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ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

Italia Canora :: MUSICA LEGGERA :: 
CANTANTI/GRUPPI ANNI' 70
 :: ROBERTO VECCHIONI

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ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

Messaggio  admin_italiacanora il Dom Gen 23, 2011 11:01 pm



Di seguito viene riportata la discografia completa di ROBERTO VECCHIONI

INDICE



45 giri

1966 - Barbara Ann/Se rimani con noi (Dischi Ricordi, SRL 10420; inciso con i Pop Seven)
1966 - Barbara Ann/Lasciate qualcosa per noi (Dischi Ricordi, SRL 10420; inciso con i Pop Seven)
1968 - La pioggia e il parco/Un disco scelto a caso (Durium, Ld A 7601)
1972 - Io non devo andare in via Ferrante Aporti/Povero ragazzo (Italdisc, IT 228)
1972 - Fratelli?/I pazzi sono fuori (Ducale, DUC 237)
1973 - L'uomo che si gioca il cielo a dadi/Sono solamente stanco da morire (Ducale, DUC 240)
1974 - La farfalla giapponese (canzone per tutti gli amori)/Messina (Ducale, DUC 245)
1975 - Irene/Canzone per Laura (Philips, 6025 143)
1976 - Velasquez/Pani & pesci (Philips, 6025 161)
1977 - Samarcanda/Canzone per Sergio (Philips, 6025 175)
1977 - Stranamore (pure questo è amore)/Il capolavoro (Philips, 6025 206)
1977 - La famiglia di Barbapapà/Il migliore amico degli animali (Philips, 6198 134; con il coro Le Mele Verdi)
1979 - A te/Un'altra storia (Music, 5000, con Enrico Nascimbeni)
1979 - Signor giudice/Vorrei (Ciao Records, 500)
1980 - Montecristo/La città senza donne (Philips, 6025 272)
1980 - Montecristo/La città senza donne (Mercury, 6025 272), stampa tedesca
1982 - Dentro gli occhi/Hollywood Hollywood (CGD, 10390)
1983 - Hotel degli assassini/Morgana (luce di giorni passati) (CGD, 10463)
1984 - Il grande sogno/Mi manchi (CGD, 23003)
1985 - Fratel coniglietto/Samarcanda (CGD, 10646)


EP

1984 - Il grande sogno/A.R./Dentro gli occhi/Samarcanda (CGD, 15163)
1992 - Voci a San Siro, Arcana (mini cd con quattro brani inediti, allegato all'omonimo libro)(EMI)


Album

1971 - Parabola (Ducale, DUC 2)
1972 - Saldi di fine stagione (Ducale, DUC 6)
1973 - L'uomo che si gioca il cielo a dadi (Ducale, DUC 7)
1973 - Il re non si diverte (Ducale, DUC 9)
1975 - Barbapapà (Philips, 9299 722)
1975 - Ipertensione (Philips, 6323 040)
1976 - Elisir (Philips, 6323 042)
1977 - Samarcanda (Philips, 6323 049)
1978 - Calabuig, stranamore e altri incidenti (Philips, 6323 062)
1979 - Robinson, come salvarsi la vita (Ciao Records 1000)
1980 - Montecristo (Philips 6492 113)
1982 - Hollywood Hollywood (CGD, 20299)
1984 - Il grande sogno (CGD, 21212; nuove incisioni di vecchi brani, sei inediti, due reprise e un volume con poesie di Vecchioni, disegni e storie di Hugo Pratt, Milo Manara, Moebius e Andrea Pazienza)
1985 - Bei tempi (CGD, 20477)
1986 - Ippopotami (CGD, 45001)
1989 - Milady (CGD, 20895)
1991 - Per amore mio (EMI, 66 7953861)
1993 - Blumùn (EMI)
1995 - Il cielo capovolto (EMI)
1997 - El bandolero stanco (EMI)
1999 - Sogna ragazzo sogna (EMI)
2002 - Il lanciatore di coltelli (EMI)
2004 - Rotary Club of Malindi (Columbia Sony Music)
2007 - Di rabbia e di stelle (Universal)
2011 - Chiamami ancora amore (Universal, nuove incisioni di vecchi brani, tre inediti, due cover)
2013 - Io non appartengo più (Universal); il 30 gennaio 2015 viene certificato "DIsco d'oro" dalla FIMI
2018 - L'infinito (DME)


Album live

1992 - Camper, Emi (Live con un inedito)
2000 - Canzoni e cicogne, Emi Live con due inediti)
2001 - Roberto Vecchioni Live @RTSI, RTSI (Live)(Sony Music)
2005 - Il contastorie, Universal (Live con un inedito)
2009 - In Cantus, Universal (Live con inediti)


Raccolte

1980 - Luci a San Siro, Philips
1991 - Il capolavoro, Philips 848 613 1
1994 - Luci a San Siro e altri successi, Cgd East West 9031-76035-2
1997 - Roberto Vecchioni raccolta, Cgd East West 0630-19535-2
1997 - Studio Collection, EMI (con un inedito)
1998 - Samarcanda e altri successi, Universal 558242-2
1999 - Le più belle canzoni di: Roberto Vecchioni, Warner Music
2000 - Roberto Vecchioni superstar, Universal
2002 - Le ballate, Capitol
2004 - Le più belle canzoni, Warner Music
2005 - Studio Collection, Universal
2006 - Collezione Italiana (Roberto Vecchioni), EMI
2006 - The Platinum Collection (Roberto Vecchioni), EMI (triplo cd)
2007 - Roberto Vecchioni DOC, EMI
2008 - Antologia, Brioche (doppio cd)
2008 - Stranamore, Capitol
2008 - I grandi successi, Warner Music 442784121 (doppio cd)
2011 - I colori del buio, Universal (doppio cd) con due inediti


Fonte: QUI


Ultima modifica di admin_italiacanora il Ven Nov 20, 2020 5:49 pm, modificato 6 volte
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ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty ROBERTO VECCHIONI: 1966 - BARBARA ANN/LASCIATE QUALCOSA PER NOI (45 giri)

Messaggio  admin_italiacanora il Mar Nov 03, 2020 7:32 pm

1. TITOLO:

1966 - BARBARA ANN/LASCIATE QUALCOSA PER NOI

# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10-420 # Data pubblicazione: 1966 # Matrici: ???/??? # Genere: Rock, Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2


2. RECENSIONE:

Pochi forse sanno che il suo esordio discografico, non avvenne nel 1968, quando per la Durium incise il suo primo disco solista, il 45 giri "La pioggia e il parco" (rimasto anch’esso nel dimenticatoio), bensì due anni prima all’interno di un complesso beat denominato Pop Seven.
Il 3 marzo del 1966, la Ricordi stampò un 45 giri contenente sul lato A, il noto successo internazionale Barbara Ann composta da Fred Fassert e incisa nel 1961 dal gruppo The Regents, ripresa poi quattro anni dopo, nel 1965, dai Beach Boys e inserita
nell’ album Beach Boys Party!, la cui traduzione dall’inglese all’italiano venne curata dallo stesso Vecchioni insieme ad Andrea Lo Vecchio, con la supervisione musicale del maestro Iller Pattacini, allora musicista pressoché in pianta stabile presso la nota casa
discografica milanese.
La versione proposta dai Pop Seven e compagni non risultò comunque eccellente sotto il profilo musicale.
Il 45 giri venne posto sul mercato in due edizioni contenenti un lato B differente l’uno dall’altro ma mantenendo il medesimo numero di catalogo.
La prima emissione infatti contiene "Lasciate qualcosa per noi", mentre per la seconda stampa, il brano prescelto divenne "Se rimani con noi".
Roberto Vecchioni comincia la carriera nel mondo musicale come autore di testi di canzoni, in collaborazione con l’amico Andrea Lo Vecchio.
E’ proprio quest’ultimo ad introdurlo negli ambienti musicali dove ha già buone conoscenze, in particolar modo presso le Edizioni Ricordi dove è direttore Mariano Repetti, papà di Mogol.
Andrea che ha un anno in più di Roberto, ha già inciso per la Ricordi alcuni 45 giri (Dorme la città e La ragazza di Reggio Emilia) e per farsi meglio conoscere allestisce un vero e proprio club musicale titolandolo a suo nome all’interno di un piano bar dalle parti del Corvetto, a Milano.
Da qui una collaborazione a due che durerà svariati anni e che comprende anche Barbara Ann.
La particolarità di questo 45 giri è che lo stesso Vecchioni partecipa vocalmente all’incisione (sua la voce che introduce la canzone con il verso “Bar Bar Bar, Bar Barbara Ann”).
Lo stesso Vecchioni ha raccontato che il gruppo venne creato appositamente per questa cover da Iller Pattacini in sala d’incisione, riunendo sette giovani musicisti, da cui il nome del complesso; i Pop Seven erano costituiti, oltre che da Vecchioni alla chitarra e alla voce, da Fabio alla voce solista, Vittorio alla chitarra e alla voce, Tojo al basso e voce aggiunta, Michele alla batteria e Angela e Daniela ai cori.
Un’ulteriore curiosità riguarda anche due emissioni su 33 giri dove è contenuto il suddetto brano dei Beach Boys nella loro versione: la prima è di stampa italiana e venne edita dalla Ricordi nel '66, con la raccolta Tutto Beat (LIR 22-006) dove è presente anche l’immagine del gruppo.
La seconda emissione invece è estera, nello specifico venezuelana, edita sempre su marchio Ricordi nel ‘66, che ha per titolo Exitos de Italia.
Fonte: Raropiù

In Italia, nei primi anni settanta, Barbara Ann era la colonna sonora del Carosello, innovativo per l'epoca, del dentifricio Durban's: a differenza degli altri Caroselli sceneggiati e dialogati, qui si vedevano solo immagini evocative di giovani ricchi e sorridenti intenti a sciare, cavalcare, veleggiare ecc., senza alcun dialogo e senza una trama, ma con il solo sottofondo corale e ossessivo del ritornello di Barbara Ann:
 

Nel 1966 ne venne incisa una cover in italiano dal complesso dei Pop Seven, di cui faceva parte Roberto Vecchioni, autore del testo.
 
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:

R-8100280-1455135119-3498.jpeg.jpg 1966_p10.jpg


3. TRACK LIST

Lato A:
BARBARA ANN


Lato B:
LASCIATE QUALCOSA PER NOI


   

 
Testo:
Ba ba ba Barbara Ann
Ba ba ba Barbara Ann
Barbara Ann, prendimi la mano, Barbara Ann
mi hai colpito rockeggiando e rollando
rockeggiando e vorticando Barbara Ann

Sono venuto a ballare
cercando una storia d’amore
ho visto Barbara Ann e ho pensato che avevo una possibilità con Barbara Ann

mi hai colpito rockeggiando e rollando
rockeggiando e vorticando Barbara Ann

Ci ho provato con Mary Lou
Ci ho provato con Peggy Sue
Ci ho provato anche con Freddie
ma lo sapevo che non sarebbe stata
come con Barbara Ann, Barbara Ann
mi hai colpito rockeggiando e rollando
rockeggiando e vorticando Barbara Ann

Barbara Ann, Barbara Ann

Fonte: QUI



Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video.
Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com


ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Videos10


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ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty ROBERTO VECCHIONI: 1966 - BARBARA ANN/SE RIMANI CON NOI (45 giri)

Messaggio  admin_italiacanora il Mar Nov 03, 2020 7:55 pm

1. TITOLO:

1966 - BARBARA ANN/SE RIMANI CON NOI

# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10-420 # Data pubblicazione: 1966 # Matrici: ???/??? # Genere: Rock, Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2


2. RECENSIONE:

Il 45 giri venne posto sul mercato in due edizioni contenenti un lato B differente l’uno dall’altro ma mantenendo il medesimo numero di catalogo.
La prima emissione infatti contiene "Lasciate qualcosa per noi", mentre per la seconda stampa, il brano prescelto divenne "Se rimani con noi".

Fonte: Raropiù


3. COVER:

R-8100280-1455135119-3498.jpeg.jpg 1966_p10.jpg


3. TRACK LIST

Lato A:
BARBARA ANN


Lato B:
SE RIMANI CON NOI


^^


Testo:


Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video.
Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com


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ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty ROBERTO VECCHIONI: 1968 - LA PIOGGIA E IL PARCO/UN DISCO SCELTO A CASO (45 giri)

Messaggio  admin_italiacanora il Mar Nov 03, 2020 11:30 pm

1. TITOLO:
 
1968 - LA PIOGGIA E IL PARCO/UN DISCO SCELTO A CASO
 
# Etichetta: DURIUM # Catalogo: Ld A 7601 # Data pubblicazione: 1968 # Matrici: ???/??? # Genere: Pop # Tipo audio: Stereoo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2
 
 
2. RECENSIONE:
 
Nel 1968 Roberto Vecchioni è un giovane paroliere che si sta affermando nel mondo della musica leggera : una sua canzone, Sera, scritta insieme al suo collaboratore abituale in quel periodo, Andrea Lo Vecchio, ha gareggiato al Festival di Sanremo interpretata da Gigliola Cinquetti e Giuliana Valci ed è stata anche apprezzata dalla critica, mentre l’anno precedente ha scritto due testi, Parla tu e Fuori piove , per gli Anonima Sound di Ivan Graziani e tutti i testi del disco di debutto di Lo Vecchio.

Ha anche avuto una piccola esperienza discografica due anni prima, come componente dei Pop Seven, complesso milanese formato da Iller Pattacini, che incide una cover di Barbara Ann del cui testo italiano è autore.
Ma è solo nell’autunno del 1968 (la matrice del disco è datata 6 novembre) che riesce a pubblicare un 45 giri a suo nome, grazie alla fiducia che gli accorda la Durium in virtù dei primi riscontri come autore.

Le due canzoni, La pioggia e il parco e Un disco scelto a caso, sono lontane anni luce dal cantautore di successo del decennio successivo: si tratta di due canzoni d’amore con una melodia molto tradizionale, appesantite sia dall’orchestra d’archi di Marcello Minerbi (dei Los Marcellos Ferjal), peraltro ottimo arrangiatore in altre occasioni ma che qui, evidentemente, lavora con la mano sinistra, sia dal la voce piagnucolosa e singhiozzante di Vecchioni (che solo nel 1973 con Il re non si diverte abbandonerà questa impostazione vocale).

Il disco non riscuote il benché minimo riscontro e diventa una rarità ricercata, non certo per il suo valore artistico.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
LA PIOGGIA E IL PARCO

 
   Lato B:
UN DISCO SCELTO A CASO

 
   

 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video.
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Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video.
Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
 
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ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty ROBERTO VECCHIONI: 1971 - PARABOLA (L.P. 33⅓ giri + MC)

Messaggio  admin_italiacanora il Mer Nov 04, 2020 2:48 pm

1. TITOLO:
 
1971 - PARABOLA
 
# Etichetta: DUCALE # Catalogo: DUC 2 # Data pubblicazione: 1971 # Matrici: DUC 2 A/DUC 2 B # Genere: Pop # Tipo audio: Mono # Supporto: vinile 33 giri # Dimensioni: 12", 78 RPM (30,2 cm.) # Facciate: 2
 
 
# Etichetta: PHILIPS # Catalogo: 9279 598 (Serie Successo) # Data pubblicazione: 1971 # Matrici: 9279 598.1/9279 598.2 # Genere: Pop # Tipo audio: Mono # Supporto: vinile 33 giri # Dimensioni: 12", 78 RPM (30,2 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Note: Copertina apribile a libro con una nota di presentazione del padre di Roberto Vecchioni # Produttore: Renato Pareti # Arrangiatore: Sergio Parisini
 
Fonte: QUI
 
 
2. RECENSIONE:
 
Parabola, pubblicato nel 1971, è il primo album inciso dal cantautore Roberto Vecchioni.

La storia del disco
Vecchioni era da alcuni anni un paroliere di successo, legato alle edizioni musicali Chappell: fu proprio la casa di edizioni musicali a metterlo in contatto con una nuova casa discografica, la Ducale, fondata da Davide Matalon, ex padrone della Italdisc e scopritore di Mina, e a pagargli i tre giorni dello studio di registrazione di via Podgora.
Tre giorni sono veramente pochi anche per l'epoca, ed il risultato è evidente negli arrangiamenti delle canzoni, che non sono molto curati (nonostante la presenza di musicisti molto dotati come Franco Cerri o Tullio De Piscopo), e nelle sonorità, per nulla ricercate; inoltre la voce di Vecchioni spesso risulta impastata e tendente al singhiozzo.
Il risultato non rende quindi giustizia alla scrittura delle canzoni, che sono invece in molti casi notevoli.
Gli arrangiamenti sono curati da Sergio Parisini, e il produttore del disco è Renato Pareti; la copertina è la rielaborazione di una foto di Maurizio Doglia.
All'interno della copertina è inserita una presentazione del disco scritta dal padre del cantautore, Aldo Vecchioni.
 
L'album contiene anche Luci a San Siro, universalmente considerato come uno dei brani più famosi del cantautore milanese.
 
Fonte: QUI
 
 
 
Siamo nel 1971, album d'esordio del professor Vecchioni, il quale ci catapulta in mondo di ipocrisie, falsità, stereotipi e tradimenti nel quale è veramente difficile restare a galla, continuare ad essere se stessi, a inseguire i propri sogni e i propri ideali, e a restare coerenti con le proprie scelte. Un mondo in cui Vecchioni si sente veramente intrappolato e che rimarrà uno dei temi cardine di tutta la sua poetica.

Il problema dell'essere se stessi e di non essere mercificati o venduti al pubblico appare in maniera eclatante in quella magnifica ballata di "Luci a San Siro".
Un vero e proprio capolavoro in cui il professore attraverso un dialogo con i suoi discografici, che pretendono semplici canzonette da HitParade, risponde parlando della sua giovinezza e di un suo amore dovuto abbandonare proprio a causa del suo sogno di fare il cantautore.
Ma ormai le scelte sono state fatte la strada è stata intrapresa e a nulla serve rimpiagere i bei tempi passati come in "Il Tamburo Battuto": " Lo so di aver vissuto in altri tempi, per tutto ciò che amavo e sentivo mio, con tante parti di domino diverse e l'incerto sorriso di una donna nel cuore"

Nel disco troviamo poi una serie di personaggi vittime di questa società tra cui il "Povero Ragazzo" tradito dalla sua donna con forse proprio il suo migliore amico: "Povero ragazzo, io sono con la donna che tu ami e un tempo amavo ma vorrei morire piuttosto di sapere che stasera la stai piangendo".
Personaggi che condividono in parte la stessa sofferenza di Vecchioni come per esempio il "poeta figlio illegittimo" protagonista della title track al quale un padre - padrone (creatore di tutto e che non sbaglia mai) che lo definisce un " infame parolaio", nega perfino di frequentare la donna che lui ama, privilegiando invece il figlio legittimo, "ragioniere", al quale tutto è dovuto.
Un padre capace addirittura di condannare il figlio "poeta" : "Per il mondo ch'è mio ti maledico, avrai vent'anni tutta la vita, ma non potrai che amare Margherita".

La storia di "poeta" continua poi con "Io non devo andare in via Ferrante Aporti" simpatica canzone in cui il protagonista fa di tutto per non trovarsi faccia a faccia con il fratellastro. Con un musica molto ritmata per dare il giusto senso di ironia alla canzone.
In "Improvviso Paese" troviamo invece un Vecchioni che decide di prendersi un pò di vacanze e di andare a trovare un suo amico militare ma per uno strano scherzo del destino ripiomba in un paese della sua infanzia dove un tempo il sogno, la speranza, la fiducia di un mondo migliore erano ancora vivi:

"ed era il tempo che ci credevo
a questo schifo di mondo cane
avevo tutto, ti sorridevo
adesso è tardi per ritornare
ma mi rivedo com'ero all'ora
senza promesse da mantenere
senza persone da sviolinare
e te che sei stata il solo amore;
e all'improvviso qui grida il sole
non è settembre di aver trent'anni
e luglio come quando credevo
che tu m'avessi dato l'amore
"

In "questo schifo di mondo cane" non c'e da stupirsi se qualcuno sceglie come via di fuga un gesto estremo come il suicidio narratoci in un mix di tristezza e malinconia in "Lui s'è ne andato"

"Poteva almeno andarsene in un giorno di sole
poteva far rumore come sempre
poteva non lasciare solo me e la sua paura
poteva dirmi col dolore ho chiuso questa sera
"

Il tema di desiderio di suicidio è espresso in maniera molto ironica anche in canzoni come "Per la cruna di un ago" e "Cambio Gioco" dove si rimarca ancora il concetto della difficoltà di fare canzoni rimanendo coerenti con le proprie idee e senza cadere di conseguenza nel commerciale:

"La pallina gira a vuoto, il mio numero non c'è
quasi quasi cambio gioco, tutta colpa dei croupier.
Giocherò con la pistola come quando ero cowboy
solo invece che alle vacche
sparerò fra gli occhi miei.
"

Il disco si presenta di piacevole ascolto , tenendo conto che siamo agli inizi, e la poetica di Vecchioni è di alto livello anche se non perfettamente definita come avverra invece in dischi come "Ipertensione" ed "Elisir".
Pure la musica ci riserva arrangiamenti per lo più scarni , anche se è da brivido il piano in "Luci a San Siro" che riesce a dare il senso di tristezza e malinconia che evoca la canzone, così come la chitarra in "Povero Ragazzo", ma perlopiù fanno da accompagnamento al pathos che riesce a creare la voce di Vecchioni.
Gli arrangiamenti verranno man mano sempre più curati nei successivi dischi di Vecchioni fino a raggiungere picchi come in "Samarcanda" e "Calabuig".
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   

   

   
 
 
 
   

   
 
 
 
Versione cassetta
 
   



   
 
 
3. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



  • B1 LUCI A SAN SIRO - 4:18
  • B2 L TAMBURO BATTUTO - 2:28
  • B3 PER LA CRUNA DI UN AGO - 5:25
  • B4 PARABOLA - 3:31
  • B5 SPERANZA - 3:22
 
 
A1: LUI SE N'E' ANDATO
 
   A2: POVERO RAGAZZO
 
   

Autori: Testo e musica di Roberto Vecchion
 
Testo:
Lasciate andare un attimo le carte
Per aiutarmi
Lo ricordate quello
Che veniva sempre da noi?
Oh certo, Sergio,
Certo che sto bene, perché mi guardi?
E tu cretino con quell'asso in mano
Non chiami il tre

Aveva gli occhi tristi di Novembre
Ma ci credeva
Gli abbiamo fatto forse qualche sgarbo,
Penso di no
Possibile che non lo ricordiate,
State scherzando
E tu, Francesco, piantala di dire sarà a New York, a New York!

Poteva almeno andarsene in un giorno di sole,
Poteva far rumore come sempre
Poteva non lasciare solo me e la sua paura
Poteva dirmi col dolore ho chiuso questa sera, stendi le mani

Che stupido che sono
La sua donna chissà che pena
Avrà già perso tutte le speranze di rivederlo
Bisognerà avvertirla che qui almeno non si fa vivo
Ma darle la notizia con prudenza, non si sa mai
Possibile che non lo ricordiate, state scherzando
E tu, Francesco, piantala di dire sarà a New York, sì a New York!
è quel ragazzo che veniva sempre a dirci ho vinto
E poi perdeva sempre, ma era sempre, meglio di noi!

Poteva almeno andarsene in un giorno di sole,
Poteva far rumore come sempre
Poteva non lasciare solo me e la sua paura
Poteva dirmi col dolore ho chiuso questa sera, stendi le mani

E adesso, si, vi cadono le carte ma è troppo tardi
Ve l'hanno ucciso e voi non potevate dire di no
Che anzi è andato via senza neppure lasciare un segno
Un indirizzo, un francobollo, un gesto per chi stà qui

E adesso voi quardate me negli occhi per rivederlo
Perché fra tutti voi gli assomigliavo un po' di più
Inutili gli occhiali alla memoria: è un'ombra scura!
Aveva troppe bande, pochi amori, meglio così

Poteva almeno andarsene in un giorno di sole,
Poteva far rumore come sempre
Poteva non lasciare solo me e la sua paura
Poteva dirmi col dolore ho chiuso questa sera,
Stendi le mani sul nostro amore, non ci lasciare mai.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Testo di Roberto Vecchioni e Andrea Lo Vecchio; musica di Roberto Vecchioni, Andrea Lo Vecchio e Giorgio Antola
 
Testo:
Povero ragazzo, sapessi dov'è adesso la tua donna
Povero ragazzo, si, la tua bambina,
Quella che tu credevi una bambina
Povero ragazzo, povero ragazzo,
Sapessi cosa dice la tua donna,
Povero ragazzo,

Qui, fra le mie mani,
Le stelle che le bruciano negli occhi
Le braccia strette forte sul mio cuore
Per non pensarti, non pensarti più

Povero ragazzo, sapessi quanta voglia avrei
'Sta sera di non farti male
Tu che in questo istante starai pensando a lei
Starai dicendo:"Come dorme bene!"
Povero ragazzo! e a lei neppure passi per la mente
Mentre grida t'amo

Qui, fra le mie mani,
Le stelle che le bruciano negli occhi
Le braccia strette forte sul mio cuore
Per non pensarti, non pensarti più

Povero ragazzo, io quasi quasi prendo
E te la porto te la porto a casa
Ma ne val la pena? oggi son io,
Domani sarà un'altro o un'altro ancora
Povero ragazzo, sapessi cosa
Dice la tua donna, povero ragazzo

Qui, fra le mie mani,
Le stelle che le bruciano negli occhi
Le braccia strette forte sul mio cuore
Per non pensarti, non pensarti più

Povero ragazzo, io sono con la
Donna che tu ami e un tempo amavo
Ma vorrei morire piuttosto di sapere
Che 'sta sera la stai piangendo
Povero ragazzo, sapessi come odio
La tua donna, povero ragazzo

Qui, fra le mie mani,
Le stelle che le bruciano negli occhi
Le braccia strette forte sul mio cuore
Per non pensarti, non pensarti più
 
Fonte: QUI
 
 
A3: IO NON DEVO ANDARE IN VIA FERRANTE APORTI
 
   A4: CAMBIO GIOCO
 
   

Autori: Testo di Roberto Vecchioni; musica di Andrea Lo Vecchio e Giorgio Antola
 
Testo:
Scusi, lei ch'è pratico di queste parti
Io non devo andare in via ferrante Aporti
Dovunque, ma non davanti a lui
Senta, guardi che non sto scherzando affatto
Qui se non mi ferma io ci vado dritto
Davanti a dirgli: hai vinto tu!
E per una sera che son giù di vena
Provi a immaginarsi un po' che razza di scena
Io che vinco per mestiere
Calar le braghe davanti a un ragioniere

Qui se se ne accorge dio
Ci perdo anche il posto alla destra del suo

Senta, lei m'aiuti, lei lo so è un brav'uomo
Ecco, si, mi mandi a visitare il duomo
D'ovunque ma non in quella via
Certo ne convengo non è affatto strano
Perdere la donna per un pubblicano
Ma il guaio è che do ragione a lui

E per una sera che mi faccio pena
Provi a immaginare un po' che razza di scena
Io che vinco per mestiere
Calar le braghe davanti a un ragioniere
Qui se se ne accorge dio
Ci perdo anche il posto alla destra del suo

Io che vinco per mestiere
Calar le braghe davanti a un ragioniere
Qui se se ne accorge dio
Ci perdo anche il posto alla destra dei suo

Io che vinco per mestiere
Calar le braghe davanti a un ragioniere
Qui se se ne accorge dio
Ci perdo anche il posto alla destra dei suo
 
Fonte: QUI
   
Autori: Testo di Roberto Vecchioni; musica di Renato Pareti
 
Testo:
La pallina gira a vuoto,
Il mio numero non c'?
Tolgo la cravatta e nuoto,
Come tutti, come te cerco un pulpito
Ogni giorno per dimenticare me
Ma almeno, tu, tu che puoi non dimenticarmi mai
Se qualcuno viene a dirti? cambiato non? lui
Tu rispondigli non ci credo lui non pu? cambiare
Mai
Se un amore, me lo chiedi certo? grande pi? di te
Sono un uomo, non lo vedi? so la vita che cos'?
? Viaggiare in capo al mondo dire prego prima lei
Se oggi vesto da leopardo non dimenticarmi mai
Se qualcuno viene a dirti? cambiato non? lui
Tu rispondigli non ci credo lui non pu? cambiare
Mai
Tutto bene, resto a galla ed? facile lo sai
Fuggo dove non si tocca fuori a largo non sto mai
Guardo fuori e all'improvviso tutti parlano di me
Ma quell'altro che tu sai non dimenticarlo mai
Se qualcuno viene a dirti? cambiato non? lui
Tu rispondigli non ci credo lui non pu? cambiare
Mai
Prendo quella che sorride per sembrare come voi
Coi ricordi faccio l'asta c'? chi compera e chi no
Vendo a tutti il crocefisso di un dolore che non ho
Ma almeno tu che sai non dimenticarmi mai
Se qualcuno viene a dirti? cambiato non? lui
Tu rispondigli non ci credo lui non pu? cambiare
Mai
La pallina gira a vuoto il mio numero non c'?
Quasi quasi cambio gioco tutta colpa dei croupier
Giocher? con la pistola come quando ero cowboy
Solo invece che alle vacche
Sparer? agli occhi miei
 
Fonte: QUI
 
 
A5: IMPROVVISO PAESE
 
   B1: LUCI A SAN SIRO
 
   

Autori: Testo e musica di Roberto Vecchioni
 
Testo:
Venezia bella, nei tuoi canali
Festival chiuso ho perso ancora
Allora parto, vado a trovare
Un vecchio amico ch'è militare
Giù nel Piceno Fulvio Benetti
Farò la costa c'è tanto mare
La sabbia copre povera gente e i figli tristi di ogni dipendente
E all'improvviso mi salta fuori con le sue case
Mi copre il mare giuro, credevo che fosse altrove settembre
è tardi sono le nove io lo ricordo questo paese

Ragazza bionda, ragazza bella
Non ho più in mente le tue parole
Ma quel tuo viso non si cancella
Avevi gli occhi rotondi e strani
Bruciavi come la paglia al sole
Strozzavo l'urlo di aver vent'anni
Nell'antracite del tuo calore
Ed era il tempo che ci credevo
A questo schifo di mondo cane
Avevo tutto, ti sorridevo
Adesso è tardi per ritornare
Ma mi rivedo com'ero all'ora
Senza promesse da mantenere
Senza persone da sviolinare
E te che sei stata il solo amore
E all'improvviso qui grida il sole
Non è settembre di aver trent'anni
E luglio come quando credevo
Che tu m'avessi dato l'amore
Si alzi la prego qui non può stare
Si è fatto tardi vada a dormire
Mi volto è l'uomo col cane lupo
L'uomo di guardia agli ombrelloni
E non c'è sole nel vostro tempo
è il mio settembre di aver trent'anni
Mica avrò pianto mi vien da dire
Mentre risalgo per ripartire
Ascoli arrivo corro di notte
Ed ecco, piove, piove sul mare
Ho la camicia piena di gocce
Ho l'acqua in faccia per non sognare
Fulvio, mi aspetti e parleremo
Si, delle nostre quattro avventure
Di quelle donne lasciate e prese
Senza l'amore di far l'amore
Berremo vino fino a domani
E mi dirai: "Tu ci sai fare
Quante hai saputo prenderne in giro
Di tutto è tutti puoi fare a meno!"

E' vero Fulvio, dimmi ch'è vero
Questa è la vita, io ci so fare
Urlalo forte come la pioggia
Che prendo in faccia per non sognare
E' vero Fulvio, dimmi ch'è vero
Questa è la vita, guai ricordare
Devi gridarlo come la pioggia
Che prendo in faccia per non morire
 
Fonte: QUI
   
Autori: Testo di Roberto Vecchioni; musica di Andrea Lo Vecchio e Giorgio Antola
 
Testo:
Hanno ragione, hanno ragione
Mi han detto: "E' vecchio tutto quello che lei fa,
Parli di sesso, prostituzione

Di questo han voglia se non l'hai capito già"
E che gli dico: "Guardi non posso"
Io quando ho amato
Ho amato dentro gli occhi suoi,
Magari anche fra le sue gambe
Ma ho sempre pianto per la sua felicità

Luci a San Siro di quella sera
Che c'è di strano, siamo stati tutti là,
Ricordi il gioco dentro la nebbia?
Tu ti nascondi e se ti trovo ti amo là
Ma stai barando, tu stai gridando,
Così non vale, è troppo facile così
Trovarti, amarti, giocare il tempo
Sull'erba morta, con il freddo che fa qui

Ma il tempo emigra, mi han messo in mezzo
Non son capace più di dire un solo no
Ti vedo e a volte ti vorrei dire:
"Ma questa gente intorno a noi che cosa fa?"
Fa la mia vita, fa la tua vita
Tanto doveva prima o poi finire lì
Ridevi e forse avevi un fiore
Non ti ho capita, non mi hai capito mai

(Scrivi Vecchioni, scrivi canzoni
Che più ne scrivi più sei bravo e fai danè
Tanto che importa a chi le ascolta
Se lei c'è stata o non c'è stata e lei chi è
Fatti pagare, fatti valere
Più abbassi il capo più ti dicono di sì
E se hai le mani sporche che importa
Tienile chiuse e nessuno lo saprà)

Milano mia portami via, fa tanto freddo,
Ho schifo e non ne posso più,
Facciamo un cambio, prenditi pure
Quel po' di soldi, quel po' di celebrità
Ma dammi indietro la mia 600
I miei vent'anni e una ragazza che tu sai
Milano scusa stavo scherzando,
Luci a San Siro non ne accenderanno più
 
Fonte: QUI
 
 
B2: TAMBURO BATTUTO
 
   B3: PER LA CRUNA DI UN AGO
 
   

Autori: Testo e musica di Roberto Vecchioni
 
Testo:
Tu sei beato già in partenza
Hai qualchecosa in più, la sofferenza
L'ha detto lui sulls montagna
Sei povero, ti aspetta la cuccagna
Tu tenta pure di salire, mal
Che ti vada hai sempre da pietire
"Non ho mangiato mai la crema
E se fallisco è colpa del sistema",
E ti vien buona anche la fame
Per pianger sul destino infame
Mentre secondo te chi ha tutto
Che cosa porta a fare il lutto?
Lui non passerà per la cruna di un ago
Lui non passerà per un ago.
Hai tante cose oggi da cantare
Le hai mai contate? Dimmi sai contare?
Le voci fuori al ballatoio
Tua madre stanca sopra il lavatoio
La tua miseria sulla scena
Tira l'applauso grasso della pena
Il mio dolore non fa chiasso
è un fiore al giorno che mi schiaccio addosso
E finché sono io il padrone
A te perdere va benone
Finché ti tiran via la lana
Hai sempre quella scusa buona.
Lui non passerà per la cruna di un ago.
Lui non passerà per un ago.
No, non passerà, lui non passerà per la cruna di un ago.
Che pacchia avere due talenti
Devi restituirne solo venti
Tu prova un po' ad averne cento
E Dio che ti sta al pelo con il conto
E adesso dimmi un po' chi è solo:
Sei tu che non hai niente
E canti in coro, oppure sono io
Che ho tutto e guardo giù:
Mi butto o non mi butto?
Dai, prendi acalci la mia noia
Che ate da fuori sembra gioia
Dai, pecora, ch'è il tuo momento
Fa presto se no cambia il vento.
E lui passerà per la cruna di un ago
Alla faccia tua e del mondo
 
Fonte: QUI
   
Autori: Testo di Roberto Vecchioni; musica di Renato Pareti
 
Testo:
Mamma ti ricordi quando ero piccoletto,
che mi ci voleva la scaletta accanto al letto,
come son cresciuto mamma mia devi vedere...
figurati che faccio il corazziere
 
Fonte: QUI
 
 
B4: PARABOLA
 
   B5: SPERANZA
 
   

Autori: Testo di Roberto Vecchioni; musica di Andrea Lo Vecchio e Giorgio Antola
 
Testo:
Con la moglie dal quale ruppe subito
Ma non in tempo per evitare
Che gli nascesse un figlio naturale
Era vecchio, era saggio e non sbagliava
Mai e ben che fosse falsa moneta
Tacque con tutti e lo chiamò poeta
Da sua moglie ebbe poi un figlio vero
Uno che aveva sempre ragione
E per questo ragioniere fu il suo nome
Ragioniere cresceva molto algebrico
Poeta aveva lo sguardo assente
Parlava tanto ma non rendeva niente
Ragazza ragazza perché tu quella sera
Giravi da sola per tutta la brughiera?
Ragazza dovevi restare a casa muta
Adesso c'è chi piange d'averti conosciuta
E poeta le disse: "Margherita, qui c'è la luna
Che ci fa lume vieni a giocare
Inventeremo un fiume"
Come attore non era proprio l'ultimo
E le confuse tutte le idee
Facendo sfoggio di rose e di azalee
E poi corse dal padre subito a dirgli:
"Ho fatto un fiume di primavera,
Oltre la valle, dentro la brughiera"
"Che scemenza è mai questa, figlio mio?
No non c'è un fiume nella brughiera.
Lo so per certo li ho fatti tutti io"
"Io, padre, ti sfido, se tu sei il creatore
Tu prova a levarlo quel fiume dal suo cuore
Io padre ti sfido, se sei l'imperatore
Tu prova a levarci quel fiume e questo amore"

Era vecchio era saggio e non sbagliava mai
Prese da parte il figlio accorto
Gli tolse il libro cassa e lo mandò nell'orto
Là, nell'orto, piangeva Margherita
Soffriva tanto che lui la portò al mare
Il mare è facile, c'è poco da inventare
E fu il vecchio a benedir le nozze dicendo:
"Andate figli della terra
Voi siete giusti e non avete guerra"
Poi rivolto all'infame parolaio
Lo cacciò via coi gesto di una mano
La giara vuota non serve più a nessuno
"Per il mondo ch'è mio ti maledico
Avrai vent'anni tutta la vita
Ma non potrai che amare Margherita"
 
Fonte: QUI
   
Autori: Testo e musica di Roberto Vecchioni
 
Testo:
Anche se nella vita voltandomi un mattino
Io non ti troverò accanto
A me basta soltanto la tua felicità
Lo conosco il tuo odore
Credevi che oltre il monte ci fosse un giardino
E invece hai trovato soltanto il fango di una città

Io non posso giurarti che questo amore ti salverà
E non posso aspettarmi che la ferita si chiuderà
A me basta darti speranza,
Ma mi basta darti speranza,
Ma mi basta darti speranza,
Tu devi vivere

Nessuno ti ricorda
A nessuno tu manchi
Quel ragazzo non può tornare
E per questo soltanto vorresti finirla lì
Ma guarda che la vita non è la prima porta
Aperta in fretta senza bussare
è il balcone più grande che guarda sul mare

Io non posso giurarti
Che questo amore ti salverà
Ma mi basta darti speranza
 
Fonte: QUI
 
 
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ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty ROBERTO VECCHIONI: 1966 - 1972 - IO NON DEVO ANDARE IN VIA FERRANTE APORTI/POVERO RAGAZZO (45 giri)

Messaggio  admin_italiacanora il Gio Nov 05, 2020 7:51 pm

1. TITOLO:
 
1972 - IO NON DEVO ANDARE IN VIA FERRANTE APORTI/POVERO RAGAZZO
 
# Etichetta: ITALDISC # Catalogo: IT 228 # Data pubblicazione: 1972 # Matrici: IT 228 A/IT 228 B # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) 12", 78 RPM (30,2 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Produttore: Renato Pareti # Arrangiatore: Sergio Parisini
 
Fonte: QUI
 
 
2. RECENSIONE:
 
“Io non devo andare in via Ferrante Aporti” è un famoso pezzo del noto cantautore Vecchioni.
Questa simpatica canzone è piena di ironia.
Infatti il protagonista fa di tutto per non trovarsi faccia a faccia con il fratellastro e quindi non vuole andare in via Ferrante Aporti (scusi, lei che è pratico di queste parti io non devo andare in via Ferrante Aporti. Dovunque, ma non davanti a lui).

Probabilmente, il protagonista ha combinato qualche pasticcio o è semplicemente stato battuto dal fratellastro.
Si tratta di una scommessa su chi avrebbe fatto più strada nel campo lavorativo, e ha vinto il fratellastro, diventando ragioniere (e per una sera che son giù di lena, provi a immaginarsi un po’ che razza di scena: io che vinco per mestiere calar le braghe davanti a un ragioniere).
E lui, se lo incontra, deve congratularsi (senta, guardi che non sto scherzando affatto, qui se non mi ferma io ci vado dritto davanti a dirgli: hai vinto tu!).
E non vuole proprio incontrarlo, vuole andare ovunque, tranne dove sa che ci sarà lui (senta, lei mi aiuti, lei lo so è un brav’uomo ecco, si, mi mandi a visitare il Duomo. Dovunque ma non in quella via…).

Ma la scommessa lui l’ha vinta per quanto riguarda il lavoro, ma l’ha persa perchè il fratellastro gli ha rubato la donna, ma lui si sottovaluta, o sopravvaluta il fratello, dando ragione a lei.
Lei si merita di meglio, e il fratellastro è il meglio (certo ne convengo non è affatto strano perdere la donna per un pubblicano, ma il guaio è che do’ ragione a lui).
Però sembra importargli di più di Dio, che della donna persa (qui se se ne accorge Dio, ci perdo anche il posto alla destra del suo).
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 


   
 
 
Edizione Juke Box, vietata la vendita
 
   
 
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
IO NON DEVO ANDARE IN VIA FERRANTE APORTI

 
   Lato B:
POVERO RAGAZZO

 
   

 
Testo:
   
 
Testo:
 
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ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty ROBERTO VECCHIONI: 1972 - SALDI DI FINE STAGIONE (L.P. 33⅓ giri)

Messaggio  admin_italiacanora il Ven Nov 06, 2020 5:57 pm

1. TITOLO:
 
1972 - SALDI DI FINE STAGIONE
 
# Etichetta: DUCALE # Catalogo: DUC 6 # Data pubblicazione: 1972 # Matrici: DUC 6 A/DUC 6 B # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 33 giri # Dimensioni: 12", 78 RPM (30,2 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Produttore Renato Pareti
Formazione: Roberto Vecchioni – voce; Mauro Paoluzzi – batteria, chitarra; Paki Canzi – tastiera; Gigi Cappellotto – basso; Tullio De Piscopo – batteria; Massimo Luca – chitarra; Franco Cerri – chitarra; Sergio Parisini – tastiera
 
Fonte: QUI
 
 
2. RECENSIONE:
 
Saldi di fine stagione, pubblicato nel 1972, è Il secondo album inciso dal cantautore Roberto Vecchioni.

La storia del disco
Il secondo album di Vecchioni viene seguito un po' di più in fase di realizzazione, ed infatti vi sono dei sensibili miglioramenti sia negli arrangiamenti che nel modo di cantare; i musicisti sono gli stessi del primo disco (cioè Tullio De Piscopo, Massimo Luca, Gigi Cappellotto, Sergio Parisini, Franco Cerri), con l'aggiunta di due componenti dei Nuovi Angeli (il gruppo per il quale Vecchioni ha scritto due notevoli successi in quel periodo, "Donna Felicità" e Singapore"), Mauro Paoluzzi e Paki Canzi: questi ultimi due collaboreranno in molti dischi successivi del cantautore e Paoluzzi diventerà anche arrangiatore di molti di essi.

Le tematiche ripetono quelle di Parabola: il doppio è qui rappresentato da "Aiace", dove ritorna la storia antica (già ripercorsa da Vecchioni in "La battaglia di Maratona"), il ricordo e la nostalgia per l'amore di Adriana riaffiora in "Archeologia", mentre "La leggenda di Olaf", ispirata al mito di Ippolito, il figlio di Teseo, si collega con le canzoni di Vecchioni in cui vengono raccontate delle storie (da "Parabola" a "Samarcanda").

"I pazzi sono fuori" riprende una musica che Renato Pareti aveva scritto per un altro testo di Vecchioni, intitolato "Giramondo" ed inciso pochi mesi prima da Leonardo. La già citata "La leggenda di Olaf" era già stata incisa l'anno prima da Michele, e viene reincisa nello stesso anno da Ornella Vanoni. La copertina del disco è opera di Luciano Tallarini
Nelle ristampe su cd il brano "La tua assenza" è sostituito da La farfalla Giapponese (5:08, in realtà inciso due anni dopo su 45 giri con altri musicisti).
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   



   
 
 
3. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



 
 
A1: ARCHEOLOGIA
 
   A2: AIACE
 
   

Autori: Roberto Vecchioni Arrangiatori: Paky Canzi, Mauro Paoluzzi
 
Testo:
Chissa perchè ricordo te 'sta sera
non vale più la scusa dell'amore
eppure mi succede che la mano
sta volta non la trova la parola
il mio mestiere è fatto di testate
sul muro della gente che lavora
per un'idea do il regno, do il cavallo
ma quando non mi viene alla malora
chissà perchè ricordo te 'sta sera
chissà perchè ricordo te 'sta sera
Vuoi ridere? oggi penso all'avvenire
io che se la sera avevo mille lire
me le bruciavo come punizione
perchè un giorno vale una canzone
e mentre mi si spengono le stelle
e il mondo fa le macchie sulla pelle
tu non mi hai chiesto niente in quel cortile oggi l'amore ha un lascito mensile
chissà perchè ricordo te 'sta sera
chissà perchè ricordo te 'sta sera

Rallegrerò l'inverno di mio padre
con un bambino eletto re di spade
farò felice quella che mi ha amato
l'asino resta in piedi finchè ha fiato
ma quando rivedrò la primavera
saltarmi addosso come un'avventura
scusatemi se scenderò le scale
c'è un piano che non so dimenticare
chissà perchè ricordo te 'sta sera
chissà perchè ricordo te 'sta sera

Rallegrerò l'inverno di mio padre
Con un bambino eletto re di spade
Farò felice quella che mi ha amato
L'asino resta in piedi finché ha fiato
Ma quando rivedrò la primavera
Saltarmi addosso come un'avventura
Scusatemi se scenderò le scale
C'è un piano che non so dimenticare
Chissà perché ricordo te 'sta sera
Chissà perché ricordo te 'sta sera
Sarà perchè ricordo te 'sta sera
sarà perchè sei stata la più sola
come un pagliaccio che non dice niente
non sa come far ridere la gente
sarà ma c'è l'inverno di mio padre
o forse è stata solo una parola
che come te mi resta nella gola
chissà perchè ricordo te 'sta sera
chissà perchè ricordo te 'sta sera

Sarà perchè ricordo te 'sta sera
sarà perchè sei stata la più sola
come un pagliaccio che non dice niente
non sa come far ridere la gente
sarà, ma c'è l'inverno di mio padre
l'amore di una donna che ci crede
o forse è stata solo una parola
che come te mi resta nella gola
chissà perchè ricordo te 'sta sera
chissà perchè ricordo te 'sta sera
 
Fonte: QUI
   
Autori: Renato Pareti, Roberto Vecchioni Arrangiatori: Paky Canzi, Mauro Paoluzzi
 
Testo:
E non sembravi più nemmeno quello
che dalle porte Scee guardando il cielo
gridava a Dio con tutta la sua voce
"Sterminaci se vuoi, ma nella luce..."
E il mare grande quando vien la sera
e Dio è lontano per la tua preghiera
qui c'è chi parla troppo e c'è chi tace
tu sei di questi, e al popolo non piace
Chi ha vinto è là che che vomita il suo vino
e quel che conta in fondo è l'intestino

la la la la la la Ajace la la la la la la
la la la la la la Ajace la la la la la la
la la la la la la Ajace la la la la la la
la la la la la la Ajace la la la la la la

E il coro degli Achei che si diletta
hai perso e questo è il meno che ti aspetta
ti stanno canzonando mica male
vai un po' a spiegare quando un uomo vale
Dovevi vincer tu, lo sanno tutti
tu andavi per nemici e lui per gatti
ma il popolo è una pecora che bela

gli fai passar per fragola una mela
Chi ha vinto è là che che vomita il suo vino
e quel che conta in fondo è l'intestino

la la la la la la Ajace la la la la la la
la la la la la la Ajace la la la la la la
la la la la la la Ajace la la la la la la
la la la la la la Ajace la la la la la la

E tu fai fuori mezzo accampamento
ne volano di teste cento e cento
salvo far l'inventario e veder poi
che non sono i tuoi giudici, son buoi
Allora per un mondo che è un porcile
ti val bene la pena di morire
dimmi cosa si prova in quel momento
con la spada sul cuore ed intorno il vento
Fa grande sulla tenda le ombre il fuoco
ma dai, che è stato solamente un gioco

la la la la la la Ajace la la la la la la
la la la la la la Ajace la la la la la la
la la la la la la Ajace la la la la la la
la la la la la la Ajace la la la la la la
 
Fonte: QUI
 
A3: PER TIRARE AVANTI
 
   A4: LA LEGGENDA DI OLAF
 
   

Autori: Roberto Vecchioni Arrangiatori: Sergio Parisini
 
Testo:
E i ragazzi parlano, parlano, parlano
dico niente parlano parlano se parlano
sanno tutto loro, sì, ora ci salvano
stiamo qui da bravi che loro ci salvano
sputano nel piatto ma se han fame ci mangiano
fatemeli smettere i miei figli piangono
per tirare avanti quando passa l'avventura
per tirare avanti quando il giorno fa paura
E i ragazzi crescono, crescono, crescono
rompono il soffitto e su crescono crescono
han la testa in cielo e lì vedono vedono
e siccome Dio non c'è fumano fumano
dicono che amarci può salvare capra e cavolo
non potevo averla io 'sta grande idea del diavolo
per tirare avanti quando passa l'avventura
per tirare avanti quando il mondo fa paura

Ma i ragazzi credono, credono, credono
loro almeno credono, questo sì, ci credono
dopo come uomini andranno a rotoli
passa il fiume e leviga, leviga i ciottoli
ne verranno altri con parole bellissime
altri dopo gli altri, ma siam sempre qui a
contarcela
per tirare avanti quando passa l'avventura
per tirare avanti quando il mondo fa paura
per tirare avanti quando hai già creduto a tutto
per tirare avanti quando quando guardi sotto il
letto

se c'è niente sotto il letto
se c'è niente sotto il letto
 
Fonte: QUI
   
Autori: Andrea Lo Vecchio, Roberto Vecchioni Arrangiatori: Paky Canzi, Mauro Paoluzzi
 
Testo:
Fu allora che madonna gli disse:" Hai gli occhi belli
vorrei che accarezzassi 'sta notte i miei capelli"
Fu allora che rispose: "Grazie madonna no!
Io sono un cavaliere e il re non tradirò"
E a lei non valse niente comprare la memoria
di sentinelle e servi mandati a far baldoria
e a lui negli occhi grigi l'amore ritornò
l'attesa di una vita per dover dire no
"Che fai sotto le stelle? chi vuoi dimenticare?"
socchiuse gli occhi e volle andarsene, sparire
poi, come tutti, si risvegliò
sogno,sogno,sogno,sogno,sogno,sogno,sogno
poi, come tutti, si risvegliò

Tornò di lì a tre giorni il re dalla gran caccia
e lei gli corse incontro graffiandosi la faccia
l'ira le fece dire: "Puniscilo perchè
lui non portò rispetto alla moglie dei re"
E a lui non valse a niente il sangue sui castelli
or sua la spada e il sole sul viso dei duelli
quando sentì di dire di dover dire sì
con un cavallo e l'acqua fu cacciato di lì
"Che fai sotto le stelle? chi vuoi dimenticare?"
Socchiuse gli occhi e volle andarsene, sparire
sognò,sognò,sognò,sognò,sognò,sognò,sognò
poi, come tutti, si risvegliò
sognò,sognò,sognò,sognò,sognò,sognò,sognò
poi, come tutti, si risvegliò

Capì d'aver ucciso per essere qualcuno
capì d'aver amato il giorno di nessuno
La strada all'improvvíso, la strada si accorciò
e sotto un fico moro la gola s'impiccò
Sentì tagliar la corda, gli tesero una mano
ma dentro c'era l'oro, l'oro del suo sovrano
il re ti chiede di non parlare ma monta
il cavallo e fila più lontano che mai
"Che fai sotto le stelle? chi vuoi dimenticare?"
Socchiuse gli occhi e volle andarsene, sparire sogno,sogno,sogno,sogno,sogno,sogno,sogno
ma quella volta non si svegliò
sognò,sognò,sognò,sognò,sognò,sognò,sognò
ma quella volta non si svegliò
sognò,sognò,sognò,sognò,sognò,sognò,sognò
ma quella volta non si svegliò
sognò,sognò,sognò,sognò,sognò,sognò,sognò
ma quella volta...
 
Fonte: QUI
 
 
B1: FRATELLI?
 
   B2: LA TUA ASSENZA
 
   

Autori: Roberto Vecchioni Arrangiatori: Sergio Parisini
 
Testo:
Partire insieme ed esser tanti
la luce è quella da davanti
per settimane e settimane
dividi il vino spezza il pane
e dove andiamo cosa importa
più siamo e più la strada è corta
per settimane e settimane
amarci e bere alle fontane
Amore il mondo è solo amore
siamo diversi di colore
ma cosa importa se non è diverso il cuore
Ma il viaggio è lungo e il giorno viene
e c'è chi si chiede "mi conviene?"
Jahvè guida dal passato
e fissa i prezzi dei mercato
quegli altri nascon perdenti
sarà che i labbri li han pendenti
il bianco sfrutta e fa il padrone
per un rimorso a colazione

L'amore muore e dove muore
non è che nasca sempre un fiore
L'amore muore e dove muore c'è colore

E mentre volano i coltelli
che bello dirsi "siam fratelli!
avanti su ricominciamo,
siam tutti uguali e poi ci amiamo"
Amiamoci che poi vuoi dire:
amate voi per cominciare"
ognuno pensa a sè soltanto
e se va male giù col pianto

Ragazzo passami da bere
li metto tutti nel bicchiere
le loro facce, i loro dei e le bandiere

la cantavamo tutti insieme
ma passa il tempo brucia il sole
chi le ricorda più le parole?
 
Fonte: QUI
   
Autori: Andrea Lo Vecchio, Roberto Vecchioni Arrangiatori: Paky Canzi, Mauro Paoluzzi
 
Testo:
E' nel gesto di un vecchio colto
stanco nel suo paltò che manca di tintura
è nei poveri svegli la mattina
venuti a portar via la spazzatura
è nel volto di un bimbo che sorride,
come per dirmí: "Vedi, ti saluto"
è nella corsa ansante di sua madre
perchè di qualche macchina ha temuto
Ma che cosa vedevi sul soffitto
oltre il mio corpo oltre il mio respiro?
Sono forse guerrieri alla deriva
le lunghe ombre di chi fà l'amore?
Di chi fa l'amore...

Mia madre dissacrata è la tua assenza
si è capovolto il fiume son la barca
mia madre ricreata è la tua assenza
è lei che guida un cieco coi suoi occhi
è sulle nostre scale la tua assenza
quando apparivi lungo la ringhiera
ma è un santo non riuscito la tua assenza
l'unico santo senza una preghiera

Ma cosa vedevi sul soffitto
quando stringevi lacrime e parole?
sono forse cavalli fra le onde
le lunghe ombre di chi fa l'amore
di chi fa l'amore...

E' nel sette dei dadi la tua assenza
ho sempre dato il cinque e il sei agli amici
è nell'olio dei quadri la tua assenza
son morti i miei paesi suggeriti
tu eri il vespro, il vespro e non la messa
eri il compieta e non l'elevazione
a messa si và pure senza fede
il vespro è veramente di chi crede

Ora so cosa hai visto sul soffitto
l'ultima volta che ti sei distesa
sbarrasti gli occhi e ti spezzasti il cuore
Tu l'hai visto finire il nostro amore...
Il nostro amore...

Sarà nella mia vita la tua assenza
il figlio a cui vorrò più bene, credi
 
Fonte: QUI
 
 
B3: RAGAZZO CHE PARTI, RAGAZZO CHE VAI
 
   B42: I PAZZI SONO FUORI
 
   

Autori: Roberto Vecchioni Arrangiatori: Sergio Parisini
 
Testo:
E quello che credevi dov'è?
forza inventa qualche scusa
i figli, l'amore, la strada che va
tra i fiori verso casa, non so
eppure io so perchè t'ho invitato
a questa cena,
Siamo di fronte adesso io e te
Siamo la stessa persona
Ragazzo Che parti, ragazzo che vai
quest'uomo fa pena, fa pena e lo sai
voleva tenersi le tue verità
ma poi gli hanno detto "non esca di qua"
ragazzo, ricordi, ricordi lucia?
fa presto,ti prego, mi portano via
su, dimmi era bella adesso che fa?
Ma tu sei passato, non vedi fin qua

Che buffa cosa rivedere me,
con il sorriso di una volta
con la rabbia di dirgli chi sei?
a questa gente qua
portano il dolce e tu te ne vai
và, che sei il migliore,
il pinocchío a rovescio sono io
però sono un dottore

Ragazzo che parti, ragazzo che vai
quest'uomo fa pena, fa pena e lo sai
voleva tenersi le tue verità
ma poi gli hanno detto "Non esca di qua"
Ragazzo, ricordi, ricordi lucia?
fa presto,ti prego, mi portano via
su, dimmi era bella adesso che fa?
ma tu sei passato, non vedi fin qua
 
Fonte: QUI
   
Autori: Andrea Lo Vecchio, Roberto Vecchioni Arrangiatori: Paky Canzi, Mauro Paoluzzi
 
Testo:
Fuori col pigiama
Napoleone a Waterloo
passa l'uomo bianco
e chiede a tutti "State bene o no?"
Venga qui dottore
un raffreddore che non passa più
mia Nina scrive:
"Ad ammazzarmi non sei stato tu"
E i pazzi sono fuori
non cercateli qui
il mondo dietro i muri
è più disperato di qui

Nebbia la mattina
il vecchio rosso non discute più
scalda la panchina
mirava in alto adesso guarda giù
Non gli puoi parlare
si accende il cuore, grida, salta su
via di qui dottore
voglio morire almeno in libertà

E i pazzi sono fuori
non cercateli qui
il mondo dietro i muri
è più disperato di qui

Oggi a colazione
ci sono i dolci che volevi tu:
Rocco Sansimone
è smorto come l'ultimo Gesù
Pensa all'anarchia
e quella bomba che gli si inceppò
diventa grande grande sempre più

E i pazzi sono fuori
non cercateli qui
il mondo dietro i muri
è più disperato di qui

Visite, parenti
un'elemosina di carità
facce sorridenti
vedrai tra poco vieni via di qua
Chiedi a quel ragazzo
perchè sua madre non ci viene mai
dice: "La nascondo,
su nell'armadio tra i vestiti miei"

E i pazzi sono fuori
non cercateli qui
il mondo dietro i muri
è più disperato di qui
 
Fonte: QUI
 
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Ultima modifica di admin_italiacanora il Mer Nov 18, 2020 6:56 pm, modificato 3 volte
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ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty ROBERTO VECCHIONI: 1972 - FRATELLI?/I PAZZI SONO FUORI (45 giri)

Messaggio  admin_italiacanora il Ven Nov 06, 2020 6:41 pm

1. TITOLO:
 
1972 - FRATELLI?/I PAZZI SONO FUORI
 
# Etichetta: ITALDISC # Catalogo: ITA 237 # Data pubblicazione: 1972 # Matrici: IT 237 */IT 237 ** # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) 12" # Facciate: 2
 
Note: Produttore: Renato Pareti # Arrangiatore: Sergio Parisini

 
Fonte: QUI
 
 
2. COVER:
 
   

   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
FRATELLI?

 
   Lato B:
I PAZZI SONO FUORI

 
   

 
Testo:
   
 
Testo:
 
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ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty ROBERTO VECCHIONI: 1973 - L'UOMO CHE SI GIOCA IL CIELO A DADI/SONO SOLAMENTE STANCO DA MORIRE (45 giri)

Messaggio  admin_italiacanora il Ven Nov 06, 2020 7:17 pm

1. TITOLO:
 
1973 - L'UOMO CHE SI GIOCA IL CIELO A DADI/SONO SOLAMENTE STANCO DA MORIRE
 
# Etichetta: DUCALE # Catalogo: DUC 40 # Data pubblicazione: 1973 # Matrici: DUC 240 A/DUC 240 B # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) 12" # Facciate: 2
 
Note: Lato A: "Festival di Sanremo 1973" # Testo del Lato A sul retro copertina # Produttore: Renato Pareti # Arrangiatore: Sergio Parisini # Edizioni musicali: Chappell
 
Fonte: QUI
 
 
2. COVER:
 
   

   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
L'UOMO CHE SI GIOCA IL CIELO A DADI

 
   Lato B:
SONO SOLAMENTE STANCO DA MORIRE

 
   

Autori: Roberto Vecchioni
 
Testo:
Chi guarda dalla strada
non ci crederebbe mai
io vado a letto adesso
e tu sei in piedi dalle sei
tu stai pescando ed io,
sta notte ho amato chissà chi
ho la camicia fuori e sono qui,

Ti leggo dentro gli occhi:
"Figlio mio come ti va?"
E come vuoi che vada,
come sempre, siamo qua:
ti vedo così poco
ma soltanto tu sei tu,
con quelli là non se la faccio più

Papà, lasciamo tutti e andiamo via
Papà, lasciamo tutto e andiamo via

Tu li hai giocati tutti
senza avere in mano i re,
pien e cavalli o niente
tutto il resto che cos'è?
Ti sei giocato donne
che impazzivano per te,
eppure un giorno hai pianto in un caffè

Ci sono stati giorni
da piantare tutto lì
eppure li hai giocati
sorridendomi così
per te l'estate non comincia
e non finisce mai
è vivere la vita come fai

papà, lasciamo tutti e andiamo via
papà, lasciamo tutto e andiamo via

E quando verrà l'ora
di partire, vecchio mio
scommetto che ti giochi
il cielo a dadi anche con Dio
e accetterà lo giuro
purché in cielo, dove sta,
se non ti rassomiglia che ci fa?
 
Fonte: QUI
   
Autori: Renato Pareti, Roberto Vecchioni
 
Testo:
Tutti i muri sono buoni per restare su
la cravatta l'ho lasciata a chissà chi
pieno d'alcool fumo dentro l'anima
devo andare ma son sempre qui
ho venduto la mia croce per non essere io
questo amore che fa male non c'è più
Fammi passare, fammi capire...
sono solamente stanco da morire!
Fammi passare, fammi capire...
sono solamente stanco da morire!
Forse sto sognando, fate qualcosa per me
perchè io sto perdendo lei!
perchè io sto perdendo lei!

Che grand'uomo, sono i fili che mi muovono!
non amato chi dovevo non c'è più
la mia storia è stata scritta già
e alla fine c'è chi applaudirà!
steso al buio dopo la recita ricorderò
di esser stato un giorno un uomo pure io!

Fammi passare, fammi capire...
sono solamente stanco da morire!
Fammi passare, fammi capire...
sono solamente stanco da morire!
Forse sto sognando, fate qualcosa per me
perchè io sto perdendo lei!
perchè io sto perdendo lei!

(ad libitum)
perchè io sto perdendo lei!
 
Fonte: QUI
 
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ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty ROBERTO VECCHIONI: 1973 - L'UOMO CHE SI GIOCA IL CIELO A DADI (L.P. 33⅓ giri + MC)

Messaggio  admin_italiacanora il Sab Nov 07, 2020 12:56 pm

1. TITOLO:
 
1973 - L'UOMO CHE SI GIOCA IL CIELO A DADI
 
# Etichetta: DUCALE # Catalogo: DUC 7 # Data pubblicazione: 1973 # Matrici: DUC 7 A/DUC 7 B # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 33 giri # Dimensioni: 12", 78 RPM (30,2 cm.) # Facciate: 2
 
# Etichetta: PHILIPS # Catalogo: 9279 599 (Serie Successo) # Data pubblicazione: 1973 # Matrici: 9279 599.1/9279 599.2 # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 33 giri # Dimensioni: 12", 78 RPM (30,2 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Copertina apribile / Registrato presso gli Studi Trevisani di Milano e presso la G.R. Sound di Milano # Distribuito da Ducale. # Produttore: Renato Pareti # Arr.: Sergio Parisini # Ed.: Chappell
 
Fonte: QUI
 
 
2. RECENSIONE:
 
L'uomo che si gioca il cielo a dadi, pubblicato nel 1973, è il terzo album inciso dal cantautore Roberto Vecchioni.
In realtà si tratta di un'antologia, comprendente alcune canzoni degli album precedenti, l'omonima canzone presentata da Vecchioni al Festival di Sanremo 1973 e pubblicata qualche mese prima su 45 giri, con il suo lato B (Sono solamente stanco da morire) e un solo brano inedito, Il fiume e il salice.
All'interno del disco vi è una presentazione scritta dal musicologo Vincenzo Buonassisi.
L'album, oltre allo stesso Vecchioni, vede la presenza come autori dei collaboratori abituali del cantautore, Andrea Lo Vecchio e Renato Pareti.
Gli arrangiamenti sono curati da Sergio Parisini.
 
Fonte: QUI
 
 
2. COVER:
 
   

   
 
 
 
   

   
 

 
 
Versione cassetta
 
   

 
 
3. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



 
 
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B1: IL FIUME E IL SALICE
 

Autori: Renato Pareti, Roberto Vecchioni
Arrangiatori: Sergio Parisini
 
Testo:
La musica è parola
buttata fra la gente:
suonarmela da solo
non porta proprio niente
il salice ha bisogno
del fiume che lo bagna
e il fiume nasce al sole
che scioglie la montagna
e in questo senso d'armonia profondo
vorrei che si vivesse sempre al mondo
Facciamo come il salice
facciamo come il fiume
cerchiamoci davvero
chiamiamoci per nome

Ma si fa presto a dire:
"Io canto e tu m'ascolti"
Io c'ho provato e ho avuto
risate, sputi, insulti
e passi per le pietre
e i gesti con la mano
ma il nome che mi han dato
non vale il mio: Tristano
Dov'è quel senso d'armonia profondo
quando t'accorgi d'esser solo al mondo?

E quando muore il salice
e quando muore il fiume
chiamiamoci, se serve
ma non col vero nome

"Che belle" - mi dicesti -
son le canzoni tue,
non siamo ancora tutti,
ma t'amo e siamo in due"
E mentre ascoltavamo
insieme il nostro fiato
il drago ci ha lasciato
E dove noi ci siamo addormentati
nascono fiori per gli innamorati

E adesso siamo il salice
e adesso siamo il fiume
cerchiamoci davvero
chiamiamoci per nome
 
Fonte: QUI
 
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ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty ROBERTO VECCHIONI: 1973 - IL RE NON SI DIVERTE (L.P. 33⅓ giri + MC)

Messaggio  admin_italiacanora il Mar Nov 17, 2020 9:01 pm

1. TITOLO:
 
1973 - IL RE NON SI DIVERTE
 
# Etichetta: DUCALE # Catalogo: DUC 9 # Data pubblicazione: 1973 # Matrici: A/B # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 33 giri # Dimensioni: 12", 78 RPM (30,2 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Parole e Musica di Roberto Vecchioni
 
2. RECENSIONE:
 
l re non si diverte, pubblicato nel 1973, è il quarto album inciso dal cantautore Roberto Vecchioni.

Il disco
I testi e le musiche dell'album, per la prima volta, sono tutti composti da Vecchioni.
Da questo album inizia la collaborazione con il produttore Michelangelo Romano che si concluderà nel 1989, e che chiama a suonare nel disco due musicisti del gruppo di Alan Sorrenti, Mario D'Amora e Tony Esposito (citato nel disco come Antonio Esposito), mentre le chitarre sono suonate da Massimo Luca, già presente nei precedenti dischi di Vecchioni.
È l'ultimo album inciso per la Ducale: dopo il 45 giri La farfalla giapponese, che parteciperà con scarsa fortuna al Festivalbar 1974, Vecchioni passerà alla Philips.

Il re non si diverte fu registrato nel mese di novembre del 1973 negli studi GRS Sound di Milano; la copertina è opera di Mario Convertino, e raffigura una fotografia di uno scimpanzé all'interno di una cornice ovale, su sfondo bianco; le foto interne al cantautore e ai musicisti sono di Mario Vivona.
Le canzoni sono tutte edite dalle Edizioni musicali Chappell.

Così Vecchioni giudicò il disco a qualche anno dalla pubblicazione:
«Registrammo "Il re non si diverte" con una sola idea chiara: fare delle cose completamente diverse da quelle che avevo fatto prima, e in questo senso il disco è pienamente riuscito, perché, se prima era tutto scritto e previsto, ora c'era molto spazio per l'improvvisazione, o addirittura per la confusione. Alla fine è venuto fuori uno strano miscuglio, "Il re non si diverte" è un disco riuscito per metà, ma è stato il primo passo nella ricerca di una mia identità discografica e musicale.»

All'interno della copertina è ringraziato «M., batterista di un famoso complesso che, capitato all'improvviso per salutarci ha ingaggiato con Toni il duello di bonghi in Giuda».

Le canzoni
  • Intervallo I - Breve frammento ripreso nella terza traccia.
  • Teatro - Brano che racconta la storia di un attore di teatro e del suo rapporto con il pubblico.
  • Intervallo II - Riprende la prima traccia, con una strofa in più; le due strofe sono separate da un assolo di chitarra elettrica che viene ripreso nel finale.
  • Il re non si diverte - La title track, con i suoi 9 minuti, è una delle più lunghe canzoni scritte da Vecchioni.
    La canzone racconta la tragica vicenda di un re che manifesta la sua infelicità nascondendosi sotto di un tavolo e che non viene capito da chi gli sta intorno (....allora perché se ha tutto il mio re/ stasera si è nascosto sotto il tavolo?), fino al suicidio finale (da sotto la tavola il vino sta uscendo / [...] / la macchia si allarga, si spande pian piano / ma Dio, ma che strano colore quel vino).
    Il titolo è tratto da quello del dramma Il re si diverte (Le Roi s'amuse) di Victor Hugo (a cui si ispirò anche Francesco Maria Piave per il libretto dell'opera Rigoletto di Giuseppe Verdi).
    Giuda (Se non hai capito...)
    Come ha fatto in passato (Per la cruna di un ago) Vecchioni torna a parlare di religione, rivolgendosi direttamente a Gesù e parlandogli di Giuda Iscariota (...e ti serviva un uomo da usare e gettar via...).
  • Messina - La canzone viene così descritta da Vecchioni nelle note interne del disco: «Mettiamo in chiaro che non ho niente contro Messina: nella canzone omonima è rappresentato quel senso d'insicurezza, quel sentirsi fuori posto che molti proverebbero svegliandosi all'improvviso in un luogo estraneo, contrario alle proprie abitudini. Così come Messina avrei potuto dire Sidney o New York».
    Sicuramente la canzone non venne capita da Luciano Salce, che la inserì nella "Schif parade", classifica delle canzoni più brutte della settimana presentata all'interno del programma radiofonico I Malalingua.
  • Ninna nanna - Delicata canzone dedicata alla madre.
  • Sabato stelle - Come racconta Vecchioni nelle note interne del disco, «In Sabato stelle è descritto un dialogo con una ragazza ricoverata in una casa di cura».

Formazione
Roberto Vecchioni – voce; Massimo Luca – chitarra elettrica, chitarra acustica, chitarra a 12 corde; Mario D'Amora – pianoforte, celeste, organo Hammond, campane tubolari, vibrafono, eminent, clavicembalo, spinetta, tastiera, campanello; Tony Esposito – batteria, bonghi, tamburello, nacchere, tabla, piatti, percussioni, aggeggi
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   



   
 
 
Versione musicassetta
 
   
 
 
3. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 INTERVALLO I - 0:40
  • A2 TEATRO - 3:36
  • A3 INTERVALLO II - 2:46
  • A4 IL RE NON SI DIVERTE - 9:52


  • B1 GIUDA (Se non hai capito...) - 3:42
  • B2 MESSINA - 3:30
  • B3 NINNA NANNA - 2:52
  • B4 SABATO STELLE - 7:18
 
;
 
 
Lato A1:
INTERVALLO I

 
   Lato A2:
TEATRO

 
   

 
Testo:
Han fucilato ieri un professore
E tutti i suoi pensieri
L'esecuzione si è estesa
A tutte le vecchie Lucie disoccupate
Senza più rami di laghi
O manie di fidanzati coi capponi in mano

Con facce da studenti ma le divise da carabinieri
L'han fatto fuori: sul marciapiedi
Colavano lente le declinazioni
E mirì ben pensando:
"Per oggi non ho lezioni, né correzioni"
 
Fonte: QUI
   

 
Testo:
Ed arrivai mezzo truccato
che già calavano la scena
al primo atto e in piena luce
l'avevan tutto sbottonato
tutto gli avevano levato
tranne la maschera e la voce
e mi guardava e sorrideva
e mi guardava e mi diceva:
"Continua tu che tanto è un gioco"
che sia una farsa o una tragedia meglio che stare su una sedia
per dopo battere le mani
fa la mia parte e li vedrai
son lì che non protestan mai
è troppo comodo quel posto
e si accontentano di questo.

Tre passi avanti, due a sinistra
rimani sempre bene in vista
e non guardarli mai negli occhi
dì solo cose che san già.
Che sia Romeo o Pulcinella
la fine del viaggio resta quella:
ringrazia sempre, sei un artista,
questa è la loro realtà.

Non è che abbia strabiliato
nessuna volta in un teatro
ma chi mi parla sta morendo
ed è con lui che ho cominciato e quella sera l'ho adorato
che pianse, rise, improvvisando.
Io quella sera non ho riso
e tanto meno non ho pianto
l'avrai creduto tu, io stavo solo lavorando...
No, non è vero, ci credevi
è stata la tua vita ed è la mia
e se non è così il teatro è una follia.
Tre passi avanti, due a sinistra,
rimani sempre bene in vista
e non guardarli mai negli occhi
dì solo cose che san già.
Che sia Romeo o Pulcinella
la fine del viaggio resta quella
ringrazia sempre, sei un artista,
questa è la loro verità.
Tre passi avanti,
tre passi avanti,
...tre passi.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A3:
INTERVALLO II

 
   Lato A4:
IL RE NON SI DIVERTE

 
   

 
Testo:
Han fucilato ieri un professore
e tutti i suoi pensieri
l'esecuzione si è estesa
a tutte le vecchie Lucie disoccupate
senza più rami di laghi
o manie di fidanzati coi capponi in mano

Con facce da studenti ma le divise da carabinieri
l'han fatto fuori: sul marciapiedi
colavano lente le declinazioni e mirì ben pensando:
"Per oggi non ho lezioni, né correzioni"
 
Fonte: QUI
   
 
Testo:
Per divertirlo, giuro, abbian chiamato
buffoni, nani, gente di teatro
sua moglie ride nel suo bel vestito
e che si sappia non l'ha mai tradito
li vescovo gli ha pure perdonato
peccati di cui non si è mai pentito
E allora perché
se ha tutto, il mio re
stasera si è nascosto sotto il tavolo?
Presto che già dalle scale sale profumo di torta di mele, mele
qualcuno lo deve tirare fuori
insomma non fanno così i signori
oggi è il compleanno di sua maestà
e il popolo alla porta bussa già
lo vuole vedere con scettro e corona
e vuole che abbia sorrisi alla buona
mettetegli in viso un aria meno stanca

I campi ormai non fioriranno più
che resti qui o che ritorni su
non è per me che i giorni vanno via
e l'aria non è mia
di campi, poi, io non ne ho visti mai
soldati si, battaglie quante vuoi
Può chiedere tutto e tutto gli darai
ma il re non si diverte, mai
Vinceva ma gli ha dichiarato pace
il re nemico per farlo felice
il suo più grande amore abbiam cercato e coi capelli sciolti adesso è qui
il suo più grande amore si è abbassato
sotto la tovaglia gli ha parlato
"Vieni facciamo l'amore come una volta,
come una volta"

E allora perché ha detto di no,
grida che il suo Posto è sotto il tavolo?
Tardi, adesso si è fatto tardi
la fiamma si è spenta nei candelieri
scusatelo cavalieri, viziato,
ma questo lo è sempre stato
fuori la luna nel cielo è alta già
dormono i cavalli di sua maestà
da sotto la tavola il vino sta uscendo
è certo ubriaco starà già dormendo
la macchia si allarga, si spande pian piano
ma Dio, ma che strano colore quel vino
 
Fonte: QUI
 
 
Lato B1:
GIUDA (Se non hai capito...)

 
   Lato B2:
MESSINA

 
   

 
Testo:
È bello avere i tuoi trentatre anni
e accarezzare il capo di Giovanni
e dire a Pietro: "Queste son le chiavi
e ti perdono il monte degli Ulivi".
Manca soltanto lui e ben gli sta
come ci insegnano si impiccherà.
Ma il primo a uccidersi
per farti re è stato quello che non salverai
e ti serviva un uomo da usare e gettar via
appeso ai nostri buoni "Così sia".
 
Fonte: QUI
   
 
Testo:
Amore grande, amore eterno
di più di questo non sai dare
con te ho salito i sette piani
cercando appigli con le mani
ma non trovare all'improvviso
la tua presenza e il tuo viso
Sarebbe come una mattina
svegliarsi ed essere a Messina
città ch'è degna d'ogni stima
ma che vuoi che ci faccia io a Messina
Buon usuraio dal naso storto
chiedi pietà e un passaporto
con me hai sbagliato posta e gioco
tu vendi troppo io compro poco
tramarti non ti domandare
ti mando a buco quest'affare

Perché sarebbe come una mattina
svegliarsi ed essere a Messina

Potrei provare le tue illusioni
o su acque chiare far canzoni
ma in Indía non ci sono stato
e il tema non ì'ho mai copiato
potrei far quello che non rischia
e con le scarpe inventar dischi
ma far credere alla gente
che se mi compra è intelligente
sarebbe come una mattina
svegliarsi ed essere a Messina
città ch'è degna d'ogni stima
ma che vuoi che ci faccia io a Messina
 
Fonte: QUI
 
 
Lato B3:
NINNA NANNA

 
   Lato B4:
SABATO STELLE

 
   

 
Testo:
Invecchierai senza cambiare mai
perdonerai a tutti e non a te
aspetterai come è tuo solito
finché verrà la luna a prenderti
e parlerai di me con tutti quanti
so che parlerai e che ci credo
e che son l'unico dirai, ma sbaglierai.
Invecchierai, sarà difficile
vederti più, quasi impossibile
e non dovrai star con le carte su non tornerò mai più per ultimo,
ricorderai di me le sere
che parlavo insieme a te
di un vecchio amore che non è finito mai
e il mio dolore rivedrai.
Invecchierai guardando fuori ma
cucinerai cipolle insipide fin quando puoi
leggera come sei tu volerai, oh sì che volerai
e sognerai, che tanto
non ti costa niente, sognerai
che io sia grande come mi vorresti tu
e piegherai la testa, e allora dormirai
 
Fonte: QUI
   
 
Testo:
Il tempo di essere equilibrista
per entrare e aprire una finestra
e mentre ho tre o quattro piani sotto i piedi
tu dal tuo letto salti su e mi chiedi:
"Che cosa fai sul filo?"
"Io? Mi alieno, a te ne danno di veleno"
"Dài vieni dentro che vorrei toccarti
le senti, le ricordi le mie mani?
Domenica son libera di uscire
domenica, domenica è domani..." "Domani faccio solo figli giusti
domani vado nelle due Sicilie"
"Ma dove vai senza me?
Oh, certo, hai cose che non so e che non ti chiedo,
così sei tu: perdonerai, ti illuderai, ci morirai,
,n non t-i rit-nrrínrzìi norrhà

dei sabato, soltanto dentro te
sarò felice sai,
però tu mi hai amato
mi hai amato e non mi aspetterai
mancava così poco sai
eppure tu mi hai amato
tu mi hai amato e non mi aspetterai"
"Che vuoi? Qui dentro sei così tranquilla,
felice no ma, chi è che in fondo è felice?
Poi ti trovo come sempre bella
io devo stare al passo coi tempi
succede a tutti, noi non siamo i primi
così va il mondo, non si Può cambiare vedessi come è dura star là fuori"
"Ma dove vai?
Ma dove vai senza di me?"
"Che cosa credi? Sia una gioia
andare via lasciarti qui?"
"Ma cosa dici, come vivi,
cosa inventi, non ti riconosco più,,
"Sta zitta smettila di urlare
Cosa vuoi capirne tu
io vivo a modo mio, io ti ho amato
io ti ho amato, non t'aspetterò
mancava poco, è vero che eri guarita
eppure io ti ho amato, ti ho amato
e non t'aspetterò"
 
Fonte: QUI
 
 
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ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty ROBERTO VECCHIONI: 1974 - MESSINA/APPUNTI DA "IL RE NON SI DIVERTE" (45 giri)

Messaggio  admin_italiacanora il Mer Nov 18, 2020 11:59 am

1. TITOLO:
 
1974 - MESSINA/APPUNTI DA "IL RE NON SI DIVERTE"
 
# Etichetta: DUCALE # Catalogo: DUC 244 # Data pubblicazione: 1974 # Matrici: Lato 1/Lato 2 # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: (17,5 cm.) 12" # Facciate: 2
 
 
2. RECENSIONE:
 
Una vera e propria rarità di Roberto Vecchioni: un disco che non è mai stato citato in nessuna delle ormai numerose discografie del cantautore milanese (ma di origini partenopee).
Si tratta di un 45 giti campione (che riporta la scritta "Vietata la vendita"), forse usato per le trasmissioni radiofoniche, datato 1974; le due canzoni sono tratte dal 33 giri che il cantautore aveva pubblicato alla fine del 1973, "Il re non si diverte", e che vinse il premio della critica.
In entrambi i casi però le canzoni sono in versione diversa, come vedremo...partiamo dal lato A: rispetto all'album, "Messina" inizia con una chitarra acustica e delle percussioni, ed entra poi il basso (è quindi assente il pianoforte): dalla formazione si deduce quindi che non si tratta di una registrazione effettuata durante le sessioni di "Il re non si diverte", poichè in esse il basso era totalmente assente; infatti il disco fu registrato con Massimo Luca alla chitarra, Toni Esposito alle percussioni e Mario D'Amora al pianoforte e alle altre tastiere, questi ultimi due portati dal nuovo produttore di Vecchioni, il napoletano Michelangelo Romano, dal gruppo di Alan Sorrenti.
Presumibilmente questa nuova registrazione fu effettata in contemporanea con quella de "La farfalla giapponese", poichè questa incisione venne poi usata come lato B del 45 giri del brano con cui Vecchioni partecipò a "Un disco per l'estate 1974" (e il cui numero di catalogo, DUC 245, è immediatamente seguente a questo).
Di "Messsina" ricordo che la prima volta che l'ascoltai ero un bambino, durante la famosa "Schif Parade" presentata da Luciano Salce e Bice Valori, i Malalingua....pensate farla oggi una rubrica del genere!
Sul testo, che descrive la sensazione di straniamento che si può provare quando ci si trova al di fuori del proprio contesto abituale, copio quello che lo stesso Vecchioni scrisse nelle note interne del disco: «Mettiamo in chiaro che non ho niente contro Messina: nella canzone omonima è rappresentato quel senso d'insicurezza, quel sentirsi fuori posto che molti proverebbero svegliandosi all'improvviso in un luogo estraneo, contrario alle proprie abitudini.
Così come Messina avrei potuto dire Sidney o New York
».

"Il re non si diverte" è invece un edit della versione dell'LP, privata dell'introduzione al pianoforte e del finale, che sfuma; in questo modo la canzone passa da quasi dieci minuti di durata a 6'40'', più accettabili per un 45 giri, ed ha il titolo modificato in "Appunti da Il re non si diverte".
Il titolo del brano è tratto da quello del dramma "Il re si diverte" di Victor Hugo.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
MESSINA

 
   Lato B:
APPUNTI DA "IL RE NON SI DIVERTE"

 
   

 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video.
Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
   
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video.
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ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty ROBERTO VECCHIONI: 1974 - SALDI DI FINE STAGIONE (L.P. 33⅓ giri + MC)

Messaggio  admin_italiacanora il Mer Nov 18, 2020 6:15 pm

1. TITOLO:
 
1974 - SALDI DI FINE STAGIONE (Riedizione)
 
# Etichetta: PHILIPS # Catalogo: 9279 628 # Data pubblicazione: 1974 # Matrici: 9279 628.1/9279 628.2 # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 33 giri # Dimensioni: 12", 78 RPM (30,2 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Riedizione di Saldi Di Fine Stagione con un brano diverso: B2 = "La Farfalla Giapponese" invece di "La Tua Assenza".
 
 
3. COVER:
 
   

   
 
 
Versione cassetta
 
   

 
 
3. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



 
 
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Lato B2:
LA FARFALLA GIAPPONESE



 
Testo:
Questa grande farfalla giapponese
che ho in casa, questa grossa donna cortese
che fa la spesa e il tuo sorriso appena andato via
e già dimenticato, malinconia
ma poi penso c'è il vino e quello sì che mi salva
e un cavallo vincente come gioia di riserva
Anna fai l'amore chissà con chi
e quello che ho da dirti mi resta qui
Di tanti amori nella vita mia c'è ne mai stato uno
giusto? Ho dato rabbia ho dato poesia ma in fondo cosa
resta?
Ecco che tutti finiscono mischiati nel bicchiere
ecco che scappa via il cerchio al giocoliere

Io che lascio ogni sera il mondo uguale al mattino
niente, tiro soltanto chitarre al destino
oggi ladro e domani confessore
un acrobata sulle mie parole
Ma se chiudon la bocca a un solo uomo
io grido e non dormo la notte se ho deluso
un amico e anche quando ho ragione è colpa mia
Anna , sì, ti perdono che vuoi che sia

Di tanti amori della vita mia morire se mi vergogno
è stata rabbia, è stata poesia, è stato sempre un
sogno
e ho ancora voglia di credere fra inverni e
primavere
in questa faccia mia che ride nel bicchiere
ho ancora voglia di credere fra inverni e primavere
in questa faccia mia che ride nel bicchiere
 
Fonte: QUI
 
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ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty ROBERTO VECCHIONI: 1974 - LA FARFALLA GIAPPONESE/MESSINA (45 giri)

Messaggio  admin_italiacanora il Mer Nov 18, 2020 9:14 pm

1. TITOLO:
 
1974 - LA FARFALLA GIAPPONESE/MESSINA
 
# Etichetta: DUCALE # Catalogo: 245 # Data pubblicazione: 1974 # Matrici: DUC 245 A tris/DUC 245 B # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 12", 78 RPM (30,2 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Lato A: "Un Disco per l'Estate 1974" # Produttore: Michelangelo Romano #Arrangiamento: Canzi-Paulizzi # Edizioni: Chappell-Ducale
 
Fonte: QUI
 
 
2. RECENSIONE:
 
Se i discografici conoscessero un po' le cose di cui si occupano, i due brani sarebbero stati inseriti come bonus nella ristampa dell'LP: invece, mentre la versione qui presente di "Messina" è rimasta inedita, il brano sul lato A è stato pubblicato in...."Saldi di fine stagione", l'album di due anni prima, con sonorità completamente diverse, ed inoltre al posto di una canzone del disco, "La tua assenza".....ma perchè??
"La farfalla giapponese" ha il testo tratto da una poesia dell'uruguaiano Mario Benedetti; a "Un disco per l'estate" fu eliminata al primo turno, non classificandosi quindi per la fase finale, quella con cui si aveva il passaggio televisivo.
Interessante dal punto di vista cantautorale questa edizione del concorso estivo: oltre a Vecchioni, parteciparono infatti Lucio Dalla ("Anna bell'Anna"), Jannacci ("Brutta gente"), Renato Zero ("Inventi"), la brava Anna Melato ("Vola") e Luciano Rossi, l'unico di questi che ottenne successo, anche se alcuni mesi dopo, con "Ammazzate oh".
Tornando a cantautore milanese, Vecchioni è autore di tutti i testi e le musiche delle canzoni di questo post.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   

   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
LA FARFALLA GIAPPONESE


  Lato B:
MESSINA


   

 
Testo:
  
 
Testo:
 
 
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ROBERTO VECCHIONI - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) Empty ROBERTO VECCHIONI: 1975 - BARBAPAPA' (L.P. 33⅓ giri + MC)

Messaggio  admin_italiacanora il Dom Nov 22, 2020 9:37 pm

1. TITOLO:
 
1975 - BARBAPAPA'
 
# Etichetta: PHILIPS # Catalogo: 9299 722 # Data pubblicazione: 1975 # Matrici: 9299 722.1/9299 722.2 # Genere: Pop, Children's # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 33 giri # Dimensioni: 12", 78 RPM (30,2 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Testi e musica di: J. Stokkermans/H. Geelen (testi italiani di Roberto Vecchioni) # Arr. e Dir. d'orchestra: Jopp Stokkermans # Prod.: Polyscope Bv. - Olanda # Ed. Chappell
 
 
2. RECENSIONE:
 
Dopo aver fatto uscire un disco audace come "Il re non si diverte", che contiene la lunghissima title-track che si attestò già ad essere una delle canzoni più riuscite del cantautore di Carate Brianza, e prima del capolavoro "Ipertensione", nello stesso anno del disco di "Irene" e de "I poeti" Roberto Vecchioni si concede una parentesi verso l'infanzia, e con il coro delle Mele Verdi partecipa ad 11 brani che costituiscono la colonna sonora della serie televisiva "Barbapapà".

La serie non è italiana, infatti era stata trasmessa prima in Francia, così come i brani non sono un prodotto di prima mano.
Infatti le canzoni originali erano state composte in olandese, con le musiche di Joop Stokkermans e i testi di Harrie Geelen, e Roberto, professore di latino e greco e "Uomo di Parola", in tutti i sensi, aveva tradotto in italiano gli undici componimenti.
Sette canzoni sul totale sono cantante anche da Roberto insieme al coro nato nel 1974 e scioltosi nel 1987, mentre le quattro canzoni cantate solo dalle bambine sono La canzone di Barbottina , Rosso, bianco verde e blu, La canzone di Barbalalà e Barbabella, bella, bella.
Soprattutto perché sono canzoni per bambini, la durata delle tracce è decisamente breve, con una sola canzone che supera i tre minuti (Chi ce l'ha un'idea), e tre che sono addirittura al di sotto dei 120 secondi (Ecco arrivare i Barbapapà , Com'è divertente aiutar papà e La canzone di Barbottina).
Due anni dopo l'uscita del disco, fu pubblicato il 45 con i brani La famiglia di Barbapapà/Il migliore amico degli animali, che risultano, nel complesso, anche i brani meglio riusciti della colonna sonora, insieme a Chi ce l'ha un'idea , Barbapapà Rock e La canzone di Barbalalà.

Il disco è stato pubblicato in due edizioni in LP: la prima, l'11 settembre 1975 su etichetta Philips con il numero di catalogo 9299 722, contenente i testi nella busta interna e la seconda su etichetta Fontana con numero di catalogo 9286 870 per la serie Fontana Special.
Non esistono tuttora, a 45 anni dalla pubblicazione, versioni in CD, download digitale o per le piattaforme streaming.
Questa colonna sonora quindi resta un cimelio per gli amanti della televisione per bambini e per il Professor Vecchioni, qui alle prese con un genere estraneo rispetto al cantautorato anni '70.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   

   
 
 
Altra cover LP # Etichetta: FONTANA # Catalogo: 9286 870
 

 
 
Versione musicassetta
 
   
 
 
3. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 ECCO ARRIVARE I BARBAPAPA' - 0:32
  • A2 COME E' DIVERTENTE AIUTAR PAPA' - 2:00
  • A3 CHI CE L'HA UN'IDEA - 3:30
  • A4 LA CANZONE DI BARBOTTINA - 1:34
  • A5 IL MIGLIORE AMICO DEGLI ANIMALI - 2:30
  • A6 ROSSO BIANCO VERDE BLU - 2:45


  • B1 BARBAPAPA' ROCK - 2:32
  • B2 LA CANZONE DI BARBALALA' - 2:30
  • B3 LA CANZONE DI BARBADURA - 2:43
  • B4 BARBABELLA, BELLA, BELLA - 2:12
  • B5 LA FAMIGLIA DI BARBAPAPA' - 2:05
 
 
A1: ECCO ARRIVARE I BARBAPAPA'
 
   A2: COME E' DIVERTENTE AIUTAR PAPA'
 
   

Interpreti: R. Vecchioni e Le Mele Verdi
 
Testo:
Ecco arrivare i Barbapapa (chi sono poi)
Barba e Mamma Barbapapa (conigli piccoli e grandi)
tu li vedi trasformare come gli va

Barbapapa e` tutto rosa, piu` di una rosa rosa!
Barbamamma ha un po di nero, piu` di una rosa nera!
Barbitulle e` giallo giallo. Barbalalla e' verde come un fico!
Barbottina piccina ha il colore dell'arancio! Barbu il piu` nero di un corvo!
e quando dipinge si e` certi che si macchia da tutte le parti!
Barbabella e` violetta. Barbidu e` tutto blu!
Barbadura grande atleta rosso come il fuoco e`! ( e da loro c'e` felicita`).

Ecco arrivare i Barbapapa (Barbapapa)
nella famiglia Barbapapa (vieni con noi dai Barbapapa)
tu li vedi trasformare come gli va (come gli va)

(vieni con noi Barbapapa)

Ci sono Barbapapa, Barbamamma, Barbablu, Barbiuil, Barbabella, Barbabarba,
Barbottina, Barbidu, Barbalalla!
 
Fonte: QUI
   
Interpreti: R. Vecchioni e Le Mele Verdi
 
Testo:
Com'è divertente aiutar papà

Com'è divertente, gente, aiutar papà
e dargli una mano quando chiede di te,
e sapere già che gli servirà
mettere le cose in fila.

Com'è divertente, gente, aiutar papà,
inchiodare l'asse rotta nei granai (oppure dei solai)
Mio papà mi dice “vieni a tirar fuori i buoi ora che sei grande quasi come me!”

Ora che tu sei, ora che tu sei come tuo papà
(tuo papà!)
corri prendi là, corri porta qua... per papà!
Cosa c'è, cosa c'è di più divertente poi si sa,
quanto cioccolato dopo ci darà!

Com'è divertente, gente, aiutar papà,
e dargli una mano quando chiede di te.
Aiuta papà se non ce la fa,
che ha bisogno di una mano.

Com'è divertente, gente, aiutar papà,
e tagliare le fascine insieme a lui...
(tante perché l'inverno è freddo.)
Se di stare con le mani in mano non ti va,
muovile e lavora insieme al tuo papà!

Ora che tu sei, ora che tu sei come tuo papà (tuo papà!)
corri prendi là, corri porta qua da papà!
Cosa c'è, cosa c'è di più divertente poi si sa (e papà!)
se l'aiuterò (se l'aiuterai)
con il cioccolato ci ripagherà!
 
Fonte: QUI
 
 
A3: CHI CE L'HA UN'IDEA
 
   A4: LA CANZONE DI BARBOTTINA
 
   

Interpreti: R. Vecchioni e Le Mele Verdi
 
Testo:
Se vengono i pensieri
e i giorni sembran neri
tu non immusolirti e troverai
una qualunque strana idea
niente più di un idea
che ti nascerà in mezzo alla noia.

Non è facile ma
chi cerca troverà
un gioco della fantasia per farla in barba alla malinconia.

Sognando senza arrenderci,
si può sbancare la roulette
e quella mosca può sembrare un jet!

Se davvero è come dici tu,
sogniamo senza arrenderci,
immaginare è facile
e non è più impossibile.
La so....La so....luzione!

Con un cavatappi inventerò
guardando un porcellino che
ha la codina attorcigliata in su!

Io che desidero uno yacht
con qualche botte lo farò
per navigare i mari ad est e a nord!
Chi ha, chi ha, chi ha un idea
diversa dalla mia,
coraggio adesso dica che si fa?
Con questi rami secchi e con gli stracci vecchi
facciamo un aquilone rosso e blu!

Non è facile ma, chi cerca ce la fa
e trova nella fantasia
quel che nessuno ha pensato mai!

A volte basta un niente...zac!
e tu sei il primo al mondo sai
l'ho fatto proprio io... uno di noi!

Non è facile, ci vuole.. zac!
a volte credi ma non c'è
e l'aquilone piomba giù
si rompe il naso e resta li,
va giù non s'alza più!

Chi ha, chi ha, chi ha un idea
diversa dalla mia,
coraggio adesso dica che si fa?
Ho ancora rami secchi... ho ancora stracci vecchi,
un aquilone nuovo volerà!

Tu si, tu si ce l'hai l'idea [Rit. x 2]
ed è l'idea che conta;
cercando prima o poi si troverà!
Bisogna averla pronta
ed è l'idea che conta
l'idea migliore è avere delle idee!

Tu si, tu si ce l'hai un'idea...
 
Fonte: QUI
   
Interpreti: Le Mele Verdi
 
Testo:
Obbeditemi perché il capo sono me
quel che ordino si fa
e poi chiamatemi maestà! maestà!
Maestà!!
Barbottina è sempre un re e si diverte solo lei
noi marciamo avanti e indrè.

Alla guerra giocherò e vi comanderò!
sull’attenti in fila adesso
Soldati, marsh avanti! marsch avanti!!! marsch!!!
Barbottina è sempre un re, si diverte solo lei
noi marciamo avanti e indrè.

Altro che una bambina! ci sembra un generale,
guai a chi l’avvicina e dice che non vale!
Vatti a mascherare tu, da bella addormentata
Un altro fa la strega su! Ma chi farà il bel principe?
Lo faccio io!
Barbottina è sempre un re, si diverte solo lei
noi marciamo avanti e indrè!

Parte la lancia e resta
e dice sempre no!
Ma se le gridi basta,
s’arrabbia per un po’ !
Obbeditemi perché il capo sono me,
quel che ordino si fa
e poi chiamatemi maestà, maestà!
Maestà!
Barbottina è sempre un re, si diverte solo lei
Noi marciamo avanti e indrè!
Barbottina è sempre un re, si diverte solo lei
Noi marciamo avanti e indrè!
 
Fonte: QUI
 
 
A5: IL MIGLIORE AMICO DEGLI ANIMALI
 
   A6 ROSSO BIANCO VERDE BLU
 
   

Interpreti: R. Vecchioni e Le Mele Verdi
 
Testo:
Il migliore amico sempre, di tutti gli animali,
del coniglietto senza tana è lui!.
Il migliore amico sempre, di tutti gli animali
dei cervi, degli angeli e dei cinghiali.
Il migliore amico sempre, in terra, in mare,
lassu quaggiu si chiama barbidu.
il gufo dice uhuh ,il cucculo cucu,
e le rane cantano cra cra
e la talpa cosa fa?... barbidu
il migliore amico sempre, ormai chi non lo sa ,
se cè bisogno è il primo ad esser là.

Il migliore amico sempre, di tutti gli animali,
di pesci uccelli, e cobra con gli occhiali.
In terra, in mare, lassu quaggiu si chiama barbidu..

è lui che fa tane, li nutre se hanno fame, lupi e pecore con lui per via sono tutti in armonia.
Il migliore amico sempre, di tutti gli animali del gallo delle vespe e dei maiali

Il migliore amico sempre... barbidu
Il migliore amico sempre... barbidu
Il migliore amico sempre... barbidu
Il migliore amico sempre... barbidu
 
Fonte: QUI
   
Interpreti: Le Mele Verdi
 
Testo:
Rosso, bianco, verde e blu
io dipingo a tempera
nero, giallo, blu, marron
ma che quadri comici!

Faccio rosa quel che è blu!
bianco quello che è bordò!

Il cielo è verde se mi va
la luna la farò lillà
e tutto il resto perché no?
Ha il colore che gli do!
Ho voglia di dipingere
il mondo come non è!

Rosso, bianco, verde e blu,
arancioni gli alberi,
nero, giallo, blu, marron
cambio tutto perché no?

Faccio rosa quel che è blu!
bianco quello che è bordò!

Ho voglia di dipingere
il mondo come non è!

Rosso, bianco, verde e blu!
Nero, giallo, blu, marron
viola, indaco, bordò,
cambio tutto perché no?

Rosso, bianco, verde e blu
nero, giallo, blu, marron

Rosso, bianco, verde e blu! [Rit. x 4]
Nero, giallo, blu, marron
viola, indaco, bordò,
cambio tutto perché no?
 
Fonte: QUI
 
 
B1: BARBAPAPA' ROCK
 
   B2: LA CANZONE DI BARBALALA'
 
   

Interpreti: R. Vecchioni e Le Mele Verdi
 
Testo:
Ecco arrivare i Barbapapa (chi sono poi)
Barba e Mamma Barbapapa (coi figli piccoli e grandi)
tu li vedi trasformare come gli va

Barbapapa è tutto rosa, più di una rosa rosa!
Barbamamma è così nera, più di una rosa nera!
Barbitulle è giallo giallo. Barbalalla e verde come un fico!
Barbottina piccina ha il colore dell’arancio!
Barbu è più nero di un corvo!
e quando dipinge si è certi
che si macchia da tutte le parti!
Barbabella è violetta. Barbidu è tutto blu!
Barbadura grande atleta rosso come il fuoco è! ( e da loro c’è felicità).

Ecco arrivare i Barbapapa (Barbapapa)
nella famiglia Barbapapa (vieni con noi dai Barbapapa)
tu li vedi trasformare come gli va (come gli va)

(vieni con noi Barbapapa)

Ci sono Barbapapa, Barbamamma, Barbidu, Barbiuil, Barbabella, Barbadura, (vieni con noi)
Barbottina, Barbidu, Barbalalla!
 
Fonte: QUI
   
Interpreti: Le Mele Verdi
 
Testo:
Crepita nel fuoco
legna da bruciare
mentre fa “crick crack”
è bella da guardare,
e quel dolce suono che ogni tanto fa
è come una canzone per Barbalalà.

Per le strade il rombo
di uno scappamento
un aereo in cielo
pigolii nel vento!
e gli altri rumori che non sentiamo noi
ma son delle canzoni per Barbalalà.

Barbalalà, lalala, lalalala-lalalala-lalala!

Quante cose belle se si fa attenzione
la città si sveglia
con le sue campane;
anche un rubinetto e il ‘ron-ron’ del gatto
son arie di canzoni per Barbalalà.

Barbalalà, lalala, lalalala-lalalala-lalala!

Tutta la natura canta una canzone
anche la frittura segue il suo copione.
Il grano sulla falce,
la penna e il calamaio,
l’incudine e il martello
del fabbro ferraio,
il rollio del treno
quando corre e va,
son arie di canzoni per Barbalalà!!

Barbalalà, lalala, lalalala-lalalala-lalala!

Tutta la natura
canta una canzone
anche la frittura segue il suo copione.
Tutto sulla terra
tutto è melodia,
mare e cielo insieme
fanno sinfonia.
Chi sta bene attento certo che potrà
sentire la canzone di Barbalalà!!

Barbalalà, lalala, lalalala-lalalala-lalala!
 
Fonte: QUI
 
 
B3: LA CANZONE DI BARBADURA
 
   B4: BARBABELLA, BELLA, BELLA
 
   

Interpreti: R. Vecchioni e Le Mele Verdi
 
Testo:
Lui rompe le montagne
con un solo ditone,
al suo confronto Superman
non è che un bamboccione.
E appena si risveglia
solleva cento chili,
mille tori nel vederlo si impressionano!

E’ una vera forza di natura
l’amico Barbadura;
forte sì, ma con l’anima pura
Barba Barbaduuura!

Ma se c’è una rosa
lui si ferma li,
che volete farci se è cosi!
Ci vuol tanto poco per intenerire
il suo cuore pieno di poesia.

S’arrampica sui rami
più lesto di Tarzan,
solleva le montagne come panettoni!
Se nuota dentro il mare
chi lo può superare?
Anche i pesci più veloci non lo prendono!

E’ una vera forza di natura
l’amico Barbadura;
forte sì, ma con l’anima pura
Barba Barbadura!

Se c’è un animale
che si è fatto male;
state pure certi che lo sa!
Corre a precipizio
a curarlo va!
Barbadura, pieno di bontà!!

E’ una vera forza di natura
l’amico Barbadura;
forte sì, ma con l’anima pura
Barba Barbadura!

Non si spaventerà di mangiare col leone;
per lui è come un gatto un po’ cresciuto a vitamine.
Se incontra dei banditi
e mostra il suo randello
se la danno a gambe per non ritornare più!

E’ una vera forza di natura [Rit. x 4 ]
l’amico Barbadura;
forte sì, ma con l’anima pura
eh bravo Barbadura!
 
Fonte: QUI
   
Interpreti: Le Mele Verdi
 
Testo:
Datemi uno specchio e mi guarderò,
mi trovate bella? e dite come sto!
E quando passeggio ditemelo se
ho la vita larga e se va bene come è!

Barbabella, bella, bella! Tu si, sei la più bella!
Barbabella, bella, bella! Meravigliosa sei!
Barbabella, bella, bella! La tua bellezza brilla!
Ma che Barba, Barbabella
la scena che ci fai!

Guarda che fossette ‘Tirabaci’ ho,
le mie sopracciglia son lunghe si però
un compositore ha scritto una canzone
ricordandosi di me per l’ispirazione!

Barbabella, bella, bella! Tu si, sei la più bella!
Barbabella, bella, bella! Meravigliosa sei!
Barbabella, bella, bella! La tua bellezza brilla!
Ma che Barba, Barbabella
la scena che ci fai!

Ma scusate tanto
parlo solo io!
Che maleducata
Torno al posto mio!
Ditemi di voi
quello che non so,
ditemi questo foulard
mi stà bene o no?

Barbabella, bella, bella! Tu si sei la più bella!
Barbabella, bella, bella! Tu sei una mascotte!
Barbabella, bella, bella! La tua bellezza brilla!
Barbabella, bella
puoi fare la vedette!
Oh no! Questo no!
Non recitare più!
 
Fonte: QUI
 
 
B5: LA FAMIGLIA DI BARBAPAPA'


Interpreti: R. Vecchioni e Le Mele Verdi
 
Testo:
Ecco arrivare i Barbapapa (chi sono poi)
Barba e Mamma Barbapapa (coi figli piccoli e grandi)
tu li vedi trasformare come gli va

Barbapapa è tutto rosa, più di una rosa rosa!
Barbamamma è così nera, più di una rosa nera!
Barbitulle è giallo giallo. Barbalalla e verde come un fico!
Barbottina piccina ha il colore dell'arancio!
Barbu è più nero di un corvo!
e quando dipinge si è certi che si macchia da tutte le parti!
Barbabella è violetta. Barbidu è tutto blu!
Barbadura grande atleta rosso come il fuoco è! ( e da loro c'è felicità).

Ecco arrivare i Barbapapa (Barbapapa)
nella famiglia Barbapapa (vieni con noi dai Barbapapa)
tu li vedi trasformare come gli va (come gli va)

(vieni con noi Barbapapa)

Ci sono Barbapapa, Barbamamma, Barbidu, Barbiuil, Barbabella, Barbadura, (vieni con noi)
Barbottina, Barbidu, Barbalalla!
 
Fonte: QUI
 
 
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