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LUCIO DALLA - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

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LUCIO DALLA - 1975: ANIDRIDE SOLFOROSA (33 GIRI L.P.)

Messaggio  mauro piffero il Dom 9 Lug 2017 - 16:01

1. TITOLO:
 
1975 - ANIDRIDE SOLFOROSA
 
# Etichetta: RCA # Catalogo: TPL 1095 # Data pubblicazione: Anno 1975 # Matrici: EKAY 28104/EKAY 28105 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA MILANO
 
 
2. RECENSIONE: Il disco

Dopo Il giorno aveva cinque teste, primo album in cui i testi erano opera del poeta bolognese Roberto Roversi, Dalla incide nel 1974 un 45 giri, Anna bellanna, dove torna a collaborare per il testo con Paola Pallottino; dopodiché inizia a lavorare al nuovo LP, dove ritorna a lavorare con Roversi.
Anche in questo disco il poeta affronta per lo più tematiche sociali, come la delinquenza minorile in Mela di scarto (il Ferrante Aporti che si cita nel testo è il riformatorio di Torino) o lo sfruttamento del proletariato da parte della borghesia in Le parole incrociate (dove nel sottofondo musicale la fisarmonica cita la melodia della canzone popolare siciliana Ciuri ciuri), il modo morboso dei mass media di affrontare i casi di cronaca nera in Carmen Colon (che era stata, nel 1971, una delle vittime del cosiddetto Alphabet Killer) o ancora le contraddizioni del capitalismo in La borsa valori (il cui testo è per la quasi totalità un elenco di titoli azionari e del loro valore, e che nella musica ha due citazioni eseguite dall'orchestra d'archi, Raindrops keeps falling on my head di Burt Bacharach e Singin' in the rain).
Non mancano però canzoni d'amore: su tutte quella che conclude il lato uno, Tu parlavi una lingua meravigliosa, una delle canzoni più belle nate dalla collaborazione di Roversi con Dalla, e che per questo motivo viene scelta dalla RCA come 45 giri (sull'altro lato c'è invece la title track dell'album).
Rispetto al precedente, vi è un cambiamento per la produzione, che è di Renzo Cremonini, mentre gli arrangiamenti sono curati nuovamente dal maestro Ruggero Cini.
Nella copertina non sono riportati i nomi dei musicisti, eccetto quello delle Baba Yaga, che cantano nei cori.
La copertina del disco raffigura un disegno Manelli che ritrae Lucio Dalla, e lo stesso disegno si trova nel poster interno allegato alla prima edizione del disco (ma non nelle ristampe).
Su entrambe le ristampe in CD, il brano "Mela di scarto" presenta un errore di battitura ("Mela da scarto"), facendo fede alla prima stampa su LP. La canzone Le parole incrociate era già stata eseguita da Dalla nei concerti effettuati l'anno precedente insieme a Francesco De Gregori, Antonello Venditti e Maria Monti, ed infatti è inserita nel disco Bologna 2 settembre 1974 (dal vivo); presentando il brano Dalla dice che il protagonista della canzone è il protagonista della storia, e cioè il popolo (ed infatti nel testo sono raccontati molti episodi della storia d'Italia).
Nel disco dal vivo, tra l'altro, il verso «fucilazioni in massa, dentro al castello antico» viene modificato in «spari, capestri e mazze, dentro al castello antico», e mancano i tre versi «Il gioco dei potenti/è di cambiare se vogliono/anche la corsa dei venti».
Il brano Anidride solforosa, è stato eseguito in concerto durante il tour del 1993 da Francesco De Gregori, che lo ha eseguito insieme ad Angela Baraldi, ed è stato inserito l'anno dopo nell'album dal vivo Bootleg. La presenza della cantautrice bolognese rende giustizia al testo, i cui versi della strofa danno voce a un personaggio femminile che approda dalla provincia alla metropoli.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: ANIDRIDE SOLFOROSA
 
   

 
   
 
 
4. TRACK LIST di: ANIDRIDE SOLFOROSA
 
Lato A Lato B

  • A1 ANIDRIDE SOLFOROSA
  • A2 LA BORSA VALORI
  • A3 ULISSE COPERTO DI SALE
  • A4 CARMEN COLON
  • A5 TU PARLAVI UNA LINGUA MERAVIGLIOSA


  • B1 MELA DA SCARTO
  • B2 MERLINO E L'OMBRA
  • B3 NON ERA PIU' LUI
  • B4 UN MAZZO DI DIORI
  • B5 LE PAROLE INCROCIATE
 
Lato A:
ANIDRIDE SOLFOROSA

 
      Lato B:
MELA DA SCARTO

 
     

Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
«Sono andata via -perché rimanere sempre a Faenza non è che mi interessasse troppo
Non puoi sempre rifugiarti nella foresta e sulla spiaggia del mare -l'onda si scioglie ti fa disperare
Ero una ragazza un po' nervosa ma intelligente -però di calcio non capivo niente
per questo non mi sono sposata
Ma io guardavo il mondo piangendo -perché ero contenta, perché ero contenta, perché ero contenta..»

Ieri la città si vedeva a malapena
Oggi la città si vede tutta intera
Ieri il mare si scuoteva da fare pena
Oggi il mare ha la barba tutta nera.
E gli avvoltoi hanno per sorte
ad aiutare l'uomo a vincere la morte
infatti se il vento dell'inquinamento
tende a salire l'aiutano a morire…
e aiutano anche l'Amministrazione
patrimonio forestale in distruzione…

«Verrò, verrò, è fuori discussione, perché qualcosa deve pure accadere !
In giro c'è molta rivoluzione, tu sbagli sempre tutto e soprattutto non mi dai attenzione
Non vedi tu non vedi come il mondo sembra brutto
però posso incontrarti, posso vederti, posso rivederti una giorno alla settimana
anche se abiti in una città lontana.
L'Uomo, l'Uomo, l'Uomo, l'Uomo si serve degli elaboratori -per migliorare il mondo in cui si vive
Percentuali di particelle solide presenti nell'atmosfera
Tutti i dati raccolti sono trasmessi all'elaboratore…»

Sapremo quante volte fare l'amore
o quante volte i fiumi d'Italia traboccano
Ma i cittadini di Philadelphia
vivono sotto un cielo pulito
Io ti segno a dito
e tu segni pure me, sono felice…
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Ferrante Aporti
Ferrante Aporti
ah Ferrante Aporti terra
senza amore
Ferrante Aporti di Torino
Torino che in Piemonte
là dove c'è un monte
che porta alla luna
furto d'auto
furto d'auto
furto di gomme
furto di benzina
anche tentata rapina
dovevo restarci tre mesi
invece è passata una vita
e la mia storia
non è ancora finita
Ferrante Aporti
cantina senza vino
Siberia del destino
treno non partito
gola che non può bere
violenza del potere
Ferrante Aporti
queste che vedi le puoi chiamare tampe
unica consolazione sentire dal finestrone
la vita del mondo
Ferrante Aporti
sei il confine del mondo
che ci fai degni di entrare
tra i buoni cittadini
furto d'auto
furto di gomme
furto di benzina
oh Ferrante Aporti
castello del Piemonte
là dove c'è un monte
che porta alla luna
furto di gomme e di motociclette
perché tutti hanno fretta di scappare
da questo posto
che non cambia mai
e di fuggire
da questa tampa che ci fa morire.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
LA BORSA VALORI

 
      Lato B:
MERLINO E L'OMBRA

 
     

Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
ALIMENTARI:

Alimont
meno cinque
o cinquanta. Così!
Buton
ahi! Meno dieci.
Bon. Ferraresi
Motta
Eridania
Zuccheri Roma
quarantacinque più.

CEMENTIERI:

Eternit
Italcementi
Unicem
meno novanta
più trenta
undici più.

IMMOBILIARI:

Condotte d’Acqua
sono nove più
le Gilardini
settantanove
Risanamento
trenta più
Coge
diciotto
Certosa
sessanta
e i Beni Stabili
a venti più.

I FINANZIARI:

Bastogi
Agricola
Centrale
GIM
a trenta meno;
Generalfin
IFI privata
IFIL
INVEST
a più cinquanta;
Mittel
Finmare
più uno e un quarto;
SAROM
SME
STET.

CHIMICI:

Anic
Brioschi
Erba
Italgas
Perlier
Pierrel
Rumianca;
più due e cinquanta
la Lepetit.
Vendo le Bastogi
compro Comit o Ras
vendo Richard Ginori
compro Buton e Sip;
Coge do via in un amen
compro Sifa e Fisac
butto la Snia Viscosa
prendo Smeriglio e CIR.
Non ho contanti e vado
al riporto final;
nel mese di novembre
sarò nel Portogal.
Se Liquigas o Enel
Dalmine Falck IFIL
stamattina non crescono
…………………………………
…………………………………

capsula dottor Knapp.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
C’era una volta un uomo forte
che si chiamava Merlino,
andava in giro nel mondo
per giocare con la morte.

Così una sera era arrivato
in un paese lontano;
dentro a un gran mare di vento
c’era un castello
abbandonato
solo nel piano
e tutto spento.

Merlino entra con il suo cane
e sente una voce parlare forte
– mentre tranquillo mangiava il pane –
“voglio giocare con la tua sorte
e scendo adagio da questo camino”.

Ma Merlino
senza paura
chiede ridendo
se può aspettare.

Alla mattina il sole appare
Merlino vuole partire;
apre felice le porte
fa un passo appena
vede su un fiore
la sua ombra che si dimena
e per la paura muore.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
ULISSE COPERTO DI SALE

 
      Lato B:
NON ERA PIU' LUI

 
     

Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Vedo le stanze imbiancate
tutte le finestre spalancate.
Neve non c’è, il sole c’è,
nebbia non c’è, il cielo c’è!

Tutto scomparso, tutto cambiato
mentre ritorno da un mio passato
tutto è uguale, irreale
sono Ulisse coperto di sale!

È vero
la vita è sempre un lungo, lungo ritorno.
Ascolta,
io non ho paura dei sentimenti.
E allora guarda,
io sono qui,
ho aperto adagio adagio con la chiave;
come un tempo
ho lasciato la valigia sulla porta
‒ ho lasciato la valigia sulla porta.

Ho guardato intorno prima di chiamare, chiamare
non ho paura,
ti dico che sono tornato per trovare, trovare
come una volta
dentro a questa casa
la mia forza
come Ulisse che torna dal mare
come Ulisse che torna dal mare.

Una mano di calce bianca
sulle pareti della mia stanza
cielo giallo di garbino,
occhio caldo di bambino!

Tiro il sole fin dentro la stanza
carro di fuoco che corre sul cuore
perché ogni giorno è sabbia e furore
e sempre uguali non sono le ore!

Voglio dirti:
non rovesciare gli anni come un cassetto vuoto.
Ascolta:
anche i giovani non hanno paura di un amore
e mai, mai, mai
strappano dal cuore i sentimenti;
io ti guardo,
la tua forza è un’ombra di luce
la tua forza è un’ombra di luce.

‒ La mano affondata
nel vento del vento,
aria calda,
urlano quelle nostre ore
strette in un pugno
urlano come gli uccelli,
i sassi si consumano,
non si consuma la vita
la giornata è uguale
a una mano che è ferita
io sono Ulisse al ritorno
Ulisse coperto di sale!
Ulisse al principio del giorno!
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Non era più lui,

non sopportava più i compagni

e oggi in Svizzera poi in Francia domani

taciturno e irascibile

dentro a questa vita da cani.



Non era più lui.

Che cosa mai l'aveva cambiato?

prima era simpatico a tutti, era amato.

Così curioso e sensibile

benché albero sradicato.



Non era più lui.

Era stato costretto a emigrare.

Ma che cosa, che cosa l'ha potuto cambiare?

Disordinato e appartato

poi irascibile e pronto a oziare.



Non era più lui.

Sempre in una stazione a guardare

i treni veloci partire

i treni veloci passare

e il rapido delle quindici

ed un ritorno sognare.


È vita questa?

Incoerente, ozioso, dissociato.

Con monotonia a un suo sogno legato.

E il rapido che passa a mitraglia

lui lui lui, sempre disperato.



Che vita è questa? È morire?

Rimanere per il momento

tranquilli si può?

Silenzio come una tomba

se si vuol sopravvivere

senza aspettare i tre squilli di tromba?



L'acqua passa con furia da un ponte

La neve cade stridendo da un monte

Nella tempesta ci salviamo a stento

ma lui lui lui, è solo vento.



Non era più lui.

Oggi è tre volte maledetto

con un tarlo negli occhi e dentro il petto,

le ali di cera per il volo

sono buttate sotto al letto.
 
Fonte: QUI
 
 
 
Lato A:
CARMEN COLON

 
      Lato B:
UN MAZZO DI FIORI

 
     

Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Carmen Colon
con i suoi dieci anni
con i suoi piedi nudi
sull’asfalto dell’autostrada.

Carmen Colon
i capelli sono folti e chiari
le sue mani sono di donna
la polvere è sul prato.

Carmen Colon
voce forte dell’assassino
c’è un’altra voce che la chiama
non sono gli occhi di un ragazzino.

Ahi Carmen Colon
Carmen Colon
Carmen Colon
Carmen Colon

Carmen Colon
corre veloce nell’erba
intorno al collo ha perle di luce
lama arrotata di coltello.

Carmen Colon
le macchine passano in fretta
si baciano i giovani bevono Cola
la guardano e non vedono.

Carmen Colon
il primo colpo è un sasso in fronte
nella carne non fa male
il sangue è freddo e leggero.

Ahi Carmen Colon
Carmen che chiama
Carmen pugnale
Carmen sull’erba.

Carmen Colon
non ha più sorella o fratello
la sua vita si è fermata
è in ginocchio e non la vede più.

Oh Carmen Colon
questa ragazzina e la morte
commuovono la tivù.
Grandi i titoli sopra i giornali.

Carmen Colon
è la vittima ventesima
fra i bidoni viola dell’agosto
il suo corpo sotto un lenzuolo è nascosto.

Carmen Colon
nessuno per lei si è fermato
né un aiuto o una mano le hanno dato
filavano via verso il mare.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
È l’anno del sole più inquieto
quando il cane scappa dalla casa
e un vitello ubriaco sul prato
sta uccidendo a cornate i piccioni.

Tutti i fiori hanno il cuore gelato.
Un fiume striscia lento sul petto
con il pelo di un lupo di monte
e racconta le sue prime storie.

Dentro al cielo di vino bollito
questo fiume di ghiaccio e di penne
strappa lampi di fuoco dai campi
e ha un ombrello aperto sull’acqua.

Donna e albero sono invecchiati.
Liberata è la sedia e la porta,
questa è l’ora: nessuno rimane.
La pianura è quell’erba che giuoca.

La donna inforca la bicicletta
è fra i canneti e l’argine alto,
è sul fiume e si toglie le scarpe:
schiuma l’acqua, la vita ha fretta.

Donna e albero sono invecchiati.
La miseria è la fame più nera.
Lì sul fiume si toglie le scarpe.
Stringe in mano sei fiori strappati.

Passa un’onda, la donna si butta.
Corre l’onda, la donna è annegata.
Spezza l’onda la lunga giornata.
Strappa l’onda quell’ombra che c’era.

Era l’ombra di Emilia Villesi
sconfinata per orrore nel Po,
bicicletta e scarpe per terra,
stretti in pugno i fiori dei mesi.

I capelli neri di fumo,
voci delle vedove sull’acqua,
schiaffi delle mani con le spine,
un ombrello aperto sopra l’acqua.

La miseria è la fame più nera;
Villesi Emilia con miseri panni.
Si è gettata nell’acqua del Po,
Dentro ci vive per mille anni.
 
Fonte: QUI
 
 
 
Lato A:
TU PARLAVI UNA LINGUA MERAVIGLIOSA

 
      Lato B:
LE PAROLE INCROCIATE

 
     

Autori: Dalla, Roversi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
I sassi della stazione sono di ruggine nera.
Sto sotto la pensilina dove sventola adagio una bandiera.
In un campo una donna si china su due agnelli appena nati.
Striscia al vento nudo sopra il fuoco, il fuoco violento dei prati.

Un uccello, isolato, raccoglie sopra un vagone abbandonato
il cielo grande d'ottobre e gli strappa il fianco bianco e gelato,
intorno, dopo la notte, ci sono tronchi sporchi di mosto
e mille macchine in fila, laggiù, in un deposito nascosto.

Apro il giornale e provo a leggere per nascondermi un poco
mentre lei parla ad un uomo ed io riconosco il suo suono un poco roco.
Chiudo il giornale, la guardo, lei è voltata e non mi vede,
i capelli sono biondi e sono tinti; dunque lei alla vita non cede.

Vuoi guardarmi? Occhio della mente, occhio della memoria!
Una donna è vecchia quando non ha più giovinezza!
E ascolto la marea del cuore perché siamo vicini.
L'ho ritrovata per caso ma non è più una ragazza.

Vorrei chiamarla e dirle: le volpi con le code incendiate
non parlano ma gridano pazze fra gli alberi per il dolore.
Sediamoci per terra oppure là sopra panchine imbiancate,
sediamoci sopra un letto di foglie secche ed ascoltiamo il nostro cuore.

Ci siamo scordati e perduti, ti ritrovo adesso all'improvviso
dentro una piccola stazione in un giorno grigio d'ottobre;
tu non mi guardi neppure, io solo ho l'inferno nel cuore
perché la vita è una goccia che scava la pietra del viso.

Ogni mattina, ogni sera io parto e ritorno da solo
come il ragazzo che ero non posso più bruciare in un volo.
Il treno arriva, si ferma; la mia ombra sale parte scompare.
Io ti vedo giovane ancora come in un sogno dileguare.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Roverdi
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Chi era Bava il beccaio? Bombardava Milano;
correva il Novantotto, oggi è un anno lontano.
I cavalli alla Scala, gli alpini in piazza Dom.
Attenzione:
cavalleria piemontese, gli alpini di Val di Non.

Chi era Humbert le Roi? Comandava da Roma;
folgore della guerra, con al vento la chioma.
La fanteria stava a Mantova, i bersaglieri sul Po.
Attenzione:
fanteria calabrese, i bersaglieri di Rho.

E chi era Nicotera, ministro dell'interno?
Sole di sette croci e fuoco dell'inferno.
All'Opera il Barbiere, cannoni a Mergellina.
Attenzione:
spari capestri e mazze da sera alla mattina.

Di pietra non è l'uomo
l'uomo non è un limone
e se non è di pietra
non è carne per un cannone.

Cavallo di re
la figlia di un re
l'ombra di un re
e la voglia di un re.
Soltanto chi è re
può contrastare un re.

Il gioco dei potenti
è di cambiare se vogliono
anche la corsa dei venti.

E i limoni a Palermo? Pendevano dai rami,
coprendo d'ombra il sangue di poveri cristiani.
Chi era Pinna? Un questore, a Garibaldi amico.
Attenzione:
fucilazioni in massa, dentro al castello antico.

E la tassa sul grano? Tutta l'Emilia rossa
s'incendia di furore, brucia nella sommossa.
Stato d'assedio, spari, la truppa bivacca.
Attenzione:
lento scorreva il fiume da Cremona a Ferrara.

Che nome aveva l'acqua trasformata in pantano?
Macello a sangue caldo di popolo italiano.
Un'intera brigata decimata sul posto.
Attenzione:
i soldati legati agli alberi, agli alberi del bosco.

L'uomo non è di pietra
l'uomo non è un limone
poichè non è di pietra
neppure è carne da cannone.

Quando la vecchia
carne voleva
il macellaio
fu presto impiccato;
e un re da cavallo
è anche sbalzato
e in mezzo al salnitro
precipitato,
come al tempo
del grande furore
quando il vecchio imperatore
a morte condannava
chi faceva l'amore.

Sei le colonne in fila, il gioco è terminato.
Nel bel prato d'Italia c'è odore di bruciato.
Un filo rosso lega tutte, tutte queste vicende.
Attenzione:
dentro ci siamo tutti, è il potere che offende.
 
Fonte: QUI
 


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LUCIO DALLA: 1976 - NUVOLARI/IL MOTORE DEL 2000 (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Dom 9 Lug 2017 - 18:16

1. TITOLO:
 
1976 - NUVOLARI/IL MOTORE DEL 2000
 
# Etichetta: RCA Italiana # Catalogo: TPBO 1189 # Data pubblicazione: Gennaio 1976 # Matrici: FKAS 28994/FKAS 28995 # Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA Italiana - ROMA
 
 
2. COVER:
 
   
 
 
3. TRACK LIST:
 
Lato A:
NUVOLARI

 
      Lato B:
IL MOTORE DEL 2000

 
     

Autori: Norisso, Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Nuvolari è basso di statura,
Nuvolari è al di sotto del normale
Nuvolari ha cinquanta chili d'ossa
Nuvolari ha un corpo eccezionale
Nuvolari ha le mani come artigli,
Nuvolari ha un talismano contro i mali
Il suo sguardo è di un falco per i figli,
i suoi muscoli sono muscoli eccezionali!
Gli uccelli nell'aria perdono l'ali
quando passa Nuvolari!
Quando corre Nuvolari mette paura...
perché il motore è feroce
mentre taglia ruggendo la pianura
Gli alberi della strada
strisciano sulla piana,
sui muri cocci di bottiglia
si sciolgono come poltiglia,
tutta la polvere è spazzata via!
Quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari,
la gente arriva in mucchio e si stende sui prati,
quando corre Nuvolari, quando passa Nuvolari,
la gente aspetta il suo arrivo per ore e ore
e finalmente quando sente il rumore
salta in piedi e lo saluta con la mano,
gli grida parole d'amore,
e lo guarda scomparire
come guarda un soldato a cavallo,
a cavallo nel cielo di Aprile!
Nuvolari è bruno di colore,
Nuvolari ha la maschera tagliente
Nuvolari ha la bocca sempre chiusa,
di morire non gli importa niente...
Corre se piove, corre dentro al sole
Tre più tre per lui fa sempre sette
Con l' "alfa" rossa fa quello che vuole
dentro al fuoco di cento saette!
C'è sempre un numero in più nel destino
quando corre Nuvolari...
Quando passa Nuvolari
ognuno sente il suo cuore è vicino
In gara Verona è davanti a Corvino
con un tempo d'inferno,
acqua, grandine e vento
pericolo di uscire di strada,
ad ogni giro un inferno
ma sbanda striscia è schiacciato
lo raccolgono quasi spacciato!
Ma Nuvolari rinasce come rinasce il ramarro
batte Varzi e Campari,
Borzacchini e Fagioli
Brilliperi
e Ascari..
 
Fonte: QUI
   
Autori: Norisso Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Il motore del 2000 sarà bello e lucente
Sarà veloce e silenzioso, sarà un motore delicato
Avrà lo scarico calibrato e un odore che non inquina...
Lo potrà respirare un bambino o una bambina.
...
Ma seguendo le nostre cognizioni
Nessuno ancora sa dire come sarà, cosa farà
Nella realtà il ragazzo del 2000,
questo perché nessuno lo sa.
L'ipotesi è suggestiva, ed anche urgente,
ma seguendo questa prospettiva,
oggi ne sappiamo poco o niente.
...
Noi sappiamo tutto del motore
Questo lucente motore del futuro.
Ma non riusciamo a disegnare il cuore
Di quel giovane uomo del futuro.
Non sappiamo niente del ragazzo
Fermo sull'uscio ad aspettare
Dentro a quel ghetto del 2000
Non lo sappiamo immaginare...

Altri testi su:
 
Fonte: QUI
 


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LUCIO DALLA - 1976: AUTOMOBILI (33 GIRI L.P.)

Messaggio  mauro piffero il Dom 9 Lug 2017 - 18:58

1. TITOLO:
 
1976 - AUTOMOBILI
 
# Etichetta: RCA # Catalogo: TPL 1 1202 # Data pubblicazione: Anno 1976 # Matrici: FKAY 28892/FKAY 28893 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA MILANO
 
 
2. RECENSIONE: Il disco:

Dopo due album scritti interamente assieme, la coppia Dalla-Roversi nel 1976 concepisce uno spettacolo, intitolato Il futuro dell'automobile e altre storie, che viene trasmesso dalla Rai e riscuote un certo successo: Dalla decide quindi di incidere alcune canzoni dello spettacolo, scelta contraria al volere di Roversi che avrebbe preferito un disco con lo spettacolo completo; il poeta decide di conseguenza di non firmare le canzoni, depositandole alla SIAE con uno pseudonimo, Norisso (un aristocratico veneto del '700[2]); la vicenda sancisce di fatto la fine della collaborazione tra i due. Le canzoni non scelte da Dalla resteranno tutte inedite tranne una: "Ho cambiato la faccia di un Dio"[3], che Dalla inciderà nel disco Cambio del 1990 col titolo "Comunista".

Le altre canzoni dello spettacolo che rimangono inedite sono "I muri del ventuno"[4], "La signora di Bologna"[5], "Statale adriatica, chilometro 220"[6], "Rodeo"[7] e "Assemblaggio"[8].

Automobili, che nella sua programmatica monotematicità è il più eterogeneo dei tre dischi realizzati in collaborazione con Roversi, viene premiato dalle vendite grazie soprattutto alla canzone "Nuvolari". Tra le altre canzoni del disco molto nota è "Il motore del 2000" (reincisa anche nel disco realizzato con Gianni Morandi) e la divertente "Intervista con l'Avvocato", in cui Dalla, usando il suo celebre scat, immagina un'intervista con Gianni Agnelli. La canzone "Mille miglia" è in realtà composta da due canzoni diverse, che nella prima edizione in vinile sono intitolate Mille miglia prima e Mille miglia seconda; nelle stampe in cd sono unite in un'unica traccia. Gli arrangiamenti dell'album sono curati dallo stesso Lucio Dalla.

Automobili è inoltre il primo disco in cui collaborano con Dalla due musicisti che, anni dopo, daranno vita agli Stadio: Giovanni Pezzoli e Marco Nanni.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: AUTOMOBILI
 
   

 
   
 
 
4. TRACK LIST di: AUTOMOBILI
 
Lato A Lato B

  • A1 INTERVISTA CON L'AVVOCATO
  • A2 MILLE MIGLIA PRIMA E SECONDA
  • A3 NUVOLARI


  • B1 L'INGORGO
  • B2 IL MOTORE DEL 2000
  • B6 DUE RAGAZZI
 
Lato A:
INTERVISTA CON L'AVVOCATO

 
      Lato B:
L'INGORGO

 
     

Autori: Dalla, Norisso
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Buongiorno, grazie Avvocato,
sono del Manchester Guardian.
Non le farò perdere tempo;
questa la prima domanda:

Come concilia il proposito
del terrorismo superato
e poi vuotare Mirafiori,
e riempire di nuovo
il treno dell'immigrato?

Non il treno della rondine,
invece quello del sole
e prendere l'occasione
di decentrare la produzione?

Bene, molto bene Avvocato,
il suo inglese è perfetto;
io ho tutto annotato,
ecco la seconda domanda:

La Fiat nella sola Torino
ha centoventimila operai,
quindicimila le industrie
legate allo stesso destino.

L’aria dell’intera città
tanto densa da fare pietà…
Ora sbaracca Volvera,
la fabbrica dei ricambi,
la fonderia a Crescentino.

Concordo con lei, Avvocato,
l'argomento è complesso
e tocca svariati argomenti,
la stringo ancora tra i denti.

Da tutti è oramai confermato:
l’auto è in crisi profonda,
l’auto non ha futuro
– stecco di legno sull’onda.

Dopo l’assestamento
le auto saranno più rare
e finiranno per scomparire
come lampare sul mare.

Concordo con lei, Avvocato,
niente è mai per l'eterno
ogni giorno è rovesciato
e l'anno finisce in inverno!

Dal giacimento Ecofisk
che butta il greggio a mitraglia
lassù nel mare del Nord
c'è petrolio per l'Italia!
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Norisso
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Mettere in marcia il motore
avanzare tre metri e poi staccare
fermarsi a guardare e a parlare
alla fine spegnere il motore

Due suore giovani nella 2 cavalli
un ragazzotto dentro la Dauphine
c'è un uomo bianco nella Caravelle
altro uomo e donna in una Peugeot

Dietro la 2 cavalli c'è una Volkswagen
con dentro una ragazza e un soldato
certamente sposati da poco
hanno le spalle bruciate dal fuoco

Centomila auto imbottigliate
nella corsia nord e sud verso Parigi
da 12 ore nessuno si muove.

Passa un giorno e arriva la sera
passa la notte e il giorno fa ritorno
alle 9 arriva uno straniero
e chiede pane alla gente che ha intorno

Alè tutti in auto avanti 100 metri
a mezzogiorno si sbriciola un biscotto
l'ingegnere dorme nella Taurus
un muso di cane contro il vetro rotto

La terza notte è lunga come il mare
la notte terza è proprio un fiume in piena
una donna passeggia per il campo
parla da sola piange e si dimena.
Parigi è laggiù bella e lontana
sembra un pavone con le piume aperte
a un giallo accesso per divertimento
nasce un rumore e strisciare di vento

Al quarto giorno avvanzano un chilomentro
molti hanno lasciato l'automobile
e girano per i prati e le foreste
cercando il pane e l'acqua come bestie

Dividono sul bordo della strada
l'ultimo cracker l'ultima bottiglia
la coca-cola è razionata a goccie
due goccie solo per le labbra rotte

Verso sera qualcosa si muove
con uno strappo la fila si snoda
come un gatto che si morde la coda
le macchine procedono in pariglia

Le stelle o le nuvole o la vita
forse un soldato poteva ritornare
un adattarsi meccanico a pensare
dalla Simca fanno un gesto d'amore

Assurdo sentimento di speranza
cavalli, cavalli, cavalli corrono sui prati
foglie bianche si aprono cadendo
il laser del sole le taglia ridendo

Luci rosse rosse sempre accese
danno il via a una pazza rincorsa
100'000 bisonti scatenati
verso Parigi stretta in una morsa
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
MILLE MIGLIA PRIMA E SECONDA

 
      Lato B:
IL MOTORE DEL 2000

 
     

Autori: Dalla, Norisso
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Partivano di notte, arrivavano di sera

lungo 1000 km di una fantastica Carrera.

Quando facevano ritorno

il cielo scendeva basso

colpiva la terra al cuore come un sasso.

Poi il sole si spaccava contro il ferro dei casometri

e dall'alto lasciava una riga rossa di sangue

Sulla strada per kilometri, mentre sul prato italiano

c'era la morte secca che falciava il grano.

Mille miglia di un anno ormai lontano
Il giorno da le sue prime boccate

quando sulle strade verdi e bianche urlano le grosse cilindrate.

Ultime partenze al mattino

Quando l'alba non è ancora sfumata

di gomme e di polvere

tutta l'Italia è risvegliata

EH!

A Borlogna arcangeli e primo

A Roma, Nuvolari prevale

Mentre Arcangeli annoia il motore
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Norisso
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
il motore del duemila
sara’ bello e lucente
sara’ veloce e silenzioso
sara’ un motore delicato
avra’ lo scarico calibrato
e un odore che non inquina
lo potra’ respirare
un bambino o una bambina
ma seguendo le nostre cognizioni
nessuno ancora sa dire
come sara’ cosa fara’ nella realta’
il ragazzo del duemila
questo perche’ nessuno lo sa
l’ipotesi e’ suggestiva
ed anche urgente
ma seguendo questa prospettiva
oggi ne sappiamo poco o niente…
noi sappiamo tutto del motore
questo lucente motore del futuro
ma non riusciamo a disegnare il cuore
di quel giovane uomo del futuro
non sappiamo niente del ragazzo
fermo sull’uscio ad aspettare
dentro a quel vento del duemila
non lo sappiamo ancora immaginare.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
NUVOLARI

 
      Lato B:
DUE RAGAZZI

 
     

Autori: Dalla, Norisso
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Nuvolari e'
basso di statura
Nuvolari e'
al di sotto del normale
Nuvolari ha
cinquanta chili
d'ossa
Nuvolari ha
un corpo eccezionale.
Nuvolari ha
le mani come artigli
Nuvolari ha
un talismano
contro i mali
il suo sguardo
e' di un falco
per i figli
i suoi muscoli
sono muscoli
eccezionali.
Gli uccelli nell'aria
perdono l'ali
quando passa Nuvolari.
Ah, ah, ah!
Ye ye ye ye ye ye yeee!
Quando corre Nuvolari
mette paura perche' il
motore e' feroce
mentre taglia ruggendo
la pianura
gli alberi della strada
strisciano sulla biada
sui muri i cocci
di bottiglia
si sciolgono
come poltiglia
tutta la polvere e'
spazzata via.
Quando corre Nuvolari
quando passa Nuvolari
la gente arriva in
mucchio e si stende
sui prati.
Quando corre Nuvolari
quando passa Nuvolari
la gente aspetta
il suo arrivo
per ore e ore
e finalmente quando
sente il rumore
salta in piedi e
lo saluta con la mano
gli grida
parole d'amore
e lo guarda scomparire
come guarda un
soldato a cavallo
a cavallo
nel cielo di aprile.
Nuvolari e'
bruno di colore
Nuvolari ha
la maschera tagliente
Nuvolari ha
la bocca sempre chiusa
di morire non
gli importa niente.
Corre se piove o
corre dentro al sole
tre piu' tre per lui
fa sempre sette
con l'Alfa rossa
fa quello che vuole
dentro al fuoco
di cento saette.
C'e' sempre un numero
in piu' nel destino
quando corre Nuvolari
Ye ye ye ye ye ye yeee!
Quando passa Nuvolari
ognuno sente il suo
cuore vicino.
In gara a Verona e'
davanti a Bordino
con un tempo d'inferno
acqua grandine e vento
pericolo d'uscire
di strada
a ogni giro l'inferno
ma sbanda striscia e' schiacciato
lo raccolgono
quasi spacciato.
Ma Nuvolari rinasce
come rinasce
il ramarro
batte Varzi
e Campari
Borzacchini e Fagioli
Brilli-Peri
e Ascari.
e Ascari.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Dalla, Norisso
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Dentro a un'auto scalcinata
al margine di un campo
un'autodemolizione
Dentro a quest'auto abbandonata
due ragazzi seduti
fitti fitti fitti fitti fanno conversazione

La ragazza è carina
ha i capelli neri e corti
lui ha una faccia da faina
furba e divertente
si riparano dalla gente
lui la tiene stretta
e parlano parlano a voce bassa, in fretta

E' bello ascoltare
così, la vita che striscia
la vita strisciare adagio come un serpente annoiato
baciarsi dieci volte senza paura in un minuto
parlare di oggi, parlare d'amore, parlare domani
toccarsi con le mani

La vita è così vicina
ogni cosa è ancora da fare
il futuro è verde è freddo è profondo come il mare
tentano di toccarlo con i loro piedi
prima di decidersi, decidersi a buttare

Sei un topino bianco
Io io io
io ti ho trasformato in un angelo
con ali formidabili.
Tu lavavi stiravi le camicie
e io seduto in un angolo fumavo.
Guardami ancora con amore
lo so che sono vecchio
lo so che ho già vent'anni.

Ma - lei risponde - ti sposerei lo stesso
Io io io
anche se ti ho sempre detto
voglio andare a letto con un uomo
ma non so cosa fare
Tu mi dicevi: perché non prendi me?

Era un gioco
io io io
lo so che era un gioco
e non so cosa fare
perché adesso non voglio
che stare qua a guardarti ed ascoltare.

Dall'alto piove una neve verde
portata dall'ombra della sera
scoppiano tre stelle all'improvviso
enormi come un grande riflettore
sopra all'auto scalcinata
al margine di un campo
dentro a un'auto in demolizione
dove due ragazzi senza tempo
fanno l'amore



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Tu Non Mi Basti Mai
Cara
Rispondimi
Se Io Fossi Un Angelo
Il Mio Fiore Nero (girlie)
Futura
Domani
Disperato Erotico Stomp
Siamo Dei
Caruso
 
Fonte: QUI
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun 15 Ott 2018 - 10:13, modificato 3 volte
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LUCIO DALLA - 1978: COM'E' PROFONDO IL MARE (33 GIRI L.P.)

Messaggio  mauro piffero il Dom 9 Lug 2017 - 20:04

1. TITOLO:
 
1978 - COM'E' PROFONDO IL MARE
 
# Etichetta: RCA # Catalogo: PL 31321 # Data pubblicazione: Anno 1978 # Matrici: GKAY 29940/GKAY 29941 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA MILANO
 
 
2. RECENSIONE: Il disco

Come è profondo il mare è il settimo disco di studio di Lucio Dalla registrato nel 1977; è il primo disco in cui Dalla è autore anche dei testi. Con questo album si consacrerà il talento delle doti di solista di Lucio Dalla.

Prodotto da Alessandro Colombini e Renzo Cremonini, l'album è stato registrato negli studi RCA di Roma (tecnico del suono: Maurizio Montanesi) e negli Stone Castle Studios di Carimate (tecnico del suono: Ezio De Rosa).

Cover:

Nel 2009 Luca Carboni ha realizzato una reinterpretazione di Quale allegria nel suo album Musiche ribelli. Già Ornella Vanoni aveva interpretato il brano nel disco Io dentro del 1977, a poco tempo dall'incisione di Dalla.

Nel 2010 una versione di Come è profondo il mare cantata da vari artisti italiani (Pia Tuccitto, Franco Battiato, Fiorella Mannoia, Iskra Menarini, Roberto Ferri, Marco Alemanno, Ron, Vincenzo Capezzuto e lo stesso Lucio Dalla) è stata pubblicata su l'iniziativa dell'organizzazione "Ti amo anche se non so chi sei" per la sensibilizzazione a favore della donazione degli organi.

Nel 2015 sono trentacinque artisti abruzzesi a cantare collettivamente Come è profondo il mare, in un video di supporto alle manifestazioni contro le trivellazioni petrolifere in Adriatico e al largo della Costa dei Trabocchi[1].
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: COM'E' PROFONDO IL MARE
 
   

 
   
 
 
4. TRACK LIST di: COM'E' PROFONDO IL MARE
 
Lato A Lato B

  • A1COM'E' PROFONDO IL MARE
  • A2 TRENO A VELA
  • A3 IL CUCCIOLO ALFREDO
  • A4 CORSO BUENOS AYRES


  • B1 DISPERATO EROTICO STOMP
  • B2 QUALE ALLEGRIA
  • B3 ... E NON ANDAR PIU' VIA
  • B4BARCAROLA
 
Lato A:
COM'E' PROFONDO IL MARE

 
      Lato B:
DISPERATO EROTICO STOMP

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Ci nascondiamo di notte
Per paura degli automobilisti
Dei linotipisti
Siamo i gatti neri
Siamo i pessimisti
Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Babbo, che eri un gran cacciatore
Di quaglie e di faggiani
Caccia via queste mosche
Che non mi fanno dormire
Che mi fanno arrabbiare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

E' inutile
Non c'è più lavoro
Non c'è più decoro
Dio o chi per lui
Sta cercando di dividerci
Di farci del male
Di farci annegare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Con la forza di un ricatto
L'uomo diventò qualcuno
Resuscitò anche i morti
Spalancò prigioni
Bloccò sei treni
Con relativi vagoni
Innalzò per un attimo il povero
Ad un ruolo difficile da mantenere
Poi lo lasciò cadere
A piangere e a urlare
Solo in mezzo al mare
Com'è profondo il mare

Poi da solo l'urlo
Diventò un tamburo
E il povero come un lampo
Nel cielo sicuro
Cominciò una guerra
Per conquistare
Quello scherzo di terra
Che il suo grande cuore
Doveva coltivare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Ma la terra
Gli fu portata via
Compresa quella rimasta addosso
Fu scaraventato
In un palazzo,in un fosso
Non ricordo bene
Poi una storia di catene
Bastonate
E chirurgia sperimentale
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Intanto un mistico
Forse un'aviatore
Inventò la commozione
E rimise d'accordo tutti
I belli con i brutti
Con qualche danno per i brutti
Che si videro consegnare
Un pezzo di specchio
Così da potersi guardare
Com'è profondo il mare
Com'è profondo il mare

Frattanto i pesci
Dai quali discendiamo tutti
Assistettero curiosi
Al dramma collettivo
Di questo mondo
Che a loro indubbiamente
Doveva sembrar cattivo
E cominciarono a pensare
Nel loro grande mare
Com'è profondo il mare
Nel loro grande mare
Com'è profondo il mare

E' chiaro
Che il pensiero dà fastidio
Anche se chi pensa
E' muto come un pesce
Anzi un pesce
E come pesce è difficile da bloccare
Perchè lo protegge il mare
Com'è profondo il mare

Certo
Chi comanda
Non è disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l'oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare
Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Ti hanno visto bere a una fontana
che non ero io
ti hanno visto spogliata la mattina,
birichina biricò.
Mentre con me non ti spogliavi
neanche la notte,
ed eran botte, Dio, che botte
ti hanno visto alzare la sottana,
la sottana fino al pelo. Che nero!
Poi mi hai detto "poveretto,
il tuo sesso dallo al gabinetto"
te ne sei andata via con la tua amica,
quella alta, grande fica.
Tutte e due a far qualcosa di importante,
di unico e di grande
io sto sempre in casa, esco poco,
penso solo e sto in mutande.

Penso a delusioni a grandi imprese
a una Tailandese
ma l'impresa eccezionale, dammi retta,
è essere normale.
Quindi, normalmente,
sono uscito dopo una settimana
non era tanto freddo, e normalmente
ho incontrato una puttana.

A parte i capelli, il vestito
la pelliccia e lo stivale
aveva dei problemi anche seri,
e non ragionava male.
Non so se hai presente
una puttana ottimista e di sinistra,
non abbiamo fatto niente,
ma son rimasto solo,
solo come un deficiente.

Girando ancora un poco ho incontrato
uno che si era perduto
gli ho detto che nel centro di Bologna
non si perde neanche un bambino
mi guarda con la faccia un pò stravolta
e mi dice "sono di Berlino".
Berlino, ci son stato con Bonetti,
era un pò triste e molto grande
però mi sono rotto,
torno a casa e mi rimetterò in mutande.

Prima di salir le scale mi son fermato
a guardare una stella
sono molto preoccupato,
il silenzio m'ingrossava la cappella.
Ho fatto le mie scale tre alla volta,
mi son steso sul divano,
ho chiuso un poco gli occhi,
e con dolcezza è partita la mia mano
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
TRENO A VELA

 
      Lato B:
QUALE ALLEGRIA

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Voglio un chilo di pane
e un fiasco di vino.
le dò in cambio il bambino che ho in più

posso darle anche un osso.
non mi piace è di cane
m'è passata la fame.
quanto costa una mela?
costa un sacco di botte.
se mi faccio picchiare un pochino
la darebbe al bambino?
se la metterà in testa senza neanche capire
così lei con le frecce si potrà divertire.

Tutte le sere il padre e il figlio si tenevano per mano
poi
e nella notte senza suoni e nostalgia si incontravano con gli altri nella via.
e senza un alito di vento a guardare quella stella là
che era una stella senza luce era quella del brodo STAR.

E poi via
di corsa fino alla ferrovia
dove al lume di candela passava un treno a vela
ringhiando sbuffando.
bimbo non piangere più

Il bambino ora dorme
sulla schiena di un cane
mentre il padre sfinito gli fa aria con un dito
poi c'è gente che viene dal veneto
per vedere il cantante Patrizio
e il suo porno comizio.
si è svegliato il bambino
a dormire ora è il cane
mentre il padre da ore non parla
ed ha sempre più fame
in un lampo la sua decisione
prende in mano un bastone
e comincia a volare
e comincia a volare
e comincia a volare
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Quale allegria
se ti ho cercato per una vita senza trovarti
senza nemmeno avere la soddisfazione di averti
per vederti andare via
quale allegria

quale allegria,
se non riesco neanche più a immaginarti
senza sapere se volare, se strisciare
insomma, non so più dove cercarti
quale allegria

quale allegria,
senza far finta di dormire
con la tua guancia sulla mia
saper invece che domani "ciao, come stai"
una pacca sulla spalla e via...
quale allegria,

quale allegria,
cambiar faccia cento volte
per far finta di essere un bambino
di essere un bambino
con un sorriso ospitale ridere cantare far casino
insomma far finta che sia sempre un carnevale...
Sempre un carnevale.

Senza allegria
uscire presto la mattina
la testa piena di pensieri
scansare macchine, giornali
tornare in fretta a casa
tanto oggi è come ieri

senza allegria
anche sui treni e gli aeroplani
o sopra un palco illuminato
fare un inchino a quelli che ti son davanti
e son in tanti e ti battono le mani.

Senza allegria
a letto insieme senza pace
senza più niente da inventare.
Esser costretti a farsi anche del male
per potersi con dolcezza perdonare
e continuare.

Con allegria
far finta che in fondo in tutto il mondo
c'è gente con gli stessi tuoi problemi
e poi fondare un circolo serale
per pazzi sprassolati e un poco scemi

facendo finta che la gara sia
arrivare in salute al gran finale.
Mentre è già pronto Andrea
con un bastone e cento denti
che ti chiede di pagare

per i suoi pasti mal mangiati
i sonni derubati i furti obbligati
per essere stato ucciso
quindici volte in fondo a un viale
per quindici anni la sera di Natale...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A:
IL CUCCIOLO ALFREDO

 
      Lato B:
... E NON ANDAR PIU' VIA

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
ra le case e i palazzi di una strada d'inferno
si vede una stella tanto bella e violenta
che si dovrebbe vergognare.
Televisori e cucine, cosi` uguali,
on i denti di bocca di uno venuto dal centro
in cerca di un dramma da annusare.
Il cucciolo Alfredo, avvilito e appuntito,
con i denti da lupo tradito,
ci pensa un attimo e poi sale,
si tratta di un giovane autobus dall'aspetto sociale
e il biglietto gratuito
regalo di un'amministrazione niente male.
Nemmeno Natale e` una sera normale
con gli occhi per terra la gente prepara la guerra.


C'e` guerra nei viali del centro,
dove anche il vento e` diverso,
son diversi gli odori per uno che viene da fuori
un grande striscione con uno scudo e una croce
e una stella cometa,
la reclame di una dieta,
pistola alla mano la citta` si prepara
a sommare il danaro,
a una giornata piu` amara.


Alla quarta fermata,
senza nessuna ragione,
scendendo deciso
il cucciolo Alfredo s'inventa un sorriso,
sorride a uno scherzo di donna,
a un amico che alle sette di sera,
dopo piu` di tre anni e` appena uscito di galera.
Il complesso cileno affisso sul muro
promette spettacolo, un colpo sicuro.
La musica andina, che noia mortale,
sono piu` di tre anni che si ripete sempre uguale,
mentre il cucciolo Alfredo canta in modo diverso
la canzone senza note di uno che si e` perso:
canzone diversa ma canzone d'amore,
cantata tra i denti, da cuore a cuore.


Se la sua e` cattiveria io la prendo per mano,
ce ne andremo lontano
Se la sua e` cattiveria io la prendo per mano,
ce ne andremo lontano
Se la sua e` cattiveria io la prendo per mano,
ce ne andremo lontano.
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Ho lasciato i pantaloni in un cortile
ho perso anche una mano in un vicolo,
era un pomeriggio di aprile
gli occhi me li ha portati via una donna grassa a forza di guardarla
le labbra le ho lasciate tutte e due su un'altra bocca
o su una fontana, che a essere prudenti non si tocca
ma mi brucia come un vecchio fulminante...
O muori tu, o muoio io
da oggi Roma avrà un altro Dio
io me ne vado via,
io me ne vado via...

Dove chiudendo gli occhi senti i cani abbaiare
dove se apri le orecchie non le chiudi dalla rabbia e lo spavento
ma ragioni giusto seguendo il volo degli uccelli e il loro ritmo lento
dove puoi trovare un Dio nelle mani di un uomo che lavora
e puoi rinunciare a una gioia per una sottile tenerezza
dove puoi nascere e morire con l'odore della neve
dove paga il giusto chi mangia, chi beve e fa l'amore
dove, per Dio! la giornata è ancora fatta di ventiquattr'ore
e puoi uccidere il tuo passato col Dio che ti ha creato
guardando con durezza il loro viso
con la forza di un pugno chiuso e di un sorriso
e correre insieme agli altri ad incontrare il tuo futuro
che oggi è proprio tuo
e non andar più via

e non andar più via
e non andar...
 
Fonte: QUI
 
 
 
Lato A:
CORSO BUENOS AYRES

 
      Lato B:
BARCAROLA

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
– Io l’ho visto da vicino
gli occhi erano due sputi
la faccia era gialla
una faccia da assassino! –
– L’ho visto accarezzare un cane
avevano lo stesso sguardo
cane e uomo morivano di fame –
– Ma adesso dov’è? –
– Ma adesso dov’è? –
– Scendeva di corsa le scale
le scale della metropolitana
in mano ci aveva del tonno
un salame e una banana
poi, sul più bello
è spuntato anche il coltello!
E un colpo di qua, e un colpo di là… –
Il cane gli stava sempre dietro
gli occhi: lo stesso sguardo
sembravano Cristo con San Pietro
quando erano in ritardo.
– Ma allora chi è? –
– Ma allora chi è? –
– Dev’essere uno slavo
che dorme e ruba alla stazione
quegli occhi senza luce
è senz’altro un mascalzone! –
– Chiamiamo un pulismano
ho appena visto l’assassino
dar fastidio a un bambino
lo teneva per la mano! –
Il cane, l’uomo e il bambino
appena mangiato un po’ di tonno
si sono stretti vicino vicino
forse morivano dal sonno…
– Ma allora chi è? –
– Ma allora chi è? –
– Ragioniere, dia a me la borsa
e vada via di corsa in fondo a quella via
a chiamar la polizia! –
– Non dobbiamo perder tempo!
C’è un bar qui vicino
si può telefonare
ci beviamo anche un grappino… –
Arriva volando la volante
con un furore sacro
confusa da tutta quella gente non frena
e fa un massacro.
(Alla fine della corsa il primo a cadere è il ragioniere che rivoleva la sua borsa; poi toccò a un bagnino che, ancora in mutande, aveva sospeso il lavoro in una piscina lì vicino. Falciati mentre guardavano i lavori in corso due gemelli in pensione furono scaricati in un pronto soccorso. Un salumiere e un tabaccaio che da anni non si rivolgevano la parola approfittarono della confusione per spararsi alcuni colpi di pistola!)
Il padre vide la scena, si prese paura e dimenticò il sonno e la fame. Prese per mano il bambino che disperato piangeva, perché non voleva lasciare lì il cane. Decisero in fretta di tornare a Barletta e corsero alla stazione, perché a Milano in agosto, oltre al gran caldo c’è veramente tanta confusione…
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Su due mari e un pensiero vola lento
questo veliero
su un'isola non più lontana di una malattia
mi aspettano senza fretta come in un gioco
un cane, un piatto sicuro
e una donna di fuoco
ma il veliero sempre più lento
si ferma senza coraggio e senza vento
e il mare diventa di sasso
mentre il cane abbaia il piatto si fredda
la donna sul porto nervosa su e giù
va a spasso

Tutta la notte, un altro giorno su questo legno
tra una puzza di piedi
come un idiota a guardarmi intorno
mentre sull'isola il piatto si è vuotato
La donna seccata, ormai, mi ha dimenticato
il cane dopo tre giorni di attesa faticosa
si è appena addormentato

Poi una notte diversa delle altre
una notte davvero mette a posto tutto
anche il veliero che ricomincia a navigare
cercherò un piatto caldo qualcosa da mangiare
un'altra donna si può sempre trovare
mentre scendo dalla nave
il cane si è svegliato
mi viene incontro e ricomincia ad abbaiare
da bu da da da
da bu da da da
 
Fonte: QUI
 

 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun 15 Ott 2018 - 10:17, modificato 5 volte
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mauro piffero

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LUCIO DALLA: 1978 - QUALE ALLEGRIA/IL CUCCIOLO ALFREDO (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Dom 9 Lug 2017 - 20:36

1. TITOLO:
 
1978 - QUALE ALLEGRIA/IL CUCCIOLO ALFREDO
 
# Etichetta: RCA Italiana # Catalogo: PB 6157# Data pubblicazione: Anno 1978 # Matrici: GKAS 34104/GKAS 34105# Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA Italiana - ROMA
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST:
 
Lato A:
QUALE ALLEGRIA

 
      Lato B:
IL CUCCIOLO ALFREDO

 
     

Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Quale allegria
se ti ho cercato per una vita senza trovarti
senza nemmeno avere la soddisfazione di averti
per vederti andare via
quale allegria

quale allegria,
se non riesco neanche più a immaginarti
senza sapere se volare, se strisciare
insomma, non so più dove cercarti
quale allegria

quale allegria,
senza far finta di dormire
con la tua guancia sulla mia
saper invece che domani "ciao, come stai"
una pacca sulla spalla e via...
quale allegria,

quale allegria,
cambiar faccia cento volte
per far finta di essere un bambino
di essere un bambino
con un sorriso ospitale ridere cantare far casino
insomma far finta che sia sempre un carnevale...
Sempre un carnevale.

Senza allegria
uscire presto la mattina
la testa piena di pensieri
scansare macchine, giornali
tornare in fretta a casa
tanto oggi è come ieri

senza allegria
anche sui treni e gli aeroplani
o sopra un palco illuminato
fare un inchino a quelli che ti son davanti
e son in tanti e ti battono le mani.

Senza allegria
a letto insieme senza pace
senza più niente da inventare.
Esser costretti a farsi anche del male
per potersi con dolcezza perdonare
e continuare.

Con allegria
far finta che in fondo in tutto il mondo
c'è gente con gli stessi tuoi problemi
e poi fondare un circolo serale
per pazzi sprassolati e un poco scemi

facendo finta che la gara sia
arrivare in salute al gran finale.
Mentre è già pronto Andrea
con un bastone e cento denti
che ti chiede di pagare

per i suoi pasti mal mangiati
i sonni derubati i furti obbligati
per essere stato ucciso
quindici volte in fondo a un viale
per quindici anni la sera di Natale...
 
Fonte: QUI
   
Autori: Lucio Dalla
Orchestra: Ruggero Cini
 
Testo:
Tra le case e i palazzi di una strada d'inferno
si vede una stella tanto bella e violenta
che si dovrebbe vergognare.
Televisori e cucine, cosi` uguali,
on i denti di bocca di uno venuto dal centro
in cerca di un dramma da annusare.
Il cucciolo Alfredo, avvilito e appuntito,
con i denti da lupo tradito,
ci pensa un attimo e poi sale,
si tratta di un giovane autobus dall'aspetto sociale
e il biglietto gratuito
regalo di un'amministrazione niente male.
Nemmeno Natale e` una sera normale
con gli occhi per terra la gente prepara la guerra.


C'e` guerra nei viali del centro,
dove anche il vento e` diverso,
son diversi gli odori per uno che viene da fuori
un grande striscione con uno scudo e una croce
e una stella cometa,
la reclame di una dieta,
pistola alla mano la citta` si prepara
a sommare il danaro,
a una giornata piu` amara.


Alla quarta fermata,
senza nessuna ragione,
scendendo deciso
il cucciolo Alfredo s'inventa un sorriso,
sorride a uno scherzo di donna,
a un amico che alle sette di sera,
dopo piu` di tre anni e` appena uscito di galera.
Il complesso cileno affisso sul muro
promette spettacolo, un colpo sicuro.
La musica andina, che noia mortale,
sono piu` di tre anni che si ripete sempre uguale,
mentre il cucciolo Alfredo canta in modo diverso
la canzone senza note di uno che si e` perso:
canzone diversa ma canzone d'amore,
cantata tra i denti, da cuore a cuore.


Se la sua e` cattiveria io la prendo per mano,
ce ne andremo lontano
Se la sua e` cattiveria io la prendo per mano,
ce ne andremo lontano
Se la sua e` cattiveria io la prendo per mano,
ce ne andremo lontano.
 
Fonte: QUI
 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun 15 Ott 2018 - 10:18, modificato 1 volta
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LUCIO DALLA & FRANCESCO DE GREGORI: 1978 - MA COME FANNO I MARINAI/COSA SARA' (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Dom 9 Lug 2017 - 21:47

1. TITOLO:
 
1978 - MA COME FANNO I MARINAI/COSA SARA'
 
# Etichetta: RCA Italiana # Catalogo: PB 6265# Data pubblicazione: Anno 1978 # Matrici: HKAS 34615/HKAS 34616# Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da: RCA Italiana - ROMA
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST:
 
Lato A:
MA COME FANNO I MARINAI

 
      Lato B:
COSA SARA'