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LIBRERIA ANNI CONTEMPORANEI - Pagina 1 Empty GIORGIO GABER - 2013 G. VI RACCONTO GABER

Messaggio  admin_italiacanora il Mer Gen 02, 2013 12:15 pm


DIECI ANNI SENZA GIORGIO GABER (una vita nella certezza del dubbio, cd e libro per ricordarlo)
 
 
1. RECENSIONE
 
E' una pubblicazione che tutti i gaberiani attendevano, un libro di Sandro Luporini dal titolo "G. Vi racconto Gaber". Più che un libro un evento che celebra il decennale della morte di Giorgio Gaber che ricorre il 1 gennaio 2013.

Il 2 gennaio uscirà nelle librerie "G. Vi racconto Gaber", proposto da Fondazione Gaber e Mondadori.

Sandro Luporini, celebre coautore e grande amico di Giorgio Gaber rompe il suo riserbo e racconta, coadiuvato da Roberto Luporini, lo straordinario sodalizio artistico svelando le discussioni, le idee, i dubbi, le storie, e qualche volta le coincidenze che hanno dato origine ai loro capolavori: cosa intendevano veramente in certe canzoni troppo spesso fraintese, da dove è nata la battuta "quasi quasi mi faccio uno shampoo", o che "...volevamo dire 'libertà è spazio di incidenza', ma anche senza essere musicisti si capisce bene che una roba così non si poteva proprio cantare".
Ma anche i particolari di un uomo fuori dall'ordinario, ironico e curioso di tutto, che lavorava anche quando sembrava fare altro e andava al mare con le Clark.
"Avrebbero voluto da Giorgio e da me delle risposte. Proprio da noi che abbiamo vissuto tutta la vita nell'assoluta certezza del dubbio".

"G." è una testimonianza vera e definitiva su Giorgio Gaber, che riesce nel miracolo di restituirci quello stile, quel gusto, quel modo di vedere le cose che ci ha tanto affascinato, e di cui tanto sentivamo la mancanza. Luporini ripercorre i loro spettacoli dal 1970 fino agli ultimi due lavori discografici: undici capitoli in ordine cronologico, tanti quanti gli spettacoli di Gaber-Luporini, dal 1970 fino all'ultima ripresa di Un'idiozia conquistata a fatica, per chiudere con "Io non mi sento italiano", il suo testamento, uscito postumo.
 
Fonte: qui
 
 
2. DETTAGLI DEL PRODOTTO:
 
* Titolo: G. Vi racconto Gaber
* Autore: Sandro Luporini
* Editore: Mondadori
* Data di Pubblicazione: 01/2013
* ISBN-10: 8804626720
* ISBN-13: 9788804626725
* Pagine: 312
* Genere: ARTI RICREATIVE. SPETTACOLO. SPORT
 
 
da:


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LIBRERIA ANNI CONTEMPORANEI - Pagina 1 Empty MARCO ALEMANNO - 2013 LUCIO DALLA: Dalla Luce Alla Notte

Messaggio  admin_italiacanora il Mar Apr 02, 2013 8:19 pm

 
 
LUCIO DALLA: Dalla Luce Alla Notte, il libro di Marco Alemanno
 
1. RECENSIONE
 
Dalla Luce Alla Notte è il titolo del libro che Marco Alemanno ha scritto per ricordare il compagno e cantautore Lucio Dalla, scomparso il 1° marzo del 2012. Il libro è disponibile in vendita dal 27 febbraio.
A pochi giorni dal primo anniversario della morte dell’indimenticabile cantautore Marco Alemanno ha anticipato i contenuti del suo libro al settimanale Sette.

Alemanno ha raccontato il suo primo incontro con Lucio Dalla che risale al 7 dicembre del 1997: “Mi ha cambiato la vita, Mi predisse il futuro e un po’ di passato: aveva visto nei miei occhi l’ombra di un dolore recente, la scomparsa di mio fratello Pasquale, che un anno prima era morto in mare”.

Marco Alemanno però è andato anche oltre e ha rivelato il suo amore e la vita che ha vissuto con il cantautore: “Lucio e io potevamo essere maestro e allievo, padre e figlio, fratelli, amici, amanti. Lucio diceva che ci completavamo”. Per Marco inoltre gli amici e la loro bellissima storia rappresentano la vera eredità che Lucio Dalla gli ha lasciato.

Il 4 marzo Lucio Dalla avrebbe compiuto settant’anni. La città di Bologna gli ha reso omaggio con un grande concerto in Piazza Grande che è stato trasmesso anche su Rai Uno. All’evento hanno partecipato gli amici e i colleghi di sempre, tra i quali Gianni Morandi, Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia, Gianna Nannini, Renato Zero e tanti altri ancora.

Proprio in riferimento al compleanno di Lucio Dalla, Marco Alemanno ha rivelato: “Detestava il suo compleanno: quel giorno staccava il telefonino. Gli amici veri lo sapevano e lo chiamavano il giorno prima, per tutti gli altri era irraggiungibile”.
 
Fonte: qui
 
 
2. INTERVISTA ALL'AUTORE
 
Futura Festival "Il domani di Lucio"
La toccante serata dedicata a Lucio Dalla e presentazione del libro di Marco Alemanno "Dalla Luce alla notte" al Teatro Annibal Caro di Civitanova Marche il 13 luglio 2013 - Incontro reading con letture sul tema della fascinazione di Lucio Dalla per il futuro.

dialoga Gilberto Santini - voce recitante Marco Alemanno - chitarra Bruno Mariani - tastiera Simone Stella
(circa al 30' ci sono temporanei problemi di audio).
 

 
LIBRERIA ANNI CONTEMPORANEI - Pagina 1 Videos10
 
 
3. SINOSSI:
 
Un appassionato racconto in prima persona, simile ad un viaggio, nella vita di Lucio Dalla e nelle pieghe di un incontro, quello di Lucio con l’autore, dal 1997 alla fine: attraverso i ricordi di Alemanno, un percorso dalle strade di Bologna a quelle di New York, da Dublino a Barcellona, da Mosca a Lisbona, ma anche in Sicilia, a Napoli, in Puglia e in tanti altri posti… Un viaggio fatto di parole, aneddoti, persone, odori, sensazioni e arte: quella vista in un museo e quella ideata, pensata, realizzata, insieme a quella che era ancora lì da venire… Oltre alle parole, anche alcune fotografie, scattate dallo stesso Alemanno, mentre era in giro, con Lucio, per il mondo, quando fissava in un’immagine quello che gli occhi di Lucio, insieme ai suoi, si erano fermati a guardare…
 
Fonte: qui
 
 
Marco Alemanno: "La mia vita con Lucio Dalla"
Dal primo giorno in cui si sono incontrati alle domeniche sera a messa, Marco Alemanno anticipa al settimanle "Sette" alcuni contenuti del libro "Dalla luce alla notte" in cui racconta per la prima volta il suo amore e la sua vita con Lucio Dalla. "Lucio e io potevamo essere maestro e allievo, padre e figlio, fratelli, amici, amanti. Lucio diceva che ci completavamo", racconta. La vera eredità? "Sono gli amici e la bellissima storia".
Un rapporto unico e profondo, quello tra Dalla e l’attore salentino, che è stato oggetto di polemiche subito dopo la morte del grande cantautore.
"Lucio - racconta Alemanno - mi ha regalato un sentimento nuovo, che non avevo messo in conto. La nostra è stata una favola moderna. Per questo non ha bisogno di etichette". E sui pettegolezzi nati dopo la scomparsa di Dalla replica duramente: "Non è stato rispettato né l'uomo né l'artista". Per Marco la vera eredità di Dalla sono "gli amici e la bellissima storia che Lucio mi ha donato".
Il primo incontro risale al 7 dicembre 1997: "Mi ha cambiato la vita, Mi predisse il futuro e un po' di passato: aveva visto nei miei occhi l'ombra di un dolore recente, la scomparsa di mio fratello Pasquale, che un anno prima era morto in mare".
Alemanno racconta delle abitudini condivise con il cantante: "La domenica dopo cena andavamo alla messa delle dieci in San Domenico oppure aveva trasformato una stanza della casa in una piccola sala cinematografica, con quattro file di vecchie poltrone recuperate da un cinema hard in disuso, dove in questi anni abbiamo visto i film più diversi: 'Matrix' e 'Uccellacci e uccellini', 'Kill Bill' e 'Il settimo sigillo'...".
E ancora: "Dormiva pochissimo, l'ho visto assopirsi mentre era in diretta a una radio, svegliarsi in tempo per rispondere alla domanda, e poi riprendere sonno. Detestava il suo compleanno: quel giorno staccava il telefonino. Gli amici veri lo sapevano e lo chiamavano il giorno prima, per tutti gli altri era irraggiungibile". Alemanno apre il forziere dei ricordi e offre agli italiani un’immagine inedita di Lucio Dalla.
 
Fonte: qui
 
 
4. DETTAGLI DEL PRODOTTO:
 
* Titolo: Dalla luce alla notte
* Autore: Alemanno MArco
* Editore: Bompiani (collana Bompiani overlook)
* Data di Pubblicazione: 27/02/2013
* Pagine: 206 p., ill., brossura, 2 ed.
 
 
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LIBRERIA ANNI CONTEMPORANEI - Pagina 1 Empty VASCO CANZONIERE COMPLETO

Messaggio  admin_italiacanora il Gio Mag 30, 2013 10:14 am

 
 
VASCO ROSSI: tutte le sue composizioni
 
 
1. RECENSIONE
 
Il canzoniere completo di Vasco Rossi, con tutte le sue composizioni, sia quelle scritte e cantate da lui stesso (da Ciao, Silvia, Albachiara, alle ultimissime Il mondo che vorrei, Eh già), sia quelle scritte per altri (come Benedetta Passione per Laura Pausini, La tua ragazza sempre per Irene Grandi, Vuoto a perdere per Noemi): in tutto 188 testi con accordi.

Il libro contiene un indice alfabetico di tutti i brani, un indice per album, l'elenco dei "live, singoli e inediti" e l'elenco dei brani di Vasco scritti per altri artisti.
Il volume è impreziosito dall'enciclopedia degli accordi (per chitarra e tastiera), alcune foto e due manoscritti originali.
 
Fonte: qui
 
 
2. DETTAGLI DEL PRODOTTO:

* Titolo: Vasco canzoniere completo
* Autore: Rossi Vasco
* Editore: Volontè & Co
* Collana: Musica-Monografie
* Data di Pubblicazione: Giugno 2011
* ISBN/EAN: 9788863882308
* Pagine: 256
 
 
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LIBRERIA ANNI CONTEMPORANEI - Pagina 1 Empty CESARE CREMONINI: 2009 LE ALI SOTTO I PIEDI

Messaggio  admin_italiacanora il Mar Giu 02, 2015 6:02 pm



CESARE CREMONINI: 2009 LE ALI SOTTO I PIEDI

1. RECENSIONE

In copertina spicca la dicitura “romanzo”.
Che è un po’ incongrua, per queste che sembrano pagine di diario rilette a dieci anni di distanza e rimesse in bella copia. Non che questo sia necessariamente un limite, anzi: quel che esce dalle parole di Cesare Cremonini - uno che, sia detto per inciso, stimo e ammiro più di ogni altro esponente della sua generazione - è la sincerità, quasi l’ingenuità con cui un “ragazzo fortunato” racconta infanzia adolescenza e prime esperienze.

Qualcuno l’ha definito “un romanzo di formazione”, esagerando non poco: leggendolo, l’ho trovato piacevolmente narrativo, con le inevitabili concessioni al registro comico e al registro drammatico e al registro sentimentale (ma non è forse così la vita di ogni giorno?), e ho apprezzato la scelta di concludere la rievocazione di quei giorni “formidabili” alla vigilia dell’esplosione di “50 Special” e di “..Squèrez?” e della breve fama dei Lunapop.
Ci sono dentro tanta Bologna e tanta mamma e un bel po’ di Walter Mameli (scopritore produttore manager di Cesare), nelle pagine di “Le ali sotto ai piedi”: l’ingrediente che mi ha divertito di più è l’ultimo, perché Mameli lo conosco da un bel po’, la Bologna degli anni Novanta non l’ho proprio frequentata e la mamma di Cesare non l’ho mai vista. Oltretutto, è nelle 12 pagine scritte da Mameli che ritrovo il mio ambiente - quello della discografia miope e pavida, quello delle majors che rifiutano i Lunapop salvo poi mangiarsi le unghie fino ai gomiti.

Ma questo non è un libro che parla di musica, non è un saggio critico o un excursus storico: è, l’ho già detto, il racconto in prima persona del viaggio di un ragazzo bolognese dal semianonimato alla celebrità. Un libro per fans? Abbastanza, sì, anche se sono certo che non era questa l’intenzione dell’autore. Però è certo che è a loro che è destinato; quindi, a che pro stare a
guardare il capello?

Frizzantino, fresco, di pronta beva, “Le ali sotto ai piedi” è un Pignoletto col quale accompagnare l’antipasto di salumi. Aspetto - con fiducia - Cremonini alla prova più matura, che potrebbe già essere la seconda: un romanzo (questo, si è detto, non lo è propriamente) corposo, pastoso, di gradazione più impegnativa.
 
Fonte: qui
 
 
2. L'INTERVISTA
 
 
 
 
3. DETTAGLI DEL PRODOTTO:
  • Edizioni Rizzoli
  • Pubblicato: 2009 (24/7)
  • Autore: Cesare Cremonini
  • 253 pag., ill.
  • ISBN 978-88-17-03228-5

 
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LIBRERIA ANNI CONTEMPORANEI - Pagina 1 Empty DON BACKY: 2017 - IO CHE MIRO IL TONDO

Messaggio  admin_italiacanora il Lun Dic 11, 2017 4:29 pm

   


DON BACKY: 2017 - IO CHE MIRO IL TONDO

1. RECENSIONE

Tante storie, aneddoti e curiosità girano intorno alla genesi del volume “ Io che miro il tondo “ a firma di Aldo Caponi, in arte Don Backy , primo cantante cantautore a mettere mano a un libro tra il 1966 e 1967, tra l’altro con grande successo di critica. La prima edizione vide la luce appunto nel 1967 per i tipi Feltrinelli, un particolare degno di nota, e oggi a 50 anni di distanza ecco una riedizione, questa volta a cura di Clichy.
Tra le varie presentazioni in calendario in questo periodo, abbiamo incontrato il cantante scrittore a Roma , presso la Libreria I Trapezisti , dove, affiancato da Dario Salvatori, e stimolato dalle domande di Maurizio Zicoschi, Don Backy ha ripercorso le tappe di questa opera, dalla sua prima ispirazione, un litigio e delusione d’amore, una donna importante poi diventata compagna di vita, alla stesura accompagnata sempre da buona musica come nutrimento per le idee, all’incontro con Feltrinelli, che portò il manoscritto a Cuba e al suo ritorno lo volle editare così com ’era , senza correzioni o alcuna revisione.
E poi il successo, la curiosità per uno stile inedito e originale, per la fantasia, per la descrizione di isole lontane mai viste ma descritte in modo immaginifico, suggestioni tropicali, accanto a un intreccio di personaggi dai nomi strampalati nati da realtà e fantasia.
“Che cos’è questo libro? Un romanzo? Una storia d’amore? La favola dell’amicizia? Un sogno? Senza dubbio una delle cose più anomale e inclassificabili che siano mai state scritte in Italia - è stato detto - “ E’ un libro moderno, attuale, non sembra scritto 50 anni fa, propone uno stile particolare fatto di giochi di parole, spicca il coinvolgimento diretto con il lettore, la lettura è affascinante e richiama alla memoria autori importanti, come Calvino, per esempio- le parole di Zicoski.

Forse proprio per la sua freschezza e attualità l’opera viene oggi riproposta sul mercato.
“ Dopo tutti questi anni – ha raccontato Don Backy - mi è arrivata la richiesta da parte di Cichy di rieditare questo libro. Ho accettato con grande piacere e ho avuto l’opportunità, questa volta, di revisionare la mia creatura , fare alcune correzioni e modifiche che avevo in mente già 50 anni fa, ma che non sono sostanziali alla natura del libro che è scaturito in modo fluido dalla mia fantasia grazie al fatto che ho sempre avuto una facilità nello scrivere fin da ragazzino. E mi stupisco sempre i parallelismi che alcuni critici fanno tra la mia scrittura e reminiscenze di grandi autori. Quando mi sono messo all’opera avevo tante cose da dire, avevo questa forte esigenza di esprimermi, ma non volevo scrivere canzoni . Avevo bisogno di esternare delle sensazioni d’amore più che scrivere una vera e propria storia. E ascoltando brani di Louis Amstrong e le chitarre di Tommy Garret ho capito come procedere. Il titolo “ Io che miro al tondo” riprende una mia canzone di successo “ Io che giro il mondo”.

Dario Salvatori ha evidenziato in modo particolare l’importanza della musica in anni come il 1967, e la novità di questo libro scritto per la prima volta da un cantante , "mentre adesso gli scaffali delle librerie sono pieni. Tra reminiscenze letterarie e coincidenze, che mi suscitano sempre curiosità, questa è un’opera interessante con uno stile proprio.
Lo stile non si può ricalcare, dipende dalle letture fatte e dal proprio punto di vista”.

Don Backy ha dato luce poco tempo fa anche a un CD Pianeta Donna dedicato all’universo femminile, 12 brani in cui la donna cantata nelle sue più varie sfumature e figure: allegra, triste, sensuale, felice, decisa, avventurosa, amante, madre o moglie.
 
Fonte: Qui
 
 
2. L'INTERVISTA
 

 
premere STOP per bloccare l'esecuzione del video
 
 
3. DETTAGLI DEL PRODOTTO:
  • Edizioni Clichy
  • Pubblicato: 2017
  • Autore: Don Backy
  • 198 p., Brossura
  • EAN: 9788867993697

da:    


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LIBRERIA ANNI CONTEMPORANEI - Pagina 1 Empty STEFANO D'ORAZIO: 2012 - CONFESSO CHE HO STONATO. UNA VITA DA POOH

Messaggio  admin_italiacanora il Dom Nov 08, 2020 9:22 pm

 
 
2012 - STEFANO D'ORAZIO: CONFESSO CHE HO STONATO. UNA VITA DA POOH
 
1. RECENSIONE
 
Stefano D’Orazio è un uomo sorprendente; il destino aveva segnato per lui un percorso di successo nella musica insieme ai suoi amici per sempre, i Pooh; ad un certo punto decide di svuotare la sua bottiglia da un litro e versare al suo interno molto altro, esperienze che mai avrebbe immaginato e da quel momento mille avventure lo hanno visto protagonista.
Da settembre è nei teatri l’ultimo musical da lui ideato, con musiche dell’amico Roby Facchinetti, “W Zorro”; da novembre è in tutte le librerie il suo primo libro “Confesso che ho stonato- Una vita da Pooh” (Feltrinelli / Kowalski Editore).

L’aver trovato il coraggio a un certo punto della sua vita di staccarsi da quel mondo di certezze che aveva costruito in trent’anni di attività e aver creduto solo e soltanto in se stesso gli ha permesso di capire che non fosse impossibile percorrere nuove vie, anche quella della scrittura.
Nasce così questo libro; un racconto che parte da lontano, da Stefano bambino che comincia a conoscere l’ambiente che lo circonda, che scopre le prime emozioni, il grande amore per la musica.
Ma non è un percorso edulcorato dai ricordi, non è una semplice biografia; D’Orazio sente l’esigenza di raccontare e condividere una storia che racconta la strada percorsa, piena di errori, di sbagli, di piccole e grandi cadute che sono servite a creare l’uomo che è diventato e che ha avuto il coraggio di voltare pagina e spingersi verso nuovi orizzonti; regala momenti della propria vita che ciascuno custodisce nel proprio animo ma che lui ha voluto regalare a chi leggerà il libro, siano essi fans da anni o semplici lettori curiosi di conoscere storie cariche di emozioni personali e universali. D’orazio vuole mettersi a nudo attraverso la storia fatta di debolezze, momenti incerti, passi falsi, con verità raccontando una storia ricca di emozioni vere, senza filtro rischiando molto, donando qualcosa di vero e vissuto.
C’è tutto un mondo che si svela attraverso il libro; gli anni Sessanta, la ribellione, il primo uomo sulla luna, l’ascolto per la prima volta di un gruppo che ha segnato molti ragazzi, in fatto di musica, i Beatles; la vita da musicista sempre più affermato con i Pooh.
La narrazione scorre con leggerezza e ironia; tanti momenti di vita sono raccontati con semplicità e attenzione.
Incontri fugaci, a volte invece amicizie che hanno segnato l’esistenza e l’hanno resa unica e straordinaria, tanti volti che si susseguono e riaffiorano alla memoria accompagnati da aneddoti e ricordi.
Per anni la musica è stata la grande compagna della sua vita, cui Stefano ha dedicato anima e corpo condividendo ogni emozioni con i suoi compagni di viaggio, quegli amici che la vita per caso ha unito e la musica ha legato per sempre, anche dopo la dolorosa decisione di cambiare strada, di uscire da quel mondo così sicuro che però non gli trasmetteva più quelle emozioni necessarie per creare qualcosa di buono.
Oggi il presente per lui rappresenta una continua sorpresa, niente è ormai impossibile o irraggiungibile, basta crederci e lottare per poter raggiungere i propri sogni e dopo una caduta basta solo alzare lo sguardo e ripartire per una nuova avventura.
 
Fonte: qui
 
 
2. INTERVISTA ALL'AUTORE
 
Pubblichiamo l’intervista a Stefano D’Orazio, scomparso pochi giorni fa per il Covid, realizzata per il Quotidiano, uscita il 15 marzo 2013, in occasione della presentazione a Cosenza della sua biografia “Confesso che ho stonato”

«IL MIO libro? Un’autobiografia sputtanante». Stefano D’Orazio ha deciso di vuotare il sacco. Di dire tutto. Una vita da Pooh con appendice da scrittore nella quale ripercorrere anni, concerti, situazioni, emozioni, donne e uomini incontrati su un percorso, da Pooh, terminato qualche anno fa, ma che ancora va avanti nella voglia di raccontare, di suonare, di dare vita a un’emozione «ma senza quella rigida scaletta che erano diventate le mie giornate quando facevo parte del gruppo. Ogni giorno si programmava il giorno dopo. Orari, partenze, arrivi. Ad un certo punto ho detto basta. E adesso eccomi qui».

Qui significa Cosenza. Domani alle ore 18 presenterà, appunto, la sua biografia “Confesso che ho stonato” invitato dal Circolo della Stampa di Cosenza “Maria Rosaria Sessa” e dalla galleria d’arte Ellebi, a via Misasi, dove incontrerà la città.

Dicono le presentazioni: questo libro racconta il peggio di lei. Veramente?
«Certo. Senza ritegno. Sa che ho ritrovato le mie agende degli anni ’70? Annotavo tutto. Date, concerti, incontri. E sono tornate buone anche per scrivere questo libro, un’occasione per fare il resoconto di una vita e anche per togliermi qualche sassolino dalle scarpe».

E qual è quello più grosso?
«Credo quello che si riferisce al fatto che i miei compagni non vollero farmi cantare una canzone che avevo scritto per mio padre che era appena morto. I Pooh sono andati avanti per così tanto tempo anche perché al nostro interno c’erano delle regole ferree la più importante delle quali era che il gruppo veniva prima di ogni altra cosa. Dissero che il testo non andava bene, la musica restò quella ma cambiai le parole. Nacque così “Innamorati sempre, innamorati mai”. E ogni volta che l’ho cantata ho sempre pensato ad altro».

Altra grana: è vero che non avete mai perdonato a Riccardo Fogli di essersene andato perché si era innamorato?
«Ma no, lo abbiamo perdonato subito, invece. L’errore fu proprio averlo lasciato andare. Nel senso che se fossimo stati meno fiscali avremmo avuto la possibilità che Riccardo raccontasse ancora con noi le sue emozioni. Poi però al suo posto arrivò Red e fu sicuramente un ingresso importante».

Lei nel libro fa spesso riferimenti agli incontri che ha avuto nella sua vita e nella sua carriera. Iniziamo forse dal primo e più importante: i Beatles.
«Fu una folgorazione. Una mia amica mi prestò il suo disco e io rimasi incantato da quella musica e decisi che avrei voluto rifarla. Pensi che riuscì a registrarlo con un vecchio registratore facendo probabilmente la prima copia pirata della storia».

Altro incontro: Totò.
«Un mito assoluto. Feci la comparsa nel suo ultimo film, un episodio di “Capriccio all’italiana”, diretto da Steno. Io ero uno di quei capelloni che stava sotto di lui seduto su un trono. Durante le riprese mi misi a ridere, mi sgridarono, lui intervenne e con un sorriso disse: “Ma no, su, forse faccio ancora ridere”. Era invecchiato, credo fosse il periodo in cui era completamente cieco o quasi».

Il teatro resta però una specie di costante della sua vita: lei ha lavorato anche con Carmelo Bene.
«Sì. Suonavo la batteria nei suoi spettacoli d’avanguardia. Erano serate nelle quali lui finiva la sua performance e poi non permetteva al pubblico di uscire: li costringeva al dibattito e a dire quello che avevano capito».

Crescere a Roma in quegli anni deve essere stato piuttosto formativo per un artista.
«C’era un fermento incredibile, sì. E noi appassionati suonavamo per emulazione. Anzi, prima per cuccare le ragazze. E poi per emulare quelli più bravi».

Ma come si fa a cuccare se si suona la batteria?
«Infatti fu una scusa: io non sapevo suonare. Era solo che dicevo che suonavo la batteria altrimenti qualcuno avrebbe potuto portare una chitarra e allora sarei stato nei guai. Poi la batteria, quella batteria che mi portò la Befana a sei anni, diventò gran parte della mia vita».

Quanto sarebbe difficile, oggi, fare un percorso come quello che ha fatto lei?
«Direi impossibile. Oggi ci sono i talent ai quali si presentano migliaia di giovani e dai quali arrivano ragazzi veramente di talento. Solo che sanno alla perfezione come stare su un palco ma non quello che c’è sotto il palco».

In che senso?
«Nel senso che un artista, un cantante, un ragazzo, deve rispettare i tempi della sua crescita, che sono i suoi e solo i suoi. Qui un altro po’ e il sindaco consegna le chiavi della città a un ragazzo uscito da un talent e che ha appena 13 anni. Difficile poi far capire che si deve crescere sempre, che si deve sempre tentare di migliorare e migliorarsi. Della mia generazione nessuno è uscito da una scuola»

Per voi la scuola migliore qual è stata?
«La cantina. Il garage. Le balere dove c’era anche chi ti prendeva a schiaffi sul collo se suonavi male. Queste cose i ragazzi oggi quando le vedono, quando le vivono?».

Lei arriva a Cosenza dove qualche anno fa insieme ai Pooh raccoglieste dei fondi per aiutare l’associazione “Gianmarco De Maria”.
«E’ vero. E fu un’esperienza bellissima. Incontrammo queste persone che volevano veramente dare una mano alle famiglie dei bambini ricoverati. So che c’è una struttura che li ospita e i primi a beneficiarne sono proprio i bambini che possono sentire vicine le loro famiglie in un momento molto delicato come lo è sempre la malattia».
 
Fonte: qui
 
 
3. DETTAGLI DEL PRODOTTO:

  • Titolo: Confesso che ho stonato. Una vita da Pooh
  • Autore: Stefano D'Orazio
  • Editore: Kowalski
  • Formato: EPUB con DRM
  • Testo in italiano
  • Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle)
  • Dimensioni: 2,38 MB
  • EAN: 9788874963775

 
 
          
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