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AIDA (di Giuseppe Verdi)

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AIDA (di Giuseppe Verdi)

Messaggio  admin_italiacanora il Sab Set 28, 2013 3:54 pm


opera in quattro atti di Giuseppe Verdi, su libretto di Antonio Ghislanzoni

PERSONAGGI

AIDA (Micaela Carosi) - Schiava etiope alla corte egizia, figlia del re etiope Amonasro
IL RE (Marco Spotti) - Faraone d'Egitto
AMNERIS (Ichina Vaughn) - Figlia del Faraone
RADAMES (José Cura) - Capitano delle guardie, innamorato di Aida
AMONASRO (Alberto Mastromarino) - Re d’Etiopia, padre di Aida
RAMFIS (Carlo Colombara) - Capo dei sacerdoti
UN MESSAGGERO (Carlo Bosi)
SACERDOTESSA (Antonella Trevisan)
Prima Ballerina Ospite (Myrna Kamara)
Primo Ballerino (Giovanni Patti)
Sacerdoti, sacerdotesse, ministri, soldati, capitani, funzionari,
schiavi e prigionieri etiopi, popolo egizio, ecc.

Regia e Scene: Franco Zeffirelli
Costumi: Anna Anni
Coreografia: Vladimir Vassiliev
Maestro del Coro: Marco Faelli

Direttore: Daniel Oren
 
 
1. NOTE

Aida è un'opera in quattro atti di Giuseppe Verdi, su libretto di Antonio Ghislanzoni, basata su un soggetto originale di Auguste Mariette. Ismail Pascià, kedivé d'Egitto, commissionò un inno a Verdi per celebrare l'apertura del Canale di Suez (1869) nel 1870, pagandolo 80.000 franchi, ma questi rifiutò, dicendo che non scriveva musica d'occasione.
Invece quando venne l'invito di comporre un'opera per l'inaugurazione del nuovo teatro del Cairo, accettò.
Tuttavia la prima dell'opera fu ritardata a causa della guerra franco-prussiana dato che i costumi e le scene erano a Parigi, sotto assedio. Il teatro del Cairo s'inaugurò invece con Rigoletto. Quando finalmente la prima di Aida ebbe luogo, l'opera ottenne un enorme successo e ancora oggi continua ad essere una delle opere liriche più famose.

La prima rappresentazione in assoluto al mondo avvenne quindi al Teatro khediviale dell'Opera del Cairo, in Egitto, il 24 dicembre 1871, diretta da Giovanni Bottesini.
Per l'anteprima italiana sotto la sua diretta supervisione, Verdi scrisse un ouverture, che però alla fine non venne eseguito per un ripensamento dell'autore che preferì lasciare il breve preludio scritto per la premiere del Cairo, più organico ed efficace.
 
Fonte: QUI

 
 
2. TRAMA

L'azione ha luogo a Menfi e Tebe, all'epoca della potenza dei faraoni.

ATTO I
Scena I: Sala del palazzo del re a Menfi.
Aida, figlia del Re di Etiopia Amonasro, vive a Menfi come schiava; gli Egizi l'hanno catturata durante una spedizione militare contro l'Etiopia ignorando la sua vera identità. Suo padre ha organizzato una incursione in Egitto per liberarla dalla prigionia. Ma fin dalla sua cattura, Aida si è innamorata del giovane guerriero Radamès, che a sua volta è innamorato di lei. Aida ha una pericolosa rivale, Amneris, la figlia del Re d'Egitto. Giunta Aida, Amneris intuisce che possa essere lei la fiamma di Radamès e falsamente la consola dal suo pianto. Appare il Re assieme agli ufficiali e Ramfis che introduce un messaggero recante le notizie dal confine. Aida è preoccupata: suo padre sta marciando contro l'Egitto. Alla fine il Re dichiara che Radamès è stato scelto da Iside come comandante dell'esercito che combatterà contro Amonasro. Il cuore di Aida è diviso tra l'amore per il padre e la Patria e l'amore per Radamès.

Scena II: Interno del tempio di Vulcano a Menfi.
Cerimonie solenni e danza delle sacerdotesse. Investitura di Radamès come comandante in capo.

ATTO II
Danze festose e musica nelle stanze di Amneris. Amneris riceve la sua schiava Aida e ingegnosamente la spinge a dichiarare il suo amore per Radamès, mentendole dicendo che Radamès è morto in battaglia; la reazione di Aida alla notizia la tradisce rivelando il suo amore per Radamès. Amneris, scoperto il suo amore, la minaccia: ella è figlia del Faraone. Con orgoglio Aida dice che anche lei è figlia di re, ma se ne pente ben presto. Risuonano da fuori le trombe della vittoria. Amneris obbliga Aida a vedere con lei il trionfo dell'Egitto e la sconfitta del suo popolo. Aida è disperata, e chiede perdono ad Amneris.

   Scena II: Uno degli ingressi della città di Tebe.

Radamès torna vincitore. Marcia trionfale. Il faraone decreta che in questo giorno il trionfatore Radamès potrà avere tutto quello che desidera. I prigionieri etiopi sono condotti alla presenza del Re e Amonasro è uno di questi. Aida immediatamente accorre ad abbracciare il padre, ma le loro vere identità sono ancora sconosciute agli Egizi. Amonasro infatti dichiara che il Re etiope è stato ucciso in battaglia. Radamès per amore di Aida chiede come esaudimento del desiderio offertogli del Re il rilascio dei prigionieri. Il Re d'Egitto, grato a Radamès, lo proclama suo successore al trono concedendogli la mano della figlia Amneris e fa inoltre rilasciare i prigionieri, ma, su consiglio di Ramfis, fa restare Aida e Amonasro come ostaggi per assicurare che gli etiopi non cerchino di vendicare la loro sconfitta.

ATTO III
Scena: Le rive del Nilo, vicino al tempio di Iside.
Amonasro e Aida sono tenuti in ostaggio; il Re etiope costringe la figlia a farsi rivelare da Radamès la posizione dell'esercito egizio. Radamès ha solo apparentemente consentito di diventare il marito di Amneris, e fidandosi di Aida, durante la conversazione le rivela per incauta confidenza le informazioni richieste dal padre. Quando Amonasro rivela la sua identità e fugge con Aida, Radamès, disperato per avere involontariamente tradito il suo Re e la sua Patria, si consegna prigioniero al sommo sacerdote.

ATTO IV
Scena I: Sala nel palazzo del Re; andito a destra che conduce alla prigione di Radamès.
Amneris desidera salvare Radamès, conoscendone l'innocenza e lo supplica di discolparsi, ma egli rifiuta. Il suo processo ha luogo fuori dal palcoscenico; egli tace e non si pronuncia in propria difesa, mentre Amneris, che rimane sul palco, si appella ai sacerdoti affinché gli mostrino pietà. Radamès viene condannato a morte per alto tradimento e sarà sepolto vivo. Amneris maledice i sacerdoti mentre Radamès viene portato via.

Scena II: L'interno del tempio di Vulcano e la tomba di Radamès; la scena è divisa in due piani: il piano superiore rappresenta l'interno del tempio splendente d'oro e di luce, il piano inferiore un sotterraneo.

Radamès crede di essere solo, ma pochi attimi dopo si accorge che Aida si è nascosta nella cripta per morire con lui. I due amanti accettano il loro terribile destino, confermano l'amore l'un per l'altro, dicono addio al mondo e alle sue pene, e aspettano l'alba, mentre Amneris piange e prega sopra la loro tomba durante le cerimonie religiose e la danza di gioia delle sacerdotesse.
Fonte: QUI
 
 
3. LIBRETTI DELL'OPERA

in formati PDF: QUI e  QUI
 
 
4. ELENCO DEI BRANI

ATTO I
  • 1 Preludio
  • 2 Introduzione e Scena
           Introduzione Sì: corre voce che l'Etiope ardisca (Ramfis, Radamès) Scena I
           Recitativo Se quel guerrier io fossi! (Radamès) Scena I
           Romanza Celeste Aida (Radamès) Scena I
           Duetto Quale insolita gioia (Amneris, Radamès) Scena I
           Terzetto Vieni, o diletta, appressati... (Amneris, Aida, Radamès) Scena I
           Scena Alta cagion vi aduna (Re, Messaggero, Amneris, Aida, Radamès, Coro) Scena I
           Pezzo d'assieme Su! del Nilo al sacro lido (Re, Amneris, Aida, Radamès, Ramfis, Sacerdoti, Ministri, Capitani, Coro) Scena I
  • 3 Scena di Aida
           Scena Ritorna vincitor!... (Aida) Scena I
  • 4 Finale I
           Scena della consacrazione Immenso Fthà, del mondo (Coro di Sacerdotesse e Sacerdoti) Scena II
           Danza delle Sacerdotesse Scena II
           Scena Mortal, diletto ai Numi, a te fidate (Ramfis) Scena II
           Finale Nume, custode e vindice (Ramfis, Radamès) Scena II
ATTO II
  • 5 Introduzione, Coro, Scena e Duetto di Aida e Amneris
           Coro Chi mai fra gl'inni e i plausi (Schiave) Scena I
           Danza di giovani schiavi mori Scena I
           Coro Vieni: sul crin ti piovano (Schiave, Amneris) Scena I
           Scena Silenzio! Aida verso noi s'avanza... (Amneris) Scena I
           Scena Fu la sorte dell'armi a' tuoi funesta (Amneris, Aida) Scena I
           Duetto Amore! amore! Gaudio... tormento... (Aida, Amneris) Scena I
  • 6 Finale II
           Inno Gloria all'Egitto, ad Iside (Popolo, Donne, Sacerdoti) Scena II
           Marcia trionfale Scena II
           Ballabile Scena II
           Coro Vieni, o guerriero vindice (Popolo) Scena II
           Scena Salvator della patria, io ti saluto (Re, Radamès, Aida, Amneris, Amonasro, Coro) Scena II
           Pezzo d'assieme Ma tu, Re, tu signore possente (Amonasro, Re, Radamès, Aida, Amneris, Ramfis, Prigionieri, Schiave, Sacerdoti, Popolo) Scena II
           Stretta del Finale II Gloria all'Egitto, ad Iside (Popolo) Scena II
ATTO III
  • 7 Introduzione, Preghiera, Coro e Romanza di Aida
           Coro O tu che sei d'Osiride (Coro nel tempio) Scena unica
           Scena Vieni d'Iside al tempio (Ramfis, Amneris) Scena unica
           Recitativo Qui Radamès verrà... Che vorrà dirmi? (Aida) Scena unica
           Romanza O cieli azzurri... o dolci aure native (Aida) Scena unica
  • 8 Scena e Duetto di Aida e Amonasro
           Scena Cielo! mio padre! (Aida, Amonasro) Scena unica
           Duetto Rivedrai le foreste imbalsamate (Amonasro, Aida) Scena unica
  • 9 Duetto di Aida e Radamès, Scena e Finale III
           Duetto Pur ti riveggo, mia dolce Aida... (Radamès, Aida) Scena unica
           Scena Ma, dimmi: per qual via (Aida, Radamès, Amonasro) Scena unica
           Finale III Traditor! - La mia rival!... (Amneris, Aida, Amonasro, Radamès, Ramfis) Scena unica
ATTO IV
  • 10 Scena e Duetto di Amneris e Radamès
           Recitativo L'aborrita rivale a me sfuggia... (Amneris) Scena I
           Scena Io l'amo... Io l'amo sempre... (Amneris) Scena I
           Duetto Già i sacerdoti adunansi (Amneris, Radamès) Scena I
  • 11 Scena del Giudizio
           Recitativo Ohimè!... morir mi sento... Oh! chi lo salva? (Amneris) Scena I
           Giudizio Spirto del Nume, sovra noi discendi! (Sacerdoti, Amneris, Ramfis, Coro) Scena I
  • 12 Scena, Duetto e Finale ultimo
           Scena La fatal pietra sovra me si chiuse... (Radamès, Aida) Scena II
           Duetto e Finale Morir! sì pura e bella! (Radamès, Aida, Sacerdoti, Sacerdotesse) Scena II

Fonte: QUI


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Re: AIDA (di Giuseppe Verdi)

Messaggio  admin_italiacanora il Dom Set 29, 2013 3:24 pm



"AIDA" Opera in quattro atti, libretto di Antonio Ghislanzoni

ORCHESTRA DELL'ARENA DI VERONA conduce DANIEL OREN

“Aida” e l’ Arena, un binomio oramai inscindibile: se si pensa all’ una, il pensiero corre automaticamente all’ altra.
Detta “liaison” non ha però sempre reso un buon servigio al capolavoro verdiano, il quale, grazie al Cielo, non si esaurisce con la Marcia Trionfale del secondo atto, ma che anzi è opera di intenso scavo psicologico dei personaggi, di grandi innovazioni timbriche ed armoniche, e che costituisce una delle cerniere evolutive nel percorso compositivo di Verdi.
In molte produzioni degli anni passati, con l’ eccezione della raccolta ed elegantissima produzione “blu” di Pizzi, tutta ombre e mezze luci, abbiamo visto prevalere un’ ostentata esteriorizzazione del dramma, la quale ha offerto formidabili occasioni di puro spettacolo, ma che ha pure fatto passare in secondo piano il carattere essenzialmente intimo di “Aida”, opera nella quale l’ interazione dei personaggi, sia essa in termini di coazione o di contrapposizione, è giocata su mezzevoci, su sguardi, su “non detti” sottolineati però dalla musica.

Franco Zeffirelli firma un allestimento “intermedio” tra la concezione esteriorizzante e quella “intimista” dell’ opera.
Crediamo, non senza motivo, che tale scelta registica, la quale in parte si riflette anche nelle scene e nei costumi, derivi dal precedente allestimento “mignon”, che Zeffirelli creò per il minuscolo teatro di Busseto, e che si rivelò come uno dei più riusciti ed interessanti tra quelli di cui fummo partecipi.
Trovandosi a gestire uno spazio enorme quale quello dell’ Arena, Zeffirelli, autore anche delle scene, pur non rinunciando alla pompa di un Egitto fantastico, ridondante di ori e colori, di grandi masse e di grandi movimenti, riesce tuttavia a mantenere un’ atmosfera raccolta, un contatto costante tra i protagonisti, un legame di anime percepibile in ogni scena.
Il potere del Farone è testimoniato da un’ onnipresente piramide, gigantesca, quasi ingombrante, la quale, ruotando su se stessa ci mostra ora le sale del palazzo reale, ora il tempio di Ftah, ora il santuario di Iside, ora il sotterraneo-tomba, nel quale Radames e Aida coroneranno nella morte il loro amore.
I simboli sono ovunque, incombenti: sfingi, statue di deità, semplici oggetti di uso comune, il tutto a rendere l’Egitto di Verdi ancor più Egitto.
Opulenti sono anche i costumi, firmati da Anna Anni, la quale sceglie tessuti preziosi ed accessori davvero regali per gli Egizi, mentre invece gli Etiopi sono abbigliati con tribale eleganza; il popolo, irrilevante, è color della sabbia.
Curatissimo il light design di Paolo Mazzon.

“Composito” il risultato musicale.
Daniel Oren offre una prova maiuscola: la sua direzione palpita di mille colori, è appassionata senza cadere mai nell’ eccesso; i suoi “rubati” richiamano le brezze del Nilo, i pianissimi lo stormire dei papiri, i forti il sole rosso del deserto.
Esemplare l’attenzione ai cantanti ed al coro, quest’ ultimo bravissimo, mai abbandonati a loro stessi, ma anzi accompagnati con mano sicura nelle innumerevoli difficoltà della partitura.
Molto bene anche l’orchestra, che sotto la bacchetta di Oren appare davvero galvanizzata.

Micaela Carosi, grazie ad una voce importante e molto ben educata, canta un’ ottima Aida, ricca di sfumature, intensa, appassionata, a tratti selvaggia. Belli i suoi filati e rapinose le mezzevoci, che ben si sono evidenziate nel suo ottimo “O cieli azzurri”. Ci hanno impressionato assai favorevolmente anche la sua presenza scenica e le doti di attrice. Bene davvero, senza riserve.
José Cura è “genio e sregolatezza”, e in tale ottica possiamo inquadrare il suo Radames, il quale, se convince del tutto in quanto a recitazione ed interpretazione, ci lascia invece alquanto perplessi per ciò che attiene alla vocalità.
Cura è splendido attore, interprete intelligente, conoscitore del pubblico, ma la voce, spesso artificiosamente scurita, spesso troppo baritoneggiante, risulta al momento il suo punto debole. Paradossalmente le cose migliori le ha fatte sentire nel terzo e quarto atto, nei quali un frequente ricorso al falsettone gli ha permesso di trovare accenti di una qualche morbidezza.

Tichina Vaughn, Amneris, voce assai piccola per gli spazi areniani, si disimpegna come può, offrendo nel complesso una prova opaca, dovuta tra l’altro ad evidenti difficoltà nei gravi e ad un’ interpretazione assai generica dal punto di vista vocale.

L’Amonasro di Alberto Mastromarino è barbaricamente truce, costantemente corrusco, a tratti sopra le righe; la voce non ci è parsa del tutto a posto, soprattutto nel registro centrale.
Bene l’autorevole Ramfis di Carlo Colombara, il quale conferisce al Sommo Sacerdote l’autorevolezza che deve essergli propria, e lo fa con voce salda e ben proiettata.
Egualmente più che positive le prove di Marco Spotti, il Re e di Antonella Trevisan, la Sacerdotessa.
Bravo Carlo Bosi, il Messaggero.

Alla fine calorosi applausi per tutti, più intensi per Oren e Carosi, da parte di un pubblico che gremiva l’ anfiteatro in ogni ordine di posti.
Fonte: QUI


L'opera completa (2h:26m):