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I NOMADI - 1993 - CONTRO (LP 33 Giri/MC/CD)

Messaggio  mauro piffero il Dom Ott 22, 2017 11:42 pm

1. TITOLO:
 
1993 - CONTRO
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: 4509-93035-1 # Data pubblicazione: Anno 1993 # Matrici: 4509-93035-1 L1/4509-93035-1 L2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Cover Double-Face, Bologna - Art Director Anna Persiani - Foto Archivio Nomadi / Registrazione iniziata nell'Aprile 1992 al Teatro Vittoria di Viadana, ultimato e missato nei mesi di Gennaio e Aprile 1993 al Santanna Studios di Castelfranco Emilia (MO) da Giovanni Salvatori, Dodo Veroli e Athos Travaglini / Formazione: Augusto Daolio - voce; Beppe Carletti - tastiere; Dante Pergreffi - basso; Cico Falzone - chitarre; Daniele Campani - batteria e percussioni; Elisa Minari - basso; Francesco Gualerzi - sax; Danilo Sacco - chitarra ritmica
 
 
2. RECENSIONE:
 
Contro è il diciannovesimo album del gruppo italiano Nomadi.

Il disco:
L'album contiene le ultime incisioni con Augusto Daolio alla voce e anche il contributo di Dante Pergreffi al basso. I brani già pronti vengono integrati con l'inserzione di contributi dei nuovi membri: al basso troviamo Elisa Minari, mentre Francesco Gualerzi e Danilo Sacco si alterneranno a sostituire Augusto dagli album successivi. Per il singolo Ad est, ad est viene realizzato un videoclip.

Nel corso dell'anno i Nomadi tornano a suonare dal vivo proponendo la strumentale Suoni come inizio dei concerti.

In dettaglio:

Contro: brano sulla guerra, sui giovani e sulla volontà di non arrendersi. "Contro" l'ipocrisia di chi a parole parla di amore ma poi finisce per finanziare le guerre.
Il muro: brano dedicato al famoso muro di Berlino
Marinaio di vent'anni brano dedicato alla leggenda dell'Olandese Volante
Santina dedicata a una bambina che ha la vita distrutta dalla droga
Il mongolo: sulla personalità che trascende il modo di presentarsi
Pietro: una descrizione del mondo di oggi senza morali
Il libero: brano sulla non accettazione della vita senza i propri ideali
Soltanto un gioco: dove l'amore è paragonato alla passione che sicuramente è destinata a rimanere nel tempo
Ad est, ad est: una sorta di testamento spirituale di Augusto Daolio dove il cantante ormai malato preannuncia la sua nuova avventura verso un nuovo sole.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER: CONTRO (LP oltre a MC e CD)
 
   
 
   
 
 
 
   
 
 
 


 
 
4. TRACK LIST di: CONTRO
 
Lato A Lato B

  • A1 CONTRO
  • A2 IL MURO
  • A3 MARINAIO DI 20 ANNI
  • A4 SANTINA
  • A5 IL MONGOLO


  • B1 PIETRO
  • B2 IL LIBERO
  • B3 SOLTANTO UN GIOCO
  • B4 A EST A EST
 
 
Lato A 1:
CONTRO

 
      Lato B 1:
PIETRO

 
     

Autori: Giuseppe Carletti, Odoardo Veroli
 
Testo:
Contro i fucili, carri armati e bombe
contro le giunte militari, le tombe
contro il cielo che ormai? pieno, di tanti ordigni
nucleari
contro tutti i capi al potere che non sono ignari.

Contro i massacri di Sabra e Chatila
contro i folli martiri dell'Ira
contro inique sanzioni, crociate americane
per tutta la gente che soffre, e che muore di fame.

Contro chi tiene la gente col fuoco
contro chi comanda e ha in mano il gioco
contro chi parla di fratellanza, amore, libert?
e poi finanzia guerre e atrocit?.

Contro il razzismo sudafricano
contro la destra del governo israeliano
conto chi ha commesso stragi, pagato ancora non ha
per tutta la gente ormai stanca che vuole verit?.

Contro tutte le intolleranze
contro chi soffoca le speranze
contro antichi fondamentalismi e nuovi imperialismi
contro la poca memoria della storia.

Contro chi fa credere la guerra un dovere
contro chi vuole dominio e potere
contro le medaglia all'onore, alla santit?
per tutta la gente che grida libert?.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giuseppe Carletti, Daniele Taurian, Odoardo Veroli
 
Testo:
Camminando con la mente stanca
Gl'occhi bassi sul suo passo
Di giorno in giorno lui consuma la sua vita.
Di notte si ferma fumando
Qualcosa sulla porta del bar
In piazza del mercato pochi sono come lui.
Ma ieri per caso ha detto che è stanco
Di questa gente triste, talchi o denaro
Poi girato sul marciapiede mi ha guardato
E ha detto che il suo nome è Pietro.
Mi chiamo Pietro e non è un caso
E so chi è un giusto oppure un ladro
Tittirulè, tittirulè olà,
Tittirule olà, tittirula.
Nessuno si dice lo conosce,
Nessuno sa dove lui dorme,
La gente lo guarda e dice:
"Quello cerca i guai!"
La gente gira oggi è mercato
Nell'aria c'è profumo di neve
Gente che guarda, gente che ascolta
La sua voce.
Ma oggi per caso c'ho guardato in quegl'occhi
E mi è sembrato all'improvviso di ricordare
Che un bel giorno tornerà su questa terra
Con l'uomo che c'amava tanto,
Ritornerà per giudicare chi sia un giusto
Oppure un ladro.
Tittirulè, tittirulè olà,
Tittirule olà, tittirula.
Ritornerà per giudicare chi sia un giusto
Oppure un ladro.
Tittirulè, tittirulè olà,
Tittirule olà, tittirula.
Tittirulè, tittirulè olà,
Tittirule olà, tittirula.
Tittirulè, tittirulè olà,
Tittirule olà, tittirula.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 2:
IL MURO

 
      Lato B 2:
IL LIBERO

 
     

Autori: Giuseppe Carletti, Daniele Taurian, Odoardo Veroli
 
Testo:
Portavi la chitarra sulle spalle come un fucile,

cantavi le canzoni, gli esi che la gente non sapeva,

dicevi che il mondo domani cambierà.


ualcuno ti amava, la gente non ti capiva,
ensava al pane e alle code sulle strade,

dove il gelo fermava anche gli orologi.


Portavi la chitarra sulle spalle come un fucile,

pronto a sparare quattro note da sbagliare un SOL,

quella notte scura non c'era nessuno facile pensare ad un altro mondo.
Il tuo corpo diventò un acrobata

e quel salto giù nel vuoto finì,
ma quella notte qualcuno sparò
nella mano stringevi una pietra...
una pietra venuta dal muro...
dal muro dell' est.

Ora il mondo è cambiato
la gente ci passa in quel posto, ma se guardo per terra

in mezzo a quei sassi
c'è ancora una pietra

che porta una storia.
Chi ti raccolse al mattino dice che

negl'occhi avevi il gelo,

la chitarra era ancora avvolta

al tuo corpo.


Il tuo corpo diventò un acrobata

e quel salto giù nel vuoto finì,
ma quella notte qualcuno sparò
nella mano stringevi una pietra...
una pietra venuta dal muro...
dal muro dell' est.

Il tuo corpo diventò un acrobata
e quel salto giù nel vuoto finì.
Il tuo corpo diventò un acrobata

e quel salto giù nel vuoto finì.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giuseppe Carletti, Elisa Toffoli, Odoardo Veroli
 
Testo:
Gli hanno tolto la patente con la scusa che
? entrato con la macchina dentro al buff? e,
ma lui non si da per vinto, non si arrende
? matto.

Non ha voglia di resistere alla sua pazzia
nel suo comodo rifugio si giustifica
non mi fate lavorare non sopporto alcuna
critica.

Non ha fatto il militare? rimasto qui
non sopportava di dire: "Signor s?!",
ma lui viaggia con la mente, gli sembra
di volare viaggia dentro.

Voi chiamatela pazzia se vi piace cos?
questo mondo gli fa orrore e lo evita
lui si imbosca sotto il letto e non si pente
mai.

Fanno giri di parole per confonderlo
non? facile fregarli sono subdoli,
ma con qualche stravaganza
li costringer? a rinunciare.

Lui non va a lavorare? perch?
un matto non pu?, se gli offrono
un impiego risponde: "No!",
ma lui viaggia con la mente gli sembra
di volare viaggia dentro.

Matto sar? chi non capisce la pazzia
di non aver saputo guardarsi attorno,
ma che differenza c'? se nel buio se
tutti si cercano e non si trovano,
non si trovano mai.

Lui non? un anormale
sulla scheda elettorale
ci disegna donne nude
con il seno sempre sodo
non gli va di giudicare?...
? un libero.

Non occorre, non s'affanna,
non ingrassa, lui? un pazzo
non si presta a questo gioco
non gli va di fare il follo
? un matto ma non un grullo.

Gli hanno tolto il passaporto
perch? non? il caso di lasciare
andare in giro uno come lui,
ma lui viaggia con la mente
gli sembra di volare,
viaggia dentro.

Matto sar? chi non capisce la pazzia
di non aver saputo guardarsi attorno,
ma che differenza c'? se nel buio se
tutti si cercano e non si trovano,
non si trovano mai.
No mai.

Ma che differenza c'? se nel buio se
tutti si cercano e non si trovano,
non si trovano mai.

Ma che differenza c'? se nel buio se
tutti si cercano e non si trovano,
non si trovano mai.
No mai.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
MARINAIO DI 20 ANNI

 
      Lato B 3:
SOLTANTO UN GIOCO

 
     

Autori: Giuseppe Carletti, Daniele Taurian, Odoardo Veroli
 
Testo:
Quando il mare fa paura
e le onde son leoni e
compaiono dal niente
marinaio di vent'anni
non guardare su nel cielo
il tuo cuore cederà
e l'olandese volante che và,
che và, che và.

Con la prua contro il niente
quella nave solca il mare
comandata da un fantasma
lo conoscono nei porti
lo conoscon dappertutto
e l'olandese volante che và,
che và, che và.

Con le onde contro il viso,
con la prua della nave
che combatte contro il mare
marinaio di vent'anni
non guardare su nel cielo
tra le scariche dei lampi
e l'olandese volante che và,
che và, che và.
Fu punito anticamente
per avere bestemmiato
il suo Dio troppo ostile
superando in gran tempesta
Capo Di Buona Speranza
e l'olandese volante che và,
che và, che và.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giuseppe Carletti, Daniele Taurian, Odoardo Veroli
 
Testo:
Contava fino a venti piano piano,
la faccia contro il muro del cortile
sapeva ormai dove lei si nascondeva
faceva finta anche di non vedere
poi di corsa usciva dal suo posto,
ma la prendeva sempre, la stringeva.

Solo un gioco si, solo un gioco sai
quant'era bella,
solo un gioco sai, solo un gioco ormai
ma lei rideva

La bottega del paese era un bazar
era meglio che sulle giostre
e dalle porte consumate lui guardava,
lei faceva un po' la signorina
si girava svelta si
e la lingua gli mostrava
il sorriso gli negava.

Soltanto un gioco si, soltanto un gioco sai
quant'era bella,
solo un gioco sai, solo un gioco ma...
ma le piaceva.

Un giorno uguale gli sembrava
e guardava nel cortile,
c'era un camion molto grande
e degli uomini robusti
tutta scossa nel cappotto
stava ferma non rideva
e guardandolo piangendo
ha aperto le sue mani.

Solo un gioco si, solo un gioco sai
ma andava via,
soltanto un gioco sai, soltanto un gioco
ma lui piangeva.

"E' tornata!" gli hanno detto
quella sera i vecchi amici,
gli parlavano di lei
come fosse la pi? bella.
E' entrata all'improvviso
per telefonare, si ma lui
ha visto i suoi occhi sempre quelli.

Soltanto un gioco si, solo un gioco che...
che le piaceva,
solo un gioco sai, solo un gioco si
ma lei rideva.

Lui si? messo li vicino
"Sono arrivata, s? sto bene,
il tempo? bello, lui rimane
solo qualche giorno. Poi adesso
? gi? ciao ci sentiamo"
si? girata ed il suo viso
? diventato come quando lei correva.

Soltanto un gioco si, solo un gioco sai
quant'era bella,
solo un gioco sai, solo un gioco ormai
ma lei rideva.

Soltanto un gioco si, soltanto un gioco sai
ma andava via,
solo un gioco sai, solo un gioco ormai
quant'era bella.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A 4:
SANTINA

 
      Lato B 4:
A EST A EST

 
     

Autori: Gisberto Cortesi
 
Testo:
Con quelle piccole mani stringi una morte
che vendi disperata agl'angoli delle strade
la gente che ti vede spaurita in viso,
sola, lontano da casa, senza sorriso,
ma quelle piccole mani maneggiano droga infame
e con i soldi vai dove non vorresti mai.

Santina dai grandi occhi, Santina dalle piccole mani,
Santina voce gentile perché prendi quella roba
Santina, io penso a te, alla tua infanzia spezzata,
ma penso anche a quelli che comprano da te.

Rimani una bambina, ma molto crudele
quello che ti circonda è solo odio,
Santina non hai sogni né amici né giochi
perché il tuo gioco è per pochi.
Santina dai grandi occhi, Santina dalle piccole mani,
Santina voce gentile perché prendi quella roba
Santina, io grido per te, per la tua infanzia spezzata,
ma grido anche per quelli che comprano da te.

Santina sguardo in avanti
tanto per pochi istanti,
molti rischi poco domani
da quelle piccole mani.

Santina dai grandi occhi, Santina quelle mani mani,
Santina voce gentile perché prendi quella roba
Santina, io grido per te, per la tua infanzia spezzata,
ma grido anche per quelli che comprano da te.


 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giuseppe Carletti, Daniele Taurian, Odoardo Veroli
 
Testo:
Sembrano mani i rami del melo,
sembrano dita che graffiano il cielo,
un conto veloce di quanto possiedo
i soldi di carta e tanta rabbia
per questa vita che si spegne di corsa
come un fuoco di foglie,
come un lampo nel cielo.

Ad est, ad est adesso si va,
ad est, ad est tra gli alberi bianchi,
ad est, ad est ritroverò la vita,
ad est, ad est contro il vento di levante.

Sembrano un eco i rumori del vento,
il corpo risponde, risponde pi? volte
uno sguardo veloce alla mia casa
con tanta rabbia in quei dipinti
rimasti in bianco fra i discorsi di tanti,
in barba ai santi, a tutti i santi.

Ad est, ad est adesso si va,
ad est, ad est là dove nasce il sole,
ad est, ad est ritroverò la vita,
ad est, ad est perché non è finita.

Ad est, ad est adesso si va,
ad est, ad est da dove nasce il sole,
ad est, ad est ritroverò la vita,
ad est, ad est perché non è finita.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 5:
IL MONGOLO

 

Autori: Giuseppe Carletti, Roberto Rossi, Odoardo Veroli
Orchestra: in concerto
 
Testo:
Non so se ricordate quel ragazzo traviato
quello lungo con lo sguardo estraniato,
quello che veniva al bar alla sera
e tutti lo chiamavano mongolfiera,
quello che di lui la gente diceva
"Quello è un mongolo che fa solo fiera!"
Si racconta ancora quando a scuola
andavano tutti dietro i tempi allora
butto nei cessi un sacco di cemento
apri il rubinetto allago il casamento
i ritirò e scontò la condanna
e festeggio con fragole e panna.

iveva solo in casa con la mamma
e alla mattina vedeva la Gianna,
nel pomeriggio giocava ai soldatini,
ma la notte vendeva ai giardini,
fece carriera e diventò ligera,
ma lo chiamaron mongol senza fiera.

Fece presto una collocazione,
tagliava il fumo col calco di mattone
la sua ero era naftalina
e i suoi tiri tutti metadrina,
fece carriera e diventò canaglia,
ma lo chiamaron mongoltaglia.

Il più bel colpo della sua carriera
è stato quello che l'ha messo in galera
quando la pula l'ha trovato un giorno
diceva: "La roba toglie il medico di torno!"
la sua carriera si sgonfiò di colpo
e tutti lo chiamavan mongolstolto.
La gente dice che dentro al parlatorio
mongol racconta la storia di quel giorno
quando la pula pensò fosse strano
vedendo due seduti a cavalcioni sul ramo,
erano due della banda dei giardini
dicevano convinti d'essere uccellini.

La sua carriera si sgonfiò di botto
e tutti lo chiamaron mongolrotto.
 
Fonte: QUI
 
 
 
 
da:    


Ultima modifica di mauro piffero il Sab Ott 06, 2018 10:33 pm, modificato 5 volte
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I NOMADI - 1994 - LA SETTIMA ONDA (LP 33 giri/MC/CD)

Messaggio  mauro piffero il Lun Ott 23, 2017 12:02 pm

1. TITOLO:
 
1994 -LA SETTIMA ONDA
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: 4509 96904-1 # Data pubblicazione: Anno 1994 # Matrici: 4509 96904-1 L1/4509 96904-1 L2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2 # Supporto MC - CD tracce 6
 
Note: è il ventesimo album dei Nomadi, il primo pubblicato con la presenza alla voce di Danilo Sacco e senza la presenza alla voce dello storico leader Augusto Daolio.
 
 
2. RECENSIONE:
 
Comincia con "La settima onda" il nuovo ciclo dei Nomadi. Una rinascita per certi versi insperata ma, fortunatamente, avvenuta alla grande.
Di sicuro avrà fatto un certo effetto sentire, per gli allora fans dei Nomadi, canzoni del gruppo cantate da una voce diversa da quella familiare e inimitabile di Augusto. Le nuove voci di Danilo e Francesco sono per fortuna diversissime dallo stile di quella di Augusto, e quindi il paragone non si presenta assolutamente.
Il disco è appena sufficiente, di certo molto inferiore a quello dei precedenti ultimi album, ma contenente buone canzoni come "La settima onda", "In favelas" e "Vivo forte", a mio parere bellissima, la migliore dell'album, addirittura migliorata successivamente nella raccolta "Nomadi 40".
"Guai se..." è molto particolare nella musica e nel catastrofico testa, e va senz'altro ascoltata. "Donna", dai suoni medievali, e "Il musicista", bella canzone denuncia, sono ottimi pezzi. "Sassofrasso" a mio parere è una buona canzone, ma carente, molto, per quanto riguarda il testo... in alcuni punti con una metrica purtroppo imbarazzante. Peccato...
Canzoni come "Ladro di sogni", "Un ricordo" e "Le poesie di Enrico" fanno purtroppo perdere inevitabilmente punti al lavoro, nel resto di certo da non buttare.
 
Fonte: QUI
 
 
2. COVER: LA SETTIMA ONDA (LP oltre a MC e CD)
 
   
 

 

 
 
   
 

 
 

 
   
 
 
 
4. TRACK LIST di: LA SETTIMA ONDA
 
Lato A Lato B

  • A1 LA SETTIMA ONDA
  • A2 GUAI SE...
  • A3 DONNA
  • A4 LADRO DI SOGNI
  • A5 SASSOFRASSO


  • B1 IN FAVELAS
  • B2 VIVO FORTE
  • B3 UN RICORDO
  • B4 LE POESIE DI ENRICO
  • B5 IL MUSICISTA
 
 
Lato A 1:
LA SETTIMA ONDA

 
      Lato B 1:
IN FAVELAS

 
     

Autori: Carletti, Veroli, Taurian
 
Testo:
Se perdi l'anima,
e hai giocato la vita,
che gira con passo costante.
Se ancora pensi al mondo
come ad un gioco
o come a una chimera.

Se la tua vita si ferma
in una piccola strada che muore
e senti quelli che raccontano storie.

E affidarti dovrai,
ed affidarti dovrai,
alla settima onda.

Se perdi l'anima, se hai giocato l'amore
che gira con passo costante.

Se ancora pensi al mondo
come ad un gioco
o come a una chimera.

Se la tua vita si ferma
in una piccola strada che muore
e vengono quelli che raccontano storie.

E affidarti dovrai,
ed affidarti dovrai,
alla settima stella.

Settima onda? quella lontana,
che prende le genti
e le porta nel mare.

La settima stella la puoi contare ogni sera,
? l'ultima che vedi,
quella pi? alta nel cielo.

E affidarti dovrai, ed affidarti dovrai, alla settima onda.
E affidarti dovrai, ed affidarti dovrai, all'ultima stella
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Veroli, Petrucci
 
Testo:
Non ci sono prati, solo muri consumati, per giocare poche

pietre o qualche canna di bambù.
Per vivere, rubare, per sopravvivere, ammazzare, strana
legge della vita di tribù.
In favelas.
In favelas.

Sembra che qualcuno ha disdegnato loro il cielo
negl'occhi brilla l'odio e nelle vene scorre il gelo
Nati tra ingiustizie, tra rifiuti ed immondizie prima ncora di

acquistarla han già perso dignità.
Sogni tra le stelle in mano poche caramelle, il passato è

inesistente, non ha volto il presente.
Sfilano le squadre della morte per le strade alla ricerca di
giustizia e giustizia non sarà.
n favelas.

In favelas.

Brucia tra le fiamme il cuore dentro le capanne
uccisi sopra un marciapiede, tanto, nessuno vede.
Il mondo li rifiuta, perché il mondo non aiuta
ti ha chiamato a stare zitto, questo è l'unico diritto.

Sogni tra le stelle in mano poche caramelle, il passato è

inesistente, non ha volto il presente.
Sfilano le squadre della morte per le strade alla ricerca di
giustizia e giustizia non sarà.
In favelas.
In favelas.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 2:
GUAI SE...

 
      Lato B 2:
VIVO FORTE

 
     

Autori: Carletti, Veroli, Taurian
 
Testo:
Nella grande città
ricoperta dalla polvere,
son rimasti solo in due,
lontani quattro miglia.

Sulla strada principale
ognuno pensa: "Sì, lo so,
sono rimasto solo io, sono solo."

Sopravvissuti per un caso
lla grande distruzione, quando il vento separò terre emerse

da gran tempo.
Qualche dio li portò, dalle magiche

montagne, dalle magiche montagne, giù in città città.

Lui ricorda ancora bene le parole tramandate:"Quando il

mondo tremerà, solo un uomo e una donna, rimarranno,
chi lo sa? a ricordare, poi pensare, ma un ombra bianca ci

sarà, Guai se... Guai se... Guai se... Guai se...

Nella grande città, ricoperta dalla polvere, son rimasti solo
in due, lontani solo un passo.Sulla strada principale, le
mani son vicine, ma un'ombra bianca
è già nel cielo.
Quando il sole si spostò dalla sua costellazione, ed il mare
separò terre emerse da gran tempo. Quando Dio li portò
dalle magiche montagne, dalle magiche montagne,
giù in città.

Lui ricorda ancora bene le parole di quel vecchio: "Quando
il mondo tremerà, solo un uomo ed una donna. Un mondo nuovo nascerà, sotto un cielo senza stelle, sotto un mondo
antico e perso.
Guai se... Guai se...
Guai se... Guai se...
Guai se... Guai se...
Guai se... Guai se...
Guai se... Guai se...
Guai se...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Veroli,Taurian
 
Testo:
Mi chiederai perché
io apro le finestre
nella notte buia,
quando il cielo dorme.
Risponderò: lo so,
che io son figlio del vento,
che mi aiuta ancora
a vivere felice.
Mi chiederai perché
io apro le finestre
sulle strade vuote,
quando la gente dorme.
Risponderò: lo so,
che io son figlio della notte,
che mi aiuta ancora
a vivere felice.
E allora vivo e vivo forte,
faccio mia questa notte,
faccio mio il suo respiro.
Mi chiederai perché io
chiudo le finestre,
quando sorge il sole
e le stelle son lontane.
Risponderò: lo so
che io son figlio della notte,
che mi aiuta ancora a pensare.
E allora vivo, e vivo forte,
con mille pensieri,
con mille idee.
E, allora vivo, e vivo forte,
faccio mia questa notte,
faccio mio il suo respiro

 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
DONNA

 
      Lato B 3:
UN RICORDO

 
     

Autori: Carletti, Veroli, Toffoli
 
Testo:
Donna, che mi stai vicino, col tuo calore accendi il camino,
con il tuo cuore profondo, fa che l? amore diventi il mio
mondo. Fa che la luce mi insegni il cammino e un angelo mi
stia vicino. Quando mi arrabbio e sto male perdonami e
fammi capire. Dammi un minuto di grande silenzio cos? che
io possa pensare, a volte fa male scavare di queste memorie si
pu? naufragare.
Donna facciamo l? amore, perch? fra noi non occorre parlare.
Di te ora voglio esser fiero con il tuo aiuto sar? un uomo
vero. Fa che le lacrime scendano fino a bagnare quei fogli
ingialliti, dove tutte le donne che ho avuto ormai sono solo
ricordi vissuti. Amica non perderti, stammi vicino, andremo
per mille sentieri, fra gli sbagli di ieri fra gli sbagli di ieri.
Di te ora voglio esser degno, sarai regina nel mio piccolo
regno, e per quanto il mio mondo sia
piccolo, c? una luce che parte dal cuore. Ora conosco la
strada, resta con me, non avere paura.
Sapr? fra la notte ed il giorno, guidare la nave
nel suo ritorno. Amica di sempre non c? pi? bufera, che possa
tenerci lontani, se uniamo le mani, se uniamo le mani.

 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Veroli, Rossi
 
Testo:
Forse è solo un ricordo del tempo che va, forse è solo

speranza già morta, chissà?

E forse è una cosa che mai si farà, e forse una volta, un

ricordo era già.

Il profumo dell'incenso si riflette, forte e denso, sulla nebbia

del cortile che si alza sulle rive.
Gente in fila sale in barca, pendolari che ogni alba,
riperpetuan laghi e monti, uno spinge i loro giorni.

Nel rumore del carretto, steso sotto il berretto, uno ronfa
già ubriaco, mentre il mulo gira adagio.
Tanti bravi sopra i muri, rimpiangon gli anni duri, e anche
andarla a denunciare, anche un niente può fruttare.

Il gioco degli scacchi, dell'avere per sé, rompe i contatti di
chi scaltro non è.
La stanchezza dei rotti rompe i perché, ma la guerra fra i
tutti, la ordina un re.

Vecchia manda l'acqua, col rumore di risacca, sulla ruota del

mulino, che riempie il suo destino.

Tra le canne di un canale, trilla il liuto del giullare, nel far

finta di esser sordo, intanto trova un accordo.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A 4:
LADRO DI SOGNI

 
      Lato A 4:
LE POESIE DI ENRICO

 
     

Autori: Carletti, Veroli, Taurian
 
Testo:
E lui parte sempre solo, travestito da signore, silenzioso tra le

ombre, senza fare rumore.
E si sa che anche stavolta finirà che lui va a bere, dove non
credono per niente se lui dice che è un mestiere.

Ma è lui ladro di sogni, un lavoro che gli rende bene, lui li
prende quando, curiosi, si avvicinano alla terra, e al mercato

poi li vende, li vende ai gran signori. Poi qualcuno lo regala,

lo regala ai pittori, ai pittori e ai loro grandi amori.

E lui torna sempre solo, travestito da signore, silenzioso
come un'ombra, senza far rumore.
E si sa che anche stavolta, finirà che lui va a casa, e sua
moglie non ci crede, se lui dice che è un mestiere.

Ma è lui ladro di sogni, un lavoro che gli rende bene, lui li
prende quando, curiosi, si avvicinano alla terra, e al mercato
poi li vende, li vende ai gran signori. Poi qualcuno lo regala,
lo regala ai pittori e ai loro grandi amori.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Veroli, Taurian
 
Testo:
Ma cosa parlate, se non sapete

non gli serve l'aiuto di nessuno.

Quando il vento mostra il suo vero volto,
lui parla alle foglie, amiche rumorose.

E per un sorriso ti regala una poesia,
un pezzo di vita e poi scappa via.
Ma cosa parlate, se non sapete
non gli serve l'aiuto di nessuno.
Lui scrive di notte mentre la gente dorme,
nelle sue tasche solo fogli di carta,
ricordi di vita e di follie vissute,
storie di amori e di stelle perdute.

Ma come son belle le poesie di Enrico,
che parlan di mare e di polene vive,
di scogli bianchi e di acque profonde,
di piccole barche, contro grandi onde.

Ma come son belle le poesie di Enrico,
che parlan di lui e della sua vita.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 5:
SASSOFRASSO

 
      Lato A 5:
IL MUSICISTA

 
     

Autori: Carletti, Veroli, Rossi
 
Testo:
Disceso nella gola fra gli scogli dell'anfratto lucida le sue rive
il sassofrasso, gioca con la sabbia fra le dita dei bambini,
ossigena le polle dei girini, ti parla mentre passa di sentieri di
montagna quasi che venisse dalla cuccagna.

Ma il gioco di colori della vecchia tintora che sciacqua le
coscienze, anche la mia, si mescola ai liquami della fogna di
Montese, insieme a quelli del macello del paese,? gi? un po'
meno pura l'acqua che va gi? in pianura, il corso della
schiuma non? chiaro.

Se ti senti niente quando ti senti vuoto prigioniero dei
ricordi a poco a poco. Forse? il tuo rifiuto di entrare nella
strada che ti ha fatto perdere la squadra.

Ma il ricordo di lezioni fatte al tocco di campana da ragazzi
in una pieve di montagna. Forse aiuta il lungo corso a
ritrovar s? stesso, a decantar la fanga del progresso. Non la si
pu? bere per? puoi farci il bagno il volto di quest'acqua?
ancora umano.

Rimuovi i tuoi ricordi come i sogni che hai gi? fatto, mentre
la ceramica si beve il sassofrasso e il ruscello che cantava
puro dentro il suo bacile sputa piombo arsenico e metile. Il
cambio di canzoni pi? non suona la campana, quest'acqua adesso? malsana.

Se ti senti niente quando ti senti vuoto, prigioniero dei
ricordi a poco a poco. Forse? il tuo rifiuto di entrare nella
strada, che ti ha fatto perdere la squadra.

Per? nella sua loggia saltellando contro il masso, ancora
scende ancora il sassofrasso.

Ma se sei privo di ogni squadra allora prendi la strada, che ti
porta in alto, magari su in contrada
il fango dell'inverno copre i segni dei gerani, ieri impegna
l'oggi nel domani.

L'importante? l'individuo, l'importante? la persona, che
trasforma dentro al tempo la sua zona, il fango dell'inverno
copre i segni dei gerani, ieri impegna l'oggi nel domani.

 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Veroli, Longo
 
Testo:

Ricordo ancora tutto, come una vecchia storia, di nobili,
plebei e feudatari, lontana come l’anima dal reo o il tempo

da un pensiero che grida forte la sua identità e che non finirà

come non può finire l’eterno.

Che invece di sprezzanti ideali di potere, di dollari, di Mercedes

e di stragi, di golpe, di campagne elettorali, misteri e

Quirinale, si spiega con ben altre soluzioni

che a quella gente là sulle poltrone stan sui coglioni.

Ma cosa sto dicendo, che razza di discorso, possibile che

ancora non me ne renda conto, che quel che è stato è stato,

che non c’è più riscontro tra quello che vorremmo è ciò a cui

andiamo incontro.

Tra vivere felici anche non proprio come dive

e tante condizioni in cui si sopravvive,

e ancora tra paradisi di boschi, fiori e rivi,

e ozono, marmitte, diossina e detersivi.

Io proprio non capisco il falso della gente,

che a tutti i costi vuole dimostrare,

sfoggiando l’apparenza che conviene, di esser gente bene

e che in fondo non c’è più gran differenza

fra loro, l’avvocato, lo stilista o l’eminenza.

E la televisione libro sempre aperto,

delle tangenti sa dirci quasi tutto

delle storie di famiglie puritane, di scandali e sottane,

ma quel che è importante si è taciuto,

non è occultamento di notizia, m giornalismo muto.

Ma di che sto parlando io me ne rendo conto,

che in fretta o all’incontrario sta già girando il mondo,

che ormai ogni valore ha già toccato il fondo,

e che ogni musicista, dicono, sia un parassita immondo.

Ma allora, a questo punto, che cosa dovrem dire

noi che mitra e bombe non riusciam a concepire

ci spiace che la gente sia costretta a subire

sperando almeno che chi è insoddisfatto, ci stia a sentire
 
Fonte: QUI
 
 
 
 
da:    


Ultima modifica di mauro piffero il Sab Ott 06, 2018 10:40 pm, modificato 6 volte
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I NOMADI - 1995 - LUNGO LE VIE DEL VENTO (LP 33 giri/MC/CD)

Messaggio  mauro piffero il Lun Ott 23, 2017 3:53 pm

1. TITOLO:
 
1995 - LUNGO LE VIE DEL VENTO
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: 0630 10887-1 # Data pubblicazione: Anno 1995 # Matrici: 0630 10887-1 L1/ 0630 10887-1 L2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2 # Supporto MC - CD tracce 6
 
Note: è il ventunesimo album dei Nomadi.
 
 
2. RECENSIONE:
 
Il disco:

Secondo disco dei Nomadi del post-Augusto. Lavoro molto buono, e di spessore superiore rispetto al precedente.
Il disco nasce dal viaggio dei Nomadi in India, e si sente chiaramente in canzoni come la splendida "Il vento del Nord" (bellissimo il riff di Cico), "Tu puoi" e "Là dove stanno gli Déi", canzoni tanto particolari nel testo e nella musica da non poter passare inosservate. Da segnalare anche "Ricordarti", dedicata al grande Ago.
Canzoni purtroppo molto al di sotto del livello dei Nomadi sono "Il tavolino" e "Il saggio", (in alcuni passaggi addirittura imbarazzanti) da puro riempimento (per arrivare a 10 canzoni)... e che vanno un pochino a "rovinare" la media (buona) del disco. Sarebbe stato meglio presentare un disco con otto canzoni buone, invece di dieci con due da riempimento.
Bella invece "Il viaggiatore", che, insieme a "Il vento del Nord", è firmata anche da Cico Falzone, per la prima volta nel song writing di un disco. E si sente... e molto bene.
Le canzoni rimanenti non sono niente male, e merita sicuramente qualche parola "Le strade", davvero un bellissimo pezzo, con la sola pecca di un riff di tastiera (molto bello) che si ripete fin troppo, e che verrà ottimamente corretto nella raccolta "Nomadi 40". La title-track del disco, che lo chiude, è quasi una canzone corale.
I Nomadi del nuovo ciclo cominciano a prendere una forma propria e uno stile che a breve li farà esplodere.
 
Fonte: QUI
 
 
2. COVER: LUNGO LE VIE DEL VENTO (LP oltre a MC e CD)
 
   
 
   
 
   
 

 
 
   
 

 
 
   
 
 

 
 
 
4. TRACK LIST di: LUNGO LE VIE DEL VENTO
 
Lato A Lato B

  • A1 RICORDARTI
  • A2 IL VENTO DEL NORD
  • A3 LE STRADE
  • A4 VA (La mia vita va)
  • A5 IL TAVOLINO


  • B1 LA' DOVE STANNO GLI DEI
  • B2 IL SAGGIO
  • B3 IL VIAGGIATORE
  • B4 TU PUOI
  • B5 LUNGO LE VIE DEL VENTO
 
 
Lato A 1:
RICORDARTI

 
      Lato B 1:
LA' DOVE STANNO GLI DEI

 
     

Autori: Carletti, Veroli, Taurian
 
Testo:
Ricordarti nella nebbia
sei un faro ormai lontano
troppo tenue per un mondo
fatto solo di rumori.

Ricordarti in un mattino
troppo forte pi? del sole
che oramai non ce la fa
a scaldare questo mondo
fatto solo di tristezza
troppo grigio ormai per te.

Ricordarti in mezzo al fumo
dei fal? su spiagge nostre
troppo contro per un mondo
fatto solo di rumori.

Ricordarti in quel momento
pi? cosciente di noi tutti
che stavamo criticando
il nostro mondo strampalato.

Ricordarti in mezzo al fumo dei fal?, su spiagge no…
fili di sogni, fili di te
fili di sogni, fili di te,

Ricordarti sai nel sole
sei una voce ormai lontana
troppo strana per un mondo
fatto solo di rumori.

Ricordarti nella sera
troppo tenue, pi? della luna
che ormai non ce la fa
a sbiancare questo mondo.

Ricordarti in mezzo al fumo dei fal?, su spiagge no…
fili di sogni, fili di te,
fili di sogni, fili di te,
fili di sogni, fili di te,
fili di sogni, fili di te…
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Veroli, Taurian
 
Testo:
Chiudere gli occhi e tornare all'inizio del tempo,

camminare ridendo sulle onde dell'oceano,

là dove stanno gli dei, là dove stanno nascosti,

i padroni del vento e dell'oscurità,

una pagina vuota ed i pensieri più belli,

di un poeta ormai stanco di vecchie contrade,

giocare fra i prati, far solchi nell'erba,

riempire gli occhi di verdi pianure,

là dove stanno gli dei, la dove stanno nascosti,

i padroni del vento e dell'oscurità,

e fissar con gli occhi il sole, per non vederci più,

ed ascoltare il vento forte, per non sentirci più,

e sarà, sarà vero,
quello che sentirai

Chiudere gli occhi e tornare all'inizio del mondo,

camminare piangendo sulle onde dell'oceano,
là dove stanno gli dei, là dove stanno nascosti, i padroni del vento e dell'oscurità,
una pagina vuota ed i pensieri più belli,
di un poeta ormai stanco di vecchie contrade,
giocare fra i prati, far solchi nell'erba, riempire gli occhi di verdi pianure,
là dove stanno gli dei, là dove stanno nascosi,
i padroni del vento e dell'oscurità
e fissar con gli occhi il sole, per non vederci più,

ed ascoltare il vento forte, per non sentirci più,
e sarà, sarà vero,
quello che sentirai

Là dove stanno gli dei,
Là dove stanno gli dei,
Là dove stanno gli dei,
Là dove stanno gli dei
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 2:
IL VENTO DEL NORD

 
      Lato B 2:
IL SAGGIO

 
     

Autori: Carletti, Veroli, Falzone, Cerquetti
 
Testo:
Lascia che mi sieda in silenzio al tuo fianco,
e comanda alle mie labbra un nome,
se gocce di rugiada ti cadono dagli occhi,
comanda alle mie labbra un nome,
le stelle stanno, lontano chissà dove,
le stelle vanno, lontano chissà dove,

Nella notte solitaria lungo il tuo cammino io ti cercherò,
tra le meccaniche del mondo e i templi di Bombay ti
troverò,
se tu lo vuoi, ti dico dove tu sei,
se tu lo vuoi, ti rivelo il segreto del cammino al suono
degli dei...

Il loto nasce dal sole, lo sai,
ma poi, da milleni scompare a noi,
quando da lassù, soffia il vento del nord,
quando da lassù, soffia il vento del nord.

Nella notte solitaria lungo il tuo cammino io ti cercherò,
tra le meccaniche del mondo e i templi di Bombay ti
troverò,
se tu lo vuoi, ti dico dove tu sei,
se tu lo vuoi, ti rivelo il segreto del cammino al suono
degli dei...

Il loto nasce dal sole, lo sai,
ma poi, da milleni scompare a noi,
quando da lassù, soffia il vento del nord,
quando da lassù, soffia il vento del nord.

Il loto nasce dal sole, lo sai,
ma poi, da milleni scompare a noi,
quando da lassù, soffia il vento del nord,
quando da lassù, soffia il vento del nord.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Veroli, Cerquetti
 
Testo:
Alla montagna andava il saggio,

che qui da noi era di passaggio,

lungo il sentiero lo incontrai,
dai ti prego stai, ti prego stai,
io mi siedo ma una cosa resta,
vento e tempesta fanno festa,
la montagna ti guarda e ti gira intorno,
amore ed odio in un girotondo

Alla montagna andava il saggio,
un uomo solo, col suo coraggio,

lungo il sentiero lo incontrai,
dai ti prego stai, ti prego stai,
io mi siedo ma una cosa resta,

vento e tempesta fanno festa,
la montagna ti guarda e ti gira intorno,

amore ed odio in un girotondo,
nel cuore della realtà,
nel cuore della verità,
potrai essere quel che vuoi,

allora liberati e vai.



Alla montagna andava il saggio,
che qui da noi era di passaggio,
lungo il sentiero lo incontrai,

dai ti prego stai, ti prego stai,
io mi siedo ma una cosa resta,
vento e tempesta fanno festa,
la montagna ti guarda e ti gira intorno,
amore ed odio in un girotondo,
nel cuore della realtà,
nel cuore della verità,
potrai essere quel che vuoi,
allora liberati e vai

Alla montagna andava il saggio,
che qui da noi era di passaggio,
alla montagna andava il saggio,
sempre più solo col suo coraggio
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
LE STRADE

 
      Lato B 3:
IL VIAGGIATORE

 
     

Autori: Carletti, Veroli, Petrucci
 
Testo:
La terra fertile e grassa, non rende pi?,
mentre tra quelle colline, il sole va gi?,
tra sprazzi di cielo annoiato, sopra ai canali,
la nebbia confonde e crea giorni uguali,
si agitano gli alberi al vento e muoion le foglie,
delle stagioni ora il tempo, non marca le soglie,
ma c'? un odore di terra, odore lontano,
che ci riporta ad un mondo pi? umano...
Ma quelle strada, che conducono agli orti,
conservano ancora intatti altri volti,
quelli di gente, che non ha avuto niente,
e che ancora lotta e lotter? per sempre.
Dietro al mulino i rifiuti, portati dal fiume,
che taglia la grande pianura, ridotta a bitume,
mentre il tempo passato, non ha dato traccia,
il gelido vento che arriva, ti sferza la faccia,
il cuore della campagna, batte ormai stanco,
stanco di troppe parole, date in pasto al branco,
ma c'? un odore di terra, odore lontano,
che ci riporta ad un mondo pi? umano...
Ma quelle strade, che conducono agli orti,
conservano ancora intatti altri volti,
quelli di gente, che non ha avuto niente,
e che ancora lotta e lotter? per sempre.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Veroli, Falzone, Cerquetti
 
Testo:
Ehi tu viaggiatore che fai

nei deserti affollati delle città.
Ehi tu viaggiatore che vaia piedi nudi, ma non ti stanchi mai.

Dimmi un po' m la strada la sai
tra tante storie non non ti perdi mai.
Dimmi un po' ma la strada che fai
va davvero alla sorte, quella che vuoi

Batti un colpo fai un passo e ci sei
perché nei silenzi tutto conoscerai.
Batti un colpo fai un passo e ci sei
anche se il suo volto a te straniero ancora sarà.

Ehi tu viaggiatore che vai
a piedi nudi incontro a nuove realtà.
Ehi tu viaggiatore che sai
guardare nella quiete di una notte di luna.

Ehi tu viaggiatore che vaia piedi nudi ma non ti stanchi mai.
Ehi tu viaggiatore lo sai
la strada che porta alla sorte che vuoi.

Batti un colpo fai un passo e ci sei
perché nei silenzi tutto conoscerai.

Batti un colpo fai un passo e ci sei
anche se il suo volto a te straniero ancora sarà.

Ehi tu, viaggiatore che fai
nei deserti affollati delle città.
Ehi tu viaggiatore che vai
a piedi nudi, ma non ti stanchi mai.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A 4:
VA (La mia vita va)

 
      Lato A 4:
TU PUOI

 
     

Autori: Carletti, Veroli, Taurian
 
Testo:
Va, la mia vita va,
come il gioco di un bambino,
senza strade già previste,
senza tante ipocrisie,
va, la mia vita va,
come sagra di paese,
va, chi la fermerà,
forse solo tante luci,
va, chi la fermerà,
forse l'ombra dei ricordi,

e quel bambino che ho dentro,
e quel bambino che ho dentro, si fermerà,
e quel bambino che ho dentro,
e quel bambino che ho dentro, si fermerà...

 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Veroli, Ripari, Cerquetti
 
Testo:
Tu puoi, tu che nel vento ora vivi i giorni tuoi, tu puoi,
tu che hai deciso di sfilarti questa vita, tu puoi,
da troppo tempo consumata, giacca ormai sfinita, puoi,
puoi dirmi qual'è la strada che porta al mare dai,

dimmi da dove sorge il Sole e da dove viene il mio dolore,
dimmi del vento che solca i mari e dà una mano ai pescatori,
dimmi di quella pelle scura ed arsa da quel calore,

io con le mani in tasca faccio quattro passi al Sole,
io con le mani in tasca sul confine fra me ed il mare,
mentre per la gente è Agosto, Agosto ad ogni costo,
per la gente è solo Agosto, Agosto ad ogni costo...

Tu puoi, tu che nel vento ora vivi i giorni tuoi, tu puoi,
tu che hai deciso di sfidare questa vita, tu puoi,
da troppo tempo consumata, gioco ormai finito, puoi,
puoi dirmi qual'è la via che porta al mare dai,
dammi una mano e vengo anch'io sotto il tuo cielo,
dammi una mano, un sacco a pelo, qui non ci resto,
dammi una mano e vengo anch'io, qui scoppia tutto,

io con le mani in tasca faccio quattro passi al Sole,
io con le mani in tasca sul confine fra me ed il mare,
mentre per la gente è Agosto, Agosto ad ogni costo,
per la gente è solo Agosto, Agosto ad ogni costo...

per la gente è Agosto, Agosto ad ogni costo,
per la gente è Agosto, Agosto ad ogni costo,
per la gente è Agosto, Agosto ad ogni costo,
per la gente è Agosto, Agosto ad ogni costo...

 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 5:
IL TAVOLINO

 
      Lato A 5:
LUNGO LE VIE DEL VENTO

 
     

Autori: Carletti, Veroli, Rossi
 
Testo:
Lontano di troppi universi,
dopo i mondi dispersi,
lontano oltre ogni vero,
dove si perde il pensiero,
lontano è un immenso,
oltre il balzo nel tempo,
lontano così come quanto,
è anche il tavolino qui a fianco.

Lontano è anche un dissenso,
sulla vita ed il suo senso,
lontano è un modo di fare,
vedere, sentire, giocare,
lontano è indossare lo stato di un ruolo che si è conquistato,
lontano perciò e così tanto,
anche il tavolino qui a fianco.

Quando anche il vero è vergogna,
perché infittisce la menzogna,
forse è meglio districarsi,
sbattersi del vero degli altri,
le parole non valgon le navi,
disperse fra gorghi stellari,
ma la solitudine di un cielo siderale,
forse la menzogna più grave.
Nei segnali a piccoli sorsi,
dispersi come discorsi,
un genio si vende per niente,
o un cretino si gioca la mente,
di là dai pianeti del Sole,
le sirene fan quasi le prove,
mentre già si leva un canto,
dal tavolino qui a fianco.
e ogni rapporto è una merce,
il senso del vero si perde,
non è un fatto oscuro
che c'è bisogno di una mano nel buio,
ma a portarla poi sono in tanti,
ma in odore di negozianti,
mentre c'è chi ascolta il nostro canto,
dal tavolino qui a fianco.
A proportela poi sono in tanti,
ma in odore di negozianti,
mentre c'è chi ascolta il nostro canto,
dal tavolino qui a fianco,
a proportela poi sono in tanti,
ma in odore di negozianti,
mentre c'è chi ascolta il nostro canto,
dal tavolino qui a fianco.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Veroli, Taurian
 
Testo:
Lungo le vie del vento, segnate sulle carte,
sull’azzurro pianeta, che vita ci dà,

forse si può, rubare al cielo qualche nube forse si può,

rubare al sole un po’ di luce forse si può,

forse si può, rubare il bianco della neve, forse si può,

in una stanza vuota, pensare a questo, forse si può

ed inventare nuovi sogni, che nessuno ha mai sognato,

scrivere un libro di tre fogli, senza una parola amara,

ed una canzone senza fine, per cantare tutti insieme,

forse si può, forse si può…

Lungo le vie del tempo, segnato dai ricordi,

e da un attimo, che vita ci dà,

forse si può, essere leoni ma non re, forse si può,

forse si può, essere uomini e non numeri, forse si può,

in una stanza vuota, pensare a questo, forse si può

ed inventare nuovi sogni, che nessuno ha mai sognato,

scrivere un libro di tre fogli, senza una parola amara,

ed una canzone senza fine, per cantare tutti insieme,

forse si può, forse si può,

lungo le vie del vento, segnate sulle carte,

sull’azzurro pianeta, io mi sognerò,

lungo le vie del tempo, segnate dai ricordi,

e da grandi eroi, io mi sognerò…
 
Fonte: QUI
 
 
 
 
da:    


Ultima modifica di mauro piffero il Sab Ott 06, 2018 10:47 pm, modificato 9 volte
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I NOMADI - 1996 - QUANDO CI SARAI (LP 33 giri/MC/CD)

Messaggio  mauro piffero il Lun Ott 23, 2017 8:39 pm

1. TITOLO:
 
1996 - QUANDO CI SARAI
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: 0630 15829-1 # Data pubblicazione: Anno 1996 # Matrici: 0630 15829-1 L1/0630 15829-1 L2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2 # Supporto MC - CD tracce 6
 
Note: QUANDO CI SARAI è il ventiduesimo album dei Nomadi.
 
 
2. RECENSIONE:
 
QUANDO CI SARAI.

IL disco:

Dei tre dischi di inediti della formazione con Danilo, Francesco ed Elisa, questo è, a mio parere, il più bello.
Dopo un inizio così così con "Mamma Musica", troviamo canzoni bellissime come "Quando ci sarai", che parla di un figlio che verrà e che contiene un "ponte" bellissimo, "L'eredità", che ci ricorda sicuramente Augusto Daolio, "Un'altra città", canzone che analizza lucidamente le strade delle nostre città; sono pezzi davvero belli, e che rimarranno nella storia del gruppo. Lo stile dei Nomadi qui è più chiaro, e con "Né gioia né dolore" ci regalano un brano davvero spettacolare. Grandi Cico e Danilo.
Belle anche "Johnny", "Canzone per i Desaparecidos" e "La coerenza"... nelle quali "l'idea Nomadi" è molto forte. "Il mattino dopo" è una bella canzone d'amore, scritta da un fan del gruppo. Sotto la media di sicuro è "Nei miei sogni".
Da segnalare l'impronta marcatamente più rock del gruppo, con un Cico finalmente più protagonista che in altri dichi.
Con questo album i Nomadi cominciano ad essere apprezzati come si deve, ed il loro esordio in classifica è a sorpresa tra i primi cinque. La rinascita del gruppo è ormai completa, la maturazione del nuovo ciclo è ormai alle porte.
 
Fonte: QUI
 
 
2. COVER: QUANDO CI SARAI (LP oltre a MC e CD)
 
   
 

 
 
   
 

 
 
   
 
 

 
 
 
4. TRACK LIST di: QUANDO CI SARAI
 
Lato A Lato B

  • A1 MAMMA MUSICA
  • A2 QUANDO CI SARAI
  • A3 L'EREDITA'
  • A4 UN'ALTRA CITTA'
  • A5 IL MATTINO DOPO


  • B1 NE' GIOIA NE' DOLORE
  • B2 JOHNNY
  • B3 NEI MIEI SOGNI
  • B4 CANZONE PER DESAPARECIDOS
  • B5 LA COERENZA
 
 
Lato A 1:
MAMMA MUSICA

 
      Lato B 1:
NE' GIOIA NE' DOLORE

 
     

Autori: Carletti, Veroli, Taurian
 
Testo:
Colpevoli di esser contenti,
odiati dal mondo dei tristi,
spiacevoli ai grandi politici,
slegati da vecchie catene.

Che faccia grande che ha la musica
che fianchi larghi, che occhi enormi
che gambe lunghe che ha la musica
nasce una vita ogni momento
ogni secondo nasce un suono sai
ogni secondo è mamma musica.
Spiacenti di esser contenti,
felici nel mondo dei tristi,
ridicoli ai grandi politici,
padroni di palchi di legno.
Che vita strana che fa la musica,
dorme di giorno, la notte esplode,
che morte assurda che fa la musica,
ma ogni secondo è mamma musica.

Che faccia grande che ha la musica
che fianchi larghi, che occhi enormi
che gambe lunghe che ha la musica
nasce una vita ogni momento
ogni secondo nasce un suono sai
ogni secondo è mamma musica.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Veroli, Mancini
 
Testo:
Ogni cosa ha una fine
anche questa nostra citta'

dove tutto è veloce e brillante
dove scorre la civilta'

ed i pensieri si infrangono
in un muro di nostalgia

con questo vento un po' elettrico
con questa voglia di poesia

instrumental

ogni cosa ha una fine
nella campagna solitaria
dove si respira un'altra aria
un'altra aria
un'aria che la senti in bocca
e che ti sembra di masticare

con quella voglia di rotolarsi
sulla terra a fare l'amore

nei tuoi occhi adesso
non leggo niente adesso

ne' gioia ne' dolore
ne' gioia ne' dolore

uno sguardo fermo
immobile ed eterno

ne' noia ne' stupore
ne' noia ne' stupore

na na na na na na na
na na na na
na na na na na na

na na na na na na na
na na na na
na na na na

ogni cosa ha una fine
ma ogni viaggio verso il sole

sembra sempre senza ritorno
quando si torna si sta male

e si vorrebbe tornare a volare
in ogni istante del nostro tempo

ma ci troviamo a graffiare l'aria
incollati ad un pavimento

instrumental

ogni cosa ha una fine
anche nel nostro cuore

con quel sentimento
che a volte ci fa impazzire

ci fa sentire come dei leoni
padroni della nostra terra

poi d'improvviso cavalieri
che hanno perduto la guerra

nei tuoi occhi adesso
non leggo niente adesso

ne' gioia ne' dolore
ne' gioia ne' dolore

uno sguardo fermo
immobile ed eterno

ne' gioia ne' stupore
ne' gioia ne' stupore

na na na na na na na
na na na na
na na na na na na

na na na na na na na
na na na na
na na na na

ogni cosa ha una fine
anche la nostra storia

non sara' una sconfitta
non sara' una vittoria

non sara' carnevale
non sara' un funerale

non potremo volare
non sapremo star male

na na na na na na na
na na na na
na na na na na na

na na na na na na na
na na na na
na na na na na na

na na na na na na na
na na na na
na na na na na na

na na na na na na na
na na na na
na na na na
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 2:
QUANDO CI SARAI

 
      Lato B 2:
JOHNNY

 
     

Autori: Carletti, Veroli, Dapit
 
Testo:
Il tempo sfiora la notte senza ombre,
al giorno bambino sorride la vita,
la luna? assopita, ti rendo i miei pensieri,
strane formule nel libro di un vecchio mago.

Vorrei poter volare movendo le mie ali
nel grande spazio dell'infinito,
l? dove i muri non segnano il percorso
ed i fiori non perdono i colori.

Quando ci sarai ti porter? lontano,
lontano, dove si perde il suono.
Quando ci sarai ti porter? lontano,
lontano...

Il vento sussurra grandi storie d'amore,
storie diverse, di mondi mai visti,
racconta di spiagge andate, di aquiloni che lasciano la mano,
di uccelli alti in cielo e di grida nel silenzio.

Vorrei poter donarti un po' di libert?,
l'amore che ogni uomo gi? da tempo pi? non ha,
dare note alle tue frasi e colori ai tuoi pensieri,
costruire un castello senza armi n? guerrieri.

Quando ci sarai ti porter? lontano,
lontano, dove si perde il suono.
Quando ci sarai ti porter? lontano,
lontano...

Passo dopo passo, lasciare il rancore,
scoprire l'inganno e sconfiggere il dolore,
comprare tutto il mondo, regalarlo a chi come te
? nato da un giorno e crescere vorr?.

Quando ci sarai ti porter? lontano,
lontano, dove si perde il suono.
Quando ci sarai ti porter? lontano,
lontano...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Veroli, Petrucci
 
Testo:
Johnny guarda
attentamente il mondo,
però il mondo non fa caso a lui.

Johnny scava con le dita in fondo,
se ci fosse un fondo casomai.
Johnny vive intensamente come
se un domani non ci fosse mai,
di rimpianti ne coltiva a volte
ma i rimorsi, quelli guai.

Johnny ha gli occhi di chi guarda
il mondo come un trapezista
che ha fiducia in chi
ha nelle mani la sua lista
e si getta per un attimo
nel cielo del tendone
per vedere le stelle da vicino.

Johnny ha gli occhi di chi guarda
il mondo come un trapezista
che ha fiducia in chi
ha nelle mani la sua lista
e si getta per un attimo
nel cielo del tendone
per vedere le stelle da vicino.
E poi riprende il suo cammino...

Johnny ha visto il volto della guerra,
ma la guerra è finita ormai.
Johnny che coltiva la sua terra
dice che la terra non tradisce mai.
Johnny ripercorre i molti anni
e riflette sui suoi pochi guai,
di bilanci non è ancora il tempo
e forse non lo sarà mai.
Johnny guarda il mondo,
adesso agli occhi del presente
e la mano tesa verso il suo destino
e si affaccia per un attimo
sul cielo del balcone
per vedere sorgere il mattino.

Johnny guarda il mondo,
adesso agli occhi del presente
e la mano tesa verso il suo destino
e si affaccia per un attimo
sul cielo del balcone
per vedere sorgere il mattino.
E poi riprende il suo cammino...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
L'EREDITA'

      Lato B 3:
NEI MIEI SOGNI

 
     

Autori: Carletti, Veroli, Petrucci
 
Testo:
Eran giorni lasciati davanti

tra la collina e l'osteria
con la notte che bussa leggera
per non turbare la nostra magia...
Come un fuoco l neve dei pioppi
tutto consuma e brucia via,
siam rimasti davanti al bicchiere
a conservare la nostra ironia...

Nelle canzoni riecheggia
l'immagine di chi non c'è
di chi è andato per noia o per rabbia,
di chi la strada l'ha persa da sé,
e l'immagine di chi vorrebbe,
ma al tavolo non siederà,
di chi, stanco, ha passato la mano
e ha lasciato l'eredità...

Ma le notti proseguono intense,
sino al tramonto si ballerà, sino al tramonto della vita,

finché gioia e forza sarà...
E' rimasto ancora del vino

per il compagno che vorrà,

non ha ancora né un nome né un volto,

ma al nostro tavolo comunque sarà...
Se per qualcuno è calato il sipario

e la vita ha detto di no,

il ricordo consola il mio tempo,
proprio adesso che tempo non ho...

Che faccia grande che ha la musica

che fianchi larghi, che occhi enormi
che gambe lunghe che ha la musica
nasce una vita ogni momento

ogni secondo nasce un suono sai

ogni secondo è mamma musica.
Che faccia grande che ha la musica

che fianchi larghi, che occhi enormi
che gambe lunghe che ha la musicanasce una vita ogni momento

ogni secondo nasce un suono sai

ogni secondo è mamma musica.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Gualerzi
 
Testo:
Io non credevo di certo ai fantasmi
e a racconti di magici eroi,
ma quel giorno qualcosa di strano
a preso piano piano l'avvento su me.

Mi sentivo un po' fuori dal mondo
e mi chiedevo mentre stavo sognando
che cos'era quel presentimento,
cos'era quell'angelo, quell'angelo al vento.
E' lei, è lei, è lei è la regina dei miei sogni
che vola attraverso il cielo della mia realtà,
ora che fa parte dei miei segreti
sono certo più che mai che se ne ricorderà.
Continuava così la mia storia
col destino dai mille misteri,
come quando sentii quella voce,
ritrovo quella gioia che lei mi dà.
E' lei, è lei, è lei è la regina dei miei sogni
che viene a rivelarmi confortanti verità,
ti prego non lasciarmi più da solo
dammi la speranza che ti ricorderai di me.

E' lei, è lei, è lei è la regina dei miei sogni
che vola attraverso il cielo della mia realtà,
ora che fa parte dei miei segreti
brilla la speranza che lei si ricorderà di me.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A 4:
UN'ALTRA CITTA'

 
      Lato B 4:
CANZONE PER DESAPARECIDOS

 
     

Autori: Carletti, Veroli, Salis
 
Testo:
I gomiti sul bancone,

per l'ultimo bicchiere al bar

una coppia alla stazione,
chissà perché arrivati proprio qua.
All'incrocio c'è un barbone,
ma è già un'altra città,
i tossici hanno un rione,
vanno tutti a sbattersi là,
e lei truccata come una bancarella,
si specchia sempre, si sente bella,
lui la guarda, un salto e sono già fuori,
calpestando baveri e lembi di cappotti,
lungo la frontiera dei marciapiedi,
dove non sai dove finisce la notte,
dove non è mai finito ieri,
dove i tram vengono presi a botte,
dove le dita sono cicche

e le smorfie pensieri,
ed i graffiti sono i segni dei chiodi,
che scendono giù lungo i muri,
e continuano sui marciapiedi,
dove li trovi presi, stesi, arresi,
con le facce di lacrime in terra,
come in tempi di guerra...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Veroli
 
Testo:
Un palazzo sfavillante
dalle finestre luminose,
un portone assai bugiardo
dell'inferno sottostante.

Terzo piano il pi? importante
dietro a un tavolo il potere,
una giunta militare
che decide per la morte

Secondo piano grandi saloni
per ricevere gl'onori,
radunando ambasciatori
di affari generali.

Primo piano stan gli uffici
con gli schedari riservati,
non? aperto mai a nessuno
per informar la gente.

Desaparecido, desaparecido
desaparecido, desaparecido
desaparecido.

Interrati stan gli orrori,
sudan sangue quelle mura
di quei vivi senza voce
fra gli attrezzi di tortura.

Li han contati a migliaia
donne, uomini e bambini
la cultura e la miseria
cancellate dalla terra.

Anche gli uomini di Dio
non han visto n? sentito,
hanno perso il coraggio
di un messaggio di piet?.

Desaparecido, desaparecido
desaparecido, desaparecido
desaparecido.

Quegli orrori son finiti,
confessati ormai si sono,
perdonati dalla legge,
chi? rimasto ricorder?.

Non han tombe neanche croci,
non han volto quelle voci,
sono un nome in qual foglio,
a cercar la verit?.

Nella piazza 1° Maggio
una folla silenziosa
tiene viva quella voce,
di scomparsi senza colpa.

Desaparecido, desaparecido
desaparecido, desaparecido
desaparecido.

Desaparecido, desaparecido
desaparecido, desaparecido
desaparecido.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 5:
IL MATTINO DOPO

 
      Lato B 5:
LA COERENZA

 
     

Autori: Carletti, Veroli
 
Testo:
Stai con me
prima che tutto passi,
stai con me
prima che i miei occhi si chiudano,
Solo tu puoi aprirli e dare ancora un po’
di vita,
solo tu puoi a prirli col tuo splendido
sorriso,
che sollevi il buio del mio passato,
se l’amore avesse un nome sarebbe il tuo.
Oramai non ho
più tempo da buttare,
devo custodire
tutto quello che mi rimane,
voglio attimi che
durino per sempre,
che vada o che non vada comunque sto sen
tendo,
mentreprimanon sentivo
e anche quan do sentivo
sbagliavo io.
Mi sto rimetten do in gioco,
non ci sono regole, le mie, le tue,
tu sei disposta o no
lasciati prendere o lasciami andare,
ma non lasciarmi senza risposte.
Ero solo anche in mezzo a tan ti,
Ero solo, con solo paure davanti,
oggisono pronto ad affrontarle,
oggi ho imparato ad andare avan ti
ma qualunque sia la tua risposta,
tanto domani sara… un mat tino dopo.
Mi sto rimettendo in gioco,
non ci sono regole,
le mie, le tue,
tusei disposta ono,
lasciati prendere o lasciami andare, ma
non lasciarmi senza rispota
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Veroli, Kuzminak, Contin
 
Testo:
Ho giocato la mia vita con i dadi all’osteria,
ho pensato tante volte di barare o andare via,
ho trovato a dare un senso al crocifisso con il Santo,
ho rubato e bestemmiato qualche volta
ho pure pianto e già…

Ho dormito per la strada e ho conosciuto il fondo,
ho capito molte lingue perché ho girato il mondo,
ho preferito star da solo o dalla parte dei perdenti,
che accettare a tutti i costi
di seguire le correnti e già…

Ho deciso di cambiare e ho provato l’emozione,
di restare ad aspettare qualche nuova soluzione,
e ho tenuto in braccio un bimbo
camminando sotto il sole,
ho cercato nei suoi occhi
e ho imparato le parole.

Ho pensato a mio padre che andava a lavorare,
a mia madre che sorrideva nel vederlo ritornare,
ho annaffiato i fiori rossi che tenevo al davanzale,
ho giocato nel cortile e poi di corsa sulle scale e già…

Ed ho creduto di star bene mentre invece stavo male,
ho capito molto presto tutto quello che non vale,
ho comprato la pazienza assieme a strani talismani,
ho rivisto i suoi occhi, viso e calli sulle mani e già…

L’ho cercata l’ho pagata se la chiamano coerenza,
questa cosa ha un prezzo fisso non potevo farne senza,
e preferisco esser vinto conto il muro a torso nudo,
che cantare la vittoria
ben protetto da uno scudo e già…

… e preferisco esser vinto contro
il muro a torso nudo,
che cantare la vittoria
ben protetto da uno scudo e già…
 
Fonte: QUI
 
 
 
 
da:    


Ultima modifica di mauro piffero il Sab Ott 06, 2018 10:53 pm, modificato 7 volte
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I NOMADI - 1997 -LE STRADE, GLI AMICI, IL CONCERTO (LP 33 GIRI/MC/VHS/CD)

Messaggio  mauro piffero il Mar Ott 24, 2017 12:04 am

1. TITOLO:

1997 - LE STRADE, GLI AMICI, IL CONCERTO (4 LP oltre a 2 MC, 2 VHS e 2 CD)

* Etichetta: CGD * Data di pubblicazione: Anno 1997 * Catalogo: 3984 20119-1 # Matrici: 3984 20119-1 L1/3984 20119-1 L2 # Genere: Pop * Supporto: Doppio CD Audio, 4 LP, 2 MC, 2 VC * Nr. tracce: 17+17 * Tipo audio: Stereo * Durata 139,34

Note: Album pubblicato dal vivo in versione: 4 LP 33 giri, 2 Compact Disck, 2 Musicassette e 2 Videocassette.
 
2. RECENSIONE:

Doppio album dal vivo ricchissimo di canzoni, che vede anche la partecipazione dei Celtas Cortos, dei Bagad Quimperle de Bretagne e di Andrea Pozzoli, che parteciperà alla tournee dei Nomadi l'anno dopo, più alla realizzazione del capolavoro "Una storia da raccontare".
Il disco è davvero molto bello, e non solo per la presenza di tantissime canzoni, ma anche per l'esibizione del gruppo e per la partecipazione del pubblico. Nell'album troviamo anche una "nuova" canzone, e cioè "20 de abril", dei Celtas Cortos, ospiti spagnoli del disco, e che i Nomadi faranno in pratica propria, realizzando un testo in italiano.
Abbiamo qui anche l'opportunità di ascoltare i Nomadi eseguire una spettacolare "Hasta Siempre Comandante". E che dire di pezzi come "Il fiume", straordinariamente eseguita grazie anche ad uno splendido sax, e "Gordon", sempre ottima? In sintesi questo è il trionfo del live italiano.
Questo Best Live ottiene un ottimo successo, piazzandosi tra i primi tre posti della classifica dei dischi più venduti in Italia, e, grazie al singolo "Un pugno di sabbia", porta alla ribalta del grande pubblico un gruppo che per troppi anni è stato messo ingiustamente da parte.
Inoltre da segnalare che questo è l'ultimo disco per Francesco Gualerzi ed Elisa Minari, che poco dopo l'uscita del live escono a loro volta dai Nomadi. Il gruppo comunque reagirà alla grande per far fronte al vuoto lasciato dai due musicisti, e ne acquisterà notevolmente.
                     
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: LE STRADE, GLI AMICI, IL CONCERTO (4 LP oltre a 2 MC, 2 VHS e 2 CD)
 
   
 

 
 
   
 

 
 

 

 
 
   
 

 
 
 
4. TRACK LIST di: LE STRADE, GLI AMICI, IL CONCERTO - CD 1

4. TRACK LIST di: LE STRADE, GLI AMICI, IL CONCERTO - CD 2

n.b. = Cliccando sul titolo sarete reindirizzati sia alla canzone che al testo -
Clicking on the title you will be redirected both to the song and to the text
 
Track 5: CD 1
NEW CHAPPELLE

 
      Track 3: CD 2
HASTA SIEMPRE COMANDANTE

 
     

Autori: Tradizionale scozzese
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com
 
     
Autori: Carlos Puebla
 
Note: "HASTA SIEMPRE COMANDANTE" è cantata in spagnolo... viene inserita esclusivamente per "doverosa" documentazione!
 
Testo:
Aprendimos a quererte
desde la històrica
donde el sol de tu bravura
le puso cerco a la muerte.
Aquì se queda la clara
la entrañable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
Tu mano gloriosa y fuerte
sobre la historia dispara
cuando todo Santa Clara
se despierta para verte.
Aquì se queda la clara
la entrañable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
Vienes quemando la brisa
con soles de primavera
para plantar la bandera
con la luz de tu sonrisa.
Aquì se queda la clara
la entrañable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
Tu amor revolucionario
te conduce a nueva empresa
donde esperan la firmeza
de tu brazo libertario.
Aquì se queda la clara
la entrañable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
Seguiremos adelante
como junto a ti seguimos
y con Fidel te decimos
Hasta siempre, Comandante!
Aquì se queda la clara
la entrañable transparencia
de tu querida presencia
Comandante Che Guevara.
Abbiamo imparato ad amarti
altura dalla storica altura
dove il sole del tuo coraggio
ha posto l'assedio alla morte.
Ci rimane la chiara
la pregnante trasparenza
della tua cara presenza
Comandante Che Guevara.
La tua mano gloriosa e forte
spara sulla storia
quando tutta Santa Clara
si risveglia per vederti.
Ci rimane la chiara
la pregnante trasparenza
della tua cara presenza
Comandante Che Guevara.
Arrivi bruciando la brezza
con soli di primavera
per piantare la bandiera
con la luce del tuo sorriso.
Ci rimane la chiara
la pregnante trasparenza
della tua cara presenza
Comandante Che Guevara.
Il tuo amore rivoluzionario
ti porta verso nuove imprese
dove aspettano la fermezza
del tuo abbraccio libertario.
Ci rimane la chiara
la pregnante trasparenza
della tua cara presenza
Comandante Che Guevara.
Andremo sempre avanti
come abbiamo fatto con te
e con Fidel ti diciamo
Hasta siempre, Comandante!
Ci rimane la chiara
la pregnante trasparenza
della tua cara presenza
Comandante Che Guevara.
 
Fonte: QUI
 
 
Track 20 cd 2:
20 DE ABRIL

 

Autori: Cifuentes, Martin, Cifuentes
Orchestra: in concerto
 
Testo:
venti d'aprile del 90
amica mia come stai
e ti sorprende
che ti scriva
ma tanto tempo
e' normale
sai ero qui da solo
e ho cominciato
a ricordare
mi ha finto
la malinconia
e ora ti devo
parlare
poi ricordi ancora
le notti e la
capanna sul mare
gli amici poi una vita
ancora da costruire
ma il tempo va veloce
e non ritorna
e i ricordi
sono spine
in fondo al cuore
adesso dimmi di te
magari hai gia
dei bambini
e come va
con quel tale
spero che sia
divertente
in realta' come sempre
continuo con
la stessa vita
la musica non
mi stanca
e a volte mi
sento vuoto
poi ricordi ancora
le notti e la
capanna sul mare
gli amici poi una vita
ancora da costruire
ma il tempo va veloce
e non ritorna
e i ricordi
sono spine
in fondo al cuore
scusa ti devo
lasciare
rispondimi se
lo vuoi
e spero che
le mie parole
sconvolgano
la tua coscienza
ora ti ho gia'
detto tutto
a presto se ci
rivedremo
continuo con le
mie canzoni
e tu
continua con
i tuoi sogni
poi ricordi ancora
le notti e la
capanna sul mare
gli amici poi una vita
ancora da costruire
ma il tempo va veloce
e non ritorna
e i ricordi
sono spine
in fondo al cuore
siiiiiiiii

 
Fonte: QUI
 
 
 
 
da:    


Ultima modifica di mauro piffero il Sab Ott 06, 2018 10:59 pm, modificato 7 volte
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I NOMADI - 1998 - UNA STORIA DA RACCONTARE (LP 33 GIRI/MC/CD)

Messaggio  mauro piffero il Mar Ott 24, 2017 8:44 pm

1. TITOLO:
 
1998 - UNA STORIA DA RACCONTARE
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: 3984 24541-1 # Data pubblicazione: Anno 1998 # Matrici: 3984 24541-1 L1/ 3984 24541-1 L2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri, MC, CD # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2 # tracce 10
 
Note: Una storia da raccontare è il ventiquattresimo album dei Nomadi.
 
 
2. RECENSIONE:
 
IL disco:

Ecco uno dei dischi più belli dei Nomadi, un capolavoro, tanto che faticherei non poco se proprio dovessi scegliere tra la discografia dei Nomadi un album superiore a questo.
L'arrivo di Massimo Vecchi al basso si fa sentire. Il gruppo acquista sonorità più rock.
La title-track "Una storia da raccontare" apre il disco alla grande. Si parla della pena di morte, con una chitarra elettrica che graffia nel vuoto, e con Danilo e Massimo che cantano a turno.
"Anni di frontiera" è una canzone molto bella, con un bel ritornello e un altrettanto bel testo, ed è la prima canzone scritta da Danilo Sacco. Possiamo ascoltare anche il sax del nuovo strumentista, Andrea Pozzoli.
"Ti lascio una parola (Goodbye)" è il singolo che ha anticipato l'album. La canzone è molto piacevole, e anche qui troviamo un bel ritornello. Rimarrà sicuramente nel repertorio del gruppo.
"Il profumo del mare" è una canzone completa nel vero senso della parola, ottima per esempio la chitarra di Cico, le strofe, il ritornello, tanto che è stata il terzo singolo estratto dal disco.
"Canto alla luna" è una delle canzoni più rock incise dai Nomadi, cantata molto bene da Massimo Vecchi, che esordisce alla grande. Grinta e rabbia trasudano da questo gran bel pezzo.
"Tempo che se ne va", canzone molto malinconica, ma molto bella, d'atmosfera.
"Le leggende di un Popolo" è la canzone dedicata agli indiani d'America, dove troviamo il intervento sia all'inizio del brano, sia durante che alla fine, con la recitazione del testo in inglese (emozionante davvero...). Grande pezzo, dalle sonorità bellissime ed originali. Un punto fortissimo dell'intero disco.
"Mediterraneo", altra canzone bella... ma davvero in questo album non c'è una pecca. Molto d'atmosfera anche questa, con una bella chitarra acustica.
"32° parallelo" è la canzone, a mio parere, più bella del disco. Trascinante, veloce, prepotente, alla Nomadi... davvero bellissima, e tematicamente si occupa dei "Territori"...
Chiude il disco "Buonanotte ai sognatori", forse la canzone più debole dell'intero disco, ma non per questo brutta, anzi. È il secondo brano cantato dalla coppia Danilo-Massimo.
Ho speso poche parole per ogni canzone perché davvero c'è poco da dire su un album come "Una storia da raccontare", un disco perfetto che qualsiasi fan dei Nomadi che si rispetti deve conoscere alla perfezione.
Da segnalare, inoltre, dopo tanti anni di collaborazione, la fine del rapporto tra i Nomadi e il loro produttore, Dodo Veroli, e la partecipazione all'album del polistrumentista Andrea Pozzoli, che ha accompagnato il gruppo per tutto il tour successivo a "Una storia da raccontare".
Se le dipartite di vecchi elementi ai quali col tempo ci si affeziona creano sempre un po' di tristezza, dopo questo disco, a distanza di solo un anno dall'abbandono di Francesco ed Elisa, il rimpianto di questi componenti viene quasi del tutto spazzata via a colpi di ottima musica e straordinarie prestazioni.
 
Fonte: QUI
 
 
2. COVER: UNA STORIA DA RACCONTARE(LP oltre a MC e CD)
 
   
 

 
 
   
 

 
 
   
 
 

 
 
 
4. TRACK LIST di: UNA STORIA DA RACCONTARE
 
Lato A Lato B

  • A1 UNA STORIA DA RACCONTARE
  • A2 ANNI DI FRONTIERA
  • A3 TI LASCIO UNA PAROLA (Goodbye)
  • A4 IL PROFUMO DEL MARE
  • A5 CANTO ALLA LUNA


  • B1 TEMPO CHE SE NE VA
  • B2 LE LEGGENDE DI UN POPOLO
  • B3 MEDITERRANEO
  • B4 32° PARALLELO
  • B5 BUONANOTTE AI SOGNATORI
 
 
Lato A 1:
UNA STORIA DA RACCONTARE

 
      Lato B 1:
TEMPO CHE SE NE VA

 
     

Autori: Carletti, Turtoro
 
Testo:
Il vento passava le sbarre, fischiettando canzoni
tristi, e porta ricordi di vita, come nastri e
colori già visti,
la casa, glia amici, l'ultimo libro sul
comodino, il ricordo dei giorni felici, il mare,
il cielo, i colori, il vino...
e c'è un'altra storia da dire, una favola da
raccontare, un amore che non può finire, una
pagina da inventare,
e c'è un'altra storia da dire, un aquilone che
non sa volare, un uomo che presto andrà a
morire, una pagina da colorare...
ed il sole passava le sbarre, caldo d'amore ma
un po' affannato, riscaldando l'ultimo giorno,
quello più lungo di un condannato,
e la luce inventava l'ombra,
e suggeriva il suo desiderio,
diventare domani luce,
svanire nel nulla e nel mistero
e c'è un'altra storia da dire, una favola da
raccontare, un amore che non può finire, una
pagina da inventare,
e c'è un'altra storia da dire, un aquilone che
non sa volare, un uomo che presto andrà a
morire, una pagina da colorare,
e domani sarà un altro giorno, con uno di
meno su questo mondo, ed una sedia che
scaricherà, rabbia e violenza in un solo secondo,
e domani sarà morte amara, un omicidio
legalizzato, un'ingiustizia chiamata legge, un
boia di nero mascherato...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Dapit
 
Testo:
mmagini sbiadite, di un popolo ormai lontano,

ricco di contrade vuote, e di donne sole,

acqua che diventa fiume, tempo che se ne va,

bambino allo specchio, non c'è gioco che non sarà,

porterà l'odore, del mosto nelle strade,

e la festa nelle piazze, colori dell'autunno,
trampolieri e mangiafuoco, giocolieri ed imbroglioni,
il mio cuore si riempiva, ti tante emozioni,
vite consumate, a prender decisioni,
e voglia di fuggire, cuori fermi alle stazioni,
voglia di restare, fra canto e osterie,
ormai l'ultimo treno se ne è andato via,
anni che passavano, dietro alle stagioni,
lottando con la fede, sciogliendo le passioni,
girando poi le spalle, come fanno gli uomini forti,
quelli che nella vita, non accettano mai i torti,
vecchio contadino, che dava consigli al vento,

seduto su quell'uscio, con la bottiglia accanto,
la sua bocca come un fiume, straripante di parole,
raccontava di una donna, il suo più grande amore,
troppo vuota la bottiglia, troppo grande il suo dolore,
lo trovammo al mattino, di un giorno senza sole,
lo trovammo con in mano, una foto in bianco e nero,
di quella donna tanto amata, di cui andava fiero...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 2:
ANNI DI FRONTIERA

 
      Lato B 2:
LE LEGGENDE DI UN POPOLO

 
     

Autori: Gentili, Sacco, Carletti, Petrucci
 
Testo:

 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Tropeano, Valente, Carletti
 
Testo:
Non ho più parole

solo il silenzio nella notte

che accompagna i miei passi

non so più a chi credere

scorre la rabbia nel fiume

lente cadono le foglie

ragazzi di 20 anni che a casa non torneranno

rimane una croce sulla collina.



Ritornano i pescherecci dal mare

ritornano le aquile al nido

le leggende di un popolo
sono antiche come le montagne.
Stanno sventolando le bandiere
nessuna ha il colore della libertà
bruceranno in un fuoco d'inverno
abbiamo chiuso i nostri occhi
le porte della coscienza

senza voltarci per non guardare
cosa vuoi che sia il Libano, la Jugoslavia, L'Amazzonia
gente senza nome senza una storia.

Ritornano i gabbiani sugli scogli
ritornano i bambini nei cortilile leggende di un popolo

sono antiche come le montagne

ritornano i gabbiani nel mare
partono le aquile dai nidi
ritornano i gabbiani sugli scogli
giocano i bambini nei cortili

Le leggende di un popolo
sono antiche come le montagne
Le leggende di un popolo
sono antiche come le montagne.

 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
TI LASCIO UNA PAROLA (Goodbye)

      Lato B 3:
MEDITERRANEO

 
     

Autori: Pigozzo, Robin, Carletti
 
Testo:
Ti regalo le mie scarpe, sono nuove,
Prendi anche qualche libro, può servire,
Saprò alzarmi in volo e vedere dove sei,
Ti manderò a dire goodbye,
Ti regalo la mia giacca, ti sta bene,
Ti lascio una valigia, da riempire,
Ti lascio anche il mio numero, perché non si sa mai,
Ti lascio una parola goodbye,
Goodbye, my friend goodbye, goodbye, goodbye, my friend.
Quanti sogni, viaggi, colori, antichi rancori,
E una fantasia, piena di amori,
E andare contro vento, non è difficile lo sai,
Lo è, senza un saluto, casomai...
Goodbye, my friend goodbye, goodbye, goodbye, my friend.
Saprò alzarmi in volo e vedere dove sei,
Ti manderò a dire goodbye
Goodbye, my friend goodbye, goodbye, goodbye. my friend.
Quanti sogni, viaggi, colori, antichi rancori,
E una fantasia, piena di amori,
E andare contro il vento, non è difficile lo sai,
Lo è, senza un saluto, casomai...
Goodbye, my friend goodbye, goodbye, goodbye, my friend...
Goodbye, my friend goodbye, goodbye, goodbye, my friend goodbye
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Petrucci, Carletti
 
Testo:
Se tu sei serena con lui, non lo tradire mai,

questo enorme spirito d'acqua, che illumina i marinai,

dove il mare annuncia roccia, e la roccia annuncia altro mare,

quella roccia è soltanto un'isola, dove poter sostare,

popolazioni millenarie, son passate di qua,

sopra un cargo, a difendere, la loro dignità,
ed il signore, di pelle scura, Principe dei Bordoni
ha ancora addosso, sull'armatura,
l'odore dei limoni, l'odore dei limoni,

Mediterraneo, Mediterraneo, Mediterraneo, Mediterraneo.

Se sarai fedele a lui, lui ti accompagnerà,
lungo il corso della tua vita, tra penisole e città,
tra la gioia e la sconfitta, la vittoria ed il dolore
il tuo corpo avrà il suo fascino la tua pelle porterà il suo odore,

e su da Tangheri, a Gibilterra, tra i continenti, il mare,
e l'Atlantico, falso ed immobile, si sogna di rubare
e quante storie celano i porti, dietro alle case bianche,
di pescatori, di fibra dura,

quasi in odore d'Oriente, quasi in odore d'Oriente...
Mediterraneo, Mediterraneo, Mediterraneo, Mediterraneo,
Mediterraneo, Mediterraneo, Mediterraneo, Mediterraneo.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A 4:
IL PROFUMO DEL MARE

 
      Lato B 4:
32° PARALLELO

 
     

Autori: Tropeano, Valente, Carletti
 
Testo:
Nelle sere d'ottobre ci ritroveremo,
avvolti nel profumo del mare,
a parlare ancora di questa vita,
alle sue promesse mai mantenute,
e ad asciugare queste lacrime,
e forse amico, capirai,
che ho ancora bisogno di te,
ancora, bisogno di te,
e penso alle riserve indiane,
agli accampamenti degli zingari,
lontano dalle loro radici,
si specchiano in antichi racconti,
che hanno ancora il profumo del mare,
ancora, il profumo del mare,
e se domani e se domani,
il Sole sar? nel cielo,
lo guarder?, oh si, lo guarder?,
e se domani e se domani,
ci ritroveremo insieme a cantare,
quelle melodie che hanno
il profumo del mare, il profumo del mare.

Nelle sere d'ottobre ci ritroveremo,
avvolti nel profumo del mare,
a parlare ancora di questa vita,
alle sue promesse mai mantenute,
e forse amico, capirai,
che ho ancora bisogno di te,
e penso a te, mio piccolo amore,
alla dolcezza del tuo sorriso,
ed al mattino che ci risveglia,
per te dipinger? un arcobaleno,
che avr? i colori, ed il profumo del mare,
i colori, ed il profumo del mare...
e se domani e se domani,
il Sole sar? nel cielo,
lo guarder?, oh si, lo guarder?,
e se domani e se domani,
ci ritroveremo insieme a cantare,
quelle melodie che hanno
il profumo del mare, il profumo del mare.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Petrucci, Carletti
 
Testo:
Parla il Giordano, parla alla gente,
Rompe il silenzio fatto di niente,
Scende la notte con passo da fiera,
Porta minacce su gente che spera

Sui territori anora occupati
Passano i cingoli dei carroarmati,
Sogno dei folli, abita il cielo,
32° parallelo

Da oltre oceano, l'occupazione è benedetta,
Senza ragione, pronti a sancire più di un trattato,
Pronti a coprire ogni massacro.

Sui territori anora occupati
Passano i cingoli dei carroarmati,
Sogno dei folli, abita il cielo,
32° parallelo...

Salgono da Hebron grida nel cielo,
32° parallelo...
La striscia della morte ha solcato la memoria,
Popoli senza tempo, famiglie senza storia

Sui territori anora occupati
Passano i cingoli dei carroarmati,
Sogno dei folli, abita il cielo,
32° parallelo...
Salgono da Hebron grida nel cielo,
32° parallelo...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 5:
CANTO ALLA LUNA

 
      Lato B 5:
BUONANOTTE AI SOGNATORI

 
     

Autori: Toffoli, Carletti
 
Testo:
È già mattina e bevo un altro caffè guardo le nuvole sopra di me
Nella stazione della grande città
Ancora mi chiedo cosa faccio qua
Basta torno sulla strada suono la chitarra che magari faccio qualche lira ritmo
Batte nella testa grido forte al mondo quello che mi rode
Canto alla luna la storia della vita mia cerco fortuna un po'
Canto alla luna credo, ancora in Dio cerco fortuna per me, per quelli come me
Quanti barboni fuori dal metrò
Escono al sole per scaldarsi un po'
Con la chitarra mi guadagnerò
Un biglietto sola andata per il "non lo so"
Vai gioca con la mente
Siamo una tribù di gente strana che rimane in piedi Basta libero la testa
Brucio la paura con il fuoco della trasgressione
Canto alla luna la storia della vita mia cerco fortuna però Canto alla luna, credo ancora in Dio
Cerco fortuna per me, per quelli come me
Canto alla luna la storia della vita mia Canto alla luna però Cerco fortuna eppure io la troverò
Un po' di fortuna per me, per me!
Canto alla luna ma un giorno a casa tornerò
Canto alla luna sì
Cerco fortuna eppure io la troverò
Un po' di fortuna per me per quelli come me!
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Turtoro, Carletti
 
Testo:
Un'altra notte, questa notte, porta canti per i sognatori,
racconta favole, porta odori, che hanno il gusto della libert?,
un'altra notte, questa notte, ruba l'ombra e fugge via,
solo attimi di poesia, non c'? luce nella citt?,
e buonanotte ai sognatori,
sognatori di questa vita,
e buonanotte ai perdenti,
perch? vincano una partita,
e buonanotte ai pescatori,
ed alle loro lampare,
a chi cammina per il mondo,
sempre avanti come il mare.
Un'altra notte, questa notte, porta canti per i sognatori,
racconta favole, porta odori, che hanno il gusto della libert?,
un'altra notte, questa notte, ruba l'ombra e fugge via,
solo attimi di poesia, non c'? luce nella citt?,
e buonanotte ai sognatori,
sognatori di questa vita,
e buonanotte ai perdenti,
perch? vincano una partita,
e buonanotte ai pescatori,
ed alle loro lampare,
a chi cammina per il mondo,
sempre avanti come il mare,
e buonanotte ai sognatori,
sognatori di questa vita,
e buonanotte ai perdenti,
perch? vincano una partita,
e buonanotte ai pescatori,
ed alle loro lampare,
a chi cammina per il mondo,
sempre avanti come il mare...
 
Fonte: QUI
 
 
 
 
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I NOMADI - 1999 - IL PROFUMO DEL MARE (CD)

Messaggio  mauro piffero il Mer Ott 25, 2017 11:05 am

1. TITOLO:
 
1999: IL PROFUMO DEL MARE
 
# Etichetta: CGD East West # Catalogo: 3984 26170-2 # Data pubblicazione: Anno 1998 # Genere: Pop # Supporto: CD # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 12 cm. # Tracce: 4 # Facciate: 1
 
Note: I due brani sono presenti anche nelle rispettive versioni strumentali / "Ti lascio una parola (Goodbye)" registrazione del 1998 / Produzione esecutiva: Beppe Carletti / Distribuito da Warner Music Group
 
 
2. COVER di: IL PROFUMO DEL MARE
 
   
 

 
 
3. TRACK LIST di: IL PROFUMO DEL MARE
 
 
n.b. = Cliccando sul titolo sarete reindirizzati sia alla canzone che al testo -
Clicking on the title you will be redirected both to the song and to the text
 
 


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I NOMADI - 1999 - SOS CON RABBIA E CON AMORE (LP 33 giri/MC/CD)

Messaggio  mauro piffero il Mer Ott 25, 2017 1:00 pm

1. TITOLO:
 
1999 - SOS CON RABBIA E CON AMORE
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: 3984-29171-2 # Data pubblicazione: Anno 1999 # Genere: Pop # Supporto: CD, vinile 33 giri, MC, VC # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 1 # tracce 15 # Durata 53,27
 
Note: "Una storia da raccontare" è il venticinquesimo album ed è il primo cd su cui compare il violino del nuovo membro Sergio Reggioli subentrato nell'autunno dell'anno precedente al polistrumentista Andrea Pozzoli.

Per la prima volta compare su un disco in studio dei Nomadi una loro registrazione de L'atomica cinese di Francesco Guccini; per l'occasione il brano pubblicato dal cantautore di Pàvana sul suo album d'esordio Folk beat nº 1 viene cantato da Danilo Sacco. L'unica incisione con Augusto Daolio alla voce è invece quella risalente al 1979, anno di pubblicazione del live Album concerto.
 
 
2. RECENSIONE:
 
IL disco:

Raccolta di brani riarrangiati e ricantati tipo "Ma noi no!".
Per me questo rimarrà "l'album dei perché", e leggendo la recensione vi renderete conto del... perché...
Cominciamo dicendo subito che c'è qualcosa da dire sulla scelta della canzoni inserite e sugli arrangiamenti di queste, non certo il massimo.
"Dio è morto", c'è poco da dire su una canzone così tanto famosa e cara ai Nomadi, se non che qui la troviamo nella versione più rock tra tutte quelle incise dal gruppo.
"Atomica" è senz'altro una delle canzoni più belle dell'album, e c'è da dire che è la prima volta che i Nomadi la incidono in studio.
Arriva "Utopia", e qui non ci siamo proprio. Questa è una canzone che va bene, benissimo ai concerti, dal vivo, alla quale il pubblico nomade è abituato ad ascoltarla con la partecipazione di tutti, e di conseguenza questa "Utopia" incisa su questo disco sa di vuoto... è totalmente piatta.
"I miei anni" comincia con uno degli intro più rockeggianti che abbia mai sentito dai Nomadi, ma poi si perde, malamente, con l'intervento di cori assurdi, che con la canzone non hanno nulla da spartire... Fatta senza cori, magari usando come sempre la tastiera di Beppe, a mio parere sarebbe venuta fuori davvero bene... peccato.
"La voglia di posare" è uno dei punti (pochissimi) di forza di questa raccolta, nulla da dire, bella, e per fortuna c'è...
E su "Il fiore nero" si tocca tristemente il fondo del disco. Stesso discorso fatto poche righe più su per "Utopia": questa è una canzone che va proposta dal vivo, punto. Incisa così non ti da nulla; anche l'arrangiamento è brutto, parliamoci chiaro. Una tristezza assoluta irradiata da un pezzo che durante i concerti irradia l'opposto della tristezza...
"Tu che farai", una delle mie canzoni preferite... con un arrangiamento totalmente diverso da quello originale, presente in "Ancora Nomadi" del 1988, e ci si perde di brutto. Molto più cupo, ok, in linea con il tema della canzone, ma secondo me è molto più bella l'originale.
Per quanto concerne "Ti voglio" non l'ho mai amata particolarmente, e ho ritenuto l'inserimento di questa canzone totalmente inutile.
"20 de abril" è un buon pezzo, veloce, ma anche questo perde molto nella versione in studio rispetto a quella dal vivo.
"Marinaio di vent'anni", fin troppo ascoltata ai concerti... risentirla anche in un disco obiettivamente brutto non ci aiuta.
Ed ecco che si va verso un finale di disco noiosissimo (altro che finale in bellezza): in sequenza "Abbi cura di te", "Senza discutere" (perché "Senza discutere", noi tutti ci chiediamo?!), "Io vagabondo" e "Voglio ridere"... mamma mia... roba da tornare al negozio di dischi e chiedere il diritto di recesso!
Tirando le somme, "SOS Con rabbia e con amore" è una raccolta che proprio non ho capito... ed è senz'altro uno dei dischi più brutti dei Nomadi, e di sicuro totalmente inutile.
Mi spiego meglio: a che serviva mettere tutte queste canzoni già ascoltate e stra-ascoltate ai concerti? Si sa benissimo che la versione in studio perde nettamente rispetto a quella dal vivo, dunque ottimo sarebbe stato proporre canzoni mai o poco fatte ai concerti, o almeno, se proprio si voleva mettere questi brani, suonarli e arrangiarli bene, o quantomeno in maniera accettabile!
E poi... perché inserire canzoni del tipo "Senza discutere", proposta addirittura come singolo e nemmeno poi eseguita dal vivo (e ci credo...)! E ancora, "Ti voglio", "Abbi cura di te", "Voglio ridere", una "Io vagabondo" pressoché identica a tutte le altre versione già incise milioni di volte. Perché non inserire altre canzoni mai proposte dal vivo, da far riscoprire, riamare, ricantare? Era talmente inferiore una "Ad est ad est" o "Il muro" rispetto a "Ti voglio" per fare un esempio? O una "L'uomo di Monaco" o "Il pilota di Hiroshima" rispetto a una "Senza discutere"?! E "Immagini", "Santina", "Senza patria", e perfino canzoni del tipo "Tra loro", "Edith", "Aiutala", "I gatti randagi"... non sarebbe stata una buona occasione per riscoprirle? Non lo capirò mai...
Una nota positiva, il libretto di quaranta pagine che illustra i vari viaggi di solidarietà intrapresi dal gruppo negli ultimi anni.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: SOS CON RABBIA E CON AMORE(LP oltre a MC e CD)
 

 
   
 

 
 

 
    
 

 
 

 

 
 
 
4. TRACK LIST di: SOS CON RABBIA E CON AMORE

n.b. = Cliccando sul titolo sarete reindirizzati sia alla canzone che al testo - Clicking on the title you will be redirected both to the song and to the text
 
 
 
da:    


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I NOMADI - 2000 - LIBERI DI VOLARE (LP 33/MC/CD)

Messaggio  mauro piffero il Mer Ott 25, 2017 10:58 pm

1. TITOLO:

2000 - LIBERI DI VOLARE

* Etichetta: CGD * Data di pubblicazione: Anno 1997 * Catalogo: 857384543-2 # Genere: Pop * Supporto: CD Audio, LP, MC, * Nr. tracce: 10 * Tipo audio: Stereo * Durata 38,49

Note: Registrato allo Studio Airone di Viadana / Formazione: Daniele Campani - batteria; Beppe Carletti - tastiere; Cico Falzone - chitarre; Sergio Reggioli - percussioni, violino & whistle; Danilo Sacco - voce & chitarra; Massimo Vecchi - basso & voce
 
 
2. RECENSIONE:

Dopo l’ultimo inedito di due anni prima, il capolavoro “Una storia da raccontare”, i Nomadi non solo non riescono a mantenere la stessa linea del precedente lavoro, ma se ne allontanano totalmente, e presentano un album quasi del tutto anonimo… (ovviamente sempre secondo il mio punto di vista). Non sono un critico musicale o un maestro di musica, ma un amante della buona musica, quella non commerciale, quella controcorrente, che ha qualcosa da dire e da suonare, insomma, quella vera, quella alla quale i Nomadi ci hanno abituati fino al 1998... e in “Liberi di volare”, ahimè, di queste cose ce ne sono ben poche.
Basterebbe, comunque, già un'attenta visione della copertina per farci capire che qualcosa non va... penso una delle più brutte nella storia della musica italiana.
Cominciamo dalla prima canzone, “Stop The World”: all’inizio potrebbe sembrare un gran bel pezzo, una delle migliori dell’album (e comunque una delle migliori lo è, ma non ci vuole tanto) ma… dopo un ascolto più accurato, dopo averla strasentita ai vari concerti, una domanda sorge spontanea: cos’ha di bello “Stop The World”? La risposta è altrettanto spontanea… a parte l’intro di batteria e tastiera e l’unico, badate bene, l’unico assolo di Cico in tutto il disco, nulla! Testo di tre righe che si ripetono fino alla noia e all'esasperazione, ritornello assolutamente non esaltante. E nonostante tutto “Stop The World” credo sia una delle canzoni più belle dell’album…
E sulla seconda traccia il mio volto si rabbuia: “Dove sei” sa semplicemente di Pooh, nient’altro da aggiungere… se non sperare che mai arriverà il giorno in cui un componente del noto gruppo italiano citi i Nomadi per plagio... perché davvero sembra scritta da loro, forse accantonata nei loro archivi perché poco coraggiosi da proporla in pubblico (c'hanno pensato i Nomadi...)...
Il singolo che ha anticipato l’uscita del disco, “La vita che seduce”, è la canzone più bella del disco. Buon riff di Cico, poi verso e ritornello orecchiabili.
“La libertà di volare”: so che è una canzone molto amata dal pubblico dei Nomadi, e infatti non è brutta, anche se nella strofa forse è fin troppo lenta, riprendendosi in parte poi con il ritornello, orecchiabile... ma la pecca di questa canzone, forse, è che è un “ po’ ” troppo retorica…
“Certo che puoi”… prima canzone cantata da Massimo, ed è qui che ci si accorge che qualcosa manca a questo album… e che qualcosa invece è in esubero…
Infatti a metà del disco si può già stilare una sorta di giudizio dell’album. Cominciamo dalla cosa che non manca affatto in questo disco, anzi… ce ne è fin troppa: la retorica. Ma la cosa più preoccupante è ciò che manca invece al disco: la musica! Quasi tutte le canzoni hanno una base talmente anonima che si rischia seriamente di venire colpiti da un colpo di sonno.
Ma continuiamo con la seconda parte...
“Se non ho te” ha un intro di violino che è di un mieloso assurdo. Se poi aggiungiamo il testo ancora più mieloso, un violoncello, un flauto e un soprano, beh… allora chiudiamo con un “no comment” e un invito ad ascoltare un po' di musica seria a chi la reputa un capolavoro (e ce ne sono!). Qualche anno dopo verrà fuori che la canzone è stata inserita all'ultimo momento e scritta in pochi giorni: si vede e si sente, eccome se si sente...
Arriva “Tu combatterai” e a questo punto, solo a questo punto mi dico: “ah ecco... ma sto ascoltando un disco dei Nomadi allora?!”. Ma purtroppo anche qui non siamo a livelli altissimi… manca la musica amici, le basi sono di un pop fin troppo spudorato, e solo in questa canzone si accenna un po’ al rock… anche se durante il ritornello si toccano momenti imbarazzanti riguardanti la fragilità di un testo che a definirlo elementare si rischia di esaltarlo.
E su “Stella d’oriente” tutte le mie paure si materializzano brutalmente. Provate ad ascoltare la musica mentre Danilo canta… ma non è tutto: canzone lenta, e fin qui, ci siamo, è in linea con l’andamento dell’album, ma… triste, di una tristezza che ti si mette dentro e non ti lascia più finché non riesci ad addormentarti (e questo disco, tranquilli, il sonno lo stimola), e… ancora non è tutto! I cori… e che cori! L’introduzione di questi cori nella canzone ancora la devo capire. Una canzone triste come questa si può fare, certo, alcune canzoni tristi sono bellissime... ma non in un album come questo! Ci mancava solo la tristezza...
E arriviamo alla penultima... dai che ci siamo! Tra un po' è finita...
“La rosa del deserto”… due parole: No comment.
Chiude il disco “Salve sono la giustizia”, dove la retorica si sposa magistralmente con una musica alla Branduardi, che sarebbe di certo buona, ma... il testo... più imbarazzante di "Tu combatterai" (e ce ne voleva!), composta da varie frasi che ci ricordano i "pensierini" (che fossero magari buoni...) dei primi anni delle elementari, e che farebbero sorridere anche un analfabeta. Incredibile...
I gusti sono gusti… e scusatemi tutti se sono stato troppo cattivo, ma la cosa che mi ha sollevato un pochino è il sapere che non sono l’unico a pensarla così su questo album, che sicuramente è una delle produzioni più anonime e, ahimè, mi costa dirlo, brutte dei Nomadi.
Da ricordare che questo è il primo disco con il nuovo acquisto Sergio Reggioli, che va a sostituire Andrea Pozzoli.
                      
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: LIBERI DI VOLARE (LP oltre a MC e CD)
 
   
 

 
 
   
 

 
 
   
 

 
 
 
4. TRACK LIST di: LIBERI DI VOLARE (LP oltre a MC e CD)

  • 01. Stop the world - 4:31
  • 02. Dove sei - 3:59
  • 03. La vita che seduce - 4:27
  • 04. La liberta' di volare - 4:11
  • 05. Certo che puoi - 3:34
  • 06. Se non ho te - 3:54
  • 07. Tu combatterai - 3:28
  • 08. Stella d' oriente- 5.03
  • 09. La rosa del deserto - 4:48
  • 10. Salve sono la giustizia - 2:54

 
TRACK: 1
STOP THE WORLD

 
      TRACK: 2
DOVE SEI

 
     

Autori: Giuseppe Carletti, L. Cerquetti, Cico Falzone, A. Mei
 
Testo:
Guarda nei tuoi occhi

adesso dimmi cosa vedi
un cuore che oramai
non appartiene più.

Non c'è posto in questa terra
er le tue ali stanche
e insegui i tuoi pensieri a testa in giù.

Please stop the world now
You stop the world stop the world
Please stop the world now
You stop the world stop the world.

Guardami negli occhi
sai dirmi cosa resta
di una vita senza sogni
e senza amore.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giuseppe Carletti, L. Cerquetti, R. Robin
 
Testo:
Certo lo so che forse un sogno
Non s’avvera mai e sento però

Che il nostro destino ci unisce lo sai

E camminerò ti cercherò

L’idea di sempre porto con me

Questa notte io lo so ti ritroverò

È notte oramai e mi chiedo dove ora sei

Dove sei dove tu difendi ora la libertà

Dove sei dove tu ora reclami ora la dignità.

Credo lo sai che questo sogno

Non passerà mai oggi oramai

Per questo amore io mi perderei

Ed io lotterò, io rinascerò

E combatterò insieme a te

Questa volta io lo so

Che ti ritroverò

È notte

Oramai e mi

Chiedo dove

Ora sei

Dove sei tu

Difendi ora la libertà dove sei

Dove tu reclami ora la dignità.

E’ passato il tempo

Ma non sono stanco

Non voglio aspettare

Guardandomi ancora insieme

Vedremo la storia cambiare

Da tempo rinchiuso ho voglia di dare

Mi basta uno sguardo e ti riconoscerò…
 
Fonte: QUI
 

 
TRACK: 3
LA VITA CHE SEDUCE

 
      TRACK: 4
LA LIBERTA' DI VOLARE

 
     

Autori: Giuseppe Carletti, L. Cerquetti, A. Mei
 
Testo:
Forse hai ragione la notte fa paura
ma siedi accanto al fuoco e il buio si dirada
credimi amore il sole arde solo
per chi si sa scaldare lasciati andare
forse hai ragione qui non si ferma niente
nel vortice dei sensi il mondo è un'illusione
credimi amore tutto ruota su se stesso
pianeti astri celesti ed anche noi adesso
e s'accende nel buio un'ancora di luce
e s'accende e mi piace è la vita che seduce
certo hai ragione la vita fugge via
ma il tempo non è altro che una dimensione
credimi amore non lasciare queste ore
sparse chissa' dove a disperdere calore
ma si che hai ragione ti sembra io non veda
quanta desolazione ma tanto io non cedo
tu credimi amore quanto il vento soffia forte
da lasciarci i segni senza le parole
e s'accende nel buio un'ancora di luce
e s'accende e mi piace è la vita che seduce
adesso che ci penso noi parliamo troppo
adesso che vorrei averti piu' vicino
adesso che ci penso noi parliamo troppo
adesso che vorrei averti qui vicino
per proteggerci da quel vento forte
forse hai ragione la notte fa paura
ma siedi accanto al fuoco e il buio si dirada
credimi amore il sole arde solo per chi si sa scaldare
e s'accende nel buio un'ancora di luce
e s'accende e mi piace è la vita che seduce
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giuseppe Carletti, M. Chiarelli
 
Testo:
Dimmi cosa vuoi fare,
È come stare alla catena.
Senza saper dove andare,
E respirare a malapena.
Aspetti ancora un sorriso, che ti permette di sperare.
Che ti fa sentire vivo, fedele alla tua linea e continuare
Ma ti piacerebbe fuggire lontano
E fermare chi si è permesso…
Di legare ad un muro le tue speranze
Per provare qualcosa a se stesso.
E allora tiri di più… e ti arrabbi di più
Vivi, corri per qualcosa, corri per un motivo…
Che sia la libertà di volare o solo di sentirsi vivo…
Corri per qualcosa, corri per un motivo…
Che sia la libertà di volare o solo per sentirsi vivo…
Vedrai che prima o poi
Qualcuno verrà di sicuro a liberarti.
Vedrai che ce la farai…
Non è detto che per forza devi fermarti.
E allora scoprirai che questo tempo che passa
Ricopre tutto ciò che ti resta
E che per avere la libertà
Dovrai per forza chinare la testa
Ma non è questo che vuoi… tu dimmi è questo che vuoi…
Vivi, corri per qualcosa, corri per un motivo…
Che sia la libertà di volare o solo per sentirsi vivo…
Corri per qualcosa, corri per un motivo…
Che sia la libertà, di volare o solo per sentirsi vivo...
 
Fonte: QUI
 
TRACK: 5
CERTO CHE PUOI

 
      TRACK: 6
SE NON HO TE

 
     

Autori: Giuseppe Carletti, R. Robin, Massimo Vecchi
 
Testo:
Ci sono giorni che non gira
Ti senti veramente giù
Ti senti dentro a una partita
Che non va come lo vuoi tu
S l'hai giocata e l'hai perduta
Nel grande campo della vita
Fra i tuoi progetti mai riusciti
Dentro ai tuoi sogni disperati
Certo che puoi non devi avere più paura
La notte non è sempre chiara
Ma non sarai più da sola
Certo che puoi non devi avere più paura
Perché fra noi tu puoi trovare
La forza per ricominciare
Non siamo duri ed arroganti
No ci interessano gli eroi
Anzi ci chiameranno avanzi
Di un mondo che non fa per noi
Ma i chiaroscuri della vita
Non spaventeranno più
Perché stavolta la partita la vincerai
Senz'altro tu
Certo che puoi non devi avere più paura
La notte non + sempre chiara
Ma non sarai mai più da sola
Certo che puoi non devi avere più paura
Perché fra noi tu puoi trovare
La forza per ricominciare
La vita che è in te… la vita che è in te
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giuseppe Carletti, M. Chiarelli
 
Testo:
La, mia libertà,

di bere a grandi sorsi i giorni miei,

nuove strade fra di noi

nuove luci, nuovi occhi e poi,

un cammino, che non finisce mai,

la, mia libertà,

la mia vita si apre come una poesia,

le domande dentro di te,

come acqua fra le dita sai,

se ne vanno rivedendo gli occhi miei,

e sul tuo cuore sai,

io riposerò
tuo respiro è soltanto un attimo,
che corre forte
parla di noi,
e non ha tempo di voltarsi mai,
e come i sogni,
che bruciano,
dietro ad un sorriso piano si nascondono,
ed ho paura,
di dirti che,
io non ho niente,
se non ho te.

Ed ho paura
ad ammettere
che non ho niente se non ho te
ed ho paura sai
di ammettere che
non ho niente
se non ho te.
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 7
TU COMBATTERAI

 
      TRACK: 8
STELLA D'ORIENTE

 
     

Autori: Giuseppe Carletti, M. Chiarelli
 
Testo:
Camminare sui binari del treno,

sempre dritti fatti apposta per

te e bere quello che ti viene dato,

caffè, politica e poi chissà

che… dimenticare ogni volta che

parli, e poi il discorso si tradisce da se

dimenticare che i nostri sogni non sono in

vendita neanche per te e stare dietro alle sbarre

per sbaglio e starci dentro finche lo vuoi

tu comprare tutto solo grazie all'inganno

e vendi l'anima perché vuoi sempre di più
se per aver tutto questo dovrai se per
averlo impazzire tu impazzirai se per
aver tutto questo dovrai se per averlo
tradire tu tradirai e poi guardare la
televisione tra giochi a premi e pubblicità
e poi sperare che l'informazione non sia
soltanto la tu verità decidere grazie a quello

che insegni ma fare sempre la faccia che vuoi
usare qualsiasi cosa che abbagli, m tutto quel che c'è sotto non lo sveli mai se per aver tutto

questo dovrai se per averlo impazzire tu impazziraise per aver tutto questo dovrai se per averlo tradire
tu tradirai ascolta, leggi, pensa e decidi… con la tua
testa soltanto perché ce l'hanno data per questi motivi
se non la usi dimmi che gusto c'è se per aver tutto
questo dovrai dovrai combattere allora combatterai.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giuseppe Carletti, L. Cerquetti, A. Mei
 
Testo:
La notte qui scende piano
l'accompagna un ricordo lontano
che ogni sera sempre puntuale io ritorno
ad amare e a passi lenti lenti lungo le sponde
seguo con gli occhi quell'eterna corrente e mi piace
amore ancora pensare che dal fiume tornerai
e come un navigatore che ha perso la rotta senza la
sua stella d'oriente come un navigatore t'ho perso
amore, dimmi che tornerai.
E poi sento sempre l'ultimo abbraccio
le tue mani sul mio viso quel bacio
e dici sai non? importante che tu ci sia o no
ma che t'amo e t'amer?.

La notte qui scende piano l'accompagna il
tuo ricordo lontano e la tua voce che
si spande nell'aria ed? gi? primavera
e a passi lenti lenti lungo le sponde
seguo con gli occhi quell'eterna
corrente e mi piace ancora pensare
che presto tornerai e come un pastore
errante ritorno sempre sui miei passi
e i mille errori ormai commessi come
un pastore errante che sa che ha
perso la sua stella d'oriente.
E sento l'ultimo abbraccio le tue
mani sul mio viso e poi mi dici
sai non? importante che tu ci sia
o no ma che t'amo e t'amer?.
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 9
LA ROSA DEL DESERTO

 
      TRACK: 10
SALVE SONO LA GIUSTIZIA

 
     

Autori: Giuseppe Carletti, L. Cerquetti, A. Mei
 
Testo:
Dentro i tuoi gesti c'è qualcosa di più

dietro i tuoi passi l'ombra dov'è

ti muove il vento forse lo muovi tu però di certo ti amai;
come la rosa del deserto che sa
schiudersi dentro tutto il vuoto che c'è
e fu per caso per destino o follia ma so di certo che amai,
poi la neve avvolse tutte le cose lieve quasi come morire
nella quiete cominciai a capire finalmente
pronunciai il mio nome.

Sai tra le mani ho stretto quel gelo
perché domani ricordassi che c'ero

che ero nel mondo a fare a morsi l'amore;
come ogni arsa creatura
e che con la vita abbia protetto il doloreche sia servita a non lasciarmi il timore

di stare al mondo farmi a pezzi per sempre

per ogni sorta d'amore,
ma la neve scese bianca per ore lieve quasi come morire

nella quiete io imparai a sognare finalmente

a pronunciare il mio nome.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giuseppe Carletti, M. Chiarelli, Cico Falzone, Danilo Sacco
 
Testo:
Io sono la giustizia davanti a me sono tutti uguali

io sono la giustizia nei giorni dispari e in quelli pari

sono vestita a festa ho la lancia per lavorare prendo

in prestito la vostra testa giusto il tempo per farvi

pensare c'è chi mi vuole comprare dandomi fama, denaro,
potere ma non so che cosa farmene perché io servo
nostro signore.

Con le tasse ci vado d'accordo perché
abbiamo la stessa pazienza di aspettare sul bordo
del fiume quelli che peccano di arroganza
vivo la mia solitudine cercando nomi sopra
una lista se c'è una cosa che mi fa
sorridere, è la sorpresa di chi mi ha
vista con i buoni sono clemente,
con i cattivi il tempo dirà ma
per chiunque mi sporchi la
veste nessuno sconto, nessuna pietà.


Io sono la giustizia davanti a me sono tutti uguali
io sono la giustizia nei giorni dispari e in quelli pari
e tu se sei un uomo dividi onore, amore, coraggio
le tue leggi troppo spesso sono un vago miraggio
non ingannare la tua coscienza della vita sei servitore
chiamami ancora più forte mi troverai dentro il tuo cuore.
 
Fonte: QUI
 
 
 
 
 
da:    


Ultima modifica di mauro piffero il Sab Ott 06, 2018 11:12 pm, modificato 4 volte
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I NOMADI - 2002 - AMORE CHE PRENDI AMORE CHE DAI (LP 33/MC/CD)

Messaggio  mauro piffero il Gio Ott 26, 2017 8:36 pm

1. TITOLO:

2002 - AMORE CHE PRENDI AMORE CHE DAI

* Etichetta: CGD * Data di pubblicazione: Anno 2002 * Catalogo: 0927 45219-2 # Genere: Pop * Supporto: CD Audio, LP, MC, * Nr. tracce: 10 * Tipo audio: Stereo * Durata 42,66

Note: è il ventisettesimo album dei Nomadi ed ha raggiunto la prima posizione nella classifica italiana.

2. RECENSIONE:

Dopo il deludente "Liberi di volare", riecco i Nomadi. Ho voluto aspettare nello scrivere qualcosa sul disco per non commettere lo stesso errore fatto proprio con "Liberi di volare", dove, forse spinto dalle allora polemiche tra me e il 70% (forse di più) degli altri fans, nella mini recensione fui troppo buono.
"Amore che prendi amore che dai" è un disco bello, e finalmente "pieno" di musica. Ottima la performance di Cico Falzone alla chitarra, per esempio, come già lasciava trasparire la bella interpretazione nel singolo apripista "Sangue al cuore".
Ma veniamo alle canzoni: cominciamo subito dal singolo che fa pure da apertura al disco: "Sangue al cuore" è senz'altro uno dei punti di forza dell'album, molto bello, rockeggiante, che ha contribuito parecchio al grande successo (meritatissimo) del disco.
Eccoci arrivare alla title-track, "Amore che prendi amore che dai", affidata alla voce di Massimo Vecchi. Anche qui una buonissima canzone, con un bel riff iniziale di Cico, e sicuramente anche il contenuto del testo è ottimo.
"L'angelo caduto" è una canzone che, almeno a me, sa di già sentito per quanto riguarda i versi (parlo comunque della parte musicale). Il tema della canzone è molto toccante, si parla di prostituzione. Nella canzone troviamo anche il bel flauto di Andrea Griminelli. Alla fine ne esce fuori un ottimo pezzo.
Ed eccoci al capolavoro dell'album. La quarta traccia, "Il re è nudo", è la classica canzone NOMADE, ma non solo...
Dopo un intro insolitamente elettronico, ecco un riff di tastiera tanto semplice quanto bello, e che cattura subito. La strofa è bella, altrettanto bello il ritornello, bel testo "nomade", e soprattutto un basso straordinario, galoppante per tutta la durata della canzone, insomma... per me "Il re è nudo" è la punta di diamante di "Amore che prendi amore che dai".
"Trovare Dio": la canzone che fa parte della colonna sonora del film "L'alba di Luca", crea una bellissima atmosfera, e Danilo si esibisce in una interpretazione davvero straordinaria. Questa canzone è stata scartata incredibilmente da Sanremo...
"Sospesi tra terra e cielo" vede la partecipazione della cantante thailandese May. Devo dire che l'interpretazione in inglese di May calza a pennello nella canzone, ottima scelta, anche se il pezzo non è fortissimo.
La seconda e ultima canzone cantata da Massimo nel disco è "Il circo è acceso", molto bella anche questa, che conferma l'ottima prova anche di Massimo nel disco.
"L'arte degli amanti": devo ammettere che all'inizio, di questo pezzo, dicevo che non aveva né capo né coda. Mi sono dovuto ricredere. Certo, non è propriamente il mio genere, ma devo ammettere che, riascoltandola, ho trovato in questa canzone degli ottimi spunti, sia testuali che musicali (laddove all'inizio mi lamentavo dell'assenza degli altri strumenti), con un ottimo violino. Forse il mio "rifiuto" nei confronti di questa canzone era dato, penso, dal ricordo che una canzone così "lenta" (non in senso negativo, sia chiaro) mi richiamava... e cioè dell'album prima, il brutto "Liberi di volare". L'importante è comunque ricredersi e ammettere gli errori. Solo gli stolti non cambiano mai idea.
"Come un fiume" è la prima canzone alla quale partecipa, come song-writer, Daniele Campani, e devo dire che mi ha fatto molto piacere leggere il suo nome tra gli autori. La canzone è molto allegra, un incrocio (musicale) tra "Ricordati di Chico" e "Il musicista", che parla dell'America Latina, terra molto cara ai Nomadi, e nella quale si sente lanche a tromba, suonata da Sergio Reggioli.
La canzone che chiude l'album, "Il nome che non hai", è una canzone d'amore che vede di nuovo la partecipazione di May. Canzone complessivamente anonima... penso la più brutta dell'album.
Il disco in definitiva è molto bello, anche se c'è qualcosa che non lo rende un capolavoro (tipo le due canzoni con May), ma parliamoci chiaro... è difficilissimo arrivare ai fasti di "Una storia da raccontare", secondo me un album perfetto, ma ci siamo comunque allontanati totalmente dalla mediocrità di "Liberi di volare", e questo va premiato.
 
                     
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: AMORE CHE PRENDI AMORE CHE DAI (LP oltre a MC e CD)
 
   
 
    

 
 
   
 

 
 
   
 

 
 
 
4. TRACK LIST di: AMORE CHE PRENDI AMORE CHE DAI (LP oltre MC e CD)

  • 01. Sangue al cuore - 4:31
  • 02. Amore che prendi amore che dai - 4:19
  • 03. L' angelo caduto - 4:20
  • 04. Il re è nudo - 4:39
  • 05. Trovare Dio - 5:00
  • 06. Sospesi tra terra e cielo - 4:06
  • 07. Il circo è acceso - 3:41
  • 08. L' arte degli amanti - 4:48
  • 09. Come un fiume - 4:29
  • 10. Il nome che non hai - 4:33

 
TRACK: 1
SANGUE AL CUORE

 
      TRACK: 2
AMORE CHE PRENDI AMORE CHE DAI

 
     

Autori: G. Carletti, D. Sacco, A. Mei, L. Cerquetti
 
Testo:
Girano e rigirano i pianeti,
girano anche sotto i nostri piedi
scaviamo fino in fondo al nostro cuore
e trovare solo altro rumore
restiamo in piedi adesso!

domani sveglia presto andiamo a spasso
tutti insieme nello spazio
non prima di aver detto preghierina
per padre onnipotente e l'oro nero
restiamo in piedi adesso!

io voglio solo che arrivi il sangue al cuore,
voglio un sole che arda in mezzo al cielo,
io mi voglio scaldare
voglio fare l'amore
voglio stare con te
e il mondo sa dove va!

Si contano e ricontano i pianeti
qui la terra intanto non sta in piedi
ma il nostro capitale? ormai al sicuro,
clonare un sogno ed un futuro,
su da bravi adesso tutti in fila,
facciamoci cambiare la batteria
che a curare l'arte e la poesia,
Beh! ci pensa lo psicanalista e sia!

io voglio solo che arrivi il sangue al cuore,
voglio un sole che arda in mezzo al cielo,
io mi voglio scaldare voglio fare l'amore
voglio stare con te e il mondo sa dove va!
io mi voglio scaldare voglio fare l'amore

voglio stare con te e il mondo sa dove va!
io mi voglio scaldare voglio fare l'amore

voglio stare con te e il mondo sa dove va!
io mi voglio scaldare voglio fare l'amore
voglio stare con te e il mondo sa dove va!

Girano e rigirano i pianeti
ma quale santo qui ci tiene in piedi
ma dall'urlo della mia follia anch'io…
ho due righe di teoria

Io voglio solo che arrivi il sangue al cuore,
voglio un sole che arda in mezzo al cielo,
io mi voglio scaldare voglio fare l'amore
voglio stare con te e il mondo sa dove va!
io mi voglio scaldare voglio fare l'amore
voglio stare con te e il mondo sa dove va!
Io mi voglio scaldare
Voglio fare l'amore
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: G. Carletti, M. Vecchi, M. Chiarelli
 
Testo:
Alexia
Miscellaneous
L' Amore Vince

L'amore vince
e tu lo sai
Sai, forse sto shaglianto
ma io cerco la verità
se mi stai accanto
anche questo mi salverà.
Altri giorno sai, quelli che vorrei
altri sogni nella notte che non passa mai
L'amore vince e tu lo sai
é così grande
dentro di noi
I've got the real thing
Noi siamo quelle stelle
che non si esauriscono mai
segni sulla pelle
si reflettono dentro di noi.
Quanta vita poi
scorre intorno a noi
l'acqua di un torrente
che non si repete mai.
L'amore vince e tu lo sai
é così grande
dentro di noi
I've got the real thing
Someone who loves me
Somebody to love
L'amore vince e tu lo sai
é così grande
dentro di noi
L'amore vince e tu lo sai
é così grande
dentro di noi.
 
Fonte: QUI
 

 
TRACK: 3
L'ANGELO CADUTO

 
      TRACK: 4
IL RE E' NUDO

 
     

Autori: G. Carletti, L. Fontana, C. Falzone
 
Testo:
Sei un angelo caduto dietro il ciglio di una strada
tra l'asfalto e la pietra dove l'erba si dirada
ho contato le tue ossa, misurato ogni ferita
resistito all'amarezza con stretta delle dita
a quell'uomo che? venuto a cercare la tua pelle
per due soldi hai regalato la tua polvere di stelle
ma se? vero che non vivi e non vuoi parlare
nel tuo cuore nutri il sogno di riprendere a volare.

Sei un angelo caduto dentro un altro firmamento
la tua casa non? il sole ma una strada di cemento
una vittima immolata alle fantasie di un pazzo
giace immobile, indifesa, assomiglia ad un pupazzo
hai prestato il corpo a ore per poter tirare avanti
hai subito la condanna di tutti i benpensanti
che ridono godendo del rumore dei coltelli.

Sei un angelo caduto dietro il ciglio di una strada
tra l'asfalto e la pietra dove l'erba si dirada
ho contato le tue ossa, misurato ogni ferita
resistito all'amarezza con la stretta delle dita.
A quell'uomo che? venuto a cercare la tua pelle
come mai non? bastata la tua polvere di stelle?
Ma se? vero che si vive oltre questa dimensione
io mi chiedo qual'? il denso mi domando la ragione.
A quell'uomo che? venuto a cercare la tua pelle
come mai non? bastata la tua polvere di stelle?
Ma se? vero che si vive oltre questa dimensione
io mi chiedo qual'? il denso mi domando la ragione.
Ma se? vero che non vivi e non vuoi parlare
nel tuo cuore nutri il sogno di riprendere a volare
di riprendere a volare.
 
Fonte: QUI
     
Autori: G. Carletti, A. Mei, L. Cerquetti, C. Falzone
 
Testo:
Ma non fai un po' fatica dietro quella giacca scura

con quel cappio al collo scusa non hai pietà di te
e non vedi quel sorriso da campagna elettorale
e che dire della tua voce coscienziosa e impersonale

se a te bastano i trionfi dentro un regno di cartone
a noi invece serve un senso serve un'emozione
il fatto è che come tutti tu sei spoglio sotto il sole.

Il re è nudo ma il re non lo sa

lui cammina tra la gente e saluta sorridendo
il re è nudo ma la verità è che al re piace giocare con il suo scudo spaziale
il re è nudo ma la verità
è che nessuno lo può dire a sua maestà.
Ho solo voglia di parlare non ti chiedo un'opinione
e nemmeno la ragione della tua tranquillità

o vorrei rendermi conto dove guardi e cosa vedie con quei quattro resti ce la fai a montare un cuore
per favore lascia stare ti difendi dal dolore.

Il re è nudo ma il re non lo sa
lui cammina tra la gente e saluta sorridendo
il re è nudo ma la verità
è che al re piace giocare con il suo scudo spaziale
il re è nudo ma la verità
è che nessuno lo può dire a sua maestà.

Ma tu guarda che sorriso da campagna elettorale
a lui bastano i trionfi dentro un regno di cartone
a noi invece serve un senso fosse una rivoluzione.
Il re è nudo ma il re non lo sa

lui
 
Fonte: QUI
 
TRACK: 5
TROVARE DIO

 
      TRACK: 6
SOSPESI TRA TERRA E CIELO

 
     

Autori: G. Carletti, D. Pigozzo, N. Pietrogrande
 
Testo:
Porta il mio biplano Le antiche insegne e il valore
Ali forti e tiranti Possente il motore
Voliamo radenti Da circa sei ore
Inseguo le stelle Nessun timore
E' quasi luce Vedo l'alba ormai
Mi batte il core Andiamo un po' pi? in su
Saliamo verso il blu...
E no... non sono gli angeli
Che ora ci stan portando via
ma questo spazio infinito quest'armonia quest'armonia
viaggia l'aeroplano punta il sole leggero
se viro piano si tinge d'oro
questa macchina alata questo vecchio gabbiano
mi sta portando dove? sempre sereno
soli verso il mattino
e si voglio volare
perch? cos? cos? sono io
e poi sentire il vento e sentirmi mio
cos? voglio volare
perch? esisto anch'io e solcando il cielo
trovarci Dio trovarci Dio solcando il cielo
trovare Dio, trovarci Dio
e poi sentire il vento
trovare Dio, trovarci Dio.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: G. Carletti, M. Chiarelli, E. Carletti
 
Testo:
Figli di una sensazione, l'importante? ci? che hai...
? pi? importante l'apparire di ci? che pensi o ci? che fai...
Se non hai un'opinione qualcun'altro te la da...
ed? pi? facile obbedire che guardare la realt?...

E noi qui, sospesi tra terra e cielo
pronti a spiccare il volo
in un mondo senza eroi non ci arrenderemo mai...
Coi piedi a terra e con gli occhi al cielo
pronti per un altro volo
un poco santi e un poco eroi non ci fermeremo.

Can you feel this strange sensation?
They want t'give you a destination
Don't you know what they expect?
As you know they don't respect
You still 've got reputation,
but it's not their expectation
So you say nothing more,
'cause you know you've lost the game.

E noi qui, sospesi tra terra e cielo
pronti a spiccare il volo
in un mondo senza eroi non ci arrenderemo mai...
Coi piedi a terra e con gli occhi al cielo
pronti per un altro volo
un poco santi e un poco eroi non ci fermeremo.
E noi qui, sospesi tra terra e cielo
pronti a spiccare il volo
in un mondo senza eroi non ci arrenderemo mai...
Coi piedi a terra e con gli occhi al cielo
pronti per un altro volo
un poco santi e un poco eroi non ci fermeremo.
E noi qui, sospesi tra terra e cielo
pronti a spiccare il volo
in un mondo senza eroi non ci arrenderemo mai...
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 7
IL CIRCO E' ACCESO

 
      TRACK: 8
L'ARTE DEGLI AMANTI

 
     

Autori: G. Carletti, M. Vecchi, M. Chiarelli
 
Testo:
Il cuore sta battendo significa che vivi e accendi un'altra luce
dentro te Forse è troppo tempo che lo stai aspettandostai tranquillo non ti tradirà.
Sarà tutto nero ciò che senti in giro questo francamente
non lo so Ma se batte a tempo se lo senti dentro
senza dubbio non ti tradirà.

Il circo è acceso sotto il tendone voci accaldate stanno intonando un coro
il circo è in festa sotto pressione alza il volume
Non voltarti indietro vai fino in fondo
alla faccia di chi ti tiene a freno
aggrappato a un filo al centro del mondo
senza più paura di cadere.

Ci saranno fate e maghi truffatori gente che dispensa verità
ma se batte a tempo se lo senti dentro stai tranquillo non ti tradirà.
camminare diritti sempre a testa alta forti della propria umanità
ricordare sempre mai calar la guardia per non perdere dignità.
Il circo è acceso sotto il tendone
voci accaldate stanno intonando un coro
il circo è in festa sotto pressione alza il volume
che siamo pronti a tutto proprio a tutto adesso.
Non voltarti indietro vai fino in fondo
alla faccia di chi ti tiene a freno
aggrappato a un filo al centro del mondo
senza più paura di cadere.

Il circo è acceso sotto il tendone Un universo pieno di emozione
La tua festa alta tensione fuori la voce Fatti sentire adesso
che non sei lo stesso Non voltarti indietro vai fino in fondo
alla faccia di chi ti tiene a freno
aggrappato a un filo al centro del mondo e non aver paura
Non voltarti indietro vai fino in fondo
alla faccia di chi ti tiene a freno
senza più paura di cadere.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: G. Carletti, A. Mei, L. Cerquetti, S. Reggioli
 
Testo:
Se mi guardo per un attimo

di sfuggita nel portone di un palazzo
si rispecchia un lampo o un bagliore che non so
se son io o è la coda del diavolo
se mi guardo nell'attimo distratto
in cui tento di dominare il vento quel che vedo
non è l'anima di un santo e neanche un incornato sposo
se puoi non farmi altre domande
adesso basta vaghiamo nella nebbia
nessuno conosce nessun'altro puoi guardarmi negli occhi
è tutto scritto qui dammi l'ardore di notti infedele

scuoti il mio sonno docile ed arreso
fa che io ceda a sogni ardenti
e dammi amore si ma che sia grande
non una storia letta con il testo a fronte

e niente schiavitù né tradimenti
è questa la sottile arte degli amanti.

Io non so se conosci quel che sei

o sei quello che volevi somigliare ma temo che
basti un po' di sole a scioglierci le ali e abbagliarci sai
se poi guardo quell'attimo preciso in cui
la distanza tra due punti diversissimi
non è più lontana impercorribile
in quell'attimo le convinzioni cambiano

ma ti prego non farmi altre domande adesso
vedi non so più neanche parlarne

nessuno possiede nessun altro lo sai

ma guardami negli occhi è tutto scritto qui
e dammi l'ardore di notti infedeliscuoti il mio sonno docile ed arreso
fa che io ceda a sogni ardenti e dammi amore si
ma che sia grande non una storia letta con il testo a fronte

e niente schiavitù né tradimenti

è questa la sottile arte degli amanti.
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 9
COME UN FIUME

 
      TRACK: 10
IL NOME CHE NON HAI

 
     

Autori: G. Carletti, P. Turtoro, D. Campani
 
Testo:
Ha l'odore dell'America Latina, come i sogni fatti un po' di terra e fango
Come i piedi di chi è stanco ma cammina, perché sa che questa vita è solo un viaggio
Una strada che non sai dove ti porta, se un giorno ti portasse in qualche posto
Nei villaggi delle case sfilacciate, dove vivere è una lotta ad ogni costo.
Tante volte l'ho incontrato giù al mercato, con quell'aria battagliera
Che lo invade con lo spirito guerriero del soldato, che si rialza cento volte quando cade
Perché sa che si alzerà con altri cento, che tra i campi ha visto
Nascere e morire come nasce e muore lì un colpo di vento, la speranza e la voglia di dire.
Ai signori della guerra diamo il sangue perché è un sangue che sa scorrere lontano
Come un fiume che attraversa un continente ed invade tutti gli altri piano piano
Ai padroni della guerra diamo il sangue perché è un sangue che sa scorrere lontano
Come un fiume che attraversa un continente ed invade tutti gli altri piano piano.
Ha lo sguardo dell'America Latina, delle mogli, delle madri che ogni sera
Aspettano con ansia la mattina, e ogni mattina aspettano la sera
E non sanno mai se ridere o pregare, qualche dio che è l' affacciato alla finestra
Perché a volte dio non sa cosa ascoltare, e fingendo muove la testa.
Tante volte l'ho incontrato nei sobborghi, o dai vicoli sbucare tra i palazzi
Come un faro che punta la sua luce, sui bambini che corrono scalzi
Ed è lì che stringe i pugni un'altra volta, e un'altra volta corre a lottare
Ha il cavallo più veloce del vento, questo vento che sta per cambiare.
Ai signori della guerra diamo il sangue perché è un sangue che sa scorrere lontano
Come un fiume che attraversa un continente ed invade tutti gli altri piano piano
Ai padroni della guerra diamo il sangue perché è un sangue che sa scorrere lontano
Come un fiume che attraversa un continente ed invade tutti gli altri piano piano.
Ai signori della guerra diamo il sangue perché è un sangue che sa scorrere lontano
Come un fiume che attraversa un continente ed invade tutti gli altri piano piano
Ai padroni della guerra diamo il sangue perché è un sangue che sa scorrere lontano
Come un fiume che attraversa un continente ed invade tutti gli altri piano piano
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: G. Carletti, D. Sacco, E. Carletti
 
Testo:
Che nome hai, come ti chiami, chi sei?
io resto qui con i miei occhi nei tuoi
che nome hai, ti prego resta
perch? se tu sapessi quanto ho camminato
e poi mischiato pane e lacrime diresti che
che nome hai, come ti chiami, chi sei?
io resto qui, i miei pensieri nei tuoi
che nome hai? voglio parlarti perch?
ti ho gi? incontrata quando,
un tempo che non so, dicevi guardami ed io
sento che...
sento il mio cuore lass?
(sento il mio cuore lass?)
sento che si arrender?, docile
sento il mio cuore lass?
(sento il mio cuore lass?)
sento che si arrender?, docile
dentro me, dentro te

Tell me your name i want to know who you are
Tell me the way is this the right way to go?

che nome hai?
non te ne andare perch?
se tu sapessi quanto ti ho aspettato qui

This is the first time i feel love i feel love

sento il mio cuore lass?
(sento il mio cuore lass?)
sento che si arrender?, docile
sento il mio cuore lass?
(sento il mio cuore lass?)
sento che si arrender?, docile
dentro me (dentro me) dentro te (dentro te)

ma il tempo che passa non sta a casa mia

Is there a reason to run away from here?

ed ora che... sei qui con me

sento il mio cuore lass?
(sento il mio cuore lass?)
sento che si arrender?, docile
sento il mio cuore lass?
(sento il mio cuore lass?)
sento che si arrender?, docile
sento il mio cuore lass?
(sento il mio cuore lass?)
sento che si arrender?, docile

Tell me your name i want to know who you are
Cause I feel love
 
Fonte: QUI
 
 
 
 
 
da:    


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I NOMADI - 2003 - NOMADI 40 (LP 33 giri/CD/DVD)

Messaggio  mauro piffero il Ven Ott 27, 2017 12:01 am

1. TITOLO:

2003 - NOMADI 40

* Etichetta: CGD East West * Data di pubblicazione: Anno 2003 * Catalogo: 5050466579621 # Genere: Pop * Supporto: Doppio CD Audio, 4 LP * Nr. tracce: 18+16 * Tipo audio: Stereo * Durata 141,73

Note: Nomadi 40 è il ventottesimo album dei Nomadi, inciso su doppio disco CD, su 4 LP 33 giri, 2 MC e 1 DVD pubblicato nel quarantesimo anno della loro carriera musicale.
 
 
2. RECENSIONE:

Che dire di una doppia raccolta che festeggia i 40 anni di un gruppo musicale come i Nomadi? Forse solo: Grandi!
In due dischi, 32 canzoni storiche, 2 brani inediti, è raccolta la storia di questo glorioso gruppo. Molti fans, anche un po’ il sottoscritto, sono rimasti all’inizio un po’ delusi dalla scelta delle canzoni. Di certo sono state tagliate fuori tante e tante canzoni stupende, che non stiamo qui a citare, ma… i Nomadi festeggiano 40 anni, niente polemiche, quindi (solo qualche puntualizzazione davvero necessaria per qualche brano), e cominciamo con l’analizzare tutto il disco:
Il primo CD parte alla grande. Una “Noi non ci saremo” molto particolare lo apre, per poi proseguire con una strepitosa (a dir poco… grande Cico!) “Gordon”, brano che non si smentisce mai, una “Tutto a posto” davvero ottima, una “Gli aironi neri” classica, ma sempre bella, una bellissima “Il vento del Nord”, con la voce di Massimo che si fonde alla perfezione con quella di Danilo nel ponte, e che comunque dà una nuova “forza” a questa splendida canzone del ’95, e una “L’uomo di Monaco” sulla quale poco si può dire se non bella…
Con queste prime sei canzoni il disco è eccellente.
“Il fiore nero” rende più dal vivo (già detto in "SOS Con rabbia e con amore", e si poteva risparmiare), mentre per quanto riguarda “I miei anni” avevo sperato nell’eliminazione dei cori… ma niente da fare.
Poi troviamo una delle canzoni più famose dei Nomadi, e cioè “Un pugno di sabbia”, niente di che... ma effettivamente non poteva mancare.
Ottima “Per fare un uomo” e una “Canzone per un’amica” che ci regala la voce di Cico registrata in studio, per una bella versione.
Bellissima è “Lontano”, uno dei pezzi forti del disco, niente da dire, solo da ascoltare. Ottimo il nuovo arrangiamento.
“Un giorno insieme”, un classico dei Nomadi, non poteva mancare, ed ecco “Il vecchio e il bambino” in cui Danilo è insuperabile.
“L’angelo caduto” è uno dei pezzi di “Amore che prendi amore che dai” ma con una particolarità: l’assenza del flauto sostituita dall’ottima chitarra di Cico, come dal vivo. Bella versione.
“Io vagabondo” e “Voglio ridere” sono prese da “SOS Con rabbia e con amore”, e se la prima non poteva assolutamente mancare, forse la seconda…
Il primo disco si chiude con uno degli inediti del disco, “E di notte”, che ad un primo ascolto risulta abbastanza… “strana”, anche per le tastiere, molto particolari, ma che poi si rivela senza dubbio un ottimo pezzo, con una musica e un ritornello niente male.
Siamo al secondo disco, e subito ecco “Io voglio vivere”, il singolo apripista e azzeccatissimo della raccolta. Grandissimo il successo di pubblico di questa canzone, che porta i Nomadi addirittura nelle prime posizioni dei singoli più venduti.
“La libertà di volare” e “La vita che seduce” rappresentano “Liberi di volare”.
Nulla da dire sulla bella “Una storia da raccontare”, molto ci sarebbe da dire, invece, sulla eccellente “La canzone del bambino nel vento (Auschwitz)”, davvero bellissima, sia la gran voce di Danilo, sia la musica che accompagna la canzone… stupenda…
“Naracauli” è, a mio parere, la sorpresa (positivissima) della raccolta. Una musica nuova e fresca per una bella canzone dei Nomadi forse un po’ dimenticata.
“Sangue al cuore”, grande successo del disco precedente, precede la nuova versione di “Le strade”, che esce vincitrice alla grande dal confronto con l’originale. Perfetta la scelta di accorciare la parte della tastiera.
Per “Né gioia né dolore” con Massimo, vale lo stesso discorso fatto per “Il vento del Nord”: con la voce del bassista è tutta un'altra cosa… davvero bella questa versione, forse con una sola piccola pecca… la voce di Danilo… un po’ troppo bassa, o meglio “lontana”.
“Il nome che non hai”, secondo me, poteva senza dubbio essere evitata, magari a favore di una “Amore che prendi amore che dai”…
“Ho difeso il mio amore” e “Dio è morto”: due grandi successi con un ottimo arrangiamento.
“Ti lascio una parola (Goodbye)”, gran primo singolo di “Una storia da raccontare”, arriva subito prima di uno dei pezzi più belli della raccolta, “Vivo forte”. Già bella l’originale, qui ne esce solo migliorata e con un Cico sempre più presente e bravo. Si trasforma in un grande pezzo rock.
“Senza discutere” era evitabile, non la considero certo un brano rappresentativo, e di sicuro non bellissimo. Vista la presenza sia qui che in "SOS Con rabbia e con amore", mi viene da pensare: che sia io davvero a non capirci proprio nulla di musica? Che questa memorabile canzone abbia delle doti nascoste a noi poveri mortali? Mistero...
La raccolta si chiude giustamente con la voce di Augusto in “Come potete giudicar” versione “Ma noi no!” del 1992.
Che dire? Ottima raccolta con la piccolissima pecca di qualche brano evitabile a discapito di altri ben più meritevoli, ma per quanto concerne l’aspetto musicale… beh, grandi Nomadi! Danilo eccezionale, mentre il basso di Massimo in alcune canzoni è davvero martellante e incisivo… davvero grande! Altro grande è Cico, che dà il meglio di sé, ma nel complesso sono tutti davvero bravi. Già l’avevo pronosticato prima dell’uscita, e sono felice di non essermi sbagliato… grandi Nomadi nelle esecuzioni!
Quaranta anni di grande musica raccolti in questa bellissima raccolta; sarebbe stato bello ascoltare anche altre canzoni non presenti, ma per quelle, beh… alla prossima raccolta celebrativa!
 
Fonte: QUI
 
 
2. COVER: NOMADI 40 (LP oltre a CD e DVD)
 

 

 
 

 
   
 
   
 

 

 
 
 
 
3. TRACK LIST di: NOMADI 40 - CD 1

4. TRACK LIST di: NOMADI 40 - CD 2

n.b. = Cliccando sul titolo sarete reindirizzati sia alla canzone che al testo -
Clicking on the title you will be redirected both to the song and to the text
 
TRACK 18: CD 1
E DI NOTTE

 
      TRACK 1: CD 2
IO VOGLIO VIVERE

 
     

Autori: G. Carletti, D. Sacco, L. Cerquetti, A. Mei
 
Testo:
La memoria sa che non è un dettaglio
Trascurabile una certa distanza
Il rimpianto di se provoca da sempre
Moti di coscienza indifferenza,
ovunque e in ogni luogo il ballo della vita
come d'istinto ci colpisce di nuovo
e un sognatore sai nel silenzio
è in grado di sentire e di volare
Ma… di notte
la luna ci invita a ballare
e di notte, nell'ombra
la luna ci può possedere
E la memoria sa che non è sbagliato
Lasciarsi andare, lasciarsi cullare
Dalla nostalgia dalla follia
Come foglie al vento fragile incanto
A volte sai, che tutto quel che manca
Scorre innanzi a noi senza fermarsi mai
Dolci tormenti dolci momenti
Nelle pieghe della parola amare
Ma… di notte
la luna ci invita a ballare
e di notte, nell'ombra
la luna ci può possedere
Ma… di notte
la luna ci invita a ballare
e di notte, nell'ombra
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: G. Carletti, M. Vecchi, L. Cerquetti, A. Mei
 
Testo:
Forse scorre dentro il silenzio il senso
e il profilo della vita è tra le cose
e anche il buio serve ad immaginare
la ragione che ci invita a provare

so che può far bene anche gridare
per riscattare l’anima dal torpore
so che ad ingannarmi non è l’amore
perché voglio amare

io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare a farmi male, voglio morire di te…
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te…

Contro il mio equilibrio sempre un po’ precario
libero l’istinto, ciò che mi sostiene
emozione nuova senza nome
la ragione che ci invita a continuare

per questo problema non ho soluzione
io mi sento vittima e carceriere
so che ad ingannarmi non è l’amore
perché voglio amare

io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te…
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te…
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te…

Forse la coscienza, il senso della vita
sta in mezzo a mille notti o forse più
non servirà a tradire semplicemente amare
qualsiasi cosa che ti dà di più

io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te…
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te…
 
Fonte: QUI
 
 
 
 
da:    


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I NOMADI - 2004 - CORPO ESTRANEO (LP 33 giri/MC/CD)

Messaggio  mauro piffero il Ven Ott 27, 2017 7:17 pm

1. TITOLO:

2004 - CORPO ESTRANEO

# Etichetta: ATLANTIC # Data di pubblicazione: Anno 2004 # Catalogo: 5050467475625 # Genere: Pop # Supporto: CD Audio, LP, MC, # Nr. tracce: 11 # Tipo audio: Stereo # Durata 44,86

Note: è il ventinovesimo album del gruppo musicale Nomadi. Tre sono i singoli estratti: Oriente di cui viene girato pure un videoclip, Corpo estraneo e In piedi.
 
 
2. RECENSIONE:
 
Il "Corpo Estraneo" dei Nomadi è senza dubbio un ottimo lavoro. La prima nota positiva da sottolineare, è il fatto che tutte le canzoni dell'album si mantengono sotto i cinque minuti, una scelta davvero azzeccata per il tipo di musica che fa il gruppo. E poi che dire della copertina e del libretto del CD? Finalmente i Nomadi nell'artwork del disco si sono rivelati straordinariamente originali. La copertina, in stile Settimana Enigmistica, è soltanto un assaggio di quello che si trova al suo interno: cruciverba, rebus, differenze... e come se non bastasse, addirittura il CD richiama un famoso gioco dell'altrettanto famoso settimanale enigmistico, e cioè "Il Bersaglio". Eccezionale!
Parlando di musica: il disco è pieno di sonorità diverse e, a volte, sorprendenti. È il caso, per esempio, della canzone di apertura del disco, "L'ordine dall'alto": la musica è incredibilmente dura e sfocia addirittura nell'hard rock. La chitarra di Cico, ottimamente presente in tutto il disco, graffia significativamente, e ad accompagnarla è l'incredibile forza della voce di Massimo, che, in certi passaggi, trasuda rabbia allo stato puro. Straordinaria canzone.
"Oriente" è il singolo che ha anticipato l'uscita dell'album, ed è senz'altro una buona canzone. Il testo è molto impegnativo, la musica buona (sempre grande Cico con la sua chitarra nel riff che apre le strofe), ma, a mio parere, il tutto si perde un po' nel ritornello; orecchiabile, certo, ma forse un po' "stonato" con tutto il resto... e poi troppo ripetitivo.
"Essere o non essere" si apre nuovamente con la chitarra di Cico Falzone, e risulta un ottimo pezzo. Carino il testo, buonissima la musica.
Delle due canzoni che annovera tra gli autori anche Danilo Sacco, "In piedi" è di sicuro il pezzo migliore. "Stringi i pugni" non regge il confronto e, già dopo la frase iniziale, si capisce ben presto che si tratta di una di quelle canzoni che mi piacerebbe non vedere più presentate dai Nomadi, piene di retorica fino all'ultima nota e parola...
Massimo Vecchi, oltre alla splendida "L'ordine dall'alto", canta in questo disco altri due pezzi: "Stella cieca" e la traccia finale "La voce dell'amore". Se per la prima canzone non mi sbilancio più di tanto mettendola tra le tante canzoni carine dei Nomadi, per "La voce dell'amore" mi sbilancio eccome, definendola uno dei pezzi migliori del disco; dalle incredibili e interessanti sonorità rockeggianti, questa canzone ti spiazza spazzando via tutto quello che poteva farti pensare il suo titolo senz'altro non originale.
L'immancabile canzone predominata dal violino di Sergio, qui sotto il titolo di "Confesso", al primo ascolto non mi è piaciuta per niente. Col tempo, invece, a parte il ritornello che reputo, musicalmente parlando, molto debole, credo sia senz'altro una canzone che va ascoltata, dalla musica particolare e da un buon testo.
A mio parere, la canzone più bella del disco è la title-track: "Corpo Estraneo". Intro fantastico, due strofe molto belle, per poi esplodere, grazie alla (guarda un po'...) straordinaria chitarra di Cico, in uno dei ritornelli più belli, intensi e orecchiabili dei Nomadi. Se poi analizziamo pure la voce di Danilo... Poteva essere un capolavoro, ma... peccato, sempre peccato per la carenza di "più testo"...
Chiudiamo così con "Vulcani" e "Soldato". "Vulcani" è un pezzo sul quale c'è poco da dire: orecchiabile e carino. Un ottimo pezzo dal ritornello che subito ti prende e dalla musica molto particolare. Per quanto riguarda "Soldato", la ritengo una di quelle canzoni da mettere tra le più belle del gruppo. Splendida poi la fusione tra la chitarra elettrica di Cico e il violino di Sergio... davvero bellissimo.
Che altro dire? Forse soltanto una piccola nota polemica: un vero peccato, con pezzi molto belli come quelli presenti in questo disco, non sfruttare appieno la lunghezza del testo. Un piccolo vizio che hanno i Nomadi, ormai, è quello, purtroppo, di ripetere sempre le stesse parole durante la durata delle canzoni. Speriamo che in futuro il gruppo ci regali testi un po' più "variegati".
Sempre Nomadi.
 
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: CORPO ESTRANEO (LP oltre a MC e CD)
 

 

 
 
   
 

 
 
   
 

 
  
 
 
 
4. TRACK LIST di: CORPO ESTRANEO

  • 01. L'ordine dall'alto - 4:13
  • 02. Oriente - 4:41
  • 03. Essere o non essere - 4:11
  • 04. In piedi - 4:35
  • 05. Stella cieca - 3:34
  • 06. Confesso - 3:23
  • 07. Corpo estraneo - 4:09
  • 08. Strigi i pugni - 4:39
  • 09. Vulcani - 4:22
  • 10. Soldato - 4:37
  • 11. La voce dell'amore - 4:22

 
TRACK: 1
L'ORDINE DALL'ALTO

 
      TRACK: 2
ORIENTE

 
     

Autori: Cattini, Vecchi, Carletti
Testo:
Non voglio tornare a pensare o
Pensare di dover tornare
Vorrei rimanere distante dove l'aria è
Un po' più rilassante
Le industrie dell'ovest avanzano e si
Fermano sui campi di grano
E' un mondo che vomita ferro e lo
Vomita per nostra mano
Eh…tutti fermi ad aspettare
Che arrivi l'ordine dall'alto e ti
Comunica il nemico da fregare
La pioggia colora d'argento e l'uomo
Costruisce cemento
Innalza le proprie barriere contro chi non è stato cortese
Gli eserciti a sud si muovono e lo
Fanno con passo regolare
I signori del nord rispondono e lo fanno per fare male
Eh…tutti fermi ad aspettare
Che arrivi l'ordine dall'alto e ti
Comunica il nemico da fregare
Eh…tutti fermi ad aspettare
Che arrivi l'ordine dall'alto e ti
Comunica che sei abile a sparare
Mi ricordo il mattino che nasce e poco
A poco la
Notte che tace
La sabbia del mare dorata e preziosa
E la neve pura e il sole
Lo sento nell'aria da quando il vento
Manda vibrazioni
Mi taglia il viso, brucia gli occhi,
respiro radiazioni
Eh…tutti fermi ad aspettare
Che arriva l'ordine dall'alto e ti
Comunica il nemico da fregare
Eh…tutti fermi ad ascoltare
Che arriva l'ordine dall'alto e ti
Comunica che sei abile a sparare
Eh…tutti fermi ad aspettare
Che arriva l'ordine dall'alto e ti
Comunica il nemico da fregare
Eh…tutti fermi ad ascoltare
Che arriva l'ordine dall'alto e ti
Comunica che sei abile a sparare
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Mei, Carletti, Cerquetti, Falzone
 
Testo:
Sento come un sapore amaro
Tra i fasti di questa civiltà
Tenui segnali che non decifriamo mai
Insonnoliti come siamo nei tram
Provo sempre nostalgia
Per le conchiglie sparse in riva al mare
E le seguo come grandi impronte
Sul diario dell' umanità
L'esilio del pensiero poi
Si consuma dentro ai bar
E dentro vuote autobiografie
Intendo prive di protagonista
Amor che guardi verso oriente
Verso il mare
Qual è il nome che pronunci piano
Prima di dormire
Amor che guardi verso oriente
Verso il mare
Qual è il nome che pronunci piano
Prima di dormire
Preferisco l'analfabetismo
Alle false astrazioni
A questo modo così un po' socratico
Al riparo dalle passioni
L'esilio del pensiero poi
Si consuma dentro ai bar
E dentro vuote autobiografie
Intendo prive di protagonista
Amor che guardi verso oriente
Verso il mare
 
Fonte: QUI
 

 
TRACK: 3
ESSERE O NON ESSERE

 
      TRACK: 4
IN PIEDI

 
     

Autori: Mei, Cerquetti, Carletti, Campani
 
Testo:
Essere o non essere è un coltissimo equivoco
Poi cogito ergo sum un po' poco
Forse costanza di pensiero e visione interiore
Sono alla base della stima di sé
Ma io trascorro ore intere
sulla sponda di un fiumeTesti Canzoni
In un inutile dominio di me

Come una nobile sfinge sui misteri del mondo
Come un personaggio di Pessoa
Ma in questo istante ho deciso
Di non sottrarmi più
Con i miei giochi di prestigio
Agli occhi tuoi
E ai sentimenti miei
Non te l'ho detto mai
Ma ho paura sai
Non te l'ho detto mai
Tutti noi viviamo distanti e anonimi
Noi non ci riveliamo mai
O meglio confondiamo le sensazioni
In mezzo a ragionamenti logici

Non sono convinto di essere ancora sveglio
Sto solo sognando che vivo

Come una nobile sfinge
Sui misteri del mondo
Come un personaggio di Pessoa
Ma in questo istante ho deciso
Di non sottrarmi più

Con i miei giochi di prestigio
Agli occhi tuoi
E ai sentimenti miei
Ma in quest' istante preciso
Non mi sottraggo più
Con i miei giochi di prestigio
Agli occhi tuoi

E ai sentimenti miei
Non te l'ho detto mai
Ma ho paura sai

Non te l'ho detto mai
Essere o non essere è un coltissimo equivoco
Poi cogito ergo sum un po' poco
orse costanza di pensiero e visione interiore
Sono alla base della stima di sé

Ma in questo istante ho deciso
Di non sottrarmi più
Con i miei giochi di prestigio

Agli occhi tuoi
E ai sentimenti miei
Ma in quest' istante preciso
Non mi sottraggo più
Con i miei giochi di prestigio
Agli occhi tuoi
E ai sentimenti miei
Essere o non essere
 
Fonte: QUI
     
Autori: Sacco, Carletti
 
Testo:
Pensavo una volta
Di essere Dio
Pensavo di esserci solo io
Pensavo che il mondo
Davanti a me fosse
Un frutto amaro ma tutto mio
pensavo che un attimo
fosse eterno nel battito
delle ali di un angelo
solo mio

Il piedi, in piedi
Lo resterò, io resterò
Senza voltarmi indietro
Camminerò, camminerò

Ed ora che guardo
Il mio volto allo specchio
Mi accarezzo i capelli
D'argento

Ah, il tempo scorre e va via
Non sa dire nessuna bugia
Non sa chiedere scusa
Né sa, cosa sia, cosa sia

Ed ora che ho capito perché
Tutto passa anche per me
La ricchezza più grande che c'è
È vivere

Il piedi, in piedi
Io resterò, io resterò
Senza voltarmi indietro
Camminerò, camminerò

Il piedi, in piedi
Io resterò, io resterò
Senza gettare un solo
Istante mai più, mai più dormirò

Ed ora che ho capito perché
Tutto passa anche per me
La ricchezza più grande che c'è
È vivere

Il piedi, in piedi
io resterò, io resterò
Senza voltarmi indietro
Camminerò, camminerò

Il piedi, in piedi
io resterò, e resisterò
Senza gettare un solo
Istante mai più,
mai più dormirò
Mai più dormirò
Il piedi, in piedi
Io resisterò e resisterò
Resisterò
 
Fonte: QUI
 
TRACK: 5
STELLA CIECA

 
      TRACK: 6
CONFESSO

 
     

Autori: G. Carletti, D. Pigozzo, N. Pietrogrande
 
Testo:
Hai tanti sogni in più
e tante voglie in meno
ed un amore vero
per tutte le tue cose.

Hai letto tanti libri
e disegni spesso
hai un sogno nel cassetto
e dentro c'è anche lui, sì anche lui.

Hai tanti sogni in più
e hai voglia di scoprire
un cuore più sincero
nelle persone vere.

Hai visto tante cose,
hai girato il mondo
e poi sei ritornata
e poi tu sei volata via con lui.

Hai mille paure
ma sono sfumature
di un'opera completa
di una stella accesa che c'è in te.

Hai tanti segni in più che ti lascia il tempo
un cuore un po' più amaro
il suono di uno sparo
la voglia di mollare ormai ti assale spesso
hai un sogno nel cassetto
e dentro c'è anche lui, sì anche lui.

Hai troppi volti in più
e tanti amici in meno
hai costruito un muro per tutte le tue cose
non esci con nessuno
e non disegni adesso
e il sogno nel cassetto ormai li non c'è più, non cìè più.

Hai mille paure
ma sono sfumature
hai mille paure
ma sono sfumature
di un'opera incompleta
di una stella accesa che c'è in te

Hai mille paure
ma sono sfumature
hai mille paure
ma sono sfumature
di un'opera incompleta
di una stella cieca che c'è in te

 
Fonte: QUI
 
     
Autori: G. Carletti, M. Chiarelli, E. Carletti
 
Testo:
Sai qual è la distinzione
Tra confidarsi e confessare
La sottile convinzione
Di un costo da pagare
Ma la confessione mente
E la menzogna confessa sempre
Tuttavia può non cambiare niente
Ma la premessa è essenziale
Confesso
Detesto i legami le pigre assuefazioni
E sono stanco degli inganni formali
Ti confido
Adoro l'abitudine le tue ovvie opinioni
E tutto ciò che di comune e umano è in te
Ti amo per la bellezza e l'avvenenza delle forme
Una manifestazione
D'eleganza e di pensiero
La tua quotidianità materna è densa di volontà
Mi conforta sempre il calore la tua normalità
Confesso
Detesto i legami le pigre assuefazioni
E sono stanco degli inganni formali
Ti confido
Adoro l'abitudine le tue ovvie opinioni
E tutto ciò che di comune e umano è in te
Sai qual è la distinzione
Tra confidarsi e confessare
La sottile convinzione
Di un costo da pagare
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 7
CORPO ESTRANEO

 
      TRACK: 8
STRINGI I PUGNI

 
     

Autori: Mei, Cerquetti, Carletti, Falzone
 
Testo:
Al di là del muro
Un destino sconosciuto
Esistenze mute
Mai di ordine inferiore
Uomini pensieri.Sogni ignorati
Siamo ammassati e soli
Al di là del muro
C'è un fiore che ho perduto
Una sera di maggio
Che poi ho dimenticato
Gente stagioni Sguardi mai incontrati
Siamo ammassati soli dietro al muro
Tutti in guardia
Che all'orizzonte c'è il corpo estraneo
Tutti armati in via preventiva
Qui c'è corpo estraneo
Al di là del muro
Un destino sconosciuto
Esistenze mute
Mai di ordine inferiore
Uomini pensieri
Sogni ignoranti
Siamo ammassati soli dietro al muro
Tutti in guardia
Che all'orizzonte c'è il corpo estraneo
Tutti armati in via preventiva
Qui c'è corpo estraneo
Tutti armati in fila dentro l'era del corpo estraneo
Tutti armati in via preventiva
Qui c'è corpo estraneo
Al di là del muro
Un destino sconosciuto
Esistenze mute
Mai di ordine inferiore
Uomini pensieri
Sogni ignorati
Siamo ammassati e soli dietro al muro
Tutti in guardia
Che all'orizzonte c'è il corpo estraneo
Tutti armati in via preventivaQui c'è corpo estraneo

Tutti armati in fila dentro l'era del corpo estraneo
Tutti armati in via preventiva
Qui c'è corpo estraneo
Tutti armati in via preventiva
Qui c'è corpo estraneo
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Sacco, Carletti, Salvatori
 
Testo:
Non cambiare mai, non cambiare mai
Non barattare le tue lacrime
Tu sei forte se lo vuoi
Hai ragione sai
Ad essere come sei
Non è vero che sei debole
Perché cerchi l'impossibile
Adesso dimmi cosa ne fai
Dei sentimenti finti cosa ne fai
E le religioni dell'apparire
E dei tuoi sensi di colpa dimmi
Stringi i pugni, stringi i pugni
Stringi i pugni e sarà
Come il gioco di un'età mai andata via
Non cambiare mai non cambiare mai
E se ti dicono di smettere
Sogna ancor più forte
Hai ragione sai ad essere come sei

Credi ancora nelle favole
E' il modo giusto di difenderti
Adesso dimmi cosa ne fai
Dei sentimenti finti cosa ne fai
E le religioni dell'apparire

E dei tuoi sensi di colpa dimmi
Stringi i pugni, stringi i pugni

Stringi i pugni e sarà
Come il gioco di un'età mai andata via
Come un sogno un'utopia
Con un pizzico di magia
Io questo sono e così sia
Stringi i pugni e vola via
Stringi i pugni, stringi i pugni
Stringi i pugni e sarà
Come il gioco di un'età mai andata via

Come un sogno un'utopia
Con un pizzico di magia
Io questo sono e così sia
Stringi i pugni e vola via
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 9
VULCANI

 
      TRACK: 10
SOLDATO

 
     

Autori: Mei, Cerquetti, Carletti
 
Testo:
Da una finestra spalancata

Verso il sole

Se chiudo gli occhi riconosco
Esattamente
Nei gesti quotidiani mani
Colme di devozione
Ed una volta ancora mi ritrovo qui a pensare

Cosa spinge alcuni a costruire nidi
A restare
Altri come noi a non fermarsi mai
E andare
Sempre avanti
Gettare il cuore oltre le fiamme

Andare ancora avanti
Di giorno e di notte
Di tanto in tanto certi oggetti
I più comuni

Io misteriosamente avverto

La nostalgia
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Mei, Cerquetti, Carletti
 
Testo:
Attraverso un bicchiere di Rum
La vita di un soldato è solo un dettaglio
Qualcosa di indistinto che accade
In un breve intervallo
Un frammento una scheggia del tempo
Che non bastò neppure a dirle addio
Dio sa com'era bella e rideva
Ogni ragione ha la sua guerra
Tu prendi il torto e resta e rideva
Dio sa com'era bella
Attraverso un reportage in Tv
La vita di un soldato è un'uniforme nuova
Una foto così allegro orgoglioso
Stretto forte a mamma col vestito nuovo
Un frammento una scheggia del tempo
Che non bastò nemmeno a dirle addio
Dio sa com'era bella e rideva
Ogni ragione ha la sua guerra
Tu prendi il torto e resta e rideva
Ogni ragione ha la sua guerra
Tu prendi il torto e resta e rideva
Dio sa com'era bella
Attraverso un bicchiere di Rum
La vita di un soldato è solo un dettaglio
Qualcosa di indistinto che accade
In un breve intervallo
Un frammento una scheggia del tempo
Che non bastò neppure a dirle addio
Dio sa com'era bella e rideva
Ogni ragione ha la sua guerra
Tu prendi il torto e resta e rideva
Ogni ragione ha la sua guerra
Tu prendi il torto e resta e rideva
Ogni ragione ha la sua guerra
Tu prendi il torto e resta e rideva
Dio sa com'era bella e rideva
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 5:
LA VOCE DELL'AMORE

[youtube]MUPeFJEwQlg?fs=1&hl=it_IT&rel=0&color1=0x006699&color2=0x54abd6;border=1[/flash]

Autori: Satta Flores, Carletti, Vecchi
 
Testo:
Penso che sia il caso di stare tutti all'erta
Attorno tira un vento testardo e silenzioso
Che guida i nostri istinti controlla gli ideali
Ci sta prendendo in giro tagliandoci le ali
C'è chi racconta in giro che vuol cambiare tutto
Se stai con lui sei bravo se no sei un farabutto
Lo scandalo spaventa chi non è intelligente
Perché fra nero e bianco c'è sempre tanta gente
Sono programmato per non sbandare troppo
Io navigante in corsa con il timone rotto
La voce dell'amore ha un soffio verticale
Di un grande cielo e un sole non lo si può
Fermare
La voce dell'amore respiro orizzontale
Di un grande fuoco e un cuore non lo si può
Cambiare
Credo che sia tempo di non sprecare tempo
Di preparare il conto anche se ti senti stanco
Per tutte le ingiustizie che vedi fra la gente
Per non sentire ancora che non cambierà mai
Niente
Sono programmato per non sbandare troppo
Io navigante cieco con il timone rotto
Una canzone è figlia di ciò che respiriamo
Sulle ferite il sale ma guai se non lottiamo
La voce dell'amore ha un soffio verticale
Di un grande cielo e un sole non lo si può
Fermare
La voce dell'amore respiro orizzontale
Di un grande fuoco e un cuore non lo si può
Cambiare
La voce dell'amore ha un soffio verticale
Di un grande cielo e un sole non lo si può
Fermare
La voce dell'amore respiro orizzontale
Di un grande fuoco e un cuore non lo si può
Cambiare
 
Fonte: QUI
 
 
 
 
 
da:    


Ultima modifica di mauro piffero il Sab Ott 06, 2018 11:25 pm, modificato 3 volte
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I NOMADI - 2006 - CON ME O CONTRO DI ME (LP 33 giri/CD)

Messaggio  mauro piffero il Ven Ott 27, 2017 9:38 pm

1. TITOLO:

2006 - CON ME O CONTRO DI ME

* Etichetta: Atlantic * Data di pubblicazione: Anno 2006 * Catalogo: 5051011271021 # Genere: Pop * Supporto: CD Audio, LP 33 giri * Nr. tracce: 10 * Tipo audio: Stereo *

Note: è il trentesimo album dei Nomadi.

2. RECENSIONE:

È senza dubbio uno dei migliori lavori del gruppo. Nel post-Augusto è l'unico che può tener testa allo straordinario "Una storia da raccontare", e questo è tutto dire. È l'album di "Dove si va", la canzone con la quale i Nomadi hanno partecipato al 56° Festival di Sanremo, vincendo la categoria gruppi, arrivando ad un soffio dalla vittoria finale. Non si può dire, però, che sia l'album della "maturazione", perché dirlo a un gruppo come i Nomadi, con 43 (quarantatre!) anni di storia alle spalle, sinceramente mi metterebbe a disagio. Non si può, però, a mio parere, non sottolineare che questo è un album dagli arrangiamenti perfetti, azzarderei il migliore della storia. Straordinarie le esecuzioni di tutte e dieci le canzoni, dalle più forti alle meno forti c'è sempre qualcosa da ascoltare e riascoltare. Non si può dunque che promuovere a pieni voti questo disco, il trentesimo della lunga e gloriosa storia del, credo si possa dire senza presunzione, più grande gruppo musicale della storia italiana.
Passiamo adesso ad analizzare tutto il contenuto del disco, che, comunque, per quanto riguarda l'artwork perde il confronto con il precedente "Corpo Estraneo", ma poco male... l'importante è il contenuto.
Il disco si apre con la pluripremiata sanremese "Dove si va", una canzone che già dal primo ascolto prende e convince. Bella la chitarra solitaria di Cico che introduce un pezzo dal testo molto attuale, impegnato (alla "Nomadi"), per poi sfociare in un ritornello riuscitissimo. Sul palco dell'Ariston la canzone era accompagnata da immagini in linea con il testo, e credo sia stata una delle cose più belle del Festival, insieme, ovviamente, all'interpretazione in coppia con il grande Roberto Vecchioni.
In "Occhi aperti" troviamo il primo intervento del jazzista Paolo Fresu, che rende il pezzo (già buonissimo di per sé) dal sound gradevole e originale. È una canzone che ha anche un testo niente male, e che dunque è uno dei punti forti dell'album.
Ma di punti forti "Con me o contro di me" ne ha tanti. Anche "Non è un sogno", la prima delle due canzoni cantate da Massimo, è un brano molto buono, con un intro di Beppe che quasi richiama le atmosfere del rock progressive, e che, come in tutto l'album, è sempre accompagnato da una musica "piena" e perfettamente eseguita.
La quarta canzone è una delle più belle del disco, e a mio parere dell'intero repertorio Nomade. "Con me o contro di me", che dà anche il titolo all'album, è un pezzo con un'atmosfera bellissima, che comincia in maniera soft (magica) per poi esplodere in un trionfo di rock puro... con un Cico sempre più protagonista e un Danilo che ormai non ha più bisogno di conferme. Anche il testo è molto particolare, da ascoltare e interpretare con attenzione, in un mondo nel quale ormai tutto o è bianco o è nero, nel quale, come dice la canzone dei Nomadi, o si è con o contro. Questo brano, poi, se l'è "giocata" con "Dove si va" per la partecipazione al Festival di Sanremo. Come sarebbe andata con "Con me o contro di me"? Difficile, impossibile dirlo. Resta comunque il fatto che "Dove si va" ha fatto molto bene ed è un pezzo di pregevole fattura, e "Con me o contro di me" avrebbe forse potuto fargli guadagnare qualche punto soltanto sulla qualità totale della canzone e sull'atmosfera che avrebbe potuto creare; ma al Festival, come vediamo ormai da anni, in materia di qualità non credo siano molto esigenti... e dunque "Dove si va" è un pezzo fin troppo bello per la manifestazione.
"Ancora non so" è uno dei brani meno forti del disco, ma non di certo debole. Buono l'inciso e, come sempre, belli gli arrangiamenti.
"Status Symbol" è il pezzo "Hard Rock" del disco, che bissa "L'ordine dell'alto" del precedente album. Sound aggressivo, con la chitarra di Cico più rock che mai, a tenere alta la canzone dall'inizio alla fine. Buono anche il testo, che prende in giro alcuni status symbol attuali, come ottima la scelta di scegliere un soggetto maschile per la canzone, laddove altri avrebbero (e hanno) scelto un soggetto femminile, alla "velina", per così dire. Quindi originali anche in questo, a mio parere.
Il brano che viene subito dopo è uno dei più belli del disco. È una canzone d'amore, ma non come le solite canzoni d'amore italiane. Paolo Fresu, poi, è eccezionale... "Ci vuole distanza" è una canzone dei Nomadi che dai Nomadi non ci saremmo mai aspettati... eppure è là. Un arrangiamento (scusate se mi ripeto) bellissimo, un ritornello molto semplice ma godibilissimo... con un Danilo sempre in gran forma... bellissima!
Eccoci a "L'aviatore". Un testo futuristico che porta i Nomadi ancora una volta a meritarsi il titolo di originalità. La canzone è proiettata in un futuro speriamo molto lontano, con una musica bellissima che lo accompagna dalla prima all'ultima parola. Bello il ritornello, come bello è tutto il resto. Con questa canzone i Nomadi vanno a toccare temi vicini alla intramontabile "Noi non ci saremo", ma in un'ottica molto diversa. Il finale lascia sicuramente di stucco...
"Ricomincia così" è una canzone che all'inizio non mi convinceva tantissimo, anche perché il testo ci dice cose già dette in decine e decine di canzoni del gruppo. Ma alla fine la canzone viene fuori con una musica che anche qui, in questo tipo di canzone, non ti aspetti, con un Cico sempre protagonista.
L'album si chiude con "L'ultima salita", dedicata a Marco Pantani e alla sua tragica storia. Anche qui è tutto buono... dall'inizio alla fine, dalla musica (bellissimo il ritornello) alle parole. Nel finale bella la fusione nel ritornello della chitarra di Cico con la voce di Danilo che poi va a riprenderlo. Finezze che rendono un disco eccellente.
Davvero un grandissimo album, questo, che supera di molto il precedente e molti, molti degli altri. Se i Nomadi continuano a suonare in questa maniera (e ne hanno ovviamente tutte le possibilità) questo è un gruppo che avrà ancora tanto, tantissimo da dire agli amanti della buona musica.
Ecco dunque un disco che non t'aspetti da un gruppo che ha 43 anni di storia alle spalle, che da questi anni prende soltanto l'esperienza e tira fuori dal cilindro un lavoro di magistrale fattura e profonda originalità.
Complimenti ai Nomadi, nulla da aggiungere...
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: CON ME O CONTRO DI ME (LP oltre a CD)
 
   
 

 
 
   
 

 
 
 
4. TRACK LIST di: CON ME O CONTRO DI ME

  • 01. Dove si va
  • 02. Occhi aperti
  • 03. Non è un sogno
  • 04. Con me o contro di me
  • 05. Ancora non so
  • 06. Status symbol
  • 07. Ci vuole distanza
  • 08. L'aviatore
  • 09. Ricomincia così
  • 10. L'ultima salita

 
TRACK: 1
DOVE SI VA

 
      TRACK: 2
OCCHI APERTI

 
     

Autori: Carletti, Cattini, Sacco, Vecchi
 
Testo:
Sai, scriverti una lettera
Non è una cosa facile
Sai, mi sento così fragile
Le bombe non ti ascoltano
Ma... questa guerra non mi cambierà
...Mai...
Dove si va
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va
Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte
Sai, il tempo è scivolato via
Ma non è stato tutto inutile
Io, saprò vederti crescere
È una promessa che non mancherò
E poi, ancora un altro giorno nascerà
Per noi... noi
Dove si va
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va
Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte
E non riesco più a sorprendermi
E la pazzia che danza intorno a me
E penso che dovrei difendermi
Ma è più difficile combattere
Se il pianto di una madre no
Non può salvare la notte
...La notte...
Dove si va
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va
Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte
Sai, scrivere una lettera
Non è mai stato facile.

 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Cerquetti, Mei, Falzone, Carletti
 
Testo:
Ci son momenti in cui basta così poco,
un tono di voce
Ricordo che non siamo soli al mondo,
muti, rare pieghe del tempo.
Un cane di campagna abbaia, forse ha fame.
Potessi abbaiare anch'io!
Gli alberi in giardino come fiere statue
sanno stare al mondo meglio di me.

Occhi aperti davanti al cielo.
Occhi aperti anche dentro al buio.
E come un albero apro le mani, i sogni,
questa vita al fato.

Un irrequieto andare chissà dove, tornare
vagabondi nel grande gioco dell'oca.
Ho spento la luce, aperto la finestra:
nel vento notturno la mia anima si posa.
Un vecchio carico di anni seduto sonnecchia
accanto a un inverno di neve.
Gli alberi in giardino come fiere statue
sanno stare al mondo meglio di me.

Occhi aperti davanti al cielo.
Occhi aperti anche dentro al buio.
E come un albero apro le mani, i sogni,
questa vita al fato.

Occhi aperti davanti al cielo.
Occhi aperti anche dentro al buio.
E come un albero apro le mani, i sogni,
questa vita al fato.

Occhi aperti davanti al cielo.
Occhi aperti anche dentro al buio.
E come un albero apro le mani, i sogni,
questa vita al fato.

Occhi aperti davanti al cielo.
Occhi aperti anche dentro al buio.
E come un albero apro le mani, i sogni,
questa vita al fato.
 
Fonte: QUI
 

 
TRACK: 3
NON E' UN SOGNO

 
      TRACK: 4
CON ME O CONTRO DI ME

 
     

Autori: Vattai, Vecchi, Carletti
 
Testo:
Essere od avere, scappare e rimanere,
rubare o lavorare, amarsi o farsi male.
Vivere o appassire, combattere o subire,
nuotare o naufragare, e tutto calcolare a dovere.
Lasciatemelo dire: di fronte a vite arrese
abbasso volentieri tutte le mie pretese.
A dare sono pronto, e non chiedo niente in cambio.
Di andare sempre avanti ancora non mi stanco.

So che non è un sogno, ma è la sporca e cruda verità.
Tutti abbiam bisogno di cambiarci a volte la realtà.
Ma ora so chi sono io
e non mollerò mai!

E tra dire e il fare, omettere o parlare,
far finta e non vedere, oppure raccontare.
Vivere o appassire, combattere o subire,
nuotare e naufragare, e tutto calcolare a dovere.
Lasciatemelo dire: di fronte a vite arrese
abbasso volentieri tutte le mie pretese.
A dare sono pronto, e non chiedo niente in cambio.
Di andare sempre avanti ancora non mi stanco.

So che non è un sogno, ma è la sporca e cruda verità.
Tutti abbiam bisogno di cambiarci a volte la realtà.

So che non è un sogno, ma è la sporca e cruda verità.
Tutti abbiam bisogno di cambiarci a volte la realtà.
Ma ora so chi sono io
e non mollerò mai!

So che non è un sogno, ma è la sporca e cruda verità.
Tutti abbiam bisogno di cambiarci a volte la realtà.
Ma ora so chi sono io
e non mollerò mai!
 
Fonte: QUI
     
Autori: Cattini, Carletti, Salvatori, Campani, Sacco
 
Testo:
Il bianco, il nero, il rosso cos'?
il volto, il voto, il vuoto che c'?
chi vince, chi perde, ma in mezzo chi c'?.
Nel bene o nel male la mia verit?
chi vuole nemici, nemico sar?
miliardi di voci, ma una sola realt?.

Sei con me o contro di me
Sei con me o contro di me...
Perch?

Dormire, pregare, la strada qual?
svegliarsi e pensare alla luce che c'?
un'altra stagione, un altro dubbio per me.
Non guardo, non sento, non parlo perch?
? chiuso,? aperto, il mio posto dov'?
lo spazio, il silenzio, l'assenza di s?

Sei con me o contro di me
Sei con me o contro di me
Sei con me o contro di me
sei con me oppure contro di me...

C'? chi si? perso nel dubbio
di vivere senza un perch?.
Chi si? giocato la vita
volando sempre pi? in alto ed ancora pi? in l?
resta il coraggio di dire basta.

Miliardi di voci ma una sola realt?.

Sei con me o contro di me
Sei con me o contro di me
Sei con me o contro di me
sei con me oppure contro di me
contro di me...

 
Fonte: QUI
 
TRACK: 5
ANCORA NON SO

 
      TRACK: 6
STATUS SYMBOL

 
     

Autori: Cerquetti, Mei, Carletti, Vecchi
 
Testo:
A volte ho paura
ho davvero paura
di un non so, di cosa non so.
La gente fa festa e beve vino
io non so, ancora non so
ad una ad una ogni finestra si è accesa
questa stagione sta per finire
quante cose cominciate perse
lasciate in pasto
alla memoria.
Fra gli inganni del tempo un grembo di madre
un brivido di eternità.
Camminare di notte con la luna fedele
incontra il giorno
fin che ce n'è, fin che ce n'è, fin che ce n'è.

Un'altra meta,
un'altra riva mi aspetta
quante parole per farsi ascoltare
e quante volte ho finto un euqilibrio
lasciato in pasto alla mia ombra

A volte ho paura
ho davvero paura
e un non so, in cosa non so.
La gente fa festa e beve vino
io non so, ancora non so
ad una ad una ogni finestra si è accesa
questa stagione sta per finire
quante cose cominciate perse
lasciate in pasto
alla memoria.
Fra gli inganni del tempo un grembo di madre
un brivido di eternità.
Camminare di notte con la luna fedele
incontra il giorno
fin che ce n'è, fin che ce n'è, fin che ce n'è, fin che ce n'è, fin che ce n'è.

 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Cerquetti, Mei, Falzone, Carletti
 
Testo:
Star seduto fermo in religiosa attesa chiuso ad aspettare qualche cosa
il telefono non squilla più da un quarto d'ora e senti il fiato che manca
non sia mai che il venerdì non si rimorchi una
che almeno poi si vada fuori a cena il telefono che squilla
la pressione s'abbassa e sei già sotto la doccia
sei convinto di distinguerti ma sei fatto per il mucchio
il mucchio sei convinto di distinguerti ma sei l'imperatore del tuo specchio
ti guardi è tutto al posto giusto ma senti un vuoto dentro te stesso
e non c'è sballo che può guarire l'imperatore del tuo specchio
la ruga in faccia il tuo spauracchio senti un vuoto in mezzo al petto
e non c'è sballo che può guarire che può guarire
te ne stai con le tue mani bianche e ciondolanti in mezzo a corpi annoiati e stanchi
cerchi la tua dimensione in una riga bianca e quella guai se ti manca
con gli amici più fidati sputi sul sistema e alzi gli occhi e tutto ti fa pena
è finita la benzina che ti sosteneva il solito problema
sei convinto di distinguerti ma sei fatto per il mucchio
il mucchio sei convinto di distinguerti
ma sei l'imperatore del tuo specchio ti guardi è tutto al posto giusto
ma senti un vuoto dentro te stesso e non c'è sballo che può guarire
l'imperatore del tuo specchio la ruga in faccia è il tuo spauracchio
ti senti vuoto in mezzo al petto e non c'è sballo che può guarire
l'imperatore del tuo specchio ti guardi è tutto al posto giusto
ma senti un vuoto dentro te stesso e non c'è sballo che può guarire
l'imperatore del tuo specchio la ruga in faccia è il tuo spauracchio
ti senti un vuoto in mezzo al petto e non c'è sballo che può guarire
l'imperatore del tuo specchio ti guardi è tutto al posto giusto
ma senti un vuoto dentro te stesso e non c'è sballo che può guarire
l'imperatore del tuo specchio la ruga in faccia è il tuo spauracchio
ti senti vuoto in mezzo al petto e non c'è sballo che può guarire
che può guarire.
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 7
CI VUOLE DISTANZA

 
      TRACK: 8
L'AVIATORE

 
     

Autori: Cattini, Carletti, Vattai
 
Testo:
Io potrei
stare per ore
nei tuoi lenti abbracci
ostaggi d'amore
e poi ardere bruciare
e giurare di non tradire
io mi chiedo qualche volta
se anche questa è una forma d'amore
stare fermo ad aspettare
e godere dei tuoi dintorni
ci vuole distanza ... distanza
una lieve distanza ... distanza
io potrei stare per ore
a guardare il fuoco il mare
io lo sento più ogni istante
quel che vedo d'incanto
è cambiato
io mi chiedo qualche volta
se saggezza o magari timore
così mi fermo ad aspettare
per godere dei tuoi dintorni
ci vuole distanza
ci vuole distanza ... distanza
una lieve distanza ... distanza
è giusto così
così.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Cerquetti, Mei, Campani, Carletti
 
Testo:
Mi hanno detto che non si pu? rientrare
perch? ci sono stati dei problemi
tra le comunicazioni terrestri e quelle qua su Giove.
Mi hanno detto che va tutto bene
e che tra poco potr? ripartire
e sfrecciare nello spazio per poterti riabbracciare.
Ma sono un soldato che obbedisce e non capisce
sono un esploratore che ha studiato da aviatore.
Mi hanno detto che stanno tutti bene
che potranno ancora sopportare
tutto il gas nucleare e quello che? uscito dal mare.
Ma sono un soldato che ha obbedito ed ha capito
che non? servito, non? servito.

Sai, fin da bambino sognavo di volare
ansioso di esplorare.
Sai, io d'aviatore amavo pilotare
ero fiero di servire
ma la tua voce? sempre pi? lontana,
fuori controllo sto perdendo il segnale.

Tra polvere di terra e ferro
sto ingoiando l'ultimo boccone
devo fare attenzione,? arrivata l'ultima istruzione.
Mi hanno detto che non posso tornare
che almeno uno si deve salvare
perch? devo testimoniare
per non ripetere lo stesso errore.
Ma sono un soldato che ha obbedito ed ha capito
che non? servito, non? servito.

Sai, fin da bambino sognavo di volare
ansioso di esplorare.
Sai, io d'aviatore amavo pilotare
ero fiero di servire
ma la tua voce? sempre pi? lontana,
fuori controllo sto perdendo il segnale.

Adesso ho smesso di parlare e vedo la terra scoppiare
quanta luce quanto amore si dissolvono nel buio.

 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 9
RICOMINCIA COSI'

 
      TRACK: 10
L'ULTIMA SALITA

 
     

Autori: Pigozzo, Pietrogrande, Carletti, Reggiol
 
Testo:
Vedo nei tuoi occhi
che hai dato tutto ormai,
tutto il tuo amore
e non bastava mai
guardati allo specchio
sei stanca, ormai lo sai
ma forse nel tuo cuore
tu no, non cambierai

Cercavi più valori
o forse nuovi eroi
cercavi in ogni dove
quel che non trovavi mai
guardando nel tuo cuore
poi non ti sei trovata più
hai dato tutto il tuo amore
per non amarti più

E ti sei persa così
senza capire perchè eri fragile si
e non credevi più in te…
non credevi più in te…

Delusa dei tuoi sogni di ieri
e quel che hai nei giorni
e nei pensieri che son volati ormai
hai tagliato i fili
con tutta la realtà
ma non lasciarti andare
vedrai che cambierà
mai nella vita è tutto perso
tutto ha un senso lo sai
prendi la giacca,
la tua bicicletta e ritorna chi sei
da una sconfitta
a volte si esce più forti che mai
e ricomincia così senza capire perchè
la tua vita da qui, la tua vita così
E ricomincia così…
E ricomincia cosi senza capire
perchè la tua vita da qui
la tua vita così
E ricomincia così…
E ricomincia così…
E ricomincia così
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Dapit, Carletti, Liverani
 
Testo:
Corri pi? veloce del vento
il vento non ti prender? mai
corri ancora adesso lo sento
sta soffiando sopra gli anni tuoi.
Dammi la mano fammi sognare
dimmi se ancora avrai
al traguardo ad aspettarti
qualcuno oppure no

Dimmi cos'? che fa sentire
il vuoto che ti toglie tutto
e fa finire il gioco
dimmi cos'? dentro di te
dimmi perch?

Cerchi questo giorno d'inverno
il sole che non tramonta mai
lo cerchi in questa stanza d'albergo
solo e sempre con i tuoi guai.
Dammi la mano fammi sognare
dimmi se ancora avrai
al traguardo ad aspettarti
qualcuno oppure no

Dimmi cos'? che fa sentire il vuoto
che ti toglie tutto
e fa finire il gioco
dimmi cos'? dentro di te
dimmi perch?

Dimmi cos'? che fa sentire
il vuoto che ti toglie tutto
e fa finire il gioco
dimmi cos'? dentro di te
dimmi perch?

A braccia alzate verso il cielo
nella notte te ne andrai
e a pugni chiusi sulla vita
la tua vita graffierai

Dammi la mano fammi sognare
dimmi se ancora avrai
al traguardo ad aspettarti
qualcuno oppure no

Dimmi cos'? dentro di te
dimmi perch?
dimmi cos'? dentro di te
dimmi perch?...
 
Fonte: QUI
 
 
 
 
 
da:    


Ultima modifica di mauro piffero il Sab Ott 06, 2018 11:31 pm, modificato 3 volte
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I NOMADI - 2007 - NOMADI & OMNIA SYMPHONY ORCHESTRA (LP 33 giri/CD/DVD)

Messaggio  mauro piffero il Sab Ott 28, 2017 12:10 am

1. TITOLO:

2007 - NOMADI & OMNIA SYMPHONY ORCHESTRA

* Etichetta: Atlantic * Data di pubblicazione: Anno 2007 * Catalogo: 8032732270811 # Genere: Pop * Supporto: Doppio CD Audio, 4 LP, 2 DVD * Nr. tracce: 34 * Tipo audio: Stereo *

Note: è il trentunesimo album dei Nomadi, registrato live assieme alla Omnia Symphony Orchestra nei giorni 6 e 7 aprile 2007 presso il PalaBrescia di Brescia.
 
 
2. RECENSIONE:

Con questo live i Nomadi hanno regalato alla musica italiana una vera e propria chicca. Peccato che, come spesso accade, i media non abbiano celebrato il disco come meritava. Non oso immaginare, infatti, se lo stesso lavoro fosse stato fatto da un Vasco Rossi o da una Laura Pausini cosa sarebbe successo a livello mediatico... ma questo è un altro discorso che varrà la pena affrontare in altra sede (sezione).
Passiamo dunque all'analisi del doppio live "Orchestra", che io ritengo un capolavoro. Penso che l'esperienza di Sanremo sia servita al gruppo per capire le potenzialità di un'orchestra unita alla loro musica. Il risultato, infatti, è eccezionale.
Cominciamo però dagli inediti: "Ci vuole un senso" è il pezzo promozionale del doppio live, il singolo che avrebbe dovuto fare da traino all'intero album. La canzone è orecchiabile, e su questo i Nomadi ormai sono dei maestri, ma fondamentalmente è, a mio parere, molto debole, soprattutto nel testo dove ormai ciò che ci racconta questa "nuova" canzone è già stato raccontato in altre decine di canzoni Nomadiane. Nulla di nuovo, quindi, per quanto riguarda il nuovo singolo, con qualche buon spunto musicale, ma che non riesce a salvare un ritornello semplice e scialbo e un testo, come detto, ormai trito e ritrito. Altra "musica" è il secondo inedito, "La mia terra". La canzone è scritta sicuramente meglio, il ritornello, anche se non al primo ascolto magari, è più bello di quello del singolo, e in generale in tutta la canzone troviamo una superiorità netta rispetto alla più famosa canzone promozionale. Penso che comunque i Nomadi abbiano ben fatto a proporre come singolo "Ci vuole un senso" rispetto a "La mia terra". Si conferma ancora una volta, infatti, che il singolo spesso è il più brutto dell'intero album.
Intero album che stavolta racchiude, escludendo gli inediti, ben 32 canzoni.
Il primo disco parte con "In piedi", seguita da "La vita che seduce" e "Non è un sogno". Buon inizio, che ci fa subito notare la bellezza delle canzoni sotto questa nuova veste orchestrale. Arriva poi "Sangue al cuore", e notiamo subito una prima evidente trasformazione di una canzone rispetto alla stessa in studio. Ovviamente le trasformazioni presenti in questo album sono tutte migliori rispetto alle versioni originali in studio. Arriva poi uno dei pezzi più belli del doppio live: "Con me o contro di me" è una canzone straordinaria di per sé, arricchita magicamente dall'orchestra del Maestro Santori. Qui siamo davvero a livelli quasi epici. Seguono subito altri pezzi eseguiti spettacolarmente, dove spiccano fra tutti "Immagini", "Trovare Dio" (si ritorna all'atmosfera magica di "Con me o contro di me"), "La voglia di posare" (davvero bellissima), "Dove si va" (che ci fa chiedere, ancora una volta, come sia stato possibile non vincere con un pezzo simile, laddove Povia (chi?) ha trionfato con il ridicolo "Vorrei avere il becco"... cose dell'altro mondo, per intenderci...). La penultima canzone del primo disco è un'altra chicca: "La collina", un rock aggressivo che si sposa magicamente con un'orchestra meravigliosa. Uniche note un po' deludenti di questa prima parte, a mio parere, il singolo e l'inutile "Se non ho te".
Il secondo disco, a parte il bell'inedito "La mia terra", parte con una sorprendente "Il destino", che si fonde magistralmente con "Una storia da raccontare", che comunque è una delle canzoni meno trasformate dalla presenza dell'orchestra. I pezzi forti di questa seconda parte sono senza dubbio la maestosa "Asia", capace di regalarci un'atmosfera straordinaria, che non fa pesare minimamente i 7 minuti e passa della sua esecuzione; "Confesso", perfetta nel trionfo di violini; "Auschwitz", che riacquista bellezza dopo la deludente nuova versione che ultimamente eseguono i Nomadi durante i live; "Ho difeso il mio amore", un pezzo che con l'orchestra ci va a nozze. Straordinaria, a mio parere, è poi "Jenny": poche parole, semplice, con una musica trascinante nella pienezza del sound orchestrale. La triade che chiude il disco è sempre la stessa che ci accompagna nei tanti concerti durante l'anno: "Canzone per un'amica", "Dio è morto" e l'eterna "Io vagabondo". Manca il Tedeum che troviamo nel DVD. Forse questa seconda parte del live è meno entusiasmante della prima, nonostante abbia canzoni più famose.
Rimane il fatto che "Orchestra", nel totale, è un doppio live straordinario, che non venderà quanto meriterebbe, ma che rimarrà sicuramente uno dei migliori riferimenti discografici per qualsiasi persona amante non solo dei Nomadi, ma della buona musica italiana, quella vera, quella, cioè, che bisogna andarsi a cercare, perché il circuito musicale italiano da anni è in corto grazie alle stesse lagne radiofonico-televisive senza senso dei grandi (cosiddetti) nomi. Su questo il singolo dei Nomadi ha ragione: ci vuole un senso, anche in musica.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: NOMADI & OMNIA SYMPHONY ORCHESTRA (LP 33 GIRI oltre a CD e DVD)
 
   
 

 
 
   
 
   
 




   

   

   

   

 

 
 

 
 
 
4. TRACK LIST di: NOMADI & OMNIA SYMPHONY ORCHESTRA - CD 1

4. TRACK LIST di: NOMADI & OMNIA SYMPHONY ORCHESTRA - CD 2
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TRACK: 1 CD 1
CI VUOLE UN SENSO

 
      TRACK: 1 CD 2
LA MIA TERRA

 
     

Autori: Giuseppe Carletti, L. Cerquetti, A. Mei
 
Testo:
Guarda la città
oltre le mura vedrai
quanta umanità
stringersi intorno ad un niente
dubbio e verità
sono ad un passo da te
non voltarti più e giocati quello che hai
ci vuole un senso

fuori dai confini tuoi
mille volti attorno e poi
storie da scoprire
dentro nei pensieri tuoi
scorre ritmo e musica
e si deve vivere
si deve vivere

grida la città
per le ferite che ha
tutto intorno a noi
fiamme di polvere e vento

false ambiguità
sono ad un passo da te
apri il cerchio e poi
forse un po' meglio vedrai
ci vuole un senso

fuori dai confini tuoi
mille volti attorno e poi
storie da scoprire
dentro nei pensieri tuoi
scorre ritmo e musica
e si deve vivere
si deve vivere

trova il tempo
per guardarti dentro
e spiccare in volo
oltre quello che c'è
trova un senso
spezza il tuo silenzio
per gridare al mondo
che il presente sarà, solo tuo!

fuori dai confini tuoi
mille volti attorno e poi
storie da scoprire
dentro nei pensieri tuoi
scorre ritmo e musica
e si deve vivere
si deve vivere

si deve vivere
vivere
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Cattini, Oliva, Vecchi, Carletti G.
 
Testo:
Madre
Adesso che ho passato il mare,
Ricordati di pregare
appena puoi
Ora
che ho lasciato la mia nave ora
Ho nel cuore una parola sola
ed è per te
Nel tuo bacio il mio pensiero vola
Ho paura e non ho fiato in gola
Faccio a pugni con la mia coscienza
senza te e e e

Da che parte è la mia terra
Ricomincia un'altra storia
La mia sorte il mio destino
La mia stella il mio cammino
Da che parte è la mia terra
Ricomincia un'altra storia
Ho negli occhi il mio destino
Madre prega anche per me

Madre
Adesso che ho passato il mare
Regalami un coraggio forte
come il tuo
Ora
che ho lasciato la mia nave ora
Ho nel cuore una parola sola
ed è per te
La tua voce mi riscalda ancora
Del tuo abbraccio avrei bisogno ora
Faccio i conti con la tua saggezza
senza te e e e

Da che parte è la mia terra
Ricomincia un'altra storia
La mia sorte il mio destino
La mia stella il mio cammino
Da che parte è la mia terra
Vado incontro alla mia storia
Nascondendomi nel buio
Madre abbracciami

Respiro l'aria fresca
Fremito di rabbia dentro di me
Nei piedi solo fretta
piango ma non passa
Prega per me

Da che parte è la mia terra
Ricomincia un'altra storia
La mia sorte il mio destino
La mia stella il mio cammino
Da che parte è la mia terra
Dentro il cuore la memoria
E negli occhi il mio destino
Madre abbracciami
 
Fonte: QUI
 
 
 
 
 


Nomadi & Omnia Symphony Orchestra live 2007 (2h:29m di puro spettacolo!), registrato assieme alla Omnia Symphony Orchestra nei giorni 6 e 7 aprile 2007 presso il PalaBrescia di Brescia.
Danilo Sacco: Voce, Chitarra - Beppe Carletti: Tastiere - Cico Falzone: Chitarre - Massimo Vecchi: Basso, Voce - Daniele Campani: Batteria - Sergio Reggioli: Violino - Omnia Symphony Orchestra diretta dal maestro Bruno Santori
 
[youtube]28MHN70psqk?fs=1&hl=it_IT&rel=0&color1=0x006699&color2=0x54abd6&border=[/flash]
 
 
 
da:    


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I NOMADI - 2009 - ALLO SPECCHIO (LP 33 giri/CD)

Messaggio  mauro piffero il Sab Ott 28, 2017 9:45 pm

1. TITOLO:
 
2009 - ALLO SPECCHIO
 
* Etichetta: Atlantic * Data di pubblicazione: Anno 2009 * Catalogo: 5051865367123 # Genere: Pop * Supporto: CD Audio, LP 33 giri * Nr. tracce: 11+1 * Tipo audio: Stereo *
 
Note: è il trentaduesimo album dei Nomadi uscito in tutti i negozi di musica il 3 aprile 2009.
 
 
2. RECENSIONE:
 
Quando non ci si stufa mai di ascoltare e riascoltare un disco, questo vuol dire una sola cosa: ci troviamo davanti ad un grande album. È questo il caso di "Allo specchio", il lavoro di inediti dei Nomadi uscito a ben tre anni di distanza dall'ultimo, "Con me o contro di me".
"Allo specchio" è un disco straordinariamente vivo, fresco, profondo, avanti cinquant'anni rispetto ad album di ventenni come il vincitore di un Sanremo ormai svuotato di ogni senso musicale, Marco Carta. I Nomadi sfruttano al massimo il loro esser grandi musicisti, e ci regalano allora un altro grande lavoro, che ovviamente non sarà apprezzato come dovrebbe dal pubblico italiano, noto ormai per il palato fine - forse troppo... - (Carta, Arisa, Povia... e chi più ne ha non ne metta, perché non se ne può più...)
Dopo un'introduzione dal retrogusto amaro, andiamo ad analizzare l'album nella sua interezza:
Si comincia subito col singolo, "Lo specchio ti riflette (El espejo te delata)", nella versione a mio parere riuscitissima con il duetto in italiano-spagnolo con Jarabe de Palo. La canzone inizia con un riff di violino che subito cattura, e prosegue in un arrangiamento niente male, non troppo latineggiante come si preannunciava. La parte in spagnolo è molto bella, e si sposa alla perfezione con la canzone. Anche il passaggio, nell'ultimo ponte, dalla voce di Jarabe a quella di Danilo è bello. "Lo specchio ti riflette" è uno dei singoli più azzeccati degli ultimi anni. Unica nota stonata... la voce dei bambini, forse evitabile...
La seconda canzone è "La dimensione". Che dire? Un inno alla vita, che va quasi ad eclissare, nella bellezza totale della canzone, altri pezzi dei Nomadi che parlano più o meno della stessa cosa. Qui l'approccio è diverso... il testo è bello, la musica altrettanto. Splendido poi l'assolo finale di chitarra acustica di Cico.
"Prenditi un po' di te" è scritta anche dalla giovane Marzia Vattai, già nel giro Nomadi da qualche anno. Il testo affronta la situazione di una donna schiava dell'amore, un vero e proprio grido d'orgoglio femminile. Si comincia con un intro di pianoforte con a seguire la voce di Danilo, accompagnata, subito dopo, dall'entrata degli altri strumenti. Ad un primo ascolto, la canzone mi è parsa un po' troppo semplice nella struttura, ma riascoltandola ho dovuto rivalutare - e tanto - questa canzone; al ritornello subentra subito una bella parte strumentale, dove spiccano chitarre e tastiere.
La quarta canzone è la prima delle due cantate da Massimo: "In questo silenzio" è un bel pezzo rock, una delle canzoni del disco che subito ti rimangono nella testa. Il ritornello è molto bello... veloce, pieno e adatto a Massimo. Bella anche la parte musicale nel ponte prima dell'ultimo ritornello, con una chitarra di Cico davvero interessante.
E arriviamo così ad una delle canzoni più "profonde" dei Nomadi: "Qui" è un pezzo davvero bellissimo, e come già accennato da altri eseguito in maniera quasi teatrale da un Danilo straordinario. Pianoforte e violino dominano magistralmente la canzone insieme alla già citata splendida voce di Danilo. Nel testo un amore sfiorato, "...passato ad un passo..." e sfuggito... per questo una canzone profonda e davvero struggente.
In "La vita è mia" si riparte da un violino più veloce, in un riff riuscito, che viene poi accompagnato, durante tutta la canzone, dalla fisarmonica di Beppe. Se in "Prenditi un po' di te" si esortava una donna a reagire, a riappropriarsi di se stessa, in questa il messaggio è più globale... un grido a far nostra la vita, la nostra vita. Il merito di questa canzone è di avere una carica davvero notevole, soprattutto nel ritornello grazie all'aggressiva voce di Massimo.
La settima canzone è "Senza nome": penso che questo brano abbia uno degli inizi più belli non solo delle canzoni dei Nomadi, ma della musica italiana in genere. Chitarra in un giro straordinario, con un sottofondo di piano che sarà presente lungo tutta la canzone. Il testo parla di una guerra inspiegabile come sempre, e di chi ci ha rimesso la vita come Giovanni Pezzullo e tutte le vittime civili e militari; è a tutti loro che è dedicata questo bellissima canzone.
"Non so io ma tu" è una canzone che parla di sogni da realizzare, e un argomento così fa sempre bene. Bel riff di chitarra, strumento che rimane molto presente in tutta la canzone, con un bel cambiamento tra il primo ritornello (con un Danilo "soft") e i successivi, dove la voce di Danilo si alza notevolmente.
Molto bello anche il nono brano: "Il ballo della sedia" è un gran bel blues, con un ritornello assolutamente riuscitissimo. La musica è ottima per tutta la canzone, la voce di Danilo straordinaria come sempre, e l'argomento è attuale; se "Senza nome" è stata dedicata, nel libretto del cd, a Giovanni Pezzullo, penso che anche in questa canzone i Nomadi avrebbero potuto faro lo stesso con qualche politico: il problema sarebbe sorto quando, per i troppi nomi dei politici ai quali dedicarla, ci si sarebbe ritrovati tra le mani non un libretto di un cd, ma un manuale di Scienze Politiche (all'italiana). Tornando alla musica... bene anche i cori gospel.
Alla decima traccia troviamo una sorpresa: un pezzo interamente suonato al computer, "Il nulla", che inizia con un richiamo di flauto, che poi accompagnerà l'intera canzone. Il testo parla dell'indifferenza nei confronti delle malattie mentali, un argomento che varrebbe davvero la pena affrontare anche a livello istituzionale e culturale. I Nomadi ci mettono il loro... e creano, grazie anche ad un'atmosfera molto cupa e suggestiva, una canzone particolare e profonda.
Torna all'undicesima traccia il singolo, "Lo specchio ti riflette", questa volta interamente in italiano. Buona idea, utile soprattutto per la presentazione del disco in tv in assenza di Jarabe de Palo.
C'è anche una dodicesima canzone in "Allo specchio". Si tratta di "Due re senza corona", disponibile soltanto per chi scarica il disco dal sito I-Tunes. Tralasciando il fatto se sia stato giusto o sbagliato (per me sbagliato) regalare questa canzone a chi scarica il disco e non a chi lo compra in un negozio, "Due re senza corona" va a coronare - gioco di parole non voluto - questo stupendo disco. Si comincia con un arpeggio di chitarra seguito da due buone strofe, e un ritornello molto bello e pieno di musica. Peccato si debba pensare a questa canzone, in fondo, come una bonus-track, perché il pezzo è davvero bello, e come detto va a completare un album che è senza dubbio uno dei migliori lavori dei Nomadi.
Chiusa l'analisi del disco, con una promozione a pieni voti, non ci resta che complimentarci ancora una volta con un gruppo che, con 46 anni di storia alle spalle, è ancora fresco e addirittura musicalmente avanti di decenni rispetto a giovani "artisti" che si affacciano sul panorama musicale italiano. I Nomadi, in questo disco, sfruttano in pieno la loro esperienza musicale, non sbagliando un colpo. Un disco come questo non può non piacere, e a chi reputa questo lavoro commerciale (mi pare di averlo letto sul forum), paventando la sua enorme esperienza "nomadiana" già dai tempi di Augusto, non si può che consigliare una sola cosa: non seguire più i Nomadi, perché se mi si viene a parlare di commerciale in un disco come questo, allora due sono le cose... o si è prevenuti, per chissà quale motivo, verso il gruppo, o più semplicemente di musica non si capisce assolutamente nulla.
Grandi Nomadi, quindi, che vanno ad arricchire con una chicca la loro straordinaria discografia, e grazie per averci regalato ancora una volta dei pezzi di vita in musica. E che musica...
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: ALLO SPECCHIO (LP oltre a CD)
 

 
 
   
 

 
 
   
 

 
 


   

   

   

   
 
 
 
4. TRACK LIST di: ALLO SPECCHIO

  • 01. Lo specchio ti riflette (El espejo te delata)
  • 02. La dimensione
  • 03. Prenditi un po' di te
  • 04. In questo silenzio
  • 05. Qui
  • 06. La vita è mia
  • 07. Senza nome
  • 08. Non so io ma tu
  • 09. Il ballo della sedia
  • 10. Il nulla
  • 11. Lo specchio ti riflette
  • 12. Due re senza corona (Bonus track dell'album scaricato da iTunes)

 
TRACK: 1
LO SPECCHIO TI RIFLETTE (El espejo te delata)

 
      TRACK: 2
LA DIMENSIONE

 
     

Autori: Turtoro, Carletti, Campani. (adattamento in spagnolo di P. Donés Cirera )
 
Testo:
C'è una riva per ogni mare
un mare per ogni riva
una favola a lieto fine
una storia cattiva
C'è una musica che comincia
Una musica che finisce
c'è un amico quando hai bisogno
ed un nemico che aspetta e ti colpisce
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
C'è un racconto per ogni storia
per ogni storia un dolore
un ingresso per labirinto
una fuga d'amore
c'e' un bicchiere per chi non beve
un ascensore per chi non sale
un treno che si ferma ad ogni stazione
un passeggero che scende e uno sale
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
C'è un desiderio
Per ogni stella
Ma la tua stella
Non puoi chieder perché
C'è un orrizonte
Senza confine
Ed un confine
Scritto con il sangue
Sopra tumulo
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
C'è una riva per ogni mare
Un mare per ogni riva
C'è una luce per ogni ombra
Ti segue istintiva
C'è una spada che non conosci
Un temporale che non aspettavi
Per ogni dubbio c'è una porta chiusa
Per ogni porta... le sue chiavi
Le sue chiavi...
se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette...
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Mei, Carletti, Cerquetti, Vecchi
 
Testo:
Ho lasciato vagare i pensieri
Dentro all'aria che va
Come un fiume in piena
Dopo un'alluvione
E rivedo i miei vecchi abbracciati
Camminare che si tengon per mano
E mi accorgo che non passa nulla invano
Certi giorni c'è qualcosa nell'aria di più
Che mi accende un po' il sorriso e so

Ch'è una dimensione di quel che vedo e sento
La vita che mi arriva nella vene come un canto
E ho la dimensione di quel che vedo e sento
La stella più brillante dentro al proprio firmamento

Ho lasciato vagare i pensieri
Ma ritornano spesso da te
Al colore un po' speciale dei tuoi occhi
Dicevi ho mille domande su Dio
Risposte non so se ne avrò
Ci credevi al mondo libero e migliore
Certi giorni c'è qualcosa nell'aria di più
Che mi accende un po' il sorriso e so

Ch'è una dimensione di quel che vedo e sento
La vita che mi arriva nella vene come un canto
Ed ho la dimensione di quel che vedo e sento
La stella più brillante dentro al proprio firmamento

E ho la dimensione di quel che vedo e sento
La vita che mi arriva nella vene come un canto
Ed ho la dimensione di quel che vedo e sento
La stella più brillante dentro al proprio firmamento
 
Fonte: QUI

 
TRACK: 3
PRENDITI UN PO' DI TE

 
      TRACK: 4
IN QUESTO SILENZIO

 
     

Autori: Vattai, Carletti, Vecchi
 
Testo:
Correre lontano dai tuoi guai
È stato solo un bel sogno
Vittima di un mondo che non hai
Regina senza un diritto
Lo gridi allo specchio ma
Le risposte che vuoi
Non hanno più una voce
Donna di un uomo
Che uomo non sarà mai
E pensa di avere vinto

Prenditi un po' di te
Non è mai finita
Non vale una vita
Non gridano in faccia a chi
Vuole ancora di più
Ciò che prende sei tu

L'inverno che da sola non passa mai
Tra le lenzuola ferite
E ancora una volta un'altra richiesta e tu
Ti arrenderai

Prenditi un po' di te
Non è mai finita
Non vale una vita
Non gridano in faccia a chi
Vuole ancora di più
Ciò che prende sei tu

Prenditi un po' di te
Non è mai finita
Non vale una vita
Prenditi un po' di te
Non è mai finita
Non vale una vita
Tu gridalo in faccia a chi
Crede ancora che può pretendere te
Gridalo in faccia a chi
Vuole ancora di più
Ciò che vuole sei tu
 
Fonte: QUI
     
Autori: Mei, Carletti, Cerquetti, Vecchi
 
Testo:
In questo silenzio
Chissà in quanti stanno amando
Giurando amore eterno
E di spalle al mondo intero
In questo silenzio
Ogni suono ha un eco immenso
Pagine bianche in attesa
Di un gesto un movimento
In questo silenzio
Passaggi di cose che son state
La memoria non si arrende nonostante mi fa male

Io cerco una direzione
Voglio una direzione
Dentro al viaggio della vita cerco un contatto
Io cerco una direzione
Come una religione
Che trasformi il tuo silenzio
Voglio un messaggio

In questo silenzio
Chissà in che hanno un vuoto eterno
E di spalle al mondo intero
In questo silenzio
Chissà in quanti stan gridando
Piangendo un vuoto immenso
E di nuovo spalle al muro

Io cerco una direzione
Voglio una direzione
Dentro al viaggio della vita cerco un contatto
Io cerco una direzione
Come una religione
Che trasformi il tuo silenzio
Voglio un messaggio

Davanti al tuo silenzio scivolo
Nel labirinto dei perché
Non è questione di esser scettico
Davanti al mondo voglio te

Io cerco una direzione
Voglio una direzione
Dentro al viaggio della vita cerco un contatto
Io cerco una direzione
Voglio una direzione
Che trasformi il tuo silenzio
Voglio un messaggio
 
Fonte: QUI
 
TRACK: 5
QUI

 
      TRACK: 6
LA VITA E' MIA

 
     

Autori: Carletti, Petrucci, Reggioli
 
Testo:
Sentimi pulsare
fino a quando il fiato
ferma il tuo pensiero
prima che si infranga
e lasciami filtrare
lento indisturbato
fammi riposare
lascia che io rimanga qui.

Toglimi lo sguardo
toglimi il respiro
togli i tuoi pensieri
da una bocca che non può parlare
senza più ferire
senza più sparare
senza più tagliare
senza fare male.

Ma lasciami qui. Qui.
Lasciami qui.
Perché qui,
qui c'è un tetto di stelle
ed un oceano di pelle
ed un deserto di voci
ed un tepore di baci,
perché qui,
qui non passa più niente
qui non passa la gente
qui non passa più il tempo
che si scioglie in un momento,
perché qui
è passato l'amore,
ad un passo da me.

Tienimi sul cuore
fino a quando passa
questa mia paura
questo mio terrore
di guardarti dritto in fondo agli occhi
e di scoprire
ciò che pensi veramente tu di me.
E lasciami qui. Qui.
Tu lasciami qui.
Perché qui,
qui c'è un tetto di stelle,
ed un oceano di pelle
ed un deserto di voci,
ed un tepore di baci.
Perché qui,
qui non passa più niente,
qui non passa la gente,
qui non passa che il tempo,
che si scioglie in un momento,
perché qui è passato l'amore
ad un passo da me.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Cerquetti, Mei, Falzone, Carletti
 
Testo:
Sai forse c'è chi ha già deciso
Il prezzo della vita che vivrai
Se tu sei sporco o stai sereno
Ti basta una cravatta et voilà
Ma se fai il bravo poi vedrai
Avrai quello che vuoi
Tu non sai nemmeno più chi sei
Ma vale quello che hai

Se non è questo che vuoi
Alzati e grida con noi
Il mondo gettatelo via
Ma la vita giù le mani quella è mia

Poi gran signori in giacca scura
C'è qualcuno che combatte anche qua
E c'è chi semina paura
Sa che un uomo già sconfitto mentirà
Promesse false ti bruciano la vita
In cambio di un'altra realtà
Tu non arrendere perché
Qualcuno decide per te

Se non è questo che vuoi
Alzati e grida con noi
Il mondo gettatelo via
Ma la vita giù le mani quella è mia

Se non è questo che vuoi
Alzati e grida con noi
Il mondo gettatelo via
Ma la vita giù le mani quella è mia

Se non è questo che vuoi
Alzati e grida con noi
Il mondo gettatelo via
Ma la vita giù le mani quella è mia
Ma la vita giù le mani quella è mia
Ma la vita giù le mani quella è mia
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 7
SENZA NOME

 
      TRACK: 8
NON SO IO MA TU

 
     

Autori: Vecchi, Carletti, Sacco
 
Testo:

Un giro al freddo come sempre la notte
Che non ci siano guai
Un libro i guanti la cintura il cappotto
Che non si sa mai
Come son belle la montagne la notte
Quando fa freddo sai
Quando ci sono due milioni di stelle
Quando ti vedo dentro ad una di quelle
Quando il pensiero scalda per non gelare
Quando mi sveglio dentro a un letto che non c’è

E sono qui per fare anch’io qualcosa per il mondo
E quante volte ho visto facce che han toccato il fondo
Fra la polvere e la fame resto qui
Ovunque sono e resto qui
E quante gente ho salutato gente senza nome
E quanta strada ho calpestato per capire come
Come il mondo sia caduto fino a qui

Un giro al freddo come sempre la notte
Tutto tranquillo sai
La gente guarda e ti ringrazia più volte
Ma non dorme mai
Portiamo cibo coperte speranze
E qualche sogno in più
Tenendo il cuore dentro un blindato
Io sorridevo ma qualcuno ha mirato
E poi un’ombra di nascosto ha sparato
Nel silenzio del rumore resto qui

E non ho mai preteso di salvare il mondo
Perché il mio cuore mi diceva che era giusto in fondo
Provare a cambiare adesso qui
Comunque sono e resto qui
E non capisco quello sparo colpo senza nome
Anche se in tutto sai c’è sempre un ragione
Tra la polvere e la fame resto qui
Per te che sulla foto ci hanno scritto il nome
Si per te che non hai più una lacrima
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Greghi, Munari, Falzone, Carletti, Sacco, Arveda
 
Testo:
In mezzo a tante voci
non riesco più a capire
Chi c’è che grida forte
chi non riesce più a sentire
Su un attimo di vita
in mezzo a tante cose
C’è una ragione persa
che ci spinge a confessare
I crimini del mondo
le ragioni del dolore
Le fantasie perdute
di una vita senza amore
Intanto il tempo vola
ti lascia il secco in gola
Ci porta una sconfitta
che non sarà mai la sola
E non so io ma tu
Quanti sogni avrai ancora
Non so io ma tu
Quanti sogni avrai ancora
E non so io ma tu
Quanti sogni avrai
quanti ne vivrai

Sul pianto di un bambino
la forza del destino
Cerchiamo di capire
ma facciamo gran casino
La volontà di un uomo
non riesce a contrastare
Il pianto di una vita
che non sa ancora parlare
Sorretti dal timore
che tutto può finire
Cerchiamo una ragione
che ci spinge a continuare
Intanto il tempo vola
ti lascia il secco in gola
Ci porta una sconfitta
che non sarà mai la sola

E non so io ma tu
Quanti sogni avrai ancora
E non so io ma tu
Quanto tempo avrai ancora
E non so io ma tu
Quanti sogni avrai ancora
E non so io ma tu
Vorrei dirti di più
Vorrei darti di più
Di quanti sogni avrai
e quanti ne vivrai

E non so io ma tu
Quanti sogni avrai ancora
E non so io ma tu
Quanti sogni avrai ancora
E non so io ma tu
Quanti sogni avrai ancora
E non so io ma tu
Quanti sogni avrai
e quanti ne vivrai
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 9
IL BALLO DELLA SEDIA

 
      TRACK: 10
IL NULLA

 
     

Autori: Sacco, Carletti, Vecchi
 
Testo:
Un passo avanti due di lato tre passi indietro e poi
Ti piazzi dritto al centro proprio quello che tu vuoi
E non hai mai paura tanto il cuore non ce l'hai
Di non dire ciò che pensi ma di far quello che vuoi

E allora avanti che per adesso comandi tu

Giri a destra poi a sinistra in tondo fino a che
Ti trovi la poltrona quella più adatta a te
E con gesti misurati pensi cento volte
E mediti anche stavolta li ho fregati con un ballo della sedia

E allora vanti che per adesso comandi tu

Non ti devi preoccupare quel che cerchi lo sai
Di gente da fregare ne hai
Il signore della sedia comunque sarai
Vedrai vedrai vedrai

Ti alleni ogni giorni che Dio manda sulla terra
A rubar le caramelle del bambino che ti guarda
A cercare di capire ogni singola emozione
Ma non sai nemmeno quanto costa poi un chilo di pane

E allora vanti che per adesso comandi tu

Non ti devi preoccupare quel che cerchi lo sai
Di gente da fregare ne hai
Il signore della sedia comunque sarai
Vedrai vedrai vedrai

Non ti devi preoccupare quel che cerchi lo sai
Di gente da fregare ne hai
Il signore della sedia comunque sarai
Vedrai vedrai vedrai

Non ti devi preoccupare quel che cerchi lo sai
Di gente da fregare ne hai
Il signore della sedia comunque sarai
Vedrai vedrai vedrai

Non ti devi preoccupare quel che cerchi lo sai
Di gente da fregare ne hai
Il signore della sedia comunque sarai
Vedrai vedrai vedrai
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Campani, Carletti, Sacco
 
Testo:
Sento il nulla dentro me
sento il vuoto intorno a me
non capisco che cos’ho;
dove sono;
cosa faccio qui;
io non lo sò.
Sento che la febbre sale
presto o tardi starò male
non capisco che cos’ho;
dove sono;
chi mi ha messo qui;
io non lo sò.
Che cos’è questo castigo
questo affanno nel respiro
non capisco queste mura sempre bianche
queste braccia troppo stanche
io lo sò
Sento il nulla dentro me
ed il freddo sulla pelle
cosa c’è che mi divora dentro
io no davvero non lo so
Lo capisco il vostro orrore
ma sopportate il mio dolore
non lasciatemi soffrire
non lasciatemi da solo
per favore adesso no
Aiutatemi per Dio
sono un uomo pure io
non capisco che paura possa farvi
questo mio male
io non lo so
io non lo so
io non lo so
io non lo so.
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 11
LO SPECCHIO TI RIFLETTE

 
      TRACK: 12
DUE RE SENZA CORONA

 
     

Autori: Turtoro, Carletti, Campani
 
Testo:
C'è una riva per ogni mare
un mare per ogni riva
una favola a lieto fine
una storia cattiva
C'è una musica che comincia
Una musica che finisce
c'è un amico quando hai bisogno
ed un nemico che aspetta e ti colpisce
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
C'è un racconto per ogni storia
per ogni storia un dolore
un ingresso per labirinto
una fuga d'amore
c'e' un bicchiere per chi non beve
un ascensore per chi non sale
un treno che si ferma ad ogni stazione
un passeggero che scende e uno sale
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
C'è un desiderio
Per ogni stella
Ma la tua stella
Non puoi chieder perché
C'è un orrizonte
Senza confine
Ed un confine
Scritto con il sangue
Sopra tumulo
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette
C'è una riva per ogni mare
Un mare per ogni riva
C'è una luce per ogni ombra
Ti segue istintiva
C'è una spada che non conosci
Un temporale che non aspettavi
Per ogni dubbio c'è una porta chiusa
Per ogni porta... le sue chiavi
Le sue chiavi...
se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette...
Se capovolgi il mondo
lo specchio ti riflette...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Mei, Carletti, Cerquetti, Vecchi
 
Testo:
"Il tempo in fondo
Il futuro che attende
Quello sognato
Quello che è stato
Solito moto
A doppio senso
Passo a passo...
Ed ecco una storia..la storia

Il tempo gioca un ruolo essenziale
Sui miei pensieri, sulla strada
Da fare e segna nella memoria
Eventi...
Ed ecco una storia, la storia..
Un filo breve che ci lega

Siamo una cosa sola
Due re senza corona
Un equilibrio perso sotto questo cielo
Siamo una cosa sola
Due foglie controvento
Due specchi con un solo
Fuoco di riflesso!
Solo una voce
Solo una voce!

Il vento è un cerchio
E muove lentamente
Le leve del gioco della vita
Da vivere insieme
Ed ecco una storia...la storia
Un filo breve che ci lega

Siamo una cosa sola
Due re senza corona
Un equilibrio perso sotto questo cielo
Siamo una cosa sola
Due corpi senza un velo
Due specchi con un solo
Fuoco di riflesso!
Solo una voce
Solo una voce!

E se la vita a volte può sorprenderci
Saremo pronti a dire un altro no,
Costretti a volte anche un po' a difenderci
Due mani a pugno chiuso siamo noi!

Siamo una cosa sola
Due re senza corona
Un equilibrio perso sotto questo cielo
Siamo una cosa sola
Due foglie controvento
Due specchi con un solo
Fuoco di riflesso!
Solo una voce
Solo una voce!"
 
Fonte: QUI
 
 
 
 
 
da:    


Ultima modifica di mauro piffero il Sab Ott 06, 2018 11:39 pm, modificato 3 volte
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I NOMADI - 2010 - RACCONTIRACCOLTI (LP 33 giri/CD)

Messaggio  mauro piffero il Sab Ott 28, 2017 11:51 pm

1. TITOLO:
 
2010 - RACCONTIRACCOLTI
 
* Etichetta: ATLANTIC * Data di pubblicazione: Anno 2010 * Catalogo: 5052498093526 # Genere: Pop * Supporto: CD Audio, LP 33 giri * Nr. tracce: 12 * Tipo audio: Stereo * Durata: 50,72 *
 
Note: è il trentatreesimo album dei Nomadi.
 
 
2. RECENSIONE:
 
Alla notizia di un album di cover, non nego la mia delusione, laddove mi aspettavo certamente un disco di inediti. In un primo momento, poi, non mi esaltò neanche la scelta delle canzoni da inserire nel disco. Ma fu proprio questa scelta a iniziare un processo di avvicinamento a un disco di cover che, inizialmente, mai avrei pensato di amare davvero. Sì, la scelta delle canzoni.
Se in un primo momento, infatti, avrei preferito pezzi molto più popolari, subito dopo mi sono accorto che quella scelta sarebbe stata sbagliata. Ma queste erano comunque supposizioni personali prima dell'uscita del disco. Non dimentichiamoci, poi, che questo album è un disco di fine contratto, e visti alcuni illustri precedenti di altri artisti, questo lavoro conclusivo dei Nomadi con la casa discografia (la Warner), si dimostra un gran bel congedo prima di spiccare il volo con la scelta dell'indipendenza discografica.
E arrivò quindi il giorno dell'uscita di "RaccontiRaccolti" (acquistato il giorno stesso dell'uscita, nei miei primi giorni a Modena). Il primo ascolto fu in macchina, in un viaggio verso Milano. Il primo ascolto è importante, importantissimo, e "RaccontiRaccolti" lo superò egregiamente. Mi colpirono subito le canzoni di Venditti, Ruggeri, Vecchioni, Graziani e dei Ribelli. Ma andiamo con ordine...
Il disco si apre con "Hey Man" di Zucchero. La canzone era già stata sentita e risentita nei vari passaggi in radio e sul web. Anche in questo album (nonostante si tratta di una raccolta di cover) il singolo non è di certo il miglior pezzo. La canzone è comunque bella, l'arrangiamento buono, ma a mio parere assistiamo a una piccola nota stonata: troviamo, infatti, uno dei pochi (pochissimi, per fortuna...) passaggi in cui Danilo canta in falsetto. Quel "compagnia" cantato così non mi piace per niente. Bello, però, il finale con Zucchero che accompagna i Nomadi con la parte in inglese.
Arriva poi "L'isola che non c'è". Direi che sulla canzone c'è poco da dire: un pezzo molto conosciuto e molto amato, un po' da tutti. Troviamo una splendida interpretazione di Danilo, che rende omaggio a una canzone già bella di per sé, che anche nel senso è molto "da Nomadi".
La terza canzone è una delle mie preferite: "Monna Lisa" è un pezzo divertente e intelligente, di un Ivan Graziani che io ho sempre amato. A mio parere, il cantautore abruzzese avrebbe meritato ben altra considerazione da vivo, e ancora di più adesso. L'omaggio dei Nomadi è doveroso, e bellissima è stata l'interpretazione con il figlio di Ivan sul palco del Nomadincontro 2011. Parlando poi della canzone in sé: molto bello l'arrangiamento, con l'intro di basso seguito a ruota dalle tastiere di Beppe, con Massimo sempre presente. Anche la chitarra di Cico è ottima, con un bel riff che andrà ad anticipare l'ultima strofa cantata a due voci (la seconda voce è quasi sussurrata...) .
"La Leva Calcistica della Classe '68" è un'altra canzone che non ha bisogno di presentazioni. Il pezzo di De Gregori è un grande classico, ed è sempre un piacere ascoltarlo. Danilo come sempre è magistrale. La canzone si conclude con un lungo assolo di Cico, in una parte strumentale davvero bella.
Una grande sorpresa arriva con la canzone di Venditti, "Piero e Cinzia". Al primo ascolto si resta quasi spiazzati: la voce non è di Danilo, né quella di Massimo. Ecco allora il Sergio cantante, finalmente inciso su disco, dopo le splendide esibizioni dal vivo nel periodo di convalescenza di Danilo. Sergio Reggioli ha una voce molto calda, e si sposa alla perfezione col pezzo, che qui troviamo (visto l'argomento) in versione "reggae". Davvero bello l'arrangiamento, che rende il pezzo divertente, fresco, e piacevole da ascoltare più e più volte. Bella anche la fusione, nel finale, tra il pezzo di Venditti e "Redemption Song" di Bob Marley.
Ad aprire una delle canzoni d'amore più belle mai scritte, "Prima del temporale", sono le note del pianoforte di Beppe, seguite subito dopo dalla splendida voce di Danilo. La canzone di Ruggeri (e Schiavone) è un vero e proprio capolavoro, nel testo e nella musica. Danilo lo interpreta alla perfezione, accompagnato egregiamente da tutto il gruppo. Chiude la canzone nuovamente il pianoforte.
Ed ecco un altro capolavoro: "Stranamore (pure questo è amore)". La canzone di Vecchioni (finalmente e meritatamente vincitore di Sanremo 2011) ha un testo magistrale, che meriterebbe un approfondimento a parte. Ma una citazione è d'obbligo (di questi tempi, poi...): "Ed il più grande conquistò nazione dopo nazione e quando fu di fronte al mare si sentì un coglione, perché più in là non si poteva conquistare niente, e tanta strada per vedere un sole disperato, e sempre uguale e sempre come quando era partito...". Nulla da aggiungere... Ma tornando all'analisi della versione dei Nomadi: bello il riff iniziale, bella la chitarra (lieve, accennata) che accompagna in sottofondo le "seconde strofe". Ottima la scelta di sovrapporre chitarra elettrica e acustica (accordi pieni, netti) durante il ritornello (... Forse non lo sai ma pure questo è amore...), con l'aggiunta di una effetto tastiera molto particolare. E che dire della straordinaria interpretazione di Danilo? E ancora: bellissimo l'assolo di Cico prima del nuovo ritornello che va ad anticipare la strofa citata poco sopra. Insomma, in assoluto uno dei brani più belli del disco.
E arriviamo all'unica canzone cantata da Massimo: "Il giorno di dolore che uno ha". La canzone, una volta selezionata, si andava immediatamente ed automaticamente a collocare nel repertorio di Massimo. Il pezzo è perfetto per la voce del bassista, ed è anche una delle canzoni di Ligabue che preferisco. E dall'originale, la versione dei Nomadi, non si discosta molto. C'è comunque qualcosa che non va: la scelta di un vibrato durante le prime strofe che può dar fastidio se la canzone viene ascoltata con auricolari o cuffie, seppur questa nota può essere anche del tutto personale. Non soggettivo, ma oggettivo, lo sbaglio che i Nomadi vanno a fare con la scelta di censurare (sì, censurare...) una parola del testo originale di Ligabue: stiamo parlando, ovviamente, di quel "merda" originale che nel testo dei Nomadi, magicamente, si trasforma in "feccia". Ora: quale interpretazione dare a una scelta del genere? Sinceramente non lo so. Laddove, nella canzone precedente, la parola "coglione" non era stata toccata (e menomale!), in quella di Ligabue troviamo questa assurda scelta. Ahimè, tutto questo va, secondo il mio parere, a incidere negativamente su tutta la canzone. Cosa ne avrà pensato Ligabue? E i suoi fans? Peccato...
Arriva finalmente un "nuovo" pezzo di Guccini inciso dal gruppo al quale è indissolubilmente legato. "Autogrill" è una canzone tanto bella quanto malinconica. Guccini riesce - come sempre - a raccontare una storia comune, semplice, e a fartela vivere intensamente, quasi facendoti calare nel protagonista. E qui, come in Vecchioni, l'arte della scrittura è espressa al massimo, anche in piccoli passaggi come quel "Bella, d'una sua bellezza acerba, bionda senza averne l' aria..."; Grandi artisti, grandi autori, ed è senza dubbio un piacere sentirli reinterpretati dai nostri. Musicalmente parlando, nella canzone di Guccini si esalta poi il violino di Sergio. In conclusione, ho letto qualche malumore di qualche gucciniano doc riguardo questa versione: sinceramente non riesco a capirli fino in fondo. Penso sia normale che un cantautore come Guccini non possa essere "copiato", nell'interpretazione e nell'intensità del pezzo. Del resto, sappiamo tutti che esiste una "Canzone per un'amica" dei Nomadi e una "Canzone per un'amica" di Guccini, così come "La Collina" o "Asia" di Guccini o dei Nomadi. Due modi diversi di interpretare brani sempre grandissimi. Tutto qua... ed io sono sinceramente felice di poter aggiungere, oggi, una "Autogrill" di Guccini e una "Autogrill" dei Nomadi alla mia playlist personale.
Troviamo subito dopo un'altra graditissima sorpresa: "Chi mi aiuterà" dei Ribelli è in questo disco qualcosa di veramente esplosivo. Si comincia con una tastiera "Hammond", che subito dopo viene interrotta dalla chitarra elettrica di Cico, accompagnata dall'arpeggio di un'altra chitarra. Ed ecco anche la voce di Danilo. Dei cori vanno ad accompagnare la canzone (davvero bello quando si sovrappongo alla voce di Danilo in "Chi mi aiuterà..."). Si va verso un crescendo davvero spettacolare. Un altro omaggio dei Nomadi ad un altro grandissimo artista che non c'è più: Demetrio Stratos e la sua immensa voce.
A concludere le cover troviamo un pezzo non cantautorale: "Vent'anni" di Massimo Ranieri. Questo brano è stato scelto personalmente da Danilo, e non posso che sposare in pieno la scelta. Cantare una canzone di Ranieri, senza sfigurare, è un'impresa ardua. Danilo, ovviamente, non sfigura, anzi. La voce dei Nomadi canta "Vent'anni" con un'intensità straordinaria, e ci va a regalare un grande pezzo della musica italiana da poter annoverare tra le tante incisioni del nostro gruppo.
Chiude invece il disco una canzone dei Nomadi; non un inedito, ma quel "Due Re senza Corona" che qualche malumore aveva suscitato un anno prima, con la scelta del gruppo di Beppe di renderla disponibile solo nella versione del disco "Allo Specchio" su iTunes. Ecco quindi che finalmente anche chi ha ancora il coraggio di comprare un disco in "plastica e policarbonato" può avere l'onore di ascoltarla in alta qualità nel proprio lettore cd. La scelta di chiudere questo disco con questo brano è comunque ottima: la canzone mi è sempre piaciuta. Bello l'arpeggio iniziale, particolare la strofa (nella seconda troviamo un Danilo quasi in "versione Pelù"), bello il ritornello con un violino niente male. Insomma, un vero e proprio pezzo da Nomadi va a chiudere un album pieno di canzoni originariamente non "Nomadi", ma che da oggi "da Nomadi" lo sono.
Accolto con un po' di freddezza dal sottoscritto, ascoltandolo e riascoltandolo, ho imparato ad apprezzare e ad amare questo disco, considerandolo un ottimo lavoro, forse addirittura un qualcosa che si doveva fare.
Termina qui, quindi, l'avventura dei Nomadi con la Warner. Dal prossimo album (un inedito?), i Nomadi si autoprodurranno. Scelta giusta o sbagliata? A mio parere penso sia giusta. Se i Nomadi hanno la forza di farlo, che lo facciano, senza dunque doversi più piegare a scelte di mercato e ad ospitate forzate. Il proprio pubblico, ormai, i Nomadi lo hanno, e per quanto riguarda la pubblicità, il gruppo da anni ormai si è reso conto che non ha bisogno di quella patinata e plastificata della radio e della tv. La pubblicità dei Nomadi è lì, nelle piazze, durante i tanti concerti. La pubblicità dei Nomadi siamo noi. Di altro, per un gruppo come i Nomadi, penso non ci sia più bisogno.
Sempre Nomadi. Ancora una volta con sentimento.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: RACCONTIRACCOLTI (LP oltre a CD)
 
   
 

 
 
   
 

 
 


   

   

   

 
 
4. TRACK LIST di: RACCONTIRACCOLTI

  • 01. Hey man - 4:29
  • 02. L'isola che non c'e' - 4:08
  • 03. Monna Lisa - 4:08
  • 04. La lega calcistica della classe '68 - 4:09
  • 05. Piero e Cinzia - Medley con Redemption Song - 5:00
  • 06. Prima del temporale - 4:07
  • 07. Stranamore (Pure questo è amore) - 4:33
  • 08. Il giorno del dolore che uno ha - 4:58
  • 09. Autogrill - 5:34
  • 10. Chi mi auiterà - 3:26
  • 11. Vent'anni - 3:08
  • 12. Due Re senza corona - 4:19

 
TRACK: 1
HEY MAN

 
      TRACK: 2
L'ISOLA CHE NON C'E'

 
     

Autori: Zucchero, Zucchero, G. Paoli
 
Testo:
Ho sei cose nella mente
e tu non ci sei più,
mi dispiace
guardo dentro gli occhi della gente
cosa cerco non so, forse un uomo
Hey man, che cammini come me
dall’altra parte della strada
Hey man, che sei solo come me
dall’altra parte della strada

Canta e passa la malinconia
se si canta in due, passa meglio
hey fratello di una notte d’estate
ci facciamo un pó, compagnia?

Hey man, che cammini come me
dall’altra parte della strada
Hey man, vieni e canta insieme a me
da questa parte della strada
che ci facciamo compagnia

Guardo dentro agli occhi della gente
cosa cerco lo so,
un altro uomo
hey fratello di una notte d’estate
ci facciamo un pó, compagnia?

Hey man, che cammini come me
dall’altra parte della strada
Hey man, vieni e canta insieme a me
da questa parte della strada

Hey man, che sei solo come
dall’altra parte della strada
Hey man, vieni e canta insieme a me
da questa della strada
che ci facciamo compagnia.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: E. Bennato, E. Bennato
 
Testo:
Seconda stella a destra
Questo è il cammino
E poi dritto, fino al mattino
Poi la strada la trovi da te
Porta all'isola che non c'è.

Forse questo ti sembrerà strano
Ma la ragione
Ti ha un po' preso la mano
Ed ora sei quasi convinto che
Non può esistere un'isola che non c'è

E a pensarci, che pazzia
È una favola, è solo fantasia
E chi è saggio, chi è maturo lo sa
Non può esistere nella realtà!...

Son d'accordo con voi
Non esiste una terra
Dove non ci son santi né eroi
E se non ci son ladri
Se non c'è mai la guerra
Forse è proprio l'isola
Che non c'è. che non c'è

E non è un'invenzione
E neanche un gioco di parole
Se ci credi ti basta perché
Poi la strada la trovi da te

Son d'accordo con voi
Niente ladri e gendarmi
Ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza
Né soldati né armi
Forse è proprio l'isola
Che non c'è... che non c'è

Seconda stella a destra
Questo è il cammino
E poi dritto, fino al mattino
Poi la strada la trovi da te
Porta all'isola che non c'è.

E ti prendono in giro
Se continui a cercarla
Ma non darti per vinto perché
Chi ci ha già rinunciato
E ti ride alle spalle
Forse è ancora più pazzo di te
 
Fonte: QUI

 
TRACK: 3
MONNA LISA

 
      TRACK: 4
LA LEVA CALCISTICA DELLA CLASSE '68

 
     

Autori: I. Graziani, I. Graziani
 
Testo:
Sì, vorrei rubarla, vorrei rubare quello che mi apparteneva sì, vorrei rubarla e nasconderla in una cassa di patate, di patate. Il custode parigino che spiava le bambine dell'asilo ora ha la bocca piena di biglietti del museo, del museo. Lassù una civetta urla ed io ancora non ho iniziato il mio lavoro, ora. Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa Monna Lisa... La scuola è una gran cosa e soprattutto se ti insegnano ad amare i capolavori del passato, però è un peccato che tu non li puoi vedere, né toccare. E la cultura mi sorride fra le ombre e le tende di velluto ed io sto torturando la tela col rasoio e con le unghie, con le unghie. Il custode si lamenta, probabilmente vuole un'altra botta in testa, ora. Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa Monna Lisa... Di sotto stanno urlando, certamente mi dicono di uscire il francese non lo afferro, per questo me ne sto ancora un poco qui a pensare a pensare. Il custode si lamenta, probabilmente vuole un'altra botta in testa, ora. Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa Monna Lisa

 
Fonte: QUI
     
Autori: F. De Gregori, F. De Gregori
 
Testo:
Sole sul tetto dei palazzi in costruzione
sole che batte sul campo di pallone
e terra e polvere che tira vento e poi magari piove

Nino cammina che sembra un uomo
con le scarpette di gomma dura
dodici anni e il cuore pieno di paura

Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore
un giocatore lo vedi dal coraggio
dall'altruismo e dalla fantasia

E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai
di giocatori tristi che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro a un bar
e sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai
Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai

Nino capì fin dal primo momento
l'allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento

Prese un pallone che sembrava stregato
accanto al piede rimaneva incollato
entrò nell'area, tirò senza guardare
ed il portiere lo lasció passare

Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore
un giocatore lo vedi dal coraggio
dall'altruismo e dalla fantasia
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette
 
Fonte: QUI
 
TRACK: 5
PIERO E CINZIA medley con REDEMPTION SONG

 
      TRACK: 6
PRIMA DEL TEMPORALE

 
     

Autori: A. Venditti, A. Venditti, B. Marley, B. Marley
 
Testo:
Cinzia cantava le sue canzoni
e si scriveva i testi sul diario per sentirli ieri,
e proprio nell'ora di religione
quando tutto il mondo sembra buono, anche il professore,
e lo stadio era pieno, Cinzia e il suo veleno,
e lo stadio era pieno, Cinzia e il suo veleno.
Piero suonava solo la musica reggae
e i suoi capelli erano serpenti neri di medusa Marley,
sposati in fretta e con un figlio in arrivo,
un figlio nuovo di zecca da crescere bene.
Partirono insieme, destinazione San Siro,
con tutto quello che avevano in tasca, un indirizzo sicuro,
e lo stadio era pieno, Cinzia e il suo veleno,
e lo stadio era pieno, Cinzia e il suo veleno.
E si che a Milano quel giorno era Giamaica,
con quelle palme immense sulle strade vuote a 41 all'ombra,
e quando gli idranti spararono sul cielo,
qualcuno disse "Guarda verso il palco, c'è l'arcobaleno"
e venne la notte da centomila fiammelle,
la musica correva come un filo su tutta la mia pelle,
e lo stadio era pieno, Cinzia e il suo veleno,
e lo stadio era pieno, Cinzia e il suo veleno...
...Old pirates, yes, they rob I;
Sold I to the merchant ships,
Minutes after they took I
From the bottomless pit.
But my hand was made strong
By the 'and of the Almighty.
We forward in this generation
Triumphantly.
Won't you help to sing
These songs of freedom?
Redemption songs;
These songs of freedom?
These songs of freedom?
Redemption songs.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Cerquetti, Mei, Falzone, Carletti
 
Testo:



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Prima del temporale - Nomadi

Questo fiume silenzioso
Che ci porta più lontano,
Non sarà percorso invano
Se tu partirai con me.

Se la notte si avvicina,
Io ti voglio avere sveglia;
Sulla luce che ti abbaia
Io ci metterò un foulard.

Ci sarò, quando vorrai chiamarmi
Io verrò e per addormentare te
Io ti potrò cantare quello che vorrai sentire.
Ci sarò, prima del temporale
Io verrò.Per ripararti sulla via
Io ti potrò coprire ed aspettare il sole che verrà;
Non avremo freddo più.

Mentre passano stagioni
Che trascinano ricordi,
Non è detto che sia tardi
Se non guardi che ora è.

Tra i percorsi accidentati
Che ci possono cambiare,
C'è una foto da guardare:
Quelle faccie siamo noi.

Ci sarò, dentro alla nostra stanza
Ti dirò tutte le favole che so,
Ma le farò cambiare
Inventando un lieto fine.
Ci sarò, prima del temporale
Porterò questo impermeabile che ho
E ci nasconderemo ad aspettare
Il sole che verrà;
Non avremo freddo più.

Ci sarò, prima del temporale
Riuscirò a rimanere qui con te.
Io resterò in silenzio ad aspettare
Il sole che verrà;
Non avremo freddo più,
Non avremo freddo più
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 7
STRANAMORE (Pure questo è amore)

 
      TRACK: 8
IL GIORNO DI DOLORE CHE UNO HA

 
     

Autori: R. Vecchioni, R. Vecchioni
 
Testo:
E' lui che torna a casa sbronzo quasi tutte le sere
e quel silenzio tra noi due che sembra non finire,
quando lo svesto. lo rivesto e poi lo metto a letto,
e quelle lettere che scrive e poi non sa spedirmi...
forse lasciarlo sulle scale è un modo di salvarmi
E tu che hai preso in mano
il filo del mio treno di legno,
che per essere più grande avevo dato in pegno:
e ti ho baciato sul sorriso per non farti male,
e ti ho sparato sulla bocca invece di baciarti
perché non fosse troppo lungo il tempo di lasciarti:
Forse non lo sai ma pure questo è amore.
E l'alba sul Danubio a Marco parve fosforo e miele
e una ragazza bionda forse gli voleva dire
che l'uomo è grande, l'uomo è vivo,
l'uomo non è guerra;
ma i generali gli rispondono che l'uomo è vino,
combatte bene e muore meglio
solo quando è pieno.

non vuoi comprare il nostro giornale?!"
e gli altri "Lo teniamo fermo tanto per parlare"
ed io pensai - ora gli dico "Sono anch'io fascista" -
ma ad ogni pugno che arrivava dritto sulla testa
la mia paura non bastava a farmi dire basta.
Forse non lo sai ma pure questo è amore
Ed il più grande
conquistò nazione dopo nazione,
e quando fu di fronte al mare si sentì un coglione
perché più in là
non si poteva conquistare niente:
e tanta strada per vedere un sole disperato,
e sempre uguale e sempre
Bello l'eroe con gli occhi azzurri dritto sopra la nave,
ha più ferite che battaglie, e lui ce l'ha la chiave,
Ha crocefissi e falci in pugno e bla bla bla fratelli,
ed io ti ho sollevata figlia per vederlo meglio,
io che non parto e sto a guardarti
e che rimango sveglio.
Forse non lo sai ma pure questo è amore.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: L. Ligabue, L. Ligabue
 
Testo:
Quando tutte le parole sai che non ti servon più
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù
quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che
che nessuno se lo spiega perché sia successo a te
quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle “grazie no”
quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà.

Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu…

Quando indietro non si torna quando l’hai capito che
che la vita non è giusta come la vorresti te
quando farsi una ragione vora dire vivere
te l’han detto tutti quanti che per loro è facile
quando batte un pò di sole dove ci contavi un pò
e la vita è un pò più forte del tuo dirle “ancora no”
quando la ferita brucia la tua pelle si farà.

Sopra il giorno di dolore che uno ha.
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu…

Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà
quando l’aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà
quando questa merda intorno sempre merda resterà
riconoscerai l’odore perché questa è la realtà
quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che or’è
che la vita è sempre forte molto più che facile
quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà

Soprail giorno di dolore che uno ha
Tu tu tu tu tu tu tu tu tu…
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 9
AUTOGRILL

 
      TRACK: 10
CHI MI AIUTERA'

 
     

Autori: F. Guccini, F. Guccini
 
Testo:
La ragazza dietro al banco mescolava birra chiara e Seven-up,
e il sorriso da fossette e denti era da pubblicità,
come i visi alle pareti di quel piccolo autogrill,
mentre i sogni miei segreti li rombavano via i TIR…
Bella, d’ una sua bellezza acerba, bionda senza averne l’ aria,
quasi triste, come i fiori e l’ erba di scarpata ferroviaria,
il silenzio era scalfito solo dalle mie chimere che tracciavo
con un dito dentro ai cerchi del bicchiere…
Basso il sole all’ orizzonte colorava la vetrina e stampava lampi
e impronte sulla pompa da benzina,
lei specchiò alla soda-fountain quel suo viso da bambina ed io….
sentivo un’ infelicità vicina…
Vergognandomi, ma solo un poco appena,
misi un disco nel juke-box per sentirmi quasi in una scena di un film vecchio della Fox,
ma per non gettarle in faccia qualche inutile cliché
picchiettavo un indù in latta di una scatola di té…
Ma nel gioco avrei dovuto dirle: “Senti, senti io ti vorrei parlare.
..”, poi prendendo la sua mano sopra al banco:
“Non so come cominciare: non la vedi, non la tocchi oggi la malinconia?
Non lasciamo che trabocchi: vieni, andiamo, andiamo via.”
Terminò in un cigolio il mio disco d’ atmosfera,
si sentì uno sgocciolio in quell’ aria al neon e pesa,
sovrastò l’ acciottolio quella mia frase sospesa, “ed io… “,
ma poi arrivò una coppia di sorpresa…
E in un attimo, ma come accade spesso, cambiò il volto d’ ogni cosa,
cancellarono di colpo ogni riflesso le tendine in nylon rosa,
mi chiamò la strada bianca, “Quant’è?” chiesi, e la pagai,
le lasciai un nickel di mancia, presi il resto e me ne andai…
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: B. Holland, L.H. Herbert, E. Holland, Ricky Gianco (SubAutore)
 
Testo:
E' mattina ma non ci sei, c'e' un gran silenzio intorno a me
io sono da solo, non so chi mi aiutera'
oggi il tempo non passa piu', c'e' il sole ma fa freddo sai
mi sento morire, non so chi mi aiutera'.
E' stato quasi un gioco per me, adesso io lo so
e' forse troppo tardi pero', io corro come un pazzo
cerco solo te.
Ti amo da impazzire
torna da me.
coro:
E' gia' sera ma non ci sei
c'e' la tristezza negli occhi miei.
Ho perso l'amore, non so chi mi aiutera'.
E' stato quasi un gioco per me, adesso io lo so
e' forse troppo tardi pero', io corro come un pazzo
cerco solo te.
Ti amo da impazzire
torna da me.
coro:
Il tempo passa ma non ci sei c'e' un gran silenzio intorno a me.
Ho perso l'amore, non so chi mi aiutera'.
E' un altro giorno ma non ci sei
e' un altro giorno ma non ci sei
e' un altro giorno ma non ci sei

 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 11
VENT'ANNI

 
      TRACK: 12
DUE RE SENZA CORONA

 
     

Autori: G. Savio, E. Polito, G. Bigazzi
 
Testo:
La mia vita cominciò
Come l'erba come il fiore
E mia madre mi baciò
Come fossi il primo amore
Nasce così la vita mia
Come comincia una poesia

Io credo che lassù
C'era un sorriso
Anche per me
La stessa luce che
Si accende quando
Nasce un re
Una stella una chitarra
Primo amore biondo è mio
Con l'orgoglio dei vent'anni
Piansi ma vi dissi addio
E me ne andai verso il destino
Con l'entusiasmo di un bambino

Io credo che lassù
C'era un sorriso anche per me
La stessa luce che
Si accende quando nasce un re
Ma sono qui se tu mi vuoi
Amore dei vent'anni miei

Io credo che lassù
Qualcuno aveva scritto già
L'amore mio per te e tutto quello che sarà
Io credo che lassù
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Mei, Carletti, Cerquetti, Vecchi
 
Testo:
"Il tempo in fondo
Il futuro che attende
Quello sognato
Quello che è stato
Solito moto
A doppio senso
Passo a passo...
Ed ecco una storia..la storia

Il tempo gioca un ruolo essenziale
Sui miei pensieri, sulla strada
Da fare e segna nella memoria
Eventi...
Ed ecco una storia, la storia..
Un filo breve che ci lega

Siamo una cosa sola
Due re senza corona
Un equilibrio perso sotto questo cielo
Siamo una cosa sola
Due foglie controvento
Due specchi con un solo
Fuoco di riflesso!
Solo una voce
Solo una voce!

Il vento è un cerchio
E muove lentamente
Le leve del gioco della vita
Da vivere insieme
Ed ecco una storia...la storia
Un filo breve che ci lega

Siamo una cosa sola
Due re senza corona
Un equilibrio perso sotto questo cielo
Siamo una cosa sola
Due corpi senza un velo
Due specchi con un solo
Fuoco di riflesso!
Solo una voce
Solo una voce!

E se la vita a volte può sorprenderci
Saremo pronti a dire un altro no,
Costretti a volte anche un po' a difenderci
Due mani a pugno chiuso siamo noi!

Siamo una cosa sola
Due re senza corona
Un equilibrio perso sotto questo cielo
Siamo una cosa sola
Due foglie controvento
Due specchi con un solo
Fuoco di riflesso!
Solo una voce
Solo una voce!"
 
Fonte: QUI
 
 
 
 
 
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Ultima modifica di mauro piffero il Sab Ott 06, 2018 11:46 pm, modificato 3 volte
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I NOMADI - 2010 - NOMADI IN VIAGGIO (CD/DVD)

Messaggio  mauro piffero il Dom Ott 29, 2017 1:44 pm

1. TITOLO:

2010 - NOMADI IN VIAGGIO

* Etichetta: Corriere Della Sera * Data di pubblicazione: Anno 2010 * Catalogo: 1824-45800 # Genere: Pop * Supporto: CD+DVD Audio, 8 CD 1 DVD * Tipo audio: Stereo *

Note: Le Grandi Iniziative Del Corriere Della Sera – 1824-45800, Nomadi In Viaggio – 1824-45800

2. RECENSIONE:

Il Corriere della Sera e Tv Sorrisi e Canzoni hanno presentano ai loro lettori un’iniziativa inedita interamente dedicata al gruppo musicale dei Nomadi.
Dagli esordi fino alla produzione più recente, le canzoni più significative del gruppo sono raccolte per la prima volta secondo un criterio tematico.
A scegliere le canzoni e come riunirle sono proprio il fondatore e storico tastierista dei Nomadi Beppe Carletti e il critico musicale del Corriere della Sera Mario Luzzatto Fegiz: una rilettura inedita e uno sguardo a posteriori raccolgono l’intero viaggio musicale del gruppo mettendo insieme tassello dopo tassello 40 anni di vita e passione musicale.
I nuovi titoli degli 8 cd in uscita interpretano le diverse stagioni del gruppo e il diverso spirito che lo ha animato nel corso della lunga carriera sulla scena musicale italiana.
Dalla raccolta “Francesco e i Nomadi” a “Vagabondi e dintorni”, da “Il decennio spezzato” al “Il volo coi nomadi”, da “Fra miti e utopia” a “Nomadi 2000”, da “Nomadi d’amore” fino all’ultimo “Da Allende a Tienanmen”, la raccolta, frutto di un progetto comune e un lavoro attento, dà una nuova prospettiva ai diversi aspetti del loro percorso.

Crediamo di fare cosa gradita inserendo nel sito le immagini e l'elenco dei CD e DVD contenenti tutte le canzoni già presenti sul sito senza l'nserimento dei video tutti già pubblicati.
 
 
 
3. COVER di: NOMADI IN VIAGGIO (8 CD+1 DVD)
 

 
 
   
 

 
 
 
4. NOMADI IN VIAGGIO (8 CD+1 DVD)


CD 1 Francesco e i Nomadi:
01 - Noi Non Ci Saremo - Live
02 - Dio E' Morto - Live
03 - Auschwitz - Live
04 - Asia - Live
05 - La Collina - Live
06 - Canzone Della Bambina Portoghese - Live
07 - Primavera Di Praga - Live
08 - Ophelia - Live
09 - Per Fare Un Uomo
10 - Canzone Per Un'Amica
11 - Il Vecchio E Il Bambino

CD 2 Vagabondi e dintorni:
01 - L'Ultima Salita - Live
02 - Ophelia - Live
03 - Jenny - Live
04 - Ricomincia Cosi
05 - Lontano
06 - Prenditi Un Po Di Te
07 - Ci Vuole Distanza
08 - Marta
09 - Edith
10 - Santina
11 - Michelina
12 - Crescerai
13 - Io Vagabondo
14 - Rotolando Va

CD 3 Il Decennio Spezzato:
01. Ma Che Film La Vita-Live
02. Mercanti E Servi
03. Ad Est Ad Est
04. Ma Noi No
05. Senza Patria
06. Salutami Le Stelle
07. Il Muro
08. Il Serpente Piumato
09. La Settima Onda
10. Il Vento Del Nord
11. Ne Gioia Ne Dolore
12. Vivo Forte
13. La Coerenza
14. Ti Lascio Una Parola-Goodbye


CD 4 In Volo Con I Nomadi:
01. Come Potete Giudicar
02. Il Pilota Di Hiroshima
03. I Ragazzi Dell'Olivo
04. Dammi Un Bacio
05. Canzone D'Amore
06. Un Figlio Dei Fiori Non Pensa Al Domani
07. Una Storia Da Raccontare
08. La Libertà Di Volare
09. Le Leggende Di Un Popolo
10. In Favelas
11. L'Aviatore
12. Marinaio Di Vent'Anni
13. L'Angelo Caduto
14. Gordon

CD 5 Tra Miti E Utopie:
01. I Tre Miti
02. Sera Bolognese
03. Costa Dell'Est
04. Ala Bianca
05. Stagioni
06. Aiutala
07. La Deriva
08. 20 De Abril
09. Utopia
10. Ti Voglio
11. Hasta Siempre - Live


CD 6 Nomadi 2000:
01 - Sangue al cuore
02 - Io voglio vivere
03 - Dove si va
04 - Trovare Dio
05 - Amore che prendi amore che dai
06 - In piedi
07 - Stella cieca
08 - Oriente
09 - La mia terra (live)
10 - La vita che seduce
11 - Lo specchio ti riflette
12 - Senza nome
13 - La dimensione
14 - Ci vuole un senso (live)

CD 7 Nomadi D'Amore:
01. Un Pugno Di Sabbia-Live
02. Se.Non.Ho.Te
03. Un Giorno Insieme
04. Il Nome Che Non Hai
05. Tutto A Posto
06. Stella D'Oriente
07. Qui E Passato L'Amore
08. Ho Difeso Il Mio Amore
09. Voglio Ridere
10. Senza Discutere
11. Gli Aironi Neri
12. Abbi Cura Di Te

CD 8 Da Allende A Tienanmen:
01. Mamma Giustizia-Live
02. Joe Mitraglia-Live
03. Salvador-Live
04. Il Paese Delle Favole
05. C'è Un Re
06. Ricordati Di Chico
07. Uno Come Noi
08. Contro
09. Bianchi E Neri
10. Canzone Per I Desaparecidos
11. Il Fiore Nero
12. I Miei Anni
13. L'Uomo Di Monaco
14. Atomica Cinese
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I NOMADI - 2011 - CANZONI NEL VENTO - Live 1987-1989 (LP 33 giri/CD)

Messaggio  mauro piffero il Dom Ott 29, 2017 9:34 pm

1. TITOLO:

2011 - CANZONI NEL VENTO - Live 1987-1989

* Etichetta: Edizioni E Produzioni I Nomadi SRL * Data di pubblicazione: Anno 2011 * Catalogo: 3273227591 # Genere: Pop * Supporto: CD Audio, LP 33 giri * Nr. tracce: 13 * Tipo audio: Stereo * Durata: 46.89

Note: è il trentatreesimo album dei Nomadi.

2. RECENSIONE:

È sempre bello, bellissimo, avere la possibilità di riascoltare la voce di Augusto in qualcosa di nuovo. Certo, con questo disco non possiamo parlare propriamente di "nuovo", ma alcune canzoni presenti in questo album non erano mai state incise dal vivo con la voce di Augusto, e ritrovarsele finalmente incise è sicuramente una grande gioia per qualsiasi fan del gruppo. Augusto... e la sua voce; anche nel riascoltare brani più volte registrati, come "Ho difeso il mio amore", "Auschwitz", in una nuova versione con la voce del grande Augusto suscita emozione. Non posso far altro, quindi, che promuovere a pieni voti questo live, che raccoglie alcune versioni dal vivo registrate a cavallo tra gli anni '87-'89. Stiamo parlando dell'ultimo periodo della storica formazione con Gian Paolo e Chris. Stiamo parlando della storia dei Nomadi.
Il disco si apre subito con la voce di Augusto che annuncia: "Il fiore nero". Parte una versione che reputo addirittura più fresca e giovanile rispetto a quella attuale. Ottima la parte ritmica, e con un Augusto come al solito scherzoso e divertente. La canzone si chiude, infatti, con un "...chi lo dice che Jimmy è nero...".
Segue una chitarra che annuncia gli accordi di "Riverisco". Augusto legge uno dei tanti bigliettini presenti sul palco, il pubblico accompagna gli accordi della chitarra. Ecco che comincia la canzone, e la voce di Augusto ci fa inevitabilmente fare un tuffo nel passato, pieno di malinconia. Sull'inciso, che in questa canzone è un riff di tastiera, Ago fischietta il motivo. La canzone scorre via, accompagnata soltanto dalla chitarra di Chris e dalle tastiere di Beppe nel ritornello, fino al finale dove subentrano rispettivamente Gian Paolo e Dante. Che dire... con questa versione ho riscoperto il piacere di ascoltare questo pezzo breve e divertente.
Arriva un brano molto più impegnativo: "Tu che farai". La canzone si apre con il riff della doppia tastiera, rafforzato poi dalla chitarra elettrica. La canzone non differisce di molto rispetto all'originale incisa su "Ancora Nomadi", se non fosse per la parte finale: su "Quando la Falce verrà...", Augusto enfatizza e rallenta il testo, scandendo bene le parole, accompagnato soltanto dalla batteria di Gian Paolo, fino al fatidico... "Tu che farai...". Versione splendida.
Segue immediatamente "Il Seme". Trionfa la tastiera di Beppe, accompagnata dalla chitarra elettrica di Chris. Interviene poi la voce possente di Augusto. La versione è molto simile all'originale, probabilmente per il fatto che il live si riferisce esattamente al periodo di uscita del disco.
Ecco che arriva un grande classico, anzi, come dice lo stesso Augusto, una canzone "inossidabile, che ha la tempra dell'acciaio". Stiamo parlando di "La canzone del bambino nel Vento (Auschwitz)". La chitarra di Chris va ad aprire il pezzo, accompagnata dalle "campane" della batteria di Gian Paolo. Sulla seconda strofa si aggiungono le tastiere di Beppe. Immancabile, ovviamente, il coro del pubblico. Subentra così anche il basso di Dante. La canzone scorre via emozionante, fino alla chiusura dove tornano i rintocchi delle campane di Lancellotti.
La sesta canzone è una piacevole sorpresa: finalmente troviamo la versione dal vivo di "Aiutala", una canzone che vedrei benissimo inserita nella scaletta attuale. La versione è più veloce e frizzante rispetto all'originale che troviamo in "Quando viene sera", e si chiude con una richiesta d'aiuto dello stesso Augusto: "Aiuto! Non c'è da bere sul palco...".
Mentre Augusto si candida alla Presidenza della Repubblica di Busseto (Capitale d'Italia, annuncia lo stesso Augusto), ecco che arriva "Il Paese delle Favole". Questa versione è meravigliosa... le tastiere spiazzanti di Beppe, il cantato/recitato veloce di Augusto, il culmine nel ritornello strumentale, con il grido di Augusto e il "la... la... la..." quasi lirico. Alla fine della canzone, Augusto "condanna" l'uso delle transenne a un concerto dei Nomadi, e ci regala un altro sorriso quando chiude: "Han paura che ci spogliate, che ci violentiate. Questa è una paura che io non ho, anzi... se fosse per me...".
È la volta della bella "Sera Bolognese". Il pubblico si fa sentire sempre in apertura di ritornello, con il "Sera...". Splendida interpretazione di Augusto, con vocalizzi nel finale. Piccola perla.
Ecco "I Tre Miti" per "...gli amici di Spezzano". Belle le tastiere di Beppe durante le strofe. Bella la chiusura strumentale, dopo l'augurio dell'Euro dal volto umano...
Arriva un grande classico dei live dei Nomadi: "Gordon". Un grande Augusto, un grande Chris, un grande Gian Paolo, un grande Dante... bellissima la parte ritmica. Si chiude con il fischio di Augusto. Versione splendida per una canzone che dal vivo rende sempre al massimo.
La chitarra elettrica di Chris apre una veloce "Costa dell'Est". La canzone è sempre bella. Augusto la interpreta alla perfezione, con un Dennis che interviene spesso e volentieri con l'elettrica, ricordandoci come suona la chitarra un violinista irlandese.
La penultima canzone è la sempreverde "Ho difeso il mio amore". Gli applausi accolgono la voce di Augusto che, come sempre, nel ritornello raggiunge note altissime. Sfido chiunque a cantare questa canzone in questa tonalità: eccezionale. La parte strumentale nel mezzo è splendida, tra i rintocchi di Gian Paolo e il gran basso di Dante. La canzone si chiude come al solito con il duetto Augusto-Pubblico sul ritornello. Bellissima.
La chiusura del live è affidata come sempre all'eterna "Io Vagabondo". 3 minuti e 31 secondi in tutto: ecco come tornare ad amare questo grande classico della musica italiana.
Ci voleva. Questo live ha un unico difetto: è troppo breve. Un bel doppio live, un altro, dopo il bellissimo "Nomadi in Concerto" del 1987, avrebbe reso ancor più felici i tanti, tantissimi fans che, come me, amano ancora oggi quei Nomadi, quelli di Augusto, quelli della voce eterna di Daolio. No, non può essere dimenticato uno come Augusto, e mai lo sarà. Riascoltarlo in queste nuove versioni mi ha emozionato. Riascoltarlo in questo disco mi ha fatto riscoprire quanto sia bello circondarsi di musica vera, semplice e diretta, in un periodo - oggi - in cui la musica è votata all'apparenza, così come la società stessa e la politica che dovrebbe occuparsene. Un disco di musica vera, quindi, dalla fattura artigianale, come un tempo.
Questo live, in definitiva, è una fresca boccata d'aria...
Grazie Augusto.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: CANZONI NEL VENTO - Live 1987-1989 (CD, LP)
 

 

 
 
   
 

 

 

 
 
 
4. TRACK LIST di: CANZONI NEL VENTO - Live 1987-198


n.b. = Cliccando sul titolo sarete reindirizzati sia alla canzone che al testo -
Clicking on the title you will be redirected both to the song and to the text
 
 
 
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I NOMADI - 2011 - CUORE VIVO (LP 33 giri/CD)

Messaggio  mauro piffero il Dom Ott 29, 2017 10:28 pm

1. TITOLO:

2011 - CUORE VIVO
 
* Etichetta: Segnali Caotici * Data di pubblicazione: Anno 2011 * Catalogo: 8032732271719 # Genere: Pop * Supporto: CD Audio, LP 33 giri * Nr. tracce: 10 * Tipo audio: Stereo
 
Note: è il trentaquattresimo album dei Nomadi.
 
 
2. RECENSIONE:
 
Se "RaccontiRaccolti" era riuscito a raffreddare la delusione per la mancanza di un disco di inediti, la stessa cosa non accade (non totalmente) con "Cuore Vivo". Mentre nel primo, infatti, troviamo delle splendide perle, spesso interpretate e suonate magistralmente, il nuovo disco dei Nomadi mi sembra un po' sottotono. C'è qualcosa di buono, quasi ottimo, ma è pur sempre "qualcosa". Mi aspettavo molto di più, sinceramente, dal primo disco da "indipendenti" dei Nomadi.
La scelta degli otto brani storici è caduta sul decennio 1967-77. Da apprezzare la mancanza di canzoni troppo famose e ormai quasi "usurate" dalle incisioni e riproposizioni live. Ma non basta.
Da un primo, rapido ascolto del disco, a mio parere emerge subito un particolare non da poco: troviamo, infatti, un Danilo leggermente ridimensionato nell'assegnazione dei brani. Massimo, con le sue tre esecuzioni da solista, ne esce invece evidentemente rafforzato, ancor di più se si evidenzia il suo apporto anche nel writing degli inediti (presente in entrambi). La canzone assegnata a Sergio, poi, ci annuncia ufficialmente la sua entrata come uno dei "vocalist" ufficiali del gruppo. C'è da aspettarsi, a questo punto, anche una sua partecipazione come Voce al prossimo album di inediti. E proprio per l'album di inediti, allora, c'è da chiedersi quale sarà il ruolo di Danilo, fino ad "Allo Specchio" dominatore assoluto della Voce Nomade.
Ma arriviamo all'analisi del disco: un album di brani rifatti, dunque. Sinceramente non ne sentivamo il bisogno. Ma questo è quanto...
Il disco si apre con il primo dei due inediti: "Toccami il Cuore". La canzone è gradevole; un riff di tastiere anticipa la splendida voce di Danilo, accompagnata nella strofa dall'ottimo basso di Massimo, in evidenza. Il ritornello è azzeccato, come anche l'effetto eco su "...vivo...". Tutto bene, quindi? Direi di no: sul sito ufficiale la canzone viene presentata come la versione più intimistica di due canzoni forti e potenti di qualche anno fa: "Sangue al cuore" (2002) e "Io voglio vivere" (2003). Io ci aggiungerei anche qualche altra canzone... ed è questo il punto: poca originalità nel testo, ormai già sentito e risentito. Piccola nota stonata anche nella parte musicale: il finale "elettronico" era senza dubbio evitabile. Resta comunque un buon pezzo se preso singolarmente e non collocato nella visione di "nuovo dei Nomadi", perché di nuovo, come detto, non c'è davvero niente.
Arriva così la seconda canzone, il primo degli otto brani storici scelti. "Non dimenticarti di me" è una canzone davvero stupenda, che non ha bisogno di presentazioni. Cantata da Augusto o da Danilo, il brano rende sempre tanto, e ci fa capire quanto erano preparati, capaci e obiettivi i giudici del Sanremo '71, dove fu presentata (e bocciata immediatamente) la canzone. Storie di ordinaria incompetenza (storie italiane, per esser più chiari). Ma veniamo alla versione presente nel disco: è la batteria di Daniele, stavolta, ad aprire il pezzo. Il riff è della chitarra di Cico, che accompagna la strofa con l'acustica, insieme al pianoforte di Beppe. La voce di Danilo è in crescendo, fino al ritornello. Nel finale, ascoltiamo anche qualche accenno del violino di Sergio. Dunque una bella versione di una bella canzone, che si allontana totalmente da quella proposta fino a qualche tempo fa, che vedeva impegnati solo il pianoforte di Beppe e la voce di Danilo.
"Un figlio dei fiori non pensa al domani" si apre con un riff di pianoforte (sembra accompagnato da un "battere" che accompagna ogni singola nota). L'arrangiamento nella strofa non si allontana molto dalle versioni riproposte dal vivo, ed è nel ritornello che troviamo la novità: al posto dell'originale "La... la... la...", e delle tastiere di Beppe di qualche anno fa, ecco la chitarra elettrica di Cico. Perfetta la voce rockeggiante di Massimo, sempre molto presente anche col basso, che va a chiudere il pezzo ripetendo più volte "Un figlio dei fiori non pensa al domani". Buona prova.
È la volta della canzone affidata alla voce di Sergio: "Isola ideale". Breve riff di chitarra elettrica, accompagnata da pianoforte e acustica, con accenni dei piatti di Daniele: è questo l'intro che anticipa la voce di Sergio. Il polistrumentista dei Nomadi se la cava egregiamente anche con la voce. La chitarra elettrica di Cico prova a farsi spazio subito dopo il ritornello (molto bello), ma è nel minuto finale che ci regala un bell'assolo, fino alla dissolvenza. Insomma, una bella versione di una canzone che fino a qualche anno fa era stata completamente dimenticata. Voglio ricordare, infatti, che prima dell'apparizione nella doppia raccolta della EMI "Nomadi The Platinum Collection" del 2003, "Isola Ideale" era disponibile soltanto sulla Musicassetta "Tutto a posto" del 1974 e sul relativo 45 giri.
Arriviamo al secondo inedito, "Cosa cerchi da te". L'apertura del pezzo è una delle più particolari in assoluto: bell'intro di batteria di Daniele, che va ad anticipare un inizio strumentale molto simile a quello di "Contro" versione live, quasi a richiamare il suono delle cornamuse (suppongo effetto dato dalle tastiere di Beppe, visto che non appaiono cornamuse nel libretto del CD). La batteria di Daniele, intervallata dall'elettrica di Cico, continua a martellare durante la strofa (buona) cantata da Massimo. Arriva poi il ritornello, e ci ritroviamo di fronte a suoni e melodie fin troppo conosciute. Orecchiabile, carino, ma musicalmente non ci allontaniamo di un millimetro dal classico ritornello. Particolare, invece, la chiusura col violino "sporco" di Sergio. Per quanto riguarda il testo, poi, così come per "Toccami il cuore", niente di nuovo. A mio parere, seguendo la strada del cantare la vita, le scelte di vita, e ancora la vita... i Nomadi rischiano di diventare ridondanti negli argomenti proposti. Un po' a malincuore, poi, penso di aver capito - visti i due inediti, dove se non con entrambi, ma almeno con uno dei due si poteva osare, sperimentare... - che il nuovo corso "indipendente" non ha intenzione di tornare al periodo di denuncia, di protesta, di testi e temi forti che pian piano, col passare degli anni, hanno lasciato gradualmente il campo all'argomento "Vita" e "Voglia di vivere" in generale. Spero di venire smentito in futuro...
Tastiere "vintage" e basso pressante per l'intro di "Noi". L'entrata della chitarra elettrica e della batteria ci regalano un ottimo inizio di un pezzo che molti ricorderanno nel duetto Augusto-Guccini di "Album Concerto" del 1979. Tastiera e chitarra elettrica accompagnano la voce di Danilo durante la strofa, fino ad arrivare al bel ritornello. Ed è dopo il secondo ritornello che arriva prepotente la chitarra di Cico nell'ottimo assolo, che a sua volta anticipa la nuova entrata della voce di Danilo con l'inciso. La canzone si chiude con l'esiste solo sound ripetuto da Danilo sulla bella parte strumentale finale. Bella canzone, che ha l'unica pecca di avere un testo troppo breve e ripetitivo.
Il violino di Sergio apre "Un po' di me", che torna subito dopo la prima strofa. Canzone soft, che spicca il volo soltanto grazie alla splendida voce di Danilo: grande prova durante tutta la canzone. Qualche riserva sull'inserimento di questa canzone l'avrei. Non si tratta di un brutto pezzo, ma a mio parere la riproposizione di questa canzone non regala nulla al repertorio dei Nomadi, ancor meno al disco. A discapito di "Un po' di me", nel periodo 67-77 si poteva pescare qualche chicca molto più interessante e particolare. Sbirciando soltanto in "Un giorno insieme" da cui è stata tratta, per esempio, non sarebbe stato più d'effetto una riproposizione di "Icaro"?
Arriviamo quindi a uno dei pezzi più riusciti del disco: "La Storia". La canzone si apre con il violino di Sergio, per poi continuare con la strofa cantata quasi con rabbia da Massimo, sullo sfondo di un basso molto presente, così come nell'originale. Sul ritornello troviamo una piccola ma importante differenza rispetto all'originale: gli accordi accorciano il pezzo tra un pausa e l'altra dell'ormai classico "Siamo la più gran città dell'intera umanità..."; la scelta è azzeccata, visto che rende il ritornello più fluido e rock, perfetto per la voce di Massimo. Nella parte finale della canzone, da sottolineare il bel violino di Sergio, e l'arpeggio che ha accompagnato ogni fine ritornello. Una grande canzone, pescata da un grande disco, lo splendido "Noi ci saremo". E restando sempre sull'album del 1977, sarebbe bello se i Nomadi rivalutassero ancor di più questo disco (già ampiamente celebrato, bisogna darne atto ai Nomadi), riproponendo per esempio una canzone come "Vorrei parlare", molto particolare negli arrangiamenti già all'epoca.
Arriva subito dopo un'altra grande canzone dei Nomadi: "Mamma Giustizia". La particolare tastiera di Beppe (che riprende l'originale) accompagna la voce di Danilo. Sullo sfondo gli altri strumenti aspettano il ritornello per esplodere, ben cantato da Danilo. La chitarra di Cico interviene da solista subito dopo il ritornello. Ottima la prova anche di Daniele, come in tutto il disco. La parte strumentale nel finale, è forse la parte musicale migliore del disco, con un grande Cico accompagnato alla grande da Daniele e da tutti gli altri.
Il disco si chiude con "Fatti miei". Un tamburellare e un fischiettio (Danilo) del motivo della canzone aprono il pezzo. Ottimo il violino di Sergio e l'interpretazione divertita di Danilo. La canzone è divertente e orecchiabile, ma così come con "Un po' di me", la scelta sarebbe potuta cadere probabilmente su un pezzo più particolare e originale, sempre dello stesso disco di "Fatti miei": che dire, per esempio, dell'allucinata e nostalgica "Ritornerei"?
In definitiva, un disco di gran lunga superiore al "collega" del 1999, "SOS Con rabbia e con amore", ma che lascia insoddisfatti per due ragioni: la prima riguarda i singoli, orecchiabili, belle canzoni, ma che non hanno nulla di diverso dal corso "Dipendente" da una Casa Discografica degli ultimi anni. Canzoni che sugli argomenti si ripetono e non aggiungono praticamente nulla al repertorio, anzi, magari tolgono qualcosa allo spirito critico e di denuncia dei testi di qualche anno fa. Ma i Nomadi, si sa, sono un gruppo musicale e non un partito politico, dunque c'è da rispettare alcune scelte, anche in virtù di molti apprezzamenti (quasi trionfalistici, vicini all'osannazione da capolavoro) di molti fans del gruppo. C'è quasi da invidiarli...
Il secondo motivo riguarda le scelte della canzone, ma non riesco a farne una colpa ai Nomadi. La loro scelta è stata incentrata sul decennio 67-77: quindi, escludendo tutto il repertorio 80-90, so benissimo che se avessero scelto una o l'altra canzone del decennio in questione, mi sarebbe venuta in mente quella o quell'altra canzone che a mio parere sarebbe stata meglio nel disco. Dunque: avrei preferito l'inserimento di qualche canzone a discapito di qualche altra, ma questa è soltanto una questione personale. C'è comunque da fare i complimenti al gruppo di Beppe, per la scelta di canzoni non famosissime, e alla fine tutte belle.
Ci sarebbe da aggiungere un altro motivo, ma più che di insoddisfazione quasi di preoccupazione: analizzando gli ultimi anni della storia dei Nomadi, ci ritroviamo a constatare che dal 2003 sono soltanto 3 gli album di inediti. Tre album di inediti in 8 anni. Certo, sfornare un album all'anno non è il massimo e quasi mai sinonimo di qualità, ma tre dischi di inediti dal 2003 a oggi sono davvero pochi.
Chiudiamo parlando dell'indipendenza: con l'uscita di questo disco, il cambiamento si è visto soltanto per quanto riguarda la scelta dei brani storici. Sarebbe stato difficile per una grande casa discografica rinunciare alla possibilità di propinarci l'ennesima versione di "Io vagabondo" perché, si sa, "Io vagabondo" è bellissima... e vende. Soprattutto vende.
La mano dell'indipendenza discografica, però, come già accennato non si è vista negli inediti. Insomma, i Nomadi stanno per festeggiare i 50 anni di storia, e credo che abbiano raggiunto ormai lo status di "Mito della Musica Italiana." Dunque... i Nomadi, a questo punto della loro carriera, con il seguito imponente che hanno, potrebbero permettersi di tutto. L'unica catena in casi come questi è data dalla major discografica, che i Nomadi da oggi non hanno più. Allora, perché non osare e proporre qualcosa di forte, di originale, di "Nomade Anni Fine 70, poi 80, 90", e di molte cose buone fatte anche negli anni 2000? Niente di così assurdo, censurabile. Soltanto non vorrei ritrovarmi tra le mani un disco di inediti che venga dominato ancora una volta da testi che si rincorrono tra loro, tra passato e presente, che ci ricordino ancora una volta che la vita è bella e va vissuta, e non bisogna mai arrendersi: ok, pensiamo di averlo capito...
Vorrei che i Nomadi del prossimo disco di inediti aprissero con una frase resa nota molti anni fa da un grande conduttore televisivo: "Dunque, dove eravamo rimasti?"
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: CUORE VIVO(LP oltre a CD)
 

 
 
   
 

 
 
    
 


   

   

   

   

 

 
 
 
4. TRACK LIST di: CUORE VIVO(CD, LP)


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TRACK: 1
TOCCAMI IL CUORE

 
      TRACK: 5
COSA CERCHI DA TE

 
     

Autori: Carletti, Vecchi, Cerquetti, Trentacarlini
 
Testo:
E l’estate va via,
col suo carico di sale e di grano.
E l’amore va via,
vedi, sembra per sempre
e neanche tra un anno è già qua.
I tuoi occhi, le mani
e soprattutto il pensiero
che ho tanto amato,
io non potrò, non potrò più farne a meno.

Toccami il cuore e senti com’è vivo,
giochi d’ombra e di luce
è bello aprire le ali e raggiungerti!
Toccami il cuore e senti com’è vivo,
prendimi le mani e ascolta
scorrere il sangue più forte per dirti che è vivo!
Io vivo! Io vivo! Io vivo!

Se l’amore è una fiamma
come il sole che ti scaldi in inverno,
sfiora l’eterno,
sembra resti per sempre e invece a volte va via.
La tua forza, l’istinto
e soprattutto il pensiero
che ho tanto amato
io non potrò, non potrò più farne a meno.

Toccami il cuore e senti com’è vivo,
giochi d’ombra e di luce,
è bello aprire le ali e raggiungerti!
Toccami il cuore e senti com’è vivo,
prendimi le mani e ascolta
scorrere il sangue più forte per dirti che è vivo!
E toccami il cuore e senti com’è vivo,
giochi d’ombra e di luce,
è bello aprire le ali e raggiungerti!
Toccami il cuore e senti com’è vivo
e prendimi le mani e ascolta
scorrere il sangue più forte per dirti che è vivo!
Io vivo! Io vivo! Io vivo!
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carletti, Vecchi, Cerquetti, Trentacarlini
 
Testo:
Ogni strada ha due sensi, ogni notte ha due volti, ci pensi?
Se non esistesse il tempo non andremmo così in fretta, ci pensi, ci pensi.

La terra gira e non ci aspetta, saluta gli anni con la mano e va.
Cosa cerchi da te?
L'universo e il tuo destino non volano più.
Cosa cerchi da te?
Alza gli occhi verso il sole, il calore saprà riscaldarti un'altra verità.

Non hai fatto mai abbastanza.
Hai perso chiavi, tempo e fede, ci pensi?
Hai cercato di esser vero e di questo vanne fiero, ci pensi? ci pensi.
E se c'è un Dio che regge il gioco non li terrai dentro al tuo cuore e poi.

Cosa cerchi da te?
L'universo e il tuo destino non volano più.
Cosa cerchi da te?
Alza gli occhi verso il sole, il calore saprà riscaldarti un'altra verità.

Non hai bisogno di una guida, è tutto ben presente ormai
padrone del tuo essere chi sei.

Cosa cerchi da te?
L'universo e il tuo destino non volano più.
Cosa cerchi da te?
Alza gli occhi verso il sole, il calore saprà riscaldarti un'altra verità.
Cosa cerchi da te?
L'universo e il tuo destino non volano più.
Cosa cerchi da te?
Alza gli occhi verso il sole, il calore saprà riscaldarti un'altra verità.
 
Fonte: QUI

 
 
 
da:    


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I NOMADI - 2012 - E' STATO BELLISSIMO (CD/LP 33 giri)

Messaggio  mauro piffero il Lun Ott 30, 2017 11:25 am

1. TITOLO:

2012 - E' STATO BELLISSIMO

* Etichetta: Edizioni E Produzioni I Nomadi SRL * Data di pubblicazione: Anno 2012 * Catalogo: 8032732275816 # Genere: Pop * Supporto: CD Audio, LP 33 giri * Nr. tracce: 14 * Tipo audio: Stereo

Note: è il trentaquattresimo album dei Nomadi.

2. RECENSIONE:

È stato bellissimo è un album in edizione limitata (stampato in 5.000 copie numerate) dei Nomadi, uscito in occasione del XX Tributo ad Augusto Daolio che si è svolto il 25 e 26 febbraio 2012 a Novellara, contenente 14 tracce live estratte da vari concerti che vanno dall'estate 1984 all'estate 1990. Il titolo è stato bellissimo richiama la frase di rito che diceva Augusto nel finale di ogni suo concerto. Il disco nasce da un'idea di Beppe Carletti dedicato al cantante e leader "carismatico" del gruppo Augusto Daolio.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: E' STATO BELLISSIMO(CD, LP)
 
   
 

 
 
   
 
    
 
 
4. E' STATO BELLISSIMO


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TRACK: 4
MI SONO INNAMORATO DI TE

 
      TRACK: 14
E' STATO BELLISSIMO

 
     

Autori: Luigi Tenco
 
Testo:
Mi sono innamorato di te
Perché
Non avevo niente da fare
Il giorno
Volevo qualcuno da incontrare
La notte
Volevo qualcosa da sognare

Mi sono innamorato di te
Perché
Non potevo più stare solo
Il giorno
Volevo parlare dei miei sogni
La notte
Parlare d'amore

Ed ora
Che avrei mille cose da fare
Io sento i miei sogni svanire
Ma non so più pensare
A nient'altro che a te

Mi sono innamorato di te
E adesso
Non so neppur'io cosa fare
Il giorno
Mi pento d'averti incontrata
La notte
Ti vengo a cercare
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Beppe Carletti
 
Testo:
Ci dispiace ma il testo al momento non è disponibile in rete, puoi comunque vedere (e/o ascoltare) il video. Puoi contribuire inviando i testi mancanti saxismawe@gmail.com

 
 
 
da:    


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I NOMADI - 2012 - TERZO TEMPO (LP 33 giri/CD)

Messaggio  mauro piffero il Lun Ott 30, 2017 4:55 pm

1. TITOLO:

2012 - TERZO TEMPO

* Etichetta:
Artist First * Data di pubblicazione: Anno 2012 * Catalogo: 8032732272327 # Genere: Pop * Supporto: CD Audio, LP 33 giri * Nr. tracce: 10 * Tipo audio: Stereo * Durata: 38,06 *

Note: è il trentacinquesimo album dei Nomadi.

2. RECENSIONE:

Inizia benissimo il Terzo Tempo dei Nomadi. È il tempo di Cristiano Turato, la nuova voce del gruppo, che fa subito suo il ruolo che fu di Augusto Daolio prima, e Danilo Sacco poi. Se qualcuno temeva (o sperava) che con la partenza di Danilo i Nomadi potessero perdere la loro identità, la loro forza, oltre a dimostrare una certa dose di pessimismo cosmico (Danilo, con tutto il rispetto, non è Augusto...), si sarà ritrovato letteralmente spiazzato nel vedere con quanta forza e padronanza Cristiano abbia saputo affrontare il ruolo – difficilissimo, sia chiaro... – di sostituire l’amatissimo Danilo Sacco. Che poi alcune strategie del tutto discutibili dello staff di quest’ultimo abbiano ridimensionato l’amore dei fans Nomadi nei confronti del Sacco, questo è un altro discorso...
Cristiano Turato parte alla grande, quindi. Ci aveva già dimostrato le sue capacità nell'esordio di fuoco di Novellara 2012. Qui, in questo album, lo troviamo alla voce in ben 7 canzoni su 10, e al songwriting in quattro. Ma questo “Terzo Tempo” dei Nomadi è anche il tempo di Beppe Carletti. La vitalità e la freschezza di un gruppo che l’anno prossimo festeggerà i 50 anni di carriera, è un vero e proprio miracolo musicale, e questo, si può affermare con assoluta certezza, è tutto merito di un artista che dal 1963 porta avanti il progetto Nomadi.
Passando al disco: avevo parlato di vitalità e freschezza, e ancora una volta mi ritrovo piacevolmente sorpreso nel constatare quanto un gruppo che calca i palchi da 50 anni sia più innovativo e giovane di certi artisti (il più delle volte usa e getta) nati negli ultimi tempi.
Lo dimostra subito il pezzo d’apertura del disco, “Non avrai”: un intro rock che dà il via a una grande canzone, in cui Cristiano si trova totalmente a suo agio. In questa prima canzone, come nelle successive, troviamo subito un netto miglioramento nei testi.
Dopo la grande apertura di “Non avrai”, il disco si mantiene su alti livelli, con il singolo “Ancora ci sei”, seguito a ruota dal nuovo “manifesto Nomade”, “Fuori”. I Nomadi sono in effetti un gruppo Fuori. Fuori dagli schemi, dal giro, dalla grande industria, dal circuito imposto da radio e tv, dalla banalità, dal tempo...
Sì, un gruppo fuori dal tempo, nonostante la quarta traccia ci porti alla title-track del disco: “Terzo Tempo”. Il titolo è perfetto, e come ci racconta la canzone, ci ritroviamo a vivere ancora una volta una storia che non stanca, un film che non finisce, un'idea che non tradisce.
“Un altro cielo” comincia con un bel riff di Cico, che ci porta in un altro grande brano che, a mio parere, è una delle canzoni più belle del disco. Bella la strofa, il ponte, il ritornello... belle le parole e la straordinaria interpretazione di Cristiano. “Un altro cielo” entra a far parte della schiera (sempre più numerosa) delle mie canzoni dei Nomadi preferite.
Cristiano Turato, è chiaro, è un grande cantante. Chi afferma il contrario, accecato da una sorta di fanatismo nei confronti dell’ex vocalist Danilo che non vedevo dai tempi dei Take That, si qualifica immediatamente per quello che è: poco obiettivo e con un orecchio poco abituato alla buona musica. La straordinaria capacità di Cristiano nel passare senza perdere un colpo dalla potenza di “Non avrai” alla calma e dolcezza di un’altra splendida canzone come “Tarassaco” non è da tutti. È, per fortuna nostra, del nuovo vocalist dei Nomadi. “Tarassaco”, voce, pianoforte e violino, è un pezzo di grande spessore, che mostra ancora una volta tutta la particolarità e la duttilità della voce di Cristiano.
Inizialmente “Il vento tra le mani” mi sembrava il brano più debole del disco. Poi, ascoltandola meglio, mi sono ricreduto. La voce di Sergio esegue bene un pezzo con una strofa interessante (peccato breve) sia nella musica che nel testo, per poi continuare con un ponte che dà il via a un ritornello corale, ripetitivo ma funzionale. Molto buona la parte musicale.
Ottimo pezzo anche “Apparenze”. Inizio soft, che pian piano cresce di intensità, fino a regalarci anche un assolo di Cico.
È forse, per quanto mi riguarda, “Un attimo di sole” la canzone che spicca meno nel disco. Forse perché, come ho già affermato in passato, ci siamo un po’ troppo abituati ad ascoltare Massimo cantare canzoni di questo genere. Sia chiaro: la canzone è bella, orecchiabile, ben eseguita, ma probabilmente non va ad aggiungere niente di particolare al repertorio.
Il disco di chiude con “Addormentato ma non troppo”. A me la canzone diverte; oltre ad avere un’ottima base musicale, molto aggressiva e rockeggiante, ha un testo che, se per certi versi è difficile da interpretare, per altri diverte e spiazza (le indicazioni di voto a un certo personaggio famoso, il coro dei lalala, la risata sarcastica di Cristiano). Insomma... possiamo affermare che il disco si chiude a sorpresa. Del resto, in “Terzo Tempo” i Nomadi cantano anche “...un finale che stupisce...”.
In conclusione: se non ci fossero stati alcuni episodi spiacevoli non certo da attribuire ai Nomadi, mi sarei risparmiato un confronto tra il “Terzo Tempo” dei Nomadi e “L’altro tempo” (Un altro me) di Danilo Sacco. Ma visto che gli episodi ci sono stati, e hanno fatto anche un discreto rumore, prendo al balzo l’occasione per sottolineare la rivincita (se proprio ci doveva essere...) dei bistrattati (da una piccola parte, sia chiaro...) Nomadi: il nuovo disco del gruppo di Beppe Carletti è di una superiorità disarmante. Musica, parole, freschezza, persino voce (nel suo disco da solista Danilo non si esprime assolutamente al massimo); “Terzo Tempo” è un disco che mette i puntini sulle i: i Nomadi sono i Nomadi, e se qualcuno ha la presunzione di affermare che questo è soltanto un noto gruppo in cui ha cantato, probabilmente questo noto gruppo non avrà bisogno di far sapere che tra le proprie fila ha cantato quel qualcuno.
Ancora: se sempre qualcuno si vanta di essere arrivato secondo in una classifica di vendite web sul sito della Feltrinelli (mi pare), o addirittura nella classifica del supermercato, questo qualcuno dovrebbe anche ricordare di aver esordito intorno alla 40a posizione nella classifica ufficiale FIMI (quella ufficiale, sì... quella che tiene conto per davvero di quante copie si vendono in assoluto in Italia, in ogni negozio, in ogni supermercato...); e se un certo noto gruppo chiamato “Nomadi” esordisce nella classifica ufficiale addirittura al 3° posto (confermandosi la settimana successiva nella Top Ten, al 7°), c’è da chiedersi cosa dovrebbero fare Beppe e compagni per pubblicizzare e festeggiare il (vero) successo. Ma, signori, stiamo parlando di un gruppo che da anni staziona, all’esordio, sempre nei primissimi posti della citata classifica (a questo giro soltanto Michael Jackson e Malika Ayane hanno fatto meglio). Con o senza un certo cantante.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: TERZO TEMPO (LP oltre a CD)
 

 

 
 
   
 
    
 


   

   

   

   
 
 
 
4. TRACK LIST di: TERZO TEMPO

  • 01. Non avrai - 3:50
  • 02. Ancora ci sei - 4:38 - 4:08
  • 03. Fuori- 4:54
  • 04. Terzo tempo - 4:02
  • 05. Un altro cielo - 3:43
  • 06. Tarassaco - 3:49
  • 07. Il vento tra le mani - 4:05
  • 08. Apparenze - 3:20
  • 09. Un attimo di sole - 4:23
  • 10. Addormentato ma non troppo - 3:22

 
TRACK: 1
NON AVRAI

 
      TRACK: 2
ANCORA CI SEI

 
     

Autori: Cristian Cattini, Elena Carletti, Massimo Vecchi, Giuseppe Carletti
 
Testo:
E venne notte in un istante
giù dal monte dentro alle stanze
e vide quello che nessuno vuol vedere mai
e piovve fuoco nel cielo denso
e nei suoi occhi sabbia e vento
e vide quello che nessuno vuol vedere mai
E l'uomo strinse forte il suo destino
con rabbia disse no all'incanto
non mi ucciderà la maschera è follia

Non avrai i miei occhi mai
non avrai le mie lacrime mai
non avrai il mio sogno più grande
che guarda all'eternità

E venne il tempo di farsi uomo
tra il bene e il male che cosa fare
e il tempo scivolò
per dare forza alla sua idea
e venne il giorno in un istante
il sole caldo e cielo immenso
gridò la sua magia
la vita in fondo è solo mia
e l'uomo strinse forte il suo destino
con rabbia disse no l'incanto non mi ucciderà
la maschera è follia

Non avrai i miei occhi mai
non avrai le mie lacrime mai
non avrai il mio sogno più grande
che guarda all'eternità
Non avrai i miei respiri mai
non avrai tutti i sogni che vuoi
non avrai le mia ali che battono
al tempo dell'immensità
Non avrai i miei occhi mai
non avrai le mie lacrime mai
non avrai il mio sogno più grande
che guarda all'eternità
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Cristiano Turato, Cristiano Turato, Giuseppe Carletti
 
Testo:
La verità è che non so più sognare... dentro a questa stanza mi muovo piano...
ascolto un po' di musica però
il mio pensiero corre e viene da te... la verità è che sono ancora un bambino... e dentro la mia stanza io canto e suono.
io chiudo gli occhi e sogno ancora un po' e nel mio prato ancora ci sei tu. io lo so che cambierò.
Corro corro è sai perché
la mia forza viene da te
e se cado a terra io non ho perso la guerra...
Corro corro è sai perché la mia forza viene da te e se cado a terra io non ho perso la guerra... La verità è che non riesco ad uscire...
la verità è che non riesco a parlare...
così alzo la musica
è penso che...
è l'unico modo che ho per ridere!
Corro corro è sai perché la mia forza viene da te
e se cado a terra
io non ho perso la guerra...
Corro corro è sai perché
la mia forza viene da te
e se cado a terra io non ho perso la guerra...
la verità è che non so più sognare...
La verità è che sono ancora bambino...
Corro corro sai perché la mia forza viene da te
e se cado a terra
io non ho perso la guerra...
Corro corro sai perché la mia forza viene da te
e se cado a terra
io non ho perso la guerra.
 
Fonte: QUI

 
TRACK: 3
FUORI

 
      TRACK: 4
TERZO TEMPO

 
     

Autori: Barbara Rosset, Massimo Vecchi, Luca Zannoni, Giuseppe Carletti
 
Testo:
Fuori, dicono che siam fuori
non siamo più buoni a niente
nemmeno a lavorare.
Fuori, dicono che siam fuori
sopra una vetrina


ci vogliono impolverare.
Ma sentiamo ancora la voglia di un vento che cambia pelle
cedere crescere il sole
difendere un idea che nasce
portare nuova emozione
possiamo anche urlare.

Fuori, dicono che siam fuori
non siamo buoni a niente
nemmeno di pensare
Fuori, dicono che siam fuori
per poco che andiamo avanti
ci tolgono anche i sogni
ma sentiamo ancora la voglia di cogliere un senso nel fare
sfidare ancora il destino
e a che carte giocare

E noi, noi che non ci arrendiamo mai
noi che non ci sentiamo di stare lontano lontano dai guai
E noi, noi che non ci vendiamo mai
siamo nati col gusto di essere contro a chi sceglie per noi.


Fuori, dicono che siam fuori
che è ora di abbandonare
ci dicono di lasciare.
Fuori, dicono che siam fuori
e che siamo stanchi
anche di andare avanti
Ma facciamo ancora rumore
se in ballo c'è in gioco l'amore
E danziamo di nuovo col tempo
vogliamo vedere

E noi, noi che non ci arrendiamo mai
noi che non ci sentiamo di stare lontano lontano dai guai
E noi, noi che non ci vendiamo mai
siamo nati col gusto di essere contro a chi sceglie per noi.
E noi, noi che non ci arrendiamo mai
noi che non ci sentiamo di stare lontano lontano dai guai
E noi, noi che non ci vendiamo mai
siamo nati col gusto di essere contro a chi sceglie per noi.

E fuori, dicono che siam fuori
Fuori, dicono che siam fuori...fuori
 
Fonte: QUI
     
Autori: Cristian Cattini, Elena Carletti, Giuseppe Carletti
 
Testo:
Ma chi sei,
tu che corri accanto a me
con lo sguardo attento
e la mente al terzo tempo.
E se avrai gambe e fiato

sentirai come un rullo di tamburi.
Sta passando un fuori campo
tutti pronti, si alza il canto
Tra sconfitta o vittoria,
oggi è in gioco un'altra storia

E poi ci incontreremo la
nel terzo tempo e ancora sarà
e poi ci incontreremo la
nel terzo tempo e ancora sarà

Ti giuro che è anche per te
ti giuro che...

Ma chi sei,
con un cuore da leone
col sudore e la passione
sposteremo le montagne
Non sarà solo tempo perso
ma è un film che non finisce
un'idea che non tradisce
un finale che stupisce
Occhi aperti notte bianca
una storia che non stanca

E poi ci incontreremo la
nel terzo tempo e ancora sarà
e poi ci incontreremo la
nel terzo tempo e ancora sarà

Ti giuro che è anche per te
ti giuro che...

E poi ci incontreremo la
nel terzo tempo e ancora sarà
e poi ci incontreremo la
nel terzo tempo e ancora sarà...
 
Fonte: QUI
 
TRACK: 5
UN ALTRO CIELO

 
      TRACK: 6
TARASSACO

 
     

Autori: Barbara Rosset, Massimo Vecchi, Luca Zannoni, Giuseppe Carletti
 
Testo:
Chiedo scusa mia coscienza
io lo so che va di moda
farsi largo a spinte e pugni
mi dispiace non è cosa
Ho deciso di saltare
per guardare un po' più in la
Allargando l'orizzonte
per trovare verità

Chiedo venia alla mia vita
sono stanco di mentire
getto l'orologio al quarzo
io non lo voglio più contare
Con la tenda e il fuoco acceso
guardo in faccia la realtà
mentre il tempo mi racconta
tutto quello che non va.

Perché sto cercando un altro cielo
quello che non mente non ha età
dove non ci sono stelle accese solo per metà
il posto dove posso ritrovare
il mio respiro e dove mai mai mai mai
ti possono comprare per avere più di quello che non vuoi.

Le mie scarpe, il mio cappello
e una maglia rossa a righe
mi è un po' stretta, questo è certo
soprattutto sulle spalle
La mia vita mi rifiuto
di lasciarla in pasto a voi
con le vostre giacche scure
con i vostri falsi eroi

Perché sto cercando un altro cielo
quello che non sporca l'anima
quello che non ti racconta strane verità
un posto dove posso ritrovare
il mio respiro e dove mai mai mai mai mai mai

Perché sto cercando un altro cielo
quello che non mente non ha età
dove non ci sono stelle accese solo per metà
il posto dove posso ritrovare
il mio respiro e dove mai mai mai mai
ti possono comprare per avere più di quello che non vuoi.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giuseppe Carletti, Cristiano Turato,Sergio Reggioli
 
Testo:
Raccoglierò in silenzio
un fiore per te
senza svegliarti dal tuo dolce sonno.
Ti lascerò nel tuo campo
pieno di colori

come il giallo del tarassaco.
Riempirò il tuo tempo di parole
che valgono come oro
ora sono vicino
al tuo lento cammino
denso di profumo di rose...

E sono semplici, parole semplici
e salgono a te
e sono semplici, preziose e semplici
e corrono a te...

Raccoglierò i tuoi pensieri
che piangono
Gli asciugherò al vento caldo
d'Africa
Mi ergerò a scudo quando la spada
vorrà colpire
il tuo cuore di sole...

E sono semplici, parole semplici
e salgono a te
E sono semplici, preziose e semplici
e corrono a te...
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 7
IL VENTO TRA LE MANI

 
      TRACK: 8
APPARENZE

 
     

Autori: Giuseppe Gismondi, Sergio Reggioli, Daniele Campani, Giuseppe Carletti
 
Testo:
È un senso di pace, il vento tra le mani
È un senso che piace, il vento tra le mani
Le mani come rami -ih -ih -ih
Una notte di maggio ho respirato l'universo
Un'aquila nera mi dice che vivo per questo
I piedi sulla sabbia, sono pietre della terra che cercano amore e
Il mio cuore al di la del mare l'altitudine è
odore di incenso
È un senso di pace, (È un senso di pace)
È un senso che piace, (è un senso che piace)
Perché è un senso di pace, (è un senso di pace)
È un senso che piace, (è un senso che piace)
È un senso di pace, il vento tra le mani
È un senso che piace, il vento tra le mani
Le mani come rami, il vento tra i rami
Le mani con le mani -ih
Dentro di me
Il suono di un amore per la vita
Mi richiama alla realtà le voci delle genti, troppo spesso grida
Il respiro del mondo senza colori ma con tutti i valori,
Il respiro del mondo di tutte le menti troppo furbe perdenti
E allora alzo le mani (io alzo le mani)
Io alzo le mani (io alzo le mani)
È un senso di pace, il vento tra le mani
È in senso che piace, il vento tra le mani
Le mani come rami, il vento tra i rami
Le mani con le mani -ih -ih -ih
Oooh
Oooh
Con le mani
Come rami
Con le mani
Con le mani, con le mani
È un senso di pace, il vento tra le mani
È un senso che piace, il vento tra le mani
Le mani come rami, il vento tra i rami
Le mani con le mani, con le mani, con le mani
È un senso di pace, il vento tra le mani
É un senso che piace il vento tra le mani
Le mani come rami, il vento tra i rami
Le mani con le mani, con le mani, con le mani
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giuseppe Carletti, Cristiano Turato
 
Testo:
Io non ho tempo devo uscire
devo andare a lavorare
per riempire questo vuoto
di monete d'oro
Io non ho tempo di cercare
e non ho tempo di guardare
non ho tempo di vedere le lacrime della gente
le lacrime della gente...

E allora dimmi...
perché piangi...
perché tremi...
mentre la vita ti sta lasciando
tieni stretta la mia mano...

Io non ho tempo di lavare
e neanche il tempo di accudire
Io non ho tempo di sentire
e non ho tempo di amare
Io non ho tempo di vedere
Non ho tempo di capire quello che l'amore chiede
quello che l'amore da
la la la la

E allora dimmi...
perché piangi...
perché tremi...
mentre la vita ti sta lasciando
tieni stretta la mia mano...

E allora dimmi...
perché piangi...
perché tremi...
mentre la vita ti sta lasciando
tieni stretta la mia mano...
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 9
UN ATTIMO DI SOLE

 
      TRACK: 10
ADDORMENTATO MA NON TROPPO

 
     

Autori: Massimo Vecchi, Lorella Cerquetti, Laura Trentacarlini, Giuseppe Carletti
 
Testo:
E sei li con te
sono già le tre, non dormi ormai
Sopra il tavolo
la tua tesi è li che scivola
Brucia in te la tua voglia di
cercare un dio che guardi giù
scoprire che ci sei anche tu

In un attimo di sole, passato al temporale
lottare, sentir crescere la tua dignità nel cuore
In un attimo di sole, non farsi mai schiacciare
ma vivere credendo in ciò che sei

E sei li e ci sei
sono già le sei, c'è il tuo caffè
quello almeno sai,
non tradisce mai,
ti servirà.
Fuori è luce, un altro giorno
la vita ti accompagnerà, magari ti sorprenderà

In un attimo di sole,
passato al temporale
lottare per far nascere la tua forza più interiore
In un attimo di sole,
non farsi mai schiacciare
ma vivere credendo in ciò che sei

Camminando a testa alta,
forte della tua normalità
senza un veto, un compromesso,
senza mai avere un prezzo

In un attimo di sole, passato al temporale
lottare, sentir crescere la tua forza più interiore
In un attimo di sole, non farsi mai schiacciare
ma vivere credendo in ciò che sei

In un attimo di sole, passato al temporale
lottare, sentire crescere la tua dignità nel cuore
In un attimo di sole, non farsi mai schiacciare
ma vivere credendo in ciò che sei.

Fine
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Cristiano Turato, Daniele Campani, Giuseppe Carletti, Calogero Falzone, Cristiano Turato
 
Testo:
Io non posso correre, come devo fare?
Io non posso vedere, mi faccio accompagnare
Io non so leggere, non è colpa degli occhiali
Io non ho da mangiare
Io non posso credere perché prima devo fare

un bel inchino al mio vicino
Io non posso urlare neanche piano piano
Io non posso scrivere
Io non posso dire io non posso pensare
E' uno spreco per me...per me

Io non scambierò la mia identità
per avere in cambio immunità
predominante ma flessibile
Io non scambierò la mia identità
per avere in cambio immunità
predominante ma flessibile

Io non posso piangere, come devo fare?
Io non posso chiedere, passerò domani
Io non posso parlare, è colpa del Bignami
Io non ho da dormire
Io non devo dire che non posso accettare
Io non devo dire " Vota Babbo Natale"
Io non devo dire che sotto il maglione
Io non ho bombe ma molto ardore
molto ardore
bisognerebbe riempire i pensieri
almeno una volta al mese
ma senza pretese
Io mi accontento dei manichini in vetrina

io non scambierò la mia identità
per avere in cambio immunità
predominante ma flessibile
io non scambierò la mia identità
per avere in cambio immunità
predominante ma flessibile
ma flessibile
Vota Babbo Natale
 
Fonte: QUI
 
 
 
 
 
da:    


Ultima modifica di mauro piffero il Dom Ott 07, 2018 12:10 am, modificato 4 volte
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I NOMADI - 2013 - NOMADI 50 (n. 9 CD+4 DVD)

Messaggio  mauro piffero il Lun Ott 30, 2017 9:19 pm

41. TITOLO:

2013 - NOMADI 50

* Etichetta: Corriere Della Sera * Data di pubblicazione: Anno 2013 * Catalogo: 1824-45800 # Genere: Pop * Supporto: N. 13 CD+DVD * Tipo audio: Stereo *

Note: Le Grandi Iniziative Del Corriere Della Sera ‎– 9 771828552170

2. RECENSIONE:

Nomadi 50 è una raccolta di tredici dischi (nove CD e quattro DVD), pubblicata tra il 4 novembre 2013 ed il 27 gennaio 2014 in allegato al Corriere della Sera e alla Gazzetta dello Sport e dedicata ai cinquant'anni di attività del gruppo musicale italiano dei Nomadi.

La raccolta:
è curata dal critico musicale Mario Luzzatto Fegiz e dal tastierista e fondatore dei Nomadi Beppe Carletti, si compone di tredici dischi: i primi cinque cd ed il primo DVD sono stati registrati live, e ripropongono quasi interamente i tre concerti tenuti dal gruppo a Cesenatico il 14, 15 e 16 giugno 2013, in occasione del loro cinquantennale, anche se le canzoni non seguono l'ordine reale della scaletta, ma sono state raggruppate per attinenza e argomenti; i dischi successivi, invece, raccontano la storia del gruppo mettendo a confronto le voci di Augusto Daolio, Danilo Sacco, Massimo Vecchi e Cristiano Turato, nonché i diversi stili musicali attraversati dalla band.

Quasi tutti i brani cantanti da Augusto sono versioni alternative e inedite di canzoni già pubblicate, registrate negli anni '80; l'ultimo cd, invece, raccoglie dieci dei circa cinquanta brani reincisi dai Nomadi per un loro album celebrativo che dovrebbe essere pubblicato nel corso del 2014.

Il secondo ed il terzo DVD ripropongono un concerto dei Nomadi registrato nel settembre del 1991 e mai pubblicato prima, commentato da Luzzatto Fegiz e da Carletti; l'ultimo DVD, con cui la raccolta si chiude, mostra immagini degli anni '60 e '90 dei Nomadi nei momenti di svago tra un concerto e l'altro, racconta il loro viaggio a Cuba del 1994 e un viaggio di Carletti in Madagascar, dove è impegnato in missione umanitaria.

I dischi sono contenuti all'interno di un cofanetto di colore rosso che reca impressa la scritta Nomadi 50.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: NOMADI 50 (9 CD+4 DVD)
 

 
   
 
    
 
 
4. TRACK LIST di: NOMADI 50 (9 CD+4 DVD)

  • 01. Ma che film la vita
  • 02. Io voglio vivere
  • 03. Una storia da raccontare
  • 04. Utopia
  • 05. Nomadi oggi
  • 06. I tre cantori
  • 07. I segreti di Augusto
  • 08. Da Augusto a Cristiano
  • 09. Oggi le cantiamo così
  • 10. Suoni e colori
  • 11. Augusto live inedito 1
  • 12. Augusto live inedito 2
  • 13. Dietro le quinte

 
 
5. RECENSIONI, TRACK LIST, COVER DEI SINGOLI CD di: NOMADI 50
 
Nomadi 50 - CD1: Ma che film la vita (Live Cesenatico Parte I)
  

:
Il 1° CD (la prima parte del Live di Cesenatico) di questa meravigliosa Opera si apre con una canzone simbolo dei Nomadi, quella “Ma che film la vita” che ci riporta inevitabilmente alla mente la voce di Augusto, in quella che sembrò, all’epoca, una sorta di testamento scritto e cantato del grande e indimenticato Frontman Nomade. La canzone, interpretata da Cristiano Turato con la passione che il pezzo richiede, dà anche il titolo all’album, il primo dei 5 che vanno a formare il Live di Cesenatico all’interno di questa grande e unica collana. Si continua con un altro classico, molto amato dal Pubblico Nomade: “Senza Patria”. La voce di Cristiano si presta perfettamente anche a questo ormai immancabile e richiestissimo pezzo nel Live del gruppo. Arriva poi “C’è un Re”, ancora una volta cantata da Cristiano, e sembra di essere ripetitivi nell’affermare ancora che siamo di fronte a un'altra canzone ormai storica dei Nomadi; il fatto che sia anche questa, come le precedenti due (e la prossima!) una canzone del breve periodo dei Nomadi con Augusto e Dante subito dopo il periodo con Chris e Gian Paolo, con l’arrivo di Cico e Daniele, la dice lunga, lunghissima su cosa avrebbe potuto produrre quella fantastica formazione. Ma non è tempo per i rimpianti, laddove i Nomadi, fortunatamente, sono sopravvissuti alla grande a quelle terribili tragedie del 1992. Dicevo: altra canzone, la quarta, del periodo 1990-93, ovvero quella “Marinaio di vent’anni” cantata da Massimo, anche questa partorita dalla formazione 1990-92 ma purtroppo uscita postuma, nel 1993.
Cambiamo periodo con la quinta canzone in scaletta: “Sangue al cuore” è un’altra canzone che dimostra quanto siano vivi i Nomadi; un pezzo del 2002, del post Augusto, diventato anch’esso un classico. Questa canzone è poi, per quanto mi riguarda, estremamente significativa anche per il post Danilo, visto che ha segnato l’esordio sul palco di Novellara di Cristiano Turato. Indimenticabile momento per chi, come me, ha avuto la fortuna di assistere all’evento, e che mi tranquillizzò all’istante, laddove ero molto preoccupato per la scelta non facile del sostituto di Danilo Sacco.
Arriviamo poi a una canzone molto più “anziana” delle precedenti, ma che ovviamente non lo dimostra: “La Collina” di Guccini è uno dei pezzi che amo di più tra le esibizioni live dei Nomadi, e anche con Cristiano la canzone non perde assolutamente il suo fascino.
Si continua a restare nel passato dei Nomadi, quello del “Fiore Nero” cantato da Massimo e dalla sua voce forte, graffiante, e quello di “Noi”, dove esiste solo “sound” riprodotto ottimamente da Cristiano.
Una bellissima e intensa interpretazione regalata dal violino di Sergio con “Alba sul mare”, va a sfociare nell'eterna “Suoni”, dove le note del violino vengono supportate magicamente dal pianoforte di Beppe.
A chiudere questo primo bellissimo CD è la canzone simbolo dei Nomadi: “Io vagabondo”, cantata da Cristiano e dal pubblico tutto.
 
Fonte: QUI
 
:

  • 01. Ma che film la vita
  • 02. Senza patria
  • 03. C’è un re
  • 04. Marinaio di vent’anni
  • 05. Sangue al cuore
  • 06. La collina
  • 07. Il fiore nero
  • 08. Noi
  • 09. Alba sul mare (Strumentale)
  • 10. Suoni (Strumentale)
  • 11. Io vagabondo
 

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Nomadi 50 - CD2: Io voglio vivere (Live Cesenatico Parte II)
  

:
Il 2° CD del Live di Cesenatico è un album più "intimista", più personale. La canzone che apre le danze è ovviamente quella del titolo, interpretata da Cristiano, una canzone che nel 2003 segnò uno dei periodi di maggiore successo del gruppo, che festeggiava i 40 anni. “Io voglio vivere” è ormai un grande classico, nonostante abbia "soltanto" poco più di 10 anni, e che a ogni concerto è accompagnato da miriadi di coriandoli volanti; un altro grande manifesto dei Nomadi.

Ancora Cristiano in “Un pugno di sabbia”, altro pezzo molto conosciuto dal grande pubblico, così come “Tutto a posto”, cantata da Massimo, sicuramente una delle canzoni d’amore più belle e originali del panorama italiano.
Con la quarta canzone si arriva direttamente al presente, con “Apparenze”, canzone entrata subito nel cuore dei fans e interpretata sempre con molta intensità dall’autore, Cristiano Turato.
La quinta traccia segna un graditissimo ritorno nei Live: “Né gioia né dolore”, qui in una versione cantata da Massimo e Cico: bella, ma a mio parere sarebbe stato interessante ascoltare l’interpretazione di Cristiano nella parte cantata da Cico.
Cristiano torna con “Abbi cura di te”, in un’interpretazione davvero bella, che dà al pezzo una bella spolverata. Subito dopo altro classico dei primi anni ’90, quella “Gli Aironi Neri” che sempre mi fa tornare alla mente quel primo videoclip dei Nomadi, con Augusto, Dante, Beppe e i giovani Cico e Daniele, a cui oggi Cristiano rende onore con un’altra grande esibizione.
Massimo in “Ti lascio una parola (Goodbye)” fa sua una canzone simbolo di un altro periodo importante, quello del dopo Francesco ed Elisa, che vide proprio l’arrivo del bassista reggiano.
Le più soft “Se non ho te” e “Crescerai” chiudono il 2° CD di “Nomadi 50”. Alla prima ancora una volta Cristiano regala una nuova e interessante veste (mitico il finale “tenorile”), mentre per quanto riguarda la seconda, ci troviamo di fronte a un classico intramontabile interpretato da Cico e dal coro di bambini che a ogni esibizione lo accompagna, sempre diverso, ma sempre uguale nell’ingenuità e nella purezza a cui proprio la canzone rende omaggio.
 
Fonte: QUI
 
:

  • 01. Io voglio vivere
  • 02. Un pugno di sabbia
  • 03. Tutto a posto
  • 04. Apparenze
  • 05. Né gioia né dolore
  • 06. Abbi cura di te
  • 07. Gli aironi neri
  • 08. Ti lascio una parola (Goodbye)
  • 09. Se non ho te
  • 10. Crescerai
 

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Nomadi 50 - CD3: Una storia da raccontare (Live Cesenatico Parte III)
  

:
Parte subito forte il CD più impegnato del Live. L’inconfondibile intro di chitarra elettrica di “Una Storia da raccontare” anticipa le voci di Massimo e Cristiano, che ottimamente si alternano nel raccontare la storia della canzone. A seguire un altro inconfondibile pezzo del gruppo, l’intensa “Il Pilota di Hiroshina” interpretata alla grande da Cristiano Turato. Arriva poi l’omaggio a Marco Pantani nella sua terra, con “L’ultima salita”, ancora interpretata magistralmente da Cristiano, che regala emozioni anche con la successiva “L’Uomo di Monaco”, accompagnata dalla fisarmonica di Beppe.
È la volta poi di Massimo, con “Ricordati di Chico” e la sua lunga coda strumentale. Ancora Massimo nella rabbiosa interpretazione di un gran ritorno nei live: “Ad est, ad est”.
Le tastiere di Beppe aprono l’intensissima “Auschwitz” cantata da Cristiano e chiusa dal violino di Sergio. Torna Massimo con un pezzo dell’ultimo album, “Fuori”, seguita da “La Storia”, in cui il violino di Sergio è presente dall’inizio alla fine in una bellissima versione. Sergio accompagna Massimo alla voce anche nella strofa finale.
A chiudere questo bel CD, intenso e a tratti rabbioso, è uno dei classici senza tempo dei Nomadi, “Noi non ci saremo”, cantata da Cristiano sempre più a suo agio nell’interpretazione di pezzi di storia del gruppo.

Sì, il viaggio continua... decisamente!
 
Fonte: QUI
 
:

  • 01. Una storia da raccontare
  • 02. Il pilota di Hiroshima
  • 03. L’ultima salita
  • 04. L’uomo di Monaco
  • 05. Ricordati di Chico
  • 06. Ad Est ad Est
  • 07. Auschwitz
  • 08. Fuori
  • 09. La storia
  • 10. Noi non ci saremo
 

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Nomadi 50 - CD4: Utopia (Live Cesenatico Parte IV)
  

:
Parte subito forte il CD più impegnato del Live. L’inconfondibile intro di chitarra elettrica di “Una Storia da raccontare” anticipa le voci di Massimo e Cristiano, che ottimamente si alternano nel raccontare la storia della canzone. A seguire un altro inconfondibile pezzo del gruppo, l’intensa “Il Pilota di Hiroshina” interpretata alla grande da Cristiano Turato. Arriva poi l’omaggio a Marco Pantani nella sua terra, con “L’ultima salita”, ancora interpretata magistralmente da Cristiano, che regala emozioni anche con la successiva “L’Uomo di Monaco”, accompagnata dalla fisarmonica di Beppe.
È la volta poi di Massimo, con “Ricordati di Chico” e la sua lunga coda strumentale. Ancora Massimo nella rabbiosa interpretazione di un gran ritorno nei live: “Ad est, ad est”.
Le tastiere di Beppe aprono l’intensissima “Auschwitz” cantata da Cristiano e chiusa dal violino di Sergio. Torna Massimo con un pezzo dell’ultimo album, “Fuori”, seguita da “La Storia”, in cui il violino di Sergio è presente dall’inizio alla fine in una bellissima versione. Sergio accompagna Massimo alla voce anche nella strofa finale.
A chiudere questo bel CD, intenso e a tratti rabbioso, è uno dei classici senza tempo dei Nomadi, “Noi non ci saremo”, cantata da Cristiano sempre più a suo agio nell’interpretazione di pezzi di storia del gruppo.

Sì, il viaggio continua... decisamente!
 
Fonte: QUI
 
:

  • 01. Una storia da raccontare
  • 02. Il pilota di Hiroshima
  • 03. L’ultima salita
  • 04. L’uomo di Monaco
  • 05. Ricordati di Chico
  • 06. Ad Est ad Est
  • 07. Auschwitz
  • 08. Fuori
  • 09. La storia
  • 10. Noi non ci saremo
 

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Nomadi 50 - CD5: Nomadi Oggi (Live Cesenatico Parte V)
  

:
I Nomadi oggi, un gruppo che festeggia i 50 anni e che non li dimostra affatto, grazie ai suoi cambi generazionali (alcuni ahimè forzati, altri voluti) e al suo unico, grande regista: Beppe Carletti.
Metà di questo quinto e ultimo CD del Live dei Cinquant’anni di Cesenatico è composto dalle interpretazioni dal vivo di cinque brani del nuovo album: “Non avrai”, “Terzo Tempo”, “Ancora ci sei”, “Tarassaco”, “Un altro cielo” e “Il vento tra le mani”. Peccato che poi nei successivi live, col tempo, “Non avrai”, “Tarassaco” e “Un altro cielo” si siano perse per strada. Le canzoni comunque presenti funzionano dal vivo così come funzionavano sul disco, e ciò dimostra l'ottimo livello del nuovo disco del gruppo, il primo dell'era Cristiano.
Ad aprire l’album, comunque, ci sono due pezzi dei Nomadi del post Augusto con Danilo Sacco, “Anni di Frontiera” interpretata benissimo da Cristiano, con tutta la carica che la canzone richiede, e “La mia Terra” in una bellissima versione con Massimo e Cristiano.
Esattamente a metà del disco troviamo la strumentale “Primo Chakra”, con il pianoforte di Beppe e il violino di Sergio.
A chiudere il grande (in tutti i sensi) live del Cinquantenario ci sono tre classici: l’intramontabile “Dio è morto” e la potentissima “Ala Bianca” interpretate da un grande Massimo, e il ritorno de “Gli Aironi Neri”, con Dolcenera: la canzone inizia soltanto con la voce e il pianoforte di Dolcenera, fino al primo ritornello. Poi entrano in campo tutti gli altri strumenti, e la voce forte di Cristiano, che si fonde a quella di Dolcenera nel ponte e nel secondo ritornello. Un’interpretazione davvero interessante e originale a chiudere un live straordinario.
E per i 50 anni non poteva essere diversamente.
 
Fonte: QUI
 
:

  • 01. Anni di frontiera
  • 02. La mia terra
  • 03. Non avrai
  • 04. Terzo tempo
  • 05. Ancora ci sei
  • 06. Primo Chakra (Strumentale)
  • 07. Tarassaco
  • 08. Un altro cielo
  • 09. Il vento tra le mani
  • 10. Dio è morto
  • 11. Ala bianca
  • 11. Gli aironi neri (feat. Dolcenera)
 

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Nomadi 50 - CD6: I Tre Cantori
  

:
Il sesto disco della grande raccolta “Nomadi 50” è un CD che racchiude tre frammenti della storia dei Nomadi. I “Tre Cantori”, le 3 voci che hanno dato fiato e cuore alle canzoni dei Nomadi, sono qui rappresentati attraverso 3 canzoni per ciascuno. Il disco non è qualcosa di nuovo per i fans di vecchia data, anche se qualcosa di leggermente diverso c’è e riguarda, fortunatamente, il più grande.
Il disco si apre ovviamente con il Primo Cantore, Augusto Daolio. La sua calda voce ci accompagna nel viaggio allucinante della visionaria “Segnali Caotici”, quasi identica all’originale, con un unico, vero cambiamento soltanto dopo la prima strofa, tra “forze scatenate sfuggono a leggi di antichi cicli biologi” ed “esplodono già grida”, dove nella versione originale troviamo un anticipo di chitarra elettrica che nella versione di questo disco non c’è. Per il resto l’ascolto è sicuramente più pulito, con l’aggiunta di qualche effetto “eco” che rende la canzone, già originale e particolare di per sé, ancora più piacevole. E poi, in questo pezzo, abbiamo anche la possibilità di ascoltare molto bene il basso di un altro grande e indimenticato Nomade: Dante Pergreffi.
Come secondo pezzo scelto per rappresentare il “Primo Cantore”, ecco la bellissima “Il Pilota di Hiroshima”. Qui le differenze nell’arrangiamento rispetto alla versione originale sono più marcate. Subito nell’intro la differenza è netta: la versione presente in questo CD parte subito con tutti gli strumenti, mentre in quella contenuta in “Ci penserà poi il Computer” abbiamo un inizio molto più soft, con solo le tastiere di Beppe e le bacchette di Gian Paolo che “strusciano” in sottofondo. La differenza continua a essere fondamentalmente questa fino al primo ritornello. Lì le due versioni sembrano fondersi, anche se le differenze, adesso lievi, ci sono comunque, e continueranno per tutto il pezzo, fino al termine, soprattutto per quanto riguarda la parte ritmica. Al riguardo, mentre nella versione di “Nomadi 50” la canzone non subisce impennate né frenate, in quella originale abbiamo un crescendo che, alla fine, ce la fa sentire quasi più “potente” rispetto all’altra. La voce e l’interpretazione di Augusto, ovviamente, non cambiano.
Arriviamo quindi alla terza canzone di Augusto, che è una versione live de “L’Uomo di Monaco”. Premetto subito che le tre canzoni scelte per il periodo di Augusto sono tra le mie preferite, e per quanto mi riguarda il disco vale la pena averlo soltanto per questi tre pezzi, comunque diversi rispetto alle originali. Con “L’Uomo di Monaco”, poi, abbiamo addirittura un pezzo dal vivo inedito, davvero bellissimo.
Sulle altre sei canzoni credo ci sia poco da dire. Per un fan dei Nomadi non rappresentano alcuna novità, e sono piazzate nel disco soltanto per ricordare gli altri due “Cantori” dei Nomadi.
Riguardo Danilo Sacco si è scelto “Toccami il cuore” nella versione originale contenuta in “Cuore Vivo”, così come le altre due, “Fatti miei” e “Un po’ di me”, versioni riarrangiate e ricantate in “Cuore Vivo” del 2011. Forse non le migliori canzoni del periodo Danilo, ma che riescono comunque a dar merito alla sua bella voce.
Arriva il terzo e ultimo “Cantore”, quello attuale, Cristiano Turato. Qui la scelta è stata sicuramente meno difficile: Cristiano ha alle spalle soltanto un disco di inediti col gruppo, e troviamo infatti subito il primo singolo, “Ancora ci sei”, seguita da altri due pezzi di “Terzo Tempo”, esattamente la potentissima “Non avrai” e la divertente e originale “Addormentato ma non troppo”. Un buon biglietto da visita di Cristiano per chi, magari, ha acquistato questa bellissima opera senza conoscere il nuovo corso.
Insomma, questo sesto disco di “Nomadi 50” non è certo qualcosa di nuovo per chi segue i Nomadi da tempo, ma ha il pregio di contenere quelle prime tre canzoni, con quella voce e quei nuovi (a volte lievissimi) cambiamenti che non possono lasciarti indifferente. Sì, credo di poterlo tranquillamente affermare: onore al secondo Cantore, onore e totale fiducia nel terzo, ma qui, in questo disco, è il Primo a dominare su tutto e tutti.
E non poteva essere diversamente.
 
Fonte: QUI
 
:

  • 01. Segnali caotici (Versione Alternativa) (Augusto)
  • 02. Il pilota di Hiroshima (Versione Alternativa) (Augusto)
  • 03. L’uomo di Monaco (Live) (Augusto)
  • 04. Toccami il cuore (Danilo)
  • 05. Fatti miei (Danilo)
  • 06. Un po’ di me (Danilo)
  • 07. Ancora ci sei (Cristiano)
  • 08. Non avrai (Cristiano)
  • 09. Addormentato ma non troppo (Cristiano)
 

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Nomadi 50 - CD7: I Segreti di Augusto
  

:
Chissà quante altre bellissime canzoni ci avrebbe regalato con la sua inconfondibile voce Augusto Daolio. Quando un Grande Artista se ne va, lascia sempre un vuoto incolmabile, nel presente e anche (soprattutto) nel futuro. Già... il futuro e i rimpianti per ciò che non si potrà più ascoltare e vedere di Augusto. Altre canzoni, altri concerti, altri dipinti che purtroppo non potrà più regalarci. Ma per fortuna c’è anche il passato, il Grande Passato di un Grande Artista. E, oltre alle cose che già conosciamo, è sempre bello scoprire cose nuove finora nascoste chissà dove. È quello che troveremo in questo meraviglioso CD, “I Segreti di Augusto”. Alcune interpretazioni in inglese, alcune live e altre di canzoni già note, notissime, ma in una versione assolutamente “nuova”, mai ascoltata prima. Ed è bello poter pensare che, oltre a queste perle contenute in questo e nel successivo CD, ce ne siano altre con la voce di Augusto, e che prima o poi riemergano e arrivino finalmente a far parte anch’esse della storia di Augusto, della storia dei Nomadi.
Ma partiamo subito parlando del contenuto di questo splendido CD. Si parte con un Augusto inglese, in una interpretazione live di “Howdjadoo” su Radio Bugadera. Versione molto simpatica in cui troviamo anche la traduzione recitata da Ago.
Segue “Ma come fa la gente sola”, versione italiana di "Eleanor Rigby" dei Beatles, eseguita dal vivo dai Nomadi in un programma di Red Ronnie, e di cui esiste, ovviamente, anche il video. Molto bella.
Il terzo brano è una bellissima versione dal vivo di “Knockin’ on Heaven’s Door” di Bob Dylan (di cui Augusto si professava fan) anticipata da un intro parlato.
Si resta su Bob Dylan con la versione italiana, stavolta, di una sua canzone: “Ti voglio” (I want you). Anche qui Augusto canta dal vivo, e nella parte finale alterna italiano e inglese.
Nella quinta traccia troviamo le parole di Augusto su “Aiutala”, brano che tratta l’argomento “Droga”, e che Ago cerca di esorcizzare parlando, a ragione, di speranza.
Assoluta chicca arriva con la sesta traccia: una bellissima versione di “Rotolando va”, assolutamente inedita, con la splendida voce di Augusto accompagnata soltanto da pianoforte e tastiera. Ma non è tutto: anche il testo è diverso, con strofe mai ascoltate. Stupenda!
Seguono le parole di Augusto riguardo la creazione di un disco e dei suoi testi.
Arriva poi un’altra perla: “L’Uomo di Monaco” in una versione diversissima dall’originale contenuta in “Ancora Nomadi”. Un intro addirittura di chitarra elettrica (che tornerà anche dopo) subito ci fa capire che sarà una versione dall’arrangiamento originale, e anche l’interpretazione di Augusto si discosta sensibilmente da quella del disco dell'88. Bellissimo il ritornello... insomma, bellissima versione che probabilmente preferisco all’originale; mi sembra più viva, più intensa. Altro pezzo che da solo potrebbe valere tutto il disco.
I segreti di Augusto continuano a sorprenderci: ecco infatti “I Gatti Randagi” in una versione inedita, solo voce e chitarra, con novità anche nel testo. Altra grande versione, stretta parente ovviamente dell’originale, ma allo stesso tempo molto, molto diversa.
Un’altra nuova, inedita versione di un altro pezzo contenuto in “Solo Nomadi”: ad aprire “Salvador” troviamo anche qui un intro di... chitarra elettrica! E anche qui sarà presente in tutta la canzone, in una versione così più rock. Dalla sesta traccia a questa, la decima, troviamo 4 brani che rappresentano un po’ il sogno di ogni grande fan dei Nomadi e di Augusto: qualcosa di nuovo riguardante il periodo di Ago. E anche se non siamo di fronte a canzoni inedite, inedite sono le versioni, molto diverse dalle originali e dunque assolutamente imperdibili! Chissà se esistono altre versioni così diverse delle canzoni dei Nomadi di Augusto... e spero un giorno di poterle davvero ascoltare. Emozionante... Beppe pensaci tu!
Ma il disco non finisce qui. Ci sono le parole di Augusto nella presentazione dei suoi Nomadi sulle note di “Io vagabondo”. Eccolo lì, divertito, a presentare “Cico-Fico” e il suo sorriso da “Stregatto”; poi Daniele Campani meno appariscente e più interno, molto timido nonostante l’età... e che si accende di rosso quando gli arrivano messaggi dalle ragazze. “Abbiamo un effetto luce in più... il Rosso Daniele!”, fantastico!; e Dante... l’errore di 6 anni prima, ovvero aver preso un musicista... di certo non meno bello di lui, a cui scrivono dei messaggi anche... dei transessuali famosi!; e infine lui, l’unica persona seria in questa covata, l’amico di lunghissima data... Beppe!
Torna la musica in una versione live di “Come potete giudicar”, manifesto del gruppo, soprattutto dei primi Nomadi e dei Nomadi di Augusto in generale. La canzone dura molto più del “previsto”, per i saluti di Augusto e i suoi giochi vocali nel finale, e quella frase, quella famosissima frase del Papa Buono riadattata all’occorrenza: “Quando andate a casa, date un bacio ai vostri bambini, e ditegli... che avete visto i Nomadi!”. Bellissima versione.
Il CD si chiude lì dove era cominciato: a Radio Bugadera. Augusto canta “Vigilante Man”, voce, mani e chitarra, con nel finale la sua voce alla traduzione.
Che dire... questo settimo disco di “Nomadi 50” è straordinario, il più bello di “Nomadi 50”, assolutamente imperdibile, ricco di chicche e momenti fantastici. Ricco di Augusto.
Ciao Ago...
 
Fonte: QUI
 
:

  • 01. Howdjadoo (Radio Bugadera)
  • 02. Ma come fa la gente sola (Eleaonor Rigby)
  • 03. Intro (parlato) + Knockin’ on Heaven’s Door (Bob Dylan)
  • 04. Ti voglio (I want you) (Live)
  • 05. Aiutala e la speranza (parlato)
  • 06. Rotolando va (Versione Alternativa)
  • 07. Intro L’uomo di Monaco (parlato)
  • 08. L’uomo di Monaco (Versione Alternativa)
  • 09. I gatti randagi (Versione Alternativa)
  • 10. Salvador (Versione Alternativa)
  • 11. Presentazione Nomadi (parlato)
  • 12. Come potete giudicar (Live)
  • 13. Vigilante man (Radio Bugadera)
 

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Nomadi 50 - CD8: Da Augusto a Cristiano
  

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L'ottavo CD dell'Opera "Nomadi 50" è la sintesi del salto dai Nomadi di Augusto ai Nomadi attuali. Un CD che per il vero fan dei Nomdi è interessante a metà. Vediamo perché:

Si comincia con “Aiutala” cantata da Augusto, che sembra praticamente uguale all’originale ma che, a un orecchio attento ha due differenze, una lieve, l’altra più evidente: l’arrangiamento presente nella versione di “Nomadi 50” è più pulito e si sentono meglio tutti gli altri strumenti; altra differenza, piccola ma evidente, è che intorno al minuto 2.20 assistiamo a un piccolo cambiamento nel testo: nella versione originale troviamo infatti “Aiutala a uscire tra la gente”, mentre in quella contenuta in questo CD sentiamo Augusto cantare “Portala a uscire fra la gente”. Differente anche la chiusura: se nell’originale la musica sfuma, nella versione di “Nomadi 50” si conclude in maniera netta.
Differenze leggere, quindi, per il primo brano di Augusto che apre il disco, e che continua con la voce di Cristiano con “Apparenze”, nella versione, ovviamente, contenuta in “Terzo Tempo”.
Torna Augusto con qualcosa di... nuovo! Non una canzone inedita, purtroppo, ma una versione “nuova” nell’arrangiamento della bellissima “Lontano”. Versione molto più veloce rispetto all’originale, con un intro di chitarra elettrica spiazzante e davvero bello, sul tema musicale principale, le tastiere di Beppe. L’interpretazione di Augusto e il testo sono quelli dell’originale. Il finale “taglia” la più lunga coda della versione di “Ci penserà poi il Computer”, rendendo il pezzo più leggero.
La canzone successiva è una del nuovo corso, “Terzo Tempo” cantata da Cristiano. Poco da dire, ovviamente, sulle canzoni dell’ultimo disco di inediti, visto che le versioni sono le stesse, e l’alternanza interessa davvero soltanto un ascoltatore che non segue i Nomadi come me.
È per gente che segue i Nomadi come me, invece, la canzone successiva. “Babilonia” viene finalmente proposta su disco nella versione “estesa” che circolava già da qualche tempo su Youtube. In questa versione estesa, è bellissimo sentire nuove strofe e dunque nuove parole cantate da Augusto. È bellissimo quando ascoltando questa canzone ci si aspetta di sentire la seconda strofa iniziare con “Navi sullo stretto, donne a faccia in su”... e invece ecco la voce di Augusto cantare “Voci senza suoni, lingue senza età”... fantastico! Confesso che la prima volta che ho ascoltato questa strofa inedita ho avuto i brividi. Ovviamente la strofa è lunga, e non si ferma a “lingue senza età”, ma continua, fino al ritornello. Poi arriva il “Navi sullo stretto”... e la canzone torna sui binari dell’originale, anche se l’arrangiamento è leggermente diverso, soprattutto per quanto riguarda la parte della batteria, con aggiunte di bei giri di chitarra assenti nell’originale. Differenze anche nel finale, dove il “Brucerà” di Augusto è più reiterato in questa nuova versione che, rispetto all’originale, termina senza musica sfumata. Bellissima versione!
Torna Cristiano con la bella “Un altro cielo”.
Ed è così che va in questo ottavo disco di “Nomadi 50”: si alternano cose ben conosciute e cose straconosciute ma con quel qualcosa in più che le rende in un certo modo nuove, anche se “La Deriva” è presentata in questo disco in una versione quasi identica all’originale, con un suono sicuramente più pulito (che rende le tastiere di Beppe “diverse”) e una coda strumentale più corta.
Ancora ancora Cristiano con l’intensa “Tarassaco”, prima di una “Bianchi e Neri” cantata da Augusto, praticamente uguale all’originale del 1985. Uguale all’originale come, ovviamente, la canzone che chiude il disco, “Fuori”, interpretata da Massimo.
Insomma, credo che questo sia il CD meno interessante della collana. Per un fan dei Nomadi, a parte “Babilonia” e gli arrangiamenti in parte diversi di “Lontano” e “Aiutala”, tutto già sentito. È proprio “Babilonia”, a mio parere, a salvare il disco, e forse la sua naturale collocazione sarebbe stata nel CD precedente.
Peccato non aver sentito almeno altre due versioni sicuramente diverse e sicuramente incise, perché questo evento e questa grande opera sarebbero potuti diventare un’ottima scusa per proporle finalmente a tutti gli amanti dei Nomadi e di Augusto. Sto parlando della versione estesa di “Ad est, ad est” (“Sembrano fuoco adesso i tuoi occhi...”) e “Dam un bes”, la versione in italiano di “Dammi un bacio” (in dialetto su “Solo Nomadi”). Già, peccato...
Questo CD, in definitiva, risulterà sicuramente più interessante a chi non segue il gruppo assiduamente e, in una collana presentata a tutto il pubblico italiano, l’operazione ci sta eccome.
 
Fonte: QUI
 
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  • 01. Howdjadoo (Radio Bugadera)
  • 02. Ma come fa la gente sola (Eleaonor Rigby)
  • 03. Intro (parlato) + Knockin’ on Heaven’s Door (Bob Dylan)
  • 04. Ti voglio (I want you) (Live)
  • 05. Aiutala e la speranza (parlato)
  • 06. Rotolando va (Versione Alternativa)
  • 07. Intro L’uomo di Monaco (parlato)
  • 08. L’uomo di Monaco (Versione Alternativa)
  • 09. I gatti randagi (Versione Alternativa)
  • 10. Salvador (Versione Alternativa)
  • 11. Presentazione Nomadi (parlato)
  • 12. Come potete giudicar (Live)
  • 13. Vigilante man (Radio Bugadera)
 

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Nomadi 50 - CD9: Oggi le cantiamo così
  

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  • 01. Il vento del nord
  • 02. La mia terra
  • 03. Salutami le stelle
  • 04. Ti lascio una parola (Goodbye)
  • 05. Utopia
  • 06. Gordon
  • 07. Auschwitz
  • 08. Dio è morto
  • 09. Naracauli
  • 10. Il fiore nero
 

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Nomadi 50 - DVD1: Suoni e colori (live a Cesenatico)
  

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  • 01. Intro
  • 02. Ma che film la vita
  • 03. Ancora ci sei
  • 04. Gli aironi neri (ospite Dolcenera)
  • 05. Fuori
  • 06. Un pugno di sabbia
  • 07. Sangue al cuore
  • 08. Io voglio vivere
  • 09. Apparenze
  • 10. L'uomo di Monaco
  • 11. Io vagabondo
 

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Nomadi 50 - DVD2: Augusto live inedito (1ª parte)
  

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  • 01. C'è un re
  • 02. Gli aironi neri
  • 03. La collina
  • 04. Ala bianca
  • 05. Il serpente piumato
  • 06. Auschwitz
  • 07. Ho difeso il mio amore
  • 08. Uno come noi
 

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Nomadi 50 - DVD 3: Augusto live inedito (2ª parte)
  

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  • 01. Ricordati di Chico
  • 02. Come potete giudicar
  • 03. Noi non ci saremo
  • 04. Canzone per un'amica
  • 05. Dio è morto
  • 06. Io vagabondo
 

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Nomadi 50 - DVD4: Nomadi dietro le quinte (docufilm, fan club, beneficenza)
  

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  • 01. Sfogliando tra i ricordi
  • 02. I Nomadi a Cuba
  • 03. Solidarietà (alcune iniziative)
 

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