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FESTIVAL DI SANREMO 1975: I CANTANTI, LE CANZONI, I TESTI

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FESTIVAL DI SANREMO 1975: I CANTANTI, LE CANZONI, I TESTI Empty FESTIVAL DI SANREMO 1975: I CANTANTI, LE CANZONI, I TESTI

Messaggio  settenote il Mar Ott 15, 2019 5:09 pm



1975 (25a Edizione)


Il 25º Festival della canzone italiana si tenne al salone delle feste del casinò di Sanremo dal 27 febbraio al 1º marzo 1975 e fu condotto da Mike Bongiorno affiancato da Sabina Ciuffini, già al fianco del presentatore come valletta nel quiz a premi Rischiatutto, trasmesso fino all'anno precedente.

Si tratta di un'edizione considerata tra quelle di minor successo della storia del Festival a causa di disaccordi tra il comune di Sanremo, organizzatore della manifestazione, e le case discografiche, che decisero di boicottarla non inserendo cantanti celebri nel cast di artisti in gara.

Nonostante il fondamentale insuccesso dell'edizione, dal punto di vista tecnico è da ricordare in quanto fu il primo Festival trasmesso completamente a colori per tutte le televisioni del circuito Eurovisione anche se la Rai, produttrice televisiva dell'evento, lo trasmise ancora in bianco e nero in Italia; a lungo si ritenne che fosse la prima mai prodotta a colori fin quando si scoprì una copia d'archivio del 1973 registrata con telecamere a colori ma mai distribuita se non alla televisione di Stato cecoslovacca, che quasi 44 anni dopo ne restituì una copia alla Rai.

Vincitrice del Festival fu la ventiquattrenne Gilda con Ragazza del sud, mentre seconda e terza si classificarono altre due artiste, Angela Luce e Rosanna Fratello: fu la prima volta in cui tre donne occuparono i primi tre posti da quando ogni interprete poteva presentarsi con una sola canzone.

Regolamento:

I brani in gara furono 30, uno per interprete, che furono presentati nelle prime due serate di gara, quindici per serata.
Per ciascuna delle due serate la giuria doveva decidere i sei brani migliori da mandare alla terza serata di finale.

Nella gara finale, riservata ai 12 migliori brani, furono proclamati i primi sei classificati; gli altri sei finalisti furono considerati settimi a pari merito.
 
Fonte: QUI
 
 
1. RECENSIONE:
 
Il comune di Sanremo aveva deciso, per iniziativa del suo assessore al turismo Napoleone Cavaliere, di assumere la gestione diretta del Festival estromettendo impresari storici come Ezio Radaelli, Vittorio Salvetti, Gianni Ravera ed Elio Gigante; tuttavia una crisi politica nell'amministrazione portò, a circa un mese dall'inizio della manifestazione, alle dimissioni di cinque assessori compreso lo stesso Cavaliere e il blocco delle attività del Festival che ancora a inizio febbraio non conosceva la griglia dei partecipanti; solo l'arrivo del direttore d'orchestra Enrico Simonetti qualche giorno più tardi permise di velocizzare la parte artistica con gli abbinamenti tra brani e interpreti.

In tale confusione organizzativa, cui si aggiunse anche il pesante contenzioso tra Comune di Sanremo ed etichette discografiche, vennero a mancare al Festival gli artisti di vaglia, negati dalle etichette stesse, e di conseguenza il cast fu composto prevalentemente da compositori e cantanti semisconosciuti: circa il settanta per cento degli autori, infatti, aveva fino a quella data pubblicato a proprie spese; tra di essi ne figurava uno, Pier Benito Greco, al ventesimo tentativo consecutivo di vedersi ammettere una canzone, oltre ad altri che avevano approfittato della mancanza di grossi nomi per tentare di mettersi in evidenza.

Anche tra i cantanti le presenze famose erano scarse: a parte Rosanna Fratello, Pilat, paroliere di successo, Emy Cesaroni, che vantava già diverse esperienze canore e l'artista napoletana Angela Luce, il resto del cast era formato da esordienti o artisti mai assurti alla grande fama: per citare alcuni esempi, la piemontese Antonella Bellan, all'epoca sedicenne e interprete del brano del citato Greco Lettera o il romano Franco Reali, artista di sala, che con l'assistenza di quattro coriste presentò con il nome di Franco e le Piccole Donne un brano dal suono rétro dal titolo Come Humphrey Bogart o ancora la stessa vincitrice, Gilda, nota per lo più a livello locale, che durante le prime giornate del concorso mostrava ai giornalisti dei ritagli della Stampa di dieci anni prima in cui alcuni abitanti di Masserano, suo paese natale, lodavano la allora quattordicenne cantante e la segnalavano all'attenzione degli organizzatori dei grandi eventi.

La stessa Rai si disimpegnò sostanzialmente dall'evento, in quanto, a due settimane dalla gara, emise un comunicato con il quale garantì la copertura televisiva soltanto per la finale di sabato 1º marzo, sul Nazionale, lasciando a Radio 2 le dirette per le due serate eliminatorie di giovedì 27 e venerdì 28 febbraio.
La finale fu ripresa con telecamere a colori a uso dei telespettatori collegati all'evento tramite l'Eurovisione, mentre invece quelli della Rai dovettero attendere l'edizione del 1977.

Analogamente alle edizioni 1966 e 1974 e, successivamente, 1976, negli archivi della Rai non risultano sopravvivere che brevi spezzoni a colori della gara, non avendo all'epoca l'emittente di Stato la sistematica abitudine di riversare su Ampex gli eventi in diretta televisiva.
 
Fonte: QUI
 
 
Spariscono le molteplici direzioni d’orchestra, lasciando tutto in mano ad Enrico Simonetti che, oltre ad essere un ottimo musicista, è in quel momento molto popolare grazie alle apparizioni televisive in cui ha conquistato le simpatie del pubblico..

L’intenzione in realtà è nobile, perché si intende dimostrare che come succedeva negli anni ’50 e nei primi anni Sessanta, non è necessario che sia il cantante a lanciare la canzone, ma che anzi poteva ancora essere la canzone a lanciare la notorietà di un cantante.
In pratica Bruno Pallesi, memore di quella che fu la sua esperienza negli anni Cinquanta, ribadisce che vuole nuovamente portare il Festival intorno alle canzoni e non più intorno ai cantanti.

Dopo il rifiuto di Corrado, che pure ha fatto bene nel 1974, e dopo una indiscrezioni si sole 3 settimane prima dell’inizio che voleva protagonisti Renzo Arbore con Gianni Boncompagni e Monica Vitti, la scelta cade sulla coppia MIKE BONGIORNO – SABINA CIUFFINI, già collaudata grazie a due edizioni di grande successo di Rischiatutto, con lei prima vera valletta parlante.

Si ritrovano davanti ad una sala completamente vuota quando aprono per la radio la prima semifinale.
I posti verrano riempiti a fatica, anche offrendo ai passanti di assistere allo spettacolo, ma il risultato è talmente grottesco che forse dimostra che sarebbe stato meglio lasciare posti vuoti per una serata radiofonica; infatti il pubblico non è affatto interessato alla manifestazione e non perde occasione di dimostrarlo, passeggiando tra le poltrone o chiacchierando rumorosamente.

Il Festival di Sanremo arriva in televisione come controvoglia, pieno di gaffe e di errori, e solo nell’esibizione dei cantanti ammessi alla finale, senza ricollegarsi nemmeno per la premiazione delle canzoni vincitrici, anzi a causa di una richiesta esplicita da parte della RAI si decide di dividere anche la serata finale, per ridurre i cantanti che si giocheranno la vittoria, e ridurre quindi il numero di esibizioni, e il tempo da dedicare alle stesse.
È proprio a questo che segue il crollo drastico delle vendite e nessuno dei brani riesce ad ottenere successo sul mercato, molti non sono nemmeno distribuiti sul mercato, non trovando nessuna casa discografica disposta a pubblicarli.
 
Fonte: QUI
 
 
2. LE CANZONI:
 
Le canzoni in gara saranno 30, di cui solo 12 arriveranno alla serata finale.
Durante le semifinali saranno raggruppate in 3 blocchi di esibizioni, intervallati dalle belle esibizioni riepilogative di Johnny Sax e Piergiorgio Farina, che saranno presenti per tutte le serate.
Molti cantanti rifiutano la partecipazione al Festival, Orietta Berti, Gianni Nazzaro e Massimo Ranieri su tutti, e a causa dei vari tira e molla con le case discografiche e ai problemi legati alle attribuzioni dei brani, il cartellone degli artisti viene reso noto solo 10 giorni prima della manifestazione, vedendo tra l’altro tre riserve (Ornella Deos, Alberto Feri e Angela Bazzi), che sono tenuti ad imparare tutti i brani in concorso perché dovrebbero prendere loro il posto dei cantanti qualora ci dovessero essere delle defezioni.

Anche la censura diventa quasi ridicola.
Viene cambiata nella canzone di Laura, il verso “toccare i nostri corpi”, facendolo diventare “toccare i nostri volti”; oppure viene cambiato una frase intera della canzone Scarafaggi, cantata da Goffredo Canarini, tra l’altro chitarrista che segue Iva Zanicchi da oltre 10 anni, trasformando “mi hanno preso a pugni, mi hanno fatto confessare” in “mi hanno preso al laccio, mi hanno fatto confessare”.
Una censuri al limite (ampiamente superato secondo me) del ridicolo.

Molte delle canzoni migliori, quelle meglio costruite e più interessanti, restano comunque fuori dalla finale.

È una nota positiva il fatto che per la prima volta a vincere è una canzone scritta da una cantautrice, che però è il personaggio più controverso della storia del Festival di Sanremo, come vedremo nel breve spazio dedicato a lei tra i cantanti.

Nonostante lo scarso, quasi nullo, successo di questa edizione (tutte le canzoni in gara, sommando ogni vendita, raggiungono meno di 50.000 copie), i brani in concorso rappresentano però uno spaccato realistico della musica degli anni settanta, cosa che edizioni di maggiore successo non hanno offerto… almeno questo.
 
 
3.LE CANZONI IN GARA:
 

Posto

Brano

Interprete

Serata
Voti
Autori

1
Ragazza del Sud Gilda   24 Gilda

2
Ipocrisia Angela Luce   15 Alfieri - Giordano

2
Va speranza va Rosanna Fratello   15 Graniero - Taddei

4
Un grande addio Valentina Greco   13 Borgia - Capotosti -
Limiti

finalista
Come Humphrey Bogart Franco e Le Piccole
Donne
    Pallini - Raggi

finalista
Decidi tu per me Eugenio Alberti     Ceppani - Gallo -
Montanaro

finalista
E poi, e poi Laura     La Mantia,N

finalista
L'incertezza di una
vita
Stefania     Sciannamea - Specchia

finalista
Io credo Nico dei Gabbiani     Cadam - Turnaturi

finalista
Sei stata tu Gianni Migliardi     Tessandori -
Vallerani - Piccoli

finalista
Il telegramma Piero Cotto     Donaggio -
Pallavicini

finalista
Topolino piccolo Nuove Erbe     Prencipe - Specchia
  1975… amore mio Emy Cesaroni 1a   Prencipe - Specchia
  Adesso basti tu Gabriella Sanna 1a   Meccia - Zambrini
  Dolce abitudine Daniela 2a   Ceppani - Montanaro -
Rigo
  In amore non si può
mentire
Eva 2000 1a   Capello - Cenci
  Innamorarsi Jean François Michael 2a   De Lorenzo - Olivares
- Sarti
  Lettera Antonella Bellan 1a   Mellier - Greco -
Medini - Scala
  Madonna d'amore Lorenzo Pilat 1a   Pilat
  Oggi G. Men 1a   Cavalli
  La paura di morire Annagloria 2a   Ballotta - Calvi -
Calabrese
  Piccola bambina cara Kriss and Saratoga 2a   Specchia - Sciannamea
  Quattro stagioni Quinta Faccia 2a   Pelosi - Caruso
  Il ragioniere Paola Folzini 1a   Buonocore - Celli
  Scarafaggi Goffredo Canarini 2a   Canarini
  Se nasco un'altra
volta
Paola Musiani 1a   Donaggio - Testa
  Senza impegno Volpi Blu 1a   Delfino - Damele -
Motta - Bordoni
  Sola in due Leila Selli 2a   Francesio -
Roccabruna
  Sotto le stelle Nannarella 2a   Balzani
  Tango di casa mia Ely Neri e la sua
Orchestra
2a   Neri
 
 

 
 
6. I CANTANTI IN GARA:
 
L’edizione del 1975 è stata povera di nomi da ricordare, ma ricca di musica di qualità èd è un peccato che su 30 brani ben 18 siano stati eliminati prima della serata finale.

Guardiamo quindi chi si è caricato dell’onere di partecipare ad una manifestazione ormai defunta.

EUGENIO ALBERTI - Arriva a Sanremo dopo aver partecipato senza successo a decine di concorsi musicali minori. riesce a raggiungere la finale con DECIDI TU PER ME, ma sarà costretto a non proseguire la carriera di cantante per problemi di salute.

ANNAGLORIA - In gara senza mai vincere, ma facendosi ben notare, in numerosi concorsi musicali nazionali, conclude la sua carriera presentando senza successo LA PAURA DI MORIRE al Festival di Sanremo.

ANTONELLA BELLAN - Si fa notare già nel 1970, a 11 anni, vincendo un importante concorso torinese.
Viene selezionata a non ancora 16 anni per partecipare al Festival di Sanremo, dove con LETTERA non raggiune la finale, ma fa un’ottima figura riuscendo a mantenere una discreta notorietà fino agli ani 80, quando si dedica al teatro con successo, mentre adesso è comunque attiva nell’ambito audiovisivo.

GOFFREDO CANARINI - Chitarrista e autore per il Clan di Celentano, porta a Sanremo un brano coraggioso, sui generis, ambientata in un carcere, parla del delitto d’onore, ma, complice anche l’assenza delle telecamere, non accede alla finale con SCARAFAGGI.

EMY CESARONI - Si fa conoscere attraverso la partecipazione a numerose manifestazioni musicali di media e grande importanza, con Settevoci su tutte, ma non riesce a raggiungere il successo.
Ci riprova andando a Sanremo, dove c’è il rischio che venga esclusa per mancato rispetto del regolamento, in quanto già eseguita in pubblico.
Il rischio rientra, ma 1975…AMORE MIO resta fuori dalla finale; lascerà la carriera di cantante, mai decollata, dopo il matrimonio.

PIERO COTTO - Debutta come cantante e leader di varie formazioni già nei primi anni sessanta.
Continua a passare da un gruppo all’altro, alternando anche momenti di relativo successo, fin quando decide di intraprendere una carriera solista che lo vede sul palco della finale di Sanremo con IL TELEGRAMMA.
Negli anni ottanta alterna la musica al nuovo ruolo di spalla comica e ottiene il più grande successo nel 1990 con l’affermazione al Festival della Musica Latina di Viña del Mar.

DANIELA - Fa la gavetta in Festival locali di musica leggera e ha la grande occasione quando viene scelta per salire sul palco del Festival con DOLCE ABITUDINE, che rimane fuori dalla finale.
Dopo l’esclusione la madre, che l’accompagna a Sanremo, dichiara di aver pagato 8 milioni di lire per assicurare la finale alla figlia, essendo stata dunque truffata; per Daniela non ci saranno altre occasioni.

PAOLA FOLZINI - Si fa conoscere vincendo la manifestazione musicale legata alla 6 giorni di Milano e continua a partecipare ad altri concorsi fino ad essere invitata a prendere parte al Festival del 1975 con IL RAGIONIERE che resta fuori dalla finale.

Gli EVA 2000 - (Teresa Gorla, Laura Manfredi, Marco Rancati, Franco Benatti, Giorgio Bassanetti e Sandro Azzini), formati solo nel 1974, grazie alle apparizioni nei locali da ballo, riescono a raggiungere una notorietà sufficiente per salire sul palco del Festival con IN AMORE NON SI PUÒ MENTIRE, non raggiungendo la finale.

FRANCO RAELI - E' la figura attorno a cui si va a costruire il gruppo vocale fittizio delle piccole donne, rappresentate da due coriste e due ballerine che lo accompagnano durante le sue esibizioni nei locali da ballo, in cui si esibisce da oltre 8 anni e in cui tornerà dopo essere arrivato sesto con COME HUMPHREY BOGART a Sanremo.

GILDA - Nome d’arte di Rosangela Scalabrino, è una studentessa di medicina che canta per pagarsi gli studi.
È la prima autrice a vincere Sanremo, ma la sua canzone è talmente antifemminista che non fa notizia; lascerà la canzone per aprire una catena di ristoranti.
Gilda rappresenta un caso molto controverso di cui si è molto parlato durante la settimana successiva rispetto alla sua vittoria.

VINCE GILDA, PERDIAMO NOI. LA SAPEVAMO VINCITRICE CON LARGO ANTICIPO DA DIETRO LE QUINTE, E ABBIAMO PERSO, SOPRAFFATTI PER NON ESSERE RIUSCITI AD IMPEDIRLO, SCONFITTI DAL SUO MODO DI PENSARE, DI VIVERE, DI SPIEGARE LE COSE, DI PENSARLE E CANTARLE”.

Questa è la reazione della stampa alla vittoria del brano di Gilda, ritenuta un personaggio pericoloso per “la maggioranza silenziona” che sprizza da tutti i pori.
Antifemminista che ritiene la lotta per la parificazione dei sessi inutile e dannosa, ribadisce orgogliosamente il suo punto di vista dicendo che se portassero avanti tesi valide, non ci sarebbe bisogno di esagerazioni e di mettersi addosso delle etichette.
A causa di questa vittoria anche il direttore artistico disconosce la sua creatura ammettendo di aver tradito i giovani che ha portato in gara perchè non gli sembra più che sia così pulita.
Non ebbe per nessun successo dopo la manifestazione, anzi già all’epoca fu ridicolizzata per una canzone piena pregna di pregiudizi per quanto riguarda il modo di vedere le ragazze meridionali riportando indietro l’immagine nella metà dell’Ottocento.

Rappresenta per tutta la stampa italiana un anti-personaggio pericoloso.
La Stampa per esempio dichiara nel suo editoriale dedicato a Sanremo, che ha fatto di tutto per evitare che la vittoria fosse andare a lei, con quel pensiero così pericoloso per una società in formazione come la nostra.
Nonostante si dica che le giurie selezionate vengono scelte con sorteggio dei numeri telefonici, dopo la vittoria di Gilda nasce il sospetto che in realtà fossero state dislocate in 3 caserme, per volere dell’assessore al Turismo del Comune di Sanremo, vero manipolatore per questa edizione.
Gilda aveva appena concluso un tour tra le caserme, in cui ha dichiarato di essere stata molto libera (e sinceramnete a me non sembra si debba avere un modo di pensare smaliziato per leggerci qualcosa di poco puro) ed avendo ricevuto in sala un solo voto, proprio quello di Napoleone Cavaliere, si ha il forte dubbio che la sua vittoria sia stata decisa a tavolino proprio nella creazione di queste giurie.
Tutto questo interesse da parte di Cavaliere sta nel fatto che Gilda è la sua fidanzata, almeno secondo i beninformati.
Intorno a lei dunque troviamo il gossip basso dell’uomo di Potere che valica le regole per accontentare chi lo fa godere, la corruzione, l’antifemminismo, il libertinismo, dichiarazioni politically uncorrect.

ROSANNA FRATELLO - E' l’unico nome tra quelli presenti a Sanremo del 1975 ad essere nota su tutto il territorio nazionale da 6 anni buoni.
Reduce della presenza al Festival della musica popolare di Tokyo, dove ha rappresentato l’Italia, si trova a Sanremo poichè approfitta del periodo che la vede senza un contratto discografico, essendo in procinto di firmarne uno nuovo con la Fonit-Cetra. Grazie alla notorietà, la sua VA’ SPERANZA VA’ sarà seconda.
Gilberto Casali, Tino Cavalli, Gilberto Guardini e Gabriele Guardigli sono i G.MEN che coniminciano ad esibirsi nei locali romagnoli alla fine degli anni sessanta, ma raggiungono una certa notorietà con il Girovacanza del 1974. A Sanremo portano OGGI che non raggiunge la finale.

VALENTINA GRECO - Il 1974 è un anno importante per lei, essendosi fatta notare in molteplici Festival musicali in tutta Italia.
Dopo aver raggiunto la finale nel 1974, riesce nell’intento anche nel 1975 con UN GRANDE ADDIO, a cui segue il suo unico album che è un insieme di sonorità e tematiche tipiche della musica degli anni settanta.

SARATOGA - Ferruccio Franceschini, detto KRISS è il leader del gruppo composto da Beppe Cascini, Nando Benigni, Bruno Gubbiani e Gianni Ranchini e si fa notare soprattutto dal punto di vista del costume, dato che magrissimo com’è, con lunghi capelli biondi e un abbigliamento da nazareno richiama alla mente l’immagine del Gesù zeffirelliano.
Noti soprattutto nel centro Italia, portano a Sanremo un brano moderno e orecchiabile, ma PICCOLA BAMBINA CARA non raggiunge la finale.

ANGELA LUCE - Dopo il boom degli anni Cinquante e primi anni Sessanta, per i cantanti napoletani risulta difficile salire alla ribalta nazionale, Angela rappresenta una delle rare eccezioni.
La sua carriera è ricca di successi, soprattutto a teatro, dove calca i palcoscenici nella compagnia di Eduardo de Filippo, e al cinema dove è diretta, tra gli altri, anche da Pasolini, Visconti, Patroni Griffi e Risi.
È interprete di spessore della tradizione napoletana, ma anche una delle promotrici del neomelodico riuscendo a dare nuova vita alla produzione napoletana di qualità; a Sanremo porta IPOCRISIA che arriva seconda, ma Angela Luce si dichiarerà da sola la vincitrice morale del Festival.

JEAN-FRANÇOIS MICHAEL - Raggiunge la popolarità a livello europeo nel 1968 e continua ad essere molto popolare e amato nella sua Francia.
A Sanremo porta INNAMORARSI che non raggiunge la finale e che rappresenta la fine della sua carriera di cantante poiché per problemi di salute è costretto a smettere di cantare.
Si mantiene però attivo nell’ambito musicale come arrangiatore e produttore; per una nota di costume è bello ricordare che, come la gattara dei simpson, vive circondato da oltre dieci gatti, oltre che da numerosissimi pappagalli di ogni specie.. che tenero il ragazzo senza una vita..

GIANNI MIGLIARDI - Tipico cantante di piazza neomelodico, si fa notare vincendo il concorso canoro legato al carnevale di Viareggio nel 1974, a cui segue la partecipazione al Festival di Napoli.
Arriva a Sanremo con SEI STATA TU, brano col quale raggiunge la finale, ma non arriva sui mercati e continua per qualche anno ad esibirsi nelle piazze del napoletano.

LAURA - Sogna da sempre di diventare una showgirl e a 17 anni arriva a Sanremo piazzandosi quinta con E POI E POI.
Prima dell’esperienza sanremese si era fatta notare a Castrocaro e in altri Festival minori, senza mai vedere concretizzato il suo sogno.

NANNARELLA - Esponente della tradizione degli stornellatori, debutta a livello nazionale nel 1971, ma dopo Sanremo, dove resta fuori dalla finale con SOTTO LE STELLE, torna ad esibirsi soprattutto nei circuiti locali romaneschi.

ELY NERI - E' uno dei migliori sassofonisti europei, oltre che direttore d’orchestra, ma utilizza queste sue grandissime doti artistiche prevalentemente nelle sale da ballo, grazie alle quali tiene oltre 300 concerti all’anno in tutta Italia.
A Sanremo partecipa come concorrente con TANGO DI CASA MIA, che resta fuori dalla finale, ma viene invitato a prendere parte nel 1976 del quartetto chiamato a ripetere i motivi in gara.
Nel quartetto oltre a lui ci sono Hengel Gualdi, Glauco Masetti e Bruno Martino

PAOLA MUSIANI - E' nell’ambiente musicale da quasi 10 anni e il punto massimo della sua carriera l’ha raggiunto nel 1968 vincendo la Gondola d’Oro a Venezia. A Sanremo è presente negli anni di maggiore crisi, nel 1974 e nel 1975 e in entrambe le occasioni è fuori dalla finale. Dopo l’esclusione dalla finale di SE NASCO UN’ALTRA VOLTA decide di lasciare la musica leggera per dedicarsi con successo all’operetta. Morirà nel 1985 vittima di un incidente stradale.

LE NUOVE ERBE - Sono le gemelle diciottenni Francesca e Anna Maria Giampaolo.
Già molto note in Jugoslavia per aver preso parte al Festival di Spalato ed essere state apprezzate dal maresciallo Tito, cercano di estendere la loro popolarità anche in Italia, ma TOPOLINO PICCOLO, per quanto raggiunga la finale, non riesce nell’intento di farle apprezzare dal pubblico, che per via della loro scarsa telegenia le chiama malignamente “sorelle fantozzi”.
Continueranno ad esibirsi per un po’ soprattutto dall’altra parte dell’Adriatico.

I GABBIANI - NICO è il loro leader, band nata intorno a lui e morta quando decide di intraprendere la carriera solista. Raggiunge una buona notorietà nel 1967 e la mantiene per qualche anno, ma al Festival del 1975, dove pure raggiunge la finale, si parla di lui quasi esclusivamente perchè IO CREDO è stata scritta da Francesco Turnaturi, onorevole parlamentare della DC, noto dal 1948 per essere il firmatario del permesso ad assistere alla seduta parlamentare del civile che attenta alla vita di Palmiro Togliatti.

LA QUINTA FACCIA - E' un quintetto formato da Roberto Malerba, Claudio Careggio, Nando Catalano, Cesare San Martino e Roberto Palisca, insieme dal 1970.
Raggiungono una buona popolarità nel 1974 per partecipare poi a Sanremo nel 1975 con QUATTRO STAGIONI, senza però raggiungere la finale; nel 1979, dopo un cambio di formazione, si sciolgono.

LORENZO PILAT - Sul palco del Festival già nel 1966, come parte del trio del clan e nel 1968 con il nome di Pilade, torna a Sanremo dopo aver ottenuto un grandissimo successo come autore, ruolo a cui tornerà dopo aver portato MADONNA D’AMORE a Sanremo, senza alcun successo.
Negli anni ottanta si dedicherà al recupero della musica tradizionale giuliana e friulana in genere.

GABRIELLA SANNA - Nemmeno diciasettenne arriva a Sanremo, spinta da Gianni Meccia che crede molto in lei.
Porta a Sanremo ADESSO BASTI TU, che non raggiunge la finale e che rappresenterà l’unico suo passaggio nella musica leggera, per poi affermarsi come pianista.

STEFANIA TOZZI - Diplomata al conservatorio di Pesaro, accede al Festival di Sanremo grazie alla bella prova data al Festival di Castrocaro.
Vittima dell’emozione, riesce a stonare la sua canzone durante la serata finale restando fuori dai sei brani che si contendono la vittoria finale.
L’INCERTEZZA DI UNA VITA si prende i commenti ironici dei giornalisti e persino l’orchestra si prende gioco di lei, tanto da portarla a decidere di non partecipare più a gare canore, ma di continuare a cantare nelle sale da ballo e nelle feste di piazza.

LEILA SELLI - Prorompente ed esuberante si mette in luce negli ambienti teatrali e televisivi come la Marylin italiana quando è ancora adolescente, ma è negli anni settanta che comincia una vera carriera facendosi notare da Bruno Pallesi che la fa partecipare al progetto “Gruppo L” prima, per poi farla esordire come solista nel 1974 a Castrocaro.
A Sanremo porta SOLA IN DUE senza raggiungere la finale; continua a cantare solo per un altro anno, lasciando la musica dopo l’estate del 1976.

LE VOLPI BLU - Formate da Franco Delfino, Luigi Mosello, Riccardo Dagna ed Enrico Cazzante, nella metà degli anni sessanta, come gruppo beat ottenendo un discreto successo, ma poi virano verso il pop partecipando a Sanremo con SENZA IMPEGNO, fuori dalla finale solo a causa di un sorteggio sfortunato, dato che erano parimerito per l’ultimo posto disponibile in finale.
Continuano a suonare ed esibirsi ancora per qualche anno, ma si scioglieranno definitivamente nel 1979.

Come è stato facile notare, pochi sono i guizzi di interesse in questa manifestazione, spenta e sottotono sotto ogni punto di vista. Pochi saranno anche gli elementi gossipari, ma proviamo a trovare qualche curiosità, o aneddoto, che riescono a colorire anche questa annata grigia.
 
Fonte: QUI
 
 
7. ANEDDOTI E CURIOSITÀ:
 
[justify]Daniela partecipa al Festival di Sanremo dopo aver pagato l’impresario Sergio Rams ben 8 milioni. L’accordo prevedeva che fosse anche presente in finale, ma restandone fuori la madre della cantante adisce vie legali.

Anche le Nuove Erbe vengono accusate di aver comprato il loro posto in finale; magari hanno pagato di più rispetto a Daniela.

Giuseppe Turnaturi dice di aver scritto le sue più belle canzoni sui banchi di Montecitorio.

La RAI interrompe le trasmissioni prima della fine delle esibizioni e non ricollega più con Sanremo, mentre l’eurovisione mostra anche la premiazione.

La serata finale del venticinquennale è aperta da Nunzio Filogamo e Cinico Angelini, mentre si rifiuta di partecipare Nilla Pizzi che aveva già dimostrato in passato di non gradire questo tipo di manifestazioni.

Nasce il logo del Festival di Sanremo, per la prima volta presente sui dischi dei brani presentati a Sanremo.

L’assessore al Turismo del Comune di Sanremo, Napoleone Cavaliere, offre a tutti i giornalisti presenti una colazione a base di aragosta, regalando portachiavi d’argento, chiedendo di non essere cattivi nei confronti della manifestazione.

Gli Eva 2000 vorrebbero esibirsi con la base che loro stessi avevano registrato però rischiano in questo modo l’esclusione. Quindi salgono sul palcoscenico con i loro strumenti, ma solamente a fini scenici.

Stefania, presa dall’entusiasmo e dall’emozione, stona in maniera talmente evidente che i Musicals, impegnati come coristi di supporto per tutti i cantanti in gara, non trattengono una risatina sul palco.

Alla fine della prima serata ci sono canzoni arrivate quinte, portando ad una necessità di sorteggio tra Le volpi blu, Franco e Le piccole donne e Stefania. Sarà l’unico sorteggio in tutta la storia del Festival.

Bruno Pallesi vorrebbe aumentare il numero delle canzoni in finale a 14 per far rientrare i casi che sono stati eclatanti per evitare polemiche o vie legali. Vorrebbe che fossero riammessi Le volpe blu e Daniela (della speranza che venga ritirata la denuncia nei confronti dell’organizzazione.

Gli autori del brano “Chiaro”, prima tra gli esclusi, vorrebbe agire per vie legali, contro 1975… Amore mio, in quanto è stata eseguita in pubblico più volte a partire da 2 mesi prima, ma i dipendenti del comune di Sanremo sono in sciopero e non viene registrato l’atto di protocollo formale per portare avanti la denuncia.

Il Festival di Sanremo ha una sigla, cantata da Alberto Feri, e si intitola Sanremo.

Sanremo viene definito dalla stampa: “Scuola di avviamento professionale”, “fiera dei saldi per la svendita di cessata attività” e dal settimanale Gente, addirittura “Festival del Quarto Mondo”.

Delle 12 canzoni in gara durante la finale, solo le prime 6 gareggeranno per la vittoria finale e saranno trasmesse in diretta dalla RAI.

Il Festival del 1975 ha rappresentato l’anno zero, il punto minimo mai raggiunto dalla manifestazione che rischia la chiusura per palese disinteresse da parte di pubblico, discografia e televisione.

Anche il regolamento è pessimo, mettendo la kermesse nelle mani di sole 90 persone per le eliminatorie e arrivati ai primi sei saranno in 80 a decretare il vincitore tra gli utenti contattati telefonicamente.
 
Fonte: QUI
 
 
8. LA CANZONE VINCITRICE DEL XXV° FESTIVAL DI SANREMO:

1. RAGAZZA DEL SUD
Cantata da Gilda

 
Testo:
Ragazza che ti affretti
perché suona la messa,
cammini a testa bassa,
sorridi a chi conosci.
Sei nata in un paese
di aranci e oleandri,
ti hanno insegnato a credere,
a vivere aspettando… lui…
La treccia non la tagli,
sarà il tuo primo amore
a scioglierti i capelli
e allora tremerai.
Ragazza del Sud,
tu che sogni il mio mondo,
guarda solo il mio viso,
ragazza del Sud.
Al di sotto di quello
che nasconde il sorriso,
guarda in fondo più in fondo:
cento giorni di vita,
mille anni di vita,
il primo bacio I’ho avuto,
non ricordo da chi.
II mio tempo non conta,
no, ragazza del Sud.
Rimani a ricamare
il tuo nome sul lenzuolo,
spiando alla finestra
col primo batticuore.
Ripartirò sognando
forse un poco anch’io,
sempre ch’io sappia
ancora come si fa a sognare.
Ragazza del Sud,
mi chiami signora
e guardi ammirata
i vestiti che ho.
Ragazza del Sud,
darei tutto quanto
per avere il tuo sguardo:
cento giorni di vita,
mille anni di vita,
ho gli stessi tuoi anni,
ma da quando non so.
II mio tempo non conta,
no, ragazza del Sud.
 
Fonte: QUI
 
FESTIVAL DI SANREMO 1975: I CANTANTI, LE CANZONI, I TESTI Videos14
 
   
 
 
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FESTIVAL DI SANREMO 1975: I CANTANTI, LE CANZONI, I TESTI Empty FESTIVAL DI SANREMO 1975: I cantanti, le canzoni, i video, i testi - Le prime 12 canzoni classificate

Messaggio  settenote il Mar Ott 15, 2019 6:27 pm

 
 
25° FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANA
 
Classifica finale, relativi interpreti, autori testi e musica
 
  • 01 – Ragazza del sud (Rosangela Scalabrino) Gilda
  • 02 – Ipocrisia (Pino Giordano; Eduardo Alfieri) Angela Luce
  • 02 – Va speranza va (Giuliano Taddei; Franco Graniero) Rosanna Fratello
  • 04 – Un grande addio (Giuseppe Puzzo, Bruno Broglia e Paolo Limiti; Edilio Capotosti e Maria Cecilia Lacamera) Valentina Greco
  • 05 – E poi e poi (Nunzio La Mantia) Laura
  • 06 – Come Humphrey Bogart (Luciano Raggi; Bruno Pallini) Franco e le Piccole Donne
  • F – Topolino piccolo (Francesco Specchia; Paolo Prencipe) Le Nuove Erbe
  • F – Io credo (ci son cose più grandi di te) (Cadam; Francesco Turnaturi) Nico dei Gabbiani
  • F – Decidi tu per me (Piero Montanaro ed Enzo Ronda; Alfredo Gallo e Mario Mellier) Eugenio Alberti
  • F – Sei stata tu (Sergio Piccioli, Aldo Valleroni, Franco Tessandori) Gianni Migliardi
  • F – Il telegramma (Vito Pallavicini; Pino Donaggio) Piero Cotto
  • F – L’incertezza di una vita (Sciannamea e Specchia) Stefania
 
Fonte: QUI
 
 
 
CANZONI CLASSIFICATE:
 
02. IPOCRISIA

Canta: Angela Luce

  02. VA SPERANZA VA

Canta: Rosanna Fratello

   

 
Testo:
rivederti con un altra donna che ti vive accanto
mi lascia indifferente
ora che fra
noi due non c'è più niente
ora che il nostro ieri
altro non è
che un foglio ingiallito
dal tempo
ipocrisia
gettare l'acqua e avere
tanta sete
morir d'amore e dire non è niente
desiderati e far l'indifferente
l'indifferente
ipocrisia
questo sorriso che nasconde il pianto
altro non né che maschera dipinta
vorrei gridarlo che io sto fingendo
e che di gelosia
io sto morendo
salutati
unicamente a chi ti vive accanto
con aria indifferente
quando nel cuore vivo un sentimento
mi fai impazzire sai
io voglio te
io amo più te che la vita
... melodia...
ipocrisia
questo sorriso che nasconde il pianto
altro no ne che maschera dipinta
vorrei gridarlo che io sto fingendo
perche di gelosia io sto morendo.
 
Fonte: QUI
  
 
Testo:
Portami quando è sera
Come la prima volta che t’ho incontrato
Stretta nelle tue mani
Là dove il fiume ha visto il primo amore
Avevo quindici anni
E le tue mani strinsero i miei capelli
E quanti baci ho dato
Come se mi sentissi che te ne andavi
Va speranza va
Per chi non tornerà mai più
Va e non fermarti
Non tornare più da me
Lui mi amava
Lui mi amava
Mi ha amato e non è più qui con me
Quando nella mia casa
C’era quella atmosfera di chi vuol bene
Tu m’hai cambiato il mondo
Tu mi hai creato un volto che non avevo
Avevo quindici anni
E le tue mani strinsero i miei capelli
E quanti baci ho dato
Come se mi sentissi che te ne andavi
Va speranza va
Per chi non tornerà mai più
Va e non fermarti
Non tornare più da me
Lui mi amava
Lui mi amava
Mi ha amato e non è più qui con me
Lui mi amava
Lui mi amava
Mi ha amato e non è più qui con me.
 
Fonte: QUI
 
 
04. UN GRANDE ADDIO

Canta: Valentina Greco

  05. E POI E POI

Canta: Laura

   

 
Testo:
Tu che sei stato sempre re
nelle tue follie,
tu grande in tutto come sei,
dammi un addio grande
per far scordar la gente
che cambia quando se ne va.
Dimmi,
non è il mio cuore che non vuol più
danzare insieme a te,
dimmi che la vita è stupida,
a te crederò.
Non cadere anche tu
dentro nei “ti ho dato gli anni miei”,
dentro nei “mi hai dato quel che sai”,
no, non farlo tu.
Tu che sei stato sempre re
dammi un grande grande addio,
un addio uguale a te,
dammi un grande grande addio,
un addio uguale a te.
 
Fonte: QUI
  
 
Testo:
Li riconosci si
Son proprio i passi tuoi
Sei già dietro la porta
Ma ti fermi bussi delicatamanete e poi
Rimani fermo li
Mi guardi per un po’
Piangendo io ti dico
Ma puoi prendermi ti voglio veramente sai
Vaghiamo con la mente
Giochiamo con le mani
Il buio ci permette
Di toccare solamente i nostri corpi e poi

Amore tu l’hai detto
Ma troppo facilmente
È questo che mi rende
Un’infelice dentro il cuore e la mente
E poi capire sai
S’è importante una carezza o no
S’è emozione
O la paura che
Poi qualcuno possa
Ridere di te.
 
Fonte: QUI
 
 
06. COME HUMPHREY BOGART

Canta: Franco e le Piccole Donne

  F. TOPOLINO PICCOLO

Canta: Le Nuove Erbe

   

 
Testo:
Come Humprey Bogart
Faccio il duro insieme a lei
Rose non ne compro
E faccio sempre i fatti miei
Mille sigarette ed il vestito a righe blu
Basta un cenno e tutte sono mie
Spendo un capitale
Per assomigliare a lui
Per sentirmi dire sono come tu mi vuoi
Ma stavolta lei con tutti i films che ho visto io
Manda al diavolo anche me

Quel che vuole
È un altro film
Coi violini,il mare ed il cielo blu
E per finale i miei ti amo
E so che finirà così

Smetto di fumare
E bere whisky non mi va
Butto il mio cappello e il mio vestito a righe blu
Poi la guardo in faccia
E c’è un sorriso dentro lei
Ho cambiato parte
Sono innamorato
Questa volta è amore insieme a lei
Humprey Bogart non c’è più
Humprey Bogart non c’è più

Stai per diventare un modello di virtù
Tipo casalingo riservato per di più
Fine prematura per un uomo come te
Pensa bene a cosa fai

Ma lei vuole
Un altro film
Coi violini, il mare ed il cielo blu
E per finale i miei ti amo
E so che finirà così

Smetto di fumare
E bere whisky non mi va
Butto il mio cappello e il mio vestito a righe blu
Ma per quel sorriso potrei far molto di più
Ho capito tutto
Sono innamorato
C’è la luna, il mare, il cielo blu
Humprey Bogart non c’è più
Humprey Bogart non c’è più

Ho capito tutto
Sono innamorato
C’è la luna, il mare, il cielo blu
Humprey Bogart non c’è più
Humprey Bogart non c’è più.
 
Fonte: QUI
  
 
Testo:
Nel mio quartiere non c’è un ragazzo
che non ha messo gli occhi su me,
io consapevole, sai, lascio fare
ma poi, guarda tu e vedrai,
sono tremenda lo so,
sono tiranna lo so,
ma se non voglio non do
e se insisti e mi vuoi sono fatta così.
Io la montagna grande e tu,
tu topolino piccolo,
poi le montagne crollano
e anche i topi ballano.
La gelosia non è una folle malattia,
un problema per me,
io al di sopra di ciò guardo il mondo
e non fò una grinza perché,
sono tremenda lo so,
sono tiranna lo so,
ma quando voglio io do
e se insisti e mi vuoi forse un giorno mi avrai.
Io la montagna grande e tu,
tu topolino piccolo,
poi le montagne crollano
e anche i topi ballano.
Sono tremenda lo so,
sono tiranna lo so,
ma se non voglio non do
e se insisti e mi vuoi sono fatta così.
Io la montagna grande e tu,
tu topolino piccolo,
poi le montagne crollano
e anche i topi ballano.
Io la montagna grande e tu,
tu topolino piccolo…
 
Fonte: QUI
 
 
F. IO CREDO (ci son cose più grandi di te)

Canta: Nico dei Gabbiani

  F. DECIDI TU PER ME

Canta: Eugenio Alberti

   

 
Testo:
Stanotte all’improvviso
mi sono ridestato,
mi sono domandato
“è sogno o verità?”,
avevo nella mente
un mondo evanescente,
ma fatto ancora di felicità…
Io credo, io credo
che qualcosa esista, esista ancora,
ad ogni tramonto
eternamente seguirà un’aurora,
la nebbia è un velo
che al di sopra azzurro ha sempre il cielo,
lo so che come te la gente
non sa, non vuol sperar più niente,
parole, son parole,
più freddo è il cuore,
più si cerca il sole.
Io credo, io credo
che qualche cosa esista, esista ancora,
ad ogni tramonto
eternamente seguirà un’aurora,
la nebbia è un velo
che al di sopra azzurro ha sempre il cielo,
lo so che come te la gente
non sa, non vuol sperar più niente,
parole, son parole,
più freddo è il cuore,
più si cerca il sole.
Mi ami, mi chiami
e dici amor più non c’è,
ma io credo, lo sai,
a cose più grandi di te.
Mi ami, mi chiami
e dici amor più non c’è,
ma io credo, lo sai,
a cose più grandi di te.
 
Fonte: QUI
  
 
Testo:
Un altro giorno sta passando
Non voglio chiedermi e poi?
Può continuare ancor così
Se tu deciderti non sai
E’ un po’ confuso questo amore
Mai una lacrima perché
Ci sarà un sasso dentro me
O il tuo calore è spento già

Decidere non so
Decidi tu per me
In questa alternativa
Continuare insieme a te
Rimpianti non ne avrò
Son certo più che mai
Non è lontano il nostro giorno
Ti ringrazierò
Cos’è cambiato in un momento?
C’è ancora il sole dietro noi
Quanto coraggio tu mi dai
Per continuare insieme a te

Decidere non so
Decidi tu per me
In questa alternativa
Continuare insieme a te
Rimpianti non ne avrò
Son certo più che mai
Non è lontano il nostro giorno
Ti ringrazierò
Cos’è cambiato in un momento?
C’è ancora il sole dietro noi
Quanto coraggio tu mi dai
Per continuare insieme a te.
 
Fonte: QUI
 
 
F. SEI STATA TU

Canta: Gianni Migliardi

  F. IL TELEGRAMMA

Canta: Piero Cotto

   

 
Testo:
Sei stata tu
sei stata tu
a disprezzare ogni virtù
a non gustare il fiore della gioventù
a farmi credere che il sole non tramonta mai
e questo amore ferma il tempo intorno a noi
ma come puoi, ma come fai, che cosa sei
la dignità di esser donna non ce l’hai
mi baci e poi
tu li disprezzi i baci miei perché
è l’egoismo che c’è in te.
Stupidamente
io t’ho creduta e poi
stupidamente
t’ho preferita a lei
e come sempre
credevo a questo gioco
ma poi ho capito quel che veramente sei e cosa vuoi.
Sei stata tu
a deperire ogni progetto
sempre tu
nei sogni miei solo fantasmi e niente più
sarei tentato di resistere
non lo farò
e a lei pentito tornerò
sei stata tu.
Stupidamente
io t’ho creduta e poi
stupidamente
t’ho preferita a lei
e come sempre
credevo a questo gioco
ma poi ho capito quel che veramente sei e cosa vuoi.
Sei stata tu
a demolire ogni progetto
sempre tu
nei sogni miei solo fantasmi e niente più
sarei tentato di resistere
non lo farò
e a lei pentito tornerò
sei stata tu
sei stata tu
sei stata tu
 
Fonte: QUI
  
 
Testo:
Un telegramma, sono in pericolo,
soccorrimi presto,
il mio equipaggio è già in mare,
sono in balìa di lei.
Una tempesta all’improvviso,
soccorrimi presto,
non lo credevo più possibile
sbagliare rotta così.
Un marinaio d’acqua dolce sono io,
non ho saputo governare la mia nave
ed il tuo faro era lontano
per vedere là, amore mio,
la nebbia poi,
l’abitudine di questi anni…
Un telegramma, sono in pericolo,
soccorrimi presto,
getta una fune o una mano, salvami,
sto affondando con lei.
Un marinaio d’acqua dolce sono io,
cercavo un porto, la mia casa per tornare,
ma il tuo faro si era spento in quel momento,
amore mio, aiutami,
ricordami le ore passate insieme
e nostro figlio, la nostra stanza,
le mie abitudini, le difficoltà superate insieme,
ricordami che ti amo, che mi ami,
che divisi si è soli, che hai bisogno di me,
che ho bisogno di te…
Ed il tuo faro era lontano
per vedere là, amore mio,
la nebbia poi,
l’abitudine di questi anni…
Un marinaio d’acqua dolce sono io,
cercavo un porto, la mia casa per tornare,
ma il tuo faro si era spento in quel momento,
amore mio, la nebbia poi,
l’abitudine di questi anni…
Un marinaio d’acqua dolce sono io,
non ho saputo governare la mia nave…
 
Fonte: QUI
 
 
F. L'INCERTEZZA DI UNA VITA

Canta: Stefania


 
Testo:
Lungo sentieri grigi si snoda la tua malinconia
l’incertezza di una vita non tua
come una foglia al vento da un ramo secco voli via
ed io non ho il potere ormai
di riportarti a me.
Tornerai tornerai
per amore o per capriccio tornerai
tornerai tornerai
e sarà come una volta tra di noi.
Nella tua mente stanca c’è un varco aperto alla tua follia
l’incoscienza si fa strada, è tua,
onda di schiuma bianca in mille scogli t’infrangerai
ed io non ho la forza ormai
di rinunciare a te.
Tornerai tornerai
per amore o per capriccio tornerai
tornerai tornerai
e sarà come una volta tra di noi.
Tornerai tornerai
per amore o per capriccio tornerai
tornerai tornerai
per amore o per capriccio tornerai.
 
Fonte: QUI
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