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FESTIVAL DI SANREMO 1974: I CANTANTI, LE CANZONI, I TESTI

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FESTIVAL DI SANREMO 1974: I CANTANTI, LE CANZONI, I TESTI Empty FESTIVAL DI SANREMO 1974: I CANTANTI, LE CANZONI, I TESTI

Messaggio  settenote il Sab Set 28, 2019 5:23 pm



1974 (24a Edizione)



Il 24º Festival della canzone italiana si tenne al salone delle feste del casinò di Sanremo dal 7 al 9 marzo 1974 e fu condotto da Corrado alla sua prima ed unica conduzione sanremese, assistito da Gabriella Farinon, alla sua seconda esperienza consecutiva e terza assoluta sul palco della rassegna.
Vincitrice dell'edizione fu Iva Zanicchi con il brano Ciao cara come stai?, che divenne così la cantante donna ad aver vinto più edizioni del Festival di Sanremo, essendosi aggiudicata la vittoria della kermesse canora per ben tre volte, seconda solo a Domenico Modugno e Claudio Villa, entrambi vincitori di quattro edizioni del Festival.
Come quello precedente, fu ripreso con telecamere a colori ma il segnale fu irradiato in bianco e nero in Italia.
La Rai trasmise in TV solo la serata finale mentre le prime due andarono in onda solo alla radio. Vi furono momenti di imbarazzo in occasione dei collegamenti con alcune giurie di fatto inesistenti: a L'Aquila i dipendenti del Teatro Stabile (dove i giurati dovevano riunirsi) erano in sciopero, mentre a Firenze i giurati per protesta rifiutarono di votare.
Nonostante la sostanziale indifferenza con cui fu accolta la rassegna (i dischi venduti furono meno di centomila, una cifra di poco superiore a quella del 1951), spiccò la presenza di artisti già affermati e in voga come per esempio Claudio Baglioni, che mandò in gara Gianni Nazzaro con "A modo mio"; "Fiume grande", scritta e interpretata da Franco Simone, divenne un successo internazionale, soprattutto in lingua spagnola in cui divenne nota come Rio grande.
Un piccolo caso coinvolse Raoul Casadei e la sua orchestra di undici elementi: escluso dalla finale, mentre già lasciava Sanremo con il suo pullman, venne richiamato in tutta fretta da Vittorio Salvetti e riportato al Casinò grazie all'intervento della polizia stradale: gli organizzatori, infatti, poco prima dell'inizio dell'ultima serata, speravano di allargare il numero dei cantanti ripescando i primi esclusi.
In seguito alle proteste, però, Salvetti dovette cedere e per l'orchestra di Casadei venne confermata l'esclusione.

Regolamento:

Partecipano alla manifestazione 28 brani.
14 appartenenti al gruppo A (con accesso automatico alla finale)
14 appartenenti al gruppo B (di tale gruppo accedono alla serata finale solo i quattro interpreti più votati nelle prime serate)

Del gruppo B (con accesso subordinato alle votazione delle prime serate) fanno parte i seguenti artisti: Kambiz, Donatella Rettore, Anna Melato, Franco Simone, Emanuela Cortesi, Valentina Greco, Riccardo Fogli, Orchestra Spettacolo Casadei, Paola Musiani, Antonella Bottazzi, Rossella, Sonia Gigliola Conti, Domodossola, Piero Focaccia.

Tali cantanti sono suddivisi, ai fini delle selezioni per la serata finale, in due gruppi.

Un primo gruppo si esibisce nella prima serata. Esso è composto da Valentina Greco, Domodossola, Rossella, Kambiz, Orchestra Spettacolo Casadei, Sonia Gigliola Conti, Donatella Rettore. Sono ammessi alla finale: Valentina Greco, Domodossola.

Un secondo gruppo si esibisce nella seconda serata. Esso è composto da: Emanuela Cortesi, Piero Focaccia, Paola Musiani, Franco Simone, Antonella Bottazzi, Riccardo Fogli, Anna Melato. Sono ammesse alla finale: Emanuela Cortesi, Anna Melato.

I restanti artisti partecipanti (facenti capo al gruppo A) si esibiscono, una prima volta, nella prima e nella seconda serata, organizzati in gruppi di 7 elementi ogni volta. Essi hanno accesso diretto alla finale prevista nella giornata di sabato.

Artisti del gruppo A esibitisi la prima sera: Rosanna Fratello, Gilda Giuliani, Nicola Di Bari, Duo Mouth & MacNeil, Gianni Nazzaro, Albano, Little Tony. Accesso automatico alla finale.

Artisti del gruppo A esibitisi la seconda sera: Orietta Berti, Les Charlots, Iva Zanicchi, Domenico Modugno, Mino Reitano, Middle Of The Road, Milva. Accesso automatico alla finale.

Orchestra diretta dai maestri: Carmelo Carucci, Tony De Vita, Romano Farinatti, Ezio Leoni, Gianfranco Lombardi, Natale Massara, Detto Mariano, Gianni Mazza, Gino Mescoli, Franco Orlandini, Piero Pintucci, Gian Franco Reverberi, Piet Souer, Sandro Toscani.
Organizzazione e direzione artistica: Gianni Ravera, Vittorio Salvetti e Elio Gigante.
 
Fonte: QUI
 
 
1. RECENSIONE:
 
Il 1974 è un anno difficile. In Italia già dal dicembre del 1973 è in vigore un regime di Austerity che limita la circolazione delle auto private a targhe alterne e addirittura impedisce a chi parte per un viaggio all’estero di portare con sé più di 20 mila lire; come dire che oggi non puoi andare a Londra con più di 40 euro.
Questo per arginare la crisi tutta italiana di produzione e crollo dei consumi.
Inoltre continua il regime terroristico in mano alle associazioni di stampo fascista, tanto che verranno fermati dei furgoncini con materiale esplosivo utile per organizzare nuovi attentati.
Altro elemento sociale, che sfiora il Festival, è il primo referendum abrogativo nella storia della Repubblica.
A maggio si va a votare chiedendo ai cittadini se vogliono l’abrogazione della legge che tutela le separazioni e i divorzi, legali dal 1970, con un netto passo indietro rispetto ai diritti conquistati.
Addirittura il Governo impone alla RAI di non mandare in diretta l’Eurofestival poiché il pubblico avrebbe potuto sentirsi condizionato verso il voto dato che Gigliola Cinquetti, poi arrivata seconda con 2 soli punti di differenza dagli ABBA, vincitori in quell’edizione, portava in gara il brano SI.
Il problema maggiore però per il Festival non è legato all’aspetto sociale e politico, come fu per la fine degli anni Sessanta.
A minacciare la manifestazione è il totale disinteresse da parte della RAI e le ingerenze sempre più forti delle case discografiche che cercano di tutelare i nomi importanti a cui concedono di partecipare, soprattutto dopo le eliminazioni eccellenti dell’edizione precedente.
Proprio per paura che le case discografiche muovano proteste e contese preliminari, memori della situazione difficile in cui ci si è trovati depo le eliminatorie dell’anno precedente.
Per evitare quindi eventuali scioperi o ritiri, l’organizzazione si piega totalmente al volere delle case discografice, senza però ottenere nulla in cambio, vedendo gli sforzi organizzativi praticamente annullati.

Il risultato di questa prostrazione è data dal fatto che i cantanti in gara saranno divisi in due categorie: la categoria B, che raccoglie i Big della musica italiana, direttamente in finale (come da richiesta esplicita delle case discografica); la categoria A, come Aspiranti, che raccoglie al suo interno cantanti che aspirano ad una notorietà tale da farli immettere nel mercato musicale italiano, a rischio eliminazione, di cui solo 4 raggiungeranno la finale.
Tra gli aspiranti però troviamo nomi importanti che non avrebbero dovuto essere in quella categoria come ad esempio Riccardo Fogli, cantante del gruppo musicale dei Pooh fino a un anno prima e quindi decisamente conosciuto e apprezzato dal pubblico, o l’Orchestra Casadei, nota da anni e Piero Focaccia che all’inizio degli anni sessanta aveva ottenuto un grande successo, mantenendolo inalterato per almeno un decennio grazie ad ospitate televisive.
Ma aspirano a farsi conoscere dal grande pubblico anche Franco Simone, che riuscirà a sfondare proprio col brano sanremese, e Donatella Rettore, sicura di sè anche se giovanissima.
Di fatto questa categorizzazione diventa una norma, saltata solo nel 1975, 1977, 1978 e 1979 per ragioni di rilancio e soprattutto perché in gara non troviamo nomi davvero importanti che riempirebbero la categoria B, anche se nel corso della serata finale gareggiano tutti per la vittoria in un unico concorso, prima della separazione dei concorsi che avverrà esattamente 10 anni dopo l’inserimento di questa categoria.
Ormai però il Festival di Sanremo è uno dei tanti varietà musicali e persino il non evento annuale di Canzonissima (non evento in quanto di una durata classica da varietà) ha maggiore successo e riscontro pur non proponendo brani inediti o esordienti.
Proprio per questa ragione la RAI è totalmente disinteressata e manda in onda la finale solo per responsabilità di contratto, oltre che per aver venduto i diritti per l’Eurovisione, che verrà trasmessa a colori per il mercato estero, rappresentando il primato della prima trasmissione italiana a colori, ben 4 anni prima della programmazione a colori ufficiale.
Come l’anno precedente, solamente TeleNapoli riesce a mandare in onda via cavo tutte e tre le serate del Festival e lo fa A COLORI dando uno smacco a quella che è la tecnologia della Rai. Naturalmente non tutti hanno la possibilità di vedere la trasmissione a colori, però negli archivi di TeleNapoli è registrata a colori e magari si potrebbe anche recuperare. C’è però da ricordare che gli apparecchi televisivi a colori all’epoca erano davvero pochi soprattutto nella città di Napoli.
La stampa non ne vede più la necessità e riduce drasticamente i suoi inviati, tanto che solo rispetto all’anno precedente c’è il dimezzamento degli inviati e i discografici non vedono più nel Festival il mercato sicuro che rappresentava solo qualche anno prima.
 
Fonte: QUI
 
 
2. LE CANZONI:
 
Inizialmente il Festival del 1974 è definito il Festival dei Giovani, ma di fatto sono solo loro ad essere inseriti nel tritacarne mediatico, ottenendo dure critiche e vedendo le eliminazioni solo per loro, con il 72% dei partecipanti eliminato.
Le canzoni che vengono inviate alla commissione selezionatrice sono 126, per la maggior parte interpretate da cantanti poco o assolutamente non conosciuti.
È proprio per questa ragione che le case discografice pretendono la divisione in categorie.
Le canzoni in gara sarebbero dovute essere 30, 14 direttamente in finale, nella categoria B, e 16 inserite nella categoria A, tra cui 6 sarebbero state promosse per la serata finale.
Ma poco prima della conferenza stampa di presentazione viene annunciata la modifica con la riduzione delle aspiranti, non variando però il numero dei brani eliminati.
Il regolamento prevede sempre l’esibizione della metà delle canzoni in concorso durante ogni serata eliminatoria, i brani della categoria B non saranno sottoposti a nessuna votazione, mentre quelli della categoria A vengono votati e decimati, vedendo 2 brani accedere alla finale e 5 eliminati.
Quest’anno, con cantanti in finale di diritto, ha visto i brani migliori fuori dalla finale per favorire nomi noti e questo continuerà ad essere il trend ancora per un po’.
 
 
3. LE GIURIE:
 
Le giurie sono 14 sparse su tutto il territorio italiano, ognuna composta da 30 giurati, per un totale quindi di 420 potenziali giurati.
Potenziali perché ogni sera vengono estratte a sorte 6 giurie che verranno prese come esempio di gradimento, un po’ come funzionano i meter con l’auditel (perché diciamocelo: non valgono assolutamente a nulla e se un programma ha successo tra loro non è detto che chi non ha il meter lo guardi con lo stesso interesse).
In questo modo però ci saranno giurati il cui voto non verrà mai preso in esame e altri che verranno selezionati per ogni serata, compresa la finale.
 
 
4. ORGANIZZAZIONE E CONDUTTORI:
 
A condurre il Festival di Sanremo è una coppia ormai affiatata e abituata al varietà musicale.
CORRADO e GABRIELLA FARINON sono i padroni di casa al Disco per l’estate e riescono a dare un ritmo interessante nonostante il disinteresse da parte della RAI e del pubblico.
Tra le motivazioni della crisi però non ci sono solamente le ingerenze discografiche o il disinteresse da parte della Televisione.
Elemento importante da non sottovalutare è dato dai contrasti tra le tre teste riunite a fini organizzativi.

Torna Gianni Ravera, abituato a fare tutto secondo le sue regole, sentendosi ben superiore al regolamento, autoritario e con piglio “dittatoriale”, che si scontra con Vittorio Salvetti, eclettico, sempre attento alle richieste del pubblico, abituato a guardare il mondo e il mercato per capire come creare qualcosa.
Tra loro si pone Elio Gigante, troppo ligio alle regole e aziendalista, anche per aziende che non sono le sue.

Il Festival di Sanremo non fa più i conti con l’attualità e ne rimangono fuori l’Austerity, le targhe alternate, i Referendum e i limiti orari da coprifuoco anche per i locali notturni e i bar.
Ma si parla di aborto, dicendo che non dovrebbe essere nemmeno pensato se si è “d’onore”.

Una rottura estrema con la realtà e il pensiero di un’Italia molto più avanti di quanto si voglia mostrare, ma mai come accadrà solo un anno dopo.

Durante la serata finale abbiamo per la seconda volta nella storia del Festival un ospite fuori gara; in questa edizione si tratta di WALTER CHIARI che cerca di bissare il successo ottenuto da Nino Manfredi nel 1970.
 
 
5.LE CANZONI IN GARA:
 
Canzoni in gara e Classifica finale
Posto Brano Interprete Ultime partec. al Festival Autori
1°) Ciao, cara, come stai? Iva Zanicchi 1970 Malgioglio - Daiano - Dinaro - Ianne
2°) Questa è la mia vita Domenico Modugno 1972 Beretta - Modugno - Suligoj
3°) Occhi rossi (tramonto d'amore) Orietta Berti 1970 Pace - Panzeri - Pilat - Conti
 4°) Giovani Sta piovendo dolcemente Anna Melato Esordiente Piccoli - Donaggio
5°) Giovani Il mio volo bianco Emanuela Cortesi Esordiente Daiano - Z.Jange
6°) Senza titolo Gilda Giuliani 1973 Pallavicini - Ferrari - Mescoli
7°) Giovani Se hai paura I Domodossola Esordiente Soffici - Guantini - Albertelli
8°) Giovani Mon ami tango Les Charlots Esordiente Pace - Panzeri - Pilat - Conti
9°) Giovani Notte dell'estate Valentina Greco Esordiente Mammoliti - Buonocore - Celli
10°) Il matto del villaggio Nicola Di Bari 1972 Migliacci - Mattone - Pintucci
11°) Giovani Ah! L'amore Mouth & McNeal Esordiente Lombardo - Sebastianelli - Cappelli
12°) A modo mio Gianni Nazzaro 1972 Baglioni - Coggio
13°) In controluce Al Bano 1971 Carrisi - Limiti
14°) Innamorati Mino Reitano 1969 Beretta - Reitano
15°) Un po' di coraggio Rosanna Fratello 1971 Pieretti - Mancino
16°) Cavalli bianchi Little Tony 1971 Miro - Giulifan - Casu
17° Monica delle bambole Milva 1973 Beretta - Suligoj
18°) Giovani Sole giallo Middle Of The Road Esordiente Piccoli - Donaggio
  
Giovani Canta con me Kambiz Esordiente Riccardi - Albertelli
Giovani Capelli sciolti Donatella Rettore Esordiente Rettore - Pagano
Giovani Complici Riccardo Fogli Esordiente Lopez - Vistarini
Giovani La donna quando pensa Paola Musiani Esordiente Galati - Cappelli
Giovani Fiume grande Franco Simone Esordiente Simone
Giovani La canta Orchestra Spettacolo Casadei Esordiente Casadei - Muccioli - Pedulli
Giovani Per una donna donna Antonella Bottazzi Esordiente Bottazzi
Giovani Qui Rossella Esordiente Casella - Cocciante - Luberti
non finalista Valentintango Piero Focaccia 1971 Beretta - Capotosti
Giovani Ricomincerei Sonia Gigliola Conti Esordiente Soffici - Pieretti
 
 
I brani presentati hanno grandi potenzialità, anche se il pubblico non li premierà sul mercato.

Tra i grandi interpreti, MILVA e DOMENICO MODUGNO portano brani molto legati al loro temperamento attoriale, ma è la prima che con MONICA DELLE BAMBOLE porta un po’ di teatro su quel palcoscenico.
Ormai interprete brechtiana per eccellenza, riesce a dare al brano una verve legata all’autore tedesco e in molti paragonano il personaggio a Jenny delle Spelonche, protagonista dell’ “Opera da tre soldi” di cui è interprete, ma proprio grazie a questo l’operazione è riuscitissima.
Tra i brani in concorso abbiamo anche uno dei primi scritti da Claudio Baglioni per altri interpreti, che però non si fa notare.
Il movimento più grande di questa edizione si vede negli ultimi minuti, con il palesamento dei voti.
Fino alla fine la vittoria sembrava appannaggio di Domenico Modugno, con Orietta Berti seconda e l’aspirante Anna Melato terza.
Ma la giuria di Benevento decide le sorti di tutto il Festival regalando un blocco di 28 punti a CIAO, CARA COME STAI? che fino a quel momento era al centro della classifica; questa assegnazione di voti, e la conseguenza data da 8 punti divisi per altre 7 canzoni, la porta ad arrivare prima.

La terza vittoria per la Zanicchi, record per un’interprete femminile, e lo sdoganamento per Cristiano Malgioglio come autore di serie A.
Dopo le serate eliminatorie, per fare in modo che venga riammesso in gara Raoul Casadei con la sua Orchestra Spettacolo, si cerca di modificare il regolamento.
Si tenta la riammissione dei due migliori esclusi, Casadei per la prima serata, vittima di una rocambolesca avventura che vedremo tra le curiosità, e Franco Simone per la seconda serata.
Quando tutto sembrava fatto, anche per i sindacati che hanno accettato la modifica memori che inizialmente il regolamento prevedeva una finale a 20 e non a 18, Elio Gigante si oppone, facendo ostruzionismo e interpellando la RAI che mette il veto per i suoi diritti televisivi.
La vincitrice stessa dichiara “il Festival non mi interessa, sono venuta così e non so neanche perchè, ma non mi interessa tanto” e la stampa si porta avanti ritenendo che ormai la crisi non sia reversibile anche perchè la scena musicale in tutto il mondo, e anche in Italia, cambia regolarmente mentre il Festival di Sanremo resta fermo in se stesso.
C’è chi si lamenta per il fatto che solo la serata finale sia in televisione, ma la linea generale è che sia stata data fin troppa attenzione al “malinconico tramonto di una manifestazione ormai al capolinea”.

Solo la censura non si dimentica del Festival, usando la scure su molti versi delle canzoni in gara.
Viene cambiata una frase della canzone di Mino Reitano che alludeva al sesso.
Diceva “per terra le tue calze bianche, la tua maglietta, i tuoi blue jeans” e viene cambiata con “nell’aria c’è la primavera e sta sbocciando dentro noi il primo fiore bianco, quanto bene tu mi vuoi”, così come i segni azzurri delle occhiaie diventano occhi come il cielo.
Fortunatamente si mantiene però il senso della della canzone, che parla comunque di un incontro sessuale.
Ad intervenire sarà proprio il presidente della Rai, Umberto Delle Fave che decide di mantenere le calze, la maglietta e i blue jeans, però facendoli diventare più adulti: quindi per terra ci sono scarpe, cravatte e foulard.

La Stampa non ha dubbi sul fatto che il Festival sia in realtà definitivamente morto.
Tanto che si sprecano polte definizioni ardite; la più interessante per i miei gusti, è quella che vede il Festival e chi ne fa parte, come i 10 ragazzi del Decamerone.
Lontani dal mondo, isolati nel loro personale rifugio, lontani dalle brutture che imperversano nella loro Città, lì racconti a raccontarsi novelle, bellissime, perfette nella forma, ma fuori dal tempo.
Tutta la stampa concorda sul fatto che questa è l’edizione in cui si è toccato irrimediabilmente il fondo, tanto che viene auspicata una archiviazione della manifestazione, che non avrebbe mosso nessuna nostalgia.

La vittoria della Zanicchi è emblematica per sottolineare la situazione musicale stantia che Sanremo rappresenta: lei solo 10 anni prima rappresentava l’innovazione, modernissima per colore della voce e soprattutto per come la utilizzava, adesso si ritrova appiattita in un genere talmente classico che non sarebbe stato accettabile nemmeno ai suoi esordi.
Alla fine del Festival di Sanremo ci fu un quotidiano, lo Ionio, che in poche righe riassunse perfettamente quella che era la situazione in cui si trovava il Festival stesso.
Parla di una conclusione del Festival, non solo di quell’edizione, ma verosimilmente di tutta un’era legata al costume canzonettistico italiano, dettata tra l’altro proprio dal Festival di Sanremo, sia nei momenti fasti con maggiori successi che in quelli nefasti come quelli che stanno arrivando, a partire dal Festival di Sanremo.
In chiusura dell’articolo viene chiesto di modificare la struttura del Festival se gli si volesse dare una nuova vita, nuova linfa per una Manifestazione che se si mantiene così non ha né utilità né motivi di interesse.

Tra i cantanti in gara, continuano ad esserci anche cittadini non italiani, e per la prima volta da quando è stata abolita la doppia esecuzione c’è un brano cantato per metà in inglese.
Ci sono dei nomi importanti della scena musicale italiana, ma non si tratta di un ritorno di interesse da parte loro, ma del canto del cigno, che comunque vede i nomi più noti nei primi tre posti in classifica.
La causa principale di questa debacle è data dal fatto che il Festival e a totale appannaggio di interpreti ormai troppo presenti in televisione, che non hanno bisogno di presentare il loro nuovo singolo al Festival.
 
Fonte: QUI
 
 
6. I CANTANTI IN GARA:
 
AL BANO
- Diventato un grande nome per la musica italiana e internazionale, ed è salito agli onori del gossip internazionale sposando Romina Power, attrice che si improvvisa cantante, figlia di due divi di Hollywood, portando anche il pugliese ad esportare la sua musica molto più facilmente.
Per tutti gli anni settanta si terrà lontano dal Festival aumentando la sua popolarità in Europa. Tornerà a Sanremo nei primi anni ottanta in coppia con sua moglie e ottenendo i più grandi riconoscimenti.

ANTONELLA BOTTAZZI - Tra gli aspiranti, scoperta da Gino Paoli, partecipa a Sanremo dopo aver preso parte a numerose trasmissioni televisive, ma con PER UNA DONNA DONNA non raggiunge la finale. Dopo Sanremo partecipa al Premio Tenco con il suo primo album (con una copertina bellissima – una bambola squartata da un coltellaccio) che tratta come tematica il femminismo.

ORIETTA BERTI - Per la prima volta sale sul podio con OCCHI ROSSI ma a causa del regolamento dell’edizione al suo terzo posto non corrisponde la premiazione.
L’epoca d’oro di Orietta Berti è ormai conclusa ma grazie ai successi ottenuti negli anni precedenti continua ad essere tra i big della musica italiana.

LES CHARLOTS - Sono costituiti da un gruppo di attori comici francesi, Gerard Rinaldi, Jean Guy Fechner, Gerard Filippelli e Jean Sarrus a cui si va ad aggiungere Serge Brassis per riproporre il cinquetto de I CINQUE MATTI per come sono conosciuti da noi in Italia. A Sanremo presentano MON AMI TANGO, in finale di diritto.

SONIA GIGLIOLA CONTI - Si esibisce da anni nei locali da ballo della Romagna e a Sanremo con RICOMINCEREI cerca di lanciarsi per il grande pubblico, ma la bocciatura non l’aiuta e questa resterà la sua unica partecipazione ad una manifestazione nazionale.

NICOLA DI BARI - Dopo i due anni consecutivi in cui ha portato a casa la vittoria, questo sarà l’ultimo Festival di Sanremo, seguito da un diradamento delle apparizioni in Italia per trasferirsi in America Latina dove è decisamente popolare e ha continuato ad esibirsi a lungo.
A Sanremo è in finale di diritto con IL MATTO DEL VILLAGGIO.

EMANUELA CORTESI - Arriva a 16 anni a Sanremo dopo aver vinto castrocaro nel 1973 e raggiunge la finale ottenendo ottimi risultati con IL MIO VOLO BIANCO.
La sua carriera musicale non la vede come cantante solista nonostante sia tra le migliori cantanti italiane, ma una carriera da corista al fianco di Ramazzotti, a partire dagli anni ottanta, e Laura Pausini negli anni novanta, durante i tour mondiali, oltre che altre importanti partecipazioni e collaborazioni per tutti gli anni settanta, la riempie comunque di soddisfazioni.

I DOMODOSSOLA - Cercano ancora un’affermazione nonostante sulla carta siano facilmente lanciabili dalla casa discografica e dal fatto che la prima a credere in loro sia stata Mina. Ma nonostante partano dal girone aspiranti, riescono a portare SE HAI PAURA in finale, pur non ottenendo successo

RICCARDO FOGLI - E' la voce dei POOH dal 1966 al 1973 e grazie a questa esperienza ottiene una grande notorietà, ma lasciando il gruppo e intraprendendo una carriera solista lascia di fatto alle spalle il passato e deve ripartire dal girone A che lo vede clamorosamente fuori dalla finale con COMPLICI.
La carriera solista riesce comunque ad esplodere. Tornerà a Sanremo nel 1982 vincendolo.

ROSANNA FRATELLO - A 5 anni dal debutto assoluto ha collezionato una buona serie di successi che le danno diritto all’accesso immediato alla finale con UN PO’ DI CORAGGIO.

PIERO FOCACCIA - A 11 anni dal successo irripetuto di “Stessa spiaggia stesso mare”, ha ormai perso popolarità e anche nelle partecipazioni precedenti del Festival di Sanremo non ha brillato.
In questa edizione deve ripartire dagli aspiranti, ma con VALENTINTANGO rimane fuori dalla finale.

VALENTINA GRECO - Si fa conoscere nel corso della manifestazione “Due voci per Sanremo” che le dà il diritto di partecipare al Festival, anche se nella categoria aspiranti.
Con NOTTE DELL’ESTATE raggiunge la finale e da qui si apre un anno importante per lei, che la vede protagonista di numerose manifestazioni musicali ottenendo buoni risultati.

KAMBIZ - L’iraniano naturalizzato statunitense, arriva a Sanremo presentato come campione di Ping Pong nonostante abbia fatto parte di un gruppo soul per anni.
È l’unico cantante straniero in gara che è messo a rischio eliminazione e infatti con CANTA CON ME resta fuori dalla finale e lascia perdere le sue tracce nell’ambito musicale, per tornare a farsi sentire prendendo parte ad una reunion dei Giganti nei primi anni 2000.

GILDA GIULIANI - Torna a Sanremo con lo scettro di vincitrice morale dell’edizione precedente e si conferma validissima interprete, anche capace di scegliere brani che risaltano le sue capacità.
Con SENZA TITOLO fa un’ottima figura ma non riesce a raggiungere il podio. Nella seconda metà degli anni settanta è protagonista di numerose trasmissioni musicali e continua a farsi conoscere all’estero dove è decisamente più nota rispetto a quanto non lo sia in patria.
Si esibisce costantemente in Giappone, in Germania e in Francia, riuscendo addirittura ad entrare in cartellone all’Olympia. Grande Gilda Giuliani! E pensare che ce l’ho in famiglia (anche se solo come suocera di mia cugina).

ANNA MELATO - Comincia la sua carriera come attrice al fianco di sua sorella Mariangela, ma ottiene maggiori successi come cantante partecipando con buon esito a Canzonissima, Senza Rete e non ultimo il Festival di Sanremo, dove partecipa con STA PIOVENDO DOLCEMENTE, scritta per lei da Pino Donaggio e che si rivela essere la più votata tra quelle proveniente dal girone aspiranti, essendo al terzo posto fin quasi alla fine delle votazioni, quando Benevento ha dato tutti i suoi voti alla canzone di Iva Zanicchi.

LITTLE TONY- Partecipa per l’ultima volta al Festival di Sanremo e segna anche la chiusura della sua seconda fase professionale, che lo vede romantico in contrapposizione al rock degli anni sessanta.
Per il resto degli anni settanta si dedica principalmente ai tour italiani e all’estero, per poi diventare uno dei re del revival a partire già dagli anni ottanta.
Nel 2003 è nuovamente a Sanremo.

I MIDDLE OF THE ROAD - sono a Sanremo per la seconda volta, anche se la prima non sono stati accreditati al fianco di Jordan nel 1971.
Il gruppo, formato da Sally Carr, Ken Andrew, Neil Henderson, Eric e Ian McCredie, è di diritto in finale con SOLE GIALLO, ma il loro momento di maggior successo, cominciato nel 1971, salendo in vetta alle classifiche d’Europa, si va esaurendo.

DOMENICO MODUGNO - Alla sua tredicesima partecipazione sanremese, ha la vittoria in mano fino alla fine, fin quando la giuria di Benevento dà tutti i voti al brano della Zanicchi facendolo arrivare da metà classifica in prima posizione.
Per lui non sarà l’ultima presenza sul palco dato che nel 1976 e nel 1977 tornerà ad esibirsi a Sanremo come ospite fuori gara.
Il successo ottenuto da Modugno nel corso della sua carriera è inopinabile, come anche la qualità di moltissimi suoi brani.
Ma questo successo è da attribuire non solo al suo istrionismo musicale, ma anche e forse soprattutto alle qualità attoriali che lo portano ad interpretare i brani con grande teatralità rendendoli più vicini al sentire popolare.
Si ritirerà dalle scene nel 1984.

MILVA - Questa dodicesima presenza a Sanremo sarà l’ultima della sua prima fase di carriera.
Ormai interessata più all’aspetto attoriale che a quello musicale, calcherà per tutti gli anni settanta e ottanta i teatri di tutto il mondo interpretando Brecht anche in Germania, ottenendo successi clamorosi.
Naturalmente non abbandona la musica che coadiuva le sue performance teatrali e torna a Sanremo nel 1990.

MOUTH & MACNEAL - Sono un duo formato, da Big Mouth e Maggie MacNeal, nel 1971 e subito raggiunge le vette delle classifiche europe, e grazie al fatto che derivando da esperienze differenti riescono ad unire la “sperimentazione” alla tradizione.
A Sanremo con AH! L’AMORE sono gli unici a cantare il brano per metà in inglese e sono di diritto in finale.
Nello stesso anno partecipano all’Eurofestival, dove si piazzano subito dopo gli ABBA e la nostra Gigliola Cinquetti.
Si separeranno come duo nel 1975 dando fine a “la bella e la bestia” come erano chiamati in tutta Europa.

PAOLA MUSIANI - Nell’ambiente musicale nazionale, già dal 1968 ha anche conosciuto il successo, poi svanito subito, e così è costretta a ripartire dal girone aspiranti con LA DONNA QUANDO PENSA che resta fuori dalla finale.

GIANNI NAZZARO -- Torna ancora una volta a Sanremo come il playboy della situazione: piace alle ragazze e alle madri ed è soprattutto questa la chiave del suo successo. Inserito nel gruppo con la finale assicurata canta un brano scritto da Claudio Baglioni che però, complice la crisi della manifestazione, non riesce ad avere il successo sperato.

L’ORCHESTRA SPETTACOLO CASADEI - E' stata fondata nel 1928 diventando un punto di riferimento in Emilia Romagna, e nel 1971, diretta da Raoul, raggiunge la notorietà nazionale e internazionale grazie al boom turistico della riviera romagnola.
Si ritrovano nel girone A per mancati accordi con gli altri partecipanti, ma dopo la loro esclusione, Gianni Ravera e Vittorio Salvetti, direttori artistici, vorrebbero modificare il regolamento portando le finaliste da 18 a 20 e riammettendo loro e Franco Simone, ma non sarà possibile a causa del terzo direttore artistico, Elio Gigante.

MINO REITANO - E' allo zenit della sua carriera che non sarà mai più folgorante di quello che è stata fino a quel momento. Partecipa al suo terzo Festival di Sanremo con INNAMORATI, di diritto in finale.
A metà degli anni settanta, a parte alcuni concerti in Italia e all’estero, e partecipazioni televisive, comincia un periodo di inattività che dura circa un decennio, per poi tornare alla ribalta verso la fine degli anni ottanta reinventandosi in chiave autoironica e popolare.

DONATELLA RETTORE - E' una bambina prodigio quando a meno di 5 anni comincia ad esibirsi in pubblico a Venezia, ma non come le bambine di adesso che fanno solo tenerezza: lei era già brava.
Questo la porta a crescere con la consapevolezza delle sue doti vocali, facendo anche sì che le esasperi e che creda troppo in se stessa. A Sanremo arriva con la madre, l’astrologa, la parrucchiera, la dogsitter, quella che le lima le unghie (ma solo le prime tre ci saranno davvero) e si paragona a Mina, per la quale nutre una forte avversione, dicendosi vocalmente migliore di lei e più capace, ma le giurie ridimensionano questa affermazione lasciandola fuori dalla finale con CAPELLI SCIOLTI.

FRANCO SIMONE - Si fa conoscere partecipando a Castrocaro, vincendolo nel 1972 a 23 anni. A Sanremo prende parte al girone A con FIUME GRANDE, che però rimane fuori dalla finale. Sembrerebbe un passo falso, ma la sua carriera, come l’anno prima per Drupi, prende il via regalandogli un grande successo prima all’estero che in patria, cosa che continuerà per tutta la sua carriera a causa del suo non voler scendere a compromessi. Ma quanto è bello.

ROSSELLA - All’età di 14 anni fa parte di un complesso vocale femminile (Stars) che gira il mondo per cantare nelle basi militari e allietare le giornate dei militari con i suoi spettacoli, approdando anche in Vietnam e restandoci per ben 3 mesi. In Italia non raggiunge mai la notorietà, rincorrendola per tutti i primi anni settanta, ma il punto più elevato della sua carriera sarà la partecipazione nel girone aspiranti del Festival di Sanremo, senza mai andare ospite in trasmissioni televisive. Abbandona in quel momento, dopo l’eliminazione di QUI, la carriera di cantante per diventare insegnante di tecnica vocale e canto.

IVA ZANICCHI Ttorna a Sanremo senza essere troppo interessata alla gara, ma solo come vetrina per il suo nuovo album. Porta in concorso CIAO CARA, COME STAI? scritta da un giovane Malgioglio che diventa autore raffinato e ricercato, e vince passando da 8 punti a 36 dopo la votazione dell’ultima giuria, quella di Benevento, che scippa la vittoria a Modugno per metterla, tra le polemiche, nelle sue mani, per la terza volta.
Negli anni settanta continuerà a cantare con successo e riuscirà anche a togliersi lo sfizio di posare nuda per Playboy alle soglie dei quarant’anni..
Poi la vedi adesso e ti domandi “ma possibile?”.. tornerà a Sanremo nel 1984, prima di dar vita ad una svolta professionale che la vedrà tra le protagoniste della TV commerciale.
 
Fonte: QUI
 
 
7. ANEDDOTI E CURIOSITÀ:
 
Per via del meccanismo del sorteggio per le giurie utili alla gara, ci sono 2 giurie (Riviera del Brenta e Camaiore) che saranno estratte tutte e tre le serate, mentre al contrario ce ne saranno altrettante (Cagliari e L’Aquila) che non saranno mai estratte.
La giuria di Firenze decide di non votare per protesta, poiché è certa che il Festival di Sanremo sia in realtà in mano a poche case discografiche.

Little Tony ha firmato con una casa discografica tedesca e rischiamo di trovarlo in gara con un nuovo nome che per fortuna la casa discografica non riesce ad imporre. Avrebbe dovuto cambiare il suo nome d’arte in Tony Rando o semplicemente Randow.

Rosanna Fratello ha un problema alle corde vocali. Una lisca di acciuga è rimasta incastrata nella faringe e si teme debba rinunciare al Festival.

Donatella Rettore che è discendente di un Doge veneziano.

Un quarto dei cantanti in gara è originario dall’Emilia Romagna.

Durante la prima serata Raoul Casadei è il protagonista assoluto con la sua Orchestra, con un brano che non definisce canzone, ma una canta, capace cioè di creare le atmosfere di una festa di piazza in pochi attimi, dando vita a gioia e convivialità. Nonostante questo però verrà eliminato e decide di lasciare subito via per poter presiedere ad una serata organizzata e lasciata in forse per la partecipazione a Sanremo.
Durante l’incontro preventivo tra gli organizzatori e i sindacati, per discutere della fattibilità della sua riammissione però ha già raggiunto Genova e l’ha superata quando una pattuglia in elicottero (l’assurdità del caso) lo intercetta in autostrada e lo convince a tornare a Sanremo; si era allontanato per evitare il blocco della circolazione per via delle targhe alterne, ma decide comunque di rientrare a Sanremo noleggiando dall’aeroporto di Genova un aereo privato che lo portasse in breve tempo a Sanremo.
Alla fine si tratterà di un nulla di fatto e resterà fuori dalla finale a causa di un Veto della RAI, però quanto è assurda sta storia!

I direttori d’orchestra sono 13 per 28 canzoni, quindi tutti hanno 2 canzoni a testa, mentre 2 direttori ne hanno viste affidate a loro ben 3.

Milva, Iva Zanicchi e Domenico Modugno interrompono una tournée teatrale. Iva Zanicchi aveva una replica proprio il giorno della serata finale e a cui però non ha potuto partecipare per vincere il festival.

La canzone portata in concorso da Gianni Nazzaro scritta da Claudio Baglioni era in realtà stata scritta per José Feliciano.

Alla stampa in realtà non interessa molto del Festival, anzi la notizia più importante è quella di un italiano, un certo Caltagirone, che ha perso un miliardo e 270 milioni al Casinò di Montecarlo.

Monica delle bambole in realtà era già stata proposta nel 1972, ma fu bocciata.

Adriano Celentano, presente come inviato del Tv Sorrisi e Canzoni, si era proposto per l’organizzazione della manifestazione.

Gilda Giuliani viene eletta Lady Festival.

Salvetti si ritiene molto deluso poiché vede confermate le voci che ritengono che il Festival sia in mano alle case discografiche più potenti e dichiara di sentirsi amareggiato per aver illuso tanti giovani portandoli in un contesto che pensava puro, ma che si è rivelato il contrario.

La stampa ritiene che il livello complessivo della manifestazione, esagerando decisamente, sia di tipo dopolavoristico, come se si trattasse di qualcosa di amatoriale.

Luca Goldoni dal Corriere della Sera chiede fortemente che il Festival venga cancellato definitivamente senza ricorrere a richieste verso il pubblico perché effettivamente ritiene che il pubblico non se mi interessi più.

Una serie di situazioni difficili e di sicura stroncatura, ma tutto sommato in realtà il Festival così male non è stato.

Un’edizione di transizione tra il boom di solo 2 anni prima e l’assoluta catastrofe, non dal punto qualitativo però, del 1975.
Nel disinteresse generale, dalla RAI alla stampa, comprendendo anche il pubblico, passano anche dei piccoli gioielli destinati a diventare evergreen.
 
Fonte: QUI
 
 
8. LA CANZONE VINCITRICE DEL XXIV° FESTIVAL DI SANREMO:

1. CIAO CARA, COME STAI?
Cantata da Iva Zanicchi

 
Testo:
Insieme agli altri lui perde sempre
ha perso anche con lei.
Ladro e poeta, anche in amore
lui no, non cambia mai.
Quando la sera tornava a casa,
sconfitto più che mai,
lei lo guardava, lui non capiva, pagava solo lei.
Ciao, cara, come stai?
lei non risponde più.
Ciao, cara, come stai?
lei non lo guarda più.
Muore la speranza:
è vuota la sua stanza.
Ciao, cara, come stai?
non gli ha creduto più.
Ora sei vinto, tu sarai solo
quando ti pentirai.
L’ultimo sbaglio piega I’orgoglio,
ma è troppo tardi ormai.
Senza ragione, senza rancore,
cede al destino lui.
Ed ogni sera tornando a casa
parla a una sedia ormai.
Ciao, cara, come stai?
 
Fonte: QUI

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FESTIVAL DI SANREMO 1974: I CANTANTI, LE CANZONI, I TESTI Empty FESTIVAL DI SANREMO 1973: I cantanti, le canzoni, i video, i testi - Le prime 14 canzoni classificate

Messaggio  settenote il Dom Set 29, 2019 3:57 pm

 
 
24° FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANA
 
Classifica finale, relativi interpreti, autori testi e musica
 
  • 01 – Ciao cara, come stai? (Cristiano Malgioglio, Claudio Daiano, Dinaro e Italo Ianne) Iva Zanicchi
  • 02 – Questa è la mia vita (Luciano Beretta, Domenico Modugno e Elide Suligoj) Domenico Modugno
  • 03 – Occhi rossi (Daniele Pace, Corrado Conti, Lorenzo Pilat e Mario Panzeri) Orietta Berti
  • 04 – Sta piovendo dolcemente (Maurizio Piccoli e Pino Donaggio) Anna Melato
  • 05 – Il mio volo bianco (Claudio Daiano, Flavio Zanon e Italo Ianne) Emanuela Cortesi
  • 06 – Senza titolo (Vito Pallavicini, Alfredo Ferrari e Gino Mescoli) Gilda Giuliani
  • 07 – Se hai paura (Roberto Soffici, M. Guantini e Luigi Albertelli) Domodossola
  • 08 – Mon ami Tango (Daniele Pace, Corrado Conti, Lorenzo Pilat e Mario Panzeri) Les Charlots
  • 09 – Notte dell’estate (A. Mammoliti, Aldo Buonocore e C. Celli) Valentina Greco
  • 10 – Il matto del villaggio (Franco Migliacci, Claudio Mattone e Piero Pintucci) Nicola Di Bari
  • 11 – Ah! L’amore (E. Lombardo, G. Sebastianelli e Ermanno Capelli) Mouth & MacNeal
  • 12 – A modo mio (Claudio Baglioni e Antonio Coggio) Gianni Nazzaro
  • 13 – In controluce (Albano Carrisi e Paolo Limiti) Al Bano
  • 14 – Innamorati (Luciano Beretta e Franco e Mino Reitano) Mino Reitano
  • 15 – Un po’ di coraggio (Gian Pieretti e A. R. Mancino) Rosanna Fratello
  • 16 – Cavalli bianchi (Miro, Giulifan e Bruno Casu) Little Tony
  • 17 – Monica delle bambole (Luciano Beretta e Elide Suligoj) Milva
  • 18 – Sole giallo (Maurizio Piccoli e Pino Donaggio) Middle of the Road
 
Fonte: QUI
 
 
 
CANZONI CLASSIFICATE:
 
2. QUESTA E' LA MIA VITA - Interprete: DOMENICO MODUGNO
 
   
 
- Testo: QUESTA E' LA MIA VITA
 
Questa è la mia vita
e ve la racconto
breve riassunto
di poesia
e di pianto ah.ah
questa è la mia vita
sono a meta' strada
chi mi ascolta creda
chi non vuole vada.

da anni di illusioni
sogni e delusioni
che ha vissuto un uomo
da quel giorno che
venne a questo mondo
con un viso allegro
lavoro' da negro
lavoro' per tre.

e ogni ruga
e' un bel fiore
un pensiero d'amore
ah... ah...
un amara conquista
un dolore di testa
un sogno in piu'
una vita inventata e vissuta
fra la gente che odia e che ama
quanta ne' ho conosciuta
ognuna ha una trama
e ognuna fa' parte di me.

ecco la mia vita
come nei fumetti
molta colorita
piena di difetti
ah ah
ecco le mie mani
che han saputo dare
che hanno dato tanto
senza mai rubare

ecco la mia donna
che mi lascia fare
e malgrado tutto
vince sempre lei
ecco la mia vita
ecco la mia eta'
e' da mille anni
che non vivo qua'.

e ogni ruga
e' un bel fiore
un pensiero d'amore
ah... ah...
un romanzo
una storia
di sconfitte
e di gloria
di verita'
e ogni ruga
raccoglie dieci anni
di profondi silenzi
e parole
di risate ed affanni
di dolcezze di inganni
di errori stupendi
per me

e ogni ruga
e' un bel fiore
un pensiero d'amore
ah.ah

orchestra

come quattro medaglie
sul fronte
le mie quattro ferite qui'
in fronte
sono tante battaglie
di una vita che amo
di una vita che tengo con me

perché ogni ruga e'
un bel fiore
un bellissimo fiore
ah... ah
 
Fonte: QUI
 
 
3. OCCHI ROSSI - Interprete: ORIETTA BERTI
 
   
 
- Testo: OCCHI ROSS
 
Guardando gli occhi tuoi
Non m'ero accorta che
In fondo agli occhi suoi
Pioveva
Eppure era sereno
Azzurre eran le strade
Ma in fondo anche lui sapeva
Che la vera pioggia
Era dentro noi.
Occhi rossi
Tramonto d'amore
Il destino se l'è presa con noi
Occhi rossi
Al buio si muore
Ma il ricordo è la sola realtà
Quello che tu hai dato a me
Non puoi più darlo a nessuno
Tutto il resto
Sono giostre ed illusioni
Quello che tu hai dato a me
Non puoi più darlo a nessuno
Ecco perché il mondo
Cade intorno a noi
Negli occhi tuoi
Occhi rossi

Occhi rossi
Al buio si muore
Ma nel buio Quel che è stato vivrà

Occhi rossi
Tramonto d'amore
Il destino se l'è presa con noi
Occhi rossi
Al buio si muore
Ma il ricordo è la sola realtà
Quello che tu hai dato a me
Non puoi più darlo a nessuno
Tutto il resto
Sono giostre ed illusioni
Quello che tu hai dato a me
Non puoi più darlo a nessuno
Ecco perché il mondo
Cade intorno a noi
Negli occhi tuoi
Occhi rossi
 
Fonte: QUI
 
 
4. STA PIOVENDO DOLCEMENTE - Interprete: ANNA MELATO
 
   
 
- Testo: STA PIOVENDO DOLCEMENTE
 
Nel mio vagone di coda
Che fila ormai
Come un proiettile
Fra le colline di sera
Le strade urbane piene di lucciole
Dopo giorni di innocente fuga
Una giusta dimensione forse avrò

Amico treno
Non parli
Tu vai vai vai
Il tuo cuore potente vorrei
Prigione era la casa
Con pochi minuti di aria nemmeno pura

Al bar o in casa di amici
Sognavo sempre qualche grande avventura
Ma più in là di quei viali illuminati
Di quel parco noi non siamo andati mai
Amico treno
Non parli
Tu vai vai vai
Col tuo cuore potente
Verso il sole nascente
La tua strada è una sola

Sta piovendo dolcemente
E con la mente proverò
A tuffarmi un po' all'indietro
Cercando colpe che non ho
Sta piovendo dolcemente
Sui fiumi e mille sono le città
Che il cielo delicatamente
Nel suo viaggio laverà
E amico treno
Non parli
Tu vai vai vai
Il tuo cuore potente vorrei

Sul vecchio fiume di sera
Trovare un posto
Era già un'avventura
Attenta a non far rumore
In punta i piedi camminavo leggera
Ma lui ladro di germogli appena nati
Sull'argento di quei prati non mi dava niente di più

Amico treno non parli.
 
Fonte: QUI
 
 
5. IL MIO VOLO BIANCO - Interprete: EMANUELA CORTESI
 
   
 
- Testo: IL MIO VOLO BIANCO
 
Metà poeta metà sognatore tu sei
Egoista a volte senza cuore lo sai
Ma quando parli non mi stanco mai
E in questo mondo che non ride più
Una montagna bianca
Sull’orrizzontemio sei tu
Sei come ti pensavo
Mio uomo alto come il cielo
E una ragazza che ha paura
Accanto a te si rassicura
La vita in fondo è solo
Un dolce pazzo volo

E sto sognando tu non mi svegliare
Guarda quel gabbiano che attraversa il mare
È un punto chiaro solo in mezzo al cielo
Eppure nel suo volo bianco segue il suo istinto
Tu hai teso l’arco per adesso hai vinto
Ma non mi arrendo,voglio andare in fondo

Sul mio letto c’è
Il gatto rosa dei miei sogni
Con lui mi divertivo ieri
Ma ci sei tu nei miei pensieri
Sul tuo cuscino io mi fermerò
Come un bambino poi
Ridendo mi addormenterò

E se sto sognando tu non mi svegliare
Guarda quel gabbiano che attraversa il mare
È un punto chiaro solo in mezzo al cielo
Eppure nel suo volo bainco segue il suo istinto
Tu hai teso l’arco per adesso hai vinto
Ma non mi arrendo sei già mio lo sento
Lo sento.
 
Fonte: QUI
 
 
7. SENZA TITOLO - Interprete: GILDA GIULIANI
 
   
 
- Testo: SENZA TITOLO
 
C'è
Non so bene neanche io
Sarà questa pioggia
Sarà che anche dentro a un addio
C'è qualcosa di grande, qualcosa che resta

C'è
Pensa un po' com'è strano
Che penso che hai preso tutto
Il mio orso, quello di peluche
E i biglietti per il viaggio che ti dimentichi quasi sempre, lo sai

No, non devi pensare chi a la mattina mi sveglierà
Io faccio venire quella vecchietta del piano di su
La mattina va a messa e si alza presto, lo sai
No, non devi pensare come farò a passare le sere
Io un ragazzo lo trovo, sì, vedrai che lo trovo

E c'è
Che mi ero abituata
Ai tuoi occhi
Così grandi
Ci vedevo i miei mille naufragi
E una spiaggia col sole che ti piaceva così tanto, così tanto

Facce brune di sole, stupide donne intorno a te
Ridi sorrisi grandi per tutti quanti ma non per me
File di coltellate le mie nottate senza di te

C'è
Non so bene neanche io
Sarà che io sono sbagliata
Sarà che anche dentro a un addio
C'è qualcosa di vero, qualcosa che resta

E poi c'è
Che ti amo davvero
Ed io non ho il coraggio di dirti
Di restare con me
Perché io, hai capito che io che io
E poi c'è
Che ti amo davvero

Perché io, hai capito che io che io
...Addio
 
Fonte: QUI
 
 
8. MOM AMI TANGO - Interprete: LES CHARLOTS
 
   
 
- Testo: MOM AMI TANGO
 
Adesso vi racconterò
Una storia molto bella
Mica tanto
Molto bella
Mica tanto
Molto bella
Mica tanto

Quando mi accorsi che ogni notte lei
Andava a nozze col Fernando
Chiesi a un amico:che faresti tu?
Lui mi rispose:balla il tango
Le chiesi signorina se lei può
Mi disse:a un tango non si dice di no

Mon ami tango
Mon ami tango
Mon ami tango
Io la tenevo sul cuore
Mon ami tango
Mon ami tango
Mon ami tango
Poi abbiamo fatto l’amore
E poi chissà chissà perché
M’innamorai di lei
Na na na na
Na na na na
Na na na na

Dopo due mesi torno a casa ma
Andava a nozze con Raimondo
Io le domando:amore cosa fai?
Disse:non vedi ballo il tango
Mi ha chiesto:signorina se lei può
Io ho detto:a un tango non si dice di no

Mon ami tango
Mon ami tango
Mon ami tango
Lui la teneva sul cuore
Mon ami tango
Mon ami tango
Mon ami tango
Poi hanno fatto l’amore
Mon ami tango
Mon ami tango
Mon ami tango

Cosa m’importa stasera
Mon ami tango
Mon ami tango
Mon ami tango
Ora che sono in galera
E poi chissà chissà perché
M’innamorai di lei
Na na na na
Na na na na
Na na na na.
 
Fonte: QUI
 
 
9. NOTTE DELL'ESTATE - Interprete: VALENTINA GRECO
 
   
 
- Testo: NOTTE DELL'ESTATE
 
Anche se bussi per tutta la notte
Tanto non ti aprirò
Vattene dammi retta
Non mi cercare più
La mia famiglia è gente d’onore
Cosa che non hai tu
L’ho detto anche a mio padre
Mio figlio nascerà.
Anche se di vergogna per colpa tua
Mi coprirò
La notte dell’amore la prima volta
Non scorderò.

Notte dell’estate mi portasti di nascosto
A far l’amore
Quando il grano maturava e la luna
In cielo risplendeva
Forte mi stringevi nella notte scomparivano
I pensieri
Davo retta solo al cuore era l’ora del mio
Primo amore

Sei sicuro di quello che vuoi
Mio padre sveglierei
Se è solo un’avventura
Qui non la trovi più
Ma se l’amore può darti il coraggio
Domani torna qui
Ti siederai con noi
Davanti a mio papà
Notte di mille pene mi scoppia il cuore
Non dormirò
La notte dell’amore la prima volta
Non scorderò

Notte dell’estate mi portasti di nascosto
A far l’amore
Quando il grano maturava e la luna
In cielo risplendeva
Forte mi stringevi nella notte scomparivano
I pensieri
Davo retta solo al cuore era l’ora del mio
Primo amore.
 
Fonte: QUI
 
 
10. IL MATTO DEL VILLAGGIO - Interprete: NICOLA DI BARI
 
   
 
- Testo: IL MATTO DEL VILLAGGIO
 
Il matto del villaggio un giorno mi parlò
Per gioco disse esprimimi tre desideri e te li esaudirò
Denaro più che puoi perché non basta mai
E la salute certo che è importante se non vivi senza lei
E un'altra cosa poi.

Una donna che mi dica t'amo come sei
T'amo io t'amo
Questo poi nient'altro che vorrei
Lunghe notti e giorni chiari sempre accanto a lei
T'amo io t'amo

Sono ritornato dopo tanto tempo ormai
Cercavo d'incontrare il matto del villaggio, gli avrei detto ciao
Va tutto bene sai ma mi hanno detto che non l'hanno visto più
Chissà dove è finito? Era malato e soldi non ne ha avuti mai, però cantava sempre

Una donna che mi dica t'amo come sei
T'amo io t'amo
Questo poi nient'altro che vorrei
Lunghe notti e giorni chiari sempre accanto a lei
T'amo io t'amo.
 
Fonte: QUI
 
 
11. AH! L’AMORE - Interprete: MOUTH & MACNEAL
 
   
 
- Testo: AH! L’AMORE
 
Never knew I'm a poet
Now I'm glad that I know it
I shall write a poem for you

You give life splendour
You make my life so beautiful

Silver shores that surround me
And you gave me viscounty
Of your virginal love, baby

Yesterday's hope is true now
No no no more maybe's
No no no more maybe's

Ah l'amore che sa fare
Dentro te ti fa vibrare
Fa realtà la fantasia
Tutto intorno è poesia
Ah l'amore che sa fare
La tua vita può cambiare
La la la la la la

Never felt so romantic
It might sound almost antic
But you wakened talents in me

No it's not me who did it
Love was the recipe

We won't argue about it
I'll make not doubt about it
I'll follow every word you say

We make the deal today
We'll keep it this way
We'll keep it this way

Ah l'amore che sa fare
Dentro te ti fa vibrare
Fa realtà la fantasia
Tutto intorno è poesia
Ah l'amore che sa fare
La tua vita può cambiare
La la la la la la.
 
Fonte: QUI
 
 
12. A MODO MIO - Interprete: GIANNI NAZZARO
 
   
 
- Testo: A MODO MIO
 
Io nella vita ho fatto
Un pò di tutto
Non sò se ho fatto poco Oppure tanto
Non sono stato un santo
E questo lo sà pure Dio

Nai nai na na...
Nai nai na na...

Ho camminato con la pioggia e il vento Ho riso spesso
E qualche volta ho pianto
E cento e mille volte
Son rimasto solo io
Ma ho sempre fatto tutto a modo mio

A modo mio a modo mio
Avrò sbagliato ma a modo mio

A modo mio a modo mio
Avrò sbagliato ma a modo mio

E tu che sei comparsa tutta ad un tratto
E in un momento hai colorato tutto
Tu sei diversa sei importante
Ho paura io
Chissà se potrò averti a modo mio

A modo mio a modo mio
Avrò sbagliato ma a modo mio
A modo mio a modo mio
Avrò sbagliato ma a modo mio

Nai nai na na...
Nai nai na na...

Chissà se potrò averti a modo mio...
 
Fonte: QUI
 
 
13. IN CONTROLUCE - Interprete: AL BANO
 
   
 
- Testo: IN CONTROLUCE
 
Nessuna mai
nessuna più
Sarà per me
Quel ch'eri tu

E pigramente il vecchio fiume scivolava via
E tu, stupenda in controluce diventavi mia

Nessuno mai
Come amavi tu!
nessuno più
Come sognavi tu!

Sarà per me
Come ti abbandonavi tu
Quel ch'eri tu
Non ho trovato piú nessuna

Nessuno mai
nessuno più
Sarà per me
Quel ch'eri tu

E pigramente il vecchio fiume scivolava via
E tu, stupenda in controluce diventavi mia

Nessuno mai
Come amavi tu!
nessuno piú
Come sognavi tu!

Sarà per me
Come ti abbandonavi tu
Quel ch'eri tu
Non ho trovato piú nessuna

Nessuno mai
nessuno più
Sarà per me
Quel ch'eri tu .
 
Fonte: QUI
 
 
14. INNAMORATI - Interprete: MINO REITANO
 
   
 
- Testo: INNAMORATI
 
Il disco sta girando a vuoto
sopra il giradischi
la mia sigaretta in fumo
lentamente va
a terra le tue calze bianche
la tua maglietta
e i miei blue jeans
e dietro i vetri chiusi
il sole è nato già.

Meraviglioso pomeriggio
che finisce all’alba
le ore son volate via
ma l’amore no
sul mio cuscino il tuo profumo
e sulla bocca i baci tuoi
i segni azzurri sotto gli occhi
abbiamo noi.

Innamorati più che mai
il mare grande come noi
sarà così da oggi in poi
perché ti voglio
e tu mi vuoi.

Innamorati più che mai
vorrei che fosse per la vita così
vorrei giurare su quest’ultimo sì
noi due così
innamorati più che mai.

E il disco sta girando ancora
sopra il giradischi
la stanza è diventata il mondo
viaggio insieme a te
la nave che ci porta via
un angelo la guiderà
un’isola che aspetta noi
è la felicità.

Innamorati più che mai
il mare grande come noi
sarà così da oggi in poi
perché ti voglio
e tu mi vuoi.

Innamorati più che mai
vorrei che fosse per la vita così
vorrei giurare su quest’ultimo sì
noi due così
innamorati più che mai.

Innamorati più che mai.
 
Fonte: QUI
 
 
15. UN PO' DI CORAGGIO - Interprete: ROSANNA FRATELLO
 
   
 
- Testo: UN PO' DI CORAGGIO
 
Si fece notte in fondo ai miei pensieri
E un vuoto senza fine in fondo al cuore
Da quando non lo so forse da ieri
Ma so che tu non eri più l’amore

C’è voluto un bel coraggio
Mi ricordo era di maggio
Senza te che nostalgia
I tuoi occhi un poco stanchi
Che guardavano i miei fianchi
Mentre me ne andavo via
Mi seguivi nelle stelle con la voglia di gridare
Troppo tardi per cambiare
Quando un sentimento muore
Uno solo piangerà

E adesso che ho guarito la ferita
A volte mi ritorni in mente
Mi accorgo com’è stupida la vita
Si prende tutto e non ti lascia niente

C’è voluto un bel coraggio
Mi ricordo era di maggio
Senza te che nostalgia
I tuoi occhi un poco stanchi
Che guardavano i miei fianchi
Mentre me ne andavo via
Mi seguivi nelle stelle con la voglia di gridare
Troppo tardi per cambiare
Quando un sentimento muore
Uno solo piangerà..
 
Fonte: QUI
 
 
16. CAVALLI BIANCHI - Interprete: LITTLE TONY
 
   
 
- Testo: CAVALLI BIANCHI
 
Sotto i ponti lungo i fiumi
Mille anni son passati ormai emozioni
Stanze vuote per dormire
E una strada per andare
E noi soltanto noi

Stare qui non ha più senso
La mia mente già lontano va verso il sole

Troppo amore tu mi hai dato
Tutto il fuoco si è bruciato
E noi chi siamo noi?

La sensazione di morire
Mentre ti stringo forte al cuore

Cavalli bianchi
Poi correre
Verso i deserti dell’Africa
Acqua di fonte nell’anima
Quando non respiri già più.

Grandi città per confondersi
Nuove stagioni da vivere
Liberi come rondini
Forse si può amare di più

Sotto i ponti lunghi i fiumi
Il poeta non si ferma più a parlarci
Una rosa per svegliarti
Un sorriso per averti
E noi soltanto noi
La sensazione di morire
Mentre ti stringo forte al cuore

Cavalli bianchi
Poi correre
Verso i deserti dell’Africa
Acqua di fonte nell’anima
Quando non respiri già più..
 
Fonte: QUI
 
 
17. MONICA DELLE BAMBOLE - Interprete: MILVA
 
   
 
- Testo: MONICA DELLE BAMBOLE
 
Non rubare le bambole Monica
una bimba rubare non può
le compagne di scuola ti accusano
a tua madre non dire di no.

Monica delle bambole
ora piangono gli occhi tuoi
e le tue lacrime
cadendo dicono
che sei sola disperatamente sola.

Monica delle bambole
vuoi sorridere, ma non puoi
perché di tutti e di nessuno sei
il grande amore non ce l’hai
la vita passa e tu non cambi mai.

Troppo amore e mai un rimprovero
dalla voce del tuo papà
le parlavi alle bambole e gli uomini
ora Monica sa quel che sa.

Monica delle bambole
ora piangono gli occhi tuoi
e le tue lacrime
cadendo dicono
che sei sola disperatamente sola.

Monica delle bambole
vuoi sorridere, ma non puoi
perché di tutti e di nessuno sei
il grande amore non ce l’hai
la vita passa e tu non cambi mai.

Monica delle bambole
vuoi sorridere, ma non puoi
perché di tutti e di nessuno sei
il grande amore non ce l’hai
la vita passa e tu non cambi mai.
 
Fonte: QUI
 
 
18. SOLE GIALLO - Interprete: MIDDLE OF THE ROAD
 
   
 
- Testo: SOLE GIALLO
 
Na na na na na na na na na
Na na na na na na na na na

Notti d’amore
Notti d’amore
Amore a a
Amore amore a a

Sole giallo sole giallo per noi
Una macchina rotta e confini non hai
Sole giallo sole giallo per noi
Le montagne le valli ci aspettano e poi
Sulle rive del lago
Quel camping sarà
Una parte felice di comunità
A noi due vagabondi
Rifugio darà
Per notti d’amore
Notti d’amore

Sole giallo sole giallo per noi
Una macchina rotta e pensieri non hai
Sole giallo sole giallo per noi
Sotto un cielo di stelle
Tu forse potrai
Darmi quella comprensione
Che mi manca che ti manca ma manca
Che sia
Amore a a
Amore amore a a
Sole giallo sole giallo per noi
Una macchina rotta e confini non hai
Sole giallo sole giallo per noi
I tuoi vecchi blue jeans per bandiera ti avrai
Sacchi a pelo bucati
Che caldo farà
Sopra l’erba sdraiati
E si dormirà
La rugiada d’estate
Compagna sarà
Di notti d’amore
Notti d’amore
Sole giallo sole giallo per noi.
 
Fonte: QUI
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