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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

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 :: ENZO JANNACCI

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ENZO JANNACCI: 1987 - PARLARE CON I LIMONI (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Dic 18, 2018 10:41 am

1. TITOLO:
 
1987 - PARLARE CON I LIMONI
 
# Etichetta: DROGUERIA DI DRUGOLO # Catalogo: DDD 450867 1 # Data pubblicazione: Mrzo 1987 # Matrici: CI DDD 450867-1L/CI DDD 450867-2L # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 11 Marzo / Grafica di copertina: Fragola & Panna / Registrato presso lo Studio "Il cortile", Milano, da Paolo Mescoli, Novembre 1986-Febbraio 1987 - Mixato presso lo Studio "Morning", Milano, da Renato Cantele / Produzione esecutiva: A.GI.DI. - Modena / Sull'etichetta, il titolo del brano "Il futuro" compare senza l'articolo / Distribuito da CBS Dischi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Parlare con i limoni è il quattordicesimo album in studio di Enzo Jannacci, pubblicato l'11 marzo
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 PARLARE CON I LIMONI
  • A2 DUE GELATI
  • A3 IL CASTELLO DEI MA
  • A4 SENZA PAROLE


  • B1 POVERI CANTAUTORI
  • B2 LA FINE DELLA STORIA
  • B3 IL FUTURO
  • B4 SOUVENIR

 
 
Lato A: 1
PARLARE CON I LIMONI

 
      Lato B: 1
POVERI CANTAUTORI

 
     

Autori: Mark Harris, Enzo Jannacci, Riccardo Piferi
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Io, io e te, che guardi le mie rughe
Io, io e te, che mangi le mie acciughe
Eh… sei sempre lì a parlare dell'età
Ma è proprio necessario poi?
Roba che mi domando e poi?
Ma è proprio necessario poi?
Variare uno vari, vario, vario come me, eh eh eh eh
Eh eh eh che bella quella canzone…
Che parla della pioggia, della Francia e non fa confusione
Eh… in mezzo a tutta 'sta ignoranza è facile anche dire
È proprio necessario poi?
Roba che mi domando e poi?
Tutto da dimostrare e poi?
Che è vero, sì che è vero, è vero, è vero

Che verrà il giorno che spariranno tutti i rompicoglioni, sì
Io sarò pronto lì a parlare con i limoni
Uno che è giallo, uno che è verde,
Uno che grida ma non si arrende,
Uno che piscia da sotto in su
Uno che canta solo I love you
Quanta fatica per farsi accettare con le canzoni
Una vita intera per rincorrere due o tre illusioni
Uno che scappa, uno che grida,
Uno che guida ma non si fida,
Uno che scrive no con l'accento,
Poi fa l'amore per il momento, no!

Sì, sì lo so, lo so, c'è la crema per le rughe
Sì, sì lo so, c'è anche la crema per le acciughe, e allora?
E in mezzo a tutta 'sta ignoranza è facile anche dire
È proprio necessario poi?
Roba che mi domando e poi?
Tutto da dimostrare e poi?
Variare uno vario, vario, vario come me, eh eh eh eh
Eh eh eh uh… che bella quella canzone…
Che parla della Francia, della pioggia e non fa confusione
E in mezzo a tutto 'sto casino è facile anche dire
È proprio necessario poi?
Roba che mi domando e poi?
Tutto da dimostrare e poi?
Se è vero, sì che è vero è vero è vero

Che verrà il giorno che spariranno tutti i rumori
Da un giorno all'altro sei lì a parlare con i limoni
Uno che è giallo, uno che è verde,
Uno che grida ma non si arrende,
Uno che piscia da sotto in su
Uno che canta solo I love you
Quanta fatica per farsi accettare con le canzoni
Al mio amico Tenco non gli han fatto vedere neanche i limoni
Uno che è giallo, uno che è verde,
Uno che grida ma non si arrende,
Uno che piscia da sotto in su
E tutti che cantano I love you, eh...!

Quanta fatica per farsi accettare con le canzoni
Al mio amico Gaber non gli han mai perdonato di aver fatto canzoni
Uno che è giallo, uno che è verde,
Uno che grida ma non si arrende,
Uno che piscia da sotto in su
E tutti che cantano I love you!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci, Riccardo Piferi
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Uè Maurizio, ma cosa ti sei schizzato il cervello!?
Ma questo qui è un pezzo di Joe Cocker!

E poveri cantautori, così belli di dentro, così brutti di fuori.
E poveri cantautori, sempre troppe parole nelle loro canzoni
E po - po - poveri cantautori, sempre meno poeti, sempre più imitatori!
E poveri cantautori, che per vendere i dischi se li compran da soli!!!

E non parlo per me! E non che rida di me!
A cent'anni sono ancora in tournée ma se rinasco eh…
Voglio fare la star! David, David, David, David
E Voglio fare la star! David, David, David, David
E Voglio fare la star! David, David, David, David
Voglio fare la star!

Poveri cantautori, che non vogliono andare alla televisione
e dopo ci vanno lo stesso, che forse è l'ultima volta per cantar la canzone
e po-po-poveri cantautori che non sanno l'inglese come gli americani.

Uè Emilio, canto alla Bruce Springsteen! Vero o no? Eh!

E non che io parli per me! E non che rida di me!
A cent'anni sono ancora in tournée ma se rinasco eh…
Voglio fare la star! David, David, David, David
E Voglio fare la star! David, David, David, David
E Voglio fare la star! David, David, David, David
E Voglio fare la star!

Emilio, canto come una bestia!

E Poveri cantautori, che ci rubano il posto tutti gli altri cantanti stranieri
e poveri cantautori, qualcheduno architetto, tutti gli altri dottori
E po-po-poveri cantautori, non ci han dato il permesso neanche i suoi genitori
e poveri cantautori, sempre meno capelli, sempre troppi accessori

E non che io parli per me! E non che rida di me!
A cent'anni sono ancora in tournée ma se rinasco eh…
Voglio fare la star! We are the world!
E Voglio fare la star! We are the world!
E Voglio fare la star! We are the world! We are the children!
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 2
DUE GELATI

 
      Lato A: 2
LA FINE DELLA STORIA

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Due gelati impoltigliati da un'estate che
Li vedeva spaventati
Dai continui se
E i gelati son finiti
Tu lo sai perché
Tu ti liberi di fuori
Si, ma dentro son dolori
Non è facile da dire, dire...

Una storia troppo bella
Una vita da balilla per volerti bene
Un telefono che suona
Come dire ti perdono, ma
Ma non è più amore
Quattro passi in riva al mare
Quattro frasi senza dire
Che il treno è là
Com'è triste quel lamento
Non lo vuole neanche il vento
Mentre questa vita va
Com'è triste quel lamento
Non lo vuole neanche il vento
Mentre questa vita va...

E i gelati son finiti
Tu, tu lo sai perché
Tu ti liberi di fuori
Si, ma dentro son dolori
Non è facile da dire, dire...

Una storia troppo bella
Una vita da balilla per volerti bene
Un telefono che suona
Come dire ti perdono, ma
Ma non è più amore
Quattro passi in riva al mare
Quattro frasi senza dire
Che il treno è là
Com'è triste quel lamento
Non lo vuole neanche il vento
Mentre questa vita va
Com'è triste quel lamento
Non lo vuole neanche il vento
Mentre questa vita va...

Due gelati impoltigliati da un'estate che
Li vedeva spaventati
Dai continui se
E i gelati son finiti
Tu lo sai perché
Tu ti liberi di fuori
Si, ma dentro son dolori
Non è facile da dire, dire...

Una storia troppo bella
Una vita da balilla per volerti bene
Un telefono che suona
Come dire ti perdono, ma
Ma non è più amore
Quattro passi in riva al mare
Quattro frasi senza dire
Che il treno è là
Com'è triste quel lamento
Non lo vuole neanche il vento
Mentre questa vita va
Com'è triste quel lamento
Non lo vuole neanche il vento
Mentre questa vita va...

E i gelati son finiti
Tu, tu lo sai perché
Tu ti liberi di fuori
Si, ma dentro son dolori
Non è facile da dire, dire...

Una storia troppo bella
Una vita da balilla per volerti bene
Un telefono che suona
Come dire ti perdono, ma
Ma non è più amore
Quattro passi in riva al mare
Quattro frasi senza dire
Che il treno è là
Com'è triste quel lamento
Non lo vuole neanche il vento
Mentre questa vita va
Com'è triste quel lamento
Non lo vuole neanche il vento
Mentre questa vita va...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
La fine della storia
Dice
Finirà l’amore per voi,
voi che avete amato
senza tirarvi indietro mai, mai,
senza pagare di persona,
come potevate?

la fine della storia,
vedi,
porta a quella siepe
che ormai sfiora l’orizzonte
di tanti sogni avuti insieme,
del bene già dimenticato,
di tutto ciò che non è stato
o forse è stato.

La fine della storia,
la fine della storia.

La fine della strada,
vedi,
porta a quella siepe
che ormai spacca in due anche il lago
come la pioggia che galleggia,
come una sposa abbandonata,
come un fotografo che scatta
mentre
l’immagine va via, va via, va via…

La fine della storia
Va via, va via…

La fine della strada
Va via, va via…

La fine è poesia.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
IL CASTELLO DEI MA

 
      Lato B: 3
IL FUTURO

 
     

Autori: Maurizio Bassi, Enzo Jannacci, Riccardo Piferi
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Quanta gente che fa la fila
Per scoprire che non serviva.
Quanta gente che va …
È convinta di fare prima.

E quanto tempo perdiamo
E quante suole sprechiamo
Mentre compriamo i biglietti dell’ultimo tram.

Cosa racconteremo?
E Dopo cosa faremo?
La gente dietro il castello,
il castello dei ma.

I capelli diventano piume
Quando cadono si sta male,
l’orologio non ha più le ore,
guarda solo se cala il sole.

E quanto tempo perdiamo
E quante suole sprechiamo
Mentre compriamo i biglietti dell’ultimo tram.

Cosa racconteremo?
E Dopo cosa faremo?
La gente dietro il castello,
il castello dei ma.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci, Riccardo Piferi
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Il futuro,
sempre ammesso,
sempre ammesso che c'è,
è una storia,
è una storia che mi scrivo da me.
Se rimbalza sono guai,
niente domani,
niente perché,
palla al centro
e restate voi tre senza futuro.

Il futuro,
il futuro è senza replay.
Il futuro vuole la vita e non solo lei,
il futuro, ahimè,
pieno di gente che dice ok
e senza saperlo si ammazza da sé.

Sì, ma allora è da grandi che si capisce
Che figli si diventa, non ci si nasce,
sì, ma allora è da grandi che si capisce
da che parte è la coda nelle bisce.

Sì, ma allora è da grandi che si impara
Che studiare da padre non si trova sui libri,
Sì, ma allora è da grandi che si pagano i danni
Con in più gli interessi, calcolati da chi? Calcolati dai grandi.
Ma allora è da grandi che si paga di più.
Calcolati da chi? Calcolati dai grandi.
Sì, ma allora è da grandi che si paga di più.
Ahimè!

Il futuro, ahimè,
pieno di gente che dice ok
e senza saperlo si ammazza da sé,
senza futuro.

Il futuro,
il futuro è senza replay.
Il futuro vuole la vita e non solo lei,
il futuro, ahimè,
pieno di gente che dice ok
e senza saperlo si ammazza da sé.

Sì, ma allora è da grandi che si impara
Che studiare da padre non si trova sui libri,
Sì, ma allora è da grandi che si pagano i danni
Con in più gli interessi, calcolati da chi? Calcolati dai grandi.
Sì ma allora è da grandi che si paga di più
Calcolati da chi? Calcolati dai grandi.
Sì ma allora è da grandi che si paga di più
Calcolati da chi? Calcolati dai grandi.
Sì ma allora è da grandi... ehi...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
SENZA PAROLE

 
      Lato B: 4
SOUVENIR

 
     

Autori: Antonio Galbiati, Mark Harris, Enzo Jannacci, Riccardo Piferi
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Ma tu cosa ridi a fare
Che sei nato l’altro ieri?
Non sputare sui piselli,
non sei neanche nel mestiere.

Tu vuoi essere diverso
Ma sei uno come noi,
qui si vive di panini
ma sono anche fatti tuoi.

Quanta gente che è annegata
Anche solo in un bicchiere,
io è una vita che ci nuoto,
tu a chi vuoi darcela a bere?

Niente letto, mai dormire,
ci dobbiamo divertire,
se vuoi essere normale,
far per finta anche l’amore.

Siamo rimasti
Senza parole,
due coca cole,
due,
al posto del sole, ma…
Ma per fortuna
C’è uno che stona
E come uno slogan, ehi…
vien fuori la luna!

Non mi voglio lamentare
Ma c’è poca fantasia,
io da piccolo era bello
anche senza carosello.

Parli sempre di quel film
Che non hai visto mai alla fine,
noi due soli dietro il bar,
discutiamo, è già domani.

No, no, non mi va di raccontare
Com’è gialla la città,
tu sei lì, mi ascolti appena, vita,
e che pubblicità!

Incomincia a raccontare,
poi qualcuno ascolterà,
mentre passano le immagini,
uno solo griderà che

Siamo rimasti
Senza parole,
due coca cole,
due,
al posto del sole, ma…
Ma per fortuna
C’è uno che stona
E come uno slogan, ehi…
vien fuori la luna!

Siamo rimasti
Senza parole,
due coca cole,
due,
al posto del sole, ma…
Ma per fortuna
C’è uno che stona
E come uno slogan, ehi…
vien fuori la luna!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci, Riccardo Piferi
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Parla la radio,
è un souvenir
del mondo là fuori,
fa male, davvero,
fa male sapere
che c’è…

Parla più piano,
parla con me,
dimmi di gente
che è sola,
che vuole star sola,
più sola
di me.

Scrivo sul muro,
scrivo …
ma, ma dico poco,
neanche la verità.

Parla più piano,
parla di lei,
che suo malgrado
è già un souvenir.
 
Fonte: QUI
 
 

 
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ENZO JANNACCI: 1989 - SE ME LO DICEVI PRIMA/VITA E BOTTONI (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Dic 18, 2018 2:42 pm

1. TITOLO:
 
1989 - SE ME LO DICEVI PRIMA/VITA E BOTTONI
 
# Etichetta: DROGUERIA DI DRUGOLO # Catalogo: 654706-7 # Data pubblicazione: Febbraio 1989 # Matrici: CI DDD 654706-1N/CI DDD 654706-2N # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Lato A: "Festival di Sanremo 1989" / Testo del lato A stampato sul retro copertina / Fotografia di Guido Harari - Grafica: Anastasia / Distribuito da CBS Dischi - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
SE ME LO DICEVI PRIMA

 
      Lato B:
VITA E BOTTONI

 
     

Autori: Maurizio Bassi, Enzo Jannacci
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Eh, eh, eh, ma se me lo dicevi prima
Eh, se me lo dicevi prima
Come prima
Ma sì se me lo dicevi prima
Ma prima quando
Ma prima no
Eh, si prendono dei contatti
Faccio una telefonata al limite faccio un leasing
Se me lo dicevi prima
Ma io ho bisogno adesso, sto male adesso
Ma se me lo dicevi prima ti operavo io
Ma io ho bisogno di lavorare io sto male adesso
Eh sto male e sto bene macché il lavoro e mica il lavoro
Posso mica spedirti un charter
Bisogna saperlo prima che dopo non c'è lavoro, prima, capito
E allora è bello
Quando tace il water
Quando ride un figlio
Quando parla Gaber
E allora sputa su chi ti eroina
Perché il mondo sputa
Proprio quando nasce un fiore
Perché iniettarsi morte
È ormai anche fuori moda
Perché ce n'è già tanti che son venuti fuori
Oh, sei ancora qua
Vabbé, quanto sei alto
Uno e novanta
Eh eh eh non vai bene
Come non vado bene
Non vai bene
Se me lo dicevi prima ti dicevo che noi abbiamo bisogno della gente giusta
Tra l'1,60 l'1,60, tra l'1,60, capito
Cioè ho capito che quando uno sta male deve arrangiarsi da solo
E allora sarà ancora bello
Quando ti innamori
Quando vince il Milan
Quando guardi fuori
E sarà ancora bello
Quando guardi il tunnel
Che è ancora lì vicino e non ci credi ancora
Ne sei venuto fuori e non ci credi ancora
E ci hai la pelle d'oca e non ci credi ancora
Ti sei sentito solo
In mezzo a tanta gente
Sì ma guarda che di te e degli altri
A questa gente
Non gliene frega niente
E allora sarà ancora bello
Quando tace il water
E sarà anche più bello
Quando scopri il trucco
E allora sarà bello
Quando tace il water
Quando spegni il boiler
Quando guardi il tunnel
Quando, quando senti il sole.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Maurizio Bassi, Enzo Jannacci, Riccardo Piferi
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
 
 
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ENZO JANNACCI: 1991 - LA FOTOGRAFIA/LA FINE DELLA STORIA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Dic 18, 2018 6:14 pm

1. TITOLO:
 
1991 - LA FOTOGRAFIA/LA FINE DELLA STORIA
 
# Etichetta: DROGUERIA DI DRUGOLO # Catalogo: 114 158 # Data pubblicazione: Febbraio 1991 # Matrici: 114 158-A/114 158-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Lato A: "Festival di Sanremo 1991" / Testo del Lato A sul retro copertina, con riproduzione del manoscritto originale / Fotografia di Maurizio Buscarino - Grafica: Studio Anastasia / Produzione esecutiva: A.Gi.Di - Modena / Distribuito da BMG Ariola
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
Versione musicassetta singola
 
                  
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
LA FOTOGRAFIA

 
      Lato B:
LA FINE DELLA STORIA

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Celso Valli
 
Testo:
Uhe, no guarda la fotografia
Sembra neanche un ragazzino
Io, io son quello col vino
Lui, lui è quello senza motorino

Così adesso che è finito tutto e sono andati via
E la pioggia scherza con la saracinesca della lavanderia
No, io aspetto solo che magari l'acqua non se lo lavi via
Quel segno del gesso di quel corpo che han portato via

E tu, maresciallo, che hai continuato a dire “andate tutti via
cosa fate? Qui non c’è più niente da vedere, niente da capire… circolate!”
Credo che ti sbagli perché un morto di, di soli tredici anni
È proprio da vedere, perché la gente, sai, magari fa anche finta
Però le cose è meglio fargliele sapere.

Guarda la fotografia
Sembra neanche un ragazzino
Io, io son quello col vino
Lui è quello senza motorino

Era il solo a non voler capire d'esser stato sfortunato
Nascere in un paese dove i fiori han paura e il sole è avvelenato
E sapeva quanto poco fosse un gioco... e giocava col destino
un destino col grilletto e la sua faccia, la sua faccia nel mirino

È finita la pioggia, tutto il gesso se l'è portato via
Lo so che ti dispiace maresciallo ma, appoggiato alla lavanderia
Era il mio, era il mio di figlio, e forse è tutta colpa mia perché, vedi...
Come in certi malgoverni, se in famiglia il padre ruba
Anche il figlio a un certo punto vola via

E così lui, no, non era lì per caso, no
Anche lui sparava e via
Ma forse il gioco s’era fatto stanco e non s’è neanche accorto
che moriva

Guarda la fotografia
Sembra neanche un ragazzino
Io son quello col vino
Lui, lui è quello senza motorino

Guarda la fotografia
Sembra neanche un ragazzino
Io son quello col vino
Lui è quello senza motorino

La fotografia, la fotografia, la fotografia...
Tutto il resto è facce false della pubbliciteria
Tutto il resto è brutta musica fatta solamente con la batteria
Tutto il resto è sporca guerra stile, stile mafieria
La fotografia… la fotografia...
Tu, sì tu, tu che sei famoso... firma, firma, per piacere, la fotografia.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
La fine della storia
Dice
Finirà l’amore per voi,
voi che avete amato
senza tirarvi indietro mai, mai,
senza pagare di persona,
come potevate?

la fine della storia,
vedi,
porta a quella siepe
che ormai sfiora l’orizzonte
di tanti sogni avuti insieme,
del bene già dimenticato,
di tutto ciò che non è stato
o forse è stato.

La fine della storia,
la fine della storia.

La fine della strada,
vedi,
porta a quella siepe
che ormai spacca in due anche il lago
come la pioggia che galleggia,
come una sposa abbandonata,
come un fotografo che scatta
mentre
l’immagine va via, va via, va via…

La fine della storia
Va via, va via…

La fine della strada
Va via, va via…

La fine è poesia.
 
Fonte: QUI
 
 
 
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ENZO JANNACCI: 1991 - GUARDA LA FOTOGRAFIA (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Dic 18, 2018 11:36 pm

1. TITOLO:
 
1991 - GUARDA LA FOTOGRAFIA
 
# Etichetta: DROGUERIA DI DRUGOLO # Catalogo: 211 737 # Data pubblicazione: Maggio 1991 # Matrici: 211 737-A/211 737-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 14 Maggio / Busta interna con i testi delle canzoni / Fotografie di Maurizio Buscarino e Walter Gatti (foto interna) - Grafica: Anastasia / Registrato presso gli Studi "Fonoprint", Bologna, da Luca Bignardi e Massimo Carpani; organo Hammond registrato presso Umbi Studio, Modena, da Massimo Carpani; voce in "La strana famiglia" e "Sogno come mafia" registrata presso lo Studio "Excalibur", Milano, da Massimo Carpani; archi registrati presso lo Studio "Forum", Roma, da Sergio Marcotulli - Mixato presso la Fonoprint da John Etchells e Celso Valli - "The photograph" registrato e mixato presso i Livingstone Studios, Londra, da Mike Bigwood / "The photograph" è la versione in inglese del brano "La fotografia", presentata al Festival di Sanremo 1991 in abbinamento all'originale in gara / Produzione esecutiva: A.GI.DI. - Modena / Distribuito da BMG Ariola
 
 
2. RECENSIONE:
 
Guarda la fotografia è il quindicesimo album in studio di Enzo Jannacci. Gli arrangiamenti sono stati curati da Celso Valli. È stato pubblicato dopo la sua seconda partecipazione al Festival di Sanremo, dove, con La fotografia, ha ottenuto il Premio della Critica: per l'abbinamento internazionale previsto dall'edizione del 1991, Jannacci scelse l'attrice tedesca Ute Lemper, la cui versione in lingua inglese chiude l'ascolto di questo stesso album.

La title-track, evocata nel titolo stesso dell'album, rimanda, anche nella copertina, alle prime parole del testo: "Guarda la fotografia, sembra neanche un ragazzino, io son quello col vino, lui è quello senza motorino": racconta di un uomo dedito all'alcool che perde il più piccolo dei suoi due figli (nella foto "senza motorino", a differenza del maggiore, perché ha solo 13 anni) durante un tentativo di rapina a una lavanderia, e rivela tutto questo al Maresciallo dei Carabinieri accorso come lui sul luogo della tragedia, confessando, oltre al suo senso di colpa, di essere un ladro anche lui.

La strana famiglia è cantata con Giorgio Gaber: i testi sono di Gian Piero Alloisio e di Ombretta Colli.

Il brano "Sogno come mafia" ha la stessa musica, ma eseguita più lentamente, della canzone "Sturmtruppen", incisa da Cochi e Renato nel 1976.

Il gruista è un brano del suo repertorio degli anni '60, scritto da Dario Fo e Fiorenzo Carpi: racconta di un operaio che incontra una giovane donna durante il suo lavoro lungo le pareti di un palazzo, ma in realtà sta solamente fantasticando e per questa distrazione compie un tragico volo nel vuoto.

Songo venuto è rivolto agli emigrati dal Sud, in particolare dalla "sua" Puglia, recitato in un ibrido tra lingua e dialetto, e venne scritto da Jannacci alla fine degli anni '70 per lo spettacolo teatrale "La tappezzeria", interpretato da un giovane Diego Abatantuono.
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Versione compact disc
 
   
 

 
 
Versione misicassetta
 

 

 

Enzo Jannacci "Guarda la fotografia"

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 IL GRUISTA
  • A2 I DISPIACERI
  • A3 LA STRANA FAMIGLIA
  • A4 L'ALFABETO MUORE
  • A5 LA FOTOGRAFIA


  • B1 SONGO VENUTO
  • B2 SOGNO COME MAFIA
  • B3 PARLIAMONE
  • B4 THE PHOTOGRAPH

 
 
Lato B: 1
IL GRUISTA

 
      Lato B: 1
SONGO VENUTO

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Celso Valli
 
Testo:
Era un manovratore e quindi… manovrava
quel gran bottone in ferro della gru
lassù nella garitta lui sempre se ne stava
spostando le putrelle in su e in giù

Faceva andar la gru, perciò era un gruista
appeso a cento metri su nel ciel
ma di lassù godeva di una gran bella vista
e non scendeva mai neanche a dormir

Perché il gruista soffre di vertigini
da quando si è scassato il gran simpatico
gli si è sconnesso il metabolismo basale
e se discende la terra gli sembra di ballar come un mare

Era un gruista schiavo delle glandole
e non scendeva neanche la domenica
appollaiato alla gru come un gatto sul melo
cercava svago guardando le donne nel grattacielo

"buongiorno signorina, permette? L'accompagno!"
a fare un bel giretto sulla gru
nell'aria ce ne andremo come due cicogne
poi, se vuole, ci darem del "tu"

"Io vengo ma l'avverto che sono un po' illibata
e quindi, detto fatto, montò su
la giostra gira, gira, al terzo giro la bella s'è schiantata
e aveva appena detto "vado giù"

Era un gruista schiavo delle glandole
ma s'intendeva molto di carrucole
lì con la sua garitta inventi in un baleno
giunse di faccia ad un metro (anche men, anche meno!)
dal suo bene

Era un gruista schiavo delle glandole
adesso sta nel ciel con la sua sventola
sempre affacciata negli occhi del suo gruista
che bella vista affacciata negli occhi del suo gruista

Era una donna schiave delle glandole
e neanche lei discende la domenica
sempre affacciata negli occhi del suo gruista
che bella vista affacciata negli occhi del suo gruista
sempre affacciata negli occhi del suo gruista
che bella vista affacciata negli occhi del suo gruista

(lo sapevo io, eh!)
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Celso Valli
 
Testo:
Songo venuto co' la piena e la ggiurnata era serena
Songo arrivato qui al cantiero e m'hann'offerto puro da bero
Vabbé! era solo acqua de rubinetto
Ma quello che importa nella vita è il gesto
Che città ganza da murire
E io ignurante che non ci volevo neanche venire.
E' bbella e giusta la città e qui ce n'è da lavurà!
E' bbella e nordica città e qui ce n'è da lavurà!

E l'ingegnere ch'è gentile, dice: "Posa i valige nel curtile"
Dice: "S'accomoda, permette?" Che persunaggio giust'e curretto
Poi come un gioco come di parole dice :"Famme vedé i tette"
Che città ganza da murire
E io ignurante che non ci volevo neanche venire.
E' bbella e giusta la città e qui ce n'è da lavurà!
E' bbella e nordica città e qui ce n'è da lavurà!

Ma senti ben, son't un terun
La bella nebbia la me sgiunfia li pulmun
E io ignurante che non ci volevo neanche venire.
E' bbella e giusta la città e qui ce n'è da lavurà!
E' bbella e nordica città e qui ce n'è da lavurà!

E' bbella e giusta la città e qui ce n'è da lavurà!
E' bbella e nordica città e qui ce n'è da lavurà!

Senti belle, le mandole shop, 'azzo dici, shop
Lascia sta che c'ho da lavurà uhè
Assolutamente so' qui che fatico
Sarò ignurante ma fatico.

Io so' venuto per lavurare, volevo solo faticare
Mé sso' portato baffi e basette
Mica sso' venuto qua affà u sciuretto
Me sso' cumportato in maniera curretta
Mica lo sapevo che ci voleva i tette
E passa un giorno e passa un anno
E sso' passato puro 'no brutto capodanno
E' bbella e giusta la città e qui ce n'è da lavurà!
E' bbella e nordica città e qui ce n'è da lavurà!

E che sso' venuto a ffa' qui
Senti il coro, senti bello, il coro
E quando lo dice il coro
Puoi stare certo ch'è nn'a cosa essenziale
Assolutamente, capito?
Senti bello il coro, ah! ah! ah!
'azzo dici, shop
Dietro i meridionali ci va dietro tutto il corteo
Personaggi di colore e gialle e verde e nero
'azzo dici co' sto' shop tu
Probabilmente cominciato sso' stato il fendente
Che ha seminato il panico e dopo tutti dietro
Senti bbello, sentiti quant'è bello
Tu nella debole tua mentina
Tu 'na cosa sola ti devi dimenticare
Di coniugare il verbo meridionale.
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 2
I DISPIACERI

 
      Lato A: 2
SOGNO COME MAFIA

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Celso Valli
 
Testo:
I dispiaceri
hanno la faccia,
la faccia degli angeli
con quei nasi lunghi,
quelle facce curiose.

I dispiace
hanno la faccia,
la faccia degli angeli
per accompagnarti in posti
che fan paura ai diavoli.

I dispiaceri
Hanno la faccia di tuo figlio
Che c’ha vergogna a dirti
Che ha la febbre e che sta male.
E tu dov’eri?
Già, io dov’ero?
Mah, forse a cercar nuvole
O altri dispiaceri.

I dispiaceri
Han la faccia degli uomini
Che fanno apposta a stare al mondo
Per fare incazzare gli angeli.

I dispiaceri
Han la faccia degli angeli
Che quando ti han visto t’han visto, t’han detto:
“abbiam mica bisogno”
“appunto”
“come appunto?”
“Appunto cosa?”

I dispiaceri
Han la faccia degli uomini
Che fanno apposta a stare al mondo
Per fare incazzare gli angeli.

I dispiaceri
Han la faccia degli angeli
Che quando ti han visto t’han visto, t’han detto:
“abbiam mica bisogno”
“appunto”
“come appunto?”
“Appunto cosa?”
“Ma come?”
“Ma come?”
“Ma come?”
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Celso Valli
 
Testo:
Guarda quanta poca luce, sì!
E dopo piangi come fosse un sogno, sì!
E dopo sogno come mafia, sì!
E allora meglio chiedere perdono, sì!
Già! Ma quando l'uccellino canterà
Film di propaganda e varietà
Canta ma non canta solo per te
Lui canta solamente per amore.

Mangia tutta la pastiglia, sì!
E dopo porta tutta la famiglia, sì!
E allora corri a dare un po' di pane a chi?
Ma quello perde solo sangue sì!
E allora quando l'uccellino canterà
Troppo poco tempo ci sarà
Per domandarsi come mai
Lui canta solamente per amore.

Vita che mi hai dato tanto, sì!
Ecco, ascolta uno che al momento c'è!
E allora pronti, io parto quando vuole lui
Perché lui che sorrideva dalla croce
Ma quando l'uccellino canterà
Forse un'altra vita scoppierà
Ma è da deficienti dire che
Lui canta solamente per amore.

Ma quando l'uccellino canterà
Forse un'altra vita scoppierà
Ma è da deficienti dire che
Lui canta solamente per amore.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
LA STRANA FAMIGLIA

 
      Lato B: 3
PARLIAMONE

 
     

Autori: Giorgio Gaber, Enzo Jannacci
Arrangiatori: Celso Valli
 
Testo:
Vi presento la mia famiglia
Non si trucca non s'imbroglia
È la più disgraziata d'Italia

Ma anche se soffriamo molto
Noi facciamo un buon ascolto
Siamo quelli con l'audience più alto

(Vai Gaber!)

I miei genitori, due vecchi intronati
Per mezz'ora si sono insultati
A "C'eravamo tanto amati"

Dalla vergogna lo zio Evaristo
S'era nascosto, povero Cristo
L'han già segnalato a "Chi l'ha visto?"
(quelli lì non hanno mai trovato nessuno, mai!)

Il Ginetto dell'Idroscalo
Quando la moglie lo lascia solo
Piange in diretta con Sandra Milo
(Ciro! Ciro!)

Per non parlare di mio fratello
Che gli han rotto l'osso del collo
Ora fa il morto a “Telefono Giallo”
(Eccolo lì)

Come ti chiami?
Da dove chiami?
Ci son per tutti tanti premi
Pronto? Pronto? Pronto?
Tanti gettoni tanti milioni
Pronto? Pronto? Pronto?
Con Berlusconi o con la Rai

E sull'Aspromonte c’ho dei parenti
Li ho rivisti belli contenti
Nello speciale "Rapimenti"

Mentre a Roma c'è lo zio Renzo
Che è analfabeta ma ha scritto un romanzo
È sempre lì da Maurizio Costanzo
(Ocio Maurizio che arrivo, eh!)

E la fortuna di nonna Piera
Che ha ucciso l'amante con la lupara
Ha preso vent'anni in "Un giorno in pretura"
(vanno in televisione e poi piangono)

Mio zio è un travestito di nome Wanda
Ha fatto i soldi, ha comprato una Panda
La Panda è andata a Samarcanda

Come ti chiami?
Da dove chiami?
Ci son per tutti tanti premi
Pronto? Pronto? Pronto?
Tanti gettoni tanti milioni
Pronto? Pronto? Pronto?
Con Berlusconi o con la Rai

Chi c'è rimasto? Ah già, c'è Vito
Completamente rincoglionito
Da Zavoli in fabbrica ti tappa il dito
(quello lì i lavori li ha provati tutti, eh?)

E alla fine c'è nonno Renato
Che c'ha l'Aids da quando è nato
Ha avuto un trionfo da Mino Damato
(gli chiedono gli autografi, eh!)

Vi ho presentato la mia famiglia
Non si trucca non si imbroglia
È la più disgraziata d'Italia

Il Bel Paese sorridente
Dove si specula allegramente
Sulle disgrazie della gente

Come ti chiami?
Da dove chiami?
Stiam diventando tutti scemi
Pronto? Pronto? Pronto?
Stiam diventando tutti coglioni
Pronto? Pronto? Pronto?
Con Berlusconi o con la Rai
Pronto? Pronto? Pronto?
Stiam diventando tutti coglioni
Pronto? Pronto? Pronto?
Con Berlusconi o con la Rai
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Celso Valli
 
Testo:
Va che è un bel fatto,
c’è in giro della brutta gente, sai,
che più che parlare, straparla
e non dice quasi niente mai.

Io se rinasco, rinasco ricco e senza casini,
alto quasi tre metri, un po’ bianco e un po’ nero
e non vendo neanche accendini.

Stupida storia che è questa nostra vita
E c’è chi non se la gioca neanche
Come una brutta partita.

Ma se mi toccasse parlare
A un ragazzo che soffre la prima volta d’amore
O a un caro amico che si sta spegnendo per via del cuore.

Giovani uomo,
lo so che non è facile,
la prima volta che si soffre d’amore
il dolore è terribile.
E le parole, madonne e le lacrime
Proprio non servono,
ti chiedo scusa ma sono tuo padre,
non sono mica un mobile.

E tu vorresti bruciare le calze, la faccia, le scarpe
Ma che brutto far finta, vederti soffrire,
mentre stai così male.
Ma se ho rispetto per questo tuo grande dolore
Che ti brucia dentro,
ho anche rispetto per la mia funzione di mobile.

Parliamone, parliamone, parliamone,
parliamone, parliamone,
parliamone

Questa volta davvero
Muoion le storie, specie se parlan d’amore, sai,
ma com’era bella, com’era dolce
la nostra vecchia canzone
ma tu non mi amavi e io,
che volevo buttarti giù dal balcone.

Tu, vecchio mio, lo so, ti sembra impossibile
E ci si scherzava, ma adesso
Non c’è più niente da ridere
Ma stringi ‘sta mano,
stringi almeno due dita,
chissà, magari qualcosa di me
passa nella tua vita.
No, gli occhi non chiuderli
Che ti vengon le rughe,
magari che mi scappa da piangere
dai, non far scherzi ma…
Sento che le tue dita
Mi rispondono “lasciami”,
perché è inutile insistere

Parliamone, parliamone, parliamone,
parliamone, parliamone,
parliamone.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
L'ALFABETO MUORE

 
      Lato B: 4 Interprete: UTE LEMPER
THE PHOTOGRAPH

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Celso Valli


 
Testo:
Quando un muratore muore
Quando l'Alfabeto muore
Quando il socialismo muore
Non fare un figlio, potrebbe chiederti da dove viene il dolore

Quando l'egoismo è il credo
Quando un viso bianco non è di colore
Quando per capire il tempo c'è il televisore
Non occorre più domandarsi chi ha messo le bombe e ordinato il terrore

Quando si comincia a odiare il lavoro
Quando si incomincia odiare la vita oltre alla morte
Quando si comincia a odiare una qualsiasi forma d'amore
Allora è tardi, forse un po' troppo tardi
Anche per un trapianto di cuore

Quando non ci saran più stelle in cielo da guardare
Con un sorriso triste ma solo dolore
E un'altra guerra quando l'applauso muore
Non fare finta, è a te, proprio a te, che è venuto il malore
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci, Ute Lemper
Arrangiatori: Celso Valli
 
Note: "THE PHOTOGRAPH" è cantata in inglese... viene inserita esclusivamente per "doverosa" documentazione!
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
 
Lato A: 5
LA FOTOGRAFIA

 

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Celso Valli
 
Testo:
Uhe, no guarda la fotografia
Sembra neanche un ragazzino
Io, io son quello col vino
Lui, lui è quello senza motorino

Così adesso che è finito tutto e sono andati via
E la pioggia scherza con la saracinesca della lavanderia
No, io aspetto solo che magari l'acqua non se lo lavi via
Quel segno del gesso di quel corpo che han portato via

E tu, maresciallo, che hai continuato a dire “andate tutti via
cosa fate? Qui non c’è più niente da vedere, niente da capire… circolate!”
Credo che ti sbagli perché un morto di, di soli tredici anni
È proprio da vedere, perché la gente, sai, magari fa anche finta
Però le cose è meglio fargliele sapere.

Guarda la fotografia
Sembra neanche un ragazzino
Io, io son quello col vino
Lui è quello senza motorino

Era il solo a non voler capire d'esser stato sfortunato
Nascere in un paese dove i fiori han paura e il sole è avvelenato
E sapeva quanto poco fosse un gioco... e giocava col destino
un destino col grilletto e la sua faccia, la sua faccia nel mirino

È finita la pioggia, tutto il gesso se l'è portato via
Lo so che ti dispiace maresciallo ma, appoggiato alla lavanderia
Era il mio, era il mio di figlio, e forse è tutta colpa mia perché, vedi...
Come in certi malgoverni, se in famiglia il padre ruba
Anche il figlio a un certo punto vola via

E così lui, no, non era lì per caso, no
Anche lui sparava e via
Ma forse il gioco s’era fatto stanco e non s’è neanche accorto
che moriva

Guarda la fotografia
Sembra neanche un ragazzino
Io son quello col vino
Lui, lui è quello senza motorino

Guarda la fotografia
Sembra neanche un ragazzino
Io son quello col vino
Lui è quello senza motorino

La fotografia, la fotografia, la fotografia...
Tutto il resto è facce false della pubbliciteria
Tutto il resto è brutta musica fatta solamente con la batteria
Tutto il resto è sporca guerra stile, stile mafieria
La fotografia… la fotografia...
Tu, sì tu, tu che sei famoso... firma, firma, per piacere, la fotografia.
 
Fonte: QUI
 
 

 
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Re: ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

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