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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

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 :: ENZO JANNACCI

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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1969 - FACEVA IL PALO/ANDAVA A ROGOREDO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio Dic 13, 2018 8:30 pm

1. TITOLO:
 
1969 - FACEVA IL PALO/ANDAVA A ROGOREDO
 
# Etichetta: SIGNAL # Catalogo: S 91 # Data pubblicazione: 1969 # J 20371x45-A/J 20240x45-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 6 Maggio 1966-4 Giugno 1964 / Ristampa di vecchie matrici JOLLY / Distribuito da SAAR - Milano
 
 
2. COVER
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
FACEVA IL PALO

 
      Lato B:
ANDAVA A ROGOREDO

 
     

 
Testo:
     
 
Testo:
 
 
ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Videos10
 


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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1969 - MA MI/L'ARMANDO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio Dic 13, 2018 8:56 pm

1. TITOLO:
 
1969 - MA MI/L'ARMANDO
 
# Etichetta: SIGNAL # Catalogo: S 92 # Data pubblicazione: 1969 # J 20272x45-A/J 20247x45-A # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Ristampa di vecchie matrici JOLLY / Distribuito da SAAR - Milano
 
 
2. COVER
 
   
 
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
MA MI

 
      Lato B:
L'ARMANDO

 
     

 
Testo:
     
 
Testo:
 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1970 - MEXICO E NUVOLE/PENSARE CHE... (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio Dic 13, 2018 11:25 pm

1. TITOLO:
 
1970 - MEXICO E NUVOLE/PENSARE CHE...
 
# Etichetta: RCA Italiana # Catalogo: PM 3519 # Data pubblicazione: Aprile 1970 # Matrici: ZKAW 25110/ZKAW 25111 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Grafica: Up & Down Studio / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
MEXICO E NUVOLE

 
      Lato B:
PENSARE CHE...

 
     

Autori: Paolo Conte, Vito Pallavicini
Arrangiatore: Nando de luca
 
Testo:
Lei è bella, lo so
è passato del tempo e io
ce l’ho nel sangue ancor.

Io vorrei, io vorrei
ritornare laggiù da lei
ma so che non andrò.

Questo è un amore di contrabbando
meglio star qui seduto
a guardare il cielo davanti a me.

Messico e nuvole
il tempo passa sull’America
il vento suona la sua armonica
che voglia di piangere ho.

Messico e nuvole
la faccia triste dell’America
il vento insiste con l’armonica
che voglia di piangere ho.

Chi lo sa come fa
quella gente che va fin là
a pronunciare sì, mah!

Mentre sa che è già
provvisorio l’amore che
c’è sì, ma forse no, mah!

Queste son situazioni di contrabbando
a me non sembra giusto
neanche in Messico, ma perché.

Messico e nuvole
il vento insiste con l’America
il tempo passa con l’armonica
che voglia di piangere ho.

Messico e nuvole
la faccia triste dell’America
il vento straccia anche l’armonica
che voglia di piangere ho.

Intorno a lei, intorno a lei
una chitarra risuonerà
per tanto tempo ancor.

È il mio amore per lei
che i suoi passi accompagnerà
nel bene e nel dolor, sì.

Queste son situazioni di contrabbando
tutto si può inventare
ma un matrimonio non si può più.

Messico e nuvole
il tempo passa con l’America
il vento insiste con l’armonica
che voglia di piangere ho.

Messico e nuvole
il tempo insiste con l’America
il vento insiste con l’armonica
che voglia di piangere ho.

Messico e nuvole…
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Nando de luca
 
Testo:
C'è chi un giorno ti vuol bene
eh già...
c'è chi invece se ne frega
eh già...

C'è chi fa castelli in aria
ma
soltanto per distruggerli piangendo

Pensare che
la vita se ne va
l'amore se ne va
la fame se ne va

Mangiando un toast
La fame se ne va
la vita resterà
l'amore tornerà

C'è una luce in fondo al fiume

è qualcuno che si scalda un po'
poi cammina e non ci pensa più
girare il corso al fiume non si può

Pensare che
la vita se ne va
l'amore se ne va
la fame se ne va

Mangiando un toast
La fame se ne va
la vita resterà
l'amore tornerà

C'è un poeta che non piange
eh già...
lui di amore non ha scritto mai
io che in fondo ho avuto tutto ormai
piango e rido perché non si sa mai

Pensare che
la vita se ne va
l'amore se ne va
la fame se ne va

Mangiando un toast
La fame se ne va
la vita resterà
l'amore tornerà

Mangiando un toast
La fame se ne va
la vita resterà
l'amore tornerà

Mangiando un toast
La fame se ne va
la vita resterà
l'amore tornerà

Mangiando un toast
La fame se ne va
la vita resterà
l'amore tornerà
 
Fonte: QUI
 
 
ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Videos10
 


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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1970 - LA MIA GENTE (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven Dic 14, 2018 10:00 am

1. TITOLO:
 
1970 - LA MIA GENTE
 
# Etichetta: RCA Italiana # Catalogo: ALPS 11021 # Data pubblicazione: Marzo 1970 # Matrici: ZKAY 25068/ZKAY 25069 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Disegno in copertina di Gordon Faggetter / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
La mia gente è il sesto album in studio di Enzo Jannacci.

Gli arrangiamenti sono curati da Luis Bacalov, tranne Gli zingari (arrangiata da Enzo Jannacci), Mexico e nuvole e Pensare che (arrangiate da Nando De Luca); questi ultimi due brani sono anche stati pubblicati su 45 giri con un mixaggio leggermente diverso.
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 MARIA ME PORTEN VIA
  • A2 IL DRITTO
  • A3 E LA MARCIA VA
  • A4 IL DUOMO DI MILANO
  • A5 IL METRO'
  • A6 70 PERSONE



 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Button
 
Lato A: 1
MARIA ME PORTEN VIA

 
      Lato B: 1
PENSARE CHE...

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Nando De Luca
 
Testo:
Maria, me porten via, ma tì dill minga ai fioeu
che il suo papà l’han cattaa su ‘me on lader;
han taccaa lit per tresent franch de vin;
e tì, tì che te vet ‘dree a scoltà la radio,
tì che te vet ‘dree a contà’l rosari,
tì che quatr’ann fa te mè vorsu ben
famm on piasèe...

- Per piacere -

Maria, me porten via, ma tì, tì digh ai fioeu
Che il suo papà ha dovuto andar lontano
Dì, insomma, dì on quaicòss
Che t’hoo vorsuu ben
Ma che m’han ciapaa me on lader
Maria, ai fioeu, ti dighel no...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Nando De Luca
 
Testo:
C'è chi un giorno ti vuol bene
eh già...
c'è chi invece se ne frega
eh già...

C'è chi fa castelli in aria
ma
soltanto per distruggerli piangendo

Pensare che
la vita se ne va
l'amore se ne va
la fame se ne va

Mangiando un toast
La fame se ne va
la vita resterà
l'amore tornerà

C'è una luce in fondo al fiume

è qualcuno che si scalda un po'
poi cammina e non ci pensa più
girare il corso al fiume non si può

Pensare che
la vita se ne va
l'amore se ne va
la fame se ne va

Mangiando un toast
La fame se ne va
la vita resterà
l'amore tornerà

C'è un poeta che non piange
eh già...
lui di amore non ha scritto mai
io che in fondo ho avuto tutto ormai
piango e rido perché non si sa mai

Pensare che
la vita se ne va
l'amore se ne va
la fame se ne va

Mangiando un toast
La fame se ne va
la vita resterà
l'amore tornerà

Mangiando un toast
La fame se ne va
la vita resterà
l'amore tornerà

Mangiando un toast
La fame se ne va
la vita resterà
l'amore tornerà

Mangiando un toast
La fame se ne va
la vita resterà
l'amore tornerà
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 2
IL DRITTO

 
      Lato B: 2
LA MIA GENTE

 
     

Autori: Nando De Luca, Enzo Jannacci, Anita Parenzo
Arrangiatore: Nando De Luca
 
Testo:
Festa, nella casa popolare al tre,
Paste, vino in fresco come al tabarin.
Gira, gira, gira il giradischi e va,
Solo appoggiato in fondo al muro sta, zitto sta.

Il dritto non voleva ballar, non voleva ballar, guardava.
Il dritto non sapeva ballar, non sapeva ballar, fingeva.
Diceva lui di odiare l'amore, ma scoppiava il suo cuore.
La vita lui no! La vita, sì, la vita lui, lui la prende così.
La vita, sì, la vita lui, lui la prende così.

Lampi, son petardi di cartone, là,
Tuoni, e la casa sembra un varietà.
Suda, ma la fronte non si asciuga mai,
Gira, gira gira il giradischi e va, ma dove va?

Il dritto, lui si mise a ballar, lui si mise a ballar da solo.
Il dritto, continuava a gridar, seguitava a gridar: "perdono".
Diceva di volere l'amore, ma finì contro il muro e la vita finì!
La vita, sì, la vita lui, lui la finì così,
La vita, sì, la vita lui, lui la finì così,
La vita, sì, la vita lui, lui la finì così.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Luis Enriquez Bacalov
 
Testo:
La mia gente,
la mia gente muore,
la mia gente muore
e nessuno se ne accorge.

Io sto a guardare
fuori fuori che piove
e di questo morire
non ne voglio capire.

La mia gente,
la mia gente muore,
la mia gente muore
e nessuno se ne accorge.

Li han lasciati accoppare
dietro a una ciminiera,
gli avevano detto
che era l'ultima sera.

Sì ma tu
che con la tua automobile
hai scambiato la vita
per una bella donna sfiorita

Ricordati che c'è,
c'è ancora qualcuno
che aspetta la filovia
e quando l'ha presa
tira fuori un sorriso,
perché ormai l'han convinto
che andrà in paradiso.

La mia gente,
la mia gente canta,
la mia gente canta
e nessuno se ne accorge.

Io sto ad ascoltare
ma non capisco le parole
e allora di rabbia
alzo il volume della radio,
alzo il volume della radio
e canto con lei
e canto con lei
contro la mia gente,
contro la mia gente,
contro la mia gente...
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 3
E LA MARCIA VA

 
      Lato B: 3
EL CARRETE

 
     

Autori: Dario Fo, Enzo Jannacci
Arrangiatore: Nando De Luca
 
Testo:
Piro piro piro piro piro piro pa

E la marcia va, parappa pa parappa pa,
Sentirai cantare piro piro piro piro pa!

Sì ma non pensar, ma non pensar
che fa mal, fa tanto male alle meningi
e se proprio ti vergogni fingi ma
non pensar, non pensar che fa mal, tanto mal!

Lasciamoci portar come bandiere di satin che il vento
straccia e fa garrir come sottane di gabardine.
E poi diciamo solo "piro piro"
neanche "piro piro piro pa"

E la marcia va, parappa pa parappa pa,
Sentirai cantare piro piro piro piro pa!

Lasciamoci portar come bandiere di satin che il vento
straccia e fa garrir come sottane di gabardin.
E poi diciamo solo "piro piro"
neanche "piro piro piro pa"
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci, Aurelio Ponzoni, Renato Pozzetto
Arrangiatore: Nando De Luca
 
Testo:
Vamos a presentar
al nostro mundo
El Carrete e il suo amico compañero, El Paulinho

C'è sempre stata,
c'è sempre stata laggiù
nella fredda Andalusia
una casa di tre piani,
una casa di tre piani
con tutti i suoi bei comfort,
tutti i suoi bei comfort,
tutti, tutti i suoi bei comfort,
il massimo!
E inclusa dentro la portineria!

E lui, è lui, è lui, è lui, è lui, è lui
che doveva andare via
l'ham chiuso dentro,
l'han chiuso dentro
in de la...
in de la portineria,
l'han chiuso nella portineria!

E lui gridava,
e lui
e lui picchiava
tac tac ticchiti tac tic...
per aprirsi almeno un piccolo spiraglio,
per aprirsi almeno un piccolo spiraglio
nel ghetto angusto della portineria!
Ma invano...

Suda la gente,
suda la gente,
suda, suda la gente
suda, suda
laggiù nella fredda Andalusia
e ricordando quello che disse una persona
davanti alla casa di Rimini,
han deciso di togliere immediatamente,
togliere, togliere, togliere (basta con l'orchestra!)
(basta l'orchestra!)
togliere la portineria!

E lui gridava,
e lui
e lui picchiava,
picchiava o piangeva?
Tutte e due
tacchetè ta!

(basta con la tromba!
basta con la tromba!
Ti spacco la tromba in testa!
Ti spacco la tromba!
Basta la tromba!)

Per aprirsi almeno un piccolo spiraglio
nel ghetto ancor più angusto,
nel ghetto ancor più angusto
del citofono!
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 4
IL DUOMO DI MILANO

 
      Lato B: 5
IL PIANTATORE DI PELLAME

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Luis Enriquez Bacalov
 
Testo:
Sparge
il bancone
di dolci lacrime d'addio
quel giovanotto
malato
di ricchezza
ed il garzone
le asciuga
ad una ad una
e a casa,
la sera,
se ne innamora.

Han chiuso
nella sua tomba
l'acqua del mio canale.

Han chiuso
nella sua tomba
l'acqua del mio canale.

S'è lamentato una volta,
una volta sola,
quando qualcuno l'ha percosso
con una frusta di giornali.

C'è ancora chi pulisce
con l'alcool la sua vetrina.

C'è ancora chi pulisce
con l'alcool la sua vetrina.

Ma non risponde più al tuo saluto
perché t'han cambiato il cervello,
perché t'han cambiato il cervello
in via Lomellina, in Lomellina.

Il duomo di Milano
è pieno d'acqua piovana.

Il duomo di Milano
è pieno d'acqua piovana.

Ce l'han portata con gli ombrelli,
ce l'han portata con i pianti,
ce l'han portata con i pianti
per la redenzione delle puttane.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci, Aurelio Ponzoni, Renato Pozzetto
Arrangiatore: Nando De Luca
 
Testo:
Pà-papàp-paràpparà
Pà-papàp-paràpparà
Pà-papàp-paràpparà
Pàira-ràrraràrrarà.
Pàira-ràrraràrrarà
Pàira-ràrraràrrarà
Pàrarai-rairà.

Il piantatore di pellame era infelice perché
Lui non piantava il caffè perché cresceva da sé
Pensarci bene lì vicino c'era molto da far
Lui confinava con una piantagione di bar.

Il piantatore di pellame un giorno si innamorò
Di una ragazza però che coltivava paltò
Il piantatore di pellame fu felice perché
Mentre le offriva il caffè entrò il suo cane di nome Bill.

Fafafà-faffà-fàraffara (Giro senza la pistola)
Papapà-pappà-pàrappara (ballo esterno per il film)
Papapà-pappà-pàrappara
Papapà-pappà-pàrappara (bella giovane pulita)
Papapà-pappà-pàrappara (beve il brodo con le dita).
Papapà-pappà-pàrappara
Pàrarai-rairà.

Il pomeriggio ormai passava e lui era triste perché
La piantatrice di paltò non gli beveva il caffè.
Il piantatore di pellame allora chiese "perché!"
E lei rispose "col freddo non mi piace il caffè"

Il piantatore di pellame allora accese un falò
E disse "quando avrà caldo tolga pure il paltò".
E lei per sempre se n'è andata e lui è felice perché... (Ballo?)
Si beve entrambi i caffè con il suo cane di nome Bill.

Papapà-pappà-pàrappara (Ballo senza la pistola)
Papapà-pappà-pàrappara (spari esterno per il film)
Papapà-pappà-pàrappara
Papapà-pappà-pàrappara (bella giovane pulita)
Papapà-pappà-pàrappara (beve il brodo con le dita).
Pàrarai-rairà.
Pàrarai-rairà.
Pàrarai-rairà.
Boys!

(Grazie a kkiara per questo testo)
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 5
IL METRO'

 
      Lato A: 6
70 PERSONE

 
     

Autori: Bruno Lauzi
Arrangiatore: Nando De Luca
 
Testo:
T'incontro stamattina sul metrò
col tuo cappotto rosso,
t'insegno per vedere dove vai,
venirci anch'io se posso.

Ma tu non m'hai visto
leggere il giornale
come se fosse scritto da Alighieri.
Dentro al giornale
che hanno stampato ieri
ho fatto due bei buchi
per guardarti meglio
adesso...

Arriva un altro tizio un po' così,
gli dici sì che scendi,
ti porta a casa sua con un tassì,
magari ti offre un brandy.

Allora c'ho un dubbio,
forse tu non hai capito il sistema,
quando cerco di cambiare i pompieri,
oramai sei già partita
per andare a santa Margherita
con lui.

T'incontro ogni mattina sul metrò
col tuo cappotto rosso,
t'insegno per vedere dove vai,
venirci anch'io se posso.

Adesso c'ho un dubbio,
forse tu non hai capito il sistema,
quando cerco di cambiare i pompieri,
oramai sei già partita
per andare a santa Margherita
con lui,
con lui,
con lui.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Luis Enriquez Bacalov
 
Testo:
Ho visto un mare di gente
girare per le nostre campagne,
ho visto donne,
e poi vecchi e uomini
e poi ancora bambini.
Li ho visti chi con in braccio qualcosa
e chi niente,
passarsi di mano in mano
qualche bicchiere di vino
e, a manciate, rubarsi il disprezzo
che porta via il vento.
Li ho visti girare a lungo,
stupiti, per le nostre contrade,
alti di cieli squadrati,
ho visto i vecchi sgridati,
le donne guardare i bambini,
gli uomini muti.
Ho visto far di loro qualsiasi cosa
piuttosto per niente
e passarsi di mano in mano
bicchieri drogati
ma lì non c'è vento.

Di questa gente cosa ne faremo?
A questa gente cosa gli diremo?
Di questa gente cosa ne faremo?
A questa gente cosa gli diremo?

Ho visto non più di 70 persone
girare di notte per le loro campagne,
ho visto donne e poi vecchi
e uomini muti, bambini storditi.
Chi con in braccio qualcosa
e chi niente,
passarsi da una mano all'altra
l'ultimo bicchiere di vino
e cercare di addormentarsi,
finalmente, sotto un palmo di terra.

Di questa gente cosa ne faremo?
A questa gente cosa gli diremo?
 
Fonte: QUI
 
 
ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Videos10
 


Ultima modifica di mauro piffero il Ven Dic 14, 2018 11:32 pm, modificato 5 volte (Motivazione : Enzo Jannacci)
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1972 - RAGAZZO PADRE/FACEVA IL PALO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven Dic 14, 2018 11:13 am

1. TITOLO:
 
1972 - RAGAZZO PADRE/FACEVA IL PALO
 
# Etichetta: RCA Italiana # Catalogo: PM 3684 # Data pubblicazione: 1972 # Matrici: BKAS 26888/BKAS 26889 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: "Faceva il palo" nella versione del 33 giri "Jannaci Enzo / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
RAGAZZO PADRE

 
      Lato B:
FACEVA IL PALO (nella banda dell'ortica)

 
     

Autori: Enzo Jannacci, Bruno Lauzi
Arrangiatori: Alberto Baldan Bembo Italo "Lilly" Greco
 
Testo:
Un giorno m'e' arrivata un mattino d'estate
S'e' installata in salotto mi ha chiesto di fumare.
Vi lascio immaginare com'è andata a finire:
Mi son ritrovato un figlio da nutrire.
Sono un ragazzo padre, chiedo la carita'
Io sono un peccatore per questa societa'.
Sono un ragazzo padre non so piu' dove andare
Ho chiesto anche in comune, non mi lasciano entrare.
Son vent'anni che giro, il figlio e' quasi grande
Data la stagione bisogna provvedere
Perche' ier sera al parco faceva tanto freddo
Ci siam stretti forte e siam finiti dentro.
Sono un ragazzo padre chiedo la carita'
Io sono un peccatore per questa societa'.
Sono un ragazzo padre non so piu' dove andare
Ho chiesto anche in comune, non mi lasciano entrare
Ho chiesto anche in questura, non mi lasciano entrare
Ho chiesto anche alle suore, non mi lasciano entrare
Ho chiesto anche a mio figlio, m'ha detto: "Vai....
Sei un ragazzo padre chiedi la carita'
Tutti i ragazzi padre chidon la carita'
No, non e' peccato chieder la carita'..."
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Enzo Jannacci, Walter Valdi
Arrangiatori: Alberto Baldan Bembo Italo "Lilly" Greco
 
Testo:
Faceva il palo nella banda dell'Ortiga,
ma l’era sguercio, non ci vedeva quasi più,
ed è stato così che li han presi senza fatica,
li han presi tutti... tutti, tutti, tutti, fuori che lui.

Lui era fisso che scrutava nella notte
quand'è passato davanti a lui un carabinier,
insomma on ghisa, trii carriba e on metronotte,
gnanca una piega lù l'ha fà, gnanca un plissé.

Faceva il palo della banda dell'Ortiga,
faceva il palo perchè l'era el sò mestee.

Così precisi come quelli della Mascherpa,
sono restati lì i suoi amici, a vedere i carabinier,
han detto: «Ma come, porco Giuda,
mondo cane: il nostro palo, brutta bestia, ma dov'è?».

Lui era fisso che scrutava nella notte,
ha visto nulla, ma in compens l'ha sentii nient,
perché a vederci non vedeva un'autobotte
però a sentirci ghe sentiva on accident.

Faceva il palo della banda dell'Ortiga,
faceva il palo perché l'era el sò mestee

Ci sono stati pugni, spari, grida e botte,
j'hann menaa via che l'era giamò quasi mezzdì.
Lui sempre fisso, lì, a scrutare nella notte,
perchè el ghe vedeva istess de nòtt come ‘n del dì

Ed è li ancora come un palo nella via,
la gente guarda, gli dà cento lire e poi, poi va
lui, circospetto, guarda in giro e mette via,
ma poi borbotta, perché ormai l'è un po' arrabbià.

Ed è arrabbiato con la banda dell'Ortiga
perché lui dice: «Non si fa così a rubar».

Dice: « Ma come, a me mi lascian qui di fuori
e loro, loro chissà quand'è che vengon su;
e poi il bottino me lo portano su a cento lire:
un po' per volta, ma a far così non finiamo più.

Nò, nò, quest chì è pròppi on lavorà de stupid,
io sono un palo, non un bamba, non ci sto più;
io vengo via da questa banda di pistola,
mi metto in proprio, così non ci penso più».

Faceva il palo della banda dell'Ortiga,
faceva il palo perché l'era el sò mestee.
 
Fonte: QUI
 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1972 - ENZO JANNACCI IN TEATRO (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven Dic 14, 2018 11:39 am

1. TITOLO:
 
1972 - JANNACCI ENZO
 
# Etichetta: RCA Italiana # Catalogo: PSL 10539 # Data pubblicazione: Settembre 1972 # Matrici: BKAY 26799/BKAY 26800 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Copertina apribile con anta aperta al centro a seguire i contorni della finestra in modo da rendere visibile parte del disegno all'interno / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Jannacci Enzo è un album di Enzo Jannacci pubblicato nel 1972.

Il disco
L'album è parzialmente composto (primo caso nella produzione di Jannacci) da reincisioni di alcuni brani già pubblicati in precedenza dal cantautore: sono presenti in nuova versione El portava i scarp del tennis, Dona che te durmivet, Prendeva il treno, Ti te sé no, Faceva il palo, e anche E sapere (traduzione in italiano di E savè).
La canzone più celebre è certamente Ragazzo padre, brano per certi versi struggente, che racconta dell'improvvisa paternità di un giovane, il quale non riesce a trovar sostegno presso una società indifferente e crudele; questo è uno dei tre inediti del disco, gli altri sono La giostra (reincisa anni dopo da Milva con il titolo La rossa e il testo in gran parte cambiato) e Una tristezza che si chiamasse Maddalena, canzone già incisa qualche mese prima da Nicola Arigliano.
Gli arrangiamenti sono curati da Alberto Baldan e Italo Greco.
Tranne dove indicato, i testi e le musiche sono tutti di Enzo Jannacci
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 

 
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



 
 
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Lato A: 2
LA GIOSTRA

 
      Lato B: 1
UNA TRISTEZZA CHE SI CHIAMASSE MADDALENA

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Alberto Baldan Bembo, Italo "Lilly" Greco
 
Testo:
La primavera è ormai passata,
La pioggia quando viene è andata:
Povera giostra fingi l'allegria,
Ma il disco e di dieci anni fa.
Si ma una mattina che pioveva,
Una mattina che pioveva
I lampi e i tuoni litigavan forte,
Però si senti cantar....
E i lampi e i tuoni litigavan forte
Però si sentir cantar.
E gli anni della sua bellezza venti
Ma gli occhi sempre sorridenti,
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Alberto Baldan Bembo, Italo "Lilly" Greco
 
Testo:
Una tristezza che si chiamasse Maddalena
L'avresti dovuta vedere
Mentre scendevi piangendo
Giù dalla fabbrica
Scandendo il tempo di un rhitm & blues.
Una tristezza che si chiamasse Maddalena
L'avresti dovuta adorare
Marcio per la vergogna
Di un segno di croce mancato
A un povero Cristo smagrito,
Ammazzato di cancro ier sera, ier sera.
Una tristezza che si chiamasse Maddalena,
Non l'avresti nemmeno trovata
Quando a un tramonto
Rivestito di grigio
Non ti sei neanche chiesto
Se fosse assai meglio un ultimo bacio
Che non il solito arrivederci.
Una tristezza che si chiamasse Maddalena,
L'hai lasciata morire con gli altri
Una sera di un 12 Dicembre
Senza il coraggio di alzare una mano
O signore la faccia.
Arriverà insieme all'alba insieme all'apparire nel suo sporco
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 4
DONA CHE TE DURMIVET

 
      Lato B: 4
PRENDEVA IL TRENO

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Alberto Baldan Bembo, Italo "Lilly" Greco
 
Testo:
Dona, che te durmivet giuedi sera,
dona, t'avean prumis de portarti al cine
e poeu s'enn ferma' giò in latteria,
parlar de fútbal cunt i amis...

Dona, col paltò neuv
in mess a tucc chi omen
omen che t'han guardaa 'me una bestia rara;
e lì, a dés minut, t'è vegnú el magún;
t'et piangiù brasciada al to cou

E l'amore, el gh'è pu,
gh'è un bel fass d'illusiun...
forse saranno i debiti,
o forse tucc 'sti scioperi;
forse i l padrun de cà
che l'altr'ier sera l'è sta sü a mangià...
forse un poeu de tuss coss;
sì, ma dopo cinq'ann
questo l'è il risultato
che l'amore, el gh'è pü.

Dona, t'hann disedaa; t'é sentì? Rideven
dona, a tirà sü cu'l nas spurch de gasosa:
rideven, rideven de te, in gir:
e tucava a rid anca a ti!

Dona, te vedré 'sügà 'l nas spurch de gasosa...
Dona, 'vegh no paura de savé che el võsa!
Ma no; el te caressa cunt ch'i so manasc
el te strappa via, el te ciapa per man...

Ma l'amore el gh'è pu;
gh'è un bel fass d'illusiun...
forse saranno i debiti,
o forse tucc 'sti scioperi;
forse i l padrun de cà
che l'altr'ier sera l'è sta sü a mangià...
forse un poeu de tuss coss;
sì, ma dopo cinq'ann
questo l'è il risultato
che l'amore, el gh'è pü!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Alberto Baldan Bembo, Italo "Lilly" Greco
 
Testo:
S'ênn conosciuti a la catena di montaggio:
Lei, tutta bianca, che spiccava in quel candor.
Gigi Lamera, ed abitava dietro a Baggio,
Era il suo nome; ma non era un tipo snob!

"Scusi, signore: per andare alla toeletta?"
"Scusi, signora, ma rispondere non so."
"Lei, al lavoro come viene?" "In bicicletta..."
"Ma non è fine! La credevo un gran signore…"

Prendeva il treno per non essere da meno;
Prendeva il treno per sembrare un gran signor!

E la rivide, sempre in sede di montaggio,
Lei tutta bianca, con un fresco cappellin
"Gigi Lamera, si ricorda? Vivo a Baggio..."
"Si, vagamente.. Lei è il ciclista o giù di lì"

"Macché ciclista! Prendo il treno dietro a Baggio!"
- ed ostentava una cravatta dell'Upìm-
"Voglia gradire questi fiori come omaggio..."
"Che fiori sono?!?" "Signorina, i hoo fà mi!"

Prendeva il treno per non essere da meno;
Prendeva il treno per quel grande, assurdo amor!

L'han licenziato, in un bel giorno a fine maggio
Che l'han scoperto a tagliar i fiori int'i lamée;
- Tagliare i fiori nelle lamiere -
Adesso è ottobre, fa già freddo, ma il coraggio
Di dirlo in casa, col perché, lui non ce l’ha.

E col magone che non vuole andare via
"Gigi, l'è tardi!…", così come ogni mattina
Svelto si avvia, con la cartella sotto il braccio,
Male annodata la cravatta dell'Upim…

E prende il treno per non essere da meno,
E piange e ride per quel grande, assurdo amor!
Prendeva il treno per non essere da meno,
Prendeva il treno per quel grande, assurdo amor!
 
Fonte: QUI

 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1974 - BRUTTA GENTE/IL PANETTIERE (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven Dic 14, 2018 2:12 pm

1. TITOLO:
 
1974 - BRUTTA GENTE/IL PANETTIERE
 
# Etichetta: CAR Juke Box # Catalogo: CRJ 1095 # Data pubblicazione: Aprile 1974 # Matrici: CRJ 1095-A/CRJ 1095-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 3 Aprile / Lato A: "Un Disco per l'Estate 1974" / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
BRUTTA GENTE

 
      Lato B:
IL PANETTIERE

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Mettere tante divise,
servire tanti padroni,
scappare sempre in posti sbagliati,
e poi recitare troppe orazioni,
e vedere che in giro c'è sempre,
sempre troppa allegria,
superbia piena di malinconia
degli uomini ubriachi di miniera.

E poi mercanti vestiti di lana
che non sapranno mai capire,
non potranno mai ascoltare
chi canta nelle osterie.

È brutta gente che cammina
e va sporcando la terra.
È brutta gente che cammina
e va sporcando la terra.

E dappertutto vedere
gente che guarda smarrita,
e come le mosche impazzite
che non vanno neanche più verso la torta
e non conoscon la fretta,
ma neanche un giorno di festa,
e non conoscon la fretta,
ma neanche un giorno di festa,
e se c'è il vino bevono il vino,
e se c'è il vino....
E se non c'è vino,
se non c'è vino, pazienza.

È la mia gente che cammina
dicon che sporca la terra.
È la mia gente che cammina
dicon che sporca la terra

È giusto un giorno come un altro
credono di, di addormentarsi,
senza sapere che c'è sopra
c'è sopra un metro di terra
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Solo per salutare
Facevo, facevo così fatica,
Solo per arrivare vicino al treno
Facevo così fatica.

Solo per rinunciare alla mia giovinezza
Ho fatto tanta fatica,
Solo per arrivare davanti al mare
Ho fatto tanta fatica,
Per vedermi portare via il sole.

Maledetto mare,
Io che il sole non lo vedo mai,
Neanche il mare avevo visto mai, mai.

Io ho fatto il panettiere
Tutta la vita mia
Buona anche la maestra
"Non sai mai la poesia".

Solo a venire al mondo
Non ho fatto fatica, peccato.
Mi han chiamato Giovanni,
Non ho le mani nere,
Ma sono incoerente
Anche come panettiere.
 
Fonte: QUI
 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1974 - VINCENZINA E LA FABBRICA/VINCENZINA E LA FABBRICA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven Dic 14, 2018 2:37 pm

1. TITOLO:
 
1974 - VINCENZINA E LA FABBRICA/VINCENZINA E LA FABBRICA (strumentale)
 
# Etichetta: ULTIMA SPIAGGIA # Catalogo: ZUS 50567 # Data pubblicazione: Ottobre 1974 # Matrici: DKAS 27992/DKAS 27993 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Dalla colonna sonora del film "Romanzo popolare" (Mario Monicelli, 1974) / Sulla copertina il cognome di Jannacci è erroneamente indicato con la lettera iniziale "I" / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
VINCENZINA E LA FABBRICA

 
      Lato B:
VINCENZINA E LA FABBRICA (strumentale)

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Vincenzina hai guardato la fabbrica,
Come se non c'è altro che fabbrica
E hai sentito anche odor di pulito
E la fatica è dentro là…

Zero a zero anche ieri 'sto Milan qui,
‘Sto Rivera che ormai non mi segna più,
Che tristezza, il padrone non c'ha
Neanche 'sti problemi quai

Vincenzina davanti alla fabbrica,
Vincenzina vuol bene alla fabbrica,
E non sa che la vita giù in fabbrica
Non c'è, se c'è, com'è?
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Versione strumentale.
 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1975 - EL ME INDIRISS/QUELLI CHE... (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven Dic 14, 2018 5:41 pm

1. TITOLO:
 
1975 - EL ME INDIRISS/QUELLI CHE...
 
# Etichetta: ULTIMA SPIAGGIA # Catalogo: ZUS 50568 # Data pubblicazione: Marzo 1975 # Matrici: EKAS 28266/EKAS 28267 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Lato A: testo in imilanese come nella versione del 33 giri "Quelli che..." - Lato B: testo diverso rispetto alla versione presente sul medesimo album / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
EL ME INDIRISS

 
      Lato B:
QUELLI CHE...

 
     

Autori: Antonio Balducci, Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Non ce l'ho la biro! Eh... eh... non c'ho la biro! Va be', non c'ho la biro e allora? No, scusi... eh, lo so anch'io che è duro stare in fila, fatta anch'io la fila, senza la biro. Eh... se c'avevo la biro, ce lo dicevo a lei? Ce la chiedevo a questo qui? No, e allora? Ah be', allora stiamo qui tutta... tutta la vita perché io non c'ho la biro. Capito? Ah, grazie... m'ha dato la... Grazie... a rendere, eh...

El me' indiriss de doe son nassuu
mì me le ricordavi gnanca pù:
a l'era una cà vecia e per pissà,
tripli servissi, sì, ma in mezz al prà!

El me indiriss de doe son nassuu
me l'han ricordà ier, dentr'in Común:
cercavi un documént de residénza
e mì, m'è vegnuu in ment tutta l'infanzia...

A s'erum ona banda de sês fieou;
volevom trà per aria tutt'el mond,
fasevom la colletta alla mattina
per quatter Alfa e dù Esportasion

Tornavi a cà la sera, e la mia mamma
la me nettava el nas tutt spurch'de sang'
perchè la legge l'era de dài via,
ma l'era anca quella de ciapànn!

Pensarci ben, chissà che fine hann faa
chî mé compagn balord de s'cioppà el mond!
Ma poeu, la vita va; fa quel che voeur:
chi va, chi resta chi, chi invece moeur...

Ma hinn giamò passaa dù o trii minut
e mì, me rendi cont che hoo rott i ball:
ci ho qui on bel document de residénza...
cià via a menare! ...e scaricare anca l'infanzia!
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Quelli che cantano dentro nei dischi perché ci hanno i figli da mantenere, oh yes!
Quelli che da tre anni fanno un lavoro d'equipe, convinti d'essere stati assunti da un'altra ditta, oh yes!
Quelli che fanno un mestiere come un altro.
Quelli che accendono un cero alla Madonna perché hanno il nipote che sta morendo, oh yes!
Quelli che di mestiere ti spengono il cero, oh yes!
Quelli che Mussolini è dentro di noi, oh yes!
Quelli che votano a destra perché Almirante sparla bene, oh yes!
Quelli che votano a destra perché hanno paura dei ladri, oh yes!
Quelli che votano scheda bianca per non sporcare, oh yes!
Quelli che non si sono mai occupati di politica, oh yes!
Quelli che vomitano, oh yes!
Quelli che tengono al re.
Quelli che tengono al Milan, oh yes!
Quelli che non tengono il vino, oh yes!
Quelli che non ci risultano, oh yes!
Quelli che credono che Gesù Bambino sia Babbo Natale da giovane, oh yes!
Quelli che la notte di Natale scappano con l'amante dopo aver rubato il panettone ai bambini, oh yes!
Intesi come figli, oh yes!
Quelli che fanno l'amore in piedi convinti di essere in un pied-a-ter, oh yes!
Quelli, quelli che sono dentro nella merda fin qui, oh yes! Oh yes!
Quelli che con una bella dormita passa tutto, anche il cancro, oh yes!
Quelli che, quelli che non possono crederci neanche adesso che la terra è rotonda, oh yes!
Quelli che non vogliono tornare dalla Russia e continuano a fingersi dispersi, oh yes!
Quelli che non hanno mai avuto un incidente mortale, oh yes!
Quelli che non vogliono arruolarsi nelle SS.
Quelli che ti spiegano le tue idee senza fartele capire, oh yes!
Quelli che dicono "la mia serva", oh yes! Oh yes!
Quelli che organizzano la marcia per la guerra, oh yes!
Quelli che organizzano tutto, oh yes!
Quelli che perdono la guerra... per un pelo, oh yes! Oh yes!
Quelli che ti vogliono portare a mangiare le rane, oh yes!
Quelli che sono soltanto le due di notte, oh yes!
Quelli che hanno un sistema per perdere alla roulette, oh yes!
Quelli che non hanno mai avuto un incidente mortale, oh yes!
Quelli che non ci sentiamo, oh yes!
Quelli diversi dagli altri, oh yes!
Quelli che puttana miseria, oh yes!
Quelli che quando perde l'Inter o il Milan dicono che in fondo è una partita di calcio e poi vanno a casa e picchiano i figli, oh yes!
Quelli che dicono che i soldi non sono tutto nella vita, oh yes!
Quelli che qui è tutto un casino, oh yes!
Quelli che per principio non per i soldi, oh yes! Oh yes!
Quelli che l'ha detto il telegiornale, oh yes!
Quelli che lo statu quo che nella misura in cui che nell'ottica, oh yes!
Quelli che non hanno una missione da compiere, oh yes!
Quelli che sono onesti fino a un certo punto, oh yes!
Quelli che fanno un mestiere come un altro.
Quelli che aspettando il tram e ridendo e scherzando, oh yes!
Quelli che aspettano la fidanzata per darsi un contegno, oh yes!
Quelli che la mafia non ci risulta, oh yes!
Quelli che ci hanno paura delle cambiali, oh yes!
Quelli che lavoriamo tutti per Agnelli, oh yes!
Quelli che tirano la prima pietra, ma che anche la seconda, la terza, la quarta e dopu? E dopu se sa no...
Quelli che alla mattina alle sei freschi come una rosa si svegliano per vedere l'alba che è già passata.
Quelli che assomigliano a mio figlio, oh yes!
Quelli che non si divertono mai neanche quando ridono, oh yes!
Quelli che a teatro vanno nelle ultime file per non disturbare, oh yes!
Quelli, quelli di Roma.
Quelli che non c'erano.
Quelli che hanno cominciato a lavorare da piccoli, non hanno ancora finito e non sanno che cavolo fanno, oh yes!
Quelli lì...
 
Fonte: QUI
 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1975 - QUELLI CHE... (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven Dic 14, 2018 7:37 pm

1. TITOLO:
 
1975 - QUELLI CHE...
 
# Etichetta: ULTIMA SPIAGGIA # Catalogo: ZLUS 55180 # Data pubblicazione: Marzo 1975 # Matrici: EKAY 28208/EKAY 28209 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Copertina apribile con all'interno note e crediti del disco scritti da Enzo Jannacci e i testi delle canzoni / Copertina di Cesare Monti / Registrato presso gli Studi "Regson", Milano, da Gianluigi Pezzera, Gennaio 1975 / I brani "La televisiun", "Borsa Valori", "Dottore...", "Viva la galera", "Il karatè" e "Il Kenya" sono brevi sketches solo recitati, indicati esclusivamente sulle etichette del disco / "Vincenzina e la fabbrica" in nuova versione rispetto alle precedenti due pubblicate su 45 giri nel 1974 / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Qelli che... è il settimo album in studio di Enzo Jannacci, il primo dei quattro realizzati per l'Ultima Spiaggia.

L'album
Quelli che... fu registrato nel gennaio 1975 negli studi Regson di Milano; il tecnico del suono è Gianluigi Pezzera, e la copertina del disco è di Cesare Montalbetti. È il primo disco di Jannacci a racchiudere alcuni brevi monologhi (di cui uno in coppia con il telecronista sportivo Beppe Viola). Nello stesso mese fu anche pubblicato un 45 giri contenente Quelli che... con un testo diverso dalla versione dell'album, mentre il retro, El me indiriss, è cantata in italiano (mentre nell'album è in dialetto milanese); questa canzone racconta di un ricordo d'infanzia del cantautore.

Anche Vincenzina e la fabbrica era stata pubblicata su 45 giri qualche mese prima, in una versione con un arrangiamento totalmente diverso rispetto a quella dell'album. Il bonzo era già stata incisa da Dario Fo nel 1968, con il titolo Ora importa anche a me della mia libertà, ed era tratta dallo spettacolo di Georges Michel con regia di Fo La passeggiata della domenica. Il bonzo è ispirata alla morte di Thích Quảng Đức. L'arcobaleno era già stata incisa nel 1969 da Cochi e Renato, con un testo leggermente diverso (scritto dai due comici) e con il titolo La domenica.

Nove di sera è una traduzione di Sergio Bardotti di una canzone di Chico Buarque de Hollanda, A televisão. La canzone Il monumento è firmata testo e musica da Jannacci, ma una nota all'interno del disco segnala che il testo, antimilitarista, è tratto da un volantino trovato durante l'inaugurazione di un monumento; nella realtà, è invece tratto da una poesia di Bertolt Brecht (pubblicata tradotta in italiano nel settembre del 1965 nel numero 6 della rivista Nuovo Canzoniere Italiano, a pagina 32).

La title-track, costruita sulla falsariga della prima chanson di Jaques Prevert in Paroles, è introdotta da una breve riflessione che sintetizza un suo punto di vista riguardo alla televisione. Quelli che... dura invece quasi nove minuti: su di una base blues da manuale, accompagnata da un sassofono, e i periodi che iniziano tutti con le due parole del titolo (periodi tutti ellittici della proposizione principale), scorrono, senza un ordine preciso, vizi e costumi, luoghi comuni, contraddizioni e caratteristiche dell'uomo medio: ogni strofa si conclude con un intercalare "oh, yeah", a sottolinearne la vena ironica. La peculiarità del brano, in recitato e legato a filo doppio con il momento presente, permetterà a Jannacci di modificare di volta in volta buona parte del testo durante le sue esecuzioni e reincisioni, adattandolo con il segno dei tempi.

L'album è stato ristampato su CD e pubblicato nel mese di dicembre 2011 grazie all'intervento di Paolo Jannacci e dell'etichetta Alabianca.

L'album è presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia alla posizione numero 97.
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
Versione musicassetta
 
   
 

Enzo Jannacci in un'immagne del 1978

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



  • B1 VINCENZINA E LA FABBRICA
  • B2 DOTTORE...
  • B3 VIVA LA GALERA
  • B4 IL BONZO (Ora importa anche a me della mia libertà)
  • B5 9 DI SERA (a televisão)
  • B6 IL KARATE'
  • B7 EL MAROGNERO
  • B8 IL KENYA

 
 
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Lato A: 1
LA TELEVISIUN

 
      Lato B: 2
DOTTORE...

 
     

Autori: Fausto Amodei
Arrangiatore:
 
Testo:
La televisiun la g'ha na forsa de leun
La televisiun la g'ha paura de nisun
La televisiun la t'endormenta cume un cuiun.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
Voce: Giuseppe Viola
 
Testo:
(parlato):
- Dottore, ho un dolore qui
- si spogli
- tolgo anche i pantaloni?
- come si chiama?
- Gianni Della Procura
- che cos’ha?
- è un periodo che mi fa male la testa
- e perché ha tolto i pantaloni?
- eh, le ho detto, è un periodo che mi fa male la testa
- febbre?
- no
- inappetenza?
- no
- insonnia?
- no
- fuma?
- no, grazie, solo le mie
- mal di fegato?
- no
- ha mai fatto dello sport?
- mai
- mai occupato di politica?
- mai
- mai preso un giorno di ferie?
- mai..

- Lei é un bravo patriota, bravo!
- Professore, cosa crede che sia?
- Adesso vediamo
- quando vediamo professore?
- Senta caro, senta caro, il tempo e il luogo lo scelgo io
- ma, è un periodo che mi fa male la testa!
- allora mi dica
- ho solo 47 anni
- il cuore è a posto?
- Il cuore è a posto
- credevo fosse proprio il cuore
- no, no, no, il cuore è a posto
- allora non è niente di grave
- mah! sarà qualcos'altro
- meno male, lei lavora troppo, amico mio
- se non si lavora non si mangia, professore
- non faccia il cretino
- grazie professore, troppo buono.
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 4
IL MONUMENTO

 
      Lato B: 3
VIVA LA GALERA

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Il nemico non è, no non è
Oltre la tua frontiera;
Il nemico non è, no non è
Al di là della tua trincea;
Il nemico è qui tra noi,
Mangia come noi, parla come noi,
Dorme come noi, pensa come noi
Ma è diverso da noi, da noi!
Il nemico è chi sfrutta il lavoro
E la vita del suo fratello;
Il nemico è chi ruba il pane
Il pane e la fatica del suo compagno;
Il nemico è colui che vuole il monumento
Per le vittime da lui volute
E ruba il pane per fare altri cannoni
E non fa le scuole e non fa gli ospedali
E non fa le scuole per pagare i generali,
Quei generali, quei generali, quei generali
per un'altra guerra...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Viva viva la galera
Che ti fa ben rozzo e nero!

Viva viva la galera,
ti dà il pane verso sera!

Viva viva la galera,
ti difende la frontiera!

Viva viva la galera,
non ti porta via la pera!
Verso sera,
verso sera,
sull’aria di “Summertime”.
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 5
BORSA VALORI

 
      Lato B: 4
IL BONZO (Ora importa anche a me della mia libertà)

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Listino prezzi borsa valori di Milano
Aggiunda dei dividendi
Obiettivabili gli aggiuntandi a partire da domani:

Panino, modello muratorino,
ingredienti: pane e sudorino:
lire quattrocento.

Numero due valigie, fibra cartonata,
modello “viaggi senza ritorno”:
lire ventottomila.

Numero quaranta metri spago tipo medio-forte
Per valigia di cui sopra,
modello “Battipaglia normale”:
lire milleduecento.

Modello “frivoli lusso”:
lire milleottocento.

Villa extralusso,
vista stabilimenti Fiat Mirafiori,
con tutti i confort:
lire trentamila.

Con piscina:
lire trentuno mila.

Con silicosi:
lire ventimila.

Con mutilazione da fresa:
lire mille.

Con sicura e rapida evoluzione schizoide:
lire quarantamila.

Con “delirium tremens”:
lire cinquantamila.

Con ulcera gastrica piccola curva sicuramente cancerigna:
lire centomila.

Mirage, modello “ratto maldestro”:
lire trentaduemila.

Tupolev, tipo “celebrazioni multi-biennali:
lire quattordicimila.

Tipo “o la va o la spacca”:
lire undicimila.

Concorde per lavaggio strade e marciapiedi:
lire settantunomila.

Si avverte la spettabile clientela
Che l’operazione viene effettuata
Dall’alto.

Modello “fatele con le vostre manine”:
qualcosina in più.

In caso di maltempo
L’ostaggio verrà rilasciato lo stesso.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Dario Fo, Aurelio Ponzoni
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
A un, du, a un du tri quatr...

M’ha detto che un bonzo
(- un bonzo? Chi l’è?
- un prete buddista)
Si è bruciato
(- ‘sto bonzo),
s’è cosparso di benzina
nella piazza principale
e poi eh…
(- che cosa è successo?
- niente)
S’è dato fuoco da sé
Perché vuole la libertà.
(- libertà de brusà, de brusà per pudè campà
De campà per lavurà, lavurà per pudè murì…)

M’han detto che in Fiandra
(- in Fiandra? Dov’è?)
Nel Belgio
Saltata per aria una miniera
(- de carbun)
Son finiti bruciacchiati
Asfissiati, anneriti dal grisù
(- che cosa è successo?
- niente)
Più di sessanta terrun
Son finiti all’aldilà,
ha fin’ de tribulà
(- de tribulà per pudè campà, de campà per lavurà
De lavurà per pudè sfissià)

Io ci ho la macchina,
ci ho un bel mestiere
e non faccio il minatore,
ci ho la mutua,
ci ho la casa al terzo piano e…
(- ‘ste ghet ammò?)
Ci ho i servizi col bidè,
cosa interessa a me della mia libertà
(- libertà, libertà de brusà per pudè campà, de campà
Per lavurà, lavurà per pudè murì…)

M’han detto che ieri sera
(- ier sera? Cus’è?)
Il dottor Biraghi
(- chi l’è?)
Il caporeparto
Che son licenziato
In tronco,
è per via della flessione
sul mercato principale
e poi uuuuu….
(- che cosa è successo?
- piango)
Des mi interessa anche a me
Della mia libertà,
libertà de brusà
(- de brusà per pudè campà, de campà per lavurà,
lavurà per pudè murì)

Non ci ho più la macchina,
son disoccupato,
la mia donna m’ha lasciato
senza mutua, senza casa,
non c’è più neanche il bidè.
Son qui peggio di un bonzo,
non ci ho neanche la benzina per brusà
ah…
Des mi interessa anche a me
Della mia libertà,
libertà de brusà
(- de brusà per pudè campà, de campà per lavurà,
lavurà per pudè murì)

Libertà è libertà,
la libertà è confessione – sì
confessione libertà – no
libertà e rivoluzione – no – sì
rivoluzione – no
rivoluzione – sì
libertà per la rivoluzione
rivolu-rivoluzione.
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 6
L'ARCOBALENO

 
      Lato B: 5
9 DI SERA (a televisão)

 
     

Autori: Enzo Jannacci, Aurelio Ponzoni, Renato Pozzetto
Arrangiatore: Enzo Jannacci
Voci: Silvia Annichiarico, Paola Orlandi
 
Testo:
L’arcobaleno arriverà
Sol per chi ci avrà il coraggio di restar,
di restare sul balcone ad aspettare
fin che arriverà l’arcobaleno.

L’arcobaleno arriverà
Ma chi è chiuso in officina non lo sa
Che nemmeno dal balcone lo vedrà
Dato che è caduto quello là.

L’arcobaleno è questo qua,
tra le luci di un lussuoso tabarin,
l’ha inventato un architetto che sa ben
che anche voi volete aver l’arcobaleno.

No? Sì!

L’arcobaleno arriverà
Ma soltanto chi l’ha pagato capirà
Finalmente che cos’è la felicità
E l’innamorato bacerà.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci

 
Testo:

 
Fonte: QUI

 
Lato B: 6
IL KARATE'

 
      Lato B: 7
EL MAROGNERO

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Il karate,
il karate è un antico gioco cinese,
trasformato dai giapponesi
in una situazione altamente drammatica.
Per giocare a karate
è indispensabile conoscere le seguenti cose:

Sentirsi italiani però “dendro”,
Conoscere l’indirizzo segreto di Martin Bormann,
saper dire in quattro lingue “lei non sa chi sono io”,
essere astemi,
non aver paura di morire perché tanto è destino,
fare due docce fredde tre volte al giorno,
credere che la mafia sia stata inventata da Marlon Brando.

 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Brano strumentale
 
 
Lato B: 6
IL KENYA

 

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Per andare in Kenia bisogna sapere dov’è,
per rimanere in Kenia bisogna essere armati fino ai denti,
per capire il Kenia bisogna essere dotati di una certa intelligenza,
per tornare dal Kenia bisogna essere in due:
uno è amico di Friden,
l’altro torna dal kenia.

La scena si svolge in Kenia,
personaggi e interpreti io e Friden.

Ma chi è Friden?

È Friden l’eroe dei due mondi?
È Friden un avventuriero dal torbido passato?
È Friden l’unico depositario del segreto per vincere al lotto?
È Friden un passo indietro?
È Friden la bellezza tutta acqua e sapone?

Friden non è niente di tutto ciò.
Un Friden non s’inventa!
 
Fonte: QUI
 
 
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Ultima modifica di mauro piffero il Mar Dic 18, 2018 11:04 pm, modificato 2 volte
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1976 - RIDO/TIRA A CAMPA' (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Sab Dic 15, 2018 5:18 pm

1. TITOLO:
 
1976 - RIDO/TIRA A CAMPA
 
# Etichetta: ULTIMA SPIAGGIA # Catalogo: ZUS 50570 # Data pubblicazione: Gennaio 1976 # Matrici: FKAS 28808/FKAS 28809 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Lato B: dalla colonna sonora originale del film "Pasqualino Settebellezze" (Lina Wertmüller, 1975) / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
RIDO

 
      Lato B:
TIRA A CAMPA'

 
     

Autori: Enzo Jannacci, Girolamo Melis, Giuseppe Viola
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Rido, rido di tutto, rido
Non faccio apposta, rido
Questo è il mio mestiere

Rido, se cade Thoeni, rido
Perdo un cognato, rido
È quasi un mio dovere

Rido, la gente non capisce
Il gatto sulle strisce
Non si può tradire

Rido, quando mi pare, rido
C'ho neanche voglia e rido
E poi non rido più

Rido, nullatenente, rido
Per il tuo bene, rido
L'amor non sa tacere

Rido, son sempre in rosso, rido
Faccio la fuga e rido
Qualcuno deve avere

Rido, la gente non capisce
Il gatto sulle strisce
Non si può tradire

Rido, quando mi pare, rido
C'ho neanche voglia e rido
E poi non rido più

Rido, mi rigo i dischi e rido
Non sento l'eco, rido
Son marce anche le pere

Rido, non c'è più posto e rido
Guardo una pizza e rido
Non si può mai sapere

Rido, la gente non capisce
Il gatto sulle strisce
Non si può tradire

Rido, chiude la ditta, rido
Tolgo il disturbo, rido
E poi non rido più

Rido, quando mi pare, rido
Quando mi gira, rido
E poi no rido più

Rido, se gira l'onda, rido
Se cambia il tempo, rido
Si salvi sempre chi può.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori:Enzo Jannacci, Giuseppe Viola, Lina Wertmüller
Arrangiatore: Nando De Luca
 
Testo:
Vivere di malinconia
È come darsi in malattia,
43 Via Chiatamone, c'è, c’è qualcuno
Che, che sta peggio anche di te.
Tornano a galla le bugie
Ma il naso non si allunga mai, mai, mai...

Tira a campà, tira a campà, tira a campà,
Pasquale.
La dignità, l'infamità son cose tanto lontane.
Tira a campà, tira a campà, non ci pensar,
Pasquale.
Non tocca a te
Capir perché se un uomo muore
La vita va.

Parlar da soli è una mania,
Chi sta zitto in pizzeria
È quello là in via Chiatamone,
È sempre là che piange e che ride anche per te.
Guardarsi intorno e non capire
Che la canzone sta per finire.

Tira a campà, tira a campà, non ci pensar,
Pasquale.
Non tocca a te
Capir perché se un uomo muore
La vita.

Tira a campà, tira a campà, tira a campà,
Non ci pensar, non ci pensar.
Tira a campà, tira a campà,
Tira a campà, non ci pensar, tira a campà.
 
Fonte: QUI
 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1976 - VIVERE/PER LA MOTO NON SI DA' (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Sab Dic 15, 2018 6:23 pm

1. TITOLO:
 
1976 - VIVERE/PER LA MOTO NON SI DA'
 
# Etichetta: ULTIMA SPIAGGIA # Catalogo: ZUS 50575 # Data pubblicazione: Luglio 1976 # Matrici: FKAS 29210/FKAS 29211 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
VIVERE

 
      Lato B:
PER LA MOTO NON SI DA'

 
     

Autori: Cesare Andrea Bixio
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Oggi che magnifica giornata
Che giornata di felicità
La mia bella donna se n'è andata
M'ha lasciato al fine in libertà
Son padrone ancor della mia vita
E goder la voglio sempre più
Ella m'ha giurato nel partir
Che non sarebbe ritornata mai più

Vivere senza malinconia
Vivere senza più gelosia
Senza rimpianti
Senza mai più conoscere cos'è l'amore
Cogliere il più bel fiore
Goder la vita e far tacere il cuore

Ridere sempre così giocondo
Ridere delle follie del mondo
Vivere finché c'è gioventù
Perché la vita è bella
La voglio vivere sempre più

Spesso la commedia dell'amore
La tua donna recitar ti fa
Tu diventi allora il primo attore
E ripeti quello che vorrà
Sul terzo atto scende già la tela
Finalmente torna la realtà
Questa è la commedia dell'amor
Che in una farsa trasformata sarà.

Vivere pur se al cuore
Ritorna un attimo di nostalgia
Io non ho più rancore
Ringrazio chi me l'ha portata via.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Dario Fo, Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Se ci stai tu,
per me ci sto,
la mia moto, quella nuova, io ti do.
In cambio tu,
tu dai a me,
la ragazza, quella mora, che è con te.

Oh, oh, guarda è un’occasion,
è una moto da campion,
se tu mi dici sì, me la bacio anche qui.
Non posso, lo sai già,
ma ‘sto cambio non si fa,
è un amore quasi nuovo, non si può.

Che marca è?
Ah, non ce l'ha...
Le moto senza marca non mi va!

Se ci stai tu,
per me ci sto,
la mia moto prendi in prova,
per un po’.
E in cambio tu, tu, tu dai a me
la ragazza per farci un ballo sul parquet.

No, no, non sono un mascalzon,
ho una certa educazion,
io ci ballo per un po’,
e ma poi te la ridò.

Io, io sto cambio lo farei,
se il mio amore fosse lei
ma me l'hanno imprestata anche a me!

Il cambio fu una bici blu,
ma quel tale con la bici, ormai non torna più.

Il cambio fu una bici blu,
ma quel tale con la bici, ormai non torna più.

Il cambio fu una bici blu,
ma quel tale con la bici, ormai non torna più.

Il cambio fu una bici blu,
ma quel tale con la bici, ormai non torna più.
 
Fonte: QUI
 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1976 - O VIVERE O RIDERE (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Sab Dic 15, 2018 8:20 pm

1. TITOLO:
 
1976 - O VIVERE O RIDERE
 
# Etichetta: ULTIMA SPIAGGIA # Catalogo: ZLUS 55189 # Data pubblicazione: 1976 # Matrici: FKAY 29204/FKAY 29205 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Stampato con due copertine diverse nel colore dei caratteri (una li ha in blu e rosso, l'altra solo in nero) / I titoli dei brani riportati in copertina hanno una sequenza leggermente diversa rispetto a quella effettiva / "Statu quo" dalla colonna sonora originale del film "L'Italia s'è rotta" (Steno, 1976) - "Senza i danè" dalla colonna sonora originale del film "Come ti rapisco il pupo" (Lucio De Caro, 1976) - "Tira a campà" dalla colonna sonora originale del film "Pasqualino Settebellezze" (Lina Wertmüller, 1975) / Retro copertina con due testi di canzoni riprodotti e note e crediti relativi al disco scritti da Enzo Jannacci / Copertina di Renato e Betti Queirolo - Fotografie di Giacomo Guidetti / Registrato da Gianluigi Pezzera, a Milano negli Studi Regson, Ricordi ("Rido") e Fonorama ("Senza i danè"), e a Roma negli Studi Orthophonic ("Tira a campà") e RCA ("Statu quo"), Giugno 1976 / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
O vivere o ridere è l'ottavo album in studio di Enzo Jannacci.

L'album
Come il precedente, O vivere o ridere fu registrato negli studi Regson di Milano nel mese di giugno 1976; il tecnico del suono è Gianluigi Pezzera, e la copertina del disco è di Renato Queirolo.
Le eccezioni sono Tira a campà, registrata a maggio negli studi Ortophonic di Roma, Rido, sempre in maggio negli studi Ricordi di Milano, e Senza i dané, negli studi Fonorama di Milano.

L'album è stato ristampato su CD e pubblicato nel mese di dicembre 2011 grazie all'intervento di Paolo Jannacci e dell'etichetta Alabianca.
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



  • B1 DAGALTERUN FANDANGO
  • B2 SENZA I DANE'
  • B3 TIRA A CAMPA'
  • B4 RIDO
  • B5 QUANDO IL SIPARIO...

 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Button
 
Lato B: 1
DAGALTERUN FANDANGO

 
      Lato B: 2
SENZA I DANE'

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Brano strumentale

     
Autori: Massimo Boldi, Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Tutto è cominciato
Da quando ci han detto che a lui
Ci avrebbero portato via l’orto
Se avesse sbagliato a fare il disegnino
Sul pezzetto di carta.
Allora ha detto:
“bene, da domani si volta pagina,
mi portano via l’orto,
da domani si volta pagina”.
Allora lui, via, è andato via, via via
E ha lasciato lì l’orto.

Cos’è la vita senza i danè?
La margherita senza i dane?
Si volta pagina,
senza i danè siamo sempre al limite.

Fermate i vigili, senza i danè,
cercate il bettega, senza i danè,
nuoto sul lastrico, senza i danè,
siamo ancora al limite.

E allora lui
Che era là
Ha detto:
“staran meglio quelli lì
Che son rimasti là
Col mio orto”.

Lui no,
lui,
lui aveva un’altra vita
da vivere,
perché la vita dev’essere vissuta,
lui,
con l’orto
che se ci portano via l’orto
che vita è?
Cambia la musica.

Chi vende i mobili, senza i danè,
chi mangia in macchina, senza i danè,
occio che è rancido, senza i danè,
sono troppo al limite.

Sul mare luccica, senza i danè,
a Cesenatico, senza i danè,
guarda che sandali, senza i danè,
Sto calcando il limite.

Piange il telefono, senza i danè,
suona l’armonica, senza i danè,
canta ma è timido, senza i danè
e la donna è prensile.

Cos’è la vita senza i danè?
Tutta la vita, senza i danè?
Ma allora è vita senza i danè?
Siamo sempre al limite.
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 2
LA STORIA DEL MAGO

 
      Lato A: 4
STATU QUO

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
È la storia del mago, del mago, del mago e… e...
Guarda che acqua che viene

È la storia del mago, del mago, del mago e…
Ciapa el treno a quattr'or de mattina

Un lavoro pulito
Già, ma vuoi la soddisfazione
Di trovarsi la sera
Tutti insieme riuniti,
Puliti davanti, davanti
Alla televisione

È la storia del mago, del mago...
È la vita, la morte,
La gente per bene

È la storia del mago, del mago, del mago e…
La chitarra è stonata la canzone non viene

Cinque palle e una lira
Una ruota che gira
Poi di colpo si spegne
Tutta la luminaria
E li vedi andar via
Con la testa abbassata e
Rimani da solo a parlare
A parlare, parlare...

A parlare del mago, del mago, del mago...
E che fa un freddo boia…

Il lavoro, il self-service
La dieta, la sisal
Son le storie del mago

Cinque palle e una lira
Militari più in fila
E di colpo si accende
Tutta la luminaria
E allora anche te,
E allora di colpo
Anche te corri via, via

Con la storia del mago, del mago, del mago...
La famiglia, il governo, l'asilo, il padrone

E l’ha detto la radio
Ti hanno incartato
Anche mezzo di panettone

Cinque palle e una lira
La tua ruota che gira
Piano piano si ferma
E si spegne ma dolce
Tutta la luminaria
E li vedi andar via
Per non tornar più indietro
A sentirti parlare, parlare

Parlare col mago, col mago
Ma pensa che acqua che viene

Che se c’è un padre eterno
Vacca boia domani
È sereno

Cinque palle e una lira
Ma la ruota non gira
E si è rifiutato
Anche l'interruttore
Della tua luminaria
Di stare ascoltarti
A parlare, parlare, parlare

Della storia del mago, del mago, del mago...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci, Giuseppe Viola
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
E c’è passata anche
La voglia
Di cantare,
di goderci
il nostro mare,
di guardare e non toccar
lo statu quo.

Voglio il divorzio, sì,
ma non per divorziare
e l’antenna per vedere,
per capir come si fa
lo statu quo.

Pena di morte
A chi non sa rubare
A chi è meridionale
E va in Svizzera
A cambiare lo statu quo.

Il nostro “bum”
Ci ha fatto un po’ scoppiare
E adesso per campare
Ci tocca far “bum” “bum”,
“bum” “bum”, “bum” “bum”

Cari italiani,
in piedi per cantare,
anche in fila,
tornate a far l’amore,
ci salvi più che può
lo statu quo.

Questa ballata è triste da morire,
nessuno vuol capire che qui
c’è il fior fior di statu quo,
qui, quo, qui, quo, qui.

Il nostro “bum”
Ci ha fatto un po’ scoppiare
E adesso per campare
Ci tocca far…
 
Fonte: QUI
 
 
Lato B: 5
QUANDO IL SIPARIO...

 

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Quando il sipario calerà
io me ne andrò
ed ogni luce svanirà
io me ne andrò
tu piangerai
lei riderà
certo qualcuno mi odierà
ma lo spettacolo è finito
e me ne andrò
e me ne andrò

Quando il sipario calerà
io me ne andrò
ed ogni luce svanirà
io me ne andrò
qualcuno il piano chiuderà
l'elettricista chiederà
"ma ... vale tanto una canzone?"
ma chi lo sa
ma chi lo sa

Ma domani
e domani
tanta gente come voi
forse verrà
e di domani
in domani
lo spettacolo
si rinnoverà

Gente come te
che mi guarda
e dirà
"un saltimbanco che ringrazia
fa pietà"
pensate un po' come vi pare
io ci ho provato con le buone
se uno comincia una canzone
la finirà
la finirà
 
Fonte: QUI
 
 
ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Videos10
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1977 - SECONDO TE...CHE GUSTO C'E'?/SAXOPHONE (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Sab Dic 15, 2018 10:52 pm

1. TITOLO:
 
1977 - SECONDO TE...CHE GUSTO C'E'?/SAXOPHONE
 
# Etichetta: ULTIMA SPIAGGIA # Catalogo: ZBS 7031 # Data pubblicazione: Ottobre 1977 # Matrici: GKAS 29856/GKAS 29857 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Lato A: Sigla della trasmissione televisiva "Secondo voi" (Antonio Moretti, 1977) / Disegni su fronte e retro copertina dello Studio Bozzetto / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. COVER:
 
   
 
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
SECONDO TE...CHE GUSTO C'E'?

 
      Lato B:
SAXOPHONE

 
     

Autori: Pippo Caruso, Enzo Jannacci, Giuseppe Viola
Orchestra: Pippo Caruso
 
Testo:
Ho visto tre bambini
sulla moto di Agostini,
secondo te che gusto c'è?

Chitarre con le dita
strapparsi via le note,
secondo te che gusto c'è?

Ho visto padre e figlio
mangiarsi il portafoglio,
secondo te…
per un bicchiere di vino,
ho visto un treno in riva al mar,

Gira l’Olanda, gira perché,
perché l'America è l’è granda
più se' de le
(più di lei)

Gira l’Olanda, gira, si sa,
perché l'America
meno male l'è semper la’

Perché secondo me
vale più un bel libro di minestre
che un mondo di palline
nascosto nella testa
e poi, secondo me,
rimanere chiusi in ascensore
è come stare calmi
quando si fa all'amore.
Se la musica c'è,
la cantiamo anche in tre
(massimo quattro)

Se la musica c'è,
la cantiamo anche in tre.

Ho visto un bell'omino
assaltare un cadreghino,
secondo te che gusto c'è?

Campione e centravanti
finire nel pallone,
Secondo te che gusto c'è?

Ho visto un fiore rosso
piegarsi dentro un fosso,
secondo te…
per un bicchier di vino,
il mio destino non cambierà.

Gira l’Olanda, gira perché,
perché l'America è l’è granda
più se' de le
(più di lei)

Gira l’Olanda, gira, si sa,
perché l'America
meno male l'è semper la’

Perché, secondo me,
vale più uno ricco ma abbronzato
che un povero studente
seduto e abbandonato e poi,
secondo me,
vale più un poster da dottore
che imparare il belga
dal baffo minatore.

Se la musica c'è,
puoi cantarla anche in tre
ma la musica è (che musica è)
sempre quella che è.

Ma la musica è
sempre quella che è.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Enzo Jannacci, Giuseppe Viola
Orchestra: Pippo Caruso
 
Testo:
Chi è che disturba? Lo sto già facendo io sassofono.

Saxophone, bell'animalone
saxophone, bell'animalone
saxophone, bell'animalone

Lei adesso mi deve dire cosa vuole.
Dica, vuol parlare con qualcuno perché si sente solo?
Mi dica quello che vuole... se invece è venuto qui per i poveri, guardi… abbiamo già dato... abbiamo dato un sassofono.
Anzi, scusi, faccia un po' vedere… eh, mi sembra proprio quello lì… è quello lì!
Eh ma che odore, scusi, non vede come è pallido? Ma da quanto tempo è che non lo porta al bar? Troppo pallido… il sassofono.

Saxophone, bell'animalone
saxophone, bell'animalone
saxophone, bell'animalone
Saxophone, bell'animalone

Saxophone, bell'animalone
saxophone, bell'animalone
saxophone, bell'animalone
Saxophone, bell'animalone
 
Fonte: QUI
 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1977 - SECONDO TE...CHE GUSTO C'E'? (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Dom Dic 16, 2018 12:04 am

1. TITOLO:
 
1977 - SECONDO TE...CHE GUSTO C'E'?
 
# Etichetta: ULTIMA SPIAGGIA # Catalogo: ZPLS 34027 # Data pubblicazione: 1977 # Matrici: GKAY 29936/GKAY 29937 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Disegni su fronte e retro copertina dello Studio Bozzetto / Registrato presso gli Studi "Ricordi", Milano, da Gianluigi Pezzera, Ottobre 1977 / "Il panettiere" in nuova versione rispetto a quella pubblicata su 45 giri (1974) - "Saxophone" ha un testo parzialmente diverso rispetto alla versione pubblicata su 45 giri - "E sapere", nuova versione, ulteriormente rielaborata, del brano inciso sull'album SEI MINUTI ALL'ALBA (1966) come "E savè", quindi sull'album JANNACCI ENZO (1972) / Tra gli autori di "Secondo te...che gusto c'è?" non figura più Pippo Caruso, altrimenti accreditato nella precedente uscita del brano su 45 giri / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Secondo te... che gusto c'è? è il nono album in studio di Enzo Jannacci

L'album
Secondo te...Che gusto c'è? fu registrato negli studi Ricordi di Milano nel mese di ottobre 1977; il tecnico del suono è Gianluigi Pezzera, e la copertina del disco è di Bruno Bozzetto, ed è un'immagine tratta dal cartone animato che Bozzetto aveva realizzato per la sigla del programma Secondo voi, condotto da Pippo Baudo, che era la canzone che dà il titolo a questo disco; fu lo stesso Baudo a chiedere a Jannacci di preparare la sigla del programma.
Secondo te...Che gusto c'è? e Saxophone sono gli unici due brani del disco che non sono arrangiati da Jannacci, ma dal maestro Pippo Caruso, storico collaboratore di Baudo.
È la terza volta che Jannacci incide E sapere, già contenuta in dialetto milanese in Sei minuti all'alba del 1966 e in italiano in Jannacci Enzo del 1972.
La costruzione è una cover di una canzone di Chico Buarque de Hollanda, Construção, già incisa da Ornella Vanoni due anni prima nell'lp Uomo mio bambino mio.

L'album è stato ristampato su CD e pubblicato nel mese di dicembre 2011 grazie all'intervento di Paolo Jannacci e dell'etichetta Alabianca
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 
   
 

Il Dott. Enzo Jannacci in un'immagne del 1978

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B




 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Button
 
Lato A: 1
LIBE LA'

 

Autori: Enzo Jannacci, Aurelio Ponzoni, Renato Pozzetto
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Dai, vieni di là,
perché lo sai che là, la vita è bella,
dai, vieni di là,
vedrai sul muro rimbalzar la palla.
Dai, vieni di là,
senza far finta porta tua sorella,
se c'ha l'eczema, lo vedrai, si spella
ma sotto l'ascella.
Nel reggiseno urla la mammella,
Per cui venite tutte e tre di là!

E libe libe libe libe libelà,
E libe libe libe libe libelà,
E libe libe libe libe libe libelà,
E libe libelà, libe libelà,
E libe libe libe libe libelà,
E libe libe libe libe libelà.

Se c'hai vergogna porta tua sorella,
è brutta ma è snella,
nella penombra sembrerà una stella,
per cui venite tutte e tre di là!

Dai, vieni di là,
vieni di là che c'è un bel comodino,
dai, vieni di là,
sul comodino c'è anche un bel grappino.
Dai, vieni di là,
se c'hai vergogna porta tuo cugino,
se c'ha il morbillo metti il suppostino
ma sotto il cuscino.
Se c'ha la febbre col termometrino,
che tu gli infilzi tutta la roulette!

E libe libe libe libe libelà,
E libe libe libe libe libelà,
E libe libe libe libe libe libelà,
E libe libelà, libe libelà,
E libe libe libe libe libelà,
E libe libe libe libe libelà.

Se c'hai vergogna porta tua sorella,
è brutta ma è snella,
Nella vergogna sembrerà una stella,
per cui venite tutte e tre di là!
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
RINO

 
      Lato B: 3
LA COSTRUZIONE (Construção)

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Non sono ubriaco
questa sera,
non sono ubriaco,
eppure
questa sera
mi corre,
mi vola
un pensiero
a casa,
quasi per gioco,
quasi per sbaglio.
quasi senza voglia.
Mamma,
ti saluto,
Mamma,
ti saluto.
Rino,
fatti volere
tutto il bene
che a me
non m’hanno voluto.
Mamma,
ti saluto.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Sergio Bardotti, Chico Buarque De Hollanda, Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
E quella volta amò come se fosse l'ultima
E poi baciò sua moglie come se fosse l'ultima
Ed ogni figlio suo come se fosse l'unico
E attraversò la strada col suo passo timido

Salì la costruzione come fosse macchina
Salì sull’impalcatura, quattro muri solidi
Mattone su mattone in un disegno logico
Ma gli occhi già impastati di cemento e lacrime

Seduto a riposare come fosse sabato
Mangiata pasta scotta come fosse un principe
Bevuto e singhiozzato come fosse un naufrago
Ballato e riso come se si sentisse musica

Ed inciampò nel cielo come ubriaco fradicio
E fluttuò nell'aria come fosse un passero
E cadde giù per terra come un pacco flaccido
Agonizzando in mezzo del passaggio pubblico
È morto contromano, disturbando il traffico

E quella volta amò come se fosse l'ultima
E poi baciò sua moglie come se fosse l'unica
Ed ogni figlio suo come se fosse prodigo
E attraversò la strada come un ubriaco fradicio

Salì la costruzione come fosse solida
Salì sull'impalcatura, quattro muri magici
Mattone su mattone in un disegno logico
Con gli occhi già impastati di cemento e traffico

Seduto a riposare come fosse un principe
Mangiata pasta scotta come fosse il massimo
Bevuto e singhiozzato come fosse macchina
Ballato e riso come fosse il prossimo

Ed inciampò nel cielo come se si sentisse musica
E fluttuò nell'aria come fosse sabato
E cadde giù per terra come un pacco timido
Agonizzando in mezzo del passaggio naufrago
È morto contromano, disturbando il pubblico

E quella volta amò come se fosse macchina
E poi baciò sua moglie come fosse logico
Lì sull'impalcatura, quattro muri flaccidi
Seduto a riposare come fosse un passero
E fluttuò nell'aria come fosse un principe
E cadde giù per terra come ubriaco fradicio
È morto contromano, disturbando il sabato.
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 4
S.O.SELFSERVICE

 
      Lato A: 4
E SAPERE

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Brano strumentale
     
Autori: Enzo Jannacci, Giuseppe Viola
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
E sapere… e sapere d'esser stato un bel signore
E sapere… e sapere che non ti ho dato mai neanche un fiore
E vedere… e vedere che in casa c'è pieno di gente
E sapere… e sapere che è arrivato anche il momento
E vedere... e vederti pianger senza il fazzoletto
E sapere... e saper d'averti mai voluto bene
E volere... non voler credere che adesso tocca a te
E sentire... e capir che ora ti tocca di morire
E vedere... e veder la luce andare via pian piano
E sapere... e saper che forse non c’è niente dietro
E sentire... e sentire il prete lì a pregar per te
E sapere... e saper d'averti fatto che soffrire
E vedere... e vederti andare via, le mani in mano
E vedere... e veder che anche la luce va via piano
E poter... non potere più tornare in dietro ormai
E sapere... e capir lo scherzo, no, non è uno scherzo
E sapere... e saper d'aver avuto niente da dir mai
E sapere… e saper d'aver saputo rider mai... mai.
 
Fonte: QUI
 

 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1979 - IO E TE/BARTALI (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Dom Dic 16, 2018 1:44 pm

1. TITOLO:
 
1979 - IO E TE/BARTALI
 
# Etichetta: ULTIMA SPIAGGIA # Catalogo: ZBS 7155 # Data pubblicazione: 1979 # Matrici: IKAS 35069/IKAS 35070 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. COVER:
 
   
 
 
   
 
 
Edizione promozionale, vietata la vendita al pubblico
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
IO E TE

 
      Lato B:
BARTALI

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Io e te, io e te che ridevamo
Io e te che sapevamo
Tutto il mondo era un bidone da far rotolare, sì...
Sì perché la bellezza dei vent'anni è poter non dare retta
A chi pretende di spiegarti l'avvenire e poi il lavoro e poi l'amore…

Sì, ma qui, che l'amore si fa in tre, che lavoro non ce n'è
L'avvenire è un buco nero in fondo al tram
Sì, ma allora, ma che gioventù che è, ma che primavera è...
E la tristezza è lì, a due passi, e ti accarezza e ride, lei

Sì, ma qui, che l'amore si fa in tre, che lavoro non ce n'è
L'avvenire è un buco nero in fondo al tram
Sì, ma allora, ma che gioventù che è, ma che primavera è...
E la tristezza è lì, a due passi, e ti accarezza e ride, lei
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Paolo Conte
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Farà piacere un bel mazzo di rose
E anche il profumo che fa il cellofan
Ma una birra fa gola di più
In questo giorno appiccicoso di caucciù

Sono seduto in cima a un paracarro
E sto pensando agli affari miei
Tra una moto e l'altra c'è un silenzio
Che descriverti non saprei

Oh, quanta strada nei miei sandali
Quanta ne avrà fatta Bartali
Quel naso triste come una salita
Quegli occhi allegri da italiano in gita

E i francesi ci rispettano
Che le palle ancora gli girano
E tu mi fai “dobbiamo andare al cine”
Vai al cine, vacci tu!

È tutto un complesso di cose
Che fa si che io mi fermi qui
Le donne a volte, sì, sono scontrose
O forse han voglia di far la pipì

E tramonta questo giorno in arancione
E si gonfia di ricordi che non sai
Mi piace restar qui sullo stradone
Impolverato, se tu vuoi andare, vai

E vai che io sto qui e aspetto Bartali
Scalpitando sui miei sandali
Da quella curva spunterà
Quel naso triste da italiano allegro

Tra i francesi che si incazzano
Tra i giornali che svolazzano
C’è un po’ di vento e abbaia la campagna
C'è una luna in fondo al blu

Tra i francesi che si incazzano
Tra i giornali che svolazzano
C’è un po’ di vento e abbaia la campagna
C'è una luna in fondo al blu

Oh, quanta strada nei miei sandali
Quanta ne avrà fatta Bartali
Quel naso triste come una salita
Quegli occhi allegri da italiano in gita

E i francesi ci rispettano
Che le palle ancora gli girano
E tu mi fai “dobbiamo andare al cine”
Vai al cine, vacci tu!
 
Fonte: QUI
 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1979 - FOTO RICORDO (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Dom Dic 16, 2018 11:16 pm

1. TITOLO:
 
1979 - FOTO RICORDO
 
# Etichetta: ULTIMA SPIAGGIA # Catalogo: ZPLS 34075 # Data pubblicazione: 1979 # Matrici: IKAY 35065/IKAY 35066 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Copertina apribile; retro con i testi delle canzoni (non tutti) e note scritte da Enzo Jannacci - Foto di Renzo Chiesa / Registrato presso lo studio "Il Mulino", Milano, Maggio-Giugno 1979 / I brani "Il ficus", "Il Labrador" e "Il sintetizzatore" sono brevi sketches solo recitati, indicati esclusivamente sulle etichette del disco / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Foto ricordo è il decimo album di Enzo Jannacci, pubblicato nel 1979 dalla Ultima Spiaggia.

L'album
Il disco è stato registrato allo studio "Il Mulino" di Milano dal proprietario Piero Bravin. La copertina, curata da Roberto Guarnaccia, ritrae Jannacci con la moglie e il figlio Paolo (che all'epoca aveva sette anni) in una singolare posa volutamente nello stile dei vecchi dagherrotipi; tutta la famiglia (arricchita dalla presenza di un gatto) sfoggia abiti d'ordinanza ma calza pattini a rotelle.
Come era già accaduto per Quelli che..., anche in questo album sono presenti alcuni brevi divertissements recitati, segnalati in etichetta ma non in copertina: si tratta del primo e dell'ultimo, oltre a Il labrador che apriva la facciata B del vinile. Negli sketches Il ficus e Il sintetizzatore Enzo dà la voce a un avventore verboso e invadente che irrompe in sala di incisione disturbando il lavoro di preparazione del disco, tenendo testa anche ai tentativi dei tecnici di mandarlo via. Costui sottolinea prima la presenza della pianta (il ficus), e nel finale mette anche le mani sul sintetizzatore fino a provocarne lo spegnimento, che corrisponde alla fine dell'album.
Delle otto canzoni, alcune erano state già edite: Ecco tutto qui (la cui musica era già stata utilizzata da Jannacci per Dagalterun fandango del 1976) era stata incisa nel 1977 da Mina nel disco Mina quasi Jannacci, Bartali e Sudamerica erano stati pubblicati poco prima dall'autore astigiano Paolo Conte nel suo Un gelato al limon; Mario, con musica di Pino Donaggio, era stata registrata da quest'ultimo nell'album Certe volte... del 1976. La canzone tratta del suicidio di un uomo, tema all'epoca piuttosto scottante. Analogamente il brano Natalia affronta il tema della morte, ed è frutto dell'esperienza del Jannacci medico, che qui racconta di una bambina alle prese con una grave malformazione cardiaca. Infine, La poiana, brano progettato inizialmente per l'album "Quelli che..." ripropone la collaborazione con Dario Fo, autore del testo, già foriera di successi passati (in particolare Vengo anch'io. No, tu no e Ho visto un re).
Dopo alcuni anni, Jannacci torna a lavorare con Luis Bacalov, che arrangia alcune delle canzoni del disco.
I musicisti, pur non accreditati, sono gli stessi che in quegli anni suonavano con Jannacci, scelti sempre tra i migliori turnisti in circolazione.
L'album è stato ristampato su CD e pubblicato nel mese di dicembre 2011 grazie all'intervento di Paolo Jannacci e dell'etichetta Alabianca. Nella tournée del 1989, e nel relativo album live 30 anni senza andare fuori tempo, Jannacci recupera "Io e te", "Mario" e "Bartali", permettendo alle prime 2 di uscire dal dimenticatoio.
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 

 
   
 

Foto ricordo con Cochi e Renato (1979)

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 IL FICUS
  • A2 IO E TE
  • A3 SALTIMBANCHI
  • A4 NATALIA
  • A5 MARIO


  • B1 IL LABRADOR
  • B2 BARTALI
  • B3 LA POIANA
  • B4 SUDAMERICA
  • B5 ECCO TUTTO QUI
  • B6 IL SINTETIZZATORE

 
 
ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Button.png?t=n.b

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Lato B: 1
IL FICUS

 
      Lato B: 1
IL LABRADOR

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
- Di chi è il ficus, eh?
- Chi è che ha ordinato il ficus?
- Va che c’è giù il pulmino pieno di azalee che vanno a male…
- Ma chi è questo qua? Scusi, lei chi è, cosa sta qui a fare?
- Eh, chi è? Come “chi sono”? Sono quello che bisogna che tirate fuori il ficus! Eh… Ma quello lì! Ma quello lì che faccia da pirla che c’ha! Cosa fa questo qui? Cosa fai, fai il cantante, eh? Tatatatatiro!
- Senta, per favore, gliel’ho detto prima con gentilezza, se ne vada perché noi qui stiamo lavorando. Poi dopo le offriamo un bel caffè se fa il bravo, su!
- Ah… biondino… guarda, biondino, che son capriccioso io! Che c’ho il cervello delicato! Devo star rilassato! No perché se mi girano i maroni vengo lì e ti sposto tutte le manopole, eh...sta attento! Tira fuori il ficus!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Massimo Boldi, Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
- Per esempio io sono sicuro che tu sei diffidente verso gli animali a quattro zampe, tipo i cani.
- No, c’ho un volpino, cosa... cosa sta dicendo?
- Hai la faccia da volpino, non puoi avere altro che un volpino. Il cane dell’avvenire è il labrador!
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 3
SALTIMBANCHI

 
      Lato A: 3
LA POIANA

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Luis Enrique Bacalov
 
Testo:
Saltimbanchi, saltimbanchi
E uno e due e tre, oplà
Saltimbanchi, saltimbanchi
E tre e quattro e cinque e sei, oplà
Saltimbanchi, saltimbanchi
È facile se si è
Gente che è fetente
Come questa qua

E, Saltimbanco, non guardare
Saltimbanco non toccare
Saltimbanco non pensare
Non tentare di capire
Che chi tocca il pane muore
Che chi guarda il pane muore
Che un sorriso dalla terza fila
Non arriva mai …

E il teatro non si tenta
E la vita non s'inventa
Saltimbanchi si diventa
Sì ma e poi…

Se la vita non s'inventa
Se il teatro non si tenta
Perché credere alla gente
Tanto poi…
Saltimbanchi si muore
Saltimbanchi si muore
Saltimbanchi si muore
Saltimbanchi si muore
Oplà, oplà …

Saltimbanchi, saltimbanchi
9 marzo lunedì, oplà
Saltimbanchi, saltimbanchi
Sempre marzo lunedì, oplà
Saltimbanchi, saltimbanchi
È facile se si è
Ombre che all'interruttore
Della luce ubbidiranno

E, Saltimbanco, non guardare
Saltimbanco non toccare
Saltimbanco non pensare
Non tentare di capire
Che chi tocca il pane muore
Che chi sceglie un pane muore
Dalla terza fila arriva un rutto
Che non sbaglia mai…

E il teatro non si tenta
E la vita non s'inventa
Saltimbanchi si diventa
Sì ma e poi…

Se la vita non s'inventa
Se il teatro non si tenta
Perché far tanto casino
Tanto poi…
Saltimbanchi si muore
Saltimbanchi si muore
Saltimbanchi si muore
Saltimbanchi si muore
Oplà, oplà
 
Fonte: QUI
     
Autori: Dario Fo, Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
La poiana è un falco
Un falco delle mie montagne
Un falco delle mie montagne
La poiana è...
È un falco

La gente delle mie montagne
Hanno le braccia forti
Hanno i toraci aperti
La poiana no...
È un falco

La gente delle mie montagne
Vengon via dalle sue montagne
C'han vergogna delle sue montagne
La poiana no…

No, no la poiana no
Non se ne vuole andare
Piuttosto si fa ammazzare
Scende a valle e ammazza un vitello
Un tacchino, sempre il più bello
Del contadino
Preparato per Natale

No, no, no, no, no, la poiana, no
Non se ne vuole andare
Piuttosto si fa ammazzare
Scende a valle e ammazza un vitello
Un tacchino, sempre il più bello
Per il suo piccolino
Che la sta a aspettare

Quattrocento dalla Val Brembana
Settecento dalla Val Vigezzo
Cinquecento dalla Val d'Introbio
Per la poiana no
No è troppo

A bruciare nelle ciminiere
A morire nelle petroliere
A crepare dentro alle miniere
Ma la poiana no

No, no la poiana no
Non se ne vuole andare
Piuttosto si fa ammazzare
Scende a valle e ammazza un vitello
Un tacchino, sempre il più bello
Del contadino
Preparato per Natale

No, no, no, no, la poiana no
Non se ne vuole andare
Piuttosto si fa ammazzare
Scende a valle e ammazza un vitello
Un tacchino, sempre il più bello
Del contadino
Che ormai la sta a aspettare
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
NATALIA

 
      Lato B: 4
SUDAMERICA

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Natalia, la faccia quasi color della cera
Natalia non vedi le flebo che ti sparano dentro
E vederti non sembri neanche vera
E siamo qui, davanti a te, coi bei vestiti verdi dei chirurghi americani
Natalia, far finta di essere perplessi
Come fa ogni professionista che si rispetta
Ma la cera ricorda qualcuno dei tasti bianchi del mio pianoforte
Natalia, tu non sai che bisogna riaprirti il torace
Che è una cosa che rompe sempre i coglioni
Natalia, Natalia…

Natalia, che hai solo sette anni e fai la figlia di ferroviere
Proprio quello al quale il professore di Torino
Ha chiesto venti milioni
Ben sapendo che male che vada c'è sempre la colletta
E siamo bei freschi di tasse
È tutto Natalia

Natalia, che hai capito che all'ospedale di Milano
Sei la numero trentotto
Giù in lista di attesa

Natalia, con la valvola nel cuore
Messa dalla parte sbagliata
Già ma queste son cose che la canzone non dice mai, mah…

Natalia, che mi hai telefonato con la cadenza della donna d'affari
La mia amica mentre si giocava in corridoio è deceduta
- Come hai detto? - Si dice deceduta ma tu sei un dottore?
Dimodoché siccome adesso io c'ho paura mollo ‘sti due deficienti
Padre e assistente sociale

Sai, gli han già tirato venti milioni a Torino
Non vorrei, non vorrei ci fosse qualche altro casino
E anche queste son cose che la canzone non dice…

Natalia coi fumetti, la sorella di tua madre
Il gelato, gli occhi fuori dal finestrino
Natalia, chi lavora magari anche sbaglia
Ma lui mi ha combinato proprio un casino, troppo casino

Natalia, che non puoi saper cos'è bradicardia
Cioè che tutto sta andando a puttane e così sia
Natalia, che l'hai fatto smettere di bestemmiare
Perché si potesse chiedere aiuto a qualcuno
Magari anche alla Vergine Maria…
Natalia che domani vai via, grazie di tutto e così sia.
Oh yeah!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Paolo Conte
Arrangiatore: Luis Enriquez Bacalov
 
Testo:
Il giorno tropicale era un sudario
Davanti ai grattaceli era un sipario
Campa decentemente e intanto spera
Di essere prossimamente milionario

L'uomo che è venuto da lontano
Ha la genialità di uno schiaffino
Ma religiosamente tocca il pane
E guarda le sue stelle uruguaiane

Ahi Sudamerica, Sudamerica, Sudamerica,
Ahi Sudamerica, Sudamerica, Sudamerica,
E i ballerini aspettan su una gamba
L'ultima carità di un'altra rumba

Ahi Sudamerica, Sudamerica, Sudamerica,
Ahi Sudamerica, Sudamerica, Sudamerica,
E i ballerini aspettan su una gamba
L'ultima carità di un'altra rumba

Era ancestrale il gesto tropicale
Un arco dal sereno al fortunale
Per dirti quant'è grande la questione
Tra il danneggiato e l'assicurazione

Si arrende il vento ai suoi capelli spessi
Di Dio ti dice che sta lì a due passi
Ma mentre va indicando l'altopiano
Le labbra fanno il verso all'aeroplano

Ahi Sudamerica, Sudamerica, Sudamerica,
Ahi Sudamerica, Sudamerica, Sudamerica,
E i ballerini aspettan su una gamba
L'ultima carità di un'altra rumba

Ahi Sudamerica, Sudamerica, Sudamerica,
Ahi Sudamerica, Sudamerica, Sudamerica,
E i ballerini aspettan su una gamba
L'ultima carità di un'altra rumba

Ahi Sudamerica, Sudamerica, Sudamerica,
(si señor)
 
Fonte: QUI
 
 
 
Lato A: 5
MARIO

 
      Lato B: 5
ECCO TUTTO QUI

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Mario,
forse l'unica cosa di buono che tu hai fatto nella vita,
Mario,
è non avere voluto figli,
così non hai fregato il mondo,
tra vent'anni chissà in quanti saremo,
in quanti rideremo...
ma ci pensi, sul treno
tutti impazziti a chiederci dove andremo?

Mario,
ma tu guarda i miliardi che spendono
a togliere i sassi alla luna nel cielo,
questi prendono, vanno, tornano,
non fanno niente, è solo un volo,
noi quaggiù ci sbraniamo, gridiamo ti amo
e chi la sente la povera gente?

Gente,
ognuno la pensa in maniera diversa,
eh, ognuno ha la sua testa,
per lo meno un figlio ti fa compagnia,
ma poi scappa e vola via.
Poi che c’entra la terra e la luna?
Son sempre gli stessi ad avere fortuna.

Mario,
non ti resta che l'amore,
Mario,
hai capito la canzone?

Mario,
io ti vedo passare alle sei di mattina:
te e la tua bicicletta,
Mario,
due speranze nel cuore, un po' di giardino
e un sogno, la tua casetta.
Alla sera ti fermi nel bar qui vicino,
giusto per bere un bicchiere
e nel bianco degli occhi, nel rosso del vino
muoiono le sere.

Mario,
la domenica arriva sempre in ritardo,
pallida e senza fiato,
con te spaesato che inciampi negli anni
e anneghi in un quarto di vino,
chi lo sa, forse è giusto, forse è un errore,
chissà, sarà destino...

Mario,
non ti resta che l'amore,
Mario,
hai capito la canzone?

Mario,
le slacciavi la gonna, sudavi, ridevi,
ti spogliavi sempre in fretta,
Mario,
le dicevi “ti amo, ti voglio, sei mia”,
le offrivi la tua sigaretta
ma serviva soltanto per guardarla fumare,
per scherzare con l’amore,
ti serviva per darti dell’uomo
che spoglia ogni sera una donna diversa.

Diversa,
ma è anche diversa la sera
che si è regalata la tua donna,
una sera più sua
o solo una sera diversa dalla tua,
la tua è un ricordo e basta,
la sua è un grande buco nero nella tua testa.

Mario,
non ti resta che cantare,
Mario,
non c'è più la tua canzone.

Mario,
ti ho sentito gridare, agitarti, spiegare
“ho fatto una nuova scoperta”.
Mario,
dicevi, adesso mi alzo
e vado ad aprire anche l'ultima porta.
Ora esco, io provo a sparire,
vado a dissolvermi in cometa,
quanto basta per non sentirlo più
il ritmo strano della vita.

Mario,
io faccio il cantante, è vero,
e suono e vesto solo idee
ma lo stesso io dico
“dov’è che si cambia sparandosi un colpo qui, in testa?”
Lascia fare alla vita questa vecchia fatica,
siamo feriti quanto basta...

Mario,
non ti resta che ascoltare
l'eco che hanno messo nel finale...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Paolo Conte
Arrangiatore: Luis Enriquez Bacalov
 
Testo:
Strana la vita, ma è come se la vita fosse un modo di morire...
Strana la storia, eh già, ma come se la storia si lasciasse raccontare...
Strana la gente, ma è come se la gente gli importasse di capire...
Strano cantare,
Strano cantare.

Canta una giostra,
Giù nel baraccone il disco è sempre uguale,
Gira la ruota,
Però la luminaria com’è stata accesa male...
Senti una nota
E allora se ogni volta che ti dicon di cantare...
Devi cantare,
Devi cantare.

E la canzone era per noi,
Noi, noi…

Tu non mi amavi e mi stavi vicino vicino,
Io che giocavo col vecchio violino
E sotto il sole, giù al vecchio mulino,
fare anche all’amore.

Io che tiravo a non farmi capire,
Tu che provavi a parlare d'amore,
Finiva in riso vergogna e sudore,
Ecco, tutto qui.

E la canzone dice…

Stupida vita,
Come se la vita ti trovasse il primo amore...
Stupida storia, come se la storia la potessi raccontare...
Stupida gente…
Eh, ma è proprio a questa gente che la storia piace ancora...

Stupido dire, stupido dire
Che quei due morti siamo noi, noi, noi...
Noi cosi bianchi, così stretti vicino,
Qualcuno piange e uno tocca il violino,
Va via anche il sole dal vecchio mulino,
Per un altro amore.

Noi, che bisognava cercare e capire...
Capire...
Capire cosa?
Che forse era amore…
Eh, l’amore...
Gli occhi perduti per non far rumore,
Ecco, tutto qui.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato B: 5
IL SINTETIZZATORE

 

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
- Va che bello questo qui! Che strano! Piccolino… tutto con la… cos’è questa qui?
- Non mi tocchi, non mi tocchi quello strumento, per favore, lasci stare!
- Ah sì?
- Eh sì! Non lo tocchi!
- Eh, ma non lo rompo mica! Cos’è? Che bello! Va, che strano! È delicato! Cos’è? Eh?
- Quello è uno strumento particolare che emette dei suoni particolari che non esistono in natura.
- Ah, ma allora è un omosessuale! Eh ma qui siete una batterà di omosessuali!
 
Fonte: QUI
 
 
ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Videos10
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1980 - CI VUOLE ORECCHIO/SILVANO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Lun Dic 17, 2018 12:00 am

1. TITOLO:
 
1980 - CI VUOLE ORECCHIO/SILVANO
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10923 # Data pubblicazione: 1980 # Matrici: SLNY 7347/SLNY 7343 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: "Ci vuole orecchio" in versione più corta rispetto a quella pubblicata sull'album omonimo / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
CI VUOLE ORECCHIO

 
      Lato B:
SILVANO

 
     

Autori: Enzo Jannacci, Michele Mozzati, Gino Vignali
Arrangiatori: Roberto Colombo, Enzo Jannacci
 
Testo:
E la bobina continua a girare
Sì ma la base va avanti anche da sola
E noi che abbiamo tutta la voce in gola?
Ma senza base non si può cantare,
E con la base non si può stonare,
Non si può sbagliare,
Perché?

Perché ci vuole orecchio,
Bisogna avere il pacco
Immerso, intinto dentro al secchio,
Bisogna averlo tutto,
Anzi parecchio...
Per fare certe cose
Ci vuole orecchio!

Bisogna avere orecchio,
Bisogna avere il pacco
Immerso, immerso dentro al secchio,
Bisogna averlo tutto,
Anzi parecchio...
Per fare certe cose
Ci vuole orecchio!

E dal vivo oggi non si può più suonare,
L'orchestra è ormai quattro battute dopo
I fiati hanno già fatto il loro gioco,
Anche il sassofono va via in gol e lascia fare,
E noi come dei pirla qui a provare,
Ma con l'orchestra non si può sbagliare,
Perché?

Perché ci vuole orecchio
Bisogna avere il pacco
Immerso, immerso dentro al secchio,
Bisogna averlo tutto,
Anzi parecchio...
Per fare certe cose
Ci vuole orecchio!
Bisogna avere orecchio,
Bisogna avere il pacco
Immerso dentro al secchio,
Bisogna averlo tutto, tanto
Anzi parecchio...
Per fare certe cose
Bisogna avere orecchio!

Chi ha perso il ritmo si deve ritirare
Non c'è più posto per chi sa far da solo,
Due note e un si bemolle fuori luogo
Vietato di fermarsi anche a respirare
Che qui la base continua a girare,
Chi non sa stare a tempo, prego andare.
Perché? Perché? Perché?

Perché ci vuole orecchio
Bisogna avere il pacco
Immerso, immerso dentro al secchio,
Bisogna averlo tutto,
Anzi parecchio...
Per fare certe cose
Ci vuole orecchio!
Bisogna avere orecchio,
Bisogna avere il pacco
Immerso, immerso dentro al secchio,
Bisogna averlo tutto,
Tanto... anzi parecchio...
Per fare certe cose
Ci vuole orecchio!
Bisogna avere orecchio,
Bisogna avere il pacco
Immerso, immerso dentro al secchio,
Bisogna averlo tutto,
Tanto... anzi parecchio...
Per fare certe cose
Ci vuole orecchio!
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Enzo Jannacci, Aurelio Ponzoni, Renato Pozzetto
Arrangiatori: Roberto Colombo, Enzo Jannacci
 
Testo:
A vunn, a du, a tri...
Il titolo è:
Amami e sgonfiami
e amami, sdentami, stracciami, applicami
e dopo stringimi
dammi l’ebbressa dei tendini
oh yeah
prendimi, con le tue labbra caressami.
Rino, non riconosco gli aneddoti
E sfiondami, spostami tutte le efelidi
Aprimi, picchiami solo negli angoli,
oh yeah...
Brivido, no non distinguo più i datteri…

Silvano, non valevole le ciccioli
Silvano, mi hai lasciato sporcandomi
E la gira, la gira, la roda la gira
E la gira, la gira, la roda la gira
E la storia del nostro impossibile amore
Continua anche senza di te.

Silvano, non valevole le ciccioli… te!
Silvano mi hai lasciato girandoti
E la gira, la gira, la roda la gira
E la gira, la gira, la roda la gira
E la storia del nostro impossibile amore
Continua anche senza di te… te!

E allora amami
Amami, stringimi, sgonfiami, amami
e allora amami
sdentami, stracciami, applicami
amami
e stringimi
dammi l’ebbrezza dei tendini,
prendimi con le tue labbra fracassami
oé oé
Rino
sfodera scuse plausibili
girati, scaccia il bisogno del passero
lurido, soffiati il naso col pettine,
Everest, sei la mia vetta incredibile

Silvano, non valevole le ciccioli
Silvano, mi hai lasciato sporcandomi
E la gira, la gira, la roda la gira
E la gira, la gira, la roda la gira
E la storia del nostro impossibile amore
Continua anche senza di te.

Silvano, non valevole le ciccioli… te!
Silvano mi hai lasciato girandoti
E la gira, la gira, la roda la gira
E la gira, la gira, la roda la gira
E la storia del nostro impossibile amore
Continua anche senza di te… te!
 
Fonte: QUI
 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1980 - CI VUOLE ORECCHIO (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Lun Dic 17, 2018 9:41 am

1. TITOLO:
 
1980 - CI VUOLE ORECCHIO
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6266 # Data pubblicazione: 1980 # Matrici: S-6266-1/S-6266-2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Copertina apribile con all'interno i testi delle canzoni e disegni vari / Fotografia in copertina di Gabriele Pagnini - Disegni di Roberto Guarnaccia / Registrato e mixato presso lo Studio "Il Mulino" da Piero Bravin, Maggio 1980 / Coordinamento: Pino Sacchetti / "Il dritto" in nuova versione rispetto a quella pubblicata nel 1970 (cfr. allbum "LA MIA GENTE") / L'edizione cassetta del titolo (RIK 76266) contiene in più il brano "Il pacco" / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Ci vuole orecchio è l'undicesimo album in studio di Enzo Jannacci, pubblicato nel 1980 dalla Dischi Ricordi. È tuttora l'album più antico di Jannacci a essere stato ristampato su CD.

L'album
Anche in questo album, Jannacci si avvale della collaborazione di Tullio De Piscopo alla batteria e di Paolo Conte, realizzando una sua versione de La sporca vita, brano che risale al secondo album del musicista astigiano. Anche Silvano era parte del repertorio cabarettistico del duo Cochi e Renato che ne sono anche coautori, il cui testo si distingue per il suo marcato nonsense e alcune allusioni in chiave ironica e sdrammatizzante a pratiche sessuali insolite. In questa versione Jannacci esordisce esclamando: "il titolo è: amami e sgonfiami". Il dritto sarà incisa anche da Milva nel suo album La rossa del 1981 che sarà interamente scritto da Jannacci. Questa versione è incisa a un volume bassissimo per la sua quasi intera durata: trattando di un disadattato ("dritto" in quanto alto e magro) che pone fine alla sua esistenza, al momento della parola "[la vita] finì" del secondo ritornello, il volume torna standard. Nella versione di Milva, Jannacci interverrà con commenti stranianti al testo.

Sulle restanti tracce, la più conosciuta è la title-track, scritta insieme al duo autorale Gino e Michele, che sottolinea il duplice aspetto di un'orchestra nell'andare a tempo col cantante, e in metafora, nello stare al passo con la stessa vita che è come un'orchestra che assembla a piacimento i propri elementi. Al di là della filosofia del brano, la musica in stile rhythm'n'blues colpisce per la sua... orecchiabilità. Fotoricordo... il mare rimanda al precedente lavoro quasi omonimo; Si vede racconta con fare minimalista una storia, intessuta di quotidiano, di un giovane che, attento a osservare ogni particolare del paesaggio che lo circonda, paesaggio grigio, periferico, depresso e in una giornata uggiosa, scorge da lontano la sua ragazza e vedendola con un ombrello che non le aveva regalato lui, capisce che non gli vuole più bene. Infine, il brano d'apertura Musical affronta il tema delle morti nei cantieri, e paragona la vita a uno spettacolo di varietà con continue entrate ed uscite di scena.
Nella versione in musicassetta era stato inserito Il pacco, brano con la stessa musica della title-track, ma con testo diverso (che nella versione originale recita appunto "bisogna avere il pacco intinto dentro al secchio").
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
Versione misicassetta
 

 

Enzo Jannacci in mezzo al traffico (1979)

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



  • B1 SILVANO
  • B2 QUELLO CHE CANTA ONLIU'
  • B3 SI VEDE
  • B4 IL DRITTO

 
 
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Lato B: 1
MUSICAL

 
      Lato B: 2
QUELLO CHE CANTA ONLIU'

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Roberto Colombo, Enzo Jannacci
 
Testo:
Davanti al bar di un locale cinese che io
Con una voglia d pasta col pane
Che riempia magari un bidet
Tu che non ti sei cambiato nemmeno
Quando han convinto a sposarsi il Morini
Col tuo maglione sudato color blumarin
Dice va bene d'accordo su tutto
Ma la cravatta dov'è?, eh?

Mentre sorseggi una bevanda alcolica io
Con una voglia così di crepare
Magari soltanto col gas
Tu che non parli nemmeno
Se putacaso domani ci chiudono
Tutta la fabbrica
Mi guardi come si guarda un parente e mi dici
Questo è il momento del musical.

E già perché noi due, noi due noi due
Proprio noi due
Verremo giù da quella scala mobile
Ci butteremo giù noi due proprio noi due
Come se fosse un musical
E poi qualcuno applaudirà
Clip clap
E poi qualcuno sputerà
Cip ciap
Come si fa come si fa nei musical
E tutto il mondo esploderà
No per noi due per noi due no
Per via del musical.

Illuminismo e pastiglie al mattino a digiuno che io
Mentre una vita rincorre ma a stento una Sisal che io
Sarebbe bello che la canzonetta
Dicesse assente per male incurabile
Invece sei lì che mi guardi ma poco
Mi guardi come si guarda un cugino
Mi guardi come si guarda un fantino
Da allora tu non saluti neanche più il tornio
Fai putacaso corretto il caffè.

Mentre prosegue penoso il romanzo di fabbrica io
Con qui davanti ma si fa per dire
'sto pirla di roba metallica
Che scivola
Invece io putacaso che sono uno che
Si incazza subito al volo
Perché se è vero che è roba di anni di amore
Per niente, di roba metallica

E allora e allora e allora
Uno di noi due un bel giorno verrà giù
Da quella scala mobile
Perché bisogna che qualcuno
Prima o poi
Si metta in testa il musical
E poi qualcuno applaudirà
Clip clap
E poi qualcuno sputerà
Cip ciap
Come si fa come si fa nei musical
E tutto il mondo esploderà
Anche la fabbrica lo so
No per noi due per noi due no
Per via del musical
E tutto il mondo griderà
E tutto il mondo griderà
Che è meglio il musical
La la la la
La la la la
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci, Aurelio Ponzoni, Renato Pozzetto
Arrangiatori: Roberto Colombo, Enzo Jannacci
 
Testo:
Quando capirai che non potrò più camminare
Neanche in mezzo alla strada
Quando capirai che non potrò neanche aggrapparmi
A quel balcone, che c'è in mezzo alla strada
Quando arriverà la sera e penserai
Che la mattina dopo non potrebbe arrivar mai
E tu eri là che stavi al mare
Che bel fresco devi stare
Che ti frega di uno che
Fa fatica a camminare... e allora…

Quando mi dirai che è proprio roba da imbecilli
vomitare proprio in mezzo alla strada
E quando ti dirò che è per fatica di capirti
che mi vien da vomitare qui giù in strada
E quando arriverà la sera e penserai che
la mattina dopo non potrebbe più arrivare
E tu eri là che stavi al mare
Che bel fresco devi stare
Che ti frega di uno che fa fatica a vomitare… e allora...

Portami in fondo alla piazza
Là dove canta il jukebox
Senti se c'è ancora quello che canta Onliù, Onliù...
E portami in fondo alla piazza
Fammi cantare con lui
Ma prima di tutto
Accertarsi bene che quello che canta
Sia proprio Onliù, Onliù…

E quando mi dirai che anticamente
Masturbarsi era peccato veniale
Quando capirai che umanamente è l'insalata
Che mancava di sale
E dopo arriverà la sera e capirai che
La mattina dopo non poteva più arrivare
E tu che cazzo sei venuto
Sei venuto via dal mare
Che bel fresco eri lì a stare
Che ti frega di uno che
Si voleva rimbambire... e allora…

Vai proprio in fondo alla piazza
Senti che canta Onliù
Senti che c'è ancora quello che canta Onliù, Onliù...
Vai proprio in fondo alla piazza
Vai, fatti cantare da lui
Prima accertarsi bene che quello che canta
Sia proprio Onliù, Onliù...
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 3
FOTORICORDO...IL MARE

 
      Lato A: 3
SI VEDE

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Roberto Colombo, Enzo Jannacci
 
Testo:
Fotoricordo… il mare
Fotoricordo, quanto mare
Poi tutti insieme
A mangiare e a bere
E a bere e a fumare, no
No, qualcuno no.

Fotoricordo...il mare
Fotoricordo quanto sale
Poi tutti insieme
A mangiare e a bere
E a fare all'amore no,
No, qualcuno no.

Qualcuno doveva stare
Stare vicino al mare
Vederlo venire e andare
Andare e venire
Vederlo schiumare.

Fotoricordo… il mare
Fotoricordo troppo mare
Poi tutti insieme
A bere e a mangiare
E a mangiare e fumare
E a fumare e a parlare
Parlare e guardare
E guardarsi parlare
E parlare e mangiare
E anche fare l'amore
E farsi guardare
E guardare anche il mare
Non far niente di male
Sì. ma almeno vedere
No, no, qualcuno no
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Roberto Colombo, Enzo Jannacci
 
Testo:
Si vede
sull'unico spiazzo semierboso
che c'è rimasto nel mio rione
dalla ringhiera del garage
si vede una 500
brutta di un colore citrino
ancora più brutta per i riflessi
che oggi le dà il cielo
non allineata
chissà perché ride

Si vede
una processione di calze e mutande
mai lavate
si vede la gru
che oscilla verso me
chissà perché s’è fermata
si vede la sterpaglia
muoversi, sussultare
quando la pioggia picchia più forte
chissà se le fa male
chissà se le fa male

Si vede
un uomo appoggiato al balcone
togliersi il mozzicone
sputarlo fuori ma male
chissà cosa pensa, mah
penserà poi se è vero
che fumare fa male
ed è già tardi
e sei sempre in ritardo
e mi vieni incontro
con un ombrello
che non è quello che ti ho regalato io

Anche da lontano si vede
anche da lontano si vede
anche da lontano si vede
che non mi vuoi più bene.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
LA SPORCA VITA

 
      Lato B: 4
IL DRITTO

 
     

Autori: Paolo Conte
Arrangiatori: Roberto Colombo, Enzo Jannacci
 
Testo:
Se non avessi questa vita morirei
Ogni mattina presto il sole non avrei
Così ragazzo,così chitarra che non sei
A volertelo spiegare non saprei

Se non avessi questa vita morirei
Tutto il mio cielo in questo sonno spenderei
E più ci penso più mi accorgo che così
Ogni volta mi ritrovo sempre qui
A far trottare sotto il sole e la notte questa sporca vita
Che non ha mai pietà e non è mai finita sennò che si fa?

Se non avessi questa vita morirei
In un terrore di vacanze mi perderei
Gioco all'asfalto i piedi non mi reggerei
Dalla valvola del cuore perderei

Se non avessi questa vita me ne andrei
Sulle scialuppe del mio uguale mi salverei
Ma più ci penso e più mi accorgo che così
Ogni volta mi ritrovo sempre qui
A far trottare sotto il sole e la notte questa sporca vita
Che non ha mai pietà e non è mai finita sennò che si fa?
 
Fonte: QUI
     
Autori: Nando De Luca, Enzo Jannacci, Anita Parenzo
Arrangiatori: Roberto Colombo, Enzo Jannacci
 
Testo:
- Va che bello questo qui! Che strano! Piccolino… tutto con la… cos’è questa qui?
- Non mi tocchi, non mi tocchi quello strumento, per favore, lasci stare!
- Ah sì?
- Eh sì! Non lo tocchi!
- Eh, ma non lo rompo mica! Cos’è? Che bello! Va, che strano! È delicato! Cos’è? Eh?
- Quello è uno strumento particolare che emette dei suoni particolari che non esistono in natura.
- Ah, ma allora è un omosessuale! Eh ma qui siete una batterà di omosessuali!
 
Fonte: QUI
 
 
ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Videos10
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1981 - E ALLORA...CONCERTO (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Lun Dic 17, 2018 3:34 pm

1. TITOLO:
 
1981 - E ALLORA...CONCERTO
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6282 # Data pubblicazione: 1981 # Matrici: S-6282-1/S-6282-2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 21 Luglio / Retro copertina con i testi delle sole prime due canzoni e note e crediti scritti da Enzo Jannacci / Fotografie di Gabriele Pagnini / Registrato presso lo Studio "Il Mulino" da Piero Bravin con Mauro Cauchi, Giugno-Luglio 1981 / Coordinatore: Roberto Guarnaccia / "Brutta gente" in nuova versione rispetto a quella pubblicata su 45 giri nel 1974, con musica diversa / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
E allora... concerto è un LP di Enzo Jannacci.
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 E ALLORA...CONCERTO
  • A2 ALLORA ANDIAMO
  • A3 BANDIERA FIORENTINA
  • A4 GENOVA PER NOI


  • B1 PESCIOLIN
  • B2 COSA IMPORTA
  • B3 BRUTTA GENTE
  • B4 PRETE LIPRANDO (Prete Liprando e il giudizio di Dio)

 
 
Lato B: 1
E ALLORA...CONCERTO

 
      Lato B: 1
PESCIOLIN

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Nando De Luca, Enzo Jannacci
 
Testo:
E allora i ragazzi, eh... andavano
e allora i ragazzi, eh... perché c'erano
E allora i ragazzi, eh... domandavano
non gli rispondevano, ti guardavano, piangevano, non capivano.

E allora i ragazzi, eh... andavano
e allora i ragazzi, eh... perché c'erano
Allora i ragazzi, eh... ti guardavano
guardavano, non capivano il perché dei no,
il perché dei no.

E allora concerto, un concerto, un concerto
ma per capire cos’è che non va qui dentro di voi
concerto, un concerto stasera
ma per capire cos’è che non va qui dentro di me
concerto, un concerto, un concerto
ma per dire a chi imbroglia
faccia pure anche finta
ma non rompa i coglioni…
puta caso domani salta fuori l'estate
tira fuori la moto e li lascia lì in fila a marcire per lui.

E allora i ragazzi, eh... entravano
E allora i ragazzi, eh... ti guardavano
E allora i ragazzi, eh... ti sorridevano
si fidavano, si fidavano
ma sbagliavano, non capivano
che era tutto un no.

E allora i ragazzi, eh... sparavano
E allora i ragazzi, eh... li bucavano
E allora i ragazzi, eh... si ammazzavano
ma per morire, per morire, si nascondevano
si vergognavano, non capivano
che era tutto un no.

E allora concerto, un concerto, un concerto
ma per dirvi che quel padreterno che dite che c'è
che permette che un ragazzo butti giù un'overdose
o c'ha un tumore alle ossa... eh, Lui non c'è.

Concerto, un concerto, un concerto
ma per dirvi che c'è
c'è magari qualcuno tra voi
che tra uno sputo e una spinta
troverà un'altra penicillina
altre forme d'amore
forse un po' più di grinta
per cacciarci via tutti
imbroglioni, cantanti, cioè noi.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Gigi Concato
Arrangiatori: Nando De Luca, Enzo Jannacci
 
Testo:
C'era un uomo in una barca
che pescava i pesc'
quando a lui venne vicino
un grosso pesce-gatt'

Si fermò mentre nuotava
e lo guardò un moment'
ma poi, visto che era brutto,
gli sputò nei dent'

Va' pesciulin, e va' al tuo destin'
E così questo racconto viene a terminar:
se sei brutto non pescare
se sei brutto non pescare
che ti può far mal'
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 2
ALLORA ANDIAMO

 
      Lato A: 2
COSA IMPORTA

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Nando De Luca, Enzo Jannacci
 
Testo:
Estate dell'ultima guerra
non quella ma questa che c'è
ancora col culo per terra
insieme soltanto noi tre

Paese che puzza di festa
domanda "La festa dov'è?"
Ci han preso e buttato giù in piazza
L'orchestra suonava da jazz

E allora andiamo...
Dove ci vuoi portar? E allora andiamo
Ma dov'è che si va? E allora andiamo
E se bisogna andar... e allora andiamo
Andiamo almeno noi tre, e allora andiamo

E allora andiamo...
Dove ci vuoi portar? E allora andiamo
Ma dov'è che si va? E allora andiamo
E se bisogna andar... e allora andiamo
Andiamo tutti e noi tre

E al gelato e torrone per terra
E soldati che ballano il rock
E sembrava finita la guerra
La festa ha già il suo perché

Giovanna chiamava il dottore
Il dottore risponde "Non c'è"
E Giovanna vuol fare all'amore
Per questo siam qui tutti e tre

E allora andiamo...
Andiamo a fare all'amore? E allora andiamo
Ma dov'è che si fa? E allora andiamo
E se bisogna andar... e allora andiamo
Giovanna è cotta di là

E allora andiamo...
Andiamo a fare all'amore? E allora andiamo
Ma dov'è che si fa? E allora andiamo
E se bisogna andar... e allora andiamo
Se bisogna andare si va

Estate dell'ultima guerra
non quella ma questa che c'è
ancora col culo per terra
siamo sempre rimasti qui in tre

Paese che puzza di festa
ma la minestra non c'è, non c'è
ci han presi e buttati giù in piazza
non c'è l'orchestra che suona più il jazz

E allora andiamo...
Ma dove ci vuoi portar? E allora andiamo
Ma dov'è che si va? E allora andiamo
Toccherà mica cantar? E allora andiamo
Siamo solo noi tre...

E allora andiamo...
Ma dove ci vuoi portar? E allora andiamo
Ma non c'è da mangiar! E allora andiamo
Toccherà di cantar? E allora andiamo
Se bisogna andare si va...

E allora andiamo...
Dove ci vuoi portar? E allora andiamo.
Eh, si va e allora andiamo
Ma dov’è che bisogna andare?
Se bisogna si va.

E allora andiamo...
Ma dov'è che ci vuoi portare?
Ma dov'è che si va?
E se bisogna andare…
L’hai detto te
Se bisogna si va.
Ciao!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Nando De Luca, Enzo Jannacci
 
Testo:
Cosa fa se piove
alle dieci di sera
e tua madre ti parla
e ti copre di lana?

Che ti frega se piove
e ti par di ascoltare
nella strada soltanto
luce di filovia?

E la roba è un gioco,
ci ridevi sopra,
"non mi ciula mica"
e invece sei volato via.

Cosa fa se piove
alle dieci di sera
e un attore ti incontra?
Sì, l'amore è finito.

Che ti frega se piove
e ti par di ascoltare
che è la vostra canzone
e ti volti a guardare?

E la vita è un gioco,
tu c'hai riso sopra,
t'han ciulato proprio a te
che facevi il duro.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
BANDIERA FIORENTINA

 
      Lato B: 3
BRUTTA GENTE

 
     

Autori: Enzo Jannacci, Giuseppe Viola
Arrangiatori: Nando De Luca, Enzo Jannacci
 
Testo:
Lei, vent'anni, calzaturificio, lei,
Sognava di parlare proprio lei
In una radio libera magari di mattina
Lei credeva tutta la sua vita, tutta la sua vita
Fosse già finita all'imbocco di Via Solferino.
Lei, vent'anni, calzaturificio, lei,
Sognava di parlare proprio lei
In una radio libera magari di mattina
Lei credeva tutta la sua vita e tutta la sua vita
È già passata, finita, in Via Solferino.
Invece lui, aveva una bandiera proprio lui,
Gridava tutta notte proprio lui
E gridava come fosse di mattina
Sventolava la bandiera della Fiorentina.

E che rabbia non poterli vedere
E non stanno più insieme
Quando fanno l'amore
E siam qui disperati
Chissà dov'è Pierino.
Che rabbia non vederli più insieme
Non più fanno l'amore
Tu ti gratti le pere
Gira già il pistolino
Chissà dov'è Pierino.

Lei, vent'anni, calzaturificio, lei,
Sognava di parlare proprio lei
In una radio libera magari di mattina
Lei credeva tutta la sua vita fosse già finita
Fosse già finita all'imbocco di Via Solferino.
Lei, vent'anni, lenti a contatto sempre lei,
Sognava di parlare proprio lei
In una radio libera magari di mattina
Lei credeva tutta la sua vita fosse già finita
Senza aver potuto conferire mai con lui in Via Solferino.
Invece lui, aveva una bandiera proprio lui,
Gridava tutta notte proprio lui
E gridava come fosse di mattina
Sventolava la bandiera della Fiorentina.

E che rabbia non saperli più insieme
Quando fanno l'amore
E siam qui disperati
Tu ti gratti le pere
Un dolore pianino
E che rabbia non saperli più insieme
Quando fanno l'amore
Tu ti gratti le pere
Ce l'ho già un pistolino
Dove attende Pierino.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci, Giuseppe Viola
Arrangiatori: Nando De Luca, Enzo Jannacci
 
Testo:
Mettere tante divise,
servire tanti padroni,
scappare sempre in posti sbagliati,
e poi recitare troppe orazioni,
e vedere che in giro c'è sempre,
sempre troppa allegria,
superbia piena di malinconia
degli uomini ubriachi di miniera.

E poi mercanti vestiti di lana
che non sapranno mai capire,
non potranno mai ascoltare
chi canta nelle osterie.

È brutta gente che cammina
e va sporcando la terra.
È brutta gente che cammina
e va sporcando la terra.

E dappertutto vedere
gente che guarda smarrita,
e come le mosche impazzite
che non vanno neanche più verso la torta
e non conoscon la fretta,
ma neanche un giorno di festa,
e non conoscon la fretta,
ma neanche un giorno di festa,
e se c'è il vino bevono il vino,
e se c'è il vino....
E se non c'è vino,
se non c'è vino, pazienza.

È la mia gente che cammina
dicon che sporca la terra.
È la mia gente che cammina
dicon che sporca la terra

È giusto un giorno come un altro
credono di, di addormentarsi,
senza sapere che c'è sopra
c'è sopra un metro di terra
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
GENOVA PER NOI

 
      Lato B: 4
PRETE LIPRANDO (Prete Liprando e il giudizio di Dio)

 
     

Autori: Paolo Conte
Arrangiatori: Nando De Luca, Enzo Jannacci
 
Testo:
Ma quella faccia un po' così,
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
ed ogni volta ci chiediamo
se quel posto dove andiamo
non c'inghiotte e non torniamo più!

Eppur parenti siamo noi
di quella gente che c'è là,
che come noi è forse un po' selvatica
ma la paura che ci fa
quel mare oscuro che si muove anche di notte,
non sta fermo mai.

Genova per noi
che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e il resto è pioggia che ci bagna

Genova, dicevo, è un'idea come un'altra!

Ma quella faccia un po' così,
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
e come ogni volta l'annusiamo,
circospetti ci muoviamo,
un po' randagi ci sentiamo noi.

Ma quella faccia un po' così,
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
ed ogni volta ci chiediamo
se quel posto dove andiamo
non c'inghiotte e non torniamo più!

Macaia, scimmia di luce e di follia,
foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia
e intanto nell'ombra, nell'ombra dei loro armadi
tengono allori, ulivi e vecchie lavande.

Lasciaci tornare ai nostri temporali,
Genova ha i giorni tutti uguali.

In un'immobile campagna
con la pioggia che ci bagna
e i gamberoni rossi solo un sogno
e il sole, il sole, il sole è un lampo giallo al parabrise.

Ma quella faccia un po' così,
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi che abbiamo visto Genova.

Ma quella faccia un po' così,
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi prima di andare a Genova.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Dario Fo, Enzo Jannacci
Arrangiatori: Enzo Jannacci, Alberto Mompelli
 
Testo:
Landolfo, cronista del Millecento, ci ha tramandato uno dei fatti più importanti della storia del Comune di Milano: la cronaca del giudizio di Dio, protagonista prete Liprando. Noi abbiamo cercato di musicarla con un certo impegno, e la dedichiamo a tutti quelli - e sono tanti - che pur essendo testimoni di fatti importantissimi e determinanti dell'evoluzione della civiltà, neanche se ne accorgono!

Prete Liprando, ben visto dai poveri Cristi,
andò dall'arcivescovo Agiosolano, in Sant'Ambrogio:
"Sei ladro e simoniaco, - gli disse -
venduto all'Imperatore, quel porco.." "Cus'ee?!?
- rispose l'Arcivescovo infuriato -
Come ti permetti, prete? Sono ex-combattente;
ho fatto la prima crociata, e anche la terza!
(...la seconda no, perchè ero malato...)
Prete Liprando rispose: "Lo so, più d'una città hai saccheggiata;
lo so, più d'una città tu hai insanguinata;
ed ora Milano tu vuoi inchiodata, vederla prostrata!".
"Liprando, a 'sto punto esigo il Giudizio di Dio:
dovrai camminare sui carboni (s'intende, ardenti!);
le fascine di legna, quaranta ("Quaranta?")
s'intende, le pago io.
Se tu non uscirai per niente arrostito,
io me ne andrò solo e umiliato da questa città,
solo e appiedato!
"Prete Liprando, domani, al calar del sole
affronterà il Giudizio di Dio in Piazza Sant'Ambrogio!"

Quaranta fascine furono ammucchiate in una catasta;
la gente veniva fin da Venegono e da Biandrate:
"Indietro, su, non spingete, per Diana!
C'è il fuoco, non lo vedete? " "Ma io non vedo niente;
non vedo un'accidente! Son venuto da Como per niente!"
"Tornate tutti a casa! Non se ne fa niente!
Il Papa, da Romas l'ha proibito: lo spettacolo è finito!"
"Ed io lo faccio lo stesso! - disse prete Liprando -
ma le fascine, quaranta!- io non ce le ho!..."
...La gente portava le fascine fin da Biandrate;
facevano un sacco di fumo: la gente tossiva,
tossiva e piangeva, ma non si muoveva!
Che popolo pio! Voleva vedere il Giudizio di Dio!
"Eccolo là!... Liprando è già pronto..." "Dove l'e?"
"È là in fondo... È bianco, ha paura!...
Ha i piedi spogliati!..." "Che piedi lunghi!..."
La brace è rossa, e rosse son tutte le facce...
stan tutti con gli occhi sbarrati...
"Anch'io li ho sbarrati, però non vedo niente!"
È entrato dentro ai carboni senza guardare:
in mezzo è tutto sudato ma non è bruciato...
due donne son svenute! Una ha partorito,
ma in buona salute...
"Dai, non spingete!" "...ma io non vedo niente!"
"Ecco, è arrivato; Dio l'ha salvato!"
"Gloria a Liprando, che Milano ha salvato!"
"L'arcivescovo è scappato" ("Gloria a Liprando!")
"L'avete veduto!" ("Gloria a Liprando!")
"Io non ho visto niente!" ("Gloria a Liprando!")
"Il cavallo s'è impennato!..." ("Gloria a Liprando!")
"Ecco, è cascato!..." ("Gloria a Liprando!")
"S'è mezzo massacrato!" ("Gloria a Liprando!")
"...e io non ho visto niente!" ("Gloria a Liprando!")
"Non ho visto un accidente!" ("Gloria a Liprando!")
"Son venuto da Como per niente! Per niente!" ("Gloria a Liprando!")
 
Fonte: QUI
 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1983 - LINEA BIANCA/MOVIOLA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Lun Dic 17, 2018 4:36 pm

1. TITOLO:
 
1983 - LINEA BIANCA/MOVIOLA
 
# Etichetta: FONIT CETRA # Catalogo: SP 1803 # Data pubblicazione: Settembre 1983 # Matrici: M 15760/M 15761 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 9 Settembre / Lato A: sigla della trasmissione TV "La domenica sportiva" (Luciana Veschi D'Asnasch, 1983) / Arrangiamenti ritmici di Walter Calloni e Dino D'Autorio
 
 
2. COVER:
 
   
 
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
LINEA BIANCA

 
      Lato B:
MOVIOLA

 
     

Autori: Enzo Jannacci, Riccardo Piferi
Arrangiatori: Lucio Fabbri, Mark Harris
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Lucio Fabbri, Mark Harris
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1983 - DISCOGREVE (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Lun Dic 17, 2018 5:21 pm

1. TITOLO:
 
1983 - DISCOGREVE
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6302 # Data pubblicazione: 1983 # Matrici: S-6302-1/S-6302-2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Busta interna con i testi delle canzoni / Fotografie di Alberto Clementi / Registrato presso gli Studi "Symphony", "Il Mulino", "Siam Play", Febbraio-Marzo-Aprile 1983, da Franco Santamaria, Gianmarco Pecoroni, Piero Bravin, Luigi Macchiazzano - Mixato da Roberto Colombo e Franco Santamaria / Fiati arrangiati da Roberto Colombo e Alberto Mompellio / Linn Drum Computer e Oberheim DMX Synthesizers programmati da Roberto Colombo / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Discogreve è il dodicesimo album in studio di Enzo Jannacci.

Le tracce
Il disco parte con "Il maiale",canzone movimentata e trombe in primo piano che sembra parlare alle generazioni future con verbi,per l'appunto,al tempo futuro "Guardare più lontano,bucare l'aeroplano".La seconda traccia,"L'amico",è la più malinconica di tutte: è dedicata a Beppe Viola, giornalista sportivo scomparso l'anno prima.A seguire una delirante e Jannacciana versione della canzone napoletana sempreverde,"O' surdato 'nnamurato"."L'americana" è una canzone criptica,che sembra voler raccontare di un amore con un'attrice che va in televisione."Pensione Italia" è la storia dell'Italia dal Dopoguerra in poi, raccontando del Governo che mentirà a tutti su "una stazione che è caduta giù dal burrone".Ma il punto del disco più musicalmente complesso è "L'animale",dove si vede che il produttore del disco è proprio Roberto Colombo,con un ritornello energetico e trascinante."Obbligatorio" è la più elettronica e filosoficamente velata delle altre e ancora molto attuale.Parla della musica e delle mode che innamorarsene è "obbligatorio"."Giovane pazza" è una riedizione con un leggero cambio di testo e musica di "Cosa portavi bella ragazza".La finale "Zan zan le belle rane" è stata scritta a fine anni 70' insieme a Massimo Boldi (che la pubblicherà nel 1979).
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 IL MAIALE
  • A2 L'AMICO
  • A3 'O SURDATO INNAMORATO
  • A4 L'AMERICANA


  • B1 PENSIONE ITALIA
  • B2 L'ANIMALE
  • B3 OBBLIGATORIO
  • B4 GIOVANE PAZZA
  • B5 ZAN ZAN LE BELLE RANE

 
 
Lato B: 1
IL MAIALE

 
      Lato B: 1
PENSIONE ITALIA

 
     

Autori: Roberto Colombo, Enzo Jannacci
Arrangiatori: Roberto Colombo
 
Testo:
Giovani, giovani,
Guardare più lontano
Giovani, giovani,
Cantate da soprano
Giovani, giovani
Parlare in italiano
Giovani, giovani
Bucate l'aeroplano.

Amico, se ti accorgi che
Sto male
Non portarmi all'ospedale
C'è il maiale il giovedì
Amico, non chiamare più il
Dottore, è impegnato a far l'amore, l'infermiera è quella lì

Giovani, giovani,
Venuti da lontano
Giovani, giovani,
Parlate in italiano
Giovani, giovani,
Mangiatevi una mano
Giovani, giovani,
Dormite al primo piano

Amico, se ti accorgi che
Sto male
Non portarmi all'ospedale
C'è il maiale il giovedì
Amico non chiamare più il
Dottore, l'infermiera è quella lì

Giovani, giovani,
Venuti da lontano
Giovani, giovani,
Parlate in italiano
Giovani, giovani,
Mangiatevi una mano
Giovani, giovani
Dormite al primo piano

Amico, se ti accorgi che
Sto male
Non portarmi all'ospedale
C'è il maiale il giovedì
Amico non chiamare più il
Dottore, l'infermiera è
Quella lì

Amico tu lo sai quanto
Sto male
Non c'è più neanche il maiale
Messo in fuga il giovedì
Amico non chiamarle anche
Il dottore, mica buono a far l'amore, messa incinta martedì.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Roberto Colombo
 
Testo:
Pensione Italia
dimmi dov'è
quel fine agosto
del '63

Pensione Italia
non c'è neanche più
la stanza sul retro
chiamata "Zulù"

E quante mutande lasciate asciugare
quanti sistemi per farsi notare
dalla ragazza vicino al bidet

Quanta gente han lasciato fuori
uno piange e canta "Il mazzolin di fiori"
li han convinti che la stazione
è caduta lì giù nel burrone
e che è meglio fare finta
di non capire, non capire

Pensione Italia
dimmi dov'è
quel manifesto
del '63

Quelle due labbra
color marrone
con sopra due occhi
color del sapone

E le mutande non ci son più
non val la pena buttarsi giù
che fredda è stata la gioventù

Quanta gente han lasciato fuori
uno piange e canta "Il mazzolin di fiori"
li han convinti che la stazione
è caduta lì giù nel burrone
è che è meglio fare finta di non capire, non capire
sì, ma...ma...

A 'sta gente cosa gli diremo?
A 'sti ragazzi cosa spiegheremo?
Troppa gente han lasciato fuori
a cantare "Il mazzolin di fiori"!
Sì, ma i ricordi son come i rutti
e come i rutti vengono su, su, su...
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 2
L'AMICO

 
      Lato A: 2
L'ANIMALE

 
     

Autori: Roberto Colombo, Enzo Jannacci
Arrangiatori: Roberto Colombo
 
Testo:
Quando arrivò l'amico
quando arrivò l'amico
non volle salutare
nessuno... nessuno

Quando arrivò l'amico
al bar della stazione
lui volle offrir da bere
magari per combinazione

Sì, ma...

Lui non si portava dietro
profumi, guadagni
da terre lontane
no! Solo una gran voglia
di non raccontare una vita spesa per mezza fetta di pane

Quando arrivò l'amico
al bar della stazione
non volle salutare
nessuno

Scrivere il vento, giocare al cavallo perdente, scoprire il male,
Grattarsi il mento, non c'è più saliva, scoprire che il mondo sta male.

Scrivere il vento, giocare al cavallo perdente, scoprire il male,
Grattarsi il mento, non c'è più saliva, scoprire che il mondo sta male.

Nessuno voleva bere
Nessuno più a salutare

Quando morì l'amico
quando morì l'amico
allora tutti a guardare
a spiegare... ma che cosa?

Quando morì l'amico
morì di dispiacere
allora tutti a voler bere
me per che cosa? Che cosa?

ehhhh...

E ognuno ha il suo dolore
e ognuno è a consolare
e tutti a volere bere
sì! Tutti a voler bere...
sì! Tutti a voler bere! Ma...

Ma era troppo tardi
quando morirà l'amico
non beveteci sopra
non voleva salutare nessuno

Scrivere il vento, giocare al cavallo perdente, scoprire il male,
Grattarsi il mento, non c'è più saliva, scoprire che il mondo sta male.

Scrivere il vento, giocare al cavallo perdente, scoprire il male,
Grattarsi il mento, non c'è più saliva, scoprire che il mondo sta male.
Ciao!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Roberto Colombo, Enzo Jannacci
Arrangiatori: Roberto Colombo
 
Testo:
Le due biciclette rosa
Stingevano così.
Spiegami cos’è la cosa
Che, che ti ferma qui.

E, già, ma tu, tu, tu,
tu prendi la vita, la vita degli altri
è come un paltò
che si lascia a un metrò
per lasciarlo asciugare,
e lasciarlo rubare,
non è vero che il vino non c’era
no, no, no, no, no

No, no, no, il romanzo ti viene male
non c’è proprio niente da fare,
l’animale rimale tale, tale, tale, tale.

No, no, no, il romanzo ti viene male
non c’è proprio niente da fare,
l’animale rimale tale, tale, tale, tale.

Terribili quelle rose,
non sfioriscon mai.
Non sei più tornata a casa,
la scusa era far pipì.

Ma grazie anche a,
A un calo di peso,
ti riesco a sognare,
un po’ più a sperare
ma il letto è rifatto
e il latte è bollito,
va tutto sul gas,
la voglia di vivere no, no.

No, no, no, il romanzo ti viene male
non c’è proprio niente da fare,
l’animale rimale tale, tale, tale, tale.

No, no, no, il romanzo ti viene male
non c’è proprio niente da fare,
l’animale rimale tale, tale, tale, tale.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
'O SURDATO INNAMORATO

 
      Lato B: 3
OBBLIGATORIO

 
     

Autori: Aniello Califano, Enrico Cannio
Arrangiatori: Roberto Colombo
Coro: "Stella Alpina" di Campertogno
 
Testo:
Stai lontano da ‘stu core,
Stai lontano da st’ammore
niente voglio e niente spero,
non ti voglio neanche nel pensiero!

Stai lontano da ‘stu core,
Stai lontano da st’ammore,
io ti prendo fra le braccia
ma tu mi, mi guardi a me.

Sei sicura 'e chist'ammore
comm'i' so' sicuro 'e te…

Oje vita, oje vita mia,
oje core 'e chistu core,
sei stato 'o primmo ammore,
'o primmo e l’ultimo sarai per me!

Oje vita, oje vita mia,
oje core 'e chistu core,
sei stato 'o primmo ammore,
'o primmo e l’ultimo sarai per me!

Quante notti non ti vedo,
non ti sento in queste braccia,
non ti vedo la tua faccia,
non ti stringo forte forte a me.

Ma, scetánnome 'a sti suonne,
fammi chiagnere per te,
questa notte non ti vedo
ma ti spero che tu credi in me.

Oje vita!

Oje vita, oje vita mia,
oje core 'e chistu core,
sei stato 'o primmo ammore,
'o primmo e l’ultimo sarai per me!

Oje vita, oje vita mia,
oje core 'e chistu core,
sei stato 'o primmo ammore,
'o primmo e l’ultimo sarai per me!

Oje vita!
Oje vita!
Oje vita mia!
Oje vita mia!
Sei stato ‘o primmo ammore!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Sergio Cossu, Enzo Jannacci, Riccardo Piferi
Arrangiatori: Roberto Colombo

 
Testo:
Una canzone né brutta né breve
Ti fa passare anche il dispiacere (grazie),
mentre la senti si scioglie la neve,
obbligatorio.

Un violoncello cadeva in giardino,
corre il pallone se cade il bambino,
tu non mi ascolti e ti leggi la mano,
colpo di vita e vado lontano.

Una canzone né brutta né breve
Non ascoltarla che non c’è più neve (grazie),
appena uscita dal riformatorio,
innamorarsi è obbligatorio.

Motociclista che cade in giardino,
più sei conciato e più ride il bambino,
tu non mi vedi e ti leggi la mano,
colpo di vita e vado lontano.

Ritmo
Ritmo base

Una canzone né brutta né breve
Ti fa passare anche il dispiacere (grazie),
mentre la senti si scioglie la neve,
obbligatorio.

Una canzone eh
Non ascoltarla ah
Quali domande eh
Innamorati ih

Una canzone eh
Non ascoltarla ah
Quali domande eh
Obbligatorio oh
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
L'AMERICANA

 
      Lato B: 4
GIOVANE PAZZA

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Roberto Colombo
 
Testo:
Stammi a sentire disgraziato
io lo so perché scappi
io lo so perché hai anche paura di scappare
ma ascolta, disgraziato
ascolta, non scappare
io ti dirò esattamente
come stanno le cose.

Ascolta, disgraziato
ascolta, non scappare
questa non è una storia d'amore
d'amore come le altre
questa è una storia che puzza
di sporcizia, di sudato, di bagnato
di lustrini, di varietà e poi, e poi
e…di televisione
e la televisione rimane sempre accesa
anche quando ti dovessero attaccare
la cannetta dell'ossigeno a piacere.

La manopola del gas che avevi acceso
mezz'ora prima ma lei, ma lei
lei non ci aveva mai creduto
non perché fosse superiore
ma perché aveva capito
cosa fosse l'amore.

L'americana
l'americana
lei sì ci aveva due palle quadre
l'americana
l'americana
ci fosse lei non staremmo qui tanto a sbattere.

Ascolta disgraziato
conosco un camposanto
che non è poi tanto lontano
dove ci sono sette becchini e nove televisori.
Ascolta disgraziato
saltimbanchi si muore
passato il campionato
e chi ha dato ha dato
e chi ha avuto ha avuto
e ha sentito e ha preso.

Ascolta disgraziato
ascolta, non scappare
noi ci divertiremo
e insieme impareremo
perché c'è sempre qualcosa da imparare
c'è sempre qualcosa da inventare
e dopo noi berremo
ma lei, lei non c'è più, lei, lei.

L'americana
l'americana
lei sì ci aveva due palle quadre
l'americana
l'americana
ci fosse lei non staremmo qui tanto a sbattere

Ascolta, disgraziato
ascolta
ascolta, disgraziato
io so tu a cosa stai pensando
stai pensando a come ci divertiremo
a cosa impareremo
perché lei diceva
c'è sempre qualcosa da imparare
chiedilo a Mario, Tosto, il Fo, Colombo, lei…
L'americana
 
Fonte: [url=Cosa portavi
giovane pazza?
Cosa portavi
al tuo primo amore? Amore, amore...

Portavo in dote
quelle parole
che lui non seppe mai
dire a me

Portavo in dote
quelle parole
che lui non seppe mai
dire a me

Cosa provavi
giovane pazza?
Cosa provavi
nel fare all'amore? L'amore...

Provavo niente
nient'altro che il sole
e neanche tanto
qui dentro... di me

Provavo niente
nient'altro che il sole
e neanche tanto
qui dentro... di me

Cosa moriva
giovane pazza?
Quando hai perduto
il tuo primo amore? Amore, amore...

Moriva niente
che il mio dolce amore
mandato a farsi fottere
da me, da me

Moriva niente
che il mio dolce amore
mandato a farsi fottere
da me.]QUI[/url]

     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Roberto Colombo
 
Testo:

 
Fonte: QUI
 
 
Lato B: 5
ZAN ZAN LE BELLE RANE

 

Autori: Massimo Boldi, Enzo Jannacci
Arrangiatori: Roberto Colombo
 
Testo:
Amore, nella difficoltà, nella necessità, zitto, zitto, sto sempre zitto...
Amore, nella necessità, della tua scemità, zitto, zitto, sto sempre zitto...

Sei repellente, Lisa,
Ma a me mi piaci così

Sei sciabollente, Lisa,
Ma è mi piaci così

Nullatenente, Lisa,
Ma a mi piaci così,
Di più di più,
Perché perché
Con te con te
Io faccio:
Zan zan zan le belle rane
Zan le belle rane zan

Zan zan le belle rane
Zan le belle rane zan....
 
Fonte: QUI
 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1985 - SON S'CIOPPÀA/L'IMPORTANTE E' ESAGERARE (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Lun Dic 17, 2018 5:55 pm

1. TITOLO:
 
1985 - SON S'CIOPPÀA/L'IMPORTANTE E' ESAGERARE
 
# Etichetta: DROGUERIA DI DRUGOLO # Catalogo: A 6251 # Data pubblicazione: 1985 # Matrici: CI DDD A 6251-1N/CI DDD A 6251-2N # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 23 Aprile-15 Aprile / Fotografia di Guido Harari - Grafica: Fragola & Panna / Distribuito da CBS Dischi - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
SON S'CIOPPÀA

 
      Lato B:
L'IMPORTANTE E' ESAGERARE

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Cià, dammi una sigaretta
No... perchè... ero lì davanti a bar e...
E mi sono dimenticato di comprarle
...allora ho trovato te...
Eh! tanto come per dire...
... ho detto...

Cià... dammi una sigaretta...
Ah... Chissà perchè...
Ero un po' fuori di testa...
(Eh, al bar succede, eh!)
Cosa guardi? Se c'è da pagare, pago, no?

Cosa fumi le Marlboro?
Aaah...
Cosa metti... le Timberland?
Aaah...
Ah, fumi le Marlboro ma è l'ultima eh?
Aaah...
Ah è l'ultima... eh?
VA bhè...allora?
Ciapp'istess... ciapp'istess...
Ciapp'istess... ciapp'istess...
Ciapp'istess... ciapp'istess...
Ciapp'istess...

Son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa
Hai presente un canotto
Mordicchiato da un dobermann?
Son scoppiato così e così

Son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa
Oggi ho pianto dal ridere
Ma che pena vederti
Fare finta di piangere

Son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa
C'ho più mani per chiedere
C'ho più piedi per spingere
Son scoppiato... così e così

Cià allora... 'sta sigaretta? Che facciamo
Stiamo qui tutta la notte...
Io che chiedo la sigaretta e te e te che mi dici che è l'ultima...?
Cosa vuoi? Che mi uccida? Cosa vuoi... il mare?
Perchè sì... è una roba brutta eh...
E dammi una sigaretta...

Oh... Non fare come gli altri quando gli chiedi mille lire
Che rispondono "mi raccomando, non se le beva eh..."
No, sarebbe come dire che se mi dai una sigaretta adesso
Mi tocca fumarne metà adesso e metà... Giovedì...
Non siamo mai stati Amici...

Fumi le Marlboro? Ah già... me lo hai già detto...
Metti le Timberland...?
Aaah...
Vai ad amnesy?
...eh per forza!

Va bene, e allora?
Ciapp'istess... ciapp'istess...
Ciapp'istess... ciapp'istess...
Ciapp'istess... ciapp'istess...
Ciapp'istess...

Son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa
Hai presente una vita a cantare in un pullman?
Son scoppiato così e così...

Son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa
Son scoppiato dal ridere
Ma che pena vederti fare finta di piangere

Son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa, son s'cioppaa
Tu che neghi le Marlboro
Tu che adesso hai capito
Come nascono i comici...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Avere la moto
Che al posto di partire
Fa soltanto "prut"

Avere un cugino
Che sogna una vacanza
Ma vicino a Lourdes

Provare tristezza
Per quei poveri due
Che non si parlan più

Capire che sono
Son tutte balle, balle
Però non ce la fai più

E l'importante è esagerare
L'importante è esagerare
Sia nel bene che nel male
Senza mai farsi capire

E l'importante è esagerare
Far mai finta di sudare
E se hai in mano solo mosche
Prova a darci anche del tu

E l'importante è esagerare
L'importante è esagerare
Sia nel bene che nel male
Senza mai farsi capire

E l'importante è esagerare
Far mai finta di sudare
E se hai in mano solo mosche
Prova a darci anche del tu

Trovare per caso
Un posto giù nel pieno
Com'è pieno il metrò

Lasciarlo di colpo
A una ragazza, dice
"Sono incinta si figuri un po'"

Le chiedi, curioso
Ma come educazione s'è un po' che lo aspetta
Sentirsi rispondere
Come a una scemo
È solo, solo da mezz'oretta

E l'importante è esagerare
L'importante è esagerare
Sia nel bene che nel male
Senza mai farsi capire

E l'importante è esagerare
Far mai finta di sudare
E se hai in mano solo mosche
Prova a darci anche del tu

E l'importante è esagerare
L'importante è esagerare
Far mai finta di crepare
Non ti dicon sempre sì

E l'importante è esagerare
Far mai finta di sudare
E se hai in mano solo mosche
Prova a darci anche del tu
 
Fonte: QUI
 
 
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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1985 - L'IMPORTANTE (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Lun Dic 17, 2018 8:46 pm

1. TITOLO:
 
1985 - L'IMPORTANTE
 
# Etichetta: DROGUERIA DI DRUGOLO # Catalogo: DDD 26459 # Data pubblicazione: Aprile 1985 # Matrici: CI DDD 26459-1L/CI DDD 26459-2L # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 15 Aprile / Busta interna con i testi delle canzoni / Fotografia di Guido Harari - Grafica: Fragola & Panna / Registrato e mixato presso gli Studi "Il Cortile", Milano, da Ruggero Penazzo e Paolo Mescoli, 15 Febbraio-15 Aprile 1985 / Produzione di studio: Maurizio Bassi e Ruggero Penazzo (Keepon Music) / Distribuito da CBS Dischi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
L'importante è il tredicesimo album in studio di Enzo Jannacci. Il disco contiene una versione di Amapola, celebre successo scritto da José María Lacalle García compositore spagnolo il cui testo italiano fu scritto da Bixio Cherubini, intercalata nel brano di sua composizione Juke box, di cui costituisce il refrain.
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 

 
 
Versione misicassetta
 
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



  • B1 SON S'CIOPPÀA
  • B2 IL VOLATORE DI AQUILONI
  • B3 AMAPOLA
  • B4 JUKE BOX-AMAPOLA

 
 
ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Button.png?t=n.b

ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Button
 
Lato A: 2
L'ORCHESTRA

 
      Lato B: 2
IL VOLATORE DI AQUILONI

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
L'orchestra suonava
Decisamente male
Ballavi con me
Ma toccavi un tale
Lo specchio rifletteva soltanto te
Sì, te

L'orchestra peggio di così
Non poteva suonare
Morivo dalla voglia di vederti ballare
Lo specchio continuava a guardare te

Ma se
Ma se
Invece di chiudermi in un sacco a pelo blu marin
Mi avessi domandato se non ce la facevo a stare senza di te
Ma sì, era meglio nascondersi in un sacco a pelo blu marin
Piuttosto che domandarsi se era tutto vero
O si trattava di un film
Di un film

L'orchestra fu sostituita da un cantautore
Sì, ma uno di quelli che prima ti spiegano le parole
Lo specchio rifletteva più lui che me
Sì, me

L'orchestra sempre più impaurita
Stava lì a guardare
Non mi stupivo più del sentirmi mollare
E quello ridacchiava e guardava te!
Ma te!
Ma te!
Cosa te ne fregava del sacco a pelo blu marin
Se avevi già capito che non ce la facevo a stare senza di te
Ma a te cosa te ne fregava del sacco a pelo blu marin
Se avevi già deciso che era proprio ora di cambiare film
Film?

Ma a te cosa te ne fregava del sacco a pelo blu marin
Se avevi già capito che non ce la facevo a stare senza di te
Ma a te cosa te ne fregava del sacco a pelo blu marin
Se avevi già deciso che era proprio ora di cambiare film
Film?
Film?
Film?
Film?
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Il volatore di aquiloni
A un certo punto
Della vita
Si accorse che
Nella sua vita
Gli mancava proprio
Una fetta di mare
... di mare

Il volatore di aquiloni
Ladro di sogni proibiti
Si ruppe quasi tutti i diti ma partì deciso
Per capire il mare

E guardarsi e poi
Svegliarsi tutti bei sudati
Come dopo una partita
Ma il mare è là
E lui non sa
Che per chi vola a rasoterra
C'è soltanto umidità
Ma non è il mare

Il volatore di aquiloni
Non ci arrivò mai
Davanti al mare
Senza sapere che
Senza sapere che
Quel mare se ne frega più di
Te
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 3
SERGEJ

 
      Lato A: 3
AMAPOLA

 
     

Autori: Enzo Jannacci, Riccardo Piferi
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
E la domenica di fuori
È già finita
Quanto mai

E poi
Quasi tutti i baracconi
Con le luci chiuse dentro
Quanto mai

E poi
Quella ragazza
Con i piedi e coi capelli
Come vuole oggi la moda
Chissà mai
Se pensa solo disco-dance
Dance

Sergej
La faccia da polacco
Che non ha mai visto il mondo

Sergej
L'unico a sapere come si smonta
Un autoscontro

Sergej
La sbarra da attaccarsi
E vengon giù
Tante scintille

Sergej
Impari l'italiano:
Quattro palle lire mille

E hai
Di lei, c'hai mai parlato di lei
Forse c'è mai stata
Forse lei è ancora innamorata
Di una serie di collant
Tutto il resto è disco-dance
Dance

Sergej
Fa che mia figlia di ricordi
Di uno che piangeva dentro
Fa che impari a ribaltare un autoscontro
Tutto il resto è disco-dance
 
Fonte: QUI
     
Autori: Cesare Andrea Bixio, Bixio CherubinI
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Son vent'anni
Che ti vedo
Non ti avevo
Neanche riconosciuto

Son vent'anni
Che mi dici
Che veniamo
Dalla stessa famiglia

Solo adesso
Che mi accorgo
Che mi sembra
Una lavastoviglia

Ti ricordi
Come, com'era lei
Vecchio jukebox
Lei che urlava d'amore
Come un televisore?

Amapola, dolcissima Amapola
Bastava una parola
Per, per perdere il tram

Amapola, dolcissima parola
Bastavi tu da sola
Per un bel po'

Amapola, grossissima e mai sola
Tu non sapevi dire mai di no

Amapola, troppa roba
Per una canzone sola!

Cosa insisti
A girare
E a voltare
Sempre i soliti dischi?

Stesse sono
Le parole
Ma la musica
Non cambierà mai

I vent'anni
Son passati
Son cambiato
Purtroppo anche io

Son cambiate le luci
È rimasto solo il fruscio
Parlerà più l'amore
Spento il televisore

Amapola, dolcissima Amapola
Bastava una parola
Per... non si può dire tutto nella vita

Amapola, dolcissima parola
Bastavi tu da sola
Per, per un bel po'

Amapola, grossissima e mai sola
Tu non sapevi dire mai di no

Amapola, troppa roba
Per una canzone sola!

Amapola, dolcissima Amapola
Bastava una parola
Per, per perdere il tram

Amapola, dolcissima parola
Bastavi tu da sola
Per, per un bel po'

Amapola, grossissima e mai sola
Tu non sapevi dire mai di no

Amapola, troppa roba
Per una canzone sola!
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
ORIENTE

 
      Lato B: 4
JUKE BOX-AMAPOLA

 
     

Autori: Paolo Conte
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Oriente
Oriente
Oriente
Oriente
Che
Che quando bisogna sapere qualche cosa
Bisogna leggerlo sui libri
Dove non c'è mai scritto niente
Oriente

Oriente
Oriente
Oriente
Eh

Oriente
Oriente
Oriente
Oh

Oriente
Oriente
Oriente
Eh

Oriente
Oriente
Oriente

Oriente
Oriente
Oriente
Che
Che quando soffia il vento
È così leggero per loro, così brava gente
Ma così senza naso
Che se lo avessero saputo
Se lo sarebbero inventato

E allora, a un certo punto
Mi vien fatto di pensare
Che non hanno inventato niente

Oriente
Oriente
Oriente
Oriente
Eh

Oriente
Oriente
Oriente

Oriente
Oriente
Oriente
Eh
Eh

Oriente
Oriente
Oriente
Eh
Oriente
Eh

Oriente
Oriente
Oh
Eh

Oriente
Oriente
Oriente
Eh
Dove un bacio è un peccato di gola
Dove a ogni incrocio anche la povera gente
Muore di fame, d'amore, d'oriente

Oriente
Oriente
Oriente
Oriente
Eh
Eh

Dove c'è un lago geloso di un mare
Che soffoca i pesci e non si parlano mai
Per cui non si dicono mai niente

Oriente
Oriente
Oriente
Oriente
Oriente
Oriente
Eh
Eh

Oriente
Oriente
Oriente
Eh
Eh
Eh
Eh

Oriente
Oriente
Oriente
Oriente
Eh
Eh

Oriente
Oriente
Oriente
Oriente
Eh

Oriente
Oriente
Oriente
Ea!

Oriente
Oriente
Oriente
Oriente
Che
Quando si sveglia arrabbiato anche il sole
O sbagli il momento di fare all'amore
Non ti dicono mai niente
Mai niente

Oriente
Oriente
Oriente
Oriente
Eh
Eh

Oriente
Oriente
Oriente
Eh
Eh
Eh

Oriente
Oriente
Oriente
Oriente
Oriente
Oriente
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci, Riccardo Piferi
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Testo contenuto insieme ad "Amapola"
 
 
ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Videos10
 


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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 2 Empty ENZO JANNACCI: 1985 - MI-MI-LA-LA-MI-MI-LA-LAN/LA BAMBINA LUPO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Lun Dic 17, 2018 11:37 pm

1. TITOLO:
 
1985 - MI-MI-LA-LA-MI-MI-LA-LAN/LA BAMBINA LUPO
 
# Etichetta: DROGUERIA DI DRUGOLO # Catalogo: A 6299 # Data pubblicazione: Maggio 1985 # Matrici: CI DDD A 6299-1N/CI DDD A 6299-2N/ # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 22 Aprile / Lato A: Inno ufficiale del Milan A. C. / Sulla copetrina è erroneamente indicato il 1984 come anno di pubblicazione / Fotografia di Guido Harari - Grafica: Fragola & Panna / Distribuito da CBS Dischi - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 

 
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
MI-MI-LA-LA-MI-MI-LA-LAN

 
      Lato B:
LA BAMBINA LUPO

 
     

Autori: Maurizio Bassi, Enzo Jannacci, Riccardo Piferi
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
     
Autori: Maurizio Bassi, Enzo Jannacci, Riccardo Piferi
Arrangiatori: Maurizio Bassi
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
 
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