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LUCIO DALLA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

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LUCIO DALLA: 1975 - ANIDRIDE SOLFOROSA/TU PARLAVI UNA LINGUA MERAVIGLIOSA (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Dom Lug 09, 2017 4:47 pm

1. TITOLO:
 
1975 - ANIDRIDE SOLFOROSA/TU PARLAVI UNA LINGUA MERAVIGLIOSA
 
# Etichetta: RCA Italiana # Catalogo: TPBO 1105# Data pubblicazione: Gennaio 1975 # Matrici: EKAS 28242/EKAS 28243# Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA Italiana - ROMA
 
 
2. COVER:
 
   
 
 
3. TRACK LIST:
 
Lato A:
ANIDRIDE SOLFOROSA

 
      Lato B:
TI PARLAVI UNA LINGUA MERAVIGLIOSA

 
     

Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
«Sono andata via -perché rimanere sempre a Faenza non è che mi interessasse troppo
Non puoi sempre rifugiarti nella foresta e sulla spiaggia del mare -l'onda si scioglie ti fa disperare
Ero una ragazza un po' nervosa ma intelligente -però di calcio non capivo niente
per questo non mi sono sposata
Ma io guardavo il mondo piangendo -perché ero contenta, perché ero contenta, perché ero contenta..»

Ieri la città si vedeva a malapena
Oggi la città si vede tutta intera
Ieri il mare si scuoteva da fare pena
Oggi il mare ha la barba tutta nera.
E gli avvoltoi hanno per sorte
ad aiutare l'uomo a vincere la morte
infatti se il vento dell'inquinamento
tende a salire l'aiutano a morire…
e aiutano anche l'Amministrazione
patrimonio forestale in distruzione…

«Verrò, verrò, è fuori discussione, perché qualcosa deve pure accadere !
In giro c'è molta rivoluzione, tu sbagli sempre tutto e soprattutto non mi dai attenzione
Non vedi tu non vedi come il mondo sembra brutto
però posso incontrarti, posso vederti, posso rivederti una giorno alla settimana
anche se abiti in una città lontana.
L'Uomo, l'Uomo, l'Uomo, l'Uomo si serve degli elaboratori -per migliorare il mondo in cui si vive
Percentuali di particelle solide presenti nell'atmosfera
Tutti i dati raccolti sono trasmessi all'elaboratore…»

Sapremo quante volte fare l'amore
o quante volte i fiumi d'Italia traboccano
Ma i cittadini di Philadelphia
vivono sotto un cielo pulito
Io ti segno a dito
e tu segni pure me, sono felice…
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
I sassi della stazione sono di ruggine nera.
Sto sotto la pensilina dove sventola adagio una bandiera.
In un campo una donna si china su due agnelli appena nati.
Striscia al vento nudo sopra il fuoco, il fuoco violento dei prati.

Un uccello, isolato, raccoglie sopra un vagone abbandonato
il cielo grande d'ottobre e gli strappa il fianco bianco e gelato,
intorno, dopo la notte, ci sono tronchi sporchi di mosto
e mille macchine in fila, laggiù, in un deposito nascosto.

Apro il giornale e provo a leggere per nascondermi un poco
mentre lei parla ad un uomo ed io riconosco il suo suono un poco roco.
Chiudo il giornale, la guardo, lei è voltata e non mi vede,
i capelli sono biondi e sono tinti; dunque lei alla vita non cede.

Vuoi guardarmi? Occhio della mente, occhio della memoria!
Una donna è vecchia quando non ha più giovinezza!
E ascolto la marea del cuore perché siamo vicini.
L'ho ritrovata per caso ma non è più una ragazza.

Vorrei chiamarla e dirle: le volpi con le code incendiate
non parlano ma gridano pazze fra gli alberi per il dolore.
Sediamoci per terra oppure là sopra panchine imbiancate,
sediamoci sopra un letto di foglie secche ed ascoltiamo il nostro cuore.

Ci siamo scordati e perduti, ti ritrovo adesso all'improvviso
dentro una piccola stazione in un giorno grigio d'ottobre;
tu non mi guardi neppure, io solo ho l'inferno nel cuore
perché la vita è una goccia che scava la pietra del viso.

Ogni mattina, ogni sera io parto e ritorno da solo
come il ragazzo che ero non posso più bruciare in un volo.
Il treno arriva, si ferma; la mia ombra sale parte scompare.
Io ti vedo giovane ancora come in un sogno dileguare.
 
Fonte: QUI
 


Ultima modifica di mauro piffero il Dom Lug 09, 2017 7:07 pm, modificato 1 volta

mauro piffero

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LUCIO DALLA - 1975: ANIDRIDE SOLFOROSA (33 GIRI L.P.)

Messaggio  mauro piffero il Dom Lug 09, 2017 6:01 pm

1. TITOLO:
 
1975 - ANIDRIDE SOLFOROSA
 
# Etichetta: RCA # Catalogo: TPL 1095 # Data pubblicazione: Anno 1975 # Matrici: EKAY 28104/EKAY 28105 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA MILANO
 
 
2. RECENSIONE: Il disco

Dopo Il giorno aveva cinque teste, primo album in cui i testi erano opera del poeta bolognese Roberto Roversi, Dalla incide nel 1974 un 45 giri, Anna bellanna, dove torna a collaborare per il testo con Paola Pallottino; dopodiché inizia a lavorare al nuovo LP, dove ritorna a lavorare con Roversi.
Anche in questo disco il poeta affronta per lo più tematiche sociali, come la delinquenza minorile in Mela di scarto (il Ferrante Aporti che si cita nel testo è il riformatorio di Torino) o lo sfruttamento del proletariato da parte della borghesia in Le parole incrociate (dove nel sottofondo musicale la fisarmonica cita la melodia della canzone popolare siciliana Ciuri ciuri), il modo morboso dei mass media di affrontare i casi di cronaca nera in Carmen Colon (che era stata, nel 1971, una delle vittime del cosiddetto Alphabet Killer) o ancora le contraddizioni del capitalismo in La borsa valori (il cui testo è per la quasi totalità un elenco di titoli azionari e del loro valore, e che nella musica ha due citazioni eseguite dall'orchestra d'archi, Raindrops keeps falling on my head di Burt Bacharach e Singin' in the rain).
Non mancano però canzoni d'amore: su tutte quella che conclude il lato uno, Tu parlavi una lingua meravigliosa, una delle canzoni più belle nate dalla collaborazione di Roversi con Dalla, e che per questo motivo viene scelta dalla RCA come 45 giri (sull'altro lato c'è invece la title track dell'album).
Rispetto al precedente, vi è un cambiamento per la produzione, che è di Renzo Cremonini, mentre gli arrangiamenti sono curati nuovamente dal maestro Ruggero Cini.
Nella copertina non sono riportati i nomi dei musicisti, eccetto quello delle Baba Yaga, che cantano nei cori.
La copertina del disco raffigura un disegno Manelli che ritrae Lucio Dalla, e lo stesso disegno si trova nel poster interno allegato alla prima edizione del disco (ma non nelle ristampe).
Su entrambe le ristampe in CD, il brano "Mela di scarto" presenta un errore di battitura ("Mela da scarto"), facendo fede alla prima stampa su LP. La canzone Le parole incrociate era già stata eseguita da Dalla nei concerti effettuati l'anno precedente insieme a Francesco De Gregori, Antonello Venditti e Maria Monti, ed infatti è inserita nel disco Bologna 2 settembre 1974 (dal vivo); presentando il brano Dalla dice che il protagonista della canzone è il protagonista della storia, e cioè il popolo (ed infatti nel testo sono raccontati molti episodi della storia d'Italia).
Nel disco dal vivo, tra l'altro, il verso «fucilazioni in massa, dentro al castello antico» viene modificato in «spari, capestri e mazze, dentro al castello antico», e mancano i tre versi «Il gioco dei potenti/è di cambiare se vogliono/anche la corsa dei venti».
Il brano Anidride solforosa, è stato eseguito in concerto durante il tour del 1993 da Francesco De Gregori, che lo ha eseguito insieme ad Angela Baraldi, ed è stato inserito l'anno dopo nell'album dal vivo Bootleg. La presenza della cantautrice bolognese rende giustizia al testo, i cui versi della strofa danno voce a un personaggio femminile che approda dalla provincia alla metropoli.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: ANIDRIDE SOLFOROSA
 
   

 
   
 
 
4. TRACK LIST di: ANIDRIDE SOLFOROSA
 
Lato A Lato B

  • A1 ANIDRIDE SOLFOROSA
  • A2 LA BORSA VALORI
  • A3 ULISSE COPERTO DI SALE
  • A4 CARMEN COLON
  • A5 TU PARLAVI UNA LINGUA MERAVIGLIOSA


  • B1 MELA DA SCARTO
  • B2 MERLINO E L'OMBRA
  • B3 NON ERA PIU' LUI
  • B4 UN MAZZO DI DIORI
  • B5 LE PAROLE INCROCIATE
 
Lato A:
ANIDRIDE SOLFOROSA

 
      Lato B:
MELA DA SCARTO

 
     

Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
«Sono andata via -perché rimanere sempre a Faenza non è che mi interessasse troppo
Non puoi sempre rifugiarti nella foresta e sulla spiaggia del mare -l'onda si scioglie ti fa disperare
Ero una ragazza un po' nervosa ma intelligente -però di calcio non capivo niente
per questo non mi sono sposata
Ma io guardavo il mondo piangendo -perché ero contenta, perché ero contenta, perché ero contenta..»

Ieri la città si vedeva a malapena
Oggi la città si vede tutta intera
Ieri il mare si scuoteva da fare pena
Oggi il mare ha la barba tutta nera.
E gli avvoltoi hanno per sorte
ad aiutare l'uomo a vincere la morte
infatti se il vento dell'inquinamento
tende a salire l'aiutano a morire…
e aiutano anche l'Amministrazione
patrimonio forestale in distruzione…

«Verrò, verrò, è fuori discussione, perché qualcosa deve pure accadere !
In giro c'è molta rivoluzione, tu sbagli sempre tutto e soprattutto non mi dai attenzione
Non vedi tu non vedi come il mondo sembra brutto
però posso incontrarti, posso vederti, posso rivederti una giorno alla settimana
anche se abiti in una città lontana.
L'Uomo, l'Uomo, l'Uomo, l'Uomo si serve degli elaboratori -per migliorare il mondo in cui si vive
Percentuali di particelle solide presenti nell'atmosfera
Tutti i dati raccolti sono trasmessi all'elaboratore…»

Sapremo quante volte fare l'amore
o quante volte i fiumi d'Italia traboccano
Ma i cittadini di Philadelphia
vivono sotto un cielo pulito
Io ti segno a dito
e tu segni pure me, sono felice…
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Ferrante Aporti
Ferrante Aporti
ah Ferrante Aporti terra
senza amore
Ferrante Aporti di Torino
Torino che in Piemonte
là dove c'è un monte
che porta alla luna
furto d'auto
furto d'auto
furto di gomme
furto di benzina
anche tentata rapina
dovevo restarci tre mesi
invece è passata una vita
e la mia storia
non è ancora finita
Ferrante Aporti
cantina senza vino
Siberia del destino
treno non partito
gola che non può bere
violenza del potere
Ferrante Aporti
queste che vedi le puoi chiamare tampe
unica consolazione sentire dal finestrone
la vita del mondo
Ferrante Aporti
sei il confine del mondo
che ci fai degni di entrare
tra i buoni cittadini
furto d'auto
furto di gomme
furto di benzina
oh Ferrante Aporti
castello del Piemonte
là dove c'è un monte
che porta alla luna
furto di gomme e di motociclette
perché tutti hanno fretta di scappare
da questo posto
che non cambia mai
e di fuggire
da questa tampa che ci fa morire.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
LA BORSA VALORI

 
      Lato B:
MERLINO E L'OMBRA

 
     

Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
ALIMENTARI:

Alimont
meno cinque
o cinquanta. Così!
Buton
ahi! Meno dieci.
Bon. Ferraresi
Motta
Eridania
Zuccheri Roma
quarantacinque più.

CEMENTIERI:

Eternit
Italcementi
Unicem
meno novanta
più trenta
undici più.

IMMOBILIARI:

Condotte d’Acqua
sono nove più
le Gilardini
settantanove
Risanamento
trenta più
Coge
diciotto
Certosa
sessanta
e i Beni Stabili
a venti più.

I FINANZIARI:

Bastogi
Agricola
Centrale
GIM
a trenta meno;
Generalfin
IFI privata
IFIL
INVEST
a più cinquanta;
Mittel
Finmare
più uno e un quarto;
SAROM
SME
STET.

CHIMICI:

Anic
Brioschi
Erba
Italgas
Perlier
Pierrel
Rumianca;
più due e cinquanta
la Lepetit.
Vendo le Bastogi
compro Comit o Ras
vendo Richard Ginori
compro Buton e Sip;
Coge do via in un amen
compro Sifa e Fisac
butto la Snia Viscosa
prendo Smeriglio e CIR.
Non ho contanti e vado
al riporto final;
nel mese di novembre
sarò nel Portogal.
Se Liquigas o Enel
Dalmine Falck IFIL
stamattina non crescono
…………………………………
…………………………………

capsula dottor Knapp.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
C’era una volta un uomo forte
che si chiamava Merlino,
andava in giro nel mondo
per giocare con la morte.

Così una sera era arrivato
in un paese lontano;
dentro a un gran mare di vento
c’era un castello
abbandonato
solo nel piano
e tutto spento.

Merlino entra con il suo cane
e sente una voce parlare forte
– mentre tranquillo mangiava il pane –
“voglio giocare con la tua sorte
e scendo adagio da questo camino”.

Ma Merlino
senza paura
chiede ridendo
se può aspettare.

Alla mattina il sole appare
Merlino vuole partire;
apre felice le porte
fa un passo appena
vede su un fiore
la sua ombra che si dimena
e per la paura muore.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
ULISSE COPERTO DI SALE

 
      Lato B:
NON ERA PIU' LUI

 
     

Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Vedo le stanze imbiancate
tutte le finestre spalancate.
Neve non c’è, il sole c’è,
nebbia non c’è, il cielo c’è!

Tutto scomparso, tutto cambiato
mentre ritorno da un mio passato
tutto è uguale, irreale
sono Ulisse coperto di sale!

È vero
la vita è sempre un lungo, lungo ritorno.
Ascolta,
io non ho paura dei sentimenti.
E allora guarda,
io sono qui,
ho aperto adagio adagio con la chiave;
come un tempo
ho lasciato la valigia sulla porta
‒ ho lasciato la valigia sulla porta.

Ho guardato intorno prima di chiamare, chiamare
non ho paura,
ti dico che sono tornato per trovare, trovare
come una volta
dentro a questa casa
la mia forza
come Ulisse che torna dal mare
come Ulisse che torna dal mare.

Una mano di calce bianca
sulle pareti della mia stanza
cielo giallo di garbino,
occhio caldo di bambino!

Tiro il sole fin dentro la stanza
carro di fuoco che corre sul cuore
perché ogni giorno è sabbia e furore
e sempre uguali non sono le ore!

Voglio dirti:
non rovesciare gli anni come un cassetto vuoto.
Ascolta:
anche i giovani non hanno paura di un amore
e mai, mai, mai
strappano dal cuore i sentimenti;
io ti guardo,
la tua forza è un’ombra di luce
la tua forza è un’ombra di luce.

‒ La mano affondata
nel vento del vento,
aria calda,
urlano quelle nostre ore
strette in un pugno
urlano come gli uccelli,
i sassi si consumano,
non si consuma la vita
la giornata è uguale
a una mano che è ferita
io sono Ulisse al ritorno
Ulisse coperto di sale!
Ulisse al principio del giorno!
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Non era più lui,

non sopportava più i compagni

e oggi in Svizzera poi in Francia domani

taciturno e irascibile

dentro a questa vita da cani.



Non era più lui.

Che cosa mai l'aveva cambiato?

prima era simpatico a tutti, era amato.

Così curioso e sensibile

benché albero sradicato.



Non era più lui.

Era stato costretto a emigrare.

Ma che cosa, che cosa l'ha potuto cambiare?

Disordinato e appartato

poi irascibile e pronto a oziare.



Non era più lui.

Sempre in una stazione a guardare

i treni veloci partire

i treni veloci passare

e il rapido delle quindici

ed un ritorno sognare.


È vita questa?

Incoerente, ozioso, dissociato.

Con monotonia a un suo sogno legato.

E il rapido che passa a mitraglia

lui lui lui, sempre disperato.



Che vita è questa? È morire?

Rimanere per il momento

tranquilli si può?

Silenzio come una tomba

se si vuol sopravvivere

senza aspettare i tre squilli di tromba?



L'acqua passa con furia da un ponte

La neve cade stridendo da un monte

Nella tempesta ci salviamo a stento

ma lui lui lui, è solo vento.



Non era più lui.

Oggi è tre volte maledetto

con un tarlo negli occhi e dentro il petto,

le ali di cera per il volo

sono buttate sotto al letto.
 
Fonte: QUI
 
 
 
Lato A:
CARMEN COLON

 
      Lato B:
UN MAZZO DI FIORI

 
     

Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Carmen Colon
con i suoi dieci anni
con i suoi piedi nudi
sull’asfalto dell’autostrada.

Carmen Colon
i capelli sono folti e chiari
le sue mani sono di donna
la polvere è sul prato.

Carmen Colon
voce forte dell’assassino
c’è un’altra voce che la chiama
non sono gli occhi di un ragazzino.

Ahi Carmen Colon
Carmen Colon
Carmen Colon
Carmen Colon

Carmen Colon
corre veloce nell’erba
intorno al collo ha perle di luce
lama arrotata di coltello.

Carmen Colon
le macchine passano in fretta
si baciano i giovani bevono Cola
la guardano e non vedono.

Carmen Colon
il primo colpo è un sasso in fronte
nella carne non fa male
il sangue è freddo e leggero.

Ahi Carmen Colon
Carmen che chiama
Carmen pugnale
Carmen sull’erba.

Carmen Colon
non ha più sorella o fratello
la sua vita si è fermata
è in ginocchio e non la vede più.

Oh Carmen Colon
questa ragazzina e la morte
commuovono la tivù.
Grandi i titoli sopra i giornali.

Carmen Colon
è la vittima ventesima
fra i bidoni viola dell’agosto
il suo corpo sotto un lenzuolo è nascosto.

Carmen Colon
nessuno per lei si è fermato
né un aiuto o una mano le hanno dato
filavano via verso il mare.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
È l’anno del sole più inquieto
quando il cane scappa dalla casa
e un vitello ubriaco sul prato
sta uccidendo a cornate i piccioni.

Tutti i fiori hanno il cuore gelato.
Un fiume striscia lento sul petto
con il pelo di un lupo di monte
e racconta le sue prime storie.

Dentro al cielo di vino bollito
questo fiume di ghiaccio e di penne
strappa lampi di fuoco dai campi
e ha un ombrello aperto sull’acqua.

Donna e albero sono invecchiati.
Liberata è la sedia e la porta,
questa è l’ora: nessuno rimane.
La pianura è quell’erba che giuoca.

La donna inforca la bicicletta
è fra i canneti e l’argine alto,
è sul fiume e si toglie le scarpe:
schiuma l’acqua, la vita ha fretta.

Donna e albero sono invecchiati.
La miseria è la fame più nera.
Lì sul fiume si toglie le scarpe.
Stringe in mano sei fiori strappati.

Passa un’onda, la donna si butta.
Corre l’onda, la donna è annegata.
Spezza l’onda la lunga giornata.
Strappa l’onda quell’ombra che c’era.

Era l’ombra di Emilia Villesi
sconfinata per orrore nel Po,
bicicletta e scarpe per terra,
stretti in pugno i fiori dei mesi.

I capelli neri di fumo,
voci delle vedove sull’acqua,
schiaffi delle mani con le spine,
un ombrello aperto sopra l’acqua.

La miseria è la fame più nera;
Villesi Emilia con miseri panni.
Si è gettata nell’acqua del Po,
Dentro ci vive per mille anni.
 
Fonte: QUI
 
 
 
Lato A:
TU PARLAVI UNA LINGUA MERAVIGLIOSA

 
      Lato B:
LE PAROLE INCROCIATE

 
     

Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
I sassi della stazione sono di ruggine nera.
Sto sotto la pensilina dove sventola adagio una bandiera.
In un campo una donna si china su due agnelli appena nati.
Striscia al vento nudo sopra il fuoco, il fuoco violento dei prati.

Un uccello, isolato, raccoglie sopra un vagone abbandonato
il cielo grande d'ottobre e gli strappa il fianco bianco e gelato,
intorno, dopo la notte, ci sono tronchi sporchi di mosto
e mille macchine in fila, laggiù, in un deposito nascosto.

Apro il giornale e provo a leggere per nascondermi un poco
mentre lei parla ad un uomo ed io riconosco il suo suono un poco roco.
Chiudo il giornale, la guardo, lei è voltata e non mi vede,
i capelli sono biondi e sono tinti; dunque lei alla vita non cede.

Vuoi guardarmi? Occhio della mente, occhio della memoria!
Una donna è vecchia quando non ha più giovinezza!
E ascolto la marea del cuore perché siamo vicini.
L'ho ritrovata per caso ma non è più una ragazza.

Vorrei chiamarla e dirle: le volpi con le code incendiate
non parlano ma gridano pazze fra gli alberi per il dolore.
Sediamoci per terra oppure là sopra panchine imbiancate,
sediamoci sopra un letto di foglie secche ed ascoltiamo il nostro cuore.

Ci siamo scordati e perduti, ti ritrovo adesso all'improvviso
dentro una piccola stazione in un giorno grigio d'ottobre;
tu non mi guardi neppure, io solo ho l'inferno nel cuore
perché la vita è una goccia che scava la pietra del viso.

Ogni mattina, ogni sera io parto e ritorno da solo
come il ragazzo che ero non posso più bruciare in un volo.
Il treno arriva, si ferma; la mia ombra sale parte scompare.
Io ti vedo giovane ancora come in un sogno dileguare.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Roverdi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Chi era Bava il beccaio? Bombardava Milano;
correva il Novantotto, oggi è un anno lontano.
I cavalli alla Scala, gli alpini in piazza Dom.
Attenzione:
cavalleria piemontese, gli alpini di Val di Non.

Chi era Humbert le Roi? Comandava da Roma;
folgore della guerra, con al vento la chioma.
La fanteria stava a Mantova, i bersaglieri sul Po.
Attenzione:
fanteria calabrese, i bersaglieri di Rho.

E chi era Nicotera, ministro dell'interno?
Sole di sette croci e fuoco dell'inferno.
All'Opera il Barbiere, cannoni a Mergellina.
Attenzione:
spari capestri e mazze da sera alla mattina.

Di pietra non è l'uomo
l'uomo non è un limone
e se non è di pietra
non è carne per un cannone.

Cavallo di re
la figlia di un re
l'ombra di un re
e la voglia di un re.
Soltanto chi è re
può contrastare un re.

Il gioco dei potenti
è di cambiare se vogliono
anche la corsa dei venti.

E i limoni a Palermo? Pendevano dai rami,
coprendo d'ombra il sangue di poveri cristiani.
Chi era Pinna? Un questore, a Garibaldi amico.
Attenzione:
fucilazioni in massa, dentro al castello antico.

E la tassa sul grano? Tutta l'Emilia rossa
s'incendia di furore, brucia nella sommossa.
Stato d'assedio, spari, la truppa bivacca.
Attenzione:
lento scorreva il fiume da Cremona a Ferrara.

Che nome aveva l'acqua trasformata in pantano?
Macello a sangue caldo di popolo italiano.
Un'intera brigata decimata sul posto.
Attenzione:
i soldati legati agli alberi, agli alberi del bosco.

L'uomo non è di pietra
l'uomo non è un limone
poichè non è di pietra
neppure è carne da cannone.

Quando la vecchia
carne voleva
il macellaio
fu presto impiccato;
e un re da cavallo
è anche sbalzato
e in mezzo al salnitro
precipitato,
come al tempo
del grande furore
quando il vecchio imperatore
a morte condannava
chi faceva l'amore.

Sei le colonne in fila, il gioco è terminato.
Nel bel prato d'Italia c'è odore di bruciato.
Un filo rosso lega tutte, tutte queste vicende.
Attenzione:
dentro ci siamo tutti, è il potere che offende.
 
Fonte: QUI
 


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LUCIO DALLA: 1976 - NUVOLARI/IL MOTORE DEL 2000 (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Dom Lug 09, 2017 8:16 pm

1. TITOLO:
 
1976 - NUVOLARI/IL MOTORE DEL 2000
 
# Etichetta: RCA Italiana # Catalogo: TPBO 1189 # Data pubblicazione: Gennaio 1976 # Matrici: FKAS 28994/FKAS 28995 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA Italiana - ROMA
 
 
2. COVER:
 
   
 
 
3. TRACK LIST:
 
Lato A:
NUVOLARI

 
      Lato B:
IL MOTORE DEL 2000

 
     

Autori: Norisso, Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Nuvolari è basso di statura,
Nuvolari è al di sotto del normale
Nuvolari ha cinquanta chili d'ossa
Nuvolari ha un corpo eccezionale
Nuvolari ha le mani come artigli,
Nuvolari ha un talismano contro i mali
Il suo sguardo è di un falco per i figli,
i suoi muscoli sono muscoli eccezionali!
Gli uccelli nell'aria perdono l'ali
quando passa Nuvolari!
Quando corre Nuvolari mette paura...
perché il motore è feroce
mentre taglia ruggendo la pianura
Gli alberi della strada
strisciano sulla piana,
sui muri cocci di bottiglia
si sciolgono come poltiglia,
tutta la polvere è spazzata via!
Quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari,
la gente arriva in mucchio e si stende sui prati,
quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari,
la gente aspetta il suo arrivo per ore e ore
e finalmente quando sente il rumore
salta in piedi e lo saluta con la mano,
gli grida parole d'amore,
e lo guarda scomparire
come guarda un soldato a cavallo,
a cavallo nel cielo di Aprile!
Nuvolari è bruno di colore,
Nuvolari ha la maschera tagliente
Nuvolari ha la bocca sempre chiusa,
di morire non gli importa niente...
Corre se piove, corre dentro al sole
Tre più tre per lui fa sempre sette
Con l' "alfa" rossa fa quello che vuole
dentro al fuoco di cento saette!
C'è sempre un numero in più nel destino
quando corre Nuvolari...
Quando passa Nuvolari
ognuno sente il suo cuore è vicino
In gara Verona è davanti a Corvino
con un tempo d'inferno,
acqua, grandine e vento
pericolo di uscire di strada,
ad ogni giro un inferno
ma sbanda striscia è schiacciato
lo raccolgono quasi spacciato!
Ma Nuvolari rinasce come rinasce il ramarro
batte Varzi e Campari,
Borzacchini e Fagioli
Brilliperi
e Ascari..
 
Fonte: QUI
   
Autori: Norisso Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Il motore del 2000 sarà bello e lucente
Sarà veloce e silenzioso, sarà un motore delicato
Avrà lo scarico calibrato e un odore che non inquina...
Lo potrà respirare un bambino o una bambina.
...
Ma seguendo le nostre cognizioni
Nessuno ancora sa dire come sarà, cosa farà
Nella realtà il ragazzo del 2000,
questo perché nessuno lo sa.
L'ipotesi è suggestiva, ed anche urgente,
ma seguendo questa prospettiva,
oggi ne sappiamo poco o niente.
...
Noi sappiamo tutto del motore
Questo lucente motore del futuro.
Ma non riusciamo a disegnare il cuore
Di quel giovane uomo del futuro.
Non sappiamo niente del ragazzo
Fermo sull'uscio ad aspettare
Dentro a quel ghetto del 2000
Non lo sappiamo immaginare...

Altri testi su:
 
Fonte: QUI
 


Ultima modifica di mauro piffero il Mer Lug 26, 2017 5:48 pm, modificato 3 volte

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LUCIO DALLA - 1976: AUTOMOBILI (33 GIRI L.P.)

Messaggio  mauro piffero il Dom Lug 09, 2017 8:58 pm

1. TITOLO:
 
1976 - AUTOMOBILI
 
# Etichetta: RCA # Catalogo: TPL 1 1202 # Data pubblicazione: Anno 1976 # Matrici: FKAY 28892/FKAY 28893 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA MILANO
 
 
2. RECENSIONE: Il disco:

Dopo due album scritti interamente assieme, la coppia Dalla-Roversi nel 1976 concepisce uno spettacolo, intitolato Il futuro dell'automobile e altre storie, che viene trasmesso dalla Rai e riscuote un certo successo: Dalla decide quindi di incidere alcune canzoni dello spettacolo, scelta contraria al volere di Roversi che avrebbe preferito un disco con lo spettacolo completo; il poeta decide di conseguenza di non firmare le canzoni, depositandole alla SIAE con uno pseudonimo, Norisso (un aristocratico veneto del '700[2]); la vicenda sancisce di fatto la fine della collaborazione tra i due. Le canzoni non scelte da Dalla resteranno tutte inedite tranne una: "Ho cambiato la faccia di un Dio"[3], che Dalla inciderà nel disco Cambio del 1990 col titolo "Comunista".

Le altre canzoni dello spettacolo che rimangono inedite sono "I muri del ventuno"[4], "La signora di Bologna"[5], "Statale adriatica, chilometro 220"[6], "Rodeo"[7] e "Assemblaggio"[8].

Automobili, che nella sua programmatica monotematicità è il più eterogeneo dei tre dischi realizzati in collaborazione con Roversi, viene premiato dalle vendite grazie soprattutto alla canzone "Nuvolari". Tra le altre canzoni del disco molto nota è "Il motore del 2000" (reincisa anche nel disco realizzato con Gianni Morandi) e la divertente "Intervista con l'Avvocato", in cui Dalla, usando il suo celebre scat, immagina un'intervista con Gianni Agnelli. La canzone "Mille miglia" è in realtà composta da due canzoni diverse, che nella prima edizione in vinile sono intitolate Mille miglia prima e Mille miglia seconda; nelle stampe in cd sono unite in un'unica traccia. Gli arrangiamenti dell'album sono curati dallo stesso Lucio Dalla.

Automobili è inoltre il primo disco in cui collaborano con Dalla due musicisti che, anni dopo, daranno vita agli Stadio: Giovanni Pezzoli e Marco Nanni.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: AUTOMOBILI
 
   

 
   
 
 
4. TRACK LIST di: AUTOMOBILI
 
Lato A Lato B

  • A1 INTERVISTA CON L'AVVOCATO
  • A2 MILLE MIGLIA PRIMA E SECONDA
  • A3 NUVOLARI


  • B1 L'INGORGO
  • B2 IL MOTORE DEL 2000
  • B6 DUE RAGAZZI
 
Lato A:
INTERVISTA CON L'AVVOCATO

 
      Lato B:
L'INGORGO

 
     

Autori: Dalla, Norisso
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Buongiorno, grazie Avvocato,
sono del Manchester Guardian.
Non le farò perdere tempo;
questa la prima domanda:

Come concilia il proposito
del terrorismo superato
e poi vuotare Mirafiori,
e riempire di nuovo
il treno dell'immigrato?

Non il treno della rondine,
invece quello del sole
e prendere l'occasione
di decentrare la produzione?

Bene, molto bene Avvocato,
il suo inglese è perfetto;
io ho tutto annotato,
ecco la seconda domanda:

La Fiat nella sola Torino
ha centoventimila operai,
quindicimila le industrie
legate allo stesso destino.

L’aria dell’intera città
tanto densa da fare pietà…
Ora sbaracca Volvera,
la fabbrica dei ricambi,
la fonderia a Crescentino.

Concordo con lei, Avvocato,
l'argomento è complesso
e tocca svariati argomenti,
la stringo ancora tra i denti.

Da tutti è oramai confermato:
l’auto è in crisi profonda,
l’auto non ha futuro
– stecco di legno sull’onda.

Dopo l’assestamento
le auto saranno più rare
e finiranno per scomparire
come lampare sul mare.

Concordo con lei, Avvocato,
niente è mai per l'eterno
ogni giorno è rovesciato
e l'anno finisce in inverno!

Dal giacimento Ecofisk
che butta il greggio a mitraglia
lassù nel mare del Nord
c'è petrolio per l'Italia!
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Norisso
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Mettere in marcia il motore
avanzare tre metri e poi staccare
fermarsi a guardare e a parlare
alla fine spegnere il motore

Due suore giovani nella 2 cavalli
un ragazzotto dentro la Dauphine
c'è un uomo bianco nella Caravelle
altro uomo e donna in una Peugeot

Dietro la 2 cavalli c'è una Volkswagen
con dentro una ragazza e un soldato
certamente sposati da poco
hanno le spalle bruciate dal fuoco

Centomila auto imbottigliate
nella corsia nord e sud verso Parigi
da 12 ore nessuno si muove.

Passa un giorno e arriva la sera
passa la notte e il giorno fa ritorno
alle 9 arriva uno straniero
e chiede pane alla gente che ha intorno

Alè tutti in auto avanti 100 metri
a mezzogiorno si sbriciola un biscotto
l'ingegnere dorme nella Taurus
un muso di cane contro il vetro rotto

La terza notte è lunga come il mare
la notte terza è proprio un fiume in piena
una donna passeggia per il campo
parla da sola piange e si dimena.
Parigi è laggiù bella e lontana
sembra un pavone con le piume aperte
a un giallo accesso per divertimento
nasce un rumore e strisciare di vento

Al quarto giorno avvanzano un chilomentro
molti hanno lasciato l'automobile
e girano per i prati e le foreste
cercando il pane e l'acqua come bestie

Dividono sul bordo della strada
l'ultimo cracker l'ultima bottiglia
la coca-cola è razionata a goccie
due goccie solo per le labbra rotte

Verso sera qualcosa si muove
con uno strappo la fila si snoda
come un gatto che si morde la coda
le macchine procedono in pariglia

Le stelle o le nuvole o la vita
forse un soldato poteva ritornare
un adattarsi meccanico a pensare
dalla Simca fanno un gesto d'amore

Assurdo sentimento di speranza
cavalli, cavalli, cavalli corrono sui prati
foglie bianche si aprono cadendo
il laser del sole le taglia ridendo

Luci rosse rosse sempre accese
danno il via a una pazza rincorsa
100'000 bisonti scatenati
verso Parigi stretta in una morsa
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
MILLE MIGLIA PRIMA E SECONDA

 
      Lato B:
IL MOTORE DEL 2000

 
     

Autori: Dalla, Norisso
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Partivano di notte, arrivavano di sera

lungo 1000 km di una fantastica Carrera.

Quando facevano ritorno

il cielo scendeva basso

colpiva la terra al cuore come un sasso.

Poi il sole si spaccava contro il ferro dei casometri

e dall'alto lasciava una riga rossa di sangue

Sulla strada per kilometri, mentre sul prato italiano

c'era la morte secca che falciava il grano.

Mille miglia di un anno ormai lontano
Il giorno da le sue prime boccate

quando sulle strade verdi e bianche urlano le grosse cilindrate.

Ultime partenze al mattino

Quando l'alba non è ancora sfumata

di gomme e di polvere

tutta l'Italia è risvegliata

EH!

A Borlogna arcangeli e primo

A Roma, Nuvolari prevale

Mentre Arcangeli annoia il motore
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Norisso
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
il motore del duemila
sara’ bello e lucente
sara’ veloce e silenzioso
sara’ un motore delicato
avra’ lo scarico calibrato
e un odore che non inquina
lo potra’ respirare
un bambino o una bambina
ma seguendo le nostre cognizioni
nessuno ancora sa dire
come sara’ cosa fara’ nella realta’
il ragazzo del duemila
questo perche’ nessuno lo sa
l’ipotesi e’ suggestiva
ed anche urgente
ma seguendo questa prospettiva
oggi ne sappiamo poco o niente…
noi sappiamo tutto del motore
questo lucente motore del futuro
ma non riusciamo a disegnare il cuore
di quel giovane uomo del futuro
non sappiamo niente del ragazzo
fermo sull’uscio ad aspettare
dentro a quel vento del duemila
non lo sappiamo ancora immaginare.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
NUVOLARI

 
      Lato B:
DUE RAGAZZI

 
     

Autori: Dalla, Norisso
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Nuvolari e'
basso di statura
Nuvolari e'
al di sotto del normale
Nuvolari ha
cinquanta chili
d'ossa
Nuvolari ha
un corpo eccezionale.
Nuvolari ha
le mani come artigli
Nuvolari ha
un talismano
contro i mali
il suo sguardo
e' di un falco
per i figli
i suoi muscoli
sono muscoli
eccezionali.
Gli uccelli nell'aria
perdono l'ali
quando passa Nuvolari.
Ah, ah, ah!
Ye ye ye ye ye ye yeee!
Quando corre Nuvolari
mette paura perche' il
motore e' feroce
mentre taglia ruggendo
la pianura
gli alberi della strada
strisciano sulla biada
sui muri i cocci
di bottiglia
si sciolgono
come poltiglia
tutta la polvere e'
spazzata via.
Quando corre Nuvolari
quando passa Nuvolari
la gente arriva in
mucchio e si stende
sui prati.
Quando corre Nuvolari
quando passa Nuvolari
la gente aspetta
il suo arrivo
per ore e ore
e finalmente quando
sente il rumore
salta in piedi e
lo saluta con la mano
gli grida
parole d'amore
e lo guarda scomparire
come guarda un
soldato a cavallo
a cavallo
nel cielo di aprile.
Nuvolari e'
bruno di colore
Nuvolari ha
la maschera tagliente
Nuvolari ha
la bocca sempre chiusa
di morire non
gli importa niente.
Corre se piove o
corre dentro al sole
tre piu' tre per lui
fa sempre sette
con l'Alfa rossa
fa quello che vuole
dentro al fuoco
di cento saette.
C'e' sempre un numero
in piu' nel destino
quando corre Nuvolari
Ye ye ye ye ye ye yeee!
Quando passa Nuvolari
ognuno sente il suo
cuore vicino.
In gara a Verona e'
davanti a Bordino
con un tempo d'inferno
acqua grandine e vento
pericolo d'uscire
di strada
a ogni giro l'inferno
ma sbanda striscia e' schiacciato
lo raccolgono
quasi spacciato.
Ma Nuvolari rinasce
come rinasce
il ramarro
batte Varzi
e Campari
Borzacchini e Fagioli
Brilli-Peri
e Ascari.
e Ascari.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Norisso
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Dentro a un'auto scalcinata
al margine di un campo
un'autodemolizione
Dentro a quest'auto abbandonata
due ragazzi seduti
fitti fitti fitti fitti fanno conversazione

La ragazza è carina
ha i capelli neri e corti
lui ha una faccia da faina
furba e divertente
si riparano dalla gente
lui la tiene stretta
e parlano parlano a voce bassa, in fretta

E' bello ascoltare
così, la vita che striscia
la vita strisciare adagio come un serpente annoiato
baciarsi dieci volte senza paura in un minuto
parlare di oggi, parlare d'amore, parlare domani
toccarsi con le mani

La vita è così vicina
ogni cosa è ancora da fare
il futuro è verde è freddo è profondo come il mare
tentano di toccarlo con i loro piedi
prima di decidersi, decidersi a buttare

Sei un topino bianco
Io io io
io ti ho trasformato in un angelo
con ali formidabili.
Tu lavavi stiravi le camicie
e io seduto in un angolo fumavo.
Guardami ancora con amore
lo so che sono vecchio
lo so che ho già vent'anni.

Ma - lei risponde - ti sposerei lo stesso
Io io io
anche se ti ho sempre detto
voglio andare a letto con un uomo
ma non so cosa fare
Tu mi dicevi: perché non prendi me?

Era un gioco
io io io
lo so che era un gioco
e non so cosa fare
perché adesso non voglio
che stare qua a guardarti ed ascoltare.

Dall'alto piove una neve verde
portata dall'ombra della sera
scoppiano tre stelle all'improvviso
enormi come un grande riflettore
sopra all'auto scalcinata
al margine di un campo
dentro a un'auto in demolizione
dove due ragazzi senza tempo
fanno l'amore



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Altri testi di Lucio Dalla
Tu Non Mi Basti Mai
Cara
Rispondimi
Se Io Fossi Un Angelo
Il Mio Fiore Nero (girlie)
Futura
Domani
Disperato Erotico Stomp
Siamo Dei
Caruso
 
Fonte: QUI
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Mer Lug 26, 2017 6:00 pm, modificato 2 volte

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LUCIO DALLA - 1978: COM'E' PROFONDO IL MARE (33 GIRI L.P.)

Messaggio  mauro piffero il Dom Lug 09, 2017 10:04 pm

1. TITOLO:
 
1978 - COM'E' PROFONDO IL MARE
 
# Etichetta: RCA # Catalogo: PL 31321 # Data pubblicazione: Anno 1978 # Matrici: GKAY 29940/GKAY 29941 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA MILANO
 
 
2. RECENSIONE: Il disco

Come è profondo il mare è il settimo disco di studio di Lucio Dalla registrato nel 1977; è il primo disco in cui Dalla è autore anche dei testi. Con questo album si consacrerà il talento delle doti di solista di Lucio Dalla.

Prodotto da Alessandro Colombini e Renzo Cremonini, l'album è stato registrato negli studi RCA di Roma (tecnico del suono: Maurizio Montanesi) e negli Stone Castle Studios di Carimate (tecnico del suono: Ezio De Rosa).

Cover:

Nel 2009 Luca Carboni ha realizzato una reinterpretazione di Quale allegria nel suo album Musiche ribelli. Già Ornella Vanoni aveva interpretato il brano nel disco Io dentro del 1977, a poco tempo dall'incisione di Dalla.

Nel 2010 una versione di Come è profondo il mare cantata da vari artisti italiani (Pia Tuccitto, Franco Battiato, Fiorella Mannoia, Iskra Menarini, Roberto Ferri, Marco Alemanno, Ron, Vincenzo Capezzuto e lo stesso Lucio Dalla) è stata pubblicata su l'iniziativa dell'organizzazione "Ti amo anche se non so chi sei" per la sensibilizzazione a favore della donazione degli organi.

Nel 2015 sono trentacinque artisti abruzzesi a cantare collettivamente Come è profondo il mare, in un video di supporto alle manifestazioni contro le trivellazioni petrolifere in Adriatico e al largo della Costa dei Trabocchi[1].
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: COM'E' PROFONDO IL MARE
 
   

 
   
 
 
4. TRACK LIST di: COM'E' PROFONDO IL MARE
 
Lato A Lato B

  • A1COM'E' PROFONDO IL MARE
  • A2 TRENO A VELA
  • A3 IL CUCCIOLO ALFREDO
  • A4 CORSO BUENOS AYRES


  • B1 DISPERATO EROTICO STOMP
  • B2 QUALE ALLEGRIA
  • B3 ... E NON ANDAR PIU' VIA
  • B4BARCAROLA
 
Lato A:
COM'E' PROFONDO IL MARE

 
      Lato B:
DISPERATO EROTICO STOMP

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Ci nascondiamo di notte
Per paura degli automobilisti
Dei linotipisti
Siamo i gatti neri
Siamo i pessimisti
Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Babbo, che eri un gran cacciatore
Di quaglie e di faggiani
Caccia via queste mosche
Che non mi fanno dormire
Che mi fanno arrabbiare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

E' inutile
Non c'è più lavoro
Non c'è più decoro
Dio o chi per lui
Sta cercando di dividerci
Di farci del male
Di farci annegare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Con la forza di un ricatto
L'uomo diventò qualcuno
Resuscitò anche i morti
Spalancò prigioni
Bloccò sei treni
Con relativi vagoni
Innalzò per un attimo il povero
Ad un ruolo difficile da mantenere
Poi lo lasciò cadere
A piangere e a urlare
Solo in mezzo al mare
Com'è profondo il mare

Poi da solo l'urlo
Diventò un tamburo
E il povero come un lampo
Nel cielo sicuro
Cominciò una guerra
Per conquistare
Quello scherzo di terra
Che il suo grande cuore
Doveva coltivare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Ma la terra
Gli fu portata via
Compresa quella rimasta addosso
Fu scaraventato
In un palazzo,in un fosso
Non ricordo bene
Poi una storia di catene
Bastonate
E chirurgia sperimentale
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Intanto un mistico
Forse un'aviatore
Inventò la commozione
E rimise d'accordo tutti
I belli con i brutti
Con qualche danno per i brutti
Che si videro consegnare
Un pezzo di specchio
Così da potersi guardare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Frattanto i pesci
Dai quali discendiamo tutti
Assistettero curiosi
Al dramma collettivo
Di questo mondo
Che a loro indubbiamente
Doveva sembrar cattivo
E cominciarono a pensare
Nel loro grande mare
Com'è profondo il mare
Nel loro grande mare
Com'è profondo il mare

E' chiaro
Che il pensiero dà fastidio
Anche se chi pensa
E' muto come un pesce
Anzi un pesce
E come pesce è difficile da bloccare
Perchè lo protegge il mare
Com'è profondo il mare

Certo
Chi comanda
Non è disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l'oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Ti hanno visto bere a una fontana
che non ero io
ti hanno visto spogliata la mattina,
birichina biricò.
Mentre con me non ti spogliavi
neanche la notte,
ed eran botte, Dio, che botte
ti hanno visto alzare la sottana,
la sottana fino al pelo. Che nero!
Poi mi hai detto "poveretto,
il tuo sesso dallo al gabinetto"
te ne sei andata via con la tua amica,
quella alta, grande fica.
Tutte e due a far qualcosa di importante,
di unico e di grande
io sto sempre in casa, esco poco,
penso solo e sto in mutande.

Penso a delusioni a grandi imprese
a una Tailandese
ma l'impresa eccezionale, dammi retta,
è essere normale.
Quindi, normalmente,
sono uscito dopo una settimana
non era tanto freddo, e normalmente
ho incontrato una puttana.

A parte i capelli, il vestito
la pelliccia e lo stivale
aveva dei problemi anche seri,
e non ragionava male.
Non so se hai presente
una puttana ottimista e di sinistra,
non abbiamo fatto niente,
ma son rimasto solo,
solo come un deficiente.

Girando ancora un poco ho incontrato
uno che si era perduto
gli ho detto che nel centro di Bologna
non si perde neanche un bambino
mi guarda con la faccia un pò stravolta
e mi dice "sono di Berlino".
Berlino, ci son stato con Bonetti,
era un pò triste e molto grande
però mi sono rotto,
torno a casa e mi rimetterò in mutande.

Prima di salir le scale mi son fermato
a guardare una stella
sono molto preoccupato,
il silenzio m'ingrossava la cappella.
Ho fatto le mie scale tre alla volta,
mi son steso sul divano,
ho chiuso un poco gli occhi,
e con dolcezza è partita la mia mano
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
TRENO A VELA

 
      Lato B:
QUALE ALLEGRIA

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Voglio un chilo di pane
e un fiasco di vino.
le dò in cambio il bambino che ho in più

posso darle anche un osso.
non mi piace è di cane
m'è passata la fame.
quanto costa una mela?
costa un sacco di botte.
se mi faccio picchiare un pochino
la darebbe al bambino?
se la metterà in testa senza neanche capire
così lei con le frecce si potrà divertire.

Tutte le sere il padre e il figlio si tenevano per mano
poi
e nella notte senza suoni e nostalgia si incontravano con gli altri nella via.
e senza un alito di vento a guardare quella stella là
che era una stella senza luce era quella del brodo STAR.

E poi via
di corsa fino alla ferrovia
dove al lume di candela passava un treno a vela
ringhiando sbuffando.
bimbo non piangere più

Il bambino ora dorme
sulla schiena di un cane
mentre il padre sfinito gli fa aria con un dito
poi c'è gente che viene dal veneto
per vedere il cantante Patrizio
e il suo porno comizio.
si è svegliato il bambino
a dormire ora è il cane
mentre il padre da ore non parla
ed ha sempre più fame
in un lampo la sua decisione
prende in mano un bastone
e comincia a volare
e comincia a volare
e comincia a volare
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Quale allegria
se ti ho cercato per una vita senza trovarti
senza nemmeno avere la soddisfazione di averti
per vederti andare via
quale allegria

quale allegria,
se non riesco neanche più a immaginarti
senza sapere se volare, se strisciare
insomma, non so più dove cercarti
quale allegria

quale allegria,
senza far finta di dormire
con la tua guancia sulla mia
saper invece che domani "ciao, come stai"
una pacca sulla spalla e via...
quale allegria,

quale allegria,
cambiar faccia cento volte
per far finta di essere un bambino
di essere un bambino
con un sorriso ospitale ridere cantare far casino
insomma far finta che sia sempre un carnevale...
Sempre un carnevale.

Senza allegria
uscire presto la mattina
la testa piena di pensieri
scansare macchine, giornali
tornare in fretta a casa
tanto oggi è come ieri

senza allegria
anche sui treni e gli aeroplani
o sopra un palco illuminato
fare un inchino a quelli che ti son davanti
e son in tanti e ti battono le mani.

Senza allegria
a letto insieme senza pace
senza più niente da inventare.
Esser costretti a farsi anche del male
per potersi con dolcezza perdonare
e continuare.

Con allegria
far finta che in fondo in tutto il mondo
c'è gente con gli stessi tuoi problemi
e poi fondare un circolo serale
per pazzi sprassolati e un poco scemi

facendo finta che la gara sia
arrivare in salute al gran finale.
Mentre è già pronto Andrea
con un bastone e cento denti
che ti chiede di pagare

per i suoi pasti mal mangiati
i sonni derubati i furti obbligati
per essere stato ucciso
quindici volte in fondo a un viale
per quindici anni la sera di Natale...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
IL CUCCIOLO ALFREDO

 
      Lato B:
... E NON ANDAR PIU' VIA

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
ra le case e i palazzi di una strada d'inferno
si vede una stella tanto bella e violenta
che si dovrebbe vergognare.
Televisori e cucine, cosi` uguali,
on i denti di bocca di uno venuto dal centro
in cerca di un dramma da annusare.
Il cucciolo Alfredo, avvilito e appuntito,
con i denti da lupo tradito,
ci pensa un attimo e poi sale,
si tratta di un giovane autobus dall'aspetto sociale
e il biglietto gratuito
regalo di un'amministrazione niente male.
Nemmeno Natale e` una sera normale
con gli occhi per terra la gente prepara la guerra.


C'e` guerra nei viali del centro,
dove anche il vento e` diverso,
son diversi gli odori per uno che viene da fuori
un grande striscione con uno scudo e una croce
e una stella cometa,
la reclame di una dieta,
pistola alla mano la citta` si prepara
a sommare il danaro,
a una giornata piu` amara.


Alla quarta fermata,
senza nessuna ragione,
scendendo deciso
il cucciolo Alfredo s'inventa un sorriso,
sorride a uno scherzo di donna,
a un amico che alle sette di sera,
dopo piu` di tre anni e` appena uscito di galera.
Il complesso cileno affisso sul muro
promette spettacolo, un colpo sicuro.
La musica andina, che noia mortale,
sono piu` di tre anni che si ripete sempre uguale,
mentre il cucciolo Alfredo canta in modo diverso
la canzone senza note di uno che si e` perso:
canzone diversa ma canzone d'amore,
cantata tra i denti, da cuore a cuore.


Se la sua e` cattiveria io la prendo per mano,
ce ne andremo lontano
Se la sua e` cattiveria io la prendo per mano,
ce ne andremo lontano
Se la sua e` cattiveria io la prendo per mano,
ce ne andremo lontano.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Ho lasciato i pantaloni in un cortile
ho perso anche una mano in un vicolo,
era un pomeriggio di aprile
gli occhi me li ha portati via una donna grassa a forza di guardarla
le labbra le ho lasciate tutte e due su un'altra bocca
o su una fontana, che a essere prudenti non si tocca
ma mi brucia come un vecchio fulminante...
O muori tu, o muoio io
da oggi Roma avrà un altro Dio
io me ne vado via,
io me ne vado via...

Dove chiudendo gli occhi senti i cani abbaiare
dove se apri le orecchie non le chiudi dalla rabbia e lo spavento
ma ragioni giusto seguendo il volo degli uccelli e il loro ritmo lento
dove puoi trovare un Dio nelle mani di un uomo che lavora
e puoi rinunciare a una gioia per una sottile tenerezza
dove puoi nascere e morire con l'odore della neve
dove paga il giusto chi mangia, chi beve e fa l'amore
dove, per Dio! la giornata è ancora fatta di ventiquattr'ore
e puoi uccidere il tuo passato col Dio che ti ha creato
guardando con durezza il loro viso
con la forza di un pugno chiuso e di un sorriso
e correre insieme agli altri ad incontrare il tuo futuro
che oggi è proprio tuo
e non andar più via

e non andar più via
e non andar...
 
Fonte: QUI
 
 
 
Lato A:
CORSO BUENOS AYRES

 
      Lato B:
BARCAROLA

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
– Io l’ho visto da vicino
gli occhi erano due sputi
la faccia era gialla
una faccia da assassino! –
– L’ho visto accarezzare un cane
avevano lo stesso sguardo
cane e uomo morivano di fame –
– Ma adesso dov’è? –
– Ma adesso dov’è? –
– Scendeva di corsa le scale
le scale della metropolitana
in mano ci aveva del tonno
un salame e una banana
poi, sul più bello
è spuntato anche il coltello!
E un colpo di qua, e un colpo di là… –
Il cane gli stava sempre dietro
gli occhi: lo stesso sguardo
sembravano Cristo con San Pietro
quando erano in ritardo.
– Ma allora chi è? –
– Ma allora chi è? –
– Dev’essere uno slavo
che dorme e ruba alla stazione
quegli occhi senza luce
è senz’altro un mascalzone! –
– Chiamiamo un pulismano
ho appena visto l’assassino
dar fastidio a un bambino
lo teneva per la mano! –
Il cane, l’uomo e il bambino
appena mangiato un po’ di tonno
si sono stretti vicino vicino
forse morivano dal sonno…
– Ma allora chi è? –
– Ma allora chi è? –
– Ragioniere, dia a me la borsa
e vada via di corsa in fondo a quella via
a chiamar la polizia! –
– Non dobbiamo perder tempo!
C’è un bar qui vicino
si può telefonare
ci beviamo anche un grappino… –
Arriva volando la volante
con un furore sacro
confusa da tutta quella gente non frena
e fa un massacro.
(Alla fine della corsa il primo a cadere è il ragioniere che rivoleva la sua borsa; poi toccò a un bagnino che, ancora in mutande, aveva sospeso il lavoro in una piscina lì vicino. Falciati mentre guardavano i lavori in corso due gemelli in pensione furono scaricati in un pronto soccorso. Un salumiere e un tabaccaio che da anni non si rivolgevano la parola approfittarono della confusione per spararsi alcuni colpi di pistola!)
Il padre vide la scena, si prese paura e dimenticò il sonno e la fame. Prese per mano il bambino che disperato piangeva, perché non voleva lasciare lì il cane. Decisero in fretta di tornare a Barletta e corsero alla stazione, perché a Milano in agosto, oltre al gran caldo c’è veramente tanta confusione…
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Su due mari e un pensiero vola lento
questo veliero
su un'isola non più lontana di una malattia
mi aspettano senza fretta come in un gioco
un cane, un piatto sicuro
e una donna di fuoco
ma il veliero sempre più lento
si ferma senza coraggio e senza vento
e il mare diventa di sasso
mentre il cane abbaia il piatto si fredda
la donna sul porto nervosa su e giù
va a spasso

Tutta la notte, un altro giorno su questo legno
tra una puzza di piedi
come un idiota a guardarmi intorno
mentre sull'isola il piatto si è vuotato
La donna seccata, ormai, mi ha dimenticato
il cane dopo tre giorni di attesa faticosa
si è appena addormentato

Poi una notte diversa delle altre
una notte davvero mette a posto tutto
anche il veliero che ricomincia a navigare
cercherò un piatto caldo qualcosa da mangiare
un'altra donna si può sempre trovare
mentre scendo dalla nave
il cane si è svegliato
mi viene incontro e ricomincia ad abbaiare
da bu da da da
da bu da da da
 
Fonte: QUI
 

 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun Lug 10, 2017 12:14 am, modificato 4 volte

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LUCIO DALLA: 1978 - QUALE ALLEGRIA/IL CUCCIOLO ALFREDO (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Dom Lug 09, 2017 10:36 pm

1. TITOLO:
 
1978 - QUALE ALLEGRIA/IL CUCCIOLO ALFREDO
 
# Etichetta: RCA Italiana # Catalogo: PB 6157# Data pubblicazione: Anno 1978 # Matrici: GKAS 34104/GKAS 34105# Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA Italiana - ROMA
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST:
 
Lato A:
QUALE ALLEGRIA

 
      Lato B:
IL CUCCIOLO ALFREDO

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Quale allegria
se ti ho cercato per una vita senza trovarti
senza nemmeno avere la soddisfazione di averti
per vederti andare via
quale allegria

quale allegria,
se non riesco neanche più a immaginarti
senza sapere se volare, se strisciare
insomma, non so più dove cercarti
quale allegria

quale allegria,
senza far finta di dormire
con la tua guancia sulla mia
saper invece che domani "ciao, come stai"
una pacca sulla spalla e via...
quale allegria,

quale allegria,
cambiar faccia cento volte
per far finta di essere un bambino
di essere un bambino
con un sorriso ospitale ridere cantare far casino
insomma far finta che sia sempre un carnevale...
Sempre un carnevale.

Senza allegria
uscire presto la mattina
la testa piena di pensieri
scansare macchine, giornali
tornare in fretta a casa
tanto oggi è come ieri

senza allegria
anche sui treni e gli aeroplani
o sopra un palco illuminato
fare un inchino a quelli che ti son davanti
e son in tanti e ti battono le mani.

Senza allegria
a letto insieme senza pace
senza più niente da inventare.
Esser costretti a farsi anche del male
per potersi con dolcezza perdonare
e continuare.

Con allegria
far finta che in fondo in tutto il mondo
c'è gente con gli stessi tuoi problemi
e poi fondare un circolo serale
per pazzi sprassolati e un poco scemi

facendo finta che la gara sia
arrivare in salute al gran finale.
Mentre è già pronto Andrea
con un bastone e cento denti
che ti chiede di pagare

per i suoi pasti mal mangiati
i sonni derubati i furti obbligati
per essere stato ucciso
quindici volte in fondo a un viale
per quindici anni la sera di Natale...
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Tra le case e i palazzi di una strada d'inferno
si vede una stella tanto bella e violenta
che si dovrebbe vergognare.
Televisori e cucine, cosi` uguali,
on i denti di bocca di uno venuto dal centro
in cerca di un dramma da annusare.
Il cucciolo Alfredo, avvilito e appuntito,
con i denti da lupo tradito,
ci pensa un attimo e poi sale,
si tratta di un giovane autobus dall'aspetto sociale
e il biglietto gratuito
regalo di un'amministrazione niente male.
Nemmeno Natale e` una sera normale
con gli occhi per terra la gente prepara la guerra.


C'e` guerra nei viali del centro,
dove anche il vento e` diverso,
son diversi gli odori per uno che viene da fuori
un grande striscione con uno scudo e una croce
e una stella cometa,
la reclame di una dieta,
pistola alla mano la citta` si prepara
a sommare il danaro,
a una giornata piu` amara.


Alla quarta fermata,
senza nessuna ragione,
scendendo deciso
il cucciolo Alfredo s'inventa un sorriso,
sorride a uno scherzo di donna,
a un amico che alle sette di sera,
dopo piu` di tre anni e` appena uscito di galera.
Il complesso cileno affisso sul muro
promette spettacolo, un colpo sicuro.
La musica andina, che noia mortale,
sono piu` di tre anni che si ripete sempre uguale,
mentre il cucciolo Alfredo canta in modo diverso
la canzone senza note di uno che si e` perso:
canzone diversa ma canzone d'amore,
cantata tra i denti, da cuore a cuore.


Se la sua e` cattiveria io la prendo per mano,
ce ne andremo lontano
Se la sua e` cattiveria io la prendo per mano,
ce ne andremo lontano
Se la sua e` cattiveria io la prendo per mano,
ce ne andremo lontano.
 
Fonte: QUI
 

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LUCIO DALLA & FRANCESCO DE GREGORI: 1978 - MA COME FANNO I MARINAI/COSA SARA' (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Dom Lug 09, 2017 11:47 pm

1. TITOLO:
 
1978 - MA COME FANNO I MARINAI/COSA SARA'
 
# Etichetta: RCA Italiana # Catalogo: PB 6265# Data pubblicazione: Anno 1978 # Matrici: HKAS 34615/HKAS 34616# Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA Italiana - ROMA
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST:
 
Lato A:
MA COME FANNO I MARINAI

 
      Lato B:
COSA SARA'

 
     

Autori: Lucio Dalla, Francesco De Gregori
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Ma dove vanno i marinai con le loro giubbe bianche
sempre in cerca di una rissa o di un bazar
ma dove vanno i marinai con le loro facce stanche
sempre in cerca di una bimba da baciar.
Ma cosa fanno i marinai quando arrivano nel porto
vanno a prendersi l'amore dentro al bar
qualcuno è vivo per fortuna qualcuno è morto
c'è una vedova da andare a visitar.
Ma come fanno i marinai a riconoscersi sempre uguali
sempre quelli all'Equatore e al Polo Nord
ma come fanno i marinai a baciarsi fra di loro
e a rimanere veri uomini pero.
Intorno al mondo senza amore come un pacco postale
senza nessuno che gli chiede come va
col cuore appresso a una donna una donna senza cuore
chiss... se ci pensano ancora chiss...

Ma dove vanno i marinai mascalzoni imprudenti
con la vita nei calzoni col destino in mezzo ai denti
sotto la luna puttana e il cielo che sorride
come fanno i marinai con questa noia che li uccide
addormentati sopra un ponte in fondo a malincuore
sognano un ritorno smaltiscono un liquore
affaticati dalla vita piena di zanzare
che cosa gliene frega di trovarsi in mezzo al mare
a un mare che pi- passa il tempo e più non sa di niente
su questa rotta inconcludente da Genova a New York
ma come fanno i marinai a fare a meno della gente
e a rimanere veri uomini però.
Intorno al mondo senza amore come un pacco postale
senza nessuno che gli chiede come va
col cuore appresso a una donna una donna senza cuore
chiss... se ci pensano ancora chiss...
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla, Rosalino Cellamare
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Cosa sarà che fa crescere gli alberi e la felicità,
che fa morire a vent'anni anche se campi fino a cento.
Cosa sarà a far muovere il vento a far fermare il poeta ubriaco
a dare la morte per un pezzo di pane o per un bacio non dato
Oh, cosa sarà, che ti svegli al mattino e sei serio
che ti fa morire di dentro di notte
all'ombra di un desiderio, cosa sarà.
Che ti spinge ad amare una donna bassina e perduta
la bottiglia che ti ubriaca anche se non l'hai bevuta.
Cosa sarà che ti spinge a picchiare il tuo re
che ti porta a cercare il giusto dove giustizia non c'è.
Cosa sarà che ti fa comprare di tutto
anche se è di niente che hai bisogno
cosa sarà che ti strappa dal sogno
Oh cosa sarà. Che ti fa uscire di tasca dei no, non ci sto
che ti getta nel mare e ti viene a salvare, oh, cosa sarà.
Che dobbiamo cercare, che dobbiamo cercare.
Cosa sarà che ti fa lasciare la bicicletta sul muro
e camminare la sera con un amico a parlare del futuro.
Cosa sarà questo strano coraggio, paura che ci prende
e ci porta ad ascoltare la notte?che scende. Oh cosa sarà?
Quell'uomo e il suo cuore benedetto
che è sceso dalle scarpe e dal letto, si è sentito solo.
E' come l'uccello che è in volo,
come l'uccello che è in volo si ferma e guarda giù.
 
Fonte: QUI
 

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LUCIO DALLA - 1978: LUCIO DALLA (33 GIRI L.P.)

Messaggio  mauro piffero il Lun Lug 10, 2017 1:36 pm

1. TITOLO:
 
1978 - LUCIO DALLA
 
# Etichetta: RCA # Catalogo: PL 31424 # Data pubblicazione: Anno 1978 # Matrici: IKAY 34704/IKAY 34705 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA MILANO
 
 
2. RECENSIONE: Il disco

Prodotto da Alessandro Colombini e Renzo Cremonini, l'album è stato registrato negli Stone Castle Studios di Carimate (tecnico del suono: Ezio De Rosa), stampato nel 1978 e pubblicato nel 1979.

Assieme al precedente Come è profondo il mare e al successivo Dalla, il disco è considerato da gran parte della critica musicale un capitolo del trittico della maturità di Lucio Dalla: a partire dal primo, infatti, Dalla diviene autore sia dei testi che delle musiche dopo la fondamentale e formativa esperienza con Roberto Roversi, riversando in questi tre lavori gran parte dei suoi maggiori successi, riconosciuti capolavori della musica leggera italiana: grazie ad essi, per molti, viene a determinarsi un punto di svolta nella canzone d'autore nostrana. Tutto il trittico avrà in effetti un importante riscontro sia di critica che di pubblico e segnerà tutta la successiva opera dell'ormai cantautore bolognese.

Fra le tracce avrebbe dovuto essere ricompreso anche il brano Angeli, che racconta una storia bislacca di emigrazione in una Svizzera italiana severa e bigotta, da risvegliare con un sabba, una strega, una fattura. Angeli venne interpretata da Dalla proprio in Svizzera, alla televisione italiana RTSI, e sarà edita solo nel 2001: in quell'occasione, promozionale e anteriore all'uscita di Lucio Dalla, il cantautore si esibì dal vivo anche con alcuni brani, allora inediti, del disco. A differenza di altre canzoni, Angeli non sarà però inserita nell'album; l'unica sua registrazione in studio sarà affidata all'interpretazione di Bruno Lauzi, accompagnato da Dalla nel ritornello.

L'album è inoltre presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia alla posizione numero 40.[1]
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: LUCIO DALLA
 
   

 
   
 
 
4. TRACK LIST di: LUCIO DALLA
 
Lato A Lato B

  • A1 L'ULTIMA LUNA
  • A2 STELLA DI MARE
  • A3 LA SIGNORA
  • A4 MILANO


  • B1 ANNA E MARCO
  • B2 TANGO
  • B3 COSA SARA'
  • B4 NOTTE
  • B5 L'ANNO CHE VERRA'
 
Lato A:
L'ULTIMA LUNA

 
      Lato B:
ANNA E MARCO

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
La settima luna
era quella del luna-park
lo scimmione si aggirava
dalla giostra al bar
mentre l'angelo di Dio bestemmiava
facendo sforzi di petto
grandi muscoli e poca carne
povero angelo benedetto.

La sesta luna
era il cuore di un disgraziato
che, maledetto il giorno che era nato,
ma rideva sempre
da anni non vedeva le lenzuola
con le mani, con le mani sporche di carbone
toccava il culo a una signora
e rideva e toccava
sembrava lui il padrone.

La quinta luna
fece paura a tutti
era la testa di un signore
che con la morte vicino giocava a biliardino
era grande ed elegante
né giovane né vecchio
forse malato
sicuramente era malato
perché perdeva sangue da un orecchio.

La quarta luna
era una fila di prigionieri
che camminando
seguivano le rotaie del treno
avevano i piedi insanguinati
e le mani, e le mani, e le mani senza guanti
ma non preoccupatevi
il cielo è sereno
oggi non ce ne sono più tanti.

La terza luna uscirono tutti per guardarla
era così grande
che più di uno pensò al Padre Eterno
sospesero i giochi e si spensero le luci
cominciò l'inferno
la gente corse a casa perché per quella notte
ritornò l'inverno.

La seconda luna
portò la disperazione tra gli zingari
qualcuno addirittura si amputò un dito
andarono in banca a fare qualche operazione
ma che confusione
la maggior parte prese cani e figli
e corse alla stazione.

L'ultima luna
la vide solo un bimbo appena nato,
aveva occhi tondi e neri e fondi
e non piangeva
con grandi ali prese la luna tra le mani, tra le mani
e volò via e volò via era l'uomo di domani
e volò via e volò via era l'uomo di domani
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Anna come sono tante
Anna permalosa
Anna bello sguardo
sguardo che ogni giorno perde qualcosa
Se chiude gli occhi lei lo sa
stella di periferia
Anna con le amiche
Anna che vorrebbe andar via



Marco grosse scarpe e poca carne
Marco cuore in allarme
con sua madre e una sorella
poca vita, sempre quella
Se chiude gli occhi lui lo sa
lupo di periferia
Marco col branco
Marco che vorrebbe andar via

E la luna è una palla ed il cielo è un biliardo
quante stelle nei flipper sono più di un miliardo
Marco è dentro a un bar
non sa cosa farà
poi c'è qualcuno che trova una moto
si può andare in città

Anna bello sguardo non perde un ballo
Marco che a ballare sembra un cavallo
in un locale che è uno schifo
poca gente che li guarda
c'è una checca che fa il tifo
Ma dimmi tu dove sarà
dov'è la strada per le stelle
mentre ballano si guardano e si scambiano la pelle

E cominciano a volare
con tre salti sono fuori dal locale
con un aria da commedia americana
sta finendo anche questa settimana
Ma l'America è lontana
dall'altra parte della luna
che li guarda e anche se ride
a vederla mette quasi paura

E la luna in silenzio ora si avvicina
con un mucchio di stelle cade per strada
luna che cammina
luna di città
poi passa un cane che sente qualcosa
li guarda, abbaia e se ne va

Anna avrebbe voluto morire
Marco voleva andarsene lontano
Qualcuno li ha visti tornare
tenendosi per mano
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
STELLA DI MARE

 
      Lato B:
TANGO

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Cosi’ stanco da
non dormire
le due di notte non
c’e’ niente da fare
mi piace tanto
poterti toccare
o stare fermo e
sentirti respirare
dormi gia’
pelle bianca
come sara’
la mia faccia stanca
provo a girare il
mio cuscino
e’ una scusa per
venirti piu’ vicino
provo a svegliarti
con un po’ di tosse
ma tu ti giri come
se niente fosse
spengo la luce
provo a dormire
ma tu con la mano
mi vieni a cercare
tu come me
tu come me
che le stelle
della notte
fossero ai tuoi piedi
che potessi
essere meglio
di quello che vedi
avessi qualcosa
da regalarti
e se non ti avessi
uscirei fuori a
comprarti
stella di mare
tra le lenzuola
la nostra barca
non naviga
vola, vola, vola!
Tu voli con me
tu voli con me
tu vola che
si e’ alzato il vento
vento di notte
vento che stanca
stella di mare
come sei bella
come sei bella e
come e’ bella
la tua pelle bianca
bianca bianca.
Tu come me
Tu come me
Uh, tu uh uh come me
tu come me.
Chiudi gli occhi e
non guardarti intorno
sta gia’ entrando
la luce del giorno
chiudi gli occhi e
non farti trovare
pelle bianca di luna
devi scappare
dormi ora
stella mia
prima che il giorno
ti porti via
via via!…
Tu come me
tu come me
ora non voli
si e’ fermato il vento
posso guardare
la tua faccia stanca
e quando dormi
come sei bella
come sei bella e
come e’ bella
la tua pelle bianca
bianca bianca!
Tu come me
Tu come me
tu come me
tu come me
tu come me…
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Hai già preso il treno
io alle dieci avevo lezione di tango
quanta brillantina e coraggio mi mettevo
guarda oggi come piango.

Hai più preso il treno
quella donna che tangava con furore
nei locali della croce rossa
fuori era la guerra nel suo cuore
nel suo cuore tanto tango
da unire il cielo con la terra.

Hai più preso il treno mi son guardato intorno
ho viaggiato cento notti per arrivare di giorno
ho letto libri antichi e preoccupanti
poi arrivati a Torino
ci siamo commossi in tanti per quel tango
ballato dal bambino.

Coltello frai denti fiori in mano
ballava con aria di questura e l'occhio lontano
stava per accadere il miracolo il cielo da nero a rosso
ma il treno si è fermato lì e non si è più mosso.

Hai più preso il treno
ci siamo spinti senza avere fretta
ci siamo urlati nell'orecchio senza darci retta
mentre il tango si perdeva in un mare lontano
dov'è la tua testa da accarezzare dov'è la tua mano.

Ora ci mostrano i denti e i coltelli
ci bucano gli occhi non ci sono tanghi da ballare
bisogna fare in fretta per ricominciare
tutte le stelle del mondo per un pezzo di pane
per la tua donna da portare in campagna a ballare
per un treno con tanta gente che parte davvero
per un tango da ballare tutti insieme
ad occhi aperti senza mistero

Morena è lontana e aspetta, suona il suo violino ed è felice
nel sole è ancora più bella e non ha fretta
e sabato è domani, e sabato è domani...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
LA SIGNORA

 
      Lato B:
COSA SARA'

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
La Signora è in lacrime, e si ferma ad ascoltare:

attraversa e si blocca a metà della strada,

un colpo di vento la fa continuare.

La Signora, quando tace, sembra una volpe:

va al cinema da sola, ma ha paura ad entrare.



La Signora ha molti figli, molti figli da educare.

Qualcuno lo va a trovare, ma tanti,

li lascia sulla strada senza mangiare.

La Signora non ha padre, è figlia d'un figlio

d'un terremoto o d'uno sbadiglio.


La Signora la mattina sta male, si sente svenire,

il pomeriggio sparisce, ma la notte, la notte, mi viene a cercare.

È un amore bocciato che non può continuare,

come un cane in una stanza d'albergo mi sento solo.

Provo a far tutto quanto in orario, ma mi accorgo che è un gioco:

stan giocando alla radio e al telefono, qualcuno mi uccide a poco a poco.

La Signora è mio padre e mia madre quando alza la voce,

è una mano coi guanti che mi spegne la luce,

è una montagna di carte in un ufficio postale,

è un amico diventato nemico che mi ruba la voce.



La Signora è una fila di macchine da qui fino al mare,

la Signora ci stampa il giornale e ce lo fa comperare.

La Signora ha tanti nomi, tanti nomi,

così da nascondersi e non farsi trovare:

ma a volte si veste di luci e bandiere per farsi notare.

La Signora è mio padre e mia madre quando alza la voce,

è una mano coi guanti che mi spegne la luce,

è una montagna di carte in un ufficio postale,

è un amico che diventa un nemico e mi ruba la voce.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Francesco De Gregori, Rosalino Cellamare
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Cosa sarà
Cosa sarà che fa crescere gli alberi
la felicità
che fa morire a vent’anni
anche se vivi fino a cento
cosa sarà a far muovere il vento
a fermare il poeta ubriaco
a dare la morte per un pezzo di pane
o un bacio non dato
Cosa sarà
che ti svegli al mattino e sei serio
che ti fa morire ridendo di notte
all’ombra di un desiderio
Cosa sarà
che ti spinge ad amare una donna
bassina e perduta
la bottiglia che ti ubriaca
anche se non l’hai bevuta
Cosa sarà
che ti spinge a picchiare il tuo re
che ti porta a cercare il giusto
dove giustizia non c’è
Cosa sarà
che ti fa comprare di tutto
anche se è di niente che hai bisogno
Cosa sarà
che ti strappa dal sogno
Cosa sarà
che ti fa uscire di tasca
dei no non ci sto
ti getta nel mare
e ti viene a salvare
Cosa sarà
che dobbiamo cercare
che dobbiamo cercare
Cosa sarà
che ci fa lasciare
la bicicletta sul muro
e camminare a sera
con un amico a parlare del futuro
Cosa sarà
questo strano coraggio
o paura che ci prende
e ci porta ad ascoltare
la notte che scende
Cosa sarà
quell’uomo e il suo cuore benedetto
che sceso dalle scarpe
e dal letto si è sentito solo
e come un uccello
che in volo si ferma
e guarda giù
 
Fonte: QUI
 
 
 
Lato A:
MILANO

 
      Lato B:
NOTTE

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Milano vicino all’Europa
Milano che banche che cambi
Milano gambe aperte
Milano che ride e si diverte
Milano a teatro
un ole’ da torero
Milano che quando piange
piange davvero
Milano Carabinieri Polizia
che guardano sereni
chiudi gli occhi e voli via
Milano a portata di mano
ti fa una domanda in tedesco
e ti risponde in siciliano
poi Milan e Benfica
Milano che fatica
Milano sempre pronta al Natale
che quando passa piange
e ci rimane male
Milano sguardo maligno di Dio
zucchero e catrame
Milano ogni volta
che mi tocca di venire
mi prendi allo stomaco
mi fai morire
Milano senza fortuna
mi porti con te
sotto terra o sulla luna
Milano tre milioni
respiro di un polmone solo
Milano che come un uccello
gli sparano
ma anche riprende il volo
Milano piovuta dal cielo
tra la vita e la morte
continua il tuo mistero
Milano tre milioni
respiro di un polmone solo
che come un uccello
gli sparano
ma anche riprende il volo
Milano lontana dal cielo
tra la vita e la morte
continua il tuo mistero
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Sono in piedi che cammino e sono morto
E mi vedi che respiro e sono morto
Dove vuoi che vada con questo fiato corto
Va tutto bene salute ce n'è
Eppure sono morto
Se mi tocco sento il freddo e sono morto
Niente che si muove dentro sono morto
È tutto uguale anche se mi metto capovolto
Non piango, non rido non sogno da un po'
E spesso mi maledico con quello che ho
Tu stendimi le braccia
Se riesci a soffocare
Tutta questa morte
Fammi guardare la tua faccia
Riaprimi la vita
Spalancami le porte
È in questa notte americana
Più nera dei tuoi occhi
Che mi voglio sporcare
Tra i tuoi capelli sparsi
So che c'è un altro cielo
Che voglio misurare
Rimani lì ferma per un po'
Provami che sei vera...
Io rinasco questa sera
Butto giù il vino e so già che mi va storto
Mi sveglio e a malapena mi sopporto
Ma è normale a volte non mi accorgo
Non sento, non vedo non tremo da un po'
E dato che credo prego i santi che ho
Tu stringimi più forte
Benzina del mio cuore
Fammelo ripartire
Provaci pure tante volte
Perfino con le mani
Così posso morire
Questa è una notte americana
Perché noi tra mille anni
Diventeremo stelle
Più su dove più su non può arrivare
Il rumore della gente
Stanotte non ci offende
 
Fonte: QUI
 
 
Lato B:
L'ANNO CHE VERRA'


Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po'
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c'è una grossa novità,
l'anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.

Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
e si sta senza parlare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.

Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.

E si farà l'amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.

E se quest'anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch'io.

L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità
 
Fonte: QUI
 


Ultima modifica di mauro piffero il Mar Lug 11, 2017 11:50 pm, modificato 4 volte

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LUCIO DALLA & FRANCESCO DE GREGORI: 1979 - BANANA REPUBLIC (LP 33 GIRI )

Messaggio  mauro piffero il Lun Lug 10, 2017 3:03 pm

1. TITOLO:
 
1979 - BANANA REPUBLIC
 
# Etichetta: RCA # Catalogo: PL 31446 # Data pubblicazione: Anno 1978 # Matrici: IKAY 36051/IKAY 36052 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA MILANO
 
 
2. RECENSIONE: Il disco

Dopo il successo della canzone in duetto “Ma come fanno i marinai”, Lucio Dalla e Francesco De Gregori decidono di dar vita insieme a un tour negli stadi italiani. Una serie di gravi incidenti avvenuti ai concerti o nelle immediate vicinanze negli anni precedenti aveva fatto sì che le star straniere e quelle italiane disertassero stadi e palasport. Il tour “Banana Republic”, tuttavia, si svolge in maniera ordinata e registra una affluenza di pubblico senza precedenti. Grazie a Dalla e De Gregori la musica ritornava negli stadi.
Alcune date del tour furono:[1]

19 giugno: Genova - Stadio Marassi
21 giugno: Torino - Stadio Comunale
28 giugno: Bologna - Stadio Renato Dall'Ara
2 luglio: Napoli - Stadio San Paolo
16 luglio: Roma - Stadio Flaminio
Il disco “live” dell'evento viene pubblicato mentre il tour è ancora in corso e arriva al primo posto in classifica.[2] La RCA decide che l'album deve uscire in agosto: gli operai degli stabilimenti di stampa di via Tiburtina avrebbero saltato le ferie.

« Quando un giorno Dalla venne a pranzo a casa mia insieme a Ron (cosa che avveniva abbastanza di frequente) mi feci trovare intento a scrivere la canzone “Ma come fanno i marinai”. Forse già mentre la pensavo ipotizzavo che, assieme a Lucio, sarebbe potuta diventare una cosa forte, importante e divertente. E lui la sentì, se ne innamorò, ci mise subito un bel riff di clarinetto all'inizio, aggiunse, cambiò, migliorò, la rese decisamente più “commestibile”, più adatta alle nostre due vocalità. »
(Francesco De Gregori, Corriere della sera[3])
E ancora:

« Banana Republic è la traduzione di un pezzo di Steve Goodman che mio fratello, più noto come Luigi Grechi (quello de Il bandito e il campione) mi aveva fatto conoscere. Mi piacque molto e cominciai a tradurlo un po' per gioco un po' per allegria. Quando la tournée era ormai decisa, pensammo che ci sarebbe voluto un altro pezzo da condividere oltre ai “Marinai”. Io feci sentire a Lucio il brano, a lui piacque. Non solo lo mettemmo nella scaletta del concerto, ma quel titolo innescò uno strano processo di fascinazione cosicché Ennio Melis, direttore della RCA Italiana, uomo di grande istinto, ci consigliò di chiamare il tour come il brano appena realizzato. “Mica la vorrete chiamare I marinai che sa di vecchio?”. Ci disse di chiamarla Banana Republic perché è curioso e non si capisce cos'è. »
(Francesco De Gregori, Corriere della sera)
Il disco[modifica | modifica wikitesto]
L'album raccoglie il meglio dei 28 brani portati in tournée dai due cantautori negli stadi italiani dal 16 giugno al 30 luglio 1979. I due fino ad allora insieme avevano inciso in studio solo un singolo (Ma come fanno i marinai/Cosa sarà) e si erano esibiti insieme dal vivo una sola volta, a Roma l'8 luglio 1978.

La canzone che dà il titolo all'album è la traduzione, effettuata dal solo De Gregori, della canzone Banana Republics scritta e incisa da Steve Goodman e portata poi al successo da Jimmy Buffett. Del brano non esistono versioni in studio eseguite dai due, ma ne esiste una del solo De Gregori, pubblicata nel 45 giri Viva l'Italia/Banana Republic[4]; lo stesso dicasi per Gelato al limon, scritta da Paolo Conte e da lui inclusa nell'omonimo album di quello stesso anno.

Piazza Grande, del repertorio di Dalla, è cantata soltanto da quest'ultimo, così come De Gregori canta da solo le sue Bufalo Bill e Santa Lucia. In tutte le altre tracce del disco, i due artisti duettano a strofe alterne o in coro a prescindere dall'autore del brano.

La già citata Ma come fanno i marinai, che chiudeva i concerti del duo, è preceduta da un breve accenno di Addio a Napoli.

Le registrazioni sono state effettuate con lo studio mobile "Manor" durante i concerti di Brescia, Verona e Bologna; il tecnico del suono è Peter Greenslade (già al fianco di Fabrizio De André e della Premiata Forneria Marconi, nella tournée svoltasi pochi mesi prima), e gli assistenti David Chapman, Paut Ward e Louise Freedman.

L'album è stato poi missato dal produttore Alessandro Colombini e da Maurizio Montanesi negli studi RCA di Roma.

Gli arrangiamenti delle canzoni sono curati da Ron, presente sul palco - alla chitarra e ai cori - in tutti i brani.

I musicisti di supporto a Lucio Dalla (Curreri, Liberatori, Pezzoli, Nanni e Portera) formeranno in seguito gli Stadio; quelli di supporto a Francesco De Gregori erano i componenti del gruppo dei Cyan.

Il film-concerto[modifica | modifica wikitesto]
Dal lungo tour estivo di Banana Republic è stato tratto anche un "film concerto dal vivo" per la regia di Ottavio Fabbri che viene proiettato nei cinema italiani. Il film, oltre ad interviste e spezzoni documentari del tour in questione, contiene molte più canzoni rispetto all'LP, e anche i titoli in comune con esso sono esecuzioni differenti da quelle registrate per l'album.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: BANANA REPUBLIC
 
   

 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST di: BANANA REPUBLIC
 
Lato A Lato B

  • A1 BANANA REPUBLIC
  • A2 UN GELATO AL LIMON
  • A3 LA CANZONE DI ORLANDO
  • A4 BUFALO BILL
  • A5 PIAZZA GRANDE


  • B1 4-3-1943
  • B2 SANTA LUCIA
  • B3 QUATTRO CANI
  • B4 ADDIO A NAPOLI
  • B5 MA COME FANNO I MARINAI
 
Lato A:
BANANA REPUBLIC

 
      Lato B:
4-3-1943

 
     

Autori: F. De Gregori, J. Rothermel, S. Burgh, S. Goodman
Orchestra: Dal vivo
 
Testo:
Laggiù nel Paese dei Tropici,
dove il sole è più sole che qua,
sotto l'ombra degli alberi esotici
non t'immagini che caldo che fa.
Gli americani che espatriano,


si ritrovano tutti quaggiù,
alle spalle una storia improbabile,
un amore che non vale più.

E poi verso sera li vedi tutti a caccia
di una donna e via.
E attraversano la notte a piedi
per truffare la malinconia.
E spendono più di una lacrima
su un bicchiere di vino e di rum.
E piangendo gli viene da ridere,
ballo anch'io se balli tu.

Laggiù nel Paese dei Tropici,
qualche volta fa freddo anche là,
per un cuore che si è ammalato
nel paese della libertà.

Gli americani che espatriano,
fanno il verso alla nostalgia,
raccontandosi senza credere mille volte
la stessa bugia.
E poi verso sera li vedi tutti a caccia
di una donna e via e attraversano
la notte a piedi per truffare la malinconia.

E spendono più di una lacrima
su un bicchiere di vino e di rum
e piangendo gli viene da ridere,
ballo anch'io se balli tu.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Pallottino
Orchestra: Dal vivo
 
Testo:
Dice che era un bell'uomo
e veniva, veniva dal mare
parlava un'altra lingua però sapeva amare
e quel giorno lui prese mia madre sopra un bel prato
l'ora più dolce prima d'essere ammazzato

Così lei restò sola nella stanza,
la stanza sul porto
con l'unico vestito, ogni giorno più corto
e benchè non sapesse il nome
e neppure il paese
m'aspettò come un dono d'amore
fino dal primo mese

Compiva sedici anni
quel giorno la mia mamma
le strofe di taverna
le cantò la ninna nanna
e stringendomi al petto che sapeva,
sapeva di mare, giocava a far la donna
con il bimbo da fasciare

E forse fu per gioco o forse per amore
che mi volle chiamare come Nostro Signore
della sua breve vita il ricordo,
il ricordo più grosso, è tutto in questo nome
che io mi porto addosso

E ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino,
per la gente del porto
mi chiamo Gesù Bambino

E ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino,
per la gente del porto
mi chiamo Gesù Bambino

E ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino,
per la gente del porto
mi chiamo Gesù Bambino
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
UN GELATO AL LIMON

 
      Lato B:
SANTA LUCIA

 
     

Autori: Paolo Conte
Orchestra: Dal vivo
 
Testo:
Un gelato al limon, gelato al limon gelato al limon
sprofondati in fondo a una citta.
un gelato al limon e vero limon-
ti piace?
mentre un'altra estate passera

liberta e perline colorate, ecco quello che io ti drao
e la sensualita delle vita disperate,
ecco il dono che io ti faro.

donna che stai entrando nella mia vita
con una valigia di perplessita.
ah, non avere paure che sia gia finita
ancora tante cose quiest'uome ti dara

e un gelato al limon, gelato al limone, gelato al limone
sprofondati in fondo a una citta.

un gelato al limon, gelato al limon, gelato al limon
mentre un'altra estate se ne va...
 
Fonte: QUI
   
Autori: De Gregori
Orchestra: Dal vivo
 
Testo:
Santa Lucia, per tutti quelli che hanno occhi
e gli occhi e un cuore che non basta agli occhi
e per la tranquillità di chi va per mare
e per ogni lacrima sul tuo vestito,
per chi non ha capito.

Santa Lucia per chi beve di notte
e di notte muore e di notte legge
e cade sul suo ultimo metro,
per gli amici che vanno e ritornano indietro
e hanno perduto l'anima e le ali.

Per chi vive all'incrocio dei venti
ed è bruciato vivo,
per le persone facili che non hanno dubbi mai,
per la nostra corona di stelle e di spine,
per la nostra paura del buio e della fantasia.

Santa Lucia, il violino dei poveri è una barca sfondata
e un ragazzino al secondo piano che canta,
ride e stona perchè vada lontano,
fa che gli sia dolce anche la pioggia delle scarpe,
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
LA CANZONE DI ORLANDO

 
      Lato B:
QUATTRO CANI

 
     

Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Dal vivo
 
Testo:
Se tutti i monti fossero seminati a grano
se i cavalli in branco ritornassero al piano
volando tra erbe e fiori
io raccontando i miei amori
avrei ancora vent'anni
Anser, anser che va.

Ma nevica sulla mia mano
e il mio cavallo è ormai lontano
notte e nebbia negli occhi
il ferro sui miei ginocchi
arco e freccia non scocchi
Anser, anser che va.

Acqua di luce alla foce
con una corsa veloce
bagnami con un sorriso solo
se i monti sono foreste
e le strade nelle tempeste
io mi fermerò in volo.

E potrò raccontare la mia vita passata
e ti saprò aspettare
Anser, anser che va

 
Fonte: QUI
   
Autori: De Gregori
Orchestra: Dal vivo
 
Testo:
Quattro cani per strada

Il primo è un cane di guerra

E nella bocca ossi non ha

E nemmeno violenza

Vive addosso i muri e non parla mai

Vive addosso i muri e non parla mai



Il secondo è un bastardo

Che conosce la pace e la tranquillità

Ed il piede dell'uomo e la strada

E ogni volta che muore gli rinasce la coda



Il terzo è una cagna

Qualche volta si nega

Quasi sempre si dà

E semina i figli nel mondo

Perché è del mondo che sono i figli, i figli


Quattro cani per strada

E la strada è già piazza e la sera è già notte

Se ci fosse la luna

Se ci fosse la luna, si potrebbe cantare



Il quarto ha un padrone

Non sa dove andare e comunque ci va

E semina i figli nel mondo

E ogni volta che muore gli rinasce la coda



Quattro cani per strada

e la strada è già piazza

e la sera è già notte

Ma se ci fosse la luna

Se ci fosse la luna

Si potrebbe cantare

Si potrebbe cantare
 
Fonte: QUI
 
 
 
Lato A:
BUFALO BILL

 
      Lato B:
ADDIO NAPOLI

 
     

Autori: De Gregori
Orchestra: Dal vivo
 
Testo:
Il paese era molto giovane
I soldati a cavallo era la sua difesa
E il verde brillante della prateria
Dimostrava in maniera lampante l'esistenza di Dio
Del dio che progetta la frontiera e custodisce la ferrovia.

A quel tempo io ero un ragazzo che giocava a ramino e fischiava alle donne
Credulone e romantico con due baffi da uomo.
Se avessi potuto scegliere tra la vita e la morte
Avrei scelto l'America

Tra bufalo e locomotiva la diffrenza salta agli occhi
La locomotiva ha la strada segnata
Il bufalo puo' scartare di lato e cadere.
Questo decise la sorte del bufalo, l'avvenire dei miei baffi
E il mio mestiere.

E ora vi voglio dire, c'e' chi uccide per rubare
C'e' chi uccide per amore.
Il cacciatore uccide sempre per giocare
Io uccidevo per essere il migliore.

Mio padre guardiano di mucche, mia madre una contadina
Io unico figlio biondo quasi come Gesu'.
Avevo pochi anni e vent'anni sembran pochi
Poi ti volti a guardarli e non li trovi piu'.
E mi ricordo infatti un pomeriggio triste
Io col mio amico culo di gomma famoso meccanico
Sul ciglio di una strada a contemplare l'America
Diminuzione dei cavalli, aumento dell'ottimismo.
Mi presentarono i miei cinquant'anni
E un contratto col circo Pace E Bene a girare l'Europa
E firmai, col mio nome firmai e il mio nome era
Bufalo Bill
 
Fonte: QUI
   
Autori: G.T. Cottrau
Orchestra: Dal vivo
 
Testo:
Addio mia bella Napoli,
Addio, addio
La tua soave immagine
Chi mai chi mai scordar potrà

Del ciel l'azzurro fulgido
La placida marina
Qual core lo rinebria
Ardea ardea di voluttà

Il ciel, la terra e l'aura
Favellano l'amore
E sola al mio dolore
Dal porto io sognerò, sì
Io sognerò

Addio mia bella Napoli,
Addio, addio
Addio care memorie
Del tempo che passò

Tutt'altro ciel mi chiama,
Addio, addio
Ma questo cor ti brama
E il cor e il cor ti lascerò

Di baci e d'armonia
E' l'aura tua... riviera
Oh magica sirena
Fedel fedele a te sarò

Al mio pensier più tenero
Ritornano gli istanti
Le gioie e le memorie
Dei miei felici dì,
I miei felici dì

Addio mia bella Napoli,
Addio, addio
Addio care memorie
Del tempo che passò

Addio mia bella Napoli,
Addio, addio
Addio care memorie
Del tempo... che passò
 
Fonte: QUI
 
 
 
Lato A:
PIAZZA GRANDE

 
      Lato B:
MA COME FANNO I MARINAI

 
     

Autori: Baldazzi, Dalla, Cellamare, Bardotti
Orchestra: Dal vivo
 
Testo:
Santi che pagano il mio pranzo non ce n'è
sulle panchine in Piazza Grande,
ma quando ho fame di mercanti come me
qui non ce n'è.

Dormo sull'erba e ho molti amici intorno a me,
gli innamorati in Piazza Grande,
dei loro guai dei loro amori tutto so,
sbagliati e no.

A modo mio avrei bisogno di carezze anch'io.
A modo mio avrei bisogno di sognare anch'io.

Una famiglia vera e propria non ce l'ho
e la mia casa è Piazza Grande,
a chi mi crede prendo amore e amore do,
quanto ne ho.

Con me di donne generose non ce n'è,
rubo l'amore in Piazza Grande,
e meno male che briganti come me
qui non ce n'è.

A modo mio avrei bisogno di carezze anch'io.
Avrei bisogno di pregare Dio.
Ma la mia vita non la cambierò mai mai,
a modo mio quel che sono l'ho voluto io

Lenzuola bianche per coprirci non ne ho
sotto le stelle in Piazza Grande,
e se la vita non ha sogni io li ho e te li do.

E se non ci sarà più gente come me
voglio morire in Piazza Grande,
tra i gatti che non han padrone
come me attorno a me
 
Fonte: QUI
   
Autori: F. De Gregori, L. Dalla
Orchestra: Dal vivo
 
Testo:
Ma dove vanno i marinai
con le loro giubbe bianche
sempre in cerca di una rissa o di un bazar
ma dove vanno i marinai
con le loro facce stanche
sempre in cerca di una bimba da baciar.

Ma cosa fanno i marinai
quando arrivano nel porto
vanno a prendersi l'amore dentro al bar
qualcuno è vivo per fortuna
qualcuno è morto
c'è una vedova da andare a visitar.

Ma come fanno i marinai
a riconoscere le stelle
sempre uguali sempre quelle
all'Equatore e al Polo Nord
ma come fanno i marinai
a baciarsi fra di loro
a rimanere veri uomini però.

Intorno al mondo senza amore
come un pacco postale
senza nessuno che gli chiede come va
col cuore appresso a una donna
una donna senza cuore
chissà se ci pensano ancora
chissà.

Ma dove vanno i marinai
mascalzoni imprudenti
con la vita nei calzoni
col destino in mezzo ai denti
sotto la luna puttana e il cielo che sorride
come fanno i marinai
con questa noia che li uccide
addormentati sopra un ponte
in fondo a un malincuore
sognano un ritorno
smaltiscono un liquore
affaticati dalla vita piena di zanzare
che cosa gliene frega di trovarsi in mezzo al mare
a un mare che più passa il tempo
e più non sa di niente
su questa rotta inconcludente
da Genova a New York
ma come fanno i marinai
a fare a meno della gente
e a rimanere veri uomini però.

E intorno al mondo senza amore
come un pacco postale
senza nessuno che gli chiede come va
col cuore appresso a una donna
una donna senza cuore
chissà se ci pensano ancora
chissà.
 
Fonte: QUI
 


Ultima modifica di mauro piffero il Mer Lug 12, 2017 12:17 am, modificato 1 volta

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LUCIO DALLA - 1980: DALLA (33 GIRI L.P.)

Messaggio  mauro piffero il Lun Lug 10, 2017 9:00 pm

1. TITOLO:
 
1980 - DALLA
 
# Etichetta: RCA # Catalogo: PL 31537 # Data pubblicazione: Anno 1978 # Matrici: IKAY 35710/IKAY 35711 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA MILANO
 
 
2. RECENSIONE: Il disco.

L'album fu il più venduto dell'anno e comprende tracce di successo come Balla balla ballerino, Cara, Futura e Siamo dei che entrarono a pieno titolo nella cultura musicale italiana dell'ultimo scorcio del XX secolo.

Contiene inoltre il brano Meri Luis, considerato da Dalla stesso una delle sue migliori canzoni e reinterpretato nel 2011 da Marco Mengoni.

Nota: la canzone "La sera dei miracoli" fu usata nella sigla di chiusura del programma televisivo di inchiesta giornalistica "La notte della Repubblica" di Sergio Zavoli, andato in onda nel 1989-1990. Il brano è dedicato a Roma.

 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: DALLA
 
   

 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST di: DALLA
 
Lato A Lato B

  • A1 BALLA BALLA BALLERINO (5:49)
  • A2 IL PARCO DELLA LUNA (4:58)
  • A3 LA SERA DEI MIRACOLI (5:17)
  • A4 MAMBO (5:04)


  • B1 MERI LUIS (4:36)
  • B2 CARAn (5:39)
  • B3 SIAMO DEI (4:32)
  • B4 FUTURA (6:07)
 
Lato A:
BALLA BALLA BALLERINO

 
      Lato B:
MERI LUIS

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Balla non aver paura se la notte è fredda e scura
Non pensare alla pistola che hai puntato contro
Balla alla luce di mille sigarette e di una luna
Che ti illumina a giorno balla il mistero
Di questo mondo che brucia in fretta quello che ieri era vero
Dammi retta Non sarà vero domani
Ferma con quelle tue mani il treno Palermo-Francoforte
Per la mia commozione c'è una ragazza al finestrino
Gli occhi verdi che sembrano di vetro
Corri e ferma quel treno fallo tornare indietro

Balla anche per tutti i violenti veloci di mano e coi coltelli
Accidenti Se capissero vedendoti ballare di essere
Morti da sempre anche se possono respirare
Vola e balla sul cuore malato illuso sconfitto poi abbandonato
Senza amore dell'uomo che confonde la luna con il sole
Senza avere coltelli in mano ma nel suo povero cuore
Allora vieni angelo benedetto prova a mettere i piedi sul suo petto
E stancarti a ballare al ritmo del motore ed alle grandi parole
Di una canzone canzone d'amore Ecco il mistero
Sotto un cielo di ferro e di gesso l'uomo riesce ad amare lo stesso
Ama davvero senza nessuna certezza
Che commozione che tenerezza
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Il regista aspettava la star al ristorante
sembrava un morto con in mano un bicchiere
il ragazzo lavorava in un bar ed aspettava
che il padrone se ne andasse, per potersi sedere
il dentista aspettava il sabato
con la moglie e tre figli era già pronto per il mare
il taxista al posteggio aspettava qualcuno da portare
Chi l'ha vista la ragazza con le grandi tette
che tutte le sere alle sette un quarto
aspettava l'autobus guardando in alto
e tutti quanti ad aspettare, a cercare di fermare
questa vita che passa accanto e con le mani ti saluta e fabye bye
questa vita un pò umida di pianto con i giorni messi male
vVista dall'alto sembra un treno che non finisce mai.
Neppure se è coperta dalla neve
o se sparisce sotto terra e non si vede
si ferma un attimo:
il regista il ragazzo il dentista il taxista, la ragazza, la star
scaraventati in mezzo al traffico.
Ma, dio mio, e se si provasse a trattenere il respiro
se si cercasse, se si provasse di fermare il giro.
Il regista stanco di aspettare, appena ha visto la star
l'ha mandata a acagare
il ragazzo ha lasciato lì di lavorare
e, agguantato un treno, è corso fino al mare
il dentista si è innamorato di un dente
lo accarezza non vuole fargli male
iIl taxista nella macchina non ha il cliente
ma una canna per andare a pescare
Meri Luis finalmente ha deciso che l'amore è bello
ha abbassato gli occhi e si è lasciata andare
ha benedetto il cielo come fosse un fratello
per le sue belle tette e per l'amico che le vuole toccare
Adesso, mio dio, dimmi cosa devo fare
se devo farla a pezzi questa mia vita
oppure sedermi e guardarla passare
Però la vita com'è bella
e come è bello poterla cantare.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
IL PARCO DELLA LUNA

 
      Lato B:
CARA

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Sono più di cent'anni che al parco della luna
arriva Sonni Boi con i cavalli di legno e la sua donna Fortuna
i denti di ferro e gli occhi neri puntati nel cielo per capirne i misteri.
È nato a Ferrara anzi l'hanno trovato su un muro
è pieno di segni e i muscoli corrono sulla sua pelle.
Sonni Boi ha disegnato sulle braccia la mappa delle stelle.
Di notte va a caccia e con il cavallo raccoglie chi si è perduto.
Anch'io quante volte da bambino ho chiesto aiuto
quante volte da solo mi sono perduto
quante volte ho pianto e sono caduto
guardando le stelle ho chiesto di capire
come entrare nel mondo dei grandi senza paura paura di morire.
Come uno zingaro seduto su un muro gli occhi nel cielo puntati sul futuro
Dei suoi mille figli non ricorda un viso ne ha avuto uno per coltello
ha fatto un figlio per ogni nemico ucciso.
Sonni Boi non è cattivo ha perfino sorriso guardando
Fortuna accarezzandole il viso.
Li ho visti abbracciarsi come bimbi nel parco della luna
tutti e due con una valigia nella mano
con l'aria di chi deve partire
e andare lontano oppure morire,
in silenzio, sparire piano piano
sopra il loro cavallo di legno con la loro pelle scura nella mano.
Adesso Sonni Boi e la sua donna Fortuna
Saranno a metà strada tra Ferrara e la luna.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Cosa ho davanti, non riesco più a parlare
dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare
vuoi andare a dormire.
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare
sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli, ci si può fidare.

Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento
non c'è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
e debbo stare attento a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino.

La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano
e cascare dentro un letto.....
che pena...che nostalgia
non guardarti negli occhi e dirti un'altra bugia
A..Almeno non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.

Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla
e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano
ma so già cosa pensi, tu vorresti partire
come se andare lontano fosse uguale a morire
e non c'e' niente di strano ma non posso venire

Così come una farfalla ti sei alzata per scappare
ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori per provare anch'io a volare
e la notte cominciava a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava di contare le sue stelle
io li sotto ero uno sputo e ho detto "OLE'" sono perduto.

La notte sta morendo
ed è cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me l' ho gia detto
che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto.

Lontano si ferma un treno
ma che bella mattina, il cielo è sereno
Buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce e così sia.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
LA SERA DEI MIRACOLI

 
      Lato B:
SIAMO DEI

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
È la sera dei miracoli fai attenzione
qualcuno nei vicoli di Roma
con la bocca fa a pezzi una canzone.
È la sera dei cani che parlano tra di loro
della luna che sta per cadere
e la gente corre nelle piazze per andare a vedere

Questa sera così dolce che si potrebbe bere
da passare in centomila in uno stadio
una sera così strana e profonda che lo dice anche la radio
anzi la manda in onda
tanto nera da sporcare le lenzuola.
È l'ora dei miracoli che mi confonde
mi sembra di sentire il rumore di una nave sulle onde.

Si muove la città con le piazze e i giardini e la gente nei bar
galleggia e se ne va, anche senza corrente camminerà
ma questa sera vola, le sue vele sulle case sono mille lenzuola.

Ci sono anche i delinquenti
non bisogna avere paura ma soltanto stare un poco attenti.
A due a due gli innamorati
sciolgono le vele come i pirati

E in mezzo a questo mare cercherò di scoprire quale stella sei
perché mi perderei se dovessi capire che stanotte non ci sei.
È la notte dei miracoli fai attenzione
qualcuno nei vicoli di Roma
ha scritto una canzone.
Lontano una luce diventa sempre più grande
nella notte che sta per finire
e la nave che fa ritorno,
per portarci a dormire.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Siamo dei e ci muoviamo nello spazio profondo,
corriamo dietro ai tuoni, ci pettiniamo,
e aspettiamo la fine del mondo
mentre tu, pover’uomo, non sei niente di speciale
devi anche lavorare e poi chiedere perdono
siamo dei, figli del sole
invece tu chi sei, tuo padre è stato il dolore.
Un momento, un momento, ho anch’io qualche argomento
ho un amico che è un campione di rock e riesce a ballare
Per tre giorni e tre notti senza doversi fermare
e un’altro che ha la voce da basso e con una mira
che ti stacca la coda di un cane con un sasso, se lo tira
e poi ho un grande amore un amore di ragazza che mi aspetta
e se non torno esce pazza dal dolore poveretta
ed ogni estate do il mio voto e vado al mare
e resto nudo tutto il giorno
fa molto bene alla salute abbronzarsi e puoi nuotare.
se mi vedessi quando torno

Ma cosa credi di fare, dove credi d’andare
non hai più aria per poter respirare.
Non c’è più nessuno che ti possa aiutare
eEd ogni giorno che vola via,
scopri di avere una nuova malattia.

Oh…! Brutto uccello
ti ha mai detto nessuno che un dio
dovrebbe essere più bello
e poi non ho capito l’ultima riga
non sarà che a stare sempre nello spazio
hai imparato a portar sfiga.
Oh …! Su quale giornale scrivi?
Noi non siamo ancora morti
se possiamo guardarci in faccia
vuol dire che siamo ancora vivi.

Siamo dei e la tua vita è un inferno
o qualcosa di più atroce
potresti vivere anche tu in eterno,
se ti pentissi e se abbassassi un pò la voce.

Oh…! Brutta specie di aereoplano
ma non ti accorgi che stando in alto
vedi il mondo da lontano
e per che cosa mi dovrei pentire
di giocare con la vita e di prenderla per la coda,
tanto un giorno dovrà finire
e poi, all’eterno ci ho già pensato
è eterno anche un minuto, ogni bacio ricevuto
dalla gente che ho amato.
 
Fonte: QUI
 
 
 
Lato A:
MAMBO

 
      Lato B:
FUTURA

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Dov'è quel cuore, dov'è
datemi un coltetto, un coltetto per favore
dov'è quel cuore bandito che ha tradito
il mio povero cuore, lo ha smontato e finito
dov'è
Tu teggimi ta mano e poi dimmi se il suo cuore
è vicino o se è andato tontano
se gira per l'Europa, occhi neri
it suo cuore si è seccato, è diventato una scopa
se d'amore è proprio vero che non si muore, non si muore
cosa faccio nudo per strada mentre piove
e c'è di piu,
non dormo da una settimana,
per quel cuore di puttana
sono andato al cinema e mi han mandato via
perché piangevo forte e mangiavo ta sua fotografia
e tu, e tu
datemi un coltetto, un coltetto per favore
dov'è quel cuore marziano
se ne è andata sbattendo la porta e avevo in mezzo la mano
dov'è la diva del muto
è una minaccia per tutti il suo cuore, il suo cuore ad imbuto
dov'è, dov'è, dov'è
scende dal tram e si avvicina e fa due passi
di Mambo
si sente molto furba e carina dice:
con te non ci rimango
io col cuore in cantina, ma sono un uomo e dico:
vattene via
leva il tuo sorriso dalla strada
e fai passare la mia malinconia
e porta via gli stracci, i tuoi fianchi e quella
faccia da mambo
e quella falsa allegria per trasformare in sorriso
anche l'ultimo pianto
tu, si, proprio tu, che non hai mai paura
chiedi se qualcuno ti presta la faccia
stai facendo una brutta figura
La mia regina del mambo
se ci ripenso preferisco ritornare in cantina
che avere te, ancora at mio fianco.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Chissà chissà domani
su che cosa metteremo le mani
se si potrà contare ancora le onde del mare
e alzare la testa
non esser così seria, rimani

I russi, i russi gli americani
no lacrime non fermarti fino a domani
sarà stato forse un tuono
non mi meraviglio
è una notte di fuoco
dove sono le tue mani
nascerà e non avrà paura nostro figlio

E chissà come sarà lui domani
su quali strade camminerà
cosa avrà nelle sue mani. le sue mani
si muoverà e potrà volare
nuoterà su una stella
come sei bella
e se è una femmina si chiamerà Futura.

Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella
sarai tu in miniatura
ma non fermarti voglio ancora baciarti
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio.

Di più, muoviti più fretta di più, benedetta
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su
che si arriva alla luna, si la luna
ma non è bella come te questa luna
è una sottana americana
Allora su mettendoci di fianco, più su
guida tu che sono stanco, più su
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su
son sicuro che c'e' il sole
ma che sole è un cappello di ghiaccio
questo sole è una catena di ferro
senza amore, amore, amore, amore.

Lento lento adesso batte più lento
ciao, come stai
il tuo cuore lo sento
i tuoi occhi così belli non li ho visti mai
ma adesso non voltarti
voglio ancora guardarti
non girare la testa
dove sono le tue mani
aspettiamo che ritorni la luce
di sentire una voce
aspettiamo senza avere paura, domani
 
Fonte: QUI
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Ven Lug 14, 2017 12:14 pm, modificato 6 volte

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LUCIO DALLA - 1981: LUCIO DALLA (Q DISC) - (Mini album 33 GIRI L.P.)

Messaggio  mauro piffero il Mar Lug 11, 2017 12:02 am

1. TITOLO:
 
1980 - LUCIO DALLA (Q DISC)
 
# Etichetta: RCA # Catalogo: PG 33420 # Data pubblicazione: Anno 1981 # Matrici: KKAY 36156/KKAY 36157 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA MILANO
 
 
2. RECENSIONE: Il disco.

Il nome con cui il mini album è noto è riferito in realtà al suo formato, il Q disc appunto, che la RCA Italiana aveva lanciato proprio in quel periodo e il cui logo campeggiava su tutte le copertine della serie. In questo caso, il marchio era anche l'unica scritta presente sul davanti della confezione, assieme a una foto del cantautore; il che probabilmente, assieme all'assenza di un titolo vero e proprio, originò l'equivoco.[1]

Il disco contiene quattro brani, di cui tre scritti interamente da Dalla; il quarto è una versione strumentale della nota You've Got a Friend di Carole King, sulla quale Dalla improvvisa al clarinetto e col suo inconfondibile scat.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: LUCIO DALLA (Q DISC)
 
   

 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST di: LUCIO DALLA (Q DISC)
 
Lato A Lato B

  • A1 TELEFONAMI TRA VENT'ANNI (4'41)
  • A2 MADONNA DISPERAZIONE (7'20)


  • B1 CIAO A TE (4'22)
  • B2 YOU'VE GOT A FRIEND (7'29)
 
Lato A:
TELEFONAMI TRA VENT'ANNI

 
      Lato B:
CIAO A TE

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Telefonami tra vent'anni
io adesso non so cosa dirti
amore non so risponderti
e non ho voglia di capirti

Invece pensami tra vent'anni pensami
io con la barba più bianca
e una valigia in mano
con la bici da corsa
e gli occhiali da sole
fermo in qualsiasi posto del mondo
chi sa dove
tra miliardi miliardi di persone
a bocca aperta senza parole
nel vedere una mongolfiera
che si alza piano piano
e cancella dalla memoria
tutto quanto il passato
anche linee della mano
mentre dall'alto un suono
come un suono prolungato
il pensiero che è appena nato
si avvicina e scende giù

Ah io sarei uno stronzo
quello che guarda troppo la televisione!
beh qualche volta lo sono stato
importante è avere in mano la situazione
non ti preoccupare
di tempo per cambiare ce n'è

Così ripensami tra vent'anni ripensami
vestito da torero
una torta in mano
l'orecchio puntato verso il cielo
verso quel suono lontano lontano
ma ecco che si avvicina

Con un salto siamo nel duemila
alle porte dell'universo
importante è non arrivarci in fila
ma tutti quanti in modo diverso
ognuno con i suoi mezzi
magari arrivando a pezzi
su una vecchia bicicletta da corsa
con gli occhiali da sole
il cuore nella borsa

Impara il numero a memoria
poi riscrivilo sulla pelle
se telefoni tra vent'anni
butta i numeri fra le stelle

Alle porte dell'universo
un telefono suona ogni sera
sotto un cielo di tutte le stelle
di un'inquietante primavera
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Ciao a te e a tuo figlio finocchio
ciao a te e alla tua puzza di piedi
ciao a te e a me… a me
e a tutto quello che vedi.
E ciao al tuo lavoro
al tuo lavoro di tranviere
ciao a te e a chi ti paga da bere
ciao a te e a tuo figlio finocchio
ciao a te e a me povero sciocco.

Ciao al tuo berretto da mettere in testa
alla tua pancia curioso
al tuo millesimo sciopero e alla tua festa

Ma quante cravatte
e l’aumento del latte
la gente che grida
e un cane che piange che piange
e una corrida.

Ciao a tutti quelli
quelli che ti stanno attorno
alle tue notti corte
alle tue notti senza ritorno
alla tua vecchia puzza di piedi
ciao a te e a tutto quello che credi.

Ciao alla stanchezza
e all’abbassamento della vista
alle tue vecchie bandiere
e ai tuoi peli sulle mani
ciao perchè ti fidi solo di te
e al tuo domani in ginocchio
cioa a te e a tuo figlio finocchio.

Ciao vecchio amore mio
ciao al tuo pugno chiuso
tenero caprone
col pelo sul cuore mai mai deluso

Ciao bistecche tutti i giorni
bistecche e gnocchi
ciao a te… a te…
e ai tuoi figli finocchi

Io vado via, io vado via, io vado via
dove c’è ancora un posto per pensare
due o tre persone e metterci insieme
dove anche senza star bene
ridendo, piangendo, parlando
si può ricominciare

Read more: http://www.airdave.it/l/lucio_dalla/canzoni/testo_meri_luis.htm#ixzz4mSDphOl7
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
MADONNA DISPERAZIONE

 
      Lato B:
YOU'VE GOT A FRIEND

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Quante sono le ore
per arrivare a domani
Madonna disperazione
mentre esce dal portone
si frega le mani.
Quanti bei baci
per coprire la tua pelle
Madonna disperazione
dopo le mani non fregarti anche le stelle.

Quante notizie buttate dentro
alla radio
Madonna disperazione
a mezzanotte entra ed esce
dall'armadio.

Quanta fame
per una pizza, una birra e un panino
Madonna disperazione senza farsi notare
si siede al tavolo di un ragazzino.

Una macchina butta canzoni
per due occhi tondi
come duecento lire
Madonna disperazione
gli occhi li ha chiusi
ma fa finta di dormire.

Quanto coraggio per sputare dai denti
un buonasera
Madonna disperazione
gli occhi ha nella borsa
e si sbuccia una pera.

Quanta nostalgia a pensare a qualcuno
che sta molto lontano
Madonna disperazione
ne approfitta e ti agguanta la mano.

C'è molta poesia
a stare zitti
se non si ha niente da dire
Madonna disperazione
corre a disfare la piega del letto
per andare a dormire

e la notte, la notte è finita
la notte è finita in un bicchiere di birra
e diventa più scura

Madonna disperazione
fa si con la testa
e fa finta di avere paura.

Che disastro esser convinti
di non credere più a niente
c'è madonna disperazione
che anche al buio
ti vede e ti sente

non avere niente da leggere
non avere da sognare
Madonna disperazione
è di spalle
e si comincia a pettinare.

Quanto potresti pagare
per non avere più la memoria
e non vedere
Madonna disperazione
mentre si strucca e poi si spoglia.

Ecco il giorno è finito
il quadro diventa perfetto
perché madonna disperazione
ha capito
e si infila nel letto
 
Fonte: QUI
   
Autori: Carol King
Orchestra: In studio
 
Testo:
"You've got a friend" è un brano musicale.
 


Ultima modifica di mauro piffero il Gio Lug 13, 2017 5:33 pm, modificato 1 volta

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LUCIO DALLA: 1981 - CARA/BALLA BALLA BALLERINO (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Mar Lug 11, 2017 11:03 am

1. TITOLO:
 
1981 - CARA/BALLA BALLA BALLERINO
 
# Etichetta: RCA Italiana # Catalogo: PB 6507# Data pubblicazione: Gennaio 1976 # Matrici: KKAS 35982/KKAS 35983# Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA Italiana - ROMA
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST:
 
Lato A:
CARA

 
      Lato B:
BALLA BALLA BALLERINO

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Dal vivo
 
Testo:
Cosa ho davanti, non riesco più a parlare
dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare
vuoi andare a dormire.
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare
sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli, ci si può fidare.

Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento
non c'è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
e debbo stare attento a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino.

La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano
e cascare dentro un letto.....
che pena...che nostalgia
non guardarti negli occhi e dirti un'altra bugia
A..Almeno non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.

Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla
e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano
ma so già cosa pensi, tu vorresti partire
come se andare lontano fosse uguale a morire
e non c'e' niente di strano ma non posso venire

Così come una farfalla ti sei alzata per scappare
ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori per provare anch'io a volare
e la notte cominciava a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava di contare le sue stelle
io li sotto ero uno sputo e ho detto "OLE'" sono perduto.

La notte sta morendo
ed è cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me l' ho gia detto
che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto.

Lontano si ferma un treno
ma che bella mattina, il cielo è sereno
Buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce e così sia.

 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Dal vivo
 
Testo:
Balla balla ballerino tutta la notte e al mattino
Non fermarti balla su una tavola fra due montagne
E se balli sulle onde del mare io ti vengo a cercare
Prendi il cielo con le mani vola in alto più degli aeroplani
Non fermarti sono pochi gli anni forse sono solo giorni
E stan finendo tutti in fretta e in fila
Non ce n'è uno che ritorni

Balla non aver paura se la notte è fredda e scura
Non pensare alla pistola che hai puntato contro
Balla alla luce di mille sigarette e di una luna
Che ti illumina a giorno balla il mistero
Di questo mondo che brucia in fretta quello che ieri era vero
Dammi retta Non sarà vero domani
Ferma con quelle tue mani il treno Palermo-Francoforte
Per la mia commozione c'è una ragazza al finestrino
Gli occhi verdi che sembrano di vetro
Corri e ferma quel treno fallo tornare indietro

Balla anche per tutti i violenti veloci di mano e coi coltelli
Accidenti Se capissero vedendoti ballare di essere
Morti da sempre anche se possono respirare
Vola e balla sul cuore malato illuso sconfitto poi abbandonato
Senza amore dell'uomo che confonde la luna con il sole
Senza avere coltelli in mano ma nel suo povero cuore
Allora vieni angelo benedetto prova a mettere i piedi sul suo petto
E stancarti a ballare al ritmo del motore ed alle grandi parole
Di una canzone canzone d'amore Ecco il mistero
Sotto un cielo di ferro e di gesso l'uomo riesce ad amare lo stesso
Ama davvero senza nessuna certezza
Che commozione che tenerezza
 
Fonte: QUI

 

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LUCIO DALLA - 1983: 1983 DALLA (33 GIRI L.P.)

Messaggio  mauro piffero il Mar Lug 11, 2017 5:47 pm

1. TITOLO:
 
1983 - 1983 DALLA
 
# Etichetta: RCA # Catalogo: PL 31692 # Data pubblicazione: Anno 1983 # Matrici: MKAY 37183/MKAY 37184 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA MILANO
 
 
2. RECENSIONE: Il disco

1983 è un album del cantautore italiano Lucio Dalla, pubblicato nel 1983. Ottiene un buon successo commerciale, sull'onda dei precedenti, con sonorità nuove e al passo con i tempi. È un periodo di rinnovamento dal punto di vista musicale per Dalla, e i risultati si riscontreranno effettivamente nel successivo Viaggi organizzati.

Tracce:

Curly Brackets.svg A questa voce o sezione va aggiunto il template sinottico {{Tracce}}
Tutte le canzoni sono state scritte da Lucio Dalla, eccetto Noi come voi scritta in collaborazione con Gaetano Curreri.

Musicisti:
Lucio Dalla - voce, fiati, pianoforte
Gaetano Curreri - tastiera, cori
Fabio Liberatori - tastiera
Marco Nanni - basso
Ricky Portera - chitarra
Giovanni Pezzoli - batteria
Sandro Comini - trombone, percussioni
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: 1983 DALLA
 
   

 
   
 
 
4. TRACK LIST di: 1983 DALLA
 
Lato A Lato B

  • A1 1983 (5'58)
  • A2 PECORELLA (5'02)
  • A3 L'ALTRA PATRE DEL MONDO (6'27)


  • B1 CAMION (4'02)
  • B2 NOI COME VOI (5'41)
  • B3 STRONZO (3'56)
  • B4 SOLO (5'22)
 
Lato A:
1983

 
      Lato B:
CAMION

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Le dieci del mattino e mi scoppia la testa
come se avessi bevuto una botte di vino
o fossi stato alla mia festa
apro la finestra è ancora buio
butto un urlo per strada ma non risponde nessuno
il mio cuore si è rotto come uno specchio si è rotto
si è rotto quel bellissimo orologio ti ricordi
come lo chiamavi tu
il silenzio continua sono almeno le sette
apro la radio la tele le orecchie
ma nessuno trasmette
la stanza è piena di animali sembrano zanzare
grosse come cani ma almeno i cani non sanno volare
forse qualcuno mi sente qualche vecchio amico mi sente
provo ad urlare così forte
così forte almeno mi sentissi tu
che giorno è che anno è lunedì martedì ma che vita è
da una foto di mia madre comincia a parlare
dice "ti ricordi tuo padre come ci sapeva fare?"
erano gli anni della guerra tutti col culo per terra
si mangiava coi cani ti ricordi a Bologna che festa
quando arrivarono gli americani
ehi nel '43 la gente partiva, partiva e moriva e non sapeva il perché
ma dopo due anni tutti quanti perfino i fascisti aspettavano
gli americani come a Riccione aspettano i turisti
e proprio te quella notte in piazza sulle spalle di tuo padre sembravi un re
finiti i bombardamenti tutti a farsi i complimenti

erano tristi solo i morti e si mangiavano le mai
non perché erano morti ma perché non si svegliavano domani
ti ricordi quella bruna come era triste perché sapeva di non vedere
i razzi sulla luna - luna
i razzi sulla luna sono un fatto normale se ne vedono tanti
piantati in fila che sembrano alberi di natale
poi spostando il cannocchiale puoi dare un nome alle stelle
puoi giocare con tutto o con niente puoi giocarti anche la pelle
ma qualcosa ci manca e quel qualcosa ci stanca
ci stanca avere tutte queste cose che ci mancano se non le abbiamo più
incontri la gente e si annoia è una congiura
poi li vedi come vivono in fretta forse la noia è soltanto paura
una paura che offende che ogni mattina ci prende
la paura di essere ciccia da contare e che la vita la tua vita
non cambi più
che anno è che giorno è lunedì martedì ma che vita è
dal cielo cade un giornale nessuna novità
tutto sembra normale chi può dire quanto durerà
gira ancora la terra? chissà si fermerà...
da che parte per la guerra scusi? giri un poco più in là...
beh ci vediamo domani faccio due salti nel vento se mi sento
domani torno qua, perché
ehi '83 sei lì come uno specchio ci fai sentire diversi nessuno sa perché
né meglio né peggio ma tutti quanti, perfino i più tristi
aspettiamo di svegliarci insieme, di guardarci di toccarci e di guardarci
come non ci fossimo mai visti
e proprio te questa notte in piazza sulle spalle di nessuno sarai un re
niente bombardamenti
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Ci vuol coraggio fidarsi di te presempio
-toccarti un braccio guardarti e chiederti beh cosa c'è?
-oppure ci vuole un'altra faccia meglio la mia vecchia faccia
-che ho perso ma non sò dov'è
-è così strano che io abbia bisogno di te io
-tanto lontano tu così diversa da me
-ma se mi dai un attimo meglio se io mi prendo un attimo meglio
-se noi usciamo dal traffico ci allontaniamo ci fermiamo
-come è distante come è distante anche da te presempio
-prendi quel camion no quello quello più grande che c'è
-ne servono altri cento per portar via quel che abbiamo dentro
- e che nessuno sà cos'è
-ma io ti amo posso dire che ti amo e tu ami me forse
-ma le parole cadono tra le tante che diciamo
-guarda per terra quante ce n'è
-no quel che abbiamo dentro è più importante per questo non mi sento
-di dirti amore e che c'è amore in ogni momento
-la storia a questo punto si interrompe si confonde
-le luci della città da lontano danno le onde
-prendimi la mano
è quasi l'alba è inutile che mi chiedi che ora è non lo vedi
-io mi sento una talpa ho capito mi hai lasciato mi dispiace per te
-ecco cosa avevo dentro ci sono arrivato amante è solo chi ama non
-quello che è amato per questo son fortunato più di te.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
PECORELLA

 
      Lato B:
NOI COME VOI

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Dove ti nascondi, pecorella?
Dimmi dove sei andata, su quale stella.
Dimmi se i tuoi occhi che amo tanto
hanno un giorno almeno, un giorno pianto.
Sei andata via
Mi hai detto: voltati
e sei andata via
ed io come un cretino ho giocato fino in fondo
mi son voltato e adesso sono solo al mondo.
Cosi' provo a cercarti
ma c'è soltanto una nuvola che può somigliarti.
Però laggiù qualcosa si muove
Porco Giuda è buio e poi fra un'ora piove.
Milady, Milady ma se non ti muovi come pensi che io ti trovi?
Confusa tra tante stelle, oppure chi lo sa dove sarai.
Magari in piedi, nascosta da qualche parte, Pecorella il mondo è troppo grande.
Non lasciarmi solo qui, qui con me.
E' straordinario, il mare visto dall'alto è un piatto, sembra un biliardo
Le nuvole che passano veloci, com'è bello la sera al mare che si accendono le luci.
Ma. Eh.
Che porca vita è mai questa, sempre col coltello nella schiena e un desiderio che si secca in gola e il cuore è un'altalena.
Ma ecco che ti vedo, tu mi guardi. come guardi pecorella, come guardi!
E com'è vero, che negli occhi c'è tutto e che ogni sguardo è un mistero.
Vedo che anche tu ti commuovi, finalmente ti avvicini a dirmi cosa provi.
In piedi, nuda rimani in piedi, pecorella ti vedessi nuda come sei bella
e niente vicino a te, quella stella: brutta quella stella!
Mi credi, è bello se tu mi guardi, adesso è troppo tardi.
Dimmi è vero che domani partirai?
E se parti, dimmi ddo' vai!
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla, Gaetano Curreri
Orchestra: In studio
 
Testo:
Noi come voi, aspettando che il sole smonti
diciamo guarda che bei tramonti
e tutte le sere..

Noi come voi, cercando qualcuno che incontri
qualcuno che ci faccia piacere
qualcosa di bello da vedere..

In più a noi come a voi, mettiamo il caso,
se ci troviamo davanti qualcosa o qualcuno
o addirittura un sorriso..

ma cosa possiamo, noi come voi, davanti al sorriso
davanti a due occhi, due fuochi, due gocce,
stelle del paradiso...

e così è stato, così che io e te adesso siamo qui
trovati per caso ma ancora qui
tenuti per mano, qualche volta scherzando,
qualche volta imbrogliando, chissà ancora per quanto
saremo qui...
insieme aspettando un nuovo tramonto
o la fine del mondo, comunque cercando,

anche noi come voi, qualche piccolo motivo in fondo
qualche piccolo trucco per un mondo, per un mondo

che a noi come a voi, piace sempre di meno,
un mondo che piove senza nuvole
che piove anche quando è sereno...

e così è stato che io e te adesso siamo qui
trovati per caso, ma ancora qui
tenuti per mano qualche volta scherzando
qualche volta imbrogliando, chissà ancora per quanto
saremo qui..
insieme aspettando un nuovo tramonto
o la fine del mondo, comunque cercando,

anche noi come voi, qualche piccolo motivo in fondo
qualche piccolo trucco per un mondo che a noi...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
L'ALTRA PARTE DEL MONDO

 
      Lato B:
STRONZO

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Marta
aspettava
che l'amico si calmasse
o che siccome guidava
almeno si fermasse...

Sandra
dall'altra parte del mondo
viveva sola in mezzo ai grattacieli
tutto un altro tipo di problemi
viveva sola fino in fondo...

Ciccio
da Messina
viveva gli anni sempre uguali
o meglio viveva in natfalina
andava in giro ogni tanto
e d'estate
mandava a casa qualche cartolina

Vogliam parlare per un attimo di quelli come Andrea
che a 16 anni sanno tutto della vita
la vivono in silenzio, in apnea
e col sorriso sulle labbra
in una piazza di Trastevere mi dice
"aho' la vita è appena cominciata ed è già finita"

Ahhh, allora io
cosa posso fare
se non star zitto anch'io
oppure posso cantare
provare fino in fondo
dire a tutti
che siamo uguali
tanti pezzi di un mondo
che...
senza pietà
cancella tutto e se ne va
rimaniamo a bocca aperta
lui ce la chiude e se ne va
come un bambino gioca e si nasconde
lo cerchiamo dappertutto
lui chiude gli occhi e si nasconde
passa vicino lo chiami non risponde
lo trovi addormentato per la strada
sdraiato sulle onde
ogni colpo apre gli occhi
ci frega ci confonde
nell'incanto della notte...

Ooohhhhh ohhhhhh ohhhhh

Marta
e il suo amico
navigavano ancora diecimila metri sopra al mare
andavano a cercare qualcosa o qualcuno
o solo un posto per ricominciare...

Sandra
si è alzata via da un amore andato male
aveva già lasciato l'altra parte del mondo
il suo aereo tra un'ora dovrebbe atterrare
era decisa a tutto
aveva ragione in fondo...

Con due valige finalmente all'areoporto
e passaporto nella mano Ciccio
aveva capito che non era un deficiente
era meglio partire, senza cartoline sparire
andarsene lontano...

Non ci sarebbe molto da dire
dei 16 anni di Andrea
senonchè sdraiato
mentre guardava passare un aereoplano
gli era venuta un'idea
come un sospetto
che il mondo potesse cambiare
fermarsi in una mano....

E che tranquillità
guardarlo senza pietà
giocarci come fanno a Napoli
i bambini, in Sicilia
in Libia, in Tunisia
o dove il mondo non si è ancora fermato
o dove se una volta s'è fermato
gliel'han portato via
o dove il mondo vede solo un pallone
dargli un calcio
farlo volar via
così in alto che si vede la scia
nell'incanto della notte....

Ohhhhh ohhhh ohhhhhh
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
"Pronto pronto c'è qualcuno che mi sente
merda sto precipitando c'è qualcuno lì"
Notte nera nera notte senza luna
Una bianca scia nel cielo si consuma
mentre sotto come fuochi nella notte
Grattacieli e tv accese come torce
Un marziano un tipo strano un sangue misto
Un qualcosa di schifoso mai visto
Barcollando esce fuori dai rottami
" Sono Merdman c'è qualcuno lì"
A parte il puzzo veramente micidiale
Aveva in sé qualcosa di familiare
Sui trent'anni bocca larga e braghe corte
Sempre sporco con uno stronzo sulla fronte
Ogni tanto spiaccicava una parola
E con le dita messe li' a pistola
Catturava tutto l'audience della gente
" Sono Merdman
Sono speciale posso parlare c'è qualcuno lì
voglio anche cantare
partecipare farmi invitare a un talk-show"
A poco a poco anche la stampa più esigente
lo trovava bello fresco e divertente
Non parliamo dei bambini anche i più belli
Che si mettevano uno stronzo tra i capelli
" Voglio fare come fanno in California"
" Yes No But You Are Beautiful"
Imparo tutto in fretta ho una gran memoria
poi prende un taxi vola dentro un talk-show
Le sue dita sono un trapano nel naso
Mentre parla e dice "Vengo da lontano
E vorrei fermarmi un poco ma non posso
nelle case tutto il pubblico è commosso
E' commosso mentre piange anche lo sponsor che lo applaude gli butta anche un osso
salutando lui comincia a vomitare tra gli applausi e le foto da firmare
Come fanno tutti quanti in California
" Sono Merdman... c'è qualcuno lì..."

 
Fonte: QUI
 
 
Lato B:
SOLO


Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Solo da non poterne più
Tra due nuvole e l'alba
Passo da un camion all'altro e la faccio da padrone
Solo in mezzo a questa confusione
Solo così mi riesco a contare
Così solo che mi parlo e mi posso ascoltare
Solo come una scarpa su un biliardo pronto per un nuovo imbarco
Ma è lontana la mia nave
Difficile arrivare
Per ora usiamo il cannocchiale
Solo come un'armonica a bocca senza bocca
Un bacio caduto per terra
Solo come uno che sta per tornare dalla guerra
Tra la verità che non si dice
E una bugia detta male
Qui comunque qualcosa non funziona
Bisognerebbe controllare
E' solo chi sta in casa tutto il giorno
E a non far niente si stanca
O quelli che per forza li trovi ogni sera dove si beve e si canta
Solo e pesante come il sonno dei bambini
Soli ogni notte nel letto
Era solo anche mio padre poveretto
Che per farmi dormire rimase solo e la favola è ancora li da finire
Solo come in America
Seduto davanti al mare
Ti ricordi che solo che ero a Los Angeles quando ti ho vista arrivare
Che eri sola anche tu
Com'eri sola anche tu
Bene mettiamoci insieme e non pensiamoci più
Il ragionamento filava
Non ti sembra
Eravamo due soli
Che si guardavano in faccia
Ci si guardava a vicenda
Se questa è la vita di qui non si scappa
Ogni cosa ogni giorno la cambia
Nel deserto tempesta di sabbia
S'incazza anche il mare ma dopo un'ora si calma
Telefoniamoci
Magari vediamoci
No aspetta stasera non so
No va bene lo stesso
Proviamo a parlarci
Ad amarci più spesso
Va bene parliamo domani
Però perché proprio adesso?
E no ciccia mia la vita è la mia
Ci sono altre cose che si possono fare
Per intanto mi chiudo in casa e ricomincio a pensare
Solo da non poterne più tra due nuvole e l'alba
Ma ero più solo quando c'eri anche tu
Però qualcosa mi manca
Solo davanti a tutti i campanelli
Così solo che mi metto a suonare
Sono i momenti più belli
Eh eh con te non si poteva mai fare
Solo come in America
Seduto davanti al mare
Ci scommetti che torno ci torno e mi siedo
Qualche cosa dovrà pur arrivare
 
Fonte: QUI
 


Ultima modifica di mauro piffero il Gio Lug 13, 2017 5:44 pm, modificato 2 volte

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LUCIO DALLA - 1984: VIAGGI ORGANIZZATI (33 GIRI L.P.)

Messaggio  mauro piffero il Mar Lug 11, 2017 7:07 pm

1. TITOLO:
 
1984 - VIAGGI ORGANIZZATI
 
# Etichetta: PRESSING # Catalogo: ZPLPS 34219 # Data pubblicazione: Anno 1984 # Matrici: NKAY 37709/NKAY 37710 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA MILANO
 
 
2. RECENSIONE: Il disco.

Viaggi organizzati è un album del cantautore italiano Lucio Dalla, pubblicato nel 1984 dalla Pressing.

Formazione:

Lucio Dalla - voce, tastiera, sax
Bruno Mariani - chitarra
Serse May - programmazione
Ron - pianoforte, tastiera
Roberto Costa - basso, tastiera
Mauro Gherardi - batteria, percussioni
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: VIAGGI ORGANIZZATI
 
   

 
   
 

 
   
 
 
4. TRACK LIST di: VIAGGI ORGANIZZATI
 
Lato A Lato B

  • A1 TUTTA LA VITA (4'53)
  • A2 TORO (4'13)
  • A3 AQUILA (4'33)
  • A4 60.000.000 DI ANNI FA (4'47)


  • B1 STORNELLO (4'15)
  • B2 VIAGGI ORGANIZZATI (4'52)
  • B3 WASHINGTON (4'33)
  • B4 TU COME ERI (4'50)
 
Lato A:
TUTTA LA VITA

 
      Lato B:
STORNELLO

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Tutta la vita, con questo orribile rumore
su e gi? o nel mezzo delle scale
le spalle contro quella porta.
Tutta la vita, a far suonare un pianoforte
lasciandoci dentro anche le dita
su e gi? o nel mezzo la tastiera
siamo sicuri che era musica.
Tutta la vita, a provare a dirti che partivo
o che partivo o che morivo
domani compro un bel violino
e una camicia di velluto e ti saluto e ti saluto
come un pallone che si? perduto
al limite fisico del racconto
o dentro un cielo tropicale
o come i palloni di una volta
che rotolavano sulle scale fino alla porta ta ta ta.
Tutta la vita, senza mai chiudere una porta
salutando gli ultimi capelli
e con un ghigno criminale
come sarebbe fammi un esempio, un esempio.
tutta la vita, senza nemmeno un paragone
fin dalla prima discoteca
lasciando a casa il cuore o sulle scale
siamo sicuri della musica?
So la musica ma la musica.
Tutta la vita, telefonista e moribondo
piacevolmente addormentato
su e gi? o nel buio di un divano.
Tutta la vita, al centro della confusione
o dentro il palmo di una mano no no no no no no
ma senza niente di meccanico
come un pallone che si? perduto
io ti saluto, io ti saluto
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla, Rosalino Cellamare
Orchestra: In studio
 
Testo:
Che buio è mai questo
E cos'e' questa forza che mi spinge
Che mi costringe ad andare avanti
Che cos'e' questo trucco che mi obbliga ad uscire
Cosa vedo laggiu' o lontano
Chissa' se mio padre e mia madre mi stanno aspettando
E che razza di combinazioni trovero'
E se vale la pena a tentare

Lassu' sembra tutto tranquillo
Te lo credo finche' continuo a volare
Sotto sembra che ci sia una grande campagna
O dato che è buio potrebbe anch'essere il mare
Meno male che ci sono delle luci laggiu'
Pero' nel buio mi ero quasi perduto
Poi sono un po' stanco
Comunque manca solo un minuto

Ecco che sono nato ma che scherzo pero'
Mi fermo un momento anzi riparto oppure non so
Appena nato gia' vivere mi piace
Mi piace come suona la mia voce
Ho freddo ma ho il palto'
Le scarpe da tennis il ciuffo rosso sul palto'
Sta arrivando qualcuno devo nascondere le ali
Che non usero'

E tu chi sei, perché mi stai guardando
Nessuno mi ha mai guardato cosi'
Lei ride, si alza, si sta avvicinando
E poi in silenzio rimane li'
Forse l'amore comincia in silenzio
E aprire e chiudere le ali
Va bene guardami che t'insegno a volare

Non guardare giu'
Fra poco finiranno le nuvole
Non voltiamoci
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
TORO

 
      Lato B:
VIAGGI ORGANIZZATI

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Che grandi occhi ha il toro se ti guarda non ti muovi più
quando in mezzo a tanta gente o da dentro la TV
fate attenzione è scappato un toro
state chiusi in casa non uscite più.

Che grandi corna ha il toro lui non si pettina mai
ma si ferma davanti alla vetrina per specchiarsi e sistemarsi un po'
non va alla corrida il toro lì corre un rischio e lo sa
preferisce le bocce (?) o l'ippodromo dare e avere non vale
fate attenzione è un toro intelligente
si è fermato col rosso non si muove più
lui si guarda intorno e fa finta di niente
ma se gli passi vicino .

Ah no non può ballare un toro vai a vedere adesso cosa fa
è furioso non lo fanno passare sta puntando il gorilla del night
Non fatelo entrare fate finta di niente lasciatelo fuori
è troppo pieno il locale che brutto cliente
se non provate a trattare .

Stanno trattando col toro lui vuole un paio di jeans
ed anche un Rolex d'oro parecchi spot in TV
un nuovo telecomando per non cambiare mai
ed un torero vero per non pensare mai.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Quando c'erano i cavalli, non si arrivava mai
Veniva buio presto, e presto era gia' tardi
La notte non finiva mai
Tu chi sei
Tu cosa vuoi
Quella bella mattina si mosse qualcosa, la loro vita cambio'
Era fermo davanti alla vetrina, lei s'innamoro'
Ma adesso tu chi sei
Perché non parli mai
Cosa vuoi
Quella notte guardarono le stelle, la notte non finiva mai
Si guardavano negli occhi mentre passavano due guerre
Si tenevano la mano
Per non lasciarsi mai
Ma dimmi tu
Chi sei
Con quella faccia bianca e quegli occhioni blu
Che non si chiudono mai
E' piu' di un'ora che mi guardi tu
Chi sei
Io sono il cielo dietro all'angolo
Sono un viaggio che farai
Sono un progetto sono un calcolo
Chiudi gli occhi
T'innamorerai
Ma potrei sdraiarti sotto un albero, fare solo quello che ti va
Giocare con il cuore elettrico accenderti spegnerti accenderti spegnerti accenderti spegnerti accenderti
Se ci fosse davvero un posto cosi' bello, è chiaro che ci andrei
Partirei adesso, partirei scalzo, partirei in mutande
Anzi m'innamorerei
Ma non ho capito bene tu
Chi sei
Con quella faccia bianca e quegli occhioni blu
Che non si chiudono mai
E invece è bello chiuderli di notte senza sapere se ti sveglierai
O stando ad occhi aperti confondere la notte andare in giro
Senza sapere dove vai
Invece tu
Non vuoi
Tu cosi bella tu
Non puoi
Staccarti da quel muro e poi venire giu'
Con noi
Che siamo cieli senza angoli
Andiamo dove vogliamo noi
Senza progetti come gli angeli
Liberi
Possiam salire sopra gli alberi
Scendere
Giocare con i cuori elettrici spegnerci accenderci spegnerci accenderci spegnerci accenderci spegnerci accenderci
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
AQUILA

 
      Lato B:
WASHINGTON

 
     

Autori: Lucio Dalla, Rosalino Cellamare
Orchestra: In studio
 
Testo:
Che buio è mai questo
E cos'e' questa forza che mi spinge
Che mi costringe ad andare avanti
Che cos'e' questo trucco che mi obbliga ad uscire
Cosa vedo laggiu' o lontano
Chissa' se mio padre e mia madre mi stanno aspettando
E che razza di combinazioni trovero'
E se vale la pena a tentare

Lassu' sembra tutto tranquillo
Te lo credo finche' continuo a volare
Sotto sembra che ci sia una grande campagna
O dato che è buio potrebbe anch'essere il mare
Meno male che ci sono delle luci laggiu'
Pero' nel buio mi ero quasi perduto
Poi sono un po' stanco
Comunque manca solo un minuto

Ecco che sono nato ma che scherzo pero'
Mi fermo un momento anzi riparto oppure non so
Appena nato gia' vivere mi piace
Mi piace come suona la mia voce
Ho freddo ma ho il palto'
Le scarpe da tennis il ciuffo rosso sul palto'
Sta arrivando qualcuno devo nascondere le ali
Che non usero'

E tu chi sei, perché mi stai guardando
Nessuno mi ha mai guardato cosi'
Lei ride, si alza, si sta avvicinando
E poi in silenzio rimane li'
Forse l'amore comincia in silenzio
E aprire e chiudere le ali
Va bene guardami che t'insegno a volare

Non guardare giu'
Fra poco finiranno le nuvole
Non voltiamoci
 
Fonte: QUI
   
Autori: L. Dalla, T. Ferro
Orchestra: In studio
 
Testo:
Sto andando a Washington, ma a fare cosa non lo so
sono molto in alto, non vedo niente, non vedo un accidente da qui
Lei ha gli occhi a mandorla e una faccina piccola cosl
h con i suoi fratelli, piccolina come quelli
vuoi vedere la sua foto che ho qui con me
Ma cos'h che sta volando, lentamente si avvicina
Ogni piccolo movimento spara, prima che l'altro faccia lo stesso con te
ogni piccolo sentimento spara, h meglio non chiedersi niente
ma stavolta volgio vedere chi h...
Son partito da London City dove c'erano i Beatles e il rock & roll
ero una macchina negra ma adesso mi chiamano Zebra
da quando mi hanno messo le braccia di un bianco di nome John
vuoi andare a Washington ma cosa vai a fare laggiy
h solo un sasso, non si vede un casso
non h rimasto niente nemmeno ll
Chiss` se mi sta ascoltando, h una bella mattina
chiss` se anche lui sta pensando
eccolo ll che si avvicina
ogni piccolo movimento spara, prima che l'altro faccia lo stesso con te
ma qui non si muove niente, non h rimasto nessuno
siamo solo io e te...
 
Fonte: QUI
 
 
 
Lato A:
60.000.000 DI ANNI FA

 
      Lato B:
TU COME ERI

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
aaaahhhhh - iiiiaaaahhhh - uuuhhhh
Bello quel tuo sorriso mongolo
vuoi sapere come ti sta,
sembra l'uscio di un cesso pubblico
ecco come ti sta
bello anche il tuo sguardo limpido
la sua fisicità
poi non ti ricordi
aaaahhhhh - iiiiaaaahhhh - uuuhhhh
60.000.000 di anni fa
i dinosauri, qui, vivevano felici
infatti quando cadde quell'oggetto dal cielo
erano lì, come te che ridevano
ci fu una grande nuvola bianca
è così che morirono
e in più tu non sai nienteeeee
niente di te, niente di te
poi all'improvviso
arrivi con l'aria stravolta, la faccia distrutta
e con un mezzo sorriso
chiedi, pretendi, vorresti la verità
va bene, parliamo di te
parliamo pure di te.
Ueh vuoi saper la verità
ma quale verità?
tu non pensi più a niente
ueh, un'altra volta io e te
a parlare io e te
a parlare di niente.
Ueh! Ma perché non smetti un pò
di sorridermi così
mi fa più ridere.
aaaahhhhh - iiiiaaaahhhh - uuuhhhh
Bello quel tuo vestito tragico
forse va bene così
pensando che sia tutto logico
comunque va bene così
guarda che stai perdendo qualcosa
anzi lasciala lì
poi non è vero
che 60.000.000 di anni fa
i dinosauri erano felici
si trovavano di notte guardando il cielo
come te, aspettavano un segno,
sarebbe bastata una carezza
oppure la verità
basta non far finta
aaaahhhhh - iiiiaaaahhhh - uuuhhhh
con un mezzo sorriso
chiedi, pretendi, vorresti la verità
parliamo pure di te
parliamo sempre di te.
Ueh, vuoi saper la verità,
ma quale verità?
Se tu non pensi più a niente
ueh, un'altra notte io e te
ancora io e te
a parlare di niente
ueh, ma perché non smetti un pò
di sorridermi così
non mi fa più ridere niente
non mi fa più ridere niente
non mi fa più ridere niente
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Vieni che ci chiudiamo in casa,
Fuori c'è troppa confusione,
Non è tanto per paura, ma perché non ne vale la pena,
Vieni che è meglio che stiam zitti che tutti ci possono sentire,
Anche perché poi non abbiamo niente da dire...
Accendi il tuo computer, il tuo cuore, il tuo televisore,
Passami il tuo giornale che mi spazzo il naso che ho un poco il raffreddore,
Ma no che non è niente, casomai chiamiamo un medico, un astrologo,
Guarda se c'è in giro il dottore...
E smettila di tormentarti il naso, tanto non hai più il naso,
Non è bello vedere una donna, o quello che rimane di una donna, che non sa smettere di bere...
Anzi, fammi un piacere, guarda fuori se nevica ancora, se l'uccellino canta, o se si sente piangere ancora quel...
Ah... ah... ah...
Tu dov'eri ieri? e com'eri ieri?
Bhè avremmo potuto guardarci negli occhi, certo che erano tanti, miliardi di occhi,
Eri bella da perder la testa,
Avremmo potuto guardarci negli occhi, invece di perdere la testa...
E invece i miei occhi li ha presi il tuo computer, il tuo cuore, il mio televisore,
Ecco perché se trovo l'elenco devo chiamare un dottore,
Un dottore con un pollo tra le mani, anzi un dentista,
Che mi dica se ci vado domani e se ritrovo la vista...
Com'eri ieri? E dov'eri ieri?
Volentieri, ma dov'eri?
Com'eri ieri?
 
Fonte: QUI
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Sab Lug 15, 2017 11:14 am, modificato 4 volte

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LUCIO DALLA - 1986: BUGIE (33 GIRI L.P.)

Messaggio  mauro piffero il Mar Lug 11, 2017 11:02 pm

1. TITOLO:
 
1986 - BUGIE
 
# Etichetta: PRESSING # Catalogo: ZL 70960 # Data pubblicazione: Anno 1986 # Matrici: ZL 70960-A/ZL 70960-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA MILANO
 
 
2. RECENSIONE: Il disco.

Bugie è un album del cantautore italiano Lucio Dalla, pubblicato all'inizio del 1986 dalla Pressing. Conquisterà il disco di platino e giungerà quinto nella classifica dell'anno successivo.

Formazione:

Lucio Dalla - voce, tastiera, sax, cori
Ron - tastiera, pianoforte, chitarra acustica, cori
Bruno Mariani - chitarra
Roberto Costa - tastiera, basso, contrabbasso, cori
Robert Sidoli - programmazione
Franco D'Andrea - pianoforte
Giovanni Pezzoli - batteria
Luca Bignardi - programmazione, tastiera
Mauro Malavasi - tromba
Renzo Meneghinello, Angela Baraldi, Fawzia Selama, Ambrogio Lo Giudice, Gaetano Curreri - cori
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: BUGIE
 
   

 
   
 
   
 

 
   
 
 
4. TRACK LIST di: BUGIE
 
Lato A Lato B

  • A1 SE IO FOSSI UN ANGELO (4'58)
  • A2 SOLI IO E TE (5'22)
  • A3 LUK (5'07)
  • A4 TANIA DEL CIRCO (4'31)


  • B1 SCUSAMI TANTO MA HO SOLO TE (5'30)
  • B2 CHISSA' SE LO SAI (4'03)
  • B3 RIBOT (3'53)
  • B4 NAVIGANDO (4'38)
 
Lato A:
SE IO FOSSI UN ANGELO

 
      Lato B:
SCUSAMI TANTO MA HO SOLO TE

 
     

Autori: L. Dalla, R. Costa.
Orchestra: In studio
 
Testo:
Se io fossi un angelo
chissà cosa farei
alto, biondo, invisibile
che bello che sarei
e che coraggio avrei
sfruttandomi al massimo
è chiaro che volerei
zingaro libero
tutto il mondo girerei
andrei in Afganistan
e più giù in Sudafrica
a parlare con l'America
e se non mi abbattono
anche coi russi parlerei
angelo se io fossi un angelo
con lo sguardo biblico li fisserei
vi do due ore, due ore al massimo
poi sulla testa vi piacere i
sui vostri traffici
sui vostri dollari, dollari

sulle vostre belle fabbriche

di missili, di missili

Se io fossi un angelo, non starei nelle processioni
nelle scatole dei presepi
starei seduto fumando una marlboro
al dolce fresco delle siepi
sarei un buon angelo, parlerei con Dio
gli ubbidirei amandolo a modo mio
gli parlerei a modo mio e gli direi
"Cosa vuoi tu da me tu"
"I potenti che mascalzoni e tu cosa fai li perdoni"
"ma allora sbagli anche tu"
ma poi non parlerei più
un angelo non sarei più un angelo
se con un calcio mi buttano giù
al massimo sarei un diavolo
e francamente questo non mi va
ma poi l'inferno cos'è
a parte il caldo che fa
non è poi diverso da qui
perché io sento che, son sicuro che
io so che gli angeli sono milioni di milioni
e che non li vedi nei cieli ma tra gli uomini
sono i più poveri e i più soli
quelli presi tra le reti
e se tra gli uomini nascesse un ancora Dio
gli ubbidirei amandolo a modo mio
a modo mio...
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Chi l ha detto che si deve dire la verit? e far sapere cosa vuoi far sapere niente chiaro? stare tutto che tutto vada come va se io ti dessi ascolto sarei finito morto poi non mi credi non mi credi se non dico quel che pare a te ridi sai ridi sai io lo so cos'? che provi adesso che parlo ti commuovi ah-ha non volevo farti male ma adesso tu lo fai a me ridi sai ridi sai se non capisci sei proprio cieca vuoi farmi morire proprio questa sera scusami tanto se ho solo te che cosavado a cercando ho solo te se giuro il falso ognitanto ma che male c'? vivo all'inferno sai e non perdonassi mai questo mondo non mi piace niente? la verit? puoi pensarla come vuoi ma non abbiamo in mano niente non ci rimane niente la gente non ci pensa ne sono sicuro che sa a volte anche io mi sento solo perso non ci penso oppure spero che qualche cosa cambier? ridi sai ridi sai ma non capisci quello che sento? per questo che a volte mento tante storie tante faccie che magari non si vedranno mai ma chissa perch? ma chissa perch? sar? forse la mia debolezza sar? magari la certezza in ogni momento di avere te scusami tanto ma ho solo te che cosa vado a cercando che ho solo te e se non vuoi non perdonarmi mai almeno parliamone se vuoi scusami tanto ma ho solo te
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
SOLI IO E TE

 
      Lato B:
CHISSA' SE LO SAI

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Mi chiedi ancora cosa c'e'...
ma se sei triste come me... o no?
Puo' capitare... e menomale che...
Non stavi bene neanche te
in quello schifo di locale,
almeno qui fuori si puo' respirare, parlare senza
urlare,
e nella notte camminare... soli io e te
Oh

Guarda quel cane com'e' attento,
chissa' che cosa sente nel vento,
la notte o questo grande silenzio...
ma perché non ci fermiamo? E' da troppo che viviamo...

Obbligati tra la gente, buttati li' per caso, vivi, ma
per ]niente,
non ci siamo piu' fermati faccia a faccia nel silenzio
come adesso io e te...
Per sentirci abbandonati, ma forse un po' piu' liberi,
padroni di niente,
torneremo domattina ancora tra la gente, per adesso stiamo
zitti cosi'...
soli io e te
Oh

E parlavano piu' piano, soli, sperando che la notte non finisse,
o il silenzio li portasse lontano, piu' lontano, cosi' lontano... ah!
Magari dentro un film, di quelli belli che ti fanno star male e poi,
quasi senza parlare, "dammi ancora un altro bacio", e han deciso di
tornare...

Obbligati tra la gente, buttati li' per caso, vivi, ma per niente,
non ci siamo piu' fermati faccia a faccia nel silenzio come adesso io e
te...
torneremo domattina ancora tra la gente, per adesso stiamo zitti cosi'...

Per sentirci abbandonati, ma forse un po' piu' liberi, padroni di niente,
vedrai, staremo soli anche tra la gente, come prima, come adesso, io e te...
soli io e te
Oh
Oh
Oh
Oh
 
Fonte: QUI
   
Autori: L. Dalla, R. Cellamare
Orchestra: In studio
 
Testo:
Ti ho guardata e per il momento
non esistono 2 occhi come i tuoi
così neri così soli
che se mi guardi ancora e non li muovi
diventan belli anche i miei

e si capisce da come ridi
che fai finta che non capisci, non vuoi guai
ma ti giuro che per quella bocca
che se ti guardo diventa rossa, morirei

Ma chissà se lo sai
ma chissà se lo sai
forse tu non lo sai
no, tu non lo sai

Così parliamo delle distanze
e del cielo e di dove andrà a dormire la luna
quando esce il sole
chissà com'era la terra prima che ci fosse l'amore
sotto quale stella tra 1000 anni
se ci sarà una stella
ci si potrà abbracciare
Poi la notte col suo silenzio regolare
quel silenzio che a volte sembra la morte
mi dà il coraggio di parlare
e di dirti tranquillamente
di dirtelo finalmente che ti amo
e che di amarti non smetterò mai
così adesso lo sai, così adesso lo sai...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
LUK

 
      Lato B:
RIBOT

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Tu usi sempre parole, complicate da capire.
prendi per esempio "ti amo":
ma mi spieghi, cosa vuol dire?
"ti sento lontano": ma lontano, da dove?
insomma cosa viviamo, di spiccioli, eh eh...
o pensi di essere a napoli,
tra i vicoli perduta, dietro un tango.
poi ieri ho saputo che hai pianto:
guardando le nuvole;
e ti sei bloccata mangiando,
davanti gli etiopici;
e che raccogli anche i gatti,
ma è possibile: i gatti?
ma lo sai che ho un cane che parla,
anzi canta e se canta fa così:

rit:
uo! uo! uo!
oh! oh! oh! oh!
ah, giocat uaien.
oh! oh!
oh! biò! biò!
oh! oh! oh! oh!
na! na! na! na! na! na! bicat uaien!
oh! oh!

briciole! tu vivi solamente briciole!
tu preferisci così,
fissarmi, commossa e fare sì con la testa.
con i tuoi bellissimi occhi,
tondi, e umili occhi da perla.
a te piace sognare,
un baretto lontano
col violino magari sul mare.
ma cosa viviamo?
gli spiccioli, scapoli;
o credi di essere a napoli,
tra i vicoli.eh eh...
io vivo solo energia,
un delirio prolungato,
nel caos metropolitano;
e l'assoluta magia,
di un vestito pensato
e il suo linguaggio a portata di mano.
riesplodo la notte: guardami!
aspetto sempre la notte,
col mio cane che canta e quando canta fa così:
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Anche quando c'era il tram
Era bello andare a piedi
Dentro il caldo dei paletot
Se ci penso sembra ieri
Entravano nei bar,
- mi dici che cos'hai?
- non so...
Luci basse dentro al bar,
- lo sai ti voglio bene...
- lo so.

Tra i saluti e le distanze,
Il mare, il cielo e il mare
C'era qualcosa di inquietante,
Volare e navigare,
Ma se il mondo era più grande,
Era più bello ritornare,
Chissà...
Se era tutto più importante
Perché tutto era da fare
Chissà...

L'odore delle stanze entrava facilmente nei cinema all'aperto,
Mentre le donne come fate venivano bloccate da uno sguardo nei caffè concerto
E finalmente ad un segnale, cominciavano a suonare
E tenendosi per mano tutti andavano a ballare

Tra il tifo per il calcio
E un campione muscolare
Fu famoso anche un cavallo
Quando smise di trottare
Ma il mondo galoppava
Diventava più nervoso
Stai tranquillo, non è niente
Hai bisogno di riposo
- va bene me ne sto andando, e tu?
- va bene lo stesso ma io rimango.

Oggi apparentemente
Non c'è bisogno di pensare,
Anzi viviamo senza niente,
Stiamo zitti ad ascoltare,
Cercando di essere nuovi
Per vedere di esser visti
Come libri da sfogliare;
Per evitare di esser tristi
Giochiamo a ricordare,
Giochiamo a ricordare
 
Fonte: QUI
 
 
 
Lato A:
TANIA DEL CIRCO

 
      Lato B:
NAVIGANDO

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
"Tania del circo" è un brano strumentale.
   
Autori: B. Mariani, G. Pezzoli, L. Dalla, R. Sidoli, R. Costa, Ron
Orchestra: In studio
 
Testo:
Navigando sull'acqua blu
Vedi il cielo che cambia,
Senti il vento che ogni tanto canta...
Sembra un coro, baby!

Navigando alla notte che sei stanca,
Se si ferma il vento e la barca non va più,
Nel silenzio intorno a te, se guardi in alto,
C'è una grande donna bianca che guarda

Luna... parlami, ascoltami,
Quante notti i marinai in mezzo al mare nel buio più buio che c'è,
Hanno sentito qualcuno chiamare, era la luna che voleva parlare
Navigando (3)

Abbiam visto le balene,
Grandi pesci colorati di ogni tipo,
Tra i rifiuti, le carcasse e vecchie idee.
Io lo so,

Sono matto ma ho perfino navigato
Per le strade di future città
Nuovi orizzonti mai toccati prima
Che bei segni negli occhi e nella mano

Baby... guardami, parlami,
Quante notti nel mio mare mi son sognato, girato e svegliato per venirti a cercare,
Quante notti con gli occhi nel buio per provarti a immaginare.
Quante notti potrò ancora aspettare,
E chissà quanti saluti, Natale deve sempre tornare
Intanto un colpo di vento e l'alba sul mare
La luna ci guarda ma non può più parlare
Navigando (rip.)
 
Fonte: QUI
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Sab Lug 15, 2017 11:08 am, modificato 5 volte

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LUCIO DALLA - 1986: DALLAMERICARUSO (33 GIRI DOPPIO L.P.)

Messaggio  mauro piffero il Mer Lug 12, 2017 11:19 am

1. TITOLO:
 
1986 - DALLAMERICARUSO
 
# Etichetta: RCA Italiana # Catalogo: 2 PL 71181 # Data pubblicazione: Anno 1986 # Matrici: PL 71181-A/ PL 71181-B/ PL 71181-C 15/ PL 71181-D # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 4
 
Note: Distribuito RCA Italiana – Milano
 
2. RECENSIONE:
 
DallAmeriCaruso è un album dal vivo del cantautore bolognese Lucio Dalla registrato negli Stati Uniti, presso il Village Gate di New York il 23 marzo 1986, con l'aggiunta di un inedito, la canzone "Caruso".

Musicisti:
Lucio Dalla - voce, tastiera, pianoforte
Roberto Costa - tastiera, basso
Bruno Mariani - chitarra
Giovanni Pezzoli - batteria
Ricky Portera - chitarra, cori
Marco Nanni - basso
Aldo Fedele - tastiere
Gaetano Curreri - tastiere, cori
 
Fonte: QUI
 
 
3 COVER DI: DALLAMERICARUSO
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 
   
 

 
   
 
4. TRACK LIST DI: DALLAMERICARUSO VOL. 1
 
Lato A Lato B



 
5. TRACK LIST DI: DALLAMERICARUSO VOL. 2
 
 
n.b. = Cliccando sul titolo sarete reindirizzati sia alla canzone che al testo
Clicking on the title you will be redirected both to the song and to the text
 
Lato A 1:
CARUSO

 
      Lato B 3:
GRANDE FIGLIO DI PUTTANA

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Qui dove il mare luccica,
e tira forte il vento
su una vecchia terrazza
davanti al golfo di Surriento
un uomo abbraccia una ragazza,
dopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce,
e ricomincia il canto.

Te voglio bene assaje,
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai,
che scioglie il sangue dint' 'e 'vvene sai.

Vide le luci in mezzo al mare,
pensò alle notti là in America
ma erano solo le lampare
nella bianca scia di un'elica
sentì il dolore nella musica,
si alzò dal pianoforte
ma quando vide la luna uscire da una nuvola
gli sembrò più dolce anche la morte
guardò negli occhi la ragazza,
quelli occhi verdi come il mare
poi all'improvviso uscì una lacrima,
e lui credette di affogare

Te voglio bene assaje,
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai,
che scioglie il sangue dint' 'e 'vvene sai

Potenza della lirica,
dove ogni dramma è un falso
che con un po' di trucco e con la mimica
puoi diventare un altro
ma due occhi che ti guardano
così vicini e veri
ti fan scordare le parole,
confondono i pensieri
così diventa tutto piccolo,
anche le notti là in America
ti volti e vedi la tua vita
come la scia di un'elica
ma sì, è la vita che finisce,
ma lui non ci pensò poi tanto
anzi si sentiva già felice,
e ricominciò il suo canto

Te voglio bene assaje,
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai,
che scioglie il sangue dint' 'e 'vvene sai
 
Fonte: QUI
 
   
Autori: Curreri, Baldazzi, Pezzoli, Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Grande figlio di puttana
ma che amico per me
uno che ruba anche la luna
se la deve dare a te eeeehhhh
sotto l'ombra del cappello
non ti fa capire mai
se tira fuori il suo coltello
o ti chiede come stai
grande pero' che grande figlio di puttana
eeehhh aspettero' ancora un'altra settimana
Ha donne sparse per l'Italia
lui colpisce e scappa via
ma con ognuna ha fatto un pianto
ha pianto anche con la mia
grande pero' che grande figlio di puttana
aspettero' ancora un'altra settimana
stamattina apro il giornale
c'e' la tua fotografia
ti stan cercando dappertutto
cosa fa la polizia eeeehhh
ecco perchéè ti ho dato un'altra settimana,
(perché)
senza di te una serata non ingrana
(eeehh)
ecco perché le donne vanno in fila indiana
(adesso so)
anche perché, perché sei un figlio di puttana
ed è per questo che a te la gente tutto ti perdona
(perché dicono)
"guarda come suona la chitarra
quel grande figlio di puttana".
 
Fonte: QUI
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Ven Lug 14, 2017 11:49 pm, modificato 2 volte

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LUCIO DALLA: 1986 - SE IO FOSSI UN ANGELO/FUTURA (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Ven Lug 14, 2017 12:06 pm

1. TITOLO:
 
1986 - SE IO FOSSI UN ANGELO/FUTURA
 
# Etichetta: PRESSING # Catalogo: PB 41149# Data pubblicazione: Anno 1986 # Matrici: PB 41149-A/PB 41149-B# Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA Italiana - ROMA
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 

 
   
 
 
3. TRACK LIST:
 
Lato A:
SE IO FOSSI UN ANGELO

 
      Lato B:
FUTURA

 
     

Autori: L. Dalla, R. Costa
Orchestra: In studio
 
Testo:
Se io fossi un angelo
chissà cosa farei
alto, biondo, invisibile
che bello che sarei
e che coraggio avrei
sfruttandomi al massimo
è chiaro che volerei
zingaro libero
tutto il mondo girerei
andrei in Afganistan
e più giù in Sudafrica
a parlare con l'America
e se non mi abbattono
anche coi russi parlerei
angelo se io fossi un angelo
con lo sguardo biblico li fisserei
vi do due ore, due ore al massimo
poi sulla testa vi piacere i
sui vostri traffici
sui vostri dollari, dollari

sulle vostre belle fabbriche

di missili, di missili

Se io fossi un angelo, non starei nelle processioni
nelle scatole dei presepi
starei seduto fumando una marlboro
al dolce fresco delle siepi
sarei un buon angelo, parlerei con Dio
gli ubbidirei amandolo a modo mio
gli parlerei a modo mio e gli direi
"Cosa vuoi tu da me tu"
"I potenti che mascalzoni e tu cosa fai li perdoni"
"ma allora sbagli anche tu"
ma poi non parlerei più
un angelo non sarei più un angelo
se con un calcio mi buttano giù
al massimo sarei un diavolo
e francamente questo non mi va
ma poi l'inferno cos'è
a parte il caldo che fa
non è poi diverso da qui
perché io sento che, son sicuro che
io so che gli angeli sono milioni di milioni
e che non li vedi nei cieli ma tra gli uomini
sono i più poveri e i più soli
quelli presi tra le reti
e se tra gli uomini nascesse un ancora Dio
gli ubbidirei amandolo a modo mio
a modo mio...
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Chissà chissà domani
su che cosa metteremo le mani
se si potrà contare ancora le onde del mare
e alzare la testa
non esser così seria, rimani

I russi, i russi gli americani
no lacrime non fermarti fino a domani
sarà stato forse un tuono
non mi meraviglio
è una notte di fuoco
dove sono le tue mani
nascerà e non avrà paura nostro figlio

E chissà come sarà lui domani
su quali strade camminerà
cosa avrà nelle sue mani. le sue mani
si muoverà e potrà volare
nuoterà su una stella
come sei bella
e se è una femmina si chiamerà Futura.

Il suo nome detto questa notte
mette già paura
sarà diversa bella come una stella
sarai tu in miniatura
ma non fermarti voglio ancora baciarti
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio.

Di più, muoviti più fretta di più, benedetta
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su
che si arriva alla luna, si la luna
ma non è bella come te questa luna
è una sottana americana
Allora su mettendoci di fianco, più su
guida tu che sono stanco, più su
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su
son sicuro che c'e' il sole
ma che sole è un cappello di ghiaccio
questo sole è una catena di ferro
senza amore, amore, amore, amore.

Lento lento adesso batte più lento
ciao, come stai
il tuo cuore lo sento
i tuoi occhi così belli non li ho visti mai
ma adesso non voltarti
voglio ancora guardarti
non girare la testa
dove sono le tue mani
aspettiamo che ritorni la luce
di sentire una voce
aspettiamo senza avere paura, domani
 
Fonte: QUI
 


Ultima modifica di mauro piffero il Ven Lug 14, 2017 11:16 pm, modificato 1 volta

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LUCIO DALLA: 1986 - CARUSO/TUTTA LA VITA (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Ven Lug 14, 2017 1:30 pm

1. TITOLO:
 
1986 - CARUSO/TUTTA LA VITA
 
# Etichetta: RCA Italia # Catalogo: PB 43077# Data pubblicazione: Anno 1986 # Matrici: PB 43077-1/PB 443077-2# Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA Italiana - ROMA
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST:
 
Lato A:
CARUSO

 
      Lato B:
TUTTA LA VITA

 
     

Autori: L. Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Qui dove il mare luccica,
e tira forte il vento
su una vecchia terrazza
davanti al golfo di Surriento
un uomo abbraccia una ragazza,
dopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce,
e ricomincia il canto.

Te voglio bene assaje,
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai,
che scioglie il sangue dint' 'e 'vvene sai.

Vide le luci in mezzo al mare,
pensò alle notti là in America
ma erano solo le lampare
nella bianca scia di un'elica
sentì il dolore nella musica,
si alzò dal pianoforte
ma quando vide la luna uscire da una nuvola
gli sembrò più dolce anche la morte
guardò negli occhi la ragazza,
quelli occhi verdi come il mare
poi all'improvviso uscì una lacrima,
e lui credette di affogare

Te voglio bene assaje,
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai,
che scioglie il sangue dint' 'e 'vvene sai

Potenza della lirica,
dove ogni dramma è un falso
che con un po' di trucco e con la mimica
puoi diventare un altro
ma due occhi che ti guardano
così vicini e veri
ti fan scordare le parole,
confondono i pensieri
così diventa tutto piccolo,
anche le notti là in America
ti volti e vedi la tua vita
come la scia di un'elica
ma sì, è la vita che finisce,
ma lui non ci pensò poi tanto
anzi si sentiva già felice,
e ricominciò il suo canto

Te voglio bene assaje,
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai,
che scioglie il sangue dint' 'e 'vvene sai
a modo mio...
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: In studio
 
Testo:
Tutta la vita, con questo orribile rumore
su e gi? o nel mezzo delle scale
le spalle contro quella porta.
Tutta la vita, a far suonare un pianoforte
lasciandoci dentro anche le dita
su e gi? o nel mezzo la tastiera
siamo sicuri che era musica.
Tutta la vita, a provare a dirti che partivo
o che partivo o che morivo
domani compro un bel violino
e una camicia di velluto e ti saluto e ti saluto
come un pallone che si? perduto
al limite fisico del racconto
o dentro un cielo tropicale
o come i palloni di una volta
che rotolavano sulle scale fino alla porta ta ta ta.
Tutta la vita, senza mai chiudere una porta
salutando gli ultimi capelli
e con un ghigno criminale
come sarebbe fammi un esempio, un esempio.
tutta la vita, senza nemmeno un paragone
fin dalla prima discoteca
lasciando a casa il cuore o sulle scale
siamo sicuri della musica?
So la musica ma la musica.
Tutta la vita, telefonista e moribondo
piacevolmente addormentato
su e gi? o nel buio di un divano.
Tutta la vita, al centro della confusione
o dentro il palmo di una mano no no no no no no
ma senza niente di meccanico
come un pallone che si? perduto
io ti saluto, io ti saluto
 
Fonte: QUI
 

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