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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

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 :: ENZO JANNACCI

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ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

Messaggio  admin_italiacanora il Mer Ago 24, 2011 4:22 pm

 
 
Di seguito viene riportata la discografia completa di ENZO JANNACCI
 
La discografia di Enzo Jannacci è divisibile in almeno sette periodi a seconda delle case discografiche per le quali il cantautore milanese ha inciso il suo vasto canzoniere:
  • Ricordi: 1959-1962, 1980-1983;
  • Jolly: 1964-1966;
  • RCA: 1967-1974;
  • Ultima Spiaggia: 1975-1979;
  • DDD: 1985-1994;
  • Columbia: 1998;
  • Ala Bianca: 2001-2013.
Oggi quindi l'intero catalogo jannacciano è custodito dalla Sony Music (1959-1962, 1967-1998), dalla SAAR (1964-1966) e Ala Bianca (dal 2001 a oggi).
Quest'ultima tuttavia alla fine del 2011 ha ristampato per la prima volta in CD tutti i quattro LP del periodo Ultima Spiaggia.
 
In questi post è possibile trovare tutta la discografia dei I DUE CORSARI.
 
 
45 giri

1961 - 14 Luglio - L'ombrello di suo fratello/Il tassì (Tavola Rotonda T 70013)
1961 - Passaggio a livello/Il giramondo (Tavola Rotonda T 70014)
1961 - 1 Dicembre - Il cane con i capelli/Gheru Gheru (Ricordi SRL 10.222)
1962 - 19 Giugno - Bambino boma/L'artista (Ricordi SRL 10.261)
1964 - 2 Marzo - El portava i scarp del tennis/Ti te se' no (Jolly J 20227)
1964 - 14 Maggio - T'ho compraa i calzett de seda/Andava a Rogoredo (Jolly J 20240)
1964 - 4 Giugno - L'Armando/La forza dell'amore (Jolly J 20247)
1964 - L'Armando/Andava a Rogoredo/El portava i scarp del tennis/La forza dell'amore/Ti te se no/Senza de ti (Jolly J 20C251 45giri EP)
1964 - 27 Ottobre - Ma mi/M'hann ciamàa (Jolly J 20272)
1965 - L'ombrello di suo fratello/Passaggio a livello (Ricordi SRL 10.375; Nuova pubblicazione di precedenti matrici Tavola Rotonda)
1965 - 30 Aprile - Sfiorisci bel fiore/Non è vero (Jolly J 20305; Sfiorisci bel fiore in registrazione di studio anziché dal vivo come sul precedente album Enzo Jannacci in teatro, e con testo parzialmente diverso)
1965 - 17 Maggio - Veronica/Soldato Nencini (Jolly J 20317; Veronica in registrazione di studio anziché dal vivo come sul precedente album Enzo Jannacci in teatro)
1966 - 9 Febbraio - Ninna nanna per un bambino/Per un basin (Jolly J 20350; Per un basin in nuova versione rispetto a quella pubblicata sul 33 giri La Milano di Enzo Jannacci)
1966 - 6 Maggio - Faceva il palo/E savé (Jolly J 20371)
1967 - Vengo anch'io. No, tu no/Giovanni telegrafista (ARC AN 4138)
1968 - 19 Giugno - L'appassionata/Ho soffrito (Jolly J 20440)
1968 - Ho visto un re/Bobo Merenda (ARC AN 4158)
1969 - Il terzino d'Olanda/Gli zingari (ARC AN 4168)
1969 - El portava i scarp del tennis/La balilla (Signal S 90; Ristampa di vecchie matrici Jolly)
1969 - Faceva il palo/Andava a Rogaredo (Signal S 91; Ristampa di vecchie matrici Jolly)
1969 - Ma mi/L'Armando (Signal S 92; Ristampa di vecchie matrici Jolly)
1970 - Aprile - Mexico e nuvole/Pensare che... (RCA PM 3519; Versioni dei brani diverse nel missaggio rispetto a quelle pubblicate sul 33 giri La mia gente)
1972 - Ottobre - Ragazzo padre/Faceva il palo (RCA PM 3684; Faceva il palo nella versione del 33 giri Jannaci Enzo; primo singolo stereofonico di Jannacci)
1974 - 3 Aprile - Brutta gente/Il panettiere (CAR Juke Box CRJ 1095; Lato A: Un disco per l'estate 1974)
1974 - Ottobre - Vincenzina e la fabbrica/Vincenzina e la fabbrica (strumentale) (Ultima Spiaggia ZUS 50567; Dalla colonna sonora del film Romanzo popolare)
1975 - Marzo - El me indiriss/Quelli che... (Ultima Spiaggia ZUS 50568; Lato A: testo in italiano anziché in milanese come nella versione del 33 giri Quelli che... - Lato B: testo diverso rispetto alla versione presente sul medesimo album
1976 - Gennaio - Rido/Tira a campa' (Ultima Spiaggia ZUS 50570; Lato B: dalla colonna sonora originale del film Pasqualino Settebellezze)
1976 - Luglio - Vivere/Per la moto non si da' (Ultima Spiaggia ZUS 50575)
1977 - Ottobre - Secondo te... che gusto c'e'?/Saxophone (Ultima Spiaggia ZBS 7031; Lato A: Sigla della trasmissione televisiva Secondo voi - Lato B: dalla colonna sonora originale del film Saxofone
1979 - Io e te/Bartali (Ultima Spiaggia ZBS 7155)
1980 - Ci vuole orecchio/Silvano (Ricordi SRL 10.923; Ci vuole orecchio in versione più corta rispetto a quella pubblicata sull'album omonimo
1983 - 9 Settembre - Linea bianca/Moviola (Fonit Cetra SP 1803; Lato A: sigla della trasmissione TV La domenica sportiva
1985 - 15/23 Aprile - Son s'cioppa'/L'importante e' esagerare (Drogueria di Drugolo DDD A 6251)
1985 - 22 Aprile - Mi-mi-la-lan!/La bambina lupo (Drogueria di Drugolo DDD A 6299; Lato A: Inno ufficiale del Milan A. C.
1989 - Febbraio - Se me lo dicevi prima/Vita e bottoni (Drogueria di Drugolo DDD 654706-7; Lato A: Festival di Sanremo 1989
1991 - Febbraio - La fotografia/La fine della storia (Drogueria di Drugolo DDD 114 158; Lato A: Festival di Sanremo 1991
1994 - Febbraio - I soliti accordi/Parlare col liquido (Drogueria di Drugolo DDD 74321 19256 2 I soliti accordi: Festival di Sanremo 1994)
1998 - Febbraio - Quando un musicista ride/Quelli che... il calcio (Columbia COL 66555121; gQuando un musicista ride: Festival di Sanremo 1998


33 giri/LP

1964 - 14/15 Luglio - La Milano di Enzo Jannacci (Jolly LPJ 5037)
1964 - 25 Novembre - Enzo Jannacci in teatro (Jolly LPJ 5043; live dallo spettacolo, 22 canzoni a cura di Dario Fo
1966 - 16 Luglio - Sei minuti all'alba (Jolly LPJ 5071)
1968 - Vengo anch'io. No, tu no (ARC ALPS 11007)
1968 - 28 Maggio - Le canzoni di Enzo Jannacci (Ricordi MRP 9050); Antologia di registrazioni in prevalenza uscite su 45 giri tra il 1961 e il 1963, di cui quattro inedite su disco
1970 – Marzo - La mia gente (ARC ALPS 11021)
1972 - Giorgio Gaber e Enzo Jannacci (Family Records SFR-RI 629; Raccolta di tutti i brani pubblicati a nome I Due Corsari su etichetta Ricordi
1972 – Settembre - Jannacci Enzo (RCA Italiana PSL 10539)
1975 – Marzo - Quelli che... (Ultima Spiaggia ZLUS 55180; Vincenzina e la fabbrica in nuova versione rispetto a quelle pubblicate su 45 giri nel 1974
1976- - O vivere o ridere (Ultima Spiaggia ZLUS 55189)
1977 - Secondo te... che gusto c'è? (Ultima Spiaggia ZPLS 34027; Il panettiere in nuova versione rispetto a quella pubblicata su 45 giri (1974). Saxophone ha un testo parzialmente diverso rispetto alla versione pubblicata su 45 giri. E sapere, nuova versione, ulteriormente rielaborata, del brano inciso sull'album Sei minuti all'alba (1966) come E savè, quindi sull'album Jannacci Enzo (1972)
1979 - Foto ricordo (Ultima Spiaggia ZPLS 34075)
1980 - Ci vuole orecchio (Ricordi SMRL 6266; L'edizione cassetta del titolo (RIK 76266) contiene in più il brano Il pacco. Il dritto in nuova versione rispetto a quella pubblicata sul 33 giri la mia gente
1980 - Nuove registrazioni (Ricordi-Orizzonte ORL 8430; Ristampato nel 1995 con il titolo 1980 (BMG Ricordi, MPCD 230); Tutti i brani, salvo E la vita, la vita e L'uselin de la comare, sono in nuove versioni rispetto a quelle precedentemente pubblicate
1981 - 21 Luglio - E allora... concerto (Ricordi SMRL 6282; Brutta gente in nuova versione rispetto a quella pubblicata su 45 giri nel 1974)
1983 - Discogreve (Ricordi SMRL 6302)
1983 - Ja-Ga Brothers (CGD 15106; con Giorgio Gaber, tutti i brani sono nuove registrazioni di pezzi incisi dai due artisti, a nome I Due Corsari, nel periodo 1959-1960
1985 - 15 Aprile - L'importante (Drogueria di Drugolo DDD 26459)
1987 - 11 Marzo - Parlare con i limoni (Drogueria di Drugolo DDD 450867 1)
1989 - Se me lo dicevi prima e altri successi (Drogueria di Drugolo DDD 465171 1; Antologia di materiale già pubblicato tra il 1980 e il 1989
1989 - 30 anni senza andare fuori tempo (Drogueria di Drugolo DDD 466056 1; Doppio album live registrato presso il Castello Sforzesco di Milano, 7-9 luglio 1989
1991 - 14 Maggio - Guarda la fotografia (Drogueria di Drugolo DDD 211 737)
2002 - 18 Novembre - Enzo Jannacci Live @ RTSI RTSI Music/Edel (Music 505107 2; Live del 27 dicembre 1986 presso la televisione svizzera)


CD

1994 - I soliti accordi (Drogueria di Drugolo DDD 74321 19259 2; Il primo furto non si scorda mai, Il bonzo e Per la moto non si dà in nuove versioni rispetto alle precedenti)
1998 - Quando un musicista ride (Columbia COL 4894342; Album semiantologico, composto da materiale di album precedenti, o in nuove versioni, o completamente inedito)
2001 - 12 Ottobre - Come gli aeroplani (Ala Bianca ABR 128553845 2)
2003 - 7 Febbraio - L'uomo a meta' (Ala Bianca ABR 128553874 2)
2004 - 22 Ottobre - Milano 3.6.2005 (Ala Bianca ABR 128553913 2)
2013 - 26 Novembre - L'artista (Ala Bianca, ABR 128554094-2; Album uscito postumo)


Raccolte

1968 - 28 Maggio - Le canzoni di Enzo Jannacci (Ricordi MRP 9050)
1976 - Cosi' ride (RCA –Linea Tre NL 33012)
1980 - Nuove registrazioni (Dischi Ricordi - Orizzonte ORL 8430)
1989 - Se me lo dicevi prima e altri successi (Drogueria di Drugolo DDD 465171 1)
2006 - 24 Novembre - The best (Ala Bianca ABR 128553951 2; Doppia antologia con nuove versioni sul CD 1 e materiale degli anni 1970 e 2001-2004 sul CD 2. Tre brani inediti


Album dal vivo

1964 - 25 novembre - Enzo Jannacci in teatro (Jolly LPJ 5043)
1989 - 30 anni senza andare fuori tempo (Drogueria di Drugolo DDD 466056 1)
2008 - 21 Novembre - The best. Concerto vita miracoli (Ala Bianca ABR 128553989 2; CD+DVD live)


Fonte: QUI


Ultima modifica di admin_italiacanora il Gio Feb 22, 2018 4:25 pm, modificato 9 volte
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ENZO JANNACCI: 1961 - L'OMBRELLO DI SUO FRATELLO/IL TASSI' - 45 giri

Messaggio  admin_italiacanora il Gio Gen 07, 2016 4:08 pm

1. TITOLO:
 
1961 - L'OMBRELLO DI SUO FRATELLO/IL TASSI'
 
# Etichetta: TAVOLA ROTONDA # Catalogo: T 70013 # Data pubblicazione: 14 Luglio 1961 # Matrici: OP 26/OP 27 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 14 luglio / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
L'ombrello di suo fratello/Il tassì è il primo 45 giri da solista di Enzo Jannacci, pubblicato dalla Tavola Rotonda il 14 luglio del 1961, che segue quelli incisi insieme a Giorgio Gaber con la denominazione I Due Corsari e pubblicati dalla Dischi Ricordi.

Entrambe le canzoni sono scritte da Jannacci sia per il testo che per la musica, e saranno inserite nel 1968 nell'album antologico Le canzoni di Enzo Jannacci.
In seguito L'ombrello di suo fratello verrà ristampato su 45 giri con un altro retro, Passaggio a livello, nel 1965, mentre Il tassì verrà reincisa da Jannacci per il suo album postumo L'artista.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   

   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
L'OMBRELLO DI SUO FRATELLO

 
      Lato B:
IL TASSI'

 
   

Autori: Autori: Enzo Jannacci
 
Testo:
Non so se è la prima volta che si sente questa storia,
la storia di uno che cercava un ombrello,
l'ombrello di suo fratello.

Non era tornato nemmeno a mangiare
per cercare l'ombrello di suo fratello,
roba di lusso, un vero gioiello,
roba di suo fratello.

"Eh, già, ma com'era quell'ombrello?"
"Intanto, era di mio fratello."
Suo fratello, un tipo sfacciato, maleducato, raccomandato.

Non era tornato nemmeno a mangiare
per cercare l'ombrello di suo fratello,
roba di lusso, un vero gioiello,
roba di suo fratello.

"Allora, dunque, trovato l'ombrello?"
No, non l'aveva trovato.
Ma poteva continuare, continuare a cercare.

"Guarda quest'altro", dice il fratello,
"un altro ombrello, guarda che bello."
Chissà di chi era quell'ombrello,
non certo di suo fratello.

"Ma come, io non torno nemmeno a mangiare
per cercare l'ombrello di mio fratello
e quello lì, perchè è sfacciato, raccomandato,
ruba gli ombrelli!".

"Però anche questo, che roba, che bello,
che bell'ombrello, un vero gioiello.
Chissà di chi era quell'ombrello.
Ormai, roba di mio fratello."
Roba di suo fratello.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Autori: Enzo Jannacci
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video.
Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 


Ultima modifica di admin_italiacanora il Gio Dic 13, 2018 10:52 am, modificato 3 volte
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ENZO JANNACCI: 1961 - PASSAGGIO A LIVELLO/IL GIRAMONDO (45 Giri)

Messaggio  admin_italiacanora il Gio Mar 01, 2018 7:01 pm

1. TITOLO:
 
1961 - PASSAGGIO A LIVELLO/IL GIRAMONDO
 
# Etichetta: TAVOLA ROTONDA # Catalogo: T 70014 # Data pubblicazione: 1961 # Matrici: OP 28/OP 29 # Genere: Pop # Tipo audio: Mono # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Dischi Ricordi S.p.A.
 
 
3. COVER:
 
   
 
 
3. TRACK LIST di:
 
Lato A:
PASSAGGIO A LIVELLO

 
      Lato B:
IL GIRAMONDO - 2:01

 
   

Autori: E. Jannacci
 
Testo:
Fermi a un passaggio a livello
mi hai parlato di te in modo che io non conoscevo
piano mi hai sfiorato la mano, sussurrato parole dimenticate
ma in un baleno è schizzato via il treno
abbiamo smesso di guardarci poi mi hai chiesto se era un merci.
Torna a parlare di te a parlare del cuore delle cose dimenticate
Nooo mi hai guardato ridendo
sei rimasta li muta muta come t'ho conosciuta
ma in un baleno è schizzato via il treno
abbiamo smesso di guardarci poi mi hai chiesto se era un merci.
Torna a parlare di te a parlare del cuore delle cose dimenticate
Nooo mi hai guardato ridendo
sei rimasta li muta muta come t'ho conosciuta.
 
Fonte: QUI
     
Autori: E. Jannacci
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video.
Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
 


Ultima modifica di admin_italiacanora il Gio Dic 13, 2018 10:46 am, modificato 1 volta
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ENZO JANNACCI: 1961 - IL CANE CON I CAPELLI/GHERU GHERU (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Lun Dic 10, 2018 10:39 pm

1. TITOLO:
 
1961 - IL CANE CON I CAPELLI/GHERU GHERU
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10222 # Data pubblicazione: Dicembre 1961 # Matrici: R 5409/R 5410 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 1 Dicembre / Copertina dello Studio Bozzetto / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Il cane con i capelli/Gheru Gheru è il terzo 45 giri da solista di Enzo Jannacci, il primo pubblicato dalla Dischi Ricordi, dopo i primi due con la Tavola Rotonda, nel dicembre 1961.

Entrambe le canzoni sono scritte da Jannacci sia per il testo che per la musica, e saranno inserite nel 1968 nell'album antologico Le canzoni di Enzo Jannacci
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
IL CANE CON I CAPELLI

 
      Lato B:
GHERU GHERU

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Iller Pattacini
 
Testo:
Il cane con i capelli, quando andava per la strada, si molleggiava:
Se passava davanti a una vetrina, si rimirava, si pettinava i suoi capelli
Che erano finti e belli, disperazione dei suoi fratelli:
"non s'è mai visto, non s'è mai visto un cane con i capelli".

Voleva sembrare un altro, e si illudeva di essere diverso
Perché per strada la gente lo guardava, lo accarezzava, gli accarezzava i suoi capelli
Che erano finti e belli, disperazione dei suoi fratelli:
"non s'è mai visto, non s'è mai visto un cane con i capelli";
"non s'è mai visto, no, non si è mai visto un cane con i capelli".

Un giorno, ormai convinto d'essere diverso, il cane coi capelli
Entrò bel bello in una tabaccheria: "tre sigarette, mi dia tre sigarette";
Nessuno rispondeva, no, non gli davan retta, anche se aveva dei bei capelli:
Non si dà retta, non si è mai visto un cane con i capelli;
Non si dà retta, non si è mai visto un cane con i capelli.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Iller Pattacini
 
Testo:
Gheru Gheru!
Gheru Gheru!

Gheru Gheru ga!
Gheru Gheru ga!
Gheru Gheru ga!
Gheru Gheru ga!

C'è un omino strano
che descriver non si può,
che va sempre in giro
con le ghette e col paltò.

Dice di chiamarsi Gheru, Gheru, Gheru, Gheru,
metà bianco e metà nero,
porta la felicità.

No, no, non tentate di cercarlo, non si può,
no, no, non cercate di trovarlo, non si può
ma può capitarvi in un brutto giorno nero
di incontrare Gheru Gheru che porta la felicità!

Gheru Gheru Gheru Gheru Gheru Gheru ga!
Gheru Gheru Gheru Gheru Gheru Gheru ga!

Ma se un dì per caso incontrerete Gheru Gheru,
metà bianco e metà nero,
avrete la felicità!

No, no, non tentate di cercarlo, non si può,
no, no, non cercate di trovarlo, non si può
ma se un dì per caso incontrerete Gheru Gheru,
metà bianco e metà nero,
avrete la felicità!
La felicità,
la felicità,
la felicità,
la felicità...
 
Fonte: QUI
 
 
 
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ENZO JANNACCI: 1961 - BAMBINO BOMA/L'ARTISTA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Lun Dic 10, 2018 11:35 pm

1. TITOLO:
 
1962 - BAMBINO BOMA/L'ARTISTA
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10261 # Data pubblicazione: Giugno 1962 # Matrici: NLNF 1150/NLNF 1198 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 19 Giugno / Sul retro di copertina presentazione del disco non firmata / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Bambino boma/L'artista è il quarto 45 giri da solista di Enzo Jannacci, pubblicato dalla Dischi Ricordi, nel giugno 1962.

Entrambe le canzoni sono scritte da Jannacci sia per il testo che per la musica, e saranno inserite nel 1968 nell'album antologico Le canzoni di Enzo Jannacci; accompagna il cantautore l'Orchestra "Ricordi" di Musica Leggera diretta da Iller Pattaccini.

In copertina vi è un disegno non firmato, presumibilmente di Bruno Bozzetto, amico e collaboratore di Jannacci.

L'artista verrà reincisa da Jannacci per il suo album postumo L'artista, a cui darà il titolo; inoltre vi è una versione tradotta in dialetto milanese che il cantautore presentò nello spettacolo Milanin Milanon e che venne inclusa nel disco dal vivo tratto dall'esibizione al Teatro Gerolamo
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
BAMBINO BOMA

 
      Lato B:
L'ARTISTA

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Iller Pattacini
 
Testo:
Bambino Boma,
una mente da superman,
con un testone,
cilindrata seimila e tre.

Un tipetto entusiasmante
che sa tutti i perché,
è infelice,
nonostante lui sia un genio perché.

Bambino Boma
non sa ancora ballare il twist,
è un cervellone
ma quei passi non sa capir.

L'hanno visto a tè danzante
che voleva imparar,
bambino Boma presto capì
di dover rinunciare.

Bambino Boma
un bel giorno si innamorò
di una bambina
che avea nome Rina Rondò.

Bella ma insificante
lo faceva impazzir,
falsa bionda provocante,
campionessa di twist.

Bambino Boma
la seguiva la notte e il dì
ma lei, sdegnosa,
non lo stava neanche a sentir.

Anche se era intelligente
non le andava perché
bambino Boma
decisamente era un tipo anti twist!

Bambino Boma,
dopo mesi di grave shock,
partì in reattore
per scodare Rina Rondò.

Ma fuggiva inutilmente
ormai l'aveva nel cuore,
bambino Boma sfondò il motore,
bambino Boma tornò a ballare
e per amore, bambino Boma
ha imparato anche il twist!

Uh!

E per amore, bambino Boma
ha imparato anche il twist!

Uh!

E per amore, bambino Boma
ha imparato anche il twist!

Uh!

e per amore, bambino Boma
ha imparato anche il twist!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Iller Pattacini
 
Testo:
È una storia di tutti i tempi,
una storia di povertà.

L'artista vestito male,
senza cravatta, senza gilet,
fa niente se non mangiava,
andava in giro, pareva un re!

Innamorato di una modista
del quinto 5° interno 3,
un giorno la chiese in sposa
e lei non disse nemmeno ...

È una storia di tutti i tempi,
una storia di povertà.

Portarono i loro stracci
lassù in soffitta vicino al ciel,
guardarsi in viso senza parlare
era una gioia per giorni inter.

Solo che a furia di non mangiare
le venne fame, lei se ne andò,
l'artista rimase male,
non comprese neanche il perché!

È una storia di tutti i tempi,
una storia di povertà

Destinata a finire male
questa storia di povertà,
una storia di tutti i tempi,
una storia che non ha età.

Non ha capito ancora l'artista
che non si pensa soltanto a sé,
non si ricorda della modista,
va sempre in giro che sembra un re!

È una storia di tutti i tempi,
una storia di povertà.

Non ha capito ancora l'artista
che non si pensa soltanto a sé,
non si ricorda della modista,
va sempre in giro che sembra un re.

È una storia di tutti i tempi,
una storia di povertà.
 
Fonte: QUI
 
 
 
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ENZO JANNACCI: 1964 - EL PORTAVA I SCARP DEL TENNIS/TI TE SE' NO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Dic 11, 2018 4:13 pm

1. TITOLO:
 
1964 - EL PORTAVA I SCARP DEL TENNIS/TI TE SE' NO
 
# Etichetta: JOLLY # Catalogo: J 20227 # Data pubblicazione: Marzo 1964 # Matrici: J 20227x45-A/J 20227x45-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 12 Marzo / Sul retro di copertina traduzione del testo del Lato A , con breve nota esplicativa non firmata
 
 
2. RECENSIONE:
 
El portava i scarp del tennis/Ti te se' no è il quinto 45 giri da solista di Enzo Jannacci, pubblicato dalla Jolly nel marzo 1964.

Entrambi i brani, scritti dallo stesso Jannacci, verranno poi inclusi nell'album La Milano di Enzo Jannacci, pubblicato a luglio dello stesso anno; El portava i scarp del tennis è arrangiata dallo stesso Jannacci, mentre l'arrangiamento di Ti te se' no è di Fiorenzo Carpi.

El portava i scarp del tennis verrà inoltre reincisa con un nuovo arrangiamento curato da Alberto Baldan Bembo e Italo Greco e pubblicata nel 1972 nell'album Jannacci Enzo, e in seguito arrangiata dal figlio Paolo Jannacci per l'album Milano 3.6.2005; verrà inoltre inserita in versioni tratte da concerti nei dischi dal vivo 30 anni senza andare fuori tempo[4] e The best. Concerto vita miracoli.

Anche Ti te se' no verrà riarrangiata da Paolo Jannacci per l'album 'Milano 3.6.2005
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
EL PORTAVA I SCARP DEL TENNIS

 
      Lato B:
TI TE SE' NO

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Che scuse', ma mi vori cuntav
D'un me amis che l'era anda a fa'l bagn
Sul stradun, per andare all'idroscalo
L'era li', e l'amore lo colpi'.

El purtava i scarp de tennis, el parlava de per lu
Rincorreva gia' da tempo un bel sogno d'amore.
El purtava i scarp de tennis, el g'aveva du occ de bun
L'era il prim a mena via, perché l'era un barbun.

Un bel di', che l'era dre' a parla'
De per lu, l'aveva vista passa'
Bianca e rossa, che pareva il tricolore
Ma po lu, l'e' sta bon pu' de parla'.

El purtava i scarp de tennis, el parlava de per lu
Rincorreva gia' da tempo un bel sogno d'amore.
El purtava i scarp de tennis, el g'aveva du occ de bun
L'era il prim a mena via, perché l'era un barbon.

Un bel di a che'l pover diavul che riva na machina, ven giu' vun e domanda: "Ohe'!" "Chi a mi?" "Si', a lu, savaria, savaria no per piasee' la strada per andare all'aeroporto Forlanini?" "No, signore non sono mai stato io all'aeroporto Forlanini,non lo so in due l'e'." "La strada per andare all'Idroscalo, almeno, la conosce?" Si, l'Idroscalo al so in dua l'e', al meni mi all'Idroscalo, vengo su anch'io sulla macchina, è forte questa, è forte la macchina. "Lasa sta la machina barbon." "No, signore vengo anch'io sulla macchina, non sono mai stato su una macchina io, Bella questa macchina… Ferma signore, che'l me lasa, che'l me lasa giu chi che sono arrivato,un piasee' che'l se ferma chi.

Un piasee', ch'el me lasa gio' chi
Che anca mi mi go avu il mio grande amore
Roba minima, s'intend, s'intend roba da barbon.

El purtava i scarp de tennis, el parlava de per lu
Rincorreva gia' da tempo un bel sogno d'amore.
El purtava i scarp de tennis, el g'aveva du occ de bun
L'era il prim a mena via, perché l'era un barbon.

L'an trova, sota a un muc de carton
L'an guarda' che'l pareva nisun
L'an tuca che'l pareva che'l durmiva
Lasa sta che l'e' roba de barbon.

El purtava i scarp de tennis, el parlava de per lu
El purtava i scarp de tennis, perché l'era un barbun,
El purtava i scarp de tennis, el parlava de per lu
El purtava i scarp de tennis, perché l'era un barbun...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Fiorenzo Carpi
 
Testo:
Ti, te sé no perchè ti vett minga in gir
Che per faa la spesa per mi;
Perchè i ghe voeur mess'ura, e a 'rivà
Giò in piazza del Domm i ghe veuren dù tramm...

Ma mi, quand'ènn vott ur, torni a cà de bottega;
Nascondi la cartèla cunt denter li mee strasc,
Me l'lasci la giacchetta come te me dis ti,
Camini per Milann: me par de vèss un sciur!

Ti, te sé no: i gh'e tanto otomobil
De tucc i culùr, de tucc i grandesc'
Lìè pien de lüs, che el par d'ess a Natal,
E süra, il ciel pien de bigliett de milla…

Che bel ch'el ga de vèss
Èss sciuri, cunt la radio
Noeuva e, nell'armadio,
La torta per i fieu

Che vegn'in cà de scola...
E tocca dargli i vizi:
"...per ti, un'altra vestina!
A ti, te cumpri i scarp!..."

Ti, te sé no... ma quest chi l'è on parlà de stüpid:
L'è bún dumaa de tirà ciucch!
Ti, te sé no... ma quand mi te caressi
La tua bèla faccetta piscinètta, me par

Me par de vèss un sciúr;
Un sciúr ch'el gh'ha la radio
Noeuva e, nell'armadio,
La torta per i fieu

Che vegn'in cà de scola...
E tocca dargli i vizi:
"...per ti, un'altra vestina!
A ti, te cumpri i scarp!..."
 
Fonte: QUI
 
 
 
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ENZO JANNACCI: 1964 - T'HO COMPRAA I CALZETT DE SEDA/ANDAVA A ROGOREDO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Dic 11, 2018 10:58 pm

1. TITOLO:
 
1964 - T'HO COMPRAA I CALZETT DE SEDA/ANDAVA A ROGOREDO
 
# Etichetta: YOLLY # Catalogo: J 20240 # Data pubblicazione: Maggio 1964 # Matrici: J 20240x45-A/J 20240x45-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 14 Maggio / Distribuito da SAAR - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
T'ho compraa i calzett de seda/Andava a Rogoredo è il sesto 45 giri da solista di Enzo Jannacci, pubblicato dalla Jolly il 14 maggio 1964.

Entrambe le canzoni pochi mesi dopo saranno inserite nell'album La Milano di Enzo Jannacci; mentre Andava a Rogoredo è stata scritta dal solo Jannacci, in T'ho compraa i calzett de seda collabora al testo Dario Fo, ed è la prima canzone pubblicata in cui i due artisti collaborano.

Andava a Rogoredo era stata presentata da Jannacci due anni prima nello spettacolo teatrale Milanin Milanon, da cui venne tratto l'omonimo album
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
T'HO COMPRAA I CALZETT DE SEDA

 
      Lato B:
ANDAVA A ROGOREDO

 
     

Autori: Dario Fo, Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
T'ho compraa i calzett de seda con la riga nera
Te caminavet insema a mi come una pantera.
Ti su del basell, mi gio' del basell: se l'era bell!
Ti senza capel, mi cont el capel, me s'eri bell!

Caminavom semper insema. La gent che la pasava la se vultava, la ghe' guardava e la diseva: "va quel li', el gh'ha compraa anca la stola, el dev ess on poo on pistola".
Quel pistola seri mi.

T'ho vist poer crist, incioda' su quater assit
Anca mi me sont vist inciodaa su quater assit,
come ti, pes de ti anca mi me sont vist inciodaa, inciodaa come un pover crist.

Te scareghi ogni sera in piazza Beccaria
Li te mostrett de sott banc la to mercanzia
Ti sul marciapee, mi denter el cafe' di rochetee!
Ti a fu su i dane, mi a spend i dane coi rochete!

Tuti i volt che semm insema che on quai vun in sul canton che el me varda el me dis: "va quel li', el gh'ha la dona che la rola, el dev ess on poo on pistola".

Ah? Saria mi el pistola? El pistola te se ti.
Che lavura tutti el di'...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci (chitarra solista)
 
Testo:
Andava a Rogoredo
 
Fonte: QUI
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Mer Dic 12, 2018 12:20 am, modificato 1 volta
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ENZO JANNACCI: 1964 - L'ARMANDO/LA FORZA DELL'AMORE (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Dic 11, 2018 11:25 pm

1. TITOLO:
 
1964 - L'ARMANDO/LA FORZA DELL'AMORE
 
# Etichetta: JOLLY # Catalogo: J 20247 # Data pubblicazione: Giugno 1964 # Matrici: J 20247x45-A/J 20247x45-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 4 Giugno / Distribuito da SAAR - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
L'Armando/La forza dell'amore è il settimo 45 giri da solista di Enzo Jannacci, pubblicato dalla Jolly nel giugno 1964.

Entrambe le canzoni non furono inserite nell'album La Milano di Enzo Jannacci e neanche in altri dischi di studio successivi; furono però registrate due versioni dal vivo per l'album Enzo Jannacci in teatro

Al testo di entrambi i brani collabora Dario Fo.

L'Armando è una delle più note canzoni di Jannacci, che la reincise in varie occasioni: nel 1980 in Nuove registrazioni, nel 1998 in Quando un musicista ride e dal vivo nel 2008 in The best. Concerto vita miracoli.

Di La forza dell'amore incise una cover Michele nell'album Vivendo cantando.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
L'ARMANDO

 
      Lato B:
LA FORZA DELL'AMORE

 
     

Autori: Dario Fo, Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Tatta tira tira tira tatta tera tera ta

Era quasi verso sera
se ero dietro, stavo andando
che si è aperta la portiera, è caduto giù l'Armando.
Commissario, sa l'Armando era proprio il mio gemello,
però ci volevo bene come fosse mio fratello.

Stessa strada, stessa osteria,
stessa donna, una sola, la mia.
Macché delitto di gelosia!
Io c'ho l'alibi, a quell'ora sono sempre all'osteria.
Era quasi verso sera, se ero dietro stavo andando
che si è aperta la portiera, è caduto giù l'Armando.

Tatta tira tira tira tatta tera tera ta

Commissario, sa l'Armando mi picchiava col martello,
mi picchiava qui sugli occhi per sembrare lui il più bello.
Per far ridere gli amici, mi buttava giù dal ponte
ma per non bagnarmi tutto
mi buttava dov'è asciutto.

Ma che dice, che l'han trovato
denudato, senza scarpe, già sbarbato?
Ma che dice, che gli han trovato
un coltello con la lama di sei dita nel costato?
Commissario, 'sto coltello non lo nego, è roba mia,
ma ci ho l'alibi, a quell'ora sono sempre all'osteria.

Tatta tira tira tira tatta tera tera ta

Era quasi verso sera
se ero dietro, stavo andando
che si è aperta la portiera
ho cacciato giù... pardon... è caduto giù l'Armando.

Tatta tira tira tira tatta tera tera ta
 
Fonte: QUI
     
Autori: Dario Fo, Enzo Jannacci
Arrangiatore:
 
Testo:
E mi e ti nun sem in du
Ti te sett una dona e mi soo pu'
E se ghe on quei d'alter insema a ti
Alora voeur di che semm in tri. Ueeee...
A Porta Romana (ier sira pioveva)
A Porta Vittoria... (ier sira pioveva)
In piazza Napoli... (ier sira pioveva)
In piazza Susa... (ier sira pioveva)
In piazza Martini... (ier sira pioveva)
Gh'era el me zio (gh'era el me zio)
Ch'el tampinava (ch'el tampinava)
Ona bella mora (ona bella mora)
Era appena uscito (era appena uscito)
Dal neurodeliri (dal neurodeliri)
A vottant'ann (a vottant'ann). Ueeee...
La forza dell'amore
La forza dell'amore
La forza dell'amore
La forza dell'amore.
T'ho cugnusu su sul tecc del Domm
In controluce te parevet on omm
Un uomo incinto de quater mes
Con la sottana de stoffa ingles. Ueeee...
A Porta Romana (ier sira pioveva)
A Porta Vittoria... (ier sira pioveva)
In piazza Napoli... (ier sira pioveva)
In piazza Susa... (ier sira pioveva)
In piazza Martini... (ier sira pioveva)
Gh'era el me zio (gh'era el me zio)
Ch'el tampinava (ch'el tampinava)
Ona bella mora (ona bella mora)
Era appena uscito (era appena uscito)
Dal neurodeliri (dal neurodeliri)
A vottant'ann (a vottant'ann). Ueeee...
La forza dell'amore
La forza dell'amore
La forza dell'amore
La forza dell'amore
La forza dell'amore
La forza dell'amore.
 
Fonte: QUI
 
 
 
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ENZO JANNACCI: 1964 - L'ARMANDO (45 giri E.P.)

Messaggio  mauro piffero il Mer Dic 12, 2018 9:51 am

1.TITOLO:

1964 – L'ARMANDO

* Etichetta: JOLLY * Catalogo: J 20251 * Data di pubblicazione: 1964 * Matrici: EPJ 20251-A/EPJ 20251-B * Supporto: vinile 45 giri (7" EP) * Tipo audio: Mono * Dimensioni: 17,8 cm. * Facciate: 2

Note: Primo ed unico Extender Play, con sei canzoni di Enzo Jannacci pubblicato da: "JOLLY"
 
 
2. COVER:
 
   
 

Enzo Jannacci all'inizio della carriera

 
 
3. TRACK LIST:
 

 


 
Track 3:
SENZA DE TI

 

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci (chitarra solista)
 
Testo:
Quel dì che gh'è rivaa la posta
M'è paru gnanca vera de sentimm a ciamà...
Me scriv: "Qui tutto bene; e ti?..."
E mi... e mi sunt chi; sunt chi senza de ti!

Te diset che te gh'ét la tuss;
D'i fioeu che vegnen grand... la mama, la gh'è pü.
Che me fradèll l'è propri bùn:
El pensa lü a tuss' coss... Sunt chi senza de ti!

T'hoo scritt che sont restaa ferì:
Te m'hee mandà on turrùn, tri fett de panettùn.
Mi, no... voeuri pensà no che ti...
E quel là... ch'el s'è imboscà... Sunt chi senza de ti!

Domani... assalto! L'è el gran dì!
...ma chi capissen no che semm dree andà a morì.
T'hoo scritt: "Te voeuri ben. E ti?"
Sunt chì, senza de ti... 'sa m'interessa, a mi!
 
Fonte: QUI
 
 

 


Ultima modifica di mauro piffero il Gio Dic 13, 2018 11:08 pm, modificato 2 volte
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ENZO JANNACCI: 1964 - LA MILANO DI ENZO JANNACCI (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Dic 12, 2018 12:04 pm

1. TITOLO:
 
1964 - LA MILANO DI ENZO JANNACCI
 
# Etichetta: JOLLY Hi-Fi Records # Catalogo: LPJ 5037 # Data pubblicazione: Luglio 1964 # Matrici: LPJ-5037-A/LPJ-5037-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 14 Luglio-15 Luglio / L'etichetta riporta "El portava i scarp del tennis" come sottotitolo / Sul retro copertina note di presentazione di Luciano Bianciardi e traduzioni in italiano dal milanese dei testi di cinque canzoni / Distribuito da SAAR - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
La Milano di Enzo Jannacci è il primo album in studio di Enzo Jannacci. La maggior parte delle canzoni è cantata in dialetto milanese: alcune di queste canzoni erano già state pubblicate nei mesi precedenti su 45 giri (El portava i scarp del tennis/Ti te se' no nel marzo 1964, T'ho compraa i calzett de seda/Andava a Rogoredo nel maggio 1964, Ma mi/M’hann ciamàa nell'ottobre del 1964); Andava a Rogoredo era già stata presentata dal vivo due anni prima nello spettacolo teatrale Milanin Milanon; Ma mi è la cover del successo del 1959 di Ornella Vanoni, scritta da Giorgio Strehler e Fiorenzo Carpi.
Il retro della copertina contiene una bella presentazione, opera dello scrittore Luciano Bianciardi, e i testi di cinque canzoni: Andava a Rogoredo, M'hann ciamaa, Ti te sé no, T'ho compraa i calzett de seda e Senza de ti.
Gli arrangiamenti sono di Fiorenzo Carpi per i brani Quella cosa in Lombardia, Ti te sé no, E l'era tardi, La luna è una lampadina e Ma mi, e di Enzo Jannacci per El portava i scarp del tennis, Andava a Rogoredo, M'hann ciamaa, Prendeva il treno, T'ho compraa i calzett de seda, Senza de ti e Per un basin; quest'ultima canzone fu reincisa nel 1966 da Enzo Jannacci su 45 giri con un nuovo arrangiamento.
Tra i musicisti presenti nel disco, da ricordare Bruno De Filippi alla chitarra e all'armonica a bocca.
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 
   
 

Al Derby Club di Milano con: Ernst Thole, Diego Abatantuono, Mauro Di Francesco, Giorgio Porcaro, Massimo Boldi e Giorgio Faletti

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



 
 


 
Lato A: 2
QUELLA COSA IN LOMBARDIA

 
      Lato B: 2
E L'ERA TARDI

 
     

Autori: Carpi, Fortino
Arrangiatore: Fiorenzo Carpi
 
Testo:
Sia ben chiaro che non penso alla casetta
Due locali più servizi
Tante rate, pochi vizi
Che verrà, quando verrà

Penso invece a questo nostro pomeriggio di domenica
Di famiglie cadenti come foglie
Di figlie senza voglie
Di voglie senza sbagli

Di mille e cento ferme sulla via
Coi vetri appannati di bugie
E di fiati lungo i fossati
Della periferia...

Cara, dove si andrà, diciamo così, a fare all'amore?
Non ho detto andiamo a passeggiare
E nemmeno a scambiarci qualche bacio

Cara, dove si andrà, diciamo così, a fare all'amore?
Dico proprio quella cosa che tu sai
E che a te piace credo quanto a me.

Vanno a coppie i nostri simili quest'oggi
Nelle scale per l'odore di penosi alberghi a ore
Anche ciò che si chiama amore.

Certo è amore quella fretta tutta fibbie, lacci e brividi,
Nella nebbia gelata tra l'erbetta
Un occhio alla lambretta,
L'orecchio a quei rintocchi
Che suonano da un borgo la novena
E una radio lontana
Dà alle nostre due vite
I risultati delle ultime partite

Cara, dove si andrà, diciamo così, a fare all'amore?
Non ho detto andiamo a passeggiare
E nemmeno a scambiarci qualche bacio

Cara, dove si andrà, diciamo così, a fare all'amore?
Dico proprio quella cosa che tu sai
E che a te piace credo quanto a me
 
Fonte: QUI
     
Autori: Carpi, Jannacci
Arrangiatore: Fiorenzo Carpi
 
Testo:
E l'era tardi, l'era tardi
In quella sera stracca
Che m'è vegnü bisogn d'un mila franc
Per quatà una trata

Dumandà mi gh'avevi vergogna
Dumandà e savé no a chi l'é...
Gh'era il Rino, l'è vera, il Rino
Suldà insema in d'i bersaglier

Ma l'era tardi, l'era tardi
In quella sera stracca
E distürbà la gent spusà de poc
Col lavurà ch'el fiaca

"La me scüsa, sciura, gh'è il Rino?
La ghe disa che gh'è il bersaglier"
El vien giò d'i scal in camisa
Mi suridi, lü nanca un vers.

"Ciao, Rino, scusa, el su, l'è tardi, ma
ma in questa sera stracca - te vedet
vurevi salüdatt, e po'
ciamà i bei temp de la guera, vacca!
Quant'è seret sensa murusa - te ricordet!
Quand andavum a ciapà i ciucch...
Sì ma, Rino, gh'è sarìa un'altra roba...
Non andar via, Rino, ciao Rino ... Ohé!"

E mi'l savevi l'era tardi
Per disturbà la gent
Ciapà magari a fa' l'amur
La gent che la gh'ha i so impegn.
Sì, ma em fa anca la guera insema
Sott ai bumb, cuntra i füsilàd...
Val püssé in cö un bel mila lira
in sacocia desmentegà...
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 4
M'HANN CIAMAA

 
      Lato B: 3
LA LUNA E' UNA LAMPADINA

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
El piuveva de tri dì;
S'eri in caa coi me' dulur...
M'ann ciamaa de la ringhéra
Perché i gh'era giò du sciuri per parlamm ... a mi?!

Me sunt mess so' el tirasàss,
Ho cumenciaa a andà giò d'i scal...
E ho sentì quei oeucc su la mia sc'ena:
Ho capì l'era per ti!

L'Ispetùr era on brav'omm;
El savéa no 'me comincià:
"...so' disgrazie 'e chill'ambiente,
Voi sapete..." ma 's te voeuret savé cosa?

Semm 'rivaa a destinasùn,
De dree mi, devanti lo;
E tho vista smorta de fà cumpassùn
Ai sass... sott' un brütt lenzoeu bianch!

E te s'eret propri ti...
Hoo sentìi strengium el coeur:
Stess cavéj; la stesa bocca
Granda, el stess fà de toeu in gir semper la gent!

E m'hann ditt che t'han truvaa
Than trovada su i bastiùn...
Mi, gh'hoo ditt che l'è no vera:
Che te s'eret minga ti!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Jannacci, Fo, Carpi
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
La luna è una lampadina… attaccata al plafone, e le stelle sembrano limoni tirati nell'acqua. E io son qui Lina, sul marciapiede, che cammino avanti e indietro, e mi fanno male i piedi, Lina!

La luna l'è ona lampadina...
E i stell paren limon traa in dell'acqua,
E mi sont chi che cammini avanti e indreé
E me fann mal i pee,
E me fann mal i pee, Lina!

Terzo piano, quarta ringhiera, la luce è ancora accesa; io so che sei su, Lina, ma non guardi giù, non mi vedi, non vedi che son qui sul marciapiede che cammino avanti e indietro, e mi fanno male i piedi, Lina!

Terz pian, quarta ringera, la lus l'è anmò pissada
E mi sont chi che cammini avanti e indreé
E me fann mal i pee,
E me fann mal i pee, Lina!
Mi fanno male i piedi, Lina!

Lo sanno tutti che sei su con Nino il barbiere perché c’ha un mucchio di soldi, e io son qui sul marciapiedi che cammino avanti e indietro, eccetera…

El sann tucc che te set su con nìn el barbee
Perché el g'ha un mucc de danee
E mi sont chi che cammini avanti e indré
E me fann mal i pee,
E me fann mal i pee, Lina!

Il 31 (inteso come tram) è già passato,
di 28 non ce n'è più, mi tocca andare a casa a piedi, Lina!
E mi fanno male i piedi!

El trentun l'è già passaa,
De vintott gh'è n'è pu,
Me tocca andaa a caa a pee!
E mi son chi che cammini avanti e indré…
E me fann mal i pee,
E me fann mal i pee, Lina!…

E mi son chi che cammini avanti e indré…
E me fann mal i pee,
E me fann mal i pee, Lina!…

Una volta ho visto un gatto,
che piangeva come un matto
sotto il tuo portone,
forse aveva perso il padrone.

Anca mi son come on gatt,
Son de sotta al to porton
Che caragni come on matt
E giughetti e giughetti cui botton, Lina...

E mi son chi che cammini avanti e indré…
E me fann mal i pee,
E me fann mal i pee, Lina!…

E mi son chi che cammini avanti e indré…
E me fann mal i pee,
E me fann mal i pee, Lina!…
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 6
PRENDEVA IL TRENO

 
      Lato B: 5
PER UN BASIN

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
S'ênn conosciuti a la catena di montaggio:
Lei, tutta bianca, che spiccava in quel candor.
Gigi Lamera, ed abitava dietro a Baggio,
Era il suo nome; ma non era un tipo snob!

"Scusi, signore: per andare alla toeletta?"
"Scusi, signora, ma rispondere non so."
"Lei, al lavoro come viene?" "In bicicletta..."
"Ma non è fine! La credevo un gran signore…"

Prendeva il treno per non essere da meno;
Prendeva il treno per sembrare un gran signor!

E la rivide, sempre in sede di montaggio,
Lei tutta bianca, con un fresco cappellin
"Gigi Lamera, si ricorda? Vivo a Baggio..."
"Si, vagamente.. Lei è il ciclista o giù di lì"

"Macché ciclista! Prendo il treno dietro a Baggio!"
- ed ostentava una cravatta dell'Upìm-
"Voglia gradire questi fiori come omaggio..."
"Che fiori sono?!?" "Signorina, i hoo fà mi!"

Prendeva il treno per non essere da meno;
Prendeva il treno per quel grande, assurdo amor!

L'han licenziato, in un bel giorno a fine maggio
Che l'han scoperto a tagliar i fiori int'i lamée;
- Tagliare i fiori nelle lamiere -
Adesso è ottobre, fa già freddo, ma il coraggio
Di dirlo in casa, col perché, lui non ce l’ha.

E col magone che non vuole andare via
"Gigi, l'è tardi!…", così come ogni mattina
Svelto si avvia, con la cartella sotto il braccio,
Male annodata la cravatta dell'Upim…

E prende il treno per non essere da meno,
E piange e ride per quel grande, assurdo amor!
Prendeva il treno per non essere da meno,
Prendeva il treno per quel grande, assurdo amor!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Sabato sera di tanti anni
Faavei faa on gir s'era dree a torna' a ca'
Quando ho sentito ona musica anda'
Da on post ciamaa la balera di fraa.
Mi sono sentito qui dentro bruciare perché...
Ma alora gh'avevi vint'ann.

Per un basin mi soo no ma quella sera
Avria daa la vita intera proprio insci'
Per un basin, frin frin,
Per un basin mi saria parti' soldato
Sarei andato a Como in moto
Poeu saria tornaa a ca' a pee.

Ingresso "on franc" non e' caro de bon
De la giachetta me manca on botton
Mi scappa l'occhio vesin ai
Calzonte vedet no che te gh'ee su' i scarpon,
Che cosa importa se gia' me ridevan adree'
Ormai se po' pu' torna' indree'.

Per un basin mi soo no ma quella sera
Avria daa la vita intera proprio insci'
Per un basin, frin frin,
Per un basin mi saria parti' soldato
Sarei andato a Como in moto
Poeu saria tornaa a ca' a pee.

Passa mezz'ora sonava el viiolin,
Contegno...Gio' on alter biccer de vin
Me guardi in gir ch'era tanti tossan
Ma non e' facile anda' su a bala'
Mi s'era su e gh'avevi vergogna a cerca'
"Lei balla?" "Soltanto fox-trot".

Per un basin mi soo no ma quella sera
Avria daa la vita intera proprio insci'
Per un basin, frin frin,
Per un basin mi saria parti' soldato
Sarei andato a Como in moto
Poeu saria tornaa a ca' a pee.

Tacca l'orchestra a sona' on polveron
Tutti i moment la me guarda i scarpon
On bel moment me son faa visin,
Lei, signorina, la me da' on basin?
Ferma l'orchestra, ghe' riva' anca i carabinier
Gh'e' vun che me sgagna anca on pee...

Per un basin domandato quella sera
M'hann cascia' da la balera
M'hann tratta' come un vilan
Frin fran.
Per un basin, roba senza risultato
M'han cansciato in uno stato
Se ricordi ancamo' adess.
 
Fonte: QUI

 
Lato B: 6
MA MI

 

Autori: Carpi, Strehler
Arrangiatore: Fiorenzo Carpi
 
Testo:
Serom in quatter col Padola,
el Rodolfo, el Gaina e poeu mi:
quatter amis, quatter malnatt,
vegnu su insemma compagn di gatt.
Emm fa la guera in Albania,
poeu su in montagna a ciapà i ratt:
negher Todesch del la Wermacht,
mi fan morire domaa a pensagh!
Poeu m’hann cataa in d’una imboscada:
pugnn e pesciad e ’na fusilada...

Ma mi, ma mi, ma mi,
quaranta dì, quaranta nott,
A San Vittur a ciapaa i bott,
dormì de can, pien de malann!...
Ma mi, ma mi, ma mi,
quaranta dì, quaranta nott,
sbattuu de su, sbattuu de giò:
mi sont de quei che parlen no!

El Commissari ’na mattina
el me manda a ciamà lì per lì:
"Noi siamo qui, non sente alcun-
el me diseva ’sto brutt terron!
El me diseva - i tuoi compari
nui li pigliasse senza di te...
ma se parlasse ti firmo accà
il tuo condono: la libertà!
Fesso sì tu se resti contento
d’essere solo chiuso qua ddentro..."

Ma mi, ma mi, ma mi,
quaranta dì, quaranta nott,
A San Vittur a ciapaa i bott,
dormì de can, pien de malann!...
Ma mi, ma mi, ma mi,
quaranta dì, quaranta nott,
sbattuu de su, sbattuu de giò:
mi sont de quei che parlen no!

Sont saraa su in ’sta ratera
piena de nebbia, de fregg e de scur,
sotta a ’sti mur passen i tramm,
frecass e vita del ma Milan...
El coeur se streng, venn giò la sira,
me senti mal, e stoo minga in pee,
cucciaa in sul lett in d’on canton
me par de vess propri nissun!
L’è pegg che in guera staa su la tera:
la libertà la var ’na spiada!

Ma mi, ma mi, ma mi,
quaranta dì, quaranta nott,
A San Vittur a ciapaa i bott,
dormì de can, pien de malann!...
Ma mi, ma mi, ma mi,
quaranta dì, quaranta nott,
sbattuu de su, sbattuu de giò:
mi sont de quei che parlen no!

Mi parli no!
 
Fonte: QUI
 
 

 


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ENZO JANNACCI: 1964 - MA MI/M'HANN CIAMAA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Dic 12, 2018 2:07 pm

1. TITOLO:
 
1964 - MA MI/M'HANN CIAMAA
 
# Etichetta: JOLLY # Catalogo: J 20272 # Data pubblicazione: Novembre 1964 # Matrici: J 20272x45-A/J 20272x45-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 27 Ottobre / Distribuito da SAAR - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Ma mi/m'hann ciamaa è l'ottavo 45 giri da solista di Enzo Jannacci, pubblicato dalla Jolly nel novembre 1964.

Entrambe le canzoni erano state inserite nell'album La Milano di Enzo Jannacci.

Ma mi è la cover del celebre successo di Ornella Vanoni (che nella sua incisione ha nel titolo i puntini di sospensione, assenti invece in questo disco), scritto da Giorgio Strehler per il testo e da Fiorenzo Carpi per la musica, che lanciò la cantante milanese come cantante della mala; lo stesso Carpi si occupa dell'arrangiamento dell'incisione di Jannacci.

M'hann ciamàa è invece una canzone scritta e arrangiata da Jannacci.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER
 
   
 
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
MA MI

 
      Lato B:
M'HANN CIAMAA

 
     

 
Testo:
     
 
Testo:
 
 
 


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ENZO JANNACCI: 1964 - ENZO JANNACCI IN TEATRO (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Dic 12, 2018 3:51 pm

1. TITOLO:
 
1964 - ENZO JANNACCI IN TEATRO
 
# Etichetta: JOLLY # Catalogo: LPJ 5043 # Data pubblicazione: Novembre 1964 # Matrici: LPJ 5043-A/LPJ 5043-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 25 Novembre / Registazione dal vivo dallo spettacolo "22 canzoni" a cura di Dario Fo / Fotografia di Gianfranco Tonali - Grafica di Salvatore Gregoretti / Distribuito da SAAR - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Enzo Jannacci in teatro è il primo album live di Enzo Jannacci.

Il disco
Si tratta di uno dei primi dischi italiani in assoluto realizzati dal vivo, precisamente durante la tappa milanese dello spettacolo 22 canzoni, realizzato insieme a Dario Fo nel 1964. Alcune di queste canzoni verranno in seguito pubblicate in versione in studio su 45 giri[1](L'Armando/La forza dell'amore nel maggio 1964, Sfiorisci bel fiore/Non è vero nell'aprile 1965, Veronica/Soldato Nencini nel maggio 1965; di questi ultimi brani verranno ripresi solo i brani sul lato A); Qualcosa da aspettare è una cover di un brano del cantautore torinese Fausto Amodei.
Sfiorisci bel fiore ha la seconda strofa con un testo diverso rispetto alla versione su 45 giri.
Altre canzoni, infine, erano già state interpretate da Dario Fo in precedenza: Aveva un taxi nero (dallo spettacolo I sani da legare, del 1954) e Il foruncolo (Fo l'aveva presentata a Canzonissima del 1962).
Nel 1968, nell'album Le canzoni di Enzo Jannacci, la Ricordi pubblicò un provino inedito della canzone Niente, che Jannacci inserì in questo live.
Il disco contiene alcuni dei pezzi di Jannacci più conosciuti: in particolare, si ricordano Aveva un taxi nero, Il primo furto non si scorda mai, Prete Liprando e il giudizio di Dio e L'Armando, discreto successo su 45 giri.

Il disco è stato ristampato nel 1971 dalla Joker con lo stesso titolo, ma con diverso numero di catalogo (LP 3063).
Tra i musicisti presenti nel disco, da ricordare Bruno De Filippi alla chitarra e all'armonica a bocca.
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 
   
 

Enzo Jannacci e Dario Fo "In Teatro"

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 OHE' SUNT CHI
  • A2 QUALCOSA DA ASPETTARE
  • A3 SOPRA I VETRI
  • A4 AVEVA UN TAXI NERO
  • A5 UN FORUNCOLO
  • A6 LA FORZA DELL'AMORE


  • B1 VERONICA
  • B2 PRETE LIPRANDO E IL GIUDIZIO DI DIO
  • B3 IL PRIMO FURTO NON SI SCORDA MAI
  • B4 SFIORISCI BEL FIORE
  • B5 NIENTE
  • B6 L'ARMANDO
 
 
Lato A: 1
OHE' SUNT CHI

 
      Lato B: 1
VERONICA

 
     

Autori: Dario Fo, Enzo Jannacci
Arrangiatore:
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
     
Autori: Sandro Ciotti, Dario Fo, Enzo Jannacci
Arrangiatore:
 
Testo:
In pé! In pé! In pé! In pé!

Veronica,
amavi sol la musica sinfonica
ma la suonavi con la fisarmonica,
Veronica, perché?

In pé! In pé! In pé! In pé!

Veronica,
se non mi sbaglio stavi in via Canonica,
dicevi sempre: “io, io voglio farmi monaca!”
e intanto bestemmiavi contra i pré!
Ti ricordo ancora come un primo amore:
lacrime e rossore fingesti per me.
Mi lasciasti fare senza domandare
quello che pensassi di te, oh!

In pé! In pé! In pé! In pé!

Veronica,
il primo amor di tutta via Canonica:
con te, non c’era il rischio del platonico,
Veronica, con te!

In pé! In pé! In pé! In pé!

Veronica,
da giovane, per noi eri l’America:
davi il tuo amore per una cifra modica
al Carcano, in pé.

In pé! In pé! In pé! In pé!

Veronica,
l’amor con te non era cosa comoda
e il luogo, certo, non era il più poetico:
al Carcano, in pé; ma…
Ti ricordo ancora come un primo amore:
lacrime, rossore fingesti per me.
Ma lasciasti fare senza domandare
al Carcano, in pé!

In pé! In pé! In pé! In pé!
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 2
QUALCOSA DA ASPETTARE

 
      Lato B: 2
PRETE LIPRANDO E IL GIUDIZIO DI DIO

 
     

Autori: Fausto Amodei
Arrangiatore:
 
Testo:
Ogni sera, fra i rumori
Di serrande che si abbassano
E gli scoppi dei motori
Delle macchine che passano,
Alla luce dei lampioni
Che si sono accesi appena,
Puoi assistere agli amori
Che si fan prima di cena...
Sporchi ancora del sudore
Del lavoro appena smesso,
Per un bacio, un pò d'amore,
Ci si vuol bene lo stesso.
Basta già quell'ora sola
Per tenersi per le mani
E per darsi la parola
Di trovarsi all'indomani;
Quella parola che è poi la sola cosa
Che importa ed ha uno scopo:
Ci fa sembrare un pò meno noiosa
La settimana dopo...
Basta che non ci debba mai mancare
Qualcosa da aspettare!
Le domeniche che piove,
Guardi i vetri che si bagnano;
E la goccia che si muove,
E le gocce che ristagnano...
Quando il buio è poi venuto,
Nell'oscuro della stanza
Tu ti accorgi che hai perduto
Tutto un giorno di vacanza...
Ne hanno fatto miglior uso
Dentro i cine ed a ballare
Tante coppie che, anche al chiuso,
Non rinunciano ad amare;
Che poi, prima di lasciarsi,
Si daranno brevemente
La promessa di trovarsi
La domenica seguente:
Quella promessa che è poi la sola cosa
Che importa ed ha uno scopo:
Ci fa sembrare un pò meno noiosa
La vita e il giorno dopo...
Per sette giorni non ci potrà mancare
Qualcosa da aspettare!
Per sette giorni non ci potrà mancare
Qualcosa da aspettare!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Dario Fo, Enzo Jannacci
Arrangiatore:
 
Testo:
(parlato): Landolfo, cronista del Millecento, ci ha tramandato le "Storie del Comune di Milano" fra cui questa del giudizio di Dio, protagonista prete Liprando. Noi abbiamo cercato di musicarla con un certo impegno, e la dedichiamo a tutti quelli - e sono tanti - che pur essendo testimoni di fatti importantissimi e determinanti dell'avvenire della civiltà, neanche se ne accorgono!
Prete Liprando, ben visto dai poveri Cristi,
Andò dall'arcivescovo Agiosolano, in Sant'Ambrogio:
"Sei ladro e simoniaco, - gli disse -
Venduto all'Imperatore, quel porco.." "Cus'ee?!?
- disse l'Arcivescovo infuriato -
Come ti permetti, prete? Sono ex-combattente;
Ho fatto la prima crociata, e anche la terza!
(...la seconda no, perchè ero malato...)
Prete Liprando rispose: "Lo so, più d'una città hai conquistata;
Lo so, più d'una città tu hai insanguinata;
E adesso, Milano tu vuoi, incatenata, vederla prostrata!"
"Liprando, a 'sto punto esigo il Giudizio di Dio:
Dovrai camminare sui carboni (s'intende, ardenti!);
Le fascine di legna, quaranta ("Quaranta?")
S'intende, le pago io.
Se tu non uscirai per niente arrostito,
Io me ne andrò dalla città solo e umiliato,
E per giunta, appiedato!
"Prete Liprando, domani, al calar del sole
Affronterà il Giudizio di Dio in Piazza Sant'Ambrogio!"
Quaranta fascine furono ammucchiate in una catasta;
La gente veniva fin da Venegòno e da Biandrate:
"Indietro, su, non spingete, per Diana!
C'è il fuoco, non lo vedete? " "Ma io non vedo niente;
Non vedo un'accidente! Son venuto da Como per niente!"
"Tornate tutti a casa! Non se ne fa più niente!
Il Papa, da Romas l'ha proibito: lo spettacolo è finito!"
"Ed io lo faccio lo stesso! - disse prete Liprando -
Ma le fascine, quaranta!- io non ce le ho!..."
...La gente portava le fascine fin da Biandrate;
Facevano un sacco di fumo: la gente tossiva,
Tossiva e piangeva, ma non si muoveva!
Che popolo pio! Voleva vedere il Giudizio di Dio!
"Eccolo là!... Liprando è già pronto..." "Dove l'e?"
"L'è là in fondo... È pallido, ha paura!...
Ha i piedi spogliati!... Che piedi lunghi!..."
La brace è rossa, e rosse son tutte le facce...
Stan tutti con gli occhi sbarrati...
"Anch'io li ho sbarrati, però non vedo niente!"
È entrato in mezzo ai carboni senza guardare:
È dentro, è tutto sudato, ma non è bruciato...
Due donne son svenute! Una ha partorito,
Ma in buona salute...
"Dai, non spingete!" "...ma io non vedo niente!"
"Ecco, è arrivato; Dio l'ha salvato!"
"Gloria a Liprando, che Milano ha salvato!"
"L'arcivescovo è scappato" ("Gloria a Liprando!")
"L'avete veduto!" ("Gloria a Liprando!")
"Il cavallo s'è impennato!..." ("Gloria a Liprando!")
"Ecco, è cascato!..." ("Gloria a Liprando!")
"S'è mezzo massacrato!" ("Gloria a Liprando!")
"...e io non ho visto niente!" ("Gloria a Liprando!")
"Non ho visto un accidente!" ("Gloria a Liprando!")
"Son venuto da Como per niente! Per nienteeee! ("Gloria a Liprando!")
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 3
SOPRA I VETRI

 
      Lato B: 3
IL PRIMO FURTO NON SI SCORDA MAI

 
     

Autori: Fiorenzo Carpi, Dario Fo
Arrangiatore:
 
Testo:
Sopra i vetri della mia finestra
Si rincorrono gocciole di pioggia
Anche quando, anche quando fuori non piove;
Perchè piove, piove tanto, negli occhi miei!
I pensieri rincorrono i ricordi
Come mosche attorno a delle fragole...
Quante mosche! Solo mosche, nella mia stanza!
E, per giunta, non ho neanche il D.D.T.!
Me l'hai portato via tu, il mio D.D.T;
Ne hai fatto un sol pacchetto con questo mio cuor,
Con le mie scarpe e le sigarette:
Me ne hai lasciato solo cinque cicche!
Mi hai lasciato senz'acqua il canarino,
Mi hai lasciato il gatto senza ciccia;
Mi hai lasciato, sul cuscinio, una pistola!
Per te mi faccio un buco qui...
Oppure qui... o qui... a piacere!
Ma le cartucce, nel comò non ci son più!
Forse, per sbaglio, le hai portate via
Con il mio cuore... e coi materassi.
Non mi resta che prendere un coltello...
Ma è sparita anche l'argenteria!
Come faccio, anima mia? ...Io ti denuncio!
(gridato): Riportami la roba!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci, Dario Fo
Arrangiatore:
 
Testo:
"Il primo furto non si scorda mai!"
Un vecchio ergastolano me l'ha detto;
"si comincia quasi sempre dai pollai,
fuggendo con un pollo stretto al petto!

Ero appena Avanguardista;
giovane, incensurato...
giovane e incensurato:
ero appena Avanguardista.

Io giravo per i pollai
per addestrarmi sul pollo;
volevo farci un po' il callo:
pollai io non ne trovai!

Ma che ro... Ma che rogna disastrosa:
c'era anche l'oscuramento,
la pioggia, la neve e anche il vento;
ed in bianco venni a casa!

Ai, aiaiai; Ai, aiaiai;
il primo furto non si scorda mai!
Ai, aiaiai; Ai, aiaiai;
il primo furto non lo scordo più!

Ma, in un bel parco, incocciai
in un pollaio grande e un po' isolato...
Scassai la rete e dentro mi cacciai
e vidi un bel tacchino appollaiato!...

Ero appena Avanguardista:
non conoscevo i tacchini!
Chi conosceva i tacchini
era Giovane Fascista!

Quand'ecco una mano allungai
per abbrancare il pennuto!
...una beccata beccai,
che mi trovai... svenuto!

Ai, aiaiai; Ai, aiaiai;
il primo furto non lo scordo mai!
Ai, aiaiai; Ai, aiaiai;
il primo furto non lo scordo più!

Ma che ro.... Ma che rogna disastrosa!
Rinvenni in un ospedale;
però quello di San Vittore:
quel tacchino micidiale...
...era un'aquila imperiale!

Ma che razza di destino!
Io fui spedito al confino,
e poi seppi che fui condannato
per "Vilipendio dello Stato"

Perciò, Ahi, ahiahiahi, Ahi, ahiahiahi:
il primo furto, non lo scordo mai;
Ahi, ahi ahi ahi; ahi, ahi, ahi, ahi;
il primo furto non lo scordo più!
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 4
AVEVA UN TAXI NERO

 
      Lato B: 4
SFIORISCI BEL FIORE

 
     

Autori: Fiorenzo Carpi, Dario Fo
Arrangiatore:
 
Testo:
Aveva un taxi nero che andava col metano
con una riga verde allo chassis.
Di notte posteggiava nel centro di Milano
cercando di scordare il suo dolor.
Era un taxista con la madre vedova
e un fratellino biondo senza scrupoli
ladro di ruote di scorta di micromotore
che poi vendeva per fare la vita del signore.
Mentre la mamma prega nella camera
il figio suo percorre la metropoli
fonda è la notte ma c'è dei lampioni il chiarore
scoppia la mamma e piange in singhiozzi il motore.

Un dì il suo fratellastro passò con una donna
e dentro al suo tassì con lei montò
ma mentre l'auto andava lui gli rubò una gomma
fingendo di parlare dell'amor.
Era una gomma bianca molto elastica
che lui usava solo la domenica
era una gomma ma più che una gomma un ricordo
era il regalo che la mamma gli fece a Natale.
Mentre la mamma prega nella camera
ruba la gomma il figlio assai degenere
senza una gomma quel taxi faceva fatica
era in discesa eppure sembrava in salita.

Il tassista ora ha un dubbio, sospetta dell'inganno
e disperato sprona il suo motor.
Ridotto ad un triciclo il taxi si ribalta
e manda il fratellastro al creator.
Mentre la mamma prega nella camera
fuori fa freddo e come sempre nevica
scoppia la gomma e muore anche il figlio normale
per quella gomma che mamma gli diede a Natale.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore:
 
Testo:
C'è un fiore di campo che è nato in miniera
Per soli pochi giorni lo stettero a guardar
Di un pianto suo dolce sfiorì in una sera
A nulla le nere mani valsero a salvar.

Sfiorisci bel fiore, sfiorisci, amore mio
Che a morir d'amore c'è tempo, lo sai.

E un dì un bel soldato partiva lontano
Fu solo per gioco che lui ti baciò
Piangesti, stringendo la fredda sua mano
Lui rise con gli altri e il treno via andò.

Sfiorisci bel fiore, sfiorisci, amore mio
Che a morir d'amore c'è tempo, lo sai.

C'è laggiù in un prato una bella dormente
Ma neanche un tuo bacio svegliarla potrà
Morì disperata, ma il viso è gaudente
Chi passa vicino di lei riderà.

Sfiorisci bel fiore, sfiorisci, amore mio
Che a morir d'amore c'è tempo, lo sai.

C'è odore di cibo quest'oggi nell'aria
Che la pioggia cancella, ma presto tornerà
Qui spezzerò il mio pane e starò ad aspettare
la pelle mia nera chi mi rinfaccerà.
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 5
UN FORUNCOLO

 
      Lato B: 5
NIENTE

 
     

Autori: Fiorenzo Carpi, Dario Fo
Arrangiatore:
 
Testo:
Oggi m'è venuto un foruncolo,
un piccolo foruncolo sotto il lobo,
sotto il lobo proprio un foruncolo,
proprio qui, qui, sì, sì, qui.

Io, io, io l'ho scoperto questa mattina
mentre facevo la barba
con un vecchio rasoio elettrico,
elettrico a quattro ...

E ho detto: «porco cane... porco cane... porco Giuda...,
m'è venuto un foruncolo proprio qui, proprio qui...
O forse è addirittura un patereccio proprio qui, questa qui!»

La mia ragazza non può soffrire né paterecci
né foruncoli né gli orzaioli, così, così
per me oggi è finito ogni amore.
Ci diremo addio, addio,
per un foruncolo o forse un patereccio,
addio perché...

la mia ragazza non può soffrire né paterecci
né foruncoli né gli orzaioli, così, così
per me oggi è finito ogni amore.
Ci diremo addio
per un foruncolo, per un foruncolo...
per un foruncolo... per un foruncolo...
Addio... che forse non era neanche un foruncolo, era un patereccio!
Addio... per un foruncolo...
Addio... per un foruncolo...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore:
 
Testo:
Là proprio su quel muro
ci sono i nostri nomi:
son legati a una storia d'amore,
una storia che puoi ricordare anche tu...

Sì ma tu non mi hai dato niente,
non mi hai lasciato niente,
non hai voluto nemmeno che soffrissi
una volta soltanto d'amore per te.

Un ultimo bacio, un ultimo saluto,
così di te io potrei possedere appena qualcosa.

Da dietro a una vetrina
ti ho vista che piangevi:
non hai voluto nemmeno che guardassi
per non lasciarmi niente di te.

Non hai voluto nemmeno che guardassi
per non lasciarmi niente di te.
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 6
LA FORZA DELL'AMORE

 
      Lato B: 6
L'ARMANDO

 
     

Autori: Dario Fo, Enzo Jannacci
Arrangiatore:
 
Testo:
E mi e ti nun sem in du
Ti te sett una dona e mi soo pu'
E se ghe on quei d'alter insema a ti
Alora voeur di che semm in tri. Ueeee...
A Porta Romana (ier sira pioveva)
A Porta Vittoria... (ier sira pioveva)
In piazza Napoli... (ier sira pioveva)
In piazza Susa... (ier sira pioveva)
In piazza Martini... (ier sira pioveva)
Gh'era el me zio (gh'era el me zio)
Ch'el tampinava (ch'el tampinava)
Ona bella mora (ona bella mora)
Era appena uscito (era appena uscito)
Dal neurodeliri (dal neurodeliri)
A vottant'ann (a vottant'ann). Ueeee...
La forza dell'amore
La forza dell'amore
La forza dell'amore
La forza dell'amore.
T'ho cugnusu su sul tecc del Domm
In controluce te parevet on omm
Un uomo incinto de quater mes
Con la sottana de stoffa ingles. Ueeee...
A Porta Romana (ier sira pioveva)
A Porta Vittoria... (ier sira pioveva)
In piazza Napoli... (ier sira pioveva)
In piazza Susa... (ier sira pioveva)
In piazza Martini... (ier sira pioveva)
Gh'era el me zio (gh'era el me zio)
Ch'el tampinava (ch'el tampinava)
Ona bella mora (ona bella mora)
Era appena uscito (era appena uscito)
Dal neurodeliri (dal neurodeliri)
A vottant'ann (a vottant'ann). Ueeee...
La forza dell'amore
La forza dell'amore
La forza dell'amore
La forza dell'amore
La forza dell'amore
La forza dell'amore.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Dario Fo, Enzo Jannacci
Arrangiatore:
 
Testo:
Tatta tira tira tira tatta tera tera ta

Era quasi verso sera
se ero dietro, stavo andando
che si è aperta la portiera, è caduto giù l'Armando.
Commissario, sa l'Armando era proprio il mio gemello,
però ci volevo bene come fosse mio fratello.

Stessa strada, stessa osteria,
stessa donna, una sola, la mia.
Macché delitto di gelosia!
Io c'ho l'alibi, a quell'ora sono sempre all'osteria.
Era quasi verso sera, se ero dietro stavo andando
che si è aperta la portiera, è caduto giù l'Armando.

Tatta tira tira tira tatta tera tera ta

Commissario, sa l'Armando mi picchiava col martello,
mi picchiava qui sugli occhi per sembrare lui il più bello.
Per far ridere gli amici, mi buttava giù dal ponte
ma per non bagnarmi tutto
mi buttava dov'è asciutto.

Ma che dice, che l'han trovato
denudato, senza scarpe, già sbarbato?
Ma che dice, che gli han trovato
un coltello con la lama di sei dita nel costato?
Commissario, 'sto coltello non lo nego, è roba mia,
ma ci ho l'alibi, a quell'ora sono sempre all'osteria.

Tatta tira tira tira tatta tera tera ta

Era quasi verso sera
se ero dietro, stavo andando
che si è aperta la portiera
ho cacciato giù... pardon... è caduto giù l'Armando.

Tatta tira tira tira tatta tera tera ta
 
Fonte: QUI
 

 


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ENZO JANNACCI: 1965 - L'OMBRELLO DI SUO FRATELLO/PASSAGGIO A LIVELLO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Dic 12, 2018 4:42 pm

1. TITOLO:
 
1965 - L'OMBRELLO DI SUO FRATELLO/PASSAGGIO A LIVELLO
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10375 # Data pubblicazione: 1965 # Matrici: OP 26/OP 28 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Data matrici (solo Lato A): 14 Luglio 1961 / Nuova pubblicazione di precedenti matrici Tavola Rotonda / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
L'ombrello di suo fratello/Passaggio a livello è il nono 45 giri da solista di Enzo Jannacci, pubblicato dalla Dischi Ricordi nel 1965, quando il cantautore non faceva più parte di questa casa discografica da alcuni anni, per sfruttare il successo delle prime incisioni per la Jolly (in particolare El portava i scarp del tennis e L'Armando).

Le due canzoni erano già state pubblicate su 45 giri dalla Tavola Rotonda, in L'ombrello di suo fratello/Il tassì e in Passaggio a livello/Il giramondo.

Entrambe le canzoni sono scritte da Jannacci sia per il testo che per la musica, e saranno inserite nel 1968 nell'album antologico Le canzoni di Enzo Jannacci.

In seguito Passaggio a livello verrà reincisa da Jannacci per il suo album postumo L'artista; verrà inoltre incisa anche da Luigi Tenco nel suo album Luigi Tenco canta Tenco, De André, Jannacci, Bob Dylan.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER
 
   
 
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
L'OMBRELLO DI SUO FRATELLO

 
      Lato B:
PASSAGGIO A LIVELLO

 
     

 
Testo:
     
 
Testo:
 
 
 
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ENZO JANNACCI: 1965 - SFIORISCI BEL FIORE/NON E' VERO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Dic 12, 2018 5:31 pm

1. TITOLO:
 
1965 - SFIORISCI BEL FIORE/NON E' VERO
 
# Etichetta: JOLLY # Catalogo: J 20305 # Data pubblicazione: Maggio 1965 # Matrici: J 20305x45-A/J 20305x45-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 30 Aprile / "Sfiorisci bel fiore" in registrazione di studio anziché dal vivo come sul precedente album "Enzo Jannacci in teatro", e con testo parzialmente diverso / Distribuito da SAAR - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
SFIORISCI BEL FIORE

 
      Lato B:
NON E' VERO

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
C'è un fiore di campo che è nato in miniera
Per soli pochi giorni lo stettero a guardar
Di un pianto suo dolce sfiorì in una sera
A nulla le nere mani valsero a salvar.

Sfiorisci bel fiore, sfiorisci, amore mio
Che a morir d'amore c'è tempo, lo sai.

E un dì un bel soldato partiva lontano
Fu solo per gioco che lui ti baciò
Piangesti, stringendo la fredda sua mano
Lui rise con gli altri e il treno via andò.

Sfiorisci bel fiore, sfiorisci, amore mio
Che a morir d'amore c'è tempo, lo sai.

C'è laggiù in un prato una bella dormente
Ma neanche un tuo bacio svegliarla potrà
Morì disperata, ma il viso è gaudente
Chi passa vicino di lei riderà.

Sfiorisci bel fiore, sfiorisci, amore mio
Che a morir d'amore c'è tempo, lo sai.

C'è odore di cibo quest'oggi nell'aria
Che la pioggia cancella, ma presto tornerà
Qui spezzerò il mio pane e starò ad aspettare
la pelle mia nera chi mi rinfaccerà.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
 
 
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ENZO JANNACCI: 1965 - VERONICA/SOLDATO NENCINI (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Dic 12, 2018 6:10 pm

1. TITOLO:
 
1965 - VERONICA/SOLDATO NENCINI
 
# Etichetta: JOLLY # Catalogo: J 20317 # Data pubblicazione: Maggio 1965 # Matrici: J 20317x45-A/J 20317x45-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 17 Maggio / "Veronica" in diversa registrazione, in studio anziché dal vivo, rispetto a quella del precedente 33 giri "Enzo Jannacci in teatro" / Distribuito da SAAR - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
VERONICA

 
      Lato B:
SOLDATO NENCINI

 
     

Autori: Sandro Ciotti, Dario Fo, Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
In pé! In pé! In pé! In pé!

Veronica,
amavi sol la musica sinfonica
ma la suonavi con la fisarmonica,
Veronica, perché?

In pé! In pé! In pé! In pé!

Veronica,
se non mi sbaglio stavi in via Canonica,
dicevi sempre: “io, io voglio farmi monaca!”
e intanto bestemmiavi contra i pré!
Ti ricordo ancora come un primo amore:
lacrime e rossore fingesti per me.
Mi lasciasti fare senza domandare
quello che pensassi di te, oh!

In pé! In pé! In pé! In pé!

Veronica,
il primo amor di tutta via Canonica:
con te, non c’era il rischio del platonico,
Veronica, con te!

In pé! In pé! In pé! In pé!

Veronica,
da giovane, per noi eri l’America:
davi il tuo amore per una cifra modica
al Carcano, in pé.

In pé! In pé! In pé! In pé!

Veronica,
l’amor con te non era cosa comoda
e il luogo, certo, non era il più poetico:
al Carcano, in pé; ma…
Ti ricordo ancora come un primo amore:
lacrime, rossore fingesti per me.
Ma lasciasti fare senza domandare
al Carcano, in pé!

In pé! In pé! In pé! In pé!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Soldato Nencini, soldato d'Italia
semianalfabeeta, schedato: "terrone",
l'han messo a Alessandria perché c'è più nebbia;
ben presto ha capito che a volergli bene
c'è solo quel cane che mangia la stoppa
fra i vecchi autoblindo, pezzato marrone...

Due o anche tre volte ha chiesto il tenente
a un suo subalterno: "Ma questo Nencini,
cos'ha, da sorridere sempre per niente?
Sorride un po' perso... magari a nessuno;
e mangia di gusto 'sto rancio puzzone!...
Ma è analfabeta, e per giunta, terrone!"

E arriva anche il giorno che arriva la posta;
e piove, e di dentro c'è tante persone.
S'inganna ridendo l'odore di piedi,
e là, più di tutti, chi ride è il terrone:
gli stanno leggendo del padre a Corfù;
C'è stata una capra malata... e continua:
"Sai, tristi è aspettari: se non t'amo più,
conviene lasciarsi..." Firmato: Mariù

Soldato Nencini, soldato d'Italia
di stanza a Alessandria, schedato: "terrone",
si è messo in disparte, sorride un po' meno;
ma di tanto in tanto, ti ferma qualcuno
e gira e rigira quel foglio marrone:
ti legge un frase; ti dice: "c'è scritto
"Sai, tristi è aspettari: se non t'amo più,
conviene lasciarsi..." Firmato: Mariù.
 
Fonte: QUI
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Gio Dic 13, 2018 11:06 pm, modificato 2 volte
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ENZO JANNACCI: 1966 - NINNA NANNA PER UN BAMBINO/PER UN BASIN (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Dic 12, 2018 6:31 pm

1. TITOLO:
 
1966 - NINNA NANNA PER UN BAMBINO/PER UN BASIN
 
# Etichetta: JOLLY # Catalogo: J 20350 # Data pubblicazione: Febbraio 1966 # Matrici: J 20350x45-A/J 20350x45-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 9 Febbraio / "Per un basin" in nuova versione rispetto a quella pubblicata sul 33 giri "La Milano di Enzo Jannacci" / Le etichette delle due facciate invertono i due brani da Lato A a Lato B e viceversa, in contrasto con le matrici e con la stessa copertina / Distribuito da SAAR - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
NINNA NANNA PER UN BAMBINO

 
      Lato B:
PER UN BASIN

 
     

Autori: Sandro Ciotti, Dario Fo, Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Sabato sera di tanti anni
Faavei faa on gir s'era dree a torna' a ca'
Quando ho sentito ona musica anda'
Da on post ciamaa la balera di fraa.
Mi sono sentito qui dentro bruciare perché...
Ma alora gh'avevi vint'ann.

Per un basin mi soo no ma quella sera
Avria daa la vita intera proprio insci'
Per un basin, frin frin,
Per un basin mi saria parti' soldato
Sarei andato a Como in moto
Poeu saria tornaa a ca' a pee.

Ingresso "on franc" non e' caro de bon
De la giachetta me manca on botton
Mi scappa l'occhio vesin ai
Calzonte vedet no che te gh'ee su' i scarpon,
Che cosa importa se gia' me ridevan adree'
Ormai se po' pu' torna' indree'.

Per un basin mi soo no ma quella sera
Avria daa la vita intera proprio insci'
Per un basin, frin frin,
Per un basin mi saria parti' soldato
Sarei andato a Como in moto
Poeu saria tornaa a ca' a pee.

Passa mezz'ora sonava el viiolin,
Contegno...Gio' on alter biccer de vin
Me guardi in gir ch'era tanti tossan
Ma non e' facile anda' su a bala'
Mi s'era su e gh'avevi vergogna a cerca'
"Lei balla?" "Soltanto fox-trot".

Per un basin mi soo no ma quella sera
Avria daa la vita intera proprio insci'
Per un basin, frin frin,
Per un basin mi saria parti' soldato
Sarei andato a Como in moto
Poeu saria tornaa a ca' a pee.

Tacca l'orchestra a sona' on polveron
Tutti i moment la me guarda i scarpon
On bel moment me son faa visin,
Lei, signorina, la me da' on basin?
Ferma l'orchestra, ghe' riva' anca i carabinier
Gh'e' vun che me sgagna anca on pee...

Per un basin domandato quella sera
M'hann cascia' da la balera
M'hann tratta' come un vilan
Frin fran.
Per un basin, roba senza risultato
M'han cansciato in uno stato
Se ricordi ancamo' adess.
 
Fonte: QUI
 
 
 


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ENZO JANNACCI: 1966 - FACEVA IL PALO/E SAVE' (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Dic 12, 2018 6:55 pm

1. TITOLO:
 
1966 - FACEVA IL PALO/E SAVE'
 
# Etichetta: JOLLY # Catalogo: J 20371 # Data pubblicazione: Maggio 1966 # Matrici: J 20371x45-A/J 20371x45-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 6 Maggio / Copertina di Roberto Maderna / Distribuito da SAAR - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
FACEVA IL PALO

 
      Lato B:
E SAVE'

 
     

Autori: Enzo Jannacci, Walter Valdi
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Faceva il palo nella banda dell'Ortiga,
ma l’era sguercio, non ci vedeva quasi più,
ed è stato così che li han presi senza fatica,
li han presi tutti... tutti, tutti, tutti, fuori che lui.

Lui era fisso che scrutava nella notte
quand'è passato davanti a lui un carabinier,
insomma on ghisa, trii carriba e on metronotte,
gnanca una piega lù l'ha fà, gnanca un plissé.

Faceva il palo della banda dell'Ortiga,
faceva il palo perchè l'era el sò mestee.

Così precisi come quelli della Mascherpa,
sono restati lì i suoi amici, a vedere i carabinier,
han detto: «Ma come, porco Giuda,
mondo cane: il nostro palo, brutta bestia, ma dov'è?».

Lui era fisso che scrutava nella notte,
ha visto nulla, ma in compens l'ha sentii nient,
perché a vederci non vedeva un'autobotte
però a sentirci ghe sentiva on accident.

Faceva il palo della banda dell'Ortiga,
faceva il palo perché l'era el sò mestee

Ci sono stati pugni, spari, grida e botte,
j'hann menaa via che l'era giamò quasi mezzdì.
Lui sempre fisso, lì, a scrutare nella notte,
perchè el ghe vedeva istess de nòtt come ‘n del dì

Ed è li ancora come un palo nella via,
la gente guarda, gli dà cento lire e poi, poi va
lui, circospetto, guarda in giro e mette via,
ma poi borbotta, perché ormai l'è un po' arrabbià.

Ed è arrabbiato con la banda dell'Ortiga
perché lui dice: «Non si fa così a rubar».

Dice: « Ma come, a me mi lascian qui di fuori
e loro, loro chissà quand'è che vengon su;
e poi il bottino me lo portano su a cento lire:
un po' per volta, ma a far così non finiamo più.

Nò, nò, quest chì è pròppi on lavorà de stupid,
io sono un palo, non un bamba, non ci sto più;
io vengo via da questa banda di pistola,
mi metto in proprio, così non ci penso più».

Faceva il palo della banda dell'Ortiga,
faceva il palo perché l'era el sò mestee.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
E savé... e savé de v'ess mai staa on bel sciùr...
E savé... e savé d'avéett mai daa on bel fiùr...
E vedé... e vedé la stansa pien de gent;
E savé... e savé che l'è venü el mument.
E vedètt... e vedett piang' sensa el fasulétt,
E savé... e savé d'avett mai volsu ben!
E vedé... e vedé andà via la lüs, pian pian;
E savé... e savé che gh'è nagott, dedrée!
E vedétt... e vedétt andà via, cui man in man;
E vedé... e vedé andà via la lüs, pian pian, pian pian!...
 
Fonte: QUI
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Ven Dic 14, 2018 9:59 am, modificato 5 volte
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ENZO JANNACCI: 1966 - SEI MINUTI ALL'ALBA (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Dic 12, 2018 9:30 pm

1. TITOLO:
 
1966 - SEI MINUTI ALL'ALBA
 
# Etichetta: JOLLY # Catalogo: LPJ 5071 # Data pubblicazione: Luglio 1966 # Matrici: LPJ-5071-A/LPJ-5071-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 16 Luglio / Copertina apribile, con all'interno fotografie e testo del brano "Sei minuti all'alba" con a fronte la traduzione in italiano dei soli versi in milanese / Copertina di Roberto Maderna / Distribuito da SAAR - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Sei minuti all'albai è il terzo album di Enzo Jannacci.

Il disco
La title track è dedicata al padre del cantautore, che durante la Seconda guerra mondiale combatté come partigiano e si distinse nella difesa della sede dell'Aeronautica Militare in piazza Novelli a Milano.
Il disco contiene inoltre una versione della celebre Faceva il palo, scritta dal cabarettista milanese Walter Valdi (a cui Jannacci cambia la musica).
La canzone L'è tri dì (brano tradizionale milanese) era stata già incisa l'anno precedente dal gruppo dei Gufi, con il titolo L'è tri di ch'el piov el fioca; la versione di Jannacci ne ricalca l'arrangiamento.
Arrangiamenti di Enzo Jannacci, tranne Faceva il Palo e Ho soffrito, arrangiate dal maestro Giulio Libano, e L'appassionata, arrangiata da Alberto Baldan.
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 
   
 

Enzo Jannacci (1966)

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



  • B1 COSA PORTAVI BELLA RAGAZZA
  • B2 CHISSA' SE E' VERO
  • B3 L'APPASSIONATA (La passionata)
  • B4 E SAVE'
  • B5 L'E' TRI DI'
  • B6 HO SOFFRITO (Ho soffrito per te)
 
 


 
Lato A: 1
SEI MINUTI ALL'ALBA

 
      Lato B: 1
COSA PORTAVI BELLA RAGAZZA

 
     

Autori: Dario Fo, Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Sei minuti all'alba
el gh'è gnanca ciar,
sei minuti all'alba,
il prete è pronto già.
L'è giamò mes'ura
ch'el va drè a parlà:
«Gliel'ho detto, padre, debun
mi hu giamò pregà».

Nella cella accanto
canten na cansun:
«Sì, ma non è il momento,
un pu' d'educasiun!».
Mi anca piangiarìa,
il groppo è pronto già;
piangere, d'accordo, e perché:
mi han da fucilà.

Vott setember sunt scapà,
hu finì de fa el suldà,
al paes mi sunt turnà,
disertore m'han ciamà.
De sul treno caregà,
n'altra volta sunt scapà,
in montagna sono andato, ma l'altr'er
cui ribelli m'han ciapà.

Entra un ufficiale,
mi offre da fumar:
«Grazie, ma non fumo
prima di mangiar».
Fa la faccia offesa,
mi tocca di accettar,
le manette ai polsi son già,
quei lì van a drè a cantà.

E strascino i piedi
e mi sento mal;
sei minuti all'alba,
Dio, cume l'è ciar.
Tocca farsi forza,
ci vuole un bel final,
dai, allunga il passo, perché
ci vuole dignità.

Vott setember sunt scapà,
hu finì de fa el suldà,
al paes mi sunt turnà,
disertore m'han ciamà.
De sul treno caregà,
n'altra volta sunt scapà,
in montagna sono andato, ma l'altr'er
cui ribelli m'han ciapà.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Cosa portavi, bella ragazza,
Cosa portavi al tuo primo amore?
Portavo in dote quelle parole
Che lui non seppe mai dire a me!

Cosa lasciavi, bella ragazza,
Cosa lasciavi fuor dal portone?
Lasciavo fuori il mio disonore,
Che non sapesse mai niente di me!

Cosa capivi, bella ragazza,
Cosa capivi, tu, dell'amore?
Capivo niente, che il mio primo amore
Capiva tutto, tutto anche per me!

Cosa provavi, bella ragazza,
Cosa provavi, fare all'amore?
Provavo niente, nient'altro che il sole,
E neanche tanto, qui dentro di me.

Cosa moriva, bella ragazza,
Quando hai perduto il tuo primo amore?
Moriva niente, che il mio dolce amore
Lo tengo in vita per sempre con me!
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 3
E IO HO VISTO UN UOMO

 
      Lato B: 2
CHISSA' SE E' VERO

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
...E io ho visto un uomo,
Per caso, una sera,
Svuotarsi di tutto
Il suo dolore.

Rumore di neon
Che c'era in vetrina
Si udiva soltanto,
In via Lomellina…

La gente guardava,
Ma non domandava
Se avesse qualcosa...
Magari, un malore…

Un uomo che piange
Non ha un volto duro:
Il bavero è alzato,
La giacca, blu scuro;

Ed era lì, solo,
E niente chiedeva:
E questo, la gente
Non se lo aspettava!

Son quasi le sette,
Le sette di sera;
E a casa, il marito
Già aspetta la cena;

Ma forse ha bisogno
D'un po’ di comprensione...
E lascia la spesa,
E di lì non si muove.

Da un po’ son passate
Le sette di sera:
Rientra e controlla;
Il marito già c'era.

"Sai, Gino, son stata
A fare la spesa:
Mi sono fermata
Giù in via Lomellina;

Perché... ho visto un uomo...
Piangeva da un'ora...
Ma forse, un balordo;
Magari un malore!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci,
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
C'era un bel sol che bruciava gli orti,
c'era un bel sole e asciugava i morti...
e io ridevo, e io piangevo
perché t'avevo trovato; trovato te

Appuntamento alle sette e un quarto;
ma, dopo un'ora, ci arriva un altro
Poteva dirlo, dirmelo prima
che non voleva venire da me

Chissà se è vero, chissà se è vero
che l'è partì per andare soldato?
Chissà se è vero, chissà se è vero
che insieme agli anni va via anche l'amor?

'Rivò un bel dì che era l'otto di agosto,
con la cravatta colore rosso.
Chissà perché, che io mi ero illusa
che mi volesse parlare d'amor

Va via la luna, van via le stelle;
mi mandò insieme i miei bei capelli.
Mi disse: "...un bacio; un bacio ancora,
perché domani mi tocca partir"

Chissà se è vero, chissà se è vero
che gli è toccato partire oltremare?
Chissà se è vero, chissà se è vero
che insieme agli anni va via anche l'amor?

(coro: "Chissà se è vero, chissà se è vero ...")
che l'è partì per andar soldato?
(coro: "Chissà se è vero, chissà se è vero ...")
che insieme agli anni va via anche l'amor?
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 4
LA BALILLA

 
      Lato B: 3
L'APPASSIONATA (La passionata)

 
     

Autori: Anonimo, Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Vorí savè el mestèe che foo mí
Cominci ai des or finissi a mezzdì
Giri la Baia col motofurgon
Vendi lisciva soda e savon

Mí voo in gir de chí e de là
Mí voo in gir a lavorà
Hoo faa ona pigna de cart de milla
Se m'è vegnuu in ment de compraa ona balilla

L'è stada la rabbia di mè fradej
Che hann cominciaa a sgagnamm i budej
La mia cusina che sta in via Larga
La m'ha mangiaa anca la targa

La mia zia de Gorgonzoeula
Cont i gòmm l'ha faa la cazzoeula
El mè nònno ch'el gh'ha l'angina
L'ha cíappàa la ciòcca con la benzina

El Carletto stupidòtt
El s'è faa on vestii cont la capòtt
I mè nevod pussee piscinitt
Salta in vettura a mangiamm anca i vit

La Maria che sta in la mia pòrta
La m'ha mangiaa la roeuda de scòrta
El todesch dislifen e slofen
El m'ha mangiaa in d'on boccon tutt el cofen

El maresciall di carabinier
Cont in bocca i quatter porter
I e sgagnava senza rispett
Insemma ai porter l'ha mangiaa anca i manett

A gh'è vun che vegn de Bagg
El ciappa i roeud e'l me mangia i ragg
In d'on canton gh'è'l Salvador
Cont in bocca el radiator

Passa on fioeu senza dentin
El me disvida i lampadin
El mè fradell quel malaa de diabete
El fa finta de nient el me mangia el magnete

El mè portinar ch'el porta i occiaj
Salta su a mangiamm i fanaj
Voo in questura a denuncià i dagn
Quand torni indree gh'è pù nanca i pedagn

A voo per caso a trovà mia sorella
Ghe troeuvi in cà on piston e 'na biella
Quand torni indree gh'è restaa solament
El fumm del tubo de scappament.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Leo Chiosso, Guy Marchand
Arrangiatore: Alberto Baldan Bembo
 
Testo:
Sì, lo so, con te dovrei cantare
L'appassionata, l'appassionata, l'appassionata!
Sì, lo so, dovrei sempre recitare
La comme... la comme... la commedia!

Io dovrei spagnolo diventar,
La chitarra mia "tocar" e in flamenco delirar!
Vedi in me un grande "matador"
Prediletto dal destin
Come il grande... coso!... Dominguìn!

Sì, lo so, tu non vuoi che ti chiami "amore",
Ma "mi querida”, y mi querida, y mi querida!
Sì, lo so, tu vuoi che io pianga e implori:
"Alma e mi vi..., alma e mi vi..., alma e mi vida"!

Vedi in me un fiero "matador"
Che ti si inginocchierà quando il toro "materà" (alé, sputa giù!)
Vedi in me l"hidalgo" che verrà
Che per te s'impiccherà
Se il tuo amore perderà!!

Sì, lo so, con te dovrei cantare
L'appassionata, l'appassionata, l'appassionata!
Sì, lo so, dovrei sempre recitare
La comme... la comme... la commedia!

Ma non sai, io sono nato a Rho
E di giorno vengo qua ma la notte dormo là!
Sì, non lo sai, faccio il tifo per la Spal
A tressette gioco al CRAL
E lavoro da... oh-o-o-o-o-o (Olé!!)
Ooo-o-o-o-o-o-o-o-o-oo!!! (Olé!!)
Ooo-o-o-o-o-o-o-o-o-ooo-o!! (Olé!!)
Olivetti!
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 6
DONA CHE TE DURMIVET

 
      Lato B: 5
L'E' TRI DI'

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Dona, che te durmivet giuedi sera,
dona, t'avean prumis de portarti al cine
e poeu s'enn ferma' giò in latteria,
parlar de fútbal cunt i amis...

Dona, col paltò neuv
in mess a tucc chi omen
omen che t'han guardaa 'me una bestia rara;
e lì, a dés minut, t'è vegnú el magún;
t'et piangiù brasciada al to cou

E l'amore, el gh'è pu,
gh'è un bel fass d'illusiun...
forse saranno i debiti,
o forse tucc 'sti scioperi;
forse i l padrun de cà
che l'altr'ier sera l'è sta sü a mangià...
forse un poeu de tuss coss;
sì, ma dopo cinq'ann
questo l'è il risultato
che l'amore, el gh'è pü.

Dona, t'hann disedaa; t'é sentì? Rideven
dona, a tirà sü cu'l nas spurch de gasosa:
rideven, rideven de te, in gir:
e tucava a rid anca a ti!

Dona, te vedré 'sügà 'l nas spurch de gasosa...
Dona, 'vegh no paura de savé che el võsa!
Ma no; el te caressa cunt ch'i so manasc
el te strappa via, el te ciapa per man...

Ma l'amore el gh'è pu;
gh'è un bel fass d'illusiun...
forse saranno i debiti,
o forse tucc 'sti scioperi;
forse i l padrun de cà
che l'altr'ier sera l'è sta sü a mangià...
forse un poeu de tuss coss;
sì, ma dopo cinq'ann
questo l'è il risultato
che l'amore, el gh'è pü!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Anonimo
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
L'è trii di ch'el pioeuv e 'I fiocca
mè mari l'è no tornàa:
o ch'el s'è sperdùu in la fiocca
o ch'el s'è desmentegàa.

Derva quell'uss, corpo de biss
derva quell'uss, sangue de biss
derva quell'uss, Marianna!

Dove te sée stàa, corpo de biss
dove te sée stàa, sangue de biss
dove te sée stàa Martino?

Sont stàa al mercàa, corpo de biss
sont stàa al mercàa, sangue de biss
sont stàa al mercàa, Marianna!

Coss t'hée compràa, corpo de biss
Coss t'hée compràa, sangue de biss
Coss t'hée compràa Martino?

On bell capéll, corpo de biss
on bell capèll sangue de biss
on bell capèll, Marianna!

Coss te gh'hée dàa, corpo de biss
coss tè gh'hée dàa, sangue de biss
coss tè gh'hée dàa Martino?

Gh'hoo dàa cinq franch, corpo de biss
gh'hoo dàa cinq franch, sangue de biss
gh'hoo dàa cinq franch, Marianna!

Te gh'hée dàa tropp, corpo de biss
te gh'hée daa tropp, sangue de bìss
te gh'hée dà-a tropp Martino!

Sont mi el padron, corpo de biss
sont mi el padron, sangue de biss
sont mi el padron, Marianna!

Te doo on s'giaffon, corpo de biss
te doo on s'giaffon, sangue de biss
te doo on s'giaffon, Martino!

Cia fèmm la pas, corpo de biss
cia femm la pas, sangue de biss
cia fèmm la pas, Marianna!

Fèmm on ballètt, corpo de biss
fèmm on ballétt, sangue de biss
fèmm on balllètt, Martino!

L'è trii di ch'el pioeuv el fiocca
mè mari l'è tornàa a cà:
per pu pendel in la fiocca
mi l'hoo sarràa su in la cà.

Corpo de biss
sangue de biss
corpo de biss
sangue de biss...
 
Fonte: QUI

 
Lato B: 6
HO SOFFRITO (Ho soffrito per te)

 

Autori: Enzo Jannacci, Marcello Marchesi, Aurelio Ponzoni
Arrangiatore: Giulio Libano
 
Testo:
T'ho vista che era sera
Vicino a un cinema
Sembravi proprio vera
Son restaa’ lì a guardar

T'ho scritto un bigliettino
Per dirti del mio amor
Risposta mai non giunse
Capir non so il perché

Ho soffrito per te
non sei capito niente
Ho soffrito per te
Che ti hai prenduto me
Che ti hai prenduto me

T'ho vista un'altra sera
Correvi dietro a un tram (28)
Correvi troppo forte
Son restaa’ lì a guardar

Ho chiesto a mio cugino (Aristide)
Di scriverti per me
Risposta mai non giunse
Qualche difficoltà

Ho soffrito per te
non sei capito niente
Ho soffrito per te
Che ti hai prenduto me
Che ti hai prenduto me

Ho soffrito per te
Ma ti perdonerebbi
Ho soffrito per te
Adesso un’altra c’è
Adesso un’altra c’è

Ho soffrito per te, ho soffrito moltissimo
Tanto rido, ballo, soffro, soffro moltissimo, soffro moltissimo, soffro.
 
Fonte: QUI
 
 

 


Ultima modifica di mauro piffero il Gio Dic 13, 2018 8:00 pm, modificato 1 volta
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ENZO JANNACCI: 1967 - VENGO ANCH'IO. NO, TU NO/GIOVANNI, TELEGRAFISTA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Dic 12, 2018 11:40 pm

1. TITOLO:
 
1967 - VENGO ANCH'IO. NO, TU NO/GIOVANNI, TELEGRAFISTA
 
# Etichetta: ARC # Catalogo: AN 4138 # Data pubblicazione: 1967 # Matrici: SKAW 23962/SKAW 23963 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Le successive stampe dei due brani non accreditano più Core tra gli autori del Lato A, e riportano il nome di Ruggero Jacobbi (traduttore dal portoghese della lirica originale "João, o telegrafista" di Cassiano Ricardo) tra gli autori del Lato B / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
E' il 45 giri di Jannacci di maggior successo degli anni '60. Ed è anche il disco che ha denunciato una emarginazione strisciante che si cominciava ad intravedere nella società di quegli anni.
Ai più, di sicuro, sarà sfuggita questa motivazione più profonda data dallo stesso Jannacci e celata da un'apparente superficialità e leggerezza del testo che ne hanno fatto un tormentone praticamente immortale.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
VENGO ANCH'IO. NO, TU NO

 
      Lato B:
GIOVANNI, TELEGRAFISTA

 
     

Autori: Core, Fiorenzo Fiorentini, Dario Fo, Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale
Vengo anch'io? No, tu no!
Per vedere come stanno le bestie feroci
E gridare "Aiuto, aiuto è scappato il leone"
E vedere di nascosto l'effetto che fa

Vengo anch'io? No, tu no!
Vengo anch'io? No, tu no!
Vengo anch'io? No, tu no!
Ma perché? Perché no!

Si potrebbe andare tutti quanti ora che è primavera
Vengo anch'io? No, tu no!
Con la bella sottobraccio a parlare d'amore
E scoprire che va sempre a finire che piove
E vedere di nascosto l'effetto che fa

Vengo anch'io? No, tu no!
Vengo anch'io? No, tu no!
Vengo anch'io? No, tu no!
Ma perché? Perché no!

Si potrebbe poi sperare tutti in un mondo migliore
Vengo anch'io? No tu no
Dove ognuno sia già pronto a tagliarti una mano
Un bel mondo sol con l'odio ma senza l'amore
E vedere di nascosto l'effetto che fa

Vengo anch'io? No, tu no!
Vengo anch'io? No, tu no!
Vengo anch'io? No, tu no!
Ma perché? Perché no!

Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale
Vengo anch'io? No, tu no!
Per vedere se la gente poi piange davvero
E scoprire che è per tutti una cosa normale
E vedere di nascosto l'effetto che fa
Vengo anch'io? No, tu no!
Vengo anch'io? No, tu no!
Vengo anch'io? No, tu no!
Ma perché? Perché no!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci, Cassiano Ricardo
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Piripiripiri… Piripiripiri…

Giovanni telegrafista e nulla più,
Stazioncina povera, c'erano più alberi e uccelli che persone,
Ma aveva il cuore urgente anche senza nessuna promozione,
Battendo, battendo su un tasto solo.

Piripiripiri… Piripiripiri…

Ellittico da buon telegrafista,
Tagliando fiori, preposizioni,
Per accorciar parole, per essere più breve
Nella necessità, nella necessità.

Conobbe Alba, un Alba poco alba,
Neppure mattiniera, anzi mulatta,
Che un giorno fuggì, unico giorno in cui fu mattutina
Per andare abitare città grande, piena luci, gioielli.

Piripiripiri… Piripiripiri…

Storia viva e urgente.
Ah, inutili, tanto alfabeto morse in mano,
Giovanni telegrafista,
Cercare, cercare Alba ogni luogo provvisto telegrafo.

Ah, quando invecchia cum est morosa urgenza.
Giovanni telegrafista e nulla più... urgente.

Piripiripiri… Piripiripiri…

Per le sue mani passò mondo, mondo che lo rese urgente,
Crittografico, rapido, cifrato.
Passò prezzo caffè, passò matrimonio Edoardo ottavo,
Oggi duca di Windsor,
Passarono cavallette in Cina,
Passò sensazione di una bomba volante,
Passarono molte cose ma tra l'altro
Passo notizia matrimonio Alba con altro.

Piripiripiri… Piripiripiri…

Giovanni telegrafista, quello dal cuore urgente,
Non disse parola, solo le rondini nere,
Senza la minima intenzione simbolica,
Si fermarono sul singhiozzo telegrafico,
Alba è urgente.

Piripiripiri… Piripiripiri…
 
Fonte: QUI
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Gio Dic 13, 2018 11:01 pm, modificato 1 volta
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ENZO JANNACCI: 1968 - L'APPASSIONATA/HO SOFFRITO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio Dic 13, 2018 12:15 am

1. TITOLO:
 
1968 - L'APPASSIONATA/HO SOFFRITO
 
# Etichetta: JOLLY # Catalogo: J 20440 # Data pubblicazione: Maggio 1966 # Matrici: J-20440X45-A/J-20440X45-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 19 Giugno / Distribuito da SAAR - Milano
 
 
3. COVER:
 
   
 
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
L'APPASSIONATA

 
      Lato B:
HO SOFFRITO

 
     

Autori: Leo Chiosso, Guy Marchand
Arrangiatore: Alberto Baldan Bembo
 
Testo:
Sì, lo so, con te dovrei cantare
L'appassionata, l'appassionata, l'appassionata!
Sì, lo so, dovrei sempre recitare
La comme... la comme... la commedia!

Io dovrei spagnolo diventar,
La chitarra mia "tocar" e in flamenco delirar!
Vedi in me un grande "matador"
Prediletto dal destin
Come il grande... coso!... Dominguìn!

Sì, lo so, tu non vuoi che ti chiami "amore",
Ma "mi querida”, y mi querida, y mi querida!
Sì, lo so, tu vuoi che io pianga e implori:
"Alma e mi vi..., alma e mi vi..., alma e mi vida"!

Vedi in me un fiero "matador"
Che ti si inginocchierà quando il toro "materà" (alé, sputa giù!)
Vedi in me l"hidalgo" che verrà
Che per te s'impiccherà
Se il tuo amore perderà!!

Sì, lo so, con te dovrei cantare
L'appassionata, l'appassionata, l'appassionata!
Sì, lo so, dovrei sempre recitare
La comme... la comme... la commedia!

Ma non sai, io sono nato a Rho
E di giorno vengo qua ma la notte dormo là!
Sì, non lo sai, faccio il tifo per la Spal
A tressette gioco al CRAL
E lavoro da... oh-o-o-o-o-o (Olé!!)
Ooo-o-o-o-o-o-o-o-o-oo!!! (Olé!!)
Ooo-o-o-o-o-o-o-o-o-ooo-o!! (Olé!!)
Olivetti!
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Enzo Jannacci, Marcello Marchesi, Aurelio Ponzoni
Arrangiatore: Giulio Libano
 
Testo:
T'ho vista che era sera
Vicino a un cinema
Sembravi proprio vera
Son restaa’ lì a guardar

T'ho scritto un bigliettino
Per dirti del mio amor
Risposta mai non giunse
Capir non so il perché

Ho soffrito per te
non sei capito niente
Ho soffrito per te
Che ti hai prenduto me
Che ti hai prenduto me

T'ho vista un'altra sera
Correvi dietro a un tram (28)
Correvi troppo forte
Son restaa’ lì a guardar

Ho chiesto a mio cugino (Aristide)
Di scriverti per me
Risposta mai non giunse
Qualche difficoltà

Ho soffrito per te
non sei capito niente
Ho soffrito per te
Che ti hai prenduto me
Che ti hai prenduto me

Ho soffrito per te
Ma ti perdonerebbi
Ho soffrito per te
Adesso un’altra c’è
Adesso un’altra c’è

Ho soffrito per te, ho soffrito moltissimo
Tanto rido, ballo, soffro, soffro moltissimo, soffro moltissimo, soffro.
 
Fonte: QUI
 
 
 
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ENZO JANNACCI: 1968 - HO VISTO UN RE/BOBO MERENDA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio Dic 13, 2018 9:53 am

1. TITOLO:
 
1968 - HO VISTO UN RE/BOBO MERENDA
 
# Etichetta: ARC # Catalogo: AN 4158 # Data pubblicazione: 1968 # Matrici: TKAW 24213/TKAW 24214 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Omicron è lo pseudonimo di Ernesto Esposito - Successivamante "Ho visto un re" risulta firmata con il cognome anagrafico dell'autore / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Ho visto un re, viene incluso nell'album Vengo anch'io, no, tu no e poco dopo vede la luce anche in versione 45 giri. Jannacci chiede di poter portare il brano a Canzonissima, ma la censura della Rai non da il nulla-osta alla trasmissione del brano e quindi l'artista milanese dovrà ripegare su di un altro pezzo (Gli zingari). Il brano è una sarcastica presa in giro del potere e si avvale per i cori di Cochi e Renato. Riguardo agli autori del brano, la musica è da attribuirsi a Paolo Ciarchi, che però non esssendo - all'epoca - iscritto alla SIAE non potè firmarlo e pertanto la musica risulta accreditata a Ernesto Esposito che compare con lo pseudonimo di Omicron.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Edizione speciale servizio "JUKE BOX" vietata la vendita al pubblico
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
HO VISTO UN RE

 
      Lato B:
BOBO MERENDA

 
     

Autori: Dario Fo, Omicron
Orchestra: Luis Enriquez Bacalov
 
Testo:
Dai dai, conta su...ah beh, sì beh...
- Ho visto un re.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Ha visto un re!
- Ah, beh; sì, beh.
- Un re che piangeva seduto sulla sella
piangeva tante lacrime, ma tante che
bagnava anche il cavallo!
- Povero re!
- E povero anche il cavallo!
- Ah, beh; sì, beh.
- È l'imperatore che gli ha portato via
un bel castello...
- Ohi che baloss!
- ...di trentadue che lui ne ha.
- Povero re!
- E povero anche il cavallo!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho visto un vesc.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Ha visto un vescovo!
- Ah, beh; sì, beh.
- Anche lui, lui, piangeva, faceva
un gran baccano, mordeva anche una mano.
- La mano di chi?
- La mano del sacrestano!
- Povero vescovo!
- E povero anche il sacrista!
- Ah, beh; sì, beh.
- è il cardinale che gli ha portato via
un'abbazia...
- Oh poer crist!
- ...di trentadue che lui ne ha.
- Povero vescovo!
- E povero anche il sacrista!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho visto un ric.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Ha visto un ricco! Un sciur!
- Ah, beh; sì, beh.
- Il tapino lacrimava su un calice di vino
ed ogni go-, ed ogni goccia andava...
- Deren't al vin?
- Sì, che tutto l'annacquava!
- Pover tapin!
- E povero anche il vin!
- Ah, beh; sì, beh.
- Il vescovo, il re, l'imperatore
l'han mezzo rovinato
gli han portato via
tre case e un caseggiato
di trentadue che lui ne ha.
- Pover tapin!
- E povero anche il vin!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho vist un villan.
- Sa l'ha vist cus'è?
- Un contadino!
- Ah, beh; sì, beh.
- Il vescovo, il re, il ricco, l'imperatore,
persino il cardinale, l'han mezzo rovinato
gli han portato via:
la casa
il cascinale
la mucca
il violino
la scatola di scacchi
la radio a transistor
i dischi di Little Tony
la moglie!
- E po`, cus'è?
- Un figlio militare
gli hanno ammazzato anche il maiale...
- Pover purscel!
- Nel senso del maiale...
- Ah, beh; sì, beh.
- Ma lui no, lui, non piangeva, anzi: ridacchiava!
Ah! Ah! Ah!
- Sa l'è, matt?
- No!
- Il fatto è che noi villan...
Noi villan...
E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam
e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Luis Eduardo Aute, Enzo Jannacci
Orchestra: Luis Enriquez Bacalov
 
Testo:
Bobo merenda
aveva ragione
un giorno che dal caldo
partiva per lavoro
trovò sopra un signore
una lente a contatto
e all'improvviso vide
vide il suo vero amore
si chiamava Blanca
con gli occhi di cartone
di cartone

Bo-bo-bo-bo...
Bobo s'innamorò
Bobo s'innamorò
di una lente a contatto
che da se s'applicò.

E Blanca domandava
ma che lavoro fai
laggiù nell'officina?
ma Bobo non parlava
a lui hanno detto
quelle strane uova
con le ali di metallo
son cose per bambini
di avvitare e svitare
svitare e avvitare
meglio di non parlare
meglio
Bla-bla-bla-bla...
Blanca s'innamorò
Blanca s'innamorò
ma del lavoro di Bobo
mai, mai più si parlò.
Ma Bobo innamorato
divenne curioso
e un dì al capo officina
chiese: scusi ingegnere
io che lavoro faccio?
e se questa roba
è roba per bambini
perché c'è scritto sopra
c'è scritto così in grande
c'è scritto dappertutto
attenzione, pericolo,
meglio non agitare
meglio

Bla-bla-bla-bla...
l'ingegnere parlò
l'ingegnere parlò
fu anche molto preciso
ma Bobo non lo ascoltò

Questa è un storia allegra
segreto militare
una storia d'amore
meglio non raccontare
io posso solo dire
di Bobo merenda
uno che lavorava
perché era innamorato
forse per uno sbaglio
ci rimane soltanto
la lente a contatto
la lente a contatto
Bo-bo-bo-bo...

Bobo s'innamorò
Bobo s'innamorò
di una lente a contatto
che da se s'applicò.
 
Fonte: QUI
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Gio Dic 13, 2018 11:02 pm, modificato 1 volta
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ENZO JANNACCI: 1968 - LE CANZONI DI ENZO JANNACCI (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio Dic 13, 2018 10:47 am

1. TITOLO:
 
1968 - LE CANZONI DI ENZO JANNACCI
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: MRP 9050 # Data pubblicazione: 1968 # Matrici: TPNL 4039/TPNL 4040 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 28 Maggio / Antologia di registrazioni in prevalenza uscite su 45 giri tra il 1961 e il 1963, di cui quattro inedite su disco / I due balloon "Vengo anch'io?" e "No, tu no!" riprodotti in copertina sono stati successivamente sostituiti con altri fumetti, diversi nel colore e nel testo, incollati sopra gli originali / Note di presentazione sul retro copertina / "L'ombrello di suo fratello" è indicato in copertina come "L'ombrello di mio fratello" / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Le canzoni di Enzo Jannacci è un album antologico delle prime registrazioni da solista di Enzo Jannacci, prodotte fra il 1960 e il 1962 per la Dischi Ricordi. La raccolta alterna brani già apparsi all'epoca su 45 giri a incisioni mai pubblicate sino ad allora, offrendo un esauriente spaccato sulle prime prove dell'artista all'indomani del debutto in duo con Giorgio Gaber.

La Ricordi aveva assemblato questo album nella prima metà del 1968 per sfruttare la popolarità conseguita in quel momento dal cantautore con Vengo anch'io. No, tu no, al punto che in copertina erano stati stampati due balloon da fumetto (pronunciati da altrettante immagini di Jannacci, a botta e risposta) che insieme formavano il titolo della celebre canzone, pur non essendo questa inclusa nel disco, in quanto successiva al periodo e, soprattutto, del tutto estranea al catalogo Ricordi. Probabilmente per queste ragioni, le stampe immediatamente successive della raccolta recavano due balloon diversi, incollati sui precedenti, e recanti, rispettivamente, un gruppo di punti interrogativi apposto sul testo "Vengo anch'io?" ed uno di punti esclamativi sopra "No, tu no!", stampati su sfondo verde. Tuttavia una menzione diretta della canzone rimane nella nota di presentazione al disco sul retro copertina.

I testi e le musiche dei dodici brani sono tutti firmati da Enzo Jannacci. Tutti i titoli sono editi dalle edizioni musicali Radio Record Ricordi, tranne Il tassi e Il cane con i capelli (edizioni musicali Fama).
Per Il cane con i capelli, Gheru gheru, Bambino Boma e L'artista l'orchestra è arrangiata e diretta da Iller Pattacini.
L'ombrello di suo fratello riporta nella track list di copertina il titolo modificato in "L'ombrello di mio fratello".
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



 
 


 
 
Lato A: 4
UN AMORE DA 50 LIRE

 
      Lato B: 5
UN NANO SPECIALE

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
In un ristorante economico,
mangiando solo minestra,
facendo a meno del vino,
risparmiavo per restarti vicino.

È lì che io ti ho veduta,
in un ristorante economico
ed eri così profumata,
non si come eri lì capitata.

Bugie, solo bugie quando ci siamo parlati,
per non volermi rivedere,
per non dovermi incontrare.

È lì che con quattro garofano
un giorno ti avevo fermata
ma poi non seppi che dire
e tu, sorridendo, mi allungasti 50 lire.

Bugie, solo bugie quando ci siamo parlati,
per non volermi rivedere,
per non dovermi incontrare.

È lì che mangiando minestra,
fecendo a meno del vino,
io piango il mio amore impossibile,
il mio è un amore che vale 50 lire.

Bugie, solo bugie quando ci siamo parlati,
per non volermi rivedere,
per non dovermi incontrare.

È lì che mangiando minestra,
fecendo a meno del vino,
io piango il mio amore impossibile,
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
Gianni e Adone
Eran due soci.
Solo che Adone,
né grande né grosso
non dava nell'occhio.
Era un tipo alla mano.
Gianni, invece, era un nano.

Eh già! Ma un nano speciale.
Un nano con un sacco di soldi.
Un nano sempre vestito bene.
Un nano che piaceva alle donne.

Solo che un giorno,
Gianni - è strano -
s'era stancato di fare il nano.
E si cambiò con Adone,
che diventò nano.

Eh già! Ma un nano normale.
Un nano sempre in bolletta.
Un nano sempre vestito male.
Un nano che non piaceva alle donne.

E adesso, Gianni
uomo normale,
né grande né grosso,
né bene né male,
non gli rimane che ricordare
i bei tempi di quando era nano.

Di quando era un nano speciale,
un nano con un sacco di soldi,
un nano sempre vestito bene,
un nano che piaceva alle donne.

Questa è la storia di un nano speciale.
 
Fonte: QUI

 
Lato B: 6
L'OMBRA

 

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
L'ombra dipinse sul muro
la sua figura e mi guardò
sorridendomi.

Poi l'ombra lasciò ch'io chiamassi,
ovunque cercassi
e morissi d'amore
per lei,
per lei...

Per lei io non posso più amare nessuno,
per lei io non piango che lacrime amare.

L'ombra dischiuse le labbra
e mi sfiorò con un bacio,
un solo bacio,
dolcissimo bacio
e poi si spense
perché l'ombra
non può, non può amar.

Per lei io non posso più amare nessuno,
per lei io non piango che lacrime amare.

L'ombra dischiuse le labbra
e mi sfiorò con un bacio,
un solo bacio,
dolcissimo bacio
e poi si spense
perché l'ombra
non può, non può amar,
non può amar!
 
Fonte: QUI
 
 

 
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ENZO JANNACCI: 1968 - VENGO ANCH'IO. NO, TU NO (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio Dic 13, 2018 5:17 pm

1. TITOLO:
 
1968 - VENGO ANCH'IO. NO, TU NO
 
# Etichetta: ARC # Catalogo: ALP 11007 # Data pubblicazione: 1968 # Matrici: TKAP 24155/TKAP 24156 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Il titolo del disco compare solo sul fronte e sul retro copertina, ma non altrove / Omicron è lo pseudonimo di Ernesto Esposito - Didi Martinaz, co-autrice di "La ballata del pittore" è erroneamente accreditata come Martinez / "La disperazione della pietà" traduzione della lirica "O desespero da piedade" di Vinicius de Moraes / Copertina apribile, con all'interno un disegno non firmato, ispirato a "Ho visto un re" / Registrato da Claudio Budassi con l'assistenza musicale di Franco Finetti / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Vengo anch'io. No, tu no è il quarto album di Enzo Jannacci, pubblicato nel 1968.

Il disco
Tra i più grandi successi di Jannacci, l'album contiene l'omonimo singolo Vengo anch'io. No, tu no (scritto insieme a Dario Fo e Fiorenzo Fiorentini) che raggiunse la vetta delle classifiche italiane di vendita. Dal singolo a causa della censura venne omessa la strofa finale:

«Si potrebbe andare tutti insieme nei mercenari
vengo anch'io? No tu no
giù nel Congo da Mobutu a farci arruolare
poi sparare contro i negri col mitragliatore
ogni testa danno un soldo per la civiltà.
Vengo anch'io ...

Si potrebbe andare tutti in Belgio nelle miniere
Vengo anch'io? No tu no
a provare che succede se scoppia il grisù
venir fuori bei cadaveri con gli ascensori
fatti su nella bandiera del tricolor»

Altri brani di successo dell'album sono:

Giovanni telegrafista, il cui testo è una traduzione di João, o telegrafista del poeta brasiliano Cassiano Ricardo, che narra la storia di un anonimo telegrafista di una sperduta cittadina che vede passare l'amore per un breve momento (sotto forma di una giovane donna che poi lascerà per sempre quel luogo per inseguire una vita in città) per poi ricordarlo con malinconia per tutto il resto della sua vita;
Ho visto un re, su testo di Dario Fo, sarcastica irrisione del potere, i cui interessi vanno sempre a scapito della gente comune;
La disperazione della pietà, cover di un brano di Vinícius de Moraes, il cui testo, con il suo elenco di disperazioni, anticipa Quelli che...;
Hai pensato mai, versione in lingua di una canzone veneta scritta da Lino Toffolo;
La mia morosa la va alla fonte faceva parte dello spettacolo 22 canzoni del 1965; la musica fu utilizzata da Fabrizio De André per la sua Via del Campo.
Tutti i testi originariamente in portoghese furono tradotti dallo scrittore Ruggero Jacobbi, che aveva vissuto e insegnato in Brasile.

L'album fu ristampato dalla RCA Italiana nel 1974 con il titolo Jannacci Enzo, ma rispetto all'originale conteneva una canzone in più (Il metrò, tratta dall'album La mia gente), e presentava un nuovo numero di catalogo (TCL1 1039).
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 

 
   
 
   
 
 
Versione streo8
 
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



  • B1 LA SERA CHE PARTI' MIO PADRE
  • B2 DOMENICA 24 MARZO
  • B3 LA DISPERAZIONE DELLA PIETA'
  • B4 HAI PENSATO MAI (Gastu mai pensà)
  • B5 NON FINIRA' MAI
 
 


 
Lato B: 1
LA SERA CHE PARTI' MIO PADRE

 
      Lato B: 2
DOMENICA 24 MARZO

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Orchestra: Luis Enriquez Bacalov

 
Testo:
Piripiripiri… Piripiripiri…

Giovanni telegrafista e nulla più,
Stazioncina povera, c'erano più alberi e uccelli che persone,
Ma aveva il cuore urgente anche senza nessuna promozione,
Battendo, battendo su un tasto solo.

Piripiripiri… Piripiripiri…

Ellittico da buon telegrafista,
Tagliando fiori, preposizioni,
Per accorciar parole, per essere più breve
Nella necessità, nella necessità.

Conobbe Alba, un Alba poco alba,
Neppure mattiniera, anzi mulatta,
Che un giorno fuggì, unico giorno in cui fu mattutina
Per andare abitare città grande, piena luci, gioielli.

Piripiripiri… Piripiripiri…

Storia viva e urgente.
Ah, inutili, tanto alfabeto morse in mano,
Giovanni telegrafista,
Cercare, cercare Alba ogni luogo provvisto telegrafo.

Ah, quando invecchia cum est morosa urgenza.
Giovanni telegrafista e nulla più... urgente.

Piripiripiri… Piripiripiri…

Per le sue mani passò mondo, mondo che lo rese urgente,
Crittografico, rapido, cifrato.
Passò prezzo caffè, passò matrimonio Edoardo ottavo,
Oggi duca di Windsor,
Passarono cavallette in Cina,
Passò sensazione di una bomba volante,
Passarono molte cose ma tra l'altro
Passo notizia matrimonio Alba con altro.

Piripiripiri… Piripiripiri…

Giovanni telegrafista, quello dal cuore urgente,
Non disse parola, solo le rondini nere,
Senza la minima intenzione simbolica,
Si fermarono sul singhiozzo telegrafico,
Alba è urgente.

Piripiripiri… Piripiripiri…
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Orchestra: Luis Enriquez Bacalov
Cori: Cantori Moderni di Alessandroni
 
Testo:
Domenica 24 Marzo
che mi ero svegliato prima io
di fuori cantava ancora il cannone,
di dentro per me la guerra finiva.

In pochi minuti già in trincea
cuminci a vosà, me par nanca vera
partito tutto un caricatore
addosso a un tenente con la sua bandiera.

Come si fa a dirci che me s'eri stanca'
a fà,
a riscià la pel
par dopu purtàla a cà,
a cà?

Come si fa a dirci
che non c'ho neanche vergogna,
vergogna,
sentìm dì vigliac
anca dai me cumpagn?

Domenica 24 Marzo
che mi ero svegliato prima io
per aria nanca cinq ghei di sole
conclusosi il mio avvenire.

Come si fa a dirci?
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 2
LA BALLATA DEL PITTORE

 
      Lato B: 3
LA DISPERAZIONE DELLA PIETA'

 
     

Autori: Didi Martinaz, Lino Patruno
Orchestra: Luis Enriquez Bacalov
 
Testo:
Ta-iattarattarattarattarattarira,
iattarattarattarattarattarira,
iattarattarat…!

Lü ‘l stava semper in d’un cantun
E ‘l ghe parlava mai a nisün
Lü el pitürava matina e sera madonn sül marciapè
E pitürava lì, lì süla strada per fa sü un quai dané

ra-iattarattarattarattarattarira,
iattarattarattarattarattarira,
iattarattarat…!

La gent la diseva “cume se fa
A fa i madonn tüt, tüt spütascià!
Però quand pasaven o i ghe guardaven prima de tirà inans
E ghei guardaven e pö ghe daven, ghe daven un quai cent franc

ra-iattarattarattarattarattarira,
iattarattarattarattarattarira,
iattarattarat…!

Un dì che gh’era confüsiun
Gh’era il mercà in sü, in sü ‘n del cantun
È pasà un ghisa cunt i scarpuni e’l g’a schiscià i madonn
Lü l’è saltà sü, el pareva una bisa, el g’a vusà dré: “Pirlun”

ra-iattarattarattarattarattarira,
iattarattarattarattarattarira,
iattarattarat…!

Ades g’an cambià, cambià cantun
L’è in d’un cantun de san Vitur
Nella sua cella ha fatto una pitura della crocifissiun
Il suo Gesù è vestito come un ghisa, un ghisa cunt i scarpun

ra-iattarattarattarattarattarira,
iattarattarattarattarattarira,
iattarattarat…!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Vinicius de Moraes, Ruggero Jacobbi, Enzo Jannacci
Orchestra: Luis Enriquez Bacalov
 
Testo:
Signore, abbiate pietà di quelli che vanno in tram
E nel lungo tragitto sognano automobili, appartamenti
Ma abbiate anche pietà di quelli che guidano l'automobile,
Sfidando la città gremita, semovente di sonnambuli.

Abbiate molta pietà del ragazzo mingherlino e poeta,
Che di suo ha solo le costole e l'innamorata bassina
Ma, ma abbiate maggior pietà dello sportivo, colosso impavido e forte
E che si avvia lottando, remando, nuotando alla morte.

Signore abbiate pietà, pietà, pietà, pietà, Signore.

Abbiate immensa pietà dei musicanti da caffè,
Che sono i virtuosi della loro tristezza e solitudine
Ma abbiatene ancor più di quelli che cercano il silenzio
E subito cade su loro la romanza della Tosca.

Nella vostra pietà non dimenticate i poveri che arricchirono
E per i quali il suicidio è ancora la soluzione più dolce
Ma, ma abbiate vera pietà dei ricchi che impoverirono
E diventano eroi e alla santa pietà danno un'aria grande.

Signore abbiate pietà, pietà, pietà, pietà, Signore.

Abbiate pietà dei barbieri in genere e dei parrucchieri,
Effeminati dal mestiere ma umili nelle carezze
Ma abbiate maggior pietà di quelli che si tagliano i capelli,
Che attesa, che angoscia, che cosa avvilente, mio Dio!

Abbiate pietà degli uomini utili dei dentisti,
Che soffrono di utilità e vivono per far soffrire
Ma abbiate gran pietà dei veterinari e dei farmacisti,
Che molto bramerebbero esser medici, o Signore.

Signore abbiate pietà, pietà, pietà, pietà, Signore.

Abbiate pietà delle donne separate legalmente
E in esse misteriosamente si riforma la verginità
Ma abbiate ancor più pietà delle donne cosiddette sposate,
Che si sacrificano e semplificano per niente.

Abbiate immensa pietà degli uomini pubblici, specialmente dei politici
Per la loquela facile, l'occhio, lucido, la sicurezza del gesto
Ma, ma abbiate ancor più pietà dei loro servi, umili e parenti,
Fate, signore, che d'essi non nascano altri fonometri.

Signore abbiate pietà, pietà, pietà, pietà, Signore
 
Fonte: QUI

 
Lato b: 4
HAI PENSATO MAI (Gastu mai pensà)

 
      Lato B: 5
NON FINIRA' MAI

 
     

Autori: Lino Toffolo
Orchestra: Luis Enriquez Bacalov
 
Testo:
Hai pensato mai ai fiori,
Quando sono tanti e pieni di colori,
Coriandoli sull'erba?

E alle nuvole hai pensato mai?
Leggere bianche, rosa o nere,
A strisce in mezzo al cielo,
Scalini di bambagia,
Tu, tu ci hai pensato mai?

E all'acqua che a tomboloni
arriva sulla spiaggia,
si distende un poco
poi... poi ritorna a mare?

Hai pensato mai alle stelle,
fatte con un ago sul cielo tutto di carta
e a tante cose ancora?
E senti, scusarmi, hai ripensato mai... mai...
a me?
 
Fonte: QUI
     
Autori: Enzo Jannacci
Orchestra: Luis Enriquez Bacalov
 
Testo:
Ho dato al mio amore una ciliegia che non aveva nocciolo
Ho dato al mio amore un pulcino che non aveva ossa
Ho dato al mio amore un bambino che non dorme mai
Ho dato al mio amore una storia senza fine

Ma come può esistere una ciliegia senza nocciolo?
Ma, ma come può esistere un pulcino senza ossa?
Ma come può essere un bambino che non dorme mai?
E chi mai ha ascoltato una storia senza fine?

Ma una ciliegia quando sboccia, no, non ha nocciolo
Un pulcino quando nasce, no, non ha ossa
E un bambino quando dorme non piange
E la storia del mio amore non finirà mai
E la storia del mio amore non finirà mai
E la storia del mio amore non finirà mai
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 5
PEDRO, PEDREIRO

 
      Lato A: 6
LA MIA MOROSA LA VA ALLA FONTE

 
     

Autori: Chico Buarque De Hollanda, Giorgio Calabrese, Enzo Jannacci
Orchestra: Luis Enriquez Bacalov
 
Testo:
Pedro Pedreiro è pensoso e aspetta il tram,
domani forse dovrà aspettare ancora
per il bene di chi è bene e di chi è senza un soldo.
Pedro Pedreiro resta pensieroso
e pensando il tempo passa,
la gente resta indietro,
aspettando, aspettando, aspettando,
aspettando il sole, aspettando il tram,
Aspettando l'aumento dell'anno passato
per il mese che viene.

Pedro Pedreiro è pensoso e aspetta il tram,
domani forse dovrà aspettare ancor
per chi ha fortuna e chi non ha, non ha nemmeno un soldo.
Pedro Pedreiro aspetta il carnevale,
la fortuna grossa col biglietto della lotteria,
tutti i mesi,
aspettando, aspettando, aspettando,
aspettando il sole, aspettando il tram,
aspettando l'aumento per il mese che viene,
aspettando la festa e la fortuna
e la moglie di Pedro che aspetta un figlio
e che aspetterà anche lui.

Pedro Pedreiro è pensoso e aspetta il tram,
domani forse dovrà aspettare ancor
per chi ha fortuna e chi non ha, non ha nemmeno un soldo.
Pedro Pedreiro aspetta anche la morte
oppure il giorno di tornare al nord,
Pedro non sa ma forse forse in fondo
aspetta qualcosa più bella del mondo,
più grande del mar.
Ma perché sognar se dà
la disperazione di aspettare ancora?
Pedro Pedreiro vuol tornare indietro,
esser solo muratore,
senza continuare ad aspettare,
aspettare, aspettare, aspettare,
aspettare il sole, aspettare il tram,
aspettar l'aumento per il mese che viene,
aspettare un figlio che aspetti anche lui,
aspettar la festa, aspettar fortuna,
aspettar la morte,
aspettare il nord,
aspettare il giorno
di non aspettar più niente,
aspettare infine niente di più lontano
della speranza afflitta, benedetta e infinita del fischio del tram.

Pedro Pedreiro è pensoso ed aspetta,
Pedro Pedreiro è pensoso ed aspetta,
Pedro Pedreiro è pensoso ed aspettava il tram
che già vien, che già vien
che già vien, che già vien...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Dario Fo, Enzo Jannacci
Orchestra: Luis Enriquez Bacalov
 
Testo:
La mia morosa la va a la fonte,
con un sidelo de rame e argento
sì, ma quell’acqua che ghe va dentro
l’è i miei languori d’amor per lei.

La mia morosa la se balansa
e appena appena la muove l’anca
dentro al sidelo si forma un’onda
si forma un’onda che pare un mar…

Si forma un’onda che pare un mare,
dentro a quel mare mi vo a nodare
Mi nodo si ma non so nodare
Dentro a quel mare mi vo a negar…
 
Fonte: QUI

 

 
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ENZO JANNACCI: 1969 - IL TERZINO D'OLANDA/GLI ZINGARI (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio Dic 13, 2018 7:01 pm

1. TITOLO:
 
1969 - IL TERZINO D'OLANDA/GLI ZINGARI
 
# Etichetta: ARC # Catalogo: AN 4168 # Data pubblicazione: 1969 # Matrici: 24506/TKAW 24507 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
IL TERZINO D'OLANDA

 
      Lato B:
GLI ZINGARI

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Orchestra: Luis Enriquez Bacalov
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatore: Enzo Jannacci
 
Testo:
(parlato)Fu quando gli zingari arrivarono al mare che la gente li vide, che la gente li vide come si presentano loro, loro, loro gli zingari, come un gruppo cencioso, cos? disuguale e negli occhi, negli occhi impossibile, impossibile poterli guardare.
(cantato)E allora gli zingari guardarono il mare
e restettero muti perch? subito intesero
che l? non c'era niente, niente da dover capire,
niente da stare a parlare, niente da stare a parlare
c'era solo da stare, fermarsi e ascoltare.
(parlato) S? perch? il vecchio, proprio lui, il mare, parl? a quella gente ridotta, sfinita, parl? ma non disse di stragi, di morti, di incendi, di guerra, d'amore, di bene e di male, non disse lui li ringrazi? solo tutti di quel loro muto guardare.
(cantato)E allora lui il vecchio, s? proprio lui, il mare
parl? a quella gente bizzarra, svilita
e diede al suo corpo un colore anormale
di un rosso tremendo,
qualcuno a star male, qualcuno a tar male
questo (parlato) fu quando gli zingari arrivarono al mare.
 
Fonte: QUI
 
 
 
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ENZO JANNACCI: 1969 - EL PORTAVA I SCARP DEL TENNIS/LA BALILLA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio Dic 13, 2018 8:29 pm

1. TITOLO:
 
1969 - EL PORTAVA I SCARP DEL TENNIS/LA BALILLA
 
# Etichetta: SIGNAL # Catalogo: S 90 # Data pubblicazione: 1969 # J 20227X45/ALPJ 5071-A # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Data matrici (Lato A): 12 Marzo 1964 (Lato B): 16 Luglio 1966/ Ristampa di vecchie matrici JOLLY / Distribuito da SAAR - Milano
 
 
2. COVER
 
   
 
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
EL PORTAVA I SCARP DEL TENNIS

 
      Lato B:
LA BALILLA

 
     

 
Testo:
     
 
Testo:
 
 
 
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Re: ENZO JANNACCI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

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