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REMI' LE SUE AVVENTURE - 1979

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REMI' LE SUE AVVENTURE - 1979 Empty REMI' LE SUE AVVENTURE - 1979

Messaggio  settenote il Ven Ago 05, 2011 8:01 am



REMI’ LE SUE AVVENTURE

  • TITOLO ITALIANO: "Remì" / "Ascolta sempre il cuore, Remì"
  • TITOLO ORIGINALE: "Ie Naki Ko"
  • PRODUZIONE: TMS Tokyo Movie Shinsha, 1977
  • TRASMESSO IN ITALIA: RaiUno, dall'ottobre 1979 / Italia 1, dal febbraio 1999; Italia Teen Television (repliche, dal giugno 2004) (con il titolo "Ascolta sempre il cuore, Remì"); Boing (repliche, dal 9 ottobre 2006); Hiro (repliche, dal 24 gennaio 2010)
  • NUMERO EPISODI: 51
  • DURATA EPISODIO: 24 minuti
  • REGIA: Osamu Dezaki
  • SCENEGGIATURA: Haruya Yamazaki, Tsunehisa Ito
  • MUSICHE: Takeo Watanabe
  • SIGLA: Edizione Rai: "Remi, le sue avventure", cantata da Giampi Daldello e i ragazzi di Remì (Edizione Cetra 1979) - Edizione Mediaset: + dal 1999: "Ascolta sempre il cuore, Remì", cantata da Cristina D'Avena + dal marzo 2003: "Remi, le sue avventure", cantata da Giampi Daldello e i ragazzi di Remì.

 
1.GENERALITA':

Remì le sue avventure è un anime giapponese creato dalla Tokyo Movie Shinsha nel 1977, tratto dal romanzo "Senza famiglia" (Sans famille) dello scrittore francese Hector Malot.
È stato trasmesso in Italia su Raiuno a partire dall'ottobre 1979 con il titolo "Remì le sue avventure".
La sigla era cantata da "I ragazzi di Remì" e firmata da Vince Tempera.

Nel 1999 Mediaset ha trasmesso una nuova edizione dal titolo Ascolta sempre il cuore Remì con una nuova sigla di Cristina D'Avena con titolo omonimo e rifacendone interamente il doppiaggio.

Nel 2003 la stessa Mediaset ha riproposto l'anime con la vecchia sigla del 1979 pur mantenendo le immagini e il titolo della nuova sigla.

A differenza della serie del 1996 "Dolce piccola Remì" della Nippon Animation, ispirato assai più liberamente allo stesso romanzo e che ha per protagonista una bambina, questa versione ha come protagonista un ragazzo ed è molto più rispondente alla trama originale del libro.
 
Fonte: QUI
 
 
2. TRAMA:
 
Nato a Londra da una nobile famiglia inglese, Richard Milligan viene rapito ancora in fasce per ordine dello zio che vuol diventare unico erede delle fortune di famiglia.
I rapitori lasciano il neonato in Francia a Parigi, dove il signor Gerolamo Barberin lo trova per caso e decide di allevarlo insieme alla moglie, dandogli il nome di Remì.
Il padre lavora come muratore a Parigi e manda i pochi soldi che guadagna alla moglie in paese, ma un brutto giorno si infortuna cadendo da un'impalcatura, rimanendo invalido al lavoro; fa causa al padrone del cantiere spendendo tutti i soldi della famiglia nel processo, ma la perde: la famiglia è completamente rovinata ed è costretta a vendere l'unica mucca per ripagare i debiti.
Remì ora è una bocca di troppo da sfamare e il signor Barberin accetta la proposta del signor Vitali, incontrato per caso in una locanda della città, che si dice interessato a prendersi cura del ragazzino ormai di otto anni, e farlo lavorare nella sua compagnia artistica ambulante.
La decisione spezza il cuore della madre adottiva, che non accetta la decisione del marito, ma Remì è ormai partito ed è un membro della compagnia Vitali, assieme ai cani Capi, Zerbino, Dolce ed alla scimmietta Joli Coeur.
Col passare del tempo Remì si integra perfettamente nella compagnia, imparando a fare parecchi numeri divertenti con gli animali, ma i momenti sereni terminano quando il signor Vitali, per difendere il suo cane Capi dai maltrattamenti di un gendarme, finisce in carcere per due mesi.
Remì è così costretto ad addossarsi il carico del mantenimento degli animali e quando ormai, stremato e senza cibo è assalito dalla disperazione, incontra casualmente la signora Milligan, che con la sua imbarcazione, il Cigno, sta risalendo i fiumi della Francia nella speranza di guarire il figlioletto Arthur colpito da una grave forma di artrosi alle gambe. La signora Milligan è in realtà la vera madre di Remì, ma sia lei sia il ragazzo non hanno assolutamente idea del legame che li unisce.
Accolto sulla barca, Remì accetta di passare sul Cigno i mesi che lo separano dalla scarcerazione del signor Vitali e il lungo soggiorno del ragazzo a bordo, porta la signora a convincersi che il suo primogenito Richard, rapito in tenera età, sia ancora vivo.
Allo scadere del secondo mese, Vitali viene liberato e Remì si rimette in viaggio con lui, ma la vita della compagnìa subisce un duro colpo durante lo stesso inverno di quell'anno. Le nevicate insistenti non lasciano scampo a chi, come loro, si rifugia in una capanna nei boschi: nella notte i lupi sbranano Zerbino e Dolce, inoltre la scimmietta si ammala di una preoccupante polmonite. Vitali si rende conto dell'impossibilità di sopravvivere in condizioni simili e decide di trovare una sistemazione per il suo figlioccio. Il destino però non gli sorride, una seconda tormenta gli è fatale e dopo la morte della scimmietta pochi giorni prima, muore lasciando solo il ragazzo, che sopravvive solo perché il fedele Capi lo salva scaldandolo con il suo corpo.
Il ragazzo semiassiderato viene trovato dalla famiglia Acquin, che lo cura e lo accoglie come un figlio, anche per la forte simpatìa che per lui nutre Elisa la più piccola delle figlie, che per una malattia infantile ha perso l'uso della parola. Non passa molto tempo che la sciagura si abbatte senza pietà anche sulla famiglia Acquin, la quale, già indebitatasi per costruire una serra di fiori, perde ogni cosa dopo che una violenta grandinata distrugge tutte le serre. Il padre, condannato al carcere per debiti e alla confisca dei beni, lascia i figli presso i suoi parenti sparsi per la Francia, ma per Remì non c'è posto. Il ragazzo promette ai nuovi fratelli che avrebbe fatto da collegamento fra loro, andandoli a trovare a turno e va a Parigi, dove ritrova un vecchio amico, Mattìa, che per sopravvivere escogita ogni stratagemma ai limiti della legalità.
Intanto anche Gerolamo Barberin si reca a Parigi per cercare Remì e consegnarlo all'avvocato Galley che sta cercando il ragazzo per conto della sua vera famiglia. Ma Gerolamo è gravemente malato e ritrova Remì solamente quando è ormai in fin di vita. Prima di morire rivela al ragazzo che sua madre è ancora viva e che lo sta cercando.
A questo punto Remì e Mattia decidono di partire per l'Inghilterra per recarsi dall'avvocato Galley, ma cadono senza volerlo nel tranello teso dai Driscoll, che fingendosi la vera famiglia di Remì, avevano incaricato Galley di ritrovare il ragazzino per poi usarlo come ostaggio ed estorcere denaro ai veri genitori. I due ragazzi sono quindi catturati dai Driscoll e durante la loro prigionia scoprono casualmente che la vera madre di Remì è proprio la signora Milligan che Remì aveva incontrato tanto tempo prima in Francia.
Mattia e Remì organizzano un piano di fuga, ma proprio quando sembrano poter sfuggire ai Driscoll, l'intera banda, autrice di numerosi furti viene arrestata della polizia londinese assieme allo stesso Remì durante una retata. Remì si professa estraneo alla banda, ma l'ispettore della polizia, non convinto della sua versione, lo invia al riformatorio. Mattia, con l'aiuto di Bob, un amico dei due ragazzi, riesce però a farlo fuggire. Finalmente Remì e Mattia possono ritornare in Francia alla ricerca della signora Milligan, la vera madre di Remì.
La fortuna comincia a sorridere al ragazzo ormai diventato quasi undicenne: la signora Milligan, infatti, ha incontrato casualmente Beniamino, uno dei figli del signor Acquin, il quale le ha raccontato le peripezie del ragazzo accennando alle sue misteriose origini di trovatello. La donna, insospettita dalle ombre sul passato di Remì, decide di andare fino in fondo alla faccenda e si reca al villaggio di Chavanon per incontrare la donna che lo ha trovato ed allevato nei primi anni di vita. Il vestito indossato dal bambino, ancora conservato dalla signora Barberin, non lascia dubbi alla nobile inglese: ora sa che Remì è il bambino che le venne rapito ancora in fasce.
Anche Mattìa e Remì arrivano poco dopo a Chavanon, e la madre adottiva informa Remì che la signora Milligan è appena partita per Ginevra con il figlio Arthur e con la piccola Elisa. Arthur dovrà essere operato e Elisa sarà visitata da un esperto per tentare di farla parlare di nuovo.
A Ginevra si ha l'incontro finale della serie: Remì ritrova la sua vera madre e Elisa, che finalmente riesce a parlare di nuovo dopo aver rivisto il suo adorato Remì. Ora la tranquillità sembra entrare nella sua vita e Remì potrebbe fermarsi con Mattia nella casa della signora Milligan, tuttavia i due ragazzi decideranno di proseguire per un po' il loro viaggio per la Francia per raggiungere la loro totale indipendenza.
Dieci anni dopo Remì sposerà la dolce Elisa e diverrà avvocato, Mattìa invece sfrutterà il suo grande talento nella musica e diventerà un violinista di fama internazionale.
 
Font: QUI
 
 
3. PERSONAGGI:
 
REMI'
- Al grande pubblico dei cartofili il ragazzo di Chavanon è noto per le sue peripezie non proprio assistite dalla fortuna. Le sciagure sono così frequenti nella sua vita, che anche lo spettatore dotato di buona dose di ottimismo e di vivide speranze nel futuro, sente vacillare il terreno sotto i suoi piedi. Il giovane protagonista conosce un destino difficile già da quando è in fasce: rapito dallo zio e lasciato in un vicolo di Parigi in pasto al primo passante mosso a compassione. Come inizio non è il massimo, invano si cercherebbe di peggio. Ma, come detto, questo è solo l'inizio: il padre adottivo, persa l'abilità al lavoro, crede di fare buona cosa liberandosi del piccolo trovatello, guadagnandoci una manciata di franchi.
Inizia il vagabondare lungo tutte le 17 ore (20 minuti X 51 episodi) di durata della serie.
La strada insegna tanto al ragazzino di campagna, molto più di quanto potesse immaginare. Se ne vedono di tutti i colori: separazioni strazianti, morti precoci, grandinate nefaste, nevicate mortali, sequestri di persona, maltrattamenti ai minori, navigazioni tempestose e persino carcerazioni ingiuste.
Eppure il ragazzo di Chavanon non si abbatte, o meglio, si abbatte ma poi si riprende. Ha tutta la comprensione dello spettatore, ma non quella del destino: il suo peregrinare diventa un'odissea abbonata alla sventura. Persino dalla sua arpa emanano suoni dolciastri, impregnati della nostalgia di chi sa di poter solo sognare senza realizzare mai ciò che desidera. Incontra la madre senza sapere la sua identità: quando se ne accorge è prigioniero di loschi sequestratori. Finanche il braccio forte della giustizia non gli crede, anzi, lo vorrebbe rinchiuso in un riformiatorio per minorenni: viene il dubbio che ad essere rieducata debba essere un'umanità così gelida e disumana.
La neve gli uccide mezza compagnia di animali, al resto pensano i lupi affamati; la grandine stermina una famiglia di agricoltori; un fiume inonda i cunicoli sotterranei delle miniere. Ma la volontà di Remì non si piega: il desiderio di rialzarsi supera le intemperie, la voglia della verità resiste ai colpi inferti dalla vita a tratti crudele e sorda ai suoi desideri.
Lui guarda al futuro, come gli ha insegnato il suo maestro. Altro proprio non gli resta da fare..
 
IL SIGNOR VITALI
- In arte Vitali, all'anagrafe Carlo Balzani, tenore di grande fama internazionale. Anche lui non è proprio baciato dalla buona sorte. Per un incidente inspiegabile perde la voce e si ritira dalla scena e inizia il suo vagabondare fatto di esibizioni e stenti. Incrocia in una locanda il padre di Remì e si offre di affittarlo. Per 40 franchi ottiene il ragazzo che diventa suo figlio adottivo.
Gli insegna a leggere e a scrivere, la musica e la vita stessa. Il buon vecchio attore, si rende conto che la sua vita non ha alcun senso se priva del ragazzo di Chavanon e decide di dedicargliela per intero. Gli offre tutto ciò che possiede, persino il suo calore umano, per evitargli l'assideramento sotto le nevi implacabili dell'inverno. La sua morte arriva tanto dolce quanto dolorosamente precoce. Se ne va nel silenzio, lo stesso nel quale si era rifugiato anni prima, allo spirare dei suoi successi pubblici.
 
LA SIGNORA BARBERIN
- Donna affettuosa e madre di fatto dell'eroe-bambino. La sua benevolenza materna trova un insormontabile muro nelle miserie, non solo economiche, del marito reso mostruoso dalla rassegnazione prima ancora che dagli infortuni.
La sua resa di fronte alla brutalità delle scelte fatte dal consorte, è inaccettabile agli occhi di chiunque.
Perso il figlioletto adottato, rimane dov'è, nella flebile ed insopportabile speranza che ritorni, forse, un giorno.
Prima di perdere il figlioletto, aveva deciso di vendere la mucca, il preludio alla disperazione senza ritorno. Le sue fatiche materne, l'amorevole premura verso la creatura ritrovata, si perdono nelle nebbie della povertà e negli abissi delle avversità.
 
IL SIGNOR BARBERIN
- Una nota stonata nella serie, una tra le tante. La sua brutalità contrasta con la dolcezza delle melodie dell'arpa di Remì, un contrasto così stridente da sembrare la condanna definitiva e senza appelli per un personaggio che sembra nei primi episodi l'incarnazione della cattiveria.
Il pover'uomo si rifà solo nel 40° episodio, quando, in punto di morte rivela al figlio come trovare la madre.
Una magra consolazione per un gesto che ha segnato tutta la vita del ragazzino.
La serie gli fa lo "sgambetto" facendone vedere il volto peggiore senza mostrarne l'aspetto più amorevole, quello precedente l'incidente.
Ci si chiede come un simile soggetto possa essere il consorte della dolce signora Barberin; se non fosse tratto da un romanzo ben più ricco di dettagli, si direbbe una vera falla nella sceneggiatura.
 
LA SIGNORA MILLIGAN
- Eccola la stella più brillante della serie. La donna che viaggia su una barca che sembra volare sulle acque, con le ali dello stesso cigno raffigurato sullo stemma del casato. Prima ancora della sua imbarcazione, è lei il cigno di famiglia: la sua bellezza è solo un'allusione alla generosità che la contraddistingue: non le basta vedere camminare il suo secondogenito, non si accontenta nemmeno di restituire a Lisa la parola smarrita tra le ombre della solitudine, vuole di più: ritrova il figlio e ne adotta la famiglia al completo, animali inclusi.
La donna brilla di luce propria, convinta di cercare il figlioletto scomparso e premiata per la sua tencia.
 
MATTIA
- La sua scuola è la strada, la sua filosofia è la sopravvivenza quotidiana, il furto non è un reato, ma una necessità vitale.
Questo giovane ladruncolo di città, che deve inventarne di tutti i colori per procurarsi da vivere, è il "jolly" della serie: le sue idee sbrogliano le peggiori situazioni, evitano guai, più che migliore amico, si rivela la salvezza di Remì.
Progetta la fuga dal treno in corsa, che riesce anche grazie alle sue doti recitative e alla sua inventiva da artista girovago.
Pur sapendo di essere un genietto del violino, preferisce la vita all'aperto e la missione di trovare la mamma dell'amichetto.
Oggi si direbbe che certe cose capitano solo nei film, anzi...nei cartoni animati.
 
LISA ACQUIN
- La bimba della famiglia Acquin è la sola a non poter parlare.
Ma il suo non è un problema di corde vocali: qualcuno può riuscire nell'impresa di restituirle la parola.
Niente medici, niente cure: serve solo una forte emozione, qualcosa che risvegli in lei il desiderio della vita più intenso e più appassionato.
Ci vuole un Remì che risvegli in lei quello spirito nuovo.
Quando questo avviene, nel penultimo episodio, la serie conosce un fiore che sboccia e che sa non poter appassire. La serie ci svela un matrimonio che avverrà solo dieci anni dopo, nel futuro della serie.
Era già scritto.
 
IL CANE CAPI
- Non a caso è l'unico animale tra i personaggi: non tanto per fedeltà ammirevole ai suoi padroni, quanto perché è l'unico sopravvissuto alle intemperie della vita. Un bel primato in una serie tempestata di sciagure. I suoi compagni si perdono per strada, non per carenza di olfatto, ma per disgrazie capitate una dietro l'altra. Dolce e Zerbino finiscono nelle fauci dei lupi, Belcore sceglie la morte sul set della strada, dove voleva rimanere. Nel mondo che non conosce umanità, sembrano davvero i più umani di tutti.
 
 
ALTRI PERSONAGGI:

Cuore allegro
Come dice il signor Vitallis, Happy Heart è la star dell'azienda. È quello che riesce a divertire il pubblico abbastanza da lanciare alcune monete.
Non lasciarti trasportare dal tuo viso. Il cuore allegro è molto allegro, allegro e scherzoso, ma anche molto dedicato quando si tratta del suo lavoro. Ama recitare e fare i suoi trucchi ^^.
Il cuore allegro è dopo Capi l'animale più vicino al signor Vitallis, poiché lo stesso capo della compagnia lo ha riconosciuto come il suo "migliore amico".
Un dettaglio da evidenziare è che si comporta sempre come un personaggio chiamato "General Cheerful Heart", quindi cammina sempre nei suoi abiti rossi e travestito da generale britannico.

Dolce
Questo cane è il protagonista di alcuni dei dipinti più teneri e divertenti della serie.
Essendo il più piccolo del gruppo, è il più vulnerabile della compagnia teatrale ... e per le sue dimensioni ridotte, non partecipa ai momenti di tensione della storia.
Dulce non è un personaggio che genera o interviene in conflitti come Capi o Cervino, ed è per questo che il suo ruolo è il più limitato degli animali di Vitallis; ma credimi, ogni volta che ti concentri su questo cucciolo morirai di tenerezza * - *. Il suo atto speciale è saltare la corda aiutata da Capi e Cervino ...

Servino
Ultimo momento: i gatti neri non sono i soli a portare sfortuna ... anche i cani neri xD. Beh ... non esattamente, ma questo cane ha dato problemi ai protagonisti, e si finirebbe per pensare che xD. A differenza del buon Capi, l'obbedienza, la docilità e la buona volontà di Servino finiscono quando ha lo stomaco vuoto, essendo in grado di rubare quando la fame si dispera. La prima gamba che fu inviata (e anche la prima volta che lo vedemmo di fronte a Capi), rubava del cibo, in una casa in cui avevano programmato di passare la notte e ripararsi dalla pioggia (ovviamente ciò che Servino aveva rovinato il piano) ; e il secondo stava rubando carne in un villaggio, che quasi portò Remi in prigione, se non fosse perché Capi aiuta il ragazzo a fuggire (oltre a cercare di riportare indietro Servino).

Artù
È il figlio della signora Milligan (quindi anche il fratello minore di Remi). Soffre di grave artrite alle gambe, quindi non può camminare o fare le cose che altri bambini della sua età possono fare.
Ogni mattina si alza con un forte dolore alle gambe, quindi è il primo ad alzarsi. Se non sbaglio, la sua malattia lo colpiva anche psicologicamente, poiché non potendo camminare, perse la fiducia di fare altre cose.

Cuore allegro II

Come suggerisce il nome, è il successore di Happy Heart (Sì, certo ... Anche il nome è troppo grande per te!).
È un Mico che Remi conosce mentre andavano in clandestinità con Matia nella Carovana di un circo. Era in una gabbia di tigre, dentro una gabbia più piccola, e lo hanno messo lì per punirlo per comportamento scorretto.
Quando li scoprono, Remi e la compagnia intraprendono una rapida fuga e si rendono conto che anche la scimmia è fuggita con loro. Prima di perdere di vista la roulotte, i proprietari dicono loro che li dà loro, perché non fa altro che causare problemi.

Grazia
La prima amica di Remi è Grace, una ragazza ricca a cui piace fare bolle di sapone e pagare gli attori di strada con dei premi, perché risparmia soldi la domenica. Remi la incontra durante il primo inverno che deve trascorrere con Mr. Vitalis.
Remi incontra Grace all'interno di una chiesa: mentre pregava, la ragazza faceva bolle sedute su una panchina. Entrambi i bambini diventano subito amici e il piccolo si rende conto che Grace è una ragazza speciale.

Jean il corvo
Quest'uomo, un ladro di professione, è un piccolo angelo custode per Remi nel capitolo in cui si è perso. Ha un animale domestico chiamato corvo di nome Michelle, a cui piacciono gli oggetti luminosi e colorati (ecco perché Remi perde la piuma del cappello con sé).
L'uomo di buon cuore, sebbene in modi rudimentali, è abbastanza nobile da prendersi cura degli altri e non esita a stringere la mano o rischiare la vita per aiutare chi ne ha bisogno, specialmente i bambini.
Jean ha problemi con i gangster in città, e durante la notte Remi si perde e li affronta per non pagarli per "lavorare" nella sua zona. Non è noto se abbia vinto o perso la battaglia.
"Rubi per vivere, signore?"

Garofoli
Vecchio amico di Vitallis, e adoro Matia da quando l'ho comprato all'età di 5 anni. Un uomo crudele, che crede che il modo migliore per educare un bambino sia abusarlo.
Molti bambini senzatetto vivono nella loro casa. Fornisce loro riparo e cibo, ma a condizione che restituisca i soldi che li presta, o se non sono frustati.
Vitallis decide che la cosa migliore che potrebbe fare è separarsi da Remi fino al termine dell'inverno, e ottiene abbastanza soldi per acquistare nuovi oggetti nella sua azienda. Quindi vuole mandare Remi a casa di un conoscente, ma sfortunatamente scopre di essere già morto, quindi cerca il suo vecchio amico Garofoli per aiutarlo a prendersi cura di Remi e ignorando la bestia in cui Grofoli si è trasformato.

Driscoll
È lui che ha abbandonato Remi da bambino. Attraverso false tracce lo guidò nella tana della sua banda criminale situata in Inghilterra.
Pongono come sua moglie i genitori di Remi, con lo scopo di richiedere un succoso salvataggio dalla famiglia Milligan. Ma per fortuna, tutti i membri della famiglia Driscoll vengono catturati e processati

Il padre di Grace
Non sappiamo nulla del padre di Grace. Solo lui è un uomo d'affari che ha poco tempo per sua figlia e non approva la sua amicizia con Remi, perché è un attore itinerante.
Quando sua figlia invita l'umile attore a casa sua, suo padre la rimprovera e le dice che non approva la sua amicizia e che dovrebbe scegliere meglio le sue amicizie.
Nel limite del suo disprezzo, getta il ragazzo dalla festa di sua figlia, senza nemmeno lasciarlo entrare in casa, ma non prima di dargli una moneta da dieci franchi che gli dice che non lo vincerà mai in un mese intero.
"Non puoi mai fare bolle di sapone, papà!"

Barone
Questo è il nome con cui questo personaggio è noto, ed è il fratello maggiore del padre di Remi. Poiché suo fratello era il maggiore, la fortuna del Milligan sarebbe passata a suo figlio Richard (nome che Remi aveva in quel momento).
Dopo la morte di suo fratello, sviluppa un piano per mantenere la fortuna, che consisteva nel rapire l'erede legittimo. Non riesce comunque, perché quando l'ho rapito, la signora Milligan era già incinta di Arthur, che sembra essere il nuovo erede.
Poiché le cose non sono andate secondo il suo piano, ha pianificato di uccidere Remi, ma non può, quindi chiede a qualcuno di abbandonare il bambino.
Alla fine il barone muore per un duello contro un criminale.
 
Font: QUI
 
 
1. TITOLO:
 
1979 - REMI' LE SUE AVVENTURE/REMI' LE SUE AVVENTURE (strumentale)
 
# Etichetta: CETRA # Catalogo: SP 1714 # Data pubblicazione: 1979 # Matrici: M. 12995/M. 12996 # Genere: Children's # Tipo audio: Mono # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Pubblicato da: Usignolo

1980: la sigla più venduta in Italia
Dolce Remì, piccolo come sei, per il mondo tu vai... non è mistero che sia stata la sigla più venduta tra i cartoni animati trasmessi sugli schermi d'Italia alla fine degli anni '70. Le classifiche tra il 1979 e l'anno 1980 vedevano questo nostalgico cartone animato in vetta alla Top nazionale persino sopra la scatenata Heather Parisi (Disco Bambina). Si facevano chiamare I ragazzi di Remì (in realtà il Coro di Vince Tempera) e la sigla si ascoltava in ogni dove e a chiunque si chiedesse chi fosse Remì, nessuno poteva negare di conoscerlo, almeno per sentito dire.
Capi, Zerbino, Dolce, Belcore, erano il tormentone di giovani e meno giovani, che seguivano le vicende del piccolo orfano, con tanto di fazzoletto (d'obbligo) tra le dita. La vicenda non risparmia certo momenti di profonda commozione, ma anche di eccessivo sentimentalismo che, vissuto a 30 anni di distanza, le danno tutto il sapore di una soap moderna con accenti un po' troppo marcati sulla vita non proprio fortunata del giovanissimo protagonista.

1979 e 1999: le due edizioni della serie
La serie, edita dalla Rai nel 1979 è stata riproposta da Mediaset 20 anni dopo, in una edizione con episodi identici ma differente doppiaggio. Questa seconda serie è stata poi pubblicata in Dvd di recente. Questa scheda, è stata redatta proprio sull'edizione rimasterizzata, con audio in italiano ma privo, purtroppo, dei dialoghi dell'edizione storica. Per completezza di informazione, riporteremo anche i nomi dei doppiatori originali assieme a quelli della seconda edizione.
 
 
2. RECENSIONE:
 
Remì e le sue (dis)avventure

Quando venne trasmessa sugli schermi Rai la serie fu seguita in massa, da ragazzi e adulti, incuriositi dalle vicende di questo misterioso ragazzino dalle origini nascoste da una fitta coltre di nebbia. Le sue peripezie commossero il Belpaese a tal punto che la sigla, associata al personaggio, scalò le classifiche della Top ten nazionale. Il motivo di tanto successo è essenzialmente dovuto alle ragioni che di seguito cercheremo di esporre.

Un bambino contro tutti: non poteva lasciare indefferenti che questo personaggio così giovane e solo dovesse affrontare pericoli e situazioni oggettivamente più grandi di lui. Chi ha voglia e tempo potrà scorrere il contenuto dei singoli episodi, rendendosi conto dell'entità delle difficoltà che il bambino francese incrocia sul suo cammino. La solidarietà nasceva automatica, la compassione cresceva tanto più quanto meno umani erano i loschi individui che lo minacciavano.

La doppia mamma: con questa serie inizia il lungo sentiero delle serie con protagonisti bambini-eroi in cerca della mamma, del padre, del nonno, o di qualche caro perso per strada o non più in vita. Qualche nome per non restare nel vago: Candy Candy, Peline Story, Lady Georgie, e tutta la schiera delle serie anni 80. Remì vive un conflitto che fa pensare: si trova a metà tra la madre adottiva, la signora Barberin e la vera madre la signora Milligan. Il padre, nella serie, viene identificato palesemente con il signor Vitali. Questa duplicità di soggetti senz'altro rende più complesso il profilo del personaggio: qui non c'è una semplice ricerca del genitore, di un riferimento affettivo, abbiamo un conflitto morale e affettivo. Quale tra le due è "vera" madre? Colei che lo ha affettuosamente e faticosamente allevato per ben 8 anni, o colei che lo ha generato e senza sua colpa perso appena in fasce? Malot (autore del romanzo originario) punta su questo doppio ruolo/scontro che in realtà non ha soluzione. Le due donne si incontrano nella serie e il loro dialogo è amichevole, quasi parlassero la stessa lingua, quella dell'affetto sconfinato per il bimbo di cui si sentono entrambe madri. La serie lascia il bimbo a quella naturale.

Animali: più umani dell'uomo: la serie esprime un pesantissimo giudizio sull'umanità. Poche persone vengono salvate dalla condanna quasi inappellabile che pronuncia l'autore della vicenda. Pochissimi ricevono la stima dell'autore e quei pochi che la ricevono, finiscono per cadere sotto la scure di un destino fatalmente avverso: il signor Vitali si spegne al gelo, Acquin finisce tra le sbarre per l'ingordigia di denaro del suo finanziatore, la madre rimane all'oscuro di ogni verità fino al 50° episodio, un po' troppo per una serie di 51 episodi. Malot ci mostra, al contrario, tutta la nobiltà del mondo animale, che nella sua istintività è capace delle azioni più apprezzabili che vediamo. Belcore preferisce morire sul set del suo padrone, Rosetta sembra gridare la fedeltà al suo amichetto mentre viene portata via dal suo nuovo brutale padrone. Capi, unico sopravvissuto alle disgrazie, è incredibilmente fedele al suo padroncino. Persino il circense Belcore 2° si rivela determinante in più di un'occasione.
L'animale meglio dell'uomo? Il luogo comune ha un suo senso, ma va affermato con qualche distinguo:non è l'animale ad essere superiore, è l'uomo a potersi abbassare alla brutalità della natura più selvaggia. La serie condanna quella umanità così gelida e insensibile. Non si salva nemmeno chi dovrebbe fare giustizia, figuriamoci chi vive nell'illegalità..

La speranza oltre ogni confine: la grande trionfatrice della serie è senza ombra di dubbio la speranza. In fondo a quel cunicolo buio e freddo che è fatto di solitudine e povertà (quella economica) resta comunque un angolino nel quale brilla di luce propria il sentimento più prezioso che i protagonisti vivono. Madre e figlio resistono alle delusioni e alle sofferenze proprio grazie alla speranza di rivedersi. Barberin muore senz'altro trafitto dalla disperazione, dalla rassegnazione, prima ancora che dalla povertà. Gli stessi malvagi della serie, tutto sommato, sono malati privi di speranza: cercano la felicità e trovano amare sorprese.

Musica, questa compagna di vita: abbiamo parlato di persone ed animali, che hanno avuto la precedenza, ma non dobbiamo tralasciare altri indiscussi protagonisti: gli strumenti musicali. Ne siamo circondati, quasi fossero ovunque. L'arpa, il violino, il flauto traverso, il tamburo, la voce umana, il pianoforte, un sassofono. Le note inondano la serie come se l'autore di preoccupasse di ricordare che la musica è irrinunciabile. Carlo Balzani è un ex-tenore sparito dalle scene, Mattìa è un genietto musicale in erba, la melodia che Remì intona, colma di nostalgìa è tanto breve quanto commovente. La colonna sonora è tutta da gustare.

La frase memorabile: guarda avanti, guarda al futuro, sempre al futuro, Remì. (Vitali).
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   

   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
REMI' LE SUE AVVENTURE

 
   Lato B:
REMI' LE SUE AVVENTURE (strumentale)

 
   

Cantano I Ragazzi di Remì
Testo:
Dolce Remì, piccolo come sei,
per il mondo tu vai...

Suona Remì la tua arpa e poi
ballare fai la scimmietta e il cane
Forza Remì, di casa non ne hai
ma tre amici ce li hai

Vai tu con fantasia,
salti su il primo treno e via
Tu lo sai un grillo cos'è,
sogni però di andare in città

Quattro voi, che compagnia,
senza cena però che allegria
Tu non hai un tetto su te,
basta però un ponte per voi

Dolce Remì, racconta come fai
a esser così, sempre buono e allegro
Dicci Remì, dimmi se anche tu
hai paura del buio

Vieni Remì, fermati a casa mia,
qui troverai pastasciutta e un letto
caldo Remì, dimmi che già lo sai,
porta gli amici con te

Quattro voi, che compagnia,
senza cena però che allegria,
tu non hai un tetto su te,
basta però un ponte per voi

Suona Remì la tua arpa e poi
ballare fai la scimmietta e il cane
Forza Remì, di casa non ne hai
ma tre amici ce li hai
 
Fonte: QUI
   

Testo:
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Puoi contribuire inviando i testi mancanti ammitaliacanora@hotmail.it
 
REMI' LE SUE AVVENTURE - 1979 Videos10
 
 
Nel 1999 Mediaset ha trasmesso una nuova edizione dal titolo “Ascolta sempre il cuore Remì” con una nuova sigla, con titolo omonimo, scritta da Alessandra Valeri Manera, con musica di Franco Fasano, ed è cantata da Cristina D’Avena.
 
- ASCOLTA SEMPRE IL CUORE REMI'


Remì Remì
sai quanto è grande il mondo?
certo che si
fanciullo vagabondo.
Remì Remì
va e cerca la tua strada
che forse un dì
ti condurrà a casa.

Remì Remì
ascolta sempre il cuore
Solo il cuore sa intuire verità
come san fare le mamme e i papà
che ci riempiono d’amore.

Remì,
il mondo gira, il mondo va,
a volte prende, a volte da,
e dopo un po’ si stanca di ascoltare,
ma
se insisterai ti ascolterà
e allora ti regalerà
attimi di felicità.
Remì
in ogni favola c’è un re
per ogni mamma c’è un bebè
così ogni bimbo ha la sua mamma.
Remì,
ogni bambino ha la sua mamma.

Remì, Remì
sorridi e non ti arrendi,
solo così
vai avanti e ti difendi. Oh, oh
Remì, Remì
cammini tutto il giorno
e fai lì per lì
un grande girotondo.

Remì, Remì
ascolta sempre il cuore.
Solo il cuore sa cullare i sogni
come le stelle che da lassù
fanno la ninna nanna al sole.

Remì,
il mondo gira, il mondo va,
a volte prende, a volte da,
e dopo un po’ si stanca di ascoltare
ma
se insisterai ti ascolterà
e allora ti regalerà
attimi di felicità.
Remì,
in ogni favola c’è un re,
per ogni mamma c’è un bebè,
così ogni bimbo non è mai, mai, mai solo. Mai!!!
Remì, oh, oh… oh, oh…
Remì,
in ogni favola c’è un re,
per ogni mamma c’è un bebè
e così ogni bimbo ha la sua mamma.
Così ogni bimbo ha la sua mamma.

Fonte: QUI
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