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MAX GAZZE' - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

Italia Canora :: MUSICA LEGGERA :: 
CANTANTI/GRUPPI ANNI' 90
 :: MAX GAZZE'

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MAX GAZZE' - DISCOGRAFIA (Cover - Video - Testi)

Messaggio  admin_italiacanora il Gio Feb 21, 2013 9:52 am


Di seguito viene riportata la discografia completa di MAX GAZZE'

INDICE



Album

1996 - Contro un'onda del mare
1998 - La favola di Adamo ed Eva
2000 - Max Gazzè
2001 - Ognuno fa quello che gli pare?
2004 - Un giorno
2008 - Tra l'aratro e la radio
2010 - Quindi?
2013 - Sotto casa


Raccolte

2005 - Raduni 1995-2005
2007 - The Best of Platinum


Edizioni speciali

2002 - Antecedentemente inedito (2002) (distribuito da Max agli iscritti al Fanclub)


Duetti

Con Ginevra Di Marco: La tua realtà
Con Carmen Consoli: Il motore degli eventi
Con Daniele Silvestri: Pallida
Con Mao: Colloquium vitae
Con Niccolò Fabi: Vento d'estate
Con Paola Turci: Il debole fra i due
Con Alex Britti: ...Solo con te
Con Stephan Eicher: Cenerentola a mezzanotte
Con Paola Turci e Marina Rei: Il solito sesso (durante la serata duetti del 58º Festival di Sanremo, 2008)
Con i Bluvertigo e Morgan: Segnali di vita
Con i Jetlag e Raf: È necessario
Con Luca Barbarossa e Roy Paci: Non mi stanco mai
Con Serena Abrami: Scende la pioggia (da un'ora)

Fonte: QUI
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MAX GAZZE' - 2013 SOTTO CASA (cd)

Messaggio  admin_italiacanora il Gio Feb 21, 2013 10:49 am



1. TITOLO:

2013 – SOTTO CASA

* Etichetta: VIRGIN * Data di pubblicazione: 14-02-2013 * Genere: Pop e Rock Italiano * Supporto: 1 CD Audio * Nr. tracce: 10 * Tipo audio: Stereo * Durata:


2. RECENSIONE:

Lo ascolti e ti piace, lo riascolti e non ti piace più di tanto, lo senti ancora una volta e ti sembra modesto, poi ancora e ti sorprende; per poi ricominciare.
Questo è l’effetto che ha fatto a noi “Sotto casa”, l’ottavo disco del bravo Max Gazzé.
E ci teniamo a specificare che è bravo perché è bene che si sappia, visto che Gazzé fa parte di quei pochi cavalli di razza che al saper fare uniscono il saper essere e che dunque sventoliamo come bandiera. Ogni disco, però, è un nuovo capitolo su cui fare riflessioni e tirare le somme sullo stato di salute artistica di un cantante.
E “Sotto casa” ci dice che Gazzé, mentre canta, spesso è con la testa altrove; forse rende più l’idea dire che questo disco manca di messa a fuoco o è come una fotografia che ritrae le gambe e non ci svela il volto. Insomma la sensazione che le dieci canzone in tracklist ci offrono è quella di un Gazzé presente a metà. Lo sentiamo convinto in brani come “Con chi sarai adesso” e “E tu vai via”, mentre è quasi assente in altri, come “Atto di forza” e “Buon compleanno”.
Che poi “Atto di forza” tratta il così delicato tema della violenza sulle donne, che non è difficile immaginare come possa essere complicato trovare le parole giuste e pronunciarle ancora meglio. Ma per il resto ci arriva l’impegno artistico – condiviso con l’immancabile fratello Francesco - più che il coinvolgimento personale. Troppa fretta nel realizzarlo? E sì che - direte voi - queste sono sensazioni soggettive. Ma se vi hanno raccontato che una recensione fotografa l’oggettività di un lavoro, non vi hanno detto tutto.

Non perdiamo di vista il disco però, che ha tanto di buono, a partire dalla produzione che dosa voci e strumenti con un discreto senso della misura, nonostante gli arrangiamenti - spesso vivacemente rock - non glielo rendano facile. Si ascolti “Quel cerino” per esempio, in cui l’intenzione rock è affidata agli archi in un bellissimo gioco di tensioni o la già citata “Con chi sarai adesso”, ottima prova di scrittura musicale e testuale, nonché interpretativa.
Ma si ascolti anche “E tu va via”, dove la predominante linea di basso ci restituisce un Gazzé assolutamente a suo agio. La sanremese “Sotto casa” la conosciamo meglio, e possiamo aggiungere che ascoltare bene il testo – cosa che l’esibizione live all’Ariston non ci ha concesso – la rende assolutamente più interessante e persino pirandellianamente umoristica. Resta da dire dei temi, che vanno dal sentimento ingombrante della gelosia a quello drammatico della violenza, dall’enigmatico mondo spirituale a quello ingestibile dei sentimenti. Tirando le somme, “Sotto casa” non è un disco perfetto, perché sa essere tanto convincente quanto impenetrabile.
E noi non abbiamo ancora capito se ci piace.
Fonte: QUI


3. INTERVISTE:

Un brano che parla di ‘chiusura’ come atteggiamento assunto su determinate tematiche da parte del mondo laico e quello religioso. Un testo complesso e ricco di momenti di riflessione nato dopo l’incontro casuale con due Testimoni di Geova. Max Gazzè arriva sul palco dell’Ariston con lo stile di un fuoriclasse. La sua ritmata ‘Sotto casa’ affronta tematiche sociali molto attuali con un ritmo incalzante che ha scatenato la platea sanremese. Max che crede nella religione del cambiamento, con la consapevolezza stoica di chi segue il proprio istinto si dichiara fiducioso per il destino del nostro Paese e commenta: “Anche il Papa ha detto di aprire le porte”…

La tua partecipazione a Sanremo rappresenta un ritorno a casa sotto tutti gli aspetti…
In effetti si perché ‘Sotto casa’ è il mio ottavo album ed anche il disco che segna il mio ritorno con l’etichetta Virgin, inoltre partecipo a Sanremo dopo l’esibizione del 1999 e del 2000 sempre con Fazio.

Come vivi questo tuo quarto festival?
Stare qui dopo tanti anni è bello, si può dire che sono il più vecchio dopo Elio. Inoltre ho incontrato tanti amici come Silvestri e Cristicchi che provengono dalla mia stessa città.

‘Sotto Casa’ è il brano scelto da pubblico e critica per gareggiare a Sanremo, come nasce?
Sotto casa è nata dopo un avvenimento reale. Mentre un giorno io e mio fratello lavoravamo al disco due ragazzi hanno bussato alla porta, erano due testimoni di Geova ed abbiamo deciso di ascoltare quello che avevano da dire. Dopo l’incontro Io e Francesco abbiamo riflettuto sull’episodio ed abbiamo ipotizzato quello che sarebbe successo se nessuno gli avesse aperto. E quindi c’è venuto in mente un monologo fuori la porta. In realtà si tratta di un discorso molto più ampio perché rappresenta una riflessione sulla ‘chiusura’ tra il mondo laico e quello credente.

E’ vero che hai dovuto cambiare il testo per evitare incomprensioni?
Si il brano nasce con la strofa che termina con la frase ‘e porto Dio’ ma era un’assonanza’ eccessiva e poteva essere scambiata per qualcosa di diverso quindi ho preferito cambiare la parola. Non ho intenzione di offendere nessuno.

A proposito di chiusura volevo che tu commentassi l’esibizione di martedì di Stefano e Federico e del ‘mancato’ bacio tanto atteso…
Un bel peccato. Purtroppo in Italia con queste cose siamo indietro. Bisogna avere pazienza ma ci stiamo arrivando. La chiesa è un mastodontico gigante ed ha bisogno dei suoi tempi per muoversi. Sono però fiducioso, avremo anche noi le nozze gay. Il Papa oggi diceva che bisogna ‘Aprire le porte’, so che presto la situazione cambierà nel bene anche per noi.

Per la serata dedicata a Sanremo Story hai scelto un brano di ‘Nada’…
Domani sera canterò ‘Ma che freddo fa' di Nada, un brano bellissimo scritto da Migliacci e Martone, la cosa interessante è che la interpreterò senza modificare il testo, magari mi vestirò anche da donna…

In un ipotetico duetto con uno dei big in gara con chi ti piacerebbe esibirti?
Mi piacerebbe provare a cantare con una donna, Chiara, Malika o Annalisa, trovo che sarebbe una bella fusione di stili.

In questi anni hai avuto modo di farti notare anche per le tue capacità di attore, dapprima nel film 'Basilicata Coast to Coast' e successivamente nel musical 'Jesus Christ Superstar'…
In ‘Basilicata coast to coast’ c’è stato un bel lavoro per costruire il mio personaggio. Non è stato facile perché implicava una trasformazione temporale. E’ stato molto stimolante e spero di poter ripetere una performance analoga interpretando ruoli interessanti come quello. Anche in 'Jesus Christ Superstar' ho avuto un personaggio con un’interpretazione ‘dadaista’. Devo dire che mi piace molto recitare. L’ho sempre fatto, anche in passato con dei cortometraggi, i miei stessi videoclip hanno un’impostazione più cinematografica che fotografica.

Nel tuo album c’è un pezzo che s’intitola la mia libertà… qual è la tua libertà?
La mia libertà è osservare serenamente le cose che cambiano senza resistere. Un’ideologia un po’ zen.
Fonte: QUI


L'inviato del Giornale Radio Rai con Max Gazzè, in gara a Sanremo con le canzoni 'Sotto casa' e 'I tuoi maledettissimi impegni':




4. COVER di SOTTO CASA:

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5. TRACK LIST di SOTTO CASA:

  • 01. E Tu Vai Via 2:46
  • 02. Buon Compleanno 4:04
  • 03. Sotto Casa 3:57
  • 04. I Tuoi Maledettissimi Impegni 3:29
  • 05. Atto Di Forza 3:33
  • 06. La Mia Libertà 3:31
  • 07. Il Nome Delle Stelle 3:45
  • 08. Con Chi Sarai Adesso 3:37
  • 09. Quel Cerino 3:42
  • 10. L’amore di Lilith 4:21



Nr.01 - E TU VAI VIA



- Testo: E TU VAI VIA

Non è come fu per caso in cortile
io col naso alla finestra perso a guardare giù
e ti ho vista in un secondo ed eri già in fondo alle scale
scusa se domando "vivi qui pure tu?"
dove quell'incanto
dove le tue dita
odio ogni momento in cui non t'ho capita
vivere d'essenza
chiusi in una stanza
odio la coerenza tua sconsiderata

Non è detto che tutto debba cambiare
che l'amore sia banale dopo il primo baleno
non c'è niente che più mi faccia dolore
nè l'immagine di te col tuo prossimo amore

E tu vai via
scegli di corsa le tue cose
e poi vai via
ti metti in borsa anche le scuse
e poi vai via
la bocca morsa da una frase
e poi vai via dalle mie mani
via dalle lenzuola
via dai nostri buoni sintomi d'allora
via da ogni progresso
via dall'assinuto
come se non fossi ancora innamorato

Dov'è quella che se mi blocca sto male
smette il troppo che ha da fare per restare con me
che al mattino ritornando dopo il pieno di mare
dissi "amore pensa quando poi saremo in tre"
dietro le pareti
dietro l'illusione
dei miei baci dati per ostinazione

Non è detto che tutto debba cambiare
che l'amore sia banale dopo il primo baleno
non c'è niente che più mi faccia dolore
nè l'immagine di te col tuo prossimo amore

E tu vai via
mi fissi gli occhi come uccelli e poi vai via
strascico passi da ubriachi e tu vai via
potessi cominciar daccapo
ma vai via dai miei ricordi
via dalla ragione
via dai nostri sguardi in mezzo alle persone
via dai compromessi
via dall'infinito
come se non fossi ancora innamorato

Cos'è che di me già da un pò non ti piace
io non ho quasi più voce
dimmi tu che cos'è

Fonte: QUI


Nr.02 - BUON COMPLEANNO



- Testo: BUON COMPLEANNO

Il vantaggio di avere a disposizione almeno le prime
ore del pomeriggio e passeggiare, sta tutto nel tuo
quasi astratto abituale dosaggio nelle cure che
rivolgi al cane e non rimane che lasciarti fare.

E' così che immaginavo noi da grandi che tra
miliardi e più di sguardi, eroi, vertigini, promesse,
abbracci... quanto tempo a farci di carezze... e
quale inciampo al cuore fosse allora per me nn sai
quel guardarti rimanere come starebbe un fiore
sotto la neve

Buon compleanno, bellissimo amore
riuscissi soltanto a spiegarlo a parole
il tanto che danno le singole ore d'estate passate con te.

Di che cosa sono fatte tutte le emozioni e dove
piano aspettano distratte che una scusa di bufera o
terremoto le sprigioni da quell'angolo remoto di ogni
stupida paura?
Così accade negli incontri casuali che due amanti
chiusi com'è chiuso il pugno dei più soli, si ritrovino
le baraccia come ali che il destino consapevolmente
faccia verità di un sogno dove sboccia un fiore sopra
la neve

Buon compleanno, bellissimo amore
riuscissi soltanto a spiegarlo a parole
il tanto che danno le singole ore d'autunno passate con te.

Buon compleanno e, se tra 1000 di questi ci
troveran i resti uniti in eterno: "non eran soldati" le
stelle diranno "ma due semplici innamorati".

Penso a chi non ha più senno e meraviglia di questa
nostra condizione di animali strani che qualsiasi
cenno, verso, battito di cuore o ciglia sempre si
dimostrano praticamente uguali.

Buon compleanno, bellissimo amore
riuscissi soltanto a spiegarlo a parole
il tanto che danno le singole ore d'inverno passate
con te.

Buon compleanno e, se tra 1000 di questi, ci
troveran i resti uniti in eterno: "non eran soldati", le
stelle diranno "ma due semplici innamorati".

Fonte: QUI


Nr.03 - SOTTO CASA

      

- Testo: SOTTO CASA

Apra la sua porta,
Faccia presto…
Non importa
Cosa crede lei
Di questo
Movimento
Ma l’avverto
Che al suo posto
Non ci penserei
Due volte,
Dato l’imminente
Arrivo di Gesù,
Perché poi non torna più!
Mi son reso conto
Che serpeggia
Tra i credenti
Il malcontento
Per la pioggia
Di mancati
Appuntamenti
Nei millenni,
Ma si metta
Nei suoi panni…
Quell’incetta
Di pianeti
Da salvare…
Di pianeti da salvare!
Possa la bontà
Del vostro cuore
Riscoprire
Che la verità
Si cela
Spesso
Dentro una persona
Sola
E non è tanto
Il sesso
A consolare
L’uomo
Dal suo pianto,
Ma l’amore
Buono
Ed il perdono
Santo
Del Signore.
Lasci
Che le spieghi
In due parole
Com’è facile
Sentire
Gli echi
Bassi ed immorali
Di comportamenti
Frivoli e meschini
Quali
Certi
Omini
In abito da donna,
La vergogna
Che neanche gli animali!
Apri un istante
E ti farò vedere io
Che nasce sempre
Il sole
Dove
Cerco Dio,
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero,
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!
Lei non si dimostra
Illuminato
Dalla grazia della vostra
Santa Vergine Maria,
Lo chiami pure, se ritiene,
Il capo
Della polizia,
Ma a chi conviene
Tutta quella baraonda
Se l’ozono
S’è ridotto
A un colabrodo
E basta
Un solo
Farabutto
A fare in modo
Che dell’uomo
Non rimanga
Neanche l’ombra…
E poi ficcatevelo in testa:
Non si viene
Al mondo tanto
Per godere,
Ma soltante
Perché un bene
Superiore
Ci ha creati!
Apri un istante
E ti farò vedere io
Che nasce sempre
Il sole
Dove
Cerco Dio,
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero,
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!
So che sei lì
Dentro…
Non ti muovi,
Ma ti sento!
Oggi te la cavi,
Sì…
Ma non finisce qui!
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero,
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!

Fonte: QUI


Nr.04 - I TUOI MALEDETTISSIMI IMPEGNI

      

- Testo: I TUOI MALEDETTISSIMI IMPEGNI

Se tu lavori
Tutto il giorno
A che mi serve
Vivere?
Aspetto fuori
Il tuo ritorno
Pensando sempre
E solo a te.
Ma tu
Coi tuoi discorsi strani:
Cantare le canzoni
Oggi non basta più!
E non c’è una soluzione se non quella
Di rimpicciolirmi a dismisura
Fino al punto di traslocare nella
Borsa tua con gran disinvoltura…
Oppure supplicare e supplicare la tua ombra
Di cedermi la possibilità
Di rimanere là
A disposizione
Cambiando se tu cambi posizione…
O essere l’involucro
Di ogni
Funambolico
Pensiero che ti viene
Quando le giornate sono piene
Dei tuoi maledettissimi impegni!
Sei tu
Che mando
Giù
Nel petto
Quando
Mi getto
Vino
In gola…
E più ti respiro
E più t’ingoio
Più voglio
Rivederti ancora!
Forse c’è una soluzione buona in più:
Potrei farti da fermaglio
Per capelli
Se per sbaglio
Ti venisse voglia di tenerli
Su…
Oppure travestirmi da molecola di vento
E accarezzarti impunemente
Il viso mentre
Non hai tempo…
Non hai tempo!
E non c’è una soluzione
Se non essere l’involucro
Di ogni
Funambolico
Pensiero che ti viene
Quando le giornate sono piene
Dei tuoi maledettissimi impegni!

Fonte: QUI


Nr.05 - ATTO DI FORZA




- Testo: ATTO DI FORZA

Evade il buio arcigno
come una bolla d'aria verde, perfetto svaria
in comignoli dove pieno di pioggia
qualche abbaglio asciutto è un tuono di carta
ondeggia il cielo, rivela filamenti di nubi strette,

le braci violette
fosforescenti del sole già nato
fan del lago lento e sottile
un laminato d'argento
evapora immerso di nebbia come lenzuoli

e in mezzo alle labbra
due fili d'erba, lei tira sassi
ricurva sui buchi nell'acqua
riflessi, ci specchia i suoi pochi
vent'anni di età

ma dietro al cappello di paglia lui
calmo ritaglia un po' d'ombra
e si vanta ad un palmo da lei per quello che appare
da tanta bellezza ed immonda
perché la ragazza ha tradito,
lasciando a lui prati di niente e un
fuoco distante a incendiarlo.

pulsa l'aorta nel collo
della ragazza nuda
lo sballo una volta voluto è
carne che grida "aiuto"
si attacca alla panchina
un vento di latta,
la frusta sulla schiena e
aspetta la grandine
come un ceffone
farfuglia strambi cadaveri di parole.
Fasci di gelo inchiodano gli alberi allo sfondo
e questo ingombro di nuvole
nero sfoga rovesci
come minacce

il calo verticale l'attraversa appieno
e com'è diversa la vita reale,
i nubifragi son miti e
fragili stalattiti di cielo.

Fonte: QUI


Nr.06 - LA MIA LIBERTA'




- Testo: LA MIA LIBERTA'

Non mi è bastato, no, l'amore avuto in prestito da
te.
Il vuoto a rendere riprenditelo tu, così com'è.

Stai cadendo giù come intonaco dalle pareti e
sprechi un mondo tuo di balle, che non reggono più.

Li ho già grattati via come un solletico ed
inconveniente i tuoi profeti e certe assurdità
sull'utopia.

Non trovi meno astratto che l'autonomia
sentimentale sia evolita sempre dal concerto esatto
per il quale un sintomo d'amore si misura in dosi
come un recipiente.

Ma poi, se ti guardo, mi eviti gli occhi, come quando
si è colpevoli e vecchi. Sai che c'è? C'è che ognuno
fa quello che vuole e tu non hai idea di cosa sia
l'amore, noooo!

Cosa ne sai del fatto che si spacca in due la testa, il
mondo, tutto quant...
Un altro affetto ci si attacca addosso e poi non resta
che quel chiasso in mente a forza di capire, il più
importante
L'hai capito o no? si può avere tutto e subito, però
non è così che va la mia libertà

Se vuoi, se ci tieni, se l'idea ti consola, da domani
mi costringerai ancora.
Sai che c'è c'è che ognuno fa quello che vuole e tu
non hai idea di cosa sia l'amore, nooo noooooo!

Ci sei riuscita intanto a lasciarmi un altro buco in
petto e i miei segreti che ti ho detto come
biancheria sporca li hai ammucchiati sulla porta.
E avanza anche da sè, come una pelle o la mia
barba, questa bugiarda convinzione di confondere te
con un'usanza di quelle che riguardano il cuore.

Fonte: QUI


Nr.07 - IL NOME DELLE STELLE




- Testo: IL NOME DELLE STELLE

Sono un alichimista, un ingegnere, fantasista, forse sognatore...
Sono un uomo che possiede solo un'anima e non chiede ma cosa può importare? in un paese forse troppo diverso che non sa ascoltare;
in un paese dove sono diverso ed è diverso l'amore.

Con la mano sopra il cuore, sorrido e ti ringrazio ancora...

Basterà quest'acqua per ricchezza, che scorre e che piove, che scorre e che piove, (mi specchia.
Basterà l'odore della notte.
E posso dare un nome a tutte le stelle,
che riaccendono i miei occhi quando sono troppo tristi,
ma sempre così innamorati
che sono sempre così...
ancora così innamorati

Ho scoperto il freddo ed il rumore, tra l'indifferenza e una ragione
Guarda come scende questa neve: la porterò a mia madre per fargliela toccare
A volte io mi sento molto solo, a volte io mi sento meno vivo.
A volte io mi sento molto solo, a volte meno vivo

Con la mano sopra il cuore, sorrido e ti ringrazio ancora...

Basterà quest'acqua per ricchezza che scorre e che piove, che scorre e che piove, (mi specchia)
Basterà l'odore della notte
E posso dare un nome a tutte le stelle, che riaccendono i miei occhi, quando sono troppo tristi, ma sempre così innamorati,
che riaccendono i miei occhi quando sono troppo tristi,
ma sempre così innamorati
che riaccendono i miei occhi, quando sono troppo tristi,
ma sempre così innamorati,
che sono sempre così..
che sono sempre così innamorati...
innamorati

sono un alichimista, un ingegnere(a volte mi sento solo), forse un sognatore (x 2)

a volte mi sento solo (un sognatore)

Fonte: QUI


Nr.08 - CON CHI SARAI ADESSO




- Testo: CON CHI SARAI ADESSO

Come sarai adesso?
Forse i capelli più corti, un taglio diverso...
Non ce la faccio a scordarti. Tre settimane che abiti male il mio stomaco: ti ho mandato via, ma tu ormai non te ne vai più...
E dove sarai adesso? In quale stanza non smetti di piangerti addosso?

Se per un attimo uscisse da me quest'ultima tosse, per buttarti fuori, ma resti imbottigliata qui
Sei lontana, eppure mi divori...

Tu, la tua gelosia maledetta, che l'aria mi stava stretta
i tuoi sguardi eran sassi
se uscivo di pomeriggio
solo per farmi 2 passi...
E non capivi ch'è peggio.
Io, senza respiro, costretto da questo tuo chiudo fisso
a lasciar perdere tutto e
risparmiarti l'abisso...
del nostro amore perfetto...

Cosa farei adesso, che giorno e notte ci penso e ancora mi illudo?
E quando mi chiedo se i nostri eran silenzi maldestri di chi si allontana, o soltanto bastava anche a te avere accanto a me...

Tu, la tua gelosia maledetta, che dall'amore si scappa quando ce l'hai dappertutto, come l'assedio di londra,
ora guarda che hai fatto: il nostro amore che affonda... Io che sono stato costretto da questo tuo chiudo fisso
a lasciar perdere tutto e
risparmiarti l'abisso
del nostro amore perfetto...

Tu, la tua gelosia maledetta, quando però stavi zitta, con le domande già in bocca...
Sai quante volte ti ho vista fare una faccia corretta e dentro il cuore che scoppia
Io, senza respiro, costretto da questo tuo chiudo fisso
a lasciar perdere tutto e
risparmiarti l'abisso ...

E con chi sarai adesso?
Gli strapperei via di dosso il sorriso che ha messo...

Fonte: QUI


Nr.09 - QUEL CERINO

      

- Testo: QUEL CERINO

Vento che scalci nelle sere
e qualcosa fai cadere
dai tavoli all'aperto...

Vento
che sai muovere i capelli
sfogli pagine ed incolli
le foglie alle ringhiere...

Vento
ma se basta un altro idiota
la scintilla è una folata
per ricominciare il male
ho soltanto una domanda:
"Vento,
non ti accorgi che se incendia
è aria che devi fermare?"

Vento
che ti ho guardato anche
soffiare contro il moto orizzontale delle onde
e farne venature bianche...
ti ho visto da lontano
come un gigante nero all'orizzonte
diventare un uragano!

Vento
lo trovi divertente
quando la nebbia è un muro
stare lì a non fare niente?
Ma ti ho visto anche sicuro
spazzare via dal cielo nuvole di veleno

Vento
capirai perchè ogni volta che fai sbattere una porta
poi ci sobbalza il cuore...

Vento
siamo intrisi di paure
gente allergica al dolore
ai soprusi e allo spavento...

Vento
ma se basta un altro idiota
la scintilla è una folata
per ricominciare il male
ho soltanto una domanda:
"Vento,
non ti accorgi che se incendia è aria che devi fermare?"

Vento
che ti trastulli in giro
a fare caroselli di cartaccia in qualche abbandonato anfratto...

Vento
se almeno per dispetto
in un dannato giorno di bonaccia
avessi spento quel cerino!

Vento
soltanto una domanda:
"non ti accorgi che se incendia è aria che devi fermare"?

Fonte: QUI


Nr.10 - L'AMORE DI LILITH

      

- Testo: L'AMORE DI LILITH

Essere infìdo della notte
il più antico seme
di donna creata
la prima che fu ripudiata
sono il grido
che viene alle civette
in bocca, fessura corrotta
e labbra nere come pece
ho i denti filiere di luce
e gli occhi due lenti di fuoco

Rit: non volli, perfido Giove, il tuo viscido Adamo giacendogli sotto (l'amore di Lilith)

il mio cuore, capisci, è più libero, estremo, supremo, perfetto (l'amore di Lilith)

signora devota dell'aria
una remota, cattiva, ribelle madre di certa lussuria
in cerca di maschi nelle culle
ho amato creature viziose
demoni astrali in acque chiusi
e i miei osno figli con le ali
vampiri crudeli e maligni

Rit: non volli, perfido Giove, il tuo viscido Adamo giacendogli sotto (l'amore di Lilith)

il mio cuore, capisci, è più libero, estremo, supremo, perfetto (l'amore di Lilith)

ammiralo attento il mio nudo dipinto
il seno di perle sodo
e intorno alle gambe
un grande serpente si crea
la coda che serve da fallo
nel caso la dea mi richieda di farlo

Eva, tu fragile amante
l'avrai capito solo dopo
che fosti la prima di tante
(l'amore di Lilith)
di tante... (l'amore di Lilith)

Fonte: QUI


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