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I NOMADI - 1973 - UN GIORNO INSIEME (LP 33 GIRI e MC)

Messaggio  mauro piffero il Gio Ott 05, 2017 4:54 pm

1. TITOLO:
 
1973 - UN GIORNO INSIEME
 
# Etichetta: COLUMBIA # Catalogo: 3C 064 17880 # Data pubblicazione: Aprile 1973 # Matrici: 17880-A/17880-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 30 Marzo / Disegni di copertina di Augusto Daolio - Grafica di Pietro Colombo e Bruno Fedetto / Registrato nei mesi di Febbraio e Marzo 1973 da Gaetano Ria e Bruno Malasoma nello studio Fonorama di Milano / Distribuito da EMI Italiana - Caronno Pertusella (Varese) / Formazione: Beppe Carletti - tastiere; Augusto Daolio - voce; Paolo Lancellotti - batteria, percussioni; Umberto Maggi - basso; Franco Midili - chitarre
 
 
2. RECENSIONE:
 
Un giorno insieme è il terzo album ufficiale della band italiana i Nomadi.

Dopo un'assenza di un anno, nel gruppo ritorna il chitarrista Franco Midili. All'album, che non contiene pezzi di carattere impegnato, fu fatta seguire una tournée che vide il gruppo suonare anche negli Stati Uniti d'America.

Note: Orchestra diretta da Gian Piero Reverberi
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER: UN GIORNO INSIEME (LP e MC)
 
   
 
   


 
 
4. TRACK LIST di: UN GIORNO INSIEME
 
 
 
Lato A 1:
UN GIORNO INSIEME

 
      Lato B 1:
STAGIONI (Seansons)

 
     

Autori: Luigi Albertelli, Claudio Daiano, Roberto Soffici
 
Testo:
Non dire niente
fra un minuto il giorno nascerà
e l'uomo che io ero morirà.

Amica mia
questa casa non è casa mia
col primo vento caldo me ne andrò.

Cielo grande cielo blu
quanto spazio c'è lassù
cammino solo e non ti sento più.
Cielo grande cielo blu
al mio fianco c'eri tu
e il giorno che nasce
cancella ogni segno di te.

Un giorno insieme
a lanciar sul fiume i sassi e poi
capire cosa siamo in fondo noi.

Amica mia
so che forse tu non capirai
ma un uomo, no non è contento mai.

Cielo grande cielo blu
quanto spazio c'è lassù
cammino solo e non ti sento più
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Luigi Albertelli, Elton John, Bernie Taupin
 
Testo:
Ecco che il tempo cambia già,

comincia (inizia) qui un nuovo ciclo ormai,

e sento che la mia stagione è qui,
fa freddo ma c'è il fuoco acanto a te.
Di fuori no un suono non c'è più,
le stagioni stan dormendo intorno a noi,
scorre acqua nuova dentro agl'occhi tuoi,
come è strano essere amanti io e te
eravamo solo amici io e te.

E così la vita cambia in me,
io amo te, la mia parola è sì,
impazzirà nel buio la città
che chiaro c'è che pace insieme a te.

Ma come mai il tempo fugge già,
le stagioni ora sono realtà,
E' tornato il vento e l'amore va,
com'è strano essere amici io e te,

eravamo ieri amanti io e te.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 2:
IL GIGANTE (Whisper in the night)

 
      Lato B 2:
UN PO' DI ME

 
     

Autori: Luigi Albertelli, Roy Wood
 
Testo:
Un gigante qua
al mercato della città
vende mani a chi
vuole arrampicarsi qui
vento mai non ha
caldo e sole non soffrirà,
una roccia invincibile.


Con che mai lo affronterai?
Ho provato anch'io
con la lancia e lo scudo mio
ed ho perso io
ed ormai non lotto più.


Un gigante qua
compra anima e povertà
mille braccia ha, cento bocche ha
ma non sa se un cuore ha.
Mille braccia ha, cento bocche ha
ma non sa se un cuore ha.


Quanta gente non crede più, non ha più
tu per me sei l'unico che può si tu puoi
tu che aria sei
non ti pieghi ai suoi vorrei
ora tu non vuoi
solo il bene che c'è in noi
tu che amore dai
la sua ira tu scioglierai
un gigante qua ecco trema già
sa che tu lo vincerai
un gigante qua ecco trema già
sa che tu lo vincerai.

 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Luigi Albertelli, Beppe Carletti
 
Testo:
Dormon già le lucertole
accucciata la luna sta
sento il soffio tuo sono qua
vibrazione fonda mi dà
il vestito tuo cade giù
contro il cielo bianca sei tu
vecchio amore tu morirai
nuovo amore mi incanterai.


Le tue dita son petali
che tu intrecci sopra di me
un discorso che finirà
col sorriso di questa età
per piacere non dirlo mai tu
no, non devi pensarlo tu
l'eremita che c'era in me
torna al mondo insieme a te.


Un po' di me
dopo questa notte sai
che vive in te
un po' di me
e se lo volessi tu adesso c'è
e lo sai
anche tu, se lo sai.


Io non cerco libellule
né assolati meriggi con te
so soltanto che voglio tev paradiso selvaggio per me
luci false non voglio più
ma il profumo che hai solo tu
vecchio amore tu morirai
nuovo amore mi incanterai.


Un po' di me
dopo questa notte sai
che vive in te
un po' di me
e se lo volessi tu adesso c'è
e lo sai
anche tu se lo sai
Un po' di me ...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
TORNERO'

 
      Lato B 3:
DOMANI

 
     

Autori: Rosario Leva, Gian Franco Reverberi, Maurizio Sacchi
 
Testo:
Tornerò quando rifiorisce il glicine
tornerò quando tornano le rondini
quando grilli e cicale canteranno in giardino
io sarò finalmente lì vicino a te.


Tornerò con la sete di parole tue
tornerò con la voglia di sentirti mia
senza più dover dire tante sciocche bugie
io ti avrò solo e sempre per me.


Ti darò ogni mio pensiero
quando ti ritroverò e con te
scoprirò l'amore ogni giorno
ogni ora Tornerò
perché avrò saputo scegliere.


Tornerò e sarò un uomo libero
più sicuro di me
troverò accanto a te
quello che ancora
è chiuso dentro me.


Ti darò ogni mio pensiero
quando ti ritroverò e con te scoprirò l'amore
ogni giorno ogni ora
Tornerò perché avrò saputo scegliere.


Tornerò e sarò un uomo libero
più sicuro di me troverò accanto a te
quello che ancora è chiuso dentro me.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Mario Lavezzi, Mogol
 
Testo:
Dici sempre cosi
Forse no, forse si
Non ti decidi mai
Mi lasci nei guai
Non é onesto lo sai
Ti amo


Che ti lega non so
Ma scoprirlo dovro
Non dirmi che nori puoi
E facile lo sai
Dirmi che lo vuoi
Domani

Domani
Tu mi dici ogni giorno
Domani
Tu rimandi ogni cosa a
Domani ma poi
Indecisa tu sei
Su quello che vuoi
Domani

Domani
Hai scoperto che oggi é
Domani
Hai scoperto che é tardi
Oramai tu lo sai
Ho deciso che poi
La mai vita é per lei
Domani

Ora sola tu sei
Sei piu sola che mai
Dimentica se vuoi
Di avermi amato sai
Non dire piu
Domani
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A 4:
ABBI CURA DI TE

 
      Lato B 4:
ICARO (Winter of my life

 
     

Autori: Luigi Albertelli, Beppe Carletti
 
Testo:
Io strade bianche
corro in libert
ma una persona qui
sempre qui
la madre mia
e la voce con cui
lei disse a me:
abbi cura di te.
Giorno dopo giorno
volo di giovent
sei tu compagna mia
proprio tu
la donna mia
e ora che fuggo via
tu dici a me:
abbi cura di te.
Il sole sa dove va
dove dormir
io invece non lo so,
lavorer,
crescer,
e ti penser
questo certo io lo so...
Io che non conto
io che niente ho
in questo cuore mio
stringo te
ti prego perci
non avertene se
ti dico anch'io:
abbi cura di te.
Il sole sa dove va
dove dormir
io invece non lo so,
lavorer,
crescer,
e ti penser
questo certo io lo so...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Luigi Albertelli, Steve Hammond, Bruce Waddell
 
Testo:
Nell'ombra del tramonto io penso se
esistono uomini uguali a me
la mia mente lucente non è
è uno specchio che mente anche a me
a me....e a te....

Che c'è dopo il mare, cosa c'è
che c'è dietro il sole, cosa c'è
quel villaggio di stelle lassù
che mi spinge ad osare di più
mi spinge perché
è racchiuso un segreto, segreto anche a me,
qui dentro...

Io le ali non ho, non le ho però
proverò, cercherò, volerò...
come Icaro...

In viaggio sono già nell'azzurro
e so che le piume perderò
nel dilemma che muove anche me
e la vita di un uomo che ha te
e per te, fra verdi onde
io morirò perché ,tu lo sai
io sono Icaro.....
 
Fonte: QUI
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Sab Dic 09, 2017 5:25 pm, modificato 5 volte
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I NOMADI - 1973 - I NOMADI CANTANO GUCCINI (LP 33 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Gio Ott 05, 2017 6:01 pm

1. TITOLO:
 
1973 - I NOMADI CANTANO GUCCINI
 
# Etichetta: COLUMBIA # Catalogo: 3C 062-17928 # Data pubblicazione: Settembre 1973 # Matrici: 17928-A/17928-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 11 Settembre / Antologia del periodo EMI / Pontiack è stato lo pseudonimo di Mansueto De Ponti / Distribuito da EMI Italiana - Caronno Pertusella (Varese)
 
 
2. RECENSIONE:
 
I Nomadi cantano Guccini è una raccolta del gruppo musicale i Nomadi, che raccoglie i pezzi di Francesco Guccini da loro interpretati nel periodo dal 1966 al 1968.

Formazione
Augusto Daolio - voce; Beppe Carletti - tastiere; Franco Midili - chitarre; Gianni Coron - basso; Bila Copellini - batteria
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER: I NOMADI CANTANO GUCCINI
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST di: I NOMADI CANTANO GUCCINI
 
 
n.b. = Cliccando sul titolo sarete reindirizzati sia alla canzone che al testo
Clicking on the title you will be redirected both to the song and to the text
 
 
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I NOMADI - 1970 - VOGLIO RIDERE/IERI SERA SOGNAVO DI TE (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Gio Ott 05, 2017 8:10 pm

1. TITOLO:
 
1973 - VOGLIO RIDERE/IERI SERA SOGNAVO DI TE

# Etichetta: COLUMBIA EMI # Catalogo: 3C 006 17946 # Data pubblicazione: Novembre 1973 # Matrici: 17946-A/17946-B
# Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 16 Novembre / Lato A: Sigla della trasmissione televisiva "Rischiatutto" (Piero Turchetti, 1973) / Zodiaco è lo pseudonimo di Maurizio Seymandi / Distribuito da EMI Italiana - Caronno Pertusella (Varese)
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
VOGLIO RIDERE

 
      Lato B:
IERI SERA SOGNAVO DI TE

 
     

Autori: Paolo Limiti, Mario Migliardi
 
Testo:
Voglio ridere quando piangerai
e ti dirai pensandomi:
aveva si ragione lui
e capirai perché.
Voglio ridere quando piangerai
e non saprai nascondere
quel po' di me e troverai
nei gesti tuoi e in te
Ma pian piano ti sorprenderai
vedendo che col tempo hai dato
sempre piu' ragione a me
e sarai come volevo anche se
sarò molto lontano da te.
Voglio ridere quando piangerai
e morirai pensandomi
anche se mai lo ammetterai
ti manchero'di più.
Ma pian piano ti sorprenderai
vedendo che col tempo hai dato
sempre più ragione a me
e sarai come volevo anche se
sarò molto lontano da te
 
Fonte: QUI
     
Autori: Elide Suligoj, Zodiaco
 
Testo:
Ieri sera sognavo di te
che piangevi e tornavi da me,
mi dicevi: amore lo so,
ho sbagliato, non dico di no.
Quante volte ho rimpianto te.


Non vorrei, ma gli altri amori avuti poi
non sono che un'idea
pallidissima di noi.


Non vorrei, ma gli altri non mi han dato mai
i grappoli di cielo, come te.
Ecco perché torno,
se mi vuoi.


Ieri sera sognavo di te
che piangevi stringendoti a me
mi dicevi: peccato però
a capire, adesso, che so.
Quante volte ho rimpianto te.
 
Fonte: QUI
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Ven Ott 06, 2017 11:00 pm, modificato 1 volta
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I NOMADI - 1974 - I NOMADI INTERPRETANO GUCCINI (LP 33 GIRI/CD)

Messaggio  mauro piffero il Gio Ott 05, 2017 9:33 pm

1. TITOLO:
 
1974 - I NOMADI INTERPRETANO GUCCINI
 
# Etichetta: COLUMBIA # Catalogo: 3C 064-17990-Q  # Data pubblicazione: Maggio 1974 # Matrici: 17990Q-A/17990Q-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2 # Supporto: Cd Tracce 6
 
Note: Data matrici: 6 Maggio / Disegni di copertina di Augusto Daolio - Busta interna con i testi delle canzoni / Registrato e mixato negli Studi EMI di Londra, GB, Novembre 1973-Gennaio e Marzo 1974 - Registrazioni effettuate in quadrifonia / Distribuito da EMI Italiana - Caronno Pertusella (Varese)
Formazione: Beppe Carletti - tastiere; Augusto Daolio - voce; Chris Dennis - chitarre; Paolo Lancellotti - batteria; Umberto Maggi - basso
 
 
2. RECENSIONE:
 
I Nomadi interpretano Guccini è il quarto album della band italiana Nomadi.

I Nomadi, dopo sei anni dall'ultimo pezzo di Francesco Guccini che avevano interpretato, decisero di omaggiarlo con questo album, in cui riarrangiarono completamente sei dei suoi brani più famosi, e che registrarono in quadrifonia.

È il primo album con Chris Dennis alla chitarra, che sostituì Franco Midili, definitivamente fuoriuscito dal gruppo dopo avervi fatto ritorno per circa un anno.

Note:
I sei brani presenti su questo disco sono stati tratti da due album di Francesco Guccini: Asia, L'isola non trovata e La collina si trovano su "L'isola non trovata", del 1970, mentre Il vecchio e il bambino, Piccola città e Canzone della bambina portoghese fanno parte di "Radici", del 1972.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER: I NOMADI INTERPRETANO GUCCINI (LP e CD)
 
   
 
   
 

 
 
   

 
 
4. TRACK LIST di: I NOMADI INTERPRETANO GUCCINI
 
Lato A Lato B

  • A1 ASIA
  • A2 IL VECCHIO E IL BAMBINO
  • A3 PICCOLA CITTA'


  • B1 CANZONE DELLA BAMBINA PORTOGHESE
  • B2 L'ISOLA NON TROVATA
  • B3 LA COLLINA
 
 
Lato A 1:
ASIA

 
      Lato B 1:
CANZONE DELLA BAMBINA PORTOGHESE

 
     

Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
Fra i fiori tropicali, fra grida di dolcezza
la lenta e lieve brezza scivolava.
E piano poi portava fischiando fra la rete
l'odore delle sete e della spezie.

Leone di Venezia, Leone di San
Marco,
l'arma cristiana? al varco
dell'Oriente.

Ai ponti di ponente il mare ti ha portato
i carichi di avorio e di broccato.
Le vesti dei mercanti trasudano di ori,
tesori immani portano le stive.

Si affacciano alle rive
le colorate vele,
fragranti di garofano e di pepe.

Trasudano le schiene,
schiantate dal lavoro,
son per la terra mirra, l'oro e incenso.

Sembra che sia nel vento
su fra la palma somma
il grido del sudore e della gomma.

E l'Asia par che dorma,
ma sta sospesa in aria
l'immensa millenaria sua cultura.

I bianchi e la natura
non possono schiacciare
i Buddha, i Chela, gli uomini ed il mare.

Leone di San Marco, Leone del Profeta,
ad est di Creta corre il tuo vangelo.

Si staglia contro il cielo
il tuo simbolo strano
la spada e non il libro hai nella mano.

Terra di meraviglie,
terra di grazie e di mali
di mitici animali da "bestiari".

Si arriva dai santuari
fin sopra all'alta plancia
il fumo della Ganja e dell'incenso.

E quel profumo intenso
? rotta di gabbiani:
segno di vani simboli divini.

E gli uccelli marini
additano col volo
la strada del Katai per Marco Polo.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
E poi, e poi gente viene qui
e ti dice di sapere gi?
ogni legge delle cose
e tutti sai vantano l'orgoglio cieco
di verit?
fatte di formule vuote.

E tutti sai ti san dire come
fare quali leggi rispettare,
quali regole osservare
qual'? il vero, vero...

E poi, e poi tutti chiusi
in tante celle fanno
a chi parla pi? forte
per non dir che stelle
morte fan paura.

Al caldo del sole,
al mare scendeva la bambina portoghese
non c'eran parole
rumori soltanto come voci sorprese.

Il mare soltanto
e il suo primo bikini a Maranto,
le cose pi? belle
e il caldo e il sole alla pelle.

Gli amici vicino
sembravan sommersi dalla voce del mare,
ma sogno illusioni
qualcosa la prese e si mise a pensare.

Sent? ch'era un punto al limite di un continente
e sent? che era niente l'Atlantico immenso di fronte,
e in questo sentiva qualcosa di grande
che non riusciva a capire, che non poteva intuire.

E avrebbe spiegato se avesse capito lei
che l'oceano infinito,
ma il caldo l'avvolse, si sent? svanire
e si mise a dormire.

E fu solo nel sole
come in mani future,
restaron soltanto
il mare e un bikini a Maranto.

E poi, e poi
se ti scoppia di tornare,
ti accorgerai
che non te ne importa niente.

E capirai
che una sera, una stagione,
sono come lampi,
luci accese e dopo spente...
spente... spente... spente...

E capirai che la vera ambiguit?
? la vita che viviamo
? qualcosa che chiamiamo
esser uomini, uomini.

E poi, e poi quel vizio che ti uccider?
non sar? fumare o bere,
ma qualcosa che ti porti dentro,
cio? vivere, vivere, vivere, vivere...

Cio? vivere, vivere, vivere...
Cio? vivere.

 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 2:
IL VECCHIO E IL BAMBINO

 
      Lato B 2:
L'ISOLA NON TROVATA

 
     

Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera
la polvere rossa si alzava lontano
il sole brillava di luce non vera.

Immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
e tutto di intorno, non c'era nessuno
solo il tetro contorno di torri di fumo.

I due camminavano e il giorno cadeva
il vecchio parlava, e piano piangeva.
Con l'anima assente, con gli occhi bagnati
seguiva il ricordo dei miti passati.

I vecchi subiscon le ingiuria degli anni
non sanno distinguere il vero dai sogni.
I vecchi non sanno nel loro pensiero
distinguer nei sogni, il falso dal vero.

Il vecchio diceva guardando lontano:
"Immagina questo coperto di grano.
Immagina i frutti, immagina i fiori
e pensa alle voci, e pensa ai colori.

In questa pianura, fin dove si perde
crescevano gli alberi e tutto era verde.
Cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell'uomo e delle stagioni".
Il bimbo distette lo sguardo, era triste.
Gli occhi guardavano cose mai viste.
E poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe. Raccontane altre...".
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Francesco guccini
 
Testo:
Ma bella più di tutte è l'isola non trovata
quella che il re di Spagna ebbe da suo cugino, il re del Portogallo
con firma suggellata e bolla del Pontefice in gotico - latino.


Il re di Spagna fece vela
cercando l'isola incantata
però quell'isola non c'era
e mai nessuno l'ha trovata.


Svanì di prua dalla galea
come un'idea, come una splendida utopia
è andata via, non tornerà.


Le antiche carte dei corsari
portano un segno misterioso
ne parlan piano i marinari
con un timor superstizioso
nessuno sa se c'è davvero o è un pensiero
se a volte il vento ne ha il profumo
è come il fumo che non prendi mai.


Appare a volte avvolta di foschia magica e bella
ma se il pilota avanza su mari misteriosi
è già volata via tingendosi d'azzurro, color di lontananza.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
PICCOLA CITTA'

 
      Lato B 3:
LA COLLINA

 
     

Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
Piccola città bastardo posto
appena nato ti compresi
e fu il fato che in tre mesi
mi spinse via.


Piccola città io ti conosco
nebbia e fumo non san darmi il profumo del ricordo
che cambia in meglio
ma sono qui nei pensieri le strade di ieri che tornano
visi e dolori e stagioni amori e mattoni che parlano.


Piccola città io poi ti vidi
le tue pietre sconosciute le tue case diroccate
dalla guerra antica.


Mia nemica strana sei lontana coi peccati fra macerie
e fra i giochi consumati dentro al Florida.
Cento finestre e un cortile, le voci, le liti e la miseria.
Io la montagna nel cuore sentivo l'odore del dopoguerra.
Piccola città, vetrate viola, primi giorni della scuola
la parola, il mesto odore di religione.


Vecchie suore nere con che fede in quelle sere
avete dato a noi il senso di peccato e di espiazione.
Gli occhi guardavano voi ma sognavan gli eroi, le armi e la biglia
correva la fantasia verso la prateria fra la via Emilia e il West.


Sciocca adolescenza falsa e stupida innocenza
continenza, vuoto mito americano di terza mano
pubertà infelice spesso urlata a mezza voce a toni acuti
casti affetti denigrati, cercati invano
se penso ad un giorno un momento ritrovo soltanto malinconia.
È tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via.


Piccola città vecchia bambina che mi fu tanto fedele
a cui fui tanto fedele per lunghi mesi
angoli di strada testimoni degli erotici miei sogni,
frustrazioni, amori a vuoto
e mai compresi.


Dove sei ora, che fai neghi ancora o ti dai sabato sera?
Quelle vie adesso disprezzi o invidi e singhiozzi
se passan davanti a te.
Così diversa sei adesso io son sempre lo stesso sempre diverso
cerco le notti ed il fiasco se muoio rinasco finché non finirà.
Cerco le notti ed il fiasco se muoio rinasco finché non finirà.

 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
Dove finisce la città?,
dove il rumore se ne và?,
c'? una collina che nessuno vede mai
perch? una nebbia come un velo
la ricopre fino al cielo dall'eternità?.

Nessuno mai la troverà?,
la strada forse in altre età?,
se conosciuta, ma l'abbiam
scordata ormai, l'abbiam scordata
e si? perduta lungo i giorni della
vita per l'eternit?, dell'eternità?.

Tururu nene uohuoh...
Tururu nene uohuoh...
Tururu nene uohuoh...

Forse l'abbiam vista nel passato
ma il ricordo se ne andato
dalla mente,
cercala negl'angoli del sogno
per portarla lungo
il volto del presente.

Oh se solamente io potessi rivederti
come adesso per un ora,
so di fiori grandi come soli,
ma mi sfuggono i colori
ancora.
Uohuuh...

Ricordo che sulla sommità?,
c'? un uomo che sta sempre là?,
per impedire che qualcuno cada già?,
da quella magica collina dalla parte
che declina e non ritorni più?.
Più?, più?, più?...

Anch'io tra i fiori tempo fa,
giocavo sulla sommità?,
con i compagni miei,
dentro alla segale,
ma il prenditore non mi ascoltò?
quando son venuto al mondo per l'eternità?.
Per l'eternit?, per l'eternit?, per l'eternità?.
 
Fonte: QUI
 
 
 
 
da:


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I NOMADI - 1974 - TUTTO A POSTO/ISOLA IDEALE (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Gio Ott 05, 2017 10:48 pm

1. TITOLO:
 
1974 - TUTTO A POSTO/ISOLA IDEALE

# Etichetta: COLUMBIA EMI # Catalogo: 3C 006 17986 # Data pubblicazione: Maggio 1974 # Matrici: 17986-A/17986-B
# Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 6 Maggio / Lato A: "Un Disco per l'Estate 1974" / Disegno di copertina di Augusto Daolio / Distribuito da EMI Italiana - Caronno Pertusella (Varerse)
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
TUTTO A POSTO

 
      Lato B:
ISOLA IDEALE

 
     

Autori: Alberto Salerno, Bruno Tavernese
 
Testo:
Le mie gambe oramai sono stanche e vorrei
Dare un po' di sonno agli occhi miei.
Scende l'oscurità, c'è una casa più in là,
Il mio viaggio adesso finirà.

E' per lei, io vedo quella ferrovia
Che è fra i sassi, la mia via
Nel passato e nel presente corre già.

E vanno indietro gli anni miei
Che si fermano con lei
E la mente mia non hai lasciato mai.

Tutto a posto lo so, tutto a posto perché
Quello che lasciai ancora c'è,
Le colline più in là, e la strada che va
So che fino a lei mi porterà

Sono arrivato,
La notte azzurra intorno a me
Luglio fra quei rami e
Il profumo dell'estate ancora c'è

E qualche passo ancora e poi
So che mi preparerà
Una cena calda, il fuoco accenderà

C'è silenzio fra noi,
Guardo negli occhi suoi
E capisco la mia ingenuità.

Tutto a posto lo so,
Tutto a posto perché
Tutto è come quando me ne andai
Tranne lei...

Ma tutto è a posto oramai
Anche se ho capito che
Il mio posto nel suo mondo più non c'è...
(x2)
 
Fonte: QUI
     
Autori: Beppe Carletti, Carlo Alberto Contini
 
Testo:
Nella casa dove io vivo già
fra terra e cielo solo sto.
Naviga la mente mia lontano va
con ali di gabbiano che volan via.

Solo sogni ormai io so inventare qui
nell'aspettare te che non vieni mai;
stare fermo pronto solo a un cenno tuo,
dire sempre sì alla tua assenza, alla coscienza.

Meglio andare per trovare
l'isola indeale dove abitare.

Nella stanza dove io passo i giorni miei
vivo e non vivo aspettando chi?
Naviga la mente mia lontano va
tocca te che mi ami,
non lasciarmi andare.

Solo sogni ormai io so inventare qui
nell'aspettare te che non vieni mai;
stare fermo pronto solo a un cenno tuo,
dire sempre sì alla tua assenza, alla coscienza.

Meglio andare per trovare
l'isola indeale dove abitare. (x 4)

 
Fonte: QUI
 
 
 


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I NOMADI - 1975 - SENZA DISCUTERE/IMMAGINI (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Gio Ott 05, 2017 11:09 pm

1. TITOLO:
 
1975 - SENZA DISCUTERE/IMMAGINI

# Etichetta: COLUMBIA EMI # Catalogo: 3C 006-18078 # Data pubblicazione: Aprile 1975 # Matrici: 18078-A/18078-B
# Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 12 Marzo / Lato A: "Un Disco per l'Estate 1975" / Disegni di copertina di Augusto Daolio / Distribuito da EMI Italiana - Caronno Pertusella (Varese)
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
SENZA DISCUTERE

 
      Lato B:
IMMAGINI

 
     

Autori: Guido Maria Ferilli, Umberto Napolitano, Alberto Salerno
 
Testo:
Lei trucca già, lei veste già
La mia solitudine.
Oggi mi va bene anche lei
Senza discutere.
Più dolce mai
Mi sembra lei
Più donna che mai
La voglio creder.
E il corpo mio accanto al suo
Cerca amore e non dimentica.
Ma far l'amore con lei
Non ha più senso ormai
Se penso che
Tu vivi nell'anima
Dentro alla pelle mia
Mentre la mano sua
Mi cerca ancora…!
E mi abbandono io
Senza discutere
Restando qui
E trucca lei, e spoglia lei
La mia solitudine.
Un passo e poi si offre a me
Sento il sangue ancora scorrere
Più donna che mai
Mi sembra lei
È giusto così: non c'è da discutere.
E li corpo mio accanto al suo
Torna nuovamente a vivere.
Ma far l'amore con lei
Non ha più senso ormai
Se penso che
Tu gridi nell'anima
Dentro alla pelle mia
Mentre la mano sua
Mi cerca ancora.!
E mi abbandono io
Senza discutere
Restando qui...
 
Fonte: QUI
     
Autori: Beppe Carletti, Carlo Alberto Contini
 
Testo:
Sono anch'io un figlio di questo tempo
e quando sono nato mia madre non c'era
crescere l'ho fatto e poi
a vivere ho imparato
ma vorrei saperne di più.


Il corvo gracchiando forte
non dice l'anno,
la rondine fugge via
e non dice l'ora.


L'orologiaio è un ladro del tempo che va
il tempo rubato
lo vende altrove ma
non dice dove.


Il diavolo rosso assai colto e
profondo d'idee
esce dalla sua scatola e parla parla
con voce d'altro paese.


E, ancora non so
quando incominciò
il conto alla rovescia
danza la memoria
in una stanza chiusa.


Il corvo gracchiando forte
no dice l'anno,
la rondine fugge via
e non dice l'ora.


Il filosofo si diverte con quello che sa
labirinti e profondità
per non farsi capire,
l'astrologo
gioca con carte e gli oroscopi
sempre soldi e fortuna a te
lui li regala a te.


E ancora non so
quando incominciò
il conto alla rovescia
danza la memoria
in una stanza chiusa.


Il corvo gracchiando forte
non dice l'anno
la rondine fugge via
e non dice l'ora.
 
Fonte: QUI
 
 
 
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I NOMADI - 1975 - GORDON/SORPRESE (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Ven Ott 06, 2017 10:21 am

1. TITOLO:
 
1975 - GORDON/SORPRESE

# Etichetta: COLUMBIA EMI # Catalogo: 3C 006 18113 # Data pubblicazione: Ottobre 1975 # Matrici: 18113-A/18113-B
# Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 16 Ottobre-23 Aprile / Sul retro di copertina il testo di "Gordon" / Distribuito da EMI Italiana - Caronno Pertusella (Varese)
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
GORDON

 
      Lato B:
SORPRESE

 
     

Autori: Giuseppe Carletti, Romano Rossi
 
Testo:
Ritorna al tuo pianeta Mongo
torna al tuo sole Gordon
non vagare per universi bui
di una falsa coscienza
non andare nel freddo
di un niente che speranza
più non ha.

Hai staccato il tuo segnale
che ti legava alla Terra
ti sei levato dalla rotta
dell'astronave guida
credi di poter andare da solo
nel vero al di là.

Per i pazzi non c'è più pace
e tu sei pazzo Gordon
dentro il freddo non c'è vita
e tu sei morto Mongo
un fantasma opalescente
maledetto nel ricordo della sua gente
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giuseppe Carletti, Romano Rossi
 
Testo:
Dormi ragazzo riposa
e non ci pensare non ci pensare più
lascia dormire la rabbia che rugge qui dentro
e ascolta me anche se una tigre
ti insegue da dietro anche se un'altra tigre
ti aspetta alla fine mangia quella fragola
che hai raccolto hai tuoi piedi senti il sapore del buono
dei momenti del viaggio che vivi anche se sei aggrappato
a un cespuglio coi denti per non cadere giù
anche se un boa ti avvolge e ti vuole mangiare
non ci pensare più com'è bella la pelle
tutta gialla e splendente guarda il sole fissante
dell'occhio del serpente goditi la frescura
dell'aria che respiri senti il sapore del buono
dei momenti del viaggio che vivi.
 
Fonte: QUI
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Mer Ott 11, 2017 7:55 pm, modificato 2 volte
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I NOMADI - 1973 - GORDON (LP 33 GIRI - MC - CD)

Messaggio  mauro piffero il Ven Ott 06, 2017 7:01 pm

1. TITOLO:
 
1975 - GORDON
 
# Etichetta: COLUMBIA # Catalogo: 3C 064 18118 # Data pubblicazione: Novembre 1975 # Matrici: 18118-A/18118-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2 # Supporto MC - CD audio Tracce 10
 
Note: Data matrici: 7 Novembre / Disegni di copertina di Augusto Daolio / Distribuito da EMI Italiana - Caronno Pertusella - (Varese)
Formazione: Beppe Carletti - tastiere; Augusto Daolio - voce; Christopher Dennis - chitarre, tastiere; Paolo Lancellotti - batteria, percussioni; Umberto Maggi - basso
 
 
2. RECENSIONE:
 
Gordon è il quinto album pubblicato dai Nomadi, nel 1975.

Note:
L'album fu ritenuto dalla critica del tempo "psichedelico".
Fu il primo album dei Nomadi a non contenere cover, se si esclude il fatto che la linea vocale di Gordon è molto simile a quella di Avalanche, canzone di Leonard Cohen contenuta in Songs of Love and Hate, mentre Sorprese è una rivisitazione non dichiarata del brano Double Agent della Edgar Broughton Band.
La canzone Gordon è ispirata al fumetto degli anni '30 Flash Gordon.
La canzone Ritornerei è reperibile su Stereo 8 in un diverso arrangiamento e con il titolo Sulla strada.
Le vignette rappresentate in copertina sembrano essere ispirate ai brani contenuti nell'album.
Formazione Gruppo
Augusto Daolio – voce; Beppe Carletti – tastiere; Paolo Lancellotti – batteria; Umberto Maggi – basso; Chris Dennis – chitarre, tastiere; Altri musicisti, non accreditati; Marco Tosatti – chitarra; Silvano Ori – chitarra; Germano Tagliazucchi – chitarra; Glauco Zuppiroli – basso
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER: GORDON (LP oltre a MC e CD)
 
   
 
   
 






   

 
 
4. TRACK LIST di: GORDON
 
Lato A Lato B



 
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Lato A 3:
RITORNEREI

 
      Lato B 3:
E VORREI CHE FOSSE

 
     

Autori: Carlo Alberto Contini, Bruno Tavernese
 
Testo:
Ritornerei
sulla strada che mi chiama
a al cane schiacciato sotto il camion
dalla signora che ride sempre
sotto un sole dall'oriente.


Ritornerei
sulla strada che mi chiama
per poi fermarmi tra i campi
addormentarmi quando voglio
sulla paglia che profuma
vorrei andare e non vorrei
ma se non vado è per lei
peccato solo perché così
io qua sicuro mi fermerei.


Ritornerei
sulla strada che mi chiama
dove aspettano gli amici
per ricordare giorni felici
e folli corse al sole
e rivedrei
sulla strada che mi chiama
dipinte sul viso di chi mi ama
la fretta e l'ansia di raccontare
cose ancora da scoprire
e di un posto conoscerei
dove la vita riscoprirei
ma io non posso lasciare lei
vorrei andare e non vorrei.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Carlo Alberto Contini, Bruno Tavernese
 
Testo:
Un aquilone su nel cielo
vola come volo io
ogni giorno al bar per lei
per vivere, come arriva
si guarda in giro e
non mi vede
sorride a tutti e
non mi sente
chiudo gli occhi per sognare
e la realt?
vorrei che fosse
mi alzo e vado verso lei
"e scusa sai
posso sedermi insieme a te
ti pagher? da bere se
parlerai un p? con me"
lei mi dice "Andiamo vieni
facciamo un giro
dai vieni, su vieni"
e l'aquilone su nel cielo
cade come cado io
nella realt? vive il timore
che si accorga di me
ma come ogni giorno
viene sera
non la vedr? fino a domani
chiudo gli occhi per sognare
e la realt? vorrei che fosse
? sera
e andiamo verso casa
"ascolta senti
posso vederti anche domani?"
e ogni giorno che tu vuoi
verrai un p? con me
io ti dico
andiamo vieni
? tardi ormai
dai vieni, su vieni, vieni, vieni ...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 4:
COME MAI

 
      Lato B 4:
IL DESTINO

 
     

Autori: Giuseppe Carletti, Romano Rossi
 
Testo:
Come mai
l'uomo quando cresce
torna piccolo?
Forse perché crede
di essere grande.
come mai parlando


Tra amici
si fanno affari
perché si crede
di imbrogliare meglio,
dì come mai fingi
di esser chi non sei.


Come mai dire
"mi piace" non basta a spiegare?
Dì come mai
ci vuole sempre un
perché morale
non tradir te stesso
fa ciò che più ti piace.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Giuseppe Carletti, Carlo Alberto Contini
 
Testo:
Tu cammini sull'orlo dell'acqua
si rompe l'onda dell'alta marea
non c'? modo di sfuggire
quando sei un piccolo uomo
nella rete del destino cadrai
Tu cammini ai piedi del monte
mentre un tuono dell'alto ti avverte
non c'? modo di sfuggire
quando sei un piccolo uomo
sotto il monte del destino cadrai
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A 5:
VITTIMA DEI SOGNI

 
      Lato B 5:
FATTI MIEI

 
     

Autori: Giuseppe Carletti, Carlo Alberto Contini
 
Testo:
Sai che strana originale sei
questa mattina che follia
ti sei svegliata proprio male.


Ma che cos'hai
hai fatto forse un sogno strano
fantasmi bianchi sul cuscino
un leone nel giardino.


Ma che cos'hai
sono da te
cortese, pieno d'amore
e ti accarezzo
ma guarda un pò
mi trovo qua
seduto e poi sorpreso
e mi accarezzi, ma guarda un pò.


Sai
che strana originale sei
ma ancor più buffo sono io
che sopporto ancora
le tue manie.


Ma che cos'hai

io un giorno o l'altro
mi stancherò
il tuo bersaglio non sarò
la vittima dei sogni tuoi
se ne andrà vedrai
se ne andrà vedrai.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Alberto Salerno, Bruno Tavernese
 
Testo:
Queste mie scarpe rotte
le storie i miei guai
fuori dalla tua porta
le ho messe oramai.

E mentre bevo il vino
mi accorgo che tu
il tuo vestito strano
non l'hai gi? pi? su.

Fra i tuoi capelli lunghi
la mia mano va
sento il profumo forte
dell'infedelt?.

E la tua bocca rossa
non dice poesie
anche se ha conosciuto
le malinconie.

Quello che mi dai
quello che ti do
? davvero poco lo so
ma non chiederai
non mi chiederai.

E non ho mai nient'altro mai
il passato mio sono fatti miei
ora il mio presente tu sei
non m'importa pi?.

Quel che siamo noi
e c'? un grido
negli occhi tuoi
tutto il resto son fatti miei.

Metto le scarpe rotto
ripenso ai miei guai
fuori dalla mia porta
di lei mi scordai.

Con la tua bocca rossa
per? resterai
nella mia mente stanca e
nei fatti miei, e son fatti miei
e son fatti miei ...
 
Fonte: QUI
 
 
 


da:


Ultima modifica di mauro piffero il Sab Ott 28, 2017 1:42 pm, modificato 1 volta
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I NOMADI - 1976 - QUASI QUASI/VITTIMA DEI SOGNI (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Ven Ott 06, 2017 8:31 pm

1. TITOLO:
 
1976 - QUASI QUASI/VITTIMA DEI SOGNI

# Etichetta: COLUMBIA EMI # Catalogo: 3C 006 17184 # Data pubblicazione: Maggio 1976 # Matrici: 17184-A/17184-B
# Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 4 Maggio / Disegni di copertina di Augusto Daolio / Distribuito da EMI Italiana - Caronno Pertusella (Varese)
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
QUASI QUASI

 
      Lato B:
VITTIMA DEI SOGNI

 
     

Autori: Luigi Albertelli, Bruno Tavernese
 
Testo:
E mettiti a sedere
hai una faccia spaventata
come? andata.

La vuoi una sigaretta
un secondo te l'accendo
faccio in fretta
e dimmi un po'
tu gli hai detto di noi?

Ma dimmi un po'
lui sta venendo qui?
Resta dove sei
e stai calma sai
lascia fare a me
? una cosa che tocca a me.

Glielo dico io di noi
glielo dico io vedrai
che non l'hai amato tu, mai...

E sale l'ascensore
lo capisci dal rumore
adesso suona
e si sentono dei passi
ma si apre e poi si chiude
un'altra porta
e dimmi un po'
? uno scherzo il tuo?

Ma dimmi un po'
e ci ridi anche
resta dove sei
e stai calma sai
lascia fare a me
? una cosa che
tocca a me
Quasi quasi ti ucciderei
quasi quasi ti ucciderei
quasi quasi ti ucciderei.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giuseppe Carletti, Carlo Alberto Contini
 
Testo:
Sai che strana originale sei
questa mattina che follia
ti sei svegliata proprio male.


Ma che cos'hai
hai fatto forse un sogno strano
fantasmi bianchi sul cuscino
un leone nel giardino.


Ma che cos'hai
sono da te
cortese, pieno d'amore
e ti accarezzo
ma guarda un pò
mi trovo qua
seduto e poi sorpreso
e mi accarezzi, ma guarda un pò.


Sai
che strana originale sei
ma ancor più buffo sono io
che sopporto ancora
le tue manie.


Ma che cos'hai

io un giorno o l'altro
mi stancherò
il tuo bersaglio non sarò
la vittima dei sogni tuoi
se ne andrà vedrai
se ne andrà vedrai.
 
Fonte: QUI
 
 
 
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I NOMADI: 1976 - COLLEZIONE (LP 33 GIRI/CD)

Messaggio  mauro piffero il Ven Ott 06, 2017 10:39 pm

1. TITOLO:
 
1976 - COLLEZIONE
 
# Etichetta: EMI/COLUMBIA # Catalogo: 3C 064-18190 # Data pubblicazione: Giugno 1976 # Matrici: 18190 A / 18190 B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2 # Supporto CD 12 Tracce
 
Note: Data matrici: 7 Giugno 1976 / Fotocolor di copertina: Leonardo Bellezza
 
 
2. COVER: COLLEZIONE
 
   
 
   
 

 
 
   
 
 
 
3. TRACK LIST di: COLLEZIONE
 
 
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I NOMADI - 1977 - NOI CI SAREMO (LP 33 GIRI/CD)

Messaggio  mauro piffero il Sab Ott 07, 2017 4:01 pm

1. TITOLO:
 
1977 - NOI CI SAREMO
 
# Etichetta: COLUMBIA # Catalogo: 3C 064-18291 # Data pubblicazione: Ottobre 1977 # Matrici: 18291-A/18291-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2 # Supporto Cd Tracce 12
 
Note: Data matrici: 5 Ottobre / Registrato nei mesi di Settembre e Ottobre 1977 nello studio Fonorama di Milano / Distribuito da EMI Italiana - Caronno Pertusella (Varese)
 
 
2. RECENSIONE:
 
Noi ci saremo è il sesto album del gruppo musicale italiano Nomadi, pubblicato nel 1977.

L'album, il cui titolo fa da parodia alla loro celebre canzone Noi non ci saremo, è diviso in due parti. La prima, La foresta, si occupa della società, nei suoi aspetti di cui mai nessuno aveva cantato; la seconda, L'albero, analizza invece le sfaccettature della personalità di ogni uomo.

Commento e storia:
L'album presenta canzoni "arrabbiate", con cui i Nomadi esprimevano il loro disprezzo nei confronti della musica italiana dell'epoca, fatta solo di canzonette destinate ad essere presto dimenticate. Anche la copertina, volutamente scialba con il titolo dattiloscritto e lo sfondo bianco, era un mezzo di critica verso le copertine degli album degli altri autori italiani, colorate e fantasiose.

Per questo album, in cui per la prima volta compare il violino suonato da Chris Dennis, fino a quel momento solo chitarrista e tastierista, i Nomadi decisero di rivolgersi a giovani sconosciuti, che scrissero i vari brani; uno di loro, Gisberto Cortesi, diverrà collaboratore assiduo dei Nomadi, scrivendo per loro parecchi brani fino al 1992.

Una curiosità è legata al fatto che per l'incisione dell'album, i Nomadi si chiusero in un vecchio mulino, dove ognuno si occupava di una mansione: cucinare, pulire etc. Carletti, per esempio, da sempre considerato il contabile del gruppo, si occupava di fare la spesa.

Ad ognuno dei titoli delle canzoni, il gruppo volle aggiungere un sottotitolo.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER: NOI CI SAREMO (LP/CD)
 
   
 

 
 
   
 
 
 
4. TRACK LIST di: NOI CI SAREMO
 
Lato A Lato B

  • A1 RIVERISCO
  • A2 LA CITTA'
  • A3 LA MORALE
  • A4 IL FIORE NERO
  • A5 BALLA PIERO
  • A6 LA STORIA


  • B1 RIVERISCO
  • B2 I MIEI ANNI
  • B3 IL PAESE
  • B4 LA VOGLIA DI POSARE
  • B5 LA DEVIANZA
  • B6 VORREI PARLARE
 
 
A 1:
RIVERISCO parte 1

 
      Lato B 1:
RIVERISCO parte 2

 
     

Autori: Beppe Carleletti, Calo Contini
 
Testo:
Riverisco lor signori
sono il pagliaccio della corte
della mensa della casa di un
porcaro dell'Arconte e ricordo
a lor signori che per certi casi
strani l'eri che diventa oggi non
ritorner? domani.
Calcolando si conteggia
che la roba va al denaro ma la
mano che la porta? pi?
importante del guadagno se la
roba sono i soldi anche i soldi
son la roba e il denaro?
un'astrazione della fabbrica di merci.
Riverisco lor signori
sono il pagliaccio della corte
della mensa della casa di un
porcaro dell'Arconte c'? chi dice
che son matto che mi chiama
menestrello sono invece solo il paggio
del buffone del castello.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Beppe Carletti, Carlo Contini
 
Testo:
Riverisco lor signori
sono il pagliaccio della corte
della mensa della casa di un
porcaro dell’Arconte e ricordo
a lor signori che per certi casi
strani l’eri che diventa oggi non
ritornerà domani.
Corre e vola il nostro tempo
va veloce come il vento se una
donna si è negata che abbia in sè
un ripensamento se campassimo in
eterno si può chiedere cent’anni
ma poichè siamo già morti
consoliamo i nostri affanni.
Corre e vola il nostro tempo va
veloce come il vento come il
vento dell’Oriente che preannuncia
un cambiamento certo non cambierà
niente però può cambiare tutto se
la pianta della vita ha gettato
un altro frutto.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 2:
LA CITTA'

 
      Lato B 2:
I MIEI ANNI

 
     

Autori: Beppe Carletti, Carlo Contini
 
Testo:
Spirali stanche attorno ai tavolini

parlano ancora dei soliti casini
cose risolte perché non affrontate
non affrontate perché non superate
altri invece incrociano le mani
per parlare con spiriti lontani
quando la notte cala
sulla piccola città
in cento fiabe di libertà.

Il dio del male un cinque anni fa
prese dimora nella piccola città

re di menzogna principe di falsità
si tinse in odore di santità
portò la morte portò la dispersione
la paura la rabbia e poi la delazione
il dio del male un cinque anni fa
fece leva sulla vanità.


Scelse complici le tenebre atmosfere
l'uomo di ghiaccio e le vedove nere
fino in Olanda sono andati tutti insieme
per riportare la morte che conviene
ma anche loro molta ne han mangiato

perché il padrone possa essere saziato

e hanno ucciso tutti i loro amici

son ricchi ma non son felici.


Spirali stanche attorno ai tavolini
parlano ancora di vecchi casini
spirali stanchi di cose superate
perché scartate invece di affrontate
fantasmi di morale forse superatarispondono ermetici

alla noia incatenata
spiegano i fatti della piccola città

con fiabe di storie di verità.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Beppe Carletti, Carlo Contini
 
Testo:
Ho corso questi anni
come gli ultimi che avevo
con la paura davanti
della gioventù che perdevo
con lo sfasciarsi delle assi
della barca fra la corrente
misto di coscienza e illusione
resta il niente.

Ho corso questi anni
senza mai guardarmi indietro
passando fra tanta gente
come una tazza di vetro
filtrando tutti i raggi
con la limpida corazza
stando bene attento
a non rompere la tazza.

Ho corso questi anni
mescolando rabbia e amore
e non so se il bilancio
sia stupore o rancore
ma ho la sensazione
di aver mistificato
che non rimpiango niente
del passato.

Ed ora che le rapide
sembrano finire
si addolcisce la rabbia
ma non riesco a dormire
e mi domando se
comincio a invecchiare
o sto cambiando
modo di lottare.
Lottare.
Lottare.
Lottare. (etc.)
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
LA MORALE

 
      Lato B 3:
IL PAESE

 
     

Autori: Beppe Carletti, Carlo Contini
 
Testo:
Ho visto ho visto uccidere Cristo
e non ho potuto proprio fare niente

per salvare l’agnello innocente.

Certo certo era un santo,

era senz’altro troppo intelligente

ecco perché l’ammazzarono per niente.

Il piccolo uomo l’assassinato

per coprire la sua impotenza,

la sua incapacità e la sua falsa coscienza.

Giuda Iscariota poi l’ha venduto

per trenta denari di prestigio sociale

ed è diventato anche esempio morale.

Ho visto ho visto uccidere Cristo

e poiché sono pazzo, folle e un po’ cretino

non riesco ad assolverne l’assassinio.

Ho visto ho visto ho visto uccidere Cristo

e non ho potuto proprio fare niente

per salvare l’agnello innocente.

La, lai la lai la ……
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Gisberto Cortesi
 
Testo:
Grandi risaie e filari di pioppi

e all'orizzonte montagne maestose
non si può dire che sia il paradiso
ma è il paese dove son nato.

La gente è chiusa e un poco scontrosa
ma quando ama sa amare davvero
ci sono senz'altro dei posti migliori

ma è il paese dove son nato.

iumi e canali sono le sue vene
e il cielo azzurro è la sua mente
sudore e fatica sono il suo corpo

è il paese dove son nato.

Ricordi antichi sono le memorie
pane e lavoro sono le speranze
non si può dire che ci sia molto
nel paese dove son nato.

Ma se l'orizzonte è tutto d'oro
e la mia gente canta durante il lavoro
mi sento nel cuore un grande amore
per il paese dove son nato.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A 4:
IL FIORE NERO

 
      Lato B 4:
LA VOGLIA DI POSARE

 
     

Autori: Beppe Carletti, Carlo Contini
 
Testo:
Così quando il sole muore
fiore perdi il tuo colore
le qualità che ti hanno reso vero
ma chi lo dice che il fiore è nero.

Come un popolo sotto l'oppressione
come un asino sotto il bastone
come un bimbo sotto l'educazione
come uno schiavo sotto il padrone.

Così quando il sole muore
fiore perdi il tuo colore
le qualità che ti hanno reso vero
ma chi lo dice che il fiore è nero.

Come il corpo sotto la morale
come il lavoro sotto il capitale
come il diverso sotto l'uguale
come l'imprevisto sotto il normale.

Così quando il sole muore
fiore perdi il tuo colore
le qualità che ti hanno reso vero
ma chi lo dice che il fiore è nero.

Come Dio sotto la religione
come l'amore sotto la convenzione
come la realtà sotto l'illusione
come un mattone sotto la distruzione.

Così quando il sole muore
fiore perdi il tuo colore
le qualità che ti hanno reso vero
ma chi lo dice che il fiore è nero.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Eli Cavallini, Romano Rossi
 
Testo:
Nell'ombra del tramonto io penso se
esistono uomini uguali a me
la mia mente lucente non è
è uno specchio che mente anche a me
a me....e a te....

Che c'è dopo il mare, cosa c'è
che c'è dietro il sole, cosa c'è
quel villaggio di stelle lassù
che mi spinge ad osare di più
mi spinge perché
è racchiuso un segreto, segreto anche a me,
qui dentro...

Io le ali non ho, non le ho però
proverò, cercherò, volerò...
come Icaro...

In viaggio sono già nell'azzurro
e so che le piume perderò
nel dilemma che muove anche me
e la vita di un uomo che ha te
e per te, fra verdi onde
io morirò perché ,tu lo sai
io sono Icaro.....
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 5:
BALLA PIERO

 
      Lato B 5:
LA DEVIANZA

 
     

Autori: Beppe Carletti, Carlo Contini
 
Testo:
balla e beve mentre parla
contro un'alleanza santa

Balla balla balla ancor
balla il sindaco e la suora
balla balla balla ancora
balla il prete e la signora.

Balla balla balla ancora
balla il servo di buon'ora
balla tutto dice Piero
e cade a terra come un pero

Balla balla balla il duomo
balla il duomo con la banca
balla balla balla il duomo
balla il duomo col comune.

Balla balla balla in pula
balla il vescovo in questura
balla e brinda col prevosto
che va in comune di nascosto
Balla balla sotto in banca
mai il nostro vescovo si stanca
balla e porta l'acqua santa
nei sotterranei della banca.

Balla balla balla ancora
ball il prete con la suora
balla tutto dice Piero
e cade a terra come un pero.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Beppe Carletti, Carlo Contini
 
Testo:
Non dirmi che in casa tua non c'?
non dirmi che in casa tua non c'?
un posto dove nascondere
la chiave di un segreto.

Non dirmi che in casa tua non c'?
un doppiofondo nell'armadio
dove giace un fantasma
che qualcuno ha gi? chiamato devianza.

Non dirmi che in casa tua non c'?
una vergogna di famiglia
un cognato assassino un matto
oppure una puttana di figlia.

Non dirmi che in casa tua non c'?
non dirmi che in casa tua non c'?
un posto dove nascondere
la chiave di un segreto.

Forse la tieni in solaio
oppure fuori in giardino
in una scatola del muro
oppure dentro al vecchio camino.

Poich? non vuoi ammettere
che non sei quello che sei
allora devi fingere
che sei quello che non sei
sei per sei trentasei.

Poich? non vuoi ammettere
tu temi che si venga a sapere
questa paura? l'asso
nella manica del potere.

Non dirmi che in casa tua non c'?
un doppiofondo nell'armadio
dove giace un fantasma
che qualcuno ha gi? chiamato devianza.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 6:
LA STORIA

 
      Lato B 6:
VORREI PARLARE

 
     

Autori: Beppe Carletti, Carlo Contini
 
Testo:
E' già successo un'altra volta
che grandi uomini si sa
costruirono una città
senza interrogare il sole.

E pagarono cantanti
per cantare a voce piena
siamo la più gran città
dell'intera umanità.

Siamo la più gran città
dell'intera umanità
siamo la più gran città
soltanto il sole ancora qua.

E pagarono le donne
per fare figli a volontà
e pagarono i più furbi
per trasformare la realtà

Siamo la più gran città
dell'intera umanità
siamo la più gran città
soltanto il sole ancora qua.

Ma sulle case vuote
l'erba cresce già
e soffia il vento
forse chissà
un nuovo vento
forse sarà.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Beppe Carletti, Carlo Contini
 
Testo:
Forse tu credi
che ti voglia inventare
un mondo diverso da quello reale
forse tu speri
che ti faccia sognare
un castello di sogni e di speranze lontane
o forse vuoi
che falsandoti ogni cosa
faccia finta di essere rosso
ed appoggi linee rosa.


Voglio parlare invece
di accordi strani
fatti da mani che non hanno domani
voglio parlare
di un bidone del rusco
di un secchio di stanca spazzatura
voglio parlare di una buccia di banana
che spunta sola in mezzo
alla sozzura.


Voglio parlare del mondo degli avanzi
di vecchi di impiegati
di studenti stanchi
di schiavi di liberti di alcolizzati
che per due soldi
si son sputtanati
voglio parlare di gente
che non è niente
è solo una realtà presente
tutt'ora esistente.


Voglio parlare
a chi proprio non ci sente
e a chi si chiude le orecchie
perché non vuol sentire
voglio parlare ai ciechi involontari
e a chi si chiude gli occhi
perché non vuol vedere
voglio parlare
a quella strana gente
che confonde il passato
con il presente.
 
Fonte: QUI
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun Ott 30, 2017 11:52 am, modificato 12 volte
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I NOMADI - 1978 - NARACAULI E ALTRE STORIE (LP 33 giri/MC/CD)

Messaggio  mauro piffero il Sab Ott 07, 2017 6:51 pm

1. TITOLO:
 
1978 - NARACAULI E ALTRE STORIE
 
# Etichetta: EMI # Catalogo: 3C 064-18373 # Data pubblicazione: Anno 1978 # Matrici: 18373-A/18373-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2 # Supporto MC - CD tracce 6
 
Note: è il settimo album della band italiana Nomadi. Tutti i brani del disco (testi e musica) sono opera di Maurizio Bettelli./ Distribuito da EMI Italiana - Caronno Pertusella (Varese)
 
 
2. RECENSIONE:
 
Sei canzoni in questo mini disco dei Nomadi, interamente scritto da un giovane autore di nome Maurizio Bettelli, il quale partecipa anche al disco suonando l'armonica.
Il disco parte bene con "Naracauli", una bella canzone che prende il nome da un paese della Sardegna, molto intensa (si parla di lavoro), e che tornerà alla ribalta con la nuova versione (straordinaria) contenuta nella raccolta "Nomadi 40". Si continua con "Joe Mitraglia", dove si racconta della storia di un partigiano, Joe, e che negli anni successivi venne spesso e volentieri riproposta dal vivo. "La mia canzone per gli amici" è secondo me la canzone più bella del disco, e il contenuto è ben espresso nel titolo. Altra canzone degna di nota è "Non credevi", una sorta di bilancio della vita molto crudo, che troveremo in una versione molto bella dal vivo, qualche anno dopo, nel disco misto inedito/live "Sempre Nomadi".
Concludono questo disco due canzoni, "Luisa" e "Rebecca (un gioco di società)", di caratura sicuramente inferiore rispetto alle altre ma che meritano comunque un attento ascolto.
Sei canzoni sono poche per un disco di inediti, ma comunque resta il fatto che "Naracauli e altre storie" è senza dubbio un disco da ascoltare con attenzione per apprezzarlo fino in fondo, e che, lo ammetto, ho rivalutato soltanto col tempo.
Da segnalare che al disco partecipa anche un certo chitarrista che risponde al nome di Maurizio Solieri...
 
Fonte: QUI
 
 
2. COVER: NARACAULI E ALTRE STORIE (LP oltre a MC e CD)
 
   
 

 

 
 

 
   
 

 
 
   
 
 
 
3. TRACK LIST di: NARACAULI E ALTRE STORIE
 
Lato A Lato B

  • A1 NARACAULI
  • A2 JOE MITRAGLIA
  • A3 LA MIA CANZONE PER GLI AMICI


  • B1 LUISA
  • B2 NON CREDEVI
  • B3 REBECCA (Un gioco si società)
 
 
Lato A 1:
NARACAULI

 
      Lato B 1:
LUISA

 
     

Autori: Maurizio Bettelli
 
Testo:
Poche luci nelle
poche case
quando
si fa sera
la miniera no,
non lavora più
e la sabbia
brucia il mare
e come è blu il tuo mare
e come è stanca la voce
una rabbia brucia i boschi e poi
si ubriaca
all'osteria
canti antichi e sacri
tirano
la barca in strada di sera
Oh! nelle sere d'estate
piangono i gatti e le stelle
dorme il gregge ma
il pastore no.
No,
lui non riesce per capire
che gli han portato via
il lavoro sai
e adesso la fame sui monti
lui
padrone dei monti
lui
prigioniero dei monti
ma una nave è
approdata
stanotte
Sì per non farsi vedere
e i negozi sì son pieni già
di cose che non userai mai
mai
mai
e poi mai
non avresti pensato
che così t'hanno fregato
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Maurizio Bettelli
 
Testo:
L'estate col sole e la noia
ogni tanto dal viale una voce
lento e dolce il pomeriggio si scioglie
puoi sentire il suo canto d'amore
solo i quadri alle pareti
che ti fissano senza guardare
sembra che ti sorridano sempre
o è la birra che ti porta lontano.

Come ovatta le strade dei pioppi
i ragazzi le brucian ancora
si divertono a vedere le fiamme
mentre giocano a prendersi in giro
i tuoi pensieri ed i tuoi sogni
i ricordi di un'infanzia felice
te li stanno rubando dal cuore
mentre piomba pesante la sera.

E Luisa sogna Kerouac
e la California,
ma Daniele sa
che non finirà mai il suo romanzo.

Tutto il giorno ti passa incompiuto
resta poco la sera da fare
parli un po' con gli amici di sempre
e poi taci e li lasci cantare
le domande che hai fatto per caso
son rimaste senza risposta
qualcuno le chiama stranezze
ma tu puoi chiamarli anche dubbi.

E così mentre passi la notte
sorseggiando un boccale di birra
cerchi in giro fra i visi un po' spenti
un amico che ti faccia parlare
proprio allora ti trovi da solo
sulla strada che ti porta a casa
mentre un colpo di vento improvviso
ti accarezza il viso e le mani.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 2:
JOE MITRAGLIA

 
      Lato B 2:
NON CREDEVI

 
     

Autori: Maurizio Bettelli
 
Testo:
Qui in città non ne senti più
parlare, troppi anni son passati
e troppo tristi son da ricordare
giorni neri giorni dannati
m qualche vecchio quando sente il nome
di Joe Mitraglia il partigiano
si tingon strani gli occhi come
gli avessi tolto il vino dalla mano.

Joe Mitraglia era uno dei tanti
che aveva detto no ai repubblichini
era scappato anche lui sui monti
lasciando a casa moglie e bambini
combatteva tra i boschi in Appennino
e i sentieri li aveva ricoperti
da Benedetto a Montefiorino
di tedeschi e di fascisti morti.

Dopo l'inverno vien la primavera
ma del '45 la più bella
e la liberazione non sembra vera
ma da mesi non si usa la padella

manca anche il grano nei granai
tutto in vent'anni han fatto fuori
nche le lacrime tra i morti suoi
quei maledetti dai manganelli neri.

Ma eran tanti ad uccidere Godetti
e tanti ancora a picchiar di notte
ed io li voglio tutti maledetti
se non da Dio almeno dalle mie botte
così diceva venuto giù dai monti
rossi di sangue e rossi di pensiero
tenne con sé i suoi fucili pronti
per continuar la nostra Primavera.

Così di note ed anche in pieno giorno
Joe Mitraglia sparava senza posa
fascisti non voleva più dattorno
da Sant'Eufemia e fino alla Pomposa
c'era sui muri il sangue di vendetta
ma una notte qualcuno il nome grida
un'imboscata e giù di baionetta
qualcuno ride qualcuno come Giuda.

Qui in città non ne senti più
parlare, troppi anni son passati
e troppo tristi son da ricordare
giorni neri giorni dannati
m qualche vecchio quando sente il nome
di Joe Mitraglia il partigiano
si tingon strani gli occhi come
gli avessi tolto il vino dalla mano.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Maurizio Bettelli
 
Testo:
Non credevi
che il tempo passasse così
come un sogno della notte passata
fino a quando ti sei visto allo specchio
fino a quando ti sei visto più vecchio
fino a quando non ti muore qualcuno
fino a quando non ti muore un amico.


Così tu pensi
a quei boschi che stan scomparendo
dove noi cantavamo urlando
ma tutto ti appare sconvolto
non ricordi neanche più un volto
non ricordi nemmeno il saluto
della gente con la quale hai vissuto.


Cupamente
i tuoi passi rimbomban per strada
hai passato ore e ore a pensare
quando è tardi e non sai dove andare
quando è tardi e non hai più casa
quando è tardi e tutto il Mondo riposa
tutto avvolto in un'ombra silenziosa.


Così tu ascolti
la notte nel suo amaro morire
trascinare con sé i tuoi pensieri
ma già l'alba illumina il cielo
ti cancella il buio dal viso
è già giorno è già domani
è già giorno è già domani.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
LA MIA CANZONE PER GLI AMICI

 
      Lato B 3:
REBECCA (Un gioco di società)

 
     

Autori: Maurizio Bettelli
 
Testo:
Non rimane che l'eco di una voce
che parla con se stessa
e t'incolpa di cose senza senso
quante volte hai ceduto a quella voce.


I tuoi amici più cari
fanno finta di non vederti
e la tua faccia ti spaventa
sai che puoi comprarti la fiducia.


E la gente ti vuole cretino
per riderti ancora dietro
oppure saggio calmo e pensieroso
sta in te rileggere il copione.


Ma ormai sei vecchio
e possiedi una tua storia
da raccontare ai tuoi ricordi
e questi stracci logori
son stretti e scoloriti
e poi non ride più nessuno.


Un mio amico m'ha detto che la gente
è sempre quella di una volta
ma le paure ed i ricatti
ci han rubato i nostri sogni.


Così ci hanno insegnato come stare
con gli amici e con le donne
ci han messo addosso i personaggi
ci han dato miti da adorare.


E tu che ancora ti stai sforzando
di far ridere e sognare
per paura di star solo
ti stai infilando quegli stracci.


Credo sia meglio
ritrovare la tua faccia
e maledir chi t'ha truccato da buffone
è il momento di capire la tua gente
di sognare con la tua gente.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Maurizio Bettelli
 
Testo:
Le porte dei giardini sono chiuse,
L'inverno ha le sue nevi da portare
E se nel cuore canta una canzone
Fa che un'armonica la suoni piano piano,
Fa che un'armonica la suoni piano piano.
Così un giorno conoscevo una ragazza
Con i capelli neri lunghi lunghi lunghi,
Lunghi silenzi nei suoi occhi larghi,
Penso al suo seno e penso alle sue mani,
Penso al suo seno e penso alle sue mani.
Madri no, non è cambiato niente,
Padri no, non è servito a niente,
Anche una volta si scappava via,
Quanti di voi su quelle navi bianche,
Quanti di voi l'America nel cuore,
Quanti di voi adesso sono stanchi.
Pure le autostrade sono piene,
I sacchi in spalla e via "Mi di un passaggio",
I santi libri ed un educazione
Non riusciranno a farli ritornare,
Non riusciranno a farli ritornare.
E sono loro che han distrutto tutto,
Tutti i principi su cui lo Stato, la famiglia e Dio
Ed io no so se riuscirò a mangiare,
Dov'è finito il buon samaritano,
Dov'è finito il buon samaritano.
E adesso che la colpa è un po' di tutti,
Gli assistenti sociali ed i dottori,
Con gli psichiatri e con gl'educatori,
Tengon monologhi sulla diversità,
Parlano asseri di caratteriali
E perché no anche un po' di criminali.
Le porte dei giardini hanno riaperto,
L'estate a fiori e stelle da portare
E se nel cuore canta una canzone,
Fa che una bocca la racconti agli'altri,
Fa che una boca la racconti agl'altri.
Così un giorno conoscevo una ragazza
Con i capelli neri lunghi lunghi lunghi,
Lunghi silenzi nei suoi occhi larghi,
Penso al suo seno e penso alle sue mani,
Penso al suo seno e penso alle sue mani.
 
Fonte: QUI
 


 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Gio Nov 02, 2017 12:02 pm, modificato 3 volte
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FRANCESCO GUCCINI & I NOMADI - 1979 - ALBUM CONCERTO (LP 33 GIRI/MC/CD )

Messaggio  mauro piffero il Sab Ott 07, 2017 9:56 pm

1. TITOLO:
 
1979 - ALBUM CONCERTO
 
# Etichetta: COLUMBIA # Catalogo: 3C 064 18460 # Data pubblicazione: Novembre 1979 # Matrici: 18460-A/18460-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2 # Supporto: MC - Cd Tracce 9
 
Note: Canzone per un'amica, Atomica, Noi non ci saremo, Canzone del bambino nel vento (Auschwitz) e Statale 17 erano già incluse nell'album Folk beat n. 1. Peraltro tre di queste canzoni apparivano in quell'album con un titolo diverso: Canzone per un'amica come In morte di S.F., Atomica come L'atomica cinese e Canzone del bambino nel vento (Auschwitz) come Auschwitz.
Primavera di Praga era inclusa nell'album Due anni dopo.
Per fare un uomo, Dio è morto e Noi non erano mai state incise da Guccini.
Molte canzoni di questo album (Atomica, Primavera di Praga, Canzone del bambino nel vento e Statale 17) non erano mai comparse nelle produzioni precedenti dei Nomadi.
 
 
2. RECENSIONE:
 
Album concerto (1979) è un album di Francesco Guccini e i Nomadi, registrato dal vivo. Si tratta del nono album pubblicato da Guccini e dell'ottavo dei Nomadi.

« Ci siamo ritrovati insieme e abbiamo cominciato a parlare di quello che facevamo, di quello che abbiamo fatto, e ci siamo accorti che tante canzoni fatte tanti anni fa erano ancora, o almeno spero, per noi molto attuali, e quindi ci siamo detti: perché non rifarle? »
(Francesco Guccini)
Oltre a Guccini (voce e chitarra) ed i Nomadi - Augusto Daolio (voce); Beppe Carletti (tastiere); Umbi Maggi (basso); Chris Dennis (violino e chitarre); Paolo Lancellotti (batteria) - nel disco hanno suonato Jimmy Villotti e Juan Carlos Biondini (chitarre).

Il disco è stato registrato dal vivo nel novembre 1979 al Kiwi di Piumazzo e al Club 77 di Pavana.

Formazione:
Francesco Guccini - voce, chitarra; Jimmy Villotti - chitarra; Juan Carlos Biondini - chitarra; Augusto Daolio - voce; Beppe Carletti - tastiere; Paolo Lancellotti - batteria; Umberto Maggi - basso; Chris Dennis - chitarra, violino, tastiere
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER: ALBUM CONCERTO (LP oltre a MC e CD)
 
   
 
   
 
   


 
 
   
 

 
 
   
 

 
 
 
4. TRACK LIST di: ALBUM CONCERTO
 
Lato A Lato B

  • A1 CANZONE PER UN'AMICA
  • A2 ATOMICA
  • A3 NOI NON CI SAREMO
  • A4 PER FARE UN UOMO
  • A5 PRIMAVERA DI PRAGA


  • B1 DIO E' MORTO
  • B2 CANZONE DEL BAMBINO NEL VENTO (Auschwitz)
  • B3 NOI
  • B4 STATALE 17
 
 
Lato A 1:
CANZONE PER UN'AMICA

 
      Lato B 1:
DIO E' MORTO

 
     

Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
Lunga e diritta correva la strada
L'auto veloce correva
La dolce estate era già cominciata
Vicino lui sorrideva
Vicino lui sorrideva.

Forte la mano teneva il volante
Forte il motore cantava
Non lo sapevi che c'era la morte
Quel giorno che ti aspettava
Quel giorno che ti aspettava

Non lo sapevi ma cosa hai provato
Quando la strada è impazzita
Quando la macchina è uscita di lato
E sopra un'altra è finita
E sopra un'altra è finita.

Non lo sapevi ma cosa hai sentito
Quando lo schianto ti ha uccisa
Quando anche il cielo di sopra è crollato
Quando la vita è fuggita
Quando la vita è fuggita.

Vorrei sapere a cosa è servito
Vivere, amare, soffrire
Spendere tutti i tuoi giorni passati
Se così presto hai dovuto partire
Se presto hai dovuto partire.

Voglio però ricordarti com'eri
Pensare che ancora vivi
Voglio pensare che ancora mi ascolti
E come allora sorridi
Che come allora sorridi
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
Ho visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente,
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel mondo che hanno già, dentro alle notti che dal vino son bagnate,
dentro alle stanze da pastiglie trasformate,
lungo alle nuvole di fumo del mondo fatto di città,
essere contro ad ingoiare la nostra stanca civiltà
e un dio che è morto,
ai bordi delle strade dio è morto,
nelle auto prese a rate dio è morto,
nei miti dell' estate dio è morto...

Mi han detto
che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso han mascherato con la fede,
nei miti eterni della patria o dell' eroe
perché è venuto ormai il momento di negare
tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura,
una politica che è solo far carriera,
il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,
l' ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
e un dio che è morto,
nei campi di sterminio dio è morto,
coi miti della razza dio è morto
con gli odi di partito dio è morto...

Ma penso
che questa mia generazione è preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta senza armi,
perché noi tutti ormai sappiamo
che se dio muore è per tre giorni e poi risorge,
in ciò che noi crediamo dio è risorto,
in ciò che noi vogliamo dio è risorto,
nel mondo che faremo dio è risorto...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 2:
ATOMICA

 
      Lato B 2:
CANZONE DEL BAMBINO NEL VENTO (Auschwitz)

 
     

Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
Si è levata dai deserti in Mongolia occidentale
una nuvola di morte, una nuvola spettrale che va, che va, che va...
Sopra i campi della Cina, sopra il tempio e la risaia,
oltrepassa il Fiume Giallo, oltrepassa la muraglia e va, e va, e va...

Sopra il bufalo che rumina, su una civiltà di secoli,
sopra le bandiere rosse, sui ritratti dei profeti,
sui ritratti dei signori
sopra le tombe impassibili degli antichi imperatori...

Sta coprendo un continente, sta correndo verso il mare,
copre il cielo fino al punto dove l' occhio può guardare e va, e va, e va...
Sopra il volo dei gabbiani che precipitano in acqua,
sopra i pesci che galleggiano e ricoprono la spiaggia e va, e va, e va...

Alzan gli occhi i pescatori verso un cielo così livido,
le onde sembra che si fermino, non si sente che il silenzio
e le reti sono piene
di cadaveri d'argento...

Poi le nuvole si rompono e la pioggia lenta cade
sopra i tetti delle case, tra le pietre delle strade,
sopra gli alberi che muoiono, sopra i campi che si seccano,
sopra i cuccioli degli uomini, sulle mandrie che la bevono,
sulle spiagge abbandonate una pioggia che è veleno
e che uccide lentamente, pioggia senza arcobaleno
che va, che va, che va, che va, che va!
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
Son morto con altri cento,
son morto chr ero bambino,
passato per il camino
e adesso sono nel vento
e adesso sono nel vento

Ad Auschwitz c'era la neve,
il fumo saliva lento
nel freddo giorno d'inverno
e adesso sono nel vento,
e adesso sono nel vento

Ad Auschwitz tante persone,
ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento,
a sorridere qui nel vento...

Io chiedo come può l'uomo
uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni
in polvere qui nel vento,
in polvere qui nel vento

Ancora tuona il cannone
ancora non è contenta
di sangue la bestia umana
e ancora ci porta il vento
e ancora ci porta il vento

Io chiedo quando sarà
che l'uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà
e il vento si poserà

Io chiedo quando sarà
che l'uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà
e il vento si poserà
e il vento si poserà...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
NOI NON CI SAREMO

 
      Lato B 3:
NOI

 
     

Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
Vedremo soltanto una sfera di fuoco
Più grande del sole, più vasta del mondo
Nemmeno un grido risuonerà…
E catene di monti coperte di neve
Saranno confine a foreste di abeti
Mai mano d'uomo le toccherà
E solo il silenzio come un sudario si stenderà
Fra il cielo e la terra per mille secoli almeno
Ma noi non ci saremo, noi non ci saremo.
E il vento d'estate che viene dal mare
Intonerà un canto fra mille rovine
Fra le macerie delle città
Fra case e palazzi, che lento il tempo sgretolerà
Fra macchine e strade risorgerà il mondo nuovo,
Ma noi non ci saremo, noi non ci saremo…
E dai boschi e dal mare ritorna la vita
E ancora la terra sarà popolata
Fra notti e giorni il sole farà le mille stagioni
E ancora il mondo percorrerà
Gli spazi di sempre
Per mille secoli almeno,
Ma noi non ci saremo, noi non ci saremo...

 
Fonte: QUI
 
     
Autori: MFrancesco Guccini
 
Testo:
Quando i cieli diventano più scuri e in bocca hai solo rabbia
e piove solo sabbia per le strade e sui muri
c'è bisogno di gente molto forte per fare assieme il viaggio
che inizia non sai dove e passa cento porte.

Noi che lasciamo tutto,
noi per volare in alto,
noi per cercare una città

dove i cieli non sono così scuri e le strade hanno suoni
e vedi sogni e immagini nelle strade e sui muri.

Quando i cieli diventano più scuri e in bocca hai solo rabbia
e piove solo sabbia nelle strade e sui muri
c'è bisogno di gente molto forte per fare assieme il viaggio
che inizia non sai dove e passa cento porte.

Noi che lasciamo tutto,
noi per volare in alto,
noi per cercare una città

Che non ha tempo, ma solo prati verdi e il cielo a vibrazioni
e la pioggia a canzoni esiste solo... nana nanana
esiste solo... nana nanana
esiste solo... nana nanana
esiste solo... nana nanana
esiste solo...
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A 4:
PER FARE UN UOMO

 
      Lato B 4:
STATALE 17

 
     

Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
E cade la pioggia e cambia ogni cosa
la morte e la vita non cambiano mai
l'inverno e tornato l'estate è finita
la morte e la vita rimangono uguali
la morte e la vita rimangono uguali.

Per fare un uomo ci voglion vent'anni
per fare un bimbo un'ora d'amore
per una vita migliaia di ore
per il dolore è abbastanza un minuto
per il dolore è abbastanza un minuto.

E verrà il tempo di dire parole
quando la vita una vita darà
e verrà il tempo di fare l'amore
quando l'inverno più a nord se ne andrà
quando l'inverno più a nord se ne andrà.

Poi andremo via come fanno gli uccelli
e dove vanno nessuno lo sa
ma verrà il tempo e quel cielo vedremo
quando l'inverno dal nord tornerà
quando l'inverno dal nord tornerà.

E cade la pioggia e cambia ogni cosa
la morte e la vita non cambiano mai
l'estate è passata l'inverno è alle porte
la morte e la vita rimangono uguali
la morte e la vita rimangono uguali.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
Statale 17, il sole cade a picco,
tre giorni sulla strada, nessuno che mi carichi, nessuno che si fermi
mentre tu chissà se aspetti me,
mentre qui l'asfalto che si scioglie brucia i tacchi alle mie scarpe:
sono a terra, senza un soldo, chissà mai se arriverò da te...

Statale 17, com'è lunga da far tutta,
romba svelto l'autotreno, questo cielo ancor sereno sembra esplodere d'estate
mentre tu chissà se pensi a me,
mentre qui mi sento solo al mondo senza un cane che mi cerchi:
son sudato e sono sporco, chissà mai se arriverò da te...

Statale 17, sembri esplodere di sole,
Statale 17, alzo il dito inutilmente,
Statale 17, lungo nastro di catrame:
la gente bene dorme, sei deserta all'orizzonte
a quest'ora non c'è un cane che mi voglia prender su...

Statale 17, sei triste nella sera,
non alzo più la mano, cammino piano piano sulla strada ormai deserta
mentre tu chissà se aspetti ancora,
mentre qui la strada che si sperde sembra un letto di cemento:
sono mortalmente stanco chissà mai se arriverò da te...

 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 5:
PRIMAVERA DI PRAGA


Autori: Francesco Guccini
Orchestra: in concerto
 
Testo:
Di antichi fasti la piazza vestita
grigia guardava la nuova sua vita,
come ogni giorno la notte arrivava,
frasi consuete sui muri di Praga,
ma poi la piazza fermò la sua vita
e breve ebbe un grido la folla smarrita
quando la fiamma violenta ed atroce
spezzò gridando ogni suono di voce...

Son come falchi quei carri appostati,
corron parole sui visi arrossati,
corre il dolore bruciando ogni strada
e lancia grida ogni muro di Praga.
Quando la piazza fermò la sua vita,
sudava sangue la folla ferita,
quando la fiamma col suo fumo nero
lasciò la terra e si alzò verso il cielo,
quando ciascuno ebbe tinta la mano,
quando quel fumo si sparse lontano,
Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava
all'orizzonte del cielo di Praga...

Dimmi chi sono quegli uomini lenti
coi pugni stretti e con l'odio fra i denti,
dimmi chi sono quegli uomini stanchi
di chinar la testa e di tirare avanti,
dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava,
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga,

dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava,
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga,
una speranza nel cielo di Praga,
una speranza nel cielo di Praga...
 
Fonte: [url=]QUI[/url]
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Sab Ott 28, 2017 9:58 pm, modificato 4 volte
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I NOMADI - 1981 - SEMPRE NOMADI (LP 33 giri/MC/CD)

Messaggio  mauro piffero il Sab Ott 07, 2017 11:22 pm

1. TITOLO:
 
1981 - SEMPRE NOMADI
 
# Etichetta: MUSICA CGD # Catalogo: LSM 1188 # Data pubblicazione: Anno 1981 # Matrici: LSM1188-A/LSM 1188-B # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Nel 1980 i Nomadi non rinnovarono il contratto con la EMI e questo è il primo album che non fu pubblicato dalla loro storica casa discografica.
 
 
2. RECENSIONE:
 
Sempre Nomadi (1981) è il nono album dei Nomadi. Il titolo di questo album è probabilmente il più famoso in quanto diviene il motto del gruppo, gridato a più riprese durante i concerti: Sempre Nomadi. Nel 1980 i Nomadi non rinnovarono il contratto con la EMI e questo è il primo album che non fu pubblicato dalla loro storica casa discografica.

Questo album forma una trilogia ideale con due album successivi, Ancora Nomadi del 1988 e Solo Nomadi, uscito nel 1990.

Formazione:
Augusto Daolio – voce; Beppe Carletti – tastiere; Paolo Lancellotti – batteria; Umberto Maggi – basso; Chris Dennis – chitarra, violino
Fonte: QUI
 
 
3. COVER: SEMPRE NOMADI (LP oltre a MC e CD)
 
   
 
   
 

 
 
   
 

 
 
   
 
 
 
4. TRACK LIST di: SEMPRE NOMADI
 
Lato A Lato B

  • A1 I TRE MITI
  • A2 JENNY
  • A3 SERA BOLOGNESE
  • A4 UTOPIA
  • A5 LA MIA CITTA'


  • B1 AMICI MIEI (parte 1a)
  • B2 ALA BIANCA (Sixty Years On)
  • B3 AMICI MIEI (parte 2a)
  • B4 IL VECCHIO E IL BAMBINO
  • B5 AMICI MIEI (parte 3a)
  • B6 NON CREDEVI
  • B7 AMICI MIEI (parte 4a)
 
 
Lato A 1:
I TRE MITI

 
      Lato B 1:
AMICI MIEI (parte 1a, 2a,3a, 4a)

 
     

Autori: Franco Ceccarelli, Marco Dallari
 
Testo:
Lunga e diritta correva la strada
L'auto veloce correva
La dolce estate era già cominciata
Vicino lui sorrideva
Vicino lui sorrideva.

Forte la mano teneva il volante
Forte il motore cantava
Non lo sapevi che c'era la morte
Quel giorno che ti aspettava
Quel giorno che ti aspettava

Non lo sapevi ma cosa hai provato
Quando la strada è impazzita
Quando la macchina è uscita di lato
E sopra un'altra è finita
E sopra un'altra è finita.

Non lo sapevi ma cosa hai sentito
Quando lo schianto ti ha uccisa
Quando anche il cielo di sopra è crollato
Quando la vita è fuggita
Quando la vita è fuggita.

Vorrei sapere a cosa è servito
Vivere, amare, soffrire
Spendere tutti i tuoi giorni passati
Se così presto hai dovuto partire
Se presto hai dovuto partire.

Voglio però ricordarti com'eri
Pensare che ancora vivi
Voglio pensare che ancora mi ascolti
E come allora sorridi
Che come allora sorridi
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Gisberto Cortesi
 
Testo:
Ho visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente,
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel mondo che hanno già, dentro alle notti che dal vino son bagnate,
dentro alle stanze da pastiglie trasformate,
lungo alle nuvole di fumo del mondo fatto di città,
essere contro ad ingoiare la nostra stanca civiltà
e un dio che è morto,
ai bordi delle strade dio è morto,
nelle auto prese a rate dio è morto,
nei miti dell' estate dio è morto...

Mi han detto
che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso han mascherato con la fede,
nei miti eterni della patria o dell' eroe
perché è venuto ormai il momento di negare
tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura,
una politica che è solo far carriera,
il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,
l' ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
e un dio che è morto,
nei campi di sterminio dio è morto,
coi miti della razza dio è morto
con gli odi di partito dio è morto...

Ma penso
che questa mia generazione è preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta senza armi,
perché noi tutti ormai sappiamo
che se dio muore è per tre giorni e poi risorge,
in ciò che noi crediamo dio è risorto,
in ciò che noi vogliamo dio è risorto,
nel mondo che faremo dio è risorto...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 2:
JENNY

 
      Lato B 2:
ALA BIANCA (Sixty years on)

 
     

Autori: Francesca Betti
 
Testo:
Si è levata dai deserti in Mongolia occidentale
una nuvola di morte, una nuvola spettrale che va, che va, che va...
Sopra i campi della Cina, sopra il tempio e la risaia,
oltrepassa il Fiume Giallo, oltrepassa la muraglia e va, e va, e va...

Sopra il bufalo che rumina, su una civiltà di secoli,
sopra le bandiere rosse, sui ritratti dei profeti,
sui ritratti dei signori
sopra le tombe impassibili degli antichi imperatori...

Sta coprendo un continente, sta correndo verso il mare,
copre il cielo fino al punto dove l' occhio può guardare e va, e va, e va...
Sopra il volo dei gabbiani che precipitano in acqua,
sopra i pesci che galleggiano e ricoprono la spiaggia e va, e va, e va...

Alzan gli occhi i pescatori verso un cielo così livido,
le onde sembra che si fermino, non si sente che il silenzio
e le reti sono piene
di cadaveri d'argento...

Poi le nuvole si rompono e la pioggia lenta cade
sopra i tetti delle case, tra le pietre delle strade,
sopra gli alberi che muoiono, sopra i campi che si seccano,
sopra i cuccioli degli uomini, sulle mandrie che la bevono,
sulle spiagge abbandonate una pioggia che è veleno
e che uccide lentamente, pioggia senza arcobaleno
che va, che va, che va, che va, che va!
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Bernie Taupin, Elton John
 
Testo:
Son morto con altri cento,
son morto chr ero bambino,
passato per il camino
e adesso sono nel vento
e adesso sono nel vento

Ad Auschwitz c'era la neve,
il fumo saliva lento
nel freddo giorno d'inverno
e adesso sono nel vento,
e adesso sono nel vento

Ad Auschwitz tante persone,
ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento,
a sorridere qui nel vento...

Io chiedo come può l'uomo
uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni
in polvere qui nel vento,
in polvere qui nel vento

Ancora tuona il cannone
ancora non è contenta
di sangue la bestia umana
e ancora ci porta il vento
e ancora ci porta il vento

Io chiedo quando sarà
che l'uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà
e il vento si poserà

Io chiedo quando sarà
che l'uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare
e il vento si poserà
e il vento si poserà
e il vento si poserà...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
SERA BOLOGNESE

 
      Lato B 4:
IL VECCHIO E IL BAMBINO

 
     

Autori: Franco Ceccarelli, Marco Dallari
 
Testo:
Vedremo soltanto una sfera di fuoco
Più grande del sole, più vasta del mondo
Nemmeno un grido risuonerà…
E catene di monti coperte di neve
Saranno confine a foreste di abeti
Mai mano d'uomo le toccherà
E solo il silenzio come un sudario si stenderà
Fra il cielo e la terra per mille secoli almeno
Ma noi non ci saremo, noi non ci saremo.
E il vento d'estate che viene dal mare
Intonerà un canto fra mille rovine
Fra le macerie delle città
Fra case e palazzi, che lento il tempo sgretolerà
Fra macchine e strade risorgerà il mondo nuovo,
Ma noi non ci saremo, noi non ci saremo…
E dai boschi e dal mare ritorna la vita
E ancora la terra sarà popolata
Fra notti e giorni il sole farà le mille stagioni
E ancora il mondo percorrerà
Gli spazi di sempre
Per mille secoli almeno,
Ma noi non ci saremo, noi non ci saremo...

 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
Quando i cieli diventano più scuri e in bocca hai solo rabbia
e piove solo sabbia per le strade e sui muri
c'è bisogno di gente molto forte per fare assieme il viaggio
che inizia non sai dove e passa cento porte.

Noi che lasciamo tutto,
noi per volare in alto,
noi per cercare una città

dove i cieli non sono così scuri e le strade hanno suoni
e vedi sogni e immagini nelle strade e sui muri.

Quando i cieli diventano più scuri e in bocca hai solo rabbia
e piove solo sabbia nelle strade e sui muri
c'è bisogno di gente molto forte per fare assieme il viaggio
che inizia non sai dove e passa cento porte.

Noi che lasciamo tutto,
noi per volare in alto,
noi per cercare una città

Che non ha tempo, ma solo prati verdi e il cielo a vibrazioni
e la pioggia a canzoni esiste solo... nana nanana
esiste solo... nana nanana
esiste solo... nana nanana
esiste solo... nana nanana
esiste solo...
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A 4:
UTOPIA

 
      Lato B 6:
NON CREDEVI

 
     

Autori: Beppe Carletti, Giuliano Pinori
 
Testo:
E cade la pioggia e cambia ogni cosa
la morte e la vita non cambiano mai
l'inverno e tornato l'estate è finita
la morte e la vita rimangono uguali
la morte e la vita rimangono uguali.

Per fare un uomo ci voglion vent'anni
per fare un bimbo un'ora d'amore
per una vita migliaia di ore
per il dolore è abbastanza un minuto
per il dolore è abbastanza un minuto.

E verrà il tempo di dire parole
quando la vita una vita darà
e verrà il tempo di fare l'amore
quando l'inverno più a nord se ne andrà
quando l'inverno più a nord se ne andrà.

Poi andremo via come fanno gli uccelli
e dove vanno nessuno lo sa
ma verrà il tempo e quel cielo vedremo
quando l'inverno dal nord tornerà
quando l'inverno dal nord tornerà.

E cade la pioggia e cambia ogni cosa
la morte e la vita non cambiano mai
l'estate è passata l'inverno è alle porte
la morte e la vita rimangono uguali
la morte e la vita rimangono uguali.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Maurizio Bettelli
 
Testo:
Statale 17, il sole cade a picco,
tre giorni sulla strada, nessuno che mi carichi, nessuno che si fermi
mentre tu chissà se aspetti me,
mentre qui l'asfalto che si scioglie brucia i tacchi alle mie scarpe:
sono a terra, senza un soldo, chissà mai se arriverò da te...

Statale 17, com'è lunga da far tutta,
romba svelto l'autotreno, questo cielo ancor sereno sembra esplodere d'estate
mentre tu chissà se pensi a me,
mentre qui mi sento solo al mondo senza un cane che mi cerchi:
son sudato e sono sporco, chissà mai se arriverò da te...

Statale 17, sembri esplodere di sole,
Statale 17, alzo il dito inutilmente,
Statale 17, lungo nastro di catrame:
la gente bene dorme, sei deserta all'orizzonte
a quest'ora non c'è un cane che mi voglia prender su...

Statale 17, sei triste nella sera,
non alzo più la mano, cammino piano piano sulla strada ormai deserta
mentre tu chissà se aspetti ancora,
mentre qui la strada che si sperde sembra un letto di cemento:
sono mortalmente stanco chissà mai se arriverò da te...

 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 5:
LA MIA CITTA'


Autori: Franco Ceccarelli, Marco Dallari
Orchestra: in concerto
 
Testo:
Di antichi fasti la piazza vestita
grigia guardava la nuova sua vita,
come ogni giorno la notte arrivava,
frasi consuete sui muri di Praga,
ma poi la piazza fermò la sua vita
e breve ebbe un grido la folla smarrita
quando la fiamma violenta ed atroce
spezzò gridando ogni suono di voce...

Son come falchi quei carri appostati,
corron parole sui visi arrossati,
corre il dolore bruciando ogni strada
e lancia grida ogni muro di Praga.
Quando la piazza fermò la sua vita,
sudava sangue la folla ferita,
quando la fiamma col suo fumo nero
lasciò la terra e si alzò verso il cielo,
quando ciascuno ebbe tinta la mano,
quando quel fumo si sparse lontano,
Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava
all'orizzonte del cielo di Praga...

Dimmi chi sono quegli uomini lenti
coi pugni stretti e con l'odio fra i denti,
dimmi chi sono quegli uomini stanchi
di chinar la testa e di tirare avanti,
dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava,
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga,

dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava,
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga,
una speranza nel cielo di Praga,
una speranza nel cielo di Praga...
 
Fonte: [url=]QUI[/url]
 
 
 


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I NOMADI - 1982 - ANCORA UNA VOLTA CON SENTIMENTO (LP 33 GIR/MC/CDI)

Messaggio  mauro piffero il Dom Ott 08, 2017 1:38 pm

1. TITOLO:
 
1982 - ANCORA UNA VOLTA CON SENTIMENTO
 
# Etichetta: MUSICA CGD # Catalogo: GGD 20332 # Data pubblicazione: Ottobre 1982 # Matrici: 2c 20332-1L / 2c 20332-2L # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2 # Supporto Mc - Cd Tracce 9
 
Note: Data matrici: 8 Ottobre / Registrato nello Studio Umbi di Montale (Modena) da Maurizio Maggi e Luciano Stella - Mixato negli Sudi Idea Recording di Milano da Samuele Baracchetti / Curatore immagine grafica: Ernesto Tuliozi - Copertina di Nerio Pellarin, con all'interno un inserto di quattro facciate apribile a libretto con fotografie di Andrea Ruggeri e Roberto Serra , disegni e scrittura dei testi delle canzoni e dei crediti di Augusto Daolio (vedi link "Altre immagini") / Distribuito da CGD Messaggerie Musicali - Milano
Formazione: Beppe Carletti, tastiere; Augusto Daolio, voce; Chris Dennis, chitarre, violino, basso; Paolo Lancellotti, batteria e percussioni; Umberto Maggi, basso
 
 
2. RECENSIONE:
 
Questo disco a mio parere è molto sottovalutato, e svantaggiato, purtroppo, dalla pessima qualità di registrazione.
Meriterebbe ben altro risalto e considerazione "Ancora una volta con sentimento", un album davvero ottimo e molto in linea con le idee del gruppo.
Si parte con una "Ed io" cantata all'inizio in una tonalità molto bassa da Augusto, la voce del quale si fatica a riconoscere in questo album. "Ed io" si può sicuramente ricondurre alla precedente "Amici miei", ma di fattura notevolmente maggiore. "Origini" in un certo senso ci ricorda "Noi non ci saremo", nella quale si parla della fine del mondo, ed ha una musica molto particolare (oltre al testo, assolutamente originale!). Ma più che parlare delle singole canzoni, qui ci sarebbe da parlare della compattezza dell'album: sono tutti pezzi degni di nota, "Storie di mare", "Voglia d'inverno", "Estate", "Costa dell'Est"... insomma, davvero un disco da riscoprire e da scoprire per chi ancora non lo conosce, contenente canzoni molto intense, dalle armonie molto belle, e dai testi interessanti, originali, a volte fortissimi come in "Canzone d'amore", dal titolo fuorviante. Straordinario.
È anche il disco che contiene "Il paese delle favole", la canzone sicuramente più famosa dell'intero album, che fa una sorta di parallelo tra i personaggi delle favole e il nostro tempo, e che qui troviamo in una versione totalmente diversa da quella che ascolteremo qualche tempo dopo nel live "Ma che film la vita".
Peccato davvero per la poca pubblicità e le mille difficoltà che ebbero i Nomadi all'epoca, perché "Ancora una volta con sentimento" è senz'altro uno dei migliori album dei Nomadi e, penso, uno dei migliori album italiani di quegli anni.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER: ANCORA UNA VOLTA CON SENTIMENTO (LP oltre a MC e CD)
 
   
 
   
 

 
 
   
 

 
 
   
 
 
 
4. TRACK LIST di: ANCORA UNA VOLTA CON SENTIMENTO
 
Lato A Lato B

  • A1 ED IO
  • A2 ORIGINI
  • A3 STORIE DI MARE
  • A4 VOGLIA D'INVERNO


  • B1 MARTA
  • B2 CANZONE D'AMORE
  • B3 ESTATE
  • B4 COSTA DELL'EST
  • B5 IL PAESE DELLE FAVOLE
 
 
Lato A 1:
ED IO

 
      Lato B 1:
MARTA

 
     

Autori: Franco Ceccarelli, Marco Dallari
 
Testo:
Ed io, sono ancora qui a cantare
come quando si diceva non potete giudicare
ho visto passare le stagioni
ho cantato altre canzoni
ho imparato ad ascoltare.

Ho sperato che cambiasse il mondo
e ho lottato e ho cantato che ormai è già morto Dio.

Oggi che sperare sembra un lusso
c'è chi parla di riflusso e si rifugia nel privato
Elena ha il suo lupo e una pistola
va a vivere da sola
dice che ha dimenticato.

E ho visto passare tanta gente
qualcuno ha raccontato che ormai non serve a niente.

Poi a volte scopri che non sai perché vivi
cosa fai, se è miracolo o follia
se gli anni che passano sono tanti
la ragione per cui canti
può esser solo nostalgia.

Ma se ho cantato dentro il tempo
se sto al ritmo della storia
forse c'è ancora scampo
e sopra i miei mucchi di memoria
io continuerò a cantare ...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Paolo Bettazzi, Janna Carioli, Beppe Carletti
 
Testo:
Marta, che ti guardi allo specchio il mattino,
e ti studi di profilo il seno,
accidenti non crescerà mai.

Marta, dai capelli più rossi del fuoco,
San Petronio e i gradini d'estate.

Ehi Marta, dai capelli più rossi del fuoco
San Petronio e i gradini d'estate
Marta, San Petronio e i gradini d'inverno,
com'è grande e profondo l'inferno,
solo un buco al centro del mondo.

Marta, dai capelli più rossi del fuoco,
San Petronio e i gradini d'inverno.

Ehi Marta, dai capelli più rossi del fuoco,
San Petronio e i gradini d'estate.

 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 2:
ORIGINI

 
      Lato B 2:
CANZONE D'AMORE

 
     

Autori: Gisberto Cortesi
 
Testo:
Forme indistinte, materia incoerente
vortici immensi di forza vitale
nascita e morte di stelle e comete
un universo in continua espansione.


E l'energia manda i suoi messaggeri
per dare vita a nuove reazioni
così altri mondi potranno iniziare
la loro corsa attraverso le origini del tempo.


Ma una molecola in fondo al mare
diede inizio al ciclo vitale
con forme indistinte la vita esplose
e l'uomo eletto ebbe in dono la mente.


Sempre più in alto ha voluto arrivare
e della vita ha cercato il segreto
ma la ricerca gli è stata fatale
e l'energia è ritornata l'elemento vitale.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Beppe Carletti, Chris Dennis
 
Testo:
L? orgasmo? rimasto un pensiero distratto tra il mitico e il vero
tra frasi non dette e pensate si inseguono ore angosciate.
Del coito non sei soddisfatta, qualcuno non ha scioperato
il padrone ha alzato la cresta, la Cina ti ha abbandonato.
Ragazza, impara a volare, i colombi in cerchio nel cielo
rispecchiano nell? ali spiegate il sole del giorno d? estate.
Aspetta, non avere fretta, se il cielo? una lastra di ghiaccio
la nebbia ci bagna la faccia, d? inverno la notte? pi? fredda.
Vedrai sotto il sole d? estate, i fantasmi del sesso spuntare
le ore passate, scordate, la pelle che sempre hai portato.
Se lasci trascorrere il tempo la pioggia verr? tra le foglie
la terra diventer? verde, l? aria sar? fresca e dolce.
Non puoi lasciarmi d? estate, aspetta che venga l? inverno
non puoi lasciarmi d? inverno, aspetta che venga l? estate.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
STORIE DI MARE

 
      Lato B 3:
ESTATE

 
     

Autori: Piero Milanesi
 
Testo:
Molto secca era la pelle del nostromo
la sua mano calda come il caldo mare
venne un vento a spettinare le sue onde
il veliero non potè più navigare,
il veliero non potè più navigare.


Da uno squarcio nel suo ventre così immondo
casse d'oro e di gioielli a galleggiare
vecchi legni già marciti dalle onde
cento vite e una gran rabbia da scoppiare,
cento vite e una gran rabbia da scoppiare.


Mille storie nella sabbia a conservare
i segreti delle scienze e le illusioni
una vecchia cassa piena di canzoni
notti eterne senza stelle a illuminare,
notti eterne senza stelle a illuminare.


Sulla roccia schiaffeggiata e trasformata
siede l'uomo coi capelli color sale
riflettendo la sua vita romanzata
la risposta è con lo sguardo a chi gli pare,
la risposta è con lo sguardo a chi gli pare.


La sua vita con fatica vela e vola
il ricordo come il riccio buca il mare
quel veliero nelle fiabe già s'invola
resta solo giù un relitto a ricordare.


Quante storie che ci sputa fuori il mare
sputa fuori solo la punteggiatura
di un romanzo che nasconde dei suoi buchi
mille pagine di un diario di minuti
ti ricordano che lì la vita è dura,
ti ricordano che lì la vita è dura.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Franco Ceccarelli, Marco Dallari
 
Testo:
L'Alfa è vecchiotta
ma va ancora da Dio
e lungo la strada io ti spio.

Estate che arrivi e ormai
Estate che già ci sei
Estate con i tuoi colori vivaci
con i tuoi tramonti rossi
non mi piaci, sei poco sfumata.
stagione pacchiana
stagione poco padana.

Estate di classe
non sai essere per tutti
sei discriminante tra i belli ed i brutti
sai darti solamente al pacchiano ed al nudista
stagione abbronzata
stagione classista.

Estate di vacanza
ma vacanza da cosa
se la tua vita è ancora più noiosa
di quando lavori come un deficiente
stagione da niente.

Stagione depliant
per qualche viaggio balordo
fatto per tornare con un ricordo
alcova bollente di amori che sai
promettere e non mantenere mai.

Estate di classe
non sai essere per tutti
sei discriminante tra i belli ed i brutti
sai darti solamente all'ariano ed al nudista
stagione abbronzata
stagione classista.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A 4:
VOGLIA D'INVERNO

 
      Lato B 4:
COSTA DELL'EST

 
     

Autori: Franco Ceccarelli, Marco Dallari
 
Testo:
Uscire nella nebbia la mattina
la prima sigaretta dopo il caffè
e il confine fra le cose e la luce
quasi non c'è.

Fermarsi contro un muro a guardare chi passa
con la fretta di chi sa quel che fa
e scoprirsi fratello di una foglia morta,
una stagione, una città

Voglia d'inverno, inverno portafortuna
che appanna i vetri, i bicchieri e la luna
e parlare a un amico che cammina vicino
e il gelo è il pretesto per un buon vino
voglia d'inverno, luce per poche ore
e poi nel buio puoi smarrire un dolore
mentre cade la neve che è un effimero eterno
voglia d'inverno.

E fermarsi a guardare un fiume in piena

che rotola e porta via

piccole storie vegetali di rami e terra

e poesia.

 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Raffaele Mazzei
 
Testo:
Da Otranto risalgono verdesche e delfini
lungo la rotta delle navi passeggeri
se l'incontri sul moscone o più al largo
sul barcone te la fai nelle braghe del costume se ce l'hai.


Costa dell'Est
costa dell'Est
costa dell'Est
costa dell'Est.


Pochi conoscono la preghiera del marinaio
pochi sanno quanto odore di merluzzo c'è nel corpo
molti negano di discendere dagli antichi Greci
quasi tutti ora fanno gli integrati.


Dove ti guardi intorno non c'è più costa
senza memoria non trovi una risposta
terra di eroi di navigante e di canzoni
li sono tutti un po' poeti e sognatori.


Costa dell'Est
costa dell'Est
costa dell'Est
costa dell'Est.


Terra di olivi e di limoni sul mare
di fichi neri da mangiare col pane
terra di boschi impenetrabili e di lagune
con improvvise orizzontali pianure.


Costa dell'Est
costa dell'Est
costa dell'Est
costa dell'Est.
 
Fonte: QUI
 
 
Lto B 5:
IL PAESE DELLE FAVOLE


Autori: Giuseppe Carletti, Roberto Rossi
Orchestra: in concerto
 
Testo:
Peter pan non lotta più
ha venduto il suo pugnale,
Capitan Uncino manda Wendy
a battere sul viale,
l'isola incantata
è già stata lottizzata,
e Alice nelle bottiglie
cerca le sue meraviglie.
Paperino sta in catena
e lavora di gran lena,
Paperina ha compassione
vende baci a Paperone,
Qui quo qua sono andati via
vanno a rischi nell'autonomia
e voi intellettuali
ne avete già discusso
a che serve poi menarla
con la storia del riflusso.
Don Chisciotte non è contento
ma lavora in un mulino a vento,
Alibabà e i quaranta ladroni
hanno già vinto le elezioni,
Hansel e Gretel hanno fondato
una fabbrica di cioccolato,
e Alice nelle bottiglie
cerca le sue meraviglie.
Gli stivali delle sette leghe
pagan bollo e assicurazione,
le scope delle streghe le ha
abbattute l'aviazione,
Pollicino è nella CIA
gli fan far la microspia,
e voi intellettuali
ne avete già discusso
a che serve poi menarla
con la storia del riflusso.
Cenerentola ha una Jaguar
e un vestito molto fine,
ogni volta che c'e' un prince
leva scarpe e mutandine,
la matrigna vecchia arpia
prende i soldi e mette via,
e voi intellettuali
non avete mai discusso
di come torna l'onda
alla fine del riflusso.
 
Fonte: QUI 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Gio Nov 02, 2017 12:10 pm, modificato 4 volte
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I NOMADI - 1985 - CI PENSERA'POI IL COMPUTER (LP 33 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Dom Ott 08, 2017 5:35 pm

1. TITOLO:
 
1985 - CI PENSERA' POI IL COMPUTER
 
# Etichetta: NOMADI # Catalogo: NOM 85701 # Data pubblicazione: Settembre 1985 # Matrici: 66 NOM 85701-1L / 66 NOM 85701-2L # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2 @ Supporto: CD Tracce 10
 
Note: Data matrici: 22 Luglio 1985 / Gionata è lo pseudonimo di Beppe Carletti / Registrato e mixato da Dino Melotti, Athos Travaglini, Dodo Veroli e Gianni Salvatore allo Studio BMS di S. Anna (Modena) / Disegni in copertina di Augusto Daolio / Distribuito da CGD Messaggerie Musicali - Milano / Formazione: Beppe Carletti - tastiere; Augusto Daolio - voce; Chris Dennis - chitarre e violino; Paolo Lancellotti - batteria; Dante Pergreffi - basso
 
 
2. RECENSIONE:
 
Ci penserà poi il computer (1985) è l'undicesimo album del gruppo italiano Nomadi. Per la prima volta al basso compare Dante Pergreffi, subentrato ad Umbi Maggi nel dicembre del 1984.

È il disco più bello degli anni '80 (se la gioca comunque con quello precedente).
Tutte canzoni di un certo spessore, con una sola pecca a mio parere: oltre la solita qualità di registrazione non certo perfetta (ma con quella i Nomadi non potevano farci nulla), la mancanza quasi totale di una buona chitarra e la troppa presenza di tastiere, a volte "soffocante".
Sul contenuto nulla da dire, è il disco della mitica "Il pilota di Hiroshima", che scava nella coscienza di coloro che commisero quell'atroce e insensato gesto, e della bellissima "Lontano", pezzo ormai da annoverare tra le hit del gruppo.
Altre canzoni molto belle sono: "Bianchi e neri", una bellissima e intensa favola del grande Cortesi sul razzismo, in una chiave molto molto originale, e le sottovalutate, a mio parere, "Edith" (atmosfera particolare) e "Tra loro" (gran pezzo...), che sempre secondo il mio modestissimo parere non stonerebbero affatto riproposte oggi dal vivo, anzi...
Una musica e un arrangiamento particolare fanno di "Agguanta il leone" una canzone molto interessante, una di quelle canzoni che spiccano dalla discografia dei Nomadi come vere sorprese, magari da riprendere e movimentare così ancor di più i live.
"Sempre di corsa" ha un testo molto bello, e anche questa canzone andrebbe rivalutata (quante belle cose hanno fatto i Nomadi...).
"La bomba" (altro pezzo particolarissimo), "La deriva" e "Nuvole basse" sono degli ottimi (e originali) pezzi che completano un album davvero bello e interessante.
Degna di nota anche la copertina, disegnata da Augusto, con un fumetto che ritrae tutti i componenti del gruppo in un fiume con l'acqua alla gola, e con Augusto che esclama sarcastico il titolo dell'album "Ci penserà poi il computer", il tutto in puro stile western.
 
Fonte: QUI e QUI
 
 
3. COVER: CI PENSERA' POI IL COMPUTER (LP oltre a CD)
 
   
 
   
 

 
 
   
 
 
4. TRACK LIST di: CI PENSERA' POI IL COMPUTER (LP oltre a CD)
 
Lato A Lato B

  • A1 LA DERIVA
  • A2 LA BOMBA
  • A3 BIANCHE E NERI
  • A4 EDITH
  • A5 NUVOLE BASSE


  • B1 AGGUANTA IL LEONE
  • B2 TRA LORO
  • B3 LONTANO
  • B4 IL PILOTA DI HIROSHIMA
  • B5 SEMPRE DI CORSA
 
 
Lato A 1:
LA DERIVA

 
      Lato B 1:
AGGUANTA IL LEONE

 
     

Autori: Gionata, Fabrizio Urzino
 
Testo:
La luce e la fortuna
la notte spegnerà
fermando i miei pensieri azzurri
di amore e di lealtà.

E adesso sarà il vento
o forse nostalgia
che mi riporta nella mente
una dolce melodia
un canto di leggenda
per noi rimasti qui
a consumare piano piano
l'ultimo "chissà".

Negli occhi tuoi un po' stanchi
che guardano più in là
s'illumina anche il silenzio
che non si spezzerà.

La vita è un fiume lento
ricama la poesia
ti prende per la mano solo
se tu hai tanta fantasia
se vedi oltre le nubi
il sole che non c'è
se senti dentro le voci forti
che gridano la verità.

Noi sempre alla deriva
noi sola ambiguità
noi fermi ad aspettare un treno
che non arriverà.

Noi oggi come ieri
la stessa identità
ci siamo amati solo un giorno
ma tanto tempo fa.

Io sogno ad occhi aperti
tu li che dormi già
e accendo un'altra sigaretta
che non ti disturberà.

Il fumo sale adagio
un bicchiere in compagnia
non fa sorrisi dalla noia
non offre ipocrisia
e noi qui al nostro posto
con qualche ruga in più
noi come automi indifferenti
che anelano andare su.

Noi sempre alla deriva
noi sola ambiguità
noi fermi ad aspettare un treno
che non arriverà.

Noi oggi come ieri
la stessa identità
ci siamo amati solo un giorno
ma tanto tempo fa.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Chris Dennis, Gionata, Rossi
 
Testo:
Agguanta il leone sennò agguanta te,
agguantalo prima che agguanti te.
Quando la testa si confonde
e la paura ti scava dentro il cuore,
quando pensi di esser troppo fuori,
troppo furbo e non senti i sapori,
quando resti indietro e perdi il senso
e ti domandi: "Ma ha cosa penso!?"
Ti arrendi.

Agguanta il leone sennò agguanta te,
agguantalo prima che agguanti te.

Quando la testa si confonde
e qualche cosa ti impedisce di sognare,
quando il lampo schizza e romba il tuono,
il tuo specchi cade e senti il suono,
la tua gioia diventa nera,
la tu calma diventa bufera.

Agguanta il leone sennò agguanta te,
agguantalo prima che agguanti te.

Il giorno va giù la tristezza vien su,
è lontano il mattino di domani
l'orizzonte dei tuoi desideri
si perde in cieli meno veri,
il tuo fiore lo ruba il vento
vorresti avere forza come cento.
Ti arrendi.

Agguanta il leone sennò agguanta te,
agguantalo prima che agguanti te.

Ti occorre qualcosa di speciale,
ma sulla bocca hai solamente sale
e qualcosa ti vieta di sognare
ti occorre qualcosa di anormale,
ma ti manca la forza di andare,
ti manca il coraggio di andare.
Ti arrendi.

Agguanta il leone sennò agguanta te,
agguantalo prima che agguanti te.

Quando la testa si confonde
e la paura ti scava dentro onde,
quando pensi di esser troppo fuori,
troppo furbo e non senti gli odori,
quando resti indietro e perdi il senso
e ti domandi: "Ma ha cosa penso!?"

Ti arrendi.
Agguanta il leone sennò agguanta te,
agguantalo prima che agguanti te.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 2:
LA BOMBA

 
      Lato B 2:
TRA LORO

 
     

Autori: Romano Rossi
 
Testo:
Nel cielo suona una tromba
O forse invece è solo una bomba
O forse è solo un temporale
Che mi sorprende per le scale
Ma cosa dico non ci sento
Ora sta cambiando il vento.

Ascolto l'eco dei tuoni
E inseguo ancora i miei sogni
Sogni rosa di bambino
Che guarda il mondo da vicino
E che non crede a chi dirà
Che astenersi è santità.

Ecco che il vento è cambiato
E un altro tempo ha portato
Il tempo della primavera
Di un giorno in cui non è mai sera
Ma questo giorno non mi da
Che un giorno grigio di realtà.

E intanto gocciola il tempo
E sembra privo di senso
Ma giù dal cielo una bomba cadrà
Sulla terra evaporerà
Il riso dei bimbi, il verde dei prati
Il sogni d'amore mai giocati.

Ancora il vento è cambiato
E un gran silenzio ha lasciato
Con giochi vuoti di parole
Sciolte come nebbia al sole
In fondo a tutto resta già
Il fatto che è violenza in verità.

Lo so non basta cantare
Pero io questo so fare
Sentirsi un po' più innocente
Rispetto al silenzio di tanta gente
Portar sorriso quando si muore
Quando sulla testa scoppierà un sole.

 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Cornella, Mauro Fumai
 
Testo:
E dopo il treno prenderai la solita corriera
che nella notte sale per valli infreddolite,
sull'ultimo sedile la Luna e i suoi scagnozzi,
non sanno se fermarsi lì, sono stranieri.

E in pochi giorni tu potrai conoscere gli amici
che stanno insieme e cercano di non sentirsi soli,
tra loro una ragazza che per qualcuno è bella,
sorriderà chiedendoti se l'ho dimenticata.
Dille è così non tornerà l'incanto
di spartire i suoi segreti
più non verrà l'incanto
di aspettarla senza fretta.

E dopo il treno prenderai la solita corriera
che mezza vuota illumina di nostalgia la notte,
dall'ultimo sedile la Luna se n'è andata,
nessuno se n'è accorto non c'è mai stata.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
BIANCHI E NERI

 
      Lato B 3:
LONTANO

 
     

Autori: Gisberto Cortesi
 
Testo:
Erano giorni terribili, la guerra divampava
un mostro spaventoso, la gente divorava
fratello contro fratello, odio contro amore
uomini venivano uccisi solo per un colore.
Ma un uomo nel suo giardino
la speranza coltivava
tutti i suoi fratelli con amore aiutava
anche lui aveva un'idea: con coraggio la portava
ma su tutto amava la vita
contro tutti lottava.
Così un giorno vide un nero moribondo
fece proprio di tutto per riportarlo al mondo
per questo i bianchi pensarono
che fosse un collaborazionista
il suo nome scrissero sopra una lunga lista.
Un giorno un bianco fuggiasco
alla sua porta andò a bussare
per cercare scampo alla morte
da lui si fece salvare,
così anche i neri lo odiarono,
giurarono vendetta
perché chi non era con loro
doveva morire in fretta.
In una notte di luna
l'uomo buono camminava
sopra il crinale di un monte,
che due valli divideva,
da una parte i bianchi lo spiavano,
pronti a colpirlo al cuore
dall'altra i neri stavano
per placare il loro furore.
Partirono due colpi assieme
cadde con gli occhi al cielo
sul suo sguardo stupito
si stese un lieve velo.
I neri felici esultarono
come i bianchi a loro volta,
ma essi non sapevano
che la pietà era morta.

 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Gionata, Fabrizio Urzino
 
Testo:
Lontano, piano il tempo, pensieri a metà
sul soffitto macchie d'umidità,
nelle tasche le briciole della realtà.
Lontano, quando è tardi e si chiudono i bar
dentro un'auto fra fumo e ansietà
o davanti ad un portone.
E lontano,
respirando l'odore che da
una nuova o qualunque città
regalandoti al primo che ti chiamerà.
E lontano,
mille miglia, due passi da me
non vedere l'azzurro che c'è
non cercare più niente.
Dentro il futuro
sospinti da venti del nord
tra forze selvagge
che le chiamano e le portano con sè
tra stelle cadenti
speranze che volano via
nei ricordi sbiaditi di un domani
naturale follia.
Lontano,
dentro a case di malinconia
con la noia che fuori è follia
solo per la tua strada.
Lontano, occhi al buio che guardano giù
appoggiarsi ad un muro per star sù
e abbracciare la notte.
E lontano,
cuore gonfio di curiosità
affacciati su quel che sarà
vedere partire l'ultimo tram.
E lontano, ma quando
senza alcuna ragione, un perché
ritrovarsi a cantare alle tre,
una canzone d'amore per te

 
Fonte: QUI
 

 
Lato A 4:
EDITH

 
      Lato B 4:
IL PILOTA DI HIROSHIMA

 
     

Autori: Cornella, Mauro Fumai
 
Testo:
Lei viene da una valle
che a Maggio cambia in neve
son fiori che in Ottobre
a Edith danno frutti.

D'estate lei va in alto
lavora in un rifugio
son giorni messi in fila
nel regno dei dirupi.

Lei vive quando è stanca
d'inverno sta a Berlino
frequenta Frau "?"

Edith porta del vino
tu porgile un sorriso
e se il viso tuo le piace
aspettala in segreto
quando la notte tace.

Aspettala di fuori
nel silenzio delle stelle
aspetta che la luna
accarezzi la sua pelle.

Aspetta che sia il brivido
di nuvole corsare
a rendere vere immagini
di Edith che compare
ascolta l'incantesimo
di una donna per la quale
tu pregherai che l'alba
sia lontana come il mare
perché Edith conosce
la leggenda di quel Dio
che venne sulla terra
e a nessuno disse addio.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Chris Dennis, Gionata, Romano Rossi
 
Testo:
Fuori nel mondo chissà dove
o su nel cielo fra gli eterni eroi,
ma nel fondo di un profondo eterno
vive un uomo vive il suo inferno.

La sua bocca più non parla,
le sue notti non le dorme più,
sta nascosto dietro il suo pensiero,
muore un uomo muore il vero.

Il pilota di Hirioshima un duro
alla maniera di John Wayne
Ray Ban scuri, il lavoro era guerra,
ma negli occhi quel bimbo sulla terra.

Fuori nel mondo chissà dove,
nel riflesso del cielo nello stagno
striscia ancora la scia di vapore
del suo aereo e di quelle ore.

Il pilota di Hirioshima un duro
alla maniera di John Wayne
Ray Ban scuri, il lavoro era guerra,
ma negli occhi quel bimbo sulla terra.

Sente battere le ali,
sente il freddo tutto intorno a sé,
vede luce di luce più abbagliante
di quel sole esploso in un istante
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 5:
NUVOLE BASSE

 
      Lato B 5:
SEMPRE DI CORSA

 
     

Autori: Franco Ceccarelli, Marco Dallari
 
Testo:
Nuvole basse sulla collina,
nuvole basse questa mattina
e sembra quasi nebbia e sembra quasi sera
e sembra inverno invece è primavera.

Nuvole basse se non hai paura,
puoi trovarci dentro un elefante, un'avventura
un turbo Maserati, una fila d'indiani,
e potrei andare avanti fino a domani,

nuvole dall'altezza della testa mia
che sono discese e non vanno più via
nuvole che non vedo, più che altro le sento
che stanno qui perché non tira un filo di vento,

nuvole ignoranti che non sei sicuro
dov'è finito l'albero se sei vicino al muro
e un gatto che gioca e mi addenta a un piede
e in mezzo a queste nuvole chi lo vede.

E faccio due passi dentro a questo fumo nero
e posso scombinare il falso dal vero
e posso dare al sogno un ricordo, un'amnesia
immagina persino che ci sia,

così invento un viaggio, un fiore, un sorriso
invento una carezza sul suo viso
invece lei non c'è e come se non bastasse
ci son nuvole basse.

E faccio due passi dentro a questo fumo nero
e posso scombinare il falso dal vero
ma che tempo antipatico, che tempo somaro
fossi più basso vedrei forse più chiaro,

poi dopo un po' s'alza il sole sulla mattina
e sulla solitudine della collina
che vanga un accidente
a chi non paga le tasse,
alle nuvole basse.

Poi dopo un po' si alza il sole sulla mattina
e desta gli alberi della collina
e quella testa di nuvola non so più dove sia
il vento l'ha portata via.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Paolo Vaccari
 
Testo:
Sempre di corsa andare via
lunga è la strada che porta all'idea
di pensare come prima
quando ancor potevi perderci di meno.

Chiudere gli occhi e non pensare
che se ti guardi intorno sei in alto mare,
ti han detto: \"Sei uno studente,
non ti agitare che non serve a niente!\"
La gente è usata dal buon spino
risolto i suoi problemi e non fa più casino,
si guarda la televisione
che anche più libera gli dà ragione.
E più veloce devi andare,
non trovi neanche il tempo per dimenticare
quel giorno insieme a lei a giocare
quando ti ha detto: \"Basta ora devo andare!\"
E la presa del potere è rinviata a domani,
questa sera andiamo al cinema a imparare dai marziani,
forse loro hanno capito almeno un po'
come si fa a vivere da alieni in questa società.
Vedere, cercare nel letame
le briciole di un mondo che ha ancora fame
e non saper più cosa fare per ritrovare
un modo per cambiare.

 
Fonte: QUI
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Gio Nov 02, 2017 12:17 pm, modificato 9 volte
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I NOMADI - 1986 - QUANDO VIENE SERA (LP 33 giri)

Messaggio  mauro piffero il Dom Ott 08, 2017 8:15 pm

1. TITOLO:
 
1986 - QUANDO VIENE SERA
 
# Etichetta: NOMADI # Catalogo: NOM 85702 # Data pubblicazione: Ottobre 1986 # Matrici: 66 NOM 85702-1L / 66 NOM 85702-2L # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 24 Ottobre 1986 / Registrazione: Simple Studios (RE) / Tecnici: Giuliano Giovannelli, Odoardo Veroli / Disegno di copertina di Augusto Daolio / Foto: Luca "Corto" Spaggiari / Busta interna con i testi / Formazione: Augusto Daolio, voce; Beppe Carletti, tastiere / Chris Dennis, chitarre e violino; Paolo Lancellotti, batteria e percussioni; Dante Pergreffi, basso / Distribuito da CGD Messaggerie Musicali - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Quando viene sera è il dodicesimo album della band italiana Nomadi.

Nel 1986 non si respirava un buon clima all'interno del gruppo, e il titolo venne scelto proprio perché si aveva l'impressione che il viaggio fosse ormai al termine e che quindi, sui Nomadi, fosse calata la sera.

Curiosità:
L'album presenta arrangiamenti marcatamente rock rispetto al passato. Infatti le chitarre vengono spesso suonate con generose distorsioni come nell'introduzione di Aiutala. Per la prima, ed unica volta, inoltre, i Nomadi utilizzano la batteria elettronica, molto di moda in quel periodo, dimostrando, così, di non essere un gruppo legato al passato, ma capace di adattarsi ai tempi. Tali sonorità, tuttavia, non vennero più utilizzate dal gruppo perché lontane dalle loro tipiche sonorità.
Il brano Hey nomadi parla di tutti i membri del gruppo (compresi quelli storici) visti da Augusto Daolio.
L'immagine di copertina è un dipinto di Augusto Daolio.
Fonte: QUI
 
 
3. COVER: QUANDO VIENE SERA (LP, oltre a CASSETTA e CD/ALBUM)
 
   
 

 
   
 

 

 
   
 

 
 
 
4. TRACK LIST di: QUANDO VIENE SERA
 
Lato A Lato B

  • A1 IL TRENO DELLA NOTTE
  • A2 ROTOLANDO VA
  • A3 CASA MIA
  • A4 IL FALO'
  • A5 HEY NOMADI


  • B1 NELLA SERA
  • B2 SEGNALI CAOTICI
  • B3 AIUTALA
 
Lato A 1:
IL TRENO DELLA NOTTE

 
      Lato B 1:
NELLA SERA

 
     

Autori: Beppe Carletti, Chris Dennis
 
Testo:
II treno va sulle lunghe strade

in un mondo affollato di cuori,

affacciati fuori alle finestre
a vedere gioie e dolori.
E intanto io invento le albe
amo la vita l'ho fatta mia amica,
a colpi di poche verità
forza di tante falsità.

No, io non voglio che si fermi alla stazione
no, io non voglio che si fermi alla stazione,

ne oggi, ne domani, e grido forte:
voglio avere il sorriso di un bimbo
sulla spiaggia che gioca vicino al mare.

Il treno va sulle lunghe strade,
in un mondo affollato di cuori
occhi persi dietro agli aquiloni
sulle bocche le solite canzoni.

E intanto io invento le albe

molto e troppo magari basta meno,
ricordo tutto non dimentico nessuno
nel fare sempre ancora un altro giorno.

No, io non voglio che si fermi alla stazione
no, io non voglio che si fermi alla stazione, ne oggi, ne domani, e grido forte:
voglio avere il sorriso di un bimbo
sulla spiaggia che gioca vicino al mare.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Beppe Carletti, Chris Dennis
 
Testo:
La luna non e che un sorriso senza et?
indifferente sta chiaro faro nella sera,
come gemme sparse le luci nelle strade,
dentro a case voci di padri e madri
cani nei cortili abbaiano alla luna.

Quanta umanit? c'? nei tagli che ha la pelle
dopo il sudore, il calore di una mano amica
cancella ogni segno di dolore, quando vien la
sera e la corsa della vita rallenta le sue ore
molte parole come grani di sabbia, scivolano
da una mano all'altra, da una mano all'altra
scivolano via.

Sono pi? dolci gli occhi ed i pensieri
gli sguardi le promesse che hai da fare nella sera.
Tutto nasce amaro come un destino antico
perfino una domanda, il perch? della fatica,
vuole nella sera una risposta amica.

Quanta umanit? c'? nel pianto che fa un bimbo
dopo lo stupore, il calore di una voce amica
cancella ogni segno di dolore, quando viene la
sera e la corsa della vita rallenta le sue ore.
Molte parole come grani di sabbia scivolano
da una mano all'altra da una mano all'altra
scivolano via.

Sono pi? dolci gli occhi ed i pensieri
gli sguardi le promesse che hai da fare nella sera.
L? all'orizzonte un banco di nubi bianche,
arrampica il cielo, segno che? incerto e nero,
gatti sopra i tetti accarezzano le stelle.
 
Fonte: QUI
 
 
 
Lato A 2:
ROTOLANDO VA

 
      Lato B 2:
SEGNALI CAOTICI

 
     

Autori: Beppe Carletti, Chris Dennis
 
Testo:
Ogni volta che non vuoi, tra cenni e ambiguità

cambiare la realtà, cos'è che devo pensare.

Tu chiamala realtà, paura abbiamo noi,
paura ma di noi cos'è che fa non si sa.


Ma laggiù, rotolando va
tra nebbia e oscurità,
l'idea di noi insieme.

E laggiù, rotolando va
non troverà pensieri,
cosi veri fino a ieri.

Talvolta tu non sai, tra colpe e falsità
cambiare la realtà, cosa devo inventare.
Tu chiamala solo vanità, qualcosa avrai di me
qualcosa avrò di te, cos'è che fa non si sa.

E laggiù, rotolando va
non troverà pensieri,
cosi veri fino a ieri.

Talvolta tu non puoi, tra nebbia e oscurità
cambiare la realtà cos'è che devo rifare.
Tu chiamala vanità, ma un giorno si dirà
su una fotografia, sai quella donna e stata mia.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Beppe Carletti, Chris Dennis
 
Testo:
Un altro segno del destino
gi? sconvolge equilibri fisici,
e forze scatenate sfuggono
a leggi di antichi cicli biologici,
esplodono gi? grida,
si violano limiti dialettici.

Non senti tra questi segnali
rumori e Linguaggi caotici,
mentre tu ripeti gesti meccanici
senza sorrisi ironici.
Ti programma e ti spia il video
puoi sentire solo codici dalla radio,
vortica su nel cielo
un disco rosso che lancia segnali,
il sonno della ragione,
risveglia antiche paure impalpabili.

Li vedi nella notte,
scienziati elaborare piani diabolici
mentre tu ripeti accordi meccanici
senza fraseggi armonici.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
CASA MIA

 
      Lato B 3:
AIUTALA

 
     

Autori: Beppe Carletti, Chris Dennis
 
Testo:
Casa mia ha un gatto e biscotti nel suo piatto
nel cortile un cane, il suo osso la sua palla,
ho chitarra e canzoni
una ragazza e parole che lei ama
ho una stanza piena di ricordi
la luna le stelle da guardar.

Casa mia è di sasso, io ci dormo come un masso
dietro l'orto un fosso e pesci da pescare
ho chitarra e canzoni,
una ragazza e progetti che lei ama,
ho un album di fotografie
una vita a colori da guardar.

Se il gatto e il cane se ne vanno
se la casa crolla dopo un anno,
se le foto sbiadiscono
se un incendio tutto brucia, se La chitarra se la rubano
se il pesce non abbocca all'amo
se la luna fa a botte con le stelle,
se la ragazza altri amori ha da sognar.

Ma casa mia ha un tetto che ripara da tutto
nel giardino un grande albero
che fiorisce in primavera
ho chitarra e canzoni
una ragazza e sogni che lei ama,
ho una stanza piena di ricordi
ma le stelle da guardar.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Beppe Carletti, Chris Dennis
 
Testo:
Aiutala, aiutala, prendila per mano,
ti seguir?, a puoi salvar...
Aiutala, prendila per mano,
cambia casa, strada e citt?,
vai lontano, lontano via di qua,
non chiede niente ma conta su di te.

Ha bisogno di gesti d'amore,
non di rabbia, nemmeno di dolore,
? fragile,? nuvola,? sospesa,
un urlo di vento e cadr? gi?.

Aiutala, aiutala, prendila per mano,
ti seguir?, a puoi salvar...
Aiutala, prendila per mano,
cambia casa, strada e citt?,
vai lontano, lontano via di qua,
non chiede niente ma conta su di te.

Aiutala, deve dimenticare,
campi di stelle che fanno sognare,
agli angoli bui di strade desolate,
nere streghe che truccano le carte.
Allontana dai suoi grandi occhi
i falsi amici i loro tristi giochi
allontana dal suo piccolo cuore
quelle loro mani senza pi? calore.

Aiutala, aiutala, prendila per mano,
ti seguir?, a puoi salvar...
Aiutala, prendila per mano,
cambia casa, strada e citt?,
vai lontano, lontano via di qua,
non chiede niente ma conta su di te.

Aiutala, al risveglio del mattino
a pettinare i lunghi suoi capelli
dille piano dei misteri della luna,
portala nei boschi su in collina.
Portala a uscire fra la gente,
quella gente che vive e sente
Che guarda curiosa le vetrine
che pensa all'oggi ma sogna gi? domani.

Aiutala, aiutala, prendila per mano,
ti seguir?, a puoi salvar...
Aiutala, prendila per mano,
cambia casa, strada e citt?,
vai lontano, lontano via di qua,
non chiede niente ma conta su di te.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A 4:
IL FALO'

 
      Lato A 5:
HEY NOMADI

 
     

Autori: Beppe Carletti, Chris Dennis
 
Testo:
Respira il vento soffiando sul falò,

ravviva il fuoco sciogliendo oscurità,
salta un ragazzo oltre le fiamme,

le grida dei compagni sono già lontane.

Alta e la luna più alta del falò,
tra i pioppi tra i boschi, respirano i lupi

stanno arrivando sospinti dall'inverno,
il gelo li chiamò, la fame li stanò.

Brucerà,

la legna nel falò,

cosi l'inverno veloce se ne andrà

attorno al fuoco
svanisce ogni timore,
chi ha paura del lupo?
Del lupo chi ha paura?

Alta e la fiamma più alta della luna
sembra una voce il vento di pianura,

salta un ragazzo corre oltre la notte,
i passi dei compagni sono già lontani.

Poi arriva l'alba s'è spento il falò

ei boschi scuri già dormono i lupi,
la luce ha disperso il suo buio

Brucerà,

la legna nel falò,
cosi l'inverno veloce se ne andrà
attorno al fuoco
svanisce ogni timore,

chi ha paura del lupo?
Del lupo chi ha paura?
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Beppe Carletti, Chris Dennis
 
Testo:
Hey Beppe, ricordi l'estate del 60?

Hey Beppe minacciava il diluvio su Riccione,

un nuvolone rabbuiava il cielo,
mare nero e pioggia su di noi.

Hey Beppe, la faccia da fratello maggiore
Hey Beppe, un modo concreto di fare
hai dato un senso alla mia follia
hai smussato la mia forte miopia.

Hey Paolo, scintille sul nostro cammino
Hey Paolo, ci hanno portato a Milano

ingegneri con gli sguardi severi,
il primo disco fra i palazzi neri.
Hey Chris, non solo la faccia da matto irlandese
Hey Chris, non ha pace nel baule il tuo violino.
Non hai paura della notte scura
con la birra più veloce l'alba arriva.

Hey, Dante, il fumo comincia a salire,
Hey Dante, le luci non aspettano che te
il tuo basso all'improvviso e in panne
sei sperduto sul palco in fiamme.

Hey dove siete, Umby, Franco, Gianni e Bila?
Hey cosa fate, oggi quali sogni sognate?

Queste vite, la vostra e la mia,
forse un giorno, incroceranno la via.

 
Fonte: QUI
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Lun Ott 30, 2017 2:05 pm, modificato 8 volte
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I NOMADI - 1987 - NOMADI IN CONCERTO ( DOPPIO LP 33 giri)

Messaggio  mauro piffero il Dom Ott 08, 2017 9:34 pm

1. TITOLO:
 
1987 - NOMADI IN CONCERTO - DOPPIO LP
 
# Etichetta: NORTH POLE # Catalogo: NOM 85901 # Data pubblicazione: Anno 1987 # Matrici: NOM 85901-1L/NOM 85901-2L/NOM 85901-3L/NOM 85 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 4 # Altri supporti: Cassetta - CD
 
Note: Data matrici: 23 Ottobre / Questo live fu registrato durante la tournée promozionale dell'album Quando viene sera, pubblicato l'anno precedente: tuttavia non è presente alcun brano tratto da questo. Il concerto si è svolto presso la Discoteca "Baccara" di Lugo (RA). L'anno successivo dalla pubblicazione di questo live verranno inseriti nell'album "Ancora Nomadi" altri 5 brani tratti da questo concerto, che non hanno trovato spazio nella pubblicazione di questo. I brani sono: Un figlio dei fiori non pensa al domani, Naracauli,Il paese, Stagioni, Segnali caotici.
 
 
2. RECENSIONE:
 
Nomadi in concerto è un doppio album dal vivo del gruppo italiano pop rock Nomadi, pubblicato nel 1987 dalla CGD. Il gruppo nel 1987 viveva un periodo di forti contrasti interni. Il disco, tredicesimo lavoro discografico del gruppo, si fa apprezzare, e nelle 20 canzoni presenti ci sono tutta la spontaneità, la genuinità e l'impegno della musica nomade.

In origine l'album era sottotitolato Like a sea never dies (come un mare non muore mai), a sottolineare il fatto che, nonostante le avversità interne, il gruppo continuava ad andare avanti, come una nave in tempesta. Il sottotitolo venne in seguito eliminato, mantenendo il solo titolo di Nomadi in concerto.
Formazione:
Augusto Daolio - voce; Beppe Carletti - tastiere; Chris Dennis - chitarre, violino, tastiere; Dante Pergreffi - basso elettrico; Paolo Lancellotti - batteria

Fonte: QUI
 
 
3. COVER DI: NOMADI IN CONCERTO - DOPPIO LP (oltre a CASSETTA e CD/ALBUM)
 
   
 
   
 
   
 

 ;
   
 

 
   
 
 
 
4. TRACK LIST DI: NOMADI IN CONCERTO - DOPPIO LP VOL. 1
 
 
n.b. = Cliccando sul titolo sarete reindirizzati sia alla canzone che al testo -
Clicking on the title you will be redirected both to the song and to the text
 
 

 
 
5. TRACK LIST DI: NOMADI IN CONCERTO - DOPPIO LP VOL. 2
 
 
n.b. = Cliccando sul titolo sarete reindirizzati sia alla canzone che al testo -
Clicking on the title you will be redirected both to the song and to the text
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Mer Ott 25, 2017 2:40 pm, modificato 2 volte
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I NOMADI - 1989 - I RAGAZZI DELL'OLIVO/I RAGAZZI DELL'OLIVO (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Lun Ott 09, 2017 9:55 am

1. TITOLO:
 
1989 - I RAGAZZI DELL'OLIVO/I RAGAZZI DELL'OLIVO

# Etichetta: NOMADI # NOM 100 # Data pubblicazione: Anno 1989 # Matrici: NOM 100-A/NOM 100-B
# Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Mono # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Edizione speciale volta alla raccolta di fondi per l'associazione "Salaam Ragazzi dell'Olivo" per l'affidamento dei ragazzi palestinesi
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
I RAGAZZI DELL'OLIVO - 1

 
      Lato B:
I RAGAZZI DELL'OLIVO - 2

 
     

Autori: Giuseppe Carletti, Augusto Daolio, Dennis
 
Testo:
In quei disegni senza più serenità
niente aquiloni, solo amare realtà,
niente più azzurri che colorano il cielo
solo pastelli che sporcan tutto nero.
In quei disegni senza più umanità
niente sorrisi solo gesti di libertà
niente più prati, ma strade con barriere,
solo guerrieri che agitano bandiere.

Ma questa guerra è uno strano gioco,
consuma gente, vite a poco a poco,
con i sassi contro quelle bombe
quelle grida contro quegli spari.
In quei disegni senza più semplicità
persiane chiuse, solo graffi di verità,
niente cortili così pieni e rumorosi
solo figure e volti timorosi.

Ma questa guerra è uno strano gioco,
consuma gente, vite a poco a poco,
con i sassi contro quelle bombe
quelle grida contro quegli spari.
In quei disegni senza più serenità
niente aquiloni solo amare realtà
niente più azzurri che colorano il cielo,
solo pastelli che sporcan tutto nero.
 
Fonte: QUI
     
Autori: Giuseppe Carletti, Augusto Daolio, Dennis
 
Testo:
Peter pan non lotta pi
Ha venduto il suo pugnale,
Capitan Uncino manda Wendy
A battere sul viale,
L'isola incantata
gi stata lottizzata,
E Alice nelle bottiglie
Cerca le sue meraviglie.
Paperino sta in catena
E lavora di gran lena,
Paperina ha compassione
Vende baci a Paperone,
Qui quo qua sono andati via
Vanno a rischi nell'autonomia
E voi intellettuali
Ne avete gi discusso
A che serve poi menarla
Con la storia del riflusso.
Don Chisciotte non contento
Ma lavora in un mulino a vento,
Alibab e i quaranta ladroni
Hanno gi vinto le elezioni,
Hansel e Gretel hanno fondato
Una fabbrica di cioccolato,
E Alice nelle bottiglie
Cerca le sue meraviglie.
Gli stivali delle sette leghe
Pagan bollo e assicurazione,
Le scope delle streghe le ha
Abbattute l'aviazione,
Pollicino nella CIA
Gli fan far la microspia,
E voi intellettuali
Ne avete gi discusso
A che serve poi menarla
Con la storia del riflusso.
Cenerentola ha una Jaguar
E un vestito molto fine,
Ogni volta che c'e' un prince
Leva scarpe e mutandine,
La matrigna vecchia arpia
Prende i soldi e mette via,
E voi intellettuali
Non avete mai discusso
Di come torna l'onda
Alla fine del riflusso.
 
Fonte: QUI
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Mer Ott 11, 2017 8:04 pm, modificato 1 volta
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I NOMADI - 1988 - ANCORA NOMADI (LP 33 Giri/CD)

Messaggio  mauro piffero il Mar Ott 10, 2017 3:10 pm

1. TITOLO:
 
1988 - ANCORA NOMADI
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: NOM 85703 # Data pubblicazione: Anno 1988 # Matrici: 66 NOM 85703-1L / 66 NOM 85703-2L # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2 # Supporto CD con 12 Tracce
 
Note: Distribuito da CGD Messaggerie Musicali - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Ancora Nomadi è il quattordicesimo album della band italiana Nomadi, l'ultimo con la presenza di Chris Dennis e Paolo Lancellotti.

Per la realizzazione di questo album, i Nomadi ricorsero allo stesso espediente già usato in Sempre Nomadi: le tracce del lato A vennero registrate in studio, mentre nel lato B furono riproposti alcuni brani famosi in versione live.

Con Sempre Nomadi del 1981 e Solo Nomadi del 1990, questo disco crea una ideale trilogia.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER: ANCORA NOMADI (LP oltre a CD)
 
   
 
   



   
 
 
 
4. TRACK LIST di: ANCORA NOMADI
 
Lato A Lato B

  • A1 IO CANTO PERCHE' (Aspettando la giustizia)
  • A2 IMMAGINA UN MOMENTO
  • A3 L'UOMO DI MONACO
  • A4 BABILONIA
  • A5 TU CHE FARAI
  • A6 IL SEME


  • B1 60 - 70 - 80
  • B2 UN FIGLIO DEI FIORI NON PENSA AL DOMANI
  • B3 NARACAULI
  • B4 IL PAESE
  • B5 STAGIONI
  • B6 SEGNALI CAOTICI
 
 
Lato A 1:
IO CANTO PERCHE' (Aspettando la giustizia)

 
      Lato B 1:
60 - 70 - 80

 
     

Autori: Romano Rossi, Fabrizio Varchetta, Giuseppe Carletti
 
Testo:
II treno va sulle lunghe strade

in un mondo affollato di cuori,

affacciati fuori alle finestre
a vedere gioie e dolori.
E intanto io invento le albe
amo la vita l'ho fatta mia amica,
a colpi di poche verità
forza di tante falsità.

No, io non voglio che si fermi alla stazione
no, io non voglio che si fermi alla stazione,

ne oggi, ne domani, e grido forte:
voglio avere il sorriso di un bimbo
sulla spiaggia che gioca vicino al mare.

Il treno va sulle lunghe strade,
in un mondo affollato di cuori
occhi persi dietro agli aquiloni
sulle bocche le solite canzoni.


E intanto io invento le albe

molto e troppo magari basta meno,
ricordo tutto non dimentico nessuno
nel fare sempre ancora un altro giorno.



No, io non voglio che si fermi alla stazione
no, io non voglio che si fermi alla stazione, ne oggi, ne domani, e grido forte:
voglio avere il sorriso di un bimbo
sulla spiaggia che gioca vicino al mare.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Romano Rossi, Christopher Dennis, Giuseppe Carletti
 
Testo:
La luna non e che un sorriso senza et?
indifferente sta chiaro faro nella sera,
come gemme sparse le luci nelle strade,
dentro a case voci di padri e madri
cani nei cortili abbaiano alla luna.

Quanta umanit? c'? nei tagli che ha la pelle
dopo il sudore, il calore di una mano amica
cancella ogni segno di dolore, quando vien la
sera e la corsa della vita rallenta le sue ore
molte parole come grani di sabbia, scivolano
da una mano all'altra, da una mano all'altra
scivolano via.

Sono pi? dolci gli occhi ed i pensieri
gli sguardi le promesse che hai da fare nella sera.
Tutto nasce amaro come un destino antico
perfino una domanda, il perch? della fatica,
vuole nella sera una risposta amica.

Quanta umanit? c'? nel pianto che fa un bimbo
dopo lo stupore, il calore di una voce amica
cancella ogni segno di dolore, quando viene la
sera e la corsa della vita rallenta le sue ore.
Molte parole come grani di sabbia scivolano
da una mano all'altra da una mano all'altra
scivolano via.

Sono pi? dolci gli occhi ed i pensieri
gli sguardi le promesse che hai da fare nella sera.
L? all'orizzonte un banco di nubi bianche,
arrampica il cielo, segno che? incerto e nero,
gatti sopra i tetti accarezzano le stelle.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 2:
IMMAGINA UN MOMENTO

 
      Lato B 2:
UN FIGLIO DEI FIORI NON PENSA AL DOMANI

 
     

Autori: Beppe Carletti, Chris Dennis
 
Testo:
Ogni volta che non vuoi, tra cenni e ambiguità

cambiare la realtà, cos'è che devo pensare.

Tu chiamala realtà, paura abbiamo noi,
paura ma di noi cos'è che fa non si sa.


Ma laggiù, rotolando va
tra nebbia e oscurità,
l'idea di noi insieme.

E laggiù, rotolando va
non troverà pensieri,
cosi veri fino a ieri.

Talvolta tu non sai, tra colpe e falsità
cambiare la realtà, cosa devo inventare.
Tu chiamala solo vanità, qualcosa avrai di me
qualcosa avrò di te, cos'è che fa non si sa.

E laggiù, rotolando va
non troverà pensieri,
cosi veri fino a ieri.

Talvolta tu non puoi, tra nebbia e oscurità
cambiare la realtà cos'è che devo rifare.
Tu chiamala vanità, ma un giorno si dirà
su una fotografia, sai quella donna e stata mia.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Romano Rossi, Fabrizio Varchetta, Giuseppe Carletti
 
Testo:
Un altro segno del destino
gi? sconvolge equilibri fisici,
e forze scatenate sfuggono
a leggi di antichi cicli biologici,
esplodono gi? grida,
si violano limiti dialettici.

Non senti tra questi segnali
rumori e Linguaggi caotici,
mentre tu ripeti gesti meccanici
senza sorrisi ironici.
Ti programma e ti spia il video
puoi sentire solo codici dalla radio,
vortica su nel cielo
un disco rosso che lancia segnali,
il sonno della ragione,
risveglia antiche paure impalpabili.

Li vedi nella notte,
scienziati elaborare piani diabolici
mentre tu ripeti accordi meccanici
senza fraseggi armonici.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
L'UOMO DI MONACO

 
      Lato B 3:
NARACAULI

 
     

Autori: Romano Rossi, Christopher Dennis, Giuseppe Carletti
 
Testo:
Casa mia ha un gatto e biscotti nel suo piatto
nel cortile un cane, il suo osso la sua palla,
ho chitarra e canzoni
una ragazza e parole che lei ama
ho una stanza piena di ricordi
la luna le stelle da guardar.

Casa mia è di sasso, io ci dormo come un masso
dietro l'orto un fosso e pesci da pescare
ho chitarra e canzoni,
una ragazza e progetti che lei ama,
ho un album di fotografie
una vita a colori da guardar.

Se il gatto e il cane se ne vanno
se la casa crolla dopo un anno,
se le foto sbiadiscono
se un incendio tutto brucia, se La chitarra se la rubano
se il pesce non abbocca all'amo
se la luna fa a botte con le stelle,
se la ragazza altri amori ha da sognar.

Ma casa mia ha un tetto che ripara da tutto
nel giardino un grande albero
che fiorisce in primavera
ho chitarra e canzoni
una ragazza e sogni che lei ama,
ho una stanza piena di ricordi
ma le stelle da guardar.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Maurizio Bettelli
 
Testo:
Aiutala, aiutala, prendila per mano,
ti seguirà, a puoi salvar...
Aiutala, prendila per mano,
cambia casa, strada e città,
vai lontano, lontano via di qua,
non chiede niente ma conta su di te.

Ha bisogno di gesti d'amore,
non di rabbia, nemmeno di dolore,
è fragile,è nuvola,è sospesa,
un urlo di vento e cadrà già.

Aiutala, aiutala, prendila per mano,
ti seguirà, a puoi salvar...
Aiutala, prendila per mano,
cambia casa, strada e cittàà,
vai lontano, lontano via di qua,
non chiede niente ma conta su di te.

Aiutala, deve dimenticare,
campi di stelle che fanno sognare,
agli angoli bui di strade desolate,
nere streghe che truccano le carte.
Allontana dai suoi grandi occhi
i falsi amici i loro tristi giochi
allontana dal suo piccolo cuore
quelle loro mani senza più calore.

Aiutala, aiutala, prendila per mano,
ti seguirà, a puoi salvar...
Aiutala, prendila per mano,
cambia casa, strada e città,
vai lontano, lontano via di qua,
non chiede niente ma conta su di te.

Aiutala, al risveglio del mattino
a pettinare i lunghi suoi capelli
dille piano dei misteri della luna,
portala nei boschi su in collina.
Portala a uscire fra la gente,
quella gente che vive e sente
Che guarda curiosa le vetrine
che pensa all'oggi ma sogna già domani.

Aiutala, aiutala, prendila per mano,
ti seguirà, a puoi salvar...
Aiutala, prendila per mano,
cambia casa, strada e città,
vai lontano, lontano via di qua,
non chiede niente ma conta su di te.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A 4:
BABILONIA

 
      Lato B 4:
IL PAESE

 
     

Autori: Maurizio Bettelli
 
Testo:
Respira il vento soffiando sul falò,

ravviva il fuoco sciogliendo oscurità,
salta un ragazzo oltre le fiamme,

le grida dei compagni sono già lontane.

Alta e la luna più alta del falò,
tra i pioppi tra i boschi, respirano i lupi

stanno arrivando sospinti dall'inverno,
il gelo li chiamò, la fame li stanò.

Brucerà,

la legna nel falò,

cosi l'inverno veloce se ne andrà

attorno al fuoco
svanisce ogni timore,
chi ha paura del lupo?
Del lupo chi ha paura?

Alta e la fiamma più alta della luna
sembra una voce il vento di pianura,

salta un ragazzo corre oltre la notte,
i passi dei compagni sono già lontani.

Poi arriva l'alba s'è spento il falò

ei boschi scuri già dormono i lupi,
la luce ha disperso il suo buio

Brucerà,

la legna nel falò,
cosi l'inverno veloce se ne andrà
attorno al fuoco
svanisce ogni timore,

chi ha paura del lupo?
Del lupo chi ha paura?
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Gisberto Cortesi
 
Testo:
Hey Beppe, ricordi l'estate del 60?

Hey Beppe minacciava il diluvio su Riccione,

un nuvolone rabbuiava il cielo,
mare nero e pioggia su di noi.

Hey Beppe, la faccia da fratello maggiore
Hey Beppe, un modo concreto di fare
hai dato un senso alla mia follia
hai smussato la mia forte miopia.

Hey Paolo, scintille sul nostro cammino
Hey Paolo, ci hanno portato a Milano

ingegneri con gli sguardi severi,
il primo disco fra i palazzi neri.
Hey Chris, non solo la faccia da matto irlandese
Hey Chris, non ha pace nel baule il tuo violino.
Non hai paura della notte scura
con la birra più veloce l'alba arriva.

Hey, Dante, il fumo comincia a salire,
Hey Dante, le luci non aspettano che te
il tuo basso all'improvviso e in panne
sei sperduto sul palco in fiamme.

Hey dove siete, Umby, Franco, Gianni e Bila?
Hey cosa fate, oggi quali sogni sognate?

Queste vite, la vostra e la mia,
forse un giorno, incroceranno la via.

 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 5:
TU CHE FARAI

 
      Lato B 5:
STAGIONI

 
     

Autori: Romano Rossi, Christopher Dennis, Giuseppe Carletti
 
Testo:
Respira il vento soffiando sul falò,

ravviva il fuoco sciogliendo oscurità,
salta un ragazzo oltre le fiamme,

le grida dei compagni sono già lontane.

Alta e la luna più alta del falò,
tra i pioppi tra i boschi, respirano i lupi

stanno arrivando sospinti dall'inverno,
il gelo li chiamò, la fame li stanò.

Brucerà,

la legna nel falò,

cosi l'inverno veloce se ne andrà

attorno al fuoco
svanisce ogni timore,
chi ha paura del lupo?
Del lupo chi ha paura?

Alta e la fiamma più alta della luna
sembra una voce il vento di pianura,

salta un ragazzo corre oltre la notte,
i passi dei compagni sono già lontani.

Poi arriva l'alba s'è spento il falò

ei boschi scuri già dormono i lupi,
la luce ha disperso il suo buio

Brucerà,

la legna nel falò,
cosi l'inverno veloce se ne andrà
attorno al fuoco
svanisce ogni timore,

chi ha paura del lupo?
Del lupo chi ha paura?
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Luigi Albertelli, Elton John
 
Testo:
Hey Beppe, ricordi l'estate del 60?

Hey Beppe minacciava il diluvio su Riccione,

un nuvolone rabbuiava il cielo,
mare nero e pioggia su di noi.

Hey Beppe, la faccia da fratello maggiore
Hey Beppe, un modo concreto di fare
hai dato un senso alla mia follia
hai smussato la mia forte miopia.

Hey Paolo, scintille sul nostro cammino
Hey Paolo, ci hanno portato a Milano

ingegneri con gli sguardi severi,
il primo disco fra i palazzi neri.
Hey Chris, non solo la faccia da matto irlandese
Hey Chris, non ha pace nel baule il tuo violino.
Non hai paura della notte scura
con la birra più veloce l'alba arriva.

Hey, Dante, il fumo comincia a salire,
Hey Dante, le luci non aspettano che te
il tuo basso all'improvviso e in panne
sei sperduto sul palco in fiamme.

Hey dove siete, Umby, Franco, Gianni e Bila?
Hey cosa fate, oggi quali sogni sognate?

Queste vite, la vostra e la mia,
forse un giorno, incroceranno la via.

 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 6:
IL SEME

 
      Lato B 6:
SEGNALI CAOTICI

 
     

Autori: Romano Rossi, Christopher Dennis, Giuseppe Carletti
 
Testo:
Respira il vento soffiando sul falò,

ravviva il fuoco sciogliendo oscurità,
salta un ragazzo oltre le fiamme,

le grida dei compagni sono già lontane.

Alta e la luna più alta del falò,
tra i pioppi tra i boschi, respirano i lupi

stanno arrivando sospinti dall'inverno,
il gelo li chiamò, la fame li stanò.

Brucerà,

la legna nel falò,

cosi l'inverno veloce se ne andrà

attorno al fuoco
svanisce ogni timore,
chi ha paura del lupo?
Del lupo chi ha paura?

Alta e la fiamma più alta della luna
sembra una voce il vento di pianura,

salta un ragazzo corre oltre la notte,
i passi dei compagni sono già lontani.

Poi arriva l'alba s'è spento il falò

ei boschi scuri già dormono i lupi,
la luce ha disperso il suo buio

Brucerà,

la legna nel falò,
cosi l'inverno veloce se ne andrà
attorno al fuoco
svanisce ogni timore,

chi ha paura del lupo?
Del lupo chi ha paura?
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Romano Rossi, Christopher Dennis, Giuseppe Carletti
 
Testo:
Hey Beppe, ricordi l'estate del 60?

Hey Beppe minacciava il diluvio su Riccione,

un nuvolone rabbuiava il cielo,
mare nero e pioggia su di noi.

Hey Beppe, la faccia da fratello maggiore
Hey Beppe, un modo concreto di fare
hai dato un senso alla mia follia
hai smussato la mia forte miopia.

Hey Paolo, scintille sul nostro cammino
Hey Paolo, ci hanno portato a Milano

ingegneri con gli sguardi severi,
il primo disco fra i palazzi neri.
Hey Chris, non solo la faccia da matto irlandese
Hey Chris, non ha pace nel baule il tuo violino.
Non hai paura della notte scura
con la birra più veloce l'alba arriva.

Hey, Dante, il fumo comincia a salire,
Hey Dante, le luci non aspettano che te
il tuo basso all'improvviso e in panne
sei sperduto sul palco in fiamme.

Hey dove siete, Umby, Franco, Gianni e Bila?
Hey cosa fate, oggi quali sogni sognate?

Queste vite, la vostra e la mia,
forse un giorno, incroceranno la via.

 
Fonte: QUI
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Sab Dic 09, 2017 5:36 pm, modificato 11 volte
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I NOMADI - 1990 - SOLO NOMADI (LP 33 GIRI/MC)

Messaggio  mauro piffero il Mer Ott 11, 2017 11:31 am

1. TITOLO:
 
1990 - SOLO NOMADI
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: 2292 46427 # Data pubblicazione: Anno 1988 # Matrici: 2292 46427-1L / 2292 46427-2L # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da CGD Messaggerie Musicali - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Solo Nomadi è il quindicesimo album della band italiana Nomadi, primo dopo la scissione avvenuta con gli ex membri Paolo Lancellotti e Chris Dennis. Alla chitarra troviamo così per la prima volta Cico Falzone mentre alla batteria siede Daniele Campani, che danno una nuova linfa al gruppo.

Per la prima volta, perfezionata l'iscrizione alla SIAE, compare per esteso nei crediti dei brani il nome di Augusto Daolio e del produttore Dodo Veroli: entrambi, insieme a Beppe Carletti, fin dagli esordi del gruppo avevano scritto parecchie canzoni, ma non avevano mai potuto firmarle; negli anni sessanta e settanta fecero loro da prestanome alcuni famosi compositori, mentre negli anni ottanta si ricorse alla firma Carletti - Dennis.

Salvador Allende Gossens e il golpe cileno del 1973 vengono ricordati in Salvador (15 anni dopo).

Senza patria è liberamente ispirata a L'armata dei fiumi perduti, libro dello scrittore Carlo Sgorlon.

Con questo album, si conclude la trilogia iniziata con l'album Sempre Nomadi e continuata poi con Ancora Nomadi.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER: SOLO NOMADI (LP oltre a MC
 
   
 
   
 
 
4. TRACK LIST di: SOLO NOMADI
 
Lato A Lato B

  • A1 I RAGAZZI DELL'OLIVO
  • A2 SARA' COME IL TEMPO VUOLE
  • A3 MARCANTI E SERVI
  • A4 SALVADOR (15 anni dopo)
  • A5 SENZA PATRIA


  • B1 MICHELINA
  • B2 GIRA
  • B3 IL FIUME
  • B4 ROSSO
  • B5 I GATTI RANDAGI
 
 
Lato A 1:
I RAGAZZI DELL'OLIVO

 
      Lato B 1:
MICHELINA

 
     

Autori: Augusto Daolio, Odoardo Veroli, Giuseppe Carletti
 
Testo:
Peter pan non lotta pi
Ha venduto il suo pugnale,
Capitan Uncino manda Wendy
A battere sul viale,
L'isola incantata
gi stata lottizzata,
E Alice nelle bottiglie
Cerca le sue meraviglie.
Paperino sta in catena
E lavora di gran lena,
Paperina ha compassione
Vende baci a Paperone,
Qui quo qua sono andati via
Vanno a rischi nell'autonomia
E voi intellettuali
Ne avete gi discusso
A che serve poi menarla
Con la storia del riflusso.
Don Chisciotte non contento
Ma lavora in un mulino a vento,
Alibab e i quaranta ladroni
Hanno gi vinto le elezioni,
Hansel e Gretel hanno fondato
Una fabbrica di cioccolato,
E Alice nelle bottiglie
Cerca le sue meraviglie.
Gli stivali delle sette leghe
Pagan bollo e assicurazione,
Le scope delle streghe le ha
Abbattute l'aviazione,
Pollicino nella CIA
Gli fan far la microspia,
E voi intellettuali
Ne avete gi discusso
A che serve poi menarla
Con la storia del riflusso.
Cenerentola ha una Jaguar
E un vestito molto fine,
Ogni volta che c'e' un prince
Leva scarpe e mutandine,
La matrigna vecchia arpia
Prende i soldi e mette via,
E voi intellettuali
Non avete mai discusso
Di come torna l'onda
Alla fine del riflusso.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Piero Milanesi, Giuseppe Carletti)
 
Testo:
Fischia il treno dell'oriente, scorre e sputa sui binari,

il suo fumo è stravagante e gli odori leggendari,

spinge forte nel tuo diario, dentro il sogno più nascosto,

scritto già in perfetto orario; voglio amore ad ogni costo!

Nell'armadio della notte, son rinchiuse le tue stelle

e di mandorle una pioggia, Michelina hai sulla pelle
un passaggio della vita, l'esplosivo e già tagliato
la tua p elle nella seta sta fiorendo da ogni lato.
Michelina. Michelina.

Sbuca il treno dell'oriente con le fauci sui binari,
il tuo viaggio, e più importante dei percorsi legionari,
tra i vestiti annuvolati, la tua felpa più sbiadita,
i profumi saporiti. gli alambicchi della vita.
Già sei diventata donna. dopo il bosco la pianura,
oltre l'orlo della gonna come morde l'avventura,
corri sulla frana e ti accorgi molto presto,
che la vita a volte e strana, dopo la pianura il bosco.
Michelina. Michelina...
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 2:
SARA' COME IL TEMPO VUOLE

 
      Lato B 2:
GIRA

 
     

Autori: Augusto Daolio, Odoardo Veroli, Giuseppe Carletti
 
Testo:
Passano ombre nella notte
Gioie paure e noie,
Sarà come il tempo vuole.
Le gioie della vita
Là nella notte fonda
Rincorrono stelle,
Mentre i dolori, quelli,
Sempre più profondi
Rincorrono nuvole.
Corre la fantasia
Tra sogni e realtà
Sfiora ogni cosa
Getta semi di libertà.
Vanno pazzie
Tra gesti e rovine
Aspettando una fine,
Che non viene al mattino.
Sarà come il tempo vuole
Come fra quelle nuvole
C'è anche il sereno.
Passano ombre nella notte
Cuori persi e soli,
Sarà come il tempo vuole.
Le gioie della vita
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Gionata, Rossi
 
Testo:
Si muove l'acqua, gira il mulino

vortica il fumo sopra il camino.

gira la strada ruota il destino

e il cavaliere v? nel cammino.

Gira la luna con nubi e il vento

girano mode che seguono il tempo,

gioca nel canto il ricordo lontano.

di un sogno gi? vero poi perso pian piano.

Gira la falce che taglia le spighe

girano note sopra le righe.

girano foglie nel cielo d'inverno

gira il concetto di vero in eterno.

Girano cose, che per farsi baciare

alle donne piace ascoltare
sull'onda dell'aria del canto profano

di un amore che gioca nel campo di grano.

Giran Madonne per ogni verone.

muovono luci. messaggi d'amore

segni rituali che si fingon quel mito

che tradisce morendo chi lo ha gi? tradito.

Rotola il sasso, lungo il selciato

non ha radice l'eterno sbandato.

con un ricordo di un vello spezzato

sopra un balcone dal sole indorato.

Gira il mercante per ogni contrada

gira il giullare che canta la strada

gira la viola quel modale pagano

che Dio non vuole, nemmeno il guadagno
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
MERCANTI E SERVI

 
      Lato B 3:
IL FIUME

 
     

Autori: Augusto Daolio, Odoardo Veroli, Giuseppe Carletti
 
Testo:
In casa dei mercanti sembra sempre grande festa
se c'è il maiale gli tagliano la testa,
la casa dei mercanti, nascosta, blindata
dal resto del mondo, protetta isolata.

In casa dei servi si aspetta la festa
ma se non è quel giorno la speranza resta,
la casa dei servi, casa da rifare,
ai primi scossoni, può anche crollare.

La casa dei mercanti è alta su quel monte
la casa dei servi è in basso dopo il ponte.
Ma le paure, scendono giù
entre i sogni, salgono su,
salgono su.
Le figlie dei mercanti, pallide e belle
apron le finestre è normale ci son le stelle,
sembrano felici ma la noia è in agguato
nel loro dorato privilegio incantato.

Le figlie dei servi hanno guance rosse,
soffrono tingono gonne rosse,
leggono romanzi con intrecci rosa,
sognano palazzi e abiti da sposa.
La casa dei mercanti è alta su quel monte
la casa dei servi è¨ in basso dopo il ponte.
Ma le paure, scendono giù
mentre i sogni, salgono su,
salgono su.
Mercanti e servi,
la stessa vita,
sogni o denari,
sabbia fra le dita,
sabbia fra le dita.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Augusto Daolio, Odoardo Veroli, Giuseppe Carletti
 
Testo:
Il fiume riporta olio e catrame,
schiume e tronchi, animali letame,
se l'acqua fosse acqua
che voglia di bere...

Su dimmi, ricordi
quei visi orgogliosi
i tuffi dei pazzi
pi? coraggiosi?

Per grandi pianure
il vento domanda
ma pu? morire un fiume?

Il fiume riporta barche e legni,
ruggine chiodi, pesci e segni
se l'acqua fosse acqua
che voglia di bere...

Su dimmi, ricordi
di voli pi? belli
la voce dell'uomo
dei battelli?

Tra esili canne
il vento domanda
ma pu? morire un fiume?

Il fiume riporta quello che trova
quel che riceve, rigetta e rinnova
se l'acqua fosse acqua
che voglia di bere...

Tramano vendetta
correnti scure
dai gorghi profondi
mortali paure.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A 4:
SALVADOR (15 anni dopo)

 
      Lato A 4:
ROSSO

 
     

Autori: Gisberto Cortesi
 
Testo:
Salvador era un uomo, vissuto da uomo
morto da uomo, con un fucile in mano.
Nelle caserme i generali, brindavano alla vittoria
con bicchieri colmi di sangue, di un popolo in catene.

Da un cielo grigio di piombo
piovevano lacrime di rame,
il Cile piangeva disperato
la sua libert? perduta.

Mille madri desolate, piangevano figli scomparsi
l'amore aveva occhi sbarrati di una ragazza bruna.
Anche le colombe erano diventate falchi,
gli alberi d'ulivo trasformati in croci.

Da un cielo grigio di piombo
piovevano lacrime di rame,
il Cile piangeva disperato
la sua libert? perduta.

Ma un popolo non pu? morire, non si uccidono idee
sopra una tomba senza nome, nasceva la coscienza.
Mentre l'alba dalle Ande rischiara i cieli,
cerca il suo nuovo nido una colomba bianca.

Da un cielo grigio di piombo
piovevano lacrime di rame,
il Cile piangeva disperato
la sua libert? perduta.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Farri
 
Testo:
Nel mese di maggio i papaveri
sono alti e grossi, sono rossi.
rossa e la gonna della mia donna,
rosso rosso rosso e il mio cuore.
rossa e la libertà, rosso e l'amore.



Col rosso ho scritto sul muro,

grande grande.

col rosso ho scritto il nome

della mia amante.

Io ti ho donato una rosa rossa
rosa rossa come rossa la tua bocca rossa,
rosso come il viso infuocato che ho baciato.

Ma è nero, nero il fumo
quando parte un treno,
avvolge la tua libertà. te l'avvolge di nero.

Ma tu chiudi gli occhi con amore e nostalgia
questo è l'unico trucco per non andare via.



Rosso
il tramonto nel maggio caldo
rosso di sera, bel tempo si spera.
rosso
il fuoco, rosso sempre il mio gioco.

Ma è nero, nero il buio
quando cala il sole,
avvolge la tua libertà, te l'avvolge di nero.

Ma tu stringi i pugni con rabbia e fantasia
questo è l'unico trucco, per ritrovar la via.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 5:
SENZA PATRIA

 
      Lato A 5:
I GATTI RANDAGI

 
     

Autori: Augusto Daolio, Odoardo Veroli, Giuseppe Carletti
 
Testo:
Il cavallo capisce che soffrir?
nella ricerca disperata di una vera patria sognata
il cavallo capisce che soffrir?.

Tempi di rapine e lupi, Ghireikhan, Ghireikhan
di destini neri e cupi, Ghireikhan, Ghireikhan
tempi di parole amare, Ghireikhan, Ghireikhan
nessuna icona pu? salvare, Ghireikhan, Ghireikhan.

Ha camminato giorni e notti, Ghireikhan, Ghireikhan
ha attraversato valli e monti, Ghireikhan, Ghireikhan
senza pi? speranze senza patria, Ghireikhan.

Anche l'uomo capisce che soffrir?
lui solo predestinato, l'antico orgoglio gi? ferito,
anche l'uomo capisce che soffrir?.

Non ha sogni n? stivali, Ghireikhan, Ghireikhan
non ha sposa n? anelli, Ghireikhan, Ghireikhan.

Nella notte dei coltelli, Ghireikhan, Ghireikhan
i suoi occhi come folli, Ghireikhan, Ghireikhan.

Ha camminato giorni e notti, Ghireikhan, Ghireikhan
ha attraversato valli e monti, Ghireikhan, Ghireikhan
senza pi? speranze senza patria, Ghireikhan.

Il cavallo capisce che morir?
eroi e vinti, invasi invasori restano solo i delatori,
anche l'uomo capisce che morir?
anche l'uomo capisce che morir?.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Gionata, Rossi
 
Testo:
I gatti più belli sono i gatti randagi.
girano i quartieri di povera gente,
amici sinceri di chi non ha niente,
di chi tutto il giorno non fa che sognare
di notte sui tetti. miagolando alla luna
una carezza gli porta fortuna.
Più felice via se ne andrà.
più felice via se ne andrà.

I gatti più belli sono i gatti randagi,

questo, il bambino già l'ha capito,

uno sguardo un sorriso, una carezza un invito
e amici così si sarà. amici sinceri
perché non si è niente. perché tutto il giorno

non si fa che giocare,
questa carezza gli porta fortuna
più felice via se ne andrà.



I gatti più belli sono i gatti randagi
non hanno doveri, non hanno padroni.

rubando a tutte quelle persone

che sanno odiare ma non sanno amare.
di notte sui tetti miagolando alla luna

una carezza gli porta fortuna.
Più felice via se ne andrà
più felice via se ne andrà.



Siamo un po' tutti dei gatti randagi

ce ne andiamo coi sogni in spalla.
siamo un po' tutti dei buoni da niente.

siamo un po' tutti dei tira a campare.

Noi siamo) quelli che vogliono andare

un solo credo la voglia di amare.

un solo sogno la libertà

un solo sogno la libertà.

 
Fonte: QUI
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Mar Ott 24, 2017 3:44 pm, modificato 2 volte
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I NOMADI - 1991 - GENTE COME NOI (LP 33 GIRI/MC/VHS/CD)

Messaggio  mauro piffero il Mer Ott 11, 2017 4:39 pm

1. TITOLO:
 
1991 - GENTE COME NOI
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: 9031 75361-1 # Data pubblicazione: Anno 1991 # Matrici: 9031 75361-1-L1/9031 75361-1-L2 # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri/ audio CD video /VHS # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2
 
Note: Distribuito da CGD Messaggerie Musicali - Milano
 
 
2. RECENSIONE:
 
Gente come noi è il sedicesimo album dei Nomadi.

Ultimo disco di inediti completato in studio da Augusto Daolio e dal bassista Dante Pergreffi e secondo col chitarrista Cico Falzone e il batterista Daniele Campani, contiene due brani per i quali viene girato un videoclip: Gli aironi neri e Ma noi no.

Musicalmente vicino alle sonorità del precedente Solo Nomadi, il disco rilancia il nome del gruppo dopo anni vissuti ai margini della discografia italiana.

Dammi un bacio (Ligabue Antonio) è un brano dedicato al pittore naïf Antonio Ligabue. Nonostante il titolo in italiano, nell'album è cantata da Augusto in dialetto. Della stessa canzone uscirà nel febbraio del 1992 una versione, Dam un bes (Ligabue Antonio), con titolo in dialetto, ma testo italiano e che sarà lato B di un 45 giri realizzato in occasione della fiera del disco Vinilmania.

Salutami le stelle è il brano presentato dalla band alla commissione del Festival di Sanremo del 1991, che tuttavia non passa la selezione venendo insindacabilmente scartato.

Uno come noi è una canzone che trae origine dalle vicende del giugno di due anni prima consumatesi a Pechino, in piazza Tienanmen.

La data del 21 ottobre 1991 al Teatro Smeraldo di Milano verrà registrata e successivamente messa in commercio sotto forma di VHS intitolata Gente come noi - in concerto all'inizio degli anni '90. Nella prima metà degli anni 2000 esce pure la versione in DVD. Viene suonato tutto l'album ad eccezione di Ma noi no e di Cammina cammina.

Durante la tournée di supporto all'album che continua nel 1992, il 14 maggio, Dante Pergreffi perirà in un incidente d'auto. Al suo posto verrà così chiamata la diciannovenne Elisa Minari.

A distanza di soli cinque mesi, il 7 ottobre, anche il leader carismatico, voce ed immagine della band, Augusto Daolio soccomberà ad un male incurabile.

A questo disco è dedicato il libro "Gente come noi" (2012) scritto dal giornalista Antonio Ranalli ed edito dalla casa editrice No Reply nell'ambito della collana "Tracks" dedicata agli album fondamentali della musica italiana ed internazionale.
 

Fonte: QUI
 
 
3. COVER: GENTE COME NOI (LP oltre a MC, VHS e CD)
 
   
 
   
 

 
 
   
 

 
 

 

 
 
   
 
   
 
 
 
4. TRACK LIST di: ALBUM CONCERTO
 
Lato A Lato B

  • A1 GLI AIRONI NERI
  • A2 IL SERPENTE PIUMATO
  • A3 RICORDATI DI CHICO
  • A4 DAMMI UN BACIO
  • A5 C'E' UN RE
  • A6 SALUTAMI LE STELLE


  • B1 UNO COME NOI
  • B2 MA NOI NO
  • B3 MA CHE FILM LA VITA
  • B4 COLPA DELLA LUNA
  • B5 CAMMINA, CAMMINA
 
 
Lato A 1:
GLI AIRONI NERI

 
      Lato B 1:
UNO COME NOI

 
     

Autori: Augusto Daolio, Giuseppe Carletti, Odoardo Veroli
 
Testo:
Gli aironi neri, attraversano il cielo,
l'inverno bianco, scende dal nord,
l'estate gialla, s'è nascosta nel mare,
il vento freddo sta correndo sui prati.

Ma io e te amica mia, con le mani nelle tasche,
camminiamo sulla strada, e l'estate ancora dentro,
con un sogno di maree e di corpi caldi al sole,
e di voci nella notte, notte chiara.

Tu che conosci il mare, portami via con te,
dove la gente veste solo dei suoi colori,
tu che conosci il mare e il vento suo padrone,
riempi quella vela e rompi quelle onde.

La nebbia grigia, ha riempito le strade,
lampioni persi sulla riva del fiume,
l'estate gialla, c'è rimasta negli occhi,
la pioggia bianca, copre le strade d'argento.

Ma io e te amica mia, con le mani nelle tasche,
camminiamo sulla strada e l'estate ancora dentro,
con un sogno di maree e di corpi caldi al sole,
e di voci nella notte, notte chiara.

Tu che conosci il mare, portami via con te,
dove la notte è chiara e il cielo è più vicino,
tu che conosci il mare e le stelle come guida,
prendi quel timone e insegnami la via.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Gisberto Cortesi
 
Testo:
Con il tuo esile corpo hai fermato un carro armato,
bastava un ordine e saresti stato schiacciato.
Ma per un momento è stato come se tutto il mondo
fosse fermo lì davanti a te, a un piccolo uomo
a un grande uomo, a uno come noi.

Sarebbe facile dire che tu hai sconfitto un'idea,
come se odio e violenza avessero solo quel colore.
Ma sto pensando a tutti quelli che hanno pagato
nel silenzio e nel dolore, perché il carro armato
non s'è fermato, niente ha risparmiato.

Ti voglio dire che né politica, né religione,
danno il diritto di troncare la vita di un uomo.
Che sogna solo una casa una donna un lavoro,
di essere libero e un poco felice in un mondo migliore
fatto di gente, gente come noi.

Con il tuo esile corpo hai fermato un carro armato
bastava un ordine e saresti stato schiacciato.
Ma per un momento è stato come se tutto il mondo
fosse fermo lì davanti a te, a un piccolo uomo
a un grande uomo, a uno come noi.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 2:
IL SERPENTE PIUMATO

 
      Lato B 2:
MA NOI NO

 
     

Autori: Gisberto Cortesi
 
Testo:
Il serpente piumato vola alto nel celo,

nell'aria si espande una dolce nebbia,
parla di fumo di incoscienza e di sogni
e un flauto che suona: quello di Medeghin.

Lo hanno sentito tutti nel mondo, uomini, donne, ragazzi e bambini
seguono ignari quel dolce richiamo
quel sentore di cose antiche e leali.

Ma il serpente piumato ha un altro voto,

quello feroce di un condor spietato,

si butta inesorabile sulla sua preda
e la stritola con artigli d'acciaio.

La nebbia tenebra fin dentro le case
s'insinua subdola nelle coscienze,
risveglia mostri sempre pronti a colpire,

uccide amore e solidarietà.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Augusto Daolio, Giuseppe Carletti, Odoardo Veroli
 
Testo:
Ma noi, ma noi, ma noi
occhi chiusi guai,
bisogna stare attenti,
bisogna stare attenti,
a quello che si vede,
a quello che si sente.

Ma noi, ma noi, ma noi
occhi chiusi mai
lusinghe e vanit?
lusinghe e vanit?
no non sono una realt?
no non sono una realt?

Bambini imparare a tacere,
studenti imparare a imparare,
ragazzi, ragazze imparare a sognare
e da grandi imparare a subire.
Ma no!

Ma noi, ma noi, ma noi no
buoni come il pane,
ma cattivi come un cane,
cattivi come un cane,
se gli fregano il suo pane,
se gli fregano il suo pane.

Ma noi, ma noi, ma noi no
bocca chiusa mai
miserie e ambiguit?,
miserie e ambiguit?,
no non sono una realt?,
no non sono una realt?.

Soldati imparare a sparare,
studenti imparare a marciare,
uomini, donne sognare
e da vecchi imparare a morire.
Morire.
Ma noi no!

Ma noi, ma noi, ma noi no
bocca chiusa mai
ci viene di parlare,
ci viene di parlare,
qualche volta anche urlare,
qualche volta anche urlare.

Ma noi, ma noi, ma noi no
bocca chiusa mai
ci viene di pensare,
ci viene di penare,
qualche volta anche cantare,
qualche volta anche cantare.
Cantare.
Ma noi no!

Noi no! No! No!
Noi Noi No! No!
Noi Noi No!
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 3:
RICORDATI DI CHICO

 
      Lato B 3:
MA CHE FILM LA VITA

 
     

Autori: Gisberto Cortesi
 
Testo:
I signori della morte non vogliono capire,

non si uccide la vita, la memoria resta:
così l'albero cadendo ha sparso i suoi semi
e in ogni angolo del mondo nasceranno foreste.

Ma salvare le foreste vuol dire salvare l'uomo,
perché l'uomo non può vivere tra acciaio e cemento,
non ci sarà mai pace, ma il vero amore finché
l'uomo non imparerà a rispettare la vita.

Per questo l'albero abbattuto non è caduto invano,
cresceranno foreste e una nuova idea del uomo.
Ma lunga sarà la strada e tanti gli alberi abbattuti,
prima che l'idea trionfi senza che nessuno muoia,
forse un giorno uomo e foresta vivranno insieme,

speriamo che quel giorno ci siano ancora.
Se quel giorno arriverà ricordati di un amico, ma proprio svigno se la foresta Ricordati di Chico.
Se quel giorno arriverà ricordati di un amico,
morto per gli indios e la foresta ricordati di cico.

Lai la la la, Lai la la la, Lai la la la, Lai la la la
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Augusto Daolio, Giuseppe Carletti, Odoardo Veroli
 
Testo:
Grazie a mia madre per avermi messo al mondo,
a mio padre semplice e profondo,
grazie agli amici per la loro comprensione,
ai giorni felici della mia generazione,
grazie alle ragazze a tutte le ragazze.

Grazie alla neve bianca ed abbondante,
a quella nebbia densa ed avvolgente,
grazie al tuono, piogge e temporali,
al sole caldo che guarisce tutti mali,
grazie alle stagioni a tutte le stagioni.

Ma che film la vita tutta una tirata
storia infinita a ritmo serrato
da stare senza fiato.
Ma che film la vita tutta una sorpresa
attore, spettatore tra gioia e dolore
tra il buio ed il colore.

Grazie alle mani che mi hanno aiutato,
a queste gambe che mi hanno portato,
grazie alla voce che canta i miei pensieri,
al cuore capace di nuovi desideri,
grazie all'emozioni, a tutte le emozioni.

Ma che film la vita tutta una tirata
storia infinita a ritmo serrato
da stare senza fiato.
Ma che film la vita tutta una sorpresa
attore, spettatore tra gioia e dolore
tra il buio ed il colore.

Ma che film la vita tutta una sorpresa
storia infinita a ritmo serrato
da stare senza fiato.
Ma che film la vita tutta una sorpresa
attore, spettatore tra gioia e dolore
fra il buio ed il colore.
 
Fonte: QUI
 

 
Lato A 4:
DAMMI UN BACIO

 
      Lato B 4:
COLPA DELLA LUNA

 
     

Autori: Augusto Daolio, Giuseppe Carletti, Odoardo Veroli)
 
Testo:
Piatta pianura, umida calura,
pioppi carraie, mosche zanzare,
il sole, scheggia di vetro, taglia le mani, taglia le pietre.


Piatta pianura, con terra dura,
ci vive la serpe, il riccio la volpe,
fugge il matto, occhi di gatto, che ha visto il diavolo.


Ligabue, naso d'aquila,
urla al cielo la sua pena,
Cesarina, per favore, voglio un bacio, dam un bes.

S?,? nuda la sua umanit?,
la sua verit? diversit?,
fugge il matto, occhi di gatto, che ha visto il diavolo.

Piatta pianura, solitudine amara,
il bisogno d'amore, spezza il cuore,
fugge ilo matto, occhi di gatto, che ha visto il diavolo.

Ligabue, grid? la gente,
fa paura? un demente,
? braccato come un cane,
da orme umane.

Laggi? dove cade il sole,
un sogno un giglio,
forse un figlio,
lui Ligabue? la che va,
nessuno lo rivedr?.

Ligabue,
Antonio, Toni.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Augusto Daolio, Giuseppe Carletti, Odoardo Veroli
 
Testo:
Questa notte non è normale,
io ci provo ma non riesco a dormire,
tutto il mondo entra dalla finestra
mille voci nella mia testa.

Colpa della luna, grande luminosa
che ha invaso la stanza rovistando ogni cosa,
colpa delle stelle lucide e vicine
non si riesce a contarle pungono come spine.

Questa notte non è normale,
io ci provo ma non riesco a dormire,
tutto il mondo entra dalla finestra
mille voci nella mia testa.

Venute da lontano con quel treno,
che ha svegliato la notte di un giorno triste,
gli occhi di Silvia, la voglia di vivere,
il sorriso di Bruno, la smania di correre.

Questa notte non è normale,
io ci provo ma non riesco a dormire,
tutto il mondo entra dalla finestra
mille voci nella mia testa.

Ancora le sento quelle voci lontane,
con tanti ricordi e le amicizie più rare,
l'ingenuità di Rinaldo, i gesti le mani,
la dolcezza di Paolo, il suo domani.

Questa notte non è normale,
io ci provo ma non riesco a dormire,
tutto il mondo entra dalla finestra
mille voci nella mia testa.

 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 5:
C'E' UN RE

 
      Lato B 5:
CAMMINA CAMMINA

 
     

Autori: Augusto Daolio, Giuseppe Carletti, Odoardo Veroli)
 
Testo:
Mentre il fucile urla fuoco tutto il giorno
volano avvoltoi nel cielo blu attorno,
avanza il battaglione, brilla il ferro e l'ottone,
e cadono sull'erba mille bravi cittadini.

C'è un re, c'è un re
che non vuol vedere,
c'è un re, c'è un re
che non vuol sapere.

Mentre il cannone lancia lampi nel cielo,
rullano tamburi incalzano zampogne,
insieme nella polvere, sangue e sudore,
e cadono sull'erba mille bravi contadini.

C'è un re, c'è un re
che non vuol vedere,
c'è un re, c'è un re
che non vuol sapere.

C'è un re che dorme rapito dalle rose,
non si sveglia nemmeno quando madri silenziose
unite nel dolore a giovani spose,
gli mostrano un anello con inciso sopra un nome.

C'è un re, c'è un re,
che non scende dal trono,
c'è un re, c'è un re
che non fa nessun dono.

C'è un re, c'è un re
che non scende dal trono,
c'è un re, c'è un re
che non fa l'ultimo dono.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori:Augusto Daolio, Giuseppe Carletti, Odoardo Veroli
 
Testo:
Cammina cammina, quante strade
partire ritornare,
rimangono nel cuore e nella mente.
Cammina Cammina, quante scarpe consumate,
quante strade colorate, commina cammina.
Tante dimenticate, dal ritmo del lavoro,
segnate dalle ruote di antiche età dell'oro.
Vicoli tenebrosi, tra bidoni e fango,
viali peccaminosi, con un passo di tango.
Cammina Cammina, quante scarpe consumate,
quante strade colorate, cammina commina.
Verso ogni direzione, attraversano città,
sorprese da un lampione, poi perse nell'oscurità,
strade sospese, tra terra mare e cielo,
aspre e sinuose, abbracciate dal gelo.
Cammina cammina, quante scarpe consumate,
quante strade colorate, cammina cammina.
Bianche scorciatoie, danzano nei prati,
s'inoltrano nei monti, ricordano passati,
vanno a Ponente, corrono fra il grano,
vanno ad Oriente per perdersi lontano.
Cammina cammina, quante scarpe consumate,
quante strade colorate, cammina cammina.
Vanno verso Nord, disegnano confini
scendono poi a Sud, segnano destini,
rimangono nel cuore, quelle strade sotto il sole,
bello e ritornare, ma andare forse è meglio.
Cammina cammina, quante scarpe consumate,
quante strade colorate, cammina cammina.
 
Fonte: QUI
 
 
Lato A 6:
SALUTAMI LE STELLE


Autori: Augusto Daolio, Odoardo Veroli, Giuseppe Carletti, Piero Milanes
Orchestra: in concerto
 
Testo:
Tu non ci crederai
ma dove vivo non respiro
il posto? inumano
non stringo mai una mano.

Posso vedere quanto? diffidente
ogni giorno il sorriso di questa gente,
posso sentire la violenza di ogni sera
nelle parole di gente che non spera.

Salutami le stelle della tua citt?
e le sole che io porto nel mio cuore,
salutami le piazze della tua citt?
riempile d'amore, ahha ahha.

Tu non ci crederai
ma dove vivo non respiro,
il posto? inumano,
non stringo mai una mano.

Posso pensare quanto e indifferente
nei gesti questa folla clemente,
posso toccare la natura pi? vera
nello sguardo di gente che non spera.

Salutami le stelle della tua citt?
piantaci bandiere d'allegria,
salutami le piazze della tua citt?
e di fantasia.

Salutami le stelle della tua citt?
e le sole che io porto nel mio cuore,
salutami le piazze della tua citt?
riempile d'amore, ahha ahha.
 
Fonte: QUI
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Sab Dic 09, 2017 5:40 pm, modificato 10 volte
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I NOMADI - 1992 - MA NOI NO! (LP 33 GIRI/MC/VHS/CD)

Messaggio  mauro piffero il Mer Ott 11, 2017 6:57 pm

1. TITOLO:
 
1992 - MA NOI NO!
 
# Etichetta: CGD # Catalogo: 4509 90159 # Data pubblicazione: Anno 1992 # Matrici: 4509 90159 - 1L/4509 90159 - 2L # Genere: Pop # Supporto: vinile 33 giri/CD/MC/e VHS # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 30 cm. # Facciate: 2 # Tracce 16
 
Note: Data matrici: 15 Maggio / Disegno di copertina di Augusto Daolio - Foto del retro di copertina di Roberto Serra - Busta interna con i testi delle canzoni / Registrato e mixato da A. Travaglini e Odoardo "Dodo" Veroli negli Studi Maison Blanche, Modena, e Santanna, Castelfranco E. (MO)- Altre registrazioni effettuate presso i teatri Pluto, Fabbrico (RE), e Vittoria, Viadana (MN)
 
 
2. RECENSIONE:
 
Ma noi no! è il diciassettesimo album dei Nomadi, pubblicato il 15 maggio del 1992 dalla CGD East West, l'ultimo album pubblicato con Augusto Daolio che morì pochi mesi dopo, il 7 ottobre, all'età di 45 anni per malattia.

Proprio Daolio è l'unico membro della band di Novellara a comparire su tutte le sedici canzoni della raccolta. Beppe Carletti, Dante Pergreffi, Cico Falzone e Daniele Campani, infatti, suonano esclusivamente i brani I ragazzi dell'olivo, Ma noi no e Gli aironi neri, tratti dai due album precedenti. Il brano Il pilota di Hiroshima, invece, è tratto dall'album del 1985 Ci penserà poi il computer. Ad accompagnare il leader dei Nomadi in tutti gli altri pezzi sono, invece, altri musicisti, ossia Vince Tempera, già collaboratore dei Nomadi negli anni sessanta e settanta, Ellade Bandini, Massimo Luca, Ares Tavolazzi e Maurizio Tirelli[1]. Questo avvenne perché il gruppo, in quello stesso periodo, era impegnato con le registrazioni dell'album Contro.

Sulla copertina appare la dedica che i Nomadi fecero a Dante Pergreffi, bassista del gruppo morto poco prima dell'uscita dell'album: «Sei arrivato al tuo porto, dolce buono sorridente chiaro Dante, Principe Desiderio ora ombra senza età»
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER: MA NOI NO (LP oltre a MC, VHS e CD)
 
   
 
   
 
   
 

 
 

 

 
    
 

 
 
   
 

 
 
4. TRACK LIST di: MA NOI NO
 
 
n.b. = Cliccando sul titolo sarete reindirizzati sia alla canzone che al testo
Clicking on the title you will be redirected both to the song and to the text
 
 
 
da:    


Ultima modifica di mauro piffero il Lun Ott 30, 2017 11:29 pm, modificato 1 volta
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I NOMADI - 1992 - MA CHE FILM LA VITA (Album CD/MC)

Messaggio  mauro piffero il Mer Ott 11, 2017 9:42 pm

1. TITOLO:

1992 - MA CHE FILM LA VITA

* Etichetta: CGD * Catalogo: 4509-91475-2 * Data di pubblicazione: 1992 * Genere: Pop * Supporto: 1 CD Audio * Nr. tracce: 17 * Tipo audio: Stereo * Durata: 66,57 # Supporto: MC

Note: Registrato dal vivo durante il Tour Nomadi 1992 / Formazione: Daniele Campani - batteria; Beppe Carletti - tastiera; Augusto Daolio - voce; Cico Falzone - chitarra; Dante Pergreffi - basso


2. RECENSIONE:

Ma che film la vita: I nostri concerti è un album dal vivo dei Nomadi, diciottesima pubblicazione del gruppo, che ne raccoglie gli ultimi live fatti con Augusto Daolio alla voce.

Si tratta del primo album pubblicato dal gruppo dopo la scomparsa del cantante e, infatti, viene a quest'ultimo dedicato; sul libretto interno al disco si può così leggere la dedica fatta dai Nomadi al loro compagno scomparso:
È difficile, sai, pensarti così lontano da quella volontà solo terrena di credere che il tutto sia spazio, tempo, materia. Sono queste le cose che fanno della vita un gran carcere e l'evasione più dolce rimarrà sempre la tua Ciao, grande Augusto, Maestro di vita, compagno di mille viaggi, l'averti saputo amico ci farà scontare pene meno amare (Beppe, Cico, Daniele, Elisa).

Il tour di supporto all'album Gente come noi, qui documentato, venne interrotto in agosto del 1992, a causa del peggioramento delle condizioni di salute del cantante.
Il live raccoglie brani vecchi e recenti, molti contenuti nel disco Gente come noi uscito l'anno prima. Nel libretto sono contenuti pensieri, frasi, saluti al cantante, che scomparve ad ottobre.
Il disco è considerato commovente da tutti i fan dei Nomadi, perché, nonostante il peggioramento delle condizioni di salute di Augusto Daolio lo stesso continuava a fare concerti con lo stesso entusiasmo di sempre.
 
Fonte: QUI
 
 
3. COVER di: MA CHE FILM LA VITA (CD oltre a MC)
 
   

 
 
   

 
 
 

 
 
4. TRACK LIST di: MA CHE FILM LA VITA
  • 01. Il paese delle favole - 5:05
  • 02. C'è un re - 4:04
  • 03. Ma che film la vita - 4:37
  • 04. Suoni - 3:35
  • 05. Salvador 15 anni dopo - 3:30
  • 06. Ricordati di Cico - 3:59
  • 07. Primavera di Praga - 3:16
  • 08. Mercanti e servi - 4:45
  • 09. L'uomo di Monaco - 4:18
  • 10. Un giorno insieme - 1:35
  • 11. Auschwitz - 6:19
  • 12. Gli aironi neri - 4:42
  • 13. Gordon - 4:07
  • 14. Canzone per un'amica - 4:42
  • 15. Dio è morto - 2:46
  • 16. Io vagabondo (medley con) Tedeum - 8:17

 
TRACK: 1
IL PAESE DELLE FAVOLE

 
      TRACK: 2
C'E' UN RE

 
     

Autori: Beppe Carletti, Romano Rossi
 
Testo:
Peter pan non lotta più
ha venduto il suo pugnale,
Capitan Uncino manda Wendy
a battere sul viale,
l'isola incantata
è già stata lottizzata,
e Alice nelle bottiglie
cerca le sue meraviglie.
Paperino sta in catena
e lavora di gran lena,
Paperina ha compassione
vende baci a Paperone,
Qui quo qua sono andati via
vanno a rischi nell'autonomia
e voi intellettuali
ne avete già discusso
a che serve poi menarla
con la storia del riflusso.
Don Chisciotte non è contento
ma lavora in un mulino a vento,
Alibabà e i quaranta ladroni
hanno già vinto le elezioni,
Hansel e Gretel hanno fondato
una fabbrica di cioccolato,
e Alice nelle bottiglie
cerca le sue meraviglie.
Gli stivali delle sette leghe
pagan bollo e assicurazione,
le scope delle streghe le ha
abbattute l'aviazione,
Pollicino è nella CIA
gli fan far la microspia,
e voi intellettuali
ne avete già discusso
a che serve poi menarla
con la storia del riflusso.
Cenerentola ha una Jaguar
e un vestito molto fine,
ogni volta che c'e' un prince
leva scarpe e mutandine,
la matrigna vecchia arpia
prende i soldi e mette via,
e voi intellettuali
non avete mai discusso
di come torna l'onda
alla fine del riflusso.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Beppe Carletti, Augusto Daolio, Odoardo Veroli
 
Testo:
Mentre il fucile urla fuoco tutto il giorno
volano avvoltoi nel cielo blu attorno,
avanza il battaglione, brilla il ferro e l'ottone,
e cadono sull'erba mille bravi cittadini.

C'è un re, c'è un re
che non vuol vedere,
c'è un re, c'è un re
che non vuol sapere.

Mentre il cannone lancia lampi nel cielo,
rullano tamburi incalzano zampogne,
insieme nella polvere, sangue e sudore,
e cadono sull'erba mille bravi contadini.

C'è un re, c'è un re
che non vuol vedere,
c'è un re, c'è un re
che non vuol sapere.

C'è un re che dorme rapito dalle rose,
non si sveglia nemmeno quando madri silenziose
unite nel dolore a giovani spose,
gli mostrano un anello con inciso sopra un nome.

C'è un re, c'è un re,
che non scende dal trono,
c'è un re, c'è un re
che non fa nessun dono.

C'è un re, c'è un re
che non scende dal trono,
c'è un re, c'è un re
che non fa l'ultimo dono.
 
Fonte: QUI
 

 
TRACK: 3
MA CHE FILM LA VITA

 
      TRACK: 4
SUONI

 
     

Autori: Beppe Carletti, Augusto Daolio, Odoardo Veroli
 
Testo:
Grazie a mia madre per avermi messo al mondo,
a mio padre semplice e profondo,
grazie agli amici per la loro comprensione,
ai giorni felici della mia generazione,
grazie alle ragazze a tutte le ragazze.

Grazie alla neve bianca ed abbondante,
a quella nebbia densa ed avvolgente,
grazie al tuono, piogge e temporali,
al sole caldo che guarisce tutti mali,
grazie alle stagioni a tutte le stagioni.

Ma che film la vita tutta una tirata
storia infinita a ritmo serrato
da stare senza fiato.
Ma che film la vita tutta una sorpresa
attore, spettatore tra gioia e dolore
tra il buio ed il colore.

Grazie alle mani che mi hanno aiutato,
a queste gambe che mi hanno portato,
grazie alla voce che canta i miei pensieri,
al cuore capace di nuovi desideri,
grazie all'emozioni, a tutte le emozioni.

Ma che film la vita tutta una tirata
storia infinita a ritmo serrato
da stare senza fiato.
Ma che film la vita tutta una sorpresa
attore, spettatore tra gioia e dolore
tra il buio ed il colore.

Ma che film la vita tutta una sorpresa
storia infinita a ritmo serrato
da stare senza fiato.
Ma che film la vita tutta una sorpresa
attore, spettatore tra gioia e dolore
fra il buio ed il colore.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Beppe Carletti, Carlo Alberto Contini
 
Testo:
(Premessa: questa canzone non ha parole cantate, è accompagnata da dei "NA-NA-NA"il testo non è mai stato cantato)

Alla fine Lui verrà
il sole oscurerà
e i tuoi occhi accecherà.
Alla fine Lui verrà,
tra suoni apparirà,
suoni che rifiuterai.
Anima ascolta,
un suono uscirà
dalla porta celeste,
un suono di eternità.
Ti verrà dentro gli occhi,
ti verrà dentro il cuore.
Alla fine Lui verrà
il tuo capo abbasserai,
la tua lingua spezzerai.
Alla fine Lui verrà
la sua mano ti porgerà,
ma tu cieco rifiuterai.
Anima vuota
lo specchio getta al vento,
anticipa quei suoni
col suono della tua voce.
Ti verrà dentro gli occhi,
ti verrà dentro il cuore.
Dalla porta celeste,
un suono di eternità.
Ti verrà dentro gli occhi,
ti verrà dentro il cuore.
 
Fonte: QUI
 

 
TRACK: 5
SALVADOR 15 ANNI DOPO

 
      TRACK: 6
RICORDATI DI CICO

 
     

Autori: Gilberto Cortesi
 
Testo:
Salvador era un uomo, vissuto da uomo
Morto da uomo, con un fucile in mano.
Nelle caserme I generali, brindavano alla vittoria
Con bicchieri colmi di sangue, di un popolo in catene.
Da un cielo grigio di piombo
Piovevano lacrime di rame,
Il Cile piangeva disperato
La sua libertà perduta.
Mille madri desolate, piangevano figli scomparsi
L'amore aveva occhi sbarrati di una ragazza bruna.
Anche le colombe erano diventate falchi,
Gli alberi d'ulivo trasformati in croci.
Da un cielo grigio di piombo
Piovevano lacrime di rame,
Il Cile piangeva disperato
La sua libertà perduta.
Ma un popolo non può morire, non si uccidono idee
Sopra una tomba senza nome, nasceva la coscienza.
Mentre l'alba dalle Ande rischiara I cieli,
Cerca il suo nuovo nido una colomba bianca.
Da un cielo grigio di piombo
Piovevano lacrime di rame,
Il Cile piangeva disperato
La sua libertà perduta.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Gilberto Cortesi
 
Testo:
di: Cole Porter
I signori della morte hanno sì,

l'albero più bello è stato abbattuto.

I signori della morte non vogliono capire,

non si uccide la vita, la memoria resta:
così l'albero cadendo ha sparso i suoi semi
e in ogni angolo del mondo nasceranno foreste.

Ma salvare le foreste vuol dire salvare l'uomo,
perché l'uomo non può vivere tra acciaio e cemento,
non ci sarà mai pace, ma il vero amore finché
l'uomo non imparerà a rispettare la vita.

Per questo l'albero abbattuto non è caduto invano,
cresceranno foreste e una nuova idea del uomo.
Ma lunga sarà la strada e tanti gli alberi abbattuti,
prima che l'idea trionfi senza che nessuno muoia,
forse un giorno uomo e foresta vivranno insieme,

speriamo che quel giorno ci siano ancora.
Se quel giorno arriverà ricordati di un amico, ma proprio svigno se la foresta Ricordati di Chico.
Se quel giorno arriverà ricordati di un amico,
morto per gli indios e la foresta ricordati di cico.

Lai la la la, Lai la la la, Lai la la la, Lai la la la
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 7
PRIMAVERA DI PRAGA

 
      TRACK: 8
MERCANTI E SERVI

 
     

Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
Di antichi fasti la piazza vestita
grigia guardava la nuova sua vita:
come ogni giorno la notte arrivava,
frasi consuete sui muri di Praga.

Ma poi la piazza fermò la sua vita
e breve ebbe un grido la folla smarrita
quando la fiamma violenta ed atroce
spezzò gridando ogni suono di voce.

Son come falchi quei carri appostati;
corron parole sui visi arrossati,
corre il dolore bruciando ogni strada
e lancia grida ogni muro di Praga.
Quando la piazza fermò la sua vita
sudava sangue la folla ferita,
quando la fiamma col suo fumo nero
lasciò la terra e si alzò verso il cielo,
quando ciascuno ebbe tinta la mano,
quando quel fumo si sparse lontano
Jan Hus di nuovo sul rogo bruciava
all'orizzonte del cielo di Praga.
Dimmi chi sono quegli uomini lenti
coi pugni stretti e con l'odio fra denti;
dimmi chi sono quegli uomini stanchi
di chinar la testa e di tirare avanti;
dimmi chi era che il corpo portava,
la città intera che lo accompagnava:
la città intera che muta lanciava
una speranza nel cielo di Praga.
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Beppe Carletti, Augusto Daolio, Odoardo Veroli
 
Testo:
In casa dei mercanti sembra sempre grande festa
se c'è il maiale gli tagliano la testa,
la casa dei mercanti, nascosta, blindata
dal resto del mondo, protetta isolata.

In casa dei servi si aspetta la festa
ma se non è quel giorno la speranza resta,
la casa dei servi, casa da rifare,
ai primi scossoni, può anche crollare.

La casa dei mercanti è alta su quel monte
la casa dei servi è in basso dopo il ponte.
Ma le paure, scendono giù
entre i sogni, salgono su,
salgono su.
Le figlie dei mercanti, pallide e belle
apron le finestre è normale ci son le stelle,
sembrano felici ma la noia è in agguato
nel loro dorato privilegio incantato.

Le figlie dei servi hanno guance rosse,
soffrono tingono gonne rosse,
leggono romanzi con intrecci rosa,
sognano palazzi e abiti da sposa.
La casa dei mercanti è alta su quel monte
la casa dei servi èẀ in basso dopo il ponte.
Ma le paure, scendono giù
mentre i sogni, salgono su,
salgono su.
Mercanti e servi,
la stessa vita,
sogni o denari,
sabbia fra le dita,
sabbia fra le dita.
 
Fonte: QUI
 
TRACK: 9
L'UOMO DI MONACO

 
      TRACK: 10
UN GIORNO INSIEME

 
     

Autori: Beppe Carletti, Dennis
 
Testo:
E guardai, scrutai, quel vecchio a Monaco
quel sorriso, quella birra quante cose poi pensai,
la mia mente a una folla di sguardi fissati
dietro a quei fili spinati.
E lo spiai, scrutai, divise immaginai,
di uno che, marci, l'Europa calpest,
la mia mente a una folla di sguardi spietati
fuori da quei fili spinati.
Lo guardai
nel fondo dei suoi occhi
lo fissai
insistendo sempre pi
per vedere se c'era
colpa o, paura
perch, per quale ragione.
E guarda, scrutai, niente poi notai
solo rughe sul viso, dal tempo seminate,
non aveva artigli, tremavan le sue mani
come quelle di mio padre.
Lo guardai...
Ritornai poi, ancora a Monaco
lo cercai, ma ormai, lui non era pi,
la mia mente, quella folla, quelle mani
tra un volo di gabbiani
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Di Francia, Jodice, Depsa
Orchestra: In studio
 
Testo:
E guardai, scrutai, quel vecchio a Monaco
quel sorriso, quella birra quante cose poi pensai,
la mia mente a una folla di sguardi fissati
dietro a quei fili spinati.
E lo spiai, scrutai, divise immaginai,
di uno che, marci, l'Europa calpest,
la mia mente a una folla di sguardi spietati
fuori da quei fili spinati.
Lo guardai
nel fondo dei suoi occhi
lo fissai
insistendo sempre pi
per vedere se c'era
colpa o, paura
perch, per quale ragione.
E guarda, scrutai, niente poi notai
solo rughe sul viso, dal tempo seminate,
non aveva artigli, tremavan le sue mani
come quelle di mio padre.
Lo guardai...
Ritornai poi, ancora a Monaco
lo cercai, ma ormai, lui non era pi,
la mia mente, quella folla, quelle mani
tra un volo di gabbiani
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK:11
AUSCHWITZ

 
      TRACK: 12
GLI AIRONI NERI

 
     

Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
Son morto con altri cento,
son morto ch'ero bambino:
passato per il camino,
e adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz c'era la neve:
il fumo saliva lento
nel freddo giorno d'inverno
e adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz tante persone,
ma un solo grande silenzio;
è strano: non riesco ancora
a sorridere qui nel vento.
Io chiedo come può l'uomo
uccidere un suo fratello,
eppure siamo a milioni
in polvere qui nel vento.
Ancora tuona il cannone,
ancora non è contento
di sangue la belva umana,
e ancora ci porta il vento.
Io chiedo quando sarà
che l'uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare,
e il vento si poserà
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: Beppe Carletti, Augusto Daolio, Odoardo Veroli
 
Testo:
Gli aironi neri, attraversano il cielo,
l'inverno bianco, scende dal nord,
l'estate gialla, s'è nascosta nel mare,
il vento freddo sta correndo sui prati.

Ma io e te amica mia, con le mani nelle tasche,
camminiamo sulla strada, e l'estate ancora dentro,
con un sogno di maree e di corpi caldi al sole,
e di voci nella notte, notte chiara.

Tu che conosci il mare, portami via con te,
dove la gente veste solo dei suoi colori,
tu che conosci il mare e il vento suo padrone,
riempi quella vela e rompi quelle onde.

La nebbia grigia, ha riempito le strade,
lampioni persi sulla riva del fiume,
l'estate gialla, c'è rimasta negli occhi,
la pioggia bianca, copre le strade d'argento.

Ma io e te amica mia, con le mani nelle tasche,
camminiamo sulla strada e l'estate ancora dentro,
con un sogno di maree e di corpi caldi al sole,
e di voci nella notte, notte chiara.

Tu che conosci il mare, portami via con te,
dove la notte è chiara e il cielo è più vicino,
tu che conosci il mare e le stelle come guida,
prendi quel timone e insegnami la via.
 
Fonte: QUI
 
TRACK: 13
GORDON

 
      TRACK: 14
CANZONE PER UN'AMICA

 
     

Autori: Beppe Carletti, Romano Rossi
 
Testo:
Ritorna al tuo pianeta Mongo
torna al tuo sole Gordon
non vagare per universi bui
di una falsa coscienza
non andare nel freddo
di un niente che speranza
più non ha.

Hai staccato il tuo segnale
che ti legava alla Terra
ti sei levato dalla rotta
dell'astronave guida
credi di poter andare da solo
nel vero al di là.

Per i pazzi non c'è più pace
e tu sei pazzo Gordon
dentro il freddo non c'è vita
e tu sei morto Mongo
un fantasma opalescente
maledetto nel ricordo della sua gente
 
Fonte: QUI
 
     
Mansueto De Ponti, Francesco Guccini, Toni Verona
 
Testo:
Lunga e diritta correva la strada
L'auto veloce correva
La dolce estate era già cominciata
Vicino lui sorrideva
Vicino lui sorrideva.

Forte la mano teneva il volante
Forte il motore cantava
Non lo sapevi che c'era la morte
Quel giorno che ti aspettava
Quel giorno che ti aspettava

Non lo sapevi ma cosa hai provato
Quando la strada è impazzita
Quando la macchina è uscita di lato
E sopra un'altra è finita
E sopra un'altra è finita.

Non lo sapevi ma cosa hai sentito
Quando lo schianto ti ha uccisa
Quando anche il cielo di sopra è crollato
Quando la vita è fuggita
Quando la vita è fuggita.

Vorrei sapere a cosa è servito
Vivere, amare, soffrire
Spendere tutti i tuoi giorni passati
Se così presto hai dovuto partire
Se presto hai dovuto partire.

Voglio però ricordarti com'eri
Pensare che ancora vivi
Voglio pensare che ancora mi ascolti
E come allora sorridi
Che come allora sorridi
 
Fonte: QUI
 
 
TRACK: 15
DIO E' MORTO

 
      TRACK: 16
IO VAGABONDO (medely con) TE DEUM

 
     

Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
Ho visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente,
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel mondo che hanno già, dentro alle notti che dal vino son bagnate,
dentro alle stanze da pastiglie trasformate,
lungo alle nuvole di fumo del mondo fatto di città,
essere contro ad ingoiare la nostra stanca civiltà
e un dio che è morto,
ai bordi delle strade dio è morto,
nelle auto prese a rate dio è morto,
nei miti dell' estate dio è morto...

Mi han detto
che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso han mascherato con la fede,
nei miti eterni della patria o dell' eroe
perché è venuto ormai il momento di negare
tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura,
una politica che è solo far carriera,
il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,
l' ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
e un dio che è morto,
nei campi di sterminio dio è morto,
coi miti della razza dio è morto
con gli odi di partito dio è morto...

Ma penso
che questa mia generazione è preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta senza armi,
perché noi tutti ormai sappiamo
che se dio muore è per tre giorni e poi risorge,
in ciò che noi crediamo dio è risorto,
in ciò che noi vogliamo dio è risorto,
nel mondo che faremo dio è risorto...
 
Fonte: QUI
 
     
Autori: testo: Alberto Salerno, Damiano Nino Dattoli; Tedeum di Marc-Antoine Charpentier
 
Testo:
Nomadi
Miscellaneous
Io Vagabondo
Io, un giorno crescerò
e nel cielo della vita volerò;
ma un bimbo che ne sa
sempre azzurra non può essere l'età...
Una notte di settembre mi svegliai,
il vento sulla pelle;
sul mio corpo il chiarore delle stelle,
chissà dov'era casa mia,
e quel bambino che giocava in un cortile...

CORO:
Io, vagabondo che son io,
vagabondo che non sono altro,
ma lassù mi è rimasto Dio...

Sì, la strada è ancora là,
un deserto mi sembrava la città:
ma un bimbo che ne sa,
sempre azzurra non può essere l'età...
Una notte di settembre, me ne andai:
il fuoco di un camino
non è caldo come il sole del mattino;
chissà dov'era casa mia,
e quel bambino che giocava in un cortile...
 
Fonte: QUI
 
 
 


Ultima modifica di mauro piffero il Gio Nov 02, 2017 1:07 pm, modificato 2 volte
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I NOMADI - 1992 - DIO E' MORTOI/DAMMI UN BES (45 GIRI)

Messaggio  mauro piffero il Dom Ott 22, 2017 9:42 pm

1. TITOLO:
 
1989 - I RAGAZZI DELL'OLIVO/I RAGAZZI DELL'OLIVO

# Etichetta: CGD # 0140 15441-7 # Data pubblicazione: Anno 1992 # Matrici: 0140 15441-7 1L/0140 15441-7 2L
# Genere: Pop # Supporto: vinile 45 giri # Tipo audio: Stereo # Dimensioni: 17,5 cm. # Facciate: 2
 
Note: Data matrici: 27 Gennaio / "Dio è morto" è in una registrazione dal vivo del 1987 / Edizione speciale distribuita alla Fiera del Disco da Collezione "Vinilmania" a Milano nel Febbraio del 1992
 
 
2. COVER:
 
   
 
   
 
 
3. TRACK LIST
 
Lato A:
DIO E' MORTO (LIVE)

 
      Lato B:
DAMMI UN BES (Ligabue Antonio)

 
     

Autori: Francesco Guccini
 
Testo:
Ho visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente,
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel mondo che hanno già, dentro alle notti che dal vino son bagnate,
dentro alle stanze da pastiglie trasformate,
lungo alle nuvole di fumo del mondo fatto di città,
essere contro ad ingoiare la nostra stanca civiltà
e un dio che è morto,
ai bordi delle strade dio è morto,
nelle auto prese a rate dio è morto,
nei miti dell' estate dio è morto...

Mi han detto
che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso han mascherato con la fede,
nei miti eterni della patria o dell' eroe
perché è venuto ormai il momento di negare
tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura,
una politica che è solo far carriera,
il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,
l' ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
e un dio che è morto,
nei campi di sterminio dio è morto,
coi miti della razza dio è morto
con gli odi di partito dio è morto...

Ma penso
che questa mia generazione è preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta senza armi,
perché noi tutti ormai sappiamo
che se dio muore è per tre giorni e poi risorge,
in ciò che noi crediamo dio è risorto,
in ciò che noi vogliamo dio è risorto,
nel mondo che faremo dio è risorto...

 
Fonte: QUI
     
Autori: Giuseppe Carletti, Augusto Daolio, Odoardo Veroli
 
Testo:
Piatta pianura, umida calura,
pioppi carraie, mosche zanzare,
il sole, scheggia di vetro, taglia le mani, taglia le pietre.


Piatta pianura, con terra dura,
ci vive la serpe, il riccio la volpe,
fugge il matto, occhi di gatto, che ha visto il diavolo.


Ligabue, naso d'aquila,
urla al cielo la sua pena,
Cesarina, per favore, voglio un bacio, dam un bes.

S?,? nuda la sua umanit?,
la sua verit? diversit?,
fugge il matto, occhi di gatto, che ha visto il diavolo.

Piatta pianura, solitudine amara,
il bisogno d'amore, spezza il cuore,
fugge ilo matto, occhi di gatto, che ha visto il diavolo.

Ligabue, grid? la gente,
fa paura? un demente,
? braccato come un cane,
da orme umane.

Laggi? dove cade il sole,
un sogno un giglio,
forse un figlio,
lui Ligabue? la che va,
nessuno lo rivedr?.

Ligabue,
Antonio, Toni.
 
Fonte: QUI
 
 
 
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