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LUCIO BATTISTI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

Italia Canora :: MUSICA LEGGERA :: 
CANTANTI/GRUPPI ANNI' 60
 :: LUCIO BATTISTI

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LUCIO BATTISTI: 1974 - ANIMA LATINA (L.P. 33 Giri - MC - Stereo8)

Messaggio  mauro piffero il Ven Mar 30, 2018 12:11 am

1. TITOLO:
 
1974 - ANIMA LATINA
 
# Etichetta: NUMERO UNO # Catalogo: DZSLN 55675 # Data pubblicazione: Novembre 1974 # Matrici: DKAY 28048/DKAY 28049 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Copertina apribile a libretto con busta interna fotografica e note / Fotografie di Caesar Monti / Registrato negli studi Fono-Roma di Cologno Monzese (Milano) da Piero Bravin e Ambrogio Ferrario / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Anima latina è il nono album discografico di Lucio Battisti, pubblicato nel dicembre 1974 dall'etichetta discografica Numero Uno.

Sebbene non goda della stessa popolarità di altri dischi di Battisti, Anima latina è oggi considerato uno dei migliori album della musica italiana.

Concepito dopo un viaggio in America Latina, presenta delle marcate differenze rispetto alla produzione di Battisti degli anni settanta, soprattutto dal punto di vista musicale. In contemporanea con l'album, Battisti concesse una lunga intervista al giornalista Renato Marengo di Ciao 2001, che può essere considerata il manifesto teorico dell'album.

Il disco
« Questo mio ultimo LP, "Anima Latina", è per me un'operazione culturale, quasi un esperimento, e tale dovrà restare »

Copertina
La copertina, che raffigura un gruppo di bambini che gioca e danza intorno ad una donna, l'attrice Dina Castigliego, fu realizzata dal fotografo Cesare Montalbetti, che ha ricordato:

« Il titolo del disco ispirò l'immagine, così decisi di rappresentare l'anima latina con la figura di una donna florida, ma dallo sguardo triste. Dina, una signora dalla simpatia esplosiva, l'avevo già fotografata per la copertina dei Flora Fauna Cemento. Attorno le radunammo, sul prato del Mulino, una schiera di bimbi, tutti figli dei nostri amici. Con l'ausilio di pentole, coperchi, trombe e trombette si organizzò un baccanale, facendo divertire tutti i presenti. »

(Cesare Montalbetti, 200)
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: ANIMA LATINA (LP oltre a MC e Stereo8)
 
       
 
      
 
   
 
 
 
Versione musicassetta
 


   

   
 
 
 
Versione stereo 8
 
   
 
 
 
4. TRACK LIST di: ANIMA LATINA
 
Lato A Lato B

  • A01 ABBRACCIALA, ABBRACCIALI, ABBRACCIATI
  • A02 DUE MONDI
  • A03 ANONIMO
  • A04 GLI UOMINI CELESTI


  • B01 GLI UOMINI CELESTI (ripresa)
  • B02 DUE MONDI (ripresa)
  • B03 ANIMA LATINA
  • B04 IL SALAME
  • B05 LA NUOVA AMERICA
  • B06 MACCHINA DEL TEMPO
  • B07 SEPARAZIONE NATURALE
 
Lato A: 1
ABBRACCIALA, ABBRACCIALI, ABBRACCIATI

 
      Lato B: 1
GLI UOMINI CELESTI (ripresa)

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
Cosa ti dicevo mai?
A che punto ero?
Ho quasi l'impressione che
Io con te
perdo il sentiero.
Forse la psicologia
può spiegare questi strani vuoti
della mente mia.

Ora mi ricordo che
parlavo di follia
e del grande amore,
grande bugia.
Che ne pensi dimmi,
di un uomo tanto stupido da crederti sua?

Anima
alzati
apriti
abbracciala
abbracciali
abbracciati

Anima
alzati
apriti
abbracciala
abbracciali
abbracciati

Anima
alzati
apriti
abbracciala
abbracciali
abbracciati

Che ora è? E' tardi ormai.
Mia cara, cara amica
che ne dici se noi
portiamo a termine la nostra
dolcissima fatica.
Allontaniamoci verso
il centro dell'universo.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
La speranza spezzata
è la tua eredità.
Fallimento di una vita
di coraggio e di viltà.
Troverai sul cammino
fango e corruzione.
E la voglia tu avrai
di sdraiarti al suolo
per guardare come in un film
i colombi in volo.
Ti faranno fumare
per farti sognare che
il futuro od "un messia"
presto tutto cambierà.
Ed avrai come vanto
una nuova condanna
ti diranno che il vento è
il respiro di una donna
per far sì che un lamento, uno solo,
copra ogni tormento di un velo.
Ma se tu rifiuterai
di giocare all'attore
forse un libro scriverai
come libero autore.
E tu forse parlerai
di orizzonti più vasti
dove uomini celesti
portandoti dei figli
ti diranno: "Scegli!"
ben sapendo che ridendo tu
tu a loro ti unirai...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 2
DUE MONDI

 
      Lato B: 2
DUE MONDI (ripresa)

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
L'universo che respira
e sospinge la tua sfera
e la luce che ti sfiora
cosa vuoi?
Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te.
Oltre il monte
c'è un gran ponte.
Una terra senza serra,
dove i frutti son di tutti.
Non lo sai?
Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te.
È una vela la mia mente
prua verso l'altra gente
vento, magica corrente
quanto amore!
Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te. Mio per sempre!
Ma tu non cambi mai.
Un braccio, che altro vuoi?
Un'ora me la dai.
L'amore è qualcosa di più
del vino, del sesso che tu
prendi e dai.
Sarei una cosa tua
amore, gelosia
amor di borghesia.
Da femmina latina a donna americana
non cambia molto... sai?
Voglio te, una vita. Voglio te.
È una vela la mia mente
prua verso l'altra gente.
Vento, magica corrente...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
L'universo che respira
e sospinge la tua sfera
e la luce che ti sfiora
cosa vuoi?
Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te.
Oltre il monte
c'è un gran ponte.
Una terra senza serra,
dove i frutti son di tutti.
Non lo sai?
Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te.
È una vela la mia mente
prua verso l'altra gente
vento, magica corrente
quanto amore!
Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te. Mio per sempre!
Ma tu non cambi mai.
Un braccio, che altro vuoi?
Un'ora me la dai.
L'amore è qualcosa di più
del vino, del sesso che tu
prendi e dai.
Sarei una cosa tua
amore, gelosia
amor di borghesia.
Da femmina latina a donna americana
non cambia molto... sai?
Voglio te, una vita. Voglio te.
È una vela la mia mente
prua verso l'altra gente.
Vento, magica corrente...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
ANONIMO

 
      Lato B: 3
ANIMA LATINA

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
Anonima la casa,
anonima la gente,
Anonimo anch'io.
Un cane e ciak azione - all'improvviso
un morso:
figlio mio!
La frutta nel giardino, i panni nel catino
e lei, ore ed ore.
Le gambe nude, il volto acceso ed
una colpa: dieci anni maggiore.
C'era lei...
E cos'altro ancora?
Nascosti giù al fosso,
complice il sesso,
a misurarsi, a masturbarsi un po'...
L'impulso di uno scatto - la palla io
che batto -
che rete ho fatto!
Sudore che diventa alloro. Amore mio...
Sei forte ti adoro.
Fermarsi poi ad un tratto; lottar
col reggiseno:
Che fai? sei matto?
Il cambio ed il volante...
Ma niente mi terrà distante.
C'era lei...
E cos'altro ancora?
Mi ha colto in flagrante.
Io sono l'amante.
Ragazzi, silenzio assoluto per carità.
Parlando del passato mi sono raffreddato.
Il lenzuolo dov'è andato?
Mi sembri un po' delusa. Oppure
ti ho offesa?
Un goccio di benzina... A farlo riposare,
riparte il motore?
Su vieni a me vicina, stasera ho ancora
voglia di giocare.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
Scende ruzzolando
dai tetti di lamiera
indugiando sulla scritta
"Bevi Coca Cola".
Scende dai presepi vivi
appena giunge sera...
Quando musica e miseria
diventan cosa sola.
La gioia della vita.
La vita dentro agli occhi dei bambini denutriti,
allegramente malvestiti
che nessun detersivo potente può aver
veramente sbiaditi.
E corre sulle spiagge atlantiche
seguendo il calcio di un pallone,
per finire nel grembo di grosse mamme antiche
dalla pelle marrone.
E s'agita nel sangue delle genti dai canti
e dalle risa rinvigorite
che nessuna forza, per quanto potente, può aver
veramente piegate.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
GLI UOMINI CELESTI

 
      Lato B: 4
IL SALAME

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
La speranza spezzata
è la tua eredità.
Fallimento di una vita
di coraggio e di viltà.
Troverai sul cammino
fango e corruzione.
E la voglia tu avrai
di sdraiarti al suolo
per guardare come in un film
i colombi in volo.
Ti faranno fumare
per farti sognare che
il futuro od "un messia"
presto tutto cambierà.
Ed avrai come vanto
una nuova condanna
ti diranno che il vento è
il respiro di una donna
per far sì che un lamento, uno solo,
copra ogni tormento di un velo.
Ma se tu rifiuterai
di giocare all'attore
forse un libro scriverai
come libero autore.
E tu forse parlerai
di orizzonti più vasti
dove uomini celesti
portandoti dei figli
ti diranno: "Scegli!"
ben sapendo che ridendo tu
tu a loro ti unirai...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
Alzati in punta di piedi.
Appoggiati contro di me.
Fra un anno io vado a scuola.
Dopo mi sposo con te.
Non ti interessa - ma non capisci niente, tu.
Scema!
E' bello stare solo noi,
che già ci conosciamo.
Non senti niente? Neanch'io.
Baciami, toccami qua...
Profumi buono, mio Dio!
Ma dimmi come si fa?
Fa niente, vieni... Apriamo il frigo,
dai, sì dai, ho fame!
Urca! Guarda cosa c'è:
il salame.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato B: 5
LA NUOVA AMERICA

 
      Lato B: 6
MACCHINA DEL TEMPO

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:

La nuova America.
La nuova America.
La nuova America.
Dov'è?
Io voglio vivere.
Adesso, subito.
Anche con te.
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
E quando quel suo pianto,
patetica risposta al mio no
divenne un loden verde
che un angolo di strada cancellò,
soffocai la mia sensibilità
dietro la statua della libertà.
E quella statua un nome ed occhi verdi
aveva già
e una cerniera lentamente rimossa a metà.
Femmina rossa cosa vuoi? "Mio per sempre".
E fu la morte anche per lei.
E purtroppo perdo anche te,
se tu confondi i mondi: amore e proprietà.
Tu perdi me.
E ancor più solo, senza loro e te,
io disperato con un mantello alato sopra
un monte corro
e a braccia aperte e ad occhi chiusi
gettandomi,
come posso, mi soccorro.
Vedrò fra il grano i fiordalisi;
uscir dall'acqua i risi.
D'amor la terra è pregna,
anche se gramigna nel seme, il seme ha
dell'esclusività.
E certamente parleranno di sindrome
depressiva
o più semplicemente diranno che è morto
un altro matto.
Ma io avrò cercato solamente altrove
quel contatto
che qui non trovo, che qui non ho...
Macchina del tempo tu perdi i pezzi e
non lo sai.
I pazzi sono i saggi e viceversa ormai.
Io so che incertezza uccide ogni ebrezza
che nasce in noi.
Il senso della vita, confuso ed umiliato,
si è perso oramai.
Tra i fili di un tessuto di riti e paure,
di rabbie e di preghiere.
Siamo, siamo, siamo, siamo vivi e dobbiamo
restarlo perché:
programmare una vita in un giorno
vuol dire morire
quel giorno con te.
Ed io voglio
mai perdere nessuno e nessuno che perda mai me.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato B: 6
SEPARAZIONE NATURALE

 

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
Testo:
Se ne andrà molto presto.
Qualche frutto
darà forse ancora...
Generosa talvolta com'è la natura.
Ah! Se avessi il tempo per amarti un po' di più.
 
Fonte: QUI
 

 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun Ott 15, 2018 11:00 am, modificato 6 volte
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LUCIO BATTISTI: 1976 - ANCORA TU/DOVE ARRIVA QUEL CESPUGLIO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven Mar 30, 2018 4:13 pm

1. TITOLO:
 
1976 - ANCORA TU/DOVE ARRIVA QUEL CESPUGLIO
 
# Etichetta: NUMERO UNO # Catalogo: ZN 50345 # Anno 1976 # Matrici: EKAS 28770/EKAS 28771 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.)# Facciate: 2
 
Note: Fotografia di Caesar Monti / Distribuito RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Ancora tu/Dove arriva quel cespuglio è il 18º singolo di Lucio Battisti, pubblicato nel febbraio 1976 dalla casa discografica Numero Uno.

Il disco
Raggiunse i vertici delle classifiche di vendita italiane in gran fretta e senza passare per l'anticamera della hitparade, allora chiamata dischi caldi; fu il 45 giri più venduto dell'anno, e occupò la massima posizione per più di tre mesi a partire dal marzo del 1976. Anche il 33 giri Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera rimane al primo posto in classifica per molte settimane.

Ancora tu
A circa tre anni dal suo ultimo successo, Il nostro caro angelo, Lucio Battisti torna in vetta alle classifiche con Ancora tu, uno dei suoi brani di maggior successo commerciale, che diventa in breve uno dei più ballati nelle discoteche d'Italia. Le sue sonorità si ispirano infatti alla disco music, che proprio in questo periodo si sta diffondendo dagli Stati Uniti all'Europa. Al ritmo battente e ripetitivo, che emula i canoni che l'anno successivo saranno dettati dal fenomeno della musica disco, Battisti tenta di unire la componente melodica tipica della canzone italiana: nel complesso la liricità e leggerezza della melodia ne fanno un brano solo fino ad un certo punto ballabile, per quanto orecchiabile. Battisti continuerà a sperimentare la possibilità di un innesto tra disco music e canzone italiana con i successi degli anni seguenti, su tutti Una donna per amico.

Il testo della canzone ha per protagonisti due ex fidanzati, che si incontrano per caso qualche tempo dopo essersi lasciati. La conversazione tra i due è inizialmente fredda e impacciata (aspetto enfatizzato anche dall'interpretazione vocale di Battisti, che nei primi versi, anziché cantare, parla - quasi sottovoce - privando la voce di qualsiasi tonalità). Dopo i convenevoli e le domande di rito («e come stai?»; «ho solo ripreso a fumare»; ecc.), la conversazione si fa più intima, e nonostante l'iniziale indifferenza di lui («ancora tu / non mi sorprende lo sai») e qualche colpa che lei ha da farsi perdonare («l'incorreggibile») entrambi capiscono che la passione tra loro non è mai venuta meno («ho fame anch'io / e non soltanto di te»); infine il protagonista si convince definitivamente di tornare insieme alla sua ex («disperazione e gioia mia / sarò ancora tuo / sperando che non sia follia / ma sia quel che sia»).

Ancora tu ha la forma di un dialogo cantato, dove Battisti interloquisce con la sua partner; la forma del dialogo era già stata usata da Battisti in altre sue canzoni (Le tre verità, Sognando e risognando, Gente per bene e gente per male, Le allettanti promesse). In questo caso tuttavia c'è un'innovazione: la donna infatti non interviene mai direttamente nella conversazione, per quanto la sua partecipazione sia chiaramente percepibile dalle domande che il cantante le rivolge e alle quali egli stesso risponde, anticipando e prevedendo le reazioni dell'interlocutrice.

La canzone apre e chiude l'album La batteria, il contrabbasso eccetera; infatti come ultima traccia dell'album venne inserita una ripresa di Ancora tu, un semplice frammento acustico voce e chitarra di appena mezzo minuto, intitolato "Ancora tu (coda)".

Nel 1975 il regista Ruggero Miti realizzò il videoclip relativo al brano Ancora tu, probabilmente il primo realizzato in Italia. Nel video si vede Lucio Battisti correre tra le pozzanghere presso il lago di Alserio, stessa location dove Cesare Montalbetti scattò la fotografia di copertina dell'album Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera. Il video, concepito inizialmente per una rubrica del TG2, non fu trasmesso se non nella primavera del 1998 all'interno della rubrica televisiva Canzoni segrete di Michele Bovi.

La canzone ebbe un certo successo anche all'estero, in particolare in Spagna, nella trasposizione in castigliano intitolata De nuevo tú e tradotta da Carlos Ramón Amart per conto di Battisti e Mogol, incisa da Battisti nel 1976 e reinterpretata nel 1987 dalla meteora dell'italo disco Betty Villani. Nel 1979 venne tradotta da Frank Musker in lingua inglese con il titolo di Baby, It's You, interpretata da Battisti e pubblicata come singolo esclusivamente in Gran Bretagna (con il lato B Lady, traduzione di Donna selvaggia donna, dall'album Una donna per amico).

Curiosità:le parti di chitarra suonate in Ancora Tu sono di Ivan Graziani.

La canzone, più precisamente le parole "E come stai? / domanda inutile", è citata nel brano Imbranato di Tiziano Ferro.

Dove arriva quel cespuglio
Il lato B, dal ritmo molto incalzante, parla di una giovane coppia che progetta di costruire una casa. Venne anch'essa tradotta e interpretata in spagnolo da Battisti, con il titolo di Donde llega aquella zarza.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Edizione Speciale, non commerciabile
 
   
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
ANCORA TU

 
      Lato B:
DOVE ARRIVA QUEL CESPUGLIO

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
Ancora Tu non mi sorprende lo sai
Ancora Tu ma non dovevamo vederci più
E come stai, Domanda inutile
Stai come me e ci scappa da ridere
Amore mio hai già mangiato o no
Ho fame anch'io e non soltanto di te
Che bella sei sembri più giovane
O forse sei solo più simpatica
Oh lo so cosa tu vuoi sapere...
Nessuna no ho solo ripreso a fumare...

Sei Ancora Tu purtroppo l'unica
Ancora Tu l'incorregibile
Ma lasciarti non è possibile
No lasciarti non è possibile
Lasciarti non è possibile
No lasciarti non è possibile
Sei Ancora Tu purtroppo l'unica
Sei Ancora Tu l'incorregibile
Ma lasciarti non è possibile
No lasciarti non è possibile

Lasciarti non è possibile

No lasciarti non è possibile

Disperazione gioia mia
Sarò Ancora Tuo sperando che non sia follia
ma sia quel che sia
abbracciami amore mio
abbracciami amor mio
Ché adesso lo voglio anch'io
Ancora Tu, non mi sorprende lo sai
Ancora Tu, ma non dovevamo vederci più
E come stai? Domanda inutile
Stai come me e ci scappa da ridere
Amore mio hai già mangiato o no
Ho fame anch'io e non soltanto di te
Che bella sei sembri più giovane
o forse sei solo più simpatica
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra:In studio
 
Testo:
Dove arriva quel cespuglio, la cucina
che avrà il sole di mattina.
Dove adesso è il mio berretto
lì la camera da letto,
e in direzione dello stagno
costruiremo il nostro bagno.
Entra pure è la tua casa,
la tua casa fra le rose.
Ora appena prendo il mese,
il primo muro, la tua casa te lo giuro.

Ora siediti qui dove ci sarà il camino
e pensa a quando tutta quella gente
pur passandoci vicino
non vedrà più niente
quella porta non è un sogno
è robusta è di legno.
Non nascondere la mano,
non nascondere il tuo seno
ora non c'è più nessuno,
più nessuno, ora non c'è più nessuno.

Prendo dalla moto il nostro letto
stendo a terra il telo
ora alza gli occhi al cielo e dimmi
quanto mancherà al tramonto
Ci vuol buio a questo punto
voglio farti tenerezza, la tristezza
si dissolve con il fumo.
Resta solo il tuo profumo, il profumo della pelle
lo sfondo delle stelle
e un vago senso di dolore
che scompare col respiro,
col respiro del tuo amore.
 
Fonte: QUI
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun Ott 15, 2018 11:02 am, modificato 3 volte
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LUCIO BATTISTI: 1976 - LUCIO BATTISTI, LA BATTERIA, IL CONTRABBASSO, ECCETERA (L.P. 33 Giri - MC - Stereo8)

Messaggio  mauro piffero il Ven Mar 30, 2018 5:58 pm

1. TITOLO:
 
1976 - LUCIO BATTISTI, LA BATTERIA, IL CONTRABBASSO, ECCETERA
 
# Etichetta: NUMERO UNO # Catalogo: ZSLN 55685 # Data pubblicazione: Anno 1976 # Matrici: EKAY 28800/EKAY 28801 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Busta interna con i testi delle canzoni / Fotografia e grafica di Cesare & Wanda Monti / Registrato allo studio Il Mulino, Anzano del Parco (Como) da Gianni Prudente / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera è il decimo album discografico di Lucio Battisti, pubblicato nel febbraio del 1976 dall'etichetta discografica Numero Uno. Da esso venne estratto il singolo Ancora tu/Dove arriva quel cespuglio.

Il disco
Il lavoro preliminare con i componenti de Il Volo non venne giudicato soddisfacente da Mogol, e così venne organizzata una nuova formazione con l'aiuto di Claudio Pascoli, mantenendo però l'incisione originale dei brani Io ti venderei e Il veliero.

Tra i brani viene inserita anche una cover di La compagnia, una canzone del 1969 con testo di Mogol e musica di Carlo Donida, originariamente interpretata da Marisa Sannia. Si tratta della terza e ultima volta in cui Battisti registra e pubblica una canzone di cui non è autore; le precedenti sono Prigioniero del mondo, del 1968, scritta per Battisti da Mogol e Donida, e Adesso sì scritta e incisa inizialmente da Sergio Endrigo.

Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera fu il terzo album più venduto in Italia nel 1976, raggiungendo come picco nella classifica settimanale il primo posto, per un totale di sedici settimane consecutive al primo posto in classifica.

Il singolo estratto dall'album, Ancora tu/Dove arriva quel cespuglio, fu il più venduto dell'anno in Italia.

Sessione fotografica e videoclip
L'immagine di copertina fu realizzata dal fotografo Cesare Montalbetti, che di questa sessione fotografica ha ricordato:

« Per ragioni di divergenze di opinioni, i miei rapporti con Mogol tra il '73 e il '75 non furono dei migliori, tanto che non partecipai alla realizzazione della copertina di "Il nostro caro angelo".
Successivamente la mediazione di Lucio ci riportò a lavorare insieme, ma chiesi una maggiore autonomia. Nacque così la copertina di "La batteria, il contrabbasso, eccetera", e di conseguenza il video, di cui non fui il regista ma l'autore. La foto fu scattata in una stradina sterrata che portava al laghetto nelle vicinanze del Mulino, la sala dove stava incidendo Lucio. Bagnammo la strada per rimpinguare le pozzanghere già presenti per la pioggia caduta in precedenza. Lucio, che portava sotto i vestiti una tuta da subacqueo, dovette ripetere l'azione almeno un centinaio di volte, scivolando e facendo veri e propri capitomboli. Per aumentare l'effetto del fango gli lanciavamo, proprio davanti ai piedi, dei sassi. Alla fine del servizio era distrutto dalla fatica, e rimase a letto per un paio di giorni. »

(Cesare Montalbetti, 2007)
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: LUCIO BATTISTI, LA BATTERIA, IL CONTRABBASSO, ECCETERA (LP oltre a MC e Stereo8)
 
   
 
   
 
   
 
 
Edizione non commerciabile
 
   
 
 
 
Versione musicassetta
 

 
   
 
   
 
   
 

 
 
Versione stereo 8
 
   
 
 
 
4. TRACK LIST di: LUCIO BATTISTI, LA BATTERIA, IL CONTRABBASSO, ECCETERA
 
Lato A Lato B

  • A01 ANCORA TU
  • A02 UN UOMO CHE TI AMA
  • A03 LA COMPAGNIA
  • A04 IO TI VENDEREI


  • B01 DOVE ARRIVA QUEL CESPUGLIO
  • B02 RESPIRANDO
  • B03 NO DOTTORE
  • B04 IL VELIERO
  • B05 ANCORA TU (coda)
 


 
 
Lato A: 2
UN UOMO CHE TI AMA

 
      Lato B: 2
RESPIRANDO

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
Ah!
Donna tu sei mia,
e quando dico mia,
dico che non vai più via...
è meglio che rimani qui
a far l'amore insieme a me!

Il vestito trasparente come la tua bella fronte
Oh no!
L'offerta del tuo seno orgoglio dell'animale sano
Oh no!
Quell'aria da straniera che mi mette ogni volta un po' paura
e l'ammirazione che scateni che ti rende sempre più sicura
Diventano coltelli, supposizioni folli quando è sera!

Ah! Donna tu sei mia,
e quando dico mia,
dico che non vai più via
è meglio che rimani qui
a far l'amore insieme a me!
È meglio un uomo solo,
per tutti anche per te,
un uomo che ti ama.

è meglio che rimani qui
a far l'amore insieme a me!
È meglio un uomo solo,
per tutti anche per te,
un uomo che ti ama.

La tenerezza prende il posto dell'amoreoh no!
E l'emozione il sopravvento sulla ragione!
Oh no!
E in questa confusione
tu sei smarrita!
E dando a tutti niente
ti sei svuotata.
E non riesci più a capir nemmeno di chi sei innamorata.

Aaaah! Donna tu sei mia,
e quando dico mia,
dico che non vai più via
è meglio che rimani qui
a far l'amore insieme a me!
È meglio un uomo solo,
per tutti anche per te,
un uomo che ti ama.

Aaaah! Donna tu sei mia,
e quando dico mia,
dico che non vai più via.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
Respirando
la polvere dell'auto che ti porta via,
mi domando
perché più ti allontani e più ti sento mia.
Respirando
il primo dei ricordi che veloce appare
sto fumando
mentre entri nel cervello e mi raggiungi il cuore.

Proprio in fondo al cuore,
senza pudore
per cancellare
anche il più antico amore.
Respirandoti,
io corro sulla strada senza più frenare,
respirandoti,
sorpasso sulla destra e vedo un gran bagliore
Lontano una sirena e poi nessun rumore.
Lasciarti è fra i dolori quel che fa più male.
Fra tanta gente nera una cosa bella tu al funerale.

Respirando
pensieri un po' nascosti mentre prendi il sole
ti stai accorgendo
che "un uomo vale un altro" sempre no non vale.
Respirando più forte
ti avvicini al mare.
Stai piangendo.
Ti entro nel cervello e ti raggiungo il cuore.

Proprio in fondo al cuore
senza pudore
per cancellare
anche il più nuovo amore.
Respirandomi
ti vesti e sorridendo corri e poi sei fuori
Respirandomi
tu metti in moto l'auto ed accarezzi i fiori
Lontano una sirena e poi nessun rumore.
Dolore e una gran gioia che addolcisce il male.
Fra tanta gente nera una cosa bella tu a me uguale.

Respirandoci,
guardiamo le campagne che addormenta il sole.
Respirandoci,
le fresche valli, i boschi e le nascoste viole,
le isole lontane, macchie verdi e il mare,
i canti delle genti nuove all'imbrunire
i canti delle genti nuove all'imbrunire
i canti delle genti nuove all'imbrunire
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
LA COMPAGNIA

 
      Lato B: 3
NO DOTTORE

 
     

Autori: Carlo Donida, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
Mi sono alzato
mi son vestito
e sono uscito solo solo per la strada
Ho camminato a lungo senza meta
finché ho sentito cantare in un bar
finché ho sentito cantare in un bar.

Canzoni e fumo
ed allegria
io ti ringrazio sconosciuta compagnia.
Non so nemmeno chi è stato a darmi un fiore
Ma so che sento più caldo il mio cuor
So che sento più caldo il mio cuor

Felicità.
Ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo già
Tristezza va
una canzone il tuo posto prenderà

Abbiam bevuto
e poi ballato
è mai possibile che ti abbia già scordato?
Eppure ieri morivo di dolore
ed oggi canta di nuovo il mio cuor
oggi canta di nuovo il mio cuor.

Felicità
Ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo già
Tristezza va
una canzone il tuo posto prenderà.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
No dottore,
per favore,
non è urgente,
non è niente.
Per un attimo la mente
mi si è accesa
e qualcosa si bruciò.

Il mio nome?
Il cognome?
L'indirizzo?
Dica il prezzo.
Stia tranquillo non son pazzo.
Questa cosa
è ormai chiusa
e ripetersi non può. Oh no!

No dottore,
no dottore!
Quel che dice non mi piace
L'ho lasciata che dormiva
respirava
era viva come me!

Posso chiamare un taxi
è tardi e devo tornare a casa mia.
È già sera
e quando è sera
lei mi vuole accanto a sé.
È un'abitudine la nostra
quasi una malattia.
Stare insieme,
sempre insieme
sa com'è?

No dottore!
Non è vero!
Son rinchiuso?
Io rinchiuso?
Ma è un abuso!
Lei è un pazzo!
Lei è un pazzo,
un pazzo è!

No dottore
no dottore
no dottore
no dottore
no dottore
no dottore
no dottore, no, no, no.

No dottore, per favore!
No dottore,
no dottore,
no dottore, per favore
no dottore
no dottore, per favore
no dottore, no, no, no...

Posso chiamare un taxi
è tardi e devo tornare a casa mia.
È già sera
e quando è sera
lei mi vuole accanto a sé.
È un'abitudine la nostra
quasi una malattia.
Stare insieme,
sempre insieme
sa com'è?
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
IO TI VENDEREI

 
      Lato B: 4
IL VELIERO

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Musicisti: Bob Callero (basso) , Gianni Dall'Aglio (batteria) , Gabriele Lorenzi (eminent) , Alberto Radius (chitarre)
 
Testo:
Io ti venderei,
io ti venderei
se potessi farlo
con un'altra donna ti baratterei
e invece io padre fratello
amico profondo sarò.
Paure sbagliate
commedie già date rivivrò.
Ah sopra i mari d'Africa.
Ah! La mia vela atlantica.
La stessa che hai in mente tu,
stupida.
Io ti venderei,
io ti venderei.
E mai più problemi
senza soluzioni io mi creerei
e invece io resto sul molo
a guardare lo sfondo del mare più in là
e affido ai gabbiani
i paesi lontani
e il profumo di una vita che non sarà.
Ah l'Oceano Pacifico.
Ah! La mia vela candida.
La stessa che hai in mente tu,
stupida.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
Il veliero va e ti porta via in alto mare
e già sei meno mia
Inevitabile oramai ma come faccio
a immaginare che sarai di un altro uomo!
Il veliero va e mi porta via, spumeggiando va
è giusto e sia.
Ma mi domando come può il mio destino fare in modo
che sarò di un’altra donna! vocalizzando
Il veliero va tutti quanti su prua al mare va non torna più
Lo smarrimento vince sempre lui va va va va va
mamma paura come sempre non lasci mai i figli tuoi vocalizzando
Il veliero va tutti
quanti su prua al mare va non torna più
Lo smarrimento vince sempre lui va va va va va
mamma paura come sempre non lasci mai i figli tuoi!
 
Fonte: QUI
 
 
Lato B: 5
ANCORA TU (coda)

 

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
Testo:
Ancora tu
non mi sorprende lo sai
ancora tu
ma non dovevamo vederci più?
E come stai?
 
Fonte: QUI
 

 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun Ott 15, 2018 11:07 am, modificato 4 volte
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LUCIO BATTISTI: 1977 - AMARSI UN PO'/SI', VIAGGIARE (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven Mar 30, 2018 6:36 pm

1. TITOLO:
 
1977 - AMARSI UN PO'/SI', VIAGGIARE
 
# Etichetta: NUMERO UNO # Catalogo: ZBN 7004 # Marzo 1977 # Matrici: GKAS 29527/GKAS 29528 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.)# Facciate: 2
 
Note: Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Amarsi un po'/Sì, viaggiare è il 19º singolo di Lucio Battisti, pubblicato nel marzo 1977 dalla casa discografica Numero Uno (Catalogo: ZBN 7004 - Matrici: GKAS 29527/GKAS 29528) per le edizioni musicali Acqua azzurra.

Il disco
Il singolo fu pubblicato in concomitanza con l'uscita dell'album Io tu noi tutti. Entrambi i brani sono stati composti per le musiche da Lucio Battisti e per i testi da Mogol. A differenza di Amarsi un po' che anche nel 45 giri ha la stessa durata dell'album, Sì viaggiare ha una durata inferiore, infatti nell'album ha una durata di 6 minuti e 4 secondi. I brani vengono pubblicati anche per il mercato statunitense, con i titoli To Feel in Love (Amarsi un po') e Keep on Cruising (Sì viaggiare).
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Edizione Speciale, non commerciabile
 
   
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
AMARSI UN PO'

 
      Lato B:
SI', VIAGGIARE

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
Amarsi un po'
È come bere
Più facile
È respirare
Basta guardarsi e poi
Avvicinarsi un po'
E non lasciarsi mai
Impaurire no, no!
Amarsi un po'
È un po' fiorire
Aiuta sai
A non morire
Senza nascondersi
Manifestandosi
Si può eludere
La solitudine

Però, però volersi bene no
Partecipare
È difficile
Quasi come volare
Ma quanti ostacoli
E sofferenze e poi
Sconforti e lacrime
Per diventare noi
Veramente noi
Uniti
Indivisibili
Vicini

Ma irraggiungibili

Però, però volersi bene no
Partecipare

È difficile
Quasi come volare

Per diventare noi
Veramente noi
Uniti
Indivisibili
Vicini
Ma irraggiungibili...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra:In studio
 
Testo:
Quel gran genio del mio amico
Lui saprebbe cosa fare
Lui saprebbe come aggiustare
Con un cacciavite in mano fa miracoli

Ti regolerebbe il minimo
Alzandolo un po'
E non picchieresti in testa
Così forte no
E potresti ripartire
Certamente non volare ma viaggiare

Sì, viaggiare
Evitando le buche più dure
Senza per questo cadere nelle tue paure
Gentilmente senza fumo con amore
Dolcemente viaggiare
Rallentando per poi accelerare
Con un ritmo fluente di vita nel cuore
Gentilmente senza strappi al motore
E tornare a viaggiare
E di notte con i fari illuminare
Chiaramente la strada per saper dove andare
Con coraggio gentilmente, gentilmente
Dolcemente viaggiare

Quel gran genio del mio amico
Con le mani sporche d'olio
Capirebbe molto meglio
Meglio certo di buttare
Riparare

Pulirebbe forse il filtro
Soffiandoci un po'
Scinderesti poi la gente
Quella chiara dalla no
E potresti ripartire
Certamente non volare ma viaggiare.

Sì, viaggiare
Evitando le buche più dure
Senza per questo cadere nelle tue paure
Gentilmente senza fumo con amore
Dolcemente viaggiare
Rallentando per poi accelerare
Con un ritmo fluente di vita nel cuore
Gentilmente senza strappi al motore
E tornare a viaggiare
E di notte con i fari illuminare
Chiaramente la strada per saper dove andare
Con coraggio gentilmente, gentilmente, genti...
Dolcemente viaggiare

Sì, viaggiare

Dolcemente viaggiare
Rallentando per poi accelerare
Con un ritmo fluente di vita nel cuore
Gentilmente senza strappi al motore

Sì, viaggiare
Sì, viaggiare
Sì, viaggiare
 
Fonte: QUI
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun Ott 15, 2018 11:08 am, modificato 1 volta
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LUCIO BATTISTI: 1977 - IO TU NOI TUTTI (L.P. 33 Giri)

Messaggio  mauro piffero il Sab Mar 31, 2018 2:53 pm

1. TITOLO:
 
1977 - IO TU NOI TUTTI
 
# Etichetta: NUMERO UNO # Catalogo: ZPLN 34006 # Data pubblicazione: Marzo 1977 # Matrici: GKAY 29525/GKAY 29526 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Busta interna con i testi delle canzoni / Coordinamento Artist & Repertoire di Marge Meoli / Registrato a Hollywood, California, USA da Richie Schmitt, Darryl Caseine, Pete Abbott / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Io tu noi tutti è l'11º album discografico di Lucio Battisti, pubblicato nel marzo del 1977 dall'etichetta discografica Numero Uno. Da esso venne estratto il singolo Amarsi un po'/Sì, viaggiare.

Il disco
L'album è stato inciso ad Hollywood.

Successo

Io tu noi tutti fu il secondo album più venduto in Italia nel 1977, raggiungendo come picco nella classifica settimanale il primo posto e rimanendoci per quattordici settimane consecutive.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: IO TU NOI TUTTI (LP, oltre a MC e Stereo8)
 
   
 
   
 
 
 
Versione musicassetta
 

 
   

   
 
 
 
Versione stereo 8
 
   
 
 
 
4. TRACK LIST di: IO TU NOI TUTTI
 
Lato A Lato B

  • A01 AMARSI UN PO'
  • A02 L'INTERPRETE DI UN FILM
  • A03 SOLI
  • A04 AMI ANCORA ELISA


  • B01 SI', VIAGGIARE
  • B02 QUESTIONE DI CELLULE
  • B03 HO UN ANNO DI PIU'
  • B04 NEANCHE UN MINUTO DI "NON AMORE"
 


 
 
Lato A: 2
L'INTERPRETE DI UN FILM

 
      Lato B: 2
QUESTIONE DI CELLULE

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
Chissà che faccia strana
la signora Carla avrà
trovandoti domattina
accanto a me nel letto
arriva alle otto.
Son certo che le pulizie non farà, stavolta fuggirà.
Mi sto chiedendo ancora
dove trovai il coraggio
per farti quella domanda cretina
che ti ha fatto ridere prima
prima che diventassi balbuziente
che mi si paralizzasse la mente
come sempre
Tu mi fai sentire un altro uomo,
L'interprete Di Un Film
che ho sempre visto senza te.
La mascella scolpita
di un rude cowboy che fuma
un marinaio bruciato
dal sale e dalla sfortuna
confesso avevo un po' paura
anche se non speravo in niente
di un piccolo incidente che mi mandasse a monte
questo incredibile presente
la gioia di fare all'amore con te.
E invece adesso io cammino nudo
davanti agli occhi tuoi
sereno forte calmo come non sono stato mai
per la prima volta grande
tanto che mi sentirei sicuro
anche senza te.
Tu mi fai sentire un altro uomo
L'interprete Di Un Film
che ho visto tante volte ormai
L'espressione di ghiaccio
di un giovane Padrino
dolcemente stanco
come un medico che ha operato fino al mattino
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
Probabilmente mio Papa’
insieme a mia mamma chi lo sa
desideravano non me
ma un altro bambino
Un arrivato un costruttore
un presidente da onorare
un uomo comunque da invidiare
un altro bambino
Eh no e no
non è questione di cellule
ma della scelta che si fa
la mia è di non vivere a meta’
io comunque io comunque vada
sia molto in alto
che nella strada
ah ah ah ah ah ah
uh uh
Sicuramente anche lei
anche se non l’ha detto mai
desiderava meno guai
un altro uomo
Un uomo tranquillo su cui contare
che si lasciasse un po’ guidare
un po’ piu’ facile da capire
un altro uomo.
Eh no e no
non e’ questione di cellule
ma della scelta che si fa
mia e’ di non vivere a meta’
io comunque io comunque vada
sia molto in alto
che nella strada
Na na na na na na na na
E certamente c’e’ qualcuno
o forse molti o nessuno
che fa programmi su di me
per il futuro.
Un altro discorso inaugurale
o un importante funerale
che possa razionalizzare
il mio futuro.
Eh no e no,
non è questione di cellule
ma della scelta che si fa
la mia è di non vivere a meta’
io comunque io
comunque vada
sia molto in alto
che nella strada
ah ah ah
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
SOLI

 
      Lato B: 3
HO UN ANNO DI PIÙ

 
     

Autori: Carlo Donida, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
Soli
per un attimo
caduti
dentro altre immagini
altra gente in me
non tu
ma non e’ importante
perche’ io so gia’
che poi
ti amero’ di piu’
Come aeroplani
nella nebbia io e te
disperatamente cerchiamo
un campo d’atterraggio
in noi
non temere non c’e’
fretta sai
vedrai
Naturalmente poi
ti abbraccero’
mi abbraccerai.
Un albero fiori’
qualche primavera fa
rimase in fondo all’anima
un frammento rosa
e’ logico che noi
ci rifugiamo li’
al primo freddo
anche un niente caldo
diventa qualcosa.
Soli
ma solo per un attimo
improvvisamente
confusi sospesi
quasi due estranei
altra gente in te
non io
ma non e’importante
perche’ io so gia’
che poi
mi amerai di piu’
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
Ma che cosa è cambiato dopo che ti ho incontrato? Direi non molto!
Ma che cosa è restato dopo che ti ho amato? Direi non molto.
Ho Un Anno Di Più e qualcosa in meno, tu.
Ho Un Anno Di Più e qualcosa in meno, tu.Ho Un Anno Di Più...
Io giocavo a pallone, sono il solito scarpone, ancora gioco.
E per fare impressione, sai che imitavo il pavone, ancora gioco.
Ho Un Anno Di Più e qualcosa in meno, tu.
Ho Un Anno Di Più e qualcosa in meno, tu. Ho Un Anno Di Più...
Il mio vecchio editore, l'ho sempre fatto arrabbiare, lavoravo poco.
Ora è quasi contento, dice che scrivo con più sentimento, lavoro poco.
Ho Un Anno Di Più e qualcosa in meno, tu.
Ho Un Anno Di Più e qualcosa in meno, tu. Ho Un Anno Di Più...
Ma che cosa è cambiato dopo che ti ho incontrato? Direi non molto!
Ma che cosa è restato dopo che ti ho amato? Direi non molto.
Un anno di più, un anno di più... un anno di più...
Ho Un Anno Di Più e qualcosa in meno, tu. ...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
AMI ANCORA ELISA

 
      Lato B: 4
NEANCHE UN MINUTO DI "NON AMORE"

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
Adesso son tranquillo
come un’anatra sul lago
adesso sono pago,
infine nel limbo
della mia sofferta e nuova maturità
Ami ancora Elisa.
Ami ancora Elisa.
La rabbia se n’è andata,
portando via con sé,
i drammi della vita
Adesso, adesso io trovo interessante
perfino un ignorante.
Ami ancora Elisa Ami ancora Elisa
Ami ancora Elisa
Distante, io sono distante,
da tutti quei capricci un po’ infantili
inutili monili oramai.
Da quelle eccitazioni,
dalle facili emozioni
pungenti come rovi fra noi
parlar di comprensione,
evoluzione elevazione,
mentre pensi ai tacchi alti che hai…
Giuro no! Giuro no!
Giuro no! Giuro no!
Giuro no! Giuro no!
Giuro no! Giuro no!
Finalmente ancora coerente.
Ami ancora Elisa
Ami ancora Elisa
Ami ancora Elisa
Ami ancora Elisa
Ami ancora Elisa.
Pagar con frustrazione
soffocando la ragione
un abbraccio sensuale.
Attende la chiusura di una porta
per averti interamente, non val la pena
no non vale
io son tornato io
io son tornato io
mi preferisco io così distante,
così distante io son distante…
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: In studio
 
Testo:
Salgo in auto e parto e guido verso te
Al telefono mi hai detto "Si, d'accordo alle tre!"
Dal timbro della voce non sembravi tu
Quel tono che mi piace no, non c'era più!
Ma cosa è accaduto?
Quando è accaduto?
No non è possibile
Improvvisamente no.
Il traffico che corre
La gente nei caffè
La mente mia che scorre
E indaga su di te
Le ultime espressioni
Le pause fra di noi
Le minime emozioni
I gesti, gli occhi tuoi
Neanche un minuto
Di "non amore"
Questo è il risultato dei pensieri miei!
Eppure qualcosa c'è
Impercettibile per me
Ma per te così importante
Lo sento è presente
Che grida e intanto grida
Un clackson dietro me
Sto odiando questa strada
Che mi separa da te
Neanche un minuto
Di "non amore"
Ripeto questa frase ossessionato
Mentre vedo te.
"Ciao come stai
Dimmi cos'hai
Parcheggio dopo.
Dimmi che cos'hai!"
Così hai perso il posto
Hai pianto e che altro c'è
Nient'altro questo è tutto
Volevi star con me
Neanche un minuto
Di "non amore"
Scusami se rido
Non pensavo a te.
 
Fonte: QUI
 

 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun Ott 15, 2018 11:13 am, modificato 1 volta
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LUCIO BATTISTI: 1977 - IMAGES (L.P. 33 Giri + MC - Stere8)

Messaggio  mauro piffero il Sab Mar 31, 2018 7:01 pm

1. TITOLO:
 
1977 - IMAGES
 
# Etichetta: RCA Victor # Catalogo: PL 11839 # Data pubblicazione: Anno 1977 # Matrici: GKAY 31660/GKAY 31661 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Antologia per il mercato americano di alcune canzoni di Battisti tradotte in inglese / Fotografie di Al Vandenberg / Grafica di Glen Christensen / Busta interna con i testi delle canzoni / Registrato negli studi RCA di Hollywood (California, USA) da Pete Romano, Richie Schmitt, Pete Abbott - Mixato da Pete Romano / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Images è il 12º album discografico di Lucio Battisti, pubblicato negli Stati Uniti nell'agosto 1977 e in Italia a settembre dall'etichetta discografica RCA Victor.

Il disco
Venne inciso espressamente per il mercato statunitense. Non conteneva brani inediti ma cinque versioni in lingua inglese di canzoni tratte da Io tu noi tutti (Amarsi un po', Ho un anno di più, Sì, viaggiare, Neanche un minuto di "non amore" e Soli) e le riprese, sempre in inglese, di due "classici" (Il mio canto libero e La canzone del sole).

Successo
Il gradimento dell'album fu molto basso. Secondo i critici di allora si trattava di un lavoro troppo "all'italiana" (sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista dell'accento di Battisti) che sicuramente non coincideva con i gusti del mercato statunitense.

Images fu il 59º album più venduto in Italia nel 1977, raggiungendo come picco nella classifica settimanale l'undicesimo posto.

Fu ritirato dal mercato italiano poco dopo la sua uscita, e a causa della sua rarità guadagnò un alto valore collezionistico fino alla sua ripubblicazione nel 1998.

Tutti i brani sono di Mogol, Peter Powell - Battisti.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: IMAGES (LP, oltre a MC e Stereo8)
 
   
 
   
 
   
 
   
 
 
Edizione "Non commerciabile"
 
   
 
 
 
Versione musicassetta
 
   
 
   
 
 
 
Versione stereo 8
 
   
 
 
 
4. TRACK LIST di: IMAGES
 
Lato A Lato B

  • A01 TO FEEL IN LOVE (Amarsi un pò)
  • A02 A SONG TO FEEL ALIVE (Il mio canto libero)
  • A03 THE ONLY THING I'VE LOST (Ho un anno di più)
  • A04 KEEP ON CRUISING (Sì, viaggiare)


  • B01 THE SUN SONG (La canzone del sole)
  • B02 THERE'S NEVER BEEN A MOMENT (Neanche un minuto di "non amore")
  • B03 Onli (Soli)
 


 
 
Lato A: 1
TO FEEL IN LOVE (Amarsi un pò)

 
      Lato B: 1
THE SUN SONG (La canzone del sole)

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol, Powell
Orchestra: Mike Melvoin
 
Note: "TO FEEL IN LOVE(Amarsi un pò)" è cantata in inglese... viene inserita esclusivamente per "doverosa" documentazione!
 
Testo:
To feel in love
is life and living
you meet someone
and you start breathing
a quietly stolen glance
could be another chance
don't listen if you fear
and go now that she's near.

To feel in love
is growing younger
you're not alone
no pain, no hunger
don't hide what worries you
be what you are and do
and for the time, you may
keep loneliness away.

But now, but now
to really love someone
to give, to take, to share
it's as hard you know
as flying in troubled air
up, down, and blown around
the tears and pain that passed
that's how it had to be
to feel as one at last.

Really one at least
one soul, I mean
to live and hold each day
so very near
but yet so far away.

But now, but now
to really love someone
to give, to take, to share
it's as hard you know
as flying in troubled air.

To feel as one at last
really one at least
one soul, I mean
to live and hold each day
so very near
but yet so far away.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol, Powell
Orchestra: Mike Melvoin
 
Note: "THE SUN SONG (La canzone del sole)" è cantata in inglese... viene inserita esclusivamente per "doverosa" documentazione!
 
Testo:
Blonde braids, blue eyes, and then
your red socks
And the
innocence on your cheeks –
two oranges redder still
And
the dark cellar where we breathed softly
And your running, the
echo of your “no’s” – oh, no
you’re scaring me
Where
you have you been, what on earth have you done? * Where have you
been, what have you never done?
“A woman” – woman, tell
me
What does it mean: “I’m a woman now” ?
How many
arms have held you – you know [the answer]
to become what you
are?
What does it matter – in any case, you won’t tell me.
*it matters a lot but you won’t tell me
Unfortunately.
But
do you remember the green water and us,
The rocks and the white
sea floor?
What color are your eyes?
If you ask me, I won’t
answer.
Oh, black sea, oh black sea, oh black sea…
You
were clear and transparent as me. *Just a question, why is it
“chiaro” here instead of “chiara”
Oh, black
sea, oh black sea, oh black sea…
You were clear and
transparent as me.
The bicycles abandoned on the grass and
then
We two stretched out in the shade.
A flower in the
mouth can be useful, you know
Everything seems more
cheerful.
And suddenly that silence between us
And that
strange look of yours.
The flower falls from your mouth and
then…
Oh, no, please – stop your hand.
Where have you
been, what on earth have you done?
“A woman” – woman? –
woman, tell me
What does it mean: “I’m a woman now” ?
I
don’t know that secure smile that you have
I don’t know who
you are, I don’t know who you are anymore
You scare me now –
unfortunately.
Do you remember the big waves and us
The
splashes and your laughs
What remains at the bottom of your
eyes?
Has the flame gone out or does it still burn?
Oh,
black sea, oh black sea, oh black sea…
You were clear and
transparent as me.
Oh, black sea, oh black sea, oh black
sea…
You were clear and transparent as me.
The sun when it
rises, rises slowly and then
The light spreads all around
us
The shadows of phantoms in the night
Are trees and bushes
still in flower *ancora in fiore…does this mean still in bloom,
or something else?
They’re the eyes of a woman, still full of
love.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 2
A SONG TO FEEL ALIVE (Il mio canto libero)

 
      Lato B: 2
THERE'S NEVER BEEN A MOMENT (Nenache un minuto di "non amore")

 
     

Autori: Carlo Donida, Mogol, Powell
Orchestra: Mike Melvoin
 
Note: "A SONG TO FEEL ALIVE (Il mio canto libero)" è cantata in inglese... viene inserita esclusivamente per "doverosa" documentazione!
 
Testo:
In a world like this
Nothing more to do
I've got a song to feel alive
It's you
I see eternity

Shining in the skies
Far beyond the universe
Of your eyes

A feeling with no fears
Is born among the tears
And flying high above it all
It goes
Soaring over all the accusations
Over prejudice and affectations
Our need for love will grow and stay
Showing us the way

In a world like this
One day we'll find a home
Everyone's confined
Where wild roses have been sown
A song to feel alive and free
Blooms that fall
Is you and me
They'll seem to call
The image of the truth
The woods are all abandoned
Is naked there to see
Overgrown by neglect and misery
It speaks of a reality
But we will see
That will be
Their mystery
All the new sensations
Are young and true emotions
They express their clarity
For us
The phantom shapes of a forgotten past
Will fall away and we will see at last
Our need for love will grow and stay
Showing us the way
And I'll discover you
I'll discover you

Oh sweet companion
Who doesn't know where to go or what to do
Or by whose side you'll be
Look and you'll see

One day we'll find a home
Where wild roses have been sown
Blooms that fall
They'll seem to call

The woods are all abandoned
Overgrown by neglect and misery
But we will see
Their mystery

In a world like this
Nothing more to do
I've got a song to feel alive
It's you
I see eternity
Shining in the skies
Far beyond the universe
Of your eyes

All the new sensation
Are young and true emotions
They express their clarity
For us
The phantom shapes of a forgotten past
Will fall away and we will see at last
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, P. Hunter, Mogol, Powell
Orchestra: Mike Melvoin
 
Note: "THERE'S NEVER BEEN A MOMENT (Nenache un minuto di "non amore")" è cantata in inglese... viene inserita esclusivamente per "doverosa" documentazione!
 
Testo:
Wheels on hissing asphalt

Driving down your way
On the telephone you told me
Half-past two would be okay
Something in the way you talked
The way you made me feel
I can’t explain just what it is
You sounded so unreal
What is it that has happened?
Is there something on your mind?
No it just can’t be this way
I couldn’t be so blind
The traffic’s moving slowly
My mind is moving fast
Recalling conversations
Reflecting on the past
The words we said together
The pauses in between
You said “I think we need to talk”
I wonder what it means
There’s never been a moment
When we didn’t care
I’ll simply say I love you
When I see you there
And yet I know there’s something else
Very hard for me to see
But it seems it’s overtaken you
Does it have to do with me?
The crowds of faceless people
Moving everywhere
The lights are all against me
I wonder when I’ll get there?
There’s never been a moment
When we didn’t care
I’ll keep repeating thoughts of you
To bring you clearly into view
I see your eyes
And something inside me cries
What can be wrong?
There’s never been a moment
When we didn’t care
I’ll simply say I love you
When I see you there
And yet I know there’s something else
Very hard for me to see
But it seems it’s overtaken you
Does it have to do with me?
The crowds of faceless people
Moving everywhere
The lights are all against me
I wonder when I’ll get there?
There’s never been a moment
When we didn’t care
I’ll keep repeating thoughts of you
To bring you clearly into view
There’s never been a moment
When we didn’t care
I’ll simply say I love you
When I see you there
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
THE ONLY THING I'VE LOST (Ho un anno di più)

 
      Lato B: 3
ONLY (Soli)

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol, Powell
Orchestra: Mike Melvoin
 
Note: "THE ONLY THING I'VE LOST (Ho un anno di più)" è cantata in inglese... viene inserita esclusivamente per "doverosa" documentazione!
 
Testo:
Can you tell me what has changed
Since our lives were rearranged?
i don't think so
Can you tell me what we gained
Since we parted what remained?
I don't think so
I'm older it's true
And the only thing I've lost is you
I'm older it's true
And the only thing I've lost is you

I played football on Sunday
And was sore all day monday
But I'm still playing
As a child I tried to be
So many things you see
I'm still trying
I'm older it's true
And the only thing I've lost is you
I'm older it's true
And the only thing I've lost is you

I said we would love forever
I guess I wasn't very clever
I wasn't thinking
It was a time in our lives
It's gone and we survived

I'm older it's true
And the only thing I've lost is you
I'm older it's true
And the only thing I've lost is you

Can you tell me what has changed
Since our lives were rearranged?
I don't think so
Can you tell me what we gained
Since we parted what remained?
I don't think so
I'm older it's true
I'm older it's true
I'm older it's true
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol, Powell
Orchestra: Mike Melvoin
 
Note: "ONLY (Soli)" è cantata in inglese... viene inserita esclusivamente per "doverosa" documentazione!
 
Testo:
Only
Soli
Only for a moment
Per un'attimo
Falling
Caduti
In some other dream
dentro altre immagini
Someone else beside me
Altra gente in me
Not you
Non tu
Though we're not together now
Ma non è importante
I know I'll be
Perchè io so già
More in love with you
Che poi ti amerò di più
Like an airplane
Come aeroplani
Circling in the mist
Nella nebbia
Solitary spirals in the air
Disperatamente cerchiamo
Seeking runways that we've missed
Un campo d'atterraggio
Nothing more to fear
In noi non temere non c'èfretta sai
We're there
Vedrai
Just below the clouds
Naturalmente poi
The love we have is ours to share
Ti abbraccirò mi abbraccierai
Something in the spring
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
KEEP ON CRUISING (Sì, viaggiare)

 

Autori: Lucio Battisti, Mogol, Powell
Orchestra: Mike Melvoin
 
Note: "KEEP ON CRUISING (Sì, viaggiare)" è cantata in inglese... viene inserita esclusivamente per "doverosa" documentazione!
Testo:
I've got a friend who's a genius
he'll know exactly what to do
He can make it all like new
given half a chance he'll do
Amazing things
It's all described in manuals
the logic very sound
he'll adjust what's wrong with you
And make your motor pound
and again you can get moving
though not exactly flying
at least cruisingKeep on cruising
keep it light, keep it tight,
not confusing
And don't listen to fears
or be blinded by tears.Very softly, very softly, so soothing
Now just keep right on cruising
First with caution, then accelleration
with pulsing beat, a good vibration
pushing forward, keep it sweetly movingNow you know you are cruising
and at night your light's illuminating
watch the signals and you'll know
positively where you're going
You can do it, it's so easy
you can do it, let it go.I've got a friend who's a genius
he'll know exactly what to do
He can make it all like new
giving you the right solution
Substitution
Everything will come together
and you know it's going to fit
you'òò be a better judge of people
those who stand from those who sit
and again you can get moving
though not exactly flying
at least cruisingKeep on cruising
keep it light, keep it tight,
not confusing
And don't listen to fears
or be blinded by tears.Very softly, very softly, so soothing
Now just keep right on cruising
First with caution, then accelleration
with pulsing beat, a good vibration
pushing forward, keep it sweetly movingNow you know you are cruising
and at night your light's illuminating
watch the signals and you'll know
positively where you're going
You can do it, it's so easy
you can do it, let it go.Now you know you are cruising
cruising.
 
Fonte: QUI
 

 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun Ott 15, 2018 11:17 am, modificato 5 volte
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LUCIO BATTISTI: 1978 - UNA DONNA PER AMICO/NESSUN DOLORE (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Sab Mar 31, 2018 8:39 pm

1. TITOLO:
 
1978 - UNA DONNA PER AMICO/NESSUN DOLORE
 
# Etichetta: NUMERO UNO # Catalogo: ZBN 7110 # Dicembre 1978 # Matrici: HKAS 34407/HKAS 34408 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.)# Facciate: 2
 
Note: Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Una donna per amico/Nessun dolore è il 20º singolo di Lucio Battisti, pubblicato nell'ottobre del 1978 dall'etichetta discografica Numero Uno.

Successo
Una donna per amico/Nessun dolore fu il secondo singolo più venduto in Italia nel 1978, dietro a Stayin' Alive dei Bee Gees.

Debuttò nella top-10 della classifica settimanale il 14 ottobre 1978 in terza posizione, e il 21 ottobre era già al primo posto; ci rimase fino a quando, il 13 gennaio 1979, fu scalzato da Meteor Man di Dee D. Jackson, e l'ultima settimana in cui comparve nella top-10 fu quella del 10 febbraio. In totale, il singolo rimase nella top-10 per 18 settimane, di cui 12 al primo posto.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
   
 
 
Edizione Speciale, non commerciabile
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
UNA DONNA PER AMICO

 
      Lato B:
NESSUN DOLORE

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
Puo' darsi che io non sappia cosa dico
scegliendo te, una donna, per amico
ma il mio mestiere è vivere la vita
che sia di tutti i giorni o sconosciuta
Ti amo forte e debole compagna
che qualche volte impara e a volte insegna!
L'eccitazione è il sintomo d'amore
al quale non sappiamo rinunciare
Le conseguenze spesso fan soffrire,
a turno ci dobbiamo consolare
e tu, amica cara, mi consoli
perché ci ritroviamo sempre soli
Ti sei innamorata di chi?
Troppo docile, non fa per te!
Lo so, divento antipatico
ma è sempre meglio che ipocrita...
D'accordo fa' come vuoi
i miei consigli mai
Mi arrendo, fa' come vuoi
ci ritroviamo
come al solito poi
Ma che disastro, io mi maledico!
Ho scelto te, una donna, per amico
ma il mio mestiere è vivere la vita
che sia di tutti i giorni o sconosciuta
Ti odio forte e debole compagna
che qualche volte impara e troppo insegna!

Non c'e' una gomma ancor che non si buca
il mastice sei tu, mia vecchia amica
la pezza sono io, ma che vergogna!
Che importa, tocca a te, avanti sogna
Ti amo forte e debole compagna
che qualche volte impara e a volte insegna!

Mi sono innamorato, si', un po'
rincoglionito, non dico no
Per te son tutte un po' squallide,
la gelosia non è lecita
Quello che voglio lo sai,
non mi fermerai...
Che menagramo che sei!
Eventualmente, poi,
sempre liberi noi
Ma che disastro, io mi maledico!
Ho scelto te, una donna, per amico
ma il mio mestiere è vivere la vita
che sia di tutti i giorni o sconosciuta
Ti amo forte e debole compagna
che qualche volte impara e a volte insegna!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
Tu mi sembri un po' stupita
perché rimango qui indifferente
come se tu non avessi parlato
quasi come se tu non avessi detto niente
ti sei innamorata cosa c'è cosa c'è che non va
io dovrei perciò soffrire d'adesso
per ragioni ovvie d'orgoglio e di sesso
e invece niente no non sento niente no
nessun dolore
non c'è tensione non c'è emozione
nessun dolore
Quand'eri indecisa combattuta
tra l'abbracciare me o la vita
ti ricordi i miei silenzi pesanti
che tu credevi gelosia per inesistenti amanti
allora già intuivo che c'era qualcosa che mi sfuggiva
quella fragile eterea coerenza
di bambina senza troppa pazienza
non sento niente no adesso niente no
nessun dolore
non c'è tensione non c'è emozione
nessun dolore
non sento niente no adesso niente no
nessun dolore
non c'è tensione non c'è emozione
nessun dolore
Il vetro non è rotto dal sasso
ma dal braccio esperto di un ingenuo gradasso
l'applauso per sentirsi importante
senza domandarsi per quale gente
tutte le occhiate maliziose che davi era semi sparsi al vento
qualcosa che perdevi
e m'inaridivi e m'inaridivi e m'inaridivi
non sento niente no adesso niente no
nessun dolore
non c'è tensione non c'è emozione
nessun dolore
non sento niente no adesso niente no
nessun dolore
non c'è tensione non c'è emozione
nessun dolore
 
Fonte: QUI
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun Ott 15, 2018 11:18 am, modificato 2 volte
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LUCIO BATTISTI: 1978 - UNA DONNA PER AMICO (L.P. 33 Giri - MC - Stereo8)

Messaggio  mauro piffero il Dom Apr 01, 2018 11:45 pm

1. TITOLO:
 
1978 - UNA DONNA PER AMICO
 
# Etichetta: NUMERO UNO # Catalogo: ZPLN 34036 # Data pubblicazione: Anno 1978 # Matrici: HKAY 34343/HKAY 34344 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Copertina apribile e busta interna con i testi delle canzoni / Registrato agli Studi The Manor, Oxfordshire e Audio International, Londra, da Greg Walsh / Fotografie di Brian Ward / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Una donna per amico è il 13º album discografico di Lucio Battisti, pubblicato nell'ottobre 1978 dall'etichetta discografica Numero Uno con copertina apribile. Da esso venne estratto il singolo Una donna per amico/Nessun dolore.

Il disco
All'interno dell'LP, dove sono riportati i testi delle canzoni, il testo del brano Perché no contiene due strofe che non sono state effettivamente cantate. Si suppone che siano state escluse all'ultimo momento perché troppo diverse dal resto del testo.

La canzone trainante è Una donna per amico, ma furono numerosi i pezzi che determinarono il successo dell'album, fra cui Prendila così (oggetto di cover da parte di Anna Oxa e Paolo Vallesi), Nessun dolore (di cui Giorgia propose un'altra cover di successo nel 1994), Aver paura d'innamorarsi troppo e Perché no.

La canzone Una donna per amico venne tradotta anche in spagnolo (Una muchacha por amigo) e inglese (A woman as a friend).

Una donna per amico fu il quarto album più venduto in Italia nel 1978, raggiungendo come picco nella classifica settimanale il primo posto[6] e rimanendoci per quattordici settimane consecutive. È uno dei più grandi successi di vendite che Battisti abbia mai riscosso, con un numero di copie vendute che, a seconda delle fonti, varia tra 600 000 e 1 000 000.

L'album è presente alla posizione numero 3 nella classifica dei 100 dischi italiani più belli secondo Rolling Stone Italia
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: UNA DONNA PER AMICO (LP oltre a MC e Stereo8)
 
   
 

 
   
 
 
Edizione "Campione non commerciabile"
 
   
 

 
 
Versione musicassetta
 
   
 
   
 

 
 
Versione stereo 8
 
   
 

 
 
4. TRACK LIST di: UNA DONNA PER AMICO
 
Lato A Lato B

  • A01 PRENDILA COSI'
  • A02 DONNA SELVAGGIA DONNA
  • A03 AVER PAURA D'INNAMORARSI TROPPO
  • A04 PERCHE' NO


 


 
 
Lato A: 2
PRENDILA COSI'

 
      Lato B: 2
DONNA SELVAGGIA DONNA

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
Prendila così non possiamo farne un dramma
conoscevi già hai detto i problemi miei di donna
certo che lo so certo che lo so
non ti preoccupare tanto avrò da lavorare
forse è tardi e rincasare vuoi.
No che non vorrei io sto bene in questo posto
no che non vorrei questa sera è ancora presto
Ma che sciocca sei ma che sciocca sei
a parlar di rughe a parlar di vecchie streghe
meno bella certo non sarai
E siccome è facile incontrarsi anche in una grande città
e tu sai che io potrei purtroppo non esser più solo
cerca di evitale tutti i posti che frequento e che conosci anche tu
nasce l'esigenza di sfuggirsi per non ferirsi di più
Lasciami giù qui è la solita prudenza
loro senza me mi hai detto è un problema di coscienza
certo che lo so certo che lo so
non ti preoccupare tanto avrò da lavorare
ora è tardi e rincasare vuoi
No che non vorrei io sto bene in questo posto
no che non vorrei dopo corro e faccio presto...
...meno bella certo non sarai.
E siccome è facile incontrarsi anche in una grande città
e tu sai che io potrei purtroppo anzi spero non esser più solo
cerca di evitale tutti i posti che frequento e che conosci anche tu
nasce l'esigenza di sfuggirsi per non ferirsi di più.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
Entusiasma anche me
l'entusiasmo che dentro hai.
Ma così non si può: troppo amore oppure l'odio no.
Infantile finché vuoi
ma gentile qualche volta in più se puoi.
Piace molto anche a me ascoltare la musica
ma se interrompo per te io divento insensibile
È possibile che sia
tutto orribile o bellissimo bambina mia?
Donna selvaggia donna mi piace quasi tutto quello che fai.
Donna selvaggia donna un controsenso affascinante sei
Molto se vuoi tutto non puoi.
Donna selvaggia donna di solo sesso non si vive mai.
Senza trucchi tu sei
molto bella e più giovane.
Non discuto però le tue scelte più libere
ma se non indosserò
gli stivali da cowboy disprezzarmi tu non puoi.
Donna selvaggia donna mi piace quasi tutto quello che fai.
Donna selvaggia donna un controsenso affascinante sei
Molto se vuoi tutto non puoi.
Donna selvaggia donna di solo sesso non si vive mai.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
AVER PAURA D'INNAMORARSI TROPPO

 
      Lato B: 3
MALEDETTO GATTO

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
Aver Paura D'Innamorarsi Troppo
non disarmarsi per non sciupare tutto
non dire niente per non tradir la mente
è un leggero dolore che però io non so più sopportare.
Non farsi vivo e non telefonare
parlar di tutto per non parlar d'amore
cercar di farsi un po' desiderare è proprio un vero dolore
Abbandonarsi senza più timori senza fede nei falliti amori
e non studiarsi ubriacarsi di fiducia
per uscirne finalmente fuori
Aver paura di confessare tutto
per il pudore d'innamorarsi troppo
finger che anch'io le altre donne vedo
è un leggero dolor temere di mostrarsi interamente nudo
e soffocare la sana gelosia
e controllarsi non dirti che sei mia
voler restare e invece andare via è proprio un vero dolore
Abbandonarsi senza più timori senza fede nei falliti amori
e non studiarsi ubriacarsi di fiducia
per uscirne finalmente fuori
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, P. Hunter, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
Elegante, contenuto, un po' ironico, garbato.
Misterioso, interessato, imbroglione, subdolo, matto
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
Indifeso ma per gioco. Dolce caro sempre amico.
Un poeta ma per poco, giusto per un platonico ricatto:
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
Giovane mio amore, quanto ingenua non lo so,
ti vorrei avvisare, ma far questo non si può.
Paternalista a questo punto, non divento no! Potresti ridere!
Tu disturbi? Vuoi scherzare?
È un grandissimo piacere. Puoi unirti a noi a mangiare.
Un intruso, ma chi l'ha mai detto.
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
Abbiam tempo per star soli: solo un whisky forza sali!
Ma tutt'altro ci consoli. Bravo è vero andarsene è brutto.
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
Giovane mio amore, quanto ingenua non lo so,
ti vorrei avvisare, ma far questo non si può.
Paternalista a questo punto, non divento no! Potresti ridere!
Quindi maledetto gatto, tu continua a far le fusa,
se percaso lei è confusa, riuscirai a mangiarmi nel piatto!
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
 
Fonte: [url=Elegante, contenuto, un po' ironico, garbato.
Misterioso, interessato, imbroglione, subdolo, matto
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
Indifeso ma per gioco. Dolce caro sempre amico.
Un poeta ma per poco, giusto per un platonico ricatto:
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
Giovane mio amore, quanto ingenua non lo so,
ti vorrei avvisare, ma far questo non si può.
Paternalista a questo punto, non divento no! Potresti ridere!
Tu disturbi? Vuoi scherzare?
È un grandissimo piacere. Puoi unirti a noi a mangiare.
Un intruso, ma chi l'ha mai detto.
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
Abbiam tempo per star soli: solo un whisky forza sali!
Ma tutt'altro ci consoli. Bravo è vero andarsene è brutto.
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!
Giovane mio amore, quanto ingenua non lo so,
ti vorrei avvisare, ma far questo non si può.
Paternalista a questo punto, non divento no! Potresti ridere!
Quindi maledetto gatto, tu continua a far le fusa,
se percaso lei è confusa, riuscirai a mangiarmi nel piatto!
Maledetto di un gatto, maledetto di un gatto!]QUI[/url]

 
 
Lato A: 4
PERCHE' NO

 
      Lato B: 4
AL CINEMA

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
In un grande magazzino una volta al mese
Spingere un carrello pieno sotto braccio a te
e parlar di surgelati rincarati
far la coda mentre sento che ti appoggi a me
Prepararsi alla partenza con gli sci e scarponi
Esser svegliati presto prima delle sei
E fermarsi in trattoria per un panino
e restar due giorni a letto e non andar più via
Perché no? Perché no? Perché no? Perché no? Scusi lei mi ama o no? Non lo so però ci
sto!
Comperar la terra ed un grande vaso
coltivare un orto sul balcone insieme a te
Chi rubò la mia insalata? Chi l'ha mangiata?
E rincorrerti sapendo quel che vuoi da me
Chiedere gli opuscoli turistici della mia città
e con te passare il giorno a visitar musei
Monumenti e chiese parlando inglese
e tornare a casa a piedi dandoti del lei.
Perché no? Perché no? Perché no? Perché no? Scusi lei mi ama o no? Non lo so però ci
sto!
Perché no? Perché no? Perché no? Perché no? Scusi lei mi ama o no?
Ah ah aha Non lo so però ci sto però ci sto!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
Non parliamo più a parlar non serve un granché
mangiale anche tu le castagne arrosto con me.
Hai ragione sai io non sarò mai come vuoi,
guarda c'è un bel film se facciamo in tempo ci andrei.
Dustin Hoffman, Al Pacino, la Dunaway, entriamo c'è anche lei,
c'è posto siedi, io resto in piedi!
Guarda lei, è proprio come ti vorrei,
guarda lei, lo ama e non si lamenta mai,
in fondo lui assomiglia a me.
Perché non mi capisci dimmelo perché.
Guarda lei. Guarda là.
Cosa c'entra se lui la sta portando in Rolls Royce,
sta tranquilla che verrebbe anche sulla mini con me.
Non vedi che per amore lei sta diventando assassina?
La donna la vera donna è quella che resta vicina
E invece tu, e invece tu, e invece tu, beh non ne parliamo più!
Vuoi il gelato! È aumentato!
Guarda lei, è proprio come ti vorrei,
guarda lei, lo ama e non si lamenta mai,
in fondo lui assomiglia a me.
Perché non mi capisci dimmelo perché.
Guarda lei. Guarda là.
Che cosa dici se questa sera pranziamo fuori?
Potremmo andare poi per cambiare anche a ballare.
 
Fonte: QUI
 

 


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LUCIO BATTISTI: 1980 - UNA GIORNATA UGGIOSA/CON IL NASTRO ROSA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Lun Apr 02, 2018 9:17 pm

1. TITOLO:
 
1980 - UNA GIORNATA UGGIOSA/CON IL NASTRO ROSA
 
# Etichetta: NUMERO UNO # Catalogo: ZN 7178 # 4 Febbraio 1980 # Matrici: JKAS 35358/JKAS 35359 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.)# Facciate: 2
 
Note: Fotografia di Ilvio Gallo / Etichetta Numero Uno atipica, grigia con scritte in nero e logo "Numero Uno" in bianco / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Una giornata uggiosa/Con il nastro rosa è il 21º singolo di Lucio Battisti, pubblicato nel febbraio del 1980[1] per la casa discografica Numero Uno.

Il disco
Rispetto alla versione inclusa dall'omonimo LP (Una giornata uggiosa) entrambe le canzoni sono in versione breve, ossia accorciate appositamente per entrare nel 45 giri.

Successo
Il singolo fu il 17º più venduto del 1980 in Italia[
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Edizione Speciale, non commerciabile
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
UNA GIORNATA UGGIOSA

 
      Lato B:
CON IL NASTRO ROSA

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
Sogno un cimitero di campagna e io là
All'ombra di un ciliegio in fiore senza età
Per riposare un poco 2 o 300 anni
Giusto per capir di più e placar gli affanni

Sogno al mio risveglio di trovarti accanto
Intatta con le stesse mutandine rosa
Non più bandiera di un vivissimo tormento
Ma solo l'ornamento di una bella sposa

Ma che colore ha una giornata uggiosa
Ma che sapore ha una vita mal spesa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
Ma che sapore ha una vita mal spesa

Sogno di abbracciare un amico vero
Che non voglia vendicarsi su di me di un suo momento amaro
E gente giusta che rifiuti d'esser preda
Di facili entusiasmi e ideologie alla moda

Ma che colore ha una giornata uggiosa
Ma che sapore ha una vita mal spesa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
Ma che sapore ha una vita mal spesa

Ma che colore ha
Ma che colore ha
Ma che colore ha...

Sogno il mio paese infine dignitoso (ma che colore ha)
E un fiume con I pesci vivi a un'ora dalla casa (ma che colore ha)
Di non sognare la Nuovissima Zelanda (ma che colore ha)
Per fuggire via da te Brianza velenosa (ma che colore ha)

Ma che colore ha una giornata uggiosa
Ma che sapore ha una vita mal spesa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
Ma che sapore ha una vita mal spesa
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
Inseguendo una libellula in un prato
Un giorno che avevo rotto col passato
Quando già credevo di esserci riuscito
Son caduto
Una frase sciocca, un volgare doppio senso
Mi hanno allarmato, non è come io la penso
Ma il sentimento era già un po' troppo denso
E son restato

Chissà, chissà chi sei
Chissà che sarai
Chissà che sarà di noi
Lo scopriremo solo vivendo
Comunque adesso ho un po' paura
Ora che quest'avventura

Sta diventando una storia vera
Spero tanto tu sia sincera

Il magazzino che contiene tante casse
Alcune nere, alcune gialle, alcune rosse
Dovendo scegliere e studiare le mie mosse
Sono all' impasse

Mi sto accorgendo che son giunto dentro casa
Con la mia cassa ancora con il nastro rosa
E non vorrei aver sbagliato la mia spesa o la
mia sposa

Chissà, chissà chi sei
Chissà che sarai
Chissà che sarà di noi
Lo scopriremo solo vivendo
Comunque adesso ho un po' paura
Ora che quest'avventura
Sta diventando una storia vera
Spero tanto tu sia sincera
 
Fonte: QUI
 
 


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LUCIO BATTISTI: 1980 - UNA GIORNATA UGGIOSA (L.P. 33 Giri)

Messaggio  mauro piffero il Lun Apr 02, 2018 10:29 pm

1. TITOLO:
 
1980 - UNA GIORNATA UGGIOSA
 
# Etichetta: NUMERO UNO # Catalogo: ZPLN 34084 # Data pubblicazione: Febbraio 1980 # Matrici: JKAY 35356/JKAY 35357 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Busta interna con i testi delle canzoni / Fotografia di Ilvo Gallo - Copertina di Mario Convertino / Registrato allo studio The Town House di Londra da Greg Walsh, Alan Douglas, Richard Manwaring - Assistenti tecnici del suono: Marlis Dunklau, George Chambers, Nick Thomas, Steve Mat - Registrazioni supplementari di Steve Prestage e Geoff Westley agli studi The Town House e The Manor e di Richard Goldblatt al C.T.S. / Etichetta Numero Uno atipica con sfondo grigio e biglia che rimbalza / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Una giornata uggiosa è il 14º album discografico di Lucio Battisti, pubblicato nel febbraio del 1980 dall'etichetta discografica Numero Uno. Da esso venne estratto il singolo Una giornata uggiosa/Con il nastro rosa.

Il disco
Registrato a Dartford, Londra (per la somiglianza che secondo Battisti essa aveva con l'affezionata Ostia) come il precedente Una donna per amico con Geoff Westley nelle vesti di produttore, rimase al primo posto in classifica per nove settimane consecutive. Fu l'ultimo album di Battisti con testi firmati da Mogol.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: UNA GIORNATA UGGIOSA LP, oltre a MC e Stereo8)
 
   
 
   
 
 
 
Versione musicassetta
 
   
 
   
 
   
 
   
 
 
 
4. TRACK LIST di: UNA GIORNATA UGGIOSA
 
Lato A Lato B

  • A01 IL MONOLOCALE
  • A02 ARRIVEDERCI A QUESTA SERA
  • A03 GELOSA CARA
  • A04 ORGOGLIO E DIGNITA'
  • A05 UNA VITA VIVA


 


 
 
Lato A: 1
IL MONOLOCALE

 
      Lato B: 1
AMORE MIO DI PROVINCIA

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
Io tutti i giorni compero il giornale non solo per il cinema e lo sport
ma anche per cercar monolocale sia pure senza tutti i comfort
perché voglio portarti in una casa e dentro a un letto vero insieme a me…
Mi vien da piangere: vendesi e tot milioni per anticipo
soltanto vendesi, vendesi mi sembra quasi impossibile
Io non ti ho detto ancora che mio zio l'appartamento non lo presta più
lui ha vergogna della portinaia non posso fargli certo un occhio blu
mi spiace tanto amore senza casa, mi spiace soprattutto sai per te…
maledettissimo zio taccagno ingrato ed ipocrita
son tutti vendesi, vendesi, nemmeno un buco per affittasi
Tu sei gentile ma per me è un'offesa approfittare ancor di casa tua
dover mandar tua madre a far la spesa per abbracciarti un po' e sentirti mia.
Vorrei abbracciarti sempre amore caro restare a lungo solo insieme a te…
Mi vien da piangere: vendesi mi sembra quasi impossibile
purtroppo vendesi, vendesi un sogno infondo tanto semplice
Un mazzo di fiori le tende i colori un bianco divano io seduto con te
Il sole al mattino a letto vicino e dopo l'amore beviamo un caffè.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:

Proprio a me un frutto di campagna per amore, per compagna.
Una donna bella e ombrosa, proprio a me.
Non è questo il tempo di una rosa nell'occhiello.
Tu farai un frullato con il mio cervello.
Però alla vita non dico di no
Io l'ho il coraggio lo trovo, ce l'ho,
perciò quindi avanti con poca prudenza
Mio amore, mia allegra coscienza
Baci, tanti baci, caldi vivi.
Baci privi spesso di pudore.
Sei un diluvio, un motore a scoppio d'amore.
Bella, forte e sana, spaventata solo dagli aeroporti
e dai pensieri un poco aperti.
con te mi diverto, mi piace con te.
Con te arrabbiarmi, giocare con te.
Perché grande amore mio nato in provincia
è con te che io spezzo la lancia.
Quindi avanti in tandem, tu davanti, io di dietro, per colline
per cascine, litigando.
Avanti così.
No, non salutare tutti quanti, non sta bene, non è bello.
Io non sono il tuo ombrello.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 2
ARRIVEDERCI A QUESTA SERA

 
      Lato B: 2
QUESTO AMORE

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
Arrivederci a questa sera,
almeno spero di rivederti,
quello che hai detto l'ho gi? scordato,
mi piacerebbe che anche tu
Arrivederci a questa sera,
mi spiace tanto per ieri sera,
forse son stato esagerato,
non farci caso, se ancora puoi!
Che dispiacere sentirsi soli,
voler parlare e rinunciare,
avvicinarsi, per abbracciarsi e poi fermarsi: restare l?!
Arrivederci a questa sera,
verso le cinque passo da scuola,
esce il bambino, son l? vicino,
se vuoi venire, decidi tu!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, P. Hunter, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
Troppe volte non va, entusiasmi diversi.
Ma purtroppo si sa non è poi così facile amarsi.
A me piace lo sport, una vita più dura.
A te piace legger molto e sentirti più sicura.
Molto spesso non è un sottile egoismo,
molte volte si tratta, di pazienza di vero eroismo.
La tua vita con me è una lunga lezione.
Ti capisco se mi odi canticchiando una canzone.
Ah, Questo Amore, ma che strano sapore.
Sa di pianto sa di sale. Non mi piace però farne a meno non so.
Questo immenso amore. Grandi spazi però poco sole.
Forse senza un comune ideale, eppure sento che c'è qualche cosa che vale.
MA perché come mai,
hai cambiato d'umore?
Non rispondi perché?
Se ti ho offeso l'ho fatto senza volere.
Tu sorridi però è per farmi un favore.
Resta il fatto che rimane in fondo un grande dispiacere.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
GELOSA CARA

 
      Lato B: 3
PERCHE' NON SEI UNA MELA

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
Gelosa cara amica mia
è proprio un tarlo una malattia
quella di non saper scordare
ciò che da me non puoi sapere.
tutti i miei amori precedenti
fanno più male del mal di denti
tutti quei baci che ho già dato
non vanno via con un bucato
Gelosa cara amica mia
io ti capisco veramente
tanto che ho detto una bugia
pur non essendo uno che mente
in confidenza amore mio
qualche problema ce l'ho anch'io
per non parlare dell'effetto delle tue ex cose di letto
L'odio feroce l'odio ruggente
fa male dentro e brucia la mente
io ti capisco ne so qualcosa
esser civile come pesa
Andiamo via, via dai fantasmi
in fretta via da questi inutili spasmi
lasciando qui i tormentosi masochismi
che inventano alla fine una tristezza che non c'è
Gelosa cara amica mia
facciamo un giro in bicicletta
io sono Otello e tu mia zia
così non va bene, dammi retta
Guardiamo il lago, guardiamo i prati,
ma non guardiamo gli innamorati
perché se no elucubriamo
e ancora una volta da capo siamo.
Andiamo via, via dai fantasmi
in fretta via da questi inutili spasmi
lasciando qui i tormentosi masochismi
che inventano alla fine una tristezza che non c'è
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
Perché non sei una mela con la buccia tutta lucida e croccante?
Io ti vorrei una mela, vera, semplice, spontanea, rilassante.
E non un orologio dal meccanismo sofisticato, complicato, incomprensibile.
Non generale, tattico, romantico crudele né schiava umile né santa con candele.
Io ti vorrei una mela, bella liscia senza spine luccicante.
Perché non sei una mela naturalmente forte viva, indipendente?
Non una mosca che si avvicina e quando fai per prenderla s'allontana.
Non una formula chimica eccitante di gelosia più frasi come "non sono tua!"
Perché non sei una sfera, rotondamente logica affascinante?
Perché non sei una sfera, dove guardare il mio futuro sorridente?
Certo sospetti un imbroglio! Perciò non sei come voglio!
Che sia così forse meglio? E chi lo sa? Chi lo sa?
Comunque io ti vorrei una mela…
 
Fonte: QUI
 
 
Lato : 4
ORGOGLIO E DIGNITA'

 
      Lato A: 5
UNA VITA VIVA

 
     

Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
Senza te, senza più radici ormai,
tanti giorni in tasca tutti lì da spendere!
Perché allegria più non c'è!
Forse è un poco di paura che precede l'avventura!
Eppure io ero stanco e apatico,

non c'era soluzione, ma sì che ho fatto bene.
Ma perché adesso senza te
mi sento come un sacco vuoto, come un coso abbandonato?
No! Orgoglio e dignità! Lontano dal telefono, se no si sa!
Eh, no! Un po' di serietà, aspetta almeno un attimo!
Senza te, leggero senza vincoli,
sospeso in mezzo all'aria come un elicottero.
Perché nell'aria più non c'è quel mistero affascinante
che eccitava la mia mente?
No! Orgoglio e dignità! Lontano dal telefono, se no si sa!
Eh, no! Un po' di serietà, aspetta almeno un attimo!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Mogol
Orchestra: Geoff Westley
 
Testo:
Solo un consiglio detto a met?:
un po' pi? in alto un po' pi? in l?.
Figli miei cari altro non sa,
quell'uomo qualunque che? il vostro pap?.
Il fondo marino, giocar da terzino,
la spiaggia al mattino presto e la fedelt?!
Entrare nel bosco e fermarsi a dormire sul muschio,
scordarsi un po' il rischio e la slealt?!
Se? il caso lottare, pi? spesso lasciare.
Saper aspettare chi viene e chi va.
E non affondare se si pu? in nessuna passione
cercando di ripartire, qualcosa accadr?.
Curare il giardino e saper fuggire un cretino,
usare poco i motori e poco gli allori.
Non temere la notte, non temere la notte,
per? amando pi? il giorno
e partire senza mai pensare a un sicuro ritorno.
Guardando nell'azzurro degli occhi di un neonato
sentirsi gi? resuscitato.
E inventare la vita, una vita viva, una vita viva
 
Fonte: QUI
 

 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun Ott 15, 2018 11:27 am, modificato 2 volte
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LUCIO BATTISTI: 1982 - E GIA'/STRANIERO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Lun Apr 02, 2018 11:11 pm

1. TITOLO:
 
1982 - E GIA'/STRANIERO
 
# Etichetta: NUMERO UNO # Catalogo: ZN 7287 # Anno 1982 # Matrici: LKAS 36775/LKAS 36776 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.)# Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 23 Luglio / Progetto Aquilone / Etichetta Numero Uno atipica, bianca con disegni policromi (viso stilizzato), scritte in nero e logo “Numero Uno” in blu / Distribuito RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
E già/Straniero è il 22º e ultimo singolo del cantante italiano Lucio Battisti, pubblicato il 14 settembre 1982 dalla casa discografica Numero Uno.

Il disco
È il primo e unico singolo di Lucio Battisti realizzato dopo la separazione dal suo storico paroliere Mogol, estratto dall'album E già; i testi vennero scritti dalla moglie di Battisti, Grazia Letizia Veronese (che si firma con lo pseudonimo Velezia), e dallo stesso Battisti.

Copertina

Mother Ivey's bay, Cornovaglia, la spiaggia dove sono state scattate le fotografie per la copertina dell'album e del singolo
L'immagine di copertina fa parte del servizio fotografico realizzato su idea di Battisti da Gered Mankowitz nella spiaggia di Mother Ivey's bay, in Cornovaglia (Regno Unito).

Successo
Il singolo fu il 52º più venduto del 1982, un riscontro di pubblico inferiore rispetto a quelli degli anni '70.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Edizione "JUKE BOX", vietata la vendita
 
   
 
 
Versione musicassetta
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
E GIA'

 
      Lato B:
STRANIERO

 
     

Autori: Lucio Battisti, Velezia
Orchestra: Greg Walsh
 
Testo:
E' già che la verità
è solo un'immaginazione
che una certezza propria non ha
ti puoi avvicinare e questo servirà
ma è sempre un'interpretazione
finchè il contrario non accadrà
guardi l'immagine che è dentro di te
per cercare la tua verità
usando il metodo scientifico
osservazione analisi esperimento
davvero immagina immagine
e già non è che uuhm immaginazione
dopo che hai visto il mondo
chissà se è rotondo
così sembra in fotografia
pieno di posti strani
ma ancor di più gli umani
molto al di là di ogni fantasia
e già che la verità
è solo un'immaginazione
che una certezza propria non ha
è il tuo rapporto con la verità
niente è definitivo per te
provi e riprovi non ti fermi mai
e intanto aggiungi tagli e sintetizzi
e già che la verità
è solo un'immaginazione
che una certezza propria non ha
ti puoi avvicinare e questo servirà
ma è sempre un'interpretazione
finchè il contrario non accadrà
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Velezia
Orchestra: Greg Walsh
 
Testo:
dimmi tu chi sei
di che paese sei
quanto hai camminato
e cosa hai fatto
Straniero
dove sei arrivato
resta un poco qui
resta ancora un poco
resta un poco non importa quanto
Straniero
non importa quanto
sul tuo volto scuro
un sorriso è nato
un profumo di grano maturo
il vento ha accarezzato
non andare via
non andare via
non andare via qui sei rinato
il posto l'hai trovato
il fumo di quel treno
che era il tuo passato
ora all'orizzonte è già svanito
resta qui Straniero
che mi hai trovato
choo choo train
choo choo train
choo choo train
train train train
choo choo train
choo choo train
 
Fonte: QUI
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun Ott 15, 2018 11:28 am, modificato 1 volta
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LUCIO BATTISTI: 1982 - E GIA' (L.P 33 giri - MC)

Messaggio  mauro piffero il Mar Apr 03, 2018 2:55 pm

1. TITOLO:
 
1982 - E GIA'
 
# Etichetta: NUMERO UNO # Catalogo: ZPNL 34182 # Data pubblicazione: Settembre 1982 # Matrici: LKAY 36769/LKAY 36770 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Registrato da Greg Walsh e Ubaldo Consoli agli studi RCA, Roma e da Mark Ellis ai Trident Studios, Londra / Fotografie di Gered Mankowitz / Disegni di Luca Battisti - Copertina di Francesco Logoluso - Realizzazione grafica di Antonio Dojmi / Copertina apribile a libretto con busta interna con i testi delle canzoni / Etichetta Numero Uno atipica, bianca con disegni policromi (viso stilizzato), scritte in nero e logo “Numero Uno” in blu / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
E già è il 15º album discografico di Lucio Battisti, pubblicato il 14 settembre 1982[1] dall'etichetta discografica Numero Uno. Da esso venne estratto il singolo E già/Straniero.

Il disco
Si tratta del primo album di Battisti scritto senza la collaborazione di Mogol; come indicato nella copertina, le canzoni del disco furono scritte da Battisti insieme alla moglie Grazia Letizia, che si firmò con lo pseudonimo di Velezia (Veronese Letizia Grazia).

I testi dell'album sono semplici e diretti, certamente meno raffinati e poetici di quelli tipici di Mogol[senza fonte], e non a caso trattano argomenti maggiormente autobiografici: la nuova passione per il windsurf (Windsurf Windsurf), l'amore per l'ascolto e la registrazione della musica (rispettivamente Hi-Fi e Registrazione), eccetera. Quello che in generale ne emerge è lo stato d'animo di Battisti di quel periodo (freschezza e gioiosità, quasi una rinascita, un ritorno alle origini, per essersi scrollato di dosso un passato "pesante"). Sempre nei crediti riportati sulla copertina, Battisti ringrazia diverse persone per averlo informato su temi che evidentemente debbono aver influenzato i testi dei brani e le scelte musicali: «Carlo Brivio: architettura post-modern; Brambilla: religioni indiane; Adriano Pappalardo: corsa e ritmo musicale; Francesco Fanti: illuminismo; Mario Veronese: il fantastico-tecnico; Gianluca Rastelli: poesia americana del Novecento; Dario Massari: la possibilità monotonale».

È il disco della svolta di Battisti, che iniziò una fase più sperimentale e non tornerà più a comporre hit di grande successo, alle quali aveva abituato il pubblico durante la collaborazione con Mogol; già dal primo brano dell'album Battisti volle render noto che nulla sarebbe rimasto come prima:

« Scrivi il tuo nome su qualcosa che vale, mostra a te stesso che non sei un vegetale. E per provare che si può cambiare, sposta il confine di ciò che è normale. Bella giornata è questa qua, l'aria più fresca ti esalta già, il momento migliore per cominciare un'altra vita, un altro stile. »

(Scrivi il tuo nome)
La sostituzione di Mogol nel ruolo di autore, insieme all'evidente volontà di rottura con il passato e alla natura autobiografica dei testi, all'epoca portò ad interpretare una frase del disco come un riferimento polemico all'ex collaboratore: nella canzone Mistero, ritenuta dalla critica un elogio alle qualità umane e artistiche della moglie e neo-paroliera Grazia Letizia, si trova infatti la frase «Io mi ero lasciato entusiasmare / da quel tipo intellettuale e appariscente / che in fondo in fondo non valeva niente / una cosa che non so capire davvero». Tale interpretazione contribuì alla nascita del mito secondo il quale alla base della separazione artistica ci sarebbe stato un litigio: in realtà oggi è noto che questa sia avvenuta silenziosamente e senza scontri, per quanto i rapporti tra i due siano rimasti a lungo piuttosto freddi. D'altra parte nello stesso disco sembra essere presente un riconoscimento proprio nei confronti di Mogol, che Battisti spesso chiamava scherzosamente "il poeta": in Registrazione si sente infatti «da Paul McCartney ho imparato a cantare / da Ray Charles ad emozionare / da Dylan a dire quello che mi pare / e dal poeta ad alleviar l'umanità».[senza fonte]

La strada della sperimentazione intrapresa si manifesta chiaramente[senza fonte] già in questo album grazie agli arrangiamenti, palesemente influenzati del nascente synth pop: vengono usati esclusivamente suoni sintetici e Greg Walsh, realizzatore insieme a Battisti dell'arrangiamento, è anche l'unico musicista dell'album che è realizzato interamente con tastiere, sintetizzatori e batteria elettronica.

Successo

Il disco, nonostante le notevoli differenze rispetto ai lavori precedenti, tenendo conto della scarsa promozione di questo, otterrà un buon successo, piazzandosi quattordicesimo nella classifica annuale degli album più venduti in Italia nel 1982, raggiungendo come picco nella classifica settimanale il primo posto. Diversamente il singolo E già/Straniero, pubblicato il 14 settembre 1982, passò inosservato tra ottobre e dicembre di quell'anno e sarà cinquantaduesimo alla fine dell'anno.

Sessione fotografica

Mother Ivey's bay, Cornovaglia, la spiaggia dove sono state scattate le fotografie per la copertina dell'album e del singolo

Un'inquadratura della spiaggia simile a quella nell'interno dell'LP, in cui Battisti si trova davanti ad uno specchio
Le immagini di copertina fanno parte del servizio fotografico realizzato da Gered Mankowitz su un'idea di Battisti nella spiaggia di Mother Ivey's bay, in Cornovaglia (Regno Unito). Le faccine sorridenti sulla copertina (simili a degli smiles) sono state disegnate dal figlio di Battisti, Luca.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: E GIA' (LP, oltre a MC)
 
   
 
       
 
      
 
   
 
 
 
Versione musicassetta
 

 
   
 
 
 
4. TRACK LIST di: E GIA'
 
Lato A Lato B

  • A01 SCRIVI IL TUO NOME
  • A02 MISTERO
  • A03 WINDSURF WINDSURF
  • A04 RILASSATI E ASCOLTA
  • A05 NON SEI PIU' SOLO
  • A06 STRANIERO


  • B01 REGISTRAZIONE
  • B02 LA TUA FELICITA'
  • B03 HI-FI
  • B04 SLOW MOTION
  • B05 UNA MONTAGNA
  • B06 E GIA'
 


 
 
Lato A: 1
SCRIVI IL TUO NOME

 
      Lato B: 1
REGISTRAZIONE

 
     

Autori: Lucio Battisti, Velezia
Orchestra: Greg Walsh
 
Testo:
Scrivi Il Tuo Nome
su qualcosa che vale
mostra a te stesso
che non sei un vegetale
e per provare che si può cambiare
sposta il confine di ciò che è normale
bella giornata è questa qua
l'aria più fresca ti esalta già
il momento migliore per cominciare
un'altra vita un'altro stile
profondo o leggero
quando c'è gusto è bello
usa le gambe
utilizza il cervello
con l'entusiasmo
o con l'istinto
fai un passo
fuori del tuo recinto
bella giornata è questa qua
l'aria più fresca ti esalta già
il momento migliore per cominciare
un'altra vita un'altro stile
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Velezia
Orchestra: Greg Walsh
 
Testo:
questo è il momento più eccitante della creazione
i musicisti sono pronti i microfoni in posizione
una voce il nastro gira una luce
registrazione
stai per entrare in un altro mondo
presa diretta con quello che hai dentro
fra poco si vedrà che cosa sai fare
il tuo talento e le tue qualità
la musica come l'amore è un divertimento
quando si complica invece diventa un tormento
ed al piacere allora subentra la noia e davvero la noia&127;
si affaccia la fatica del tuo ruolo
da tanto in alto ch'eri ti senti al suolo
senza intellettualismi dagli sfogo
al tuo talento alle tue qualità
chissà se è rock o no
chissà se è rock o no
chissà se è rock o no
ho sempre amato Jagger e gli Stones
i Beatles un po' meno insieme ai Beach Boys
forse perché hanno il nome che comincia per B
da Paul McCartney ho imparato a cantare
da Ray Charles ad emozionare
da Dylan a dire quello che mi pare
e dal poeta ad alleviar l'umanità
chissà se è rock o no
chissà se è rock o no
chissà se è rock o no
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 2
MISTERO

 
      Lato B: 2
LA TUA FELICITA'

 
     

Autori: Lucio Battisti, Velezia
Orchestra: Greg Walsh
 
Testo:
Che mistero è la vita
che mistero sei tu
ti credevo già sopita
ed invece stai fiorendo sempre di più
sei creativa positiva coinvolgente
quando agiti le tue belle mani
e fai pensare a genti e mondi lontani
e quando tutti stanno ad ascoltare
a bocca aperta in silenzio quello che sai dire
mi dico che mistero è la vita
che mistero sei tu
io ti avevo definita ma mi sbagliavo in te c'è molto di più
sei profonda sei vitale non sei mai banale
io mi ero lasciato entusiasmare
da quel tipo intelletuale appariscente
che in fondo in fondo non valeva niente
una cosa che non so capire davvero
che mistero è la vita
che mistero sono anch'io
per tanti anni ti avevo sognata
senza sapere che quel sogno era già mio
sei fatale micidiale
con te non si sta male
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Velezia
Orchestra: Greg Walsh
 
Testo:
tu non credevi che esistesse però la cercavi
nutrivi molti dubbi è vero però ci provavi
giravi il mondo per trovarla qua e là
la tua felicità
e traversavi mari e monti in ogni situazione
e tutto quello che vedevi era una lezione
adesso fai girare il nastro eccola qua la tua felicità
chiamala risponderà chiamandola per nome
la tua felicità
senza timore chiamala per nome
non soffocare ciò che è naturale in te
canta insieme a me
il piatto della conoscenza sarà sempre pieno
il seme sparso intorno a te darà per frutto il sereno
ogni viaggio nuovo porterai il sorriso migliore che hai
chiamala
risponderà chiamandola per nome
la tua felicità
basta cercarla arriva chissà come
sia benedetto mille volte chi ti dà un po' di felicità
chiamala
ecco che arriva quando tendi al bene
la tua felicità
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
WINDSURF WINDSURF

 
      Lato B: 3
HI-FI

 
     

Autori: Lucio Battisti, Velezia
Orchestra: Greg Walsh
 
Testo:
Windsurf Windsurf veleggia e và
portami lontano da questa rumorosa città
guidami tu vengo con te dove vuoi
sul lago di Garda sui mari italiani più a sud
chi ci vedrà probabilmente dirà
toh un'altro matto e dopo sorriderà
sì è alzato il vento metto il portapacchi e via
la muta e la vela
le scarpe giuste il trapezio e la deriva
mi mangio una mela
la strada sale sul promontorio
poi all'improvviso ma quante vele laggiù
Windsurf Windsurf veleggia e và
portami lontano da questa nervosa realtà
guidami tu vengo con te dove vuoi
sui mari hawaiani in Cina in Sardegna in Perù
un aereoplano ci sorvolerà
e il capitano son certo sorriderà
ecco che arriva una raffica di vento
si vede dall'acqua
questo è il momento che ti perdo me lo sento
la vela sbatacchia
sei un aquilone alla rovescia
ondeggi pieghi
ma poi riprendi
uuh uuh
Windsurf Windsurf
portami lontano
windsurf
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Velezia
Orchestra: Greg Walsh
 
Testo:
un'ora di relax con l'alta fedeltà le luci basse per cominciare
un posto comodo la cuffia stereo il disco ha fatto pochi giri e già si insinua il piacere
hi-fi hi-fi
una canzone nuova un nuovo trentatrè
parole e musica da assaporare
chitarra elettrica chitarra acustica e un batterista che ci sa fare
si sente proprio che si vuol divertire
conosce bene il suo strumento e sa come farti godere
hi-fi hi-fi
la melodia fa miracoli si sa
hi-fi hi-fi
basso profondo e asciutto piano che regge tutto
un eco strano per riscaldare il suono
l'organo mugola la voce miagola e la sequenza non accenna a fermare
il movimento deve continuare
il giro magico non si può spezzare
e lentamente a poco a poco aumenta sempre più il piacere
hi-fi hi-fi
hi-fi hi-fi
se lo desideri tu lo rimettiamo su
per me è una gioia assecondare i tuoi grilli
delizie di un pomeriggio un poco ipnotico
pieno di fragole pesche ciliege e mirtilli
hi-fi hi-fi
la melodia fa miracoli si sa
hi-fi hi-fi
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
RILASSATI E ASCOLTA

 
      Lato B: 4
SLOW MOTION

 
     

Autori: Lucio Battisti, Velezia
Orchestra: Greg Walsh
 
Testo:
Non ha più freni la tua mente
la tua mente non ha
non ha più freni la tua mente
la tua mente non ha
tu lasciala parlare
rilassati ed ascolta
senti cos'ha da dire
rilassati ed ascolta
comincerà ad andare
rilassati ed ascolta
tu fatti trasportare
rilassati ed ascolta
non ha più freni la tua mente
la tua mente non ha
non ha più freni la tua mente
la tua mente non ha
arriva fino al mare
rilassati ed ascolta
e chinati a toccare
rilassati ed ascolta
l'acqua che ha generato
rilassati ed ascolta
la vita del creato
rilassati ed ascolta
la vita dal mare venuta al mare ritornerà
la vita dal mare venuta al mare ritornerà
e lì non ti fermare
rilassati ed ascolta
prosegui il tuo cammino
rilassati ed ascolta
come Mayol sarai
rilassati ed ascolta
sarai l'uomo delfino
rilassati ed ascolta
in modo naturale
rilassati ed ascolta
ti scopri a respirare
rilassati ed ascolta
sotto il livello del mare
rilassati ed ascolta
la vita dal mare venuta al mare ritornerà
la vita dal mare venuta al mare ritornerà
la vita dal mare venuta al mare ritornerà
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Velezia
Orchestra: Greg Walsh
 
Testo:
Slow Motion lento movimento
ferma un attimo di gioia o di infelicità
il volo di un gabbiano il salto di un delfino
l'uomo che cade nel momento supremo
l'anima sospesa di un nuovo stupore
Slow Motion la notte di Babbo Natale
l'orecchio teso per sentirlo arrivare
si estrae la fortuna l'uomo è sulla luna
Slow Motion per chi ha vinto
quello che fuori di sè il veleno ha respinto
Slow Motion quando il sole tramonta
Slow Motion quando s'infrange l'onda
d'inverno davanti alla forza del mare
il respiro rallenta per poterla captare
sogno di fronte all'immensa platea
intorno al mondo in solitario
cento metri in apnea
Slow Motion fatemi rivedere
l'uomo che vince contro ogni parere
Slow Motion Slow Motion
Slow Motion lento movimento
ferma un attimo di gioia o di infelicità
il volo di un gabbiano il salto di un delfino
l'uomo che cade nel momento supremo
 
Fonte: QUI
 
 
Lato B: 5
NON SEI PIU' SOLO

 
      Lato B: 5
UNA MONTAGNA

 
     

Autori: Lucio Battisti, Velezia
Orchestra: Greg Walsh
 
Testo:
è giorno ma il sole non si vede ancora
la nebbia durerà per qualche ora
il faro continua a lampeggiare
e la sirena del porto ad ululare
tu sei seduto tutto imbacuccato
e intanto guardi l'acqua corrucciato
tu ci hai provato si tu ci hai provato
ma la tua strada non hai trovato
certo ti senti solo
certo ti senti solo
non ce l'hai fatta più giù in città
hai preso la tua auto e sei venuto qua
a dialogare con l'immensità
a raccontar la tua infelicità
forse un po' di sollievo ti darà
e una speranza tenue si accenderà
forse non sei più solo
forse non sei più solo
la mente va la mente vola
l'uomo si affida a chi lo consola
la mente va la mente vola
l'uomo si affida a chi lo consola
ti prego non pensarci su
la vita non finisce se ti senti giù
fra poco la nebbia si alzerà
e il mare grande ti dirà
qual'è la tua vera dimensione
e la tua giusta velocità
adesso non sei più solo
vedi non sei più solo
adesso non sei più solo
vedi non sei più solo
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Velezia
Orchestra: Greg Walsh
 
Testo:
il tipo inizia
sorridente e fa’
ho qui il segreto
della serenita’
che poi non e’
un segreto veramente
ma un altro modo
di atteggiar la mente
continua allegro
sullo stesso tono
lo sai cos’e’ cattivo
e cos’e’ buono
che cosa e’ brutto
e invece cosa e’ bello
quello che stabilisce
il tuo cervello

una montagna
puo’ sembrare un uomo
(se lo decidi tu)
disteso calmo
ad osservare il cielo
(se tu vuoi cosi)
il controluce
di un gabbiano in volo
(se lo decidi tu)
puo’ dissipare
in un momento il velo
(se tu vuoi cosi)

strumentale

niente di misterioso
amico mio
questa e’ una cosa
che ho provato io
ne ho constatato
un grande giovamento
lo posso garantire
al cento per cento

scaccia quell’ombra scura
che hai sul viso
non sai quanto fa’ bene
un bel sorriso
prima a te stesso
e poi a chi ti sta’ intorno
finisce il buio
ed incomincia il giorno

una montagna
puo’ sembrare un uomo
(se lo decidi tu)
disteso calmo
ad osservare il cielo
(se tu vuoi cosi)
il controluce
di un gabbiano in volo
(se lo decidi tu)
puo’ dissipare
in un momento il velo
(se tu vuoi cosi)

dentro di noi
c’e’ un libro bianco e nero
(se lo decidi tu)
che io mi fermo a leggere
ogni tanto
(se tu vuoi cosi)
quando non sono sicuro
del sentiero
(se lo decidi tu)
perche’ e’ li’
che e’ scritto tutto quanto
(se tu vuoi cosi)

non voglio adesso
esagerare tanto
mi basta
che ti piaccia l’argomento
ti vedo gia’
piu’ sciolto e contento
rimani in onda
e segui mentre canto

una montagna
puo’ sembrare un uomo
(se lo decidi tu)
disteso calmo
ad osservare il cielo
(se tu vuoi cosi)
il controluce
di un gabbiano in volo
(se lo decidi tu)
puo’ dissipare
in un momento il velo
(se tu vuoi cosi)
dentro di noi
c’e’ un libro bianco e nero
(se lo decidi tu)
che io mi fermo
a leggere ogni tanto
(se tu vuoi cosi)
quando non sono sicuro
del sentiero
(se lo decidi tu)
perche’ e’ li’
che e’ scritto tutto quanto
(se tu vuoi cosi)

una montagna
puo’ sembrare un uomo
(se lo decidi tu)
disteso calmo
ad osservare il cielo
(se tu vuoi cosi)
il controluce
di un gabbiano in volo
(se lo decidi tu)
puo’ dissipare
in un momento il velo
(se tu vuoi cosi)
 
Fonte: QUI
 

 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun Ott 15, 2018 11:33 am, modificato 1 volta
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LUCIO BATTISTI: 1986 - DON GIOVANNI (L.P. 33 Giri - MC)

Messaggio  mauro piffero il Mar Apr 03, 2018 6:27 pm

1. TITOLO:
 
1986 - DON GIOVANNI
 
# Etichetta: NUMERO UNO # Catalogo: PL 70991 # Data pubblicazione: Anno 1986 # Matrici: PL 70991-A/PL 70991-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 12 Febbraio 1986 / Tecnico del suono: Bryan Evans / Busta interna con testi delle canzoni e note di copertina / Distribuito da RCA Italiana - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Don Giovanni è il 16º album discografico di Lucio Battisti, pubblicato nel marzo del 1986 dall'etichetta discografica Numero Uno.

Il disco
Questo disco è il primo di Lucio Battisti che si basa sui testi del paroliere Pasquale Panella. Battisti pubblicò quest'opera dopo ben quattro anni di silenzio (l'album precedente, E già, risaliva al 1982), operando una nuova svolta rispetto al suo modo di cantare e comporre dopo la parentesi sperimentale del precedente album, contraddistinto da sonorità interamente elettroniche e da testi non più scritti da Mogol. L'elemento di maggior novità del disco è infatti rappresentato dai singolari testi di Pasquale Panella, ricchi di doppi sensi e giochi di parole. Anche per quanto riguarda la musica, Battisti muta rotta rispetto all'album precedente, scrivendo melodie più compiute e simili ai suoi classici, ariosi canoni, i cui arrangiamenti rappresentano una felice sintesi tra sonorità elettroniche e tradizionali, col ritorno di archi e sassofoni.

Inizialmente Lucio Battisti autorizzò la stampa su vinile e su musicassetta, ma la proibì su compact-disc, in quanto diffidente circa la resa delle sue canzoni su questo strumento di riproduzione da lui giudicato "freddo".[senza fonte] Battisti autorizzò la ristampa dell'album su CD solamente a otto anni di distanza, nel 1994. Della versione su CD esiste una prima versione, di cui sembra che siano state vendute circa 3000 copie, che contiene due errori: l'immagine di copertina ridimensionata rispetto a quella dell'LP e all'interno un libretto con i testi dei brani; dato che Battisti voleva che l'immagine di copertina non fosse ridimensionata ed era contrario alla presenza dei testi, questa versione fu subito ritirata dal mercato e rimpiazzata con una senza errori. La prima versione, oggi, ha un valore collezionistico di circa 150 €.

Successo
Nonostante la radicale rottura con ogni forma metrica, gli schemi informali e i testi anticonvenzionali, l'album ebbe un buon successo: fu il 3º album più venduto in Italia del 1986, raggiungendo come picco nella classifica settimanale il primo posto; solo nel primo mese furono vendute 250 000 copie.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: DON GIOVANNI (LP, oltre a MC)
 
   
 
      
 
   
 
 
Edizione non commerciabile
 
   
 
 
 
Versione musicassetta
 

 
   
 
 
 
4. TRACK LIST di: DON GIOVANNI
 
Lato A Lato B

  • A01 LE COSE CHE PENSANO
  • A02 FATTI UN PIANTO
  • A03 IL DOPPIO DEL GIOCO
  • A04 MADRE PENNUTA


  • B01 EQUIVOCI AMICI
  • B02 DON GIOVANNI
  • B03 CHE VITA HA FATTO
  • B04 IL DILUVIO
 
 
Lato A: 1
LE COSE CHE PENSANO

 
      Lato B: 1
EQUIVOCI AMICI

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: Robin Smith
 
Testo:
In nessun luogo andai
per niente ti pensai
e nulla ti mandai
per mio ricordo
Sul bordo m'affacciai
d'abissi belli assai
Su un dolce tedio a sdraio
amore ti ignorai
invece costeggiai
i lungomai
M'estasiai. ti spensierai
m'estasiai, e si spostò
la tua testa estranea
che rotolò
Cadere la guardai
riflessa tra ghiacciai
sessanta volte che
cacciava fuori
la lingua e t'abbracciai
Di sangue m'inguaiai
Tu quindi come stai
Se è lecito che fai
in quell'attualità
che pare vera
Come stai, ti smemorai
ti stemperai e come sta
la straniera, lei come sta
Son le cose
che pensano ed hanno di te
sentimento. esse t'amano e non io
come assente rimpiangono te
Son le cose prolungano te
La vista l'angolai
di modo che tu mai
entrassi col viavai
di quando sei
dolcezza e liturgia
orgetta e leccornia
La prima volta che
ti vidi non guardai
da allora non t'amai
tu come stai (ah come stai)
Rimpiangono te
son le cose, prolungano te
certe cose
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: Robin Smith
 
Testo:
Cassiodoro Vicinetti
Olindo Brodi, Ugo Strappi
Sofio Bulino. Armando Pende
Andriei Francisco Poimò
Tristo Fato, Quinto Grado
Erminio Pasta. Pio Semi
Ottone Testa. Salvo Croce
Facoffi Borza. Aldo Ponche (o Punch)
Uno andò saldato
uno vive all'estro
uno s'è spaesato
uno ha messo plancia
e fa il trans-aitante
uno fa le more
uno sta invecchiando
perché è
un nobile scotch
Uno fa calzoni
dai risvolti umani
Uno ha un solo naso
Uno ha mani e polsi
Uno è su due piedi
uno è calvo a onde
uno si nasconde
poi non sa
in che vano sta
Un viso ucciso dal pensiero
Un tal con voce da uccelliera
Un sostituto a sua insaputa
e un misto storie e geografie
Uno per uno li ricorda
l'orchestra mentre si accorda
la verità viene sempre a palla
dolce chi era sei tu
Il maestro solitario
fischietta ariette d'oblio
(sei tu)
I dimenticati
ce li ha tutti in testa
Gli altri sono entrati
Chi da se
chi dalla finestra
C'è il direttore, l'orchestra c'è
apparecchiati sul buffè
son mantecati
i dimenticati
Se il pasticcino ha un senino in se
del maraschino effetto è
Uno nel rinfresco
pensa "E' peggio se esco"
Un altro un altro deglutisce
volentieri gradisce
Non si capisce chi mangi chi
Non gli rincresce
grazie si, grazie si
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 2
FATTI UN PIANTO

 
      Lato B: 2
DON GIOVANNI

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: Robin Smith
 
Testo:
Dal monte ventoso dei miei sentimenti
sfoglio all'aria una rosa ricettario
l'inizio è già indiziario: (Fatti Un Pianto (o .)
Fatti Un Pianto (o. )
Da un chilo di affetti un etto di marmellata
Se sbatti un addio c'esce un'omelette
Le cosce dorate van fritte
Coi sorrisi fai croquettes
E tu dici ancora che non parlo d'amore
Batte in me un limone giallo basta spremerlo
Con lacrime salate agli occhi tuoi
ben condita amata t'ho
Dai piangete (o .)
Dai cantate (o .)
E dai che ne ho sete
Parole d'amore .
Grosse lacrime sciocche
Sono uova alla coque
E dai e dai (o. . )
Fatti Un Pianto
Lacrimoni che sono lenzuola (o. )
Da strappare da calare giù
Fatti Un Pianto
E li perdutamente
qualcuno che ti sfugga
o che salga su
Per intanto qualche vento
qualche tentativo fa
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: Robin Smith
 
Testo:
Non penso quindi tu sei
questo mi conquista
L'artista non sono io
sono il suo fumista
Son santo, mi illumino
ho tanto di stimmate
Segna e depenna Ben-Hur
sono Don Giovanni
rivesto quello che vuoi
son l'attaccapanni
Poi penso che t'amo
no anzi che strazio
Che ozio nella tournee
di mai più tornare
nell'intronata routine
del cantar leggero
l'amore sul serio
E scrivi
Che non esisto quaggiù
che sono
l'inganno
Sinceramente non tuo
(sinceramente non tuo)
Qui Don Giovanni ma tu
dimmi chi ti paga
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
IL DOPPIO DEL GIOCO

 
      Lato B: 3
CHE VITA HA FATTO

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: Robin Smith
 
Testo:
Son lenti affluenti
i suoi pianti a dirotto
Son diamanti striscianti
che il silenzio hanno rotto
La vetrina con acqua è lei
che si incrina e che sbrina via
Ride a fiore del pianto
come piove contro sole
Giura In concreto di non fare mai
più l'agente segreto
Ed io mai che Io sospettai
fosse un'altra o due o sei
che il doppio giocò se scherzai con lei
E ne parlò, certo che ne parlò
e che saziò i gusti di chi
vide o intuì non visto
gli opposti su un ponte e brume
su un fiume con molte schiume
L'ha sempre saputo
e l'ha sempre ignorato
ed il doppio del gioco
l'ha molto moltiplicato
Ed io mai che lo sospettai
quante volte con lei scambiai
Me ne parlò. spesso me l'indicò
"Li vedi. stanno scambiando
C'è un centro sopra il ponte
E loro si vanno incontro
E' li che si sfioreranno"
E' fina e lei già s'incrina (già s'incrina)
E l'agente segreto (segreto, segreto)
come ondeggia come ondeggia come ondeggia
Si diffonde si diffonde si diffonde (onde, onde)
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: Robin Smith
 
Testo:
Che Vita Ha Fatto a immaginarsela
cosi colà la vita
Che Vita Ha Fatto ad aspettarsela
convinta che
la vita c'è
Che Vita Ha Fatto, se torna a nascere
non torna più, non sia mai
Che Vita Ha Fatto, ha pianto a piovere
e sul pendio dello sgocciolio
lei sdrucciolò
Lei m'amò, tu l'amasti, io no
I verbi non coincidono
Che Vita Ha Fatto, ma ben più rapida
con lei duellò la vita
Che Vita Ha Fatto. metà sognandola
metà in realtà
se poi è realtà
quel che in realtà sognò a metà
Lei m'amò, tu l'amasti, io no
I verbi la tradirono
che c'entro io
Che Vita Ha Fatto a immaginarsela
cosi colà la vita
Come sta, come stai, come sto
La voce coniugandoci
s'allontanò
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
MADRE PENNUTA

 
      Lato B: 4
IL DILUVIO

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: Robin Smith
 
Testo:
La strada che curva
e l'insegna notturna
Un Tir che si ritira
Tutto il sole al Nadir
E alte a prua chiome d'albero
e zolle che non mi arenano
Finita la storia
e caduto l'impero
di vivere dal vero
ecco me di anni tre
E' li che fui faraonico
tra bumbe e tra rumbe tiepide
Con tante madri e il tempo un laghetto
coi pesci dei giorni
E' il gamberetto del mio compleanno che
torna li
Fu molto dopo che dentro la pioggia
vidi tra mille la goccia d'acqua mia
prigionia
Ho visto la neve
nei vetri che agitai
ma agitai le finestre e mai
sfere da souvenir
Guidai, l'accostai e sorpassai
il tempo, l'obeso in limousine
Ho usato penne più degli uccelli
ma quando mai
ho perso il sonno per scrivere solo "io volo"
Madre Pennuta il mio morbidio
mia pelle d'oca, cuscino mio
il mio
Il vero è nella memoria
e nella fantasia
Non c'è storia e il tempo finge
e poi commette l'ingenuità
Non cancella mai le tracce sue
VuoI esser preso, arreso, inchiodato li
Ho visto un film normale
ma con un bel finale
Faccia a facci, fra tutt'e due
che infine uno è
Madre mia la gente che s'è alzata
ma che dico la gente
uno uscì
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: Robin Smith
 
Testo:
Dopo di noi diluvierà
non spioverà, va bene
Noi la fortuna degli ombrellai
Chili di liquidi dopo di noi
Va bene, come vuoi. dopo di noi
Diluvierà, non spioverà
Dopo di noi: Il Diluvio
Vittime fa l'ottima idea
d'essere noi finali
Straziante d'estri tristi annegherà
la più assetata arsura nel frullio
Un ingordo gorgo umido è l'addio
Dopo di noi: non spioverà
Dopo di noi: Il Diluvio
Buona l'idea del tempestio
tuona di già, stai buona
Tuona di già, stai buona
Piove con ghiaccia semplicità
con truci gocce dal bel luccichio
e piove, piove, piove, siamo annaffiatoi
Dopo di noi il bello verrà
finche terrà l'ombrello
Fonte: QUI
 

 


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LUCIO BATTISTI: 1988 - L'APPARENZA (L.P. 33 Giri - MC)

Messaggio  mauro piffero il Mar Apr 03, 2018 11:22 pm

1. TITOLO:
 
1988 - L'APPARENZA
 
# Etichetta: NUMERO UNO # Catalogo: PL 71850 # Data pubblicazione: Anno 1988 # Matrici: PL 71850-A/PL 71850-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Tecnico del suono: John Gallen / Disegno di copertina di Lucio Battisti / Busta interna con note di copertina / Distribuito da BMG Ariola - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
L'apparenza è il 17º album discografico di Lucio Battisti, pubblicato il 7 ottobre 1988 dall'etichetta discografica Numero Uno.

Il disco
Questo disco è il secondo di Lucio Battisti che si basa sui testi del paroliere Pasquale Panella. L'album ripercorre le atmosfere del precedente Don Giovanni; i testi di Panella rimangono surreali e impalpabili, ma le melodie si fanno spesso più impervie e le canzoni diventano più difficili da memorizzare.

L'apparenza fu il 17º album più venduto in Italia nel 1988, raggiungendo come picco nella classifica settimanale il secondo posto.

Copertina
La copertina dell'album è un disegno di Lucio Battisti stesso, come è in Don Giovanni e negli altri tre album successivi. È completamente bianca e raffigura il disegno stilizzato di una credenza.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: L'APPARENZA (LP, oltre a MC)
 
   
 
   
 
 
 
Versione musicassetta
 

 
   
 
 
 
4. TRACK LIST di: L'APPARENZA
 
Lato A Lato B

  • A01 A PORTATA DI MANO
  • A02 SPECCHI OPPOSTI
  • A03 ALLONTANANDO
  • A04 L'APPARENZA


  • B01 PER ALTRI MOTIVI
  • B02 PER NOME
  • B03 DALLE PRIME BATTUTE
  • B04 LO SCENARIO
 
Lato A: 1
A PORTATA DI MANO

 
      Lato B: 1
PER ALTRI MOTIVI

 
     

Orchestra: Gavin Wright
 
Testo:
Dicendo abbiamo tempo
ci giri intorno
stemperi e riempi
come dire centotre vasetti
di liquido con colore diluito
che certamente è meno previdente
di una conservazione che alimenti
tutti i tuoi seguenti
spunti di appetito.
Sono fluidi a vedersi c'è un piacere
anche perché qualcosa si nota che manca
e se ci fosse è come non avesse nome.
Abbiamo tutto il tempo.
E poi il discorso prende una piega architettonica nell'aria con le mani,
si collega ai pianti rampicanti
all'euforia da giardino
ai pensili eccitanti.
All'ornamentale destino.
E tutto il tempo è vicino
a portata di mano
sul tavolino, sul ripiano
su quanto ti è più caro.
Ma se cominciassimo
che ne dici
se entrassimo nel vivo
oltre la porta orale saliamo a perpendicolo la scala
che nel muro si avvita.
L'umido della parete nella mano
s'asciuga sempre più
parete che d'acciughe sale su
nella rete in muratura.
Saliamoli i gradini con le punte
e pure sconoscendo se calziamo un'epoca, una storia, una leggenda
in cui calati, risalendo siamo. E l'anta si spalanca.
Dicendo abbiamo tempo tu intendevi dire il contrario
vedevi necessario che quanto vai inventando oggi
non te lo ritrovassi sempre vivido tra i piedi tale e quale
esatto nel reale
con i particolari talmente precisi
un domani da non credere
che i fatti siano intrisi
di te così profondamente
così com'è com'è vero avvengano in assenza di qualsiasi sostanza.
Volevi invece dire
prendi il tempo con me
un po' interrogativa
mentre la mano offriva
abbiamo tutto il tempo
aroma di caffè.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: Gavin Wright
 
Testo:
Ah! questa poi
sento di star per vivere
e nello stesso momento
tremila riluttanti col lunghissimo mento
e i denti scricchiolanti avidamente
tremila debuttanti sfondano
contemporaneamente
le quattro pareti nemmeno tanto ingenuamente
perch? non c'erano segnali di divieti. Ah! questa poi
sento di star per vivere
e i villini camminano
dopo i pranzi con l'inquilino in bocca stuzzicante
anzi tutte le belle pancione
dovrebbero fregiarsi di un balcone.
Ah! come sono triste mi mangerei oltre il pasto
le liste dei vini
se fossero di sfoglie coi croccantini
al posto delle scritte.
Avrei una voglia, un taglietto d'affetto.
Cosa sento ma niente.
Un affetto non si prova
s'indossa direttamente.
Ah! come siamo vivi come tutto accade
per tutt'altri motivi.
Mettiti nei tuoi panni
dove sei pi? aleatoria.
Siamo nella preistoria
ecco una frase che durer?.
Sapessi tu come me ne ricordi un'altra
della quale non ho alcun ricordo
perch? non avemmo motivi
nemmeno di disaccordo
anzi come i lati
di un triangolo isoscele
non avemmo motivo di conoscerci.
Ma sento un tepore carnale che cresce
sar? un saldatore che al naso mi unisce.
Ah! come sono vivace come uno che tace
e ci si domanda
chi ha fiatato ed ognuno si volt? dall'altro lato
credendo di aver pronunciato
lui stesso quella frase chi ha parlato? l'autista
che pronuncia il discorso
pi? lungo che esista.
Al ritorno la strada rest? sola
e le corsie incontrandosi
non dissero nemmeno una parola.
Ah! questa poi
sto per vivere di fresco
e me ne esco
uno da una parte
uno dall'altra la Commedia dell'Arte.
Ah! come sono vivace come uno che tace.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 2
SPECCHI OPPOSTI

 
      Lato B: 2
PER NOME

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: Gavin Wright
 
Testo:
Ero distratto
tu ti davi da fare
e non c'eri affatto
oppure ti muovevi
con un ronzio d'insetto
che mi assopiva
avevo le palpebre in bilico
entravo nel ciclico avvertimento
di caduta di mani per tornanti
di caduta di sonno in blocchi pesanti.
La distrazione
questa effusione
sgretolamento
e spargimento
della molto inutile attenzione
ridotta a polvere.
E debolmente io
ti avvicinavo
e ti accostavo,
sbagliando i tempi,
a memorabili esempi
di abbandono
di incontro ti ascolto
capisco ma non molto
intuisco però la giravolta degli oggetti.
Tu aspetti
di vedermi passare
abbracciato a qualcosa che mi sta giostrando. Mi aspetti
per salire mi stai stringendo i fianchi. Sei entrata nella stessa
distrazione creata
perché potesse accadere qualcosa e tutto succede quando tutto riposa.
Quando l'attenzione
per essersi sporta
narcisista ai suoi sguardi
rovina e se n'è accorta appena
troppo tardi nostra fortuna.
Ero distratto
e fatta tu sei di svista.
Se fossimo simpatici
uno all'altra
saremmo specchi
opposti riflessi
limpidi e inebetiti
tra se stessi.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: Gavin Wright
 
Testo:
Ha un nome molto bello
che se me lo ricordo
lo chiamo quel bel nome.
E lei starà
non in qualche foresta
ma in qualche bestiola
che colta sul fatto si volterà di scatto
mostrando i suoi tre quarti
stupefatti
e gli inzuppati come dolci nel latte bianchi degli occhi
con il tocco sopra d'amarena.
Per nome ma non tanto per davvero
starà leggendo un libro nel pensiero
e infilerà un segnale nel sospeso.
Ha un nome molto bello, molto illeso
che se me lo ricordo si apre un fico
golosamente arreso se lo dico.
E lei starà
misurando con calme sequenze di palmi
su sé quanto dista
la gola fatalista
da tutta la tastiera
del costato. Avrà accordato
il respiro con l'arco
della dorsale
e sembra l'obiettivo
del suo cruciale sbarco.
Per nome quell'alone protettivo
che la dimenticanza ha rinforzato
la punta della lingua m'ha aggredito.
Ha un nome molto bello, smemorato.
Starà guardando molto da vicino
qualcosa che da qui non l'indovino.
E lei starà.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
ALLONTANANDO

 
      Lato B: 3
DALLE PRIME BATTUTE

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: Gavin Wright
 
Testo:
E poi
di che parliamo
di come per favore hai fatto
se non ti dispiace replicarlo
quel gesto quell'insieme
di cose e di non cose
che accadono una volta
e quindi possono
ripetersi a richiesta e non per caso
in cambio ti rifaccio il mostro
mi tolgo le foglie dalle dita
il vento pettinato ritorno ai connotati riprendo i miei colori
a mano libera
e meglio puoi vedermi
allontanando
e poi
di che parliamo
trasvola sopra l'ultima papilla la farfalla e la lingua la spilla
e ripeschiamo l'oh dello stupore col quale incorniciamo
il fragile leggero di quel che non diciamo
e poi
di che parliamo
di come sei tracciata appena
su carta o traspari in filigrana
trapassi le pareti
solletichi anche l'aria
ma un gesto un solo gesto
ti torna solida
un gesto che? richiesta e non? caso
in cambio non invento niente
mi butto di sotto o non mi butto
mi sto distrattamente sfrenando dal mio posto proietto il bell'aspetto
mi tramo intrecciami
e puoi vedermi meglio
allontanando
e poi
di che parliamo.
Nel libro d'avventure saltiamo le parole e le figure.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: Gavin Wright
 
Testo:
Dalle prime battute riconosce il posto
ridente labbriforme costa
ilare quando vede scendere
l'umorista turista
che alle prime bracciate dell'orchestra
riconosce il posto.
Dai primi segni di vita e alla vista
dell'insigne pietra mistica,
ad un attento esame superficiale
riconosce l'artistica
località banale.
Tu come scendi dal predellino
t'informi sui movimenti del mattino
l'entrata dell'ossigeno
e il preserale andantino
e su chi mai diriga
dal braccio abile e il viso impronunciabile
uscirai all'aperto così come ti trovi
senza nessun preavviso
come la faccia di un dado
che abbia una probabilità sola su sei
su come sei
o come le altre cinque
di cui una la più opposta
e quella più nascosta
è quella che tiene i piedi in terra
e sulla quale poggi.
Che tempo fa oggi
dici guardando attorno sapendo
che fa un tempo ogni giorno.
Sul predellino sali
sapendo che durano soltanto i finali
e tutti i posti intanto
prima dei saluti dici tu
sono loro i turisti
e per finire non esistono più.
Ti sta partendo la cartolina
da te si ritaglia il fine rettangolino.
Sfogliate ti salutano
le tue vedute dissuase
tornate verso casa
di contro un limpido smalto così incrinabile.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
L'APPARENZA

 
      Lato B: 4
LO SCENARIO

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: Gavin Wright
 
Testo:
Quindi facendo finta
che non sai parlare
ti metti un dito in bocca, l'anulare.
Dirigi una quinta qualsiasi
sposti tre vasi come le tre carte
mi metti a parte di una confidenza
senza vocali e senza consonanti
tiri con gli occhi chiusi sull'atlante
l'indice come un pulsante
accende una nazione in cui mi sa
che a quest'ora? notte piena o molto nuvoloso
pieghi la schiena
cali il tuo sipario di capelli
sopra l'armamentario voluttuario
quindi ti sollevi in mulinelli
dall'indaco e il blu di Prussia profondissimi.
Ti rilassi bussando
tristemente assorta sopra una porta
che non c'? per niente la spingi che era aperta
mi racconti come un capogiro
i fatti i posti pieni di respiro
mi presenti un regalo
ed attraverso ci vedo
le tue mani contenenti
lo scarti prima sciogli
questi fiocchetti inestricabili
ti imbrogli e fai cadere e credere
in un danno incalcolabile e l'aria vulnerabile raccogli
incolli l'invisibile
e d'improvviso scrolli in gocce questa scena
fai la feroce coi baffi che non hai da puma
sulle guance gonfiate fai la precoce.
Che scarica un gran volume
d'indolenza incendiaria
quindi sei l'avversaria di un arioso colosso pugilatore
poi mormori indecenze
senza parole a un confessore
lo respingi in sequenza d'inseguimento
infili il balcone ti scansi di lato
fai la ricognizione
se ha fatto centro il precipitato.
Rientri con cavalli fragorosi e salti di delfini
tra marosi.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: Gavin Wright
 
Testo:
Dici che non capisci
ma io so che tutti capiscono tutto
e t'intestardisci
io sarei un panno nero
nel salottino scuro
non c'è acqua né fuochino
che fuori lo trascini quel detrito
e lì l'incendi abbrustolito.
Diventi malevola
come se io fossi una persona.
Diventi, come i tutti che capiscono, sincera
ossia dici come sarei se fossi
l'immagine a somiglianza del tuo rancore
o malessere d'essere sincera,
parlando di te.
Dici che non capisci
eppure quel che dici è tutto vero
di più quando inveisci
quando pesantemente
costruisci periodi
che speri d'odio
ma ad ogni affondo
ti si scopre un po' il corpo.
Diventi simpatica simile tu
ossia con sentimento
e parli sempre d'altro di quel tossico che bevi
lo stai dicendo con le stesse parole di tutti.
Forse è questo che tu non vorresti riuscire a capire:
che favorevole è come essere contro
e in mezzo c'è una zona di silenzio
difficile anche un po' recalcitrante
dove un parere vale quello che vale
è l'ombra trasparente
o niente che traspare
silenziosamente
tutti tra sé e sé pensano le stesse cose.
Dici che non capisci
e questo ti convince a non capire
però non ci riesci
non ti sai trattenere
e ti dispiace ti dispiaci tu.
Avendo voglia tempo
e la serata adatta
tutto è dimostrabile
soprattutto il contrario
con un'abile manipolazione
dello scenario.
Mentre è un combattimento quello che dici
sono nemmeno abili mosse
tra quello che dici e come vorresti che fosse.
 
Fonte: QUI
 

 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun Ott 15, 2018 11:41 am, modificato 1 volta
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LUCIO BATTISTI: 1988 - LA SPOSA OCCIDENTALE (L.P. 33 Giri - MC - CD)

Messaggio  mauro piffero il Mer Apr 04, 2018 11:06 am

1. TITOLO:
 
1988 - LA SPOSA OCCIDENTALE
 
# Etichetta: CBS # Catalogo: 4667217 1 # Data pubblicazione: Ottobre 1990 # Matrici: CI CBS 466727 1-1L/CI CBS 466727 1-2L # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: egistrato da Greg Walsh, Crispin Retey, Chris Bandy / Distribuito da CBS Dischi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
La sposa occidentale è il 18º album discografico di Lucio Battisti, pubblicato il 10 ottobre 1990 dall'etichetta discografica CBS (poi Sony Music Entertainment).

Il disco
Questo disco è il terzo nato con la collaborazione tra Lucio Battisti e Pasquale Panella. In questo album si avverte l'aumentare delle atmosfere techno-dance (che d'ora in avanti non verranno più abbandonate) e l'assenza totale degli archi. A differenza dei due precedenti, e, come i due successivi, questa volta i surreali testi di Panella disegnano una sorta di concept album, incentrato su una figura femminile, la "sposa occidentale".[senza fonte] In particolare l'omonimo brano dell'album avrà diversi passaggi radiofonici.

Con 400 000 copie vendute, La sposa occidentale fu il 34º album più venduto in Italia nel 1990, raggiungendo come picco nella classifica settimanale il terzo posto.

Copertina
La copertina dell'album è completamente bianca con il disegno stilizzato di un quadro.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: LA SPOSA OCCIDENTALE (LP, oltre a Mc e CD)
 
   
 
   
 
 
 
Versione musicassetta
 

 
   
 
 
 
Edizione Compact Disc
 


  
 
 
 
4. TRACK LIST di: LA SPOSA OCCIDENTALE
 
Lato A Lato B

  • A01 TU NON PUNGI PIU'
  • A02 POTREBBE ESSERE SERA
  • A03 TIMIDA MOLTO AUDACE
  • A04 LA SPOSA OCCIDENTALE


  • B01 MI RIPOSA
  • B02 I RITORNI
  • B03 ALCUNE NONCURANZE
  • B04 CAMPATI IN ARIA
 
Lato A: 1
TU NON PUNGI PIU'

 
      Lato B: 1
MI RIPOSA

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
La lotta dei cuscini
senza sonno che spiumano,
che fanno zampilli di pollini che pullulano
aggressivi, irsuti, istigatori di starnuti.
Così tu te la spassi amoreggiando,
e te la prendi comoda,
con morbida ovvietà,
sembrando tu un guanciale
contro un altro che t'assale,
il tutto in una schiuma,
che coi talloni monti come l'uva.
E come un muschio domestico stampato e
quanto inutilmente rimboccato.
Questo composto di onesta futilità
mista a passione come un cialdone si sfa;
sulle rovine, vorresti forse anche tu
in bricioline come una reggia andar giù.
Tu non ti pungi più,
e la vaghezza non osa,
vai molto oltre, tanto poi ti raggiungi.
Impenni una montagna solidale
e nel suo fianco falle, falle rudimentali,
aperte come portali
per i tuoi puntuali
appuntamenti molto occasionali.
E la pianura s'ingrossa:
fra la cresta e la fossa,
tu non ti pungi più,
l'erba enorme cavalca
bianca e verde cobalto,
prendendo al volo forme di caduta e di salto,
infine dorme
come un binocolo nella custodia
la tua vista.
Se un santino
ti visita e t'indora,
ma rimandando a poi,
perché dilegua,
tu, perché ti accora,
canonica lo fai
languire prima
e mormori un oramai
come una preghierina.
Oramai, ora cosa, ora che:
perso per perso ohimè.
Candida o perversa
che non ti pungi più,
raccolta o dissipata,
esausta o fresca fresca,
quasi niente per niente
pungente pungente,
ma rizzi e doni quel barbaglio alla Luna.
Questo è quanto.
Con una belva accanto,
è questo il modo in cui
fai la morosa:
assumi pose inesplose,
e non ti pungi più,
non fai più la raccolta
d'incanti ardenti ed arsi.
Una vela è un sottile perché,
un avvilito ohimè,
e non si dorme bene
ché lune piene
tutte beate, mutevoli e brune,
tutte toccanti.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
L'aereo rulla
Sulla pista sgombra,
E il ruscelletto frulla,
Radente dentro l'ombra,
Dove, non visto, fa
Certune cose.
Noiosa come sei,
Mi sei preziosa.
Monotona ottimale,
Mi riposa
La confidenza tua
Priva di varietà,
La musica camusa
Che stempera le palpebre,
Le strugge in cere fuse
E le sigilla
Su pagine non chiuse.
Noiosa ti dimentichi di me,
E siamo soli.
E tu parli di noi
Senza abbandoni,
E senza animazioni e con la correttezza
Di una traduzione che risuoni
Facile e fedele senza quelle
Inutili trappole e stili.
Pratica, con te sei pratica,
Sfogliando un argomento prediletto,
Ma non sono petali: tu i fiori li divori,
Come i gialli:
"La corolla assassina",
"Il pistillo che sa".
Ti appassioni stordita, tutta in punta di dita
Al variare dei fiori.
E li divori,
Come una capretta
Illetterata ai titoli
Dei gialli fiorellini di ruchetta.
Noiosa in un esilio,
Segnata dallo smalto,
Ti scusi se hai le mani
Che somigliano ad altro.
Scavalli ed accavalli le gambe, d'un tratto,
Come i tergicristalli,
E infatti ti schiarisci, traspare,
Che dentro l'idea chiara,
Vacillano i corpi giovinetti
Col tridente ad infilzare
Gli amori serrati,
Corazzati e profondi dei ricci di mare.
La macchia tonda e dolce dei bicchierini,
Le scarpe decoltè,
Quel capogiro, che
Scossa agli orecchini,
L'onda color dei vini,
E cirri bronzini
Dei capelli infantili.
Statica, ritorni statica,
Con lievi incrinature,
Serpeggiamenti dentro le strutture
Esce un amore mio,
Come un colombo,
Dalle feritoie,
Che viaggia tanto e tanto,
Ha già viaggiato tra le noie,
Si butta a capofitto,
Diventa un ruscelletto
Che frulla,
Radente dentro l'ombra,
E la tua voce rulla
Sopra la pista sgombra.
Roca, diventi roca,
Con una voce, poca,
Da ciceronessa
Che spiega com'è bella,
Com'è bella se stessa.
I nostri tè si bevono da sé,
Molto corretti,
E intanto è incominciata
La sfilata
Di intere collezioni
Di biscotti.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 2
POTREBBE ESSERE SERA

 
      Lato B: 2
I RITORNI

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
Potrebbe essere sera,
potrebbe essere una sera
alabastrina,
con le sue venature ed una serpentina
fessura per passare dalla sera alla notte
con la nostra piccina.
Viola il colore della sera,
l'ora nella quale tutto resta
non tanto com'era, ma come sarà.
Rinviate le schegge,
s'infrangono come vetrate
le saracinesche,
come se non dovessero riprendersi più,
risalire, riaprire un domani.
E i viali vanno avanti in due filari,
per pura educazione, così per cortesia
non finisce la via,
pur avendo diverse
ragioni per fermarsi:
cercare gli aggettivi catarifrangenti
infranti e lucenti.
Ma con l'educazione e con la cortesia,
c'è da fare attenzione tra i viali e sulla via
nell'ora in cui si avvera
soltanto il colorito della sera.
Viola paonazza, la ragazza è sola
con suo grande sollievo per godere con me,
si permette un coda, roteata all'intorno,
se la mette, la leva:
potrebbe essere sera.
Le foglie fanno i compiti sui rami:
i bilanci, i conti,
la lettura con occhi castani,
potrebbe essere sera.
E tu potresti ridendo dire
"Non ho spiccioli, resti d'inverno,
né di primavere, davvero non ne ho,
e non posso cambiare, scusate,
né l'autunno, né l'estate."
Viola, paonazza la ragazza è sola,
passa e ripassa la linguetta rosa
sopra il quesito del suo labbro squisito.
E come resiste, ma come resiste
al lamento ottimista di una felicità;
si permette un rifiuto con il mento levato,
più bellina più altera
potrebbe essere sera.
Come chi in sonno dicesse una frase così,
giorno dopo giorno, un rumore così,
a dissolvere a smorire un frase così
"Non è così com'è, non è com'era"
Tu cedi all'insistenza dolce e viola,
seguendo la pendenza della sera.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
E da quel punto in poi
sentimmo sotto di noi
svolgersi il sentimento,
largo e intento
ad una tutta sua meditazione,
non curante
che sopra la sua pelle si ballasse.
Le foglie coi barattoli, le casse
con i tronchi senza cuore.
E lo scandaglio calava dalle prore,
poi ritornava su
chiedendosi "Perché, perché il ritorno?".
È sempre per prova che
sulle labbra torna
la parola "amore",
per prove d'esercizio
perché si sa che poi non si sa mai
che potrebbe tornare utile.
Tornare, per raccontare
il furore e il gelo
delle notti aurore.
Bianca e assai provata,
scampata per un pelo per poter ritornare,
come dalle crociate, a un futile
sopravvissuto a tutto,
che ritorna più utile che vivo,
quindi innamorato ancora.
E torna, torna, lei gli ha detto torna
ed era una bambina, finalmente,
e gli diceva torna.
Abbiamo un solo limite:
l'amore che ci divide.
Come la ragione,
perché con la ragione
si sopravvive a tutto,
si distrugge il distrutto,
ricostruendo a intarsi la copia fedele
dell'innamorarsi,
e un tassello alla fine
o è dell'uno o è dell'altro.
E i sogni si allontanano
come i cavalli scossi,
caduti i sognatori;
bocconi tra le fragole, ma
più dolci e più rossi,
ridotti a dolenti spifferi.
E docili incompetenti
nella lotta incerta
tra il ridire e il fare
l'amore colloquiale.
E lei continua a dirsi:
"Si sopravvive a tutto per innamorarsi".
Amarsi è questo: escludere
d'essere i soli al mondo,
i soli ad esser soli amando,
sterminandola l'invincibile armata.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
TIMIDA MOLTO AUDACE

 
      Lato B: 3
ALCUNE NONCURANZE

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
Amato tanto così
me lo ridici
amato tanto.
Timida Molto Audace
la stessa diversa persona sei tu,
e per cambiare ti basta saperlo,
che non sei mai la stessa,
nemmeno a volerlo.
I simboli non sai cosa siano,
un'ortensia non è nemmeno quella.
Hai la pazienza di un'onda
compresa la tendenza
a soffermarti mai,
come fosse la fine.
Non un dito notevole,
ma dieci impercettibili soprusi,
aperti come i mari,
e come i mari chiusi.
Neri i tuoi neri sconvolti
divampati imperi irrisolti,
e matematicamente rivolti
a contenere zeri.
Impensabili però malleabili,
ballabili mammelle
abbracciate alle quali volteggi
sotto il lampadario delle stelle,
inutilmente imitatrici dei tuoi denti.
Prendi, e dagli spaventi
tanto sentimentali,
tiri le diagonali dei sospiri violenti.
Svegliata la mattina,
guardi nel posto accanto
lo sfinito e per quanto
respira o non respira.
Sai che non si è mai la propria vita,
la tua ti serve appunto per certezza,
tu vivi e lasci vivere te stessa
con un congedo, con una carezza
sicura con la mano, sicura con la mano,
con la guancia perplessa.
Sciolta come le braccia
scomparirà la neve:
per sempre se ne andrà,
e se dovrà ricadere
sarà come un armadio che si sgancia
e precipita dal cielo in tante schegge.
E tuttavia, però comunque sia,
bellezza e compagnia
non vanno bene,
non si legano insieme.
Risentirai la neve risuonare
dentro le risatine,
come un piacere
che non sai trattenere.
La neve tornerà come un pretesto
dipinta e sempre finta,
e tu la irridi,
la lusinghi e la sfidi
e la solleva il tuo sbuffo selvaggio.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
Non un complotto e non una soffiata,
nemmeno tra le ciglia,
perché tu sbatta gli occhi,
e non un parapiglia senza sbocchi:
niente di tutto questo,
ma saranno le disinvolture,
ed Alcune Noncuranze a tradirti:
come tu resti seduta sulla sponda del letto,
come non dici nulla, quando non lo dici.
Perché lo hai deciso, e fai sì con la testa,
come una ginnastica,
perché lo hai deciso
di perdere il filo.
Saranno queste cose un poco oziose a tradirti:
sarà un prurito quando non esiste,
e invece ti soccorri con quell'unghia fatta apposta
per essere un bisturi che in mano a te
diventa decorosa. Innocente,
perché curatissima, sarai tradita
dalle tentazioni, nelle quali saprai
come cadere, ossia da sola,
solo arricciando il naso,
in modo sorridente,
quando il sorriso vive,
essendo bolla d'aria
tra il labbro e le gengive.
In campo scenderanno forze prive di forza,
le tue piegate dalle brezze estive,
e saranno a tradirti queste ondate di pigrizia,
di estenuazione senza alcun motivo.
Quando avvertirai, distinto, sopra tutto,
il profumo che sale dal tuo polso.
Quando ti sentirai rotonda in certi punti,
e in altri più in pianura
con zone inesplorate, lontane e lontane da te.
Quando una gamba atterra,
mentre tu sei distesa,
hai il peso di tutto quanto resta
sulla terra intera, meno te,
l'unica in questo momento
di cui non ti fidi,
e saranno dei nervi minori a tradirti.
Se cade un bicchiere da solo,
se vola una sedia sullo scaffale,
allora tutto ritorna normale.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
LA SPOSA OCCIDENTALE

 
      Lato B: 4
CAMPATI IN ARIA

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
Non dobbiamo avere pazienza, ma
accampare pretese intorno a noi
come in un assedio, ed essere aggrediti
dalle voglie più voluminose:
un fiore, che è un fiore,
io non te l'ho mai portato
vuoi improvvisato, vuoi confezionato, ma
trasferisco da te tutti i fiorai,
è più facile a dirsi,
e infatti te lo dico.
Ti piacciono i dolci
ed io sul tuo terrazzo impianto
un'impastatrice industriale
che mescola e sciorina la crema per le scale.
Se tu ti vesti, io sul tuo balcone
faccio calare in forma d'indumenti,
tutti i paracaduti ed un tendone bianco da sceicco
e la sua scimitarra per fermaglio
ed è più facile a dirsi che a dimostrarlo falso,
e infatti te lo dico perché non basta il pensiero.
Vuoi prendere un treno di notte
pieno di paralumi e di damasco per dormire,
sennò a che serve un treno:
alzo con le mie leve tutti i binari
e, senza alcun disagio di viaggiare in discesa,
scivolano da te tutti i vagoni.
Detto cosi' è semplice e infatti lo è detto cosi'.
Ti lascio immaginare cosa succederebbe
se tu volessi bere, se tu volessi nuotare,
se tu volessi l'ultimo centimetro di cima
del monte che ti pare
per farne niente o per otturare
un buchetto qualsiasi in fondo a un mare.
Trascurando il tempo ed il riso
tu escludi le risorse più abusive
che sono state mai precise come
sul tuo bel viso rilassato ed inespressivo.
Se nulla capivo, qui tu finalmente
nulla lasciavi germogliare sulla brulla,
paradossale, tra noi terra infondata,
dove sono i leoni,
ammattiti e marroni,
lasciando immaginare
la sposa occidentale.
La sposa occidentale che sembra quasi ridere
e invece lei respira,
quasi piangere, ma gira
dall'altra parte il viso, ma ritorna
portando sue notizie inaspettate;
amando tutto ciò che adora,
chiama con nomi fittizi le cose:
così, semmai, le rose
son spasimi, per ora.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
Sei molto presa dall'idea
che infine ci incontreremo:
vedi sempre la stessa scena,
e non si sa da dove venga io,
ma per comodità la mia figura
si forma in quel momento
e qualcosa ti cade di mano, anzi no.
Sei tornata a fiorire
tu vignetta gentile
con una fretta di furbe nubi d'aprile.
E provavo qualche cosa per te,
questo provai, soltanto che mi sfuggì
quella prova. Non ci vediamo che da sempre
e questa ti pare una buona ragione
per sporgere le labbra, come un fischio,
e poi guardare altrove, senza però fischiare,
cominci a capire chi siamo:
i nostri emissari venuti a discutere
molti punti difficoltosi.
Ho stravisto per te
non so chi, non so che,
resta lo stile delle agitate vigilie.
E il tumulto
che da te sortì,
detto così, so solo che mi sfuggì
qualche sussulto.
E tu nonostante ciò solleciti,
mesta, calma e onesta e un po' scolastica.
Potremmo per miracolo inciampare
con la stessa disinvoltura ed eleganza
con la quale sprofondano i piroscafi in mare,
con tutte le luci accese,
e si direbbe che a bordo c'era un ballo,
luccicando le stesse
vaghe spine, indigeste,
degli estri scritti,
tra i fitti immensi nerastri.
E ti strinsi,
ed il senso sparì:
essendo lì,
nel senso che mi sfuggì,
seguendo l'istinto,
tutto il senso che s'è letto, tutti i libri.
Fonte: QUI
 

 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun Ott 15, 2018 11:45 am, modificato 1 volta
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LUCIO BATTISTI: 1992 - COSA SUCCEDERA' ALLA RAGAZZA (L.P. 33 Giri - MC - CD)

Messaggio  mauro piffero il Mer Apr 04, 2018 1:32 pm

1. TITOLO:
 
1992 - COSA SUCCEDERA' ALLA RAGAZZA
 
# Etichetta: COLUMBIA # Catalogo: 472328-2 # Data pubblicazione: Ottobre 1992 # Matrici: COL 472328 1/ COL 472328 2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Registrato da Paul Wright e mixato da Gregg Jackman agli Studi Sarm West, Londra / Distribuito da Sony Music Entertaintment - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Cosa succederà alla ragazza è il 19º album discografico di Lucio Battisti, pubblicato il 6 ottobre 1992 dall'etichetta discografica Columbia.

Quarto disco di Battisti basato sui testi del paroliere Pasquale Panella, Cosa succederà alla ragazza persevera nella strada intrapresa con il precedente La sposa occidentale, con ritmiche e arrangiamenti ottenuti con strumentazioni computerizzate, orientati verso la techno-music. Può anche essere interpretato alla maniera di concept album, come si intendeva negli anni sessanta, con canzoni che raccontano, secondo lo stile poetico di Panella, la storia di una figura femminile, la ragazza del titolo.

Il disco
L'uscita del disco rispetta la cadenza biennale che sembra divenuto il tempo fisiologico necessario per la realizzazione di un album della coppia Battisti/Panella. Il precedente La sposa occidentale era prodotto da un batterista, Greg Walsh, che già aveva suonato in Don Giovanni, e Cosa succederà alla ragazza continua in questo solco, pur cambiando il gruppo di lavoro: con il produttore e batterista Andy Duncan sono presenti negli studi Sarm West di Londra soltanto altri due musicisti, il tastierista Lyndon Connah (che ha suonato con i Level 42) e il chitarrista Philip “Spike” Edney, conosciuto anche come «il quinto Queen» perché nei concerti della band di Freddie Mercury suona spesso le tastiere, dal momento che si tratta di un polistrumentista.

Andy Duncan, reduce da un tour con i Simple Minds, ha conosciuto Lucio Battisti durante le registrazioni di La sposa occidentale, dove suonava la batteria; d'altronde la gerarchia strumentale di Battisti è stata resa esplicita fino dal titolo del suo ottavo album, Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera, quindi prima la voce, poi la ritmica, poi il resto, non stupisce quindi il suo ricorso alla collaborazione con professionisti che testimonino l'importanza dell'elemento ritmico nella concezione generale di un album e nell'architettura musicale di una canzone.

In precedenza Andy Duncan ha lavorato come produttore e session man con numerosi artisti della scena pop rock britannica: i Boomtown Rats di Bob Geldof, gli Wham! e George Michael da solo, David Bowie, Pet Shop Boys, Frankie Goes to Hollywood, Robbie Williams, Kylie Minogue e, più di recente, Andrea Bocelli. È questo il sound che Battisti sta cercando.

La voce di Battisti, che canta sulle solite frequenze, si stende su un tappeto di tastiere con qualche intervento della chitarra elettrica, gli assoli d'organo sono molto semplici. La batteria è naturalmente in primo piano.

Nei testi di questo album Pasquale Panella sembra alla ricerca della sonorità della parola, molto più che nei dischi precedenti; l'effetto è quello di un significante che si fonde con la musica, senza riguardo per il significato, e si adatta a una musica dall'apparenza “automatica”, che all'ascolto ha l'aspetto a elica di una costruzione di Escher. Dal punto di vista dei testi, Cosa succederà alla ragazza è dominato dal sentimento puro, le canzoni sono labirinti di parole in bilico tra mantra e poesia che nuotano in un mare di immagini (le stesse che sono scomparse dalle sue famose copertine bianche). Pullulano inoltre i riferimenti religiosi.

Dall'album prende il titolo l'omonimo romanzo giallo dello scrittore Franco Ricciardiello (2014).

Copertina
La copertina del disco è completamente bianca con su scritto a mano l'acronimo del nome dell'album, ovvero C.S.A.R., acronimo che ricorda molto da vicino la parola russa CZAR (dal latino Caesar, oggi Zar e Kaiser).

Cosa succederà alla ragazza fu solo il 57º album più venduto in Italia nel 1992, raggiungendo come picco nella classifica settimanale il quinto posto e rimanendo in classifica per un totale di tredici settimane.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: COSA SUCCEDERA' ALLA RAGAZZA (LP, oltre a MC e CD)
 
   
 
   
 

 
 
Versione musicassetta
 



 
   
 

 
 
Edizione Compact Disc
 

 

 
   
 
 
 
4. TRACK LIST di: COSA SUCCEDERA' ALLA RAGAZZA
 
Lato A Lato B

  • A01 COSA SUCCEDERA' ALLA RAGAZZA
  • A02 TUTTE LE POMPE
  • A03 ECCO I NEGOZI
  • A04 LA METRO ECCETERA


  • B01 I SACCHI DELLA POSTA
  • B02 PERO' IL RINOCERONTE
  • B03 COSI' GLI DEI SAREBBERO
  • B04 COSA FARA' DI NUOVO
 
Lato A: 1
COSA SUCCEDERA' ALLA RAGAZZA

 
      Lato B: 1
I SACCHI DELLA POSTA

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
L'alba, la barba, la curva della gola, rasoiate che sono orli di gonna.
La luce ha ancora sonno ma si dà un tono da ostetrica che è urgente.
Apre gli occhi sul mondo partoriente ed è a disposizione l'alba, la barba, presa con le buone.
Offrire la gola al tocco leggero, l'alba la lanolina candida
gli uccelli appostatissimi nell'aria, come i chiodi senza quadri, alle pareti; ed è ancora mattina.
I pesci pesci pesci i pori pori, cosa succederà alla ragazza,
vede i pori con le corna come i tori; le corna curve
sono due ferventi trafficanti a bassa voce sotto la croce,
sotto la croce, nel loro dialetto antico, nel loro diletto pratico,
che la vogliono fare bollire, che la vogliono suonare, appesa al campanile.
Che la vogliono ricoprire di cioccolata, che la vogliono servire in bocca,
ad una bocca sterminata di forno:
che cosa le tocca sentire che cosa.
Allora ricordarsi di fare delle pose delle fotografie: che possono sempre servire,
e non se ne parli più.
Gesù, Gesù che non se ne parli più Gesù, Gesù ed è ancora mattina,
tutti sono pronti a bere qualcosa; e poi si riprende fiato, per fare le bolle acustiche.
Che la vogliono olio e limone; che la vogliono aggiustare: entriamo in un portone...
Che la vogliono un po' scoperta per accertare;
che la vogliono nell'ascensore, per implorarla da che piano a che piano,
acquetta, fuochino; la gloria all'ottavo.
Che la vogliono ricoprire di cioccolata, che la vogliono servire in bocca,
ad una bocca sterminata di forno:
che cosa le tocca, sentire che cosa.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:

Fiera, sommessa, repentina, breve
L'estensione variabile dei piedi,
L'andatura, l'adagio, lo svelto,
L'incedere e il procedere.
Poi le scarpe sono la precisa
Espressione del viso,
Andare passo passo, fare moto,
Per correre e agitarsi molto poco
Appena in tempo per
La messa cantata
Un altro po'.
Ed il treno era partito,
Svoltato l'angolo,
Aggirato il monumento,
Lungo le mura, rasente la barriera,
Di sotto il porticato,
Sfiorando la ringhiera,
La spalletta, la spalletta sul fiume.
Le scale, sulle scale, le scale,
Da un sarto senza manica sinistra,
Dall'ebanista discutendo se si possa
Chiamare diceria, il capriccio
Della cornice.
Perché non scende e uno,
Perché non sale e due,
I sacchi della posta,
Questa è l'ora,
Quasi da soli saltano,
Sugli sbarcatoi.
I quarti di buesse sanguinose,
Soggiogano ragazzi incappucciati,
Gli appuntamenti sono plateali:
Vedi venirsi incontro due vocali.
I cagnolini vanno avanti al trotto,
I cani grossi hanno scontri di botto,
Col non si sa che sia col non si sa.
I minutini, gli attimi, gli instanti
Tengono a bada tutti tutti quanti,
Ma le mezz'ore perse sono già funeste,
Son teste emerse e rifugiate leste,
Nelle finestre, nelle finestre.
A prima vista tutto è secondario,
Poi le scarpe sono la precisa volontà del viso,
Cominciano i miraggi: atti notori,
Col nastrino in gola,
Fanno i graziosi mentre fan la spola.
Patenti a fisarmonica, a soffietto
Hanno da dire e da ridire su tutto,
Licenze ancheggiatrici
Fanno adescamento;
Quindi i certificati sono
Pellirossa tutti lustrati.
Arrivederci ed uno
A risentirci e due,
Le parti per il corpo articolato,
Si piegano, si snodano polpose,
E succulente e ossee e nervose.
Il ginocchio, il polso, l'anca, il pennone,
Intorno al quale il muscolo fa vela;
Lo zigomo, la tempia, il metatarso;
Poi le scarpe,
Con i lacci o senza;
La faccia, arrivederci arrivederci.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 2
TUTTE LE POMPE

 
      Lato B: 2
PERO' IL RINOCERONTE

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
Quando le ha chiesto conosci
il tale il tal dei tali Tizio Caio,
ti dico che ho sentito, dice,
ti dico che ho sentito tutto il rosso
del sangue partirsene col nero
dei corvi e le cornacchie sopra il giallo,
le macchie ondose e lente,
dei campi gialleggianti di frumento,
ha sentito come un gran rivoltamento,
e cateratte urbane e vigili del fuoco
e din don dan,
tutti i bicchieri straripare dai bar,
scoppiando in un cin cin,
di bei cristalli isterici
Tutte Le Pompe, con l'acqua nelle vene,
si mettono a ballare,
e pioggiano di gioia.
Io ti vorrei incontrare però non lo vorrei.
Arriva lo schiumogeno e la gente,
sussulta di piacere è pronta a tutto,
a consumare lì sopra l'asfalto,
la scivolata delle relazioni;
lo sguazzo dell'ardire e dell'osare,
ed è da tanto tempo che volevo;
e dirmelo potevi dirlo prima:
o farmelo capire, o farmelo capire.
Le macchine rampando sulle ruote,
le gomme posteriori fanno un giro,
di piazza col pennacchio,
soffiato dai roventi radiatori;
lo struzzo, lo spauracchio,
il gongolo di gioia,
lo spruzzo e lo sbatacchio,
l'immensa scorciatoia,
per arrivare al sodo.
Una lady s'incendia un po' per sfizio,
e un po' per gaudio immenso anticipato.
E il suo marito in cravatta con la lingua,
diventa un calamaro così che non sfigura.
Marameo, marameo fanno i cupidi,
i frecciatori dal culetto nudo;
più fitti fitti più dei pipistrelli
nella notte stellata, che volano d'estate.
Però più belli, belli più bellini,
bianchi color del lilla gridellino;
ma non è notte è giorno:
magari è estate forse;
forse magari è estate,
cominciano le corse
tutti arrivando i primi:
i primi in una cosa,
una cosina dolce,
una cosina dolce.
Io ti vedrei davvero volentieri.
Volentieri davvero ti vedrei.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
Se non si cuoce a fuoco lento
rimane cruda dentro.
Al dunque quando può le piace
sentirsi al centro dei carciofi tenerelli.
Cosa sa, cosa sa
che gli animali sono esseri scorrevoli;
Però Il Rinoceronte ha il freno a mano,
l'amore è un gesto pazzo come rompere
una noce con il mento sopra il cuore,
e si dovrebbe vivere lontani
per essere creduti se si dice:
Qui è nato un disinganno mai allevato
e grosso come un bue,
mangiando poco,
e si dovrebbe vivere lontani e dire:
ho visto qual è il colmo
di me stessa,
sfilandomi un maglione sulla testa,
per ora si interessa all'infusione,
che dona brillantezza ai suoi capelli
e la parola chiave è rosmarino.
Il gusto si fa estivo a mezze maniche,
esaminando la Venere di Milo,
i riti i riti, ma che riti d'Egitto, tutto e`
fidanzamento
la colazione in tazza,
il pranzo, poi la cena e gli intermezzi,
basta non le si dica "Indovina chi sono"
e non te l'aspettavi ecco cose così
raggianti e tristi, cose di burro
in forma di conchiglia.
Sono io quella ragazza dice
puntando il dito come viene viene,
in uno sprazzo acrilico a colori
mimetici soltanto di se stessi,
e di un papero, a sbuffo accidentale,
contro un mazzo una messe di cielo,
o rosso mormorio di un acquitrino,
sono io quella ragazza,
infatti è lei.
Per lei un sovrano avrebbe rinunciato
a nascere, e un cammello si è lanciato
in una cruna d'ago, smascherando
l'acrobata di sabbia in sé sopito.
Sono io quella ragazza dice,
il giorno prima come il giorno dopo,
e il giorno in mezzo me lo metto al dito,
così sarà un anello e non un peso.
E per lei, qualche atleta contenzioso
si è battuto, smantellato da solo,
crollando coi talenti e i gusti intatti.
Sono io quella ragazza,
infatti è lei.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
ECCO I NEGOZI

 
      Lato B: 3
COSI' GLI DEI SAREBBERO

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
Deve essere stata una costosa
distillazione la marea del mare,
il cielo è più professionale:
premedita se stesso.
Il tempo, questo tempo è inaffidabile,
vengono giù gelati, poi rane,
un giorno baci celebri, un altro giorno
eliche in funzione.
E come informazione,
si sente spesso chiedere,
dov'è che si sistemano le capocchie ai fiammiferi
Queste le uscite spicce,
celeri così come lei le intuisce,
che veloci inceneriscono se stesse,
avanti un'altra: così si va, a spasso si va.
Ecco i negozi
e non le sembra più di stare a casa,
ecco cammina nell'uno e l'altro senso,
non avendo al fianco chi l'accompagnerebbe
nelle minime e le massime escursioni.
Ecco i negozi
che ingoiano tutti i fracassi,
non affliggono né stomaco né cuore, eccola
qui dov'è la padrona del proprio giro vita,
del proprio girocollo, del proprio giro periplo del
[corpo.
E lo spazio non è quella questione,
ecco i negozi, si può tacere senza
dare il silenzio come spiegazione:
ecco qui, tra le creature scisse,
tra chi entra e chi esce,
c'è uno scambio
di temperature.
Si diventa termometri contraddittori,
si passa tra le cose sfuse e vaghe,
come tra lacci d'alghe di tante
maghe Circi annegatrici,
dimenticando e poi dimenticando;
così sei fortunata: hai trovato
esattamente quello che cercavi:
tre bravi di caienna, ovvero,
un forchettino per i ravanelli.
Così sei fortunata: hai trovato
il posto più esclusivo della storia,
le pagine in cui Antonio
con Cleopatra, si strapazzano
ancora, come otarie
dalle braccia ormai implicite nell'altro,
sopravvissuti ad ogni nave che s'inabissò.
Immersi in un tripudio misto seta,
in una negligenza e oblio di sciarpe,
ed è come non mai non stare a casa.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
Le condizioni sono
atmosferiche comunque,
comunque meteorologiche,
e lei si è invaghita del bitume:
carbonio con idrogeno composto,
bollente ed odoroso, grasso in fusti,
colato e rimpastato, misto a scisti.
Così le salta in mente,
all'improvviso,
che esistono gli dei,
e dagli dei
proviene, per esempio, la numerosa serie dei profumi;
e lei se esistono gli dei sarebbe prediletta dal maestoso
ordigno in argentato, sovrumano
tubo di scappamento con solenni alucce
o pinne da raffreddamento.
E, cosa c'è da fare, vorrebbe lei
portare questa sera, come stola,
un raccordo anulare, un'intera fila alle poste
oppure la costiera amalfitana.
Si prende il nastro della merce scelta,
si ammorbidisce e si fa svolazzare,
si smussa e lei così lo può indossare,
vorrebbe lei per caso liquefare
un palazzo in cui l'innamorato sguazza
nel delirio, ridotto ad un cetaceo.
Si attiva un lanciafiamme,
un forno ad onde, oceanico,
un sesquipedale,
prospero per la pipa universale.
C'è da fare la spesa si fa,
da andare dal dentista ci si va,
e il trapanatore sarà un titillatore piumato.
Così come bambina, mancandole la esse,
lei diceva "Nettuno nettuno"
Così Gli Dei Sarebbero un intimo difetto di pronuncia.
C'è da fare una piazza, si fa:
si prende una balena con fontana inclusa e
traballanti cocomeri per occhi a tutti quanti,
ed alberi spioventi dalle orecchie.
E voci emerse sulla testa a delta
e i mignoli, gli eterni mignoletti,
suonati da pestanti martelletti.
Così lei, può passare di là
perché se c'è da fare
una cosa si fa.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
LA METRO ECCETERA

 
      Lato B: 4
COSA FARA' DI NUOVO

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
La metro dei riflessi,
gli sguardi verso il vetro,
gli appositi sostegni verticali,
le mani che fatali li discendono,
e quelli orizzontali, in alto i polsi e gli orologi
viaggiano da soli.
La metro, i seduti di fronte
sono semplicemente gli avanzati
dal viaggio precedente
che andava dove vanno
tutti i presentimenti, eccetera.
In un soffio di porta, fa' l'ingresso
la bella incatenata a testa alta;
invece i viaggiatori
sono entrati
col capo chino, e l'umiltà dei frati.
Bella incatenata dai sui stessi ormeggi:
la cinghia della borsa,
e stringhe mosce,
e fasce di camoscio e stratagemmi
dei morbidi tormenti d'organzino.
Si fa la trigonometria,
nei finestrini corrispondenti agli occhi alessandrini,
di lei che guarda fissa
un suo sussulto fuso nel vetro,
che le ricorda tanto un suo sussulto.
La metro piomba nella galleria,
come un eccetera eccetera,
che continua tremante veranda di lettura,
da un attico mittente, tutta giù a fendente.
E più di tutti
i giornali e i giornaletti
ha successo una scritta:
In caso di necessità
rompere il vetro,
e tutti i trasgressori saranno
eccetera.
La metro si avvicina
alla stazione prossima e rallenta.
I posti a sedere,
ad occhio e croce:
diciamo trentasei;
le scale sono mobili,
ma le pareti no,
e fermi i corridoi;
la folla passa e sale.
La metro accelera,
eccetera, eccetera,
e puntini di sospensione.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
Le quattro meno un quarto della notte,
Il sonno se n'è andato all'improvviso,
Si ferma il borbottio delle guanciotte
L'ombra è severa ma addolcisce il viso.
Cosa non farà più, cosa farà di nuovo,
Cosa farà di meno,
Seduta in mezzo al letto lei promette
Cosa non farà più.
Cosa farà di nuovo, cosa farà di meno,
Con un leggero margine d'incerto,
Con la sincerità di tutto il cuore
Leggero, pesante, volubile. Crede le dolcezze
Sono come
Le amarezze:
Pesi falsi senza pietà.
È una misericordia, un'operetta pia
Considerare adesso con che garbo
Ha piegato, ripiegato e messo via
Il maglioncino su un bracciolo, un gambo.
Cosa che rifarà, che rifarà di nuovo,
Non sa se più, se meno,
Seduta in mezzo al letto nel rispetto
Timido che ha di sé.
E le dolcezze sono,
Son come le amarezze
Con un cordiale ed umile sospiro
Si sente sangue del suo stesso sangue
E corpo del suo corpo in un bel giro
D'edera intorno a sé,
Con strette blande,
Non si resiste più
E non è più questione tra il giulivo e il triste.
Seduta in mezzo al letto lei promette:
Cosa non farà più,
Cosa farà di nuovo, cosa farà di meno,
Con un prudente margine d'incerto.
Le tre e quarantacinque della notte,
Il sonno se n'è andato all'improvviso,
Le dolcezze sono come le amarezze:
Strette blande senza pietà.
Nella notte, sonno sperso,
Ombra austera, caro il viso,
Con che garbo,
Con che umile sospiro:
Cosa non farà più,
Cosa farà di nuovo,
Cosa farà di meno.
Fonte: QUI
 

 


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LUCIO BATTISTI: 1994 - HEGEL (L.P. 33 Giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Apr 04, 2018 2:30 pm

1. TITOLO:
 
1994 - HEGEL
 
# Etichetta: NUMERO UNO # Catalogo: 74321-22916-2 # Data pubblicazione: 29 Settembre 1994 # Matrici: 74321-22916-1/2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Registrato e mixato da Chris Porter ai Porterhouse Studios, England / Distribuito da BMG Ariola - Roma
 
 
2. RECENSIONE:
 
Hegel è il 20º ed ultimo album discografico di Lucio Battisti, pubblicato il 29 settembre 1994 dall'etichetta discografica Numero Uno.

Il disco
Hegel è il quinto ed ultimo album di Lucio Battisti basato sui testi dell'autore Pasquale Panella. Questo disco, intitolato al filosofo Georg Wilhelm Friedrich Hegel, annovera nei testi di Panella un notevole numero di richiami filosofici all'estetica e alla vita del filosofo dell'idealismo tedesco (specialmente nelle canzoni Hegel, Tubinga, Estetica, La bellezza riunita); oltre alla title track vi è infatti una canzone intitolata all'evocativa città tedesca di Tubinga, dove Hegel soggiornò e fu studente in gioventù; sono inoltre presenti, a detta di alcuni, dei riferimenti ironici all'ex paroliere di Battisti, Mogol.

È l'unico album di Battisti ad essere originariamente pubblicato solo su CD senza essere accompagnato dall'LP. All'interno del cofanetto LB - Lucio Battisti, pubblicato nel 1998, è comunque reperibile una versione vinilica realizzata appositamente.

Copertina
La copertina dell'album, costituita da una E maiuscola, è stata oggetto di numerose interpretazioni: secondo alcuni, sarebbe l'iniziale della parola inglese "end", fine. Secondo altri, la stessa E sarebbe la lettera mancante della scritta C.S.A.R. (quindi C.E.S.A.R.) della copertina dell'album "Cosa succederà alla ragazza" pubblicato due anni prima.

Come il precedente, Hegel deluse sul piano del successo commerciale: fu il 68º album più venduto in Italia nel 1994, raggiungendo come picco nella classifica settimanale il quinto posto; rimase fra i primi cinquanta per sole otto settimane
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: HEGEL
 
   
 
   
 

 
 
Versione musicassetta
 

 
   
 

 
 
Edizione Compact Disc
 
   
 

 
 
 
4. TRACK LIST di: HEGEL
 
Lato A Lato B

  • A01 COSA SUCCEDERA' ALLA RAGAZZA
  • A02 TUTTE LE POMPE
  • A03 ECCO I NEGOZI
  • A04 LA METRO ECCETERA


  • B01 I SACCHI DELLA POSTA
  • B02 PERO' IL RINOCERONTE
  • B03 COSI' GLI DEI SAREBBERO
  • B04 COSA FARA' DI NUOVO
 
Lato A: 1
COSA SUCCEDERA' ALLA RAGAZZA

 
      Lato B: 1
I SACCHI DELLA POSTA

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
L'alba, la barba, la curva della gola, rasoiate che sono orli di gonna.
La luce ha ancora sonno ma si dà un tono da ostetrica che è urgente.
Apre gli occhi sul mondo partoriente ed è a disposizione l'alba, la barba, presa con le buone.
Offrire la gola al tocco leggero, l'alba la lanolina candida
gli uccelli appostatissimi nell'aria, come i chiodi senza quadri, alle pareti; ed è ancora mattina.
I pesci pesci pesci i pori pori, cosa succederà alla ragazza,
vede i pori con le corna come i tori; le corna curve
sono due ferventi trafficanti a bassa voce sotto la croce,
sotto la croce, nel loro dialetto antico, nel loro diletto pratico,
che la vogliono fare bollire, che la vogliono suonare, appesa al campanile.
Che la vogliono ricoprire di cioccolata, che la vogliono servire in bocca,
ad una bocca sterminata di forno:
che cosa le tocca sentire che cosa.
Allora ricordarsi di fare delle pose delle fotografie: che possono sempre servire,
e non se ne parli più.
Gesù, Gesù che non se ne parli più Gesù, Gesù ed è ancora mattina,
tutti sono pronti a bere qualcosa; e poi si riprende fiato, per fare le bolle acustiche.
Che la vogliono olio e limone; che la vogliono aggiustare: entriamo in un portone...
Che la vogliono un po' scoperta per accertare;
che la vogliono nell'ascensore, per implorarla da che piano a che piano,
acquetta, fuochino; la gloria all'ottavo.
Che la vogliono ricoprire di cioccolata, che la vogliono servire in bocca,
ad una bocca sterminata di forno:
che cosa le tocca, sentire che cosa.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:

Fiera, sommessa, repentina, breve
L'estensione variabile dei piedi,
L'andatura, l'adagio, lo svelto,
L'incedere e il procedere.
Poi le scarpe sono la precisa
Espressione del viso,
Andare passo passo, fare moto,
Per correre e agitarsi molto poco
Appena in tempo per
La messa cantata
Un altro po'.
Ed il treno era partito,
Svoltato l'angolo,
Aggirato il monumento,
Lungo le mura, rasente la barriera,
Di sotto il porticato,
Sfiorando la ringhiera,
La spalletta, la spalletta sul fiume.
Le scale, sulle scale, le scale,
Da un sarto senza manica sinistra,
Dall'ebanista discutendo se si possa
Chiamare diceria, il capriccio
Della cornice.
Perché non scende e uno,
Perché non sale e due,
I sacchi della posta,
Questa è l'ora,
Quasi da soli saltano,
Sugli sbarcatoi.
I quarti di buesse sanguinose,
Soggiogano ragazzi incappucciati,
Gli appuntamenti sono plateali:
Vedi venirsi incontro due vocali.
I cagnolini vanno avanti al trotto,
I cani grossi hanno scontri di botto,
Col non si sa che sia col non si sa.
I minutini, gli attimi, gli instanti
Tengono a bada tutti tutti quanti,
Ma le mezz'ore perse sono già funeste,
Son teste emerse e rifugiate leste,
Nelle finestre, nelle finestre.
A prima vista tutto è secondario,
Poi le scarpe sono la precisa volontà del viso,
Cominciano i miraggi: atti notori,
Col nastrino in gola,
Fanno i graziosi mentre fan la spola.
Patenti a fisarmonica, a soffietto
Hanno da dire e da ridire su tutto,
Licenze ancheggiatrici
Fanno adescamento;
Quindi i certificati sono
Pellirossa tutti lustrati.
Arrivederci ed uno
A risentirci e due,
Le parti per il corpo articolato,
Si piegano, si snodano polpose,
E succulente e ossee e nervose.
Il ginocchio, il polso, l'anca, il pennone,
Intorno al quale il muscolo fa vela;
Lo zigomo, la tempia, il metatarso;
Poi le scarpe,
Con i lacci o senza;
La faccia, arrivederci arrivederci.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 2
TUTTE LE POMPE

 
      Lato B: 2
PERO' IL RINOCERONTE

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
Quando le ha chiesto conosci
il tale il tal dei tali Tizio Caio,
ti dico che ho sentito, dice,
ti dico che ho sentito tutto il rosso
del sangue partirsene col nero
dei corvi e le cornacchie sopra il giallo,
le macchie ondose e lente,
dei campi gialleggianti di frumento,
ha sentito come un gran rivoltamento,
e cateratte urbane e vigili del fuoco
e din don dan,
tutti i bicchieri straripare dai bar,
scoppiando in un cin cin,
di bei cristalli isterici
Tutte Le Pompe, con l'acqua nelle vene,
si mettono a ballare,
e pioggiano di gioia.
Io ti vorrei incontrare però non lo vorrei.
Arriva lo schiumogeno e la gente,
sussulta di piacere è pronta a tutto,
a consumare lì sopra l'asfalto,
la scivolata delle relazioni;
lo sguazzo dell'ardire e dell'osare,
ed è da tanto tempo che volevo;
e dirmelo potevi dirlo prima:
o farmelo capire, o farmelo capire.
Le macchine rampando sulle ruote,
le gomme posteriori fanno un giro,
di piazza col pennacchio,
soffiato dai roventi radiatori;
lo struzzo, lo spauracchio,
il gongolo di gioia,
lo spruzzo e lo sbatacchio,
l'immensa scorciatoia,
per arrivare al sodo.
Una lady s'incendia un po' per sfizio,
e un po' per gaudio immenso anticipato.
E il suo marito in cravatta con la lingua,
diventa un calamaro così che non sfigura.
Marameo, marameo fanno i cupidi,
i frecciatori dal culetto nudo;
più fitti fitti più dei pipistrelli
nella notte stellata, che volano d'estate.
Però più belli, belli più bellini,
bianchi color del lilla gridellino;
ma non è notte è giorno:
magari è estate forse;
forse magari è estate,
cominciano le corse
tutti arrivando i primi:
i primi in una cosa,
una cosina dolce,
una cosina dolce.
Io ti vedrei davvero volentieri.
Volentieri davvero ti vedrei.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
Se non si cuoce a fuoco lento
rimane cruda dentro.
Al dunque quando può le piace
sentirsi al centro dei carciofi tenerelli.
Cosa sa, cosa sa
che gli animali sono esseri scorrevoli;
Però Il Rinoceronte ha il freno a mano,
l'amore è un gesto pazzo come rompere
una noce con il mento sopra il cuore,
e si dovrebbe vivere lontani
per essere creduti se si dice:
Qui è nato un disinganno mai allevato
e grosso come un bue,
mangiando poco,
e si dovrebbe vivere lontani e dire:
ho visto qual è il colmo
di me stessa,
sfilandomi un maglione sulla testa,
per ora si interessa all'infusione,
che dona brillantezza ai suoi capelli
e la parola chiave è rosmarino.
Il gusto si fa estivo a mezze maniche,
esaminando la Venere di Milo,
i riti i riti, ma che riti d'Egitto, tutto e`
fidanzamento
la colazione in tazza,
il pranzo, poi la cena e gli intermezzi,
basta non le si dica "Indovina chi sono"
e non te l'aspettavi ecco cose così
raggianti e tristi, cose di burro
in forma di conchiglia.
Sono io quella ragazza dice
puntando il dito come viene viene,
in uno sprazzo acrilico a colori
mimetici soltanto di se stessi,
e di un papero, a sbuffo accidentale,
contro un mazzo una messe di cielo,
o rosso mormorio di un acquitrino,
sono io quella ragazza,
infatti è lei.
Per lei un sovrano avrebbe rinunciato
a nascere, e un cammello si è lanciato
in una cruna d'ago, smascherando
l'acrobata di sabbia in sé sopito.
Sono io quella ragazza dice,
il giorno prima come il giorno dopo,
e il giorno in mezzo me lo metto al dito,
così sarà un anello e non un peso.
E per lei, qualche atleta contenzioso
si è battuto, smantellato da solo,
crollando coi talenti e i gusti intatti.
Sono io quella ragazza,
infatti è lei.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
ECCO I NEGOZI

 
      Lato B: 3
COSI' GLI DEI SAREBBERO

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
Deve essere stata una costosa
distillazione la marea del mare,
il cielo è più professionale:
premedita se stesso.
Il tempo, questo tempo è inaffidabile,
vengono giù gelati, poi rane,
un giorno baci celebri, un altro giorno
eliche in funzione.
E come informazione,
si sente spesso chiedere,
dov'è che si sistemano le capocchie ai fiammiferi
Queste le uscite spicce,
celeri così come lei le intuisce,
che veloci inceneriscono se stesse,
avanti un'altra: così si va, a spasso si va.
Ecco i negozi
e non le sembra più di stare a casa,
ecco cammina nell'uno e l'altro senso,
non avendo al fianco chi l'accompagnerebbe
nelle minime e le massime escursioni.
Ecco i negozi
che ingoiano tutti i fracassi,
non affliggono né stomaco né cuore, eccola
qui dov'è la padrona del proprio giro vita,
del proprio girocollo, del proprio giro periplo del
[corpo.
E lo spazio non è quella questione,
ecco i negozi, si può tacere senza
dare il silenzio come spiegazione:
ecco qui, tra le creature scisse,
tra chi entra e chi esce,
c'è uno scambio
di temperature.
Si diventa termometri contraddittori,
si passa tra le cose sfuse e vaghe,
come tra lacci d'alghe di tante
maghe Circi annegatrici,
dimenticando e poi dimenticando;
così sei fortunata: hai trovato
esattamente quello che cercavi:
tre bravi di caienna, ovvero,
un forchettino per i ravanelli.
Così sei fortunata: hai trovato
il posto più esclusivo della storia,
le pagine in cui Antonio
con Cleopatra, si strapazzano
ancora, come otarie
dalle braccia ormai implicite nell'altro,
sopravvissuti ad ogni nave che s'inabissò.
Immersi in un tripudio misto seta,
in una negligenza e oblio di sciarpe,
ed è come non mai non stare a casa.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
Le condizioni sono
atmosferiche comunque,
comunque meteorologiche,
e lei si è invaghita del bitume:
carbonio con idrogeno composto,
bollente ed odoroso, grasso in fusti,
colato e rimpastato, misto a scisti.
Così le salta in mente,
all'improvviso,
che esistono gli dei,
e dagli dei
proviene, per esempio, la numerosa serie dei profumi;
e lei se esistono gli dei sarebbe prediletta dal maestoso
ordigno in argentato, sovrumano
tubo di scappamento con solenni alucce
o pinne da raffreddamento.
E, cosa c'è da fare, vorrebbe lei
portare questa sera, come stola,
un raccordo anulare, un'intera fila alle poste
oppure la costiera amalfitana.
Si prende il nastro della merce scelta,
si ammorbidisce e si fa svolazzare,
si smussa e lei così lo può indossare,
vorrebbe lei per caso liquefare
un palazzo in cui l'innamorato sguazza
nel delirio, ridotto ad un cetaceo.
Si attiva un lanciafiamme,
un forno ad onde, oceanico,
un sesquipedale,
prospero per la pipa universale.
C'è da fare la spesa si fa,
da andare dal dentista ci si va,
e il trapanatore sarà un titillatore piumato.
Così come bambina, mancandole la esse,
lei diceva "Nettuno nettuno"
Così Gli Dei Sarebbero un intimo difetto di pronuncia.
C'è da fare una piazza, si fa:
si prende una balena con fontana inclusa e
traballanti cocomeri per occhi a tutti quanti,
ed alberi spioventi dalle orecchie.
E voci emerse sulla testa a delta
e i mignoli, gli eterni mignoletti,
suonati da pestanti martelletti.
Così lei, può passare di là
perché se c'è da fare
una cosa si fa.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
LA METRO ECCETERA

 
      Lato B: 4
COSA FARA' DI NUOVO

 
     

Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
La metro dei riflessi,
gli sguardi verso il vetro,
gli appositi sostegni verticali,
le mani che fatali li discendono,
e quelli orizzontali, in alto i polsi e gli orologi
viaggiano da soli.
La metro, i seduti di fronte
sono semplicemente gli avanzati
dal viaggio precedente
che andava dove vanno
tutti i presentimenti, eccetera.
In un soffio di porta, fa' l'ingresso
la bella incatenata a testa alta;
invece i viaggiatori
sono entrati
col capo chino, e l'umiltà dei frati.
Bella incatenata dai sui stessi ormeggi:
la cinghia della borsa,
e stringhe mosce,
e fasce di camoscio e stratagemmi
dei morbidi tormenti d'organzino.
Si fa la trigonometria,
nei finestrini corrispondenti agli occhi alessandrini,
di lei che guarda fissa
un suo sussulto fuso nel vetro,
che le ricorda tanto un suo sussulto.
La metro piomba nella galleria,
come un eccetera eccetera,
che continua tremante veranda di lettura,
da un attico mittente, tutta giù a fendente.
E più di tutti
i giornali e i giornaletti
ha successo una scritta:
In caso di necessità
rompere il vetro,
e tutti i trasgressori saranno
eccetera.
La metro si avvicina
alla stazione prossima e rallenta.
I posti a sedere,
ad occhio e croce:
diciamo trentasei;
le scale sono mobili,
ma le pareti no,
e fermi i corridoi;
la folla passa e sale.
La metro accelera,
eccetera, eccetera,
e puntini di sospensione.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Lucio Battisti, Pasquale Panella
Orchestra: In studio
 
Testo:
Le quattro meno un quarto della notte,
Il sonno se n'è andato all'improvviso,
Si ferma il borbottio delle guanciotte
L'ombra è severa ma addolcisce il viso.
Cosa non farà più, cosa farà di nuovo,
Cosa farà di meno,
Seduta in mezzo al letto lei promette
Cosa non farà più.
Cosa farà di nuovo, cosa farà di meno,
Con un leggero margine d'incerto,
Con la sincerità di tutto il cuore
Leggero, pesante, volubile. Crede le dolcezze
Sono come
Le amarezze:
Pesi falsi senza pietà.
È una misericordia, un'operetta pia
Considerare adesso con che garbo
Ha piegato, ripiegato e messo via
Il maglioncino su un bracciolo, un gambo.
Cosa che rifarà, che rifarà di nuovo,
Non sa se più, se meno,
Seduta in mezzo al letto nel rispetto
Timido che ha di sé.
E le dolcezze sono,
Son come le amarezze
Con un cordiale ed umile sospiro
Si sente sangue del suo stesso sangue
E corpo del suo corpo in un bel giro
D'edera intorno a sé,
Con strette blande,
Non si resiste più
E non è più questione tra il giulivo e il triste.
Seduta in mezzo al letto lei promette:
Cosa non farà più,
Cosa farà di nuovo, cosa farà di meno,
Con un prudente margine d'incerto.
Le tre e quarantacinque della notte,
Il sonno se n'è andato all'improvviso,
Le dolcezze sono come le amarezze:
Strette blande senza pietà.
Nella notte, sonno sperso,
Ombra austera, caro il viso,
Con che garbo,
Con che umile sospiro:
Cosa non farà più,
Cosa farà di nuovo,
Cosa farà di meno.
Fonte: QUI
 

 
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