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FESTIVAL DI SANREMO 1976: I CANTANTI - LE CANZONI - I TESTI

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FESTIVAL DI SANREMO 1976: I CANTANTI - LE CANZONI - I TESTI Empty FESTIVAL DI SANREMO 1976: I CANTANTI - LE CANZONI - I TESTI

Messaggio  settenote il Mer Ago 26, 2020 4:30 pm


La sigla e l'introduzione del Sanremo 1976. Si riconoscono Ennghel Gualdi e Ely Neri nell'orchestra diretta da Riccardo Vantellini. Presenta Giancarlo Guardabassi.


1976 (26a Edizione)


Il XXVI° Festival di Sanremo si svolse al Salone delle feste del Casinò di Sanremo dal 19 al 21 febbraio 1976 e fu condotto da Giancarlo Guardabassi con la collaborazione di due vallette, diverse per ognuna delle tre serate: Serena Albano e Maddalena Galliani nella prima, Stella Luna e Lorena Rosetta Nardulli nella seconda, e Tiziana Pini e Karla Strano Pavese nell'ultima.

Fu l'ultima edizione a svolgersi al Casinò in quanto a fine anno l'edificio dovette essere sottoposto a ristrutturazione; per tale motivo dall'edizione successiva si adottò quale sede il teatro Ariston.

Per la prima volta nella storia del Festival il conduttore non salì mai sul palcoscenico, ma rimase sempre seduto ad un tavolo ai piedi del palco stesso, di spalle a una colonna e rivolto alla scena, munito di monitor, telefoni, testi e microfoni, con una postazione molto simile ad uno studio radiofonico: infatti Guardabassi conduceva la trasmissione come se fosse alla radio, non guardava mai la telecamera ed era affiancato da due assistenti, che non parlavano mai. La conduzione fu in stile moderno, tipico dei deejay all'americana, ai quali egli si ispirava.

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Dopo la disastrosa edizione del 1975, fu richiamato alla direzione artistica del Festival Vittorio Salvetti.
Fu lo stesso Salvetti a scegliere Giancarlo Guardabassi, dopo che Domenico Modugno rinunciò alla conduzione a soli tre giorni dall'inizio della manifestazione (in cui intervenne però come ospite d'onore): il disc jockey folignate fu così costretto a preparare l'intera conduzione del Festival in soli due giorni.

Salvetti operò scelte drastiche, come l'eliminazione dell'orchestra e delle interpretazioni dal vivo e chiamò ospiti e star d'eccellenza come Julio Iglesias (che però sali sul palcoscenico durante la messa in onda del telegiornale), la rockstar internazionale Suzi Quatro, Mario Del Monaco (che però alla fine dovette rinunciare a partecipare a causa di una indisposizione), lo stesso Domenico Modugno, Esther Phillips, Adamo e la debuttante Romina Power che fu inserita in gara. Vennero invitati alla competizione molti gruppi musicali come I Camaleonti, I Profeti, La Strana Società, Gli Opera, La Nuova Gente, Gli Albatros, i Ricchi e Poveri (che si esibirono accompagnati dal complesso di bambini I Nostri Figli, tra i quali una ancora bambina Georgia Lepore)[2], Daniel Sentacruz Ensemble e gli Armonium. E poi ancora Wess e Dori Ghezzi, Orietta Berti e Sergio Endrigo. Tra gli esclusi, Claudio Villa con una canzone sulle lotte operaie intitolata Serenata al mio padrone, che reagì alla bocciatura tacciando l'organizzatore Vittorio Salvetti di "fascismo".

Questa fu anche l'ultima edizione del Festival di Sanremo trasmessa in bianco e nero in Italia, nonostante la registrazione dell'evento fosse già a colori: infatti per l'Eurovisione il Festival veniva ripreso con telecamere a colori dalla Rai già dall'edizione 1973, visto che le maggiori emittenti televisive europee trasmettevano a colori fin dalla fine degli anni sessanta (la Rai inizierà a trasmettere ufficialmente a colori soltanto l'anno dopo, ritardo dovuto alle politiche dell'austerity adottate dal governo italiano negli anni settanta).

La Rai trasmise in televisione solamente la serata conclusiva, mentre le prime due furono trasmesse solo alla radio. La diretta della serata finale del Festival sforò con i tempi stabiliti, andando a finire alla soglia del telegiornale della notte; pertanto la linea fu tolta di punto in bianco e la canzone vincitrice, che fu Non lo faccio più di Peppino di Capri, venne comunicata durante il telegiornale, così come successo anche l'anno prima.

Di fatto non vennero filmate le ripetizioni orchestrali dei brani in gara e la stragrande maggioranza degli ospiti che dovevano riempire il tempo impiegato dalle giurie a votare. Fra gli ospiti furono ripresi Rita Pavone, presentata da Macario, Domenico Modugno e pochi altri che si esibirono inframmezzando le canzoni in gara.

Orietta Berti presentò Omar con una coreografia gitana, mentre i Ricchi e Poveri, i primi ad esibirsi, eseguirono il loro brano accompagnati da un complesso di bambini: I Nostri Figli, divenuti poi famosi per aver inciso, nei primi anni ottanta, la sigla del cartone animato l'Ape Magà; la loro Due storie dei musicanti sull'lp sarà sciolta in due brani autonomi: I-o bau coccodè miao e Il mio canto. Le canzoni meglio accolte nell'hit parade italiana sono Gli occhi di tua madre di Sandro Giacobbe (che ha raggiunto il terzo posto) e Linda bella Linda del gruppo vocale Daniel Sentacruz Ensemble (che ha raggiunto il secondo)[3].

Tra i fatti degni di nota, da segnalare la disavventura che vide protagonista Antonio Buonomo. Il cantante napoletano presentò il brano La femminista, che lui stesso ebbe a definire "una satira della lotta per l'emancipazione della donna". Un gruppo di femministe non gradì lo scherzo, e dopo aver attirato Buonomo con una telefonata anonima fingendosi un gruppo di sue ammiratrici, lo malmenarono davanti all'albergo nel quale alloggiava.

Di questa edizione del festival (così come per le edizioni del 1974 e del 1975) non risulta reperibile nell'archivio della Rai la registrazione dell'emissione dell'ultima serata a causa dell'abitudine di quegli anni di non registrare gli eventi in diretta televisiva. Su YouTube però, è presente l'esibizione integrale di tutti i cantanti in gara che ebbero diritto di accedere alla serata finale, compresi gli ospiti della serata finale: Domenico Modugno e Rita Pavone presentata da Macario.
Le presentazioni, curate da Giancarlo Guardabassi, venivano tradotte da una voce fuori campo in spagnolo dalla TV iberica, che grazie all'Eurovisione trasmetteva la serata finale del Festival anche al di fuori dell'Italia, e i video presenti online sono stati prelevati proprio da tale televisione. Nonostante, quindi, gli archivi Rai non conservino alcun contributo video della 26ª edizione del Festival di Sanremo, la serata finale è pervenuta grazie alla televisione estera come per il Festival di Sanremo 1966, prelevato dalla TV tedesca, e per il Festival di Sanremo 1973, prelevato dalla TV della Repubblica Ceca (all'epoca ancora Cecoslovacchia).
 
Fonte: QUI
 
 
Regolamento:

Competizione fra cinque squadre composte da sei cantanti.
Accedono alla finale i "caposquadra", non soggetti a votazione e, dei rimanenti quattro componenti, il cantante maggiormente votato.
Ai secondi classificati di ogni squadra, nella seconda serata, viene data una possibilità di ripescaggio; tali cinque artisti (uno per squadra) vengono riorganizzati in un'ulteriore squadra a cui viene data la possibilità di esibirsi di nuovo.
I tre più votati si aggiungono ai 15 elementi già designati per la finale.
In finale accedono, pertanto, 18 artisti.

Come detto, le squadre in cui i cantanti si dividono, hanno 2 capi squadra, che saranno direttamente in finale, tra cui alcuni capisaldi del passato, come Sergio Endrigo (foto sotto) o Orietta Berti, che hanno assaporato anche il sapore amaro dell’eliminazione e che accettano di partecipare solo se non corrono questo rischio.

Il regolamento è forse il più complesso della storia del festival : ci sono 5 squadre da 6 componenti, di cui 2 capisquadra direttamente ammessi in finale che durante le serate eliminatorie si esibiscono senza essere votati, e 4 aspiranti che si contendono un posto sicuro per la serata finale.
Quindi 3 per ogni squadra si riesibiranno durante la finale, ma non finisce qui.
A seguito delle esibizioni delle squadre (3 durante la prima serata e 2 durante la seconda), i 5 cantanti arrivati secondi per le votazioni, si contendono l’accesso alla finale, venendo votati dopo una seconda esibizione che permetterà a tre di loro di arrivare alla serata finale formando una nuova squadra.

Le giurie tornano a riunirsi nelle redazioni dei maggiori quotidiani.
Saranno composte da 25 giurati, di cui 15 tra i 15 e i 25 anni, 5 tra i 26 e i 40 anni e 5 ultraquarantenni; sulla carta dunque una giuria molto giovane, senza ignorare completamente i gusti dei genitori.
A vincere invece sarà un brano che musicalmente non appare per nulla innovativo, suscitando sorpresa persino nell’interprete.
 
 
1. LE SQUADRE, I CANTANTI, LE CANZONI
 
Le squadre saranno così composte:

  • SQUADRA 1
    Capo squadra: Sergio Endrigo, Quando c’era il mare
    Capo squadra: Peppino di Capri, Non lo faccio più
    Finalista – Patrizio Sandrelli, Piccola donna addio
    In attesa di ripescaggio: Gloriana, La canzone dei poveri
    Eliminato: Antonio Buonuomo, La Femminista
    Eliminato: Romina Power, Non due

    SERGIO ENDRIGO - Torna a Sanremo dopo la bocciatura di Elisa Elisa solo 3 anni prima, e grazie alla sua importante storia di cantautore è tra coloro che hanno la finale assicurata.
    Per il resto degli anni settanta continua uno studio con Bacalov, ma senza aggiungere nulla di nuovo al suo repertorio.
    Tornerà a Sanremo nel 1986 per l’ultima volta.

    PEPPINO DI CAPRI - A 15 anni dal suo debutto sulle scene nazionali, torna a Sanremo senza credere nella sua canzone, che infatti esce quasi subito dal suo repertorio che non ha spazio per inserire spogliarelli tra twist e champagne.
    Lui stesso risulta dunque sorpreso per la vittoria di NON LO FACCIO PIÙ, dicendo che sognava al massimo un quinto posto, ma non aveva mai immaginato che il brano sarebbe piaciuto alle giurie.

    PATRIZIO SANDRELLI - Esordisce nel 1973 conoscendo subito il favore del pubblico e facendosi portavoce delle istanze musicali e stilistiche, nonchè tematiche, degli anni settanta. Ma dopo la partecipazione a Sanremo la sua carriera presenta una brusca frenata poichè il brano, pur raggiungendo la finale fa un tantino cagare.

    GLORIANA - E' una stella di prima grandezza nella Napoli che viene conosciuta a livello internazionale. Già da bambina recita nella rivista e da adolescente comincia a partecipare a gare canore, soprattutto nella città partenopea, vincendo anche il Festival di Napoli. È una della maggiori interpreti della melodia napoletana e con Mario Merola porta la sceneggiata in giro per il mondo, ma a Sanremo viene snobbata e non raggiunge la finale, con una canzone a dire il vero demagogica e ruffiana.

    ANTONIO BUONUOMO - E' una celebrità a Napoli, dove si esibisce da almeno un decennio. Il pubblico nazionale lo conosce grazie alla sua partecipazione a Settevoci e sulla scia di quell’effimera notorietà nazionale partecipa a Sanremo dove porta un brano ironico che gli porta l’antipatia delle femministe.
    Il giorno dopo la sua eliminazione, quando dunque il brano è stato ascoltato, viene picchiato da un gruppo di femministe offese dalla sua innocua ironia, anche se per alcuni si tratta solo di un espediente pubblicitario per garantirgli visibilità.
    Tenta nuovamente di arrivare a Sanremo ma non viene più selezionato.

    ROMINA POWER - muove i suoi primi passi nella musica italiana nel 1968, quando interpreta Acqua di mare, scritta da Al Bano, che sarebbe poi diventato suo marito.
    Al suo debutto sanremese si presenta nella doppia veste di autrice ed interprete, ma non raggiunge la finale.
    Nonostante questo la RAI intende sfruttare il momento di gloria della coppia Al Bano & Romina Power e invia loro due a rappresentare l’Italia all’Eurofestival.


  • SQUADRA 2
    Capo squadra: Wess & Dori Ghezzi, Come stai, con chi sei?
    Capo squadra: Orietta Berti, Omar
    Finalista – La Strana Società, Andiamo via
    In attesa di ripescaggio: Rosanna Fratello, Il mio primo rossetto
    Eliminato: Leano Morelli, Nata Libera
    Eliminato: Santino Rocchetti, E tu mi manchi

    Il duo formato da WESS & DORI GHEZZI nell’arco di tre anni ha raccolto una buona serie di successi restando indelebilmente fissa nella memoria collettiva degli italiani.
    Questa sarà per loro l’ultima esibizione in coppia, raggiungendo il secondo posto della classifica sanremese, e per Dori Ghezzi si aprirà una carriera di musica d’autore anche grazie al supporto del suo compagno Fabrizio de André.
    Si esibiranno nuovamente insieme nel corso dell’edizione successiva per una clausola del contratto firmato per partecipare nel 1976.

    ORIETTA BERTI - porta a Sanremo una coreografia Gitana per accompagnare la sua Omar.
    In finale di diritto, riesce a cambiare il suo repertorio, a distanza di oltre 10 anni dal debutto, dimostrando sia di essere trasversale, sia di non avere una vera identità musicale, altrimenti non le sarebbe stato così facile.

    LA STRANA SOCIETÀ - Prende vita nel 1970 da alcuni componenti de “I ragazzi del sole” che hanno lasciato la formazione per provare un repertorio meno melodico e adolescenziale. Però, dopo gli iniziali auspici, virano verso il romanzo d’appendice risultando ancora più mielosi.

    ROSANNA FRATELLO - Ancora una volta dopo il suo debutto nel 1969 è fuori dalla finale, nonostante tra i cantanti in gara sia tra quelli che hanno venduto di più.
    Negli anni settanta continuerà a regalare qualche nuovo brano al suo pubblico, ma dagli anni ottanta sarà tra le protagoniste dei revival, grazie ad una carriera lunga comunque 15 anni e ricca di successi popolari e alla sua bellissima presenza.
    Tornerà a Sanremo nel 1994 come componente della Squadra Italia.

    LEANO MORELLI - Quello a Sanremo del 1976 è il suo debutto ufficiale, sotto gli auspici della Phonogram, che credendo il lui lo mette sotto contratto.
    Questo debutto, pur non salutato con favore dalle giurie, lo porta a cominciare una breve, ma intensa, carriera che lo vede a Sanremo ben 4 volte, e quando non è a Sanremo è sul palco del Festivalbar, ottenendo sempre un buon riscontro sul mercato.

    SANTINO ROCCHETTI - Fa il suo esordio negli anni sessanta ottenendo in quell’occasione solo un breve momento di notorietà.
    Per alcuni anni, come componente dei musicals, calca il palcoscenico di Sanremo in qualità di corista per poi tornare a credere nella carriera di solista proprio poco prima di partecipare a Sanremo nel 1976, lo rivedremo nel 1977.


  • SQUADRA 3 (vincitori della gara a squadre)
    Capo squadra: I Camaleonti, Cuore di vetro
    Capo squadra: Sandro Giacobbe, Gli occhi di tua madre
    Finalista – Opera, L’ho pers ancora
    Ripescato – I Profeti, Cercati un’anima
    Eliminato: Vanna Leali, Torno a casa
    Eliminato: Umberto Lupi, Una casa senza nome

    I CAMALEONTI - Dopo 13 anni di storia tornano a Sanremo approdando di diritto alla finale con CUORE DI VETRO.
    Ormai la loro stella si avvia verso il declino, ma la partecipazione a manifestazioni di carattere nazionale mantengono viva la loro notorietà.

    SANDRO GIACOBBE - A 4 anni dal debutto, e a 2 dal boom è tra i cantanti più seguiti dai giovani che amano la musica italiana negli anni settanta (poverini avendo a disposizione il fiore del Rock, Punk, Glam, ecc ecc, seguono Giacobbe) e partecipa di diritto alla serata finale con GLI OCCHI DI TUA MADRE, in cui si scusa con la sua fidanzata per non aver saputo tenere il pendolo nelle mutande in presenza di una suocera bella e provocante, con la scusa che gli piacciono tutte le cose che gli ricordano la fidanzata.
    Non è dato sapere se la ragazza è stupida e accetta le scuse oppure se la storia finisce così.

    OPERA - Come la Nuova Gente, nascono dallo scioglimento dei Gens, per volere di Filiberto Riccardi, che con Pino Allegro, Jimmy Mantineo e Vincenzo Maccagnani, fa sì che il gruppo debutti al Festivalbar del 1975.
    Dopo il 1976 fanno un tour teatrale in cui al loro repertorio associano anche brani classici riadattati in chiave Rock.

    I PROFETI - Debuttano sulla scena musicale nel 1964 come gruppo bìtt e raggiungono un notevole successo grazie soprattutto a Renato Brioschi che ne gestiva le scelte musicali.
    Dopo la sua uscita dal gruppo, Donato Ciletti, Nazareno La Rovere, Beppe Tiranzoni e Osvaldo Bernasconi virano su un genere più melodico partecipando a Festivalbar e a Sanremo con brani molto vicini a quelli proposti dai Pooh e riuscendo a ottenere un buon successo.

    VANNA LEALI - Si esibisce sin da bambina nelle balere e nei piano bar e a Sanremo arriva quasi 22enne senza raggiungere la finale. Negli anni successivi cerca di mantenere la notorietà dandosi un nome d’arte (Vanna Vani) e partecipando a Festivalbar per 3 edizioni di fila per poi incidere vari dischi negli anni ottanta, utilizzati per lo più come sigle.

    UMBERTO LUPI - Arriva a Sanremo dopo aver lavorato per anni in Australia con la sua orchestra.
    Dopo il Festival ha continuato l’attività di musicista soprattutto in chiave filologica ricostruendo la storia musicale della Venezia Giulia e di Trieste.


  • SQUADRA 4
    Capo squadra: Ricchi e Poveri, Una storia dei musicanti
    Capo squadra: Paolo Frescura, Due Anelli
    Finalista – Carlo Gigli, Più Forte
    Ripescato – La Nuova Gente, Che sarei
    Eliminato: Maggie Mae, Sing My Song
    Eliminato: Enzo Maria Picciotta, Uomo Qualunque

    i RICCHI E POVERI - Dopo il debutto nel 1970, sono diventati protagonisti della scena musicale italiana, sia sui mercati che come ospiti, e padroni di casa, delle più importanti trasmissioni di varietà e musicali del servizio pubblico italiano.
    A Sanremo nel 1976 portano un brano difficile, giocato su due stili musicali completamente differenti tra loro, giocando con l’ironia e la costruzione vocale polifonica.
    In questa edizione anche Marina Occhiena presenta un taglio di capelli come quello di Angela Brambati per dare al gruppo una simmetria. Ma sta meglio bionda e con i capelli lunghi.
    Sul palco saranno accompagnati da un coro di voci bianche che prendono il nome di “I nostri figli”.

    PAOLO FRESCURA - Arriva a Sanremo tra coloro che hanno la finale assicurata nonostante la giovane età (22 anni), poichè già da 2 anni ottiene successi grazie al suo stile melodico, ricco e sfaccettato. Purtroppo durante la finale ha un attacco di afonia e questo penalizza la sua canzone in classifica. Interrompe spontaneamente la sua carriera di cantante dopo 3 dischi andati molto bene, per restare nell’ambiente musicale come editore e talent scout.

    CARLO GIGLI - Arriva alla musica nel pieno della stagione bìt, quando ancora sedicenne prende parte in varie formazioni.
    A Sanremo raggiunge la finale con PIÙ FORTE ma lascia presto la musica per dedicarsi al suo lavoro di avvocato.

    LA NUOVA GENTE - Dall’esperienza dei Gens, Ettore Cardullo e Pippo Landro, insieme con Mario Volanti, danno vita a LA NUOVA GENTE nel 1975, per presentare un progetto che vede anche la partecipazione sanremese, con tanto di finale, ma si sciolgono subito dopo a circa un anno dalla formazione.

    MAGGIE MAE - Arriva a Sanremo, non ancora sedicenne, dopo aver ottenuto un grandissimo successo in Germania, da cui è originaria.
    In Italia passa tuttavia inosservata nonostante sia anche stata ben 2 volte in lizza per rappresentare la Germania all’Eurofestival.
    La sua canzone non riesce a superare le eliminatorie e il suo sbarco in Italia non ha luogo.

    ENZO MARIA PICCIOTTA - Esordisce al Festival di Sanremo con l’intenzione di diventare un professionista della musica, ma questo primo tentativo lo vede fuori dalla finale con un bel brano.
    Dopo Sanremo, nel 1978, partecipa a Castrocaro (unico a fare questo percorso) e lo vince. Continua a scrivere affermandosi come autore e cerca ancora la possibilità di sfondare come interprete, ma nel 1983, come ultima possibilità che si dà, non riesce a superare l’ostacolo Tiziana Rivale alle selezioni per Sanremo, indette da Domenica In, in cui venivano scelte tre voci che sarebbero approdate al Festival.


  • SQUADRA 5
    Capo squadra: Drupi, Sambariò
    Capo squadra: Daniel Sentacruz Ensemble, Linda Balla Linda
    Finalista – Miko, Signora tu
    Ripescato – Albatros, Volo AZ504
    Eliminato: Silvano Vittorio, Vieni
    Eliminato: Armonium, Stella Cadente

    DRUPI - Solo 3 anni prima passava inosservato in Italia per sfondare sul mercato europeo, ma da quel momento è uno dei più costanti nelle classifiche di vendita italiana, e così a Sanremo è tra i capi squadra con finale assicurata.

    DANIEL SENTACRUZ ENSAMBLE - Nati solo nel 1974, ottengono un successo tale da essere inseriti tra i capigruppo della loro squadra approdando di diritto in finale.
    Del gruppo fanno parte Ciro Dammicco, Linda Lee, Stefano Dammicco, Mara Cubeddu, Savino Grieco, Bruno Sartori, Gianni Minuti, Gianni Calabria e Rossana Barbieri.

    MIKO - Torna a Sanremo dopo la prova bellissima, non premiata dalle giurie, del 1965. Tornato ad incidere nei primi anni settanta viene pompato parecchio dalla stampa specializzata che lo critica positivamente e riesce così a raggiungere la finale nel 1976 con SIGNORA TU.
    È tra coloro che cercano di imporsi al pubblico clonando le mode e, pur riuscendoci perfettamente, non è in grado di capire che probabilmente è proprio l’assenza di una sua personalità che lo tengono lontano dal successo vero.

    Gli ALBATROS - Sono un complesso stumentale che si costruisce intorno a TOTO CUTUGNO che attraverso il complesso ha modo di farsi conoscere come interprete e autore di alto livello, ricco di verve e capacità. Oltre a lui, del gruppo fanne parte Lino Losito, Roberto Cutugno, Massimo Viganò e Tonet Cicio.

    Gli ARMONIUM - Sono un gruppo vocale e strumentale composto da validi musicisti napoletani (Enzo Stavolo, Franco Zulian, Piero Martoglio, Claudio Scotti Galletta a cui si aggiunge Piero de Santis, operatore di studio per l’elaborazione del brano). Nascono a metà degli anni settanta e dopo la partecipazione al Festival di Sanremo del 1976 continuano a presentarsi in gara a numerose manifestazioni musicali fino al 1980, quando, dopo essere tornati a Sanremo, si sciolgono.

    SILVANO VITTORIO - Fa il suo debutto sulle scena nazionali nel 1975 e subito siene invitato a partecipare al Festival del 1976, dove non raggiunge la finale, passando praticamente inosservato.


  • SQUADRA 6 (solo nella serata finale)
    I Profeti – Cercati un’anima
    La Nuova Gente – Che sarei
    Albatros – Volo AZ504

Raccoglie i tre migliori secondi per ogni squadra.
Nonostante partano quindi svantaggiati, dati a richio di esclusione, gli Albatros riescono ad imporsi raggiungendo la terza posizione nella classifica finale.

E come sempre, dopo aver prestato attenzione ai protagonisti della gara, lasciamoci distrarre dal gossip.
 
 
2. IL PRIMO PASSO E' RIVOLUZIONARE TUTTO
 
Bisogna correre ai ripari dopo la catastrofe messa in scena nell’edizione precedente.
Tanto è forte l’odore di flop che la RAI manda in onda la manifestazione controvoglia, nonostante tornino in gara i big della musica italiana , di cui 10 hanno la finale assicurata, nonostante la sperimentazione di una gara a squadre, prima che individuale e nonostante l’avvento degli ospiti stranieri, fortemente voluti dal patron Vittorio Salvetti , padre della rinascita, fautore di un rilancio inaspettato.

Con il nuovo regolamento, molti saranno i ritorni , di cui alcuni visti come doverosi, dopo un ostracismo portato avanti dall’assessore Napoleone Cavaliere, ormai non più nel governo della città, ma responsabile per le tre edizioni precedenti dell’organizzazione del Festival, come ad esempio il ritorno di Orietta Berti, o Julio Iglesias, che torna da star, dopo che solo 4 anni prima è stato bocciato dalla commissione selezionatrice, come bocciato è anche Claudio Villa, con un brano fortemente politico, ispirato alle lotte operaie.

Salvetti conosce bene il suo lavoro ed è grazie alla sua esperienza di ideatore di una delle maggiori manifestazioni musicali italiane, che però non presenta dei nuovi progetti musicali, ma tende a rafforzare il successo di chi lo sta già riscontrando (Festivalbar), riesce a trovare il giusto mix per ridare smalto al Festival, ma ad aiutarlo c’è la cancellazione di una manifestazione di successo che però non rientra più tra i progetti della RAI.

È soprattutto grazie alla cancellazione dai palinsesti di Canzonissima che si prepara una nuova edizione di Sanremo, altrimenti non ci sarebbe mai stata.

Il regolamento di questa edizione accontenta un po’ tutti: discografici, cantanti, televisione, radio, pubblico, anche se per tornare ai fasti degli anni del boom ci vorrà ancora un po’.
I discografici e i cantanti sono accontentati perché gli interpreti più noti sono inseriti di diritto nella serata finale, ma c’è anche spazio per novità e per cercare di far tornare alla ribalta nomi che si sono persi nel tempo; la televisione è soddisfatta poiché, in assenza di una manifestazione musicale invernale, Salvetti ha messo in piedi uno spettacolo di sicura presa; la radio, sempre legata all’azienda RAI, è soddisfatta grazie all’elevato numero di brani in concorso, tutti molto radiofonici, e dalla possibilità di alternare brani interpretati da cantanti giovani, da supportare, a vecchie glorie che permettono di mantenere alta l’attenzione; il pubblico in fondo si accontenta di poco, ma comincia a dimostrare nuovamente la sua soddisfazione portando alcuni brani tra quelli presentati a Sanremo, in top 10 annuale.
 
Fonte: QUI e QUI
 
 
Salvetti per salvare il Festival apporta delle modifiche importantissime a tutta la kermesse.
In primis elimina l’orchestra per la gara , permettendo ai cantanti di esibirsi su base musicale, mentre l’orchestra resta solo per le riproposizioni ad opera di Hengel Gualdi, Bruno Martino, Ely Neri, Bruno Masetti, che si affiancano ai maestri diretti da Riccardo Valtellini.

Secondo espediente per tornare al successo è, secondo Salvetti, il ricorrere agli ospiti stranieri che hanno maggiore successo in Italia presso il pubblico giovane.
Inoltre ritiene che bisogni dare al pubblico la gara ad eliminazione che fa tanto suspance per renderlo partecipe e farlo appassionare, lasciando però che ci siano anche i loro beniamini.

Ulteriore novità è data dal fatto che la conduzione è totalmente anti-televisiva , per quanto apra poi la strada ad un genere televisivo che avrà moltissimo successo per tutti gli anni Ottanta.

Inizialmente per quanto concerne la conduzione si era pensato allo stesso Salvetti , accompagnato dalla Marianna di Sandokan, attrice ai livelli più alti di apprezzamento da parte del pubblico e di attenzione da parte dei media, ma la RAI impone che ci siano dei conduttori professionisti, o che si siano distinti anche in conduzioni precedentemente.
Si pensa ad esempio a Domenico Modugno, che accetta di andare a Sanremo, ma non in veste di Conduttore, bensì di ospite, per presentare il suo nuovo lavoro.
Si decide quindi per la sperimentazione di una conduzione sopra le righe e fuori dalle liturgie televisive, che vede un dj lanciare i brani in concorso da una postazione radiofonica, senza mai salire sul palco.

A presentare è quindi chiamato il conduttore radiofonico GIANCARLO GUARDABASSI, che viene affiancato ogni sera da due “vallette” differenti : SERENA ALBANO, STELLA LUNA, TIZIANA PINI, LORENZA ROSETTA NARDULLI e KARLA STRANO PAVESE, selezionate attraverso il concorso della “Domenica del Corriere” chiamato “AAA valletta cercasi”.

La conduzione è anomala per la televisione in quanto non segue la liturgia classica della conduzione televisiva ma prende dalla radio la formula chiacchierata e l’informalità. Guardabassi e le due vallette siedono in una consolle ai piedi del palco , e da lì lanciano i cantanti in gara, gli ospiti, le esibizioni, le classifiche e gli intervalli, dando quasi il via al format della radio in tv che esploderà con Deejay Television qualche anno dopo.

Ho condotto Sanremo per caso – ha ricordato Guardabassi – dopo qualche anno di disinteresse da parte della Rai l’azienda radiotelevisiva di Stato riprese ad occuparsi del Festival, a dire la verità il conduttore doveva essere Domenico Modugno, ma a seguito della sua rinuncia Bruno Voglino e Vittorio Salvetti contattarono Guardabassi “Salvetti – ricorda Guardabassi a trent’anni di distanza – mi contattò tre giorni prima dell’inizio del Festival, andai di corsa a Sanremo, accettai subito senza nemmeno un contratto scritto. Al termine della serata Salvetti si complimentò e mi disse: “Giancarlo dato che la Rai ha messo a disposizione un budget ridotto posso darti soltanto un compenso di 800.000 lire, accettalo, lo so che è poco, ma il budget è questo, probabilmente sarà il nostro ultimo Sanremo.”

Per la prima e unica volta nella storia del Festival il conduttore non salì mai sul palcoscenico, ma rimase sempre seduto ad un tavolo ai piedi del palco stesso, di spalle ad una colonna e rivolto alla scena, munto di monitor, telefoni, testi e microfoni, con una postazione molto simile ad uno studio radiofonico: Guardabassi condusse il Festival come se fosse alla radio, non guardò mai la telecamera ed era affiancato da due assistenti che non parlavano mai.
La conduzione fu di stile moderno, tipico dei dj all’americana ai quali si ispirava; la registrazione video della serata conclusiva del Festival, l’unica ad andare in onda sul canale Nazionale alle 20,30 è andata perduta in un incendio dell’archivio Rai di Torino.
Esistono alcune versioni trasmesse da televisioni straniere, con il commento del traduttore simultaneo in lingua spagnola.
 
Fonte: QUI e QUI
 
 
Naturalmente non possono mancare le polemiche, e questa volta la più importante è legata all’argomento principe tra i testi dei brani in concorso: IL SESSO , a discapito dell’amore cantato nelle edizioni precedenti e nelle future.
Più della metà dei brani in concorso ha riferimenti espliciti al sesso.
A vincere ad esempio è il racconto di uno spogliarello sexy, che poi verrà presto eliminata dal repertorio live dell’interprete.

Tanto basta per fare in modo che la stampa più moderata si riferisca al Festival di Sanremo con l’appellativo, con fini denigratori, di PORNOFESTIVAL.
La stampa dell’epoca ipotizza che la scelta da parte della commissione selezionatrice sia da attribuire alla necessità di richiamare il pubblico e fermare l’emorragia che ha lasciato il Festival di Sanremo in coma e che rischia adesso di morire definitivamente, e così nascono epiteti come “festival dei frustrati”, anche se nonostante questa apertura ci sono ancora argomenti ritenuti tabù in RAI, di cui ancora non si parlerà a lungo, come ad esempio l’omosessualità, l’incesto o la sodomia.

Salvetti non capisce le critiche e risponde dicendo: “Il sesso è dappertutto, non vedo perché scandalizzarsi nel trovarlo al Festival”, e non ha nessun torto dato che proprio in questi anni si diffondono le trasmissioni notturne dei canali privati, che sfruttano e immagini sexy e spinte di casalinghe e donne comuni, ma anche, come abbiamo visto prima, aumentare la pesantezza della scure della censura.

Solo le canzoni di Gloriana e dei Ricchi e Poveri hanno un contenuto socio-politico, tra l’altro passato in secondo piano.
Lo scandalo del sesso nei testi si lascia affiancare, in maniera ossimorica, anche da chi lamenta invece nella costruzione musicale l’assenza di novità e l’adeguamento e l’aderenza ai gusti del tempo.

Proprio questa mancata aderenza ai gusti del tempo, e soprattutto all’attualità, scelta presa dalle case discografiche che ritengono che una manifestazione musicale non debba raccontare la nazione, ma allietarla , è alla base della crisi che Sanremo ancora attraversa.

Così dall’essere una “piccola capitale”, dall’avere tutti gli occhi mediatici puntati addosso, perché riusciva ad accompagnare il Paese nella sua crescita, adesso si discosta da tutto, costruendo solo una evasione come altre, per quanto pian piano stia tornando ad essere uno dei pochi momenti di pura evasione.
 
Fonte: QUI
 
 
Gli ospiti delle serate eliminatorie saranno:
JULIO IGLESIAS , che arriva a Sanremo dopo la bocciatura di qualche anno prima, e questa volta calca il palco come ospite d’onore, regalando al pubblico italiano “Se mi lasci non vale”, brano che contribuisce a renderlo anche da noi il cantante romantico di maggiore successo a cavallo tra gli anni settanta e gli anni ottanta.
ADAMO, che già dalla metà degli anni sessanta riscuote un notevole successo in tutta Europa, ma soprattutto in Italia e in Francia, sua terra d’adozione.
SUZI QUATRO, esponente di spicco del glamour rock.
CHANTERS SISTERS e ESTHER PHILLIPS.

Mentre i due ospiti più importanti saranno italiani, fuori gara, e si esibiranno durante la serata finale. Si tratta di:
DOMENICO MODUGNO , per la prima volta sul palco di Sanremo in qualità di ospite fuori concorso.
Per la prima volta viene data occasione a cantanti che avrebbero potuto gareggiare, di esibirsi fuori concorso, presentando comunque il loro ultimo lavoro.
Già nel 1970, in occasione del ventennale, si è esibito con i protagonisti del Festival, ma nel corso di una serata completamente distaccata dalla gara, questa volta invece si esibisce in finale interrompendo la sequenza dei brani in concorso, eseguendo un medley dei suoi successi e presentando al pubblico IL MAESTRO DI VIOLINO, brano colonna sonora del film che lo vede protagonista.
Ospiti della serata finale sono anche ERMINIO MACARIO che rallegra il pubblico con uno dei suoi sketch e che alla fine del suo momento presenta RITA PAVONE la quale decide di rinunciare alla gara per presentare fuori concorso “E zitto e zitto”.

Nonostante questi momenti un po’ più ricercati e magari attesi (sicuramente oggi sono attesi i cantanti ospiti, all’epoca non ne sono così convinto), i protagonisti sono coloro che si mettono in gioco per riuscire ad arrivare a vincere un premio, per vedersi rilanciare presso il grande pubblico o semplicemente per aumentare la sua visibilità.
 
 
3. ANEDDOTI E CURIOSITÀ:
 
Anthony Quinn era stato annunciato come presentatore dei cantanti stranieri invitati come ospiti, ma l’attore non sarà presente, comunicandolo solo qualche giorno prima della messa in onda, non adducendo alcuna motivazione.

Salta anche lo spazio “marchetta” che vedeva come protagonisti Marcello Mastroianni e Claudia Mori, protagonisti di “Culastrisce nobile veneziano”, in uscita nei cinema proprio nel week-end del Festival.

Anche Mario del Monaco, tenore in scena nei maggiori teatri europei, decide di dare forfait senza nemmeno comunicarlo.

I cantanti in gara si esibiscono su basi musicali e la stampa mette un po’ di pulci nelle orecchie del pubblico, paventando l’idea che alcuni cantanti abbiano approfittato di questo per poter cantare il playback.

La RAI annuncia che, in assenza della gara di Canzonissima, e nonostante la presenza di una manifestazione musicale utile, non crede abbastanza nel Festival di Sanremo.
Quindi seleziona i rappresentanti per l’Eurofestival in base alle decisioni di una commissione interna, che designa come rappresentanti designati Al Bano e Romina Power.

Rita Pavone accetta di partecipare in gara avendo la finale assicurata, ma poco prima della messa in scena del festival, dopo la definizione del cast, decide di partecipare solo come ospite.
In questo modo viene promosso Paolo Frescura direttamente capo squadra e chiamata Maggie Mae.

Lorenzo Pilat, autore di “Una casa senza nome” viene accusato di plagio e risponde dicendo “sono anni che copio tutti ma continuo a fare soldi”.

Per la prima volta sono presenti anche inviati di Radio Vaticana.
Proprio in questa edizione piena di sesso, decidono di registrare i brani, farli ascoltare ai responsabili della programmazione, e decidere se aprire l’emittente alla musica leggera a partire da brani del Festival.

Davanti ai testi molto espliciti la stampa dichiara “era naturale che il mondo della canzonetta prima o dopo scoprisse che un uomo e una donna non passano il loro tempo solo sospirandosi frasi d’amore davanti al mare blu”.

Gli Opera e Carlo Gigli cantano di un uomo che fa sesso con la sua compagna mentre lei dorme, per paura di un rifiuto se lei fosse sveglia.
E qui ci si domanda, ma se lei resta addormentata vorrà significare qualcosa; magari se si svegliasse non rifiuterebbe prima di addormentarsi.

La canzone “La femminista” vede un verso modificato dalla censura; così “è chiaro che tu combatti se nel letto tu mi sbatti” diventa “è chiaro che tu combatti con degli argomenti adatti”.

Antonio Buonuomo viene aggredito da una decina di femministe fuori dal suo hotel.
Ma la presenza della stampa e dei fotografi, e il fatto che fossero tutte napoletane, fa maliziosamente pensare che abbia voluto creare un caso attorno a lui per attirare l’attenzione che Sanremo non assicurava.
Tesi confermata dal gruppo femminista sanremese.

La RAI dimostra apertamente il suo disinteresse nella messa in scena con continue gaffes ed errori della regia.

Angela Brambati dei Ricchi e Poveri è incinta e si presenta in premaman al Festival.
La RAI pone ancora il veto per le ragazze madri, così lei rende pubblico il suo matrimonio, avvenuto 3 anni prima in Svizzera.

Drupi canta la sua canzone con due ragazze sedute per terra, come intorno ad un falò.
Saranno spesso con lui e verranno chiamate “le Drupette”.
 
Fonte: QUI
 
  
4.LE CANZONI IN GARA E LA CLASSIFICA FINALE:
 
Posto Brano Interprete Voti Autori Disco LatoB
1 Non lo faccio più Peppino Di Capri 46 Depsa - Iodice Splash SPH 1023 Vorrei, vorrei,
vorrei
2 Come stai, con chi
sei
Wess & Dori Ghezzi 40 Minellono - Balsamo Durium CN A 9343 Più ti voglio bene,
più te ne vorrei
3 Gli occhi di tua
madre
Sandro Giacobbe 36 Giacobbe - Pace -
Avogadro
CBS 4043 Dieci anni fa
3 Volo AZ 504 Albatros 36 Pallavicini - Cutugno Carosello CI 20410 Marieneige
5 Due anelli Paolo Frescura   De Sanctis - Frescura RCA TPBO-1207 27 Luglio
6 Sambariò Drupi   Riccardi - Albertelli Ricordi SRL 10792 Aiutami…
7 Più forte Carlo Gigli   Schiava - Gigli RCA TPBO-1175 La tempesta
8 Linda bella Linda Daniel Sentacruz
Ensemble
  Zacar - Querencio -
Sentacruz - Specchia
EMI 3C 006 18148 Scaramouche
9 L'ho persa ancora Opera   Ricciardi - Avogadro
- Pace
CBS 4042 Se tu, se mai
10 Cuore di vetro Camaleonti   Bigazzi - Savio CBS 4038 Amico di ieri amico
perduto
11 Omar Orietta Berti   Battaini - Beretta Polydor 2060 115 Sulla tua mano
12 Andiamo via La Strana Società   Conti - Cassano -
Albertelli
Durium Ld A 7911 Ma che ragione hai
13 Due storie dei
musicanti
Ricchi e Poveri   Enriquez - Bardotti Cetra SP 1606 Due storie dei
musicanti
14 Piccola donna addio Patrizio Sandrelli   Stavolo - Zulian Smash SM 6008 L'oro del tuo grembo
15 Quando c'era il mare Sergio Endrigo   Endrigo Ricordi SRL 10793 Barbara
16 Signora tu Miko   Bozzetti - Pegoraro Real Music REAN 14001 Jane
17 Cercati un'anima I Profeti   Ciletti - Cavallaro -
Pace - Avogadro
CBS 4041 Chiuanua
18 Che sarei La Nuova Gente   Landro - Cardullo FMA ZFM SO403 Fantasma d'allegria
  La canzone dei poveri Gloriana   Gallo - Mallozzi BellaRecord BR 178 Una rosa per Ludwig
  Una casa senza nome Umberto Lupi   Pace - Panzeri -
Pilat
Derby DBR 4039 Firenze sogna
  E tu mi manchi Santino Rocchetti   Simonluca - Lo
Vecchio
Cetra SP 1607 Mia
  La femminista Antonino Buonuomo   Chiosso - Alfieri Hello ZEL 50492 L'angelo del focolare
  Il mio primo rossetto Rosanna Fratello   Napolitano - Salerno Ariston AR 00724 Pazza io
  Nata libera Leano Morelli   Crippa - Morelli Philips 6025149 La voglia di te
  Noi due Romina Power   Power - Carrisi Libra LBR 1203 Un uomo diventato
amore
  Sing my song Maggie Mae   De Natale - Darini RCA TPBO 1204 Just a little smile
  Stella cadente Armonium   Stavola - Zulian EMI 3C 006 18147 Lady Ann
  Torno a casa Vanna Leali   Suligoj - Limiti Disco Più DPN 7203 La mia domenica
  Uomo qualunque Enzo Maria Picciotta   Picciotta - Migliacci
- Farina
RCA TPBO 1200 Ero libero
  Vieni Silvano Vittorio   Lo Vecchio - Vittorio Ricordi SRL 10794 Perdonami ora
 
 
8. LA CANZONE VINCITRICE DEL XXVI° FESTIVAL DI SANREMO:

1. NON LO FACCIO PIU'
Peppino di Capri

 
Testo:
Sincronizzi i movimenti,
Ogni gesto è ben studiato;
Ti tiri su i capelli
L'hai di certo programmato.

Chiudi piano piano gli occhi,
Forse pensi sia più bello;
Hai paura che ti tocchi,
è il tuo primo spogliarello.

E lo scialle della mamma
Guarda un po' che fine fa,
Forse lei te l'ha prestato,
Forse invece non lo sa.
La camicia di velluto
Lentamente cade giù, poi mi dici:
"Non sta bene tu non puoi veder di più".
Copri il corpo con le mani,
Cerchi un'ombra al tuo rossore;
Sei convinta che mi ami
E non merito il tuo amore.
Ridi e corri per la stanza
Ti nascondi ma ti vedo;
Sembra il passo di una danza
Quel tuo fremere discreto.

E lo scialle della mamma
Guarda un po' che fine fa,
Le carezze che ci diamo
Mai nessuno le vedrà.
Una perla di sudore
Dal tuo viso scende giù,
Poi mi dici inutilmente:
"Giuro, non lo faccio più"
 
Fonte: QUI
 
 
FESTIVAL DI SANREMO 1976: I CANTANTI - LE CANZONI - I TESTI Videos14
 
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FESTIVAL DI SANREMO 1976: I CANTANTI - LE CANZONI - I TESTI Empty FESTIVAL DI SANREMO 1976: I cantanti, le canzoni, i video, i testi - Le prime 18 canzoni classificate

Messaggio  settenote il Mer Ago 26, 2020 9:46 pm

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26° FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANA
 
La Classica Finale , al netto di finalisti, ripescati e altro, è la seguente:

01. Non lo faccio più (Depsa, Sergio Iodice e Fabrizio Berlincioni) Peppino di Capri
02. Come stai, con chi sei (Cristiano Minellono, Felice Piccarreda e Umberto Balsamo) Wess e Dori Ghezzi
03. Gli occhi di tua madre (Sandro Giacobbe, Daniele Pace e Oscar Avogadro) Sandro Giacobbe
04. Volo AZ504 (Vito Pallavicini e Toto Cutugno) Albatros
05. Due anelli (Antonello de Sanctis e Paolo Frescura) Paolo Frescura
06. Sambariò (Luigi Albertelli e Enrico Riccardi) Drupi
07. Più forte (Schiava e Carlo Gigli) Carlo Gigli
08. Linda bella Linda (Ciro Dammicco, Querencio, Sentacruz e Francesco Specchia) Daniel Sentacruz Ensemble
09. L’ho persa ancora (Enrico Riccardi, Oscar Avogadro e Daniele Pace) Gli Opera
10. Cuore di vetro (Giancarlo Bigazzi e Totò Savio) Camaleonti
11. Omar (Mario Battaini e Luciano Beretta) Orietta Berti
12. Andiamo via (Corrado Conti, Franco Cassano e Luigi Albertelli) La Strana Società
13. Due storie dei musicanti (Luis Bacalov e Sergio Bardotti) Ricchi e Poveri & I Nostri Figli
14. Piccola donna addio (Stavolo e Franco Zulian) Patrizio Sandrelli
15. Quando c’era il mare (Sergio Endrigo) Sergio Endrigo
16. Signora tu (Pier Michele Bozzetti e Graziano Pegoraro) Miko
17. Cercati un’anima (Donato Ciletti, Claudio Cavallaro, Daniele Pace e Oscar Avogadro) Profeti
18. Che sarei (Landro e Cardullo) La Nuova Gente

Canzoni non finaliste

– E tu mi manchi (Simon Luca e Andrea Lo Vecchio) Santino Rocchetti
– Il mio primo rossetto (Umberto Napolitano e Alberto Salerno) Rosanna Fratello
– La canzone dei poveri (Gallo e Mallozzi) Gloriana
– La femminista (Leo Chiosso e Eduardo Alfieri) Antonio Buonomo
– Nata libera (Crippa e Leano Morelli) Leano Morelli
– Non due (Romina Power e Albano Carrisi) Romina Power
– Sing My Song (Cesare De Natale e Darini) Maggie Mae
– Stella cadente (Stavolo e Franco Zulian) Armonium
– Torno a casa (Elide Suligoj e Paolo Limiti) Vanna Leali
– Una casa senza nome (Lorenzo Pilat, Mario Panzeri e Daniele Pace) Umberto Lupi
– Uomo qualunque (Ezio Maria Picciotta, Franco Migliacci e Dario Farina) Ezio Maria Picciotta
– Vieni (Andrea Lo Vecchio e Silvano Vittorio) Silvano Vittorio
 
Fonte: QUI
 
 
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CANZONI CLASSIFICATE:
 
02. COME STAI, CON CHI SEI

Canta: Wess e Dori Ghezzi

  03. GLI OCCHI DI TUA MADRE

Canta: Sandro Giacobbe

   

 
Testo:
Ritrovarsi e’ strano
dopo un grande amore
e dei due qualcuno
deve far l’attore.
ci son dei momenti
in cui odio e amore
sono due nemici
senza un vincitore.
tu sei sempre uguale sai
ti trovo bene
stiamo un poco insieme.

come stai cosa fai
con chi sei
tu sei felice o no
forse no
forse si’
non saprei
forse mi manchi un po’.

quanti se
quanti no
quanti poi
quanti momenti si
senza te
senza me
senza noi
non era piu’ cosi’.

io non so scordare
che mi hai dato tutto
ma parlarne a freddo
forse ha perso tutto
cio’ che e’ stato bello
non si puo’ cambiare
devo andare e’ tardi
mi puoi accompagnare
vorrei dirti che…….
ti voglio ancora bene.

come stai
cosa fai
con chi sei
tu sei felice o no
rse no
forse si’
non saprei
forse mi manchi un po’.

quanti se
quanti no
quanti poi
quanti momenti si
senza te senza me
senza noi
non era piu’ cosi’

come stai
cosa fai
con chi sei
tu sei felice o no
forse no
forse si
non saprei
forse mi manchi un po’
ti se
quanti no
ti poi
quanti momenti si
senza te
senza me
senza noi
non era piu’ cosi’.
 
Fonte: QUI
  
 
Testo:
Piove da qualche minuto
ti guardo e mi sento sfinito
mentre non riesco a spiegarti
che cosa mi è capitato.

Era una sera normale,
ti ero venuto a cercare
non c'eri però con tua madre
mi misi a parlare.

E quando l'ho avuta di fronte
che scherzo mi han fatto gli occhi miei,
credevo che fossi tu ed era lei.

Poi mi sembrò naturale
guardarla così come guardo te.
Perché sei uscita, perché?

M'hanno fatto innamorare
gli occhi verdi di tua madre,
il sorriso di un tramonto
dove ci si può specchiare.
I tuoi passi all'improvviso
e un tuffo al cuore immenso,
se ci penso,
se ci penso.

La pioggia continua a cadere
e tu continui a non parlare,
hai l'aria di un cigno che muore,
la vittima la sai fare.

Di certo non è quel sospiro
che può cancellare quel che sei:
tu rimani tu, e lei è lei.

Non è colpa mia se mi piace
ogni cosa che rassomiglia a te,
adesso hai capito perché.

M'hanno fatto innamorare
gli occhi verdi di tua madre,
il sorriso di un tramonto
dove ci si può specchiare.
I tuoi passi all'improvviso
e un tuffo al cuore immenso.

M'hanno fatto innamorare
gli occhi verdi di tua madre,
un sorriso di un tramonto
dove ci si può specchiare.
I tuoi passi all'improvviso
e un tuffo al cuore immenso,
se ci penso,
se ci penso.
 
Fonte: QUI
 
 
04. VOLO AZ504

Canta: Albatros

  05. DUE ANELLI

Canta: Paolo Frescura

   

 
Testo:
Ciao....
Ho passato dei bei giorni con te...
Piccolo, stupido, meraviglioso ragazzo.
Ciao...anzi addio...
Allora, non stavi scherzando,
te ne vai...

Certo che me ne vado..
cosa volevi
guarda quanto cielo c'è... e quanti amori ci stanno dentro...
e quanti volano via.

Potevo lasciarti avere il bambino ma..
ti rendi conto, cosa sarebbe successo ?
Però forse sarebbe stato meglio...
almeno non saresti andata via...

Sandra, ma dove vai ?...
Dai non scherzare, torna qui..
Sandra, ascoltami, ma dai, cosa fai..
ti amo, Sandra...
ti amo, Sandra...
ti amo
 
Fonte: QUI
  
 
Testo:
Quei giorni segnati a matita sul tuo calendario
I tuoi segnalibri di fiori in fondo al diario
E tu all’improvviso mi chiedevi piano
Che cosa faresti se aspettassi un bambino
E una fossetta giocava sul tuo viso.
Così con due fili di ferro appena piegati
Ci siamo scambiati gli anelli e per gioco sposati
Ma sotto il tuo golfino trasparente
Mi resi conto che non portavi niente
E dolcemente finimmo a terra

Piccolo amore mio occhi limpidi e puliti
Piccolo qmore mio ma che mi fai
E giochi con un fiore strano
Che ti vola via lontano
E cade su di me
Piccolo amore mio l’amore grande che mi dai occhi teneri e smarriti
Piccolo amore mio
Due rondini affidate al cielo che non torneranno mai
E mentre bagna i vestiti la schiuma del mare
Restiamo abbracciati così e non serve parlare
Mi guardi con quell’aria provocante
Poi togli la fascetta indiana dalla fronte
E dolcemente ti sfioro il viso.
Piccolo amore mio occhi limpidi e puliti
Piccolo amore mio ma che mi fai
E tutti gli attimi perduti
Dentro te li ho ritrovati
Se parli così.
 
Fonte: QUI
 
 
06. SAMBARIO'

Canta: Drupi

  7. PIU' FORTE

Canta: Carlo Gigli

   

 
Testo:
Abbracciati sul plaid sambariò
Oggi condivido con voi quello che ho
Un misto di donna e ragazza sambared
Giochiamo al mattino
Finché puoi
E butta via le scarpe
La mia noia lo butta via
Siediti e parliamo un po '
O no
Mi sento come se non potessi più sopportarlo
In mano un transistor
Suona da un po '
Bella ti asciuga i capelli male
Ti tocco e di certo non ti ribelli
Butta via il vestito
La mia noia lo butta via
Sambari sambari sambari sambariò
Sambari sambari sambari sambariò
Sambari sambari sambari sambariò
Sambari sambari sambari sambariò
Butta via le tue paure
La mia noia lo butta via
Sambari sambari sambari sambariò
Sambari sambari sambari sambariò
Sambari sambari sambari sambariò
Sambari sambari sambari sambariò
Sambari sambari sambari sambariò
Sambari sambari sambari sambariò
Sambari sambari sambari sambariò
Sambari sambari sambari sambariò.
 
Fonte: QUI
  
 
Testo:
Sei bella
Mentre dormi ti guardo
È un peccato svegliarti
E rimango a spiarti
Quell’aria
Di bambina assonnata
E di donna che ha dato
Poi ti accorgi di tutto
Sei mia
E diventi ogni istante più mia
Mentre gridi
Io sono una donna
Sto vivendo già dentro di te
Te te te

Tu
T’addormenti di nuovo voli via
Con i tuoi sogni
Poi mi stringi più forte
Mentre io
Ho paura di chiudere gli occhi
E lasciarti viaggiare lontano lontano
Forse non conta più niente
Sei mia
E diventi ogni istante più mia
Mentre gridi
Io sono una donna
Sto vivendo già dentro di te
Te te te
Seibella
Sei bella
Lo sa anche il mattino
Che si sta divertendo
A dipingerti nuda
Tu
T’addormenti di nuovo
Voli via con i sogni
Poi mi stringi più forte
Più forte
Più forte
Più forte.
 
Fonte: QUI
 
 
8. LINDA BELLA LINDA

Canta: Daniel Sentacruz Ensemble

  9. L'HO PERSA ANCORA

Canta: Gli Opera

   

 
Testo:
Anche per te amico mio
la sera è triste anche per te
ragazzo solo, dalla faccia straniera
lo guardo e poi, accenno un sorriso
sento una brava cosa fai
che strana idea
ti prende stasera
portarti su in casa mia
lasciarmi andare un disco va
a luci spente insieme noi.

Linda bella Linda
Linda sogna Linda
Linda scappa Linda
Linda ama Lina
Linda Linda Linda
balla Linda
Linda Linda Linda
canta Linda
Linda Linda Linda
piange Linda
Linda Linda Linda
ama Linda.

La compagnia, il solito bar
si è fatto tardi meglio andar
rimane solo
quella faccia straniera
senza una scusa
mi viene vicino
dai nella mia che si fa
che strana idea
ti prende stasera
portarmi su in casa tua
per chi mi hai preso amico mio
a luci spente insieme mai.

Linda bella Linda
Linda sogna Linda
Linda scappa Linda
Linda ama Lina
Linda Linda Linda
balla Linda
Linda Linda Linda
canta Linda
Linda Linda Linda
piange Linda
Linda Linda Linda
ama Linda
Linda Linda Linda
balla Linda
Linda Linda Linda
canta Linda
Linda Linda Linda
piange Linda
Linda Linda Linda
ama Linda.
 
Fonte: QUI
  
 
Testo:
Cosa aspetto a far l’amore io?
Se si sveglia mi dice di no
È ad un millimetro dal corpo mio
Però
L’ho persa ancora
È vero son poco per lei
L’ho persa ancora
Peccato peccato che noi
Noi parliamo dell’amore quando non c’è più.

Ogni foglia che perdevi era una virtù
Poi d’un tratto lungo i viali della poesia
Ti ricordi che non sei più mia
E noi noi parliamo dell’amore quando non c’è più
Senza sprechi di pudore come lo vuoi tu
Sai voltare il tuo cuscino per l’eternità
Tanto un giorno viene e l’altro va.
Per mille anni
Leggendo nel sonno di lei
L’ho persa ancora
Peccato peccato che noi
Noi parliamo dell’amore quando non c’è più.
 
Fonte: QUI
 
 
9. CUORE DI VETRO

Canta: I Camaleonti

  10. OMAR

Canta: Orietta Berti

   

 
Testo:
Sei
tutto quello che ho
e vorresti andar via…
adesso se hai finito
parlo io…
occhi fatti a bugia
ma davvero sei tu
l’anima mia?…
quante volte guardando un film
che lei muore o lui le dice addio
cuore di vetro
quante volte io
ti ho vista piangere?
e col mio orgoglio
mi illudevo
di difenderti….
sarei finito
senza te
cuore di vetro
come un’angelo
accecato
chi sa dove
me ne andrei…
ed era bello
questo amore
come un figlio
ma perché
se mi assomiglia
tu lo porti
via con te?
– – – –
far l’amore
questa é un’idea
che tante volte ci ha salvato sai..
cuore di vetro
perché piangi adesso
questo non é un film…
le vedi queste mani amore
come tremano
sarei finito
senza te
cuore di vetro
come un’angelo
accecato
chi sa dove
me ne andrei…
ed era bello
questo amore
come un figlio
ma perché
se mi assomiglia
tu lo porti via con te?
sarei finito
senza te
cuore di vetro
come un’angelo
accecato
chi sa dove
me ne andrei…
ed era bello
questo amore
come un figlio
ma perché
se mi assomiglia
tu lo porti
via con te?
 
Fonte: QUI
  
 
Testo:
Vai figlio mio vai

Omar
Vai per il mondo vai
Omar
Vai dove vuoi
Omar
Vai con chi vuoi
Omar
Io sono vecchia ormai
Omar
Tutto io t’insegnai
Omar
Giovane sei
Omar
Cerca una lei
Omar

Buona fortuna a te sangue mio
Tua madre è con te che nel mondo vai
Col tuo violino

Vai figlio mio vai
Omar
Vai per il mondo vai
Omar
Vai dove vuoi
Omar
Vai con chi vuoi
Omar

Fermati quando troverai
Una terra e una donna
Dove tu gettar potrai
Il tuo seme e poi
Aspettar dai fiori i frutti
Che tu coglierai

Vai figlio mio vai
Omar
Vai per il mondo vai
Omar
Vai dove vuoi
Omar
Vai con chi vuoi
Omar

L’India è negli occhi tuoi
Omar
Bello come gli dei
Omar
Forte tu sei
Omar
Uomo tu sei
Omar
 
Fonte: QUI
 

12. ANDIAMO VIA

Canta: La Strana Società

13. DUE STORIE DEI "MUSICANTI"

Canta: Ricchi e Poveri e I Nostri Figli

   


Testo:
Ti parlo sottovoce
perché tu hai paura che lei ci senta
e intanto le mie dita sotto il tavolino
stanno toccando le tue dita
e tu stai fermo
ecco, adesso lei ci guarda, sorride
diglielo, diglielo adesso
se no glielo grido io che…

Io amo te
ed io voglio te
e tra di noi
non c’è più posto per lei
e questa sera resti con me
tu ami me
e tu, tu vuoi me
e non c’è niente da tentare
se un amore fremiti non dà
non ti rimane proprio altro che scappare
su, alzati e andiamo.

Io amo te…

Fonte: QUI


Testo:
I-o bao coccode miao
i-o bao coccode miao
gli animali son carini
ma non sono mica dei cretini
I-o bao coccode miao
I-o bao coccode miao
Se lo prendi per la coda
Uno si rivolta ed allora ciao
I-o bao coccode miao
C’era una volta e c’è ancora
Un bel paese che c’è ancora
Dove gli animali eran trattati come bestie
E c’è ancora si c’è ancora
C’era un padrone
E c’è ancora
Che era un filone
E c’è ancora
Cioè rubava un po’ di pappa a chì lavora
E c’è ancora e ruba ancora

I-o bao coccode miao
I-o bao coccode miao
Gli animali son pazienti
Ma non sono mica deficienti
i-o bao coccode miao
i-o bao coccode miao
se lo lasci a pancia vuota
uno si rivolta ed allora ciao
i-o bao coccode miao.

Asino tira e lui tirava
Cova gallina e lei covava
Cane fa la guardia dà la zampa e corri via
E lui correva e lui volava
Pero succede si succede
Che uno dice basta
Si succede
Prende la rincorsa e quel che trova butta giù
E nessuno comanda più
i-o bao coccode miao
Dorme la terra
Resta sveglio il cuore
Mille pensieri
Fanno una canzone
Sole dell’anima
Lasciami cantare
Sinceramente
Dolorosamente
Dolce la musica
Si Ripete piano
La dove un uomo
Solo va lontano
Fa che il mio canto
Mi venga bello
Resti per sempre
Dove ho un fratello.

Fonte: QUI

14. PICCOLA DONNA ADDIO

Canta: Patrizio Sandrelli

15. QUANDO C'ERA IL MARE

Canta: Sergio Endrigo

   


Testo:
L’ultima lucciola
S’è spenta poco fa
E le prime luci dell’alba
Si concentrano su di te
Tu così lontana
Tendi la tua mano
Ed io voglio gridare
Per farti sentire l’eco della mia voce forte

Piccola donna addio
Ti lascio l’acqua la terra i tuoi tramonti
Ilmerlo che canta sul ramo
La primavera e l’inverno vicino

Fiume inutile
Scorre fra noi
Mentre il fiume
Dei pensieri miei
Sulle tue parole se ne va

E nel gran silenzio
Che è tutto tuo
Tu cerchi di gridare
Per farmi sentire l’eco della tua voce forte
Piccolo uomo addio
Forse riesco persino a non pensarti
E senza drammi noi siamo
Allo stesso posto dov’eravamo.

Fonte: QUI


Testo:
Ti porterò
Alle spiagge d’oro
Ti parlerò
Di quando c’era il mare
Tu riderai
Amica mia
E ancora giocherai con me
Ti metterò fiori nei capelli
Ti stancherò di vino e di carezze
Tu dormirai dolore mio
E finalmente ti amerò
Ti comprerò specchietti colorati
Ti guarderò e troverai soltanto me
Amore mio
Ti ucciderò
Ma piano piano non te ne accorgerai
Io ti vorrei libera e felice
Come rondine di sera
Ma chiusa dentro di me
Io ti vorrei libera e felice
Come pesci in acqua chiara
Ma sempre chiusa dentro di me.

Fonte: QUI

16. SIGNORA TU

Canta: Miko

17. CERCATI UN'ANIMA

Canta: I Profeti

   


Testo:
Scendiamo e poi
Più in alto noi
Fruscio di rami secchi
Ci amiamo ormai
Signora tu
Cosa mi fai
Mi fai sentire grande e tu
Questo lo sai

E così restiamo sdraiati a guardare
Scoiattoli che non sanno capire
Tu così sembri bambina come mai
Le gote più rosse il seno che trema
Tra le mie mani

Signora tu
Cosa mi fai
Mi fai sentire grande e tu
Questo lo sai
Signora tu
Cosa mi fai
Mi fai sentire grande e tu
Questo lo sai
Ma si non nascondo
Che sembra un po’ strano
Tu così donna
Tu ami un bambino
Ma quando mi sentoil tuo corpo vicino
So che ti amo so che ti amo so che ti amo
I mesi e poi
Sempre più noi
Serate pazze piene di feste
D’amore e di noi

E allora perché questa sera sei così
Mi dici che in fondo lui rimane lui
E che non possiamo

Signora tu
Cosa mi fai
Tu hai giocato insieme a me
E non piangerai.

Fonte: QUI


Testo:
Cercati un’anima
e se vuoi ritorna qui,
muore la favola,
da oggi le parole non contano.
Quell’aria tenera
che dipinge il viso tuo,
solo una maschera,
i sogni che hai bruciato non tornano.

Piccola stupida,
quanto amore ho dato a te,
cosa ne hai fatto tu,
lo usavi come fosse un giocattolo.

Ora che sei sola
piangi per la noia,
non mi dire che piangi per me,
non ti credo più,
non ti amo più
perché io so che tu rimani tu.

Cercati un’anima,
non si può più fingere
che il sentimento sia
un po’ d’orgoglio dietro una lacrima.

Non hai capito mai
che la mia fragilità
la regalavo a te
soltanto per riuscire a comprenderti.

Ora che sei sola
piangi per la noia,
non mi dire che piangi per me,
non ti credo più,
non ti amo più
perché io so che tu rimani tu.

Non ti credo più,
non ti amo più
perché io so che tu rimani tu.

Cercati un’anima
e se vuoi ritorna qui,
muore la favola,
da oggi le parole non contano.
Quell’aria tenera
che dipinge il viso tuo,
solo una maschera,
i sogni che hai bruciato non tornano.

Fonte: QUI
 

18. CHE SAREI

Canta: La Nuova Gente


 
Testo:
Che sarei
Che sarei
Se per vivere
Io dovrò fare a meno di te
Certo che
Non sarà
Così semplice
È da un po’ che mi chiedo cos’è
Forse un dubbio
Forse realtà
Dimmi tu la verità.
Che sarei
Che sarei
Se svegliandomi
Sentirò d’aver voglia di te
Non potrei
Non potrei
Più nasconderti
La paura che adesso c’è in me
Forse un dubbio
Forse realtà
Dimmi tu la verità
Che sarei
Che sarei
Uomo inutile
Uno che emozioni non ha
Senza te
Io sarei
Uomo fragile
Anche se un’altra donna mi va
Forse un dubbio
Forse realtà
Dimmi tu la verità

Che sarei
Che sarei
Ora stringimi
E se vuoi prendi tutto di me
Tu che sai
Tu che puoi
Dai cancellami
Con l’amore questo dubbio che è in me.
 
Fonte: QUI
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