642 # Genere: Pop # Supporto: Vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Note: Data matrici: 22 Febbraio / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano.
 
 
2. RECENSIONE:
 
In questo 45 giri ci sono due classici del Califfo. Soprattutto il brano che troviamo sul lato b) del singolo che è poi quello che da il titolo all'album che questo disco ha il compito di trainare, rimarrà nel ricordo collettivo. Ottima l'esecuzione di Franco Califano che conferma il target del personaggio.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
ME 'NNAMORO DE TE

 
      Lato B:
TUTTO IL RESTO E' NOIA

 
 
   

Autori: Franco Califano
Orchestra: Pancho Aranda
 
Testo:
Aoh, che c’e,
nessuno te conosce come me...
ho già capito tutto,
da quanno t’hanno detto che so’ matto,
c’hai paura de qualche mia pazzia,
magari che de botto vada via
ma all’età mia, ‘ndo vado?

Io so’ ‘n guerriero che sta riposanno
dopo che ha rivortato mezzo monno,
ma ormai c’ho er doppio petto e la cravatta,
‘ndo voi che vada, viè, nun fa la matta.

Tu ormai pe’ me sei l’ultima occasione;
sei giovane; sei bella e me stai bene,
te pare poco, dì, te pare poco?
Nun devi ave’ paura, io nun gioco,
io qui sto rilassato e chi se move,
fori fa pure freddo e come piove...

Me ‘nnamoro de te, se no che vita è?
Lo faccio ‘n po’ pe’ rabbia,
un po’ pe’ nun sta solo,
come sta solo ‘n omo nella nebbia,
perché nun po’ parla’ manco cor cielo...

Me ‘nnamoro de te, lo devo fa’ pe’ me,
me serve ‘n’ emozione come me serve er pane,
‘sta vorta ce la vojo mette’ tutta,
me devo ‘nnammora’, vado de fretta...

Me ‘nnamoro de te, se no che vita è?
Sei l’urtima rimasta, devi esse’ quella giusta,
senza sforzamme già te vojo bene,
spero che duri ‘n po’ de settimane...

Io qui sto rilassato e chi se move,
fori fa’ pure freddo e come piove...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Franco Califano, Francesco Del Giudice
Orchestra: Pancho Aranda
 
Testo:
Sì, d’accordo, un incontro
un’emozione che ti scoppia dentro
l’invito a cena dove c’è atmosfera
la barba fatta con maggiore cura

La macchina a lavare ed era ora
hai voglia di far centro quella sera
sì, d’accordo, ma poi...

Tutto il resto è noia
no, non ho detto gioia
ma noia, noia, noia
maledetta noia

Sì, lo so, il primo bacio
il cuore ingenuo che ci casca ancora
col lungo abbraccio l’illusione dura
rifiuti di pensare a un’avventura

Poi dici cose giuste al tempo giusto
e pensi il gioco è fatto
è tutto a posto
sì, d’accordo, ma poi...

Tutto il resto è noia
no, non ho detto gioia
ma noia, noia, noia
maledetta noia

Poi la notte d’amore
per sistemare casa un pomeriggio
sul letto le lenzuola color grigio
funziona tutto come un orologio

La prima sera devi dimostrare
che al mondo solo tu sai far l’amore
sì, d’accordo, ma poi...

Tutto il resto è noia
no, non ho detto gioia
ma noia, noia, noia
maledetta noia

Sì, d’accordo, il primo anno
ma l’entusiasmo che ti resta ancora
è brutta copia di quello che era
cominciano i silenzi della sera

Inventi feste e inviti gente in casa
così non pensi, almeno fai qualcosa
sì, d’accordo, ma poi...

Tutto il resto è noia
no, non ho detto gioia
ma noia, noia, noia
maledetta noia

Ma noia, noia, noia
maledetta noia
 
Fonte: QUI
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1977 - TUTTO IL RESTO E' NOIA (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven 29 Mag 2020 - 13:46

1. TITOLO:
 
1977 - TUTTO IL RESTO E' NOIA
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMLR 6199 # Data pubblicazione: 1977 # Matrici: S 6199/1 - S 6199/2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Dischi Ricordi S.p.A.
 
 
2. RECENSIONE:
 
Tutto il resto è noia è il quarto album in studio di Franco Califano, pubblicato nel 1977 per l'etichetta discografica Ricordi.

L'album è presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia alla posizione numero 57.

Il bambino ritratto sulla copertina dell'album è Eros Turatello, figlio del boss della malavita milanese Francis Turatello, di cui Califano fu grande amico
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Versione Musicassetta
 

 
   
 

Tutto il resto è noia - 1977

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



  • B1 BUONA FORTUNA ANNAMARIA
  • B2 UN PASSO DIETRO UN PASSO
  • B3 STO CON LEI
  • B4 VIVERE E VOLARE
  • B5 UNA FAVOLA D'ESTATE
  • B6 PASQUALE L'INFERMIERE
 
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Lato A: 2
LA VACANZA DI FINE SETTIMANA

 
      Lato B: 1
BUONA FORTUNA ANNAMARIA

 
 
   

Autori: Aranda, Gattini, Del Giudice, Califano
Orchestra: Pancho Aranda
 
Testo:
Lavoro cinque giorni a settimana,
me faccio 'n culo come 'na campana,
aspetto er Venerdì pe' riposare,
ma tu sei pronta già pe' annà a sciare.

Rientro stanco peggio de 'n facchino,
apro la porta e nciampo in un casino!
"Che so' tutti , 'sti 'mpicci nell'ingresso,
che stamo a cambià casa, ch'è successo?”.

Borse, valigie, pacchi, sci, scarponi!
Aoh, io me so' rotto li cojoni!
L'urtima vorta che ho parlato ar muro?
C'hai tanti amici, va' a scià co' loro!

Pe' 'sti du' giorni famme stà tranquillo,
nun me poi mica spappolà er cervello!
Io sulla neve ce divento matto,
c'ho sempre 'n freddo che me caco sotto!

Arzo la voce, ma nun serve a gnente,
dopo 'na mezz'oretta sto' ar volante.
Nun ho magnato, me vorrei fermare,
ma tu stai 'n dieta e nun ne voi sapere.

Anzi, me dici “forse ci conviene
fermarci per montare le catene!”
Me fermo e le catene, nun me sbajo,
so' sempre dietro all'urtimo bagajo.

Scarico, monto e poi rimetto dentro,
"un giorno o l'artro, giuro che te sventro!
Guarda la coda su pe' 'sta salita!
Questo nun è riposo, è 'na stronzata!"

Semo arivati, proprio 'n ber viaggetto!
Mo' magno, penso, e me ne vado a letto,
ma è tutto chiuso, c'è er portiere solo,
qui chi c'ha fame se la pija 'nder culo!

La voce tua me segue pe' le scale:
"Amore scendi?" - "No, me sento male!"
"Ma gioia, mica andrai subito a letto?!?!"
"Chi io? Pe' carità, mica so' matto!".

"Allora torna subito, capito?
C'è un bel ramino appena organizzato!"
"Ma va’, davero? Ma che ve serve er quarto?
Intanto 'ncominciate 'n tre, cor morto!

Date le carte, 'n attimo, che arivo!"
Si nun me metto a letto, io nun vivo.
Me butto 'nbranda, prima che vie' giorno,
giocassero cor morto, ch'io m'addormo!

Dev'esse' l'alba quanno la tua voce
aricomincia e me rimette in croce:
“Alzati caro, guarda che giornata,
facciamoci una bella passeggiata!”

Facciamose 'na che? Ma va a ffà 'n culo!
A me lasciame perde' qui da solo.
So' stanco, nun me va' da camminare,
poi pago e faccio quello che me pare!

Da quanno t'ho sposata nun c'è inverno
che nun me fai 'ncazzà cor Padreterno.
M'hai fatto comprà pure er coredino
e nun so' manco annà sullo slittino

Quanno se va 'n salita e sulla neve,
le passaggiate so' facoltative.
C'ho freddo, la stanchezza me se magna
e vengo a fa' er cojone qui in montagna!

Valla a fa' te 'sta bella passeggiata
co' quarche amica tua rincojionita,
io dormo fino a prima de tornare,
io lunedì matina, sto' ar cantiere!

Un'ora prima de partì, me svejo,
adesso me comincio a senti mejo
e pe' ritorna a casa già so' pronto,
mo' manno su 'n facchino e pago er conto.

Sempre più caro, li mortacci loro,
si ce ritorno, nun so' 'n omo vero.
Qui vonno i sordi, mica caramelle,
è chiaro che me girano le palle!

Ma pago tutto senza batte 'n occhio,
tanto me ce rifregano cor cacchio.
Dar venerdì che viene nun ce casco,
chi sei, mi moje? Io nun te conosco!

Der viaggio de ritorno ne parlamo?
Raccontamo quarcosa o sorvolamo?
Sull'autostrada pare de sta' a Monza,
la gente fa' la gara a chi è più stronza!

Tu 'ntanto te sarai pure abbronzata,
ma c'hai la faccia della rimbambita,
c'hai l'occhi che te cascano per tera,
più che 'n vacanza sembri stata 'n guera!

In fonno all'autostrada viene er bello,
tocca fa' a carci pe' arrivà ar casello.
Chilometri de coda passo, passo,
co' chi ce prova pure a fa' er sorpasso!

"Guardate 'ntorno, cerca fra 'sta gente
quarcuno co' lo sguardo inteliggente.
Chi dorme sur volante, chi sbadija,
chi litiga co' tutta la famija”.

Stasera dico basta a 'sta caciara,
quanno ritornerò venerdì sera,
vojo 'magnà tranquillo a casa mia
e anna’ a dormi, pure si tu vai via.

Io mica te proibisco de partire,
ognuno po' fa' quello che je pare.
Pe' me 'sto viaggio è l'urtimo strapazzo,
tu e la montagna, m'ate rotto...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Gattini, Remigi, Califano
Orchestra: Pancho Aranda
 
Testo:
‘Na vorta doveva finì,
l’amore nun dà più de così
pe’ quanto sei stata perfetta,
io t’ho consumata de fretta,
mo’ piagni, ma già fra ‘n oretta,
te sentirai pronta a scordà...

Vedrai Annamaria,
che prima o poi te passerà
la nostalgia de me, de casa mia,
della mia musica che diventava tua...

Fra noi, Annamaria,
nun c’è argomento che nun sia malinconia,
questo è er momento d’annà via,
capita a tutti e così sia,
buona fortuna, Annamaria...

Ormai noi semo due
che se so’ dati troppo
e mo nun c’hanno idee,
perciò che stamo a fa’?
La gara a chi rifiuta meglio la realtà?

Io no, Annamaria,
io me ne vado pe’ nun fà ‘na fesseria,
te passerà la nostalgia,
se scorda tutto andando via,
buona fortuna, Annamaria...

Io no, Annamaria,
io me ne vado pe’ nun fa ‘na fesseria,
te passerà la nostalgia,
se scorda tutto andando via

Buona fortuna, Annamaria,
te passerà la nostalgia,
se scorda tutto andando via,
buona fortuna, Annamaria...
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 3
ROMA NUDA

 
      Lato B: 2
UNPASSO DIETRO UN PASSO

 
 
   

Autori: Conrado, Califano
Orchestra: Pancho Aranda
 
Testo:
‘N amico nun ce sta
che me po consolà stasera
m’attacco a ‘sta città
che s’è addormita già da ‘n ora
cammino su de lei
su strade uguali a pelle scura
si poi se sveglierà
io certo nun glie posso fa’ paura...

Roma nuda...
scusa si perdo lacrime pe’ strada
mal che vada fa finta
che so’ gocce de rugiada
piuttosto che sta’ solo dentro al letto
vado randagio in quarche vicoletto
cammino a piedi scarzi
armeno finchè t’arzi
dormi e vedrai
che manco me sentirai

Roma nuda...
nun me poi di’ de no, so’ disperato
casa è vota, c’era ‘na donna
che m’ha rovinato
me basta sta’ così
all’angoletto de ‘sta strada
chissà che a dormì qui domani
io nun m’enventi ‘n artra vita.

Roma nuda...
Me basta sta’ così
all’angoletto de ‘sta strada
chissà che a dormì qui domani
io nun m’enventi ‘n artra vita.
Roma nuda...
Roma nuda...
Roma nuda...
 
Fonte: QUI
     
Interprete: Aranda, Califano
Orchestra: Pancho Aranda
 
Testo:
Un passo dietro un passo
un sasso sopra un sasso
è stata un materasso
per noi ‘sta spiaggia qua.

Il mare si fa grande
si gonfiano le onde
‘sta storia non pretende
d’esse’ l’unica a durà.

Un passo dietro un passo
nessuno ce viè appresso
‘st’amore segna rosso
ma lo sapevamo già.

Sei bella fino in fondo
la sola donna al mondo
che mentre sta soffrendo
se ne va con dignità.

Arrivederci al giorno
in cui ti rivedrò
magari quest’inverno
se ti rincontrerò.

Non siamo ragazzini
che se illudemo a fà
spegnemo li violini
smettemo de sonà.

Un passo dietro un passo
se piango sembro un fesso
io prendo a calci un sasso
ma è un calcio alla realtà.

Arrivederci al giorno
in cui ti rivedrò
magari quest’inverno
se ti rincontrerò.

Non siamo ragazzini
che se illudemo a fà
spegnemo li violini
smettemo de sonà.

Un passo dietro a un passo
se piango sembro un fesso
io prendo a calci un sasso
ma è un calcio alla realtà.

Un passo dietro a un passo
se piango sembro un fesso
io prendo a calci un sasso
ma è un calcio alla realtà.
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 4
MORIREMO 'INSIEME

 
      Lato B: 3
STO CON LEI

 
 
   

Autori: Aranda, Gattini, Del Giudice, Califano
Orchestra: Pancho Aranda
 
Testo:
Quanno io sarò vecchio
e leggerò le tue lettere d’amore
accanto ar foco
rivedrò co’ la mente a poco a poco
li giorni ‘n cui t’amai.

Li baffi appassiranno sotto ar pianto
mentre ricorderò quel tempo lieto
e a te ripenzerò nel mio segreto
se la memoria non sarà annata ar vento.

Te sembrerà de sentì la voce mia
tra le lame der vento dell’inverno
me sentirai gridà la notte e er giorno
la nostra vita è stata ‘na pazzia.

Ritorneranno l’attimi sereni
co’ la mia mente zeppa der mio bene
vecchietta bella mia, ritorna, vieni
strignete a me, che moriremo ‘nzieme.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Guarnieri, Califano
Orchestra: Pancho Aranda
 
Testo:
Io non so
se restare qui
o se andarmene via
vivo bene
ho una donna mia
ma una gran nostalgia

Tu oramai
sei una malattia
che ho nel sangue da un po’
come un male
che non va via
che decide di me

Sto con lei
ma penso sempre a te
io non ti dimentico
con lei
che vale più di te
non trovo la serenità
è una donna bellissima
ma fra noi ci sei tu

Io lo so
che mi salverei
se pensassi di più
che con lei posso vivere
e con te proprio no

Sto con lei
ma penso sempre a te
io non dovrei farlo più
con lei dovrei sentirmi io
ma questo non succede mai
tu sei come una malattia
che non guarirò mai

Sto con lei
ma penso sempre a te
io non dovrei farlo più
con lei dovrei sentirmi io
ma questo non succede mai
 
Fonte: QUI
 
Lato B: 4
BIMBA MIA

 
      Lato A: 5
VIVERE E VOLARE

 
 
   

Autori: Califano
Orchestra: Pancho Aranda
 
Testo:
Ti ho costruita donna piano piano
sperando di poterti avere sempre
Ti ho coltivata come un tulipano
salvandoti dal freddo di dicembre
e sei cresciuta bella da morire
piena di ingenuità, d’inibizioni
virtù che io dovevo rispettare
invece di cadere in tentazione

Bimba mia
Bimba mia
Bimba mia

Forse ho sbagliato a darti troppe cose
ma un uomo innamorato non ragiona
io ti ho cullato in letti di mimose
ponendoti al di là di ogni persona
ti ho amata come donna e come figlia
avresti ereditato la mia vita
ma ora che si scioglie la famiglia
mi chiedo perché mai ti ho conosciuta

Bimba mia
Bimba mia
Bimba mia

La colpa è forse tutta della vita
alle cui leggi non si può sfuggire
naturalmente tu sei perdonata
anche se lasci un uomo ad impazzire
e a niente servirebbe ritentare
per fare in modo di riaverti a casa
malgrado tutto, ancora so capire
che tu vai forte, io non ho più ripresa

Bimba mia
Bimba mia
Bimba mia
Bimba mia
 
Fonte: QUI
     
Interprete: Del Giudice, Califano
Orchestra: Pancho Aranda
 
Testo:
Ero piccolo così
ma in cortile coi bambini non ci andavo
con mia madre finì lì
il suo amante come padre rifiutavo.

Già cresceva un uomo in me
che correva sopra agli anni e lo seguivo
seminai la gioventù
senza accorgermi di quello che perdevo.

Chiuso in casa diventavo matto
mi sentivo pronto e me ne andai
“spacco il mondo”, dissi, "o perdo tutto".

Vivere e volare, ma chi è in alto può cadere
vivere e volare, io volevo già morire
Vivere e volare, per andare e non sapere
vivere e volare, dalla vita cosa aspettare?

Ma domani c’era lei
una donna che guarì la mia stanchezza
sorridendole pensai
"ho volato in cerca della sua bellezza".

Chiuso in casa diventavo matto
mi sentivo pronto e me ne andai
“spacco il mondo”, dissi, "o perdo tutto".

Vivere e volare, ma chi è in alto può cadere
vivere e volare, io volevo già morire
Vivere e volare, per andare e non sapere
vivere e volare, dalla vita cosa aspettare?
Vivere e volare...
 
Fonte: QUI
 
Lato B: 5
UNA FAVOLA D'ESTATE

 
      Lato B: 6
PASQUALE L'INFERMIERE

 
 
   

Autori: Aranda, Gattini, Del Giudice, Califano
Orchestra: Pancho Aranda
 
Testo:
Una favola d’estate
un addio che si ripete
con la prima umidità
e i bagagli nella via
viene la malinconia.

Ogni amore nato al mare
è una storia da due lire
sei convinta pure tu
che per bene che ci andrà
non ci rivedremo più.

Due ragazzi vanno via
spinti dall’alta marea
l’autostrada porterà
lentamente la realtà
nelle nostre due città.

L’autostrada porterà
lentamente la realtà
nelle nostre due città.

Una favola d’estate
va a finire tra le ruote
di due auto che van via
spinte a gran velocità
qui fra poco pioverà.

Il silenzio ha dominato
ma si spezza in un saluto
tu mi guardi e dici addio
cosa aggiungere di più?
Fai buon viaggio pure tu.

Due ragazzi vanno via
spinti dall’alta marea
l’autostrada porterà
lentamente la realtà
nelle nostre due città.

L’autostrada porterà
lentamente la realtà
nelle nostre due città.
 
Fonte: QUI
     
Interprete: Aranda, Gattini, Del Giudice, Califano
Orchestra: Pancho Aranda
 
Testo:
Mo' sei rimasta incinta
e te presenti a casa mia
pe’ regolà li conti,
come se sulla panza
avessi scritto che chi ha corpito
è stato il sottoscritto.

Nun nego che co’ te feci l’amore,
in piedi, in cinquecento, in ascensore,
ma allora lavoravi all’ospedale
e annavi a letto pure co’ Pasquale...

Pasquale l’infermiere, m’hai capito,
quello che je mancava mezzo dito
e che voleva fatte le iniezioni
soltanto pe’ levatte li calzoni...

Si fossi certo d’esse er padre vero,
sarei pure contento, te lo giuro,
ma a occhi chiusi rischio bene o male
de riconosce er fijo de Pasquale...

E mettila prima ar monno ‘sta creatura,
se me somijerà, poi sta sicura,
te sposo, je do er nome e casa mia,
ma si somija a lui so cacchi sua...

Ner caso avesse tutto il viso tuo,
po esse de Pasquale oppure er mio
e allora pe’ nun fa scoppià er casino,
lo dovrai cresce te ‘sto ragazzino.

A modo mio io glie starò vicino,
je potrò mette in banca un po’ de grano,
crescesse cor carattere che ho io,
fo sempre a tempo a dije fijo mio...

Ma si smettesse un giorno de studiare
e decidesse de fa’ l’infermiere,
je dovrò di’ nel modo più leale:
sei ‘n fijo de ‘na mignotta e de Pasquale!
 
Fonte: QUI
 
FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Videos10
 


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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1977 - TAC...! (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven 29 Mag 2020 - 14:29

1. TITOLO:
 
1975 - TAC...!
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6216 # Data pubblicazione: 1977 # Matrici: S 6216-1/S 6216-2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Ricordi, BMG Italy
 
 
2. RECENSIONE:
 
Tac...! è un album musicale di Franco Califano, pubblicato nel 1977 per l'etichetta discografica Ricordi.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Versione Musicassetta
 

 
   
 

Franco Califano nel 1977

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 TAC...!
  • A2 MONICA
  • A3 IO NON PIANGO
  • A4 PIER CARLINO
  • A5 L'ULTIMA SPAGGIA
  • A6 BALLA BA


  • B1 CAPODANNO
  • B2 LA PELLE
  • B3 MA CHE CI HO
  • B4 CESIRA
  • B5 IL CAMPIONE
 
 
Lato A: 1
TAC...!

 
      Lato B: 1
CAPODANNO

 
 
   

Autori: Califano
Orchestra: Francisco Aranda
 
Testo:
Mentre tu sei perfetta
come l’amore detta
io sono fatto male
come la smania vuole
quindi se mi stai attorno
ventiquattr’ore al giorno
donna fin troppo seria
mi fai mancare l’aria.

Dovrei farti partire
ogni tanto ma non ho il coraggio
altre volte l’ho fatto
sei andata e per me è stato peggio
dovrei prendere fiato in tua assenza
cambiar compagnia
contro l’ansia e la mia insofferenza
almeno in teoria.

Ma Tac
io mi accorgo che ci sei
proprio quando non ci sei
ed allora ti vorrei.

Ma Tac
improvvisamente c’è
come un vuoto intorno a me
chiuso in casa aspetto te!

Per un poco di tempo da solo
dovrei star benone
se non altro perché tu mi togli
una preoccupazione
dovrei vivere senza pensieri per la miseria
stare più rilassato di ieri
e riprendere aria.

Ma Tac
io mi accorgo che ci sei
proprio quando non ci sei
ed allora ti vorrei.

Ma Tac
improvvisamente c’è
come un vuoto intorno a me
chiuso in casa aspetto te!

Per un poco di tempo da solo
dovrei star benone
se non altro perché tu mi togli
una preoccupazione.

Ma Tac
io mi accorgo che ci sei
proprio quando non ci sei
ed allora ti vorrei.

Ma Tac
improvvisamente c’è
come un vuoto intorno a me
chiuso in casa aspetto te!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Del Giudice
Orchestra: Francisco Aranda
 
Testo:
Già, stanotte che se fa
io nun c’ho voglia de inventamme niente
dormirei solamente...
e lascerei le cose come stanno
anche se è il nostro primo capodanno
se annamo a letto mica casca er monno...
io dico "si noi due stanotte s’addormimo
ma che famo de strano?"

No... no, l’amore nun me va
c’ho er corpo qui, ma la mia testa è altrove
manco so bene dove
immagino attaccata all’altomare
con tante idee confuse da ordinare
stasera nun me chiede si te amo
perché te direi “sì” pensanno a ‘n aeroplano
o a quarcosa de strano

Il nostro capodanno
sai l’artri che faranno
sicuro brinderanno e poi se m’briacheranno
finché se stancheranno e a casa torneranno
gridanno a tutto er monno
auguri de bon anno
bon anno e poi bon anno
e se violenteranno a corpi de bon anno
bon anno e poi bon anno
bon anno e poi bon anno...

Già, stanotte che se fa
a me de perde tempo co’ la gente
nun me frega più niente
pe’ quanto me riguarda ho già deciso
però nun vorrei essete de peso
auguri de bon anno in ogni caso
si te vai a diverti’, oppure si rimani...
se sentimo domani...

Il nostro capodanno
sai l’artri che faranno
sicuro brinderanno e poi se m’briacheranno
finché se stancheranno e a casa torneranno
gridanno a tutto er monno
auguri de bon anno
bon anno e poi bon anno
e se violenteranno a corpi de bon anno
bon anno e poi bon anno
bon anno e poi bon anno
bon anno e poi bon anno
bon anno e io m’addormo
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 2
MONICA

 
      Lato B: 2
LA PELLE

 
 
   

Autori: Califano, Del Giudice, Gattini
Orchestra: Francisco Aranda
 
Testo:
È fermo il mio tempo per te
da quando sei nata
bambina che sali da me
sei quasi arrivata.

Già ti potrei portar via
così come idea
ma sono i tuoi libri di scuola
a impedirmelo.

C’è aria di attesa
lo so ma tempo ne ho...

E ti aspetto, Monica
non mi muovo più
bimba ancora o donna
l’importante è che sia tu.

E ti aspetto, Monica
sulla strada mia
quando avrai una borsa
al posto dell’antologia.

Per tutte le tue ingenuità
le tue inibizioni
per tutte le perplessità
le tue indecisioni

L’acqua più chiara che ho
sarà l’acqua tua
piccolo fiore d’amore
sei quasi mia.

C’è aria di attesa, lo so
ma tempo ne ho...

E ti aspetto, Monica
non mi muovo più
bimba ancora o donna
l’importante è che sia tu

E ti aspetto, Monica
sulla strada mia
quando avrai una borsa
al posto dell’antologia

E ti aspetto, Monica...
 
Fonte: QUI
     
Interprete: Califano, Del Giudice, Gattini
Orchestra: Francisco Aranda
 
Testo:
No, per carità
siamo solo amanti, tutto qua
c’è un amore, ma sta là
nello spazio dei tuoi sogni.

Noi che di notte abbiamo idee
quando è giorno siamo due
per cui non m’illudo più.

È la pelle, è la pelle
altro che cuore, luna e stelle
non sognare, non sperare
non s’inventa l’amore.

Noi, eccoci là
stanchiamo i corpi
e non parliamo mai
c’è il silenzio e parla lui
e lo fa come nessuno.

Già, non è questo che tu vuoi
ma il rapporto fra di noi
resta quello che tu sai.

È la pelle, è la pelle
altro che cuore luna e stelle
non sognare, non sperare
non s’inventa l’ amore.

Già, non è questo che tu vuoi
ma il rapporto fra di noi
resta quello che tu sai.

È la pelle, è la pelle
altro che cuore, luna e stelle
non sognare, non sperare
non s’inventa l’amore.

È la pelle, è la pelle...
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 3
IO NON PIANGO

 
      Lato B: 3
MA CHE CI HO

 
 
   

Autori: Califano Del Giudice
Orchestra: Francisco Aranda
 
Testo:
Io nun piango pe’ quarcuno che more,
non l’ho fatto manco pe ‘n genitore
che morenno m’ha ‘nsegnato a pensare,
non lo faccio per un altro che more.

Io nun piango quanno scoppia ‘na guera,
er coraggio de’ l’eroi stesi in tera,
io lo premio co’ du’ fiori de serra,
ma nun piango quanno scoppia ‘na guera.

Io piango quanno casco nello sguardo
de’ ‘n cane vagabondo perché
ce somijamo in modo assurdo,
semo due soli al monno.

Me perdo, in quell’occhi senza nome
che cercano padrone,
in quella faccia de malinconia
che chiede compagnia.

Io nun piango quanno ‘n omo s’ammazza,
il suo sangue nun me fa tenerezza,
manco se allagasse tutta ‘na piazza,
io non piango quanno ‘n omo s’ammazza.

Ma piango, io piango sulle nostre vite,
due vite violentate.
A noi, risposte mai ne abbiamo date,
ecco perché la sete...

Io piango su tutto er tempo che ce resta
e me ce sento male.
Domani, se non sbajo, è la tua festa;
la prima senza viole...
la prima senza viole...
la prima senza viole...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Aranda, Morales
Orchestra: Francisco Aranda
 
Testo:
Ma che c’ho...
certamente quarche cosa avrò
dipenderà da te, anzi dipende...
Io vorei che stavorta nun finisse mai
perché senza de te nun me ce trovo più...

Che c’ho, che c’ho...
c’ho solamente er core affaticato un po’
e c’ho un po’ de paura
perchè si sbaglio ancora nun ce provo più...

Tu sei la fine der monno, nun ce pensi come me
ottimista fino in fondo e forse ci hai ragione te...

Sai che c’ho?
Quanno che te vedo tremo un po’
come succede a te quanno me vedi...

Che c’ho, che c’ho...
c’ho solamente er core affaticato un po’
e c’ho un po’ de paura
perchè si sbaglio ancora nun ce provo più...

Tu sei la fine der monno, nun ce pensi come me
ottimista fino in fondo e forse ci hai ragione te...

Tu sei la fine der monno, nun ce pensi come me
ottimista fino in fondo e forse ci hai ragione te...
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 4
PIER CARLINO

 
      Lato B: 4
CESIRA

 
 
   

Autori: F. Califano, Del Giudice, Gattini
Orchestra: Francisco Aranda
 
Testo:
È sempre così, tu stravaccata a letto,
io a fa’ nottata, ar freddo, giù de sotto,
pe’ corpa de ‘sto cane maledetto,
che se nun scenne caca ner salotto.

Mo’ poi vo’ fa’ le corse nel viale
insieme a me, chi perde è ‘n animale!
A vorte incontro gente e me vergogno,
ma si ‘n coremo lui nun fa er bisogno.

Quanno je scappa è sempre mattinata,
l’avesse mai ‘na vorta anticipata.
Spacca er minuto, ar primo chiaro ‘n cielo,
pare che c’ha la sveja sotto ar culo.

Chi se lo scorda er compleanno tuo
“Comprami un cagnolino amore mio!
Gli starò dietro, ha la parola mia”!
Sei stata dietro a li mortaccia tua.

Da quanno ‘st’animale s’e accasato,
nun ho dormito otto ore di filato
e si consideramo che c’ha ‘n anno,
secondo te quando ripijio sonno?

Fra dieci dodic’anni, quanno more?
È ner frattempo dovrei pure core?
Prima de fa’ ‘sta fine io t’ammollo,
che c’hai ‘n gelone ar posto der cervello!

Me casca ‘n po’ de cenere per tera
e in du’ minuti fai scoppià la guera,
vomita er cane sopra li cuscini,
“Povero amore, ha male agli intestini”!

“Mio Dio, cosa ha mangiato giù al viale?”
Le palle de mi’ nonno cor caviale!
Io che ne sò’ che magna ‘st ‘imbecille
e che me frega a me se c’ha le bolle!

Me frega più che da quasi ‘n annetto
me chiamano “Er frocione cor cagnetto”.
Co’ tutti quei riccetti, quer nastrino,
quer nome che j’hai dato: “Piercarlino!”

Ma poi chiamallo un cane “Piercalino”
senza fa’ ‘nsospettì chi t’è vicino?
Co tanti nomi belli, si ce penso,
potevi, che ne so, chiamallo... Stronzo!

Come perché, perché nun c’ha mai sonno...
perché me fa’ venì sempre l’affanno...
Stronzo perché nun me fa’ più dormire,
Stronzo perché nun caca si nun corre...

È lungo un parmo, arto mezzo sordo,
e fa’ casino più de ‘n Sanbernardo!
Ch’è maschio poi c’è ancora d’accertallo,
nun j’ho mai visto l’ombra de ‘n pisello

Ne’ fra li peli ‘n mezzo a le gambette,
je so spuntate mai due-tre-pallette.
Hai fatto tutto te; “com’è carino”...
“è maschio? ... lo chiamiamo Piercarlino!”

“Sono la tua mammina, Piercarlino,
e questo qui sarà sarà il tuo paparino,
caro il mio cagnolino ... che bel pelo...”
E paparino, ce l’ha avuto ‘n culo!

Giù ar viale, pe’ accertamme der suo sesso,
je stavo a mette ‘n po’ le mani addosso;
me sento sfotte’ da ‘n amico mio:
“Je voi da’ ‘n bacio! Te lo reggo io!”

Capito come me so’ sputtanato?
‘Mo pure frocio ‘e no me ‘so stufato,
domani notte me ne resto a letto
er cane se cacasse pure sotto!

Pisciasse sui divani ner salotto,
svejasse quelli dell’interno 8,
morisse de cimuro tutt’a ‘n botto,
mica posso annà avanti a fa’ ‘sta vita!

Ecco la morte, la porpetta avvelenata!
Queste so’ idee ma tocca realizzalle,
‘sto zozzo me lo levo da’ le palle.
Già piagni... sei distrutta dar dolore

Te immagini si Piercarlino more?
Carma, ma la porpetta s’a’ dà fare
perché si tu voi er cane ar posto mio,
vado a fa’ ‘n culo e me la magno io.
 
Fonte: QUI
     
Interprete: Califano, Aranda
Orchestra: Francisco Aranda
 
Testo:
Da un po’ de tempo come dormi bene!
C’hai er viso verniciato de dorcezza
e solo adesso, da che stamo ‘nzieme,
m’accorgo che sei proprio ‘na bellezza.

Sei bella come er blu de ‘sta serata...
No, fori piove, ho detto ‘na stronzata.
Faccio solo casini quanno me metto a fa li paragoni,
ma che je fa’? Er fatto che sei bella e na realtà.

Ma guarda de profilo quer nasetto,
aoh, è perfetto, pare proprio ‘n gioiello,
m’e costato ‘na cifra pe’ rifallo,
ma pare finto mo’ pe’ quanto è bello.

Adesso se po’ pure chiama naso,
prima pareva un manico d’ombrello...
in punta era peloso...
te n'ha creato uno de complesso, eh?

Ma ‘mpetto a te era bello pure ‘n cesso,
facevi schifo co quer coso addosso,
me s’allargava ‘n faccia fino in fronte,
ammazzalo, sì, quanto era invadente!

Era talmente lungo e spappolato
che usciva fori pure dalle foto,
guardalo adesso, pare pitturato!
Aò, mo' 'nfaccia c’hai ‘na cera nova,
ar naso poi je manca la parola.

E L’occhi? Quegli occhioni belli...
ecco, forse facevi mejo a nun toccalli,
forse te li sei fatti allargà troppo
in proporzione al naso, facce caso,
vorrei che fosse solo ‘n impressione,
se poteva evità st’operazione.

Ma mo’ te sto a parlà de perfezione...
mica me metto a criticà!
Sarà che me ce devo abbituà,
bella sei bella e questa è la realtà.

Du’ ore e passa per ogni intervento
e ogni botta è ‘no stipendio ar vento,
ma chi se ne strafrega, io sò contento,
te sei levata pure er doppio mento.

‘N operazione de sei ore esatte,
ma te lo stavi a perde fra le tette.
È stato l’intervento più costoso,
ma t’ha rimesso l’ordine ner viso.

Io so contento,
de spenne, in certi casi, nu me pento,
i sordi li guadagno e me li magno...
sì ‘nzomma... me li magno, te li magni...
pe dalli a chi te fa l’operazioni...
io che me magno? ‘Mparo de cojoni.

In casa nostra è entrata la miseria
da quanno investe in sala operatoria.
Er frigo fa la pena, poveraccio,
ce sta ‘n oliva e ‘ntorno tutto ghiaccio.

Ma prima o poi lo so che me rifaccio
e ‘ntanto eccote qua... sei così bella,
er resto che je fa.

Ho speso tutto pe i rifacimenti,
ma che ce frega? Basta esse contenti.
Pensa a quanno t’avrai rifatto i denti,
come se deve, dritti bianchi e tanti,
e potrai ride come tutti quanti.

Adesso se apri bocca c’hai ‘ncasino,
pari corpita da ‘na bomba a mano.
Ma quanno l’avrai rifatta nova,
vedrai che gusto a ride ce se prova.

Adesso già sei ‘na donna affascinante,
potrei quasi portatte fra la gente,
prima come potevo onestamente?
Te perdevi li pezzi come gnente.

Ohhh... oddio che sonno,
è ora che m’addormo.
Da che te sei operata non c’è giorno
che nun te guardo finchè c’è la luce,
quer naso, più lo filo e più me piace.

Tra ‘n par de mesi c’hai il doppio stipendio
e andrai dal dentista pe inizià li denti,
così continuamo a esse contenti.

Io per amore invento mille mosse,
anche se t’ho sposata pe’ interesse,
pensavo fossi ricca in quer momento,
ma quanno che ho scoperto er tradimento, me so’ detto:
ma sì, co ‘n intervento, ‘na ritoccata, quarche plastichetta,
me rifaccio nova la sposetta.

E così ho fatto. Mo nun c’ho na lira,
ma tu nun sembri manco più Cesira,
mo' sei ‘na donna, ringrazianno Dio,
e, si permetti, t’ho rifatta io,
t’ho ricreata proprio ar gusto mio.

Aaah... Aridaje... aricomincia er mar de panza,
pe pijà sonno devo ave' pazienza,
st’appendicite cresce a vista d’occhio,
dovevo già operamme da parecchio!

So’ anni ormai che c’ho st’infiammazione
e nun me posso fà st’operazione
perchè te devi prima fà la bocca...
finita quella poi sotto a chi tocca
e dopo tocca a me che t’ho sopportato,
adesso, si permetti, so’ arivato.

Co’ sti dolori io ce divento pazzo,
ste coliche m’attaccano da ‘m pezzo
e la pazienza mia s’è rotta, si insomma... s’è rotta.

(Due mesi dopo)

Cesira mia, che bocca t’hanno fatto,
me pare de ave’ mille donne a letto,
sei diventata bona pure sotto,
stasera qui succede caporetto!

Cesira, me stai a fa' diventà matto,
er patrimonio speso è benedetto.
Ma che te s’è ‘ndurito pure er petto?
Sei diventata sexi tutta ‘n botto,
Cesira mia, mettete bene sotto.

Senti che robba dietro! E sto culetto?
Ma l’hai tirato fori dar cassetto?
Cesì, mettete mejo, viè più sotto,
stavorta te combino il quarantotto!

Mo’ che sei così bella, io ce rimetto,
c’ho er core che me sta scoppianno ‘n petto,
so’ emozionato come ‘n regazzetto!
Tra du’ minuti sentirai che botto!
Ecco così... Cesì, Cesira mia...

...Oddio l’appendicite, croce mia,
senti che fitte, li mortacci sua!
È la peritonite, mamma mia,
è troppo tardi a giudicà dar male,
telefona de corsa in ospedale.

Cesì, sto a vive ‘n attimo fatale,
stamme vicino, strigneme la mano,
io moro, già me sento venì meno.
Mo che c’ho la più bella donna ar monno,
mo' che t’ho fatta nova sto morenno.

Cesira mia, sto a pezzi dar dolore
e sento che me cede pure er core.
Cesì, quanto sei diventata bella,
una così nun poi che fabbricalla!

Io l’ho voluta 'sta ricostruzione
e parla de me, damme soddisfazione.
Ognuno c’ha quarcosa di cui è fiero,
tu sei senz’altro il mio capolavoro.

Cesì, sto pe morì, comincio il volo,
me sento come fossi appeso a ‘n filo,
che t’ho da dì? Ce rivedemo ‘n cielo.
Cesì, addio Cesì!
Come me rode er cu…!
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 5
L'ULTIMA SPIAGGIA

 
      Lato B: 5
IL CAMPIONE

 
 
   

Autori: Califano
Orchestra: Francisco Aranda
 
Testo:
Trovato il paese,
poi dopo fai presto
per l’auto al parcheggio,
c’è un povero Cristo.

Trapassa la piazza,
imbocca il viale
finché non incontri
una rampa di scale.

Trecento gradini
e arrivi al mio nulla,
mi vedi, trascino
una mente che sballa.

Un sorso di mare,
una lama di sole
per l’ultima spiaggia
di uomo animale..

Laggiù, dove m’hai spinto tu,
sto io che aspetto il turno mio.

Ormai, dal tempo
antico dell’addio,
ho solamente
una gran voglia di morire.

La solitudine...
morire in solitudine...
perché dopo tanti anni vieni qua
ad arricchire il niente
con la tua pietà?

A un uomo che aveva
perduto la testa
prendesti anche il collo,
gli facesti la festa.

Piangendo ritorna
sui passi di prima
gli stessi gradini,
ma verso la cima...

Il viale, la piazza,
la macchina è a posto,
la mancia al guardiano
che campa di questo...

Il sole ha girato,
gelando lo scoglio,
in basso dove io
sto vivendo e non voglio..

Laggiù dove m’hai spinto tu,
sto io che aspetto il turno mio.

Ormai, dal tempo
antico dell’addio,
ho solamente
una gran voglia di morire.

La solitudine...
morire in solitudine...
perché dopo tanti anni vieni qua
ad arricchire il niente
con la tua pietà?
 
Fonte: QUI
     
Interprete: Califano
Orchestra: Francisco Aranda
 
Testo:
Basta,
domani torno in pista,
ti perdo e perdo tanto,
ma sai la rabbia mia...
Io se non corro,
muoio di malinconia
e rischio di crepare
se risponde il motore,
me ne posso fregare.

Questo,
quando un campione è onesto,
io tutta la mia gloria
la devo a tante corse,
ad ogni mia vittoria,
alle occasioni perse,
al miglior tempo in prova,
ad ogni pista dura,
la mia bravura.

Via,
se c’è il campione ancora in me,
la gara è mia,
se invece il tempo
ha spento la mia frenesia,
sbaglio una curva,
volo in aria e così sia...

Vai,
perché se vinco
tu sei dietro ai miei trofei,
se invece perdo
di un illuso cosa te ne fai?
In ogni caso un ruolo
qui non ce l’avrai...

...Al miglior tempo in prova,
ad ogni pista dura la mia bravura...

Via,
se c’è il campione ancora in me,
la gara è mia,
se invece il tempo
ha spento la mia frenesia,
sbaglio una curva,
volo in aria e così sia...

Vai,
perché se vinco
tu sei dietro ai miei trofei,
se invece perdo
di un illuso che ne fai?
In ogni caso un ruolo
qui non ce l’avrai...
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 6
BALLA BA

 

Autori: Califano, Ciccaglioni
Orchestra: Francisco Aranda
 
Testo:
E che è successo?!
E come che è successo...
E’ da ‘na vita che me ballo addosso
e mica se po’ fa', no...
e mica se po’ fa'... e ‘nnamo
Nun lo senti che fiatone, oh!

M’hai chiesto un ballo
e io per educazione t’ho detto sì
ma per un ballo solo...
Qui so’ du’ ore che sbattemo er culo!
Tu balla ba da sola io t’ammollo
vado a portà le chiappe a lo sgabello

Senti che roba aoh!
Guarda che casino!
tutti ammucchiati
a zompà come grilli
sembramo proprio
un mucchio de imbecilli.

Uno sull’altro, pallidi, sudati
e chissà poi perchè sempre incazzati.

Tu balla ba se voi, va avanti pure
ma mica se po’ fa tutte le sere...
no, e mica se po’ fa, per carità

Quella cicciona che c’avevo a fianco
con ‘n calcio m’ha piegato in due ‘no stinco
m’ha sistemato va, poi te farò vede
co’ un tacco a spillo m’ha bucato ‘n piede
e ‘nnamo, ma che me l’ha ordinato er dottore?
Io non glie la faccio più...

Le gomitate, le gomitate ho smesso de contalle
ma certe ginocchiate nelle palle per carità... no!
E ‘nnamo... mo pure ‘sto dolore intercostale...
me s’asciuga er sudore addosso e me fa male
ma è regolare... è regolare...
che è... te s’asciuga er sudore
e te viè er dolore intercostale
nun semo, nun semo mica più tanto più regazzini noi.
Tu balla ba se voi co’ chi te pare va
se rivedemo a casa fra ‘n par d’ore

Guarda qui..
‘no scarmanato nun m’ha sputato in faccia
nun vedo l’ora de famme ‘na doccia
nun posso rimanè manco un momento
vado de corsa a letto a famme un lento.
Tu balla ba, che intanto io m’avvio
voglio comincià a vive a modo mio.

Quando ritorni vedi de fa piano
tanto l’amore è chiaro nun lo famo...
e nun di’ in giro che io nun funziono
perchè le forze so’ quelle che sono
quanno che è sera, l’energia è contata...
o se famo un balletto... o ‘na scopata...
 
Fonte: QUI
 
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1978 - IO NON PIANGO/TAC...! (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven 29 Mag 2020 - 16:02

1. TITOLO:
 
1978 - IO NON PIANGO/TAC...!
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10859 # Data pubblicazione: Febbraio 1978 # Matrici: SLNU 6819/SLNU 6817 # Genere: Pop # Supporto: Vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Note: Data matrici: 3 Febbraio / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano.
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
IO NON PIANGO

 
      Lato B:
TAC...!

 
     

 
Testo:
     
 
Testo:
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1979 - TI PERDO... (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven 29 Mag 2020 - 17:14

1. TITOLO:
 
1979 - TI PERDO...
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6241 # Data pubblicazione: 1979 # Matrici: S 6241-1/S 6241-2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Ricordi, BMG Italy
 
 
2. RECENSIONE:
 
Ti perdo... è un album musicale di Franco Califano, pubblicato nel 1979.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Versione Musicassetta
 

 
   
 

Franco Califano nel 1990

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 TI PERDO...
  • A2 CHE FACCIO
  • A3 ALLA FACCIA DEL TUO UOMO
  • A4 AMORE DOLCE MIELE
  • A5 LA SECONDA


  • B1 AMANTE DEL PENSIERO TUO
  • B2 NUN ME PORTA' A CASA
  • B3 AUTOSTOP
  • B4 L'AMAZZONE DI IERI
  • B5 AVVENTURA CON UN TRAVESTITO
 
 
Lato A: 1
TI PERDO

 
      Lato B: 1
AMANTE DEL PENSIERO TUO

 
 
   

Autori: Califano, Piero Calabrese, Romano Musumarra
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Tu non sei una santa né io Gesù
ci manca Giuda e poi la scena
ma c’è l’ultima cena
In miniatura noi due zitti
gli occhi persi dentro i piatti
già è risolto il problema.

M’hai dato tempo per cambiare
l’ho sciupato per giocare
pago io di persona
senza recriminare
finiamo di mangiare.

Io ti perdo, poi mi perdo
non riesco a dirti più
"non andar via"
perché stavolta
tu non cambi idea
cosa farai tu già lo sai.

Io ti perdo, poi mi perdo...
Io stasera sembro un manichino
mi comporto da cretino
per sembrarti cambiato
succede sempre nel finale
quello che rimane male
fa ogni passo sbagliato.

Sto diventando fastidioso,
ma non lascio niente al caso
sono proprio impazzito
ho compromesso tutto
quello che è fatto è fatto.

Io ti perdo, poi mi perdo
non riesco a dirti più
"non andar via"
perché stavolta
tu non cambi idea
cosa farai tu già lo sai.

Io ti perdo, poi mi perdo…
Io ti perdo, poi mi perdo…
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Piero Calabrese, Romano Musumarra
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Poco m’importa se a volte il tuo corpo
ad altri concedi
basta si tratti soltanto del corpo
dal collo ai tuoi piedi.
Quello che fai per sfogare una voglia
non lascia mai traccia
non mi tradire col cuore e la mente
e salvi la faccia.
Un’ora che avrà
nessuna importanza
tu dopo dirai
"che schifo di stanza"
poi tutto sarà
sepolto in un freddo bidet.

Ed io rimango amante del pensiero tuo
nel tuo profondo scendo solo io
e seguito ad amarti a modo mio
poi tu hai fretta di tornare ad esser tu
per questo accetto e mando sempre giù
nient’altro esiste più.

Poco mi importa se chiedi ad un altro
un po’ di piacere
quello che io da oramai troppo tempo
non ti so più dare.
Il tempo ha fatto di noi due fratelli
com’era previsto
ecco perché un tuo amante non può
insidiare il mio posto.
Un’ora che avrà
nessuna importanza
tu dopo dirai
"che schifo di stanza"
poi tutto sarà
sepolto in un freddo bidet.

Ed io rimango amante del pensiero tuo
nel tuo profondo scendo solo io
e seguito ad amarti a modo mio.
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 2
CHE FACCIO

 
      Lato B: 2
NUN ME PORTA' A CASA

 
 
   

Autori: Franco Califano, Marcello Marrocchi
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Che faccio
volevo sta da solo e mo' che faccio
me devo mette in testa un po’ de ghiaccio
guardamme nello specchio e già
poi chiedeme a cretino lei ndo’ sta...

Che faccio
ho rovinato tutto e mo' che faccio
ho rotto, pago e porto via ‘sto coccio
de soluzioni ce ne so’
ma tutte so’ a recupero de te.

Che idea
è stata quella de mannatte via
devo avè preso ‘n colpo de pazzia
pe’ ditte nun te voglio più
un po’ de libertà me tira su...

Che idea
che confusione nella testa mia
‘na vita insieme e poi te caccio via
so quello de la libertà
e mo che c’ho 'sta libertà...

Che faccio
aspetto, aspetto
aspetto e so ‘no straccio
si nun ritorni a casa, io che faccio?
Alternative nun ce n’è
o te oppure te o invece te

Che idea
è stata quella de mannatte via
devo ave’ preso ‘n colpo de pazzia
pe’ ditte nun te voglio più
un po’ de libertà me tira su...

Che idea
che confusione nella testa mia
‘na vita ‘nsieme e poi te caccio via
e mo' che c’ho ‘sta libertà
so’ ‘n omo che te vie' a cercà...
 
Fonte: QUI
     
Interprete: Franco Califano, Marcello Marrocchi
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Se sei n’amico, nun me portà a casa
quanno ci andrò me ‘nventerò ‘na scusa
nun ce la faccio più co’ la famija
mi moje che m’aspetta sempre sveja
come volesse famme er terzo grado
no, no, stanotte a casa nun ce vado
nu m’ammollà stasera, amico mio
e famose ‘n’antro litro, pago io
magnamo ‘n po’, che er vino scenne mejo
oste, un ‘po’ de bruschetta, ma poc’ajo.

È già da’n pezzo che me so’ stufato
ma co’ nessuno mai me so’ sfogato
se guardo li mij fiji me vergogno
e questo è ‘n brutto segno
sapranno ‘n giorno che so’ arcolizzato
e ‘sto pensiero me sta a mozza’ er fiato
perciò nun vojo vede’ più nessuno
e anna’ più che possibile lontano.

Senti, già le campane de la chiesa,
si sei ‘n’amico, nun me portà a casa.
Te chiedo solo ‘n po’ de compagnia
‘n’amico, a vorte, è più de ‘na famija.
Sai, sai che c’ho ‘n fijo in quinta elementare?
Mo’ quanno che c’ha li compiti da fare
comincia a di’: “papà, me dai ‘na mano”
e io, me sento ‘n cane bastonato
perché nun so che dije,
a scola e chi c’è annato?
A lavorà nun ce so’ mai riuscito
e a di’ che mille vorte ci ho provato
solo che m’hanno sempre licenziato
dopo l’apprendistato
Forse nun so’ portato
Vivo co’ lo stipendio de mi’ moje
che pe’ fortuna a lavorà ce coje.

Io la famiglia è mejo che la scordo
perchè so’ ‘n’omo che nun vale ‘n sordo
a’ li miji fiji posso solo di’
che a letto nun se deve fa’ pipì
ma poi pe’ er resto devo stamme zitto
te giuro che ce sto’ a diventa’ matto
perchè so bene che la vita mia
serve a riempi’ du’ metri d’osteria
tu si, tu si che sei ‘n ber padre de famija, amico mio
te chiedo ancora scusa
resta co’ me, nun me ce porta’ a casa.

Adoro tutti quanti, te lo giuro
e vojo solamente er bene loro
dovrei sparì co’ ‘n’atto de coraggio
per evita’ che vada sempre peggio!
Mi’ moje è sempre sveja, poveraccia
me ‘nteroga così pe’ fa’ ‘na cosa
ma nun rinfaccia, nun è mai lagnosa
me chiede ‘n do’ so’ stato
che cacchio ho combinato
se ‘nforma su li litri c’ho bevuto
e sì me metto a sede’ ar tavolino
lei s’arza e me fa ‘n ovo ar tegamino
della verdura, a vorte ‘n invortino
tutto pe’ damme ancora ‘n po’ de vino
povera donna, come l’ho delusa
pe’ questo nun vorrei più torna’ a casa.

Ma tu stai già guardanno l’orologio
nun sei mai stato peggio?
Hai fatto tardi, e già, pe’ colpa mia
tu c’hai i doveri verso la famija
e dopo ‘sta nottata fatta ‘n bianco
andrai a lavora stanco
ma credeme, m ‘ha fatto proprio bene
parla’, sfogamme co’ ‘n’amico vero
dentro me sento come più leggero
e co’ la mente ‘n po’ meno confusa
chissà, chissà se è er caso
de ritornà a casa.

Mi’ moje, mi’ moje farà
finta d’esse’ offesa
ma solo pe’ ‘n momento
basta che me rivede se rilassa
va a lavorà tranquilla, più distesa.
Poi, stamattina devo anna’ ar mercato
l’ho sempre fatto da che so’ sposato.
Ma sai che mi’ moje mentre che cucina
le cose che io compro la mattina
me dice sempre che nun c’è nessuno
che compra come me e che spenne meno?
E sì magnamo come vole Dio
er merito diventa pure mio.
A spenne bene è un dono de natura
a nun spreca' 'na foja de verdura
e un ruolo in fonno ce l’ho pure io
nun sarà niente, sarà poca cosa
ma è quarche cosa.

Me chiedono “che fai?”
Faccio la spesa, faccio la spesa
sì, faccio la spesa;
e c’ho mi’ moje che ne va orgogliosa!
Amico mio, è l’urtima ‘sta scusa
damme ‘no strappo fino a sotto casa
poveri fiji e povera Teresa.
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 3
ALLA FACCIA DEL TUO UOMO

 
      Lato B: 3
AUTOSTOP

 
 
   

Autori: Franco Califano, Gabriele Varano
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Che pazzo sono io
a correre da te
ma odio l’uomo tuo
e tu stai bene pure a me
mi permetti un sospirone
troppe scale e ho il fiatone
sola in casa aspetti me
lui non c’è.

Pazza pure tu
che non ne puoi più
e arriva il suo profumo
l’odore idiota del tuo uomo
la tua mano ammaestrata
sulla pelle mia viziata
fa dei numeri che ubriaca
lui non c’è.

Si fida il tuo signore
ma un giorno scoprirà
che nel suo letto muore
un’altra fedeltà
noi ci stringiamo
più forte e poi più piano
la passione ci godiamo
alla faccia del tuo uomo.

Si fida il tuo signore
con le arie che si da
e non può immaginare
che il suo rivale è qua
il tuo padrone
ma quanta presunzione
è un cornuto e questo fatto
lo dichiaro nel suo letto.

Fai pena pure tu
che già ti sei pentita
ormai non ti va più
e troverai una via d’uscita
non ti mancherà il momento
per negare il tradimento
alla faccia del tuo uomo
che crederà.

Colpito il tuo signore
io mi rivesto e poi
il letto è da rifare
ma sono cazzi tuoi e suoi
che bella storia
orgasmi alla memoria
del tuo povero imbecille
che si crede nelle stelle.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Ernest John Wright [as E.John]
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Uno zaino per terra,
in tenuta da guerra,
tu fai l’autostop,
sei talmente carina
che la mia frenata si spiega da sé.

Mi sorridi e in un lampo
ti sistemi al mio fianco,
dicendomi “senta, con me si va in bianco,
faccio l’autostop,
non l’amore... io non fumo”

Io non fumo è il tuo modo di dire
"rifiuto la corte da te",
io che stavo impazzendo, ti dico scherzando:
“ma ce l’hai con me?”.
Da che parte vuoi andare? Sia pure all’inferno,
su me puoi contare, andata e ritorno,
a giocare un po’ mi diverto anch’io...
ma poi fumo...

Io sto qua, al posto mio,
vado in bianco fino a sera,
poi ti sistemo io.
Io sto qua,
non dico "ah".

Ora ti conosco appena e rischierei...
Anche tu dopo un po’ sei crollata,
è dura con me.
Una macchina ferma e sull’erba bagnata
ci siamo io e te,
ci vestiamo in un lampo,
non salire al mio fianco,
ti devo lasciare, sono un po’ stanco,
vai con l’autostop, io ritorno giù...
che fumata...

Ci vestiamo in un lampo,
non salire al mio fianco,
ti devo lasciare, sono un po’ stanco,
vai con l’autostop, io ritorno giù...
che fumata...

Io sto qua, al posto mio,
vado in bianco fino a sera,
poi ti sistemo io.
Io sto qua,
non dico "ah".

Ora ti conosco appena e rischierei...
Io sto qua al posto mio,
vado in bianco fino a sera,
poi ti sistemo io...
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 4
AMORE DOLCE MIELE

 
      Lato B: 4
L'AMAZZONE DI IERI

 
 
   

Autori: Franco Califano, Marcello Marrocchi
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Amore, amore, amore, dolce miele
Amore mio, mi fai morire
Amore, amore, è caldo il corpo tuo
Ti vuoi spogliare?
Sento che stasera vuoi
Stasera lo farai.

Amore, amore, amore, il tuo sudore
amore mio, mi fa ubriacare
Amore, amore, grande amore mio
Pensa a te, a nient'altro più
Devi star bene tu.

Amare è bello con te
Qualunque cosa con te
Dimentichiamo che poi
Il tempo tradisce anche noi

Amore mio, ora no
Ti prego, fermati un po'
Momenti grandi così
Non devono andare
Dobbiamo vestire d’eterno le ore
Restiamo ancora stretti così
Ancora, ancora...

Amore, ore ed ore a far l’amore
Amore mio, e poi morire
Morire poche ore, amore mio
Poi ritornare come adesso, anche di più
Noi due sempre più su

Come adesso, anche di più
Noi due sempre più su

Amare è bello con te
Qualunque cosa con te
Dimentichiamo che poi
Il tempo tradisce anche noi

Amore mio, ora no
Ti prego, fermati un po'
Momenti grandi così
Non devono andare
Dobbiamo vestire d’eterno le ore
Restiamo ancora stretti così
Ancora, ancora...

Amore, amore, amore, dolce miele
Amore mio, mi fai morire
Amore, amore, amore, amore mio...
 
Fonte: QUI
     
Interprete: Franco Califano, Gabriele Varano
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Ora verrò da te soltanto qualche sera,
adesso che di noi tu non sei più sicura,
fuggono i pensieri miei a te che sei vera,
pericolosa come il buio di sera
ed incapace di essere con me sincera,
sei incosciente e capricciosa, ma a me piaci così...

Per cui cavalchi i miei pensieri,
tu sei l’amazzone di ieri,
con me finché stai bene,
ma se star bene esclude noi,
ti cerchi un altro letto
e lo dividi con chi vuoi...

È il tuo gioco
ed io che sono un po’ volgare,
ti mando spesse volte a fare,
errore madornale,
perché non cambi, resti uguale,
malgrado questo io cedo e torno sempre su da te,
sto al tuo gioco...

Cara, stanotte che la notte è così chiara,
il tuo profilo è sotto la mia penna a sfera,
ti disegno a modo mio, sei bella anche così..

E via, cavalchi i miei pensieri,
tu sei l’amazzone di ieri,
ma oggi sono stanco e maldisposto a sopportare
i tuoi sbalzi d’umore e quei naufragi che mi dai
come un regalo...

Ormai non sono più quel fesso,
metto da parte mente e sesso,
che è un mezzo compromesso
tra un’astronave e la pazzia,
scrivo sopra il mio diario
che d’ora in poi non sei più mia...
...io sono un po’ volgare...
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 5
LA SECONDA

 
      Lato B: 5
AVVENTURA CON UN TRAVESTITO

 
 
   

Autori: Franco Califano, Luciano Ciccaglioni
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Voi donne nun v’ho mai sentito dire
"stasera, caro, no, vojo dormire".
Sete sempre disposte, o co’ la micia,
o co’ quarc’artra cosa che ve brucia.

Tu poi pretenderesti la seconda,
ch’e’ ‘n po’ come li cavoli a merenda,
e mo' te lamenti che n’ho fatta una...
ma so’ le cinque e ho cominciato all’una!

Io penzo che una fatta bene è mejo
che dieci bottarelle da conijo,
capisco me facessi ‘na svertina,
ma so’ quattr’ore che c’ho er mal de schiena!

Solo ’n minuto fa sembravi morta
e mo’ gia me stai addosso ‘n artra volta,
sembri ‘no straccio, guardate allo specchio,
e levame ‘sta lingua da l’orecchio.

Me devo riposà, tre, quattro mesi,
sennò, te giuro, annamo a finì ‘n crisi!
Aspettate periodi d’astinenza
e levame ‘sta coscia da la panza.

Ancora le tue amiche stai a sentire
co’ sti mariti sempre a fa l’amore?
Ancora credi a l’orchi co’ le fate?
Ma nun te le fa di’ certe stronzate.

Perché i mariti sono amici mia
e ognuno se lamenta de’ la sua,
che, come te, vo’ sempre fa’ ‘na cosa
e 'sti poracci scappano de casa.

Con chi si sfogheranno 'ste signore?
Con le bucie che vanno a raccontare?
Quanno er mariro è fori, in quer momento
cominciano a scopa’... ma er pavimento!

E nun ricomincià a parlà de Nino,
che ne faceva quattro-cinque armeno,
nun tirà in ballo quello de Livorno
che ha vinto ‘n premio “dodici in un giorno”

'Na vorta tanto, fa' la donna seria,
mica fa male 'na boccata d'aria!
Adesso armeno fa’ quello che dico,
nun spigne che me sfonni l’ombelico.

Dici che pe’ sentitte realizzata
te devi fa’ ogni tanto ‘na scopata
e io condivido, giuro, ma ogni tanto,
no una adesso e una fra ‘n momento.

Sembra che c’hai duecentomila mani,
tre bocche, dieci lingue, sei pormoni!
Io ho fatto più de quanto m’è dovuto,
quattr’ore esatte, aoh, mica ‘n minuto!

St'amiche tue, co' 'sti maschioni arzilli...
tutti con loro stanno li mandrilli?
La prima è per diritto coniugale,
ma la seconda, credeme, fa male.

Domani pe’ sarvamme dal tuo assedio,
nasconno quarche amico nell’armadio
e te lo tiro fori ar tempo giusto,
così io m’addormento e tu stai a posto.

Anzi, pe’ te che nun ce metti manco amore
sarebbe sufficiente ‘n vibratore.
Pe’ una che ne fa’ ‘na malattia,
‘st ‘idea che famo, la buttamo via?

Due pile nove e er resto e ‘n fatto tuo,
purche a du’ passi dar culetto mio.
Sta’ lingua nun se ferma manco morta
e m’è venuta voja ‘n ‘artra volta.

Ma dico: prima che ricominciamo,
a ‘sta scopata che valore damo?
Tu dici: "è la seconda di ieri sera
così stanotte je ridamo ancora!".

Eh no! Ne famo una pe’ nottata!
Questa e ‘na prima fatta anticipata.
È inutile che fai ‘ste strane facce...
Ma va... nun me fà di le parolacce!

Nun vojo ‘n giorno che de me si dica:
"eroe del sesso, cadde sulla fica".
 
Fonte: QUI
     
Interprete: Franco Califano, Totò Savio
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
In faccia era più liscio della cera
che barba s’era fatto quella sera
era una bomba, infatti me so detto
"nun so più io si nun la porto a letto"

Tutto sembrava for chè ‘n travestito
perciò come ‘no stronzo so ‘mboccato
credenno pure a tutte quelle scuse
quanno me disse "No, c’ho le mie cose”

Pè conquistarla io la rispettavo
"aspetto che guarisca", me dicevo
"a questa sì che jela do ‘na botta
questa nun è la solita mignotta"

E m’atteggiavo a gran conquistatore
"questa la porterei pure all’altare"
così partii co’ ‘n pò de tenerezze
mai fatte ‘n vita mia tante carezze

Co’ ‘n bacio ‘n bocca j’ho mozzato er fiato
solo ar ricordo quanto ho vomitato
pensai "chissà se rivedo ancora
nun farei mejo a fammela stasera?"

"E sì", me dissi, e intanto m’ eccitai
"mejo indisposta mo', che santa mai"
e ormai spasimavo dalla voja
me feci strappà pure la vestaia

Nun ce vedevo tanto ero partito
verso un traguardo fatto de peccato
ma quanno je ‘nfilai la mano sotto
co la violenza che c’ha solo ‘n matto

Restai de ghiaccio ‘n mezzo a quelle cosce
la mano mia acchiappò dù cose mosce
mai viste così grosse ‘n vita mia
du palle come li mortacci sua

Sopra la mano mia paralizzata
pè quella ‘nfame metà conquistata
"se tanto me dà tanto", pensai ar resto
e ritirai la mano presto presto

Amo scherzato, dissi, pia quer pacco
se no je do du' carci e te lo stacco
me ritrovai sdraiato sul tappeto
tutto abbracciato ancora a quer cornuto

Oltre alla rabbia d’esserme eccitato
ci avevo l’occhi der rincojonito
bella figura feci con me stesso
roba da’nna’ in esilio drentro ar cesso

Se rivesti’ de corsa la signora
guadannome cò l’occhi de paura e scappò via!
Me vergognai parecchio
e cominciai a fà li conti cò lo specchio

Puntai lo sguardo e m’accusai:
"A Vincenzo, nun sei ‘n conquistatore, sei ‘no stronzo"
speriamo che ‘sta cosa nun se sappia
tu e er travestito, pensa un po' che coppia!

Te venne ‘n mente pure er matrimonio
sai che piattini "palle ar pinzimonio”!
Le donne l’hai ‘nventate te?
A sonato! Er primo travestito t’ha fregato!

La donna tu, guardannoje er molare
sapevi se ci aveva ‘n bel sedere
ancora a ‘ste stronzate sei legato
scenni dar parco, er pubblico già è uscito
nun c’è rimasto manco ‘n travestito

Te disse “Caro no, ci ho le mie cose”
e tu pensavi ar ciclo d’ogni mese
invece le sue cose erano quelle
che volgarmente noi chiamiamo palle

Tu vedi er sole e trovi la tempesta
a vorte è lunedi e te sembra festa
la vita è un dubbio tutto da scoprire
quelli so' maschi oppure so' signore?

Chi vò la verità deve toccare
prego signori, venghino a toccare
prego signori, venghino a toccare
prego signori, venghino a toccare
 
Fonte: QUI
 
FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Videos10
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1980 - ...TUO CALIFANO (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven 29 Mag 2020 - 19:33

1. TITOLO:
 
1980 - ...TUO CALIFANO
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6261 # Data pubblicazione: 1980 # Matrici: S 6261-1/S 6261-2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Ricordi, BMG Italy
 
 
2. RECENSIONE:
 
...tuo Califano è il settimo album in studio del cantautore italiano Franco Califano, pubblicato nel 1980 per l'etichetta discografica Ricordi.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Versione Musicassetta
 

 
   
 

Franco Califano alla guida - 1980

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 CHI SONO IO
  • A2 MENTRE FUORI PIOVE
  • A3 LA SOLITUDINE
  • A4 IO CONTINUO A PENSARE A TE
  • A5 CE STANNO ALTRE COSE


  • B1 GUAPPARIA
  • B2 AMORE SACRO AMOR PROFANO
  • B3 UN UOMO DA BUTTARE VIA
  • B4 CAUSA MANCATO MATRIMONIO
  • B5 LA PORTA APERTA
 
 
Lato A: 1
CHI SONO IO

 
      Lato B: 1
GUAPPARIA

 
 
   

Autori: Califano, Polizzi, Natili
Orchestra: Gianni Mazza
 
Testo:
Così è
se ti va,
puoi rimanere o andartene,
decidi tu.

Sul menù
troverai:
momenti rari di allegria
e niente più.

Per onestà
ti dico a cosa andresti incontro tu
se ti fermassi insieme ad uno
come me.

Chi sono io?
Un uomo che non da più spazio alle illusioni
perché ora so che la felicità
è appannaggio dei cretini.

Che faccio io?
Guardo al passato che mi pesa ancora dietro,
ma grazie a Dio non provo più
a scalare un monte se è di vetro.

Un uomo io,
senza pensieri, senza sogni, senza niente.
Non parlo più
perché ho già detto quello che dovevo dire,
ragazza mia,
c’è tanta gente che ha finito di sognare,
uno son’io.

Certo che tu
meriteresti quello che non ho,
ma se ti basta,
bentrovata, perché no?

Chi sono io?
Un uomo che ogni giorno perde dei sorrisi.
che penso io?
Che alla felicità ci credono gli illusi,
proprio non so se io la merito una donna tanto grande,
cosa ti do, se i sentimenti ormai ce li ho nelle mutande?

Se proprio vuoi,
ecco le chiavi, dividiamo questa casa,
ma sappi che
se resti o no per me sarà la stessa cosa,
ragazza mia,
c’è tanta gente che ha finito di sperare,
uno son’io,
son’io.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Falvo, Bovio
Orchestra: Gianni Mazza
 
Testo:
Scetáteve, guagliune 'e malavita...
Ca è 'ntussecosa assaje 'sta serenata:
I’ sóngo 'o 'nnammurato 'e Margarita
Ch'è 'a femmena cchiù bella da 'Nfrascata!

Ll'aggio purtato 'o capo cuncertino,
Po sfizio 'e mme fá sèntere 'e cantá...
Mm'aggio bevuto nu bicchiere 'e vino
Pecché stanotte 'a voglio 'ntussecá...

È accumparuta 'a luna a ll'intrasatto,
Pe' lle dá 'o sfizio 'e mme vedé distrutto...
Pe' chello che 'sta fémmena mm'ha fatto,
Vurría cha luna se vestesse 'e lutto!...

Quanno se ne venette â parta mia,
Ero 'o cchiù guappo 'e vascio â Sanitá...
Mo, ch'aggio perzo tutta guapparía,
Cacciatemmenne 'a dinta suggitá!...

Scetáteve guagliune 'e malavita!...

Sunate, giuvinò', vuttàte 'e mmane,
Nun v'abbelite, ca stó' buono 'e voce!
I' mme fido 'e cantá fino a dimane...
E metto 'ncroce a chi mm'ha miso 'ncroce...

Pecché nun va cchiù a tiempo 'o mandulino?
Pecché 'a chitarra nun se fa sentí?
Ma comme chiagne tutto ‘o cuncertino,
Addó' ch'avessa chiagnere sul'i'…

Chiágnono sti guagliune 'e malavita!...
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 2
MENTRE FUORI PIOVE

 
      Lato B: 2
AMORE SACRO AMOR PROFANO

 
 
   

Autori: Califano, Castellari, Malgioglio
Orchestra: Gianni Mazza
 
Testo:
C’è una soluzione
per passare bene
questa lunga sera,
mentre fuori piove:
far l’imitazione
di chi vuol strafare.
Con il passo lento
mi avvicino al bar,
tu ti lasci andare
con abilità.

Scelgo una bottiglia,
è il tuo compleanno,
riempio due bicchieri,
mentre fuori piove,
ma non ti meravigli,
ma vedrai tra poco,
prendi pure fiato,
ti sbalordirò.
Prima fammi bere,
poi comincerò.

Sciolgo i tuoi capelli
sulle spalle nude,
ti accarezzo il viso,
mentre fuori piove.
Scende una cerniera
lungo il suo binario,
ecco che il sipario
si apre avanti a me;
bevo ancora, bevo,
poi sarò da te.

Proprio in quel momento,
che sappiamo bene,
cado e mi addormento,
tanto ormai non piove.
Se non mi ubriacavo
quasi ci riuscivo,
ce l’avevo fatta
a portarla su.
Lasciami dormire,
non ci provo più.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Bellini, Balducci
Orchestra: Gianni Mazza
 
Testo:
Da un istante la messa è finita
questo odore di incenso
assomiglia ad un erba proibita
e così penso a cose indecenti
che l’incenso a suo tempo
sia stata una droga dei santi

Ho peccato ma non me ne pento
di quand’ero bambino e pregavo
nemmeno un rimpianto
io ti guardo di sotto il tuo altare
e mi chiedo perché debba chiamarti
Padreterno o Signore

Amore sacro amor profano
con te si scindono
Amore sacro amor profano
in me si fondono
Amore sacro amor profano
con te si scindono
Amore sacro amor profano
in me si fondono

Ma non basta per farti pregare
anche io sono appeso a una croce
manca solo l’altare
non si parla di me nella bibbia
forse solo perché
non so vendere oro per sabbia

Amore sacro amor profano
con te si scindono
Amore sacro amor profano
in me si fondono
Amore sacro amor profano
con te si scindono
Amore sacro amor profano
in me si fondono
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 3
LA SOLITUDINE

 
      Lato B: 3
UN UOMO DA BUTTARE VIA

 
 
   

Autori: Califano, Mattone, Micalizzi
Orchestra: Gianni Mazza
 
Testo:
Ogni volta
che tu incontri qualcuno che senti
torni a credere nei sentimenti
torni a vivere come si vive
quando è inverno
e c’è un giorno di sole
e riaffiorano antiche parole
e fai cose a cui non rassomigli
come a credere a moglie ed a figli
come a fare progetti
e ti scordi la solitudine
che è sempre su di te

La solitudine
che non ti abbandona mai
nemmeno un’ora
nemmeno un attimo
la solitudine
non ci pensavi più
è un’abitudine
ma che non decidi tu
che invece sei per lei
una libidine
la sua libidine

Sei contento
di incontrare gli amici di sera
raccontare una nuova avventura
poi sconfiggere tutti alle carte
tanto sei sempre stato il più forte
dove vai ti si schiudono porte
il successo ti ha reso importante
tutt’intorno ti senti un gigante
un gigante per questo ti scordi

La solitudine
che è sempre su di te
la solitudine
che non ti abbandona mai
nemmeno un’ora
nemmeno un attimo
la solitudine
non ci pensavi più
è un’abitudine
ma che non decidi tu
che invece sei per lei
una libidine
la sua libidine
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Migliacci, Mattone
Orchestra: Gianni Mazza
 
Testo:
Non so più che fare ormai
per ritornare agli occhi tuoi
quell’uomo per cui tu impazzivi
adesso sei delusa

Ma voglio ricordarti
che non sono mai cambiato
e solo che tu
non la pensi come me

Le ho provate tutte
per convincerti a cambiar parere
ed anche per tentare
di cambiar me stesso
tornare più concreto, più realista
e dire basta alle mie idee

Idee balorde di un artista
che ora non esiste più
non esiste la mia musica
se mi porta via da te
non esiste più la mia poesia
io vivo dove la realtà e pazzia
ma questo lo sapevi pure tu
ormai io sono un uomo
da buttare via per te

Mille volte, credimi
ho provato ad incontrarmi col tuo mondo
ad aiutarti nelle cose di ogni giorno
con i conti con la spesa
i problemi di ogni casa
invece niente
niente come sempre

Eppure sai quanto t’ho amata
come ho cari quei momenti
che per te che vuoi scordare
sono attimi fuggenti
che puoi trovare altrove
tra le braccia di qualunque uomo
che non abbia in mente
quel che non esiste più

Non esiste la mia musica
se mi porta via da te
non esiste la poesia
io vivo dove la realtà e pazzia

Ormai io
sono un uomo da buttare via per te
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 4
IO CONTINUO A PENSARE A TE

 
      Lato B: 4
CAUSA MANCATO MATRIMONIO

 
 
   

Autori: Califano, Pintucci, Mattone
Orchestra: Gianni Mazza
 
Testo:
Io farei una scelta definitiva
e darei un taglio a una certa vita,
se avessi te.
Tu diventeresti la mia famiglia,
amante, amica, tenera figlia,
fantastica.

Sei bella,
chiedo aiuto per gridarti "sei bella",
sei mia già con la fantasia,
non andartene da me troppo in fretta,
dammi il tempo di capirti un po'.

Io continuo a pensare a te,
tu sei come una malattia
che mi avvolge ogni sera,
violenta e leggera,
cresce ora per ora,
viene a chi s'innamora,
ti vorrei e dopo te nessuno più.
Amerei le cose
e le persone che ami tu,
se fossi mia, se fossi mia.

Sei il mio grande problema,
vicina e lontana,
un ostacolo chiaro
che mi trova insicuro,
ti vorrei e dopo te nessuno più.
Amerei le cose
e le persone che ami tu,
se fossi mia, se fossi mia.

Io saprei correggere la mia vita
e la vivrei come va vissuta,
insieme a te.

Sei bella,
chiedo aiuto per gridarti "sei bella",
sei mia già con la fantasia,
non andartene da me troppo in fretta,
dammi il tempo di capirti un po'.

Io continuo a pensare a te,
tu sei come una malattia
che mi avvolge ogni sera,
violenta e leggera,
cresce ora per ora,
viene a chi s'innamora,
ti vorrei e dopo te nessuno più.
Amerei le cose
e le persone che ami tu,
se fossi mia, se fossi mia.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Pizzamiglio, Castellari, Malgioglio
Orchestra: Gianni Mazza
 
Testo:
Causa mancato matrimonio
svendo casa arredata
tu dal sindaco in attesa
io che sbaglio la data

Sai, la cena con gli amici
l’addio al celibato
chissà quanto ho bevuto...

Non capivo niente, amore mio
e ho scordato pure te
quindi niente da dire sul tuo addio
anche se punisce me

Sono fatto male, scuse non ne ho più
ero ubriaco mentre tu
bella come chissà che
eri pronta a unirti a me.

Causa mancato matrimonio
svendo anche me stesso
le macerie di cui è fatta
la mia vita da fesso

Svendo libri, le chitarre,
la storia mia passata
a modo mio t’ho amata
anzi ti amo ancora, amore mio

Io respiro ancora te
ripensare alle mie colpe
in questo addio
consolante, no, non è

D’altro canto, cosa posso farci più...
sono nato a testa in giù
a rimetterci son io
tu non perdi poi granché
tu non perdi poi granché
tu non perdi poi granché
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 5
CE STANNO ALTRE COSE

 
      Lato B: 5
LA PORTA APERTA

 
 
   

Autori: Califano, Savio
Orchestra: Gianni Mazza
 
Testo:
Tu me voi porta’ via
senz’ aspetta’ n’attimo,
certo e’ ‘na bella idea
ma mica subito...

Sarei incosciente se dicessi sì,
'ste cose nun s’affrettano così
e poi gioco con la vita mia.

Qui c’ho vissuto io
prima de conosce te,
qui c’e’ er passato mio
dentro a ‘sti vicoli.

Pe amatte t’amo ma devo pensa’
nun tanto ar posto
ndo’ me voi porta’,
ma a me e ar quartiere mio.

Ce stanno artre cose ortre te,
mille amici legati alla mia gioventù,
li cortili, le storie de tutti,
ricordi in cui nun ce sei tu,
tutto questo me tiene quaggiù.

Sarei incosciente se dicessi sì,
'ste cose nun s’affrettano così
e poi gioco con la vita mia.

Tu me voi porta’ via
senza aspetta n’attimo,
io voglio veni’ via, magari subito.
C’ho er nodo in gola
a lascia’ tutto qui,
ma si te perdo, qui che ce sto a fa?
Addio ar quartiere mio.

Ce stanno artre cose ortre te,
mille amici legati alla mia gioventù,
li cortili, le storie de tutti,
ricordi in cui nun ce sei tu,
tutto questo me tiene quaggiù.

Ce stanno artre cose ortre te,
mille amici legati alla mia gioventù,
li cortili, le storie de tutti,
ricordi in cui nun ce sei tu,
tutto questo me tiene quaggiù.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Franco Califano
Orchestra: Gianni Mazza
 
Testo:
Chi è? Fernando?
Entra, è aperto... e come va’?!?!?!
Io vivo tanto pe’ fa’ quarche cosa...

La porta? Ah sì, l’ha lasciata aperta Maria,
dovrebbe torna’ da ‘n momento a n’artro,
armeno così ha detto quanno e uscita...
da ‘n mese ormai, ma tornerà senz’artro.

Nun ha preso le chiavi,
nun ha chiuso la porta,
m’ha detto: "vado e torno, lascia aperto";
e se n’è annata.

Ma io ce credo,
io lo so che torna...
e lascio aperta la porta!

Ma tu perché me guardi senza dimme gnente?
A Ferna’, tu che dici, nun torna?
Io dico che torna,
se no nun lascerei la porta aperta.

Si m‘ariva de notte Maria mia,
lei così dorce e piena d’attenzioni,
pe nun svejamme se ‘n’andrebbe via,
magari a dormi' dentro li portoni...

Ma tu che stai a guarda’ da che sei entrato?
Ah, li tappeti, er muro rovinato...
Ma te ricordi quanno ha diluviato?
Li lampi, i toni e poi quell ‘acquazzone...

La porta è aperta e l’acqua ha approfittato
pe famme ‘sto casino ner salone,
che voi se viè Maria e me resta fori,
ce faccio la figura der cafone!

Ma tu, perché quell’occhi così seri?
A Ferna’, tu che dici, nun torna?
Io dico che torna,
se no nun lascerei la porta aperta.

Lo fo pe’ nun svejamme si m’addormo.
Vedi, Maria l’ho sempre dominata,
j’ho lavato er cervello ‘n pò per giorno,
decido e lei nun s’è mai ribbellata,
nun m’ha mai chiesto stelle a mezzogiorno.

E allora me so detto: pe’ ‘na vorta,
la vojo fa’ contenta santo Dio,
m’ha chiesto de lascia’ la porta aperta?
E aperta sia, povero amore mio.

Che ho fatto? Solo ‘n pò de torcicollo,
gnente de grave ‘no spiffero d’aria,
sai co’ la porta aperta io come un pollo me so’ fregato...

Ma Ferna’, tu che dici, nun torna?
Io dico che torna,
se non nun lascerei la porta aperta.
Ripeto: E’ senza chiavi Maria mia
e si m’a riva a notte già avanzata,
me resta fori e senza compagnia;
je mancherà la tera sotto i piedi
senza de me, povera Ciccia mia...

Che guardi a fa’, nun c’è l’argenteria...
Se so’ fregati tutto l’altra notte:
vasi, gioielli, i quadri de Maria...
quanno hanno scioperato i metronotte...
sai, co’ la porta aperta, so’ ‘mboccati.

D’accordo er furto me lo so’ cercato,
ma pure er cane m’hanno avvelenato!
Eh... Che hai detto?... E stata Maria?!?!?!?...
Ma che sei diventato tutto scemo???

Ferna’ nun insultà la donna mia...
porta rispetto c’ho ‘n cortello ‘n mano!
La porta è aperta ‘mbe’, sto a casa mia!
Si dici ‘na parola ‘n più, te meno!
Se ‘n bell ‘amico, li mortacci tua...

Va’ via...
Va’ via...
Va’ via...

Aoh... Ferna’.. ‘ndo’ vai? Nun m’hai capito...
Su ‘n mese avro’ dormito sett’ott’ore,
me ‘mbriaco, fumo, ‘n più me so’ ammalato,
ho perso dieci chili in poche sere,
nun me ricordo più quanno ho magnato.

Se chiudo ‘n occhio, rassomijo a ‘n ago,
tanto so’ secco e tanto so’ sciupato...
Ferna’, so come ‘n chiodo arugginito!

C’hai freddo pure te, eh? Te chiedo scusa...
famme in favore grosso quanno esci,
pure se Maria mia ritorna a casa,
chiudeme dentro, inzomma, me capisci...
vojo morì...
ma co’ la porta... chiusa...
 
Fonte: QUI
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1981 - LA MIA LIBERTA' (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven 29 Mag 2020 - 21:37

1. TITOLO:
 
1981 - LA MIA LIBERTA'
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6277 # Data pubblicazione: 1981 # Matrici: S-6277-1/S-6277-1 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Dischi Ricordi S.p.A.
 
 
2. RECENSIONE:
 
La mia libertà è l'ottavo album in studio di Franco Califano, pubblicato nel 1981 per l'etichetta discografica Ricordi.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Versione Musicassetta
 

 
   
 

Franco Califano Con le sorelle Mia Martini e Loredana Bertè

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



  • B1 SEMPLICEMENTE
  • B2 AUGURI
  • B3 COS'E' L'ETA'
  • B4 PARLIAMONE
  • B5 MA POI
 
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Lato A: 2
MA CHE MUSICA

 
      Lato B: 1
SEMPLICEMENTE

 
 
   

Autori: A. Varano, F. Califano
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
io non scivolo più, non ho più paura,
sul bagnato ci spargo la segatura,
non mi gratto la pancia sotto la luna,
nell’aspettare la fortuna.

La mia musica sì, ma non può durare,
il mio successo potrà finire,
del nostro amore ne vuoi parlare?
È un sentimento così per dire.

Ma che musica, che musica, che fortuna,
abbasso i sogni sotto la luna!
ma che amore, che amore, ma che poesia!
Se la vita è così non è colpa mia.

Ma che musica, che musica, che fortuna,
abbasso i sogni sotto la luna!
E non chiedermi sempre che cosa c’è,
c’è che voglio sfogarmi anche un po’ con te.

Consumare un amplesso, che seccatura,
affaticarsi per circa un’ora
e il tornaconto poco adeguato,
giacchè il piacere dura un minuto.

La mia musica sì, ma non può durare,
il mio successo potrà finire,
del nostro amore ne vuoi parlare?
È un sentimento così per dire.

Ma che musica, che musica, che fortuna,
abbasso i sogni sotto la luna!
ma che amore, che amore, ma che poesia!
Se la vita è così non è colpa mia.

Ma che musica, che musica, che fortuna,
abbasso i sogni sotto la luna!
E non chiedermi sempre che cosa c’è,
c’è che voglio sfogarmi anche un po’ con te.

Ma che musica, che musica, che fortuna,
abbasso i sogni sotto la luna!
ma che amore, che amore, ma che poesia!
Se la vita è così non è colpa mia.

Ma che musica, che musica, che fortuna,
abbasso i sogni sotto la luna!
E non chiedermi sempre che cosa c’è,
c’è che voglio sfogarmi anche un po’ con te.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Del Giudice, F. Califano
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Semplicemente è finita,
come finisce tutto,
semplicemente è rimasto a noi
solo il momento brutto.

Noi non siamo stati
l’eccezione dell’amore.

Io lo sapevo già,
tu hai la novità,
io farò a modo mio,
tu torni al giro tuo,
noi ci diciamo addio,
noi ci diciamo addio,
mezzo mondo si è trovato e perso.

Semplicemente un racconto
da qualche giorno è archiviato,
semplicemente un tramonto
che avevo già disegnato.
Non c’è niente da spiegare
che già non si sappia.

Io lo sapevo già,
tu hai la novità,
io farò a modo mio,
tu torni al giro tuo,
noi ci diciamo addio,
noi ci diciamo addio,
mezzo mondo si è trovato e perso.
 
Fonte: QUI
 
Lato B: 2
AUGURI

 
      Lato B: 3
COS'E' L'ETA'

 
 
   

Autori: : Castellari, F. Califano, C. Malgioglio
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Auguri,
questa è una data che non mi scordo,
anche se tu non sei che un ricordo,
ora sto pensando a te.

Auguri,
forse a chiamarti non faccio bene,
perché da tempo non stiamo insieme,
ma lo sento e lo farò.

Per dirti: "cucciolo mi manchi,
chissà se hai gli occhi stanchi,
chissà se puoi dormire,
se sai dimenticare
quella sera maledetta
in cui, con troppa fretta,
io ti dissi voglio andare,
mi sento soffocare".

Auguri,
se ti dicessi vorrei tornare,
se ti chiedessi di riprovare,
non ci crederesti mai.

Auguri,
ti chiamerò per dirti che un matto
in questo giorno ti augura tutto,
anche quello che non può.

C’è il dubbio che mi sa frenare,
per non farti del male
dovrei usare la mia grinta,
la falsa indifferenza,
comportarmi da persona
che valuta in distanza
e tutto ciò che sa d’istinto,
dovrei buttare al vento.

Auguri,
auguri,
auguri.

So che sbaglierò,
ma ti manderò dei fiori
e ti scriverò
i miei auguri più sinceri.

Di chi sono non lo capirai,
dal momento che non firmerò,
non mi toglierò la curiosità
di sapere come stai.

C’è il dubbio che mi sa frenare,
per non farti del male
dovrei usare la mia grinta,
la falsa indifferenza,
comportarmi da persona
che valuta in distanza
e tutto ciò che sa d’istinto,
dovrei buttare al vento.

Auguri,
auguri,
auguri.
 
Fonte: QUI
     
Autori: R. Musumarra, F. Califano
Arrangiatori: Romano Musumarra
 
Testo:
Tanti anni ti separano da me,
lo ammetto,
ma io ritorno giovane per te,
prometto.

C’è una generazione fra di noi,
diversi i miei pensieri, i sogni tuoi,
ma camminiamo stretti per la mano,
verso quello che verrà.

Io non ti avrei sperato mai così,
fanciulla,
io più ti guardo e più ti guarderei,
sei bella.

Se vuoi io fermo il tempo mio per te,
se vuoi puoi già legarti insieme a me,
se vuoi, se vuoi, se vuoi,
qualunque cosa tu vorrai l’accetterò.

Cos’è l’età,
Cos’è l’età,
Cos’è l’età,
quando si ama?

Cos’è l’età,
Cos’è l’età,
Cos’è l’età,
quando si ama?

Amore mio, amore mio,
immenso amore mio.
Amore mio, amore mio,
immenso amore mio.

Se penso al mio domani insieme a te,
non sbaglio,
perché non c’è nessuna come te,
che voglio.

Tu mi darai un bambino prima o poi
ed io farò da padre a te e a lui.
Io voglio, voglio, voglio
e se tu vuoi,
qualunque cosa accetterò.

Cos’è l’età,
Cos’è l’età,
Cos’è l’età,
quando si ama?

Cos’è l’età,
Cos’è l’età,
Cos’è l’età,
quando si ama?

Amore mio, amore mio,
immenso amore mio.
Amore mio, amore mio
immenso amore mio.

Cos’è l’età,
Cos’è l’età,
Cos’è l’età,
quando si ama?

Cos’è l’età,
Cos’è l’età,
Cos’è l’età,
quando si ama?

Cos’è l’età,
Cos’è l’età,
Cos’è l’età,
quando si ama?
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 4
BOH!

 
      Lato B: 4
PARLIAMONE

 
 
   

Autori: A. Varano, F. Califano, C. Malgioglio
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Prima vuoi andare, poi vuoi restare,
hai le idee chiare, non c’è che dire.
L’indecisione tua è una malattia,
a volte mi vien voglia di gridarti
"vado via, lasciami fa' la vita mia".

Boh! Con te non c’ho capito niente...
Boh! A volte sembro un deficiente...
Boh! La buona volontà che brutta fine fa
con una come te, ma poi perché?

Boh! È proprio vero con le donne...
Boh! Tu credi di far bene e invece no...

Perdemose de vista un po’ de tempo,
ritrovamose fra un po’,
fra ‘n giorno, ‘n mese e più,
decidi qualche cosa pure tu.

Devi parlare, farmi capire
di questa unione che ne vuoi fare.
Ho il sentimento in cassa malattia,
le tue paure stanno confondendo pure me,
sono indeciso più di te.

Boh! Con te non c’ho capito niente...
Boh! A volte sembro un deficiente...
Boh! La buona volontà che brutta fine fa
con una come te, ma poi perché?

Boh! È proprio vero con le donne...
Boh! Tu credi di far bene e invece no...

Perdemose de vista un po’ de tempo,
ritrovamose fra un po’,
fra ‘n giorno, ‘n mese e più,
decidi qualche cosa pure tu.

Boh! Con te non c’ho capito niente...
Boh! A volte sembro un deficiente...
Boh! La buona volontà che brutta fine fa
con una come te, ma poi perché?

Boh! È proprio vero con le donne...
Boh!
 
Fonte: QUI
     
Autori: G. Ullu, F. Califano
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Distruggere un rapporto,
diventato ormai una lagna,
schiacciare questa noia
con scarponi da montagna.
Collezioniamo insuccessi,
prendendo in giro noi stessi,
questo silenzio è rumore,
ha il rombo di un reattore.

Non mi va più
di far finta d’amare.
Parliamone adesso,
parliamone adesso o mai più.
Parliamone adesso,
parliamone adesso o mai più.

Non vedi? L’abitudine
cammina nella stanza,
come una ragnatela
sopra questa convivenza,
le ipocrisie sono in basso,
vogliamo andar loro appresso
o ci vogliamo salvare?
E allora è meglio chiarire.

Non mi va più
di far finta d’amare.
Parliamone adesso,
parliamone adesso o mai più.
Parliamone adesso,
parliamone adesso o mai più.

Non mi va più
di far finta d’amare.
Parliamone adesso,
parliamone adesso o mai più.
Parliamone adesso,
parliamone adesso o mai più.
Parliamone adesso,
parliamone adesso o mai più.
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 5
BAMBINA DEL NORD

 
      Lato B: 5
MA POI

 
 
   

Autori: D. Baldan Bembo, F. Califano
Arrangiatori: Romano Musumarra
 
Testo:
Sto pensando,
il mio cuore è furibondo
e stavolta vuole andare fino in fondo.
Sei il mio amore, lo so,
tu sei diventata un vizio.

Ciao, bambina del nord,
benvenuta nel mio spazio,
da quella sera che t’ho incontrata,
sei rimasta come stampata dentro me.

Ho nella testa un aquilone
che sta volando con emozione su di te.

È mattina
ed ancora sto pensando a te,
sto impazzendo,
o ti vinco o vado a fondo,
un’altra notte ti do,
ore e ore a non dormire.

Ciao, bambina del nord,
non ti devi allontanare,
riuscirai ad amarmi un giorno?
Io vivrò per avere intorno solo te.

Ho nella testa un aquilone
che sta volando con emozione su di te.

Ciao, bambina del nord,
non ti devi allontanare.
Ciao, bambina del nord,
non ti devi allontanare.
 
Fonte: QUI
     
Autori: G. Lombardi, F. Califano, F. Murolo
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Mi manchi, ti telefono,
ti scrivo, chiedo in giro di te,
ma poi...

Ogni giorno è diverso, ma poi...
parte sempre un ricordo di noi,
vado fuori, mi stanco e poi
tento nuovi progetti.

Faccio strane esperienze ma poi...
basta un attimo vuoto e ci sei,
a riempire il mio spazio e poi
giro sempre di notte.

Prendo impegni banali ma poi...
a ogni donna io parlo di noi,
vivo finte passioni che poi
non mi lasciano niente.

Vorrei tanto vederti ma poi...
la paura mi prende, lo sai,
ho bisogno di darti, ma ormai
il discorso è finito.

Ho bisogno di amarti ma poi...
basta niente sparisci, non puoi,
prima parti poi torni, che vuoi?

Ho deciso ora basta,
basta, basta.
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 6
REGINELLA

 

Autori: Lama, Bovio
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Te si' fatta 'na vesta scullata
Nu cappiello cu 'e nastre e cu 'e rrose,
Stive miezo a tre o quatte sciantose
E parlave francese; e' accussi'?
Fuie l'atriere ca taggio 'ncuntrata?
Fuie l'atriere, a Tuleto, gnorsi'.

T'aggio vuluto bene a tte!
Tu m'e' vuluto bene a me!
Mo nun nce amammo cchiu',
Ma a 'e vvote tu,
Distrattamente,
Pienze 'a me!...

Regine', quanno stive cu mmico,
Nun magnave ca pane e cerase,
Nuie campavamo 'e vase, e che vvase
Tu cantave e chiagnive pe' me...
E 'o cardillo cantava cu ttico:
"reginella 'o vo' bene a 'stu' re"

T'aggio vuluto bene a tte!
Tu m'e' vuluto bene a me!
Mo nun nce amammo cchiu',
Ma a 'e vvote tu,
Distrattamente,
Parle 'e me!...

Oi cardillo, a chi aspiette stasera?
Nun 'o vide, aggio aperta 'a caiola,
Reginella e' vulata, e tu vola
Vola e canta, nun chiagnere cca'
T'e' 'a truva 'na patrona sincera,
Ca e' cchiu' degna 'e sentirte 'e canta

T'aggio vuluto bene a tte!
Tu m'e' vuluto bene a me!
Mo nun nce amammo cchiu',
Ma a 'e vvote tu,
Distrattamente,
Chiamme a me!...
 
Fonte: QUI
 
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1981 - LA MIA LIBERTA'/NON SO FARE DI PIU' (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven 29 Mag 2020 - 22:11

1. TITOLO:
 
1981 - LA MIA LIBERTA'/NON SO FARE DI PIU'
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10935 # Data pubblicazione: Aprile 1981 # Matrici: SLN81 7468/SLN81 7477 # Genere: Pop # Supporto: Vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Note: Lato A: sigla della trasmissione tv "Domenica in..." (Lino Procacci, 1981) / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
La mia libertà, rappresenta l'ottavo album inciso da Franco Califano, l'ultimo che lo vedrà uscire sotto la livrea della Dischi Ricordi. Il brano che da titolo al 33 giri, verrà utilizzato anche come una delle sigle dell'edizione 1980-1981 della trasmissione televisiva Domenica in, cosa che contribuirà a fargli ottenere un'ottima promozione che varrà sia al singolo che al long-playing un'ottima posizione nelle classifiche di vendita.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
LA MIA LIBERTA'

 
      Lato B:
NON SO FARE DI PIU'

 
 
   

Autori: Franco Califano, Marcello Marrocchi
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Ho una chitarra per amica
e con voce malandata
canto e suono la mia libertà.

Se sono triste canto piano,
se sono in forma suono forte,
così affronto la mia sorte.

Se non amo grido abbasso,
anche se non mi è concesso,
dico sempre quello che mi va.

Se voglio un corpo
e un po’ d’affetto,
faccio un giro, cerco un letto
e una donna che ci sta.

Chi mi vuole prigioniero,
non lo sa che non c’è muro
che mi stacchi dalla libertà.

Libertà che ho nelle vene,
libertà che mi appartiene,
libertà che è libertà.

Vivo la vita così alla giornata,
con quello che dà,
sono un artista e allora
mi basta la mia libertà.

Da una finestra
si affaccia una donna
che un sorriso mi fa.

È una di quelle,
ma è bella e stasera mi va.
Passo un’ora in sua compagnia
e poi vado via.

Non mi fido di nessuno,
sono rose e crisantemo,
suono e canto la mia libertà.

Se sono triste suono piano,
se sono in forma canto forte,
così affronto la mia sorte.

Una donna innamorata,
anche quella più pulita,
prima o poi le corna te le fa.

Tanto vale andare avanti
e trattare con i guanti
solo questa libertà.

Vivo la vita così alla giornata,
con quello che dà,
sono un artista e allora
mi basta la mia libertà.

Da una finestra
si affaccia una donna
che un sorriso mi fa.

È una di quelle,
ma è bella e stasera mi va.
Passo un’ora in sua compagnia
e poi vado via.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Franco Califano, Marcello Marrocchi
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Sono un soldato in un campo di grano,
rubo un sorriso a una donna, ma piano,
ricco di sogni, di canti e poesie,
compro le cose pagando bugie,
capisco tutto, lo sai pure tu,
ma per noi due non so fare di più.

Sto bene scalzo, con il doppiopetto,
cambio espressione con quello che metto,
sono credente ma non vado in chiesa,
sarei un marito se avessi una sposa,
so fare tutto, lo sai pure tu,
ma per noi due non so fare di più.

Strano amore, strana vita,
stringo vento tra le dita,
tutto e niente fra le mani,
spero ancora nel domani.

Strana estate, strano inverno,
se va bene hai vinto un terno,
strano ottobre, forse a maggio
fa qualcosa pure tu,
perché da solo non mi applico più.

Son marinaio, prometto avventure,
libero donne da mille paure,
aiuto vecchi, ragazzi e bambini,
gioco coi dadi, con i soldatini,
riesco in tutto, lo sai pure tu,
ma per noi due non so fare di più.

So amare donne pulite e perverse,
so stare fermo con quelle diverse,
rubo la vita alle mie poesie,
lavoro a mano le malinconie,
so stare al mondo, lo sai pure tu,
ma per noi due non so fare di più.

Strano amore, strana vita,
stringo vento tra le dita,
tutto e niente fra le mani,
spero ancora nel domani.

Strana estate, strano inverno,
se va bene hai vinto un terno,
strano ottobre, forse a maggio
fa qualcosa pure tu,
perché da solo non mi applico più.

Strano amore, strana vita,
stringo vento tra le dita,
tutto e niente fra le mani,
spero ancora nel domani,
ma per noi due non so fare di più.
 
Fonte: QUI
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1982 - BUIO E LUNA PIENA/LA LUNA IN METROPOLITANA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Sab 30 Mag 2020 - 8:05

1. TITOLO:
 
1982 - BUIO E LUNA PIENA/LA LUNA IN METROPOLITANA
 
# Etichetta: LUPUS # Catalogo: LUN 4928 # Data pubblicazione: 1982 # Matrici: LUN 4928-1/LUN 4928-2 # Genere: Pop # Supporto: Vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Note: Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Sarà autobiografico il testo di questo disco di Califano? Forse, visto che si narra di una vita trascorsa fra momenti cupi rappresentati dal buio e da altri più sereni raffigurati dalla luna piena. In ogni caso un buon disco che si ascolta con piacere grazie anche all'orecchiabilità della musica.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Edizione speciale servizio “JUKE BOX” vietata la vendita al pubblico
 
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
BUIO E LUNA PIENA

 
      Lato B:
LA LUNA IN METROPOLITANA

 
 
   

Autori: Giampiero Artegiani, Franco Califano, Marcello Marrocchi
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
La mia vita, questa vita,
è stata buio e luna piena,
ogni tanto dei bastardi
ad abbaiarmi sulla schiena.
Un cortile, casa mia,
io, con tanta frenesia,
già volevo andare via.
Quante botte ho rimediato,
ma non sono mai caduto,
se la vita mi offre il conto,
io rispondo: già pagato.
La mia infanzia la buttai
nei collegi dove andai,
ma va bene anche così.

Poi la gioventù che mi sfiora,
è un fiore che odora due ore,
passi tra la gente
che apre ferite,
puoi anche morire,
una stessa gioventù.

Vita veloce
tra una guerra e una pace,
viene buio e la luna va via.

Poi luna piena
sopra mille denunce,
la vita che fugge è la mia.

Letti stranieri,
collezioni di cuori,
ma i ricordi rimangono là.

Io vado avanti
con l’acqua e col sole,
fra zucchero e sale.

La mia vita, questa vita,
è ancora buio e luna piena,
con le donne c’è chi soffre,
c’è chi paga, io c’ho fortuna.
Prendo quella che mi va,
tanto forse arriverà
una che mi fregherà.

Ora voglio l’aria,
l’odore del vento
che sa di frumento.

Voglio la campagna,
la terra d’arare,
un pò di calore.
Voglio quello che non ho.

Vita veloce,
io non sono felice
se col buio la luna va via.

Vita veloce,
vorrei starmene in pace,
la vita che fosse la mia.

Letti stranieri,
collezioni di cuori,
ma i ricordi rimangono là.

Io vado avanti
con l’acqua e col sole,
fra zucchero e sale.

Letti stranieri,
collezioni di cuori
ma i ricordi rimangono là.

Io vado avanti
con l’acqua e col sole,
fra zucchero e sale.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giampiero Artegiani, Franco Califano, Marcello Marrocchi
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Aspettava la notte
e parlava col vento...
I suoi occhi smarriti,
le unghie d’argento...

Sulla fronte una fascia,
sembrava un’indiana,
cercava la luna
in metropolitana,
un ago feroce,
che non ha mai pena,
colpiva una vena.

Era giovane e bella
a suo modo mi amava,
ma un amico soltanto
forse non le bastava.

Già pensava alla vita
come a un lurido affare,
mi diceva "stravolta
a che serve lottare?"
Cercava la luna
in metropolitana,
voleva così.

Voglia di fuggire,
di andare lontano,
lontano da ogni cosa.

Una madre ed un padre
ma non li conosceva...
Il fratello più grande
non la considerava...

Un bisogno d’affetto
che nessuno le dava,
uno spazio da niente
in cui lei soffocava,
rotolando di noia,
non vedrà più la luna,
ha voluto così.

Voglia di fuggire
Voglia di finire...
 
Fonte: QUI
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1982 - BUIO E LUNA PIENA (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Sab 30 Mag 2020 - 9:57

1. TITOLO:
 
1982 - BUIO E LUNA PIENA
 
# Etichetta: LUPUS # Catalogo: LULP 14909 # Data pubblicazione: 1982 # Matrici: LULP 14909-1/LULP 14909-2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Dischi Ricordi S.p.A.
 
 
2. RECENSIONE:
 
Buio e luna piena è il nono album in studio di Franco Califano, pubblicato nel 1982 per l'etichetta discografica Lupus di sua proprietà.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
   
 
 
Versione Musicassetta
 
   
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



 
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Lato A: 2
ANGELA

 
      Lato B: 2
OCCUPATE LE PALESTRE

 
 
   

Autori: Franco Califano, Bruno Lauzi
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Non sei mai stata mia,
eppure come idea
sarebbe stato bello.

Io c’ho pensato un po’,
poi mi son detto no,
perché sciupare
quello che ora ho?

Giocavi in braccio a me
e non ti ho chiesto mai
di darmi un po’ d’amore.

Andava pure a te,
ma non abbiamo mai
voluto consumare.

Angela, nel cuore di un’estate.
Angela, immagini velate.
Angela, l’autunno viene presto.
Angela... qualcosa mi è rimasto...
Angela... Angela... Angela
Angela... Angela... Angela

Un pranzo su in collina
con tutte le tue amiche,
sembrava storia vera.

Un uomo e una bambina
e non ti dissi mai
con che malinconia ti salutai.

Non ho voluto
che finisse fra me e te
qualcosa che non era mai iniziata
e allora me ne andai,
scrivendo dentro me
la favola incompiuta.

Angela, nel cuore di un’estate.
Angela, immagini velate.
Angela, l’autunno viene presto.
Angela... qualcosa mi è rimasto...
Angela... Angela... Angela
Angela... Angela... Angela
 
Fonte: QUI
     
Autori: A. Abbate, Franco Califano
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Occupate le palestre,
l’eroina lasciate fuori le finestre,
se questa volta non le aprirete,
voi vi salverete...

Cuori grandi di Primavalle,
vi aspetta una vita
fatta a spicchi di stelle,
i valori delle cose
sono fuori da ogni dose...

A terra,
questa qui è la vostra guerra,
se affogate nel torrente bianco,
chi vi ama può morirvi accanto...

Domani,
siete i figli di un domani
pieno zeppo di giardini,
coltivati con le vostre mani...

Coraggio,
che la scimmia avrà la peggio,
aggrappatevi ai sentimenti,
rivivrete tutti quanti...

Occupate le palestre,
non sparate la morte
nelle vostre teste,
vi si aprono mille porte,
se volete cambiare sorte...

Non andate in ospedale,
il metadone vi uccide
in modo legale,
se volete cambiare vita,
la dovete far finita...

A terra,
questa qui è la vostra guerra,
se affogate nel torrente bianco,
chi vi ama può morirvi accanto...

Domani,
siete i figli di un domani
pieno zeppo di giardini,
coltivati con le vostre mani...
 
Fonte: QUI
 
Lato B: 3
SEPARAZIONE SCONTATA

 
      Lato B: 3
DI' A QUEL TUO AMICO

 
 
   

Autori: : Franco Califano, Corrado Castellari, Cristiano Malgioglio
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Separazione scontata,
una passione consumata,
forse la cosa migliore per noi
è rinunciare, che stiamo a fare?

Ora sembriamo due
a cui è scaduto un contratto,
questo lo vedi pure tu...

Cosa vuoi salvare di noi due?
Siamo un brutto affare senza idee!
Io di iniziative non ne prendo più,
prova a fare un tentativo tu....

Io ci avrei scommesso su noi due
una vita intera, pure due,
siamo stati bene, se ora ci va male
affrontiamo questa realtà...

Un sedativo ora è meglio,
che ci sto a fare qui sveglio?
Questa mia voglia di andare via
si fa invadente, soffocante...

Noi non siamo più
una buona razza di amanti,
questo l’hai detto anche tu...

Io di iniziative non ne prendo più
qualche tentativo fallo tu...
Siamo stati bene, se ora ci va male
affrontiamo questa realtà...
 
Fonte: QUI
     
Interprete: Franco Califano, Alberto Varano
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Dì a quel tuo amico scemo
di non pensare a me,
di me ti parla male
ed io lo so chi è.

Avrà sentito dire
che io ci so un po’ fare,
dì a quel tuo amico
che d’invidia si può anche morire.

Che impari a stare al mondo,
senza parlare mai
di chi non ha mai visto,
se no può avere guai.

Di me lui ti racconta
le cose che s’inventa,
tu digli che la gelosia
a tempo lungo lo schianta.

Di' a quel tuo amico
che non ha idea
di quant’è grande la mia pazzia,
se vuole dire stronzate,
le tenga lontane da te che sei mia.

Se non mi porta rispetto,
lo prendo di petto,
complessato che altro non è,
lui e tutti quelli così come lui,
bastardi che non finiscono mai.

Di' a quel tuo amico scemo
di starsene per sé,
se tu l’hai scaricato
per stare insieme a me.

Deve tornare a casa,
che ormai la donna è persa...
e che a fanculo questa volta
ci può andar di corsa.

Di' a quel tuo amico
che non ha idea
di quant’è grande la mia pazzia,
se vuole dire stronzate,
le tenga lontane da te che sei mia.

Se non mi porta rispetto,
lo prendo di petto,
complessato che altro non è,
lui e tutti quelli così come lui,
bastardi che non finiscono mai.

Di me lui ti racconta
le cose che s’inventa,
tu digli che la gelosia
a tempo lungo lo schianta.

Di' a quel tuo amico
che non ha idea
di quant’è grande la mia pazzia,
se vuole dire stronzate,
le tenga lontane da te che sei mia.

Se non mi porta rispetto,
lo prendo di petto,
complessato che altro non è,
lui e tutti quelli così come lui,
bastardi che non finiscono mai.
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 4
VERI EROI

 
      Lato B: 4
UNA STORIA DI PIU'

 
 
   

Autori: Franco Califano, Alberto Varano
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Dai ragazzo, vieni in piazza pure tu
devi solo camminare fin laggiù
fare i passi per la pace
che appartiene pure a te
esci fuori dall’astratto
non buttare il tempo tuo.

La vittoria è una sconfitta quando poi
sopra un campo cresce grano finché vuoi
ma due passi al tempo stesso
brucia la tua prateria
pochi pazzi non dovranno
dire no alla vita tua
dai ragazzo, vieni via.

Oggi veri eroi diventiamo noi
non chi uccide un altro uomo
per la volontà di chi?

Oggi veri eroi diventiamo noi
per un ideale che ci scappa via.

Sta crescendo un mondo assurdo intorno a noi
comandato da chi uccide i sogni tuoi
il potere in certe menti
è una brutta malattia
giochi oscuri di esaltati
non dovranno dare il via
dai ragazzo vieni via.

Oggi veri eroi diventiamo noi
non chi uccide un altro uomo
per la volontà di chi?

Oggi veri eroi diventiamo noi
per un ideale che ci scappa via.

Oggi veri eroi diventiamo noi
non chi uccide un altro uomo
per la volontà di chi?

Oggi veri eroi diventiamo noi
per un ideale che ci scappa via.

Oggi veri eroi diventiamo noi…
 
Fonte: QUI
     
Autori: Franco Califano, Sharade
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Mi vien da ridere se penso a me
in doppio petto col gilet
coi fiori in mano da mandare
ad una in più da conquistare.

Spregiudicato progressista
avventuriero militante
giorno per giorno m’inventavo
sempre qualcosa d’eccitante.

E quante bambole che ho avuto
che non mi tengo neanche il conto
non sono stato certo un santo
e qualche volta ho pure pianto.

Mi vien da ridere se penso che
guardavo tutte e non vedevo te
quando ho capito quasi tutto
mi son trovato poi all’asciutto.

Tu, una storia di più
ora ce l’ho più con me stesso
avrei accettato un compromesso.

Tu, una storia di più
sei scontata sei banale,
ma senza te sto male.

Mi vien da ridere se penso a te
vestita in bianco col bouquet
con l’altro uomo sull’altare
già pensi a chi te lo fa fare.

Controcorrente femminista
corteggiatissima e viziata
giorno per giorno tu inventavi
una passione una sbandata.

Noi, una storia di più
ma non abbiamo fatto centro
e ci rimane un sogno dentro.

Noi, una storia di più
due scontati, due banali
che han volato senza ali.

Noi, una storia di più
ma non abbiamo fatto centro
e ci rimane un sogno dentro.

Noi, una storia di più
due scontati, due banali
che han volato senza ali
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 5
SARAI MIA

 
      Lato B: 5
FINITO

 
 
   

Autori: Franco Califano, Giuseppe Marchese
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Adesso dici no,
non hai fiducia in me,
mi credi un uomo impossibile,
mi chiami non credibile.
Ti ho chiesto di venire via
e ti sei messa a ridere,
perché convinta ch’io
l’abbia chiesto a tante...

È vero, io son volubile,
a mille donne
ho raccontato frottole,
ma questa volta
che darei per te ogni cosa,
mi trovo un muro
che io devo abbattere,
purtroppo non è facile,
ma non mi fermerò...

Tu sarai mia
dal primo istante
all’ultimo momento,
tu sarai mia
dal primo bacio
all’intimo lamento...

Lo vuoi pure tu,
ma resti laggiù,
con mille paure scappi via...

Adesso dici no,
non mi vuoi credere,
hai un uomo accanto a te
che è un’abitudine
e non lo lasceresti mai
per un’incognita,
ma prima o poi lo so
che lo farai...

E sarai mia,
allora capirai
come sbagliavi
a stare via,
appresso a un sogno
che non realizzavi.

Ti porterò via,
non voglio che te
ti penso già mia,
sei nata per me...
Tu sarai mia...

Lo vuoi pure tu,
ma resti laggiù,
con mille paure
scappi via...
 
Fonte: QUI
     
Interprete: Franco Califano, Sharade
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Finito
poi rincontrarsi
e dirsi appena ciao
un ciao formale
e spesso indifferente
l’incontro giri l’angolo
e ti passa dalla mente.

Finito
questa parola
non finisce mai, con te
ho sbagliato ancora a riprovare
andando contro le mie teorie...

Non ho imparato ad amare ancora
io non so come si fa
non vorrei andarmene via stasera
ma che sto a fare ancora qua.

Mi chiedi un’ultima spiegazione
prima che io vada via
c’è che l’ennesima relazione
non produce che monotonia...

Finito
appena cominciato e non lo sai
ed ogni volta ti fai strane idee
ed ogni volta si è fregati in due.

Non ho imparato ad amare ancora
io non so come si fa
ci fosse un corso ci andrei ogni sera
e studierei come non sai.

Mi chiedi un’ultima spiegazione
prima che io vada via
c’è che l’ennesima relazione
non produce che monotonia.
 
Fonte: QUI
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1982 - LA MUSICA E' FINITA/E LA CHIAMANO ESTATE (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Sab 30 Mag 2020 - 12:16

1. TITOLO:
 
1982 - LA MUSICA E' FINITA/E LA CHIAMANO ESTATE
 
# Etichetta: LUPUS # Catalogo: LUN 4939 # Data pubblicazione: 1982 # Matrici: LUN 4939-1/LUN 4939-2 # Genere: Pop # Supporto: Vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Note: Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
LA MUSICA E' FINITA

 
      Lato B:
E LA CHIAMANO ESTATE

 
 
   

Autori: Nisa, Franco Califano, Umberto Bindi

 
Testo:
Ecco......
La musica e' finita,
Gli amici se ne vanno.
Che inutile serata,amore mio.
Ho aspettato tanto per vederti
Ma non è servito a niente.
Niente,nemmeno una parola
L'accenno di un saluto.
Ti dico arrivederci,amore mio
Nascondendo la malinconia
Sotto l'ombra di un sorriso.
Cosa non darei per stringerti a me,
Cosa non farei perche' questo amore
Diventi per te piu' forte che mai.
Ecco....la musica e' finita,
Gli amici se ne vanno
E tu mi lasci solo piu' di prima.
Un minuto è lungo da morire
Se non e' vissuto insieme a te.
Non buttiamo via cosi'
A speranza di una vita d'amore
 
Fonte: QUI
     
Autori: Bruno Martino, Francesco Califano, Laura Zanin

 
Testo:
E la chiamano estate
Questa estate senza te
Ma non sanno che vivo
Ricordando sempre te
Il profumo del mare
Non lo sento, non c'è piu'
Perché non torni qui
Vicina a me

E le chiamano notti
Queste notti senza te
Ma non sanno che esiste
Chi di notte piange te
Ma gli altri vivono, parlano, amano

E la chiamano estate
Questa estate senza te

Il profumo del mare
Non lo sento, non c'è piu'
Perché non torni qui
Vicina a me

E le chiamano notti
Queste notti senza te
Ma non sanno che esiste
Chi di notte piange te
Ma gli altri vivono, parlano, amano

E la chiamano estate
Questa estate senza te

 
Fonte: QUI
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1983 - IO PER AMARTI/QUANDO COMINCIA LA NOTTE (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Sab 30 Mag 2020 - 12:39

1. TITOLO:
 
1983 - IO PER AMARTI/QUANDO COMINCIA LA NOTTE
 
# Etichetta: LUPUS # Catalogo: LUN 4947 # Data pubblicazione: 1983 # Matrici: LUN 4947-1/LUN 4947-2 # Genere: Pop # Supporto: Vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Note: Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Un altro bel disco quello qui presentato. Il brano principale è dovuto oltre che allo stesso Califano anche a Cristiano Malgioglio ed a Maurizio Piccoli. Vista la qualità del singolo, il successo che gli arriderà, con un livello di vendite di tutto rispetto, sarà del tutto meritato.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
IO PER AMARTI

 
      Lato B:
QUANDO COMINCIA LA NOTTE

 
 
   

Autori: C. Malgioglio, F. Califano, M. Piccoli
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Non m’aspettavo che la vita
si ricordasse anche di me
regalandomi te che sei
la donna che vorrei.

Io non so come andrà a finire
so certo quello che farò
non ho amato mai, ma con te
lo sento che accadrà.

Io per amarti baratterei
le mie teorie con nuove idee
farò di più, se tu vorrai
anche le cose che non ho fatto mai.

Io per chiamarti amore mio
comincerei ad esser solo tuo
dimmi che vuoi che questo sia
e cambio tutta la vita mia.

Io che ti aspetto da una vita
ora non posso buttar via
l’occasione che tu mi dai
di stare insieme a te.

Io per amarti rinnegherei
le convinzioni mie di libertà
Io cambierei, ce la farei
ad esser quello che non hai avuto mai.

Io per chiamarti amore mio
comincerei ad esser solo tuo
dimmi che vuoi che questo sia
e cambio tutta la vita mia.

Io per amarti...
 
Fonte: QUI
     
Autori: F. Califano, M. Piccoli
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Quando comincia la notte,
mi agghindo e poi parto
verso un flipper perverso,
per andare a giocare con i mille bottoni
che l’uomo vuol premere senza illusioni
e mi sento il padrone, lo schiavo, l’artista,
mi scelgo la giusta per far la conquista,
di notte si vive di sesso e passione
ed io ne approfitto se sento il mio nome,
così mi guadagno anche qualche carezza
che poi arrugginisce sulla mia pelle,
il cuore in penombra un po’ vivo mi sembra,
ma inutilmente soli.

Soli si è, ai bordi del mondo,
soli si è, su strade di nebbia.

Quando comincia la notte,
mi spolvero i fianchi e mi liscio i capelli
e allora il mio specchio diventa finestra
e l’olfatto ricorda la poca minestra
e il primo pensiero è che l’uomo è uno scemo,
che può avere il grano ma compera il fieno,
poi prendo a noleggio per un paio d’ore
lo scassato biplano per un volo d’amore,
che non s’alza da terra ma scende all’inferno,
mi brucio la pelle, la bocca, il cervello,
ma mentre il mio cuore continua a rullare
lo sento che....

Soli si è, ai bordi del mondo,
soli si è, su strade di buio.

Quando comincia la notte,
si aprono i vecchi bordelli e le bische
ed io come adoro il sapore del fumo,
succhiarmi il destino, poi fare casino,
e bevo, mi ubriaco, rischiando la morte,
se a volte a qualcuno un proiettile parte,
e sudo, poi sento che il trucco mi pesa,
come il mio tempo, come un’attesa,
faccio credere d’essere l’unico al mondo
a qualcuna che, timida, gira un po’ al largo
e poi quando comincia a calare la luna,
lo sento che...

Soli si è, ai bordi del mondo,
soli si è, su strade di buio,
soli si è, ai bordi del mondo,
soli si è, su strade di buio.
 
Fonte: QUI
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1983 - IO PER AMARTI... (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Sab 30 Mag 2020 - 16:03

1. TITOLO:
 
1983 - IO PER AMARTI...
 
# Etichetta: LUPUS # Catalogo: LULP 14915 # Data pubblicazione: 1983 # Matrici: LULP 14915-1/LULP 14915-2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Dischi Ricordi S.p.A.
 
 
2. RECENSIONE:
 
Io per amarti... è un album musicale di Franco Califano del 1983, edito dalla casa discografica Lupus.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 

 
 
Versione Musicassetta
 
         
 
   
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



  • B1 RAGAZZO MIO
  • B2 SULLE SCALE DI SAN MARTINO
  • B3 IL CIELO DOV'E'
  • B4 FORMATO 6 X 6
  • B5 COME TE E' IMPOSSIBILE
  • B6 PASSANO GLI ANNI
 
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Lato B: 1
RAGAZZO MIO

 
      Lato B: 2
SULLE SCALE DI SAN MARTINO

 
 
   

Autori: Califano, Piccoli
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Ragazzo mio
non devo fare niente al posto tuo
un’ aquila che vola fin lassù
è sempre sola a conquistare il blu
allora fai da solo pure tu.

Ragazzo mio
se sai volare il cielo è tutto tuo
la ruota di pavone non si fa
rubando quattro piume qua e là
purtroppo questa qui è la verità...

Tu finché non sai volare
io non posso che guardare
seguo la tua gioventù
sperando che non fai qualcosa per sbagliare
poi dipingo un po’ di rosa
la tua mente è un po’ confusa
seguo la tua libertà
e aspetto insieme a te che crescan le tue ali
per vederti volare da solo...

Ragazzo mio
il filo della vita è avanti a te
non sei un equilibrista
ma potrai andarci sopra e non cadere giù
devi rischiare poi decidi tu...

Poi dipingo un po’ di rosa
la tua mente è un po’ confusa
seguo la tua libertà
e aspetto insieme a te che crescan le tue ali
per vederti volare da solo...

Tu finché non sai volare
io non posso che guardare...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Mattone
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Sulle scale di San Martino lei
e con lei sempre Jessica e poi
ci sono gli amici suoi
quelli non li lascia mai
con loro vivo la sua filosofia.

Si ubriaca la sera come può
se c’ha i soldi si beve un Cointreau
e se ci sono cortei
sicuro non manca mai
è sempre in mezzo
è sempre in cerca di guai.

Ora ti tira su
ma il giorno dopo non la vedi più
e se l’incontra per caso
nemmeno un sorriso e mi ributta giù.

Perché soltanto lei e Jessica sono così
loro non hanno realtà
scambiano un anno per un lunedì.

E dall’alba al tramonto vive là
non si ferma un momento, bella età
c’è chi l’accusa strega, c’è chi la crede fata
io invece l’amo perché e proprio così.

Ora ti tira su
ma il giorno dopo non la vedi più
e se l’incontra per caso
nemmeno un sorriso e mi ributta giù.

Perché soltanto lei e Jessica sono così
loro non hanno realtà
scambiano un anno per un lunedì.
 
Fonte: QUI
 
Lato B: 3
STASERA SONO SOLO

 
      Lato B: 3
IL CIELO DOV'E'

 
 
   

Autori: : Califano, Mattone
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Stasera sono solo
però mi sento bene
tre o quattro whisky al volo
e poi son fatti miei.

stasera non ho voglia
di prendere una donna
e farla stare sveglia
dietro ai capricci miei.

Stasera sono solo
perché voglio capire
che cosa corro a fare
e appresso a che e a chi?

Tra l’altro sono stanco
mi gira un po’ la testa
e allora faccio festa
e resto a casa mia.

Tu avrai telefonato
ma io non ho risposto
perché mi son nascosto
dietro ai pensieri miei.

Può capitare a tutti
a volte di star bene
senza veder persone
come sta bene a me.

Così non ho la grinta
dell’uomo di successo
stasera niente sesso
ma spiritualità

E poi mi tiro fuori
dal gruppo di imbecilli
e bevo a tutti quelli
soli come me.
 
     
Interprete: Califano, Marrocchi, Artegiani
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Cielo sopra a me forse non ce n’è,
io non so volare quindi devo camminare.

Accidenti a me, ora scopro che
non ti ho amata mai, colpa dei miei guai,
di una vita distratta, vissuta in fretta,
tra un amore inventato e un Dio perduto.

Dentro una città che angeli non ha,
io cambierei davvero,
se credessi un po’ nel cielo,
ma il cielo dov’è?

Il cielo,
vento azzurro tra pianeti in volo,
spazio senza fine e senza età,
luna stelle in libertà.

Il cielo,
fatto di preghiere e di canzoni,
dove tutto gira e se ne va
nell’immensità per l’eternità.

Cielo sopra me forse non ce n’è,
io svendo, anzi regalo,
tutto per un po’ di cielo,
ma il cielo dov’è?

Cielo sopra me forse non ce n’è.
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 4
AH! L'AMORE

 
      Lato B: 4
FORMATO 6 X 6

 
 
   

Autori: Califano, Evangelisti, Cantini
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Ah! L’amore,
un fatto alla fine soltanto di dare e avere
e le parole, per bene che vada, ti servono a complicare.
Dell’amore la cosa che resta è che non resta più,
perché tutto ti passa e basta, come passa la gioventù
e ti senti di dover cercare amore ancora.

E così è sempre lunedì,
fino a che non senti un altro sì
e si va in cerca di qualcosa che sia
quello che non hai vissuto mai.

Ah! L’amore,
finché c’è entusiasmo si ha voglia di raccontare,
ma le parole non hanno purtroppo la forza di far durare
l’entusiasmo del primo momento,
è una cosa così,
ma purtroppo ce ne voglion cento
di momenti come quelli lì.
Quei momenti su cui giureresti d’essere felice.

E così è sempre lunedì,
fino a che non senti un altro sì
e si va in cerca di qualcosa che sia
quello che non hai vissuto mai,
quello che non hai vissuto mai,
quello che non hai vissuto mai.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Califano, Pardini, Varano
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Le donne come te
son belle ma solo in bianco e nero
Formato 6 x 6
stan bene ma appese là, sul muro!

È come nella realtà,
guardate ma non toccate
puoi stare in cornice
e poi sulla parete
però se non cambi un po'
se non ti umanizzi un po'
ti cambio con Brigitte Bardot.

Ed ecco perché io
con te non ho mosso mai un dito
se non per fare clic
e avere in ricordo tuo, una foto!

Lo vedi che posi già
ma ora sei controsole
e leva il rossetto
che puoi venir male
tu un'anima non ce l’hai
perciò non ho fatto mai
un passo o due verso di te.

Ma forse tu pensi
che il gioco è più divertente
e credi che anche per me
sia più eccitante
fra un attimo ti dirò
che mi sono rotto un po,
che prendo la foto e mi do.

Le donne come te
son belle ma solo in bianco e nero
Formato 6 x 6
stan bene ma appese là, sul muro!

È come nella realtà,
guardate ma non toccate
puoi stare in cornice
e poi sulla parete
però se non cambi un po'
se non ti umanizzi un po'
ti cambio con Brigitte Bardot.

Ma forse tu pensi
che il gioco è più divertente
e credi che anche per me
sia più eccitante
fra un attimo ti dirò
che mi sono rotto un po,
che prendo la foto e mi do.
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 5
STAVAMO BENE

 
      Lato B: 5
COME TE E' IMPOSSIBILE

 
 
   

Autori: Califano, Pardini, Varano
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Accontentarmi di telefonare,
sentire la tua voce e metter giù,
un gesto che la noia mi fa fare,
quasi per farmi male un po’ di più.

E poi passare sotto casa tua,
come se non ci fossero altre vie,
purtroppo cerco ancora di trovare
quello che non c’è più di tutti e due.

Attimi di malinconia,
attimi che lentamente andranno via,
ma lasciano un profumo che a pensare
ricorda un po’ una tazza di caffè.
Un giorno certo si dovrà scordare
chissà se farò prima io o te.

Stavamo bene,
solo fino a poco tempo fa,
stavamo bene,
ma il bene lascia tristi eredità
e a niente serve rimanere amici,
è molto meglio non vederci più,
paghiamo l’esser stati già felici,
chi ama troppo soffre poi di più.

Mi devo ribellare con la mente,
anche se col pensiero sono là,
accanto a noi lontani dal presente,
con la nostra realtà.
 
Fonte: QUI
     
Interprete: Califano, Marsella
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Che bella cosa che sei,
almeno per gli occhi miei,
amarti è l’obbligo che ho
e questo io farò.

Come te è impossibile,
come te è improbabile,
come te se una c’è,
passi pure da me.

Come te non ci sono più,
come te ci sei tu.

Io ti do la mia idea,
voglio portarti via,
se vuoi mi dedico a te
da questo attimo in poi.

Io non fatico neanche un po’
a immaginarti mia,
come te ce ne fossero
le amerei tutte io.

Come te chi ce l’ha,
passi pure di qua,
somigliassero a te,
le vorrei tutte accanto.

Tu sei l’immagine che
non staccherò mai da me...
L’amore non saprò cos’è,
se tu non mi vorrai.

Somigliassero a te,
le vorrei tutte accanto a me.
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 6
CANZONE VA

 
      Lato B: 6
PASSANO GLI ANNI

 
 
   

Autori: Califano, A. Abate, L. Abate
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Canzone va'
addò nisciuno te po’ accattà
canzone va'
addò nisciuno te po’ cagnà.

Affronta l’aria e sagli chianu chianu
e nun te perdere si vai luntano.
Affronta o munno e nun avè paura
si’ n’aquilone po’ jorno e a sera.

E fatte rispetta'
ormai nun si chiù ‘na creatura
e nun te preoccupa'
nun t’aggio scritto cu’ mestiere.

E nun me par’overo
che vai miez’all’ate
e te se so’ ‘mbriacate
s’abbruceranno e mane pe’ te mo’ è già dimane.

Canzone va'
mo’ curre forte nun te fermà
canzone va'
ca si fa notte nun può alluccà.

Scuorde e prumesse che c’a fatte a gente
ciento illusioni mo’ so’ cose e niente
e scorda o tiempo c’ammo perso insieme
appriesso e’ faveze appriesso e’ sceme

E fatte rispettà
ormai nun si chiù ‘na creatura
tu si nu piezz e me
parole e musica e ‘na sera.

E che ‘sta vota e o vero
che tu stai miez a l’ate
che ‘e te se so’ ‘mbriacate
s’abbruceranno ‘e mane pe’ te mo già dimane.

Canzone va'…
 
Fonte: QUI
     
Interprete: Califano, Marrocchi, Artegiani
Arrangiatori: Adelmo Musso
 
Testo:
Passano gli anni
e con gli anni
stai passando anche tu...
com’eri bella,
ora vedo che non lo sei più.

Passano gli anni,
certo cara,
che passo anche io,
mica sono di un altro pianeta,
solo che io lo so.

Passano gli anni,
tu fai finta che non è così,
non accetti il tramonto dei giorni,
non accetti la vita.
 
Fonte: QUI
 
FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Videos10
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1984 - IMPRONTE DIGITALI (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Sab 30 Mag 2020 - 21:14

1. TITOLO:
 
1984 - IMPRONTE DIGITALI
 
# Etichetta: LUPUS # Catalogo: LULP 14916 # Data pubblicazione: 1984 # Matrici: LULP 14916/1/LULP 14916/2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Dischi Ricordi S.p.A. - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Impronte digitali è il decimo album in studio del cantautore italiano Franco Califano, pubblicato nel 1984 per l'etichetta discografica Lupus.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
   
 
 
Versione Musicassetta
 

 
   
 

Franco Califano con Carmen Russo - 1983

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 IMPRONTE DIGITALI
  • A2 IL CANTANTE
  • A3 PADRONI DI UNA NOTTE
  • A4 HO GIOCATO CON IL TEMPO
  • A5 APPUNTI SULL'ANIMA


  • B1 AMARE E'
  • B2 IL MIO BAZAR
  • B3 QUANDO E' NOTTE
  • B4 DA SOLO
  • B5 RIFLESSIONI
 
 
Lato A: 1
IMPRONTE DIGITALI

 
      Lato B: 1
AMARE E'

 
 
   

Autori: Califano
Orchestra: A. Musso
 
Testo:
Impronte digitali
sulla stessa carta
e il cuore ricucito un po’ così così,
trapasso quella porta.

M’hanno stracciato i pensieri
non certo uomini seri,
sono solo da tempo
e la mia vita mi costa tanto.

Ma non rallento il passo,
continuo la salita,
vedo innocenze ferite
con le lacrime agli occhi,
che tristezza la vita.

Io cerco amore da sempre,
vendo solo canzoni,
non spaccio altro
e in ciò che vendo
non trovi che emozioni.

Difficile spiegare
che sei uno pulito,
quelli che non sanno bene
come hai sempre vissuto,
se la legano al dito.

Il cuore mio sta pagando
chi l’ha colpito nell’ombra,
vorrei portarlo più in alto
e certe leggi sbagliate
scavalcare in un salto.

Io volto pagina e cammino
e anche se alle volte
sono andato contromano,
non ho ferito mai nessuno.

Voglio anch’io una donna
che mi sappia amare
e con i miei amici andare
a farmi un avvenire.

Io volto pagina e cammino,
cosa devo fare,
non vedere più nessuno,
andare sempre più lontano.

Sono ancora solo
con il mio destino,
vado sempre dritto,
ma questo sembra
sia un delitto.

Impronte digitali,
foto contro il muro,
un numero sul petto
ed i colori addio,
diventa tutto nero.

Quando comincia è finita,
si paga tutta la vita.
Sei in alto mare
e non hai niente
nemmeno un salvagente.

Io volto pagina e cammino
e anche se alle volte
sono andato contromano,
non ho ferito mai nessuno.

Voglio anch’io una donna
che mi sappia amare
e con i miei amici andare
a farmi un avvenire.

Io volto pagina e cammino,
cosa devo fare,
non vedere più nessuno,
andare sempre più lontano.

Sono ancora solo
con il mio destino,
vado sempre dritto,
ma questo sembra
sia un delitto.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Del Giudice, Califano
Orchestra: A. Musso
 
Testo:
Amare è diventare scemi
ubriacarsi di emozioni
amare è stringere due mani
che danno forti vibrazioni
amare è prendere d’assedio
ciò che altre volte da fastidio
amare è quando fa impazzire
sentire addosso il suo sudore
amare è vivere e sentire
un fuoco accesso dentro te.

Amare è darle un bacio in bocca
mentre lei mangia un’albicocca
amare è dire adesso voglio
il suo respiro del risveglio
amare è quando il suo sapore
ti piace più di ogni altro bere
amare è stare ad aspettare
il tuo telefono squillare
amare è quando ti fa male
la lontananza sua da te.

Questo è
questo è l’amore secondo me
queste son cose in cui credo
quando ci sono
ad amare ci sto anch’io!

Ma non è
spesso ti sembra ma non lo è
dopo un incontro convinci anche te
di aver diritto a sognare
e predichi l’amore
quando non è amore!

Amare è quando vuoi che muoia
la solitudine e la noia
amare è quando una sua foto
ti basta per riempire un vuoto
amare è voglia di morire
se la tua storia va a finire
amare è un matrimonio in chiesa
il desiderio di una casa
amare è quando accetti
tutto quello su cui ridevi su.

Questo è
questo è l’amore secondo me
queste son cose in cui credo
quando ci sono
ad amare ci sto anch’io!

Ma non è
spesso ti sembra ma non lo è
dopo un incontro convinci anche te
di aver diritto a sognare
e predichi l’amore
quando non è amore!
predichi l’amore
quando non è amore!
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 2
IL CANTANTE

 
      Lato B: 2
IL MIO BAZAR

 
 
   

Autori: Aranda, Gattini, Del Giudice, Califano
Orchestra: A. Musso
 
Testo:
Penso al mio cane
che con le feste
la tua gonna tirava giù
ma il sole basso all’orizzonte
mi sembra un mendicante
che dice sì alla luce
per gli occhi della gente
lui non somiglia a me
a me che per orgoglio
ho detto sempre no.

Ma io per te non canterò parole
che vorrei gridare
ma io per te non metterò le ali
per poter volare

Volare dove piace a te
volare come piace a te
il cielo è grande ed anche mio
mia è la libertà
beato chi ce l’ha

Ora io faccio
soltanto il cantante
scrivo canzoni
e le vendo alla gente
canto di notte
e qualche volta alla luna
che non applaude
ma sta lì buona buona
anche se bella non è come te
proprio no per te
io non canterò

Ma se soltanto mi darai
quell’umiltà che tu non hai
le perle pigre di rugiada
nei tuoi capelli metterei
anche se il cielo soffrirà
anche se mi maledirà
un po’ di luna ruberò
un vero amante io sarò
anche se non ho amato mai

Ora io faccio
soltanto il cantante
scrivo canzoni
e le vendo alla gente
canto di notte
e qualche volta alla luna
che non applaude
ma sta lì buona buona
anche se bella non è come te
proprio no per te
io non canterò.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Gattini, Remigi, Califano
Orchestra: A. Musso
 
Testo:
Buonasera signorina,
benvenuta al mio bazar,
ha già visto la vetrina,
c’è qualcosa che le va?

Mi dispiace, niente sveglie,
né vestaglie o serietà,
ma piuttosto mille insonnie
di occhi aperti a volontà.

No, di roba non ne trova,
chi la vende non è qua,
qualche cosa mi è rimasto,
per rubarti intimità.

Luci bianche terminate,
può trovarle rosse o blu,
color notti consumate,
c’è in omaggio un abat-jour.

Per illuminare quello che le va,
un angolo nascosto che aiuterà
a farle far l’amore
con chi le fa piacere
e accendere la voglia
che ha represso dentro sé.

Grande svendita stasera
al mio bazar,
ce n’è per tutti i gusti,
per ogni età.

Qui trova l’emozione,
il sogno, l’illusione,
ma compri la passione,
tanto a male non andrà.

Vendo un po’ di pelle d’oca,
niente matrimonio e dai!
Vuole un po’ di voce roca?
può servirle dentro un night.

Se mi chiede, così al volo,
se le vendo una poesia,
lei mi prende per il culo,
qui non siamo in sacrestia.

Grande svendita stasera
al mio bazar,
le do una vita pazza
che non ce l’ha.

Le vendo un’avventura,
tagliata su misura,
se gira tutto il mondo,
non le trova come qua,
non le trova come qua.

Già lo so che tornerà,
benvenuta al mio bazar.
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 3
PADRONI DI UNA NOTTE

 
      Lato B: 3
QUANDO E' NOTTE

 
 
   

Autori: Conrado, Califano
Orchestra: A. Musso
 
Testo:
T’aiuterò a crescere
t’insegnerò le cose che non sai.
Rimani qui,
rilassati e stringimi
con quanta forza hai.

Di' a casa tua
che stasera sarai via,
inventa che dormi da un’amica tua,
gli amici no e restiamo solo noi.

Siamo i padroni di una notte
che durerà finché c’è un desiderio
che non smette,
tu sei la mia bambina
che sta diventando donna,
tu sei la pergamena
che si offre alla mia penna,
con cui io ricamo poesie
sulla tua pelle nuova.

Sei limpida,
sei tenera, sei fragile,
sei tutto, sei di più.

Sei morbida,
fantastica e ricca poi
di tanta gioventù.
Ecco perché
io non voglio che vai via.

Siamo i padroni di una notte,
che durerà per sempre,
se l’amore lo permette,
noi siamo due,
ma stiamo diventando uno soltanto,
come lo stesso mare,
attorno ad uno stesso scoglio
o gocce ai lati di una quercia,
mentre il cielo piove.

T’aiuterò a crescere
e chiederò che tu
sia sempre mia...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Aranda, Califano
Orchestra: A. Musso
 
Testo:
Due ali per volare
dove sono le stelle,
l’eterno che mi possa
far salvare la pelle,
io non ce l’ho.

Le notti da cui scegliere
che cosa sognare,
due mani con due altre,
da poter incrociare,
io non ce l’ho.

Restare in equilibrio
tra la voglia e il pensiero,
leggere negli occhi
quando un uomo è sincero,
come si fa?

Io me la vivo
tra il bene e il male
ed ogni giorno
non è sempre uguale,
cambia, si sa!

Dovrò restare
nel bianco e nel nero,
dovrò dividere
in mille un pensiero,
dovrò saltare
fra gioia e dolore,
in cerca di emozioni
che fanno vibrare.

Quando è notte, naturale,
se non è luna è temporale,
ma tu non stare male,
con te potrei cambiare.

Viene un vento che spaventa,
così la pioggia si addormenta,
domani torna il sole,
abbassa quel fucile
si può ricominciare,
ma chi non sbaglia mai?

Due ali per volare
dove sono le stelle,
l’eterno che mi possa
far salvare la pelle,
io non ce l’ho.

Però se vuoi frugarmi
nelle tasche del cuore,
cercando del calore
per poterti scaldare,
io te lo do.

Proviamo a suonare
una musica uguale,
lanciamo una scialuppa
su quel po’ da salvare,
amiamo l’estate,
amiamo l’inverno,
cerchiamo il paradiso
pur rischiando l’inferno...

Quando è notte naturale,
se non è luna è temporale,
ma tu non stare male,
con te potrei cambiare.

Viene un vento che spaventa,
così la pioggia si addormenta,
domani torna il sole,
abbassa quel fucile
si può ricominciare,
ma chi non sbaglia mai?

Due ali per volare
dove sono le stelle,
l’eterno che mi possa
far salvare la pelle…
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 4
HO GIOCATO CON IL TEMPO

 
      Lato B: 4
DA SOLO

 
 
   

Autori: Aranda, Gattini, Del Giudice, Califano
Orchestra: A. Musso
 
Testo:
Ho giocato con il tempo
per rubarti un po’ di ore,
ho inventato illusioni
per rubarti un po’ d’amore.

Ce l’ho fatta,
così bella m’hai saputo regalare
le tue fughe di bambina
che non vuole più giocare.

Il tuo fiore l’ho raccolto,
ma la corsa l’ho perduta
e ho rischiato per un gioco
di sentirmi un idiota.

Per cacciarmi nel tuo mondo
ti ho venduto il mio sorriso
e alla fine come sempre
non ricordo più il tuo viso.

Voli ancora con la mente
per raggiungere pianeti,
ma è impossibile seguirmi,
non conosci i miei segreti.

Sono pigro e sono pazzo
per poterti regalare
altri mondi immaginari,
sono stanco di barare.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Guarnieri, Califano
Orchestra: A. Musso
 
Testo:
Se avessi sbagliato
le volte che han detto,
direi col coraggio
che ho dentro “lo ammetto”.

Se mi vestissi
da uomo pietoso,
sarei meno odiato
in questo mondo schifoso.

Se fossi un ruffiano
mischiato ai ruffiani...

Ma vivo una vita
che va come il vento,
di ciò che faccio
non mi pento
e passo il mio tempo
scrivendo poesie,
amando le mie malinconie.

Io sogno le strade
che portano al mare,
chi è prigioniero
e invece muore,
io sono un uomo
che è stato tradito
e per questo ora resto da solo,
per certi pentiti,
per falsi poeti, sarò solo,
seguendo il destino,
scappando lontano, laggiù solo,
dall’alto sorvolo con la fantasia
i codici nuovi dell’ipocrisia.

Da solo, spiegando le ali,
su infami ed i vili, starò solo,
scegliendo una donna
per starci due ore,
il tempo che basta
per fare l’amore,
poi il tempo vola
ed io non amo più.

Io non sono nato
fra baci e biscotti,
non ho sopportato mai i ricatti,
parvenze d’amore,
le ho sempre scartate
e per questo son rimasto
da solo…
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 5
APPUNTI SULL'ANIMA

 
      Lato B: 5
RIFLESSIONI

 
 
   

Autori: Califano
Orchestra: A. Musso
 
Testo:
Con le mie mani di pietra
e la tua bocca di seta
pensavo avremmo raggiunto
questo cielo assassino
e avremmo preso i suoi frutti
e morsicato quel sogno,
che ora dorme lontano,
in fondo al vino.

In questa notte di pioggia,
fatta di schegge di luce,
non senti il cuore che morde
come una bestia feroce?
E la memoria ubriaca
riveste a festa la stanza
coi vecchi fiori di campo
e di affamata speranza.

Ma noi che navighiamo
sopra un vecchio relitto,
chi pensava mai
che fosse naufragato in un letto;
questa roccia d’amore,
dopo tante ferite,
meritava il suo premio
e non due vite finite.

Appunti sull’anima,
far l’amore al buio,
non vedersi più...
Star vicini impauriti,
come quaglie in un canneto,
come rondini malate,
non saper volare un metro.

Sera che fai paura,
sera senza una stella accesa,
sera di rabbia e di dolore,
sera d’amore in fretta e furia,
sera scura senza allegria,
nelle ossa e nel midollo,
sera, ma che cosa fai,
mi fai buio anche tu qui intorno.

Bella però la fine
sul fondo scala dei tuoi occhi,
certo è l’ultima occasione,
ma è così pura e senza trucchi.

Te li faccio anch’io gli auguri,
finiamo insieme questo dolce,
cosa importa se è di marmo,
se ci ricorda certe volte...

Appunti sull’anima,
far l’amore al buio,
non vedersi più...
Star vicini impauriti,
come quaglie in un canneto,
come rondini malate,
non saper volare un metro.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Del Giudice, Califano
Orchestra: A. Musso
 
Testo:
Riflessioni,
decisioni,
pensieri...
difficile scoprirsi dentro,
sentirsi veri.

Giudicarsi,
criticarsi,
capirsi
e quell’attimo buttarlo via
per ripulirsi.

Cercarsi un alleato
oppure un aiuto
per trascinare via
questa malinconia.

Frasi fatte
un po’ matte,
parole che tornano
a ispirare l’anima
e svuotare il cuore.

Ritrovarsi a parlare d’amore
e confondere come sempre
la luna con il sole.

Eppure vedo che c’è,
quell’illusione che è capace
di trascinare via
questa malinconia.
 
Fonte: QUI
 
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FRANCO CALIFANO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty FRANCO CALIFANO: 1985 - ... MA CAMBIERA' (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Dom 31 Mag 2020 - 8:47

1. TITOLO:
 
1985 - ... MA CAMBIERA'
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6353 # Data pubblicazione: 1985 # Matrici: SMRL 6353-1/SMRL 6353-2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Dischi Ricordi S.p.A. - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
... e cambierà è l'undicesimo album in studio del cantautore italiano Franco Califano, pubblicato nel 1985.
 
Fonte: [url=]QUI[/url]
 
 
3. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
Versione Musicassetta
 
         
 
   
 

Franco Califano in un'immagine di repertorio - 1985

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 PER UNA DONNA
  • A2 UOMINI DI MARE
  • A3 ... MA CAMBIERA'
  • A4 BIMBA BOMBA
  • A5 NON SO VIVERE A META'
  • A6 LA MUSICA


  • B1 DICITENCELLO VUJE
  • B2 E' MERAVIGLIOSO
  • B3 EMOTIVITA'
  • B4 PER NOI ROMANTICI
  • B5 ATTIMI
 
 
Lato A: 1
PER UNA DONNA

 
      Lato B: 1
DICITENCELLO VUJE

 
 
   

Autori: Califano, Marrocchi, Artegiani
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
Per una donna
non servono regali
né complimenti,
ad una donna
devi sfondare il cuore
coi sentimenti,
perché una donna
non vuole quello o questo,
se tu non vali,
è inutile anche il resto.

Ad una donna
non devi mai mentire,
non è un bambino,
perché ti guarda
e ha già capito al volo
ogni tuo piano.

Per una donna
ch’è pronta a perdonare,
già ce n’è un’altra
che se ne vuole andare.

Per una donna
abbiamo fatto guai,
abbiamo corso
e non dormito mai,

Per una donna
ognuno perderà
prima la testa
e poi la libertà.

Per una donna noi
facciamo i santi,
i buffoni, gli eroi.

Per una donna noi
saremmo pronti
a sfidare gli dei.

Basta uno sguardo in più…

Non lo negare,
vuol dire che già
stai barando anche tu.

Per una donna
c’è stato chi ha sbagliato
senza volerlo,
per una donna
c’è stato chi ha pagato
senza capirlo.

Per una donna
qualcuno s’è ubriacato
e il giorno dopo
non s’è più risvegliato.

Chi ha combattuto,
chi se n’è andato via,
chi ha perso amici,
salute, l’allegria...

Perché una donna
la pungi finché vuoi,
però alla fine
chi vince è sempre lei

Per una donna noi
facciamo i santi,
i buffoni, gli eroi.

Per una donna noi
saremmo pronti
a sfidare gli dei.

Basta uno sguardo in più...

Non lo negare,
vuol dire che già
stai barando anche tu.

Perché una donna
chi la capisce è un Dio,
ho reso poco in questo pure io.

Per una donna noi
facciamo i santi,
i buffoni, gli eroi.

Per una donna noi
saremmo pronti
a sfidare gli dei…
 
Fonte: QUI
     
Autori: R. Falvo, E. Fusco
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
Dicitencello a ‘sta cumpagna vosta
ch’aggio perduto ‘o suonno e ‘a fantasia...
cha penzo sempe,
ch’è tutta vita mia...
I’ nce ‘o vvulesse dicere,
ma nun ce ‘o ssaccio dí...

‘A voglio bene...
‘A voglio bene assaje!
Dicitencello vuje
ca nun mma scordo maje.

È na passione,
cchiù forte ‘e na catena,
ca mme turmenta ll’anema...
e nun mme fa campá!...

Dicitencello ch’è na rosa ‘e maggio,
ch’è assaje cchiù bella ‘e na jurnata ‘e sole...
Da ‘a vocca soja,
cchiù fresca de vviole,
i’ giá vulesse sèntere
ch’è ‘nnammurata ‘e me!

‘A voglio bene...
‘A voglio bene assaje!
Dicitencello vuje
ca nun mma scordo maje.

È na passione,
cchiù forte ‘e na catena,
ca mme turmenta ll’anema...
e nun mme fa campá!...

Na lácrema lucente v’è caduta...
dicíteme nu poco: a che penzate?!
Cu st’uocchie doce,
vuje sola mme guardate...
Levámmoce ‘sta maschera,
dicimmo ‘a veritá...

Te voglio bene...
Te voglio bene assaje...
Si’ tu chesta catena
ca nun se spezza maje!

Suonno gentile,
suspiro mio carnale...
Te cerco comm’a ll’aria:
Te voglio pe’ campá!…
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 2
UOMINI DI MARE

 
      Lato B: 2
E' MERAVIGLIOSO

 
 
   

Autori: F. Califano. E. Pardini, A. Varano
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
Su un molo, da solo
pensavo agli uomini
che il mare porta via
le grandi pulizie sui pescherecci
gli strani personaggi da fumetti
i viaggi clandestini
su carghi di limoni
fra pagine ingiallite di Hemingway.

Uomini di mare
gente un po’ speciale
sperano in buone nuove
proprio come me.

Uomini di mare
fatti di dialetto e sale
tingono le loro sere
di dolcissima solitudine
proprio come me.

Su un molo, pensavo a un uomo
che vive solo come vivo io
a la bonaccia e ai grandi cambiamenti
che mutano la vita e i sentimenti
ma gli attimi d’amore
cuciti sopra il cuore
il mare quelli non li porta via.

Uomini di mare
cose che ho in comune
sperano in buone nuove
proprio come me.

Uomini di mare
fatti di dialetto e sale
tingono le loro sere
di dolcissima solitudine
proprio come me.
 
Fonte: QUI
     
Autori: F. Califano. E. Pardini, R. Conrado
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
Cosa rimane se finisce tra noi
vuoto o alienazione se vuoi
ma i fiumi vanno al mare
la mia saggezza ti disturba, lo so
bazzico la vita da un po’
io so il copione.

Ma stavolta sento che
sei piombata dentro me
io mi rendo conto che
non voglio ammettere
che qualche cosa
sta accadendo pure a me.

È meraviglioso
quando ti aspetto
ed il tempo non scivola mai.

È meraviglioso
quando tu arrivi
e restiamo a parlare di noi.

È meraviglioso
quando ti offro una rosa
e sei rossa anche tu.

Il tuo sudore si confonde col mio
come trasparente sangria
so già il tuo odore
sei la prima donna che
sa restare accanto a me
quando dopo quel momento
io non ho voluto mai
dormire in due
come lo faccio insieme a te

È meraviglioso
quando ti insegno le cose che
ancora non sai.

È meraviglioso
quando ti guardo spogliata
la faccia che fai.

È meraviglioso
quando trattieni il respiro
e ti stringi più a me.

È meraviglioso.
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 3
... MA CAMBIERA'

 
      Lato B: 3
EMOTIVITA'

 
 
   

Autori: F. Califano. E. Pardini, A. Varano. R. Conrado
Orchestra: A. Musso
 
Testo:
Ma cambierà...
certo cambierà...
a cominciare da te
che non vedrò mai più.

La vita non sei tu
né chi somiglia a te.
Ognuno è quello che è!

Si cambierà già da questa sera,
ho messo a fuoco ogni cosa,
ho preparato le mie valigie,
buttate dietro le cose grigie,
da adesso in poi giocherò
soltanto per vincere.

Vado via
in cerca di una vita sopportabile,
dove si possa credere
a chi è intorno a te,
fidarsi di chi c’è
e di chi non c’è.

Vado via
e venga insieme a me
chi non ce la fa più,
chi gioca a scopa e a carte
non ne accoppia mai,
chi ha voglia di rifarsi con me.

Ma cambierà,
io ci credo ancora.

Inventerò primavere,
dove fa freddo ed il vento taglia,
dove non c’è neanche una canaglia,
dove l’amore sarà
di chi lo meriterà.

Vado via...
 
Fonte: QUI
     
Autori: F. Califano. E. Pardini, R. Conrado
Orchestra: A. Musso
 
Testo:
Sapere chi è al telefono
già prima di rispondere
succede a chi è sensibile
a volte la telepatia
è solo un fatto di emotività
ma fa paura quando accade a me.

Sentire già in anticipo
le cose che succedono
per esempio prendere una via
sicuro di incontrare te
è solo un fatto di emotività
è solo un fatto di emotività.

Io sento che c’è dentro di me
una parte che non cresce mai
in quella parte ci sei tu
insieme a te avverto che c’è
un’intesa indefinibile
un feeling che mi anticipa
il gioco dell’intuito
a caso non si instaura
fra due che si innamorano
è un attimo reciproco
è solo un fatto di emotività
è un’epidermica sensualità.

Io sento che c’è dentro di me
una parte che non cresce mai
in quella parte ci sei tu
insieme a te avverto che c’è
un’intesa indefinibile
un feeling che mi anticipa
è solo un fatto di emotività
è solo un fatto di emotività.
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 4
BIMBA BOMBA

 
      Lato B: 4
PER NOI ROMANTICI

 
 
   

Autori: F. Califano, F. Pina
Orchestra: Gianfranco Lombardi
 
Testo:
È traditrice l’atmosfera stasera
qui al mare, a quest’ora...

Ti sento donna
e mi stai addosso, stasera
ed ho un pò paura

Così mi sconvolgi, bimba
Sei una bomba, bimba
sei una bomba
una stella nel blu

Così come l’onda avvolge
tu mi avvolgi, bimba
sei una bomba
una stella nel blu.

Il mare ha un lineamento antico
più tardi io ti penserò
e c’è un incantamento antico
nel mare mi addormenterò.

Sognerò un gabbiano...
un orso bruno...
il vecchio, il mare e te...

Così mi sconvolgi, bimba
sei una bomba, bimba
sei una bomba
una stella nel blu.

Così come l’onda avvolge
tu mi avvolgi, bimba
sei una bomba
una stella nel blu

Il mare ha un lineamento antico
più tardi io ti penserò
e c’è un incantamento amico
nel mare mi addormenterò.

Sognerò un gabbiano...
un orso bruno...
il vecchio, il mare e te...

Così mi sconvolgi, bimba...
 
Fonte: QUI
     
Autori: F. Califano. E. Pardini, R. Conrado
Orchestra: A. Musso
 
Testo:
Per noi romantici
che usciamo ancora da un film d’amore
con gli occhi lucidi
non è possibile guardare il cielo
verso la sera senza commuoverci.

Inevitabile poi perdersi
in un tramonto color porpora
non è dicembre che dà i brividi
però far l’amore senza amore, no.

Poeti noi col cuore grosso
al tempo stesso sicuri e fragili
per noi la novità è la mattina
quando il postino porta la lettera.

In questa vita che si agita
è facile sbagliare secolo
ma questo senso di malinconia
forse è poesia forse è poesia.

Noi che ci crediamo
Noi che lo aspettiamo
il vero amore arriverà, ci premierà.

Sara prezioso ogni attimo
le cose, anche le più piccole
l’oceano è grande per un sughero
però se galleggia non affonda mai

E alla partenza ci saremo noi
pronti a commuoverci per un addio
ma questo senso di malinconia
forse è poesia, forse è poesia.
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 5
NON SO VIVERE A META'

 
      Lato B: 5
ATTIMI

 
 
   

Autori: F. Califano, M. Marrocchi, G. Artegiani
Orchestra: A. Musso
 
Testo:
Sono nato controvento
e nella vita intanto canto
tra la strada e la finestra
c’è una lacrima che resta
canto buio e luna piena.

Sempre prima tra le stelle
nasce venere ribelle
contro il tempo e senza età
canto ancora la mia libertà.

Questa sera finalmente
posso stare tra la gente
posso dire quello che mi va.

Per amore o per dispetto
forse questo è il mio difetto
non so vivere a metà.

E ora canto per te
che finisci con me
le mie canzoni
e le storie d’amore
lasciate a metà.

Le mie notti laggiù
dove amore e virtù
hanno fatto a cazzotti
e non contano più.

E ora canto per chi
vuol sapere perché
ho scelto una vita diversa da te.

C’è chi nasce
ed in fronte ha già la fortuna
c’è chi cerca
una perla e trova la luna
io vivo soltanto per essere me.

E ora passo dopo passo
mentre scanso qualche sasso
anche solo e senza amici
io non offro più la schiena
canto al buio e luna piena.

Con le scarpe sulle spalle
a piedi nudi e senza stelle
assaporo il gusto antico
della terra sulla nudità.

Questa sera finalmente
posso uscire e camminare
posso ridere e cantare, se mi va.

Per amore o per dispetto
forse questo è il mio difetto
non so vivere a metà.

E ora canto per te
che finisci con me
le mie canzoni
e le storie d’amore
lasciate a metà.

Le mie notti laggiù
dove amore e virtù
hanno fatto a cazzotti
e non contano più.

E ora canto per chi
vuol sapere perché
ho scelto una vita diversa da te.

C’è chi nasce
ed in fronte ha già la fortuna
c’è chi cerca una perla
e trova la luna
io vivo soltanto per essere me.
 
Fonte: QUI
     
Autori: F. Califano, F. Del Giudice
Orchestra: A. Musso
 
Testo:
Ci sono attimi in cui tu mi manchi
e in quei momenti mi sento male
Ci sono attimi in cui non ti penso
e so benissimo cosa fare.

E tu che balli nei miei pensieri
donna di oggi, donna di ieri
chissà se vivi le mie emozioni
se a volte hai le mie sensazioni.

Ci sono attimi in cui un’alba chiara
ti sembra ricca di poesia
a volte invece guardi un tramonto
e senti tanta malinconia.

Ci sono attimi in cui non vivo più
e in quei momenti mi sento impazzire
e ho dentro all’anima mille paure.

Ci sono attimi in cui non penso mai
a tutto quello che abbiamo vissuto
e non ricordo davvero il passato.

Ci sono attimi che sanno darti
la voglia di ricominciare
la voglia di costruire un volto
ad una vita che vuoi buttare.

Ci sono attimi in cui due ragazzi
si danno un bacio che tenerezza
a volte vedi due innamorati
e senti dentro tanta amarezza

Ci sono attimi in cui non vivo più
e in quei momenti mi sento impazzire
e ho dentro all’anima mille paure.

Ci sono attimi in cui non penso mai
a tutto quello che abbiamo vissuto
e non ricordo davvero il passato

Ci sono attimi...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato B: 5
LA MUSICA

 

Autori: F. Califano. E. Pardini, A. Varano
Orchestra: A. Musso
 
Testo:
L’uomo che lavora la sua terra
ordinata e perfetta
come un quadro naif

Adorna il suo casale con pannocchie
rispettando una vecchia tradizione del nord

La musica sta zitta e prende appunti
per non perdere
neanche un momento di malinconia
se c’è poesia

Nel silenzio si ferma a ascoltare
il rumore che viene dal fiume
o un lamento di un cane che muore
dentro il vento c’è un canto d’amore

La musica è un attimo che
nasce spontanea se c’è
la poesia la poesia la poesia
è un momento di malinconia

È un frammento che dedico a te... a te
 
Fonte: QUI
 
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