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FESTIVAL DI SANREMO 1954: I CANTANTI - LE CANZONI - I TESTI

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FESTIVAL DI SANREMO 1954: I CANTANTI - LE CANZONI - I TESTI

Messaggio  settenote il Lun Ott 11, 2010 9:46 pm

1954 (4a Edizione)

 
 
Giovedì 28, Venerdì 29, Sabato 30 Gennaio 1954
Direzione artistica: Maestro Giulio Razzi
Presenta: Nunzio Filogamo
Orchestra diretta da: "Orchestra della Canzone" diretta dal maestro Cinico Angelini e dal maestro Alberto Semprini
Organizzazione: Rai e Casinò Municipale di Sanremo
Trasmissione: diretta radiofonica sulla Rete Rossa a partire dalle ore 22.
Totale brani: 20 (La commissione esaminatrice su 310 canzoni ne sceglie sempre 20).
La formula: Vengono presentate 10 canzoni per sera, per i primi due giorni. Al termine di ogni serata i giurati votano e decidono quali sono le 5 canzoni che hanno accesso alla finale e quali vengono eliminate. Durante la terza sera ha luogo la finale.
I giurati erano 320, diversi per ogni serata e così suddivisi: 80 sorteggiati fra il pubblico presente in sala, 240 fra gli abbonati alla Radio.
Ogni canzone viene proposta nella stessa sera in due interpretazioni diverse con due diversi arrangiamenti..

 
 
1. RECENSIONE:
 
Il 1954 fu l’edizione dell’inno alle mamme: Son tutte belle le mamme del mondo, grandi tesori di luce e bontà, che custodiscono un bene profondo, il più sincero dell’umanità. A cantare il motivetto Tutte le mamme, che rientrava nel più classico e casto dei filoni ‘nazional-popolari, furono Gino Latilla e Giorgio Consolini. Al secondo posto Achille Togliani e Katyna Ranieri con Canzone da due soldi; terzi, Gino Latilla e Franco Ricci con E la barca tornò sola.
Le canzoni che entravano in classifica avevano testi semplici e “leggeri”, come d’altronde il gusto del pubblico desiderava. Anche se da alcuni critici il Festival veniva definito “il lacrimatoio nazionale”, Sanremo divenne la manifestazione canora più attesa e famosa della Penisola.
Il settimanale Sorrisi e canzoni, registrava: Dopo la premiazione, i motivi già si sentono nelle vicine sale da ballo. Era l’indizio che il Festival, giunto alla quarta edizione, aveva già raggiunto quella popolarità e quel ruolo che ancora oggi gli consentono di rimanere inossidabile alla temperie del tempo.
Claudio Villa in uno dei suoi celebri acuti.
Quella del 1954 fu l’ultima edizione senza TV: l’anno successivo lo spettacolo sarà ripreso dalle telecamere, che consacreranno un’altra “autorità” della musica leggera: Claudio Villa. Se Nilla Pizzi era stata la ‘regina’, Claudio Villa divenne il ‘reuccio’ della canzone italiana, mettendosi in luce con Buongiorno tristezza.
Come registrava il Corriere della Sera: Un pubblico elegantissimo e attento ha gremito la sala degli spettacoli del Casinò di Sanremo per la serata conclusiva del Festival della canzone italiana che ha visto in gara dieci canzonette prescelte nelle due precedenti eliminatorie. I risultati sono stati resi noti a milioni di ascoltatori in attesa davanti agli apparecchi radio e a mille privilegiati in sala. Era un po’ una contraddizione il vedere mischiate due classi sociali del Paese: i “ricchi” a cui il Casinò si era rivolto per rilanciarsi, e i “poveri”, conquistati da una manifestazione in teoria a loro preclusa sul ‘campo’ ma che furono in realtà i migliori fruitori di quel genere di musica leggera, che seppe conquistare i cuori semplici e non solo.
L’Italia a metà degli anni 50 viveva le mille contraddizioni di una nazione in fieri, condizionata dalla ingombrante presenza della Chiesa, che alla nascita della TV già mandava le sue reiterate proteste per l’apparizione in video di ballerine poco coperte, la qual cosa pareva contravvenire al classico concetto della donna come figura “casta, modesta, pudìca”.
Così scriveva Filippo Ceccarelli: Era la Chiesa che dall’esterno governava la DC, imponendole la sua agenda. Non trascurava nessun aspetto della vita pubblica, dagli asili nido alle classificazioni degli spettacoli (“Adulti con riserva”). L’Italia laica era troppo minoritaria, l’Italia comunista e socialista credeva ancora in Stalin. Le ideologie erano troppo forti: troppo.
Il 1954 era l’anno delle trasmissioni televisive della Rai e della maglia iridata conquistata dal grande Fausto Coppi; ma pure l’anno in cui il “campionissimo” conobbe l’onta di essere messo alla berlina per la sua relazione con la “Dama Bianca”, incarcerata per amore! Era l’Italia che, come un serpente che si morde la coda, procedeva a zig zig verso la modernità.
 
Fonte: QUI
 
 
2. LE CANZONI IN GARA:
 
Ecco la lista, ordinata alfabeticamente, dei brani partecipanti (con artisti, autori e compositori):
# Angeli senza cielo - Vittoria Mongardi & Flo’ Sandon’s – Eros Valladi
# Arriva il direttore - Carla Boni & Gino Latilla e Duo Fasano Quartetto Cetra - P.Fucilli
# Aveva un bavero - Vittoria Mongardi & Duo Fasano con Quartetto Cetra - Ripa V.
# Berta filava - Carla Boni & Duo Fasano e Giorgio Consolini – Fiamminghi, Wilhelm
# Canzone da due soldi - Achille Togliani & Katina Ranieri – Pinchi, Donida
# Canzoni alla sbarra - Gino Latilla e Duo Fasano con Quartetto Cetra - G.D’Anzi
# Cirillino ci - Carla Boni con Duo Fasano - Quartetto Cetra - Rastelli, Mascheroni
# Con te - Achille Togliani e Natalino Otto con Flo’ Sandon’s – Antonio De Curtis
# Donnina sola - Achille Togliani e Natalino Otto – Simoni, Casini
# E la barca tornò sola - Gino Latilla & Duo Fasano e Franco Ricci – M.Ruccione
# Gioia di vivere - Achille Togliani & Gianni Ravera – C. A. Bixio
# Mogliettina - Achille Togliani & Natalino Otto – S.Seracini
# Non è mai troppo tardi - Carla Boni&Flo’ Sandon’s – Dino Olivieri
# Notturno - Vittoria Mongardi & Natalino Otto – Manieri
# Piripicchio e Piripicchia - Gino Latilla & Duo Fasano e Quartetto Cetra - Tarcisio, Fusco
# Rose - Vittoria Mongardi & Katina Ranieri – Biri, Viezzoli
# Sotto l’ombrello - Gino Latilla & Duo Fasano e Katina Ranieri & Giorgio Consolini – Casiroli
# Tutte le mamme - Gino Latilla e Giorgio Consolini – Bestini, Falcocchio
# Una bambina sei tu - Gino Latilla e Natalino Otto – Giorgio Fabor
# Un diario - Carla Boni & Quartetto Cetra – Locatelli, Bergamini


Classifica finale e relativi interpreti:
01) Tutte le mamme - Gino Latilla; Giorgio Consolini


02) Canzone da due soldi - Achille Togliani - katina Ranieri
03) ...E la barca tornò sola -Gino Latilla con Duo Fasano - Franco Ricci


3. TUTTE LE MAMME:

      

Son tutte belle le mamme del mondo
quando un bambino si stringono al cuor.
Son le bellezze di un bene profondo
fatto di sogni, rinunce ed amor.

È tanto bello quel volto di donna
che veglia un bimbo e riposo non ha.
Sembra l'immagine d'una Madonna,
sembra l'immagine della bontà.

E gli anni passano,
i bimbi crescono,
le mamme imbiancano,
ma non sfiorirà la loro beltà.

Son tutte belle le mamme del mondo,
ma sopra tutte più bella tu sei,
tu che m'hai dato il tuo bene profondo
e sei la mamma dei bimbi miei.

E sei la mamma dei bimbi miei!
 
   
 



 
Giorgio Consolini e Gino Latilla, vincitori dedl Festival di Sanremo del 1954 con Tutte le mamme


Ultima modifica di settenote il Sab Nov 10, 2012 6:38 pm, modificato 1 volta
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Re: FESTIVAL DI SANREMO 1954: I CANTANTI - LE CANZONI - I TESTI

Messaggio  settenote il Dom Ott 17, 2010 7:22 pm



Ecco la lista, ordinata alfabeticamente, dei 20 brani partecipanti al
 
4° FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANA.
 
Orchestra della Canzone - diretta dal Maestro Cinico Angelini; - Angelini e Otto Elementi

Tra parentesi gli autori, divisi nell'ordine "paroliere/i - compositore/i" e i relativi interpreti:


- ANGELI SENZA CIELO - Flo Sandon's, Vittoria Mongardi (Eros Valladi)


Risplendon le vetrine illuminate
e grandi e piccoli si fermano a guardar,
le belle bamboline modellate
che ci sorridono e sembrano aspettar,
aspettano due braccia, che facciano da culla,
per far la ninna nanna e per sognar.

Bambole, meravigliose bambole, che i bimbi fan sognar,
capaci di parlar, di dir papà e mammà
come angeli che dal ciel sembrano scendere
a vivere per l'altrui felicità

son bambole, ma son soltanto bambole
che non potranno mai sentirti palpitar l'amore in fondo all'anima
se in un angolo finiran, chi mai piangere le sentirà
sono angeli che nel ciel mai non vivran

son bambole, ma son soltanto bambole
che non potranno mai sentirti palpitar l'amore in fondo all'anima
nel destin che non ha doman chi mai più le ricorderà
sono angeli che giammai il ciel vedrà.



- ARRIVA IL DIRETTORE - Carla Boni & Gino Latilla, Quartetto Cetra (Fucilli)

      

Quando eravamo piccini
la nostra maestrina
con la più gran disciplina
tutti faceva filirar
lei ci metteva in riga
gridando "fate attenzion"
"adesso marcerete cantando questa canzon".

Battiam battiam le mani
arriva il direttor
battiam battiam le mani
all'uomo di valor
gettiamo tulipani
e mazzolin di fior
cantiamo tutti in coro
evviva, evviva
ed una coppa d'oro
doniamo al direttor.

E finalmente a vent'anni
dicemmo è finita
ora ci porta la vita
giorni di felicità
ma presto tutti quanti
dovemmo constatar
che per andare avanti
sempre si deve cantar.

Battiam battiam le mani
arriva il direttor
battiam battiam le mani
all'uomo di valor
gettiamo tulipani
e mazzolin di fior
cantiamo tutti in coro
evviva, evviva
ed una coppa d'oro
doniamo al direttor.

Ma quando ci lamentiamo
sinceri non siamo
forse in segreto sognamo
la parte del direttor
tutti vorremmo in fondo
dal mondo farci applaudir
e la canzone in coro
ci piacerebbe sentir.

All'arbitro noi diciamo
"arriva il direttor"
ed al metropolitano
"arriva il direttor"
al maestro Ferrari diciamo
"arriva il direttor"
ognun di voi domani
potrebbe cantare
"battiam battiam le mani
arriva... arriva...
arriva il direttor!".

   


- AVEVA UN BAVERO - Quartetto Cetra, Vittoria Mongardi & Duo Fasano (Ripa)
 
 
2. RECENSIONE:
 
Nel 1954 il Quartetto Cetra debutta al Festival di Sanremo.

Il gruppo è già celebre grazie alla radio e alla rivista, e naturalmente grazie ai successi ottenuti con le orchestre Kramer, Barzizza, Angelini: 'Il Visconte di Castelfombrone', 'Crapapelada', 'Nella vecchia fattoria', 'Vecchia America'. L'ensemble vocale propone un brano che gli autori, Mario Panzeri e Virgilio Ripa definirono "Racconto popolare". Si tratta di 'Aveva un bavero', interpretata anche da Virgina Morganti con l'accompagnamento del Duo Fasano. Secondo Gianni Borgna ("L'Italia di Sanremo", Mondadori) il pezzo è caratterizzato da "nostalgia e rimpianto per il tempo che fu, per un piccolo mondo antico fatto di sentimenti semplice ma genuini, dove in sere fredde e scure presso il fuoco del camino si raccontavano storie romantiche di amori teneri e appassionati. Sogno di un'Italia più piccola, più provinciale, più vivibile".

Effettivamente nei primi Festival l'Italia del dopoguerra trova spesso di queste canzoni: 'Vecchio tram', 'Vecchie mura', 'Il valzer di Nonna Speranza' (1952), 'Vecchia villa comunale', 'Campanaro' (1953) 'Berta filava' (1954). Il pubblico perciò rievoca volentieri insieme ai Cetra un personaggio appartenente alla storia del secolo precedente, la "bella Gigogìn", protagonista della celeberrima canzone risorgimentale.

La musa ispiratrice ("Gigogìn", ovvero "Teresina"), una fanciulla piuttosto apprezzata nel milanese - si dice che sia stata arrestata per aver cantato canzoni licenziose - era un semplice pretesto. Dietro la sua vicenda si nascondeva tuttavia un invito a combattere contro gli austriaci: il pezzo era stato commissionato a Paolo Giorza nel 1848 dal comandante dei bersaglieri di Lombardia Luciano Manara: "avanti un passo" era un'esortazione affinché i giovani del Lombardo-Veneto superassero il Ticino per dare il loro contributo, e "Teresina" era uno dei nomi con cui i carbonari chiamavano la Lombardia "stufa di mangiar polenta" (allusione al giallo della bandiera austriaca).

Vincitrice del Festival è 'Tutte le mamme', ma 'Aveva un bavero', per quanto esclusa dalle prime tre posizioni, piace molto, anche perché, come fa notare il "Dizionario della Canzone Italiana" (elleu multimedia), "contiene tutti insieme spassionatamente fiaba, romanzo d'appendice, cronache di cantastorie, echi di musiche popolari". Borgna aggiunge che il brano "aveva contagiato praticamente tutti. Dopo averla vivisezionata, analizzata, studiata, alla fine i critici capirono che il suo successo era dovuto al fatto che conteneva tutti gli elementi di una canzone festivaliera. Cioè: in soli tre minuti e al primo impatto restava nell'orecchio e nella mente di chi l'aveva ascoltata".
 
Fonte: QUI
 
 
      

Nella sera fredda e scura
presso il fuoco del camino
quante storie quante fiabe
raccontava il mio nonnino;
la più bella che ricordo
è la storia di un amore
di un amore appassionato
che felice non finì.
Ed il cuore di un poeta
a tal punto intenerì
che la storia di quei tempi
mise in musica così:

Aveva un bavero color zafferano
e la marsina color ciclamino
veniva a piedi da Lodi a Milano
per incontrare la bella Gigogin.
Passeggiando per la via
le cantava mio dolce amor
Gigogin speranza mia
coi tuoi baci mi rubi il cuor.

Ma con altri del paese
in Piemonte fu mandato
e per essere vicino
col suo cuore innamorato
sopra l'acqua di una roggia
che passava per Milano
perché lei lo raccogliesse
ogni dì posava un fior
lei con ansia lo aspettava
sospirando attorno amor
e bagnandolo di pianto
lo stringeva forte al cuor.

Lui saputo che il suo ritorno
finalmente era vicino
sopra l'acqua un fior d'arancio
deponeva un bel mattino;
lei, vedendo e indovinando
la ragione di quel fiore,
per raccoglierlo si spinse
tanto tanto che cascò;
sopra l'acqua, con quel fiore,
verso il mare se ne andò ...
e anche lui, per il dolore,
dal Piemonte non tornò...

Lei lo attese fra le stelle
su nel cielo stringendo un fior
e in un sogno di poesia
si trovarono uniti ancor

   

Finalista al IV Festival di Sanremo del 1954, il primo - ed unico - cui il Quartetto Cetra partecipò, la canzone racconta la tragica storia d'amore della bella Gigogin morta annegata e del fidanzato che, per il dolore, si suicidò. L'idea è quella del "racconto popolare", secondo la definizione degli autori Mario Panzeri e Virgilio Ripa, delle storie che si tramandano nel tempo e non si sa più se sono reali od inventate. Brano di struggente nostalgia, che evoca un mondo antico fatto di sentimenti semplici, di novelle narrate davanti al camino, d'amori lontani di un tempo che fu, quando un innamorato poteva andare a piedi da Lodi a Milano per incontrare la sua bella, "Aveva un bavero" ottenne il consenso del pubblico e della critica.
Fonte: QUI


- BERTA FILAVA - Carla Boni & Duo Fasano,  Giorgio Consolini (Wilhelm-Fiammenghi)

      

Dicono sempre le nonne
e lo ripeton le mamme,
esclameranno le figlie doman
che pensi nella mia giovane età.

Era il tempo in cui Berta filava,
filava, filava ed il cuore sognava.
Oh come sognava!
Oh come sognava!

Ed intanto che Berta aspettava,
aspettava, aspettava, il tempo passava.
Oh come passava!
Cosa succederá!

Se qualcuno, combinazione, bussava giù dal portone,
col cuore che batteva in grande ansietà,
trepidante dalla paura, guardava dalla fessura
dicendo chissà, chissà chi sarà.

Era il tempo in cui Berta filava,
filava, filava ed il cuore sognava.
Oh come sognava!
Quando verrà l'amor!

Nel mondo senza scompiglio
forse si stava assai meglio.
Col lumicino a petrolio ed un fior,
che bello donare un bacio d'amor!

Era il tempo in cui Berta filava,
filava, filava ed il cuore sognava.
Oh come sognava!
Oh come sognava!

Ed intanto che Berta aspettava
aspettava, aspettava, il tempo passava.
Oh come passava!
Cosa succederá!

Se qualcuno, combinazione, bussava giù dal portone,
col cuore che batteva in grande ansietà,
trepidante dalla paura, guardava dalla fessura
dicendo chissà, chissà chi sarà.

Era il tempo in cui Berta filava,
filava, filava ed il cuore sognava.
Oh come sognava!
Quando verrà l'amor!

Era il tempo in cui Berta filava,
filava, filava ed il cuore sognava,
e poi si svegliava
in braccio al grande amor!




- CANZONE DA DUE SOLDI - Achille Togliani,  Katyna Ranieri (Pinchi-Donida)

      

Nelle vecchie strade del quartiere più affollato,
verso mezzogiorno, oppure al tramontar,
una fisarmonica e un violino un pò stonato
capita assai spesso d'ascoltar.

Accompagnano
un cantante d'occasione,
che per poco o niente
canta una canzon.

È una semplice canzone da due soldi
che si canta per le strade dei sobborghi
e risveglia in fondo all'anima i ricordi
d'una dolce e spensierata gioventù.

È una semplice canzone per il cuore,
poche note con le solite parole,
ma c'è sempre chi l'ascolta e si commuove
ripensando al tempo che non torna più.

Si vede aprire piano pian
qualche finestra da lontan,
c'è chi s'affaccia ad ascoltar
e sospirar.

È una semplice canzone da due soldi
che si canta per le strade dei sobborghi,
per chi spera, per chi ama, per chi sogna,
è l'eterna dolce storia dell'amor.

Il suo motivo all'indoman,
seicento orchestre suoneran.
Vestito di mondanità,
ovunque andrà.

Ma la semplice canzone da due soldi
finirà per ritornare dove è nata,
per la strada, su una bocca innamorata
che cantando sogna la felicità.

Canzone da due soldi,
due soldi di felicità.




- CANZONI ALLA SBARRA - Gino Latilla & Duo Fasano, Quartetto Cetra (D'Anzi)

      

Eccoci a San Remo
pieno di emozioni
per il festival delle canzoni:
chissà chi andrà, chi mai lo vincerà..
canzoni, ma che gran calamità..
se vedi una ragazza passeggiare,
se provi desiderio o tentazione,
ormai, non c'è più scampo nel da fare
..e tu scrivi una canzon!
Se brilla il sol o c'è il temporale, se sei felice o ti senti male,
c'è sol un rimedio che non ha l'eguale
..e tu scrivi una canzon!
Il cielo, le stelle, la luna,
il mare, col vento..
son buoni pretesti
per scrivere qualche lamento.
Canzoni da mattino sino a sera,
canzoni di chi spera e si dispera,
è tutto un turbinare di canzoni
che san remo lancerà!!!
Quanta seduzione
c'è in una canzone
quando il ritornello giunge al cuore
Amor tesor.
non senti il mio dolor..
è bella questa sua semplicità!..
Se perdi una battaglia col tuo amore,
e semti di morir di crepacuore,
tu piangi le tue lacrime più amare
..e poi scrivi una canzon!
Se vedi una gardenia o un tulipano,
se vedi un pappagallo o un caimano,
tu trovi un certo sentimento strano
.. e poi scrivi una canzon!
Dottori, pittori, tenori,
cantanti, ed uscieri
in fondo si sentono
tutti un po' canzonieri!
Canzoni da mattino sino a sera,
canzoni di chi spera e si dispera,
è tutto un turbinare di canzoni
che San Remo lancerà!
canzoni, canzoni, canzoni,
a voi la libertà!!!
Font: QUI




- CIRILLINO CI - Carla Boni & Duo Fasano, Quartetto Cetra (Rastelli-Mascheroni)
# Etichetta: CETRA # N.Catalogo: DC 5969 # N.Matrice 53534 # Supporto: vinile 78 giri * Tipo audio: Mono * Dimensioni: 25,4 cm.

      

Il gran cirillo che fu il cirillo di noi cirilli
s'è sviluppato, s'è fidanzato, s'è poi sposato
ed ora è padre di un bel bambino ch'è tutto strilli
cirillino ci, cirillino ci.

Una mattina il bimbo cadde dal seggiolone
un ricciolino spuntò pian piano dal suo testone
prima lui strillò, dopo protestò,
e la sua protesta ben trenta notti durò.

Cirillino ci cirillin, cirillino ci cirillin,
con quel ricciolino sei così carino ma impazzir mi fai notte e dì
cirillino ci cirillin, cirillino ci cirillin,
con la tua mammina, col tuo paparino non si fa così.

Dimmi come stai, dimmi che cos'hai, dimmi cosa vuoi
vuoi la caramella, no, vuoi la balia bella, si,
mi vuoi fare bao, mi vuoi fare ciao, vuoi il biberon
vuoi pigliare moglie, cosa vuoi ancor
cirillino ci cirillin, cirillino ci cirillin,
con quel ricciolino sei così carino cirillino ci.

Si ricercò e si consultò nonno Cirillone
e Cirillone chiamò un dottore, un gran dottore,
che in base al vecchio decreto legge di Cicerone
per cirillo ci sentenziò così

Bisogna farlo cadere ancora dal seggiolone
perchè rientri quel ricciolino nel suo testone
la sentenza un dì poscia si eseguì
mentre il paparino cantava al bimbo così

Cirillini ci cirillin.....................

Tombola di qua, tombola di là, cirillino ci
senza operazione oggi sta benone
vitamina D, vitamina C, lui non sa cos'è
e sul seggiolone lui si sente un re

Cirillino ci cirillin, cirillino ci cirillin
con un sorrisino bacio ogni bambino, cirillino ci.
Font: QUI




- CON TE - Achille Togliani, Flo Sandon's (De Curtis)

      

Sapessi come è dolce amarti amore mio
quello che provo io tu non lo puoi saper
quando ti stringo al petto un fremito mi assale
fino a sentirmi male, un male ch'è un piacer

Vorrei vivere con te, con te, con te tutta la vita
vorrei fremere con te, con te, con te gioia infinita
vorrei perdermi con te, con te, con te nel fuoco ardente
vivere e morir con te, con te, con te.

M'incantano quegli occhi, mi struggono i tuoi baci
se piangi, ridi o taci, sei tanto bella amor
racchiusa nel mio cuore, porto con gelosia
perchè sei tutta mia, unico mio tesor.
Font: QUI




- DONNINA SOLA - Achille Togliani, Natalino Otto (Simoni-Casini)

      

Ti guardo dalla strada ogni mattina,
ti ascolto quando canti a prima sera
fra il vaso della menta e la cedrina
con la dolcezza della capinera.
Ma quando è notte e taci,
ritorna la tristezza...
nell'anima che sogna la tua carezza!
E' tanto bello in due, donnina sola,
percorrere il sentiero della vita,
trovare nella casa addormentata
due braccia che ti stringono così..
Confendere sempre il mio respiro
col palpito più puro del tuo cuor;
ti vorrei dire per questo una parola:
"Vogliamo essere in due, donnina sola?"
Domani forse mi daran coraggio
i primi tocchi dell'Ave Maria,
aspetterò tremante il tuo passaggio
ai piedi del cipresso al crocevia.
Ti parlerà il mio cuore
di questo amore mio,
dicendoti: "son solo,
son solo anch'io.."
La vita è bella in due, donnina sola...
Font: QUI




- E LA BARCA TORNO' SOLA - Franco Ricci, Gino Latilla (Ruccione)

      

E la barca tornò sola.

Erano tre fratelli pescatori
con una mamma bianca
con una barca nera
e co tre cuori ancora da creatura.

Il mare urlana acuto quella sera
e il legno dell'incognita straniera
cercava aiuto in tutto quell'orrore
il rischio era la vita per salvare
la bionda forestiera... chi sarà.

Mare, mare crudele
come puoi cantare nelle notti scure
quando piange il cuore,
mare sei di un amore
soffocarsi in gola
l'ultima speranza
l'ultima parola.

E la barca tornò sola.

Della leggenda dei tre pescatori
resta un mamma bianca
ed una barca nera
che in fondo al molo
a tutti fa paura,
le vele si raccontano tra loro
che la sirena dai capelli d'oro
serba il segreto dei tre pescatori
ma quel segreto chi potrà svelare
se l'onda indifferente viene e va.

E la barca tornò sola.
Font: QUI




- GIOIA DI VIVERE - Achille Togliani, Gianni Ravera (C.A. Bixio)

      

Sei tu
la mia gioia di vivere..
Non credevo alle lagrime,
non credevo all'amor...
Sei
che hai compiuto il miracolo:
nel mio cuor haiu saputo destar
una voglia fremente d'amar
e di cantar..
Se il cuor vuol cantar...lo devoa te!
Se ancora posso amar..lo devo a te!
Chi dice che d'amor si può morir,
la mia gioia di vivere
non potrà mai sentir..
Mi specchio nel tuo sguardo e vedo il ciel,
mi specchio nel tuo volto e vedo il sol..
C'è il sol nel mio cuor..
non puoi lasciarmi nell'ombra, perchè
io ti amo.. e questo amor..lo devo a te!..
Se il cuore vuol cantar.. lo devo a te!
Se ancora posso amar.. lo devo a te!
C'è il sole nel mio cuor..
Quale miracolo hai fatto per me!
Io ti amo..e questo amor..lo devo a te!!!..
Font: QUI

   


- MOGLIETTINA - Achille Togliani, Natalino Otto (Seracini)
# Etichetta: CETRA # N.Catalogo: DC 5968 # N.Matrice 10774 # Supporto: vinile 78 giri * Tipo audio: Mono * Dimensioni: 25,4 cm.

      

In fondo al cuore silenziosa germogliava una canzon
da quando la tua bocca mi baciò
e come petali di rosa le sue note sboccieran
per dirti ciò che il labbro dir non può.
L'incanto di una rosa profumata deliziosa
sei per me, mogliettina
il fascino soave della gemma più preziosa
sei per me, mia piccina
un brivido m'assale nel pensar alla mia vita
senza te, mogliettina
ma il sole del sguardo mi rincora e la speranza
torna in me, mia piccina.
E col passar degli anni il cuore invecchierà
ma il nostro amor, non morirà
se qualche ruga sul mio volto apparirà
il desiderio dei tuoi baci in me vivrà.
L'incanto di una rosa profumata deliziosa
sei per me, mogliettina
il fascino soave della gemma più preziosa
sei per me, mia piccina
e la canzone non avrà mai fine
se il labbro tace il cuor ti parlerà.

L'incanto di una rosa profumata deliziosa
sei per me, mogliettina
il fascino soave della gemma più preziosa
sei per me, mia piccina.
E la canzone non avrà mai fine
se il labbro tace il cuor ti parlerà.
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- NON E' MAI TROPPO TARDI - Carla Boni, Flo Sandon's (Olivieri)
# Etichetta: CETRA # N.Catalogo: DC 5966 # Supporto: vinile 78 giri * Tipo audio: Mono * Dimensioni: 25,4 cm.

      

Vedo che piangi;
io so, questo pianto cos'è!..
Temi sia tardi
per vivere ancora con me!..

Non è mai troppo tardi
per dire sottovoce.
oppure con gli sguardi:
"ti voglio tanto bene!"
Non è mai troppo tardi
per riportare la luce
tra il velo dei ricordi
e sciogliere le nubi
col sole dell'amor!..
Ed ora che mi parli
dei sogni miei perduti,
mi par di ritrovarli
e di ricominciar!..
Le lacrime che piangi
son lacrime d'amore,
cancellano il dolore:
Non è mai troppo tardi
nel dire nel baciarmi:
"ti voglio bene ancor!"

Giorno per giorno,
con l'ansia che non da respir,
ora per ora
sentivo i miei sogni morir!
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- NOTTURNO (PER CHI NON HA NESSUNO) - Natalino Otto, Vittoria Mongardi (Mangieri)

      

Buonanotte a chi non ha, non ha nessuno.
Buonanotte a te che attendi per sognar
Forse un giorno troverai sul tuo cammino
chi al tuo cuore dolcemente parlerà.
Questo canto d'amor l'anima consola
Dormi dormi al tuo cuor l'angelo s'ispiri
Buonanotte a chi non ha, non ha nessuno
Buonanotte a te che attendi ma non speri più
Come le rose son tornate a fiorire
Così l'amore un dì al tuo cuore sorriderà
Buonanotte a chi non ha, non ha nessuno
Buonanotte a te che attendi ma non speri più
Come le rose son tornate a fiorire
Così l'amore un dì al tuo cuore sorriderà.




- PIRIPICCHIO E PIRIPICCHIA - Gino Latilla & Duo Fasano, Quartetto Cetra (Tarciso-Fusco)

      

Piripicchia perchè Piripicchia
non pensi che il tempo che passa c'invecchia
Piripiripì, piripiripà

Piripiripicchio mio bel piripicchio
lo specchio che guardo non dice che invecchio
piripiripì, piripiripà

non senti che c'è nel mio cuore un venticel d'amore
che soffia e risoffia perchè vuol bene solo a te

Piripicchio non correre tanto
per farti contento sorrido e poi canto
Piripiripì, piripiripà

Piripiripicchia, Piripiripicchia, piripiripiripì
Piripiripicchio, Piripiripicchio, piripiripiripà
Piripì, pirippiriripirà

Piripicchia ti prego mia cara
non perdere tempo che scende la sera
Piripiripì, piripiripà

Piripicchio mio caro tesoro
ma lascia che guardi i miei ricciolo d'oro
Piripiripì, piripiripà

Cammina non farmi aspettar la barca è già sul mar
i pesci vedranno baciar però non san parlar

Piripicchio felice mi sento
abbracciami pure che a me piace tanto
Piripiripì, piripiripà

Piripiripicchia, Piripiripicchia, piripiripiripì
Piripiripicchio, Piripiripicchio, piripiripiripà
Piripì, pirippiriripirà.
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- ROSE (OGGI I TEMPI SON CAMBIATI) - Katina Ranieri, Vittoria Mongardi (Biri-Viezzoli)

      

Son tornate a fiorire le rose
nelle dolci carezze del sol
Le farfalle s'inseguon festose
nell'azzurro con trepido vol.
Ma le rose non sono più quelle
che fiorirono un giorno per te.
Queste rose son forse più belle
ma non hanno profumi per me.
Ah, la tua voce gentile,
più non allieta il mio cuore
come le rose d'aprile
le gioie d'amore
son morte per me.
Queste rose baciate dal sole
nel silenzio dei vespri d'or
non sentiron le dolci parole
che il tuo cuore diceva al mio cuor.
Quelle rose non hanno più vita
come i sogni di mia gioventù.
E' un ricordo ogni rosa appassita,
quelle rose non parlano più.
Come le rose d'aprile
le gioie d'amore.
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- SOTTO L'OMBRELLO - Gino Latilla & Duo Fasano, Katyna Ranieri & Giorgio Consolini (Casiroli)

      

Pioveva sulle vie della città
e a casa frettolosa andavi tu
t'offrii l'ombrello e con semplicità
qualcosa dissi, non ricordo più
e tu la dolce offerta, non sapesti rifiutar
e fino al tuo portone, ti lasciasti accompagnar.

E tip e tip e tì com'era bello
com'era bello in due sotto l'ombrello
avevi gli occhi azzurri e sul cappello
un delicato mazzolin di fior.
Ti chiesi allor se il mazzolin di fior
veniva proprio dalla montagna
dicesti "sì, non fatelo bagnar
se mi volete accompagnar".
E tip e tip e tì com'era bello
com'era bello in due sotto l'ombrello
e tip e tip e tì un ritornello
cantavano felici i nostri cuor...
cantavano felici i nostri cuor...

A maggio ci sposammo
e fu così che unimmo per la vita i nostri cuor
ti ricordi amore, quanta emozione...
oh che emozion, corremmo alla stazion
sotto una pioggia di baci e fiori
dicevi "amor su fammi riparar ti prego
sennò il mio velo si può sciupar"

E tip e tip e tì com'era bello
com'era bello in due sotto l'ombrello
e tip e tip e tì un ritornello
cantavano felici i nostri cuor...
cantavano felici i nostri cuor...

Ma dopo dovemmo separarci con gran dolore
(ahh)
un giorno fui chiamato militar
ma dopo un anno ci abbracciammo ancor
(finalmente)
tu m'aspettavi sotto il nevicar
(con che ansia)
stringendo il nostro bimbo sul tuo cuor
l'ombrello apristi ansiosa
dando il bimbo in braccio a me
allora era un frugolino biondo
con gli occhioni come te.

E tip e tip e tì com'era bello
com'era bello in tre sotto l'ombrello
tu sorridevi e il pupo, che monello
giocava con la penna dell'alpin.
Poi come fu (chi si ricorda più)
dopo il maschietto (la femminuccia)
e da quel dì se usciamo a passeggiar
almeno quattro ne puoi contar.

E tip e tip e tì ma è sempre bello
eppure siamo in sei sotto l'ombrello
sei voci ma uno solo il ritornello
la vita è piena di felicità...
la vita è piena di felicità...
E tip e tip e tì tip e tip tà
e tip e tip e tì tip e tip tà.
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- TUTTE LE MAMME - Gino Latilla, Giorgio Consolini (Bertini - Falcocchio)

   



Donne ! Donne ! Donne ! Che l'amore trasformerà.
Mamme ! Mamme ! Mamme ! Questo è il dono che Dio vi fa.
Tra batuffoli e fasce mille sogni nel cuor.
Per un bimbo che nasce quante gioie e dolor.

Mamme ! Mamme ! Mamme ! Quante pene l'amor vi da.
Ieri, oggi, sempre, per voi mamme non c'è pietà.
Ogni vostro bambino, quando un uomo sarà,
verso il proprio destino, senza voi se ne andrà !

Son tutte belle le mamme del mondo
quando un bambino si stringono al cuor.

Son le bellezze di un bene profondo
fatto di sogni, rinunce ed amor.

È tanto bello quel volto di donna
che veglia un bimbo e riposo non ha;
sembra l'immagine d'una Madonna,
sembra l'immagine della bontà.

E gli anni passano, i bimbi crescono,
le mamme imbiancano; ma non sfiorirà la loro beltà !

Son tutte belle le mamme del mondo
grandi tesori di luce e bontà,
che custodiscono un bene profondo,
il più sincero dell'umanità.

Son tutte belle le mamme del mondo ma,
sopra tutte, più bella tu sei;
tu, che m'hai dato il tuo bene profondo
e sei la Mamma dei bimbi miei.
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- UNA BAMBINA SEI TU - Gino Latilla, Natalino Otto (Fabor)

   

Noi siamo il sole e la pioggia,
la primavera e l'inverno:
l'alba che nasce e il tramonto d'un giorno che muor.

Una bambina sei tu
e ti credi già donna.
Non allungare di più
la tua semplice gonna.
Sei innamorata di me
e i tuoi occhi mi implorano:
ma sei piccola,
troppo piccola
per amar.

L'anima bella che ancor non conosce bugia,
lasciala intatta per chi t'amerà più di me.

Una bambina sei tu
e bambina rimani.
Non puoi sciupare così
un radioso domani.
Oggi t'illudi perchè
tutto sembra una favola.
Ma sei piccola
Troppo piccola
sei per me.
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- UN DIARIO - Carla Boni, Quartetto Cetra (Locatelli-Bergamini)

   

Cose di tutti i giorni,
frasi pensate o dette,
tristezze di ritorni,
è scritto tutto quì:
Nomi che non han volto,
ore dimenticate
cancellate rivivono così..
E' questo il mio diario più segreto,
che ho scritto solo in nome dell'amore,
che dice gelosamente
tutte le ambasce e i palpiti di un cuor..
Racconti delle fate,
dolcissimi abbandoni,
passioni naufragate,
speranze di doman..
Racconta di quei baci mai avuti,
di languide carezze mai provate;
un po' di fantasia gettata via..
malinconia di pagine ingiallite,
dove c'è ancor un po' d'amor..

...é questo il mio diario più segreto,
che ho scritto solo in nome dell'amor...
Font: QUI

   




Il presentatore Nunzio Filogamo (al centro) tra i due direttori d’orchestra Cinico Angelini (a sinistra) e Alberto Semprini (fonte "Le Canzoni di Sanremo di Gianni Borgna - Collana I Gulliver - Edizioni Laterza)
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