Ci "aiuti" a crescere?
Ti ringrazio in anticipo per il tuo



Ultimi argomenti
» MEMO REMIGI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)
CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 EmptyIeri alle 8:04 pm Da mauro piffero

» NINO FERRER - Biografia, Discografia, Canzoni, Video, Testi
CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 EmptySab Feb 22, 2020 12:18 am Da mauro piffero

» I CAMPANINO - Biografia, Discografia, Canzoni, Video, Testi
CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 EmptyVen Feb 14, 2020 12:22 pm Da mauro piffero

» DOMENICO MODUGNO - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)
CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 EmptyGio Feb 13, 2020 3:40 pm Da mauro piffero

» JULA DE PALMA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)
CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 EmptyMar Feb 11, 2020 4:26 pm Da mauro piffero

» RICCARDO DEL TURCO - Biografia, Discografia, Canzoni, Video, Testi
CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 EmptyDom Feb 02, 2020 11:38 pm Da mauro piffero

» TONINA TORRIELLI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)
CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 EmptyGio Gen 30, 2020 8:17 pm Da mauro piffero

»  FESTIVAL DI SANREMO 2020: I CANTANTI - LE CANZONI - I TESTI
CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 EmptySab Gen 18, 2020 8:03 pm Da settenote

» GIULIANO E I NOTTURNI - Biografia, Discografia, Canzoni, Video, Testi
CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 EmptyGio Gen 16, 2020 3:02 pm Da mauro piffero

» RENATO RASCEL - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)
CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 EmptyMer Gen 15, 2020 7:52 pm Da admin_italiacanora

» ANGELA LUCE - Biografia, Discografia, Canzoni, Video, Testi
CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 EmptyVen Gen 10, 2020 7:14 pm Da admin_italiacanora

» SHADE - Biografia, Discografia, Canzoni, Video, Testi
CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 EmptyMer Gen 08, 2020 7:24 pm Da admin_italiacanora

» FEDERICA CARTA - Biografia, Discografia, Canzoni, Video, Testi
CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 EmptyMer Gen 08, 2020 7:22 pm Da admin_italiacanora

» EX-OTAGO - Biografia, Discografia, Canzoni, Video, Testi
CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 EmptyMer Gen 08, 2020 7:21 pm Da admin_italiacanora

» ENRICO NIGIOTTI - Biografia, Discografia, Canzoni, Video, Testi
CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 EmptyMer Gen 08, 2020 7:20 pm Da admin_italiacanora


________________________________________

DIVENTA COLLABORATORE!

Italia Canora è in continua crescita e sempre alla ricerca di collaboratori che desiderano partecipare a questo grandioso progetto.

Aiuta Italia Canora a cercare materiale come cover, videoclip testi e quant'altro occorre per inserire le discografie dei nostri grandi artisti italiani!

Se sei appassionato di musica potresti dedicarti ad inserire il tuo artista preferito con delle semplici linee guida.

Lasciami un messaggio (in chat oppure in alto su Messages), ti contatterò quanto prima!

________________________________________






________________________________________



Caricamento video...
AFFILIAZIONI - SITI - BLOG
e FORUM

LaFavolaBlu


Progetto Musico Sognante Italiano
La fiaba del mare della Musica Italiana
ed Internazionale


____________________________


Nonsolosuoni




Un sogno
fatto di musica!

______________________

_____________________



___________________



Estatica è l'enciclopedia di musica italiana, internazionale e cultura.

Discografie, recensioni, interviste, monografie, live report, video, ebooks

_____________________

< ho la sclerosi multipla >


Condividiamo tutto sulla malattia

____________________________



________________________


________________________


________________________


________________________

Chi è online?
In totale ci sono 79 utenti online: 1 Registrato, 0 Nascosti e 78 Ospiti :: 2 Motori di ricerca

mauro piffero

[ Guarda la lista completa ]


Il numero massimo di utenti online contemporaneamente è stato 1890 il Dom Nov 03, 2019 11:13 pm





__________________________________

Ti piace il nostro Portale??
Allora votaci cliccando su questo bottone ... Grazie!!

migliori siti


www.italiacanora.net


Grazie a voi abbiamo vinto questi AWARD
nella classifica di NET-PARADE


Uno dei più belli
In classificasito internet
In classifica
Sito d'argento
DISCLAIMER
Tutte le copertine, testi e video presenti su questo forum sono solo per uso informativo e di intrattenimento.
Puoi scaricare e stampare la copertina se possiedi l'originale e hai bisogno di rimpiazzarla.
Tutto cio' che puo' essere considerato legale, dipende dalle leggi sul copyright del tuo paese di residenza. Non è nostra intenzione infrangere Copyright per cui, se ciò dovesse accadere, prego gli interessati a scrivere agl'amministratori i quali provvederanno alla rimozione immediata o a citare la fonte, se richiesto.
Lo Staff di ItaliaCanora.net non è responsabile dell'utilizzo e di eventuali danni a cose o persone causati dal materiale presente in questo forum, inoltre si tiene a precisare che tutto ciò che è presente in questo forum vi è stato messo in assoluta buona fede e senza alcuno scopo di lucro.
Traduttore - Translater
METEO ITALIA OGGI

Partner

creare un forum



Motori ricerca

Segnala il tuo sito nella directory

http://www.wikio.it

Cerrrca.com la ricerca con tre rrr


LICENZA
Licenza Creative Commons

Quest'opera è distribuita con Licenza
Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.

CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI

Pagina 1 di 2 1, 2  Seguente

Andare in basso

CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 Empty CORI ALPINI: MOTORIZZATI A PIE - TRENTATRE' VALORE ALPINO

Messaggio  admin_italiacanora il Ven Gen 11, 2013 9:36 am

MOTORIZZATI A PIE'

CENNI STORICI
Entrato ormai nel repertorio degli alpini il canto pare derivi da una canzonetta in voga all'epoca della guerra di Abissinia del 1887-88, ridivenuta popolare nel secondo conflitto mondiale col titolo "In Grecia destinati". Canzone emblematica degli alpini è un'immagine descrittiva di umiltà e sacrificio già chiarissima nella metafora del titolo. Con la semplicità del testo, ci dice quanto sia labile e precaria la sorte, anche per uomini come questi, ricchi di umanità e di carattere. Così, i vari stati d'animo contradditori come la lontananza, i ricordi, l'aleatorietà della fortuna, le delusioni, la speranza della vita, del ritorno a casa, si accavallano tumultuosi.

TESTO
Ai primi di novembre nessun se l'aspettava la cartolina bianca mi tocca di partir. Motorizzati a piè la piuma sul cappel lo zaino affardellato l'alpin l'è sempre quel. E partiremo allor con la tristezza in cuor lasciando la morosa con gli altri a far l'amor. E vegnirà quel dì che canterem così: finita l'è la naja a casa a ritornar.
 
Fonte: QUI

Coro monte Cauriol


Da Udin siam partiti,
da Bari siam passati.

Durazzo siamo scesi
in Grecia destinati.
Ci tocca di partire
con la tristezza in cuor,
lasciando l'amorosa
con gli altri a far l'amor.

La Grecia è terminata,
a Udin siam tornati
che tosto per la Russia
noi siamo destinati.

E partiremo ancor
con la tristezza in cuor
lasciando l'amorosa
con gli altri a far l'amor!
Motorizzati a pie',
la penna sul cappel
lo zaino affardellato
l'Alpin l'è sempre quel.

E vegnirà quel dì
che canterem così:
«Finita l'è la naja,
a casa a divertir!

Fonte: QUI
 

 
 
 
TRENTATRE' VALORE ALPINO (inno nazionale alpini)

CENNI STORICI
La più famosa marcia degli alpini. Questo canto, che molti credono essere patrimonio originale italiano, è invece canto d'autore francese: il testo e di D'Estel, la musica di Travè e il titolo "Fiers Alpins". Il pezzo non deve la sua notorietà al contenuto, che è piuttosto retorico, tanto che nelle esecuzioni quasi tutti i cori omettono il testo, sostituendolo con efficaci imitazioni a banda.
 
Fonte: QUI

Gruppo Corale La Reis nel Duomo di Savona


Dai fidi tetti del villaggio
i bravi alpini son partiti;
mostran la forza ed il coraggio
nei loro volti franchi e arditi.
Son dell'Alpe i bei cadetti,
nella robusta giovinezza
dai loro baldi e forti petti
spira un'indomita fierezza.

O, valore alpin,
difendi sempre la frontiera,
e là sui confin
tien sempre alta la bandiera.

Sentinella, all'erta
per il suol nostro italiano,
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.

Là tra le selve e i burroni,
là tra nebbie fredde e il gelo,
piantan con forza i loro picconi
le vie rendon più brevi.

E quando il sole brucia e scalda
le cime e le profondità,
il fiero Alpino scruta e guarda,
pronto a dare i “Chi va là?”

O, valore alpin,
difendi sempre la frontiera,
e là sui confin
tien sempre alta la bandiera.

Sentinella, all'erta
per il suol nostro italiano,
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.

Fonte: QUI
 


Ultima modifica di admin_italiacanora il Gio Dic 13, 2018 4:18 pm, modificato 2 volte

Torna in alto Andare in basso

CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 Empty CORI ALPINI: LA MIA BELA LA MI ASPETA - SUL CAPPELLO

Messaggio  admin_italiacanora il Mar Mar 12, 2013 6:24 pm

LA MIA BELA LA MI ASPETA

CENNI STORICI
Il Battaglione Edolo, chiamato anche Battaglion Gallina per via di una certa predilezione dei suoi uomini, in gran parte bergamaschi e bresciani, verso i pollai, fu il primo a schierarsi sulla linea del Tonale allo scoppio della guerra, rimanendo in zona per tutta la durata del conflitto. Il canto, di antica origine, ritorna ad essere cantato, adattandosi alle vicende della prima guerra mondiale. Il motivo per il distacco del soldato che parte, tema assai ricorrente nel canto popolare, è diviso tra l'amore per la donna che deve lasciare e quello per le montagne che, forse, non rivedrà mai più.

TESTO
La mia bela la mi aspeta ma io devo andare a la guerra chi sa quando che tornerò. L'ò ardada a la finestra ma io devo andare a la guerra la mia bela aspeterà. Il nemico è là in vedetta; o montagne tutte bele Valcamonica del mio cuor.
 
Fonte: QUI

Coro ANA Vallecamonica (alle Terme di Boario)


La mia bela la mi aspeta
la mia bela la mi aspeta
Ma io devo andare a la guera
chi sa quando che tornerò
ma io devo andare a la guera
chi sa quando che tornerò.

L'ò ardada a la finestra
L'ò ardada a la finestra
Ma io devo andare a la guera
la mia bela aspeterà
ma io devo andare a la guera
la mia bela aspeterà.

Il nemico è là in vedetta:
Il nemico è là in vedetta
O montagne tutte bele
Valcamonica del mio cuor.
o montagne tutte bele
Valcamonica del mio cuor.

Fonte: QUI
 

 
 
 
SUL CAPPELLO

CENNI STORICI
Più che una canzone, un piccolo celeberrimo inno che non ha bisogno di commenti. Uno dei pochi canti in cui l'alpino dà sfogo ad un pizzico d'orgoglio, vincendo l'atavica modestia.

TESTO
Sul cappello che noi portiamo c'è una lunga penna nera che a noi serve da bandiera su pei monti a guerreggiar. Su pei monti che noi saremo coglieremo le stelle alpine per donarle alle bambine, farle pianger e sospirar. Evviva, via il reggimento evviva, viva il corpo degli Alpin.
 
Fonte: QUI
 
Coro Valtanaro Sezione Alessandria


Sul cappello, sul cappello che noi portiamo,
c'è una lunga, c'è una lunga penna nera,
che a noi serve, che a noi serve da bandiera,
su pei ponti, su pei monti a guerreggiar. Oilalà!

Su pei monti, su pei monti che noi andremo,
coglieremo, coglieremo le stelle alpine,
per donarle, per donarle alle bambine,
farle pianger, farle pianger e sospirar. Oilalà!

Su pei monti, su pei monti che noi saremo,
pianteremo, pianteremo l'accampamento,
brinderemo, brinderemo al Reggimento,
viva il Corpo, viva il Corpo degli Alpin! Oilalà!

Evviva evviva il Reggimento
evviva evviva il Corpo degli Alpin

Evviva evviva il Reggimento
evviva evviva il Corpo degli Alpin
 


Ultima modifica di admin_italiacanora il Gio Dic 13, 2018 4:23 pm, modificato 2 volte

Torna in alto Andare in basso

CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 Empty CORI ALPINI: CAMPANE DI MONTENEVOSO - E C'ERANO TRE ALPIN

Messaggio  admin_italiacanora il Ven Mag 17, 2013 2:48 pm

CAMPANE DI MONTENEVOSO

CENNI STORICI
E’ una canzone piena di vita, di gioia, di speranza.
Cento giovani alpini partiti dai loro paesi alle falde del Monte Nevoso per andare a compattere e a morire per l'Italia nella prima Guerra Mondiale, sono salutati dal suono giocondo delle campane di quel piccolo bianco paesello. quel suono è l’augurio di pace e di un felice ritorno, dove ci sarà ad attenderli il grano al sole l’acqua viva delle fonti, e tra quelle mura lacere il calore di un cuore in attesa.
Cantata anche al Festival di Sanremo nel 1952.
Il Monte Nevoso (m. 1796) si trova nelle Alpi Giulie.
 
Coro COMOLPA (Comunità Montana Oltrepò Pavese) - M° Eraldo Pedemonte Concerto in Salice Terme
 

Dietro i monti e i valichi
tramonta il sole d'or
mentre suona il vespro lontano.
Mormora ogni labbro
la preghiera del Signor;
quanta neve e quanto gelo in cuor!

Campane di Monte Nevoso
Che suonate nel vespro divin
Quel suono in un giorno radioso
Salutò cento giovani alpin.

Lasciarono il bianco paesello
Cento mamme altrettanti tesor
Un fior tra la piuma e il cappello
E una dolce canzone nel cuor.

Ritorneremo ancor sui nostri monti
E falceremo il grano al sole
Berremo l'acqua viva delle fonti
Che è pura come il nostro amor.

Campane di Monte Nevoso
Quei rintocchi nel cielo divin
Sembravano un grido angoscioso:
Proteggete i miei giovani alpin.

Tutto fu distrutto, ma tu torni a rintoccar
Campanil di Monte Nevoso
Tra le mure lacere c'è sempre un focolar
Cento cuori sempre ad aspettar.

[La primavera è tornata,
ha infiorato le valli e i sentieri,
che videro gli alpini partire,
e non li han visti più ritornare,
ma ogni cuore aspetta,
ancora ogni sera la valle riporta
l'eco di una canzone lontana]

quella dolce canzone d'amor.

Ritorneremo ancor sui nostri monti
E falceremo il grano al sole
Berremo l'acqua viva delle fonti
Che è pura come il nostro amor.

Campane col suono giocondo
Invocate la pace e l'amor
Non quella che predica il mondo
Ma la pace che vuole ogni cuor.
La pace, la fede
La pace, l'amor.

Fonte: QUI
 

 
 
 
E C'ERANO TRE ALPIN

CENNI STORICI
Canto della Grande Guerra basato su un tema semplice e vivace che potrebbe essere fischiettato sulla porta di casa o suonato dalle fanfare.
Il testo sembra derivare dall’antico “il Tamburino”, di cui Costantino Nigra ci trasmette varie lezioni affermando che era diffuso in tutto il nord Italia, in Francia e in Catalogna.
Le parole sono state quasi totalmente modificate durante il conflitto 1915-18, anche se le caratteristiche generali e l’atmosfera si mantengono uguali al modello; mancano riferimenti storici precisi.
Si mostra evidente la sua origine spontanea, “dal basso”: questo non è un inno ufficiale né un canto propagandistico, come si evince dallo stile estremamente informale e dai toni irriverenti e quasi sovversivi di alcuni passaggi.
Inoltre nel racconto del divertente episodio appare solo un’ombra delle tragiche vicende di guerra nella minaccia di fucilazione.
Un fragoroso scoppio di risa potrebbe concludere la storia, al giovane soldato non importa di avere una principessa per moglie perché, come recita una strofa ulteriore non presente in questa versione, “e io al pais / io tengo la morosa”.
Nella sua opera “Ta-pum” il Salsa afferma che il canto fu intonato anche ad un’adunata di Alpini a Roma proprio sotto le finestre del palazzo reale.

Fonte: QUI


E c'erano tre Alpin
tornavan dalla guerra;

(Ritornello)
guarda che bell'Alpin
tornavan dalla guerra.

Il più bellin dei tre
aveva un mazz di rose;

(Ritornello)
La figlia del Re
vedendo quelle rose;

(Ritornello)
Dammele a me
io voglio quei bei fiori;

(Ritornello)
Le rose io ti darò
se tu sarai mia sposa;

(Ritornello)
Va a dirlo al mio papà
ed io sarò tua sposa;

(Ritornello)
Buon giorno signor Re
voglio tua figlia in sposa;

(Ritornello)
Vai via di qua
ti faccio fucilare;

(Ritornello)
E va sull'ostia ti
e la tua figlia ancora;

(Ritornello)



Ultima modifica di admin_italiacanora il Gio Dic 13, 2018 5:27 pm, modificato 2 volte

Torna in alto Andare in basso

CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 Empty CORI ALPINI: CENTOMILA GAVETTE DI GHIACCIO - C'E' UN PASSO ALPINO

Messaggio  admin_italiacanora il Mer Ago 07, 2013 11:17 am

CENTOMILA GAVETTE DI GHIACCIO

Testo
Stanchi, soli, ci han lasciati qui da soli, la steppa e poi, il gelo e poi, e nient'altro che speranze. Quanto freddo ho sulle mani io, quanto freddo dentro al cuore mio. Dolce Italia mia, che ci han fatto mai. Centomila gavette di ghiaccio, centomila speranze spezzate, a vent'anni non si può morire, non piangere mamma, tornerò. Guardo in alto, ci han lasciato almeno le stelle: Ave Maria prega tu per noi.
 
Fonte: QUI



Stanchi, soli,
ci han lasciati qui da soli,
la steppa e poi, il gelo e poi,
e nient'altro che speranze.

Quanto freddo
ho sulle mani io,
quanto freddo
dentro al cuore mio.
Dolce Italia mia,
che ci han fatto mai.

Centomila gavette di ghiaccio,
centomila speranze spezzate,
a vent'anni non si può morire,
non piangere mamma, tornerò.

Guardo in alto,
ci han lasciato almeno le stelle:
Ave Maria prega tu per noi.

Fonte: QUI
 

 
 
 
C'E' UN PASSO ALPINO

Coro Campanil Bas di MOLVENO


Vicino al cielo
C'è un passo alpino
La la la la la la
C'è un passo alpino
dove crescono i fiori
di neve caduta al mattino

Vicino al cielo
C'è un passo alpino
dove si lascia perchi
deve arrivare
un podi sale
un podino

Oh non ti conosco,
dimmi fratello
quando tu arrivi,
scrivi il tuo nome qui
Ed io ti lascio un ritornello
vuoi con me cantarlo te lo scrivo qui

Vicino al cielo
C'è un passo alpino
La la la la la la
C'è un passo alpino
dove crescono i fiori
di neve caduta al mattino

Vicino al cielo
C'è un passo alpino
dove si lascia perchi
deve arrivare
un podi sale
un podino
per ascoltare le faville crepitar
crepitar

 


Ultima modifica di admin_italiacanora il Gio Dic 13, 2018 5:39 pm, modificato 2 volte

Torna in alto Andare in basso

CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 Empty CORI ALPINI: MARCIA DEI COSCRITTI PIEMONTESI - NONNO AMILCARE

Messaggio  admin_italiacanora il Mar Ott 22, 2013 12:32 pm

MARCIA DEI COSCRITTI PIEMONTESI

CENNI STORICI
Canzone popolare di fine ‘800. Riscoperta nel 1982 dal maresciallo Sergio Bonessio - direttore della fanfara della Brigata Alpina Taurinense - è divenuta di fatto l’inno della Taurinense e, di conseguenza, degli alpini piemontesi.

La marcia descrive la partenza dei coscritti dal paese, in un clima festoso rovinato solo dalle lacrime d'invidia dei riformati che restano a casa congratulandosi a denti stretti.
Coinvolgente, allegra e pure militaresca q.b., è semplicemente splendida.

TESTO
Il ritornello "l'è 'l Piemunt c'à  da' a l'Italia / sua pi bela giuventù" è variamente interpretato. Tutto ruota attorno a chi debba attribuirsi la specificazione "sua". Secondo la prima teoria significa: la migliore gioventù d'Italia viene dal Piemonte.
I piemontesi modesti correggono così: il Piemonte dà  la propria miglior gioventù all'Italia. Vedetevela voi, per me le intenzioni dell'autore del testo sono chiare.
 
Fanfara della Brigata Alpina TAURINENSE


Testo dialettale:
Testo:
Fieuij partôma, senti' le fanfare
con le trombe ch'a son-o d'antorn
Sensa gnògne 'mbrassé vostra mare,
peuj an marcia, al segnal dij tambor

L'han d'invidia le lacrime a j'euj
ij compagn ch'a na strènso la man
Sù, marciôma, cantôma, bei fieuj.
Rataplan, taplan, taplan!

    Difensor dla nostra tera
    gnun nemìs an fa tramblè
    sentinèle a la frontiera
    fior d'alpini e canonié.

    Gnun, ramì dla cera spàlia,
    Tribulà dal mal cadù.
    L'è 'l Piemont ch'a dà a l'Italia
    soa pi bela gioventù!

     L'è 'l Piemont ch'a dà a l'Italia
     soa pi bela gioventù!

Gnun, d'Italia, desidera guèra,
nè massacri, nè séne d'oror,
son emblémi dla nostra Bandiera
la Speranza, la Fede, l'Amor.

Ma col dì ch'a n'ariva 'd difènde
ò 'l bon drit, ò l'onor d'Italian,
i l'avroma 'd coragi da vènde
Rataplan, taplan, taplan

    Difensor dla nostra tera
    gnun nemìs an fa tramblè
    sentinèle a la frontiera
    fior d'alpini e canonié.

    Gnun, ramì dla cera spàlia,
    Tribulà dal mal cadù.
    L'è 'l Piemont ch'a dà a l'Italia
    soa pi bela gioventù!

    L'è 'l Piemont ch'a dà a l'Italia
    soa pi bela gioventù!

Traduzione letterale:
Testo:
Ragazzi, partiamo, sentite le fanfare
con le trombe che suonano attorno,
senza tentennamenti abbracciate vostra madre,
poi partiamo al segnal dei tamburi.

Hanno d'invidia le lacrime agli occhi
i compagni che ci stringono la mano,
su partiamo, marciamo ragazzi
rataplan, taplan,taplan!

    Difensori della nostra terra,
    nessun nemico ci fa tremare
    sentinelle alla frontiera
    fior d'alpini ed artiglieri.

    Nessun malaticcio dalla pallida cera
    afflitto dal mal caduco (epilessia).
    E’ il Piemonte che dà  all'Italia
    la più bella gioventù.

    E’ il Piemonte che dà  all'Italia
    la più bella gioventù!

Nessun italiano desidera la guerra,
nè massacri nè scene di orrore;
sono emblema della nostra Bandiera
la Speranza, la Fede, l'Amore.

Ma il giorno che occorre difendere
il buon diritto o l'onore italiano
noi avremo coraggio da vendere.
Rataplan,rataplan,rataplan!

    Difensori della nostra terra,
    nessun nemico ci fa tremare
    sentinelle alla frontiera
    fior d'alpini ed artiglieri.

    Nessun malaticcio dalla pallida cera
    afflitto dal mal caduco (epilessia).
    E’ il Piemonte che dà  all'Italia
    la più bella gioventù.

     E’ il Piemonte che dà  all'Italia
     la più bella gioventù.

Fonte: QUI
 

 
 
 
NONNO AMILCARE
 

Correva l'anno undici
La guerra un dì scoppiò
E il vecchio nonno Amilcare
Contento in Libia andò.
Mancando l'acqua idrica
La sete divampò
Ma il vecchio nonno Amilcare
Col vino rimediò.
Col vin, al vecio Alpin,
Sembrò il deserto un'oasi
Sconfisse i beduin
Vinceva il terzo Alpin.

Correva l'anno tredici,
Amilcare sposò
Ma verso l'anno quindici
La guerra riscoppiò.
Là su le cime candide
Pur l'acqua si gelò
Ma il Vecchio nonno Amilcare
Col vino si salvò.
Col vin, el vecio Alpin
Domava pur le aquile
Rideva del cecchin
Vinceva il quinto Alpin

Ma nel quaranta Amilcare
Sei figli allineò
E senza tante chiacchere
In guerra li mandò.
Fra sciami di pallottole
Cantando li guidò
Vedendoli un po' pallidi
Col vino li curò.
Col vin, i boce Alpin
Divennero sei aquile
In barba dei marins
Vinceva il sesto Alpin.

Ma un dì un colpo svergolo
Amilcare impiombò
Spuntarono due ali
Ed in paradiso andò: gloria, gloria, gloria in excelsis Deo
Il cielo è un luogo splendido
Ma triste diventò.
San Pietro che era un pratico
Del vino gli portò.
Del vin, ad un Alpin
Per far cantare gli angeli
Assieme ai cherubin,
Evviva il Corpo Alpin.

Fonte: QUI
 


Ultima modifica di admin_italiacanora il Gio Dic 13, 2018 5:45 pm, modificato 3 volte

Torna in alto Andare in basso

CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 Empty CORI ALPINI: CARA DOLCE TERRA MIA - SIGNORE DELLE CIME

Messaggio  admin_italiacanora il Dom Mag 24, 2015 12:10 pm

CARA DOLCE TERRA MIA

TESTO
Cara dolce terra madre mia nel tuo grande cuore sono nato la giusta vera strada m'hai insegnato cara dolce terra mia mai ti ho dimenticato, dolce terra mia. Il lungo inverno tanto tanto freddo legna scarsa e fuoco sempre spento ci riscaldava il cuore il sentimento cara dolce terra mia scende la malinconia, dolce terra mia. Cara dolce terra madre mia nel tuo grande cuore sono nato la giusta vera strada m'hai insegnato cara dolce terra mia mai ti ho dimenticato, dolce terra mia. Ti ringraziano i figli tuoi per quel prezioso ben ereditato cara dolce terra mia nel tuo cuore sono nato, cara terra mia.
 
Fonte: QUI

Coro A.N.A. di Milano


Testo:
Cara dolce terra madre mia
nel tuo grande cuore sono nato
la giusta vera strada m'hai insegnato.
Cara dolce terra mia
mai ti ho dimenticato,
dolce terra mia.

Il lungo inverno tanto tanto freddo
legna scarsa e fuoco sempre spento
ci riscaldava il cuore il sentimento.
Cara dolce terra mia
scende la malinconia,
dolce terra mia.

Cara dolce terra madre mia
nel tuo grande cuore sono nato
la giusta vera strada m'hai insegnato.
Cara dolce terra mia
mai ti ho dimenticato,
dolce terra mia.

Ti ringraziano i figli tuoi
per quel prezioso bene ereditato.
Cara dolce terra mia
nel tuo cuore sono nato,
cara terra mia.

Fonte: QUI





SIGNORE DELLE CIME


TESTO
Signore delle cime è il titolo di un canto di ispirazione popolare con testo e musica composti nel 1958 dal compositore vicentino Giuseppe (Bepi) de Marzi, all'epoca ventitreenne.
Destinato ad essere eseguito dal coro de I Crodaioli di Arzignano, fondato dallo stesso De Marzi, Signore delle cime è divenuto ben presto un successo mondiale, tradotto in molte lingue ed elaborato per diversi tipi dei ensemble.
Il brano è un moderno epicedio, una fervida commemorazione funebre in ricordo dell'amico Bepi Bertagnoli, tragicamente scomparso in un'escursione di montagna nell'Alta Valle del Chiampo nel 1951; ma l'occasione contingente, solo adombrata nel testo (Un nostro amico hai chiesto alla montagna), non ne ha impedito la ricezione in breve tempo come canto di universale immedesimazione.
La semplicità d'impianto e il grande impatto emotivo lo hanno reso parte del repertorio di numerosissimi cori polifonici e popolari; la semplice melodia, accompagnata da armonie tradizionali ma non scontate, è abbinata ad un testo che unisce sentimento, pietas popolare e devozione cristiana.

Il canto distribuisce su una medesima melodia due strofe formate da quartine di versi endecasillabi sciolti (si può comunque osservare il poliptoto tra le finali del secondo e quarto verso della prima strofa montagna:montagne). Entrambe le strofe terminano con la medesima invocazione:
[...] Su nel Paradiso
Lascialo andare per le Tue montagne.


La musica prevede la ripetizione dei due emistichi del terzo verso: nella prima strofa con una reduplicatio pura e semplice, nel secondo caso con una curiosa variante: il primo emistichio ("il nostro amico") invece di essere ripetuto letteralmente è sostituito dall'ipermetro "(il) nostro fratello", per altro in rima con il secondo verso (mantello:fratello).

Prima strofa
Veduta gruppo dello Schiara dal monte Serva.
« Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l'aiuto? » (Salmi 121,1)

La prima strofa è rivolta a Dio.
Ispirandosi agli inni religiosi, il testo del canto comincia con una invocazione al Dio del cielo, Signore delle cime, ad indicarne la caratteristica di punto di contatto tra cielo e terra, di divinità non confinata a distanze iperuranie.
Il secondo verso esprime invece lo sbigottimento e la domanda di senso che ogni morte accidentale suscita al cuore dell'uomo: "Tu, o Signore, hai chiesto alla montagna la vita di un nostro amico".
La parte finale, nello stile dell'omiletica e della retorica, termina con una perorazione, rivendica la positività ultima del Mistero insondabile: chi muore non è destinato alla morte, ma alla vita eterna, trasfigurata come prosecuzione dell'attività alpinistica del defunto per le Tue montagne.

Seconda strofa
La seconda strofa, sintatticamente parallela alla prima, è rivolta alla Madonna, "Signora della neve", la cui natura di mediatrice tra l'uomo e il Mistero è tinteggiata come una "deposizione" della tradizione figurativa, simboleggiata dall'immacolato sudario di neve che si invoca sul defunto, come simbolo di purezza e di redenzione.

La musica
La musica, concepita in concomitanza con il testo, è in costante contatto con esso e ne è inestricabile complemento: non compaiono in essa madrigalismi né espedienti innovativi, ma una riproposizione della sapiente arte del corale filtrata da un'esperienza memore del canto alpino e delle ultime manifestazioni del Movimento Ceciliano di inizio secolo.

Melodia
La melodia del canto è caratterizzata da un andamento generalmente per gradi congiunti, con un arco melodico nel primo verso, una scala discendente in corrispondenza del secondo verso.
Il terzo verso, come già accennato, ha un trattamento melodico elaborato che prima espande il testo con una progressione armonica ascendente, in corrispondenza del primo emistichio, per chiudere con una scala discendente nel secondo. La melodia assegnata all'ultimo verso possiede infine alcune caratteristiche che la rendono particolare: l'unica alterazione melodica e l'assenza di quella clausola discendente che aveva caratterizzato le precedenti frasi-verso.

Armonia
Le armonie del corale sono imperniate sulla dialettica tra modo maggiore e relativo minore. La struttura omoritmica, nell'assenza di un vero e proprio contrappunto, affida all'armonia il compito di sottolineare il rapporto tra testo e musica.
Sono presenti modulazioni ma di carattere transitorio. L'unico punto in cui il cromatismo fa capolino, a sottolineare un fervore religioso in lotta con il dubbio e lo sbigottimento, è in corrispondenza del primo emistichio del terzo verso (nella prima strofa alle parole "Ma ti preghiamo" e nella seconda alle parole "Il nostro amico"). Come in un climax ascendente, questo procedimento armonico porta ad un insperato ritorno alla musica d'impianto (passaggio sottolineato in quel punto dalle semiminime discendenti nella parte dei bassi).
L'ultima sezione rispecchia armonicamente l'inizio, ma invece di condurre all'inquietante accordo di dominante della relativa minore, porta alla certezza del ritorno alla tonica d'impianto.
 
Fonte: QUI


Dio del cielo,
Signore delle cime,
un nostro amico
hai chiesto alla montagna.
Ma ti preghiamo:
su nel Paradiso
lascialo andare
per le tue montagne.

Santa Maria,
Signora della neve,
copri col bianco,
soffice mantello,
il nostro amico,
il nostro fratello.
Su nel Paradiso
lascialo andare
per le tue montagne.

Fonte: QUI



Ultima modifica di admin_italiacanora il Gio Dic 13, 2018 6:21 pm, modificato 2 volte

Torna in alto Andare in basso

CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 Empty CORI ALPINI: LA PREGHIERA DELL'ALPINO - PREGHIERA DELL'ALPINO IGNOTO

Messaggio  admin_italiacanora il Mer Ott 21, 2015 5:24 pm

LA PREGHIERA DELL'ALPINO


LA STORIA DELLA PREGHIERA DELL'ALPINO
Riteniamo cosa utile informare i nostri lettori sulla genesi della Preghiera dell alpino, oggi al centro di un positivo dibattito che ha preso le mosse da una lettera di don Valentino Quinz, già cappellano del 6° Alpini, apparsa nel numero di settembre 2005 nella rubrica Lettere al direttore .
L'articolo è un libero adattamento del pezzo comparso in Genova alpina nel numero di maggio agosto 2005 ripreso da un precedente articolo apparso su 'La più bela fameja' della sezione di Pordenone a fine 2004.
 
  • 1947: ritrovamento nell archivio della famiglia del colonnello Gennaro Sora, deceduto nel 1949 dopo un avventurosa vita spesa al servizio della Patria sull Adamello, alle isole Svalbard (impresa Nobile), in Africa Orientale, in prigionia in Kenia, di una lettera alla madre in data luglio 1935. In essa compare una sua preghiera elaborata per gli alpini dell Edolo, battaglione da lui comandato, nella quale numerose sono le frasi poi diventate patrimonio di tutti gli alpini in armi e in congedo.
  • Nel 1943 tale preghiera, quasi nella forma attuale, circolava tra gli alpini del battaglione Val d'Adige, per l'interessamento del cappellano, padre Enrico Bianchini. Il testo, datato 1° settembre 1943 è conservato presso il Centro Studi ANA (segnalazione in data 4 luglio 2006 del col. alpino ris. Gioacchino Gambetta della sezione di Tirano).
  • 11 ottobre 1949: don Pietro Solero, grande figura di sacerdote, di alpino e di alpinista, cappellano del 4º alpini, in un incontro con l ordinario militare, mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, propone di "ritoccare e di rimodernare" la preghiera e di concedere la facoltà di recitarla dopo la Messa in luogo della Preghiera del Soldato.
  • 21 ottobre 1949: mons. Ferrero approva e il vicario generale, mons. Giuseppe Trossi comunica il nuovo testo della preghiera a tutti i comandanti alpini. Essa è quella nota a tutti noi e tuttora recitata dagli alpini in congedo iscritti all ANA.
  • 1972: mons. Pietro Parisio, cappellano capo del 4º Corpo d Armata alpino, chiede e ottiene dall'ordinario militare, mons. Mario Schierano, di sostituire alcune frasi ritenute non più consone al momento che l'Italia sta vivendo. Perciò il diventa .
  • 15 dicembre 1985: il testo così modificato è definitivamente approvato per cui la nuova Preghiera dell'alpino diventa ufficiale.
  • Metà anni 90: il presidente Caprioli chiede e ottiene dal CDN che la preghiera sia recitata, nella forma originale del 1949 quando le cerimonie sono celebrate in presenza di soli iscritti all'ANA e nel testo modificato nel 1985 in presenza di reparti alpini alle armi che non possono evidentemente contravvenire a ordini.
  • 6 settembre 2007: l’Arcivescovo Ordinario Militare, Mons. Vincenzo Pelvi, ha reinserito, nel testo della preghiera modificata nel 1985 (quella, per intenderci, recitata dagli alpini in servizio) il riferimento alla “nostra millenaria civiltà cristiana”. Per gli alpini in servizio, dunque, il ““Rendici forti a difesa della nostra Patria e della nostra Bandiera” diventa “Rendici forti a difesa della nostra Patria, della nostra Bandiera, della nostra millenaria civiltà cristiana”.
 
Fonte: QUI
 
 
Coro A.N.A. di Milano
 
 
Testo:
Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai,
su ogni balza delle Alpi ove la provvidenza
ci ha posto a baluardo fedele delle nostre
contrade, noi, purificati dal dovere
pericolosamente compiuto,
eleviamo l'animo a Te, o Signore, che proteggi
le nostre mamme, le nostre spose,
i nostri figli e fratelli lontani, e
ci aiuti ad essere degni delle glorie
dei nostri avi.
Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi,
salva noi, armati come siamo di fede e di amore.
Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della
tormenta, dall'impeto della valanga,
fa che il nostro piede posi sicuro
sulle creste vertiginose, su le diritte pareti,
oltre i crepacci insidiosi,
rendi forti le nostre armi contro chiunque
minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera,
la nostra millenaria civiltà cristiana.
E Tu, Madre di Dio, candida più della neve,
Tu che hai conosciuto e raccolto
ogni sofferenza e ogni sacrificio
di tutti gli Alpini caduti,
tu che conosci e raccogli ogni anelito
e ogni speranza
di tutti gli Alpini vivi ed in armi.
Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni
e ai nostri Gruppi.
Così sia.
 
Fonte: QUI
 
 
Maggiori informazioni è possibile reperirle da questo sito (La PREGHIERA DELL’ALPINO nella storia delle generazioni in grigioverde).
 

 
 
 
PREGHIERA DELL'ALPINO IGNOTO

TESTO
Il canto rievoca la campagna di Russia del 1942, nella quale persero la vita centomila nostri soldati. E' caratterizzato da un andamento musicale profondamente doloroso e sconfinata rassegnazione.
 
Fonte: QUI
 
 
Coro A.N.A. di Milano
 
 
O Signore Tu,
per le mie ferite
da cui scese sangue
al fango e alla neve.

O Signore Tu,
per il mio dolore
e il mio respiro
pel mio silenzio
senza lamento.

Per il lungo calvario
d'ogni fratello alpino
che giacque riverso
nell'invocarti.

O Signore Tu,
per gli occhi di mia madre
che fermi son nel buio
fermi nel vuoto.

Tu o Signore,
stendi la mano
e benedici
ogni fratello
che vive.
 
Fonte: QUI
 

 


Ultima modifica di admin_italiacanora il Gio Dic 13, 2018 6:27 pm, modificato 1 volta

Torna in alto Andare in basso

CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 Empty CORI ALPINI: E LA NAVE S'ACCOSTA PIAN PIANO - VA L'ALPIN

Messaggio  admin_italiacanora il Gio Dic 21, 2017 4:34 pm

- E LA NAVE S'ACCOSTA PIAN PIANO - Tipo canto: canto degli alpini

CENNI STORICI
(guerra Italo-Turca 1911-1912)
Approdava alle sponde africane Il Vascello di Savoia (titolo originale) ed un anonimo alpino del battaglione Saluzzo già accennava le prime battute narrative di questo canto, legato alla storica impresa di Uadi Derna (fiume nei pressi della città omonima) ove gli alpini, strappati da un bizzarro destino alle montagne native e gettati in un deserto sconosciuto di oltremare, inflissero una dura sconfitta all’emiro Enver Bey.
E’ questo uno dei rarissimi brani dove l’alpino si concede, contro le abitudini, un pizzico di tracotante trionfalismo, subito però mitigandone il tono con accenti più umani e commoventi.
Discendenti da questa, che (con l’africana Mamma mia vienimi incontro) è fra le più antiche e nobili cante epiche alpine, sono le altre nate nella seconda guerra mondiale: La bersagliera (ove la meta è nientemeno che il Giappone) e Col fucile sulla spalla della campagna di Grecia.
 
Fonte: QUI


- VA L'ALPIN - Tipo canto: canto degli alpini

NOTE
E’ un canto che si può considerare precursore degli spot pubblicitari dei nostri giorni tra retorica e realtà.
La vita dell’alpino in montagna è condensata in poche strofe, come un flash d’ immagini.
Ecco allora che l’alpino s’ arrampica fino alle più alte vette, poi sfreccia con gli sci sulla neve , quindi si riposa e sogna la casa e la mamma.
Ma la montagna comporta anche dei rischi : il pericolo delle rocce friabili ed i burroni, i ghiacciai da attraversare, le valanghe da evitare .
Solo il pensiero di qualcuno che aspetta a casa è il conforto che aiuta a superare ogni difficoltà.
 
Fonte: QUI


E LA NAVE S'ACCOSTA PIAN PIANO

  VA L'ALPIN

   

Cattedrale di BOBBIO il Coro GERBERTO diretto dal M° EDO MAZZONI
 
Testo:
E la nave s’accosta pian piano,
salutando Italia sei bella;
nel vederti mi sembri una stella,
oh morosa ti debbo lasciar.

Allora il capitano m’allungò la mano
sopra il bastimento, mi vuol salutare,
e poi mi disse: i Turchi son là.

E difatti si videro spuntare,
le nostre trombe si misero a suonare,
le nostre penne al vento volavano
tra la bufera ed il rombo del cannon.

E a colpi disperati, mezzi massacrati
dalle baionette, i Turchi sparivano
gridando: Alpini, abbiate pietà.

Sulle dune coperte di sabbia
i nostri Alpini, oh Italia, morivano,
ma nelle veglie ancor ti sognavano
con la morosa, la mamma nel cuor.

E col fucile in spalla, baionetta in canna,
sono ben armato, paura non ho,
quando avrò vinto ritornerò!
 
Fonte: QUI
  
Coro ANA Montecavallo - Va l'alpin al Teatro "Verdi" di Pordenone
 
Testo:
Va l’alpin su l’alte cime
passa e vola lo sciator
dorme sempre sulle cime
sogna mamma e casolar.

Tra le rocce e tra i burroni
sempre lesto è il suo cammin
quando va per la montagna
pensa sempre al suo destin.

Pensa sempre al suo destino
c’è il ghiacciaio da passar:
mentre va col cuor tranquillo
la valanga può cascar.

Pensa alpin la tua casetta
che la rivedrai ancor
la tua bella che ti aspetta
orgogliosa del tuo amor.
 
Fonte: QUI
 
 

 

Torna in alto Andare in basso

CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 Empty CORI ALPINI: BERSAGLIERE HA CENTO PENNE - CHIESETTA ALPINA

Messaggio  admin_italiacanora il Gio Dic 13, 2018 7:26 pm

- BERSAGLIERE HA CENTO PENNE - Tipo canto: canto degli alpini

CENNI STORICI
Il bersagliere ha cento penne / e l'alpino ne ha una sola / il partigiano ne ha nessuna / e sta sui monti a guerreggiar. Rielaborazione partigiana di un canto degli alpini risalente alla prima guerra mondiale.
Quello di adattare canzoni militari, in particolare alpine, trasformandole in canti partigiani è stato un fenomeno molto diffuso.
Ed anche in questo caso un motivo di matrice alpina trovo' nuova vita nel 1944 tra i partigiani che operavano sulle montagne liguri e si diffuse in tutte le regioni teatro della Resistenza.
Conosciuta anche come "Il partigiano" è nota nella versione cantata da Mario De Micheli
 
Fonte: QUI

NOTE
Questo canto mostra in modo particolare il continuo riutilizzo e riadattamento di materiali attuato nella musica popolare italiana; il testo qui riportato, infatti, è modellato su un’antica melodia popolare ed è stato ripreso in modo esplicito da un canto partigiano.
Si potrebbe ipotizzare, ma senza alcuna prova, l’esistenza di un primo testo dedicato ai bersaglieri.
L’origine di questi versi è ancora oggetto di dibattito, secondo alcune fonti risale quasi certamente alla Prima Guerra Mondiale; le versioni attestate sono molteplici, ma in tutte viene espressa un’esplicita lode del corpo degli Alpini.
Va notato però, rispetto ad altri canti di argomento analogo, che sono assenti riferimenti ad armi, violenza ed episodi bellici: le qualità del soldato rappresentate sono infatti la capacità di resistere alle difficoltà ed il coraggio; egli affronta con tenacia e senza paura fatiche e pericoli dovuti all’ambiente inospitale in cui si muove, non ad un ipotetico nemico.
Se non sapessimo che è un soldato, potremmo quasi identificarlo con una guida alpina (come quelle del “Canto di guide alpine” che salvano nottetempo una ragazza ferita).
In questo modo viene alleggerita la retorica di glorificazione militare e viene evidenziata una delle caratteristiche che gli Alpini si sono da sempre attribuiti: quella di essere soprattutto dei difensori del territorio.
La melodia richiede una buona padronanza delle note acute, pertanto può risultare ostica in alcuni passaggi.
 
Fonte: QUI


- CHIESETTA ALPINA - Tipo canto: canto degli alpini


BERSAGLIERE HA CENTO PENNE

  CHIESETTA ALPINA

   

Coro Valtanaro Sezione Alessandria
 
Testo:
Bersagliere ha cento penne
ma l'alpin ne ha una sola
un pò più lunga un pò più corta
sol l'alpin la può portare...
un pò più lunga un pò più corta
sol l'alpin la può portare...

Quando scende la notte bruna
tutti dormon nella pieve
ma con la faccia dentro la neve
sol l'alpin non può dormir...
ma con la faccia dentro la neve
sol l'alpin non può dormir...

Là sui monti vien giù la neve
la tormenta dell'inverno
ma se venisse anche l'inferno
sol l'alpin riman lassù...
ma se venisse anche l'inferno
sol l'alpin riman lassù...

Se dall'alto di rupo cade
confortate i vostri cuori
perchè se cade i mezzo ai fiori
non gli importa di morir
perchè se cade i mezzo ai fiori
non gli importa di morir
 
Fonte: QUI
  
Coro La Brughiera
 
Testo:
C'è una chiesa alpina dove già rintocca una campana,
nel vederla così in alto pare in cielo e più lontana,
col suono par che dica a un cuor, nel dolce vespro mattutin,
alla chiesetta tutta in fior, ritornerai mio bell'Alpin.

S'ode un suono ma non è più la campana della chiesetta,
è il silenzio della sera che pian pian suona la trombetta,
più piano come in un sospir, fra breve non si sente più,
ma al bruno Alpino par d'udir la campanella di laggiù.

Rosellina che col gregge vai sui monti di buon mattino,
e con ansia e fede aspetti che ritorni il tuo bell'Alpino,
se pur lontano il bruno Alpin, a te soltanto penserà,
e un dì vedrai che a te vicin, felice ancor ritornerà.

Ed un giorno assai più forte suona la campanella,
è tornato il bruno Alpino e Rosellina si fa più bella,
è bianca e pura come un fior, che il sol di maggio sboccerà,
e la campana con amor per quelle nozze suonerà.
 
Fonte: QUI
 
 

 

Torna in alto Andare in basso

CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 Empty CORI ALPINI:PICCOLA CANTA DI NATALE - BIANCO NATALE

Messaggio  admin_italiacanora il Mar Dic 18, 2018 4:10 pm



- PICCOLA CANTA DI NATALE - Tipo canto: canto degli alpini natalizio

- BIANCO NATALE - Tipo canto: canto degli alpini natalizio

NOTE
E' una delle più famose melodie della tradizione natalizia.
La composizione, che ricevette anche l'oscar della migliore canzone, è di Irving Berlin ed è stata tradotta nell'anno 1942.
Ne sono state pubblicate oltre 500 versioni diverse, in decine di lingue, che fanno la canzone natalizia più cantata nel mondo.
Questa versione è stata armonizzata dal Maestro Francesco Sacchi.


PICCOLA CANTA DI NATALE

  BIANCO NATALE

   

Corale Alpina Savonese
 
Testo:
Le stelle in cielo passan piano piano,
e ne le case scure ancor se sogna.
Ghe ze soltanto sveja na zampogna,
che riva dal passato e de lontano.

Natale che passa, Natale che viene,
volemose bene, volemose bene.
Un anno che viene, un anno che va,
tarillalalera, tarillalalà.

Xè l’aria de Natale on menestrelo,
ghe fa la nenia santa del Signore.
Tien cu le brassa in crose, verxi el core,
basa el to vizin, xe to fradelo
 
Fonte: QUI
  
Coro Alpino Lecchese
 
Testo:
Quel lieve tuo candor, neve,
discende lieto nel mio cuor.
Nella notte santa il cuor esulta
d'amor, è Natale ancor.
E viene giù dal ciel lento,
un dolce canto ammaliator
che ti dice "Spera anche tu."
È Natale, non soffrire più.

Oh... oh oh oh oh

E viene giù dal ciel lento,
un dolce canto ammaliator
che ti dice "Spera anche tu."
È Natale, non soffrire più

che ti dice "Spera anche tu."
È Natale, non soffrire più..
 
Fonte: QUI
 
 

 

Torna in alto Andare in basso

CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 Empty CORI ALPINI: A MONTICOLO - ADIEU A L'ENGIADINA

Messaggio  admin_italiacanora il Ven Giu 07, 2019 11:03 pm

- A MONTICOLO - Tipo canto: canto degli alpini

NOTE
La vista di un piccolo lago alpino, sostare alla sua riva, trascorrere vicino ad esso magari un pò di vacanza, è sempre una gioia, un senso di riposo, di tranquillità.

Il laghetto di cui ci parla la prossima canzone è quello di Monticolo, nota località in provincia di Bolzano. Attorno a questo piccolo specchio azzurro fanno corona i pini, i fiori, e le montagne tanto care. Vicino ad esso si può veramente cantare in coro all’onda che ci culla e al dolce amor.
 
Fonte: QUI
 
 
- ADIEU A L'ENGIADINA - Tipo canto: canto degli alpini

NOTE
L'Engadina, chiamata Engiadina nella linqua parlata della sua popolazione, è una lunga e bellissima vallata incisa tra le montagne (Alpi Retiche) e arricchita dal canto dello scorrere del fiume Inn ed è uno dei più pittoreschi paesaggi svizzeri.
Offre nell'alta Engiadina una larga valle di modellamento glaciale allietata da pittoreschi laghi (St. Moritz) e nella bassa Engiadina da bellissime vette (la più imponente è quella del Bernina) con una flora ricchissima di varietà rare. Il primo popolo storico furono i Reti, di origine Etrusca, che con le loro continue scorrerie nelle terre del Lario e della valle padana, attirarono l'attenzione di Roma, che all'epoca di Augusto li sottomise.
Nelle successive vicende storiche passò anche sotto il dominio dei Vescovi di Trento e proprio un trentino, Giovanni Segantini, ci ha regalato le immagine pittoriche più suggestive di questo paesaggio.

Questo antico canto, straordinario per l'armonia e i valori musicali espressi aderenti allo spirito tradizionale è diventato un classico dei canti ladini.
E' l'addio che ogni emigrante rivolge al suolo natio.
Il crescente ed il fortissimo delle ultime misure, sono una chiara intenzione, altamente drammatica, di questo sentimento.
 
 
A MONTICOLO
Coro A.N.A. Coste Bianche

  ADIEU A L'ENGIADINA
Coro Alpino Lecchese

   

 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video.
Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
  
 
Testo:
Ma bella val, mi’ Engiadina
adieu, sta bain a bun ans vair,
adieu allegra giuventüna,
vus chars cumpagns da tant plaschair,
adieu vus flüms e clers auals
adieu blovs lais e verdas vals.

Meis char pajais, fin tant splendura
sur munts e vals glün’ e sulai
fin tant tras spelma l’En murmura
meis cour, nun ama co a tai!
 
Fonte: QUI
 
 

 

Torna in alto Andare in basso

CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 Empty CORI ALPINI: TI RICORDI LA SERA DEI BACI/LA BALLATA DEL SOLDATO

Messaggio  admin_italiacanora il Mer Ott 30, 2019 6:48 pm

- TI RICORDI LA SERA DEI BACI - Tipo canto: canto degli alpini

NOTE
Nel testo risalente alla Prima guerra mondiale, la protagonista ricorda il suo innamorato, la promessa di sposarla al ritorno dalla guerra e il destino crudele che non lo fece mai tornare: morto nel Trentino (in altre versioni sul Piave), l'innamorata non si dà pace..
 
Fonte: QUI
 
 
- LA BALLATA DEL SOLDATO - Tipo canto: canto degli alpini
 
 
TI RICORDI LA SERA DEI BACI
coro A.N.A. Stella Alpina di Berzonno, Pogno (NO)

  LA BALLATA DEL SOLDATO
Coro ANA LA PREARA di Lubiara

   

 
Testo:
Ti ricordi la sera dei baci,
che mi davi stringendomi al sen;
mi dicevi: sei bella, mi piaci,
sulla terra sei fatta per me!

Mi promise 'sta Pasqua sposarmi
ma il destino non volle così,
bell'Alpino che avevi vent'anni
nel Trentino sei andato a morir.

Ragazzette che fate all'amore,
non piangete, non state a soffrir;
non c'è al mondo più grande dolore
che vedere il suo bene morir.

Da quel dì che la morte crudel
dal mio fianco me l'hanno rapi'
al pensar che fu stato fedele
non ho pace né nòte né dì.
 
Fonte: QUI
  
 
Testo:
Tu lo sai che partirò
sai perché e dove andrò
ma non sai, ed io non so
quando ancor ti riabbraccerò.

Non temere amore mio
non temer non è un addio
tutti parton come me
tutte piangono come te.

Come gli altri vestirò
come gli altri marcerò
sul berretto un fregio avrò
ma nei mio cuor il tuo volto avrò.

Non temer ti penserò
non temer ti scriverò
ogni giorno che passerà
sempre più ci avvicinerà.

E quando poi ritornerò
sul mio cuor ti stringerò
ti dirò, e tu io sai
ti dirò: non lasciarmi mai.
 
Fonte: QUI
 
 

 

Torna in alto Andare in basso

CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 Empty MONTE CAIUROL/SUL PAJON

Messaggio  admin_italiacanora il Mer Nov 06, 2019 12:31 pm

- MONTE CAIUROL - Tipo canto: canto degli alpini

CENNI STORICI

Il massiccio è famoso per le tristi vicende belliche che l'hanno visto protagonista durante il primo conflitto mondiale (1915-1918) tra l'esercito italiano e quello austro-ungarico.
La montagna era in mano alle truppe austro-ungariche e il comando italiano voleva a tutti i costi conquistare tale cima; all'inizio le truppe italiane tentarono di conquistare il monte scalandolo, ma furono massacrati tutti.
Solamente il 27 agosto 1916, alle 19:50 circa, due plotoni di Alpini, anche grazie alla copertura da parte dell'artiglieria, riuscirono a conquistare la vetta, catturando 17 nemici e una grande quantità di armi e materiale bellico.
Questo era il quarto tentativo, dopo che gli austro-ungarici avevano respinto tre assalti italiani, durante la conquista perì il sottotenente Attilio Carteri della 65ª compagnia del battaglione alpini di Feltre.

Dopo la conquista italiana, gli austro-ungarici rinunciarono a riconquistare la vetta, e gli italiani riuscirono quindi a conquistare anche la forcella Sadole, ma non si spinsero oltre lungo la val di Fiemme.
Solamente nell'ottobre 1917 quando vi fu la rotta di Caporetto, gli italiani abbandonaron la cima duramente conquistata, che aveva comportato circa 10000 caduti italiani (si presume altrettanti anche da parte del nemico), sia caduti in azione, ma soprattutto dovuti alla morte bianca.
Nei pressi dell'altipiano del passo Sadole sono visibili alcuni resti degli scontri fra soldati italiani e austro-ungarici.
In seguito ai pesanti bombardamenti la cima della montagna si abbassò di ben 6 metri rispetto all'altezza precedente la guerra.

La Domenica del Corriere, rivista originale del 10-17 Settembre 1916, Anno 18 - N. 37
 
Seguono solo alcuni dei fatti descritti, illustrati e fotografati.

In copertina (qui a fianco):
"Nella zona di Fassa (Avisio), dopo lotta accanita, gli alpini occuparono l'aspra cima del Cauriol, ergentesi sulle ripide rocce a 2495 metri. La posizione fu subito rafforzata ed è in nostro saldo possesso. Furono presi al nemico una trentina di prigionieri, fra i quali un ufficiale".

Illustrato nella retro copertina:
"Lungo tutta il fronte, ieri le nostre truppe delle trincee di prima linea acclamarono fraternamente ai soldati di Romania.
Il nemico rispose con rabbiosi tiri di artiglieria, di bombarde e di mitragliatrici, fatti cessare dal pronto intervento delle nostre batterie".

Monte Cauriòl è anche un canto degli alpini relativo alle vicende della prima guerra mondiale.
 
Fonte: QUI
 
 
- SUL PAJON - Tipo canto: canto degli alpini
 
NOTE

Per coloro che non ne conoscono il significato cerco di spiegare cosa significava quella parola!
Per comprendere bisogna inserirsi in quell’ambiente che fu bene rappresentato in un bel film di Ermanno olmi intitolato: l’albero degli zoccoli!
Dove si vede veramente la povertà e la miseria in cui vivevano la maggior parte degli abitanti di questo angolo d’italia!
Siamo tra la fine dell’ottocento ed i primi del novecento!
In quel contesto per la gente popolana… non esistevano i letti veri e propri! Ma erano tipo dei giacigli fatti con dei sacchi di juta contenenti gli involucri delle pannocchie di granoturco fatte essiccare al sole!!
Ecco quello era detto IL PAJON.
E siccome mi ricordavo una canzone degli alpini dove era inserita tale parola …. sono andato a cercare le canzoni della grande guerra ed ho trovato questa.
 
 
MONTE CAIUROL
Coro Grigna

  SUL PAJON
Coro Alpini Passons Forni Avoltri

   

 
Testo:
Fra le rocce, il vento e la neve
siam costretti la notte a vegliar.
Il nemico crudele e rabbioso
lui cerca sempre il petto colpir.

Genitori piangete, piangete
vostro figlio è morto da eroe.
Vostro figlio è morto da eroe
su l'aspre cime del monte Cauriol.

Il suo sangue l'ha dato all'Italia,
il suo spirto ai fiaschi del vin.
Faremo fare un gran passaporto
o vivo o morto dovrà ritornar.
 
Fonte: QUI
  
 
Testo:
Il battaglione Aosta
sul pajon
è sempre sulle cime,
sul pajon
ma quando scende a valle
sul pajon
attente ragazzine!

Sul pajon de la caserma
requiem aeternam e così sia,
va' a ramengo ti,
to pare, ta mare e ta zia
e la naja e compagnia,
sul pajon, sul pajon!

Il parroco di Aosta
sul pajon
l'ha detto predicando:
sul pajon
«Attente ragazzine
sul pajon
che il "Quarto" sta arrivando.»
Sul pajon...

Ma una delle più belle
sul pajon
ha detto piano piano:
sul pajon
«Se il "Quarto'' sta arrivando
sul pajon
è quello che vogliamo!»
Sul pajon...
 
Fonte: QUI
 
 

 

Torna in alto Andare in basso

CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI - Pagina 2 Empty Re: CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Torna in alto Andare in basso

Pagina 1 di 2 1, 2  Seguente

Torna in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum