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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

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CANTANTI/GRUPPI ANNI' 60
 :: MILVA

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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1970 - RITRATTO DI MILVA (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Lun Giu 10, 2019 11:46 pm

1. TITOLO:
 
1970 - RITRATTO DI MILVA
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6073 # Data pubblicazione: Giugno 1970 # Matrici: S 6073-1/S 7063-2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 9 Giugno / Antologia del periodo Ricordi / Il brano "Se ritornerai (Sogno)" è un libero adattamento del brano per pianoforte "Traumerei" da "Scene Infantili Op.15 n.7" di Robert Schuman / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
2. RECENSIONE:
 
Ritratto di Milva è un album della cantante italiana Milva, pubblicato dall'etichetta discografica RICORDI (numero di catalogo SMRL 6073) nel 1970.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 

 
 
Versione musicassetta
 
            
 

Milva e Betty Curtis in un'immagine degli anni 70

 
 
4. TRACK LIST:
 
 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Videos10
 


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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1971 - SOLA/SURABAYA JOHNNY (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Giu 11, 2019 10:04 am

1. TITOLO:

1971 - SOLA/SURABAYA JOHNNY

# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10617 # Data pubblicazione: 1971 # Matrici: SLNN 5028/SLNN 5029 # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Nate: Lato A: sigla della trasmissione televisiva "I Grandi dello Spettacolo" / Distribuito da Dischi Ricordi.
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
SOLA

 
      Lato B:
SURABAYA JOHNNY

 
     

Autori: Enrico Riccard
Orchestra: Gian Piero Reverberi
 
Testo:
Sola,
adesso m’hai lasciata
qui da sola,
da troppi giorni aspetto,
sono stanca,
mi chiedo dove sei.

Se non sei qui,
vicino a me,
ho il buio intorno a me,
ma cosa vuoi che cerchi?
Ma cosa vuoi che aspetti?
Volerti tanto e non averti qui.

Ma perché un uomo come te
non ha capito che
l’amore è dare e tu non dai?
Se vivrai soltanto la tua vita,
resterai un uomo
che non merita di più.

E mentre sta nascendo
l’alba fredda,
sono sola.

Sola,
da troppo tempo m’hai lasciata sola,
al buio non so stare,
ho paura.

Vorrei fermare il gioco
che mi fa morire un po’
perché non sei con me.
Ma cosa vuoi che cerchi?
Ma cosa vuoi, che aspetti?
Volerti tanto e non averti qui.

Ma perché un uomo come te
non ha capito che
l’amore è dare e tu non dai?
Se vivrai soltanto la tua vita,
resterai un uomo
che non merita di più.

E mentre sta nascendo
l’alba fredda,
sono sola.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Bertolt Brecht, Kurt Weill
Orchestra: Gian Piero Reverberi
 
Testo:
Non avevo che sedici anni
Da lontano arrivasti quaggiù
Mi dicesti: "Lavoro nei treni
Su una nave non salgo mai più!"

Quante parole, Johnny
Non una vera, Johnny
Tu m'hai mentito, Johnny
Dal primo giorno, Johnny
Oh come t’odio, Johnny
Quando mi guardi così!
E smettila di fumarmi in faccia, porco!

Surabaya Johnny
Sei crudele con me
Surabaya Johnny
Ma ti dico di sì
Surabaya Johnny
Sei crudele con me
Surabaya Johnny
Sono triste perché
tu non hai cuore, Johnny
Ma mi piaci così!

In principio era sempre festa
Finché non mi prendesti con te
Dopo quindici giorni soltanto
Non ti andava più niente di me
Ora vivo sul lungo fiume
Passeggiando ogni notte su e giù
Se mi vedo allo specchio mi trovo
Come avessi quarant’anni o anche di più!

Non era amore, Johnny
Tu volevi i soldi, Johnny
E io pendevo, Johnny
Dalle tue labbra, Johnny!
Volevi tutto, Johnny
E io ti ho dato di più!
E smettila di fumarmi in faccia, porco!

Tu non hai cuore, Johnny
Tu sei un vigliacco, Johnny
Tu te ne vai, Johnny
Edimmi perché, Johnny
Eppure io t’amo, Johnny
Come il primo giorno, Johnny
E smettila di fumarmi in faccia, porco!

Surabaya Johnny
Ma ti dico di sì
Surabaya Johnny
Sei crudele con me
Surabaya Johnny
Sono triste perché tu non hai cuore, Johnny
Ma mi piaci così!
 
Fonte: QUI
 

 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1971 - SOLA/SURABAYA JOHNNY (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Giu 11, 2019 2:42 pm

1. TITOLO:

1971 - LA PIANURA/LA NOSTRA STORIA D'AMORE

# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10641 # Data pubblicazione: Maggio 1971 # Matrici: SLNO 5122/SLNO 5123 # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Nate: Data matrici: 6 Maggio / Arthur James e Robb Wilson sono gli pseudonimi rispettivamente di James Arthur Griffin e Robert Wilson Royer / Distribuito da Dischi Ricordi - MIlano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
LA PIANURA

 
      Lato B:
LA NOSTRA STORIA D'AMORE (For All We Know)

 
     

Autori: Enrico Riccardi, Piero Soffici
Orchestra: Gian Piero Reverberi
 
Testo:
Soli nella pianura,
dove sbadiglia il tempo,
la mia casa è il fiume
che non scorderò mai...

Un fiume sempre fermo
come una strada gialla,
e il bosco sulla riva
è un albero soltanto...

E quando s'alza il vento,
lì nella pianura
e quando s'alza il vento
solo l'arcobaleno
si piega sulla sponda,
si piega…

Il fiume è una ferita
scavata nella terra
che dorme tutto il tempo
sotto una luna d'ombra...

Il mio paese è un canto
di case e di canali,
di strade e di fossati,
che io trovo sempre uguali…

C'è un albero soltanto
che vede là, tutto intorno,
ma è l'albero più grande
che ho mai visto al mondo,
ma è l'albero più grande
che ho mai visto al mondo...

E quando s'alza il vento,
lì nella pianura
e quando s'alza il vento
lì nella pianura...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Arthur James, Fred Karlin, Enrico Riccardi, Robb Wilson
Orchestra: Gian Piero Reverberi
 
Testo:
Sai,
io posso credere
che tu
hai solo me.

La nostra storia d’amore
non piegherà
la forza che
mi tiene qui.

Forse è inutile
che io
mi leghi a te.

La nostra storia d’amore
è un sogno che
viviamo noi
e non voglio, sai,
nessuno al mondo
a viverla per noi.

Sai,
io posso credere
che tu
hai solo me.

La nostra storia d’amore,
che vivo in me,
so che cos’è,
è il nostro amore,
la nostra storia,
la nostra vita,
noi.
 
Fonte: QUI
 

 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1971 - MILVA CANTA BRECHT (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Giu 11, 2019 5:02 pm

1. TITOLO:
 
1971 - MILVA CANTA BRECHT
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6080 # Data pubblicazione: 1971 # Matrici: S 6080-1/S 6080-2# Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Dischi Ricordi S.p.A. - Milano
 
2. RECENSIONE:
 
Milva canta Brecht è un album del 1971 interpretato dalla cantante italiana Milva e pubblicato dalla casa discografica RICORDI
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Versione musicassetta
 

 

Milva con Astor Piazzolla - 1979

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 BALLATA PER UNA RAGAZZA ANNEGATA (Vom Ertrunkenen Mädchen, Das Berliner Requiem)
  • A2 BALLATA DELLA DONNA DEL SOLDATO NAZISTA (Das Lied Vom Weib Des Nazisoldaten, Schweyk Im 2. Weltkrieg)
  • A3 BALLATA DI MARIA SANDERS (Ballade Von Marie Sanders)
  • A4 NEL LETTO IN CUI SIAMO STAREMO (Wie Man Sich Bettet, So Liegt Man, Aufstieg Und Fall Der Stadt Mahagonny)


  • B1 JENNY DEI PIRATI (Die Seeräuber-Jenny, Die Dreigroschenoper)
  • B2 BARBARA SONG (Die Dreigroschenoper)
  • B3 BALLATA DELLA SCIAVITU' SESSUALE (Ballade Von Der Sexuellen Hörigkeit, Die Dreigroschenoper)
  • B4 SURABAYA JONNY (Happy End)
 
 
Lato A: 1
BALLATA PER UNA RAGAZZA ANNEGATA (Vom Ertrunkenen Mädchen, Das Berliner Requiem)

 
      Lato B: 1
JENNY DEI PIRATI (Die Seeräuber-Jenny, Die Dreigroschenoper)

 
   

Autori: Hanns Eisler, Bertolt Brecht
Al pianoforte Walter Baracchi
 
Testo:
Quando, annegata, lentamente fluì
dai ruscelli verso fiumi più larghi,
come un miracolo, il cielo splendeva,
quasi avvolgendola in una carezza.

Alghe si legavano su di lei,
che divenne pesante
sempre più.
Freddi i pesci su lei scivolavano,
piante e animali le resero lento
il viaggio.

Cupa scese la sera
e il cielo scurò,
poi la notte fu pallida luce
di stelle.
Ma chiara fu l’alba perché,
anche per lei,
ci fosse un mattino
e una sera.

Quando, poi, nell’acqua
il livido corpo marcì,
accadde, ma adagio,
che Iddio la scordò
a poco a poco.
Prima scordò il suo viso,
poi le mani e i capelli,
una carogna fra tante carogne.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Hanns Eisler, Bertolt Brecht
Al pianoforte Walter Baracchi
 
Testo:
Oh signori, voi mi vedete asciugare le posate, rifare i letti,
e mi date tre spiccioli di mancia e guardate i miei stracci
e questo albergo tanto povero e me,
ma ignorate chi son io davvero,
ma ignorate chi son io davvero.

Ma una sera al porto grideranno e ci si domanderà:
"Cosa diavolo mai c'è?!"
Mi vedran che servo il vino sorridendo,
si dirà: "Da ridere che c'è?!"
Tutta vele e cannoni,
una nave pirata
al molo starà.

M'han detto: "Asciuga i bicchieri, ragazza" e m'han dato di mancia un cent,
mi son presa il soldino e sono andata a rifare un letto,
che nessuno domani disferà.
Chi son io non c'è nessuno che lo sa,
chi son io non c'è nessuno che lo sa.

Ma ecco, gran rumore laggiù al porto e ci si domanderà:
"Che succede mai laggiù?!"
Mi vedranno apparire alla finestra,
si dirà: "Qualcosa certo c'è!"
Tutta vele e cannoni,
la nave pirata
raderà la città.

Oh signori, quando vedrete crollare la città vi farete smorti,
questo albergo starà in piedi in mezzo a un mucchio di sporche rovine
e di macerie e ci si chiederà il perché,
il perché di questo strano caso,
il perché di questo strano caso.

Poi s'udranno grida vicino a noi e ci si domanderà:
"Come mai non sparan qui?!"
Verso l'alba mi vedranno uscire in strada,
si dirà: "Chi è dunque quella lì?!"
Tutta vele e cannoni,
il vascello pirata
la bandiera isserà.

E più tardi cento uomini armati verranno avanti e tenderanno agguati,
faranno prigionieri tutti quanti, li porteranno
legati davanti a me,
mi diranno "chi dobbiamo far fuori?!"
Mi diranno "chi dobbiamo far fuori?!"

E il cannone allora tacerà e ci si domanderà:
"chi dovrà morire?!"
Ed allora mi udranno dire: "Tutti"
e ad ogni testa mozza io farò, "Oplà!".
Tutta vele e cannoni,
la mia nave pirata
lascerà la città.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 2
BALLATA DELLA DONNA DEL SOLDATO NAZISTA (Das Lied Vom Weib Des Nazisoldaten, Schweyk Im 2. Weltkrieg)

 
      Lato B: 2
BARBARA SONG (Die Dreigroschenoper)

 
   

Autori: Hanns Eisler, Bertolt Brecht
Al pianoforte Walter Baracchi
 
Testo:
Da Praga, alla sua donna, cosa il soldato regalò?
Un paio di stivaletti ed un saluto, a lei mandò
Questo il soldato le mandò

E da Varsavia, alla donna, cosa il soldato regalò?
Un bel bustino a colori e che colori, a lei mandò
Questo da Varsavia arrivò

Da Oslo, alla donna, cosa il soldato regalò?
Da Oslo una scarpetta, forse ti piace, a lei, a lei mandò
Questo a lei da Oslo arrivò

Da Rotterdam, alla donna, cosa il soldato regalò?
Da Rotterdam la cuffietta: "come sei buffa!" a lei, a lei mandò
Questo dall'Olanda arrivò

E da Bruxelles, alla sua donna, cosa il soldato regalò?
due pizzi e quattro merletti, "che bello averli!", a lei, a lei mandò
Questo dalle Fiandre arrivò

E da Parigi, alla sua donna, cosa il soldato regalò?
La sottoveste di seta plissé alle amiche, a lei, a lei mandò
Questo da Parigi arrivò

Da Tripoli, alla sua donna, cosa il soldato regalò?
Coralli e un amuleto portafortuna a lei, a lei regalò
Questo dalla Libia arrivò

Ma dalla gelida Russia, che cosa le arrivò?
Un velo, un velo da lutto, un velo nero arrivò
Dalla Russia arrivò.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Hanns Eisler, Bertolt Brecht
Al pianoforte Walter Baracchi
 
Testo:
Un giorno lontano, quand’ero innocente
e tutta candore e virtù,
se un tale veniva a farmi la corte
gli davo assai poco e mai di più!

Poco importava a me
che fosse ricco,
ben lavato anche al venerdì
e che educato fosse, sempre “comme il faut”.
Io rispondevo: “No!”

Solo così non c’è da perdere,
ci si salva sol così.
Anche se la luna splende in ciel,
anche se la notte è calma e senza vel,
non si deve andar più in là.

Si, è meglio essere fredda e senza cuor
e lasciarsi andare non si può.
Non si sa quel che può accadere,
bisogna sempre dire: “No!”

Il primo che venne era un tale del Kent,
era bello, era pazzo di me;
secondo fu un duca con cento castelli
e il terzo era ricco come un re.

Cosa importava a me
dei loro soldi,
del profumo anche del venerdì,
dei colletti e dei guanti sempre “comme il faut”?
Io rispondevo: “No!”

Solo così non c’è da perdere,
ci si salva sol così.
Anche se la luna splende in ciel,
anche se la notte è calma e senza vel,
non si deve andar più in là.

Si, è meglio essere fredda e senza cuor
e lasciarsi andare non si può.
Non si sa quel che può accadere,
bisogna dire sempre: “No!”

Ma un giorno, e fu un giorno colore d’azzurro,
un tipo deciso arrivò,
entrò nella stanza, appese il cappello
ed io quel che feci non lo so.

Cosa importava a me,
se non ne aveva,
se non cambiava il colletto al venerdì,
e che importava se non era “comme il faut”?
A lui non dissi no!

Cosa c’era ormai da perdere,
quando tutto andò così?
E la luna risplendeva in ciel
e la notte era calma e senza vel
e si andò molto più in là.

Non bisogna esser fredde e senza cuor,
contro il cuore andare non si può.
Più di quello non può accadere.
Da allora non ci fu più “No”.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
BALLATA DI MARIA SANDERS (Ballade Von Marie Sanders)

 
      Lato B: 3
BALLATA DELLA SCIAVITU' SESSUALE (Ballade Von Der Sexuellen Hörigkeit, Die Dreigroschenoper)

 
   

Autori: Hanns Eisler, Bertolt Brecht
Al pianoforte Walter Baracchi
 
Testo:
A Norimberga si puniscono le donne
Che vanno a letto con un uomo
Che non sia di razza ariana.

La fame cresce, i tamburi
Rullano più forte che mai.
Oh mio Dio, hanno già deciso
E verranno qua.

Maria Sanders lascia perdere il tuo uomo
Che ha i capelli troppo neri
Ed un naso che non va.

La fame cresce, i tamburi
Rullano più forte che mai.
Oh mio Dio, hanno già deciso
e verranno qua.

Mamma, dammi la chiave, non c'è niente di grave
E la luna splende in cielo come sempre,
Come sempre.

La fame cresce, i tamburi
Rullano più forte che mai.
Oh mio Dio, hanno già deciso
e verranno qua.

Un bel giorno le han tagliato i capelli
E le han messo
Un cartello al collo ed una camicia.
Rise la gente
E lei, niente.

La carne rincara nei sobborghi
E l'Imbianchino sta là.
Dio del cielo, chi ha occhi per vedere
Ha già capito che cosa accadrà.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Hanns Eisler, Bertolt Brecht
Al pianoforte Walter Baracchi
 
Testo:
Non è di certo un tipo fra i più belli:
è un macellaio e gli altri son vitelli;
è un brutto porco e solo al male crede
e frega tutti, ma alle donne cede.

Del sesso è la dolce schiavitù:
lo voglia o no, ci devi stare tu.

S’infischia della bibbia e del Codice
e pensa notte e giorno solo a sé.
Le donne sono un peso inutile…
E senza donne l’uomo è un re…

Ma queste frottole son senza effetto:
prima di notte avrà qualcuna a letto.

Ci sono uomini che vedono gli altri
restar legati a un pezzo di sottana,
costoro giurano d’essere scaltri,
ma sono fatti della stessa lana.

Del sesso è la dolce schiavitù:
lo voglia o no, ci devi stare tu.

Il primo studia i Dogmi, l’altro il Codice,
un terzo crede al papa, l’altro al re.
Non mangia mai tartufi a tavola,
meglio di lui nessuno c’è…

Ma vien la sera ed anche l’uomo retto
vuole qualcuna che gli scaldi il letto.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
NEL LETTO IN CUI SIAMO STAREMO (Wie Man Sich Bettet, So Liegt Man, Aufstieg Und Fall Der Stadt Mahagonny)

 
      Lato B: 4
SURABAYA JONNY (Happy End)

 
   

Autori: Hanns Eisler, Bertolt Brecht
Al pianoforte Walter Baracchi
 
Testo:
Fu mia madre a fare il menagramo
un giorno su di me:
che sarei finita all'obitorio
o in un posto anche peggio, se ce n'è.
L'obitorio, si fa presto a dirlo,
ma io vi giuro che non andrà così,
avranno da farla con me.
Un uomo, in fin dei conti, è un uomo,
un agnello non è!

Nel letto in cui siamo, staremo,
nessuno a coprirci verrà;
e se uno dà calci son io,
e se uno li piglia sarai tu!

Nel letto in cui siamo, staremo,
nessuno a coprirci verrà;
e se uno dà calci son io,
e se uno li piglia sei tu!

Fu un amico allora che mi disse,
un giorno, a tu per tu:
«L'amore è la cosa che conta
e al domani non pensar mai».
L'amore, si fa presto a dirlo,
ma da quando ogni giorno invecchi un po',
nessuno l'amor ti chiede più.
Si sbrighi dunque l'uomo s'è un uomo,
se un agnello non è!

Nel letto in cui siamo, staremo,
nessuno a coprirci verrà;
e se uno dà calci son io,
e se uno li piglia sei tu.

Nel letto in cui siamo, staremo,
nessuno a coprirci verrà;
e se uno dà calci son io,
e se uno li piglia sei tu.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Hanns Eisler, Bertolt Brecht
Al pianoforte Walter Baracchi
 
Testo:
Non avevo che sedici anni
Da lontano arrivasti quaggiù
Mi dicesti: "Lavoro nei treni
Su una nave non salgo mai più!"

Quante parole, Johnny
Non una vera, Johnny
Tu m'hai mentito, Johnny
Dal primo giorno, Johnny
Oh come t’odio, Johnny
Quando mi guardi così!
E smettila di fumarmi in faccia, porco!

Surabaya Johnny
Sei crudele con me
Surabaya Johnny
Ma ti dico di sì
Surabaya Johnny
Sei crudele con me
Surabaya Johnny
Sono triste perché
tu non hai cuore, Johnny
Ma mi piaci così!

In principio era sempre festa
Finché non mi prendesti con te
Dopo quindici giorni soltanto
Non ti andava più niente di me
Ora vivo sul lungo fiume
Passeggiando ogni notte su e giù
Se mi vedo allo specchio mi trovo
Come avessi quarant’anni o anche di più!

Non era amore, Johnny
Tu volevi i soldi, Johnny
E io pendevo, Johnny
Dalle tue labbra, Johnny!
Volevi tutto, Johnny
E io ti ho dato di più!
E smettila di fumarmi in faccia, porco!

Tu non hai cuore, Johnny
Tu sei un vigliacco, Johnny
Tu te ne vai, Johnny
Edimmi perché, Johnny
Eppure io t’amo, Johnny
Come il primo giorno, Johnny
E smettila di fumarmi in faccia, porco!

Surabaya Johnny
Ma ti dico di sì
Surabaya Johnny
Sei crudele con me
Surabaya Johnny
Sono triste perché tu non hai cuore, Johnny
Ma mi piaci così!
 
Fonte: QUI
 
 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1971 - LA FILANDA/UN UOMO IN MENO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Giu 11, 2019 5:51 pm

1. TITOLO:

1971 - LA FILANDA/UN UOMO IN MENO

# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10651 # Data pubblicazione: Settembre 1971 # Matrici: SLNO 5318/SLNO 5319 # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Nate: Data matrici: 8 Settembre / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
l 45 giri più venduto dell'intera carriera discografica di Milva è rappresentato dalla versione italiana di un brano della portoghese Amàlia Rodrigues, intitolato in italiano La filanda. La (finta) spensieratezza de La filanda, si contrappone alle atmosfere cupe di Un uomo in meno, altro esempio della ecletticità di un'artista che si avvia a percorrere una strada impegnata e difficile che la porterà ai margini del successo discografico commerciale almeno in Italia, ma che le regalerà grandi affermazioni in ambito teatrale e culturale.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
LA FILANDA (E' Ou Não É)

 
      Lato B:
UN UOMO IN MENO (Les Jardins De Marmaris)

 
     

Autori: Alberto Janes, Vito Pallavicini
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Cos'è, cos'è
Che fa andare le filanda
È chiara la faccenda
Son quelle come me

E c'è, e c'è
Che ci lascio sul telaio
Le lacrime del guaio
Di aver amato te

Perché, perché
Eri il figlio del padrone
Facevi tentazione
E venni insieme a te

Così, così
È un sospiro ed uno sbaglio
Son qui che aspetto un figlio
E a chiedermi perché

Tu non vivevi senza me
Ahi l'amore, ahi l'amore
Prima sapevi il perché
Ahi l'amore che cos'è

Cos'è, cos'è
Questa vita fatta ad esse
Tu giri col calesse
Ed io non c'è l'ho

Cos'è, cos'è
Questo padre che comanda
Mi vuole alla filanda
Ma non insieme a te

Cos'è, cos'è
Questa grande differenza
Se non facevi senza
Di questi occhi miei

Perché, perché
Nella mente del padrone
Ha il cuore di cotone
La gente come me

Tu non vivevi senza me
Ahi l'amore, ahi l'amore
Prima sapevi il perché
Ahi l'amore che cos'è

Ormai lo so
Tutto il mondo è una filanda
C'è sempre chi comanda
E chi ubbidirà

Però, però
Se l'amore si fa in due
Di queste colpe sue
Ne ho anch'io la metà

Tu non vivevi senza me
Ahi l'amore, ahi l'amore
Prima sapevi il perché
Ahi l'amore che cos'è

Ahi l'amore
Ahi l'amore che cos'è...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Luigi Albertelli, Jeanne Claude Massoulier, André Popp
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Bocca chiusa,
la storia amara
per chi parla
c’è la lupara.

C’eri tu,
un uomo vero,
uno in più
al cimitero.

E con me
nessuno parla
e per te
nessun che pianga.

Solo io,
amore mio,
solo io
che prego Dio.

Quattro colpi nella notte,
a faccia in giù,
sull’asfalto, nella …,
c’eri tu.

Chi è stato?
C’è chi l’ha visto,
era un’ombra,
io l’ho intravisto.

Eri qui,
in questa strada,
solo tu
e la lupara.

Dietro quelle imposte chiuse,
forse sì,
c’è chi sa ma non lo dice,
è così.

Ma perché
se non c’è scampo,
tu non hai
ceduto il campo.

Se non vendi
la vita è grama,
chi comanda
è la lupara.

Sta crescendo,
ha sempre fame la città
e adesso la tua terra
mangerà.

La città
Mangerà!
noi.
 
Fonte: QUI
 

 
MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Videos10
 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1972 - MEDITERRANEO/SE PUOI PARLARE (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Giu 11, 2019 6:37 pm

1. TITOLO:

1972 - MEDITERRANEO/SE PUOI PARLARE

# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10660 # Data pubblicazione: Febbraio 1972 # Matrici: SLNP 5350/SLNP 5351 # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Nate: Data matrici: 15 Febbraio / Lato A: "Festival di Sanremo 1972" / Arfemo è lo pseudonimo di Federico Monti Arduini / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Nuova partecipazione al Sanremo per Milva che presenta in gara un raffinato brano di Enrico Riccardi e Luigi Albertelli: Mediterraneo. L'accesso alla finale è conquistato ma alla fine il brano occuperà solo la terz'ultima posizione della classifica generale.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
   
 
 
Edizione speciale servizio “JUKE BOX” vietata la vendita al pubblico
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
MEDITERRANEO

 
      Lato B:
SE PUOI PARLARE

 
     

Autori: Luigi Albertelli, Enrico Riccardi
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Rossa è la rosa
ma chi ti sposa
se bianca non sei più?

Sotto lo scialle il viso
nessuno vede il mio sorriso,
pungono i fichi d’india
come le spine sul mio cammino.
Ma quando prendo l’acqua alla fontana
io vedo te…

Innamorata, innamorata
non ero stata mai,
rossa è la rosa
ma chi ti sposa
se bianca non sei più?

Sopra alle spalle il santo ,
senza uno sguardo mi passi accanto,
è amara la mia gente,
come il profumo dell’oleandro.
Ma quando torna indietro la processione
io vedo te…

Innamorata, innamorata
non ero stata mai,
canto del mare,
grido d’amore
Mediterraneo…

Vivo per chi mi ama,
brilla l’ulivo come una lama,
cuore tu batti forte
come una vela che s’allontana.
Ma quando brucia il sole della passione
io vedo te…

Innamorata, innamorata
non ero stata mai,
canto del mare,
grido d’amore
Mediterraneo.

Innamorata, innamorata
non ero stata mai,
canto del mare,
grido d’amore
Mediterraneo,
Mediterraneo…
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Arfemo, Salvatore Vinciguerra
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 

 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1972 - LA FILANDA E ALTRE STORIE (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Giu 11, 2019 8:17 pm

1. TITOLO:
 
1972 - LA FILANDA E ALTRE STORIE
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6093 # Data pubblicazione: Febbraio 1972 # Matrici: S - 6093 - 1/S - 6093 - 2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 25 Febbraio / Antologia del periodo Ricordi / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
2. RECENSIONE:
 
La Filanda e altre storie è un album della cantante italiana Milva, pubblicato dall'etichetta discografica RICORDI (numero di catalogo SMRL 6093) nel 1972.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Versione Stereo 8
 
   
 

Milva tra Enrico Simonetti e Nini Ferrre (sullo sfondo Fausto Cigliano) - 1972

 
 
4. TRACK LIST:
 
 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1972 - DEDICATO A MILVA DA ENNIO MORRICONE (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Giu 11, 2019 11:52 pm

1. TITOLO:
 
1972 - DEDICATO A MILVA DA ENNIO MORRICONE
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6098 # Data pubblicazione: 1972 # Matrici: S 6098-1/S 6098-2# Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Dischi Ricordi S.p.A. - Milano
 
2. RECENSIONE:
 
Dedicato a Milva da Ennio Morricone è un album della cantante italiana Milva e pubblicato nel 1972 dalla casa discografica RICORDI
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
Versione musicassetta
 

 
   
 
 
Versione stereo 8
 
   
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 LA CALIFFA
  • A2 RIDEVI
  • A3 CHI MAI
  • A4 IMMAGINI DEL TEMPO
  • A5 METTI UNA SERA A CENA
  • A6 VIAGGIO SENZA BAGAGLI


  • B1 D'AMORE SI MUORE
  • B2 CANZONE DELLA LIBERTA'
  • B3 MIA MADRE SI CHIAMA FRANCESCA
  • B4 DIO, UNO DI NOI
  • B5 QUESTA SPECIE D'AMORE
  • B6 SE CI SARA'
 
 
Lato A: 1
LA CALIFFA

 
      Lato B: 1
D'AMORE SI MUORE

 
   

Autori: A. Bevilacqua
Orchestra: Ennio Morricone
 
Testo:
Tu non credere perché
Questa crudeltà di padroni
Ha visto in me
Solo una cagna che
Mi metta anch'io alla tua catena

Se attraverso la città
Questa ipocrita tua città
Il corpo mio
Che passa tra di voi
E una invettiva contro la viltà

Invece vorrei che tu capissi che sono una donna anche per ciò che penso, per ciò in cui credo, gli ideali per cui mi sono battuta sempre, a costo di farmi ammazzare. Quello che avevo dentro ho sempre avuto il coraggio di gridarlo in faccia a tutti. Per questo mi chiamano "Califfa".

Tu ritroverai con me
La più splendida proprietà
Un attimo di sole sopra noi
Alla ricerca di te
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: C. Carunchio, G. P. Griffi
Orchestra: Ennio Morricone
 
Testo:
Quando chiudo gli occhi
Vedo solo te
Ed io ti sento in me
Credo di capire che cos'è per te
Cosa vuol dir per te
Che senso ha per te
L'amore mio.

Quando apro gli occhi
E tu non sei con me
Mi sento sola perché
Tu non hai capito
Che cos'è per me
L'amore mio per te.

Amore mio
No, no, non dirmi addio
Perché io no, non vivo senza te,
Amore mio!

Quando ti guardo vedo che per me
Negli occhi tuoi amor non c'è
Cerco l'amore che tu non mi dai
Amore mio, perché?

Amore mio
No, no, non dirmi addio
Perché io no, non vivo senza te,
Amore mio
L'amore mio per te, per te.

Ora chiudo gli occhi e tu non sei con me
Ti dico addio perché
Tu non hai capito quanto grande è in me
L'amore mio per te.

Amore mio
Io muoio, amore addio!
Perché io no, non vivo senza te
Amore mio, amore, amore addio!
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 2
RIDEVI

 
      Lato B: 2
CANZONE DELLA LIBERTA'

 
   

Autori: M. Travia
Orchestra: Ennio Morricone
 
Testo:
Lo sai che ho imparato
Non voglio innamorarmi più.

Son pozzi di ombre
Fessure di luce, le ore
Nate al buio dell'amore
Con te, creature di paura sono ormai.

Non è servito amare
Se la lezione è questa qui
Tu solo ridevi
Al pianto di ieri
Ridevi,
Ridevi...
Piangevo.

Ma tu ridi, perché ridi?
Perché ridi se io piango?

A che serve se tu ridi?
Ma non vedi che io piango?

Ma tu ridi, perché ridi?
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: L. Lucignani
Orchestra: Ennio Morricone
 
Testo:
Quello che domandiamo
È libertà
Quello che rifiutate
È libertà
Quello che non sapete
È che noi ad ogni costo
Noi ce la prederemo
Libertà

Quello che domandiamo
È libertà
Quello che rifiutate
È libertà
Quello che non sapete
È che siamo tanti al mondo
Troppi a volere ancora
Libertà

Quello che volevamo
È libertà
Quello che negavate
È libertà
Ora però sapete
È arrivato quel momento
Subito la vogliamo
Libertà

Quello che domandiamo
È libertà
Quello che rifiutate
È libertà
Ora però sapete
È arrivato quel momento
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
CHI MAI

 
      Lato B: 3
MIA MADRE SI CHIAMA FRANCESCA

 
   

Autori: C. Nistri
Orchestra: Ennio Morricone
 
Testo:
Chi mai, chi mi darà
quello che ti davo?
Un amore così puro...
Dimmi, chi?

Chi mai, chi t'amerà
come ti amo?
Solo io, solo io, solo io t'amo...
E solo io, solo io, solo io ti do, sì...
Solo io, solo io, solo io... Chi?

Chi mai, chi ti darà
quello che ti davo?
Un amore cosi puro...
Dimmi, chi?

Chi mai, chi t'amerà
come ti amo?
Solo io, solo io, solo io t'amo...
E solo io, solo io, solo io ti do, sì...
Solo io, solo io, solo io...
Chi? Chi? Chi mai? Chi?
Idiota!
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: L. Travia
Orchestra: Ennio Morricone
 
Testo:
Mia madre si chiama Francesca
Un grido di mille echi in me
Magia di suoni antichi
Dove ritorno coi miei pensieri.

La gente chiamava Francesca
"Mistero di donna e del mare":
Ricorda tutti i colori e la bellezza
Che il tempo sfiorisce già.

Ricorda tutti i colori e la bellezza
Che il tempo sfiorisce già.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
IMMAGINI DEL TEMPO

 
      Lato B: 4
DIO, UNO DI NOI

 
   

Autori: M. Travia
Orchestra: Ennio Morricone
 
Testo:
Immagini del tempo
Ritornano col sole
Bambini che si amano
In quel cortile:
Io e te.

Nel gioco tu eri il re
Nel vento io l'eco tua
Sbocciava in noi la rosa
Il tempo già, già tesseva l'amore per noi.

Ricordo ancora la voce
La maglia tua a colori
La pausa dei sogni
La realtà senza di te.

Non muoiono mai stelle
Nel cuore c'è verità
Non scorderò mai, giuro
L'amore che mi davi.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: A. Bevilacqua
Orchestra: Ennio Morricone
 
Testo:
Questa a cui torno
È la mia radice
Questa a cui torno
È la verità.

Qui ho vissuto
Donna felice
Prima di lasciare
la povertà.

Grazie fratello
Che muori al fiume
Un po’ ogni giorno
Per questo pane
Così amaro
Che adesso odora
Di pura brace
Di terra mia.

Dio, Dio, uno di noi,
Dio, Dio, torna a noi
Ci spezza il pane
E poi s’inchioda
Sulla nostra croce
Con noi.

Dio, Dio, uno di noi
Dio, Dio, torna a noi
Ci spezza il pane
E poi s’inchioda
Sulla nostra croce,
Con noi.

Dio, Dio, uno di noi
Dio, Dio, torna a noi
Ci spezza il pane
E poi s’inchioda
Sulla nostra croce
Con noi.

Dio, Dio, uno di noi
Dio, Dio, torna a noi
Ci spezza il pane
E poi s’inchioda
Sulla nostra croce
Con noi.

Dio, Dio, uno di noi
Dio, Dio, torna a noi
Ci spezza il pane
E poi s’inchioda
Sulla nostra croce
Con noi.

Dio, Dio, uno di noi
Dio, Dio, torna a noi
Ci spezza il pane
E poi s’inchioda
Sulla nostra croce
Con noi.

Dio, Dio, uno di noi
Dio, Dio, torna a noi
Ci spezza il pane
E poi s’inchioda
Sulla nostra croce
Con noi.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 5
METTI UNA SERA A CENA

 
      Lato B: 5
QUESTA SPECIE D'AMORE

 
   

Autori: G. P. Griffi
Orchestra: Ennio Morricone
 
Testo:
Passa un anno intero,
giorno dopo giorno,
ci guardiamo indifferentemente,
diventiamo estranei, l’uno all'altro.

Non facciamo niente per recuperare
tutti quei momenti, quegli istanti
che ci hanno fatto innamorare.

Noi restiamo ormai senza saper dire
una sola frase, una parola,
balbettiamo appena qualche sì.

Non c'è alcun pensiero
che al cuore arrivi
dal tuo cuore muto,
insieme al mio
in attesa, non si sa di che.

Metti una sera come ogni sera,
che si siamo a cena,
noi due soltanto;
alziamo gli occhi e, all'improvviso,
sui nostri visi
non c'è più niente.

Non restiamo ormai senza saper dire
una sola frase, una parola,
balbettiamo appena qualche sì.

Non c'è alcun pensiero
che al cuore arrivi
dal tuo cuore muto,
insieme al mio
in attesa, non si sa di che.

Metti una sera come ogni sera,
che si siamo a cena,
noi due soltanto;
alziamo gli occhi e, all'improvviso,
sui nostri visi
non c'è più niente.

Metti una sera come ogni sera,
che siamo a cena
noi due soltanto...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: A. Bevilacqua
Orchestra: Ennio Morricone
 
Testo:
Starà la notte al giorno
Come son stata a te
Perché la notte e il giorno
Si uniscono come noi.

Per la brevità
Per la pietà
Di un’alba che
Ci illude.

La luce che fai
Dentro di me
Nasce da due
Contrari.

Noi
Tra la notte e il giorno
Ci separiamo
già.

Andremo, opposti, intorno
Al mondo dove andrà
Al mondo dove andrà.

Noi
Tra la notte e il giorno
Ci separiamo
Già.

Andremo, opposti, intorno
Al mondo dove andrà
Al mondo dove andrà.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 6
VIAGGIO SENZA BAGAGLI

 
      Lato B: 6
SE CI SRA'

 
   

Autori: M. Travia
Orchestra: Ennio Morricone
 
Testo:
Senza te chiudo casa mia
Butto via
Sogni e poesia
Ma nella valigia
Che porto via
Metto le cose tue
Rimaste qui.

La città non è amica mia
Me ne vado
Senza nostalgia
Corre questo treno
Corre via
Lascia dietro i tetti
Dell'amore
Una storia blu
L'illusione che ritorni
È un bagaglio che ho con me.

Corre la fantasia
S'allontana da te
Solitudine, malinconia
Mi faranno compagnia
Mi faranno compagnia.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: M. Travia
Orchestra: Ennio Morricone
 
Testo:
Se ci sarà
un uomo che mi amerà,
io me ne andrò,
ti lascerò
la realtà la nullità
dei sogni tuoi.

E scorderò
il grigio tra noi,
cancelli chiusi davanti a me,
percorrerò
strade serene senza di te, senza di te.

Se ci sarà
un uomo che mi amerà,
ti lascerò.
Che vita è
restare qui?
Ti giuro che non tornerò.

E scorderò
il grigio tra noi,
cancelli chiusi davanti a me,
percorrerò
strade serene senza di te, senza di te.

Se ci sarà
un uomo che mi amerà,
ti lascerò.
Che vita è
restare qui?
Ti giuro che non tornerò,
ti giuro che non tornerò.
 
Fonte: QUI
 
 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1972 - E PER COLPA TUA.../VA BENE, BALLERO' (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Giu 12, 2019 12:14 am

1. TITOLO:

1972 - E PER COLPA TUA.../VA BENE, BALLERO'

# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10670 # Data pubblicazione: Settembre 1972 # Matrici: SLNP 5449/SLNP 5450 # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Nate: Data matrici: 11 Settembre / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
Edizione speciale servizio “JUKE BOX” vietata la vendita al pubblico
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
E PER COLPA TUA...

 
      Lato B:
VA BENE, BALLERO'

 
     

Autori: Vito Pallavicini, Enrico Riccardi
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
     
Autori: Luigi Albertelli, Enrico Riccardi
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 

 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1973 - DA TROPPO TEMPO/I TETTI ROSSI DI CASA MIA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Giu 12, 2019 10:36 am

1. TITOLO:

1973 - DA TROPPO TEMPO/I TETTI ROSSI DI CASA MIA

# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10687 # Data pubblicazione: Marzo 1973 # Matrici: SLNQ 5595/SLNQ 5596 # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Nate: Data matrici: 27 Febbraio / Lato A: "Festival di Sanremo 1973" / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
Edizione speciale servizio “JUKE BOX” vietata la vendita al pubblico
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
DA TROPPO TEMPO

 
      Lato B:
I TETTI ROSSI DI CASA MIA

 
     

Autori: Luigi Albertelli, Gene Colonnello
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Da troppo tempo mi trascuro, questo si
Ma mi sorprendo anch'io di essere così
Ormai non esco quasi più
Ho perso il gusto a tutto ma
Se c'è chi ha colpa quello sei tu.

Da troppo tempo son cambiata, e sai perchè?
Tutto il mio slancio si è spezzato contro te
Si, tu sei forte più di me
Non domandarmelo però
Questo piacere non te lo dò.

Io vorrei, se lo vorrei
Credi io ho fatto l'impossibile
Ma un discorso insieme a te infondo
Si esaurisce dopo
Qualche frase un pò banale
Mentre invece io, e lo sa Dio
Io vorrei venire incontro a te
Ma introverso come sei
Ti chiudi nel tuo guscio
E prendi tutto come un fatto personale

Da troppo tempo, troppa pace
Tra di noi va bene caro
Torna pure quando vuoi
Noi ci si intende ancora un pò
Sul piano fisico però
Per un amore non basta, no

**music**

Da troppo tempo ho sciolto il nodo
Dentro cui mi dibattevo
Per uscirne, adesso sai
Mi sembrerebbe quasi dir
No, se ci penso resto qui
Io me ne vado...è meglio!
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Luigi Albertelli, Enrico Riccardi
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 

 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA & FRANCIS LAI: 1973 - SOGNAVO, AMORE MIO (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Giu 12, 2019 11:43 am

1. TITOLO:
 
1973 - SOGNAVO, AMORE MIO
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6100 # Data pubblicazione: Giugno 1973 # Matrici: S-6100-1/S 6100-2# Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Dischi Ricordi S.p.A. - Milano
 
2. RECENSIONE:
 
Sognavo, amore mio è un album della cantante italiana Milva e pubblicato nel 1973 dalla casa discografica RICORDI
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
Versione musicassetta
 

 
   
 
 
Versione stereo 8
 
   
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 UN UOMO, UNA DONNA
  • A2 OLTRE LE COLLINE
  • A3 SE TI VA SONO QUI
  • A4 E' L'ORA
  • A5 UNA COSA


  • B1 UN UOMO, UNA DONNA
  • B2 SOGNAVO AMORE MIO
  • B3 VIGLIACCO CHE SEI
  • B4 IO SONO SEMPRE IO
  • B5 LOVE STORY
 
 
Lato A: 1
UN UOMO, UNA DONNA

 
      Lato B: 1
UN UOMO, UNA DONNA

 
   

Autori: Lai, Barouh
Orchestra: Francis Lai
 
Testo:
- Come stai?
- Avevo freddo qui da sola.
- E adesso come stai?
- Bene, adesso che sei qui.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Lai, Barouh
Orchestra: Francis Lai
 
Testo:
Strumentale
 
 
Lato A: 2
OLTRE LE COLLINE

 
      Lato B: 2
SOGNAVO AMORE MIO

 
   

Autori: Desage, Riccardi, Lai, Albertelli
Orchestra: Francis Lai
 
Testo:
Vuote strade bianche, si allontana la città,
si dilata il tempo, nuovo ciclo inizia qua.

Entra un’aria nuova, campi gialli intorno a noi,
tu, imbronciata, resti sul sedile, ma che vuoi?

Oltre le colline, per noi non c’è confine,
è lunga la salita, trema il cuore fra le dita,
ma oltre le colline si scende tra le vigne, io e te.

Oltre le colline, c’è un viaggio senza fine,
a noi deve bastare una notte in questo mare
e dopo ritornare a strade separate, io e te.

Caro, sta’ tranquillo, non mi pento, certo, no,
solo un turbamento passeggero adesso ho.
Mettiti al volante e non parlare adesso a me.

Stavo già pensando a domani senza te.

Oltre le colline, per noi non c’è confine,
è lunga la salita, trema il cuore fra le dita,
ma oltre le colline si scende tra le vigne, io e te.

Oltre le colline, c’è un viaggio senza fine,
a noi deve bastare una notte in questo mare
e dopo ritornare a strade separate, io e te.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Desage, Lai, Albertelli, Piave
Orchestra: Francis Lai
 
Testo:
Lo sai, amore mio,
che mentre dormi ancora,
io penso alla tua vita
senza me.
A quello che sarebbe un giorno come questo
senza il mio bacio prima del caffè.

Sarebbe un giorno triste
e tutto appassirebbe intorno a te,
ci pensi, amore mio,
svegliarti un bel mattino
senza me.

Può darsi, amore mio,
che questo accada presto proprio a te,
il sole che tu sogni,
potrebbe non brillare più per te.

Ci pensi, amore mio, mentre ti stai svegliando
e io ti bacio prima del caffè,
a quanti sogni faccio, come se non sapessi
che tu domani non sarei con me.

Sognavo, amore mio,
ti svegli ed io son qui con il caffè,
sognavo solo io,
lo so che tu ti svegli anche da te.

Però sarebbe bello
farti sentire solo senza me,
ma il sole che io sogno
tu lo vedrai domani
senza me.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
SE TI VA SONO QUI

 
      Lato B: 3
VIGLIACCO CHE SEI

 
   

Autori: Desage, Lai, Piave
Orchestra: Francis Lai
 
Testo:
Un re
che vive dentro me,
questo sei tu per me.
Io ti amo così,
io ti amo così
e non ti chiedo mai
se resti o te ne vai,
quando vuoi io sono qui.

La mia casa sei tu.
Il mio mondo sei tu,
io respiro per te,
il mio sole tramonta con te.
Io per sempre sarò qui con te,
se ti va, sono qui,
se ti va, sono qui.

A me basta così,
prendo quello che dai
e non mi chiedo mai
se resti o te ne vai,
io ti amo così.

Se poi ritorni a me,
senza dirmi un perché,
non ti chiedo il perché
stai lontano da me
ma quando sei con me,
io ti amo così.

Se ti va, sono qui,
se ti va, sono qui,
quando torni da me,
la mia vita per te, lo sai,
è per questo mi hai qui con te.
Se ti va, sono qui,
se ti va, sono qui,
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Desage, Riccardi, Lai, Albertelli
Orchestra: Francis Lai
 
Testo:
Vorrei,
ma resta ferma,
vorrei,
ne sono certa;
perché
questo silenzio,
se ho voglia,
di te?

Sei qui
ed io ti sento
e poi,
sfiorando il mento,
ho qui una parola.

Vigliacco
che sei,
in questo gioco non si può:
o giochi in due oppure no.
Fammi capire fra te e me
chi perderà,
io o te?

In questo incontro
non si può:
o giochi in due oppure no.
Fammi capire fra te e me
chi perderà,
io o te?

Sei tu
il mio compagno
e qui
c’è la tua mano
che sa
cambiare in gioia
la noia
che è in me.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
E' L'ORA

 
      Lato B: 4
IO SONO SEMPRE IO

 
   

Autori: Desage, Riccardi, Lai, Albertelli
Orchestra: Francis Lai
 
Testo:
È stato facile
salir le scale,
aprir la porta
e poi entrare
in questa camera,
insieme a te.

Adesso è inutile
cambiar pensiero,
non torno indietro,
certo no,
ormai problemi non ne ho,
quello che voglio io lo so.

Io finalmente son io,
accanto a te
e qual è il compito mio
lo so da me.
Io questa sera con te
io nascerò,
a poco a poco,
parlo un po’ di me.

È stato facile,
guardando il sole,
veder che è il giorno
del lungo amor,
scoprir che l’edera
è come me.

Adesso è inutile
parlare ancora,
amore mio,
è l’ora.
Che sono donna io lo so,
che tu sia uomo, lo saprò.
È l’ora mia e tu lo sai,
se lo sai.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Desage, Riccardi, Lai, Albertelli
Orchestra: Francis Lai
 
Testo:
Io,
son sempre io,
ma non ho più
niente di me.

Sono a casa mia,
casa mia,
ma com’è
tutto freddo
senza te.

Cos’è quel fiore finto?
E quel divano blu?
Che aria triste!
E quella foto mia
sul pianoforte?
Sorride e pensa a te,
ma non mi basta.

Io,
son sempre io,
reagirò,
questo lo so:
ho il lavoro mio,
tanti amici,
ma perché
la mia mente torna a te?

Che c’è,
apro la radio,
io fame non ne ho,
voglio fumare
‘sta sigaretta e poi
devo disfare
la mia valigia.
No, meglio aspettare.

Io,
son sempre io,
ma non ho più
niente di me.
Sono a casa mia,
dormo a casa mia
e adesso è
tutto nuovo senza te.

Io, son io,
sempre io.

Io, sono io,
sempre io.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 5
UNA COSA

 
      Lato B: 5
LOVE STORY

 
   

Autori: Riccardi, Lai, Laimk, Albertelli
Orchestra: Francis Lai
 
Testo:
Tu mi attiri verso te,
io sono contro te,
il soffio caldo sei
dei desideri miei

Ed io il frutto che
ho dedicato a te,
alla pazienza tua
che mi ha portato qui.

Ed ora che il vestito
è scivolato giù,
oh no, non mi vergogno,
se vuoi guardarmi tu.

So bene quel che faccio,
non chiedermi perché,
la forza del tuo abbraccio
non può bastare a me.

Non voglio che tu sia
un facile abbandono,
ma i mille controsensi
che una donna ha

Devi essere un guerriero
che vincerà
e stuzzica i fantasmi
della mia vanità.

Io tra le mani tue
mi sento naufragare
e verso ignote spiagge
il sentimento va

Sarà la tua presenza,
sicura e calda che
dirà che l’esistenza
non può legarmi a te.

Le labbra sono tue,
i baci sono i tuoi
e questo corpo mio
è tuo quando vuoi.

Le dita che tu intrecci,
sapienti su di me,
mi fanno dire cose
che forse non dovrei.

A te io devo tutto
e tutto di me avrai,
le mie paure ed ansie
non confessate mai.

E quelle incerte voglie
Che avevo in fondo a me,
che stupida che ero,
prima di avere te.

Oltre i vetri nel cielo
vola l’alba incantata,
vola verso la fine
il mio sogno con te.

Sarà la tua persona,
sicura e calma che
farà di due cose
una cosa: io e te.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Sigman, Lai, Bardotti
Orchestra: Francis Lai
 
Testo:
Grazie, amore mio,
di aver sfidato
tutto il mondo insieme a me,
di aver cercato
un'altra vita accanto a me,
di aver sbagliato
e poi pagato anche di più,
insieme a me.

Grazie perché so
che questo amore
non potrà finire mai,
Anche se il mondo.
sta crollando intorno a noi,
non piangerò,
in qualche modo riuscirò
a dirti addio.

Ma dirti addio non è possibile,
pensare a te e non sorridere,
non esser lì negli occhi tuoi.
Ma no, non dico addio
perché tu vivi in me,
noi siamo ormai
la terra e l'albero,
nasce il sole, di più non so,
di più non so.

Grazie, amore mio,
da questa sera
a casa solo tornerò,
dal tuo bicchiere
come al solito berrò,
sul tuo cuscino
la mia mano correrà...
...e sarai là.

Sul tuo cuscino
la mia mano correrà...
...e sarai là!
 
Fonte: QUI
 
 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1974 - MONICA DELLE BAMBOLE/DOMENICA DOMENICA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Giu 12, 2019 12:26 pm

1. TITOLO:

1974 - MONICA DELLE BAMBOLE/DOMENICA DOMENICA

# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10717 # Data pubblicazione: Marzo 1974 # Matrici: SLNR 5805/SLNR 5806 # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Nate: Data matrici: 26 Febbraio / Lato A: "Festival di Sanremo 1974" / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
In una edizione del Festival di Sanremo poco considerata dalla televisione, non possono tuttavia perdersi degli ottimi brani che avrebbero meritato una maggiore attenzione. Uno di questi è sicuramente quello che propose Milva e che andrebbe recuperato.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Edizione speciale servizio “JUKE BOX” vietata la vendita al pubblico
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
MONICA DELLE BAMBOLE

 
      Lato B:
DOMENICA DOMENICA

 
     

Autori: Luciano Beretta, Elide Suligoj
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Non rubare le bambole, Monica
Una bimba rubare non può
Le compagne di scuola ti accusano
A tua madre non dire di no.

Monica delle bambole
Ora piangono gli occhi tuoi
E le tue lacrime
Cadendo dicono
Che sei sola disperatamente sola.

Monica delle bambole
Vuoi sorridere, ma non puoi
Perché di tutti e di nessuno sei
Il grande amore non ce l’hai
La vita passa e tu non cambi mai.

Troppo amore e mai un rimprovero
Dalla voce del tuo papà
Le parlavi alle bambole e gli uomini
Ora Monica sa quel che sa.

Monica delle bambole
Ora piangono gli occhi tuoi
E le tue lacrime
Cadendo dicono
Che sei sola disperatamente sola.

Monica delle bambole
Vuoi sorridere, ma non puoi
Perché di tutti e di nessuno sei
Il grande amore non ce l’hai
La vita passa e tu non cambi mai.

Monica delle bambole
Vuoi sorridere, ma non puoi
Perché di tutti e di nessuno sei
Il grande amore non ce l’hai
La vita passa e tu non cambi mai.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Gene Colonnello, Mario Piave
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 

 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1974 - L'UOMO QUESTO MASCALZONE/SENZA TE (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Giu 12, 2019 6:03 pm

1. TITOLO:

1974 - L'UOMO QUESTO MASCALZONE/SENZA TE

# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10733 # Data pubblicazione: Maggio 1974 # Matrici:SLNR 5950/SLNR 5954 # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Nate: Data matrici: 28 Maggio / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
L'UOMO QUESTO MASCALZONE

 
      Lato B:
SENZA TE

 
     

Autori: Luciano Beretta, Elide Suligoj
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
La Carmen,
la divina Butterfly,
la Tosca,
la Manon
e la Traviata,
son state tutte vittime d’amor,
travolte da una storia disperata.

Io guardo te
e poi sorrido un po’.
Son donna, sì, ma ho la testa a posto,
così se te ne vai non morirò,
ma ricomincerò
ad ogni costo.

L’uomo, questo mascalzone,
resta un leggendario re!
Ma è cambiata la canzone,
pari alla sua donna è.
Noi abbiamo colto il pomo,
lui l’ha morsicato e poi,
solo perché è nato uomo,
dà la colpa tutta a noi!

Noi siamo la poesia dell’amore,
noi siamo il sale e il pepe della terra
e fragile e di vetro è il nostro cuor,
ma guai a chi con noi vuol far la guerra.

Chi porta i pantaloni è giusto che
comandi in casa e voglia l’obbedienza,
ma oggi, con la musica che c’è,
la donna non ha più tanta pazienza.

L’uomo, questo mascalzone,
resta un leggendario re!
Ma è cambiata la canzone,
pari alla sua donna è.

Noi abbiamo colto il pomo,
lui l’ha morsicato e poi,
solo perché è nato uomo,
dà la colpa tutta a noi!

L’uomo, questo mascalzone!

Noi abbiamo colto il pomo,
lui l’ha morsicato e poi,
solo perché è nato uomo,
dà la colpa tutta a noi!

L’uomo, questo mascalzone!
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Luigi Albertelli, Massimo Guantini
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Senza te
come sarà,
non ti domando
che cosa avverrà.

Quel che so
è che noto già un po’
di indifferenza
nei modi che hai tu.

Ma senza te,
davvero starò?
No, non scherzare
o forse, forse è proprio vero.

Lo sai anche tu
un dubbio com’è,
annebbia il cuore
e io mi sento un’altra.

Senza te,
immagina un po’,
ci sono cose
che uno non può.

Giorni in cui
Non sai più ciò che vuoi
E te la prendi con chi ti ama
E poi...

Io senza te,
il sole cos’è?
Che cos’è un fiore
senz’acqua pura e senza amore?

Dimmelo tu,
che non vivo più.
Non mi rimane che un giorno
dopo un altro.

Ma senza te,
davvero starò?

Ma senza te,
davvero starò?
No, non scherzare
o forse, forse è proprio vero.

Lo sai anche tu
un dubbio com’è,
annebbia il cuore
e io mi sento un’altra.

Senza te,
come sarà?
 
Fonte: QUI
 

 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1974 - SONO MATTA DA LEGARE (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Giu 12, 2019 7:10 pm

1. TITOLO:
 
1974 - SONO MATTA DA LEGARE
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6135 # Data pubblicazione: Maggio 1974 # Matrici: S-6135-1/S-6135-2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 16 Maggio / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
2. RECENSIONE:
 
Sono matta da legare è un album della cantante italiana Milva, pubblicato dall'etichetta discografica RICORDI (numero di catalogo SMRL 6135) nel 1974.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Versione Stereo 8
 
   
 

" width="765" height=538">

Milva con Alice ed Ellen Kessler - 1974

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 MONICA DELLE BAMBOLE
  • A2 UNA DONNA SOLA (The Lady With The Braid)
  • A3 L'UOMO DAL MANTELLO ROSSO
  • A4 E' GIA' FINITA
  • A5 LUCE


 
 
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Lato A: 2
UNA DONNA SOLA (The Lady With The Braid)

 
      Lato B: 1
SONO MATTA DA LEGARE

 
   

Autori: Crida, Previn
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Se tu vuoi, resta a dormire,
scegli quello che vuoi fare,
perché puoi ritornare
insieme a me,
insieme a me,
ritornare insieme a lei,
ritornare, nella notte, insieme a me.

Metti qui sul paravento,
la cravatta, la tua giacca,
dormirai verso il muro
o verso me,
verso me.
Come mai mi domandi il perché,
come mai stai ridendo di me?

Se tu vuoi, lascia socchiusa
un po’ la porta
e se fa freddo
c’è lo scialle
che, vedrai, ti scalderà,
ti scalderà.
E se poi
troppo freddo farà,
tu lo sai,
tu lo sai,
sono qua.

E domani, col mattino,
avrai caffè col miele,
io mi siederò vicino,
mi amerai oppure no?

Se tu vuoi, il bagno è pronto,
non ti dispiace se t’osservo e ti scopro come sei?
Chissà se
tu tornerai.

Non badare a quello che dirò
e se nel bagno mio canterò,
l’asciugamano è in caldo se vorrai,
col dolcezza ti profumerò.
Perché ridi di me?
Un giorno saprò il perché,
saprò il perché.

Se tu vuoi, resta a dormire,
scegli quello che vuoi fare,
sarò così felice se vorrai,
se vorrai.

Se tu vuoi rimani qui
e mi salverai.

Se tu vuoi rimani qui
e mi salverai.

Non badare a quel che dico,
il mio umorismo sembra strano,
ma se non resti hai già capito,
morirei,
morirei.

Perché vuoi ritornare insieme a lei?
Ritornare insieme a lei?
Ritornare insieme a lei?
Perché mai tornare ancora insieme a lei?
Perché mai tornare ancora insieme a lei?
Perché mai tornare ancora insieme a lei?
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Suligoj, Beretta
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Sono matta da legare
Ma l'amore lo so fare
Dalla strada son fuggita
Quella lì non era vita

E mi trovo un bel ragazzo
Che di me era più pazzo
Bello, magico e prestante
Era tutto fuor che amante

Mi trattava da sorella
Mi faceva sentir bella
Mi lavava, mi asciugava
Mi vestiva e pettinava

Mi truccava gli occhi e il viso
Mi mandava in paradiso
Ma ridicolo ogni notte
Mi diceva buona notte

Quando un giorno l'ho capito
L'ho deriso, l'ho schernito
Ma con lui ci stavo bene
Tanto che tagliai le vene

E lui pazzo ai miei ginocchi
Con le lacrime negli occhi
Con un colpo secco in gola
Mi ha lasciata al mondo sola

Per lo sparo corse gente
Ma non han capito niente
Mi cuciron le ferite
E per questo che ho due vite

Mi accusarono al processo
E li ho avuto tutti addosso
Ma io no, non ho sparato
Al mio uomo innamorato...

Porco mondo di un demonio
Sono qui in un manicomio
Sono matta da legare
Ma l'amore lo so fare

E uscirò fra pochi mesi
Cinque anni male spesi
E con l'abito più nero
Correrò al cimitero

Porterò al mio ragazzo
Era solamente un pazzo
Quattro rose rosso fuoco
Anche se mi ha amato poco

Caro il mio ragazzo strano
Che non sei mai stato uomo
Cosa hai fatto del mio cuore?
Io non so più far l'amore!

Sono matta da legare
E l'amor non so più fare
Sono matta da legare
E l'amor non so più fare

Sono matta da legare...
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 3
L'UOMO DAL MANTELLO ROSSO

 
      Lato B: 3
PERDERSI

 
   

Autori: Testa, Malgoni, Romano
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
La solitudine
è come la febbre:
diventa più forte di notte.
Un’aspirina e la febbre va via,
la solitudine, no.
Io, che colpa che ne ho io,
se questa notte ho sognato?

C’era un uomo dal mantello rosso,
un generale con le medaglie addosso,
una mano sfiorava con sei dita
la mia pelle profumata.

E io partivo, tornavo, sospiravo, morivo,
danzavo col fantasma di un tenore stonato,
gli angeli volavano in circolo quadrato,
sul ring un pugile suonato suonava
ad occhi chiudi, coi guantoni,
vari violini stradivari,
sulla strada di casa
che tu non conosci più.

Senza di te com’è grande il mio letto,
ho voglia di fare l’amore.
Capisco tutto, ogni cosa e l’ammetto,
la solitudine, no.
Io, che colpa che ne ho io,
se questa notte ti ho tradito?

C’era un uomo dal mantello rosso,
un generale con le medaglie addosso,
una mano sfiorava con sei dita
la mia pelle profumata.

E io partivo, tornavo, sospiravo, morivo,
danzavo col fantasma di un tenore stonato,
gli angeli volavano in circolo quadrato,
sul ring un pugile suonato suonava
ad occhi chiudi, coi guantoni,
vari violini stradivari,
sulla strada di casa
che tu non conosci più.

Sulla strada di casa
che tu non conosci più.
 
Fonte: QUI
     
Autori: E. Riccardi, L. Albertelli
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Mai
volevi fare vedere
quel che dai
e di nascosto, al buio,
scuotevi il capo
su questo amore appena nato.

Mai
che mi dicessi
i sogni che tu fai
ed io, testarda,
sempre ti perdonavo.
Amore mio, come ti amavo!

Poi mi sfiori tu
mentre dormo e
nel mio sonno c’è,
c’è qualcosa in più,
prima un albero,
poi un bosco
e adesso io non dormo più.

Prendi la mia mano,
siamo ancora in tempo, sai,
per perderci nel soffio caldo di un respiro.
Portami lontano,
non importa dove andrai
e perdersi, perdersi, perdersi,
perdersi.

Io,
sto già chiedendo troppo
ad un addio,
ma gli occhi tuoi
non hanno più domande,
amore mio, come sei grande!

Poi mi sfiori tu
mentre dormo e
nel mio sonno c’è,
c’è qualcosa in più,
prima un albero,
poi un bosco
e adesso io non dormo più.

Prendi la mia mano,
siamo ancora in tempo, sai,
per perderci nel soffio caldo di un respiro.
Portami lontano,
non importa dove andrai
e perdersi, perdersi, perdersi,
perdersi.
così...
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A: 4
E' GIA' FINITA

 
      Lato B: 4
NON ARRENDERTI (Keep Your Hand On The Plow)

 
   

Autori: Vinciguerra, Serughetti
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Forse siamo all’addio
di questo nostro amore
tirato avanti.

Noi siamo giunti,
son si sa perché,
a un punto morto
e tu lo sai, vuol dire che
è già finita.

Se tu mi parli,
io non so che dire a te,
se tu mi guardi,
io non guardo te,
è già finita.

Perché io debbo continuare se
non c’è più niente che mi lega a te?
È già finita.

Le mie giornate vuote anche con te,
dei sogni miei tu non fai parte più,
sei già lontano.

Tu corri sempre e non ti fermi mai,
non hai mai tempo di pensare che
esisto anch’io.

Sei già lontano e non ti vedo più,
ci separiamo, non se ne parla più,
è già finita.

Perché guardare scorrere la vita,
star male in due, ma che senso ha?
È già finita.

Siamo diversi, non ci sentiamo più,
la meta tua non è più la mia,
siamo lontani.

In fondo io sto soffrendo già,
restare insieme ma che senso ha?
Fa solo male.
 
Fonte: QUI
     
Autori: G. Calabrese, Trad.
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Non arrenderti mai,
uomo
(uomo),
oh no,
oh, oh, oh no!
(Oh no!)

Non arrenderti mai,
uomo
(uomo),
i padroni,
i signori
ed i re
sono uomini come te.

Non arrenderti mai,
oh no!
(Oh no!)
Oh no!
(Oh no!)
Oh, oh, oh no!
(Oh no!)

Non arrenderti mai,
uomo
(uomo),
stringi i pugni
mentre vai
e sopporta
finché puoi.

Non arrenderti mai,
uomo
(uomo),
oh no!
(Oh no!)
Oh, oh, oh no!
(Oh no!)

Non arrenderti mai,
uomo
(uomo),
calpestata
finché vuoi
la libertà non muore mai.

Non arrenderti mai,
uomo
(uomo),
oh no!
(Oh no!)
Oh, oh, oh no!
(Oh no!)

Non arrenderti mai,
uomo,
oh no!
No, no, no, no…

Non arrenderti mai,
uomo,
non arrenderti mai,
uomo,
no!
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A: 5
LUCE

 
      Lato B: 6
VIVA TE

 
   

Autori: M. Piccoli, Donaggio
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Luce,
qualcuno già in cantina è,
cerco dietro ai vetri opachi
un po’ di compagnia.
Chissà che effetto farò,
tornare dopo un bel po’,
la strada è buia e vorrei
tornare indietro ma poi...
Chissà se è ancora qui,
seduto in quell’angolo.
Ma no, malata, non sono stanca,
la luce a candela, che bella trovata!

Scusa
se sono finita proprio qua,
se ho i capelli un po’ più corti
non è per vanità.
Da solo ma come mai
(non giochi a carte con noi)
Me lo rubate anche voi
(giocare proprio non vuole)
E sta soffrendo, lo so,
seduto in quell’angolo,
si sta aggiustando da solo i pensieri,
ma anch’io sto pensando al mio inganno di ieri.

E so che cerca anche lui
qualche abbraccio di più
e un po’ di compagnia.
Il viso giusto ce l’ha,
mi sto gioco tutto che sta
crollando, pensando
al bene di ieri,
al male di ieri,
ai nostri pensieri
sinceri,
divisi a metà.

Luce,
chi è l’ultimo
la spegnerà.
La sera sta bussando ai vetri
e in fretta coprirà
le sue ferite mai chiuse,
i dolci inganni e le scuse,
i complimenti e le offese,
le sue mani protese,
ma sta soffrendo, lo so,
seduto in quell’angolo
e chi lo stringerà
se adesso casa contro casa,
no, poi sbatte il muso
a gran velocità!

Corri!
(Corri!)
Corri!
(Corri!)
E sei arrivato già,
se mancano i minuti
io li prendo in prestito.

Chissà che effetto farò,
tornare dopo un bel po’,
la strada è buia
tornare indietro ma poi…
C’è un po’ di posto qui
al buio in quell’angolo.
C’è un po’ di confusione,
un nodo in gola
ma non conto.
Lo so,
cercavi anche tu
qualche abbraccio di più
e un po’ di compagnia.
Il viso giusto ce l’hai,
sapevi in fondo che stavo
crollando, pensando a…
 
Fonte: QUI
     
Autori: Colonnello, L. Albertelli
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Viva te che sai quadrare
Il cerchio degli affari tuoi
E sai pigliar sul ridere
Gli scherzi miei
Guardando bene intorno
Se un nemico c’è
Poi prendi per il verso giusto me
Perché scommetto che un filosofo
C’è in te, io perciò…

Dico evviva te
Che sulla giostra in alto
Tu mi porti su
Con cento lire al giorno e poi
Di nuovo giù
E via di corsa verso nuove mete che
San stimolare quell’orgoglio
Che c’è in te
E perciò dirò…

Io ho bisogno dello slancio tuo
Perché io valgo poco
Senza il braccio tuo
Che barba è mai la vita mia
Quando non c’è
La tua follia
Certo non è segreto che
Innamorata io sono di te

Viva te che di una donna
Accetti tutti i suoi perché
Non batti ciglio quando
Non conviene a te
Ma sai pescare il tempo esatto in cui
Tu puoi far leva e domandarmi
Tutto quello che vuoi
Io perciò amo te…
 
Fonte: QUI
 
 
MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Videos10
 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1975 - MILVA - BRECHT (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Giu 12, 2019 11:03 pm

1. TITOLO:
 
1975 - MILVA - BRECHT
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6164 # Data pubblicazione: Aprile 1975 # Matrici: S-6164-1/S-6164-2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 11 Aprile / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
2. RECENSIONE:
 
Milva - Brecht è un album della cantante italiana Milva, pubblicato dall'etichetta discografica RICORDI (numero di catalogo SMRL 6164), registrato live in concerto al "Teatro Metastasio di Prato" 15 & 16 Marzo 1975 .
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 

 

 
   
 
 
Versione musicassetta
 

 
   
 

" width="765" height=538">

Milva con Domenico Modugno durante "L'Opera Da Due Soldi" - 1973

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 CONTRO LA SEDUZIONE
  • A2 LA LEGGENDA DEL SOLDATO MORTO
  • A3 SOTTO LE QUERCE DI POSTDAM
  • A4 LA CANZONE DEL BENE STARE AL MONDO
  • A5 TUTTI O NESSUNO
  • A6 NINNA NANNA 1932


  • B1 IL RACCONTO DELLA ASCESA E CADUTA DELLA CITTA' DI MAHAGONNY
  • B2 MOON OF ALABAMA
  • B3 HAVANA LIED
  • B4 TANGO BALADE
  • B5 LA CANZONE DELLA MOLDAVA
  • B6 UN CAVALLO SI LAMENTE
 
 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Button
 
Lato A: 1
CONTRO LA SEDUZIONE

 
      Lato B: 1
IL RACCONTO DELLA ASCESA E CADUTA DELLA CITTA' DI MAHAGONNY

 
   

Autori: Brecht, F. D'Amico, Weill
Al Pianoforte Beppe Maraschi
 
Testo:
Non v'inganni alcuno:
mai niente ritornerà.
Il giorno è già alle porte,
la brezza soffia forte,
nessun doman verrà.

Non v'inganni alcuno:
la vita vale assai,
bevetene a gran sorsi,
ché all'ora del distacco
non lunga vi parrà.

Non v'inganni alcuno:
il tempo è breve assai.
Perisca ciò ch'è marcio,
la vita sola ha prezzo,
non dura a volontà.

Non v'inganni alcuno
per trarvi in servitù:
che cosa mai temete?
Vivete fra le bestie,
e nulla è l'aldilà.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Brecht, F. D'Amico, Weill
Al Pianoforte Beppe Maraschi
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 

 
Lato A: 2
LA LEGGENDA DEL SOLDATO MORTO

 
      Lato B: 2
MOON OF ALABAMA

 
   

Autori: Brecht, Lunari
Al Pianoforte Beppe Maraschi


 
Testo:
C'era speranza di pace,
la guerra era sempre lì,
il nostro soldato decise
di morire da eroe, e morì.

Ma il Kaiser la prese assai male
e disse "così non va,
morire con tanto anticipo
è un atto di viltà"

E mentre l'estate sfioriva
il corpo sottoterra,
il Kaiser pensò di arruolarlo
per rispedirlo in guerra.

Riuniti in commissione,
tre della sanità
dissotterraron le ossa
che marcivan già.

I medici lo visitarono
come se fosse vivo
e dissero "Bah, non ha niente
è solo un lavativo!”.

Gli dissero "alzati in piedi",
il cielo era tutto blu,
Senz'occhi il soldato alzò il viso
e vide le stelle lassù.

Gli versarono un poco di grappa
sulla salma imputridita,
lo affidarono a due infermiere
e ad una donna un po’ svestita.

E un prete davanti al turibolo
e mirra e incenso fumanti,
perché tanta puzza non turbi
il naso degli astanti.

E in testa la banda
con trombe e tamburi
e piatti e cindarara
e il bravo soldato che marcia
“un due eh - un due eh,
avanti marsch!”

Fraterni lo reggon due medici,
marciando con lui se no,
nel fango senz'altro cadrebbe
e il Kaiser direbbe "Ma no!"

Dipinto hanno il sudario
trovato al cimitero,
adesso è un tricolore
bianco rosso e nero.

Davanti a tutti, un signore in frac,
dall'aria assai perbene,
che sa che alla cerimonie
si va vestiti bene.

Per tutte le strade di notte,
con trombe tamburi e cindarara,
barcolla il soldato ma batte
il passo ogni colpo di cindarara.

i cani, i gatti, i somari
accorrono a sentire,
parola d'ordine anche per loro
è “vincere o morire”.

S'affaccian le donne ai balconi,
tra fior di geranio e lillà,
risplende in cielo la luna
e tutti gridano “urrà!”

E il chiasso dei pianti e i saluti,
il prete e la banda stonata
e in mezzo il cadavere in armi,
come una scimmia drogata.

Traversa il soldato i villaggi,
ma vederlo nessun ce la fa,
tanti gli stanno dattorno
con le trombe i tamburi e gli urrà.

Gli ballan, gli cantano addosso,
ma lui non si vede già più,
son forse le stelle a vederlo,
che brillano in cielo lassù.

Poi anche le stelle svaniscono
e il cielo comincia a schiarire
e il bravo soldato ora è pronto
per l'ultima volta a morire.‎
 
Fonte: QUI
     
Autori: Brecht, F. D'Amico, Weill
Al Pianoforte Beppe Maraschi
 
Note: "MOON OF ALABAMA" è cantata in inglese... viene inserita esclusivamente per "doverosa" documentazione!
 
Testo:
Oh, show us the way to the next whiskey bar!
Oh don't ask why,
Oh don't ask why!
For we must find the next whiskey bar
For if we don't find the next whiskey bar,
I tell you we must die!

Oh moon of Alabama
We now must say goodbye
We've lost our good old mamma
And must have whiskey
Oh, you know why.

Oh show us the way to the next pretty boy!
Oh don't ask why
Oh, don't ask why!
For we must find the next pretty boy
For if we don't find the next pretty boy
I tell you we must die!

Oh moon of Alabama
We now must say goodbye
We've lost our good old mama
And must have boys
Oh, you know why.

Oh show us the way to the next little dollar!
Oh don't ask why,
Oh don't ask why!
For we must find the next little dollar
For if we don't find the next little dollar
I tell you we must die!

Oh moon of Alabama
We now must say goodbye
We've lost our good old mama
And must have dollars
Oh, you know why.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A: 3
SOTTO LE QUERCE DI POSTDAM

 
      Lato B: 3
HAVANA LIED

 
   

Autori: Brecht, Weill, Lunari
Al Pianoforte Beppe Maraschi
 
Testo:
A Postdam, sotto le querce,
nel sole un corteo passa e va;
trombe e bandiere abbrunate,
tamburi scordati che fan rataplan!

A Potsdam, sotto le querce,
in mezzo al corteo una bara c'è:
in alta tenuta la portano,
sei uomini del re.

Una frase scritta sta
in lettere eterne di bronzo,
come i cannoni, che dice così:
“chi per la patria muor, vissuto è assai,
chi per la patria muor non muore mai”.

A Potsdam, sotto le querce,
ricordavano così
i tanti nati a casa loro
e morti senza un perché.

Truffati dalla loro patria,
in cambio della breve vita,
una bara in lettere di bronzo,
una menzogna ben scolpita.

A Potsdam, sotto le querce,
il corteo ingombrava la via
finché con quattro bastonate
lo disperse la polizia.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Brecht, F. D'Amico, Weill
Al Pianoforte Beppe Maraschi
 
Testo:
Ma rifletta un po’, mio caro “G”,
trenta dollari al giorno d’oggi cosa son?
Dieci calze, nient'altro.
Io son dell'Avana
e mia madre era una bianca.
Diceva spesso:
«Bimba mia, non venderla
per pochi dollari, non fare come me!
Guarda qua come son finita, io»
Ma rifletta un po’, mio caro “G”,
ma rifletta un po’, mio caro “G”.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A: 4
LA CANZONE DEL BENE STARE AL MONDO

 
      Lato B: 4
TANGO BALADE

 
   

Autori: Brecht, Eissler, Lunari
Al Pianoforte Beppe Maraschi
 
Testo:
Non sono un mostro, nemmeno un santo
Il mondo va mostrato come è
Appena un attimo, una goccia di sangue
E io ho detto «Va bene anche per me»

Con il carnefice davanti agli occhi
Stavo a guardare sempre, notte e dì
Visto il beccaio come macellava
Se questo è il mondo, a me piace così

Da quel momento ho detto sì a tutti
E’ meglio un vile che un eroe morto
Per non cadere nelle mani a quei signori
Batto le mani a qualsiasi torto

I colonnelli studiano nuove guerre
E per viltà nessuno muove un dito
Io a testa alta e con il petto in fuori
Ho detto «Viva i nostri difensori!»

I deputati dicono agli elettori
Che grazie a loro tutto cambierà
Non cambia niente, ma io dico subito
«Non è colpa loro, è la realtà»

Nei tribunali i tutori della legge
Condannano chi ruba per la fame
Santa è la Proprietà, sacro il Possesso
Così tu dici «Anch’io farei lo stesso»

Son poliziotti che difendon l’ordine
Bastione indomito per la marmaglia
Io sciolgo inni «Viva la polizia!»
(Finché protegge la roba mia)

E gli scienziati studian giorno e notte
E preparan le armi di domani
Poi c’è chi le adopera, la colpa non è loro
Fanno assai bene a lavarsene le mani

E non chiedetemi se voglio bene ai preti
Come fareste a viverne senza?
Senza qualcuno che in mezzo alle disgrazie
Ti ricordasse che c’è la Provvidenza?

Ma intanto avanza l’imbianchino ed io
Vorrei gridare «Attenti!» e invece mai
Lascio che altro mi esca dalla bocca
Che quel che gridan tutti e grido «Heil!»

E mi rifiuto di veder delitti
E di soffrire per le vostre pene
Se questo è il mondo che voi difendete
In questo vostro mondo so star bene.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Brecht, Negri, Strehler, Weill
Al Pianoforte Beppe Maraschi
 
Testo:
Ricordi tu quel tempo che fuggì,
quando si stava insieme notte e dì?
Grazie agli amici che portavo a te,
tu mi vestivi dalla testa ai piè.

Così va il mondo, va anche così.
Se poi veniva uno dei tanti,
me ne uscivo allora dal letto
e mi bevevo un bel cicchetto

E poi correvo a ritirare il grano
e gli dicevo “torni presto qui”.
Ed ho passato cinque mesi e più
in quella casa ove eri chiusa tu.

O giorni belli, che passammo là
a far l'amore in piena libertà
e quando a soldi si era un po' nei guai,
tu mi dicevi: “come, non lo sai?
Della camicia a meno si fa!”.

E allora io diventavo un po' cattiva,
ti rinfacciavo le porcate che facevi
e tu mi davi un cazzottone in bocca
e andavo a letto con la faccia blu.

Eppure mai dimenticar potrò
quel caro luogo dove ci si amò.

Oh giorni belli, che l’amor nutrì,
era assai meglio allora d’oggidì!
Quel tal lavoro orari non ne ha
e il vero amore storie non ne fa,
è sempre pronto a dire di sì!

Se poi veniva uno dei tanti, te ne uscivi
allor dal letto, ti bevevi un bel cicchetto
e poi correvi a ritirare il grano
e gli dicevi: "Torni presto qui"

Eppure mai dimenticar potrò
quel caro luogo dove ci si amò.
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 5
TUTTI O NESSUNO

 
      Lato B: 5
LA CANZONE DELLA MOLDAVA

 
   

Autori: Brecht, Strehler, Eissler
Al Pianoforte Beppe Maraschi
 
Testo:
Schiavo, chi può liberarti?
Solamente chi nel fondo sta,
chi soffre le tue pene può
sentire le tue grida.
Schiavi, vi libereremo!

Tutti o nessuno!
Tutti oppure no!
Non si può salvarsi da soli,
o fucili o catene!
Tutti o nessuno!
Tutti oppure no!

Affamato, chi potrà sfamarti?
Ti darà del pane chi del pane
non ne ha per sé.
Compagno, se verrai con noi,
affamati, noi ti sfameremo.

Tutti o nessuno!
Tutti oppure no!
Non si può salvarsi da soli,
o fucili o catene!
Tutti o nessuno!
Tutti oppure no!


 
Fonte: QUI
     
Autori: Brecht, Gaipa, Eissler, Lunari
Al Pianoforte Beppe Maraschi
 
Testo:
In fondo alla Moldava vanno le pietre,
sepolti a Praga riposan tre re.
A questo mondo niente rimane uguale,
la notte più lunga eterna non è.

Si mutano i tempi, l'inutile lotta
di galli violenti futuro non ha.
I folli progetti di tutti i potenti
si oppongono invano al tempo che va.

In fondo alla Moldava vanno le pietre,
sepolti a Praga riposan tre re.
A questo mondo niente rimane uguale,
la notte più lunga eterna non è.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A: 6
NINNA NANNA 1932

 
      Lato B: 6
UN CAVALLO SI LAMENTa

 
   

Autori: Brecht, Eissler, Lunari
Al Pianoforte Beppe Maraschi
 
Testo:
Quando ti portavo in seno,
eran tempi duri, lo sai bene,
“questo piccolo”, mi dicevo sempre,
“verrà al mondo in un mondo di pene”.

E ho giurato di fare di tutto
perché almeno tu sapessi cosa fare,
perché il mondo che ti accoglie così male,
tu lo possa almeno un po’ migliorare.

E vedevo montagne di carbone,
ben difese dalla polizia,
“quando avrà freddo mio figlio”, mi dicevo,
“penserà lui a portarle via”.

E vedevo nelle vetrine il pane,
vedevo gli occhi di chi pane non ha,
“quando avrà fame mio figlio”, mi dicevo,
“a spaccare quei vetri penserà”.

Quando ti portavo in seno,
mi dicevo: “tra poco nascerai,
sarai bello giusto e forte
e nessuno fermarti potrà mai”.

Quando tu sei nato,
i tuoi fratelli piangevano per la fame e domandavano pane,
quando tu sei nato, non si avevano soldi per il gas
e sei venuto al mondo al buio,

Quando ti aspettavo con tuo padre,
ogni sera parlavamo di te,
ma per il dottore soldi non ce n’erano,
ci servivano per comprare il pane.

Quando ti abbiam fatto, proprio più non c’era
la speranza di trovare lavoro
e soltanto Marx e Lenin alla gente come noi
parlavano di un futuro.

O figlio, al mondo c’è gente che prepara,
per quando sarai grande, un bastone per te,
perché tu sei di quelli nati per la catena
e per i quali al mondo altro posto non c’è.

Tu forse non sei il più bello e il più forte,
per te non ho soldi e non voglio preghiere,
ma tu sei mio figlio e non dovrai sprecare
il poco tempo che ti è dato sulla terra.

Di notte sento le tue manine
strette a pugno accanto a me
e penso allora che qualcuno già
sta preparando l’arma destinata a te.

La tua mamma non ti ha mai detto
che sei il più forte, che sei il più bello,
ma neppure ti ha messo al mondo
perché tu sia fatto carne da macello.

Ricorda, figlio, che solo coi tuoi simili
i prepotenti vincere potrai.
E tu ed io e tutti quelli come noi
devono lottare.

Perché in questo mondo,
in cui vivrai anche tu,
sfruttati e sfruttatori
non ce ne siano più!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Brecht, Strehler, Eissler
Al Pianoforte Beppe Maraschi
 
Testo:
Tiravo il mio carro senza più forze
lungo la Frankfurter Allee,
fu lì che pensai: “O je! Come son stanco,
se mi lasciassi andare per un momento,
forse cadrei per sempre”.
Due minuti dopo non restavano di me
che ossa nude.

Perché non appena sfinito crollai
e il padrone si precipitava al primo telefono.
Gente affamata mi fu sopra coi coltelli
per disputarsi l'un con l'altro la mia carne.
Non attesero neppure che finissi almeno
di crepare.

Era la gente che conoscevo diversa,
la stessa che prima mi dava del pane
e mi metteva i sacchi sul dorso
per proteggermi dalle mosche.
Ieri tanto umana e oggi tanto disumana.
S'eran d'improvviso trasformati
in tante belve. Come mai?

Morendo, pensai: “quanto gelo è sceso
tra loro per renderli senza pietà?
Chi li ha frustati così?
E chi continua ancora a frustarli?”
Se voi non saprete dar loro una mano
questa volta vi succederà qualcosa
di terribile...
 
Fonte: QUI
 
 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1975 - LA CUCARACHA/SIMON BOLIVAR (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio Giu 13, 2019 8:58 am

1. TITOLO:

1975 - LA CUCARACHA/SIMON BOLIVAR

# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10776 # Data pubblicazione: Settembre 1975 # Matrici: SLNS 6291/SLNS 6289 # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Nate: Data matrici: 29 Settembre / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
LA CUCARACHA

 
      Lato B:
SIMON BOLIVAR

 
     

Autori: Anonimo, Tradizionale
Orchestra: Gino Negri
 
Testo:
Una cosa me da risa
Pancho Villa sin camisa
Ya se van los carrancistas
Porque vienen los villistas.

Para sarapes, Saltillo
Chihuahua para soldados
Para mueres, Jalisco
Para amar, toditos lados

La Cucaracha, la Cucaracha,
Ya no puede caminar
Porque no tienne, porque le falta
Marihuana que fumar.

Para sarapes, Saltillo
Chihuahua para soldados
Para mueres, Jalisco
Para amar, toditos lados
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Anonimo, Ruben Lenina
Orchestra: Gino Negri
 
Testo:
Simón Bolívar, Simón,
caraqueño americano,
el suelo venezolano
le dio la fuerza a tu voz.
Simón Bolívar, Simón,
nació de tu Venezuela
y por todo el tiempo vuela
como candela tu voz.
Como candela que va
señalando un rumbo cierto
en este suelo cubierto
de muertos con dignidad

Simón bolívar, Simón,
revivido en las memorias
que abrió otro tiempo la historia,
te espera el tiempo Simón.
Simón Bolívar, razón,
razón del pueblo profunda,
antes que todo se hunda
vamos de nuevo Simón.
Simón Bolívar, Simón,
en el sur la voz amiga,
es la voz de José Artigas
que también tenía razón
 
Fonte: QUI
 

 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1975 - LIBERTA' (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio Giu 13, 2019 3:04 pm

1. TITOLO:
 
1975 - LIBERTA'
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6172 # Data pubblicazione: Settembre 1975 # Matrici: S-6172-1/S-6172-2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 28 Agosto / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
2. RECENSIONE:
 
Libertà è un album della cantante italiana Milva, pubblicato dall'etichetta discografica RICORDI (numero di catalogo SMRL 6172) nel 1975.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
   
 
 
Versione Musicassetta
 

 
         
 
 
Versione Stereo 8
 
   
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 VIVA LA LIBERTA'
  • A2 MEMENTO DA "OPERA POETICA"
  • A3 HORST WESSEL LIED
  • A4 25 APRILE 1945
  • A5 PER I MORTI DI REGGIO EMILIA
  • A6 NELL'ATTIMO BREVE


  • B1 QUAGGIU' IN FILANDA
  • B2 LA CUCARACHA
  • B3 LOS CUATROS GENERALES
  • B4 VENCEREMOS
  • B5 SIMON BOLIVAR
  • B6 LUNGO LA STRADA (Poljuska Polje)
 
 
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Lato A: 1
VIVA LA LIBERTA'

 
      Lato B: 1
QUAGGIU' IN FILANDA

 
   

Autori: Gino Negri, L. Da Ponte, W. A. Mozart
Orchestra: Gino Negri
 
Testo:
Viva,
Viva la libertà!

Viva,
Viva la libertà!

La libertà!

Viva,
Viva la libertà!

La libertà!

Viva,
Viva la libertà!

Viva,
Viva la libertà!

La libertà!
La libertà!
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Suligoj, Beretta
Orchestra: Gino Negri
 
Testo:
Quaggiù in filanda
è triste morir,
quaggiù in filanda
è destino morir…

Ma tute divise
ora leviam,
o mio caro padrone,
contro te scioperiam…

Le belle promesse
che lui vi farà
saranno menzogne:
la miseria verrà…

Ma tute divise
ora leviam,
o mio caro padrone,
contro te scioperiam…

Dal magro stipendio
che lui vi pagò,
per strane ragioni
la metà prelevò…

Ma tute divise
ora leviam,
o mio caro padrone,
contro te scioperiam…

Laggiù in filanda
s'invecchia di più,
la schiena s'incurva
cadi sempre di più…

Ma tute divise
ora leviam,
o mio caro padrone,
contro te scioperiam…

Laggiù in filanda
è amaro morir,
in mezzo al cotone
tu dovrai morir…

Ma tute divise
ora leviam,
o mio caro padrone,
contro te scioperiam…
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 2
MEMENTO DA "OPERA POETICA"

 
      Lato B: 3
LOS CUATROS GENERALES

 
   

Autori: Carlo Bo, F. Garcia Lorca, G. Negri
Orchestra: Gino Negri


 
Testo:
Quando morrò
Seppellitemi
Con la mia chitarra
Sotto l’arena.

Quando morrò
Seppellitemi
Fra gli aranci
E la menta.

Quando morrò
Seppellitemi
Se volete
In una banderuola.

Quando morrò
Quando morrò.

Quando morrò
Seppellitemi
Con la mia chitarra
Sotto l’arena.

Quando morrò
Seppellitemi
Fra gli aranci
E la menta.

Quando morrò
Seppellitemi
Se volete
In una banderuola.

Quando morrò
Quando morrò
Quando morrò
Quando morrò.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Tradizionale, Unknown Artist
Orchestra: Gino Negri
 
Note: "LOS CUATROS GENERALES" è cantata in spagnolo... viene inserita esclusivamente per "doverosa" documentazione!
 
Testo:
Los cuatro generales,
mamita mía, que se han alzado,
que se han alzado.

Para la nochebuena,
mamita mía, serán ahorcados,
serán ahorcados.

Madrid, qué bien resistes,
mamita mía, los bombardeos,
los bombardeos.

De las bombas se ríen,
mamita mía, los madrileños,
los madrileños.

Por la Casa de Campo,
mamita mía, y el Manzanares,
y el Manzanares,

quieren pasar los moros,
mamita mía, no pasa nadie,
no pasa nadie.

La Casa de Velázquez,
mamita mía, se cae ardiendo,
se cae ardiendo

con la quinta columna,
mamita mía, metida adentro,
metida adentro.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A: 3
HORST WESSEL LIED

 
      Lato B: 4
VENCEREMOS

 
   

Autori: Gino Negri, B. Brecht, Unknown Artist
Orchestra: Gino Negri


 
Testo:
Avanti marsch,
a ranghi ben serrati,
le SS avanzano nel Sol,
i camerati, che la morte
ha già baciato,
son sempre qui
e marciano con noi.
I camerati che la morte ha già baciato,
son sempre qui e marciano con noi.

Avanti su, vi guida un macellaio
e dietro a lui a passo militar,
vitello ariano, impaurito dal beccaio,
tu vai così a farti macellar,
vitello ariano, impaurito dal beccaio,
tu vai così a farti macellar.

Avanti marsch,
a ranghi ben serrati,
le SS avanzano nel sol,
vitello ariano, impaurito dal beccaio,
tu vai così a farti macellar,
vitello ariano, impaurito dal beccaio,
tu vai così a farti macellar.
 
Fonte: QUI
     
Autori: G. Calabrese, Trad.
Orchestra: Gino Negri
 
Note: "VENCEREMOS" è cantata in spagnolo... viene inserita esclusivamente per "doverosa" documentazione!
 
Testo:
Desde el hondo crisol de la patria
se levanta el clamor popular,
ya se anuncia la nueva alborada,
todo Chile comienza a cantar.

Recordando al soldado valiente
cuyo ejemplo lo hiciera inmortal,
enfrentemos primero a la muerte,
traicionar a la patria jamás.

Venceremos, venceremos,
mil cadenas habrá que romper,
venceremos, venceremos,
la miseria (al fascismo) sabremos vencer.

Campesinos, soldados, mineros,
la mujer de la patria también,
estudiantes, empleados y obreros,
cumpliremos con nuestro deber.

Sembraremos las tierras de gloria,
socialista será el porvenir,
todos juntos haremos la historia,
a cumplir, a cumplir, a cumplir
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A: 4
25 APRILE 1945

 
      Lato A: 5
PER I MORTI DI REGGIO EMILIA

 
   

Autori: G. Negri, L. Lunari
Orchestra: Gino Negri
 
Testo:
Non maledire questo nostro tempo
Non invidiare chi nascerà domani
Chi potrà vivere in un mondo felice
Senza sporcarsi l'anima e le mani.

Noi siam vissuti come abbiam voluto
Negli anni oscuri senza libertà
Siamo passati tra le forche e i cannoni
Chiudendo gli occhi e il cuore alla pietà.

Ma anche dopo il più duro degli inverni
Ritorna sempre la dolce primavera
La nuova vita che comincia stamattina
Di queste mani sporche a una bandiera.

Non siamo più né carne da cannone
Né voci vuote che dicono di sì
A chi è caduto per la strada noi giuriamo
Pei loro figli non sarà così.

Vogliamo un mondo fatto per la gente
Di cui ciascuno possa dire "è mio"
Dove sia bello lavorare e far l'amore
Dove il morire sia volontà di Dio.

Vogliamo un mondo senza patrie in armi
Senza confini tracciati coi coltelli
L'uomo ha due patrie, una è la sua casa
E l'altro è il mondo, e tutti siam fratelli.

Vogliamo un mondo senza ingiusti sprechi
Quando c'è ancora chi di fame muore
Vogliamo un mondo in cui chi ruba va in galera
Anche se ruba in nome del Signore.

Vogliamo un mondo senza più crociate
Contro chi vive come più gli piace
Vogliamo un mondo in cui chi uccide è un assassino
Anche se uccide in nome della pace.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Amodei
Orchestra:
 
Testo:
Compagno cittadino, fratello partigiano,
teniamoci per mano in questi giorni tristi:
di nuovo a Reggio Emilia, di nuovo là in Sicilia
son morti dei dei compagni per colpa dei fascisti.

Di nuovo, come un tempo, sopra l'Italia intera
urla il vento e soffia la bufera.

A diciannove anni è morto Ovidio Franchi
per quelli che son stanchi o sono ancora incerti.
Lauro Farioli è morto per riparare al torto
di chi si è già scordato di Duccio Galimberti.

Son morti sui vent'anni, per il nostro domani:
son morti come vecchi partigiani.

Marino Serri è morto, è morto Afro Tondelli,
ma gli occhi dei fratelli si son tenuti asciutti.
Compagni, sia ben chiaro che questo sangue amaro
versato a Reggio Emilia, è sangue di noi tutti.

Sangue del nostro sangue, nervi dei nostri nervi,
come fu quello dei fratelli Cervi.

Il solo vero amico che abbiamo al fianco adesso
è sempre quello stesso che fu con noi in montagna
ed il nemico attuale è sempre e ancora eguale
a quel che combattemmo sui nostri monti e in Spagna.

Uguale è la canzone che abbiamo da cantare:
Scarpe rotte eppur bisogna andare.

Compagno Ovidio Franchi, compagno Afro Tondelli,
e voi, Marino Serri, Reverberi e Farioli,
dovremo tutti quanti aver, d'ora in avanti,
voialtri al nostro fianco, per non sentirci soli.

Morti di Reggio Emilia, uscite dalla fossa,
fuori a cantar con noi Bandiera rossa,
fuori a cantar con noi Bandiera rossa!
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 6
NELL'ATTIMO BREVE

 
      Lato B: 6
LUNGO LA STRADA (Poljuska Polje)

 
   

Autori: Gino Negri, Nichi Stefi
Orchestra: Gino Negri
 
Testo:
Nell’attimo breve di un secondo violento
Col ferro e il marchio della tortura
Di nuovo il vecchio squallido canto
Di chi scrive la storia con la paura.

Dopo trent’anni senza catene
Senza adunate né gagliardetti
Ci siam illusi d’essere sicuri
In una stabile democrazia

Ma sono tornate fuori le iene
A spargere il sangue dei poveretti
Giocando la farsa degli uomini duri
Guidati da chi non ha solo follia.

Nell’attimo lungo che segue lo schianto
Quando il dolore e la rabbia ci accascia
Ancora il triste ed eroico canto
Per vendicare i morti di Brescia.

Voglio gridare a squarciagola
Voglio scagliare il mio pugno nel cielo
Un pugno forte, un pugno dritto
Voglio non sia soltanto un saluto

Perché il dolore non ci consola
Non basta stender un pietoso velo
Su gente squarciata senza diritto
E dopo il boato il terrore muto.

Giriamo una pagina che dura da tanto
Una pagina triste che ci amareggia
Facciamo in modo di evitare il compianto
Per altri morti come quelli della Loggia.

Facciamo in modo di evitare il compianto
Per altri morti come quelli della Loggia.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Gino Negri, Lev Knipper
Orchestra: Gino Negri
 
Testo:
Lungo la strada
Che mi porterà lontano
Penso alle lotte disperate e sogno
Una vicina libertà

Vado cantando
Fino a che avrò fiato in cuore
Ed il compagno che mi ascolta
Canti, canti con me la libertà

Vola il mio passo
Sopra questa terra amata
Suona il mio passo come un gran tamburo
Ritmo di gioia e libertà

Sento vicina
Sento nelle nostre mani
Vedo negli occhi dei compagni
Tocco la sospirata Libertà
 
Fonte: QUI

 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1977 - NON PIANGER PIU' ARGENTINA/UN'ALTRA STAGIONE (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio Giu 13, 2019 7:20 pm

1. TITOLO:

1977 - NON PIANGER PIU' ARGENTINA/UN'ALTRA STAGIONE

# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10834 # Data pubblicazione: Marzo 1977 # Matrici: SLNU 6680/SLNU 6681 # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Nate: Data matrici: 10 Marzo / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
NON PIANGER PIU' ARGENTINA

 
      Lato B:
UN'ALTRA STAGIONE

 
     

Autori: Luigi Albertelli, Tim Rice, Andrew Lloyd Webber
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Certo che è dura spiegare ormai
tutto ciò che io sento in me.
Ho bisogno di voi,
anche se so
quel che ho fatto.
Vedrete in me
la ragazza che già
conoscevate
e sono qua,
ancora, coi difetti che ho.

Volevo far qualcosa
e ci provai,
da una vita seduta mi alzai,
spalancai le finestre
e le ombre gettai.

Chiesi libertà,
cercando un po’
di aria nuova anch'io.
La vita diceva di no,
non regala niente, lo so.
Non piangere più, Argentina,
davvero mai ti lasciai.
Che vita pazza!
Ma io mantenni una promessa:
“Darti me stessa”.

Fortuna e fama
che sono mai?
Davvero io non le cercai,
anche se sono
accusata da voi.
Sono illusioni
e non soluzioni
che promisero a me.
Una sola risposta, la mia:
“Io ti amo e spero anche tu”.

Non piangere più, Argentina...

Non piangere più, Argentina,
davvero mai ti lasciai.
Che vita pazza!
Ma io mantenni una promessa:
“Darti me stessa”.

Non piangere più, Argentina,
davvero mai ti lasciai...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Mara Cantoni, Giovanni Massimo Gallerani
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Io so che tu siedi
In queste giornate
Di grigio, di noia
Di cose appannate.

La piazza di fuori
È quella di ieri
Tu fumi in silenzio
Le ore e i pensieri.

E aspetti con calma
E con convinzione
Che torni il comando
Dell'insurrezione.

Aspetti la notte
Che dovrai andare
Uscirai di casa
Senza salutare.

Avrai sulle spalle
Mitraglie e paura
La fame, la rabbia
L'odio, l'avventura.

Io penso alle nostre
Sere d'intese,
Di vino, di calde
Parole sospese.

E alle leggende
Incantate che sai
Di boschi, battaglie
Di angosce e di guai.

Donne che hai finto
Per gioco di amare
Un'ora nel letto
Per farti scaldare.

E dici "Una notte
Me ne dovrò andare
Uscirò di casa
Senza salutare

Avrò sulle spalle,
Mitraglie e paura,
La fame e la rabbia,
L'odio, l'avventura."

Ed io che in silenzio
E senza emozioni
Carezzo i miei libri
E le mie ambizioni

Resto legata
Alla stanza che vede
Il tuo sguardo quieto
Che ancora mi chiede

Se penso anch'io
Che tu abbia ragione
Che tornerà il tempo
Dell'insurrezione.

E aspetto la notte
Che dovremo andare
Uscire di casa
Senza salutare.

Di aver sulle spalle
Mitraglie e paura
La fame, la rabbia
L'odio, l'avventura.

E aspetto la notte
Che dovremo andare
Uscire di casa
Senza salutare.

Di aver sulle spalle
Mitraglie e paura
La fame, la rabbia
La nostra avventura.
 
Fonte: QUI
 

 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1977 - MILVA (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio Giu 13, 2019 9:03 pm

1. TITOLO:
 
197T - MILVA
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6207 # Data pubblicazione: Giugno 1977 # Matrici: S-6207-1/S-6207-2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 9 Giugno / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
2. RECENSIONE:
 
Libertà è un album della cantante italiana Milva, pubblicato dall'etichetta discografica RICORDI (numero di catalogo SMRL 6207) nel 1977.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 

 
 
Versione Musicassetta
 

 
   
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 LE TORTE
  • A2 LETTERA A COCO'
  • A3 ALLO SPECCHIO
  • A4 EDIPO
  • A5 NON VOGLIO ESSERE


 
 
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Lato A: 1
LE TORTE

 
      Lato B: 2
PRESIDENTE

 
   

Autori: C. Castellari
Orchestra: Gino Negri
 
Testo:
Se fu bello il nostro incontro
sulla riva del fiume,
dopo mesi di lune sciupate
a guardare da soli il canneto
dai sassi del greto.

Sì, fu bello il primo bagno
nelle acque del fiume,
tutta la notte,
insieme accaldati a guardare
le ombre profonde,
più nere, profonde.

E m’innamorai a piene mani,
io m’abbandonai,
assaporando tutto in fondo a noi:
il vero, il falso,
la complicità, l’amore.

E m’innamorai,
meravigliando gente come noi,
perché così non era stato mai,
per me, per te,
per la mediocrità
di noi.

E venne poi l’autunno
sulle acque in bonaccia,
mentre noi siamo ormai alle strette,
come dire, alle torte dirette
che piovono in faccia.

E m’innamorai a piene mani,
io m’abbandonai,
assaporando tutto in fondo a noi:
il vero, il falso,
la complicità, l’amore.

E m’innamorai,
meravigliando gente come noi,
perché così non era stato mai,
per me, per te,
per la mediocrità
di noi.

E m’innamorai a piene mani,
io m’abbandonai,
assaporando tutto in fondo a noi:
il vero, il falso,
la complicità, l’amore.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: C. Castellari
Orchestra: Gino Negri
 
Testo:
Ci vuol poco a capire che,
che non devo pensarci più,
se lo sbaglio c’è stato
ora ho già rimediato.

Riconosco da sola, poi,
quanto sono caduta giù,
il ragazzo ha provato, colpito…

Mi guardò, mi parlò,
io non dissi di no,
mentre tu non avevi mai tempo.

Poi da me ritornò,
quante volte non so,
mentre tu non vedevi mai niente.

E convinta lo sono già
che il passato non conta più,
hai sbagliato indirizzo,
gira al largo ragazzo!

Non potresti capire mai,
taglia corto, non so chi sei,
la parentesi è chiusa,
chiusa!

Mi guardò, mi parlò,
io non dissi di no,
mentre tu eri al pranzo importante,
per te.

Poi da me ritornò,
quante volte non so,
mentre tu eri là, presidente.
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 2
LETTERA A COCO'

 
      Lato B: 3
MAGRA

 
   

Autori: C. Castellari
Orchestra: Gino Negri
 
Testo:
Cara Cocò,
comprendo il tuo problema, Cocò,
o meglio la tua pena
di lucidare i piatti
perché il barone Squatti
stasera viene a cena.

Cara Cocò,
immagino l'angoscia, Cocò,
che dalla erre moscia
si sente chiaramente,
perché il caviale russo
non sembra più lo stesso.

Abbassa le luci,
ricordati i ceci,
le piccole sorprese,
zuppa all'inglese, si sa...

Ripassa le prove,
le frottole nuove
che racconterai,
col noto charme...
Attento all'ancella,
ricordati è quella
che sa l'amor cortese,
vino francese rosé...

Prepara il leggio,
concerto per duo,
alla viola lui,
al piano tu...

Cara Cocò,
annaffia col profumo, Cocò,
spedito da Parigi
dal tuo Gianluigi,
profilo di puttino,
un vero figurino...

Attento all'ancella,
ricordati è quella
che sa l'amor cortese,
vino francese rosé...

Prepara il leggio,
concerto per duo,
alla viola lui,
al piano tu...
 
Fonte: QUI
     
Autori: C. Castellari
Orchestra: Gino Negri
 
Testo:
Magra,
velo trasparente,
per un calo crescente
dal giorno che ti amai.

Gambe
stile pellicano,
il profilo del seno
ricorda due cucchiai.

Fianchi,
che porosi ammanchi,
filiforme struttura,
misurala se puoi.

Pelle
giallo pergamena,
questo amore è una pena
che non mi lascia mai.

Vento,
qui ci vuole vento
che mi tenga in piedi,
altrimenti cado giù.

Pioggia,
qui ci vuole pioggia,
che farà fiorire questo fiore, presto,
che sennò mi muore qui.

Grammi,
io finisco grammi,
ma comunque tu dammi
amore più che puoi.

Vento,
qui ci vuole vento,
che mi tenga in piedi,
altrimenti cado giù.

Pioggia,
qui ci vuole pioggia,
che farà fiorire questo fiore, presto,
che sennò mi muore qui.

Magra,
velo trasparente,
ma, in un certo frangente,
ti piaccio e tu lo sai.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A: 3
ALLO SPECCHIO

 
      Lato A: 4
EDIPO

 
   

Autori: G. Colonnello, M. Gallerani
Orchestra: Gino Negri
 
Testo:
La porta chiusa
sul giorno consumato,
la vecchia stanza affollata di ricordi
e questo specchio vestito dei sorrisi
che il tempo, in fretta, tradisce tra le ciglia.

Lo specchio incontra
immagine in penombra,
spogliarsi è una fatica sconosciuta,
la blusa chiara, lo scialle liberty,
vestiti antichi,
un po’ di tenerezza.

E sciolgo i miei capelli,
così come facevo
quand’ero una bambina,
le dita sulle labbra,
la ruga, in controluce,
affiora sotto il trucco,
lontano una canzone,
la radio dei vicini,
le voci della strada.

Negli occhi tracce del tempo che mi segna,
il viso è stanco,
non basta il fondotinta
e sulla bocca, la piega insoddisfatta
disegna i sogni
passati e mai vissuti.
A chi somiglio in quella vecchia foto?
C’è una ragazza, non l’ho dimenticata,
un prato in ombra e ancora un po’ di neve,
il mio sorriso
ma quello di una volta.

Ripenso alla giornata
e il buio della stanza
si riempie di presenze,
del freddo del mio letto,
quel bacio che ho negato,
sarebbe un po’ di sole,
la radio adesso tace,
c’è appena un po’ di luce
che filtra dalla strada.
 
Fonte: QUI
     
Autori: M. Cantoni
Orchestra: Gino Negri
 
Testo:
Davvero non vorrei sembrarti pedante,
ma la tua situazione mi pare preoccupante,
non riesci ad amare, ne soffri e lo ammetti,
ma il perché non te lo spieghi oppure non lo accetti.

E sì che sei anche un uomo affascinante,
non ti mancano le occasioni di un incontro stimolante,
eppure sei perennemente insoddisfatto,
anche se fingi d’essere soltanto un po’ matto.

Le tue storie bruciano sempre tra parentesi quadre
e tutto perché sei innamorato di tua madre.

Ogni volta che ti piace una donna tra tante,
t’illudi d’aver trovato quella determinante,
ma il tuo entusiasmo s’esaurisce in un rapporto di letto,
piacevole e gratificante ma sempre imperfetto.

Perché può trattarsi anche della più grande fiamma,
ma l’amore mentale lo fai con la tua mamma.

E allora, se non vuoi capire, peggio per te,
rassegnati, una volta per tutta, a vivere in tre.
Il vostro ménage è di uno speciale tipo:
tu, lei e il vostro amico Edipo.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A: 5
NON VOGLIO ESSERE

 
      Lato B: 5
A LEVANTE

 
   

Autori: C. Castellari
Orchestra: Gino Negri
 
Testo:
Non voglio essere la bambola
da mettere nell’angolo
a decorare il tutto
nel torbido salotto
delle tue manie senza qualità.

Non voglio essere l’enigma
più sofisticato
che tu hai già spiegato con facilità.

Che ci faccio qui,
cosa non saprei,
non vorrei così, io no, io no.

Non voglio essere quel mobile
che specchia la tua linea
di uomo indifferente,
la chiacchiera pungente
dei ricevimenti dati il giovedì.

Non voglio essere un bel quadro
di malinconia,
che fa tappezzeria, inchiodato lì.

Che ci faccio qui,
cosa non saprei,
non vorrei così, io no, io no.

Non voglio essere l’epilogo
dei tuoi umori fragili
da scaricarmi addosso,
il fido compromesso
dove rifugiarti se ti senti giù.

Non voglio essere nient’altro
che la mia persona,
di più che la poltrona su cui dormi tu.

Che ci faccio qui,
cosa non saprei,
non vorrei così, io no, io no.
 
Fonte: QUI
     
Autori: C. Castellari
Orchestra: Gino Negri
 
Testo:
Sai che c’è a levante,
a parte il sole che nasce?
C’è casa tua
e non m’importa niente
di quello che esiste a Occidente.

A levante,
a parte il gelo di Mosca,
c’è casa tua,
a levante.

Voglio dire che,
da dove sono, non arrivo a te,
non per la curiosità,
ma esattamente io saprei
a quante miglia sei.

Voglio dire che,
giorno per giorno,
vivi dentro me.
Penso a una banalità,
che sembra un simbolo, se vuoi,
cioè concluderei,
punti cardinali tra noi.

Sai che c’è a levante,
a parte i cori del Volga?
C’è casa tua
 
Fonte: QUI
 
 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1978 - CANZONI TRA LE DUE GUERRE (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven Giu 14, 2019 12:08 am

1. TITOLO:
 
1978 - CANZONI TRA LE DUE GUERRE
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6217 # Data pubblicazione: 1978 # Matrici: S-6217-1/S 6217-2# Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Dischi Ricordi S.p.A. - Milano
 
2. RECENSIONE:
 
Canzoni tra le due guerre è un album della cantante italiana Milva Registrato In Diretta Al Piccolo Teatro Di Milano nell'Ottobre 1977. Da uno spettacolo musicale di Filippo Crivelli. e pubblicato nel 1978 dalla casa discografica RICORDI
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
Versione musicassetta
 

 
   

 

Milva in "Canzoni tra le due guerre"

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 LE ROSE ROSSE
  • A2 RE DI CUORI/TABARIN
  • A3 THE MAN I LOVE
  • A4 CHIOVE
  • A5 JOHNNY


  • B1 BALOCCHI E PROFUMI
  • B2 SIMONE
  • B3 NEW YORK
  • B4 CANZONE APPASSIUNATA
  • B5 PARLEZ-MOI D'AMOUR
  • B6 O' SURDATO INNAMMORATO/LILLI' MARLEEN
 
 
Lato A: 1
LE ROSE ROSSE

 
      Lato B: 1
BALOCCHI E PROFUMI

 
   

Autori: E. A. Mario
Orchestra: Roberto Negri
 
Testo:
-Tutte le rose di tutti i roseti
vorrebbe il cuore soltanto per sé.
Tutte le rose dei giorni più lieti
forse ogni cuore più triste non è.
E si fan tenere, le bocche baciano,
baciano e fremono tra i prati in fior.

Cuore, so che vuoi goder,
so che vuoi per te
rose d’ogni color.
Ma, le rose rosse, no!
Non le voglio veder.
Non le voglio veder.

So d’un giardino che fu devastato
poiché la guerra feroce vi entrò.
Tutto il terreno di sangue arrossato,
sangue che tutte le rose macchiò.
E rosseggiarono corolle e petali
in fronte al tepido bacio del sol.

Cuore, so che vuoi goder,
so che vuoi per te
rose d’ogni color.
Ma, le rose rosse, no!
Non le voglio veder.
Non le voglio veder.

Torni il bel maggio e il ricordo cancelli
d’un tempo tristo che alfine passò.
Tutti i colori più vaghi e più belli
vegga fiorir chi sofferse d’amor.
Ma non ritornino le rosse immagini
che ci ricordano tanti dolor.

Cuore, so che vuoi goder,
so che vuoi per te
rose d’ogni color.
Ma, le rose rosse, no!
Non le voglio veder.
Non le voglio veder!
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: E. A. Mario
Orchestra: Roberto Negri
 
Testo:
Tutta sfolgorante e’ la vetrina
piena di balocchi e profumi
entra con la mamma la bambina
tra lo sfolgorio di quei lumi
comanda signora Cipria colonia e Coty
Mamma mormora la bambina
mentre pieni di pianto ha gli occhi
per la tua piccolina non compri mai balocchi
Mamma tu compri soltanto i profumi per te
Ella nel salotto profumato
ricco di cuscini di seta
porge il labbro tumido al peccato
mentre la bambina indiscreta
dischiude quel nido pieno d’odor di Coty…
Mamma mormora la bambina
mentre pieni di pianto ha gli occhi
per la tua piccolina non compri mai balocchi
Mamma tu compri soltanto i profumi per te
Esile agonizza la bambina
or la mamma non e’ piu’ ingrata
corre a vuotar tutta la vetrina
per la sua figliuola malata
amore mio bello ecco i balocchi per te
Grazie mormora la bambina
vuole toccare quei balocchi
ma il capo gia’ reclina
e gia’ socchiude gli occhi
piange la mamma pentita
stringendola al cuor
Mamma senza la sua bambina
il capo suo reclina
triste su quei balocchi
piange la mamma pentita
stringendoli al cuor
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 2
RE DI CUORI/TABARIN

 
      Lato B: 2
SIMONE

 
   

Autori: Lao - Schor, Cherubini/Stolz
Orchestra: Roberto Negri
 
Testo:
Re Di Cuori:
Son io che con monocolo e marsina,
discendo tra la folla ultramondana,
ove la donna scaltra s'avvicina,
per allietar l'illusa gioventù...

Le carte, la roulette ho per compagne,
e i baci d'ogni bocca libertina,
io suggo come sorsi di champagne,
con un desio d’ebbrezza e nulla più...

Tabarin, tu sei il mio regno d'or
e per te io sono il re di cuori,
ma il mister della mia vita ignori,
lo tengo chiuso in me,
io che dei cuor son re...

Son re senza corona e senza amore,
che nell'amore falso si trascina,
per vincere lo spasimo del cuore,
che fu tradito un dì senza un perché...

Ma il volto di colei che tanto amavo,
ritorna sul mio misero cammino,
ed io ritorno ad essere uno schiavo,
mentre ogni donna ancor mi crede un re...

Tabarin, tu sei il mio regno d'or,
e per te io sono il re di cuori,
ma il mister della mia vita ignori,
lo tengo chiuso in me,
io che dei cuor son re...

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Milva:Tabarin Lyrics
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Tabarin
This song is by Milva and appears on the album Milva (1965).

Oh, tabarin,
oh, tabarin,
eccitante sei, del mondo imper,
anche un saggio avvinci al tuo poter.

Oh, tabarin,
oh, tabarin,
grande mago davvero sei tu,
se corrompi persin la virtù.

Dopo la mezzanotte al tabarin se ne va,
chi sol, nell'alta notte,
in braccio allor già si dà.
Magistrati e qualche professor,
deputati e più di un senator…
Lupi durante il giorno,
agnelli solo al tabarin.
E l'arcigno si fa cigno
per la donna della donna...
.....................................................................
Oh, tabarin,
oh, tabarin,
eccitante sei, del mondo imper,
anche un saggio avvinci al tuo poter.

Oh, tabarin,
oh, tabarin,
grande mago davvero sei tu,
se corrompi persin la virtù.

Quando, tra balli e canti, fa capolin il grande amor,
allor le coppie amanti vanno lontan dal rumor.
La cocotte acciuffa il virgagà,
la modella col pittore va...

E la grisetta è lieta
di farsi amar dal militar.
C'è chi stringe, c'è chi spinge,
c'è chi indaga, chi non paga...

Oh, tabarin,
oh, tabarin,
eccitante sei, del mondo imper,
anche un saggio avvinci al tuo poter.

Oh, tabarin,
oh, tabarin,
grande mago davvero sei tu,
se corrompi persin la virtù.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Mac Orlan-Gerard
Orchestra: Roberto Negri
 
Testo:
Sbarcato a fine viaggio,
un uomo si fermò,
come ad ogni ritorno,
a bere da Simone.
Il suo sacco posò davanti alla padrona,
che dal banco di zinco,
entrare lo guardò.

Ti ho raccontato mai
di quello che si sa,
fra gente sempre qui, sui cigli delle porte,
attendere chi viene e dire addio a chi va,
se ne parla così
nelle serate morte.

Simone fa quello che fa
e ama la gente di mare,
che ha sempre bisogno d’amare
la prima che trova in città.

Dal mare vieni
e in mare vai,
se torni o no,
affari tuoi.

Simone ha imparato a bottega
la legge del “chi se ne frega”.

Un altro uomo arrivò,
da dove Dio lo sa,
per chiedere a Simone:
“andiamocene via,
lontano quanto vuoi,
il mondo è casa mia.
Potrò coprirti d’oro,
se non ti basterà,
ritorneremo qui
appena si potrà.
La legge, sai com’è,
questione di pazienza.
Col tuo uomo, Simone,
da me me la vedrò,
uno in meno, uno in più,
fa poca differenza”.

Simone fa quello che fa
e ama la gente di mare,
che ha sempre bisogno d’amare
la prima che trova in città.

Dal mare vieni
e in mare vai,
se torni o no,
affari tuoi.

Simone ha imparato a bottega
La legge del “chi se ne frega”.

Simone, come andò,
non l’ha saputo mai.
D’un tratto si sentì
fischiare la sirena,
il caos si scatenò
e, al centro della scena,
la morte spaventò
ragazze e marinai.

Del fatto si parlò
a bordo ed in città,
dalla rissa nel bar
alle parole crude:
“avanti, o io o te,
a uno toccherà
e le mani dei due
non furono più nude”.

Simone fa quello che fa
e ama la gente di mare,
che ha sempre bisogno d’amare
la prima che trova in città.

Dal mare vieni
e in mare vai,
se torni o no,
affari tuoi.

E non fa nemmeno una piega
la legge del “chi se ne frega”.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
THE MAN I LOVE

 
      Lato B: 3
NEW YORK

 
   

Autori: George And Ira Gershwin
Orchestra: Roberto Negri
 
Note: "THE MAN I LOVE" è cantata in inglese... viene inserita esclusivamente per "doverosa" documentazione!
 
Testo:
Someday he'll come along
The man I love
And he'll be big and strong
The man I love
And when he comes my way
I'll do my best to make him stay



He'll look at me and smile
I'll understand
And in a little while
He'll take my hand
And though it seems absurd
I know we both won't say a word



Maybe I shall meet him Sunday
Maybe Monday, maybe not
Still I'm sure to meet him one day
Maybe Tuesday will be my good news day



He'll build a little home
Just meant for two
From which I'll never roam
Who would, would you?
And so, all else above,
I'm waiting for the man I love.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Cole Porter
Orchestra: Roberto Negri


 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
 
Lato A: 4
CHIOVE

 
      Lato B: 4
CANZONE APPASSIUNATA

 
   

Autori: Nardella, Bovio
Orchestra: Roberto Negri
 
Testo:
Tu staje malata e cante,
tu staje murenno e cante…
Só’ nove juorne, nove,
ca chiove…chiove…chiove…

E se fa fredda ll’aria,
e se fa cupo ‘o cielo,
e tu, dint’a stu ggelo,
tu sola, cante e muore…

Chi si’? Tu si’ ‘a canaria…
Chi si’? Tu si’ ll’Ammore…
Tu si’ ll’Ammore,
ca pure quanno more,
canta canzone nove…

Giesù, ma comme chiove!

Tu, comm’a na Madonna,
cante na ninna-nonna
pe’ n’angiulillo ‘ncroce,
ca vò’ sentí ‘sta voce,

‘sta voce sulitaria
ca, dinta notte, canta…
E tu, comm’a na Santa,
tu sola sola, muore…

Chi si’? Tu si’ ‘a canaria!
chi si’? Tu si’ ll’Ammore…
Tu si’ ll’Ammore,
ca, pure quanno more,
canta canzone nove!…

Giesù, ma comme chiove!
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: E. A. Mario
Orchestra: Roberto Negri
 
Testo:
N’albero piccerillo aggio piantato,
criscènnolo cu pena e cu sudore…
Na ventecata giá mme ll’ha spezzato,
e tutte ‘e ffronne cágnano culore…
Cadute so’ giá ‘e frutte. E tuttu quante
erano doce, e se so’ fatte amare…
Ma ‘o core dice: “Oje giuvinotto amante,
‘e ccose amare, tiénele cchiù care…”.

E, amara comme si’,
te voglio bene.
Te voglio bene,
e tu mme faje murí!

Era comme ‘o canario ‘nnammurato,
stu core che cantaje matina e sera…
“Scétate!” – io dico – E nun vo’ sta’ scetato…
e mo, nun canta manco a primmavera!…
Chi voglio bene nun mme fa felice:
forse sta ‘ncielo destinato e scritto.
Ma i’ penzo ca nu ditto antico dice:
“Nun se cummanna ‘o core”. E i’ mme sto zitto!…

E mme stó’ zitto, sí…
te voglio bene,
te voglio bene,
e tu mme faje murí!

Chiagno p’ ammore, e cade ‘o chianto mio
dinto a ‘sta testa: ‘o chianto ‘a sta arracquanno.
Schiòppa ‘na bella rosa, e i’ pe’ gulìo,
a chi mm’ha fatto chiagnere ce ‘a manno.
Lle dico: “Rosa mia tu mme perduone
si te scarpesarrá senza cuscienza…”
ce sta nu ditto ca mme dá ragione:
“Fa’ bene e scorda, e, si, faje male, penza…”

Piènzace buono, sì:
te voglio bene,
te voglio bene…
e tu mme faje murí…
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 5
JOHNNY

 
      Lato B: 5
ARLEZ-MOI D'AMOUR

 
   

Autori: Hollander
Orchestra: Roberto Negri
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
     
Autori: Jean Lenoir
Orchestra: Roberto Negri
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
 
Lato B: 6
O' SURDATO INNAMMORATO/LILLI' MARLEEN

 

Autori: Califano, Cannio/Leip, Schultze
Orchestra: Roberto Negri
Testo:
Staje luntana da stu core,
a te volo cu 'o penziero:
niente voglio e niente spero
ca tenerte sempe a fianco a me!
Si sicura 'e chist'ammore
comm'i só sicuro 'e te...

Oje vita, oje vita mia...
oje core 'e chistu core...
si stata 'o primmo ammore...
e 'o primmo e ll'ùrdemo sarraje pe' me!

Quanta notte nun te veco,
nun te sento 'int'a sti bbracce,
nun te vaso chesta faccia,
nun t'astregno forte 'mbraccio a me?!
Ma, scetánnome 'a sti suonne,
mme faje chiagnere pe' te...

Oje vita, oje vita mia...
oje core 'e chistu core...
si stata 'o primmo ammore...
e 'o primmo e ll'ùrdemo sarraje pe' me!

Scrive sempe e sta' cuntenta:
io nun penzo che a te sola...
Nu penziero mme cunzola,
ca tu pienze sulamente a me...
'A cchiù bella 'e tutt''e bbelle,
nun è maje cchiù bella 'e te!
 
Fonte: QUI
 
MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Videos10
 


Ultima modifica di mauro piffero il Mar Giu 18, 2019 11:17 pm, modificato 1 volta
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1979 - LA MIA ETA' (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven Giu 14, 2019 10:49 am

1. TITOLO:
 
1979 - LA MIA ETA'
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6249 # Data pubblicazione: 1979 # Matrici: S-6249-1/S 6249-2# Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Dischi Ricordi S.p.A. - Milano
 
2. RECENSIONE:
 
La mia età è un album della cantante italiana Milva, pubblicato nel 1979 dalla casa discografica RICORDI
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
Versione musicassetta
 

 
   
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 LA MIA ETA' [Tin Porta Anigo To Vrady]
  • A2 LA CASA AL MARE [Se Dromous Makry Nous]
  • A3 SOGNO DI LEBERTA' [To Perigali]
  • A4 VOLTAR PAGINA [Dromi Pou Hathika]
  • A5 FINE SETTIMANA [Doxa To Theo]


  • B1 I SUOI VENT'ANNI [O Ayeras Leei Mia Proseflhi]
  • B2 PICCOLO TEATRO [Miroloi Tis Vrochis]
  • B3 COME SPIEGARTI [To Traino Vevyi Stis Ochto]
  • B4 SENZA BAGAGLI [Afti Pou Thartoun]
  • B5 DIO CHE PAURA DELL'AMORE [Mes Ston Kambo]
 
 
Lato A: 1
LA MIA ETA' [Tin Porta Anigo To Vrady]

 
      Lato B: 1
I SUOI VENT'ANNI [O Ayeras Leei Mia Proseflhi]

 
   

Autori: M. Cantoni, Theodorakis, Livaditis
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Avevo un'età
Sedici anni
Vivevo le mie
Verità

Soffrivo
I miei
Disinganni

Sfidavo
La mia
Volontà

Ricordo i tuoi
Occhi grandi
Le mani
La tua
Allegria

E l'avidità
D'altri mondi
E i sogni perduti
Per via

Stasera
Ho un po'
D'amarezza
Per gli anni
Che non sono più

Ma basta la tua
Tenerezza
Che importa una vita
Di più...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: M. Galleriani, Theodorakis, Livaditis
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Sta lì
Sorride appena un po'
Muta, si muove come se
Fra me
E lei
Ormai
Fosse deciso

Sta lì
Con l'indolenza che
In lei
È il segno dell'età
Lei sì, lei può
Lei ha
Vent'anni appena

Sta lì
Non parla e guarda me
Io no
Io parlo e invidio lei
Così
Com'è
Muta
Nei suoi vent'anni
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 2
LA CASA AL MARE [Se Dromous Makry Nous]

 
      Lato B: 2
PICCOLO TEATRO [Miroloi Tis Vrochis]

 
   

Autori: M. Galleriani, Theodorakis, Livaditis
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
È ancora tutto qui
La stanza dei giochi
Del piano senza...

I primi dischi jazz
Sentiti di nascosto
La complicità tra di noi

È ancora tutto qui
Lo specchio rubato
La prima vanità
La nostra ingenuità
Bruciata così in fretta
Vecchia casa di gioventù
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: M. Cantoni, Theodorakis, Livaditis
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Era qui
Che in quegli anni
Di povertà
Il teatro era magia

C'era in noi
Forse un po'
D'ingenuità
Una voglia inquieta di
Ricercare
Una diversa verità

C'era chi
Con due stracci
E la fantasia
Ci parlava di libertà

L'ironia
Regalava
Serenità
Ed anch'io
Salivo là
Su quel palco
Ad inventar
La mia realtà

Ero qui
Anche quando
Ci hanno detto che
Dovevamo andare via

Ho richiuso i miei libri
E ho detto addio
E oggi so che non ho più
Quel coraggio
Ma soltanto
Nostalgia
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
SOGNO DI LEBERTA' [To Perigali]

 
      Lato B: 3
COME SPIEGARTI [To Traino Vevyi Stis Ochto]

 
   

Autori: Seferis, M. Cantoni, Theodorakis
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Quando hai deciso di lasciare
Tutto il passato dietro di te
Per via sfilavano le bandiere
E tu hai visto la libertà
Per via sfogavi il tuo rancore
Ma tua non era la libertà

Quando hai deciso di tornare
A preoccuparti anche di te
Con lei credevi di ritrovare
Il tuo respiro di libertà
Con lei svegliavi un poco il cuore
Però non era la libertà

Ora che il tempo ti ha rubato
E le bandiere e anche lei
Non c'è che il suono ormai sbiadito
Di quel tuo grido di libertà
Non c'è che il volto, ormai sfuocato
Di lei, un sogno di libertà
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: M. Cantoni, Theodorakis, Eleftherion
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Come spiegarti
Cosa sei
Nella mia vita
Ogni momento?
Lo specchio del mio mutamento
La verità dei dubbi miei
Sono dieci anni e forse più
Da quando io t'ho conosciuto
Amico sempre mai perduto

Come spiegarti
Che mi dai
La forza
Quando sono stanca?
Quel filo dolce di speranza
Che manda avanti i giorni miei
Fra tanta gente solo tu
Sai le parole dell'aiuto
Amico sempre e mai tradito

Come spiegarti
Che oramai
La voce tua io ce l'ho dentro
E non la spegne neanche il tempo
Che gioca con la fedeltà?
Sono dieci anni ma per me
Non è mai vecchio il suo saluto
Amico ancora e mai perduto

Da quando io t'ho conosciuto
Amico sempre mai perduto
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
VOLTAR PAGINA [Dromi Pou Hathika]

 
      Lato B: 4
SENZA BAGAGLI [Afti Pou Thartoun]

 
   

Autori: M. Cantoni, M. Galleriani, Theodorakis, Livaditis
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Dir basta è facile
Se volti pagina
Non puoi più perdere
Se riesci a fingere
Però il ricordo brucia

Vivo da sola anch'io
Come uno scapolo
Faccio fatica ma
Riesco a cavarmela
Però ti penso sempre

Dir basta è comodo
Se i sogni fremono
Non posso cedere
Se vuoi difenderlo
Ma dirlo adesso
È stupido
Perché mi manchi tanto
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: M. Cantoni, M. Galleriani, Theodorakis, Livaditis
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Ma sì
Hai scelto bene tu
Io no
Io parlo, parlo ma
Non rischio mai
Come fai tu
Non ho il coraggio di
Partire

Tu vivi con serenità
Se parti
Non hai mai
Bagagli

Io no
Non so volare via
Non si alza mai
Un vento che
Mi dica "vieni, aspetto te"
La barca mia sta lì
Nel porto

Racconta viaggi che non fa
Le vele pronte per
Salpare

Tu vai
Cammini nei tuoi jeans
Sei tu
Qualunque cosa fai

C'è un sole chiaro su di te
Che guardi ancora con sorpresa

Racconti, con complicità
Di chi non riesce a
Partire
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 5
FINE SETTIMANA [Doxa To Theo]

 
      Lato B: 5
DIO CHE PAURA DELL'AMORE [Mes Ston Kambo]

 
   

Autori: M. Galleriani, Theodorakis, Kampanellis
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
In via Cavour
Aspetto il tram
In fila coi colleghi
In tasca i soldi di fine mese
Le sei di venerdì

Che cosa dicono i giornali?
Non gioca Zoff
È nei guai Bearzot

C'è stato il solito attentato:
Fermati in tre con il basco blu

In piedi sul cinquantatré
Mi viene da pensare
Che in fondo anch'io
Potrei saltare in aria
Con il tram

C'è un tipo strano con un pacco
Mi sembra che
Porti un basco blu

No, non mi piace proprio niente
Io scendo qui
Meglio non rischiar!

In casa mia
Alla tv
Gli scandali di stato
Friuli, Lockheed
E fondi neri
Fra la Carrà e tic tac

È proprio quello che vuole:
Un buon caffè ed un nuovo quiz

Ma che bel fine settimana
Peccato che sia già lunedì
Peccato che sia già lunedì
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Mara Cantoni, Theodorakis, Livaditis
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Ho paura
Non so cos'è
Mi perdo sempre più
Come in un lago chiaro che
Si apra piano su di me

La forza
Grande forza mia
La chiamo
E la sento
Mancare

Dio, che paura
Dell'amore!

La rabbia è spenta
Ed oramai
Non mi difendo più
Come in un lago chiaro che
Si chiuda piano su di me

Ho vinto
Sempre, sempre io
Ma oggi
Non riesco a lottare

Dio, che paura
Dell'amore!
 
Fonte: QUI
 
 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1980 - LA ROSSA/QUANDO IL SIPARIO... (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven Giu 14, 2019 11:21 am

1. TITOLO:

1980 - LA ROSSA/QUANDO IL SIPARIO...

# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10922 # Data pubblicazione: Giugno 1980 # Matrici: SLNY 7331/SLNY7338 # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Nate: Data matrici: 17 Giugno / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
LA ROSSA

 
      Lato B:
QUANDO IL SIPARIO...

 
     

Autori: Enzo Jannacci
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
La primavera ormai è passata
La pioggia quando viene... è andata
Povera Rossa, fingi l'allegria
Del disco di dieci anni fa

Sì ma una mattina che pioveva
Una mattina che pioveva
I lampi e i tuoni litigavan forte
Però si sentì cantar
E i tuoni e i lampi litigavan forte
Però si sentì cantar

Venuta su a patate e lenti
E gli occhi sempre sorridenti
Gli anni della sua bellezza, venti
E la Rossa è lì a cantar
E gli anni della sua bellezza, venti
E la Rossa è lì a cantar

La faccia con i bigodini
Il trucco fatto forse troppo in fretta
La gola che si stringe per dispetto
La Rossa cominciò a cantar
La gola che si stringe per dispetto
La Rossa cominciò a cantar

Si fece un gran silenzio e posto
Si fece buio come a mezzogiorno
Sparivano microfono e lustrini
La Rossa cominciò a cantar
Sparivano microfono e lustrini
Quando la Rossa cominciò a cantar

Poi lei si lasciò impallidire
E poi le venne da morire
E poi fu come andare in fondo al mare
Finché l'applauso non finì
E poi fu come andare in fondo al mare
Finché l'applauso non svanì.

La primavera è anche passata
La pioggia, guarda strano... sì è fermata
mia bella Rossa, dammi l'allegria
Del disco di dieci anni fa
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Enzo Jannacci
Orchestra: Natale Massara
 
Testo:
Quando il sipario calerà,
io me ne andrò
ed ogni luce svanirà,
io me ne andrò,
tu piangerai,
lei riderà,
certo qualcuno mi odierà,
ma lo spettacolo è finito
e me ne andrò
e me ne andrò.

Quando il sipario calerà,
io me ne andrò
ed ogni luce svanirà,
io me ne andrò,
qualcuno il piano chiuderà,
l'elettricista chiederà:
"ma ... vale tanto una canzone?"
Ma chi lo sa...
ma chi lo sa...

Ma domani
e domani
tanta gente come voi
forse verrà
e, di domani
in domani,
lo spettacolo
si rinnoverà.

Gente come te
che mi guarda
e dirà
"un saltimbanco che ringrazia
fa pietà".

Pensate un po' come vi pare,
io ci ho provato con le buone,
se uno comincia una canzone
la finirà,
la finirà.
Fonte: QUI
 

 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1980 - LA ROSSA (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven Giu 14, 2019 2:34 pm

1. TITOLO:
 
1980 - LA ROSSA
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6265 # Data pubblicazione: 1980 # Matrici: S-6265-1/S-6265-2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: "La Rossa", unico brano parzialmente inedito dell'album, ha la stessa musica della preesistente "La giostra" con un nuovo testo / Fotografie di Marilù Berger / Registrato presso lo Studio GRS, Milano, da Bruno Malasoma, Marzo 1980 - Mixato presso lo Studio "Il Mulino", Milano, da Piero Bravin con Pietro Pellegrini, Maggio 1980 / Organizzazione di Nanni Ricordi / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
2. RECENSIONE:
 
La Rossa è un album della cantante italiana Milva, pubblicato dall'etichetta discografica RICORDI (numero di catalogo SMRL 6265) nel 1980.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
Versione Musicassetta
 

 
         
 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 LA ROSSA
  • A2 NON FINIRA' MAI
  • A3 IL DRITTO
  • A4 E IO HO VISTO UN UOMO


 
 
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Lato A: 2
NON FINIRA' MAI

 
      Lato B: 1
SOLDATO NENCINI

 
   

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Enzo Jannacci, Natale Massara
 
Testo:
Ho dato al mio amore una ciliegia che non aveva nocciolo
Ho dato al mio amore un pulcino che non aveva ossa
Ho dato al mio amore una ciliegia che non aveva nocciolo
Ho dato al mio amore un pulcino che non aveva ossa
Ho dato al mio amore un bambino che non dorme mai
Ho dato al mio amore una storia senza fine

Ma come può esistere una ciliegia senza nocciolo?
Ma, ma come può esistere un pulcino senza ossa?
Ma come può essere un bambino che non dorme mai?
E chi mai ha ascoltato una storia senza fine?

Ma una ciliegia quando sboccia, no, non ha nocciolo
Un pulcino quando nasce, no, non ha ossa
E un bambino quando dorme non piange
E la storia del mio amore non finirà mai
E la storia del mio amore non finirà mai
E la storia del mio amore non finirà mai.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Enzo Jannacci, Natale Massara
 
Testo:
Soldato Nencini, soldato d'Italia,
semianalfabeta e per giunta terrone,
l'han messo a Alessandria perché c'è più nebbia;
ben presto ha capito che a volergli bene
c'è solo quel cane che mangia la stoppa
fra i vecchi autoblindo, pezzato marrone...

Due o anche tre volte ha chiesto un tenente
a un suo subalterno: "Ma questo Nencini,
cos'ha, da sorridere sempre per niente?
Sorride un po' aperto... magari a nessuno;
e mangia di gusto 'sto rancio puzzone!...
Ma è analfabeta, e per giunta, terrone!"

E arriva anche il giorno che arriva la posta;
e piove, e di dentro c'è tante persone.
S'inganna, ridendo, l'odore di piedi,
e là, più di tutti, chi ride è il terrone:
gli stanno leggendo del padre a Corfù;
C'è stata una capra malata... e continua:
"Sai, tristi è aspettari se non t'amo più,
conviene lasciarsi..." Firmato: Mariù

Soldato Nencini, soldato d'Italia,
di stanza a Alessandria, schedato: "terrone",
s’è messo in disparte, sorride un po' meno;
ma di tanto in tanto, ti ferma qualcuno
e gira e rigira quel foglio marrone,
ti mostra un frase, ti dice: "c'è scritto
Sai, tristi è aspettari: se non t'amo più,
conviene lasciarsi...” Firmato: Mariù.
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 3
IL DRITTO

 
      Lato B: 2
CHISSA' SE E' VERO

 
   

Interpreti: Enzo Jannacci, Milva
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Enzo Jannacci, Natale Massara
 
Testo:
Festa, nella casa popolare al tre,
paste e vino in fresco come al tabarin.
Gira, gira, gira il giradischi e va,
solo appoggiato in fondo al muro sta, zitto sta.

Il dritto non sapeva ballar, non sapeva parlar, guardava.
Il dritto non sapeva ballar, non sapeva parlar, fingeva.
Diceva lui di odiare l'amore e scoppiava il suo cuore
Ma la vita lui no! La vita, sì, la vita lui, lui la prende così.
La vita, sì, la vita lui, lui la prende così.

Nubi, son petardi di cartone là,
Lampi e la casa sembra un varietà.
Suda, ma la fronte non s'asciuga mai,
Gira, gira gira il giradischi e va, ma dove va?

Il dritto, lui si mise a parlar, lui si mise a ballar da solo.
Il dritto seguitava a girar, continuava a gridar: "perdono".
Gridava di volere l'amore, ma finì contro il muro e la vita finì!
La vita, sì, la vita lui, lui la finì così,
La vita, sì, la vita lui, lui la finì così.

Gridava di volere l'amore, ma finì contro il muro e la vita finì!
La vita, sì, la vita lui, lui la finì così,
La vita, sì, la vita lui, lui la finì così.
 
Fonte: QUI
     

Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Enzo Jannacci, Natale Massara
 
Testo:
C'era un bel sol che bruciava gli orti,
c'era un bel sole e asciugava i morti...
e io ridevo e io piangevo
perché t'avevo trovato, trovato te.

Appuntamento alle sette e un quarto;
ma, dopo un'ora, ci arriva un altro.
Poteva dirlo, dirmelo prima
che non voleva venire da me.

Chissà se è vero, chissà se è vero
che l'è partì per andare a soldato?
Chissà se è vero, chissà se è vero
che insieme agli anni va via anche l'amor?

'Rivò un bel dì che era l'otto di agosto,
con la cravatta colore rosso.
Chissà perché, che io mi ero illusa
che mi volesse parlare d'amor.

Va via la luna, van via le stelle;
mi mandò insieme i miei bei capelli.
Mi disse: "...un bacio; un bacio ancora,
perché domani mi tocca partir"

Chissà se è vero, chissà se è vero
che gli è toccato partire oltremare?
Chissà se è vero, chissà se è vero
che insieme agli anni va via anche l'amor?

(Chissà se è vero, chissà se è vero ...)
che l'è partì per andar soldato?
(Chissà se è vero, chissà se è vero ...)
che insieme agli anni va via anche l'amor?
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A: 4
E IO HO VISTO UN UOMO

 
      Lato B: 3
PER UN BASIN

 
   


Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Enzo Jannacci, Natale Massara
 
Testo:
…E io ho visto un uomo,
per caso, una sera,
svuotarsi di tutto
il suo dolore

Rumore di neon
che c’era in vetrina,
si udiva soltanto
in via Lomellina…

La gente guardava,
ma non domandava
se avesse qualcosa…
magari un malore…

Un uomo che piange,
non ha un volto duro,
il bavero è alzato,
la giacca, blu scuro

Ed era lì, solo,
e niente chiedeva
e questo la gente
non se l’aspettava!

Ed eran le sette,
le sette di sera
e a casa il marito
già aspetta la cena

Ma forse ha bisogno
di un po’ di comprensione…
e lascia la spesa
e di lì non si muove.

Da un po’ son passate
le sette di sera,
rientra e controlla;
il marito già c’era.

“Sai, Gino, son stata
a fare la spesa,
mi sono fermata
giù in via Lomellina

Perché ho visto un uomo,
piangeva da un’ora…
Mah, forse un balordo,
magari un malore!
 
Fonte: QUI
     
Interpreti: Enzo Jannacci, Milva
Autori: Enzo Jannacci
Arrangiatori: Enzo Jannacci, Natale Massara
 
Testo:
Sabato sera di tanti anni
Faavei faa on gir s'era dree a torna' a ca'
Quando ho sentito ona musica anda'
Da on post ciamaa la balera di fraa.
Mi sono sentito qui dentro bruciare perché...
Ma alora gh'avevi vint'ann.

Per un basin mi soo no ma quella sera
Avria daa la vita intera proprio insci'
Per on basin, frin frin
Per on basin mi saria parti' soldato
Sarei andato a Como in moto
Poeu saria tornaa a ca' a pee.

Ingresso "on franc" non e' caro de bon
Da la giachetta me manca on botton
Mi scappa l'occhio vesin ai
Calzonte vedet no che te gh'ee su' i scarpun
Che cosa importa se gia' me ridevan adree'?
Ormai se po' pu' torna' indree'.

Per un basin mi soo no ma quella sera
Avria daa la vita intera proprio insci'
Per on basin, frin frin
Per on basin mi saria parti' soldato
Sarei andato a Como in moto
Poeu saria tornaa a ca' a pee.

Passa mezz'ora sonava el viiolin
Contegno... Gio' on alter biccer de vin
Me guardi in gir ch'era tanti tossan
Ma non e' facile anda' su a bala'
Mi s'era su e gh'avevi vergogna a cerca'
"Lei balla?" "Soltanto fox-trot".

Per un basin mi soo no ma quella sera
Avria daa la vita intera proprio insci'
Per on basin, frin frin
Per on basin mi saria parti' soldato
Sarei andato a Como in moto
Poeu saria tornaa a ca' a pee.

Tacca l'orchestra a sona' on polveron
Tutti i moment la me guarda i scarpun
Un bel moment me son faa visin
Lei, signorina, la me da' on basin?
Ferma l'orchestra, ghe' riva' anca i carabinier
Gh'e' vun che me sgagna anca on pee...

Per on basin domandato quella sera
M'hann cascia' da la balera
M'hann tratta' come un vilan, frin fran
Per on basin, roba senza risultato
M'han cansciato in uno stato
Se ricordi ancamo' adess.
 
Fonte: QUI
 
 
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1982 - MILVA E DINTORNI (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven Giu 14, 2019 9:43 pm

1. TITOLO:
 
1982 - MILVA E DINTORNI
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SMRL 6286 # Data pubblicazione: 1982 # Matrici: S-6286-1/S 6286-2# Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da Dischi Ricordi S.p.A. - Milano
 
2. RECENSIONE:
 
Milva e dintorni è un album della cantante italiana Milva Registrato, pubblicato nel 1982 dalla casa discografica RICORDI
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
   
 
 
Versione musicassetta
 

 
   

 

Milva in un'immagine di repertorio, fine anni 70

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 ALEXANDER PLATZ
  • A2 L'AEROPLANO
  • A3 POGGIBONSI
  • A4 NON SONO BUTTERFLY


  • B1 TEMPI MODERNI
  • B2 A COSA PENSI
  • B3 LE DONNE
  • B4 LA PASSIONE SECONDO MILVA
  • B5 IN SILENZIO
 
 
Lato A: 1
ALEXANDER PLATZ

 
      Lato B: 1
TEMPI MODERNI

 
   

Autori: Cohen, Battiato, Pio
Arrangiatori: Franco Battiato, Giusto Pio
 
Testo:
E di colpo venne il mese di Febbraio,
faceva freddo in quella casa,
mi ripetevi: “sai che d'inverno
si vive bene come di primavera?
Sì sì, proprio così”

La bidella ritornava dalla scuola
un po' più presto per aiutarmi:
“ti vedo stanca, hai le borse sotto gli occhi,
come ti trovi a Berlino Est?”

Alexander Platz, auf-widersen,
c'era la neve, faccio quattro
passi a piedi fino alla frontiera,
vengo con te.

E la sera rincasavo sempre tardi,
solo i miei passi lungo i viali
e mi piaceva spolverare, fare i letti,
poi restarmene in disparte,
come vera principessa
prigioniera del suo film,
che aspetto all'angolo come Marlene.
“Hai le borse sotto gli occhi,
come ti trovi a Berlino Est?”

Alexander Platz, auf-widersen,
c'era la neve, ci vediamo
questa sera fuori dal teatro?
Ti piace Schubert?
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Cohen, Battiato, Pio
Arrangiatori: Franco Battiato, Giusto Pio
 
Testo:
Finirà,
non finirà,
la storia è sempre uguale.

Passerà,
non passerà
la voglia di scappare.

Dai campi di sterminio
che questa civiltà produce,
senza tregua né pudore,
mentre la gente dorme.

Ci sarà,
non saranno giorno d’armistizio.

Resterà,
non resteranno gioie né dolori.

Le volte che mi pesa
Anche l’aria che respiro.

Tu come mai non senti nostalgia
di quando dormivamo insieme?
Quando eravamo giovani!

E taglierei i capelli
e cambierei vestiti e pelle,
nei giorni in cui mi pesa
anche l’orologio al polso.

È una notte di sorprese,
insieme nella stanza,
con le mani un po’ tremanti,
accarezzarti il ventre.

Momenti di paura,
dammi dell’educazione.

Tu come mai non senti nostalgia
Di quando dormivamo insieme?
Quando eravamo giovani!
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 2
L'AEROPLANO

 
      Lato B: 2
A COSA PENSI

 
   

Autori: Battiato, Pio
Arrangiatori: Franco Battiato, Giusto Pio
 
Testo:
Fly, oh fly, Lucy in the sky.
Fly, oh fly, Lucy in the sky with diamonds...
Welcome Tourist, Balkan Tourist.
Welcome Tourist, Balkan Tourist.

Austrian, Canadian, Bergamasc air lines,
Iran air, TWA, Pan American.
Austrian, Canadian, Bergamasc air lines,
Iran air, TWA, Pan American.

Un aeroplano ma come fa a volare su nel cielo?
Uh che strano!
Sulle nuvole, sulle nuvole va,
come un'aquila vola sulle città.

Fly, oh fly, Lucy in the sky.
Fly, oh fly, Lucy in the sky with diamonds...
Welcome Tourist, Balkan Tourist.
Welcome Tourist, Balkan Tourist.

Austrian, Canadian, Bergamasc air lines,
Iran air, TWA, Pan American.
Austrian, Canadian, Bergamasc air lines,
Iran air, TWA, Pan American.

Dall'aeroplano si vede il mondo piccolo e lontano.
Uh che strano!
Nord geografico, Nord magnetico va,
dalla torre di controllo la rotta.

Austrian, Canadian, Bergamasc air lines,
Iran air, TWA, Pan American.
Austrian, Canadian, Bergamasc air lines,
Iran air, TWA, Pan American.

Fly, oh fly, Lucy in the sky.
Fly, oh fly, Lucy in the sky...

Fly, oh fly, Lucy in the sky.
Fly, oh fly, Lucy in the sky with diamonds...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Battiato, Pio, Gallerani
Arrangiatori: Franco Battiato, Giusto Pio
 
Testo:
A cosa pensi,
appoggiato alla barca in questa luce d'inverno?
Pensi a quello che eri?

Al bambino controvoglia perduto,
senza amici, sulla riva deserta?
A quel seno già maturo e svogliato,
fra due corpi allacciati sul greto?

A tua madre, che non sai perdonare
per quel bacio che non riesci a scordare?
Al profumo del tuo primo abbraccio
di nascosto, come fosse peccato?

È a questo che pensi?
È a questo che pensi?
È a questo che pensi?
È a questo che pensi?

A cosa pensi, camminando da solo
incontro a un'alba gelata?
Pensi a quello che sei?

All'adulto tanto atteso e mancato?
Al calore dei tuoi anni bruciati?
All'amore che ti ostini a cercare,
ma puntuale, nella donna sbagliata?

A tuo padre che sorride indulgente
dietro il fumo del suo sigaro acceso?
A quel pianto che vorresti asciugare
di un bambino proprio in fondo al tuo cuore?

È a questo che pensi?
È a questo che pensi?
È a questo che pensi?
È a questo che pensi?

A cosa pensi
mentre guardi il tuo fiume passare gonfio di nebbia?
Pensi a quel che sarai?

Ad un vecchio orgoglioso e indifeso?
Alla rabbia, a quella poca che resta,
quasi spenta in un'altra amarezza?
Al tuo cane quando è in vena di feste?

A tuo figlio già deciso a partire,
proprio adesso che ne avresti bisogno?
A quel fuoco che hai lasciato morire
nella casa dove fabbrichi i sogni?

È a questo che pensi?
È a questo che pensi?
È a questo che pensi?
È a questo che pensi?
O pensi a me delle volte?
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 3
POGGIBONSI

 
      Lato B: 3
LE DONNE

 
   

Autori: Battiato, Pio
Arrangiatori: Franco Battiato, Giusto Pio
 
Testo:
Poggibonsi è stata evacuata
e Gerusalemme liberata!
Poggibonsi è stata evacuata
e Gerusalemme liberata...

Nei rari giorni di libera uscita
aspettavamo sotto dei fanali,
le case sembravano deserte
tutte uguali a caserme,
quel giorno ci sorprese il capitano:
"Fate qualcosa per distrarli un poco..."

Cantare per non morire,
cantare, eh eh...

Poggibonsi è stata evacuata
e Gerusalemme liberata!
Poggibonsi è stata evacuata
e Gerusalemme liberata...

Il primo giorno di convalescenza
vendemmo un accendino marocchino
a soldati che stavano seduti
in un locale da ballo,
che voglia avevo di mandare a casa
lo zucchero e il caffè a mercato nero...

Cantare per non morire,
cantare, eh eh...

Poggibonsi è stata evacuata
e Gerusalemme liberata...

L'ultimo giorno di liberazione
vedemmo i guerriglieri del Bengala
sfilare come bellezze
al bagno a Cesenatico,
che voglia avevo di tornare a casa
per ridere e scherzare come un tempo...

Cantare per non morire,
cantare, eh eh...

Poggibonsi è stata evacuata
e Gerusalemme liberata!
Poggibonsi è stata evacuata
e Gerusalemme liberata...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Battiato, Pio
Arrangiatori: Franco Battiato, Giusto Pio
 
Testo:
Le donne di un tempo
Affacciate ai balconi
Fingevano rare
Le loro emozioni
Vendevano care
Le loro passioni d'amore...

Le donne di un tempo
A spasso a braccetto
Andavano in cerca
Dell'uomo perfetto
Che desse l'idea
Di una profonda passione...

Tienimi vicino a te
Non lasciarmi mai
Tienimi abbracciata a te
Non lasciarmi mai
Perché donna vuol dire...

Le donne di un tempo
Dai ritmi lenti
Nei riti di casa
Aspettando i parenti
Che nei giorni di festa
Fingevano vera emozione...

Ed oggi non resta
Che un vago ricordo
Di mondi lontani
Perduti nel tempo
Mi torna alla mente
Una vecchia canzone d'amore...

Tienimi vicino a te
Non lasciarmi mai
Tienimi abbracciata a te
Non lasciarmi mai
Perché donna vuol dire...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 4
NON SONO BUTTERFLY

 
      Lato B: 4
LA PASSIONE SECONDO MILVA

 
   

Autori: Battiato, Pio
Arrangiatori: Franco Battiato, Giusto Pio
 
Testo:
Non sono Butterfly,
non conosco Singapore,
spiegami come mai
mi vuoi schiava per amore.

C’è che per natura
adoro giustizia,
c’è che la tua presunzione
annulla i sentimenti.

E sarà per puro orgoglio,
ma ho voglia di cambiare,
per sadomasochismo,
per darti un dispiacere.

Non sono Butterfly,
non conosco Singapore,
spiegami come mai
mi vuoi schiava per amore.

C’è che per natura
adoro la natura,
un albero di fichi
accanto a una stazione, eh.

E sarei già partita
nei mari di Corea,
attratta dalle lunedì
che danno la marea.

Non sono Butterfly,
non conosco Singapore,
spiegami come mai
mi vuoi schiava per amore.

E sarà per puro orgoglio,
ma ho voglia di cambiare,
per sadomasochismo,
per darti un dispiacere.

Non sono Butterfly.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Battiato, Pio
Arrangiatori: Franco Battiato, Giusto Pio
 
Testo:
Furono giorni un po’ bui per la nostra esistenza,
cominciavamo a cercare occasioni per farci del male.

Tu diventavi pedante, lo sguardo severo,
io che cedevo alla voglia frequente di fare il guerriero.

Stiamo ancora insieme, non andare via.

È una questione di linguaggi diversi,
lasciami andare un poco via.
Ti desiderò però
queste stupide tensioni
Il tempo le cancellerà.

Ricordo ancora le logorroiche discussioni
per uno sguardo o una frase, le liti
e avevo mille ragioni.

Cosa rimane al momento di quella passione?
È che se hai visto vicino, anche adesso,
il cuore va in confusione.

Stiamo ancora insieme, non andare via.

È una questione di linguaggi diversi,
lasciami andare un poco via.
Ti desiderò ancora,
queste stupide tensioni
il tempo le cancellerà,
il tempo le cancellerà,
il tempo le cancellerà.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato B: 5
IN SILENZIO

 

Autori: Battiato, Pio
Arrangiatori: Franco Battiato, Giusto Pio
 
Testo:
Quanta gente lungo i marciapiedi,
sopra i tram, nelle metrò, sugli autobus
che portano in stazione,
traffico che sale sopra.

L’autostrada del sole
e le vacanze al mare,
stando insieme si muore,
la mia voglia è di andare

Per trovare, per restare in silenzio:
le mie mani, la mia bocca in silenzio.
Respirare, respirare silenzio,
la mia testa, il mio corpo in silenzio.

Com’è lunga questa settimana,
ci vorrebbe un giorno di riposo in più,
un calo dei miei zuccheri,
c’è chi aspetta la pensione.

Come si sta a Viareggio
nelle sere d’estate
quando non puoi sentire
neanche il suono del mare?

Ritrovare, ritornare al silenzio,
le mie mani, la mia bocca in silenzio.
Respirare, respirare silenzio,
la mia testa, il mio corpo in silenzio.
 
Fonte: [url=https://lyrics.fandom.com/wiki/Milva:Il_Silenzio]
 
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Ultima modifica di mauro piffero il Lun Giu 17, 2019 9:21 pm, modificato 3 volte
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MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Empty MILVA: 1983 - CANTARE E VAI/POGGIBONSI (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Ven Giu 14, 2019 11:48 pm

1. TITOLO:

1983 - CANTARE E VAI/POGGIBONSI

# Etichetta: RICORDI # SRL 10978 # Data pubblicazione: 1983 # Matrici: SLN 837695/SLN 837696 # Genere: Pop # Tipo audio: Stereo # Supporto: vinile 45 giri # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2

Nate: Lato A: sigla della trasmissione televisiva "Al Paradise" (Antonello Falqui, 1983) / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 

 
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
CANTARE E VAI

 
      Lato B:
POGGIBONSI

 
     

Autori: Michele Guardi', Gianni ferrio
Orchestra: Gianni Ferrio
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
     
 
Testo:

 
MILVA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 6 Videos10
 
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