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FESTIVAL DI SANREMO 2016: I CANTANTI - LE CANZONI - I TESTI

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FESTIVAL DI SANREMO 2016: I CANTANTI - LE CANZONI - I TESTI

Messaggio  settenote il Ven Feb 05, 2016 11:13 am



SANREMO 2016.... ci siamo!

Prima di passare a tutti i dati (tecnici, cantanti, canzoni, etc...), facciamo una carrellata degli eventi che hanno portato a questa edizione:

12 Febbraio 2015 - Giancarlo Leone annuncia che i Giovani di Sanremo 2016 saranno scelti direttamente in tv.
Pippo Baudo lo fece già venti anni fa.

Fonte: QUI
15 Febbraio 2015 - Sanremo 2016, Conti bis? Carlo in dubbio: "Difficile per me ripetere questi numeri"
Carlo Conti conduttore di Sanremo 2016: alla vigilia della finalissima del Festival 2015 si pensa al prossimo anno.

Fonte: QUI
17 Febbraio 2015 - Una modesta proposta.... per un Festival di Sanremo nuovo, moderno (il pezzo è da considerarsi un laboratorio di idee, sono ben accetti interventi di qualsiasi natura).

Fonte: QUI
17 Febbraio 2015 - Conti propone Frizzi o Clerici: punta alla 'strategia Bonolis'?
Il conduttore dice no alle pressioni del direttore di Rai 1 Giancarlo Leone e propone delle 'alternative'.

Fonte: QUI
5 Aprile 2015 - Carlo Conti all'Arena: "Sanremo 2016? Vediamo...". Si può fare?
Crescono le chance di un Conti bis a Sanremo 2016?

Fonte: QUI
26 maggio 2015 - Conti e De Filippi a Sanremo 2016? Leone maschera i flop di Rai1 col fair play.
L'apertura della Rai a Maria De Filippi, in coppia con Carlo Conti al Premio tv (prima che a Sanremo?) è solo una tattica ben congegnata?

Fonte: QUI
8 giugno 2015 - Carlo Conti verso Sanremo 2016, ma in che ruolo?
Sembra che Carlo abbia sciolto le riserve sulla conduzione del prossimo Festival di Sanremo

Fonte: QUI
16 giugno 2015 - Rai offre a Carlo Conti direzione artistica di Sanremo 2016 e 2017?
La nuova indiscrezione sul Festival di Sanremo

Fonte: QUI
9 giugno 2015 - Carlo Conti verso Sanremo 2016, ma in che ruolo?
Sembra che Carlo abbia sciolto le riserve sulla conduzione del prossimo Festival di Sanremo

Fonte: QUI
16 giugno 2015 - Rai offre a Carlo Conti direzione artistica di Sanremo 2016 e 2017?
La nuova indiscrezione sul Festival di Sanremo

Fonte: QUI
23 giugno 2015 - Torna Carlo Conti.
Carlo Conti resta a Sanremo: condurrà il Festival 2016 e sarà direttore artistico anche dell'edizione 2017.

Fonte: QUI
11 agosto 2015 - Carrlo Conti: "Sogno Bocelli e Julia Roberts ospiti. Cantanti in gara? Vorrei Emma, Arisa e Fibra"

Fonte: QUI
6 settembre 2015 - Le selezioni per i Giovani al via. Da novembre 2015 in tv?
Al via le selezioni per Sanremo Giovani 2016: ecco come partecipare. Le vedremo sulle reti Rai a novembre, come promesso da Giancarlo Leone?

Fonte: QUI
13 ottobre 2015 - Festival di Sanremo 2016 dal 9 al 13 febbraio.
Si inizia martedì 9, si finisce sabato 13 febbraio 2016.

Fonte: QUI
14 ottobre 2015 - Chiambretti, Federico Russo, Andrea Delogu, Giovanni Allevi nella commissione per i Giovani.
Ecco chi compone la commissione musicale che sceglierà le Nuove Proposte di Sanremo 2016.

Fonte: QUI
19 ottobre 2015 - Il regolamento: i Campioni saranno 18 (5 eliminazioni e un ripescaggio), nessuna novità per le Nuove Proposte.
Il regolamento della seconda edizione condotta da Carlo Conti.

Fonte: QUI
20 ottobre 2015 - Fiorello: "Torno in tv e sarà l'ultimo show della mia carriera".
"Sanremo? Quest'anno ho altri impegni, ma ci andrei anche gratis e senza avvisare nessuno": parla Fiorello.

Fonte: QUI
22 ottobre 2015 - Carlo Conti: "Fiorello non credo venga. Pink Floyd sogno irraggiungibile".
Carlo Conti non si sbilancia sugli ospiti.

Fonte: QUI
27 novembre 2015 - Sanremo Giovani su Rai1 il 27 novembre, Conti: "Ospite Leonardo Pieraccioni" e annuncia anche "un ospite internazionale" per la serata nella quale saranno scelte le Nuove Proposte di Sanremo 2016.

Fonte: QUI
27 novembre 2015 - Sanremo Giovani, gli otto Finalisti e il Live della serata.
A Sanremo Giovani le Nuove Proposte del Festival 2016 sono comunicate, per la prima volta, in Diretta su Rai1 in prima serata.

Fonte: QUI
17 novembre 2015 - Carlo Conti: "I Big saranno 20, il Festival sarà 'tale e quale' a quello del 2015".
I Big saranno venti e non più diciotto, parola di Carlo Conti.

Fonte: QUI
28 novembre 2015 - Nuove Proposte.
Sanremo Giovani 2016, ecco le sei Nuove Proposte e i due vincitori di Area Sanremo.

Fonte: QUI
28 novembre 2015 - Cambia il regolamento: 20 canzoni, televoto aperto dal venerdì al sabato sera.
La Finale del Festival di Sanremo 2016 si aprirà col ballottaggio tra cinque cantanti e la chiusura del televoto aperto il venerdì.

Fonte: QUI
1 dicembre 2015 - I cantanti: le anticipazioni.
Sanremo 2016, nuove indiscrezioni sui cantanti in gara.

Fonte: QUI
10 dicembre 2015 - Vallette: Virginia Raffaele con Sabrina Ferilli e Monica Bellucci?
Sono Virginia Raffaele, Sabrina Ferilli e Monica Bellucci le co-conduttrici di Sanremo 2016?

Fonte: QUI
13 dicembre 2015 - Il DopoFestival torna in tv: Chiambretti alla conduzione?
Il DopoFestival tornerà di nuovo in onda dal 2016, al margine di ogni puntata di Sanremo: lo hanno ufficializzato Carlo Conti e Giancarlo Leone in conferenza stampa.

Fonte: QUI
13 dicembre 2015 - Cantanti in gara: Morgan, Elio, Noemi, Arisa, Scanu, Dear Jack, Patty Pravo e Iurato tra i Big.
Sanremo 2016, i 20 Big in gara annunciati da Carlo Conti in diretta su Rai.

Fonte: QUI
13 dicembre 2015 - Anna Tatangelo co-conduttrice?
Sanremo 2016 potrebbe avere Anna Tatangelo come co-conduttrice.

Fonte: QUI
28 dicembre 2015 - Laura Chiatti valletta? "Non ho ricevuto proposte".
"Sanremo vale come un film di Woody Allen": parla Laura Chiatti, papabile valletta dell'edizione 2016 condotta da Carlo Conti.

Fonte: QUI
13 dicembre 2015 - Anna Tatangelo co-conduttrice?
Sanremo 2016 potrebbe avere Anna Tatangelo come co-conduttrice.

Fonte: QUI
28 dicembre 2015 - Laura Chiatti valletta? "Non ho ricevuto proposte".
"Sanremo vale come un film di Woody Allen": parla Laura Chiatti, papabile valletta dell'edizione 2016 condotta da Carlo Conti.

Fonte: QUI
8 gennaio 2016 - Sanremo 2016 e il valzer delle vallette (comiche e co-conduttrici).
Le due vallette e la spalla comica di Carlo Conti al Festival di Sanremo 2016.

Fonte: QUI
9 gennaio 2016 - Madalina Ghenea sul palco del Festival di Sanremo con Carlo Conti.
Ecco il nome della modella che affiancherà Carlo Conti sul palco dell'Ariston.

Fonte: QUI
12 gennaio 2016 - Gabriel Garko valletto di Carlo Conti: "All'Ariston sarò me stesso".
Gabriel Garko co-conduttore di Sanremo 2016: la conferma nella conferenza stampa di presentazione della 66esima edizione del Festival.

Fonte: QUI
12 gennaio 2016 - Madalina Ghenea: "Grazie Italia, mi hai dato lavoro".
Madalina Ghenea conduttrice di Sanremo 2016 con Carlo Conti, Gabriel Garko e Virginia Raffaele: le prime dichiarazioni alla stampa.

Fonte: QUI
12 gennaio 2016 - #TuttiCantanoSanremo, spot e campagna social
I promo di Sanremo 2016 in tv.

Fonte: QUI
15 gennaio 2016 - Checco Zalone: "No a Sanremo come ospite".
"Sanremo? Sono soldi pubblici, ti massacrano". Non ci sarà Checco Zalone.

Fonte: QUI
29 gennaio 2016 - La scenografia: sboccia un fiore all'Ariston (foto ufficiali).
La scenografia del Festival di Sanremo 2016 richiama lo sbocciare di un fiore ed è firmata da Riccardo Bocchini.

Fonte: QUI
2 febbraio 2016 - Canzoni in gara: i testi.
Canzoni Sanremo 2016: i testi. Non solo: le abbiamo sentite in anteprima-stampa, i nostri giudizi..

Fonte: QUI
2 febbraio 2016 - Ospiti: Nicole Kidman e Roberto Bolle ci saranno.
Sanremo 2016, tutti gli ospiti: Nicole Kidman e Roberto Bolle si aggiungono a Laura Pausini, Pooh, Renato Zero, Eros Ramazzotti, Elisa, Elton John, Ellie Goulding e Maitre Gims.

Fonte: QUI
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Re: FESTIVAL DI SANREMO 2016: I CANTANTI - LE CANZONI - I TESTI

Messaggio  settenote il Lun Feb 08, 2016 3:56 pm



2016 (66a Edizione)

Il sessantaseiesimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo si svolgerà al Teatro Ariston di Sanremo dal 9 al 13 febbraio 2016.

Sede della manifestazione: Sede della manifestazione, il Salone delle Feste del Casinò. Organizzatore: Comune di Sanremo.
Direzione artistica: Carlo Conti.
Presenta: Per la seconda volta consecutiva, Carlo Conti nella doppia veste di presentatore e direttore artistico. Nell'occasione sarà affiancato dall'attore Gabriel Garko, dalla comica Virginia Raffaele e dalla modella e attrice Mădălina Diana Ghenea.
Anche regia e scenografia sono affidate, per il secondo anno consecutivo, rispettivamente a Maurizio Pagnussat e Riccardo Bocchini.
Trasmissione: TV: Rai 1, Rai HD, Eurovisione, Rai Italia - Radio: Rai Radio 2, Radio Italia, RTL 102.5.
Canzoni in gara e cantanti: I cantanti partecipanti sono divisi in due sezioni: Campioni (composta da 20 artisti) e Nuove Proposte (composta da 8 artisti).
Come già accaduto l'anno precedente, il vincitore della sezione Campioni otterrà il diritto di rappresentare l'Italia all'Eurovision Song Contest 2016, salvo rinuncia.
La formula: I 20 Campioni propongono una nuova canzone a testa. Alla serata finale accedono solo sedici Campioni, le prime quindici e la ripescata tra le ultime cinque.
  • Nella prima serata: si esibiscono dieci campioni che vengono votati dal televoto (telefonia fissa, telefonia mobile e web) e dalla giuria della sala stampa (50% di peso per entrambi).
  • Nella seconda serata: si esibiscono dieci campioni che vengono votati dal televoto e dalla giuria della sala stampa (50% di peso per entrambi); si esibiscono le prime quattro nuove proposte, in due coppie a "sfida diretta", e i due vincitori accedono alla finale (quarta serata). A fine serata viene compilata la classifica congiunta dei campioni e avrà il 50% del peso sulla classifica per accedere alla serata finale.
  • Nella terza serata: i campioni cantano 20 cover dividendo il palco con ospiti italiani e internazionali (le canzoni sono valutate dal televoto e dalla giuria e la migliore vince un premio); si esibiscono le quattro nuove proposte in coppia e i due vincitori accedono alla finale (quarta serata).
  • Nella quarta serata: i venti campioni cantano le loro canzoni votati dal televoto (40% del peso), dalla giuria di esperti (30%) e dalla giuria demoscopica (30%). La media ponderata tra le percentuali della prima esibizione (prima e seconda serata) e della seconda esibizione (quarta serata) dà luogo alla classifica totale. Le quindici canzoni più votate vanno direttamente in finale, mentre le ultime cinque si sfidano al ripescaggio per conquistare l'ultimo posto disponibile. Finale nuove proposte: i quattro finalisti si sfidano in confronti diretti, votati dal pubblico attraverso il televoto (40%), dagli esperti (30%), e dalla demoscopica (30%). Le due canzoni che vincono si sfideranno nel confronto diretto decisivo. Chi si aggiudica la sfida diventa il vincitore della sezione Nuove proposte.
  • Nella quinta serata: i sedici campioni rimasti in gara vengono votati da zero (le votazioni precedenti vengono azzerate) dal televoto (40%), dalla giuria di esperti (30%) e dalla giuria demoscopica (30%). I tre big più votati accedono alla finale e si esibiscono nuovamente. Le canzoni vengono votate nuovamente da zero (votazioni precedenti azzerate) attraverso il televoto (40%), esperti (30%) e demoscopica (30%). L'artista con la percentuale di voto complessiva più elevata viene proclamata vincitrice della sezione Campioni e ha diritto a partecipare all'Eurovision Song Contest 2016.
 
Fonte: QUI e QUI
 
 
1. IL PROGRAMMA DELLE CINQUE SERATE:
 
Ci siamo, tra pochi giorni il sipario del Teatro Ariston di Sanremo si rialzerà per dare il via alla 66ma edizione del Festival della Canzone Italiana. La kermesse, guidata quest'anno, per la seconda volta consecutiva, da Carlo Conti affiancato dai co-conduttori Gabriel Garko, Madalina Ghenea e Virginia Raffaele, si articolerà in cinque serate a partire da martedì 9 febbraio. Ecco, serata per serata, cosa ci aspetta quest'anno:
Nella PRIMA SERATA di martedì 9 febbraio assisteremo all'esecuzione di 10 canzoni dei "Campioni" e alla loro votazione con il sistema misto che combina insieme le preferenze espresse dal televoto e dalla Giuria della Sala Stampa;

Il Festival entrerà nel vivo nella SECONDA SERATA, in onda mercoledì 10 febbraio, dove ascolteremo le restanti 10 canzoni eseguite dai "Campioni" e le prime 4 canzoni della sezione "Nuove Proposte". I 4 artisti si esibiranno, come già visto lo scorso anno, con la modalità della sfida diretta ovvero a gruppi di 2. Dopo ogni sfida sarà il sistema misto Televoto/Sala Stampa a scegliere il cantante (o il gruppo) che passerà alla finale di venerdì 12. Per quanto riguarda i Campioni, invece, a fine serata sarà stilata una prima classifica delle 20 canzoni presentate durante le prime due puntate;

La TERZA SERATA di giovedì 11 febbraio, come per la scorsa edizione, è dedicata alle cover che saranno eseguite dai Campioni (qui la lista dei brani). I brani saranno sottoposti alla votazione mista di televoto e Sala Stampa. Alla cover più votata sarà assegnato un premio. Ascolteremo, inoltre, le restanti 4 canzoni della sezione "Nuove Proposte" e sempre con il sistema della sfida diretta saranno scelte altre due canzoni che accederanno alla finale;

Nella QUARTA SERATA di venerdì 12 febbraio ascolteremo tutte e 20 le canzoni dei "Campioni" già eseguite nelle prime due serate ma, a differenza di quanto avvenuto precedentemente, la votazione terrà conto, oltre che delle preferenze espresse dal televoto e dalla Sala Stampa, anche dei voti che arriveranno dalla Giuria Demoscopica. La media ponderata tra le percentuali di voto ottenute dalle canzoni nella quarta serata e le percentuali di voto risultanti dalla classifica stilata al termine della seconda serata risulterà in una nuova classifica che determinerà l'esclusione delle ultime cinque canzoni. Una delle cinque canzoni eliminate sarà, però, riammessa alla gara grazie ad un ripescaggio che avverrà tramite televoto. Riascolteremo, inoltre, le quattro canzoni delle "Nuove Proposte" selezionate nella seconda e terza serata: i brani saranno sottoposti alla votazione mista di televoto, Sala Stampa e Giuria Demoscopica. La canzone che risulterà avere la percentuale di voto complessiva più alta sarà proclamata vincitrice della Sezione Nuove Proposte;

Nella SERATA FINALE del Festival di sabato 13 febbraio scopriremo quale delle cinque canzoni eliminate dei "Campioni" sarà ripescata. Ascolteremo poi tutte e 16 le canzoni rimaste in gara: i brani saranno sottoposti di nuovo al giudizio di televoto, Sala Stampa e Giuria Demoscopica. Dopo le esecuzioni, le tre canzoni più votate saranno riproposte e rivotate sempre con il sistema misto: da questa votazione scaturirà la classifica finale del Festival.
 
Fonte: QUI
 
 
2. DOPOFESTIVAL:

Svelato il cast artistico del Dopofestival durante il programma “Quelli che il calcio”, su Rai2.

Carlo Conti, il direttore artistico del 66° Festival della Canzone Italiana di Sanremo, ha comunicato ufficialmente la squadra di conduttori del Dopofestival che ritorna in diretta su Rai1 per quattro serate, dal 9 al 12 febbraio, subito dopo la conclusione di ogni serata della Kermesse canora.

A tenere in mano le redini degli appuntamenti dedicati agli approfondimenti del Festival saranno Nicola Savino e Gialappa's con la partecipazione di Max Giusti.

"È stato fortemente voluto il ritorno del Dopofestival dopo otto anni, e sono felice che a condurlo sarà una squadra affiatata, formata dalla Gialappa's, che per la prima volta lo commenterà in video, dopo averlo fatto tante volte in radio e da un amico come Nicola Savino, collega due volte: come conduttore e deejay, visto che arriva come me dal mondo della radio. Sarà un Dopofestival certamente ironico e divertente, ma, per le doti di chi lo condurrà, anche competente dal punto di vista musicale".
 
Fonte: QUI
 
 
3. I CANTANTI IN GARA:
 
NUOVE PROPOSTE:
Nella serata del 27 novembre 2015 su Rai 1, è andata in onda la kermesse denominata #SG - Sanremo Giovani, in cui una giuria di esperti guidata dal direttore artistico Carlo Conti e composta da Piero Chiambretti, Rosita Celentano, Giovanni Allevi, Federico Russo, Carolina Di Domenico e Andrea Delogu ha selezionato i sei nuovi talenti che a febbraio sul palco dell'Ariston, insieme ai due concorrenti provenienti da Area Sanremo (Miele e Mahmood), si sfideranno per il leone d'argento di Sanremo ed ottenere quindi la vittoria del Festival di Sanremo 2016 per la sezione delle Nuove Proposte.



- CECILE -
 
N.E.G.R.A.

 
(Autori: Lorenzo Lombardi Dallamano)
 
TESTO:
In un mondo che si muove più lentamente della gente che lo abita
Cecile, Rafé,
se ti togli i paraocchi la visuale l’ampli
che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti (sarà perché qualcosa in lei mi fa paura )
se ti togli i paraocchi la visuale
 l’ampli
che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti
A te che guardi il mio colore come fossi extraterrestre
alla mamma che mi nota e stringe i figli a sé.
A chi all’asilo mi faceva già strane domande
come ad esempio che colore avessi il sangue.
A chi commenta di nascosto e crede non lo senta
:
“non ho niente contro ma c’è troppo differenza”.
A chi ha la Barbie con la pelle bianca dai sessanta
La mia io l’ho aspettata sino al 1980.
C’è chi si vanta di ideali dove negri ed omosessuali
indifferentemente sono tutti uguali,
cioè diversi e in quanto tali
sono da trattare differentemente dai normali 
e questo fa paura.
Chiudo bocca e occhi nella notte oscura
e hai paura
 perchè sono troppo scura “troppo scura”
mi consideri soltanto per un’avventura
ma non consideri la mia natura perchè sono

N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a
ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
vado bene anche se sono
N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a
ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
non te ne frega più
N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a
ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda vado bene anche se sono
N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a
ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
non te ne fotte più
se ti togli i paraocchi la visuale l’ampli
che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti (sarà perché qualcosa in lei mi fa paura)
se ti togli i paraocchi la visuale
 l’ampli
che i mostri ce li hai dentro e non ce li hai davanti.
mi inviti a cena ma soltanto se mi paghi
alla fermata ti sorrido e non mi caghi
è da una vita che combatto contro i vecchi
nemmeno Harry Potter vince contro questi maghi
dell’ignoranza pieni di ignoranza
conta l’apparenza
però in fondo manca la sostanza 
quanta indifferenza
e piango sola dentro alla mia stanza
non preoccuparti della n.e.g.r.a. quando è triste prende danza
luoghi comuni deleteri ancora più tristi dei cimiteri
una bambina che sembra ieri ancora credevo nei desideri
già percepivo disagi reali e seri
e chi li creava eri sempre tu
altro che Balotelli, altro che?

N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a
 ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda vado bene anche se sono
N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
non te ne frega più
N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a 
ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda vado bene anche se sono
N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
 non te ne fotte più
N.e.g.r.a, N.e.g.r.a, N.e.g.r.a ma quando mi vedi nuda, nuda, nuda
non te ne fotte più
 
Fonte: QUI

 
Autori: Chiara Dello Iacovo
 
TESTO:
È tutto sterile ed asettico
dentro a questo imballaggio plastico
dove le bombole di ossigeno
son razionate più del merito
non basta un bel discorso
per ritenerti assolto
non basta un documento per assumere un’identità
è tutto stabile e meccaninico
dentro a questo ingranaggio cosmico
che lo ritrovo tra le costole
a controllare ogni mio battito
 non trovo un percorso
che mi stia bene addosso
ed in realtà io non lo so se ne ho davvero bisogno
me l’hai messo soltamente tu
intro-dentro verso giusto opposto
ma quando ti ricapita di stare zitto
e smetterla di prendere opinioni in affitto
intro-verso così mi riconosco in me e senza doverlo dimostrare
senza doverlo dimostrare a te 
sono rinchiusa dentro al cellophan
con le mie valvole che scoppiano
e la pressione tesa al massimo
comprime il mio pensiero critico
non serve proprio a niente
giocare sotto banco
ma non sei ancora stanco
di dover svendere la tua integrità
intro-dentro verso giusto opposto
ma quando ti ricapita di stare zitto
 e smetterla di prendere opinioni in affitto
intro-verso così mi riconosco in me e senza doverlo dimostrare
senza doverlo dimostrare
senza doverlo dimostrare
intro-verso, non c’è giusto opposto
ma quando ti ricapita di stare zitto 
e smetterla di prendere opinioni in affitto
intro-verso così mi riconosco in me e senza doverlo dimostrare a te
 
Fonte: QUI


- CHIARA DELLO JACOVO -
 
INTROVERSO


- ERMAL META -
 
ODIO LE FAVOLE

 
Autori: Ermal Meta
 
TESTO:
Ti ricordi quand’eri bambino
con i sogni legati al cuscino
ti ricordi quand’eri capace
di sentirti con poco felice
e da un gesto del tutto banale
imparavi che volto avesse
l’amore.

Ti ricordi le notti a parlare
e a incollare la luna nel cielo
con un dito poi farla sparire
come una sposa dietro al suo velo
di sudore, di lacrime o mare
ci sembrava la cura di tutto
il sale.

Per stare bene penso a te
per stare male penso a te e me.

Il futuro era bellissimo per noi
ti volevo bene e forse anche di più
fuoco che non brucia non si spegne mai
ti manco, non lo so
mi manchi e non lo sai.

Scorre un fiume e assomiglia alla vita
e la nostra sembrava in salita
non è vero, era solo paura
di affrontare la parte più dura
ma per quanto difficile sia
l’ordinario con te diventava
magia.

Il futuro era bellissimo per noi
ti volevo bene e forse anche di più
fuoco che non brucia non si spegne mai
ti manco, non lo so
mi manchi e non lo sai
Io ti voglio ancora bene e pure tu
cuore che si stringe non tradisce mai
e non ricordo come mai non ci sei più
ti manco, non lo so
mi manchi e non lo sai.

Odio le favole
e il gran finale perché
quello che conta è
qualcosa per cui una fine non c’è
non ci credere
se ti dicono che
passerà da se
mi manchi e non lo sai.

Il futuro era bellissimo per noi
io ti voglio ancora bene e pure tu me ne vuoi
sii felice e non dimenticarmi mai
ti manco, non lo so
mi manchi e non lo sai.

Mi hai strappato l’amore di bocca
ma ogni tanto una stronza ci tocca.
 
Fonte: QUI

 
Autori: Fabio Ilacqua, Francesco Gabbani
 
TESTO:
Alla porta i barbari, nascondi provviste e spiccioli
sotto la coda, sotto la coda, sotto la coda.
E i trafficanti d’organi, e le razzie dei vandali
sono di moda, sono di moda, sono di moda.

Un visionario mistico all’università
mi disse l’utopia ci salverà.
Astemi in coma etilico per l’infelicità
la messa ormai è finita figli, andate in pace
cala il vento, nessun dissenso, di nuovo tutto tace.

E allora avanti popolo
che spera in un miracolo
elaboriamo il lutto con un Amen.
Dal ricco in look ascetico, al povero di spirito
dimentichiamo tutto con un Amen.

Il portamento atletico, il trattamento estetico
sono di moda, sono di moda, sempre di moda.
Ho l’abito del monaco, la barba del filosofo
muovo la coda, muovo la coda, colpo di coda.

Gesù s’è fatto agnostico, i killer si convertono
qualcuno è già in odor di santità.
La folla in coda negli store dell’inutilità
l’offerta è già finita amici andate in pace
cala il vento, nessun dissenso, di nuovo tutto tace

E allora avanti popolo
che spera in un miracolo
elaboriamo il lutto con un Amen.
Dal ricco in look ascetico, al povero di spirito
dimentichiamo tutto con un Amen.

E l’uomo si addormentò e nel sogno creò il mondo
lì viveva in armonia con gli uccelli del cielo e i pesci del mare
la terra spontanea donava i suoi frutti in abbondanza
non v’era la guerra, la morte, la malattia, la sofferenza

poi si svegliò…

E allora avanti popolo
che spera in un miracolo
elaboriamo il lutto con un Amen.
Dal ricco in look ascetico, al povero di spirito
dimentichiamo tutto con un Amen.
 
Fonte: QUI


- FRANCESCO GABBANI -
 
AMEN


- IRAMA -
 
COSA RESTERA'

 
Autori: Filippo Maria Manti, Giulio Nenna
 
TESTO:
Volevo nascere senza pensieri
Senza le crisi di panico quando penso troppo
Volevo correre più forte degli altri
Come per dimostrarmi che potrei farlo il doppio

Volevo dirti che ti aspetto qua
Volevo dirtelo ma no, non ti ho avvisata
E me ne resto da solo
Con il mio orgoglio che uccide quello che voglio

Sapendo che è una cazzata

Volevo soltanto essere parte di un gruppo
Sentirmi come voi accettato in tutto
Ma poi iniziai a farmi di brutto
Tornando a casa distrutto
Gridando dentro al cuscino per nascondere l’urlo

E no, che non ti dico cosa provo no
Sono i miei testi che lo provano
Nella mia penna perché
Prendi una birra e siediti che ti racconto di me

Di come quando davanti a un problema scappo
Non è che non sia uomo ma a volte vorrei essere un altro
Quante notti in bianco che ho fatto per la mia musica
Dormivo sopra il banco sognando una vita unica

Di quelle che ti svegli e realizzi che non sei solo
Che ciò che gridi troppe persone lo fanno in coro
Dite pure a quegli stronzi che non mi accontento
Che ho ambizioni troppo grandi per restare fermo

Io che piango, io che rido, io che grido e basta
Io che cerco di convincermi che tutto passa
Io che vi racconto la mia storia come fosse solo mia
Io che sgrano ancora gli occhi quando entro in galleria

E no, che non ti dico cosa provo no
Non siamo fatti per restare soli
Forse è l’unica ragione per cui siamo ancora qua

E no, che non ti dico cosa provo no
Non siamo fatti per restare soli

Dimmi che cosa resterà

Non me ne frega se mi manca la morale
Anche se vado con altre non vuol dire che non ci tenga a te
Lo so che sono un po’ egocentrico se parlo di me
Lasciami perdere se cerchi un’altra storia cliché

Non sono un uomo vissuto ma sono un uomo che vive
Che si dimentica tutto ma si ricorda due rime
Io che mi fermo a sentire l’odore di un libro nuovo
Che poi non riesco a finire perché per tutto mi annoio

Non sono fatto per te, non sono fatto per loro
Non sono fatto per viverti né per stare da solo
Con più gioielli di te ma meno classe
Convinto che stare in strada non mi cambiasse

Ma la vita non è un film, non c’è un lieto fine
Nessun colpo di scena, nessuno divide
La parte dove vedi tua madre mentre sorride
O quella dove stringi un ricordo fatto di spine

Io che, io che piango, io che rido, io che grido e basta
Io che cerco di convincermi che tutto passa
Io che vi racconto la mia storia come fosse solo mia
Io che sgrano ancora gli occhi quando entro in galleria

E no, che non ti dico cosa provo no
Non siamo fatti per restare soli
Forse è l’unica ragione per cui siamo ancora qua
E no, che non ti dico cosa provo no

Non siamo fatti per restare soli
Forse è l’unica ragione che non ci dividerà, e no
Ma nessun altra è come te, come te, come
Ma nessun altro è come me, come me, come
So che sei fatta come me, come me, come
Che nessun altra è come te e no

Ma nessun altra è come te, come te, come
Ma nessun altro è come me, come me, come
So che sei fatta come me

Dimmi che cosa resterà
 
Fonte: QUI

 
Autori: Michael Vaiasinni, E. Giacca, E. Rentocchini
 
TESTO:
Questa notte ho fermato nella mente l’immagine di te
Nel mio cuore giardino ti ho accolto, ho cura di te
I tuoi passi sulla strada chiedono perché
Resto al freddo al buio della notte, vulnerabile
Io ti canto, ti sogno, fuori il mondo si stringe a noi
Alza gli occhi al sole, rinascerai
Io ti canto, ti sogno tutto il mondo si stringe a noi
Alza il viso al sole, rinascerai
E da te che ho imparato a ricercare radici libere
nel profondo del mio amore senza lacrime
ho sempre dentro il tuo calore, corro verso te
Fotosintesi perfetta sei forte, fragile
Io ti canto, ti sogno, tutto il mondo si stringe a noi
Alza gli occhi al sole, rinascerai
Io ti canto, ti sogno l’universo si stringe a noi
Alza il viso al sole, rinascerai
E non potrai mai più cadere, respira forte e splenderai 
Tu splenderai
Io ti canto, ti sogno, tutto il mondo si stringe a noi
Dai il tuo viso al sole, rinascerai, risplenderai
Libera nel vento rinascerai.
 
Fonte: QUI


- MICHAEL LEONARDI -
 
RINASCERAI


- MAHMOOD -
 
DIMENTICA

 
Autori: Alessandro Mahmoud, M. Grilli, F. Fugazza
 
TESTO:
Sono solo
in questa stanza blu
penso a quanto ho combattuto fino ad ora
a cosa fosse giusto per me.

Sono solo
in questa stanza blu
ogni ora sembra l’ora di ieri
ogni buongiorno bagnato di monotonia.

Ora ora ora ora
solo non sei
ore ore ore ore
son le sei
Ora ora ora ora ora sei
ora sei ora sei ora sei
solo.

Dimentica
dimentica
dimentica
i morsi sul cuscino.
Dimentica
dimentica
dimentica
i baci di Giuda del mattino.

Quei cento pugni sul muro
questo mio cuore a digiuno
polvere, polvere
ora è polvere
quel muro.

Ora ora ora ora
solo non sei
ore ore ore ore
son le sei
Ora ora ora ora ora sei
ora sei ora sei ora sei
solo.
 
Fonte: QUI

 
Autori: Manuela Paruzzo, Andrea Rodini
 
TESTO:
Guardati allo specchio
sotto le rughe troverai
troverai i miei occhi
magari meno storti
e nel riflesso del tuo volto incontrami
e nel riflesso del tuo volto accettami
e nel rumore del tuo volto ascoltami
e nel silenzio del tuo volto

Mi guardo allo specchio
e tra i progetti che hai per me
congelo sogni modesti
che tanto tu detesti
ti ho permesso di travestirmi
ho provato ad adattarmi
ai tuoi disegni così perfetti
ma tanto stretti, troppo stretti

Potrei amarti di meno
potrei odiarti di meno
somigliarti di meno forse un giorno potrei
potrei amarmi di meno
potrei odiarti di meno
sbadigliare di meno mentre ti parlo di me

Sfilami di dosso quella trama di difetti
così identici ai tuoi
togli quei fili dalle mie mani
taglia i fili dalle mie mani
ti prego strappa quei fili dalle mie mani
non guidarmi più
Potrei amarti di meno
potrei odiarti di meno
sbadigliare di meno mentre ti parlo di me

Dovrei amarti di meno
Dovrei amarti di meno
somigliarti di meno forse un giorno dovrei
Dovrei amarti di meno
ma non amarti di meno
sbadigliare di meno mentre ti parlo di me
mentre ti parlo di me
mentre ti parlo!
 
Fonte: QUI


- MIELE -
 
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Re: FESTIVAL DI SANREMO 2016: I CANTANTI - LE CANZONI - I TESTI

Messaggio  settenote il Mar Feb 09, 2016 4:52 pm

I 20 BIG:
 
 
Ci faranno compagnia per un anno intero almeno. Le sentirete in radio, le fischietterete passeggiando, le canterete sotto la doccia. Scopriamo allora insieme le canzoni di Sanremo 2016: i testi, le parole e tutte le informazioni dei brani dei 20 big di questa edizione del Festival.
 
        

- ALESSIO BERNABEI

Noi siamo infinito


di R. Casalino – D. Faini – I. Amatucci
Ed. Universal Music Publishing Ricordi/Universal Music Italia/ M.Z.Q. Edizioni Musicali – Milano – Roma

TESTO:
Il tuo corpo è la somma
Di tutti i desideri,
La tua testa il racconto di ciò che sei
E di quel che eri,
La complicità ama il silenzio
E in questo noi due siamo bravi,
Profeti e discepoli di verità e di segreti
E non è mica la fine
Semmai dovessimo sbagliare e perché
Le circostanze fanno la differenza,
Capovolgo la distanza che si azzera e siamo
Noi siamo infinito
Noi siamo infinito
Noi siamo infinito
La mia pelle è corteccia
Che si può anche scalfire,
La tua giacca s’impiglia ad un ramo
E mi potrò scaldare
Io ti devo tante cose,
La differenza tra luce e ombre,
Tra il coraggio e l’istinto
E la paura di non fallire
E non è mica la fine
Semmai dovessimo sbagliare e perché
Le circostanze fanno la differenza,
Capovolgo la distanza che si azzera e siamo
Noi siamo infinito
Noi siamo infinito
Noi siamo infinito
La tua libertà non è più effimera,
Lei non si misura,
Devi solo metterla in pratica
E non è mica la fine
Semmai dovessimo fallire
E perché capovolgo la distanza che si azzera e ora e sempre siamo…
Noi siamo infinito
Noi siamo infinito
Noi siamo infinito
 
Fonte: QUI
 
L’ex Dear Jack prova la strada da solista portando all’Ariston un brano omonimo a un film del 2012 di Stephen Chbosky, adattamento cinematografico del romanzo epistolare Ragazzo da parete. Ce lo ritroveremo sul podio? I primi rumor dicono di sì. Ritornello: Noi siamo
infinito/La mia pelle è corteccia/Che si può anche scalfire.


- ANNALISA
 
Il diluvio universale

 
di D. Calvetti – A. Scarrone – D. Calvetti
Ed. Warner Chappell Music Italiana – Milano
 
 
TESTO:
L’amore non è una colpa
Non è un mistero
Non è una scelta
Non è un pensiero
L’amore quello dei film
L’amore del «che segno sei?…»
C’è affinità, un aperitivo, chissà se mai…
Magari… qualcosa… qualcosa succederà
L’amore di questa notte
Non conta niente,
Anzi, sia maledetto
E maledettamente
Io non tornerò
Perché non hai futuro
E io ha già poco tempo per me stessa,
Figuriamoci per gente come te
E intanto prendo questa metropolitana
L’unica che sorride è una puttana
E allora io preferisco sognare
Perché è così, è così, io lo so
Che mi lascio andare
E tu, che resti l’unico al mondo
Come una stanza da rifare,
Resti immobile all’altare,
Sei una canzone che non ho
Mai saputo cantare
L’amore succederà
O forse è già successo
Ma tu non l’hai visto
E lo vedi solo adesso
Ma stasera rimango a casa
A cucinare la vita
Come fosse un buon piatto da buffet
Lo so… l’amore è spudorato
L’amore è egoista
L’amore è un atto di necessità di te
E mentre sfoglio un altro stupido giornale
Penso che in fondo sia tutto regolare
E intanto io preferisco sognare
Perché è così, è così, io lo so
Che mi lascio andare
E allora io preferisco sognare
Perché da qui la realtà si nasconde meglio che
Sotto il diluvio universale
E tu, dall’altra parte del mondo
Come una stanza da rifare,
Resti immobile all’altare,
Sei la canzone che non ho
Mai saputo cantare.
 
Fonte: QUI
 
Terzo Festival in quattro anni: dopo il nono posto con Scintille e il quarto di Una finestra tra le stelle la cantante uscita da Amici 10 tenta il colpaccio con Il diluvio universale.
Verso croccante: E intanto prendo questa metropolitana/L’unica che sorride è una puttana/E allora io preferisco sognare


- ARISA
 
Guardando il cielo

 
di G. Anastasi
Ed. Universal Music Italia/Giuro/Pipshow – Milano – Amelia (TR) – Milano
 
TESTO:
Se tu mi chiedi cosa faccio in questa vita amico mio
La sola cosa che so dirti è non lo so nemmeno io
Viviamo tempi troppo austeri
Siamo animali di città
Eppure sai che ogni notte prima di dormire io
Che ho preso tutto da mia nonna faccio una preghiera a Dio
Potrà sembrarti rituale però a me dà serenità
Con la certezza che ci sia
Una realtà che va al di là di questa comprensione mia
Potrai chiamarla anche magia
Per me adesso si chiama universo
Stringo i pugni e rido ancora che la vita è questa sola
Se un giorno un’altra vita arriverà
Mi sono già promessa di non viverla in città e quindi
Di ogni giorno prendo il buono
Tanto a cosa serve a un uomo
Svegliarsi e dire che oggi non andrà
È troppo presuntuosa la previsione di una verità
Se tu mi chiedi cosa faccio in questa vita amico mio
La sola cosa che so dirti è non lo so nemmeno io
Viviamo tempi troppo austeri in queste stupide città
Ma ho la certezza che ci sia
Una realtà che va al di là di questa comprensione mia
Potrai chiamarla anche utopia
Per me adesso è solo universo
Stringo i pugni e rido ancora
Che la vita è questa sola
Se un giorno un’altra vita arriverà
Mi sono già promessa di non viverla in città
Di ogni giorno prendo il buono
Tanto a cosa serve a un uomo
Svegliarsi e dire che oggi non andrà
È troppo presuntuosa la previsione di una verità
Di una verità
Di una verità
Di una verità
 
Fonte: QUI
 
Stavolta torna al Festival per cantare. Dopo aver co-condotto l’ultimo Sanremo con Rocìo Muñoz Morales ed Emma Marrone, Rosalba Pippa si rituffa nella gara: vinse nel 2009 tra i giovani con Sincerità e nel 2014 tra i grandi con Controvento. Per i bookmakers è la favorita per la vittoria finale.
Ritornello: È troppo presuntuosa la previsione di una verità


- MORGAN E I BLUVERTIGO
 
Semplicemente

 
di M. Castoldi
Ed. Però – Milano
 
 
TESTO:
Semplicemente anche un fatto da niente
Attraversato dalla corrente nello spazio e nel tempo
Nasce piccolo infinitamente
Poi diventa troppo importante
Televisione banale
Acqua che scorre mentre leggo il giornale
Camminare col cane sull’argine del canale
Dimenticare l’appuntamento
E quasi averlo fatto apposta
Semplicemente anche un fatto da niente
Attraversato dalla corrente nello spazio e nel tempo
Nasce piccolo infinitamente
Poi diventa troppo importante
Poi scegliere le canzoni ideali
Da consigliare agli amici geniali
Invitare qualcuno stasera domani pensare di uscire
Il giorno dopo riposare e il successivo ricominciare
Semplicemente anche un fatto da niente
Attraversato dalla corrente nello spazio e nel tempo
Nasce piccolo infinitamente
Poi diventa troppo importante.
 
Fonte: QUI
 
Grande curiosità per scoprire il brano del gruppo composto da Marco Morgan Castoldi, Andrea Andy Fumagalli, Sergio Carnevale e Livio Magnini. All’Ariston nel 2001 la loro L’assenzio si piazzò ultima.
Ritornello: Nasce piccolo infinitamente/Poi diventa troppo importante/Poi scegliere le canzoni ideali/Da consigliare agli amici geniali.


- CLEMENTINO
 
Quando sono lontano

 
di C. Maccaro – V. Stein – K. Scherer
Ed. Solorap/Accordo/Sony/ATV Music Publishing (Italy)/ EMI Music Publishing Italia – Milano
 
TESTO:
Vorrei tornare indietro! Ma quanti sbagli fra’
ho capito che non li ripeto,
Il cuore dentro si era fatto qui come la pietra,
A 15 anni una promessa che volevo questo e prendermi anche una cometa.
Quante notti oscurate, nocche spaccate, note stonate, quanti dei nostri a fare le cose sbagliate.
C’è chi si è perso dietro un muro e chi va avanti per il suo, c’è chi ha la forza tutti i giorni e poi combatte il buio.
Io che sto qui a guardare il mondo da più sfumature, lontano da mamma e papà dove sono le cure?
Circondato dal disordine, scappato come rondine, se guardo il mare fra’ mi sento un vortice.
E quann stong luntan, ricordo qualche anno fa
Guagliun miez a na via, na luce ind’a sta città
E mo ca song emigrante, e voglio o ciel a’guardà
Penso ca’ si stat a primma, tu si tutt a vita mia.
Quante cose cambiate negli anni
Un amico mi chiamava e diceva frate’!!!
«Perché se cadrai io ti rialzerò
O mi sdraio qui vicino a te»
La storia di un musicante emigrante anima vagante
E guarda come cambia tutto quando sei distante
E la voglia di sentirti grande
5 ragazzi e un volante
Uanema santa
«Ma k capa vacant»
Così mi tengo stretto dentro tutto quello che ho
Pregando che dall’alto qualcuno ci salvi perciò
Chi porta i figli a scuola tutti i giorni spera in un futuro migliore
E c’è chi guarda fuori e prega il Signore
Me lo lo riscrivo adesso con l’inchiostro sulla pelle
Di tutti quei ricordi come schiavi nelle celle
I chiari di luna, la notte più infame e ribelle.
Noi da bambini volevamo toccare le stelle.
E quann stong luntan, ricordo qualche anno fa
Guagliun miez a na via, na luce ind’a sta città
E mo ca song emigrante, e voglio o ciel a’guardà
Penso ca’ si stat a primma, tu si tutt a vita mia.
E voglio o’ciel a guarda da quando ero in fasce
Come fenice che fra poi da zero rinasce
Apar vasc, guardo fuori che piove è tempesta
Chi muore presto e nelle mani qua polvere resta.
Tutti quelli scappati altrove…
Fammi vedere il colore li dove non c’è sole
Il tempo che fra’ è passato qui
Ma ce truov semp miez a via!!!
E quann stong luntan, ricordo qualche anno fa
Guagliun miez a na via, na luce ind’a sta città
E mo ca song emigrante, e voglio o ciel a’guardà
Penso ca’ si stat a primma, tu si tutt a vita mia.
Ma ce truov semp miez a via!!!
Ma ce truov semp miez a via!!!
Ma ce truov semp miez a via!!!
Ma ce truov semp miez a via!!!
 
Fonte: QUI
 
Classe 1982, il rapper di Avellino dopo venti anni di carriera e 7 album sbarca al Festival per la prima volta. «Canterò con la forza del Sud e di tutti gli emigranti nel mio cuore» ha annunciato.
Verso top: La storia di un musicante emigrante anima vagante/E guarda come cambia tutto quando sei distante/E la voglia di sentirti grande


- DEAR JACK
 
Mezzo respiro

 
di R. Balbo – S. Paviani – L. Riflessi – R. Balbo – S. Paviani – L. Riflessi – C. Corradini
Ed. Baraonda Edizioni Musicali/Cramps Music – Bergamo – Altavilla Vicentina (VI)
 
TESTO:
Passeremo questa notte senza graffi sulla faccia
Proveremo a dirci basta, solo dirci
Che non ne vale la pena
Rifarò tutti i bagagli, per riempirli dei miei sbagli
Qualche gioco di parole sarà la soluzione
Per sentirmi meno male
Mezzo respiro ancora
Soltanto mezzo respiro ancora
Per dare un senso ai ricordi
Per un passo in avanti
Perché odiarci non serve più
Passeremo questa notte senza dirci quasi niente
Che il silenzio certe volte è solo voglia di carezze
Dimmi che andrà tutto bene
Ti ritroverò per sempre tra le frasi senza tempo
Dietro un angolo del cuore, cicatrice di un inverno
Che ora sembra non finire mai
Mezzo respiro ancora
Soltanto mezzo respiro ancora
Per dare un senso ai ricordi
Per un passo in avanti
Perché odiarci non serve più
Mezzo respiro ancora
Soltanto mezzo respiro un’ora
Tra una promessa sospesa, l’ultimo sguardo d’intesa
Mezzo respiro
Prima di dirci addio
Mezzo respiro ed io, ed io
Adesso proverò a convincermi
Forse a non illudermi
A dirmi che è meglio così
Mezzo respiro ancora
Soltanto mezzo respiro ancora
Per dare un senso ai ricordi
Per un passo in avanti
Perché odiarci non serve più
Mezzo respiro ancora
Soltanto mezzo respiro un’ora
Tra una promessa sospesa, l’ultimo sguardo d’intesa
Prima di dirci addio
Mezzo respiro.
 
Fonte: QUI
 
È cambiato il frontman – Alessio Bernabei gareggerà per conto suo – ma la sostanza resta la stessa. È arrivato Leiner Riflessi, altro figlio di X Factor: funzionerà con il pubblico mainstream di Rai 1?
Ritornello: Mezzo respiro ancora/Soltanto mezzo respiro ancora/Per dare un senso ai ricordi/Per un passo in avanti


- DEBORAH IURATO e GIOVANNI CACCAMO
 
Via da qui

 
di G. Sangiorgi
Ed. Sugarmusic – Milano
 
 
TESTO:
Che quello che ho da dirti in fondo
Non è una bugia
Ti cucirò un vestito nuovo addosso
Prima di scappare via
Prima di andare via
Via da qui, via da qui, via da qui
Via da qui
Che cosa poi ti aspetti
Di trovare di diverso da noi due
Se anche via,
Via da qui, via da qui, via da qui
Mille domande io ti vorrei fare
Soltanto a un passo ancora
A un passo dalla fine
Lo vedi che non sono pronta
Ti lascio qui la pelle mia
Tu pensi che non sia abbastanza
Per non scappare via
Per non andare via
Via da qui, via da qui, via da qui,
Via da qui
Che cosa poi ti aspetti
Di trovare di diverso da noi due
Se anche via,
Via da qui, via da qui, via da qui
Sei sempre lì che aspetti
Di indossare le mie scuse
Come fossero medaglie
Da mostrare al mondo intero
Per provare a tutti
Senza incertezze e senza dubbi
Che è finito tutto adesso
Ti chiedo scusa sì ma
Sei sempre lì che aspetti
Di indossare le mie scuse
Come fossero medaglie
Da mostrare al mondo intero
Per provare a tutti
Senza incertezze e senza dubbi
Che è finito tutto adesso
Se proprio devo farlo adesso
Ti chiedo scusa sì ma parto
Restare qui non ha più senso
Se mi sussurri scusa resto.
Via da qui, via da qui, via da qui
E ancora qui ti aspetto.
 
Fonte: QUI
 
Una coppia di talenti giovanissimi. Il vincitore della categoria Giovani della scorsa edizione e la vincitrice della tredicesima edizione di Amici insieme su un palco per la prima volta, con un brano firmato da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Non sbaglieranno l’appuntamento, ci scommettiamo.
Verso migliore: Sei sempre lì che aspetti/Di indossare le mie scuse/Come fossero medaglie/Da mostrare al mondo intero.


- DOLCENERA
 
Ora o mai piu'

 
di Dolcenera – Finaz
Ed. K6DN Publishing – Firenze
 
 
TESTO:
È tutta colpa di cose ovvie
Tu che mi offri
Se non fai più
Niente per la tua felicità
E queste cose ti bastano
Ora o mai più
Ora o mai più
Ora o mai
Vai solo fino al punto in cui
Non ti troverai più
Ma sarai tu
Finalmente a sorprenderti
E poi vedrai le cose cambiano
Ora o mai
Come può succedere
Che una cosa semplice
Quando tutto sembra uguale
Tutto quanto può cambiare
Una cosa semplice
Tu che vieni verso di me
E le cose cambiano
Ora o mai più
Ora o mai più
È tutta colpa di cose ovvie
Tu per chi soffri
Ma non so più
Se davvero tu mi ami o no
O è solo abitudine
Ora o mai
Come può succedere
Che una cosa semplice
Quando tutto è sempre uguale
Tutto quanto può cambiare
Una cosa semplice
Tu che vieni verso di me
E le cose cambiano
Ora o mai più
Ora o mai più
Ora o mai più
Tutto quanto può cambiare
Una cosa semplice
Tu che vieni verso di me
E le cose cambiano
Ora o mai più
Ora o mai più
Ora o mai più.
 
Fonte: QUI
 
Nel 2003 vince nella categoria giovani, nel 2006 arriva seconda nella categoria Donne con Com’è straordinaria la vita, giunge sesta nel 2012 con Ci vediamo a casa. Il suo ultimo album è Le stelle non tremano, uscito nel 2014. Dopo Sanremo la vedremo a The Voice of Italy su Rai 2 in compagnia di Raffaella Carrà, Max Pezzali ed Emis Killa.
Ritornello: Ora o mai/Come può succedere/Che una cosa semplice/Quando tutto sembra uguale/Tutto può cambiare.


- ELIO E LE STORIE TESE
 
Vincere l'odio

 
di S. Belisari – S. Conforti – D. L. Civaschi – N. Fasani
Ed. Hukapan – Milano
 
TESTO:
Se mi guardi con quel sguardo dentro agli occhi
Io ti sfido a innamorarmi di te
Ma due occhi per sguardarsi sono pochi
Per amarci ce ne vuole almeno tre
Ce ne vogliono tre
Femminiello che vivi a Napoli
Coi problemi presenti a Napoli
Femminiello di una metropoli sul mare chiaro
Femminiello ma quanti ostacoli
Nel tuo cuore disperso a Napoli
Per fortuna che poi c’è il Napoli
Al San Paolo di Napoli
San Paolo, San Paolo, convertitoti nei pressi di Damasco
San Paolo, San Paolo, quante lettere scrivevi tu
San Paolo, San Paolo, ebreo ellenizzato di Tarso
San Paolo, San Paolo, per fortuna che il Signore ti è apparso
Perché tu perseguitavi i cristiani
E giustamente lui ti ha detto stop stop stop
Sto partendo con il treno per andare a Kathmandu
Dove ti sei trasferita per fondare una tv
Che trasmette televendite di vini calabresi
Che in Nepal vanno forte ma li fanno a Kathmandu
Quanto è bella la Calabria, quanto che sei bella tu
Tubero che mediti tranquillo sotto terra
Finché c’è una mano nerboruta che ti afferra
Tu dici «No no no », poi dici «Forse forse forse»
Poi ti lasci prendere
E ti abbandoni a questo mio pelapatate
Accompagnato dal tuo amico topinambur
Topinamburbera, sedicente burbera
Chi l’avrebbe detto, nascondevi un cuore d’oro
Sotto a quei 90 chili di burbera
Non cambiare mai burbera
Energumena, accarezzami lo stesso
Cantando questa canzone brutta
Brutta da cantare se vuoi
Sarà pure brutta però a me mi piace
Canzone brutta
Sarà capitato anche a voi
Di avere una canzone in testa
Brutta
Brutta.
E il messaggio che noi qui vogliam comunicar con questi ritornelli è:
Vincere l’odio.
 
Fonte: QUI
 
A Sanremo 1996 si piazzarono secondi con La terra dei cachi dietro Ron e Tosca, nel 2013 fecero lo stesso risultato con La canzone mononota aggiudicandosi inoltre il Premio della critica, quello per il Miglior arrangiamento e il Premio della sala stampa. Vincere l’odio ha sette ritornelli, siete pronti ad ascoltare qualcosa di mai creato prima?
Verso top Tu dici No no no/Poi dici Forse forse forse/Poi ti lasci prendere/E ti abbandoni a questo mio pelapatate.


- ENRICO RUGGERI
 
Il primo amore non si scorda mai

 
di E. Ruggeri
Ed. Anyway Music/Joe & Joe/Nazionale Italiana Cantanti – Milano – Roma – Milano
 
TESTO:
È passato il tempo, ci ha scavato dentro
La vita che ci ha trasformato
Il mondo è cambiato da allora
Ma ricordo ancora tutti i giorni persi
Adesso che siamo diversi
E niente sappiamo di noi io non dimentico
Non ti dimentico
Il primo amore non si scorda mai
Non è stato spento quel profumo intenso
Parole, vestiti, canzoni
E certe emozioni rapite
Lungo le salite dentro a questo viaggio
E ancora mi fanno coraggio
Parole lasciate da te che non dimentico
Non ti dimentico
Il primo amore non si scorda mai
Siamo il prodotto di gioia e dolore
Di segni che lascia la vita
Figli di sogni segreti perduti nel vento
Innamorati di giorni d’amore
Magari nemmeno vissuti
Nella memoria trasfigurati al sole
Come noi
Corre forte il tempo e ogni sentimento
È nato da quello che è stato
È già diventato una spina
Tutto come prima ma su nuove sponde
Si nuota passando le onde
E niente sappiamo di noi ma non dimentico
Non ti dimentico
Il primo amore non si scorda mai
Siamo il prodotto di antiche passioni
Che ci hanno svelato la vita
Figli di spine segrete perdute nel vento
Innamorati di certi sapori
Magari nemmeno vissuti
Nella memoria trasfigurati al sole
Come noi
Siamo il prodotto di gioia e dolore
Di segni che lascia la vita
Figli di sogni segreti perduti nel vento
Innamorati di giorni d’amore
Magari nemmeno vissuti
Nella memoria trasfigurati al sole
Come noi
Ma il primo amore non si scorda mai.
 
Fonte: QUI
 
Una delle sorprese più gradite di questo Festival. Quarantacinque anni di carriera, tantissimi successi, la tv, la radio e l’ultimo cd di inediti uscito ad aprile scorso: a Sanremo vinse nel 1987 con Si può dare di più con Umberto Tozzi e Gianni Morandi, nel 1993 festeggiò con Mistero.
Verso migliore: Figli di sogni segreti perduti nel vento/Innamorati di certi sapori/Magari nemmeno vissuti.


- FRANCESCA MICHIELIN
 
Nessun grado di separazione

 
di Cheope – F. Abbate – F. Michielin – F. Gargiulo
Ed. Universal Music Italia/Sony/ATV Music Publishing (Italy) – Milano
 
TESTO:
È la prima volta che mi capita
Prima mi chiudevo in una scatola
Sempre un po’ distante dalle cose della vita
Perché così profondamente non l’avevo mai sentita
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce
E non sentire più tensione solo vita dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Non c’è nessun grado di separazione
Davo meno spazio al cuore e più alla mente
Sempre un passo indietro
E l’anima in allerta
E guardavo il mondo da una porta
Mai completamente aperta
E non da vicino
E no non c’è alcuna esitazione
Finalmente dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
Nessun grado di separazione
Nessuna divisione
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Nessuna esitazione
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce.
 
Fonte: QUI
 
La cantautrice che ha conquistato la quinta edizione di X Factor ha pubblicato lo scorso 23 ottobre il suo secondo album in studio, di20: L’amore esiste, Battito di ciglia e Lontano i singoli fin qui rilasciati. Torna sul palco del Festival a distanza di 4 anni quando duettò come ospite con Chiara Civello.
Ritornello: Siamo una sola direzione in questo universo/Che si muove/Nessun grado di separazione/Nessun divisione.


- IRENE FORNACIARI
 
Blu

 
di I. Fornaciari – B. Dati – D. Calvetti – B. Dati – M. Fontana
Ed. Warner Chappell Music Italiana/La Ripa/Zucchero & Fornaciari Music – Milano – San Gimignano (SI) – Marina di Carrara (MS)
 
TESTO:
C’è una donna in riva al mare
Dipinta di blu
Guarda un punto all’orizzonte
mentre il sole va giù
E con la mano saluta
I giorni che passano
E volano a sud…
C’è una donna in mezzo al mare
Vestita di blu
La prende in braccio un pescatore
Bello come un Gesù
E nel suo sguardo si arrende
L’amore purissimo
E senza un perché
Allora gli parla di sé…
Dimmi dove si nasconde
La promessa dignità
Questo cielo non risponde
Io anche da qua
Vedo barche sassi e stelle
Case bianche anche lassù
Reti di farfalle in mezzo al blu
C’è un bambino sulla spiaggia
Lasciato dal blu
E una donna in riva al mare
Mentre il sole va giù
Che con la mano saluta
I sogni che passano
E lascia una scia
Che non va più via nell’altamarea…
Dimmi dove si nasconde
La promessa libertà
Questi fiori fra le onde
Chiedono pietà
Non più guerre e religioni
Ma un’altra vita un sogno in più
Cielo, se mi senti almeno tu
Lascia che sia un angolo di blu.
 
Fonte: QUI
 
La figlia di Zucchero è al quarto Sanremo: nel 2010 cantò con I Nomadi. Blu – titolo omonimo a un pezzo del papà, anno 1998 – è scritto da Giuseppe Dati (autore tra le altre di Oggi un dio non ho di Raf, Gli uomini non cambiano di Mia Martini, Cirano di Francesco Guccini, Celeste di Laura Pausini).
Ritornello: Dimmi dove si nasconde/La promessa dignità/Questo cielo non risponde.


- LORENZO FRAGOLA
 
Infinite volte

 
di R. Di Benedetto – R. Canale – L. Fragola – A. Filippelli – F. Ferraguzzo
Ed. BMG Rights Management (Italy)/No Comment Opificio Musicale/EMI Music Publishing Italia/Sony/ATV Music Publishing (Italy) – Milano – Roma – Milano
 
TESTO:
Brucia tutto nella testa
Gela il sangue nelle vene
Sento come se hai paura
Ma è paura di star bene
Ci siamo amati in cima al mondo
Sopra tutto e sopra tutti
Quanti sogni in un secondo
E in un secondo li hai distrutti
E vorrei tornare indietro
Per fermare quell’istante
In cui mi son sentito forte
Forte come un gigante
E ho sperato ciecamente
Nel tuo sguardo più sincero
E se devo dirla tutta
Ci ho creduto per davvero
Infinite volte ho detto
Che non avrei più vissuto
Nessun altro amore che non sia tu
Altre mille volte ho perso
Questa guerra con me stesso
Ma non è bastato a non pensarti più
Tu sei sola in questo viaggio
Io sono solo in questo viaggio
Ma la verità amore siamo solo noi a farlo
Non facile mentire
Ma non sono mai stato capace
A far l’amore senza amore
A far l’amore senza amore
Chi siamo noi per dirci addio
Infinite volte ho detto
Che non avrei più vissuto
Nessun altro amore che non sia tu
Altre mille volte ho perso
Questa guerra con me stesso
Ma non è bastato a non pensarti più
Adesso resta ancora un po’
Ci sono cose da dimenticare
Da rivivere
E forse adesso sparirò
Se poi è vero che anche scriverti è inutile
Stanotte il tuo silenzio dice cose stupide
Infinite volte ho detto
Che non avrei più vissuto
Nessun altro amore che non sia tu
Altre mille volte ho perso
Questa guerra con me stesso
Ma non è bastato a non pensarti più
Infinite volte o poco più.
 
Fonte: QUI
 
Secondo Sanremo consecutivo per il vincitore di X Factor 8: dodici mesi fa il talento di Catania classe 1995 arrivò decimo. Infinite volte – il cui videoclip è stato registrato a Londra – nel nuovo album in uscita entro l’anno.
Verso top: Ma non sono mai stato capace/A far l’amore senza amore.


- NEFFA
 
Sogni e nostalgia

 
di G. Pellino
Ed. Warner Chappell Music Italiana/Pisco Music – Milano – San Lazzaro di Savena (BO)
 
TESTO:
Qualche volta il mondo sembra così freddo e stanco
Negli sguardi che tu incontri non c’è molto per te
Ma se capita che il vento arrivi tra le foglie
Puoi fermarti per sentire un po’ la musica che fa
Qualche volta c’è chi ride perché sei nel fango
E chi gode a farti male per il gusto che c’è
Può succedere che un diavolo ti stia tentando
Puoi trovare sempre un angelo che poi ti salverà
Tutto passa e va sogni e nostalgia
Baci dolci e lacrime
E per fortuna che torna sempre un po’
Voglia di sorridere
Un bel giorno arriverà da te la felicità
Una luce che si poserà sulle cose spente
E se al buio la paura viene lì e ti prende
Con il sole del mattino poi ogni fiore si aprirà
Tutto passa e va sogni e nostalgia
Baci dolci e lacrime
E per fortuna che torna sempre un po’
Voglia di sorridere
Vedrai tutto passa e va sabbia e cieli blu
Cose da decidere
E per fortuna che torna sempre un po’
Voglia di sorridere
Questa è per chi ha freddo e per chi è solo
Chiude gli occhi e non lo sa perché
Questa è per chi ha perso e non è un gioco
Questa è per il bene che ho per te.
 
Fonte: QUI
 
Il rapper e cantautore di Scafati – all’anagrafe Giovanni Pellino – è stato fortemente voluto da Carlo Conti e torna a Sanremo dopo dodici anni: nel 2004 arrivò nono con Le ore piccole. L’ultimo singolo pubblicato è Colpisci.
Ritornello: Tutto passa e va sogni e nostalgia/Baci dolci e lacrime/E per fortuna che torna sempre un po’.


- NOEMI
 
La borsa di una donna

 
di M. Adam – A. Iammarino – M. Masini – M. Adami – A. Iammarino
Ed. Warner Chappell Music Italiana/Red Sap Music/Joe & Joe – Milano – Roma
 
TESTO:
La borsa di una donna pesa come se ci fosse la sua vita dentro
Tra un libro che non vuole mai finire ed altri trucchi per fermare il tempo
C’è la sua foto di un anno fa che ha messo via perché non si piaceva
Ma a riguardarla adesso si accorge che era bella ma non lo capiva
La borsa di una donna riconosce le sue mani e solo lei può entrare
Nascosto in una tasca c’è quel viaggio che è una vita che vorrebbe fare
Milioni di scontrini, l’inutile anestetico del suo dolore
E stupidi sensi di colpa per quel desiderio di piacere
E se ci trovasse quei giorni
Di carezze fra i capelli
Lei per due minuti soli
Pagherebbe mille anni
Anni spesi per ritrovare
Le cose che qualcuno è riuscito a smarrire
La voglia di sorridere, di perdonare
La debolezza di essere ancora
Come la vogliono gli altri
La borsa di una donna non si intona quasi mai con quel che sta vivendo
Nasconde il suo telefono gelosa di qualcuno che la sta chiamando
Vicino alle sue chiavi la solita ossessione di scordarle ancora
E in quel disordine apparente la paura di restare sola
La borsa di una donna che può rivelare i suoi segreti in un momento
E forse nella tua distrattamente la sua vita c’è rimasta dentro
Tu che pensavi che ci fosse rimasto un po’ di spazio per un altro amore
Invece nella borsa di una donna non c’è posto per dimenticare, dimenticare…
E vai dove ti porta il cuore, si…
Un ritaglio dentro la patente
Ci sei stata mille volte ma
Non ci hai mai trovato niente
Niente che ti aiuti a capire
Il senso di una sera che non sa meravigliare
Il senso del tuo ricordare e progettare
Scordandoti di vivere adesso
Adesso che si alza un vento che spazza le nuvole
E che si porta via gli inverni
La polvere, i dubbi e i miracoli
Aspettati mille anni
Anni spesi per ritrovare
Le cose che qualcuno è riuscito a smarrire
La voglia di sorridere, di perdonare
La debolezza di essere ancora
Come ti vogliono gli altri
La borsa di una donna pesa come se ci fosse la mia vita dentro.
 
Fonte: QUI
 
Per tutta la vita (2010) si piazzò quarta, Sono solo parole (2012) arrivò terza, Bagnati dal sole (2015) finì quinta. Noemi ci riprova con un pezzo firmato da Marco Masini, Marco Adami e Antonio Iammarino: La borsa di una donna non si intona quasi mai/Con quel che sta vivendo.


- PATTY PRAVO
 
Cieli immensi

 
di F. Zampaglione
Ed. Universal Music Italia/LP & Friends – Milano – Barrafranca (EN)
 
TESTO:
Cosa aspetti che ti dica
Se la colpa non è tua
Se il ricordo fa fatica
Mentre tutto fugge via
A noi bastava solo l’amore
Il resto ci poteva mancare
Per ridere scherzare
E poi svenire
Ma oggi che mi sembri migliore
Di quello che poteva sembrare allora
Tu chi sei e cosa vuoi
E come mai mi pensi
Non sono io nemmeno lei
Ma i cieli sono immensi immensi
Immensi immensi in me immensi
Ti ricordi di Parigi
Ti ricordi Boulevard
L’acqua alta di Venezia
E i colori di Renoir
A noi bastava solo l’amore
Il resto ci poteva mancare
Per ridere scherzare
E poi finire
E oggi che il passato è migliore
Di quello che poteva sembrare allora
Tu chi sei e cosa vuoi e come mai mi pensi
Mi pensi mi pensi
Poi dirsi addio
Oppure a mai
Ma come mai mi pensi
E non sono io nemmeno lei
Ma i cieli sono immensi immensi immensi in me immensi immensi
Cosa aspetti che ti dica
Se la colpa non è mia.
 
Fonte: QUI
 
I 50 anni di carriera sul palco dell’Ariston. La ragazza ribelle del Piper – all’anagrafe Nicoletta Strambelli – partecipa al suo decimo Sanremo: il brano è firmato Fortunato Zampaglione. «Un pezzo di ampio respiro che racconta il rapporto tra due persone. Dire che è una ballata romantica forse non è una definizione giusta: racconta piuttosto un amore incasinato…».
Ritornello: A noi bastava solo l’amore/Il resto ci poteva mancare/Per ridere scherzare/E poi finire.


- ROCCO HUNT
 
Wake up

 
di R. Pagliarulo – B. Benussi – V. Catanzaro
Ed. Warner Chappell Music Italiana/Spiraglio di Periferia/Blow Up Now di A. Migliore/Sony/ATV Music Publishing (Italy)/Eclectic Music Group/Music Union – Milano – Salerno – Milano
 
TESTO:
In questi giorni ero un po’ triste, ed ho fumato un pò di più.
Mi sono fatto due risate con la politica in Tivvù.
Cant’ nsiem’ a nuje… wake up guagliù
Zumbe nsiem’ a nuje… wake up guagliù.
Questa generazione non vi crede,
Perché un futuro vero non si vede.
Lo stato non ci sente, specialmente a noi del Sud.
Un lavoro manca sempre, per fortuna abbiamo il groove.
E anche se sto palazzo mo’ cade a pezzi a’ signor’ vo’ semp’ ‘e sold,
E preghiamo ogni giorno sperando ca’ nun se esaurisce a pension’ do’ nonn’.
Ogni giorno che abbiam perso forse non ritornerà,
Ma in mezzo a tutto sto bordello sento un pezzo che mi fa’…
Cant’ nsiem’ a nuje… wake up guagliù
Zumbe nsiem’ a nuje… wake up guagliù.
Questa generazione ha ancora sete, nonostante voi che c’illudete.
Wake up guagliù, scetateve che l’aria è doce.
Wake up guagliù, stu stato a nuje cia mise ncroce.
Ed alzasse la mano chi non ha futuro
Chi lavora sempre ma non sta sicuro.
Wake up guagliù
Wake up guagliù
Voi parlate di futuro e intanto cade un’autostrada.
E nei programmi il pomeriggio imbambolate quest’Italia.
Cant’ nsiem’ a nuje… wake up guagliù
Zumbe nsiem’ a nuje… wake up guagliù.
Fin quando avremo voce canteremo,
Chi lo fa in stanzetta e chi lo fa a Sanremo.
Lo stipendio non arriva, tutti i mesi fa’ ritardo.
Noi con la partita Iva, moriremo qua aspettando.
E anche se sto paese mo cade a pezzi, o’ guvern’ vo’ semp’ e sold’
E preghiamo ogni giorno sperando che per lavorare non amma ji o’ Nord.
Wake up guagliù, scetateve che l’aria è doce.
Wake up guagliù, stu stato a nuje cia mise ncroce.
Ed alzasse la mano chi non ha futuro
Chi lavora sempre ma non sta sicuro.
Wake up guagliù, tutto il tempo che è passato non ritornerà più
Wake up guagliù, se per caso mi addormento allora scitem’ tu’.
Wake up guagliù
Wake up guagliù
Un giorno saremo felici, quel giorno io spero che non sia lontano,
Non dimentico mai le radici, perché in questa terra c’è scritto chi siamo.
E che futuro avremo noi, cresciuti senza direzione,
Tutti dietro le tastiere, e mo’ chi a fa’ a rivoluzione.
Wake up guagliù, scetateve che l’aria è doce.
Wake up guagliù, stu stato a nuje cia mise ncroce.
Ed alzasse la mano chi non ha futuro
Chi lavora sempre ma non sta sicuro.
Wake up guagliù, tutto il tempo che è passato non ritornerà più
Wake up guagliù, se per caso mi addormento allora scitem’ tu’
Wake up guagliù
Wake up guagliù
Sveglia.
 
Fonte: QUI
 
Nu juorno buono ha stravinto Sanremo Giovani 2014 e asfaltato Youtube con oltre 28 milioni di visualizzazioni. Il rapper di Salerno bisserà il successo con Wake Up?
Ritornello: Wake up guagliù/se per caso mi addormento/allora scitem’tu.


- STADIO
 
Un giorno mi dirai

 
di S. Grandi – G. Curreri – L. Chiaravalli – S. Grandi
Ed. Curci/Music Union/Giamaica – Milano – Bologna
 
TESTO:
Un giorno ti dirò
Che ho rinunciato alla mia felicità per te
E tu riderai, riderai, tu riderai di me
Un giorno ti dirò
Che ti volevo bene più di me
E tu riderai, riderai, tu riderai di me
E mi dirai che un padre
Non deve piangere mai
Non deve piangere mai
E mi dirai che un uomo
Deve sapere difendersi…
Un giorno ti dirò
Che ho rinunciato agli occhi suoi per te
E tu non capirai, e mi chiederai… «perché»?
E mi dirai che un padre
Non deve piangere mai
Non deve arrendersi mai
Tu mi dirai che un uomo
Deve sapere proteggersi…
Un giorno mi dirai
Che un uomo ti ha lasciata e che non sai
Più come fare a respirare, a continuare a vivere
Io ti dirò che un uomo
Può anche sbagliare lo sai
Si può sbagliare lo sai
Ma che se era vero amore
È stato meglio comunque viverlo
Ma tu non mi ascolterai
Già so che tu non mi capirai
E non mi crederai
Piangendo tu
Mi stringerai.
 
Fonte: QUI
 
Un ritorno per una band storica. Gaetano Curreri, Andrea Fornili, Giovanni Pezzoli e Roberto Drovandi si riaffacciano sul palco dell’Ariston a distanza di 9 anni: arrivarono penultimi con Guardami. Miglior piazzamento nel 1999 con Lo zaino (quinti).
Ritornello: E mi dirai che un padre/Non deve piangere mai/Non deve arrendersi mai.


- VALERIO SCANU
 
Finalmente piove

 
di F.Moro
Ed. La Fattoria del Moro Publishing/Don’t Worry – Fonte Nuova (RM) – Roma
 
TESTO:
Qualcuno è già partito è andato via senza lasciare traccia
Qualcuno è ritornato per metterci la faccia
Qualcuno si è sentito male per i troppi vizi
Qualcuno ha perso la partita ma non ha subito i fischi
Qualcuno non ha mai provato amore nel suo vivere
Oppure lo ha trovato ma non lo sa descrivere…
No tu non hai, tu non hai, tu non hai capito
No, tu non hai, tu non mi hai capito mai
Finalmente piove e il suo rumore non se ne va
Ma le mie parole le puoi capire
Senza dirtele in faccia
Le ho riflesse negli occhi
Le ho descritte negli attimi più ingenui di una storia che sta per finire
Qualcuno è andato avanti e poi è tornato al punto di partenza
Perché si è accorto in tempo che non aveva resistenza
No tu non hai, tu non hai, tu non hai capito
No, tu non hai, tu non mi hai capito mai
Finalmente piove e il suo rumore non se ne va
Ma le mie parole, le puoi capire
Senza dirtele in faccia
Le ho riflesse negli occhi
Le ho descritte negli attimi più ingenui di una storia che sta per finire
No tu non hai, tu non hai, tu non hai capito
No, tu non hai, tu non mi hai capito mai
Senza dirtele in faccia
Le ho riflesse negli occhi
Le ho descritte negli attimi più ingenui di una storia che sta per finire
Come un film d’autore o una canzone che se ne va
 
Fonte: QUI
 
Nu juorno buono ha stravinto Sanremo Giovani 2014 e asfaltato Youtube con oltre 28 milioni di visualizzazioni. Il rapper di Salerno bisserà il successo con Wake Up?
Ritornello: Wake up guagliù/se per caso mi addormento/allora scitem’tu.


- ZERO ASSOLUTO
 
Di me e di te

 
di T. De Gasperi – A. Filippelli – M. Maffucci – L. Vicini – T. De Gasperi – A. Filippelli – M. Maffucci
Ed. Sony/ATV Music Publishing (Italy)/ EMI Music Publishing Italia/Quarantotto – Milano
 
TESTO:
Parlami di te e dei tuoi silenzi
Dei tuoi occhi che sono sempre senza sguardi
Parlami per non dimenticare per non avere più timore
Parlami di partecipazione
Ma questa vita ci fa solo che mentire
Parlami perché ti so ascoltare
Anche se poi non so che dire
Di un amore che fa pugni senza guanti
Di ritorni che han sapore di partenze
Di un cuore che ha più stanze di un albergo
Mentre guardo le stelle levarsi nei tuoi cieli
Di sognare i tuoi sguardi ad occhi aperti
Di temporali che ci urlano contro
Di me e di te
E basterebbe solo sporcarci di parole
Leggendoci negli occhi
La paura e l’emozione
Ci siamo persi in una strada tra follia e vita
La follia eri tu
In questa vita che grida e che spinge lontano
Se molli la presa mi scivoli piano
Ma che cosa vuol dire sentirsi insicuri
La teoria degli esclusi e la poesia degli illusi
Occhi chiusi
Di un amore che fa pugni senza guanti
Di ritorni che han sapore di partenze
Di un cuore che ha più stanze di un albergo
Mentre guardo le stelle levarsi nei tuoi cieli
Di sognare i tuoi sguardi ad occhi aperti
Di temporali che ci urlano contro
Di me e di te
Di me e di te
Di me e di te
E tira su gli occhi
Non serve guardare lontano
Parliamoci adesso
Di un amore che fa pugni senza guanti
Di ritorni che han sapore di partenze
Di un cuore che ha più stanze di un albergo
Mentre guardo le stelle… le stelle
Di sognare i tuoi sguardi ad occhi aperti
Di temporali che ci urlano contro
Di me e di te
Di me e di te
Di me e di te
E tira su gli occhi
Non serve guardare lontano
Parliamoci adesso
Di me e di te
Di me e di te
Di me e di te
Di sognare i tuoi sguardi ad occhi aperti
Di temporali che ci urlano contro
Di me e di te
Di me e di te
Di me e di te.
 
Fonte: QUI
 
Terza partecipazione al Festival per Thomas De Gasperi e Matteo Maffucci. Ottavi nel 2006 con Svegliarsi la mattina, noni dodici mesi più tardi con Appena prima di partire. L’ultimo singolo – L’amore comune – è il brano ufficiale della Serie B 2015/2016.
Ritornello: Di un amore che fa pugni senza guanti/Di ritorni che han sapore di partenze/Di un cuore che ha più stanze di un albergo.

 
 
                                            
n.b.: la fonte per le note di ogni artista QUI
 
 
4. ELENCO OSPITI:
 
Sergio Friscia (Ogni sera protagonista dell'Anteprima del Festival)

Prima serata:
Elton John - Giuseppe Ottaviani - Laura Pausini - Maître Gims - Aldo, Giovanni e Giacomo

Seconda serata:
Nicole Kidman - Eros Ramazzotti - Nino Frassica - Lost Frequencies

Terza serata:
Pooh (nella formazione a cinque con Riccardo Fogli) - Enrico Brignano - Hozier

Quarta serata:
Elisa - Ellie Goulding - Roberto Bolle - J Balvin

Quinta serata:
Renato Zero - Cristina D'Avena
 
 
5. ESCLUSI:
 
Fra i cantanti non ammessi a partecipare nella categoria Campioni vi sono: Marco Carta, Loredana Errore, Donatella Rettore, Syria, Paola Turci, Marina Rei, Mietta, Fabio Curto e Francesco Facchinetti, Antonio Maggio, Davide Mogavero, Virginio, Michele Zarrillo, Ron, Francesco Sarcina, i Tiromancino, Fausto Leali, Amara, Luca Barbarossa, Massimo Di Cataldo, Paolo Vallesi, Shalpy e Roberto Blasi, Don Backy, i Ricchi e Poveri, Marcella Bella, Bobby Solo, L'Aura e i Perturbazione.
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FESTIVAL DI SANREMO 2016 - Prima serata

Messaggio  settenote il Mer Feb 10, 2016 2:05 pm



Carlo Conti è il solito treno a velocità costante, che va dritto per la sua strada e arriva a destinazione in scioltezza. Ma se pretendete picchi, rassegnatevi all’evidenza: con Conti non si sono curve, né in alto né in basso.

La vita è proprio strana. C’è chi negli ultimi giorni non ha dormito né mangiato, preoccupato di cosa avrebbe detto Elton John sul palco dell’Ariston. Poi lui arriva, canta da Dio, parla di solidarietà e ti piazza lì anche un “approccio cristiano”.
Da chi non te lo aspetti, invece, arriva botta: Arisa, Noemi, Enrico Ruggeri, il batterista dei Bluvertigo e Irene Fornaciari portano sul palco nastri rainbow a sostegno del progetto di legge Cirinnà. E anche la Pausini, seppure senza segni visibili, ha piazzato due o tre frasi mirate abbastanza eloquenti.
Ma la prima serata del Sanremo bis di Carlo Conti è stata anche altro. Non molto altro, in realtà, ma questo passa il convento. Il conduttore è il solito treno a velocità costante, che va dritto per la sua strada e arriva a destinazione in scioltezza. Ma se pretendete picchi, rassegnatevi all’evidenza: con Conti non si sono curve, né in alto né in basso.

L’inizio è un lungo riepilogo delle canzoni vincitrici delle 65 edizioni precedenti: si parte da Nilla Pizzi e si arriva a Il Volo, a riprova che è tutto un cerchio e che dopo tutti questi anni siamo tornati al punto di partenza.

I tre co-conduttori Virginia Raffaele, Madalina Ghenea e Gabriel Garko arrivano uno alla volta, in momenti separati. La Raffaele veste i panni (che manterrà per tutta la serata) di una irresistibile Sabrina Ferilli: “Si lamentano perché la presenza di Elton John sarebbe uno spot al matrimonio gay. E quando arrivano i Pooh allora che è, ‘na marchetta all’INPS?”. Game, set, match.
Madalina Ghenea è bella assai, ma questo lo sapevamo già. Quello che non immaginavamo, invece, è che è anche spigliata, non sta con lo sguardo fisso sul gobbo, capisce quello che sta dicendo, che dovrebbe essere quantomeno il minimo sindacale, se vuoi presentare il Festival.
L’impresa, evidentemente più ardua di quanto si possa pensare, non è riuscita granché a Gabriel Garko. Impacciato, monocorde, quello che Carlo Conti, in uno slancio di eccessiva generosità, ha presentato come “un grande attore” ha steccato decisamente la prima. Era teso, nervoso, emozionato. O forse era solo Gabriel Garko.

La Raffaele, come da facile pronostico, ha vinto la sfida dei conduttori per distacco e nel Sanremo renziano che più renziano non si può, riesce anche a citare il premier e il ministro Boschi.
Forse stiamo dimenticando qualcosa? Ah, la gara, il sottofondo musicale che fa da contorno al carrozzone. Primi dieci big in gara e primi verdetti (seppur provvisori): i quattro a rischio eliminazione sono Irene Fornaciari (accanimento terapeutico e spiace assai perché la ragazza è simpatica), Dear Jack (il pezzo è debole e loro hanno perso il frontman acchiappa-teenager), Bluvertigo (bella canzone, velo pietoso sulla voce di Morgan) e Noemi. Ecco, questa è la vera sorpresa di questo esordio sanremese. Noemi ha una bella canzone scritta da Marco Masini che meriterebbe di stare decisamente più in alto. La sua esibizione, in realtà, non è stata il massimo ma il brano c’è e recupererà terreno nei prossimi giorni. I sei che per il momento sarebbero salvi, invece, sono Giovanni Caccamo & Deborah Iurato, Stadio, Enrico Ruggeri, Lorenzo Fragola, Arisa e Rocco Hunt.

Altro momento clou della serata (esibizione di Elton John a parte, perché parliamo di livelli inarrivabili) è stata la celebrazione di Laura Pausini che, a 23 anni da La Solitudine, torna all’Ariston con un medley di grandi successi (che ha fatto partire l’inevitabile coretto in Sala Stampa) e un brano dell’ultimo album. La Pausini è sembrata sinceramente felice di stare al Festival e forse anche di restituire qualcosa a un evento che l’ha creata dal nulla e l’ha lanciata letteralmente ai quattro angoli del pianeta. Certo, magari il duetto tra la Pausini di oggi e la Pausini del 1993 l’avremmo evitato, non fosse altro perché è tutta roba che Paolo Limiti ha fatto con Manuela Villa e il defunto padre almeno 15 anni fa.
Sul fronte comici, ieri toccava a Aldo, Giovanni e Giacomo, anche loro in vena di celebrazioni (25 anni di carriera) e con la scusa dell’amarcord ci hanno rifilato uno sketch visto e rivisto mille volte che a stento faceva ridere all’epoca.

Fin qui la prima serata di un Festival che nemmeno la rovente polemica sulle unioni gay è riuscito a scaldare più di tanto. Ma quando c’è Carlo Conti, si sa, tutto si mantiene su un confortevole e rassicurante tiepido.
 
Fonte: QUI
 
 
tutte le esibizioni, minuto per minuto, dalle ore 20,44 alle 00,40 ca.(3 h e 25 min. ca. con la possibilità di attivare "Highlights", l'indice degli artisti e dei brani):

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FESTIVAL DI SANREMO 2016 - Seconda serata

Messaggio  settenote il Gio Feb 11, 2016 8:46 am



Serata piacevole, con persino qualche guizzo qua e là. Molto commovente l'esibizione di Ezio Bosso, musicista affetto da Sla. Primi eliminati tra i giovani, tra i Big a rischio Zero Assoluto, Dolcenera, Neffa e Alessio Bernabei.
Senza la lunga anteprima dell’esordio di martedì, la seconda serata del Festival di Sanremo si apre subito, dritta e liscia come l’olio. Spazio ai giovani, pochi e sacrificati in un meccanismo da talent con sfide uno contro uno. Un meccanismo forse inevitabile, visti i tempi che corrono, e almeno possono godere del palcoscfrenico dell’Ariston proprio all’inizio.

Prima sfida tutta al femminile: da un lato Chiara Dello Iacovo, con un pezzo simpatico e orecchiabile. Contro ha Cecile con la sua fortissima N.E.G.R.A.: testo di una sincerità spiazzante, forse le migliori possibili per smontare razzismo e intolleranza. Il voto (televoto) fa andare avanti Chiara Dello Iacovo.
Seconda sfida tra due cantanti che alla vigilia godevano dei favori del pronostico per la vittoria finale. Per una scelta incomprensibile degli autori, però, Irama e Ermal Meta si trovano uno contro l’altro. Irama è giovanissimo, produce una quantità incredibile di parole al minuto, è fresco e ha una presenza scenica che lo aiuterà tra il pubblico più giovane. Ermal Meta è già un autore di successo per nomi importanti della musica italiana (Emma, Mengoni, Renga, Patty Pravo) e adesso prova a far da solo, con un pezzo bello che mostra tutto il bagaglio di esperienze che ha messo insieme negli anni. E infatti passa, con il 59% dei voti e con l’applauso della Sala Stampa.

Ad aprire le danze tra i Big ci pensa Dolcenera, con “Ora o mai più (le cose cambiano)”, un bel pezzo che riecheggia Alicia Keys ma funziona assai, si apre quando deve aprirsi, sale e scende a stuzzicare le emozioni del pubblico.
Poi è il momento del consueto capolavoro firmato Virginia Raffaele, stasera perfetta nelle vesti di Carla Fracci. È forse il punto più alto del genio comico di un talento che sembra non avere fine. Il giochino sull’eleganza della Signora della Danza funziona benissimo, soprattutto quando scatta quel “Cazzo!” che non ti aspetti. Da standing ovation.
Clementino dedica la sua canzone a chi vive lontano da casa, agli emigranti. E lo fa con la consueta passione. Magari sopra il Po non sarà apprezzata più di tanto, ma la canzone è bella, soprattutto grazie a un testo commovente.
A rovinare l’atmosfera arriva Garko, che quantomeno non si inceppa leggendo il gobbo. L’outfit, dicono loro, è un omaggio a Cary Grant. In realtà è solo Tonio Fortebracci, arrivato di straforo in Rai dalle pessime fiction Mediaset.

Il momento successivo è dedicato a “The Reventants”, vale a dire a una Patty Pravo come sempre piena di fascino e allure, alla quale perdoniamo tutto, anche solo per la carriera clamorosa che ha alle spalle. Il momento clou del suo ingresso, in realtà, è l’esordio quest’anno del maestro Peppe Vessicchio, ormai mito assoluto del Festival e che ieri non si era visto sul podio a dirigere l’orchestra.
#labuonascuola Carlo Conti ospita la scuola elementare più piccola d’Italia, sita in quel di Ceresole (TO), con una maestra una e due alunni. Questi momenti da libro Cuore piacciono assai al conduttore, a metà tra il maestro Manzi e il maestro Perboni. La storia però prende una piega da Family Day quando i pupi cominciano a canticchiare “Quando i bambini fanno oh” dell’acerrimo nemico dell’ideologia gender Giuseppe Povia.

Dopo l’ospitata di ieri di Laura Pausini, come superospite italiano stasera arriva Eros Ramazzotti, altro frutto prezioso del frutteto spesso improduttivo di Sanremo. Ovviamente si va di medley, con immancabile sing-along in Sala Stampa: Terra Promessa, Una storia importante, Adesso tu. Si vola sulle ali della nostalgia (siamo invecchiati tutti, e spesso male). È invecchiato anche Eros, e un po’ si vede. Ma arrivarci a 51 anni così. Poi, verso la fine del medley, prende lunghi nastri rainbow dalle mani della sua compagna e comincia a sventolarli con passione sul palco. Momento memorabile.
Le due chiacchiere d’ordinanza con Carlo Conti, accomodati sui gradini del palco, virano subito sul tema famiglia: e lì Eros dà il meglio di sé. “I figli fanno famiglia e la famiglia è importante, qualsiasi essa sia. Questa cosa che porto (si riferisce ai nastri rainbow, ndr) è importante!”. Non è dato sapere se era tutto previsto o Eros ha voluto fare il battitore libero. Conti ha comunque glissato perché, come ha detto oggi in conferenza stampa, “non vuole condizionare o penalizzare chi non indossa nulla di arcobaleno”.
Subito dopo, Ezio Bosso, musicista di enorme talento, affetto da Sla, è meraviglioso ospite sul palco, con una forza e una passione che vanno al di là di ogni pietismo di sorta. Un grande musicista, prima di ogni altra cosa, noto in ogni angolo del mondo. Il resto è solo un dettaglio.

E dopo uno dei momenti più intensi della storia recente di Sanremo, si torna alla gara e arriva sul palco Alessio Bernabei (ex frontman dei Dear Jack). E vabbè, la vita è così, è fatta di momenti memorabili e altri trascurabili, ma il pezzo non è male. Il refrain ricorda leggermente Ariana Grande, ma funziona assai, ha qualcosa di dance (stile Nek lo scorso anno) e funziona. Piacevole sorpresa.
È poi il momento di Elio e le Storie Tese, che se ci fosse giustizia su questa terra infame vincerebbero a mani basse con la loro geniale “Vincere l’odio”, summa di tutti i ritornelli scemi e orecchiabili che hanno fatto la storia della musica leggera. Forse non vinceranno causa televoto, ma è una meraviglia ascoltarli.
La serata scorre piacevole e ha persino avuto qualche guizzo qua e là. Non sembra nemmeno frutto di quel “sorridente pragmatico” di Carlo Conti (la calzante definizione è di Enrico Ruggeri). Intanto arriva Ellie Goulding, superospite internazionale. Ora non vorremmo mettere il dito nella piaga (ci scusino Adinolfi e Gasparri), ma la Goulding è amatissima, tra gli altri, anche dalla comunità LGBT. Niente, quest’anno è andata così.

Momento Nicole Kidman. Grande attrice, per carità, ma stiamo parlando pur sempre di una signora che solo un anno e qualcosa fa aveva accettato di far da madrina ad Agon Channel. E forse basta e avanza, non credete?

Annalisa è la penultima in gara, e il suo problema è sempre lo stesso: voce bellissima ma canzone non all’altezza. È una sorta di condanna. Chissà se prima o poi riuscirà a sfuggire a una maledizione ormai sin troppo lunga.
Virginia Raffaele/Carla Fracci torna in scena e si mette addirittura a ballare sulle punte sulle note di La notte vola di Lorella Cuccarini. Altro momento esilarante. Questo è il Sanremo di Virginia Raffaele. Punto e a capo.
Si è fatto tardi e per chiudere arrivano gli Zero Assoluto: la notizia principale (anzi, l’unica) è che nel nuovo pezzo non c’è “Tuturuturututtu”. That’s all.
Serata infinita, con classifica finale per decretare chi rischia l’eliminazione: Clementino, Annalisa, Valerio Scanu, Francesca Michielin, Patty Pravo, Elio e le Storie Tese sono salvi (almeno per il momento); mentre nella parte bassa si piazzano Neffa, Alessio Bernabei, Dolcenera e Zero Assoluto; inspiegabile la posizione di Dolcenera (come quella di Noemi martedì sera), immeritata anche quella di Bernabei, che ci aveva sorpreso favorevolmente.
Ma domani è un altro giorno e si vedrà, sempre per restare nel mondo della musica italiana.
 
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FESTIVAL DI SANREMO 2016 - Terza serata

Messaggio  settenote il Ven Feb 12, 2016 8:23 am



La Raffaele, stasera nei panni della nota stilista, più attesa di canzoni e superospiti.
Sorpresa Clementino che con la cover di Don Raffeè di De Andrè conquista la sala stampa e vince il suo gruppo.
Elio e le Storie Tese osano tantissimo, proponendo addirittura una cover in italiano della Quinta di Beethoven.
Numeri mostruosi per le prime due serate, stasera tocca alle cover e alle altre due semifinali delle nuove proposte. E sono proprio i giovani ad inaugurare la serata, con la prima sfida diretta tra Miele e Francesco Gabbani. Differenza mostruosa di atteggiamento: la prima è crepuscolare, forse troppo concentrata e perde in spontaneità; Gabbani è una forza della natura, allegro e talentuoso. Passa Miele, ma c’è un problema tecnico in Sala Stampa. I giornalisti (a occhio in maggioranza a favore di Gabbani) non sono riusciti a votare. Proteste prolungate, verifiche ancora in corso.
Seconda sfida tra Michael Leonardi, nuovo talento targato Caselli, e Mahmood, meteora a X Factor ma dotato di un timbro particolare e portatore sano di una musica che dalle nostre parti non è gettonata e che nel resto del mondo spacca. Passa Mahmood, a sorpresa. Ma sorpresa vera, fidatevi.

Momento Raffaele, ormai più attesa di canzoni e superospiti. Stasera va a scomodare nientemeno che Donatella Versace. “Parodizzare” la Versace è impresa difficilissima, ma intanto la somiglianza fisica è spaventosa. Solite risate da star male. Chissà se Donatella la prenderà bene come Ferilli e Fracci… Qualche dubbio ce l’abbiamo. Si torna alla gara con l’ultima cover del primo gruppo: Giovanni Caccamo e Deborah Iurato cantano Amore senza fine di Pino Daniele. Bene, molto meglio dell’esordio di martedì. Iurato più sciolta e rilassata.
Dopo la fine delle esibizioni del primo gruppo, approfittando della pausa pubblicitaria, i giornalisti in Sala Stampa hanno potuto rivotare (visti i problemi tecnici della prima sfida) per scegliere chi mandare avanti tra Miele e Francesco Gabbani. Intanto arrivano i risultati del primo gruppo di cover: vince (meritatatamente) una Noemi finalmente in forma.
Patty Pravo coverizza se stessa con Fred de Palma. Tutt’al più è una splendida canzone, Patty la interpreta più che bene. È parte della sua e della nostra storia. Fa piacere ritrovarla in forma smagliante. Momento bimbominkia: Alessio Bernabei accompagnato da Benji e Fede cantano A mano a mano di Cocciante (con tanto di nastri rainbow). Se la cavano meglio di quanto ci aspettassimo. Dolcenera (anche lei, come Noemi, a rischio eliminazione contro ogni logica) canta Amore Disperato di Nada. Lei ci mette la solita grinta, ma l’arrangiamento non convince affatto. Torna la Raffaele, si torna a ridere come matti. Poi tocca a Clementino, che canta Don Raffaè di De Andrè. Alle prova ha incantato, in diretta ancora di più. E vince il suo gruppo, con ovazione in Sala Stampa.
I giovani o meno giovani protagonisti di questo Sanremo scaldano poco il cuore, forse, e allora tocca agli anziani e gagliardissimi Pooh infiammare Ariston e Sala Stampa. Un sing along sulle note dei loro più grandi successi che regala il primo vero momento di gioia pura di questo Festival.

Dopo il momento Pooh (con Riccardo Fogli in lacrime), Carlo Conti spiega l’intoppo tecnico della prima sfida tra i giovani: risultato capovolto, vittoria di Francesco Gabbani col 50,8%, altra ovazione in Sala Stampa (che stasera è particolarmente viva).
Elio e le Storie Tese osano tantissimo, proponendo addirittura una cover in italiano della Quinta di Beethoven, nella versione di Murphy. Il testo è la loro solita genialata. Da trent’anni prendono per il culo per tutti e, nel frattempo, fanno arte vera. Gruppone, il terzo, con una versione di Cuore di Rita Pavone cantata da Arisa che lascia il segno. Piccola parentesi: come ormai consuetudine, i cantanti in gara sono molto più bravi quando cantano le cover, molto meno quando si esibiscono nei loro pezzi inediti. Altra sveglia per l’Ariston, con Rocco Hunt che chiede al pubblico imbalsamato dell’Ariston di alzarsi. Ce la fanno tutti, anche i molti con l’anca in titanio. A chiudere il fortissimo gruppo 3, Francesca Michielin con Il mio canto libero. Cantare Battisti dovrebbe essere vietato dalla Costituzione, ma in questo Festival l’ex vincitrice di X Factor sembra in stato di grazia. Vince Rocco Hunt. Il ragazzo è genuino, fresco e coinvolge il pubblico. Teniamolo d’occhio in vista della finale di sabato.
Quarto gruppo, ancora musica napoletana: Neffa canta ‘O Sarracino di Renato Carosone. Di nuovo Battisti, con Scanu che canta Io vivrò (senza te). A differenza della Michielin, però, il risultato è da dimenticare. E anche in fretta, possibilmente. Irene Fornaciari si cimenta con Gianni Morandi e la sua “Se perdo anche te”. Esibizione trascurabilissima, ma accanirsi sulla figlia di cotanto padre è ormai sport nazionale e dunque evitiamo. Morgan e i suoi Bluvertigo scelgono La Lontananza di Domenico Modugno: arrangiamento meraviglioso, ma la voce di Morgan non c’è. Purtroppo. E ci manca da morire. Vince Scanu. Amarezza (e qualche protesta in Sala Stampa).
Quinto e ultimo gruppo. Parte Lorenzo Fragola che si misura con La donna cannone di Francesco De Gregori. È andata male, ma assai. Tocca a Enrico Ruggeri con ‘A Canzuncella degli Alunni del Sole, già incisa in passato dal cantautore milanese. Ha tanto di quel mestiere che sbrana il palco a bocconi enormi. Annalisa si cimenta in America di Gianna Nannini. La cantante ligure è brava come sempre, il pezzo è bello assai, l’arrangiamento convince molto meno. Si chiude in bellezza con gli Stadio che cantano La sera dei Miracoli di Lucio Dalla. Una interpretazione intensa di Gaetano Curreri regala l’ultima enorme emozione della serata. E alla fine del brano arriva anche la voce originale di Dalla. Vincono gli Stadio, ma sarebbe stato assurdo il contrario.
Finiti i gruppi, i cinque vincitori si sfidano per conquistare la serata cover: Noemi, Clementino, Rocco Hunt, Valerio Scanu e gli Stadio. Nel frattempo spazio a Hozier con Take me to church (il cui video è una toccante rappresentazione dell’omofobia in Russia). Nella conferenza stampa della vigilia, il cantante irlandese era andato a ruota libera su diritti LGBT, Chiesa, rifugiati e sulla chitarra, in bella mostra, un adesivo arcobaleno. Classifica finale: quinto Rocco Hunt, quarta Noemi, terzo Clementino, secondo Valerio Scanu e primi gli Stadio. Non poteva che andare così.
 
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FESTIVAL DI SANREMO 2016 - Quarta serata

Messaggio  settenote il Sab Feb 13, 2016 9:43 am



All'Ariston la mattatrice è sempre Virginia Raffaele, stavolta nei panni di Belen Rodriguez. Per gli ospiti comici si conferma la scia negativa, con una pessima prestazione di Enrico Brignano.

Il vincitore delle Nuove Proposte è Francesco Gabbani

Penultima serata del Festival di Sanremo, quella della finale delle Nuove Proposte. Finale a quattro, nonostante il pasticciaccio di ieri sera e Miele che aveva chiesto invano di essere ammessa in aggiunta ai colleghi.
E si parte proprio con i giovani: prima Mahmood con Dimentica (solito stile sofferente ma efficace, contemporaneo come pochi suoi coetanei), poi Francesco Gabbani (colui che ha eliminato Miele, per intendersi) con l’efficacissima Amen, che fa ballare ma anche riflettere e arrabbiare (il testo è da incorniciare). La finale dei giovani va come un treno: per la serie “prima famo e prima se n’annamo”, che poi c’è da fare sul serio. Chiara Dello Iacovo, sin troppo scanzonata della sua Introverso, con un sorriso che dà fastidio, perché in natura un sorriso così fisso, 24 ore su 24, qualsiasi cosa accada, non può esistere. Ultimo del lotto, il bravissimo Ermal Meta, che l’arcobaleno lo ha addirittura dipinto in faccia, sugli occhi. Se esiste una giustizia, dovrebbe giocarsi la vittoria finale con Gabbani, magari spuntandola pure.
Pausa pubblicitaria, poi Carlo Conti arriva sul palco proprio con Miele, che incassa una visibilità che, diciamocelo chiaramente, non avrebbe avuto altrimenti. Si esibisce, ringrazia e va.
Si parte con i big, con Annalisa. Il diluvio universale non è una canzone degna del suo talento, ma la voce continua a funzionare. È molto quotata per le parti alte della classifica.

Come preannunciato da Dagospia, arriva Virginia Raffaele nei panni di Belen vestita da suora: “Mezza nuda sono già scesa da questa scala, ho pensato di volare con la fantasia”. Non è un’imitazione nuova della Raffaele, ma forse è la più amata e la più efficace. Battute a raffica su gossip, Stefano De Martino e Festival. Si parte alla grande. Poi si torna sulla terra, purtroppo, con l’esibizione degli Zero Assoluto che cantano “Di me e di te”. Coraggio.
Entra Garko, mostrando le terga marmoree scendendo da una scala a pioli. Picco massimo della sua partecipazione sanremese. È il turno di Rocco Hunt, che come sempre risveglia gli zombie dell’Ariston. Forza della natura. Quotatissimo per la vittoria di domani. Irene Fornaciari. Canta Blu. Se ne va. Non c’è altro da aggiungere.
Momento Ghenea. Bella, vestita da Dio, di nuovo spigliata; piccola rivelazione.
Ma non c’è tempo per incantarsi, tocca a Giovanni Caccamo e Deborah Iurato: canzone a due facce. La prima è delicata, cantautorale, con un Caccamo elegante e dolce (sì, anche gli uomini possono esserlo); la seconda è più duettone sanremese, con l’ingresso della Iurato. Si va veloce, almeno in questa prima fase, e su palco arriva quell’inossidabile leone di Enrico Ruggeri. All’Ariston lo acclamano. E se lo merita.
Torna Belen/Raffaele con il suo “paparazzo a mano” (un ragazzo brevilineo chiuso in una valigia).
Come la prenderà, la fumantina Rodriguez? Ecco la vera rivelazione di questo Festival: Francesca Michielin. Ieri è stata bravissima nell’ardua impresa di coverizzare Battisti, oggi ripropone la sua canzone fresca, moderna, che funziona assai, primo tormentone di questa abbuffata sanremese. Sarebbe bello vederla nella parte alta della classifica sabato sera.

Elio e le Storie Tese arrivano sul palco con zigomi rifatti e labbra gonfie. Riferimento a qualcuno in particolare? La loro “Vincere l’odio” è uno spettacolo sera dopo sera. Ma la Sala Stampa è tiepida. Stranamente tiepida. Tocca alla regina di questo Sanremo 2016, Patty Pravo. “Cieli immensi” è una canzone “praviana” che più “praviana” non si può. All’esordio non era stata convincente, nella serata delle cover sì, quasi maestosa. Stasera in scioltezza.
Momento comico della serata: arriva Enrico Brignano, che ormai somiglia sempre più alla buonanima di Gheddafi. Conti così nero da sembrare Obama: si comincia male. Poi si vira sulla vita da babbo del conduttore toscano: “Quando arriva un ragazzino, rompe gli schemi di coppia, rompe la routine, rompe…”. Battute trite e ritrite. Una noia che quasi rimpiangiamo il Siani dell’anno scorso. Rende bene l’idea?
Poi parte la sfilza di frasi oxfordiane: “Te l’appizzo e vado via. Te lo appoggio e nemmeno te ne accorgi”. Livelli bassissimi. Volgarità dilagante. È il prezzo che dobbiamo pagare per il guizzo di civiltà di Sanremo Arcobaleno?
Come Aldo, Giovanni e Giacomo, anche Brignano riscalda minestre vecchie e ammuffite. Poi parte il pippotto serio sul rapporto padri-figli, con tappeto musicale al pianoforte. Vent’anni fa era roba già stantia.
Grazie al cielo non dura tanto e possiamo tornare alla gara. Roba che vedere entrare Alessio Bernabei ci riempie di gioia. In giornata ha fatto una gaffe clamorosa su Tiziano Ferro (“Ha costruito una carriera sui plagi”), poi ha tentato di rimediare. Ma è giovane, si è lasciato prendere la mano.
È un Neffa finalmente più convincente, quello che arriva sul palco a cantare “Sogni e nostalgia” (non certo la sua canzone migliore). Era ora.

Momento clou della serata: proclamazione del vincitore delle Nuove Proposte e sul palco arriva addirittura Giovanni Toti, governatore della Liguria. Con fiocco e riferimento ai marò, ovviamente: dopo Brignano, è la continuazione degna di questa serata “de destra”.

Quarto classificato, con “Dimentica”, l’ex X Factor Mahmood, terzo posto per Ermal Meta (che a nostro parere avrebbe meritato almeno il secondo posto). Ma almeno vince Francesco Gabbani, autore e interprete della splendida “Amen”, lasciando al secondo posto Chiara Dello Iacovo.
Corto circuito Belen sul palco: Raffaele/Rodriguez presenta un altro noto imitatore della showgirl argentina, Valerio Scanu. Che però, ahinoi, stasera canta. La canzone, scritta da Fabrizio Moro, è bella. Lui, però, la canta di nuovo solo con la voce e con la testa, senza cuore, senza emozionare.
È ancora “Amici di Maria” moment con i Dear Jack: pezzo debolissimo, Leiner (nuovo frontman al posto di Bernabei) fresco ma poco maturo. Trascurabili. Next, please.
Intanto, per la serie “esagaruma”, Carlo Conti azzarda un paragone tra la Ghenea e Wojtyla (per i problemi con l’italiano). Prossima fermata: Dio.
Per fortuna arriva Elisa, superospite italico della serata. Comincia con Luce, canzone con cui ha vinto a Sanremo nel 2001, e poi ancora L’anima vola e Gli Ostacoli del cuore, prima di intonare uno dei brani del nuovo album. Ovazione all’Ariston, strameritata. Ce ne fossero, di cantanti come Elisa.
Virginia Raffaele/Rodriguez torna sul palco e prende in giro la leggendaria farfallina di qualche anno fa, esibendo un tatuaggio sull’interno coscia con le fattezze del “Mi piace” facebookiano, a sottolineare la presenza compulsiva di Belen sui social. Ed è proprio la comica romana che lancia un nuovo Campione in gara: Noemi. Bravissima nella serata delle cover con “Dedicato”, nella prima esibizione di martedì era stata deludente (viste le sue capacità), ma il pezzo, scritto da Marco Masini, è bello.
Nella serata più di destra di tutta la settimana (Toti, Brignano, i marò), poteva forse mancare il re colombiano del reggaeton? Purtroppo no. E allora ecco J. Balvin, ospite internazionale, che indossa una sorta di pile lunghissimo e rosso, tipo weekend “poraccio” a sciare al Terminillo.
È mezzanotte e ancora la serata prevede almeno un’ora di supplizio. Per fortuna arrivano gli Stadio, reduci dalla vittoria nella serata delle cover con una memorabile “La Sera dei Miracoli” di Lucio Dalla. Curreri in gran forma, pezzo emozionante. In un mondo ideale si piazzerebbero nella top 5. E a Sanremo?
Solo cinque canzoni, poi Carlo Conti annuncerà ai superstiti i nomi degli eliminati. Il sedicesimo big in gara è Arisa con Guardando il cielo. Canta benissimo, ma non è una novità. Cantasse soltanto, sarebbe una divinità. Intanto anche Madalina Ghenea si schiera (è la prima tra i membri del cast) e indossa nastri rainbow a sostegno della legge sulle unioni civili tra omosessuali. Fazzolettino rainbow per Fragola, ma questo non salva la sua canzone deludente.
Terz’ultima canzone in gara (ormai è un countdown drammatico, resistenza messa a dura prova) è Semplicemente dei Bluvertigo (con Morgan che in conferenza stampa ha beccato più volte Elio, tanto per cambiare). Canzone bella, quella dei Bluvertigo, con la solita voce imperfetta del buon Castoldi. Va bene l’emozione che trasmetti, ma servirà o no una voce decente?
Dolcenera, a rischio eliminazione dopo la prima esibizione, ripropone la sua bella Ora o mai più, mentre a chiudere la lunghissima lista di 20 big in gara arriva un’altra rivelazione di questo Sanremo: Clementino. La sua Quando sono lontano è un inno per nulla banale a chi è costretto a vivere lontano da casa. Solita maestria lessicale, solita presenza scenica imponente.
È notte fonda, e finalmente Carlo Conti comunica i nomi dei cinque Campioni a rischio eliminazione (ne verrà salvato solo uno grazie al televoto): Zero Assoluto, Dear Jack, Neffa, Bluvertigo e Irene Fornaciari. Uno di loro potrà partecipare alla finale di sabato sera. Per gli altri quattro, ritorno a casa anticipato.
 
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FESTIVAL DI SANREMO 2016 - Serata finale

Messaggio  settenote il Dom Feb 14, 2016 9:32 am



Finalissima di Sanremo 2016, il Sanremo dei nastri arcobaleno, della bellezza della Ghenea e del talento di Virginia Raffaele.
E di Gabriel Garko, ahinoi.
Si comincia con Francesco Gabbani, vincitore venerdì sera delle Nuove Proposte. La sua Amen fa ballare la Sala Stampa, ed è già una notizia. Ma la vita è fatta di alti e bassi, e arriva il temuto collegamento da New York con i tre ragazzotti de Il Volo, vincitori lo scorso anno (che evidentemente era il 1955).
Ritardo causato dal satellite che peggiora l’effetto pessimo di una presenza inutile. Per fortuna si torna alla gara, con il big ripescato che è, a sorpresa, Irene Fornaciari. Fuori Bluvertigo, Neffa, Dear Jack e Zero Assoluto. Mah.
Si rientra dalla pausa pubblicitaria e non ci siamo ancora ripresi dal ripescaggio di Irene Fornaciari.

Per la gioia di donne e pubblico arcobaleno (stasera protagonista anzicheno), ecco arrivare il fisico scultoreo di Roberto Bolle, che danza sulle note dei Queen a petto nudo. Parte la gara, e la montagna partorisce il topolino: la presenza di Fiorello, infatti, è solo in video per introdurre la prima big Francesca Michielin. Outfit elegante, esibizione convincente. Ci piacerebbe vederla nelle prime posizioni. Secondo campione: Alessio Bernabei.
Dopo la scelta di lasciare i Dear Jack, i rischi erano tanti. Ebbene: lui è in finale, i Dear Jack sono stati eliminati. That’s all. Momento Raffaele, che stasera è semplicemente Virginia Raffaele. E scusate se è poco. L’attrice comica romana è la vera trionfatrice di questa edizione del Festival. E almeno su questo siamo d’accordo tutti. A presentare Clementino arriva il video di Salvatore Esposito, il Genny Savastano di Gomorra. Il rapper napoletano canta la sua “Quando sono lontano” con la solita intensità interpretativa. Momento Garko, stasera vestito da cameriere di un affollato e ricco matrimonio calabrese. Fortunatamente arriva la regina Patty Pravo, con trasparenze che non lasciano nulla al caso, presentata da Loredana Bertè dalle cascate del Niagara. Patty Pravo magnetica. E l’età la diciamo, anche se si tratta di una signora: sono 67 primavere, portate con un’eleganza conturbante.

Torna Roberto Bolle, stavolta in completo elegantissimo, a raccontare la sua esperienza di stella della danza mondiale e poi balla addirittura La Notte Vola di Lorella Cuccarini in compagnia di Virginia Raffaele. Ma c’è una gara da mandare avanti, e arriva Lorenzo Fragola, introdotto da Ficarra & Picone. L’ex vincitore di X Factor canta la sua Infinite volte e continua a essere un’incognita in vista della vittoria finale. Noemi arriva con la presentazione di J Ax e si esibisce nella sua bella “La borsa di una donna”: quest’anno la rossa cantante romana ha anche azzeccato gli outfit. E in passato non è sempre successo.
Il primo superospite è Cristina D’Avena, arrivata all’Ariston a furor di popolo. In Sala Stampa si canta come pazzi, in platea cantano tutti, dalla Maggioni alla Parodi: Occhi di gatto, I Puffi, Kiss me Licia. Ed è subito delirio anni ’80.

Elio e le Storie Tese arrivano vestiti da Kiss (trucco incluso) e vengono lanciati da un video di Mal. Contraddizione deliziosa. E partono i sette ritornelli di “Vincere l’odio”, da San Paolo a Topinambur, passando per Canzone Brutta. Un gioiello, applauditissimo in Sala Stampa.
Ma che sorpresa! Al Sanremo contiano arrivano Pieraccioni e Panariello. Ceccherini, purtroppo, no. Ovviamente mettono il povero Conti in mezzo: “Ormai non lo vediamo più. Per trovarlo si deve andare al solarium o a Sanremo!”. Siete amici? Ok, buon per voi: vedetevi a casa Conti. Grazie. Soprattutto se poi Panariello se ne esce con battute del genere: “Ho visto Elton John in formissima. Ha fatto un figlio e sembra che manco sia stato lui!”.
Si parla della reunion all’Arena di Verona del 5 settembre e i due dicono: “Se non vieni tu ci portiamo Matteo Renzi”. E Conti: “Lo avete interpellato?”. E Panariello: “E lui ci ha interpellati per diventare presidente del Consiglio?”. Che coraggio, che satira corrosiva. Poca roba, tanta noia.
Grazie al cielo si torna alla gara, con Arisa introdotta da Giusy Ferreri. Guardando il cielo è una canzone discreta, la sua voce splendida fa il resto. Qualcuno la vede ben piazzata, ma per le prime posizioni dovrà battere la concorrenza di tanti agguerriti colleghi.
Tocca agli Stadio (presentati da Carlo Verdone) con la loro emozionante Un giorno mi dirai. Se vincono la sfida “over” con Patty Pravo possono arrivare molto molto in alto. Decimo campione (abbiamo scollinato, siamo oltre la metà) è Annalisa, presentata da Francesco Renga. Al televoto potrebbe andare molto bene, ma per vincere forse non basta.

È il momento di Renato Zero, con un medley da sogno (La favola mia, Più su, Amico, Nei giardini che nessuno sa, Cercami, Il cielo, I migliori anni della nostra vita). Cantano tutti, all’Ariston e in Sala Stampa. E alla fine scatta, inevitabile, l’ovazione. Un’icona vivente della musica italiana. Poi arrivano Il Triangolo e Mi vendo, e il delirio è totale. In Sala Stampa si canta e si balla, e c’è chi fa partire anche il trenino.

Rocco Hunt (presentato da Vincenzo Salemme) continua il momento-delirio con la sua canzone (favoritissima per la vittoria finale) che fa ballare tutti. Poi tocca a Dolcenera, introdotta dai prossimi colleghi di The Voice Raffaella Carrà, Emis Killa e Max Pezzali. Mancano ancora quattro Campioni, poi verrà dato lo stop al televoto e si decideranno i tre che conquisteranno il podio (le cui posizioni verrano decise da un altro televoto). Enrico Ruggeri graffia in un giubbotto rosso di pelle che farebbe la sua figura anche su un ventenne alla moda. Il suo pezzo avrà successo nelle radio, perché funziona assai. Caccamo e Iurato, introdotti da Giuliano Sangiorgi, cantano il loro duetto dalla duplice faccia (prima parte elegante, poi molto sanremese). C’è chi li vede sul podio. Fabrizio Moro introduce Valerio Scanu, che canta Finalmente piove. E il vincitore di qualche Sanremo fa con “tutti i luoghi e tutti i laghi” prova a bissare. Sul web è amatissimo. Basterà? Ultima canzone in gara, la ripescata Blu di Irene Fornaciari, presentata da Serena Dandini. Testo toccante sul dramma dei migranti, ma non convince.
Televoto chiuso. I giochi sono fatti. Almeno per decidere chi salirà sul podio, visto che i tre più votati da giuria demoscopica, giuria di esperti e televoto si sfideranno in una finalissima a tre.

Arriva una classifica sorpredente: 4 Enrico Ruggeri 5 Lorenzo Fragola 6 Patty Pravo 7 Clementino 8 Noemi 9 Rocco Hunt 10 Arisa 11 Annalisa 12 Elio e le Storie Tese 13 Valerio Scanu 14 Alessio Bernabei 15 Dolcenera 16 Irene Fornaciari.
Sul podio, dunque, Stadio, Francesca Michielin e Giovanni Caccamo & Deborah Iurato. Nuovo televoto, poi il vincitore.
Cominciano le premiazioni. Premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo: Amen di Francesco Gabbani. Premio “Giancarlo Bigazzi” per la miglior musica: Un giorno mi dirai degli Stadio Premio Sala Stampa radio-tv “Lucio Dalla”: Un giorno mi dirai degli Stadio Premio della Critica “Mia Martini” della Sala Stampa Roof Ariston: Cieli immensi di Patty Pravo. Ma le chiacchiere, le polemiche, le dirette-fiume sono arrivati al capolinea.
C’è da annunciare il podio del 66° Festival della canzone italiana di Sanremo: terzo posto per Giovanni Caccamo & Deborah Iurato, secondo posto per Francesca Michielin, vincono gli Stadio con “Un giorno mi dirai”.
A sorpresa, ma meritatamente.
 
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Re: FESTIVAL DI SANREMO 2016: I CANTANTI - LE CANZONI - I TESTI

Messaggio  settenote il Mar Mar 08, 2016 9:58 am


Festival di Sanremo: vince il cantautorato artigianale. Stadio assopigliatutto.

Con 11 milioni 223 mila spettatori ed uno share del 52.52 per cento, il 66 mo Festival di Sanremo è il più visto degli ultimi 11 anni ed il più seguito sui social; l’attesa finalissima della kermesse conclude la settimana più surreale dell’anno.
Ad inaugurare la serata è l’esibizione di Francesco Gabbani che con “Amen” si è aggiudicato la vittoria della categoria “Giovani Proposte”.
Il ripescaggio riporta Irene Fornaciari in gara con “Blu”.
Scandito dalla conduzione sobria, veloce e assertiva di Carlo Conti, confermato alla direzione artistica anche per il prossimo anno, il Festival è stato vinto dagli Stadio, un gruppo che ha alle spalle una lunga storia e che ha portato sul palco dell’Ariston un brano con un contenuto importante e che, tra l’altr,o si è aggiudicato il premio della sala stampa radio-tv-web “Lucio Dalla”- sezione campioni e il “Premio Giancarlo Bigazzi” per la migliore musica.
Il loro percorso all’interno del Festival ha incontrato il punto di svolta con la vittoria della serata dedicata alle cover con il brano “La sera dei miracoli”.

Durante la conferenza stampa post Festival, Gaetano Curreri ha dichiarato:
«Abbiamo sempre guardato un pò indietro per proiettarci in avanti, ce l’ha insegnato Roberto Roversi; non pensavamo assolutamente di vincere il Festival. C’è anche un pubblico giovane che ci segue e vede in noi una band che suona bene. E' la festa degli innamorati, noi siamo innamorati della musica, per noi la musica è tutto. In questi giorni, ha aggiunto, pensavo al primo Sanremo. Avendo fatto un solo disco, ci accusarono di essere giunti al Festival grazie a Lucio Dalla ma non era così, lui era il primo che censurava le cose che non andavano bene. Abbiamo sempre cercato di portare avanti la nostra carriera pensando alla buona qualità della nostra musica. Sanremo ha un appeal unico, è difficile dirgli di no, soprattutto quando hai una bella canzone. Ci siamo convinti e abbiamo fatto bene a venirci, abbiamo vinto un premio che ci meritiamo davvero, da domani torneremo a fare concerti , siamo una band on the road».

Seconda classificata la rivelazione Francesca Michielin: la sua canzone “Nessun grado di separazione” l’ha portata al Festival dopo la pubblicazione di “di20”, un disco che mette in luce un’artista giovanissima eppure consapevole, in grado di mettere per iscritto suggestioni, idee, messaggi chiari e definiti.
In seguito alla decisione degli Stadio di non partecipare all’Eurovisio Song Contest, la giovane artista parteciperà alla prossima edizione dell’Eurovision Song Contest: «Mi sento portatrice di un messaggio, mi sentivo in uno stato di grande condivisione con il pubblico, mi sono stimata come cantautrice, a vent’anni si è all’inizio di tutto, non sei neanche ancora nato; il Festival è un’esperienza di grande crescita e il mio sogno sarebbe quello di andare all’Eurovision Contest».

A chiudere il podio sono Giovanni Caccamo e Deborah Iurato, un duetto particolare che, attraverso le parole di Giuliano Sangiorgi in “Via da qui”, rielabora l’importanza della parola scusa: «Fare musica non è un lavoro ma una vocazione.
L’Italia ha un suo suono, una sua tradizione, la sua identità, il suo cantautorato e il Festival è ancora il posto giusto per dare il giusto risalto a tutto questo», ha dichiarato Caccamo.

Tra gli altri riconoscimenti ricordiamo il Premio della critica “Mia Martini” sezione campioni assegnato a Patty Pravo con “Cieli immensi”, il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo va, invece, ad “Amen”.

Grande delusione per l’attesa ospitata di Cristina D’Avena, indiscussa regina delle sigle dei cartoni animati che hanno accompagnato la crescita delle ultime generazioni di italiani.
Il suo intervento è stato un breve medley di brevi strofe di alcune delle più famose sigle del suo repertorio; il dubbio è che Conti non abbia voluto puntare su di lei al 100%.
Diverso il discorso relativo al momento dedicato a Renato Zero: l’artista torna sul palco del Festival cantando Favola Mia, Più su Amico, Nei giardini che nessuno sa, Cercami, Il cielo, I migliori anni, Triangolo, Mi vendo, presenta in anteprima il nuovo singolo tratto dal nuovo album di inediti in uscita il prossimo 8 aprile, intitolato “Gli anni miei raccontano” e si ritaglia il tempo per toccare una serie di tematiche di rilevanza socio-culturale cercando di veicolare chiari messaggi mirati alla sollecitazione della riflessione individuale: «La musica non è una velleità, è un impegno anche sociale, culturale, vorrei che questa dottrina venga insegnata nelle scuole, tra i bambini».
Elio e Le Storie Tese

Passiamo alle menzioni di merito: la canzone e le performances di Elio e Le Storie Tese dimostrano che si può ancora pensare di fare buona musica senza doversi necessariamente prendersi troppo sul serio.
La loro genialità risiede nella continua ricerca sperimentale e nella voglia di mettersi in gioco anche dopo 30 anni di storia.
Plauso anche al coraggio con cui Patty Pravo ha scelto di festeggiare i propri 50 anni di carriera partecipando alla gara come una qualsiasi concorrente.
Particolarmente meritevole il brano di Rocco Hunt “Wake Up Wagliò”: un’istantanea della nostra società fotografata con lucida intelligenza attorniata da un groove sornione. Concludiamo questa panoramica di approfondimento con le parole scelte da Carlo Conti per introdurre il Festival di Sanremo che verrà: «Spero di allargare sempre più questa forbice, quest’anno c’erano colori che lo scorso anno non c’erano. Mi auguro di portare a Sanremo sempre buona musica e belle canzoni che piacciano a molti».
Con questo auspicio rinnoviamo l’appuntamento al prossimo anno con la promessa che continueremo sempre e solo a concentrarci sulla musica, intesa come inesauribile fonte di emozione.
 
Fonte: QUI
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