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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1966 - IL RAGAZZO DI VIA GLUCK/DIO COME TI AMO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Lun Dic 31, 2018 7:30 pm

1. TITOLO:
 
1966 - IL RAGAZZO DI VIA GLUCK/DIO COME TI AMO
 
# Etichetta: POP # Catalogo: NP 300001 # Data pubblicazione: Febbraio 1966 # Matrici: NP 300001-A/NP 300001-B # Genere: Pop # Supporto: Vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 45 RPM (12,00 cm.) # Facciate: 2

Note: Lato B: Interprete IVA ZANICCHI / Copertina formato cm.15,5 x cm.15,5 / Grafica Studio Moletti
 
 
2. RECENSIONE:
 
Il ragazzo della via Gluck/Dio Come ti amo è un singolo dei cantanti italiani Giorgio Gaber e Iva Zanicchi pubblicato su 45 giri tascabile nel 1966.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
Canta GIORGIO GABER
IL RAGAZZO DI VIA GLUCK

 
      Lato B:
Canta IVA ZANICCHI
DIO COME TI AMO

 
     

Autori: Luciano Beretta, Adriano Celentano, Miki Del Prete, Mariano Detto
Orchestra: Augusto Martelli
 
Testo:
Questa è la storia
di uno di noi,
anche lui nato per caso in via Gluck,
in una casa, fuori città,
gente tranquilla, che lavorava.
Là dove c'era l'erba ora c'è
una città,
e quella casa

in mezzo al verde ormai,
dove sarà?

Questo ragazzo della via Gluck,
si divertiva a giocare con me,
ma un giorno disse,
vado in città,
e lo diceva mentre piangeva,
io gli domando amico,
non sei contento?
Vai finalmente a stare in città.
Là troverai le cose che non hai avuto qui,
potrai lavarti in casa senza andar
giù nel cortile!
Mio caro amico, disse,
qui sono nato,
e in questa strada
ora lascio il mio cuore.
Ma come fai a non capire,
è una fortuna, per voi che restate
a piedi nudi a giocare nei prati,
mentre là in centro io respiro il cemento.
Ma verrà un giorno che ritornerò
ancora qui
e sentirò l'amico treno
che fischia così,
"wa wa"!

Passano gli anni,
ma otto son lunghi,
però quel ragazzo ne ha fatta di strada,
ma non si scorda la sua prima casa,
ora coi soldi lui può comperarla
torna e non trova gli amici che aveva,
solo case su case,
catrame e cemento.

Là dove c'era l'erba ora c'è
una città,
e quella casa in mezzo al verde ormai
dove sarà.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Domenico Modugno
Orchestra: Augusto Martelli
 
Testo:
Nel cielo passano le nuvole
che vanno verso il mare
sembrano fazzoletti bianchi
che salutano il nostro amore

Dio, come ti amo!
Non è possibile
avere tra le braccia
tanta felicità

baciare le tue labbra
che odorano di vento,
noi due innamorati
come nessuno al mondo...

Dio, come ti amo!
mi vien da piangere
in tutta la mia vita
non ho provato mai

un bene cosi caro
un bene cosi vero...
Chi può fermare il fiume
che corre verso il mare,

le rondini nel cielo
che vanno verso il sole,
chi può cambiar l’amore
l’amore mio per te?

Dio, come ti amo!

Un bene così caro
un bene così vero
chi può fermare il fiume
che corre verso il mare

le rondini nel cielo
che vanno verso il sole
chi può cambiar l’amore
l’amore mio per te?

Dio, come ti amo!
Dio, come ti amo!
 
Fonte: QUI
 
GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Videos10
 


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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1966 - IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK/UNA CASA IN CIMA AL MONDO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Gen 01, 2019 2:41 pm

1. TITOLO:
 
1966 - IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK/UNA CASA IN CIMA AL MONDO
 
# Etichetta: POP # Catalogo: NP 300008 # Data pubblicazione: Febbraio 1966 # Matrici: NP 300008-A/NP 300008-B # Genere: Pop # Supporto: Vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 45 RPM (12,00 cm.) # Facciate: 2

Note: Copertina formato cm.15,5 x cm.15,5 contenente nella tasca di alloggio del disco una rivista a foglio unico ripiegato in quattro parti che una volta aperto misura cm.59 x 29,4 / Grafica Studio Moletti
 
 
2. RECENSIONE:
 
Te lo leggo negli occhi/Una casa in cima al mondo è un singolo dei cantanti italiani Giorgio Gaber e Utto Hammers pubblicato su 45 giri tascabile nel 1966.
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
   
 

 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK

 
      Lato B: Esegue UTTO HAMMERS
UNA CASA IN CIMA AL MONDO

 
 
     

 


Testo:
     
Autori: Pino Donaggio
Orchestra: Utto Hammers
 
Testo:
Amor, non piangere per me
se questo mondo non ha sorrisi per me,
ringrazio Iddio di avermi dato già te, già te.

Vedrai che un giorno cambierà,
verrà un mattino ed a svegliarti verrò,
andremo via nella mia casa io e te, io te.

La nostra casa in cima al mondo
e quando tu verrai, leggera se ne andrà
nel cielo volerà con noi.

La nostra casa in cima al mondo
la terra girerà, lontana più che mai
e tu la scorderai con me.

Amor, non piangere mai più
gli innamorati non sono poveri mai
amore mio devi sperare con me, con me.

La nostra casa in cima al mondo
e quando tu verrai, leggera se ne andrà
nel cielo volerà con noi.

Con noi, con noi, con noi.

 
Fonte: QUI
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1966 - LO SAI CHE TU SEI BELLA/BRAVA BRAVA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Gen 01, 2019 3:11 pm

1. TITOLO:
 
1966 - LO SAI CHE TU SEI BELLA/BRAVA BRAVA
 
# Etichetta: RIFI # Catalogo: RFN 16142 # Data pubblicazione: Aprile 1966 # Matrici: RR 824-34/RR 824-35 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Manifesto dell'artista allegato al disco / Distribuito da RIFI Record Company - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
LO SAI CHE TU SEI BELLA

 
      Lato B:
BRAVA BRAVA

 
     

Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Augusto Martelli
 
Testo:
Lo sai che tu sei bella
ma tanto ma tanto
Tu sei come una stella
che splende per me.

San di sole e di canzoni
la tua voce e il tuo bel viso
com’è dolce il tuo sorriso
che si illumina per me.

Lo sai ti voglio bene
ma tanto ma tanto
e noi due e noi due
assieme.

Nel mondo non c’è
come un albero fiorito
tu sorridi alla mia vita
è un’eterna primavera
che tu doni solo a me.

Lo sai che tu sei bella
ma tanto ma tanto
tu sei come una stella
che splende per me.
Per me che splende per me.
Per me che splende per me.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Augusto Martelli
 
Testo:
Brava brava
tu sola hai capito
brava brava
tu sola hai creduto in noi.

Se io mi allontanavo da te
se al nostro amore non credevo più
adesso ti ringrazio perché
avevi ragione tu.

Brava brava
sei stata proprio brava con me
brava brava
starò tutta la vita con te.

coro: brava brava
Brava brava.

Brava brava
ma quanto soffrivi
brava brava
ma quanto piangevi per noi.

Se a volte mi vedevi un po’ giù
se a volte mi annoiavo insieme a te
adesso non mi capita più
qualcosa è cambiato in me.

Brava brava
sei stata proprio brava con me
brava brava
starò tutta la vita con te.

coro: brava brava
Brava brava.

Brava brava
sei stata proprio brava con me
brava brava
starò tutta la vita con te.
Brava brava.
 
Fonte: QUI
 
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1966 - O BELLA CIAO/LET'S DANCE (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Gen 01, 2019 3:53 pm

1. TITOLO:
 
1966 - O BELLA CIAO/LET'S DANCE
 
# Etichetta: POP # Catalogo: NP 200009 # Data pubblicazione: Aprile 1966 # Matrici: NP 200009-A/NP 200009-B # Genere: Pop # Supporto: Vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 45 RPM (12,00 cm.) # Facciate: 2

Note: Sul retro: "Let's dance" interpretata dai Ravers
 
 
2. RECENSIONE:
 
O Bella ciao/Let's dance è un singolo dei cantanti italiani Giorgio Gaber e The Ravers pubblicato su 45 giri tascabile nel 1966.
 
 
3. COVER:
 
   
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST
 
Lato A:
Canta GIORGIO GABER
O BELLA CIAO

 
      Lato B:
Cantano THE RAVERS
LET'S DANCE

 
     

Autori: Tradizionale
Orchestra: Augusto Martelli
 
Testo:

 
Fonte: QUI
     
Autori: James Joseph Lee

 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1966 - LA RISPOSTA AL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK/MA VOI MA VOI MA VOI (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Gen 01, 2019 4:16 pm

1. TITOLO:
 
1966 - LA RISPOSTA AL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK/MA VOI MA VOI MA VOI
 
# Etichetta: RIFI # Catalogo: RFN 16155 # Data pubblicazione: Giugno 1966 # Matrici: RR 824-87/RR 824-86 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: L'etichetta del Lato A riporta un numero di matrice terminante in modo diverso da quello indicato nel solco centrale (88 anziché 87) / Grafica: Studio Moletti / Distribuito da RIFI Record Company - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
Edizione speciale, vietata la vendita al pubblico
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
LA RISPOSTA AL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK

 
      Lato B:
MA VOI MA VOI MA VOI

 
     

Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Augusto Martelli
 
Testo:
Questa è la storia di un ragazzo che abitava in una strada di periferia, e in fondo, in fondo un po’ assomiglia al ragazzo di via Gluck, anche se i suoi problemi sono un po’ diversi.
Era un ragazzo un po’ come tanti
che lavorava tirava avanti
ed aspettava senza pretese
il suo stipendio a fine mese.

La madre a carico in due locali
mobili usati presi a cambiali
in un palazzo un po’ malandato
servizi in corte fitto bloccato.

Ma quella casa ma quella casa
ora non c’è più
ma quella casa ma quella casa
l’han buttata giù.

Morta la madre rimasto solo
pensa alle nozze e alla morosa
che già prepara il velo da sposa
ed il corredo per la sua casa.

Per quella casa fitto bloccato
tremila al mese spese comprese
lui la guardava tutto contento
ed aspirava l’odor di cemento

Ma quella casa ma quella casa
ora non c’è più
ma quella casa ma quella casa
l’han buttata giù.

Già tutto è pronto le pubblicazioni
il rito in chiesa e i testimoni
quand’ecco arriva un tipo astratto
con baffi e barba e avviso di sfratto.

E quel palazzo un po’ malandato
va demolito per farci un prato
il nostro amico la casa perde
per una legge del piano verde.

Ma quella casa ma quella casa
ora non c’è più
ma quella casa ma quella casa
l’han buttata giù.

Persa la casa fitto bloccato
la sua morosa lo ha abbandonato
l’amore è bello ma non è tutto
e per sposarsi occorre un tetto.

Ora quel prato è frequentato
da qualche cane e qualche coppietta
e lui ripensa con gran rimpianto
a quella casa che amava tanto.

Ma quella casa ma quella casa
ora non c’è più
ma quella casa ma quella casa
l’han buttata giù.

E’ ora di finirla di buttar giù le case per fare i prati, cosa ci interessano a noi i prati? Guarda quello lì, doveva sposarsi, gli han buttato giù la casa non può più sposarsi. Roba da matti. Io non capisco perché non buttano giù i palazzoni del centro, quelli lì si che disturbano, mica le case di periferia, mah i soliti problemi, qui non si capisce più niente.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Augusto Martelli
 
Testo:
Noi dobbiamo credere all’amore
solo con prudenza
noi dobbiamo essere educati
specie in apparenza
Tutti i giorni vestirci per bene
sopportare senza fare scene
noi dobbiamo prendere la vita
come piace a voi.
Ma voi ma voi ma voi coro: ma voi
che sputate sentenze cretine
Ma voi ma voi ma voi coro: ma voi
che vivete di cose meschine.

Voi sprecate la vita ingrassando
ogni giorno di più.

Non sta bene dire quel che pensi
dirlo chiaro e tondo
non sta bene fare un tentativo
per cambiare il mondo.

La coscienza ci è quasi proibita
è imprudente scegliersi una vita
stai pur certo che a non tentare
non si sbaglia mai.

Ma voi ma voi ma voi coro: ma voi
che sputate sentenze cretine
Ma voi ma voi ma voi coro: ma voi
che vivete di cose meschine.
Voi sprecate la vita ingrassando
ogni giorno di più.

Voi ci dite il mondo
non è fatto solo di passione
Voi ci dite la cosa più importante
è la posizione.

Finiremo per darvi ragione
compreremo la televisione
e vivremo una vita onesta
come piace a voi.

Con voi con voi con voi coro: con voi
sputeremo sentenze cretine
con voi con voi con voi coro: con voi
noi vivremo di cose meschine
sprecheremo la vita ingrassando
ogni giorno di più.

Con voi con voi con voi coro: con voi
sputeremo sentenze cretine
con voi con voi con voi coro: con voi
noi vivremo di cose meschine
sprecheremo la vita ingrassando
ogni giorno di più.
 
Fonte: QUI
 
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1966 - 'A PIZZA/BALLATA DE' SUONNE (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Gen 01, 2019 5:59 pm

1. TITOLO:
 
1966 - 'A PIZZA/BALLATA DE' SUONNE
 
# Etichetta: RIFI # Catalogo: RFN 16167 # Data pubblicazione: Settembre 1966 # Matrici: RR 825-58/RR 825-59 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Lato A: "Festival di Napoli 1966" / Nisa è lo pseudonimo di Nicola Salerno / Distribuito da RIFI Record Company - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
Edizione speciale, vietata la vendita al pubblico
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
'A PIZZA

 
      Lato B:
BALLATA DE' SUONNE

 
     

Autori: Bruno Martelli, Nisa, Alberto Testa
Orchestra: Augusto Martelli
 
Testo:
Io t’encuntraie
n’a vocca rossa
comm’ na cerasa
na pelle profumata e’ fronne rose
Io t’encuntraie.

Volevo offrirti
pagandolo anche a rate
nu brillante e’ quindici carate.

Ma tu vuliv’a’pizza a’pizza a’pizza
ca pummarola n’coppa
ca pummarola n’coppa

Ma tu vuliv’a’pizza a’pizza a’pizza
ca pummarola n’coppa
a’pizza e niente cchiù.

Io te purtaie addo’ ce stanno
e’meglio ristorante
addo’ se mangia mentre o mare canta
io te purtaie.

Entusiasmato da tutto st’apparato
ordinaie nu cefalo arrostuto

Ma tu vuliv’a’pizza a’pizza a’pizza
ca pummarola n’coppa
ca pummarola n’coppa

Ma tu vuliv’a’pizza a’pizza a’pizza
ca pummarola n’coppa
a’pizza e niente cchiù.

Io te spusaie
o vicinato e a folla de pariente
facevano nu sacco e cumplimente
io te spusaie.

All’improvviso tra evviva e battimani
arrivaie na’torta e cinque piane.

Ma tu vuliv’a’pizza a’pizza a’pizza
ca pummarola n’coppa
ca pummarola n’coppa

Ma tu vuliv’a’pizza a’pizza a’pizza
ca pummarola n’coppa
a’pizza e niente cchiù.

E pigliatilla a’pizza a’pizza a’pizza
ca pummarola n’coppa
ca pummarola n’coppa

E pigliatilla a’pizza a’pizza a’pizza
ca pummarola n’coppa
a’pizza e niente cchiù.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Riccardo De Vita, Giorgio Gaber
Orchestra: Augusto Martelli
 
Testo:
Sentite gente ocuntr’ na figliola
ca scenne ogni matina da a campagna
e sugna e potè fa nu iorno o n’ato
a’vita de e signore da città.

E sonne sonne sonne
sta figliola scordannose
che è nata campagnola
ci vuol ben altro per la gran città.
E o’ suonn solo suonn restarà

Va in giro pe i quartieri più eleganti
vennendo rose mammole e mimose
e innanz’alla boutique de e più fine
s’incanta e suonn’o meglio decolté.

E sonne sonne sonne
sta figliola scordannose
che è nata campagnola
ci vuol ben altro per la gran città.
E o’ suonn solo suonn restarà.

Mi dai tre rose rosse bella figliola
le fa o’ padrone di un negozio a fianco
Gesù ma che gioiell ’int e’vetrine
ca fusse ‘na parure de Chanel

E sonne sonne sonne
sta figliola scordannose
che è nata campagnola
ci vuol ben altro per la gran città.
E o’ suonn solo suonn restarà

E curr’ fischia e curr’ sto diretto
purtann’a casa a sera sta figliola
che suonna e potè fa nu iorno o n’ato
a’vita de e signore da città.

E sonna sonna sonna
sta figliola scordannose
che è nata campagnola
ci vuol ben altro per la gran città.
E o’ suonn solo suonn restarà.
E o’ suonn solo suonn restarà.
 
Fonte: QUI
 
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1967 - E ALLORA DAI/LA LIBERTA' DI RIDERE (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Gen 01, 2019 7:12 pm

1. TITOLO:
 
1967 - E ALLORA DAI/LA LIBERTA' DI RIDERE
 
# Etichetta: RIFI # Catalogo: RFN 16180 # Data pubblicazione: Gennaio 1967 # Matrici: RR 826-1/RR 826-2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Lato A: "Festival di Sanremo 1967" / Grafica di Mario Moletti / Distribuito da RIFI Record Company - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
E ALLORA DAI

 
      Lato B:
LA LIBERTA' DI RIDERE

 
     

Autori: Giorgio Gaber
Arrangiatore: Paolo Tomelleri
 
Testo:
Questa è una canzone di protesta, che non protesta contro nessuno. Anzi, siamo tutti d’accordo.

Tu m’insegni quanto vale
incontrare un vero amico
Un amico è un tesoro
dice quel proverbio antico

Ed ognuno l’ha provato
quando solo si è trovato
la parola di un amico
ti può dar quel che non hai

E allora dai e allora dai
le cose giuste tu le sai
e allora dai e allora dai
dimmi perché tu non le fai

Il denaro non è tutto
è una frase che si dice
nella vita c’è ben altro
che può renderti felice

Te lo dicon tutti spesso
ricchi e poveri è lo stesso
il denaro non guarisce
e non da felicità

E allora dai e allora dai
le cose giuste tu le sai
e allora dai e allora dai
dimmi perché tu non le fai

Ogni uomo è uguale a un altro
quando viene dalle stelle
non importa la sua lingua
o il colore della pelle

Lo diceva anche il vangelo
già duemila anni fa
finalmente siam d’accordo
questa si che è civiltà

E allora dai e allora dai
le cose giuste tu le sai
e allora dai e allora dai
dimmi perché tu non le fai
Tu m’insegni che la guerra
oggi non si può più fare
che le bombe ed i cannoni
sono cose da evitare

Lo si scrive sui giornali
siamo tutti solidali
che la pace in tutto il mondo
salverà l’umanità

E allora dai e allora dai
le cose giuste tu le sai
e allora dai e allora dai
dimmi perché tu non le fai

E allora dai e allora dai
le cose giuste tu le sai
e allora dai e allora dai
dimmi perché tu non le fai
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giorgio Gaber
Arrangiatore: Paolo Tomelleri
 
Testo:
I bambini chiedono
gli uomini sperano
i partiti promettono e
i preti i preti pregano.

Lei che serio se ne sta
lei forse non lo sa che c’è
la libertà di ridere
di tutto ciò che vuoi
la libertà di ridere
anche di quello che non hai.

La libertà di ridere
su ridi più che puoi
la libertà di ridere
in mezzo a tutti questi guai.

I bambini crescono
gli uomini muoiono
i partiti cambiano
i preti i preti pregano.

Lei che triste se ne sta
lei forse non lo sa che c’è
la libertà di ridere
di tutto ciò che vuoi
la libertà di ridere
anche di quello che non hai

La libertà di ridere
su ridi più che puoi
non si può non ridere
in mezzo a tutti questi guai

La libertà di ridere la libertà di ridere
la libertà di ridere la libertà di ridere.
 
Fonte: QUI
 
 
GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Videos10
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1967 - CIAO, CIAO, CIAO/SNOOPY CONTRO IL BARONE ROSSO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Gen 01, 2019 8:35 pm

1. TITOLO:
 
1967 - CIAO, CIAO, CIAO/SNOOPY CONTRO IL BARONE ROSSO
 
# Etichetta: RIFI # Catalogo: RFN 16185 # Data pubblicazione: Marzo 1967 # Matrici: RR 826-11/RR 826-12 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Lato A: dal IV° Festival Internazionale della Canzone di Maiorca / Distribuito da RIFI Record Company - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
CIAO, CIAO, CIAO (Maiorca non ti dimenticherò)

 
      Lato B:
SNOOPY CONTRO IL BARONE ROSSO

 
     

Autori: A. Testa, G. Colonnello, G. Gaber
Arrangiatore: Paolo Tomelleri
 
Testo:
Ciao, ciao, ciao
devo andarmene
le navi non possono
attendere.
Addio
palma degli occhi miei
addio,
ma un giorno mi rivedrai.
Ciao, ciao, ciao
non mi volterò
ci vuole coraggio
ad andarsene
e so,
se io ti guardassi un po’
so che non partirei
mai, mai.
Giorno per giorno
da tanto lontano
attraversando il mare
la mia nostalgia
verrà con la mia voce
ha dirti che ho bisogno di te
e dopo lontano
ma tanto aspettare
udrai una campana
suonare, suonare
per dirti che ritorno
da te.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giorgio Gaber, Holler, Gernhard
Arrangiatore: Paolo Tomelleri
 
Testo:
Spoken:
Achtung! Achtung!
Noi cantare la storia di piccolo cane e di Barone tedesco di grande Germania!

Questa è la storia senza pietà
Che accadde in Germania tanto tempo fa
Un rombo ed un tuono su nel cielo si udì
L'"uccello di guerra" nacque così!

In cerca di gloria qualcuno partì
E col suo apparecchio veloce salì
Ma lassù più di uno la sua vita lasciò
Il Barone Rosso tutti sterminò!

Uno dieci cento e forse anche di più
Tutti gli aerei cadevano giù!
E su nel cielo c'era solo lui
Il dannato Barone non sbagliava mai!

Ogni speranza piano piano svanì
Quando un giorno un eroe in cielo salì
Era un piccolo cane col nasone all'insù
Il suo nome era Snoopy non so dirvi di più!

Il Barone Rosso lo attaccò
Ed in cielo la battaglia divampò!
Il piccolo Snoopy fu abbattuto così
E il Barone tedesco roteando sparì!

Uno dieci cento e forse anche di più
Tutti gli aerei cadevano giù!
E su nel cielo c'era solo lui
Il dannato Barone non sbagliava mai!

Spoken:
Ah-ah-ah-ah!
Piccolo stupido cane!
Alles Kaputt!
Ah-ah-ah-ah!

Col paracadute Snoopy si salvò
E alla sua vendetta si preparò
Decollò col suo aeroplano ma il Barone fuggì
Se guardate su nel cielo sono ancora lì!

Uno dieci cento e forse anche di più
Tutti gli aerei cadevano giù!
E su nel cielo c'era solo lui
Il dannato Barone non sbagliava mai!

Uno dieci cento e forse anche di più
Tutti gli aerei cadevano giù!
E su nel cielo c'era solo lui
Il dannato Barone non sbagliava mai!
 
Fonte: QUI
 
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1967 - GULP GULP/SNOOPY CONTRO IL BARONE ROSSO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Gen 01, 2019 9:00 pm

1. TITOLO:
 
1967 - GULP GULP/SNOOPY CONTRO IL BARONE ROSSO
 
# Etichetta: RIFI # Catalogo: RFN 16203 # Data pubblicazione: Aprile 1967 # Matrici: RR 826-39/RR 826-40 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Lato A: Sigla della trasmissione televisiva "Diamoci del tu" / Grafica di G. A. Pinaglia / Distribuito da RIFI Record Company - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
   
 
 
Edizione promozionale, vietata la vendita al pubblico
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
GULP GULP

 
      Lato B:
SNOOPY CONTRO IL BARONE ROSSO

 
     

Autori: Giorgio Gaber, Umberto Simonetta, Italo Terzoli
Orchestra: Giorgio Casellato, Paolo Tomelleri
 
Testo:
Gulp il mio cuore fa,gulp gulp la mia testa fa
ple ple se vedo te
Plof le mie gambe fan. Plof plof e qui intorno c'è
slit slit profumo di te
Ti amo,ti amo,ti amo spacco il mondo perché
ho preso una sbandata per te
Se un turbino ti parla sdreng gli arriva una sberla
che lo manda a rom-rom, rom-rom,rom-rom
Ti amo,ti amo,ti amo
spacco il mondo perché
ho preso una sbandata per te
Gulp il mio cuore fa,gulp gulp la mia testa fa
ple ple se vedo te
Ti amo,ti amo,ti amo
spacco il mondo perché
ho preso una sbandata per te
Se qualcuno ti tocca,uno sbresh sulla bocca
e lui grida help help help!!
Ti amo,ti amo,ti amo
spacco il mondo perché
ho preso una sbandata per te
spacco il mondo perché
ho preso una sbandata per te.
 
Fonte: QUI
     
 
Testo:
 
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1967 - SUONA CHITARRA/AL BAR DEL CORSO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Gen 01, 2019 10:02 pm

1. TITOLO:
 
1967 - SUONA CHITARRA/AL BAR DEL CORSO
 
# Etichetta: RIFI # Catalogo: RFN 16229 # Data pubblicazione: Ottobre 1967 # Matrici: RR 827-57/RR 827-58 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Copertina Studio Moletti / Distribuito da RIFI Record Company - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
SUONA CHITARRA

 
      Lato B:
AL BAR DEL CORSO

 
     

Autori: Giorgio Gaber, Federico Monti Arduini
Arrangiatore: Giorgio Casellato
 
Testo:
Se potessi cantare davvero
Canterei veramente per tutti
Canterei le gioie ed i lutti
E il mio canto sarebbe sincero

Ma se canto così io non piaccio
Devo fare per forza il pagliaccio

E allora suona chitarra facci divertire
Suona chitarra non farci mai pensare
Al buio alla paura al dubbio alla censura
Agli scandali alla fame all'uomo come un cane
Schiacciato e calpestato

E allora suona chitarra facci divertire
Suona chitarra non farci mai pensare
Suona chitarra mia e tutti in allegria

Se potessi cantare io sento
Che sarei veramente contento
Ed il canto sarebbe qualcosa
La chitarra sarebbe una sposa

Ma io debbo soltanto piacere
Divertire la gente e scherzare

E allora suona chitarra suona i tuoi accordi
Suona più forte che si diventi sordi
Tutto è già passato è già dimenticato
E solo chi oggi è buono domani avrà il perdono
Il foglio del condono

E allora suona chitarra facci divertire
Suona chitarra non farci mai pensare
Suona chitarra ancora e tutti alla malora

E allora suona chitarra facci divertire
Suona chitarra non farci mai pensare
Suona chitarra forte i tuoi accordi
Suona più forte che si diventi sordi
Suona chitarra
Suona chitarra
Suona chitarra
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Gianfranco Lombardi, Herbert Pagani
Arrangiatore: Giorgio Casellato
 
Testo:
Il ragazzo più sentimentale della città
è inguaribilmente distratto ma non si scorderà
che alle ore tredici del giorno sedici
del mese scorso al bar del corso
ha preso un colpo vedendo entrare.

La ragazza più fenomenale della città
con quegli occhi grigi da gatta
fatta su misura per lui.

Lui fissava solo lei lei fissava solo lui
come se all’improvviso
non ci fosse più che lei non ci fosse più che lui
soli nel mondo intero.

Alle ore tredici del giorno sedici
del mese scorso al bar del corso
se c’eravate avrete visto

Due ragazzi fulminati dalla felicità
mano nella mano volare sopra la città.

Lui fissava solo lei lei fissava solo lui
come se all’improvviso
non ci fosse più che lei non ci fosse più che lui
soli nel mondo intero.

Alle ore tredici del giorno sedici
del mese scorso al bar del corso
se c’eravate avrete visto

Due ragazzi fulminati dalla felicità
mano nella mano volare
sopra i tetti della città.

Quell’innamorato sapete chi è
quell’innamorata sapete chi è
siamo noi.
 
Fonte: QUI
 
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1968 - L'ASSE D'EQUILIBRIO (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Gen 01, 2019 11:33 pm

1. TITOLO:
 
1968 - L'ASSE D'EQUILIBRIO
 
# Etichetta: RIFI # Catalogo: RFL 14027 # Data pubblicazione: Febbraio 1968 # Matrici: RR 828-42/RR 828-43 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Copertina dello Studio Mario Moletti / Registrato presso gli studi Play-Co di Milano da Rizza / Realizzazione di Wladimiro Albera / Distribuito da RIFI Record Company - Milano / Ristampato nel Luglio 1973 con diversa copertina, diversa etichetta, diversi numeri di catalogo identiche matrici con in più matrici supplementari (19109-A/19109-B), e con il titolo "''G'' come Gaber" (RIFI Variety, REL-ST 19109)
 
 
2. RECENSIONE:
 
L'asse d'equilibrio è un album di Giorgio Gaber registrato nel 1967 e pubblicato nel febbraio del 1968.

Il disco
Gli arrangiamenti sono di Giorgio Casellato, autore anche di alcune musiche (anche se la sua firma non appare in copertina).
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 

 
 
La ristampa del 1973
 
   
 

Giorgio Gaber con Mina nel 1970

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 UNA CANZONE COME NASCE
  • A2 UN UOMO CHE DAL MONTE
  • A3 PAROLE PAROLE
  • A4 CANTA CHE TI PASSA LA PAURA
  • A5 L'ASSE D'EQUILIBRIO
  • A6 L'OROLOGIO


  • B1 LA VITA DELL'UOMO
  • B2 LA CHIESA SI RINNOVA
  • B3 SUONA CHITARRA
  • B4 EPPURE SEMBRA UN UOMO
  • B5 IMMAGINI
  • B6 LA CORSA

 
 
Lato A: 1
UNA CANZONE COME NASCE

 
      Lato B: 1
LA VITA DELL'UOMO

 
     

Autori: Giorgio Gaber, Herbert Pagani
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Una canzone di preciso non sai bene che cos'è

Come nasce come cresce non si sa
Son tante note in fila indiana che ti chiedono di uscire
Dalla mente e dal cuore chi lo sa

Matura come l'uva
Ai raggi dell'amore
E tu l'assaggi ti ubriachi
E canti canti canti canti canti

Una canzone è una collana di perline rosse e blu
Che di festa la tua bella porterà
E' un'invenzione musicale tra le note scegli tu
Sono sette settemila forse più
Forse più

E pensando a come nasce una canzone nascerà
La canzone in questo caso e questa qua
Mi La
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giorgio Gaber, Herbert Pagani
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
La vita dell'uomo è come una strada
Che corre diritta all'orizzonte
Discese salite deserti e giardini
E tu che da solo cammini

La vita dell'uomo è come una strada
Lanciata sugli anni come un ponte
Ma presto o più tardi un bivio ti appare
E tu non sai più dove andare

Di qua la bella via che porterà
A una gloriosa nullità
Senza sforzi né rimorsi o curiosità
Ma di là c'è un'altra strada
Che più stretta se ve va

Se tu sei un uomo la strada è una sola
È quella che si arrampica sul monte
Nessuno ti guida nessuno ti aiuta
Da solo ti asciughi la fronte

Più sali e più soffri
Più sali e più sembra
Lontana la cima del monte

E quando tu arrivi ti siedi e sorridi
Hai l'anima per orizzonte
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 2
UN UOMO CHE DAL MONTE

 
      Lato B: 2
LA CHIESA SI RINNOVA

 
     

Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Un uomo che dal monte scende a valle
Un uomo che non vive quasi più
Ormai non ho più niente alle mie spalle
E non mi puoi salvare neanche tu

E vola il tempo e vola la mia vita
Che ormai non mi appartiene quasi più

Un uomo vecchio che abbandona il mare
Un uomo triste che non ride mai
È vero cara io non so più amare
E presto anche tu mi lascerai

E vola il tempo e vola la mia vita
Ciò che hai perduto non riavrai mai più

Un uomo trascinato da un torrente
Non ha la forza di tornare su
Anch'io seguo la fila fra la gente
È tanto tempo che non lotto più

E vola il tempo e vola la mia vita
Ciò che è passato non ritorna più
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Il mondo ha fretta, continua a cambiare
Chi vuol restare a galla si deve aggiornare
Anche la Chiesa vuol sempre far meglio
Ogni tanto si riunisce per fare un concilio
Giungono a Roma con gran convinzione
Venticinquemila preti da ogni nazione

E la Chiesa si rinnova per la nuova società
E la Chiesa si rinnova per salvar l'umanità

Si parla, si discute di mille questioni
Si prendono in esame già mille soluzioni
Si parla del divorzio senza falsi segreti
Di dare il matrimonio anche ai poveri preti
Si parla della pillola e di altre cose affini
Perchè la gente al mondo fa troppi bambini

E la Chiesa si rinnova per la nuova società
E la Chiesa si rinnova per salvar l'umanità

Bisogna dare atto a questi signori
Le cose più urgenti le han rese migliori
E dopo tanti anni che aspettavamo invano
La messa, finalmente, si dice in italiano
E si è stabilito, dopo mille discussioni
Che il prete, essendo uomo, può portare i pantaloni
E se il venerdì mangiare il pesce ti secca
Non fare complimenti, puoi farti una bistecca!
Ed oggi, a causa di una recente intervista
Tutti dicono che il papa è diventato comunista

E la Chiesa si rinnova per la nuova società
E la Chiesa si rinnova per salvar l'umanità!
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 3
PAROLE PAROLE

 
      Lato B: 3
SUONA CHITARRA

 
     

Autori: Giorgio Gaber, Federico Monti Arduini
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Gente che parla gente che ride
E che non dice quello che pensa
Gente che parla e che ridete
Solo parole e niente di più
Pa pa

Parole parole parole
Gridate nel vento e nel sole
Promesse non più mantenute
Speranze andate perdute

Parole che son come fiori
Ma finti e senza profumo
Parole e che vuoto mi resta
In questa mia povera testa

Lasciatemi stare in un posto da solo
Che possa cantare che possa sognare
Sentir la chitarra pa pa pa pa
Che piange e che ride
Che con le sue corde pa pa pa pa
Mi ritma la vita
Pa pa...

Parole parole parole
Gridate nel vento e nel sole
Disegni di fumo nell'aria
Discorsi imparati a memoria

Parole dipinte su muri
In bianco in nero e a colori
Parole e che vuoto mi resta
In questa mia povera testa
Pa pa...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giorgio Gaber, Federico Monti Arduini
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Se potessi cantare davvero
Canterei veramente per tutti
Canterei le gioie ed i lutti
E il mio canto sarebbe sincero

Ma se canto così io non piaccio
Devo fare per forza il pagliaccio

E allora suona chitarra facci divertire
Suona chitarra non farci mai pensare
Al buio alla paura al dubbio alla censura
Agli scandali alla fame all'uomo come un cane
Schiacciato e calpestato

E allora suona chitarra facci divertire
Suona chitarra non farci mai pensare
Suona chitarra mia e tutti in allegria

Se potessi cantare io sento
Che sarei veramente contento
Ed il canto sarebbe qualcosa
La chitarra sarebbe una sposa

Ma io debbo soltanto piacere
Divertire la gente e scherzare

E allora suona chitarra suona i tuoi accordi
Suona più forte che si diventi sordi
Tutto è già passato è già dimenticato
E solo chi oggi è buono domani avrà il perdono
Il foglio del condono

E allora suona chitarra facci divertire
Suona chitarra non farci mai pensare
Suona chitarra ancora e tutti alla malora

E allora suona chitarra facci divertire
Suona chitarra non farci mai pensare
Suona chitarra forte i tuoi accordi
Suona più forte che si diventi sordi
Suona chitarra
Suona chitarra
Suona chitarra
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 4
CANTA CHE TI PASSA LA PAURA

 
      Lato B: 4
EPPURE SEMBRA UN UOMO

 
     

Autori: Tony De Vita, Herbert Pagani
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Senza una lira mi sono messo in viaggio
Avevo per bagaglio vent'anni e il mio coraggio
Orecchie per sentire ed occhi per guardare
Un cuore per capire la voce per cantare

Ho visto tanta gente che lotta per il pane
Ho visto salutare chi parte e chi rimane
Combattere ed amarsi migliaia di persone
Per tutti e per ognuno io canto una canzone

Canta che ti passa la paura
Canta che la vita è meno dura
Canta starai meglio domattina
Canta che la meta è più vicina

Ci vogliono canzoni che possano arrivare
In cima ai grattacieli e in fondo alle miniere
Canzoni per le madri che stanno ad aspettare
Canzoni per chi parte e spera di tornare

Canta che ti passa la paura
Canta che la vita è meno dura
Canta starai meglio domattina
Canta che la meta è più vicina

Passano gli anni proseguo questo viaggio
Per voler bene al mondo ci vuole del coraggio
Ma quel che mi rimane lo voglio regalare
Finché avrò fiato in corpo continuerò a cantare

Canta che ti passa la paura
Canta che la vita è meno dura
Canta starai meglio domattina
Canta che la meta è più vicina

Canta che ti passa la paura
Canta che la vita è meno dura
Canta starai meglio domattina
Canta che la meta è più vicina
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Eppure sembra un uomo
Vive come un uomo
Soffre come un uomo
È un uomo

Nasce fragile e incerto
Poi quando ha la ragione
Si nutre di soprusi e di violenza
E vive e non sa il perché della sua esistenza

È così compromesso
Con ogni compromesso
Che oramai più nulla né sente né vede
E il compromesso è l'unica sua fede

Eppure sembra un uomo
Vive come un uomo
Soffre come un uomo
È un uomo

Sul muro c'era scritto:
"Alzateci il salario!"
L'ha cancellato un grande cartellone
Con scritto: "Costa meno il mio sapone"
Hanno arrestato un ragazzo
Che aveva rubato due mele...
Vi prego, fate un po' di beneficenza
Sarete in pace cosi con la vostra coscienza

Eppure sembra un uomo
Vive come un uomo
Soffre come un uomo
È un uomo

In ditta c'è un salone
Lavorano mille persone...
Per me è già difficile la vita in due
E credo che prima o poi ci divideremo
Mio padre è mio padre
Mio padre è un brav'uomo
Mio padre tratta tutti da cretini:
I vecchi bisogna ammazzarli da bambini

Eppure sembra un uomo
Vive come un uomo
Soffre come un uomo
È un uomo?
È un uomo!
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 5
L'ASSE D'EQUILIBRIO

 
      Lato B: 5
IMMAGINI

 
     

Autori: Giorgio Gaber, Herbert Pagani
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Vado su un'asse d'equilibrio
Voi siete giù e state a guardare
Io qui fra due tetti a camminare
Tremo sull'asse d'equilibrio

Però mi appoggio all'aria con la mano
Il rischio è il mio pane quotidiano
E tutti in piedi col naso in su
Tutti in mezzo alla piazza
Si è fermato e sta lì a metà
Scommetto che non ce la fa

Vado in su e in giù sono proprio bravo
Vado in su e in giù so che me la cavo

Forse casco qua forse un po' più in là
Mi dispiace tanto per voi ma non casco mai

Vado su un'asse di equilibrio
Ancora un metro e varco lo strapiombo
Ma lì porca miseria c'è un colombo

Vivo su un'asse di equilibrio
Sono un artista e non un ciarlatano
Però non è vita da cristiano

C'è chi sfotte guardando in su
E c'è chi si innamora
Una vecchia sospira oddio
E un bambino grida anch'io

Vado in su e in giù sono proprio bravo
Vado in su e in giù so che me la cavo

Forse casco qua forse un po' più in là
No mi dispiace tanto per voi ma non casco mai

Vado su un'asse d'equilibrio
Vado su un'asse d'equilibrio
Vado su un'asse d'equilibrio
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Una strada una lunga strada
Fatta di altissimi grattacieli
Dove un corteo di squallida gente
Ha fame e freddo e chiede aiuto
E chi sta in alto fa finta di niente

Una scuola una grande scuola
Piena di gente analfabeta
Dove si insegnano cose sbagliate
Dove i più furbi riescono meglio
E i disonesti sono premiati

Una chiesa una grande chiesa
Piena di fregi in oro zecchino
Dove una folla misera e triste
Inginocchiata prega qualcuno
Che non la sente o che non esiste

Un cimitero un grande cimitero
Pieno di croci tutte uguali
Dove si inseguono anime incerte
In una corsa che non ha senso
Credon di vivere e sono già morte
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A: 6
L'OROLOGIO

 
      Lato B: 6
LA CORSA

 
     

Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
L'orologio scandisce il tempo
Una mazza mi scuote il cervello
Un silenzio assordante
In questa stanza enorme senza te
Cerco la tua immagine

Dalla strada voci confuse
Io le sento davanti al cancello
Delle donne che ridono
Ma fra queste donne non ci sei
No non sei ancora tu

Sul mio letto rimango legato
Sotto un peso che toglie il respiro
Io vorrei ammazzarti
Come il cane rabbioso che senza un perché
Morde il suo padrone

L'orologio scandisce il tempo
È già l'alba e sei tornata
Ora striscio ai tuoi piedi
Tu sei la regina chiedo a te
Fai quello che vuoi di me
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Io sono un robot
Se il mondo lo vuole io muovo la testa
Fedele al padrone non faccio mai festa

Lavoro tutto il giorno
Non ho mai tempo libero
Ma in fondo mi conviene
Mi rende di più

Dai forza continua la corsa che fai
Che vale di più della vita
Dai forza continua la corsa che fai
La corsa non è mai finita

Continua non hai scampo e tira a far quattrini
Che importa se da tempo non vedi i tuoi bambini
Se più non riconosci un albero in un prato
Se, per andar più forte, investi un disgraziato!

Dai forza continua la corsa che fai
Che vale di più della vita
Dai forza continua la corsa che fai
La corsa non è mai finita

Io sono un robot
Ad ogni comando mi muovo di scatto
Ma sono normale, non son mica un matto

Lavoro tutto il giorno
Non ho tempo libero
Sì, ma, ma in fondo, mi conviene
Mi rende di più

Dai forza continua la corsa che fai
Che vale di più della vita
Dai forza continua la corsa che fai
La corsa non è mai finita

Così, di giorno in giorno, diventi più importante
Ma guardati allo specchio: non vedi che sei vecchio?
Sei vivo e sembri morto, la corsa è già finita
Purtroppo avevi torto, hai perso anche la vita !

Dai forza continua, la corsa che fai
La corsa non è mai finita
Dai, forza, continua la corsa che fai
Che vale di più della vita
 
Fonte: QUI
 
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1968 - GOGANGA/LA BALILLA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mar Gen 01, 2019 11:56 pm

1. TITOLO:
 
1968 - GOGANGA/LA BALILLA
 
# Etichetta: RICORDI # Catalogo: SRL 10526 # Data pubblicazione: Anno 1968 # NLNG 1965/NLNH 2968 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 26 Gennaio 1963-18 Novembre 1964 / Ristampa di vecchie matrici Ricordi / Pubblicato con due copertine diverse / Distribuito da Dischi Ricordi - Milano
 
 
2. COVER
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
GOGANGA

 
      Lato B:
LA BALILLA

 
     

 
Testo:
     
 
Testo:
 
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1968 - TORPEDO BLU/C'ERA UNA VOLTA UN CLAN (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Gen 02, 2019 10:44 am

1. TITOLO:
 
1968 - TORPEDO BLU/C'ERA UNA VOLTA UN CLAN
 
# Etichetta: VEDETTE # Catalogo: VVN 33152 # Data pubblicazione: Aprile 1968 # Matrici: VVN 33152-A/VVN 33152-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 1 Aprile / Distribuito da Vedette Records - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 

Copertina giornaletto "Intrepido" con Colli/Gaber, Torpedo Blu

 
 

   
 
 
Edizione speciale, vietata la vendita al pubblico
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
TORPEDO BLU

 
      Lato B:
C'ERA UNA VOLTA UN CLAN

 
     

Autori: Leo Chiosso, Giorgio Gaber
Arrangiatore: Giorgio Casellato
 
Testo:
Vengo a prenderti stasera
sulla mia Torpedo blu
l’automobile sportiva
che mi da un tono di gioventù.

Già ti vedo elegantissima
come al solito sei tu
sembrerai una Jean Harlow
sulla mia Torpedo blu.

Indosserò un bel doppio petto
ed un cappellone come Al Capone
e in camicetta e maxigonna
tu mi accenderai il sigarone.

Vengo a prenderti stasera
suono il claxon scendi giù
e mi troverai seduto
sulla mia Torpedo blu.

Vengo a prenderti stasera
sulla mia Torpedo blu
è una vera fuoriserie
come senz'altro sei tu.

Vengo a prenderti stasera
sulla mia Torpedo blu
e saremo una gran coppia
sulla mia Torpedo blu.

Ha la capote in grigio perla
tutta in seta gloria ma è molto seria
sul radiatore sopra il tappo
tu vedrai la statua della Vittoria.

Vengo a prenderti stasera
suono il claxon scendi giù
e mi troverai seduto
sulla mia Torpedo blu.

Sulla mia Torpedo blu.
Sulla mia Torpedo blu.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giorgio Gaber
Arrangiatore: Giorgio Casellato
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
 
GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Videos10
 


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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1968 - MA PENSA TE/SAI COM'E', NO COM'E' (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Gen 02, 2019 11:19 am

1. TITOLO:
 
1968 - MA PENSA TE/SAI COM'E', NO COM'E'
 
# Etichetta: VEDETTE # Catalogo: VVN 33156 # Data pubblicazione: Ottobre 1968 # Matrici: VVN 33156-A/VVN 33156-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 19 Settembre-20 Settembre / Lato A: Sigla della trasmissione TV "Giochiamo agli anni '30" / Distribuito da Vedette Records - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
MA PENSA TE

 
      Lato B:
SAI COM'E', NO COM'E'

 
     

Autori: Giorgio Gaber, Umberto Simonetta
Arrangiatore: Giorgio Casellato
 
Testo:
One two three quater

L’ho conosciuta una ragazza regolare
era una specie di barista in un caffè
adesso dice che s’è messa a recitare
Oh oh ma pensa te

Andava al mare se ci andava a Bordighera
con le sue amiche in una stanza erano in tre
Adesso dice vado a fare una crociera
ma pensa te

Non è che porto l’anello al naso
non è che mangio soltanto riso
non è che viaggio col foglio rosa
vien qui a far le canzoni a me
ma pensa te

Adesso sai che cosa chiede se vuol bere
eri una vita che bevevi i tuoi frappè
beve champagne e fa la scena di scialare
Oh yea Ma pensa te

Si presentava col cognome e con il nome
adesso dice come sta sono Janet
I beg your pardon dice che vuol dire come
Boh ma pensa te

Non è che porto l’anello al naso
non è che vengo dal paradiso
non è che sto tutto il giorno in casa
Vien qui a far le canzoni a me
ma pensa te

In cinquecento e via si andava all’idroscalo
adesso dice ci ho il mio giro a Saint Tropez
No no niente macchina alle quattro prendo un volo
Oh yea ma pensa te

A Barcellona quest’estate la corrida
se faccio a tempo vengo sì ma non so se
lei che a san Siro urlava porco arbitro giuda
ma pensa te

Non è che porto l’anello al naso
non è che aspetto la fin del mese
non è che in fronte ci ho scritto coso
vien qui a far le canzoni a me
figurati te

Non è che porto l’anello al naso
non è che mangio soltanto riso
non è che viaggio col foglio rosa
vien qui a far le canzoni a me
figurati te

Non è che porto l’anello al naso
non è che vengo dal paradiso
non è che sto tutto il giorno in casa
vien qui a far le canzoni a me
ma pensa te
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Leo Chiosso, Giorgio Gaber
Arrangiatore: Giorgio Casellato
 
Testo:
Sapete come succede tante volte
c'è una che in mezzo a tante è proprio lei
allora gli butti una frase se la va la va
è andata così è successo fra di noi.

Lei mi ha guardato io l'ho guardata e poi
sai com'è coro: no com'è
sai com'è coro: no com'è
sai com'è coro: no com'è
beh è così.

Allora la metto in macchina e partiamo
un raggio di luna scherza su di lei
mi accorgo che è proprio il tipo che sta bene a me
mi fermo sarà successo pure a voi.

Mi ha spettinato un po' i capelli e poi
sai com'è coro: no com'è
sai com'è coro: no com'è
sai com'è coro: no com'è
beh è così.

Provate a pensare un sogno un sogno bello
ci siete beh fate conto un po' di più
sentivo che la sua bocca si accostava a me
può darsi sia capitato pure a voi.

Mi ha dato un bacio oh ma che bacio e poi
sai com'è coro: no com'è
sai com'è coro: no com'è
sai com'è coro: no com'è
beh è così.

Sai com'è coro: no com'è
sai com'è coro: no com'è
sai com'è coro: no com'è
beh è così.
 
Fonte: QUI
 
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1968 - GOGANGA/IL TRUCCAMOTORI (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Gen 02, 2019 12:11 pm

1. TITOLO:
 
1968 - GOGANGA/IL TRUCCAMOTORI
 
# Etichetta: VEDETTE # Catalogo: VVN 33157 # Data pubblicazione: Ottobre 1968 # Matrici: VVN 33157-A/VVN 33157-B # Genere: Pop # Supporto: Vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 45 RPM (12,00 cm.) # Facciate: 2

Note: Data matrici: 26 Settembre / Distribuito da Vedette Records - Milano

 
2. COVER:
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
GOGANGA

 
      Lato B:
IL TRUCCAMOTORI

 
 
     

 
Testo:
     
Autori: Giorgio Gaber
Arrangiatore: Giorgio Casellato
 
Testo:
Avevo una vettura americana
dotata di comfort ultrapotenti
una vettura dalla forma strana
che al suo passar facea voltar la gente.

Incontro un vecchio amico
un vero esperto di macchine di ogni cilindrata
mi si fa incontro col sorriso aperto
mi fa ueh questa macchina è sprecata eh

Limi la testa e i collettori
cambi marmitta e carburatori
e così (vrrrrr) con poca spesa il tuo motore ha un’altra resa.

Limo la testa e i collettori
cambio marmitta e carburatori
e così (vrrrrr) in poche ore ho già bello e che fuso tutto il motore.

Porco giuda, ma cosa mi va a capitare.

Mi interessai per la riparazione
ma mi costava un'occhio della testa
e allora ho dato dentro il macchinone
e ho preso una vettura più modesta.

Bravo mi fa l’amico
i macchinoni son sempre un debito te l’avevo detto
e questa non ti costa dei milioni
e poi puoi farci qualche lavoretto.

Limi la testa e i collettori
cambi marmitta e carburatori
e così (vrrrrr) con poca spesa il tuo motore ha un’altra resa eeh.

Limo la testa e i collettori
cambio marmitta e carburatori
e così (vrrrrr) col motore truccato in una curva mi sono inchiodato.

Porca malora, ‘sto deficiente

Dopo mesi di letto d’ospedale
in cura presso un noto professore
sono dimesso un po’ conciato male
su una carrozzella col motore.
 
Fonte: QUI
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1968 - SAI COM'E' (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Gen 02, 2019 2:42 pm

1. TITOLO:
 
1968 - SAI COM'E'
 
# Etichetta: VEDETTE # Catalogo: VPA 8078 # Data pubblicazione: Novembre 1968 # Matrici: VPA 8078-A/VPA 8078-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 18 Novembre / Copertina apribile / Fotografie di Lionel Pasquon - Grafica di Domizia Gandolfi / Registrato presso il Sound Studio della Vedette Records, Cinelandia (MI), da Severino Pecchenini / Distribuito da Vedette Records - Milano / Ristampato nel 1975 con diverso titolo ("Ma pensa te"), diversa copertina (vedi link "Altre immagini"), identiche matrici e diversa ditribuzione (Editoriale Sciascia - Rozzano (Milano)
 
 
2. RECENSIONE:
 
Sai Com'è è un album di Giorgio Gaber, pubblicato dalla casa discografica VEDETTE nel 1968.
 
3. COVER:
 

 

 
   
 
 
Ristampa del 1975
 
   
 

Il saluto prima di un concerto (1970)

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B



 
 
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Lato A: 2
TERESA PERDONAMI (Pardeonne-moi-Germaine)

 
      Lato B: 1
LA PUM-PUM RUMBA (Tout en dansant la rumba)

 
     

Autori: Eddie Barclay, Leo Chiosso, Guy Marchand
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
     
Autori: Leo Chiosso, Guy Marchand
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com

 
Lato A: 3
RITRATTO DI ANNA

 
      Lato B: 3
ZEPPELIN DE ROSSI

 
     

Autori: Leo Chiosso, Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
     
Autori: Leo Chiosso, Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com

 
Lato B: 6
POMERIGGIO

 

Autori: Giorgio Gaber, Herbert Pagani
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1969 - LA CHIESA SI RINNOVA/EPPURE SEMBRA UN UOMO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Gen 02, 2019 3:12 pm

1. TITOLO:
 
1969 - LA CHIESA SI RINNOVA/EPPURE SEMBRA UN UOMO
 
# Etichetta: RIFI # Catalogo: RFN 16348 # Data pubblicazione: Aprile 1969 # RR 831-27/RR 831-28 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 7", 45 RPM (17,5 cm.) # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 10 Aprile / Distribuito da RIFI Record Company - Milano
 
 
2. COVER
 
   
 
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
LA CHIESA SI RINNOVA

 
      Lato B:
EPPURE SEMBRA UN UOMO

 
     

 
Testo:
     
 
Testo:
 
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1969 - IL RICCARDO/DONNA DONNA DONNA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Gen 02, 2019 4:06 pm

1. TITOLO:
 
1969 - IL RICCARDO/DONNA DONNA DONNA
 
# Etichetta: VEDETTE # Catalogo: VVN 33165 # Data pubblicazione: Marzo 1969 # Matrici: VVN 33165-A/VVN 33165-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 18 Febbraio / Lato B: Sigla della rubrica televisiva "In casa" / Fotografia di Maria A. Ceresola / distribuito da Vedette Records - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
Edizione speciale, vietata la vendita al pubblico
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
IL RICCARDO

 
      Lato B:
DONNA DONNA DONNA

 
     

Autori: Giorgio Gaber, Umberto Simonetta
Arrangiatore: Giorgio Casellato
 
Testo:
Uuuuh, che noia qui al bar, che noia la sera, la sera vedersi qui al bar.
Che noia qui al bar

Come entro, ci trovo il Maffini, il Maffini ch'è sempre depresso.
Fra un sospiro, un lamento e un espresso
Ha negli occhi l'infelicità.
L'infelicità

Poi c'è l'Aldo, il Turchetti e il Carmelo
E un balordo che chiamano Dante,
Dice lui che fa il rappresentante,
Di che cosa, nessuno lo sa.

Ma per fortuna che c'è il Riccardo
Che da solo gioca al biliardo,
Non è di grande compagnia
Ma è il più simpatico che ci sia.

Ma per fortuna che c'è il Riccardo
Che da solo gioca al biliardo,
Non è di grande compagnia
Ma è il più simpatico che ci sia.

Uuuuh, che noia qui al bar, che noia la sera, la sera vedersi qui al bar.
Che noia qui al bar

Entra la Ines, con quella biondina,
Che ho saputo che vive a Voghera,
Non c'è santi vien qui ogni sera,
Se ci parlo non risponderà.
Non risponderà

Poi c'è il Nico, che gioca al pallone,
Mette giù un sacco d'arie e pretese,
Cambia d'abito sei volte al mese,
È riserva però in serie A.

Ma per fortuna che c'è il Riccardo
Che da solo gioca al biliardo,
Non è di grande compagnia
Ma è il più simpatico che ci sia.

Ma per fortuna che c'è il Riccardo
Che da solo gioca al biliardo,
Non è di grande compagnia
Ma è il più simpatico che ci sia.

Uuuuh, che noia qui al bar, che noia la sera,
La sera vedersi qui al bar.
Che noia qui al bar

In saletta, i ras del ramino,
Puntuali son li dalle nove.
Sempre i soliti mai facce nuove,
Dio che noia la sera qui al bar.
La sera qui al bar

Non vi dico che cosa è il padrone
Se dimentico di consumare,
Non mi molla continua a fissare
Finchè crollo e non prendo un caffè.

Ma per fortuna che c'è il Riccardo
Che da solo gioca al biliardo,
Non è di grande compagnia
Ma è il più simpatico che ci sia.

Ma per fortuna che c'è il Riccardo
Che da solo gioca al biliardo,
Non è di grande compagnia
Ma è il più simpatico, il più simpatico,
Non è di grande compagnia,
Flic po pu patatà,
Ma è il più simpatico che ci siaaaa,
Che noia qui al bar, che noia la sera,
La sera vedersi qui al bar.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giorgio Gaber
Arrangiatore: Giorgio Casellato
 
Testo:
Non è facile essere donna
in un mondo dominato dall’uomo
è davvero una strana condanna
come vedi anche noi lo diciamo.

Lui è più forte in qualche occasione
può sembrare anche più intelligente
la realtà è che vuol fare il padrone
specialmente di fronte alla gente.

Donna donna donna do do do
donna donna donna do do do
donna senza una donna povero me.

Ma se la donna fino a ieri curava la casa
non aveva che questa mansione
oggi in lei si è già fatto un po’ strada
il concetto di emancipazione.

Non ho niente in contrario se fuma
se discute in mezzo alla gente
se lavora se fa una fortuna
per sentirsi anche lei indipendente.

Donna donna donna do do do
donna donna donna do do do
donna senza una donna povero me.

E se la donna un domani va ancora più avanti
finirà che ci supera in parte
e farà tante cose importanti
sarà lei che andrà sulla luna e su marte.

L’importante è che resti com’era
sia che accorci o che allunghi la gonna
che mi prenda la mano di sera
che rimanga comunque una donna.

Donna donna donna do do do
donna donna donna do do do
donna senza una donna
povero me povero me.
 
Fonte: QUI
 
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1969 - COM'E' BELLA LA CITTA'/CHISSA' DOVE TE NE VAI (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Gen 02, 2019 5:24 pm

1. TITOLO:
 
1969 - COM'E' BELLA LA CITTA'/CHISSA' DOVE TE NE VAI
 
# Etichetta: VEDETTE # Catalogo: VVN 33180 # Data pubblicazione: Ottobre 1969 # Matrici: VVN 33180-A/VVN 33180-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 18 Ottobre / Distribuito da Vedette Records - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
Edizione speciale, vietata la vendita al pubblico
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
COM'E' BELLA LA CITTA'

 
      Lato B:
CHISSA' DOVE TE NE VAI

 
     

Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
(Parlato) La città di Milano ha una struttura tipicamente concentrica. I nostri interventi tendono a razionalizzare dov'è possible tutto ciò che riguarda la viabilità, I servizi, le strutture primarie, le infrastrutture. Si deve dare al cittadino uno spazio vitale, abitabile, confortevole, soprattutto congeniale alla sua natura intima e al tempo stesso operosa. In questo contesto, in questo contesto, in questo contesto...

Vieni, vieni in città
Che stai a fare in campagna?
Se tu vuoi farti una vita
Devi venire in città

Com'è bella la città
Com'è grande la città
Com'è viva la città
Com'è allegra la città

Piena di strade e di negozi
E di vetrine piene di luce
Con tanta gente che lavora
Con tanta gente che produce

Con le réclames sempre più grandi
Coi magazzini le scale mobili
Coi grattacieli sempre più alti
E tante macchine sempre di più

Com'è bella la città
Com'è grande la città
Com'è viva la città
Com'è allegra la città

Vieni, vieni in città
Che stai a fare in campagna?
Se tu vuoi farti una vita
Devi venire in città

Com'è bella la città
Com'è grande la città
Com'è viva la città
Com'è allegra la città

Piena di strade e di negozi
E di vetrine piene di luce
Con tanta gente che lavora
Con tanta gente che produce

Con le réclames sempre più grandi
Coi magazzini le scale mobili
Coi grattacieli sempre più alti
E tante macchine sempre di più

Com'è bella la città
Com'è grande la città
Com'è viva la città
Com'è...

Vieni, vieni in città
Che stai a fare in campagna
Se tu vuoi farti una vita
Devi venire in città

Com'è bella la città
Com'è grande la città
Com'è viva la città
Com'è allegra la città

Piena di strade e di negozi
E di vetrine piene di luce
Con tanta gente che lavora
Con tanta gente che produce

Con le réclames sempre più grandi
Coi magazzini le scale mobili
Coi grattacieli sempre più alti
E tante macchine sempre di più

Com'è bella la città
Com'è grande la città
Com'è viva la città
Com'è allegra la città

Com'è bella la città
Comvè grande la città
Com'è viva la città
Com'è allegra la città

Piena di strade e di negozi
E di vetrine piene di luce
Con tanta gente che lavora
Con tanta gente che produce

Con le réclames sempre più grandi
Coi magazzini le scale mobili
Coi grattacieli sempre più alti
E tante macchine sempre di più
Sempre di più, sempre di più, sempre di più
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giorgio Gaber, Federico Monti Arduini
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Chissà dove te ne vai
quando ti addormenti.
Chissà che sorrisi fai
che poi non ti rammenti.

Non so quali strade
conducano ai tuoi sogni
e quali cieli si aprano per te.

Ogni notte ti perdo
e mi si ferma il cuore.
Ogni giorno ti trovo
ma sei un’altra amore.

Chissà dove te ne vai
quando hai gli occhi chiusi.
Lo so e anche tu lo sai
la vita ci ha delusi.

Il nostro orizzonte
è sempre più sfumato
e il tempo vola e preme
su di noi.

Ogni notte ti perdo
e mi si ferma il cuore.
Ogni giorno ti trovo
ma sei un’altra amore.

Amore.
Amore.
 
Fonte: QUI
 
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1969 - BARBERA E CHAMPAGNE/L'ORGIA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Gen 02, 2019 6:13 pm

1. TITOLO:
 
1969 - BARBERA E CHAMPAGNE/L'ORGIA
 
# Etichetta: VEDETTE # Catalogo: VVN 33183 # Data pubblicazione: Gennaio 1970 # Matrici: VVN 33183-A/VVN 33183-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 7 Gennaio / Distribuito da Vedette Records - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
Edizione speciale, vietata la vendita al pubblico
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
BARBERA E CHAMPAGNE

 
      Lato B:
L'ORGIA (Ore 22 secondo canale)

 
     

Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Triste col suo bicchiere di barbera,
Senza l'amore, a un tavolo di un bar.
Il suo vicino è in abito da sera,
Triste col suo bicchiere di champagne.

Sono passate già quasi tre ore.
Venga, che uniamo i tavoli, signor.
Voglio cantare e dimenticare,
Coi nostri vini, il nostro triste amor.

Barbera e champagne, stasera beviam,
Per colpa del mio amor, pa ra pa pa,
Per colpa del tuo amor, pa ra pa pa.
Ai nostri dolor insieme brindiam
Col tuo bicchiere di barbera,
Col mio bicchiere di champagne.

Com'eran tristi e soli quella sera,
Senza le donne, a un tavolo di un bar.
Longo, Fanfani, Moro, e giù barbera.
Gianni Rivera, Mao, e giù champagne.

Guardi, stia attento, lei mi sta offendendo.
Uhelà, come ti scaldi, ma va' là,
Vieni, balliamo insieme questo tango,
Balliamo insieme per dimenticar.

Barbera e champagne, stasera beviam,
Per colpa del mio amor, pa ra pa pa,
Per colpa del tuo amor, pa ra pa pa.
Ai nostri dolor insieme brindiam
Col tuo bicchiere di barbera,
Col mio bicchiere di champagne.

Colpa di quel barista che è un cretino,
Ci hanno cacciato fuori anche dal bar.
Guarda, non lo sapevo, è già mattino,
Si è fatto tardi, ormai bisogna andar.

Giusto, però vorrei vederla ancora,
Io sono direttore all'Onestà.
Molto piacere, vede, io per ora
Sono disoccupato, ma chissà!

Barbera e champagne, stasera beviam,
Per colpa del mio amor, pa ra pa pa,
Per colpa del tuo amor, pa ra pa pa.
Ai nostri dolor insieme brindiam
Col tuo bicchiere di barbera,
Col mio bicchiere di champagne.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giorgio Gaber, Federico Monti Arduini
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Ero lì in un'orgia in mezzo a della gente che conoscevo poco e che non era molto attraente.
Ero lì in un'orgia ma non ci avevo voglia e allora me ne stavo un po' in disparte, per rappresaglia.
– No, grazie, senza complimenti, il genere non m'interessa. Oddio, se proprio insiste, se dice che è una scommessa.
Ero lì in un'orgia, facevo qualche cosa, ma non mi ricordavo una serata così noiosa.
– No, mi creda, mi diverto molto. Sono solo un po' di soggezione, però mica le dispiace se accendo la televisione?
Ero lì in un'orgia e per il primo mi fermo, ma man mano anche gli altri sono distratti dal teleschermo. E così, tutti nudi, sul secondo canale vediamo un film d'amore un po' vecchiotto, ma niente male!
– A me piace perché alla fine i due si sposano.
– Ah sì, anch'io sono per il lieto fine, mica come quei film moderni che non si capisce niente, in fondo sono un sentimentale. Scusi, avvocato, ha mica visto le mie mutande, per caso?
 
Fonte: QUI
 
 
GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Videos10
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1970 - SEXUS ET POLITICA (L.P. 33½ giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Gen 02, 2019 7:28 pm

1. TITOLO:
 
1970 - SEXUS ET POLITICA
 
# Etichetta: I DISCHI DELLO ZODIACO # Catalogo: VPA 8114 # Data pubblicazione: Aprile 1970 # Matrici: VPA 8114 A/VPA 8114 B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 13 Aprile / Brani composti da Virgilio Savona (che qui firma sempre come A. Virgilio Savona) su riadattamenti di testi originali di autori latini / Copertina: Domizia Gandolfi / Allegato un inserto pieghevole in due parti e suddiviso in otto facciate, con i testi delle canzoni e relative note, il tutto con traduzione in inglese a fronte (vedi link Altre immagini) / Note di presentazione, sempre in italiano e in inglese, sul retro copertina / Registrato presso il Sound Studio della Vedette Records, Cinelandia (MI), 11, 12 e 16 Febbraio 1970, da Severino Pecchenini / Supervisione: Virgilio Savona / Distribuito da Vedette Records - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Sexus et politica è un album di Giorgio Gaber pubblicato nel 1970.

Il disco

È l'unico album di Gaber dove lui è solo interprete e non autore: tutte le canzoni del disco sono scritte da Virgilio Savona del Quartetto Cetra, che per i testi si ispirò a testi di autori della letteratura latina.

Registrato al Sound Studio della Vedette a Cinelandia (Milano) l'11, il 12 e il 16 febbraio 1970, il tecnico del suono è Severino Pecchenini, mentre la copertina è curata da Domizia Gandolfi.

Tre delle canzoni contenute nell'album, Il tavolo d'avorio, Ragiona amico mio e Prova a pesare Annibale, registrate a suo tempo anche dal loro autore originale, sono state poi inserite nell'album antologico Cose delicate, del 2005.
 
Fonte: QUI
 
3. COVER:
 
   
 
   
 

Giorgio Gaber in un'immagine del 1970

 
 
4. TRACK LIST:
 
Lato A Lato B

  • A1 LA PALLIDA MORTE
  • A2 I MAGISTRATI
  • A3 CORINNA
  • A4 E' GIA' NOSTRO NEMICO
  • A5 PROVA A PESARE ANNIBALE
  • A6 NON SANNO


  • B1 RAGIONA, AMICO MIO
  • B2 DOVE ANDATE?
  • B3 DONNE CREDETEMI
  • B4 ANCHE SE SEI COMPAESANO DI PONZIO E DI TRITANO
  • B5 IL TAVOLO D'AVORIO
  • B6 E' INUTILE PIANGERE
 
 
Lato A: 1
LA PALLIDA MORTE

 
      Lato B: 1
RAGIONA, AMICO MIO

 
     

Autori: Quinto Orazio Flacco, Virgilio Savona
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Tu, ricchissimo Sestio
Renditi conto che breve e' la vita
E che non potrai conservare
Ancora per molto la tua ricchezza
Perche' la pallida morte
Di torri e capanne bussa alle porte
Perche' la pallida morte
Coglie egualmente poveri e Re

Tu, ricchissimo Sestio
Renditi conte che presto morrai
E che tu sarai ricoperto da un nero mantello
Nel regno dell'ombra
Perche' la pallida morte
Di torri e capanne bussa alle porte
Perche' la pallida morte
Coglie egualmente poveri e Re

Tu, ricchissimo Sestio
Renditi conto che quando morrai
Saranno finiti i convivi
Finiti gli amori giocati coi dadi
Perche' la pallida morte
Di torri e capanne bussa alle porte
Perche' la pallida morte
Coglie egualmente poveri e Re

Tu, ricchissimo Sestio
Renditi conto che piu' non potrai
Il tenero schiavo ammirare
Piu' nulla i tuoi occhi potranno guardare

Perche' la pallida morte
Di torri e capanne bussa alle porte
Perche' la pallida morte
Coglie egualmente poveri e Re [x2 ] - quando ripete alza la tonalità credo di un tono.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Marco Aurelio Antonino, Virgilio Savona
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
da Marco Aurelio Antonino (a me stesso Libro IV)


Ragiona amico mio potrà sembrarti strano
ma ai tempi dell’impero del grande Vespasiano
ritrovi quelle cose che inevitabilmente
accadono anche adesso inesorabilmente.

Ragiona amico mio riflettici un momento
e cerca onestamente di trarne insegnamento
ritrovi tanta gente che si ama e che si sposa
che mette al mondo figli che cura la sua casa
ritrovi chi si ammala ritrovi chi fa festa
il ricco il contadino la gente disonesta

Ragiona amico mio riflettici un momento
e cerca onestamente di trarne insegnamento.
ritrovi il presuntuoso ritrovi il traditore
chi mormora e chi grida chi sperpera e chi muore
ritrovi chi ha fiducia ritrovi chi sospetta
chi va a fare la guerra chi tace e chi complotta.

Ragiona amico mio riflettici un momento
e cerca onestamente di trarne insegnamento
tu devi convenire che inesorabilmente
di tutta quella gente non è rimasto niente
e quelli che han vissuto con Tito e con Traiano
son tutti sotto terra insieme a Domiziano.

Ragiona amico mio riflettici un momento
e cerca onestamente di trarne insegnamento
poi guardati d’ attorno osserva il mondo vivo
osservalo ampiamente sarà molto istruttivo
vedrai che al giorno d’oggi c’è chi ama e chi fa guerra
chi piange e chi fa festa chi muore e chi sotterra.

Ragiona amico mio riflettici un momento
e cerca onestamente di trarne insegnamento
e allora capirai che non c’è via d’uscita
se vuoi dare un valore a tutta la tua vita
non dico che tu debba campare eroicamente
ma almeno rifiutare di vivere per niente.

Ragiona amico mio riflettici un momento
e cerca onestamente di trarne insegnamento.
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 2
I MAGISTRATI

 
      Lato B: 2
DOVE ANDATE?

 
     

Autori: Gaio Tizio, Virgilio Savona
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
da Gaio Tizio (frammenti)


Giocano ai dadi in allegre brigate
tra stuoli di battone ben pagate
ed alle quattro del pomeriggio
spediscono uno schiavo per sondaggio

Che vada al foro e cerchi notizie
che riferisca i discorsi ascoltati
quanti contrari e quanti allineati
questa la vita dei magistrati

Poi si dirigono verso la piazza
perché non li si accusi di mollezza
ma in ogni vicolo lungo il cammino
si attaccano ad un'anfora di vino.

E giunti al foro invitano affranti
i testimoni ed i contendenti
poi mentre quelli si stanno a sgolare
loro si assentano per orinare.

Quando ritornano sopra il palchetto
dichiarano di aver udito tutto
poi si riuniscono per il giudizio
e tra di loro non c'è mai uno screzio

Perché si fermano un'ora a parlare
di vini greci di arrosti e fritture
di pesci grassi e di tordi infilzati
questa la vita dei magistrati.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Quinto Orazio Flacco, Virgilio Savona
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
da Quinto Orazio Flacco (Epodo VII)


Dove dove andate
e perché le vostre spade
sono state sguainate
se nel fodero eran già riposte

Voi credete che sia stato poco
il sangue versato in terra ed in mare
per trascinare il nemico in catene
e per causare le vostre rovine

Nemmeno i lupi nemmeno i leoni
infieriscono sugli animali
della loro stessa specie.

Che cos’è che spinge voi
che cos’è che vi trascina
a placare il desiderio
della violenza

Nessuno viene a darmi risposta
nessuno può sul suo viso
nascondere la paura.

Siete spinti da un tragico destino
e i fratelli uccidono i fratelli
fin da quando la terra fu macchiata
dal sangue di Remo.

Dove dove andate
e perché le vostre spade
sono state sguainate
se nel fodero eran già riposte

Voi le avevate soltanto nascoste.
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 3
CORINNA

 
      Lato B: 3
DONNE CREDETEMI

 
     

Autori: Publio Ovidio Nasone, Virgilio Savona
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
da Publio Ovidio Nasone (Amores, Libro I, Elegia V)


Viva Corinna che arriva vestita
della sua tunica trasparente
collo coperto da bruni capelli
di fronte a lei Semiramide è niente

Strapparle di dosso la veste
credetemi fu una battaglia
voleva far la difficile
quella soave canaglia

Fingeva di far resistenza
fingeva di essere incerta
lottava divinamente
per rimanere coperta

Viva Corinna che arriva vestita
della sua tunica trasparente
collo coperto da bruni capelli
di fronte a lei Semiramide è niente

E' chiaro che lei si batteva
col fine di essere vinta
difatti senza fatica
presto rimase discinta

Rimase davanti ai miei occhi
ed io innamorato guardavo
per quanti sforzi facessi
nessun difetto trovavo

Viva Corinna che arriva vestita
della sua tunica trasparente
collo coperto da bruni capelli
di fronte a lei Semiramide è niente

Vi giuro non è umanamente
possibile la descrizione
non è possibile farne
una classificazione.

I seni eran come un invito
a farne un sapiente maneggio
le spalle e le floride braccia
chiedevano un dolce massaggio


Viva Corinna che arriva vestita
della sua tunica trasparente
collo coperto da bruni capelli
di fronte a lei Semiramide è niente

E sotto le turgide poppe
la pelle era candida e liscia
com'erano splendidi i fianchi
com'era fresca la coscia

Stringendola tra le mie braccia
del morbido mi resi conto
e il resto lo indovinate
è chiaro che non lo racconto

Viva Corinna che arriva vestita
della sua tunica trasparente
collo coperto da bruni capelli
di fronte a lei Semiramide è niente

Poi quando giunse la fine
stanchi e felici ci riposammo
e come due innamorati
favole ci raccontammo

Vi prego se voi volete
farmi un augurio non esitate
e ditemi che come questa
avrò centomila giornate

Viva Corinna che arriva vestita
della sua tunica trasparente
collo coperto da bruni capelli
di fronte a lei Semiramide è niente

Viva Corinna Viva Corinna
Viva Corinna Viva Corinna
 
Fonte: QUI
     
Autori: Publio Ovidio Nasone, Virgilio Savona
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Donne, credetemi, io mi vergono
di tutto ciò che vi sto per dire,
ma è stata Venere a consigliarmi
di non temere di farvi arrossire.
Sia vostra cura conoscervi bene
per valutare le situazioni
e in base alla forma del vostro corpo
sapere scegliere le posizioni.
Tu che sei bella rimani supina
perché il tuo viso lui possa ammirare
ma se hai le spalle più belle del viso
è chiaro che tu ti devi voltare.

Se c'è una ruga che segna il tuo ventre
devi nasconderla con le tue arti
e con sapiente premeditazione
dall'altra parte tu devi mostrarti.
Tu che hai gambe così agili e belle
devi cercare di metterle in vista
e sulle spalle del tuo compagno
devi appoggiarle vicino alla testa.
Tu che sei piccola sali a cavallo
ma se sei alta non devi mai farlo
difatti è noto che Ettore mai
chiese ad Andromaca di cavalcarlo.

Se sai di avere bellissimi i fianchi
resta in ginocchio sull'orlo del letto,
stenditi invece un po' obliquamente
se nei tuoi seni non c'è alcun difetto.
Non ritenere sia sconveniente
sciogliere tutti i tuoi biondi capelli
tieni presente che sul fianco destro
potrai passare i momenti più belli.
Nemmeno i tripodi del grande Febo,
neanche il famoso Cornigero Ammone
vi san cantare come io faccio
una così deliziosa canzone.

E' stata forse la lunga esperienza
che mi ha aiutato a conoscere un'arte
fatta di mille nascosti segreti,
potete fidarvene, statene certe!
Dovrai cercare che sia per entrambi
contemporanea la conclusione
e sussurrando parole d'amore
sarà più dolce la situazione.
Anche se sei per natura un po' fredda
io ti consiglio di fingere un poco
ma quando fingi non ti tradire
e non scoprire le carte del gioco.

Donne credetemi, io mi vergogno,
ci sono cose che non so svelare,
ma voglio darvi ancora un consiglio,
poi finalmente potrò terminare.
Non spalancate mai le finestre
l'ambiente deve restare un po' scuro,
ci sono parti del vostro corpo
che vanno in ombra, questo è sicuro.
E se alla fine al vostro compagno
volete chiedere un pegno d'amore,
potete chiederlo ma a condizione
che il dono sia di nessun valore.

E a questo punto, giovani amiche,
termina il canto, termina l'estro,
ma ricordatevi di dire sempre,
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 4
E' GIA' NOSTRO NEMICO

 
      Lato B: 4
ANCHE SE SEI COMPAESANO DI PONZIO E DI TRITANO

 
     

Autori: Marco Porcio Catone, Virgilio Savona
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
da Marco Porcio Catone (I Discorsi: Guerra contro Cartagine)


Il cartaginese
è già nostro nemico
perché chi si prepara
a muovere una guerra
pur se non stringe ancora
un'arma nelle mani
ma è pronto per colpire
colpire all'improvviso
è già nostro nemico.
E' già nostro nemico.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Gaio Lucilio, Virgilio Savona
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
da Gaio Lucillo (frammenti)


Tu hai sempre voluto
esser chiamato greco
anche se sei romano
anche se sei sabino.

Anche se sei compaesano
di Ponzio e di Tritano
anche se sei compaesano
di Ponzio e di Tritano

Quindi quando t'incontro
se ti saluto in greco
tutta quanta la gente
ti dice xaire in greco.

Anche se sei compaesano
di Ponzio e di Tritano
anche se sei compaesano
di Ponzio e di Tritano

Questa tua malattia
detta esterofilia
ti ha reso poco a poco
il mio più gran nemico.

Anche se sei compaesano
di Ponzio e di Tritano
anche se sei compaesano
di Ponzio e di Tritano
 
Fonte: QUI
 
Lato A: 5
PROVA A PESARE ANNIBALE

 
      Lato B: 5
IL TAVOLO D'AVORIO

 
     

Autori: Decimo Giunio Giovenale, Virgilio Savona
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
da Decimo Giunio Giovenale (Satira X)


Prova a pesare Annibale ora che è solo cenere
e dimmi quanti grammi la stadera segnerà
prova a pesare Annibale e tu ti accorgerai
di un grande generale cos'è rimasto ormai

Eppure l'Africa non gli bastava
dal mare oceano fino all'Egitto
sanniti e siculi lucani e bruzi
volle travolgere in un conflitto.

Volle raggiungere anche la Spagna
e scavalcare seppe i Pirenei
infranse rupi disgregò montagne
entrò nel novero dei semidei.

Ma oggi prova a pesare Annibale ora che è solo cenere
e dimmi quanti grammi la stadera segnerà
prova a pesare Annibale e tu ti accorgerai
di un grande generale cos'è rimasto ormai.

Se già teneva l’Italia succube
non gli bastava quella condizione
voleva giungere fino a Trastevere
con acrobatica penetrazione.

Anche se aveva un occhio inutile
terrorizzava i ricchi ed i plebei
e cavalcando sopra un elefante
lui se ne andava a caccia di trofei.

Ma oggi prova a pesare Annibale ora che è solo cenere
e dimmi quanti grammi la stadera segnerà
prova a pesare Annibale e tu ti accorgerai
di un grande generale cos'è rimasto ormai.

Prova a pesare Annibale ora che è solo cenere.
e dimmi quanti grammi la stadera segnerà
prova a pesare Annibale e tu ti accorgerai
di un grande generale cos'è rimasto ormai.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Decimo Giunio Giovenale, Virgilio Savona
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
da Decimo Giunio Giovenale (Satira XI)


Se vai nelle case ricche la cena non sa di niente
il pesce non sa di niente la carne non sa di niente
persino profumi e fiori emanano solo puzza
se non ci si siede tutti a un tavolo d'avorio

Un tavolo d'avorio su un leopardo d'avorio
con la bocca spalancata una bocca smisurata
un tavolo comprato alle porte d'Egitto
un bel tavolo elegante fatto con denti d’elefante.

A me che non ho d’avorio nemmeno pedine e dadi
né manici di coltelli son d'osso persino quelli
non e capitato mai di avere pietanze marce
per me non è mai un disastro il sapore di un pollastro.

Non ho il tavolo d'avorio su un leopardo d'avorio
con la bocca spalancata una bocca smisurata
non ho il tavolo comprato alle porte d'Egitto
un bel tavolo elegante fatto con denti d'elefante.

Mi manca persino un servo che squarti montoni e lepri
che squarti manzi e maiali con tecniche speciali
però quando mangio io nell’aria senti un profumo
un profumo che si afferra per tutta la Suburra

Non ho il tavolo d'avorio su un leopardo d'avorio
con la bocca spalancata una bocca smisurata
non ho il tavolo comprato alle porte d'Egitto
un bel tavolo elegante fatto con denti d'elefante.

Non ho il tavolo d'avorio su un leopardo d'avorio
con la bocca spalancata una bocca smisurata
non ho il tavolo comprato alle porte d'Egitto
un bel tavolo elegante fatto con denti d'elefante.
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 6
NON SANNO

 
      Lato B: 6
E' INUTILE PIANGERE

 
     

Autori: Virgilio Savona, Sestio Properzio
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
da Sestio Properzio (Libro II, Elegia II)


Già la luna piena
si è alzata sette volte
da quando tutti parlano
di questo nostro amore.

Dicono che in molti
ti han desiderato
ma loro non conoscono
qual’è la verità.

Non sanno che hai lasciato
aperta la tua porta
soltanto per me
soltanto per me

Io non ho comprato
nessuna delle notti
che sopra il tuo letto
mi hai dato per amore.

Io non ho pagato
nessuno dei tuoi baci
ma loro non conoscono
qual’è la verità.

Non sanno che hai lasciato
aperta la tua porta
soltanto per me
soltanto per me
 
Fonte: QUI
     
Autori: Virgilio Savona, Sestio Properzio
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
da Sesto Properzio (ElegiaXI)


No è inutile piangere
sopra la mia pietra
la porta dell'altro mondo
non potresti far riaprire mai

Quando i morti svaniscono
là nell'oltretomba
le vie su cui han camminato
non potranno ripercorrere mai.

E se le tue preghiere
dovessero raggiungere l’Averno
le tue lacrime cadrebbero in silenzio
sulla sorda spiaggia d'Acheronte.

Solo gli dei del cielo
potrebbero commuoversi al tuo pianto
ma la porta che si è chiusa sulla tomba
resterebbe lo stesso sotto l’erba.

No è inutile piangere
sopra la mia pietra
la porta dell' altro mondo
non potresti far riaprire mai.
 
Fonte: QUI
 
GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Videos10
 


Ultima modifica di mauro piffero il Mer Gen 02, 2019 9:01 pm, modificato 1 volta
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1970 - L'ULTIMA BESTIA/MARIA GIOVANNA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Mer Gen 02, 2019 8:46 pm

1. TITOLO:
 
1970 - L'ULTIMA BESTIA/MARIA GIOVANNA
 
# Etichetta: CAROSELLO # Catalogo: CI 20269 # Data pubblicazione: 1970 # Matrici: CI 630/CI 631 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Lato A: Sigla della trasmissione televisiva "...E noi qui" (Giuseppe Recchia, 1970) - Lato B indicato erroneamente in etichetta come facente parte dell'album "Il Signor G", ma in realtà si tratta di una versione in studio della canzone, diversa da quella dal vivo contenuta nell'album in questione / Distribuito da Carosello - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 

 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
L'ULTIMA BESTIA

 
      Lato B:
MARIA GIOVANNA

 
     

Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Eccola
esce dal mare
a fatica
si trascina ferita

coro: ancora un metro ancora un metro

Eccola
le grandi squame molli
si muovono
avanza enorme malata

coro: ancora un metro ancora un metro

È vicina vicina
reagisce combatte
a stento con sforzo
si trascina

È vischiosa bagnata
la coda che sbatte
strisciando lentamente
si avvicina

Eccola Eccola Eccola Eccola
coro: ancora un metro ancora un metro

Gli uomini sono fermi
le donne sono ferme
tutti uguali e grigi
guardano

Il primo uomo parla
adagio con calma
indaga spiega deduce conclude
dai dai dai

Eccola
si muove ancora
a fatica raggiunge
la spiaggia fangosa

coro: ancora un metro ancora un metro


Eccola
trascina il grosso ventre
che sanguina
strisciando con smania rabbiosa

coro: ancora un metro ancora un metro

E’ enorme potente
fa un passo ritenta
respira respira affaticata
ora sembra più forte
si scuote si riprende
continua la sua lotta disperata

Eccola Eccola Eccola Eccola Eccola

coro: ancora un metro ancora un metro

Il mare è fermo e grigio
il cielo è fermo e grigio
strani uccelli neri gridano.

Il secondo uomo parla
adagio con calma
indaga spiega deduce conclude

Il terzo uomo parla
adagio con calma
indaga spiega deduce conclude

Il quarto uomo parla
adagio con calma
indaga spiega deduce conclude
dai dai dai

Eccola
ritenta cammina ha vinto
ha vinto è salva è viva
è grandiosa

coro: ancora un metro ancora un metro

Un ultimo sforzo
la testa si gonfia
la bocca si allarga
viscida umida acquosa

coro: ancora un metro ancora un metro


Dal ventre esce un rantolo di rabbia
un urlo di morte e di dolore
poi basta più niente.

coro: si muore si muore…..
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giorgio Gaber,
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Vieni, Maria Giovanna
Maria Giovanna vieni da me.
Vieni, Maria Giovanna
Maria Giovanna vieni da me.

(Parlato) Come sto bene! Sto proprio bene. Sono in uno stato di benessere totale... la mia mente è libera e serena, la mia fantasia si muove in spazi nuovi, in un'atmosfera distesa e piacevole

Vieni, Maria Giovanna
Maria Giovanna vieni da me.

(Parlato) Vedo esseri mostruosi che si inchinano come vermi al mio passaggio e io... io sono su un bellissimo cavallo bianco... bianco o nero... beh, è lo stesso... sono su un... cavallone... che... ma no, non è un cavallo... è una donna... una donna bellissima... bella... diciamo carina... Macché, è un uomo... ma sì... un uomo un amico sincero, leale, forte... no, è uno orribile... che... mi sembra anche un po'... via! via! via!...

Vieni, Maria Giovanna
Maria Giovanna vieni da me.

(Parlato) Maria Giovanna è la mia ragazza, la mia compagna, la più fedele delle compagne, più la conosci più le vuoi bene, più stai con lei più vorresti averla vicino per non separarti mai...
E io con lei sto bene, proprio bene... ma anche voi vi trovo bene... state veramente benissimo... beh, forse non come me... ma vi vedo cosi uguali... tutti con lo sguardo nella stessa direzione... andate tutti decisi per la stessa strada sul vostro... sì, anche voi avete il vostro cavallo bianco... bravi, e... anche voi cantate... sì, mi pare già di sentirvi...

Vieni Maria Giovanna
Maria Giovanna vieni da me
...forza! Non abbiate vergogna, su, cantate!

Vieni, Maria Giovanna
Maria Giovanna vieni da me
...ecco cosi, tutti insieme!

Vieni, Maria Giovanna
Maria Giovanna vieni da me
Vieni, Maria Giovanna
Maria Giovanna vieni da me...
 
Fonte: QUI
 
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1970 - IL SIGNOR "G" (33½ GIRI doppio L.P.)

Messaggio  mauro piffero il Gio Gen 03, 2019 12:01 am

1. TITOLO:
 
1970 - IL SIGNOR "G"
 
# Etichetta: CAROSELLO # Catalogo: SCLP 23.004/5 # Data pubblicazione: Ottobre 1970 # Matrici: CLP 23004/A - CLP 23004/B - CLP 23004/C - CLP 23004/D # Genere: Pop # Supporto: vinile 33½ giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 4
 
Note: Registrato dal vivo il 6 Ottobre 1970 / Distribuito da CAROSELLO - Milano  
 
2. RECENSIONE:
 
Il Signor "G" è un album di Giorgio Gaber pubblicato nel 1970.

Il disco:
L'album è la registrazione dal vivo dell'omonimo spettacolo (messo in scena durante la stagione teatrale 1970-1971), effettuata negli Studi Regson di Milano il 6 ottobre 1970[1]; il tecnico del suono è Gianluigi Pezzera, mentre la realizzazione è a cura di Claudio Celli.

In questo disco per la prima volta i brani cantati si alternano ai monologhi recitati dallo stesso Gaber, secondo una formula tipica di quasi tutti gli album che testimonieranno i suoi spettacoli negli anni settanta e ottanta.

I pezzi sono tutti di Gaber e Sandro Luporini (anche se nel disco originale sono tutti firmati dal solo Gaber, in quanto Luporini non era ancora iscritto alla SIAE), tranne Suona chitarra (di Gaber e Federico Monti Arduini) e Il signor G sul ponte (di Gaber e Giuseppe Tarozzi), Le nostre serate (Gaber e Umberto Simonetta), e la prosa Preghiera (di Tarozzi).

Gli arrangiamenti sono di Giorgio Casellato.

Alcune canzoni erano già state pubblicate:

Suona chitarra era uscita come 45 giri nel 1967 (lato B: Al bar del Corso), e presentata al Festival delle Rose in abbinamento con Pippo Franco, quindi inclusa nell'album L'asse di equilibrio.
Eppure sembra un uomo era già stata pubblicata nel 1968 nell'LP L'asse di equilibrio, con testo parzialmente diverso.
Le nostre serate era uscita nel 1963 (sigla della trasmissione TV "Canzoniere minimo"; lato B: Gli imbroglioni), quindi inclusa nell'album Le canzoni di Giorgio Gaber (1964).
Com'è bella la città era uscita nel 1969 (lato B: Chissà dove te ne vai).
Maria Giovanna era uscita sempre nel 1970, come lato B del singolo L'ultima bestia).
L'orgia, qui solo recitata, era uscita come canzone vera e propria, fornita di musica, come lato B del singolo Barbera e champagne (1970).
Nel 2003 l'album è stato ripubblicato in un CD doppio, insieme a I borghesi.
 
Fonte: QUI
 
 
3 COVER:
 
   
 

 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST: VOL. 1
 
Lato A Lato B

  • A1 SUONA CHITARRA (Prologo)
  • A2 PRIMA RICORRENZA: IL SIGNOR "G" NASCE
  • A3 GIUOCO DI BAMBINI: IO MI CHIAMO "G" (prosa)
  • A4 EPPURE SEMBRA UN UOMO

  • B1 UNA STORIA NORMALE: IL SIGNOR "G" E L'AMORE
  • B2 "G" ACCUSA (prosa)
  • B3 IL SIGNOR "G" DALLA PARTE DI CHI
  • B4 IL SIGNOR "G" SUL PONTE
  • B5 L'ORGIA: ORE 22 SECONDO CANALE

 
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Lato A: 1
SUONA CHITARRA (Prologo)

 
      Lato B: 1
UNA STORIA NORMALE: IL SIGNOR "G" E L'AMORE

 
     

Autori: Giorgio Gaber, Federico Monti Arduini
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Se potessi cantare davvero
Canterei veramente per tutti
Canterei le gioie ed i lutti
E il mio canto sarebbe sincero

Ma se canto così io non piaccio
Devo fare per forza il pagliaccio

E allora suona chitarra facci divertire
Suona chitarra non farci mai pensare
Al buio alla paura al dubbio alla censura
Agli scandali alla fame all'uomo come un cane
Schiacciato e calpestato

E allora suona chitarra facci divertire
Suona chitarra non farci mai pensare
Suona chitarra mia e tutti in allegria

Se potessi cantare io sento
Che sarei veramente contento
Ed il canto sarebbe qualcosa
La chitarra sarebbe una sposa

Ma io debbo soltanto piacere
Divertire la gente e scherzare

E allora suona chitarra suona i tuoi accordi
Suona più forte che si diventi sordi
Tutto è già passato è già dimenticato
E solo chi oggi è buono domani avrà il perdono
Il foglio del condono

E allora suona chitarra facci divertire
Suona chitarra non farci mai pensare
Suona chitarra ancora e tutti alla malora

E allora suona chitarra facci divertire
Suona chitarra non farci mai pensare
Suona chitarra forte i tuoi accordi
Suona più forte che si diventi sordi
Suona chitarra
Suona chitarra
Suona chitarra
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Le chiedo scusa... prego, non è niente
potremo anche darci del tu
lei è così seria, è anche intelligente
come vorrei conoscerla di più.
E poi, e poi, e poi

Come sei bella
come sei bella
ho tanto bisogno di te.
Tu sei la donna della mia vita
ti chiedo di stare con me
perché ti amo, perché ti amo
ma com'è bella la vita in due!

Ti voglio bene, mi sono affezionato
ma a volte mi sento un po' giù.
Non faccio scene, ho sempre sopportato
da tempo non parliamo quasi più.
E poi, e poi, e poi...

(Parlato:) E poi, quando ci sono i figli... no, non possiamo. E i nostri genitori?... beh, quello è il meno...
Certo che è dura: gli amici, la gente, anche il lavoro... No, non possiamo lasciarci... E allora? Continuare così per i figli, per tutti, la risata davanti agli altri, tutto tranquillo, regolare... il tradimento piccolo borghese, la falsità, la commedia, la meschinità, e poi, e poi, e poi...

Com'eri bella

com'eri bella
avevo bisogno di te.
Eri la donna della mia vita
ti ho chiesto di stare con me
perché ti amavo, perché ti amavo
ma com'è bella la vita in due!
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 2
PRIMA RICORRENZA: IL SIGNOR "G" NASCE

 
      Lato B: 2
IL SIGNOR "G" ACCUSA (prosa)

 
     

Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
(Parlato) Stanza 132... ore 18... è già nato... sì: è un maschio due chili e nove... com'è bello! Tutto suo padre... No tutto sua madre... ma che dici! Sì, tutto bene: parto naturale... non se n'è neanche accorta!

Quanti fiori colorati, sono nato in una serra.
Quanti volti emozionati, quanta gente che mi afferra.
Che fortuna! Ho tanti amici e son qui tutti felici:
Tra sorrisi e complimenti prendo i primi sacramenti.
Ma che nome mi daranno? forse G come mio nonno;
Io mi giocherei la vita che quei tipi li lo fanno.

Ma com'è grasso, ma com'è bello
Guardalo povero piccolo, prendilo povero piccolo,
Dammelo un po' anche a me.

"Un amore di bambino, una vera meraviglia"
È la voce della zia con quel mostro di sua figlia.
C'è anche lui, tutto sudato, quel maiale con gli occhiali
Che si vede raramente solo in casi eccezionali.
E comincia coi commenti la sfilata dei parenti;
Ma io proprio non capisco perché son così contenti.

Ma com'è grasso, ma com'è bello
Guardalo povero piccolo, prendilo povero piccolo,
Dammelo un po' anche a me.

Poi si mettono a mangiare per concludere la festa,
Uno si alza col bicchiere ma gli gira un po' la testa:
"Sarà un uomo assai importante, forte, bello, intelligente"
Ma sta calmo, che magari poi divento un deficiente!
Han deciso per il nome: proprio G, come mio nonno,
Avrei voglia di reagire ma per ora ho troppo sonno.

Ma com'è grasso, ma com'è bello
Guardalo povero piccolo, prendilo povero piccolo,
Dammelo un po' anche a me.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:

 
Fonte: QUI

 
Lato A: 3
GIUOCO DI BAMBINI: IO MI CHIAMO "G" (prosa)

 
      Lato B: 3
IL SIGNOR "G" DALLA PARTE DI CHI

 
     

Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
È nato in un prato un fiore delicato,
è nato in un prato un fiore delicato.
È nato, è nato…

a) Io mi chiamo G.
b) Io mi chiamo G.
a) Non hai capito, sono io che mi chiamo G.
b) Sei tu che non hai capito, mi chiamo G anch'io.
a) Ah. Il mio papà è molto importante.
b) Il mio papà no.
a) Il mio papà è forte, sano e intelligente.
b) Il mio papà è debole, malaticcio e un po' scemo.
a) La mia mamma è molto bella assomiglia a Brigitte Bardot.
b) La mia mamma è brutta, bruttissima, la mia mamma assomiglia a… la mia mamma non assomiglia!
a) Il mio papà ha tre lauree e parla perfettamente cinque lingue.
b) Il mio papà ha fatto la terza elementare e parla in dialetto, ma poco perché tartaglia.
a) Io sono figlio unico e vivo in una grande casa con diciotto locali spaziosi.
b) Io vivo in una casa piccola, praticamente un locale, però c'ho diciotto fratelli.
a) Il mio papà è molto ricco guadagna 31 miliardi al mese che diviso 31 che sono i giorni che ci sono in un mese, fa… un miliardo al giorno.
b) Il mio papà è povero guadagna 10.000 al mese che diviso 31 che sono i giorni che ci sono in un mese fa, circa… 10.000 al giorno… al primo giorno, poi dopo basta.

È nato in un prato un fiore colorato,
è nato in un prato un fiore già appassito,
il fiore colorato è stato concimato,
il fiore già appassito è stato trascurato.

Orbene affinché nel confronto quel fiore non ci perda diamogli un po' di merda!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giorgio Gaber,
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Mi creda io sono un padre moderno,
conosco i ragazzi e i loro problemi.
Signora Marchesa, latte o limone?
Son quasi le cinque, è l'ora del tè.

È un buon elemento farà molta strada
e poi ci sa fare, ha il senso del dovere.
Dovevi giocare il sette di fiori,
poi andare dal morto e fare l'impasse.

Miei cari signori, dal nostro bilancio
risulta opportuno ridurre le spese.
È molto importante: si serve col ghiaccio,
due parti di vodka e una di gin.

È un'ottima barca, mi sembra un affare,
accetti un consiglio: ci pensi avvocato.
Pensavo a mio figlio, ho fatto di tutto
ma lui se n'è andato, ma lui se n'è andato.

Rivoluzione, rivoluzione
la voglia di andare la voglia di reagire
con quanto coraggio, con quanta paura,
con quanto coraggio, con quanta paura.
Rivoluzione, rivoluzione
la voglia di fare e di ricominciare
con tutta la rabbia, con tutto l'amore,
con tutta la rabbia, con tutto l'amore.

Basta, basta
basta con i discorsi di evoluzione e di libertà.
Basta, basta
basta con i miti assurdi di produzione e di civiltà.

La radio, il giradischi, la televisione
a prezzi speciali. No!

Il frigo, gli elettrodomestici e poi la macchina
presa a cambiali. No!

Con tutta la rabbia, con tutto l'amore,
con tutta la rabbia, con tutto l'amore,

(Parlato) Dalla parte di chi?
È chiaro, solo per il fatto che sono giovani, hanno ragione per forza.
Il fatto è che… sì, che in fondo… poi mi domando: ma me ne importa poi tanto?… ma, non so mica io… Cioè non vorrei un discorso che io sono fuori, no… quando ci penso (voglio dire col cervello) me ne importa, ma, dico, dentro… proprio dentro… di queste cose… per la mia vita… non so, dicevo come fatto fisico… avrei voglia di prendere su la famiglia e andarmene un po' in campagna… poi… poi dicono che uno si siede non è che uno si siede…
 
Fonte: QUI

 
Lato B: 4
IL SIGNOR "G" SUL PONTE

 

Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
L'acqua che passa, l'acqua che scorre,
tira un gran vento e piove un po'
è notte fonda, c'è qualche lume
sto sopra il ponte e guardo il fiume.

A cosa pensi, mio signor G?
Pensi alla vita a ciò che finì
a ciò che hai detto, a ciò che hai fatto
al tuo coraggio, al tuo passato, che è già passato!

L'acqua che passa, l'acqua che scorre
dentro quel buio, oltre quel buio
fa molto freddo, è quasi inverno
sto sopra il ponte in un inferno.

In un inferno, mio signor G
via, non diciamo frasi così
"tutto s'aggiusta" questo è il tuo motto
non lo ricordi, hai sempre avuto quello che hai dato.

L'acqua che passa, l'acqua che scorre
come una nenia che non finisce
io che la guardo come assopito
ci farei un tuffo tutto vestito.

Tutto vestito, mio signor G
ma lascia stare va via di lì
ritorna a casa tra le tue mura
tra i tuoi parenti, se hai strane voglie pensa a tua moglie.

L'acqua che passa, l'acqua che scorre
che non riflette neppure una stella
passa una coppia, vive qualcuno
e su quel punte non c'è più nessuno...
 
Fonte: QUI
 
 
 
5. TRACK LIST: VOL. 2
 
Lato A Lato B

  • A1 LE NOSTRE SERATE
  • A2 COM'E' BELLA LA CITTA'
  • A3 IL SIGNOR "G" INCONTRA UN ALBERO (parzialmente prosa)
  • A4 VOLA, VOLA: IL SIGNOR "G" E LE STAGIONI


  • B1 PREGHIERA (prosa)
  • B2 IO CREDO AUTORITRATTO DI "G"
  • B3 MARIA GIOVANNA
  • B4 SECONDA RICORRENZA IL SIGNOR "G" MUORE

 
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Lato A: 1
LE NOSTRE SERATE

 
      Lato B: 1
PREGHIERA (prosa)

 
     

Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Molti mi dicono:
“Sei fortunato,
tu che hai trovato un lavoro sicuro,
bello, tranquillo,
interessante
e che ti rende decentemente”.

Io penso alle nostre serate stupide e vuote…
“ti passo a prendere, cosa facciamo,
che film vediamo? No, l'ho già visto,
tutto previsto”.

Molti mi dicono:
“Non hai diritto di lamentarti,
ti puoi permettere qualche parentesi,
qualche evasione,
tu che hai un lavoro di soddisfazione”.

Io penso alle nostre serate stupide e vuote…
“Vuoi bere qualcosa? Grazie, ho già preso
il caffè su in casa, che cosa vuoi?
niente, ti annoi”.

Molti mi dicono:
“Ma cosa cerchi? Cosa pretendi?
Non fare il nevrotico, hai una ragazza
che ti vuol bene,
ti lascia libero, non ti fa scene”.

Io penso alle nostre serate stupide e vuote…
le nove e un quarto, due passi al centro,
destinazione al solito bar,
televisione.

Io penso alle nostre serate stupide e vuote…
Io penso alle nostre serate stupide e vuote…
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Signore delle domeniche, prova ad esserlo anche del lunedì e di tutti quei giorni tristi che ci capitano sulla Terra.
Signore dei ricchi e dei fortunati prova ad esserlo, se puoi, anche di quelli che non hanno niente. Anche di chi ha paura e soffre, anche di chi pena e soffre, anche di chi lavora e lavora e lavora... e soffre e soffre e soffre.
Signore dei gentili e dei buoni prova ad esserlo, se vuoi, anche di quelli che sono cattivi e violenti perché non sanno come difendersi in questo nostro mondo.
Signore delle chiese e dei conventi, Signore delle suore e dei preti prova ad esserlo, se credi, anche dei cortili, delle fabbriche, delle puttane, dei ladri.
Signore, Signore dei vincitori, prova ad esserlo, se ci sei, anche dei vinti.
Amen.
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 3
IL SIGNOR "G" INCONTRA UN ALBERO (parzialmente prosa)

 
      Lato B: 2
IO CREDO AUTORITRATTO DI "G"

 
     

Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
(Parlato) Io, G. G., non nacqui nella foresta nera io, G. G., vivo e lavoro a Milano.
Il Lactarius Gigante è un albero secolare, di colore biancastro vive preferibilmente nei boschi di conifere e latifoglie.

Ho incontrato un albero
era solo in un prato
allora l'ho guardato e mi sono spaventato.
Al di là dell'albero
un uccello innamorato
continua a volare
per farmi ricordare.

Ed io
che ho lavorato, lavorato, lavorato,
ora mi fermo un momento a guardare
quel seguirsi di errori e il mio passato
e quella vita
che mi avete rubato.

(Parlato) È tardi tra i rami del Ticino un beccaccino sfiora le foglie travolto dagli spari.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Son sempre stato un uomo moderato
che sa trovare il buono dov'è
non ho nemici e sono rispettato
mi son fatto tutto da me.
Ho una posizione, penso anche al domani
nella mia vita ho sempre lavorato
sono abbastanza contento di me.

Io credo all'amore, io credo all'onestà
io credo all'onore, all'amicizia, alla bontà.
Io credo alla famiglia, alle persone che mi sono care
credo alla voce del cuore che è la più grande verità.
Io credo alla vita, credo alla Santa Provvidenza,
con tutta la forza io credo, io credo, io credo…
io credo in Dio!

(parlato:) "Violenza per le strade: preoccupante il bilancio delle vittime"
"Per le vie del centro nuovi scontri tra forze dell'ordine e dimostranti"
"Continua la guerra civile, i morti sarebbero 20.000!"
"Fine della tregua: in alto mare i negoziati per la pace"
"Su un'isola del Pacifico è sperimentato nuovo ordigno nucleare"

Il signor G è un uomo moderato
che sa trovare il buono dov'è
non ha nemici ed è rispettato
e si è fatto tutto da sé:
ha una posizione, pensa anche al domani
nella sua vita ha sempre lavorato
ed è abbastanza contento di sé.

Lui crede all'amore, lui crede all'onestà
lui crede all'onore, crede all'amicizia, crede alla bontà.
Lui crede alla famiglia, alle persone che gli sono care
crede alla voce del cuore che è la più grande verità.
Lui crede alla vita, crede alla Santa Provvidenza
con tutta la forza lui crede, lui crede, lui crede…
lui crede in Dio!
 
Fonte: QUI

 
Lato A: 4
VOLA, VOLA: IL SIGNOR "G" E LE STAGIONI

 
      Lato B: 4
SECONDA RICORRENZA IL SIGNOR "G" MUORE

 
     

Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Tiepido il sole ci annuncia che la primavera ci porta i suoi fiori
ma il nostro pensiero è lontano e già corre all'estate che presto verrà.
E quando il caldo ci stanca sogniamo l'autunno e i suoi tenui colori
poi, poi ritorniamo in inverno e tutto di nuovo comincerà.

Vola, vola
cerca il tuo tempo perduto
vola, vola
cerca la felicità.

Presto ogni uomo capisce quanto sia importante avere una donna
quando la incontra è convinto di avere trovato la felicità.
Ma il tempo passa e col tempo ti accorgi che spesso l'amore ti inganna
hai lei vicino e sei solo e vorresti riavere la tua libertà.

Vola, vola
cerca il tuo tempo perduto
vola, vola
cerca la felicità.

Ed ogni volta mi chiedo se ho ancora la forza di ricominciare
il nostro amore è un po' stanco ma anche questa volta si salverà.
Provo a tornare nei luoghi dove tu, solo tu, mi hai insegnato ad amare
ma quasi sempre c'è un prato che aveva un colore che adesso non ha.

Vola, vola
cerca il tuo tempo perduto
vola, vola
cerca la felicità.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
(Parlato) "Stanza 132, ore 18, è espirato, sì il cuore, come il suo povero papà.
Sembra che dorma… no, non ha sofferto, non se n'è neanche accorto!

Oh, che bella processione!
M'han portato in questa fossa
e con quanta devozione han deposto le mie ossa.
M'han voluto proprio bene,
una bella passeggiata
anche se la prima classe, beh, mi sembra esagerata!
Questo spreco di lumini, questo coro di bambini
e quei preti mascherati chissà quanto son costati.

Com'era caro, com'era buono,
sembra davvero impossibile pensa che cosa incredibile lui non c'è più.

C'è anche quello con gli occhiali che sta lì tutto sudato,
l'avrò visto due o tre volte dal quel giorno che son nato.
Quanta gente affezionata, che premura, che assistenza!
C'è una busta sigillata: state calmi, che impazienza!
Ma c'è scritto solamente: G. Saluta la sua gente,
s'è mangiato tutti i soldi, non vi lascia proprio niente.

Com'era caro, com'era buono,
sembra davvero impossibile pensa che cosa incredibile lui non c'è più.
 
Fonte: QUI

 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1971 - ASCOLTA LA CANZONE/TEMA DI BERTA (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio Gen 03, 2019 5:13 pm

1. TITOLO:
 
1971 - ASCOLTA LA CANZONE/TEMA DI BERTA
 
# Etichetta: CAROSELLO # Catalogo: CI 20278 # Data pubblicazione: Febbraio 1971 # Matrici: CI 649/CI 650 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Brani dalla colonna sonora del film "Bubù" (Mauro Bolognini, 1971)- Lato B strumentale
 
 
2. COVER:
 
   
 

 
 
Edizione speciale, vietata la vendita al pubblico
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
ASCOLTA LA CANZONE

 
      Lato B: SRUMENTALE
TEMA DI BERTA

 
     

Autori: Léo Ferré, Giuseppe Tarozzi, Paul Verlaine
Interprete: Giorgio Gaber
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
     
Autori: Carlo Rustichelli
Orchestra: Carlo Rustichelli
 
Testo:
Brano strumentale
 
 
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GIORGIO GABER - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi) - Pagina 3 Empty GIORGIO GABER: 1971 - OH MADONNINA DEI DOLORI/I BAMBINI STANNO BENISSIMO (45 giri)

Messaggio  mauro piffero il Gio Gen 03, 2019 5:38 pm

1. TITOLO:
 
1971 - OH MADONNINA DEI DOLORI/I BAMBINI STANNO BENISSIMO
 
# Etichetta: CAROSELLO # Catalogo: CI 20290 # Data pubblicazione: Giugno 1971 # Matrici: CI 672-2/CI 673 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 27 Maggio-19 Maggio / Distribuito da Fonit Cetra - Milano
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
OH MADONNINA DEI DOLORI

 
      Lato B:
I BAMBINI STANNO BENISSIMO

 
     

Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
     
Autori: Giorgio Gaber
Orchestra: Giorgio Casellato
 
Testo:

 
 
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